Storie ignobili n.12 – Uno stupido gioco.

UNO STUPIDO GIOCO.

Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione.
(Platone)

Buonasera , mi chiamo Antonella , ho 45 anni ,sono un medico chirurgo che professa in un grande ospedale e voglio rendere pubblico nell’anonimato un avvenimento succedutomi qualche anno fa , di cui me ne vergogno profondamente e che ha cambiato radicalmente il mio io , e i rapporti con mio marito. Un’allegria , una piccola trasgressione si è trasformata in una tragedia.
Siamo sposati da più di 20 anni , appena mi ero laureata .
Mio marito ha cinque anni più di me , cinquanta e abbiamo due figli che frequentano il liceo. Ci amiamo ancora come i primi anni , seppur ora il nostro rapporto con il tempo è cambiato diventando tenero ed abitudinario.
Mi curo molto nell’aspetto e nella persona e mi mantengo tonica giocando a tennis i fine settimana o facendo anche saltuariamente qualche pomeriggio che sono libera un’ oretta di cyclette e assieme alla dieta ottengo dei risultati soddisfacenti.
Mi reputo una donna gradevole e attraente , di statura normale , bionda con capelli lunghi che mi cadono sulle spalle , sono sempre morigerata e seria ,anche per la professione che svolgo , ma quella sera complice il vino e il caldo , eravamo allegri…. ma leggete e giudicate voi.

…Era il mese di luglio, un sabato sera.
Vivevamo in una fase routinaria della nostra vita .
Eravamo stati a una cena di matrimonio di una mia collega nel basso Piemonte e mentre
ritornavamo in giù verso casa nostra in Liguria ,decidemmo di non prendere l’autostrada , ma di
fare la statale.
Non l’avevamo mai fatta e volevamo viaggiare tranquilli senza la tensione della guida autostradale,prendendo un po’ d’aria fresca , vista la nostra allegria dovuta a qualche bicchiere di vino in più , che si beve sempre a queste feste e soprattutto avere la possibilità di fermarci in qualsiasi momento lo avremmo voluto.
In fondo ,avremmo allungato solo di mezz’ora il tempo del nostro viaggio.
Ridevamo e scherzavamo tra noi , eravamo allegri della bella serata trascorsa..
Io avevo un abbigliamento particolarmente sexy quella sera, un vestitino leggero di seta nero, molto scollato con spalline sottili, lungo fino a metà coscia e una giacca rossa dello stesso tessuto stretta sulla vita e leggermente svasata sui fianchi
Il modello era classico ed era stato creato da Coco Chanel , una vera icona di stile. Lo indossavo con orgoglio e ostentazione , era leggero e quasi trasparente lasciando trasparire sotto il tessuto il segno del reggiseno e la sua fattura decorata che mi dava eleganza e sensualità.
I capelli sciolti sulle spalle e alcune gioie al collo ,ai polsi e alle dita completavano il mio look.
Quella sera ero stata al centro dell’attenzione di tutti durante la cena.

Nonostante i mie 45 anni, mio marito mi diceva che ero bellissima e stavo molto bene vestita così , che ero una delle più affascinanti alla festa. Ero felice che lo dicesse , mi faceva sentire amata e sua.

Erano circa le 23 e percorrevamo la statale , tra il silenzio e il buio della sera inoltrata con l’aria fresca che entrava dai finestrini aperti a spettinarci e a rinfrescarci , si guidava bene a quell’ora e mio marito era rilassato , poche auto in circolazione e ogni tanto incontravamo qualche paese e tra l’uno e l’altro nessuno , qualche automobile ferma sui bordi stradali e campagne o boschi . Eravamo giunti quasi in Liguria .
Mentre sfrecciavamo sulla strada parlando del più e del meno delle nostre faccende famigliari e professionali e anche di noi ,passammo davanti a delle ragazze che si prostituivano ,delle battone e io guardandole , curiosa esclamai :” Dioooo!! Sono tutte giovani ! Chissà perchè lo fanno e quanto chiedono ?”
“Cinquanta euro . “ Rispose subito mio marito .
Mi voltai di scatto stupita ,chiedendogli :”Come fai a saperlo ?…Ci sei stato?…”
“No! No!” Rispose giustificandosi :” Non andrei mai con una prostituta . Con una donna come te , anche se tiepida non ho certo bisogno di andare con loro.”
“Allora come lo sai? “ Chiesi seria e invadente.
”Lo so perchè lo ha detto un mio collega separato che ci è andato la settimana scorsa. Prendono dai 30 ai 50 euro.” Rispose.
“Cinquanta euro?” Chiesi:” Sono tanti o sono pochi?” Non sapendo valorizzare quel mercato meritricio.
” Dipende dal tipo d i donna “ Rispose lui continuando a guidare .
“E che cos’è che da il valore a queste donne ?… Che quantifichi la tariffa ?“ Domandai curiosa . “Bè… dipende , l’aspetto e poi le capacità professionali :” Disse ridendo affermando subito: “Innanzi tutto l’aspetto fisico.”
Restammo un po’ in silenzio , andando verso la riviera.
Dopo un po’ di kilometri , appena fuori dal paese seguente , passammo davanti ad altre ragazze che si prostituivano , che passeggiavano sotto i lampioni. “Certo che sono giovani” Ripetei .

Poi all’improvviso non so cosa mi successe , forse l’euforia della serata appena terminata , l’aver sentito a quella cena tutti gli sguardi degli uomini su di me , domandai curiosa…
“Ma se danno cinquanta euro a loro . Io quanto valgo secondo te?.” Mio marito restò sorpreso :”Ma che domande fai?” Disse.
“Mi è venuta in mente osservandole!” Aggiunsi io.
“Ma non so!… Cosa ti salta in mente di fare questi paragoni , di confrontarti a loro? …A delle
puttane!” Rispose divertito.
“Così… per curiosità.!” Risposi.
E intrigata da quel discorso continuai : “ Secondo te quanto valgo ?”
”Ma non so !” Rispose lui :” Non me ne intendo , penso duecento euro , tu sei una bella donna, una signora affascinante , matura, ma attraente ed elegante …forse anche qualcosa di più di 200 euro.” Quello strano discorso mi eccitava e probabilmente anche a lui… e continuai. “Duecentocinquanta euro ?” Chiesi io …
”Bè non esagerare !” Rispose : “Forse si !…Ma non so …dipende.”
“Bè potrei provare a chiederlo. “ Dissi scherzando…sfacciata e divertita.
“Cosa? … E a chi vorresti chiederlo?” Mi domandò sorpreso .
“Be potrei provare a fare come loro ! Credi che non sarei capace.? “ Dissi ridendo.
“A fare cosa? “ Replicò , incredulo mio marito , facendo finta di non aver capito.
“A provare a mettermi lì sotto un lampione e chiedere alla prima auto che si ferma quanto mi darebbe , quanto valgo “ Gli dissi sempre ridendo divertita .
“Ma tu sei pazza!!!… Hai bevuto troppo stasera ! “ Esclamò serio…
“Vorresti prostituirti solo per vedere quanto ti darebbero?
Una donna come te , un medico …prostituirsi ?..Non dirlo neanche per scherzo.” Reagì infastidito.
“Ma no !!” Precisai io :”Cosa hai capito? Provare solo a vedere quanto mi offrirebbero ,qual’è la tariffa per una donna come me , senza andarci naturalmente .Figuriamoci se mi prostituisco!” Specificai chiaramente. Vedere il suo volto sbalordito da quella mia richiesta mi divertiva . ”Vorresti provare davvero?” Mi domandò balbettante.
“Ma solo per curiosità” Precisai e se tu sei d’accordo…se no non importa .”
Il vino che avevamo bevuto ci disinibiva e quei discorsi trasgressivi inconsciamente stavano giocando un ruolo determinate in quel momento , rendendoci irrazionali. Restò alcuni attimi in silenzio , pensoso , poi eccitato rispose:
“Bè ma devi sembrare una di loro !”
“ Non sono pratica ma posso provare !” Replicai ridendo.
Ci eccitava fare quella prova , eccitava anche a lui, me ne accorsi da come mi guardava e dalla voce. E passeggiare per gioco sotto un lampione eccitava anche a me, eravamo esaltati dall’alcol e da quella possibilità trasgressiva.
“In fondo è una prova , un gioco , siamo a cavallo delle due regioni e le strade sono deserte e non ci conosce nessuno qui! Vuoi davvero provare ?” Mi chiese.
“Se vuoi anche tu !” Risposi scherzosa : ”Vorrei solo provare a vedere quanto valgo!” Dissi con
civetteria inebriata da quella serata trascorsa.
Lui eccitato mi assecondò .
Ci guardammo in giro , non c’era un’anima viva , oramai era quasi mezzanotte .
“Qui non ci conosce nessuno. “ Ripetè lui come a giustificarsi di assecondarmi :” E poi è notte !”
Non finii la frase che esclamò:” Là va bene! “ indicando con lo sguardo uno spiazzo.
Si fermò sul bordo di una strada fuori dalla città appena passata , era poco illuminata ,c’era un lampione ogni 50 metri e parlammo .
“Ma sei sicura ?” Chiedeva eccitato sorridente , intricato da quella trasgressione.
“Ma certo !” Risposi sicura :” Non ci vado mica davvero , voglio solo provare . Chiedo quanto mi danno e se loro mi offrono 50 euro , io ne chiedo 100 e se ne offrono 100 , io ne chiedo 200 , aumento sempre di più e li faccio andare via.”
Era un gioco per me e anche per lui , trasgressivo che eccitava entrambi . Ma era un gioco pericoloso e non c’è ne rendevamo conto.
“Dovresti truccarti un po’ però ! Essere più volgare !” Esclamò lui :” Non hai il rossetto?” “ Si!” Risposi .
Con le mani tremanti ,tirai fuori dalla borsetta il piccolo beauty che portavo sempre con me , con tutto l’essenziale per avere il viso a posto .
“Come devo fare?” Gli chiesi.
“Devi truccarti il modo pesante , tanto rossetto , e mettiti del fard sul viso , devi sembrare una di loro.” Mi precisò.
Tirai giù il parasole dalla mia parte . Accesi la luce dell’abitacolo e osservandomi nel piccolo riquadro di specchio misi il rossetto e mi truccai.
Poi sfregandomi le labbra tra loro per amalgamare e spandere bene il rossetto mi girai verso lui :
“Va bene così?” Domandai eccitata.
“Si va bene.” Rispose :” Ma devi tirare su il vestito fino a quasi alle mutandine e mostrare le gambe , mettere la borsetta a spalla e aspettare , ma ti dovresti mettere sotto un lampione. E ricordati di dare sempre del tu.”
Ero infervorata , avevo un paio di scarpe in vernice ,nere come l’abito , con il tacco abbastanza alto . La notte non era fredda, anzi eravamo accaldati .
Su consiglio di mio marito mi tolsi la giacca rossa e i gioielli, compresi gli orecchini e gli anelli , restando solo con il vestitino di seta nero, leggerissimo e prima di scendere dall’auto mi diede un lungo bacio, mi sorrise e disse: “Vediamo l’effetto che fai agli uomini… sono molto curioso .” E chiuse la portiera dell’auto.
Ero anch’io curiosa di vedere che effetto facevo e quanto valevo .
Mi raccomandò per l’ultima volta di chiedere sempre un prezzo alto,così nessuno avrebbe accettato e avremmo solo vissuto quell’esperienza trasgressiva come un gioco, senza conseguenze. “Va bene !” Risposi :” Ma tu stai qui vicino!” Lo esortai.
“ Si, ma non posso restare in vista e in macchina se no sembro il tuo magnaccia e non si ferma nessuno e non posso nemmeno andare via e lasciarti sola .” Mi disse guardandosi in giro. “Eh si! “ Esclamò :” Ma non ci sono posteggi , mi tocca metterla laggiù tra gli alberi a quasi 100 metri…”
“Si mettila la!” Lo esortai io : ”Che resta nascosta ,poi vieni qui a piedi e ti nascondi dietro a questi cespugli che fanno da siepe , almeno siamo vicini e ci sentiamo quando parliamo.” Mi batteva il cuore forte .
Ero già particolarmente eccitata e mentre mio marito stava posteggiando, pensavo a quando mi avrebbero chiesto la tariffa. Se mi avessero fatto dei commenti pesanti, pensavo a come ero conciata, quasi nuda sotto quel vestito leggerissimo tirato su quasi fino agli inguini a mostrare le cosce , alle parti del mio corpo che si intravedevano sotto la trasparenza , a quello che sarebbe potuto accadere ,e tutto questo inconsciamente più che spaventarmi mi eccitava.
Arrivando di corsa esclamò:” Da laggiù sembri proprio una puttana vera!”
Sorrisi quasi lusingata dalla sua affermazione.
Poi si avvicinò baciandomi :
”Sono in questi momenti che capisco quanto ti voglio bene e di quanto una donna seria e rispettata riesca a diventare una porcellina . “
Mi osservava fissa:”Bè che c’è?” Gli chiesi :
“Pensavo che anche tu sei curiosa e peccaminosa per prestarti a questo ruolo. Ma sei bellissima, con i capelli sciolti e vaporosi sulle spalle, truccata volgarmente e disposta a giocare questa parte trasgressiva,complice delle nostre voglie.”
“Sai! “ Continuò eccitato dal luogo e dalla situazione: ”Mi piacerebbe che il vestito fosse ancora più trasparente perché tutti quelli che si fermeranno potessero guardarti, come se fossi nuda . Forse è troppo, ma la mia libidine si sta aggravando sempre più, mi piace vederti così!”. Disse sorridendo.
E mi mise sotto un lampione, mentre lui si nascose dietro a quel grosso e lungo cespuglio che pareva una siepe e per arrivarci al buio dovette fare un giro di 5 metri.
“Sai non posso credere che sei tu!” Mi diceva eccitato parlando da dietro al cespuglio. “Non posso credere ai miei occhi, la mia bella Antonella , la dottoressa Antonella , medico chirurgo apprezzato e conosciuto, sotto un lampione come una battona . Bellissima, con il vestito che le risalta le forme del corpo, tutta profumata, potenzialmente disponibile per chiunque volesse possederla , pronta a farsi accarezzare, toccare penetrare da un qualsiasi sconosciuto.”
“ Piantala di dire queste cose.“ Le rispondevo io turbata :” E’ solo un gioco ,una prova e null’altro.”
“Si lo so !” Diceva lui : ”Ma pensare che sei tu mi eccita. Pensare che sei una donna così seria in casa e sul lavoro , stimata e rispettata , chi ti conosce non potrebbe immaginare come sei veramente peccaminosa e lussuriosa in questo momento. Se ti vedessero i suoi colleghi dell’ospedale Nessuno di loro, il tuo primario compreso, chiunque ti conosca non immaginerebbe mai come sei
veramente in questo momento, quando la libidine e la voglia di trasgredire prevale sulla ragione.”

Da sola , iniziai a passeggiare come le puttane , quelle vere ,come le scene classiche che si vedono al cinema o in tv , era divertente .
Poco dopo arrivò una macchina , rallentò e si fermò vicino a me , io mi allontanai un po’ , vidi abbassarsi il finestrino elettrico e un tizio si sporse con il capo , dicendomi: “Quanto ?”
Una scarica di adrenalina mi pervase il corpo, mi aveva preso per una puttana vera. Ero agitata , ma riuscii a dire :
“Quanto valgo? …Quanto mi dai?”
” Come quanto vali? … Ti posso dare cinquanta euro per chiavare , sennò trenta se mi fai un pompino.” Disse.
“Cinquanta euro ?” Risposi io : ”Allora vai più su che ci sono le rumene e le albanesi , loro te la danno per cinquanta euro ! “ Esclamai ,aggiungendo :” E se insisti anche meno, per trenta euro!” Esaltata nella parte.
“Ma per un pompino quanto vuoi ?”
“Non ne faccio !” Risposi.
Ero divertita da quello che facevo e dicevo , ero sicura , a pochi metri c’era mio marito pronto ad intervenire.
“Ma tu quanto vuoi ?” Domandò.
“Cento euro ! ”Risposi io
“Cento euro? …Non c’è lo e poi non so se le vali !“
Stavo al gioco vedendo mio marito nascosto dietro al cespuglio ed ero tranquilla. Risposi maliziosa calandomi nella parte :”Le valgo… Le le valgo !”.
Ma questi non le aveva , erano troppi per lui e ripartì.
Restammo di nuovo soli nel silenzio della notte e alla luce del lampione , mi girai sorridente e vidi lui alzarsi dal cespuglio dicendo divertito:” Hai visto!! Ti ha preso per una puttana vera!”
“Me li avrebbe dati .” Dissi io ridendo :” Ma non li aveva .Mi mangiava con gli occhi …hai visto anche tu ?…”
“Si!” Rispose eccitato mentre ero voltata verso di lui , avevamo intenzione di andare via , ma lo vidi abbassarsi di colpo e sottovoce dirmi :” Prova con questo ! Spara duecento euro, vedrai che andrà via come l’altro .”
Subito dopo si fermò un altra macchina di grossa cilindrata , con un uomo che tirò giù il finestrino e mi chiamò :” Ehii bellaaa!!!”
Ruotai su me stessa come una vera puttana , ma non si vedeva in viso .
Si avvicino di più al finestrino e mi chiese : “Sei nuova ? Non ti ho mai vista qui …ma sei italiana ?”
“Si!” Risposi impacciata.
“Come ti chiami?”
Non sapevo che dire ed esclamai il primo nome che mi venne in mente, quello di una mia collega.
“Francesca!…Mi chiamo Francesca!” Ripetei.
Quell’uomo mi guardò e chiese la tariffa :
“Quanto vuoi ?”
Risposi con la solita domanda : ”Tu quanto mi dai? “ “Qual’è la tua la tariffa?” Ripetè .
Io non risposi , parlava a monosillabi e non ero nemmeno sicura che fosse italiano , non mi sembrava dall’accento .
La sicurezza me la dava mio marito , sempre nascosto dietro il cespuglio .
Mi guardò bene scrutandomi dalla testa ai piedi : “Per essere una puttana sei molto elegante! “ Esclamò.
Per farlo andare via dissi: “Cento euro!”
“Cosa! …Cento euro!” Rispose stupito .
“Allora vai con le rumene più in su !” Replicai io . E mi girai per andarmene.
“Aspetta! …Fammi vedere come sei fatta !” Chiese .
Maliziosa feci un passo indietro dall’auto allontanandomi dal finestrino e con civetteria ruotai su
me stessa chiedendo:
“Ti piaccio? “
Sentì dire dal buio dell’abitacolo : “ Si! … Te li do cento ! ” .
Mi fermai e mi girai sorridente facendo finta di nulla verso il cespuglio dove era mio marito e lo intravidi accucciato tra gli arbuti e le foglie che ascoltava tutto non facendosi notare . Mi rigirai e dissi pretenziosa :” Ne valgo minimo 200 di euro .”
L’uomo rispose : “200 euro? … E che c’è l’hai d’oro? Sei bella , ma sei anche stagionata !” Esclamò
Io sorrisi .
Quella contrattazione sulle grazie del mio corpo al finestrino era eccitante.
Dissi: ”Prendere o lasciare ?”
“Forse, le vali.” Replicò lui aggiungendo: “Vieni qui vicino, fatti toccare!”
Immaginavo mio marito nascosto , eccitato come me.
Vedendo che non mi avvicinavo scese dall’auto facendo il giro e si appoggiò al cofano dalla mia parte . Dicendo :” Fatti almeno vedere se li vali ?“.
Vidi dalla luce del lampione che era un uomo maturo , sulla cinquantina , ben vestito , tarchiato e pelato in testa . Vedendomelo a pochi metri d’istinto ebbi un brivido e con un gesto della mano , spostai il vestito cercando di tirarlo più giù per coprirmi le cosce.
Quando fu di fronte mi guardò e disse: “Sì potresti valerli , ma bisogna vedere se c’è roba buona sotto questo vestitino.”
“C’è!… C’è !“ Risposi io incoscientemente non capendo che quel gioco stava superando il limite.
Ma lui voleva che mi lasciassi toccare prima di spendere una somma così alta.
“E’ per valutare la merce !” Disse allungando una mano per toccarmi .
Mi discostai d’istinto, non mi piaceva più quel gioco , volevo smettere .
Non mi lasciai toccare, non volevo e mi allontanai da lui , avvicinandosi alla portiera posteriore della macchina !
Non c’era traffico e la strada era deserta, non passava nessuno, era una zona di confine regionale e poco frequentata.
“Duecento euro sono tanti sai !” Ripetè e aprendo la portiera dalla nostra parte disse all’improvviso :” Va bene te li do sali!…. Speriamo che li vali tutti. Dai , sali in macchina!” Restai spiazzata e senza parole da quell’affermazione e dall’imprevisto .
Cercai di voltarmi per guardare il cespuglio dove era mio marito .
Ma prima che mi riprendessi dalla sorpresa , quell’uomo mi aveva preso il polso stringendolo e piegandolo ripetè :” Su entra in auto!”
“E’ meglio di no!” Farfugliai , sperando che mio marito intervenisse . “Guardi che si sbaglia .” Dissi spaventata…
Ma alla mia resistenza fisica esclamò :
”Ed entraaa. ..hoo dettoo che te le do i 200 euro!”
Fu talmente veloce che mi spinse dentro facendomi sedere in auto, chiudendo la portiera con il telecomando e girando intorno ad essa fino al guidatore per risalire .
Sentii mio marito gridare:” Antonella scendi!!” E poi :” Lasciala stare bastardo!”
Capii di essere nei guai , mi si gelò il sangue nelle vene ; mai avrei dovuto salire in macchina con qualcuno, era solo un gioco e come tale doveva restare .
Cercai al buio di riaprire la portiera , ma non ci riuscivo , non sapevo dove era l’apertura , aveva la chiusura di sicurezza centralizzata e solo dal guidatore poteva farlo . Entrò anche lui e chiuse la sua portiera .
Mi trovai in macchina con uno sconosciuto che pensava che fossi una puttana .
Non sapevo chi era , avevo paura ..mi chiedevo perchè mio marito non era uscito fuori , ma d’altronde era stato tutto così veloce che probabilmente non ne aveva avuto il tempo.
“ E ora ! “ Pensai :”Ci inseguirà… Speriamo!”
D’istinto gridai… mi girai e vidi mio marito correre lungo il cespuglio i metri di siepe che ci separavano e quando giunse a noi , battendo sopra la carrozzeria con la mano , la macchina ripartì veloce con me dentro verso il buio della strada .
Mi voltai in dietro , lo sentii gridare e lo vidi sbracciarsi preso dal panico come me , ma l’auto s’allontanò spedita . Lo vidi girarsi e correre verso la nostra auto, che era a un centinaio di metri da dove eravamo .
Poi non vidi più nulla solo il buio. “ Chi era il tuo magnaccia?” Chiese quell’uomo.
“No,si sbaglia .” Risposi :” Non è come crede. Non sono la donna che pensa lei . Mi riporti indietro per favore e sarà ben ricompensato.” Le dissi .
Ma lui non mi diede retta , svoltò in una stradina laterale, c’è ne erano molte su quella strada e andò un poco avanti .
Pensai a mio marito :” Se prende l’auto e ci raggiunge , spiegherà lui che era un gioco. Ma se non ci riesce? “ Mi chiedevo tormentata :” E poi chi è quest’uomo ?”…Dio mio… non volevo pensarci .
Sentivo il cellulare squillare nella borsa , feci per prenderlo , ma quando lo ebbi in mano lui me lo tolse cacciandolo dietro e facendolo squillare a vuoto .
Ero convinta che mi avrebbe cercata e che fosse arrivato. Mi sentivo a disagio e intimorita in quella macchina, in quel sedile di pelle nera, con quello sconosciuto a fianco che guidava .
Pensai di spiegare la situazione , di dirgli la verità che avrebbe capito e dissi:
“Senta …guardi che è tutto un equivoco … io non sono quella che pensa , era solo un gioco e dietro
al cespuglio c’era mio marito.
“Un gioco?” Disse sorridendo.
“Sì !…Sì !..Un gioco stupido glielo assicuro ,volevamo solo vedere quanto valevo , quanto mi avrebbero dato ? Lo so ,c’è da vergognarsi , ma non era mia intenzione accettare niente da nessuno. Guardi io sono un medico !” Affermai tirando fuori il tesserino dalla borsa per mostraglielo. “C’è anche mio marito , giocavamo. Se si ferma glielo confermerà.” Aggiunsi, ma lui per risposta sbuffo:
“Be io ti do 200 euro e tu per me sei solo una puttana adesso.”
“Ma no guardi!” Ripetei:” C’è un equivoco … si fermi la prego mi lasci scendere.”
Avevo paura , mi domandavo chi era questo tizio grande e grosso con quella faccia brutta e massiccia che diceva che io ero solo una puttana per lui . Forse pensai se le offro dei soldi?
“Guardi gli do dei soldi se mi lascia scendere. “ Dissi , mentre lui si era infilato dentro delle stradine buie e continuava a sterzare e fare curve sullo sterrato , segno che conosceva i posti.
Presi il portafogli lo tirai fuori dalla borsa per dargli dei soldi , ma lui offeso mi diede un colpo alle mani facendo saltare tutto in aria e cadere sul tappetino al buio tra i miei piedi , documenti , carte di credito , tutto.
Mi chinai allungando la mano al buio tra le gambe per raccogliere .
“Ti ho detto che per me sei solo una puttana e adesso … bastaaa!!” Urlò , facendomi accapponare la pelle. “ E lo sai che lo sei ! Ti do 200 euro per chiavarti e cerca di farmi divertire e non cercare di scappare che è meglio per te se non vuoi che te lo dimostri.”
Ero terrorizzata , mi minacciava . “Diooo miooo!” Pensai :” Che posso fare?” Era deciso ad avere un rapporto sessuale con me , perchè mi considerava una puttana.
Con le lacrime agli occhi lo supplicai:
“Io sono stata sempre e sola di mio marito…Sono un medico glielo giuro! Sono sposata e ho due figli .La prego!“ Esclamai cercando di farlo ragionare.
“Non me ne frega un cazzo di quello che sei !! “ Fu la sua risposta : “Adesso sei un medico puttana e vuol dire che fai cornuto tuo marito facendoti pagare.” E rise. L’auto intanto si fermo in uno spiazzo sterrato al buio vicino alla vegetazione .
Mi guardò ! Ero impaurita , tremante con gli occhi umidi . Cercò di accarezzarmi ma mi ritrassi : ”Ti conviene non fare la ritrosa , ma partecipare da brava puttana e farmi godere se non le vuoi prenderle.” Disse …restai ammutolita , quell’energumeno minacciava di mettermi le mani addosso se non cedevo alle sue voglie … cercai di reagire .
“Ma ioo !…Guardi.!…” Provai a dire.
“Bastaaaa!!” Urlò ancora più forte facendomi sobbalzare dal sedile. “Tu ora sei una puttana , una puttana e basta !…Lo hai capito!!”
Aprì il portafogli , prese duecento euro e me le mise nella borsetta , lasciandomi sbalordita .Era
tutto così assurdo quello che accadeva.
“No ! Che fa?” Chiesi io.
“Zittaaa!!” E mi tirò su il vestitino guardandomi le cosce osservando anche lo slip di pizzo nero. “Hai anche le mutandine ? “ Disse come se fosse stupito :” Dai toglielo !…. Fai in fretta che ho voglia . Ti conviene essere affettuosa e disponibile ,se non vuoi che ti faccia diventare quel tuo bel visino pallido, rosso a suon di schiaffi.”
Avevo paura ed ero regredita diventando passiva , sarebbe stato capace di schiaffeggiarmi davvero. “Hai i preservativi chiese ? “
“No!…Non li ho ! Gli ho detto che non sono una prostituta.” Ripetei con le lacrime agli occhi piangendo.
“ Bè lo faremo senza allora!”. Esclamò lui . Continuando: “Ora però spogliati nuda, ti voglio toccare…anzi ti spoglio io troia!” Esclamò spostandomi le spalline del vestito, facendolo scendere alla vita , mentre piangevo silenziosa . Poi mi fece alzare il sedere dal sedile :
“ Alza il culo dai!” Disse e fece passare il vestito dal sedere alle cosce e poi giù alle gambe e lo lasciò scivolare sul tappetino dell’auto .
Subito mi tolse il reggiseno ,guardandomi le mammelle e accarezzandole.
“Belle!… Hai un bel seno da signora . Vedrai come ti farò godere quando te lo succhio.” Disse. Volle che fossi io a sfilarmi le mutandine come una vera puttana , cosa che feci . Oltre che impaurita , mi sentivo umiliata ma ubbidii e le tolsi piano , alzando e staccando ancora il sedere dal sedile , mentre lui abbassava lo schienale al limite.
Ero impotente, umiliata e spaventata. Mi fermai per la vergogna con le mutandine attaccate al pube , ma lui allungo le mani e le tirò giù a metà coscia . Guardandomi il sesso.
“Hai una bella figa curata .” Disse:” Con la striscia di peli come le signore . Dai togli le mutandine che ti voglio chiavare !”
Non potevo fare diversamente e lo feci , restando completamente nuda di fronte a lui, uno sconosciuto, su quel sedile di automobile .
Me l’accarezzo con la sua mano grossa e ruvida. Giocando con i peli.
“Quanto sei buona!! “ Esclamò:” Sei un gran pezzo di fica sai ?… Li vali tutti i duecento euro , anche di più. Ti voglio subito! Ti voglio tutta ! ” Ripeteva eccitato ed esaltato .
Quando fui nuda , iniziò a succhiarmi i capezzoli e palparmi ovunque , ero immobile e passiva , ma mi accorsi con preoccupazione che non ero insensibile alle sue carezze e nemmeno indifferente a quelle succhiate di capezzolo.
Abbassò i pantaloni , tirando fuori un pene molto grande , già duro e oscillante.
“La prego!” Lo supplicai ancora vedendo il suo pene grosso e ritto nella penombra : “Io non sono una puttana .” Dissi di nuovo .
“Bè stasera lo sarai! …E se non lo sei , lo diventerai da stasera. “ Rispose.
Mi allargò le gambe , si ci mise in mezzo e si sdraiò sopra di me , con il suo peso .
Non lo avevo mai fatto in macchina , nemmeno da ragazza con mio marito perché avevamo l’appartamento dei nonni . Mi sentivo incastrata , prigioniera di lui sopra me , sentivo il suo odore di sudore mischiato al suo profumo . Mi stordiva.
“Per favore ..la pregoo! ” Esclamai ancora piangendo.
”Zitta puttana!” Rispose lui , mentre sentivo che mi bagnava il sesso con la saliva e le sue dita frugare tra le grandi labbra .
Lo vidi sputare ancora sulle dita e poi portarle giù sul suo sesso a lubrificarlo. Non mi sembrava vero quello che succedeva.
”Non può accadere a me questo . “ Mi ripetevo pensando: “ E mio marito dov’è? Dov’è?“ Mi chiedevo sudata e spaventata.
Poi lo sentii sopra di me respirare forte e sentivo puntare qualcosa di grosso sulla mia fessura. Sentivo spingere e qualcosa entrava in me e mi dava un po’ fastidio ,ebbi un sussulto , avevo le lacrime agli occhi …Diooo …quell’uomo mi stava penetrando davvero …non volevo :
”Non voglio !” Dissi .
Ma lui incurante continuò spingendo ,aprendo le grandi labbra e penetrando in vagina e quando fu dentro mi mise le mani sotto i glutei e mi tirò a lui e iniziò a muoversi.
Mi sentivo la vagina piena .
“Non voglio!” Ripetevo ..ma lui continuava , finchè iniziai a sentire qualcosa di diverso che non avrei mai voluto provare restando in silenzio.
Lui probabilmente baciandomi si accorse che iniziava a piacermi , forse perchè si era dilatata e bagnata di più la vagina e incominciò a insultarmi :
“Hai visto puttana che ti piace ? Vedrai che adesso godi !…” Esclamò.
“Dioo questo no!” Pensai, era già umiliante essere penetrata , ma godere con lui e da lui, no…non volevo . Ma era più forte di me il piacere mi stava prendendo. Il mio corpo non rispondeva più alla mia mente , ma agli stimoli di quell’uomo.
“Ti chiaverò ben bene come la puttana che sei , lo meriti , anche se hai la figa un po stretta vedrai che te la allargo io . Dai !! …Dillo che ti piace ! Che sei puttana e che godi . Dilloo !” Ansimava con la sua voce roca.
Restai in silenzio , cercavo di trattenermi ma non ci riuscii e piangendo silenziosamente inizia a godere , mentre lui continuava a ripetermi:
“Dillo che sei una puttana ! Dilloo…dillooo!! Si mise a gridare forte e io come un automa lo ripetei.
”Sono una puttana!” E mentre lo dicevo , sentivo la vagina dilatarsi dal piacere e bagnarsi di più e anche lui lo percepì e continuò:
“Brava !… Brava la mia signora puttana! Brava il mio medico puttana che gode ! Brava!… Ora dillo che sei una troia..dai su! “ Continuò.
Lo sentivo correre dentro di me , arrivare fino in fondo a toccarmi l’utero , presa dal piacere mi lasciai andare.
”Si ! Sono una troia! Sono una troia! “
Mormorai smettendo di piangere …godendo mentre lo dicevo .
Lui invece continuava a umiliarmi: ”Ti piace battere ?” Mi chiedeva esaltato :” Su rispondi …dai su forza…daii!!”
“Siii mi piaceee! “ Farfugliai mentre godevo
“Brava ! Vedi che sei puttana … una puttana che gode , una puttana perchè io ti pago ..lo sai che ti pago vero perchè tu mi lasci chiavare?”
“Siii!!” Risposi godendo e confusa .
Mentre ero in quella posizione sdraiata , vidi sugli alberi l’illuminazione di fari che passavano li vicino .
Era mia marito che mi cercava , o meglio cercava girando la sua auto, senza trovarla , senza vederla, mentre sua moglie all’interno veniva abusata da quell’uomo.
Pensai a lui mentre godevo, lui era lì che mi cercava e io godevo con quello sconosciuto.
Poi mi diede dei colpi forti e profondi , da staccarmi con il sedere dal sedile e mi fece gridare dal godimento . Ebbi l’orgasmo come mai lo avevo avuto con mio marito , sentii arrivare un caldo improvviso dentro di me , nel mio sesso e nel mio utero e per reazione lo baciai in bocca stringendolo a me , spingendo il mio bacino contro il suo.
Lui si irrigidì , rallentò e iniziò a muoversi a colpetti , sempre meno forti e veloci , piccoli , quasi impercettibili, era bello e piacevoli sentirli .
“Dioo mioooo !!.. “ Pensai .
All’improvviso capii che mi stava venendo dentro , ma godevo anch’io e non avevo ne la forza ne la volontà di farlo smettere , allontanarlo da me , ero incastrata sotto di lui , al suo corpo . E mi eiaculò in vagina riempiendomi del suo sperma. Quando lo tirò fuori era enorme , violaceo con grossi vasi venosi sulla superficie.
Si rigirò e si sedette dalla parte del guidatore dicendomi:
“Adesso puliscilo!”
“Come puliscilo? “ Chiesi stupita .
“Con la lingua , come le puttane.” Rispose.
“Ma io …no! Mi fa schifo .” Dissi.
Mi prese i capelli e mi tirò sopra di lui :” Ora lo lecchi bene tutto ,lo pulisci , me lo lavi con la saliva e lo asciughi con la lingua . Capitoo!!”
Intimorita lo feci .
Mi piegai su di lui e lo leccai , assaporando il gusto del suo sperma e dei miei umori vaginali su di lui, devo dire che era pulito . Me lo fece prendere in bocca e succhiare, ero schifata , umiliata anche se non piangevo più. Il rossetto sulle labbra baciandolo si era sfatto assieme al trucco degli occhi dal pianto. Pensavo che mi era venuto dentro e che non ero ancora in menopausa ed erano due anni che avevo smesso di prendere gli anticoncezionali. Sarebbe stato preoccupante per me se mi avesse messa incinta , ma in quel momento avevo altro a cui pensare.
“Scendi! Mettiti il vestito .” Disse mentre lui da seduto si tirava su i pantaloni e si allacciava la cintura.
Tremante riuscii ad aprire la portiera , misi i piedi giù , sulla terra e le pietruzze , raccolsi il mio bel vestitino nero di Coco Chanel dal tappetino stropicciato e sporco dalle mie pedate, e lo rinfilai , .
Cercavo la lingerie , le mutandine e il reggiseno , ma trovai solo quest’ultimo al lume della luce interna.
“Su! Sbrigati o ti lascio qui!” Esclamò.
“Sto cercandole mutandine .” Risposi.
“Le cercherai mentre andiamo , intanto è normale per le puttane esserne senza.” Asserì.
Salii dentro , mise in moto l’auto e accese i fari.
Partimmo, uscimmo dalla stradina sterrata e ritornammo sulla statale , mi stava riportando dove mi aveva presa . Ero silenziosa e umiliata , mi sentivo offesa dentro, come donna , come moglie e come madre.

Quasi subito dietro di noi arrivarono i fari di un automobile ,era quella di mio marito che suonava il clackson e lampeggiava , finchè non arrivammo da dove eravamo partiti.
Ci fermammo e lauto di mio marito dietro noi , scesi subito , feci pochi metri e come lo vidi lo abbracciai piangendo . Mi vide sconvolta e chiese:
“ Che cosa ti ha fatto? …Ti ha?… Ti ha?…” Ripeteva senza continuare ,avendo paura di dire quella parola .
“ Si !“ Risposi con un filo di voce annuendo con il capo.
“Porco!!… Maledetto bastardo… ti denuncio !” Urlò scagliandosi contro di lui appena sceso.
Ci fu un a piccola colluttazione dove quell’uomo ebbe la meglio,colpendo e spingendo forte mio marito ,facendolo cadere a terra .
“Ti denuncio.!” Gridava mio marito :” Hai violentato mia moglie !”
In quel momento presa dal coraggio confermai gridando:” Si! ..Io non volevo…” Dando un calcio alla sua auto.
“Cosaaaa!!” Rispose lui furioso . Tirando fuori dalla tasca il cellulare urlando : “Li chiamo io i carabinieri. Ti ho trovata qui che battevi , mi hai chiesto 200 euro e te lo dati e adesso tiri calci alla macchina ?
Lo direte a loro che non è una puttana , quando la schederanno e a te ti denunceranno come magnaccia ,il suo sfruttatore. Non sei il primo e non sarai nemmeno l’ultimo che porta la moglie a battere . “Strillò.
Restai ferma e in silenzio mentre mio marito impaurito si alzava .
Aveva ragione.
D’istinto presa dal panico che chiamasse davvero i carabinieri gli dissi :”Non lo faccia! ..Non li chiami…per favore , era solo uno stupido gioco .”
“Ahhh !! …Adesso avete paura di finire sui giornali? … Ehh!!” Esclamò.
Ci rendemmo conto che ci teneva in pugno , se avesse chiamato la polizia o i carabinieri , sarebbe stato uno scandalo…la vergogna e il disonore per noi.
“Allora se vuoi che non faccia niente e me ne vada, digli la verità!” Gridò.
“Quale verità ? “ Chiesi io impaurita.
“Che ti sei tolta tu stessa le mutandine per farti chiavare …da sola! … E che godevi quando ti chiavavo . Ti piaceva!”
Diventai rossa come un peperone , mi vergognai e abbassai gli occhi davanti a mio marito , farfugliando qualcosa di quasi incomprensibile.
“Chiedilo! Dai chiedilo alla tua bella mogliettina tanto per bene… il medicooo !!…” Esclamò sarcastico : ”Che le piaceva !… Le piaceva essere puttana quando la chiavavo ! “ Gridò rientrando in macchina e sbattendo la portiera, cacciando fuori dal finestrino la mia borsetta da sera con tutti i miei oggetti dentro e il cellulare che caddero a terra .
Accese il motore e mentre era dentro prese le mie mutandine nere dal tappetino e partendo tenendole tra le dita con il braccio fuori dal finestrino le fece volteggiare in aria e c’è le lanciò dicendo :
“Queste sono sue! … Cornutooo!!! …Gliele faccia rimettere alla sua signora ,perchè se no rischia di diventare una battona vera.” E partì veloce facendo stridere le gomme sull’asfalto.

Restammo in silenzio e ci abbracciammo , quel gioco era finito… male
Raccolsi le culotte da terra assieme alle mie cose e le misi nella borsetta e stravolti salimmo in macchina e tornammo lentamente a casa nostra , mentre io in silenzio mi riordinavo il viso e il trucco . Non parlavamo , solo poche parole e lui che mi ripeteva che avrebbe voluto ammazzarlo quel porco per quello che mi aveva fatto , se non fossi intervenuta io. Ma lo diceva per giustificarsi della sua paura.
Mi chiese se era vero quello che aveva detto quell’uomo , che mi ero tolta io le mutandine di mia volontà .
“Si!” Risposi ”Ma sotto la sua minaccia, mi picchiava se non lo facevo.”
“Ed è vero che godevi?”… Continuò.
“No! Non è vero! “ Replicai: ”Non crederai a quell’essere spregevole Come avrei potuto in quella condizione , è come se mi avesse violentata.”
Dentro di me pensavo .”Ecco…è questo che gli interessa , se ho goduto o no, non come mi sento io, cosa ho provato e cosa provo.”
Ma la mia preoccupazione era un’altra … mentre tornavamo verso casa , sentivo il suo sperma colarmi fuori dalla vagina e macchiarmi il vestito , ero senza slip e quel bastardo mi aveva riempita,
” Speriamo che non mi abbia messo incinta .” Pensavo .
A mio marito non dissi nulla , decisi mentre viaggiavamo che se fosse stato così , avrei fatto una rcv ,la revisione della cavità uterina , un curtage o raschiamento come si dice volgarmente.

Ma grazie a Dio non c’è ne fu bisogno , il mattino dopo seppur sconvolta andai subito nell’ospedale dove lavoro , nell’ambulatorio di ginecologia, erano passate solo poche ore da quel rapporto sessuale e ne avevo 72 di tempo e dicendo che era per una mia cara amica , mi feci dare dalla mia collega ginecologa ,una pdg , la pillola del giorno dopo ,presi immediatamente una compressa di Levonorgestrel, che avrebbe bloccato l’ovulazione se mai ci fosse stata . Non restai incinta.
D’altronde che potevamo fare? Eravamo impotenti , non potevamo denunciarlo , avremmo dovuto dimostrare cosa facevamo noi lì …e poi lo scandalo il lavoro e i figli.
Arrivati a casa mi andai a lavare subito ,una doccia purificatrice e feci una lavanda vaginale, introducendo anche un ovulo antinfiammatorio , avevo la vagina arrossata , mi bruciava ,c’è l’aveva grosso e me l’aveva irritata.
Ero turbata, in bagno ci pensavo , non avevo mai goduto così tanto e il fatto che mi avesse trattata come una puttana inconsciamente mi era piaciuto. Ma lo tenni per me non lo dissi a nessuno , mi vergognavo perfino a pensarlo. Nei giorni successivi , feci anche gli esami del sangue , ma erano tutti normali.
Poi controllando nel portafoglio ,mi accorsi che non c’era la carta di identità, ma c’erano i suoi 200 euro.
Lo dissi a mio marito , gli raccontai l’episodio della botta sulla mano quando volevo dargli i soldi per farlo desistere dal suo proposito e mi fece cadere tutto dalla borsetta . Oppure senza accorgermene l’aveva presa lui e ora sapeva chi ero …dove vivevo e dove lavoravo .
Mio marito disse :” Di lui non sappiamo niente , non abbiamo nemmeno preso la targa… Che vuoi fare , attendiamo se si fa avanti.”

E’ passato qualche anno e sono ritornata a fare il medico , rispettata e stimata da tutti e non si è mai fatto vivo ,meno male, ma viviamo sempre con questa apprensione , soprattutto io che a volte ho il pensiero che ritorni e mi tratti ancora come una puttana. A volte lo sogno, non so se come incubo o fantasia , se con ossessione o desiderio .
Quel gioco l’avevo pagato a caro prezzo , sono davvero stata una puttana per una notte .
Misi i suoi duecento euro in un porta gioie come ricordo ,erano soldi guadagnati con il mio corpo.
Li tengo a testimonianza di quello che è accaduto , ogni tanto li tocco , ne sento il tatto con le dita , chiudo gli occhi e ripenso a quella sera, ho l’illusione di essere ancora là in macchina con lui …e ne sono ancora turbata.

Dott.ssa. Antonella.

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