Storie ignobili n.22 – Storia di Ely.

STORIA DI ELY.
( Come sono diventata una puttana)

STORIA VERA

Note:
“Alle donne non sono concesse complessità e sfaccettature: o sei madonna o sei puttana.”
Charlize Theron

Questa è la confessione , di quanto mi è accaduto negli ultimi cinque anni della mia vita ,con
ripercussioni negative anche su quella di mio marito e soprattutto di mia figlia.
A causa di un uomo che credevo d’amare e mi amasse ,da madre e moglie fedele , rispettata e
stimata , per amor suo , paura e arrendevolezza ,sono arrivata ad essere una puttana …da
marciapiede .
Mi chiamo Elisabetta, Ely per gli amici e conoscenti.
Oggi ho 47 anni , ma all’epoca della mia confessione ne avevo quasi 42 anni, ero sposata con un brav’uomo che amavo, ma soprattutto a cui volevo molto bene e ,avevamo una figlia di 15 anni di nome Sabrina.
Vivevo a Genova, in un palazzo di un quartiere popolare, ed ero impiegata presso l’Ospedale San Martino della città, in un ufficio della struttura .
La mia abitazione non distava molto dal lavoro, un km circa e in genere andavo a piedi, di auto ne avevamo una ma serviva a mio marito. Ero fortunata ad avere vicino casa i negozi e la scuola che frequentava mia figlia.
Ero bionda, con i capelli lunghi e vaporosi e gli occhi chiari, dai bei lineamenti. Ero sempre stata una donna seria ed onesta, senza grilli per la testa come si dice a Genova, fedele al marito, con una bella famiglia . In quel periodo vivevo una situazione particolare , di stress interiore e di crisi estetica, come capita spesso a molte donne sposate della mia età, non mi piacevo più… .
Avevo perso ogni interesse in me stessa, mi consideravo vecchia, non più attraente agli uomini. Nei diciotto anni di matrimonio, avevo preso dei chili di peso, il mio corpo era maturato, le mammelle ingrossate così come il sedere, mi si era formata la pancetta che tutte le signore della mia età odiano, iniziavo ad avere qualche piccola smagliatura o venuzza sotto pelle, evidente sulle cosce dalla cute chiarissima.
Ero in una fase di trasformazione da giovane donna a signora adulta e faticavo ad accettarmi,
specialmente davanti allo specchio quando mi guardavo nuda o quando non riuscivo più a stare nei pantaloni o nelle gonne di qualche anno prima.
Facevo diete e ginnastica in casa, avevo acquistato quegli strumenti che reclamizzano sulle tv
Private, ma quando mi pesavo, il risultato deludente non compensava il sacrificio che facevo, la lancetta si spostava di poco, demoralizzandomi di più… .
Naturalmente era una mia fissazione di non piacermi e non piacere, ma anzi gli uomini mi
trovavano molto attraente.
Ero rispettosa dei valori in cui credevo,della famiglia e della vita coniugale che mi imponevano di essere madre premurosa e moglie fedele.
Ero una donna con ancora desideri sessuali ,ma come molte erano repressi , che non riuscivo a
soddisfare nell’esercitare i doveri coniugali con mio marito ,unico uomo della mia vita e, a non
provare più quel piacere delle prime volte e spesso fantasticavo con la mente, anche mentre facevo sesso con lui, a sua insaputa… .
Mai però avrei osato e avuto il coraggio di tradirlo davvero, ma mi piaceva giocare …
fantasticare …sognare.
Il mio abbigliamento era informale , anche se mi rendeva piacente.
Non vestivo in modo vistoso e provocante, ma normale , da signora , mamma … e impiegata.
Gli uomini comunque mi guardavano quando andavo al mare la domenica con mia figlia e mio
Marito, in costume mostravo un corpo maturo e invitante, che nonostante qualche eccedenza attirava gli sguardi, con mio celato piacere, soddisfazione e compiacimento di mio marito ad avere la moglie ammirata.
Purtroppo trasferivo nella vita di ogni giorno quella mancanza di interesse e fiducia che percepivo in me stessa .
Come scrivevo sopra, in quel periodo cominciavo vedendo avanzare gli anni, a godere sessualmente mentalmente e, da quello che sarebbe successo in seguito, sono sicura che quel mio pensare e fantasticare fu il preludio del mio cambiamento.
Capii in quel periodo di avere ancora desiderio sessuale e una carica erotica verso gli uomini che mi guardavano e sorridevano, cercando di reprimere l’istinto piacevole che provavo ad avvertire i loro sguardi e le loro voglie su di me.
In quel periodo avevamo conosciuto una famiglia, il cui marito, di nome Antonio, faceva lavori
saltuari e aveva lavorato per un periodo come imbianchino anche con mio marito Eugenio, che era decoratore edile e tinteggiatore di appartamenti .
Da dipendente provvisorio, era diventato suo amico, con il quale frequentava qualche uscita alla sera e quasi ogni domenica andavano allo stadio di calcio assieme.
Conoscevo anche la moglie, Angela, una donna della mia età, un tipo giunonico e un po’
Altezzosa, che faceva la commessa in una panetteria. Anche loro avevano una figlia dell’età della mia, frequentavano lo steso liceo ed erano nella stessa classe e la confidenza ci spinse a darci del tu.
Questo Antonio , dopo vari lavori saltuari ,era stato assunto da una cooperativa che operava
nell’ospedale in cui lavoravo anch’io , facendo il distributore di materiali sanitari nei vari reparti .
Non era un bell’uomo, ma un tipo, simpatico, maschio e spesso con la scusa di prendere o portare le bolle di materiale in entrata o in uscita , veniva negli uffici e chiacchierava con noi impiegate e anche con me … del lavoro,delle figlie e anche di Eugenio mio marito, sempre con rispetto ed educazione.
Più di una volta ci offrì il caffè alle macchinette distributrici, all’inizio non accettavo , non mi
andava ,non lo ritenevo un comportamento corretto nei confronti di mio marito , poi, essendo
sempre insistente ogni volta che mi incontrava , acconsentii e accettai il caffè .
Mi accorsi che in quelle piccole pause mi faceva i complimenti e mi corteggiava e, tutto sommato mi faceva piacere come donna , anche se non era il mio tipo e io soprattutto non ero il genere di moglie da dare confidenza oltre il consentito.
Nelle settimane e nei mesi che seguirono , vedendomi disponibile alle pause di caffè, si fece
avanti in modo audace e sfacciato, offrendomi anche passaggi in automobile per tornare a casa, cosa che declinai sempre naturalmente, però mi piaceva il suo corteggiarmi, mi faceva sentire ancora apprezzata e desiderata e lui me lo faceva capire apertamente. Mi gratificava in un certo senso la sua insistenza e la sua scelta di offrirla solo a me e a nessun’altra collega… .
Un giorno, presi una storta e mi feci male alla caviglia, misi della crema di lasonil e del ghiaccio
e il gonfiore assieme al dolore il giorno seguente svanì , però mi avevano raccomandato di non
caricarci sopra camminandoci molto e, la distanza da casa mia all’ospedale era di quasi un km.
Quel mattino con le colleghe alla macchinetta del caffè andai zoppicando. Antonio, che era
presente mi vide e chiese cosa era accadut :
“ Come mai zoppichi?”
“ Ho preso una storta!” Risposi ridendo per la stupidità del fatto.
“ Non posso camminare molto!” Precisai .
E lui subito pronto come se non aspettasse altro mi chiese: “E per tornare a casa?”
“ Chiederò un passaggio alle colleghe visto che Eugenio non può venire , oppure mi toccherà
prendere il taxi o il bus .” Esclamai sorridendo sorseggiando il caffè , immaginandomi già la sua domanda che arrivò puntuale.
“Ti accompagno io!!” Esclamo convinto .
“No grazie!” Risposi gentilmente declinando l’invito, ma lui insistette.
“ Mi offro io di riportarti a casa .” Continuò . Ma replicai di no subito.
“ Non importa mi accompagnerà qualche mia collega!” Ripetei.
“ Noooohhh!… Non puoi trattarmi cosi!” Esclamò sorridendo:” Io spasimo per te e tu rifiuti le mie gentilezze … sei crudele! “ Esclamò facendomi sorridere, e mentre le colleghe si allontanavano chiacchierando tra loro, spiegai ad Antonio che non era conveniente ne per me, ne per lui che ci vedessero insieme in auto.
“ Siamo tutti e due sposati e non è opportuno che mi vedano arrivare a casa assieme a t , con tutte le pettegole che ci sono nel palazzo, sai cosa penserebbero…?” Pronunciai sorridendo. Proseguendo:
”E se lo venissero a sapere mio marito e tua moglie, che mi sembra molto gelosa, non sarebbero contenti”.
“ Ma non ci vedono, ti lascio prima e poi … mia moglie …” E non finì la frase.
“ Tua moglie?” Prosegui io .
“ Mia moglie… sai com’è dopo tanti anni… .”
Lo capivo … e mi piaceva quella sua insistenza, era come un gioco per me farmi corteggiare da
lui e vederlo rendersi disponibile , quasi servile per me, mi entusiasmava.
Insistette ancora e accettai:
“ Ma mi lasci prima di casa!” Gli imposi.
“ Certo …certo !” Rispose felice . “Ti aspetto alle 14.00 poco dopo il cancello d’entrata .”
Finito il mio turno di lavoro, uscii fuori dall’ospedale e lo vidi fermo sul marciapiede sorridente ad attendermi, con l’auto vicino, una Citroen C1 piuttosto datata.
Come un autista mi aprì lo sportello e salii in macchina e subito lentamente si diresse verso casa, e si iniziò a parlare un po’ di tutto , del lavoro, delle figlie, dei rispettivi consorti e di noi ,
dicendomi apertamente e sinceramente che io le piacevo:
“ Ma se hai una bella moglie!” Gli dissi provocatoria e felice interiormente di quella
affermazione.
“ Ma io preferisco te! “ Rispose sfacciatamente.
“ Ma lo sai che tra noi non ci potrà mai essere niente se non amicizia?” Precisai.
Lui mi guardò in viso con uno sguardo desideroso e all’improvviso vidi la sua mano allungarsi
sulla mia gamba, appoggiarsi sul ginocchio e salire poco e piano verso la coscia.
“No Antonio!” Esclamai:” Questo no! Cosa ti ho detto prima? Se vuoi avere amicizia con me,
togli subito questa mano !” Dissi perentoria.
Ma lui continuò ad accarezzarmi la coscia e mi piaceva, Dio solo sa in quel momento quanto mi
piaceva sentirla accarezzare da lui, ma le presi il braccio e glielo rimisi sul volante. Ma lo riposò sfrontatamente .
“ No Antonio! Ti ho detto di no! Siamo sposati e se continui e mi manchi di rispetto scendo
subito! “ Minacciandolo: “Guarda che se fai così non salgo più in macchina con te!” .
“ No no!!” Subito retrasse la mano e m i guardò dispiaciuto, dicendomi:
“Hai ragione scusami… ma non è mancanza di rispetto nei tuoi confronti, ma desiderio di te!
Non ho saputo resistere, tu mi piaci molto Elisabetta…” Affermò quasi implorante.
Apprezzavo la sua considerazione di me,ma non volevo, ero sposata con una figlia e credevo nella famiglia e nel matrimonio, anche se mi piaceva sentirmi accarezzata e iniziava a piacermi anche lui come persona.
“Ma siamo sposati e anche tu lo sei … .” Gli ripetei. Ma mi interruppe … .
“ Si siamo sposati , ma io non amo più mia moglie, desidero te da quando ti ho conosciuta , mi fai impazzire Ely , ma ti rispetto e ti chiedo scusa se ti dico queste cose. “
Ero frastornata, mi agitavano e piacevano le sue parole, il dirmi che mi amava mi lusingava, ma sarebbe stato impossibile , ma lo capivo, anch’io mi sentivo attratta da lui. Ero pervasa da
sentimenti ed emozioni contrastanti, volevo allontanarlo, ma allo stesso tempo volevo che
restasse e mi dicesse quelle parole e si comportasse in quel modo.
Mi accompagnò a casa senza fare altro. Fu di parola e mi rispetto nei miei propositi.
Quella sera a letto con mio marito che dormiva, pensavo a lui e alla sua mano sulla mia coscia … mi era piaciuta avvertirla, mi aveva dato piacere sentirla sulla mia pelle e ora la desideravo ancora e iniziava ad attrarmi anche lui, a piacermi i suoi modi di fare, di parlare e gesticolare. Sapevo che non avrei dovuto , ma a fantasticare di essere con lui non peccavo … .
La mattina dopo sul lavoro lo vidi ancora e dentro di me ne fui felice pur senza farglielo capire.
Mi invitò a prendere il caffè e andai volentieri . Quella mattina , non so perché, mi truccai un poco, in quel periodo non lo facevo frequentemente.
“Sei bellissima oggi!…” Esclamò appena fummo soli . Sorrisi compiaciuta dentro di me.
“ Scusami per ieri , ma sai non ho resistito, sei così bella… sono un po’ innamorato di te!” Mi
informò apertamente.
“Ohh!!! Che parolone!” Risposi felice interiormente della sua frase.
“ Ma tu hai tua moglie…”Dissi :” Ed è una bella donna!” Aggiunsi con un pizzico di invidia e
civetteria .
“Ma tu sei più bella di lei , più erotica, più attraente… più!!” Dichiarò con enfasi.
“Ohh dai!!” Esclamai:” Smettila se no torno a lavorare!” Ma quelle prole mi facevano sentire
donna e mi piaceva il suo corteggiamento e il fatto che preferisse me a sua moglie e, anche lui
iniziava a piacermi, lo pensavo quando ero sola e questo era un segnale di pericolo che sottovalutai, perché anch’io interiormente ero attratta da lui.
Mi invitò ancora per un passaggio,ma declinai:
“ No grazie Antonio!“
“ Ma dai Ely! …Non ti tocco più!” Insistette.
“Oggi no!” Risposi :” Sono già d’accordo con la mia collega.”
“ Ma posso sperare ?” Chiese
“Sperare si ..” Dissi ridendo.
E dopo vari giorni di incontri alla macchinetta distributrice del caffè, anche di noi due soli , la
confidenza guardandoci negli occhi e sorridendoci aumentò ,dimostrandosi sempre gentile,
rispettoso e assiduo corteggiatore. Oramai mi piaceva anche se non era un bell’uomo e iniziavo a sentire attrazione per lui. Il sapere di incontrarlo , mi stimolava a farmi bella, truccarmi, vestirmi bene, a piacermi di nuovo. Avevo iniziato a tenermi di più a interessarmi a me stessa, andare qualche volta in più dal parrucchiere e riconsiderarmi, ad abbigliarmi in modo diverso, anche se sempre classico, ma giovanile, con più allegria e, ad una sua ennesima richiesta di passaggio che non mancava mai di farmi a ogni incontro, accettai ancora.
“ Ma mani a posto !!” Precisai ridendo.
“Te lo prometto!” Rispose lui ricambiando il sorriso. Si stava instaurando tra noi una sorta di
complicità trasgressiva.
Quel pomeriggio salii in auto con lui , con la speranza segreta che ci riprovasse, per questo avevo messo la gonna , ma non potevo dirglielo o farglielo capire apertamente , ero una signora, la moglie del suo amico e la mamma dell’amica di sua figlia… oltre che della moglie.
Non volevo fare sesso con lui , non lo avrei mai fatto, però mi piaceva giocarci , farmi desiderare e farmi fare qualche carezza anche intima, sentirlo eccitato per me come un cagnolino, sentirmi desiderata da lui e preferita a sua moglie e vederlo rispettoso di me. Mi sentivo attratta da lui ma non glielo facevo capire.
Dopo essere partiti iniziammo a chiacchierare.
“Senti qualcosa per me?” Mi chiese con uno sguardo ammaliante.
“Si! “ Risposi decisa:”Simpatia tanta…” E sorrisi.
“E basta?”
“Si!!” Esclamai sorridendo di più e annuendo il capo vedendolo farsi in viso rassegnato.
Arrivati in prossimità di un complesso di caseggiati privati che si trovavano sul nostro percorso, svoltò , fece una rampa in discesa ed entrò in un parcheggio sotterraneo condominiale, attraversò uno spiazzo privato e improvvisamente si infilò nell’unico garage che aveva la basculante aperta, restando al semibuio e appartati .
Il box era piccolissimo. Una portiera era quasi contro la parete mentre l’altra si apriva quel tanto che permetteva al guidatore di uscire dalla macchina.
Subito mi preoccupai:
“Che intenzioni hai!?” Chiesi seria.
“Solo chiacchierare!” Rispose lui .
“E perché proprio qui?” Domandai ancora.
“ Così parliamo tranquillamente ,me la imprestato un amico!”
“Solo parlare ?” Asserii guardandolo.
“Si!” Affermò.
“ E’ qui che porti le tue amanti?” Domandai sarcastica.
“ Che amanti? Non ne ho!… Ma se tu fossi la mia amante, ti porterei in una reggia… ” Dichiarò
sorridente.
“Oddioooo!!!” Esclamai divertita ,mentre lui riprese il discorso dicendo che le piacevo , che era
innamorato di me .
“Anch’io sento qualcosa per te .” Gli confessai:” Ma non dobbiamo essere passionali, siamo sposati, abbiamo i figli i nostri coniugi si conoscono , c’è amicizia tra le nostre famiglie… .” E mentre parlavo di queste cose, lui riprese da dove s’era fermato la prima volta, posò facendo finta di nulla la mano sulla coscia continuando a parlare e, vedendo che io non la spostavo, cercò di abbracciarmi .
“Che fai?” Chiesi arretrando.
“Voglio stare solo un po’ con te, parlare senza che niente e nessuno ci distragga ,disturba o ci veda?”
“ E perché mi abbracci ?” Gli domandai osservandolo con attenzione.
“ Perchè voglio esserti vicino, parlare e sentire il tuo contatto, mi accontento di questo, ma se non vuoi possiamo andare via. “ Disse togliendo il braccio.
Lo guardai in silenzio, piaceva anche a me che mi toccasse, ma non potevo dirglielo e non volevo che togliesse le mani da me e se ne andasse.
“ Parlare possiamo…” Dichiarai divertita senza darglielo a vedere. Mi piaceva condurre quella specie di gioco, vederlo intimorito di quello che voleva farmi.
Dopo aver parlato un po’ pretestuosamente del più e del meno, si avvicinò dicendo:
“Posso darti una bacio sulla guancia?” Pareva timido, sembravamo due ragazzini innamorati in auto e mi piaceva la situazione e divertiva anche a lui .
“Sulla guancia si!!” Risposi avvicinando il viso a lui ,ma come sospettavo, si portò subito sulle
labbra sfiorandomele con le sue e palesò le sue intenzioni cercando di baciarmi in bocca . Preso dall’istinto dicendo parole insensate mi mise le mani sotto la gonna ,posandola tra le cosce.
Le strinsi , ma non gliela tolsi e non dissi nulla.
Provò in tutti i modi di farmele allargare e cedere, arrivando a spingere la sua mano su, fino sulla stoffa delle mutandine che copriva il mio sesso ,toccandolo e premendo e con l’altra ad
accarezzarmi sul seno, mentre io ferma e passiva lo lasciavo fare eccitata , finchè prese tra le dita l’elastico e sentii che voleva tirarle giù:
“No! Questo no!!” Esclamai reagendo, cercando di togliergli le mani e ingaggiando una sorta di
divertente lotta.
Era determinato , ma riuscì a respingerlo.
“Adesso basta!!!” Affermai decisa tenendo ferma con le mie le sue mani .
Lui si rese conto che non avrei mai ceduto. Si fermò e mi chiese scusa , con un senso di
umiliazione e di sconfitta .
Non riuscì a combinare niente.
“Mia figlia mi aspetta a casa !” Dissi. Lui capì e accese il motore.
Quella volta contava di riuscire a combinare qualche cosa di più e a me in fondo piaceva, dopo
una resistenza di circostanza, mi ero lasciata andare e, fingendo di oppormi, cercavo di agevolare i suoi tentativi nel toccarmi.
Ma l’auto era una utilitaria ,troppo piccola per fare quello che lui pensava ,non ci sarebbe stato lo spazio e poi io non avrei mai accettato di fare sesso con lui e quindi fu costretto ad accontentarsi di qualche carezza e toccamento.
L’incontro si concluse con me eccitata e lui che voleva tirarlo fuori dai pantaloni perché lo
masturbassi.
“Non farlo Antonio !!” Le esclamai decisa :” Perderesti la mia stima per sempre!” E si fermò.
Mi sentivo bagnata tra le cosce e penso che lo fosse anche lui della sua eccitazione.
Ripartì e mi riportò a casa. Non parlava , si vedeva che era adirato.
Quello che era successo anche se non c’era stato niente di serio ,era stato divertente. Quello che sperava di fare si era ridotto solo a strusciamenti, ma tutto era stato erotico e divertente .
Fu la prima volta che ci salutammo con lui che aveva il muso, perché mal sopportava che io non mi concedessi ,non solo ad avere un rapporto sessuale, ma anche atti di libidine su di me .
Restai turbata dal suo comportamento, dalla sua insistenza ,ma lo superai psicologicamente.
Quell’episodio mi aveva eccitata e ci pensai ancora a casa e comunque lui mi piaceva e, nei giorni seguenti riprendemmo a incontrarci sul lavoro come se nulla fosse mai avvenuto.
Quello che mi piaceva di lui , era che si dimostrava rispettoso , ci provava , ma poi quando le
dicevo di smettere lo faceva e questo mi dava fiducia e una certa padronanza su di lui.
Inizia a pensarlo mentre facevo l’amore con mio marito, facevo in modo di rivivere quei momenti e quelle sensazioni di trasgressione e per godere pensavo di chiavare con lui.
Non sapevo perché ,ma in quei momenti che ci provava con determinazione ero turbata, eccitata, avendo timore però che se Antonio avesse insistito di più, forse avrei ceduto.
Quel pensiero di essere sola in auto con lui che ci provava mi eccitava e intimoriva, facendomi
provare brividi di piacere .
Tra no si era instaurato una sorta di rapporto particolare … una forma di connivenza a vivere quei momenti trasgressivi, dandogli io passivamente con il mio silenzio assenso, il consenso limitato a provarci, a praticare atti di libidine su di me, che avrei potuto benissimo impedire.
Nei giorni seguenti chiacchierando seppi da una collega ,pettegola , che Antonio aveva flirtava
anche con una nostra collega del provveditorato .
La prima reazioni che ebbi nel venirne a conoscenza , fu rabbia mista a una forma di gelosia e
quando ci incontrammo alla macchinetta del caffè glielo rinfacciai in modo ,ironico:
“Dici che sei innamorato di me e poi fai il filo a un’altra ?” Fu imbarazzato:
“Ma no è una conoscente! Scherziamo io e lei !” Rispose giustificandosi.
“Scherzi come fai con me? La porti in macchina?” Domandai pungente e irata senza mostralo .
“Ma no te lo giuro! Io vorrei sapere chi mette in giro queste voci?… Chi te l’ha detto?” Mi chiese
ancora.
“Si dice il peccato ma non il peccatore … .” Gli risposi velenosa .
Pensandoci con il senno del dopo, mi chiedo ancora perché mi comportavo in quel modo, forse
ero gelosa davvero in quel momento, ma non lo ammettevo a me stessa oppure per il mio carattere sull’esclusività, quello che ritenevo mio ,dovevano essere solo mio.
Fatto sta che gli feci molte domande , un po’ dettate dalla curiosità e un po’ perchè mi piaceva che mi dicesse tutto di lui, della sua intimità , anche i fatti segreti che non confidava a sua moglie.
Dopo aver ascoltato le sue spiegazioni e una parziale sua ammissione ,confermandomi che lui
amava solo me , gli domandai velenosa:
“E dove la porti in auto?”
“No! “Rispose:” Con te è diverso , credimi , tu mi piaci , con lei sono uscito solo per orgoglio
maschile, lo corteggiata , ma tu sei diversa per me!”
“E dove le porti?” Ripetei astiosa:” Non me lo vuoi dire?”
“Ho un appartamentino…” Sussurrò.
“ Ah!!!..Hai un appartamentino e dove?” Domandai interessata e femminilmente curiosa di indagare nella sua vita privata.
“In periferia ,verso Nervi! …Sulla riviera di levante a Quarto!” Affermò.
“E lo sa tua moglie che la fai cornuta?” Chiesi perfida e maliziosa, quasi spaventandolo .
“Certo che no! Ho l’appartamento ,ma non c’ho mai portato nessuna, credimi… te lo giuro.”Replicò.
“Ahh!! Vorrei vedere …!” Esclamai dubbiosa . Ma quelle parole furono semplicemente una
esclamazione , un intercalare nel discorso , ma lui ,ignorante… le interpretò nel senso reale e non metaforico e rispose:
“ Se vuoi ti porto a vederlo, non è niente di speciale.” Affermò indifferente.
Lo guardai, mi aveva frainteso, ma non glielo dissi, dentro di me ero curiosa… e quel giocare con lui , sapere i suoi segreti mi eccitava.
“E’ di una mia cugina che è all’estero, io ho le chiavi e glielo tengo pulito e in ordine, anche mia
moglie lo sa!”
Forse era vero , ma io comunque non gli credevo.
Non dissi nulla e ci salutammo.
A casa alla sera ci ripensai divertita, certo le avevo fatto un bell’interrogatorio e sorrisi dentro me e questo mi soddisfaceva .
Riflettendo con calma , mi resi conto che in quella discussione lo avevo rimproverato di avere
quell’appartamentino e si manifestava in me il desiderio di vederlo.
Ero curiosa, lui mi corteggiava e mi piaceva , non esteticamente perché non era bello, ma per
quello che era, un donnaiolo e sapeva anche oramai che non le avrei mai concesso nulla di me, se non qualche sorriso bacio di sfuggita, strusciamento o carezza.
Mi ero convinta che Antonio fosse una persona controllabile, seria e in fondo buona .Si
conoscevano le nostre famiglie ,lui era amico di mio marito e io di sua moglie, le nostre figlie si
frequentavano e andavano a scuola assieme e pensavo che non si sarebbe mai permesso di andare oltre un certo limite se non avessi voluto. Credevo che mi temesse, che al massimo si sarebbe accontentato di provarci … mi avrebbe toccata e accarezzata come aveva cercato di fare la volta precedente e quello glielo avrei concesso.
Il caffè con lui era diventato un appuntamento quotidiano, come le sue insistenze per
accompagnarmi in auto , bere qualcosa da soli e farmi vedere quell’alloggio ,tanto che il personale pettegolo a vederci assieme, iniziava già a mormorare qualcosa tra me e lui che non c’era.
Insistette spesso e declinai l’invito un paio di volte, poi vista la sua insistenza e la mia curiosità e desiderio di restare ancora sola con lui, tra mille dubbi ed incertezze ,accettai:
“Se accettassi …” Dissi sorseggiando il caffè:”… terresti le mani a posto?“ Ben sapendo che non
l’avrebbe fatto.
“Certo!…Non puoi dubitare , hai visto che ogni qualvolta il cuore mi ha spinto a fare atti di
Passione, quando lo hai chiesto ho sempre desistito e lo sai!” Esclamò rassicurandomi.
Era vero … ma , vedendomi pensosa aggiunse:
“ Solo per vedere che non sono quello che pensi… e poi ti riporto a casa!”
Come dicevo sopra , acconsentii, mi sembrava tutto così trasgressivo ed eccitante il poter rivivere quei momenti provocatori che avevo già passato con lui.
Non avrei dovuto , ma non trovai motivi che mi impedissero di andare e accettai. Ma gli feci
capire che era solo per pura curiosità e non per altro… .
Sinceramente non mi sarei preoccupata di qualche sua avance, che senz’altro ci sarebbe stata,
quelle le accettavo, mi piacevano e anche qualcosa di più , ma oltre no. Solo qualche carezza e
basta!
Sarei andata solo per curiosità, per provare il brivido di essere sola in un appartamento con lui che mi desiderava e tutto questo …mi eccitava. Ma dopo quella volta non lo avrei più incontrato in quel modo. Quello strano rapporto di amicizia trasgressiva che c’era tra noi , avrebbe dovuto finire prima che arrivasse alle orecchie dei rispettivi coniugi, già in ospedale qualcuna mormorava che ci fosse una storia tra noi.
Quell’incontro purtroppo fu l’inizio di una serie di avvenimenti che avrebbero portato alla
separazione da mio marito e allo stravolgimento della mia vita di donna , madre e moglie.
Quel giorno con una motivazione di famiglia, uscii un paio d’ore prima, lui mi aspettava in auto.
Chiacchierando , mi portò sul litorale, fino a fermarsi in un posteggio sul lungomare, affianco
all’appartamento. “E’ lì!!” Disse.
Era una palazzina nel vecchio , quasi vuota. Scendemmo dall’auto e fatti una decina di metri a
piedi, entrammo in un portone e salimmo nell’appartamento che era arredato con mobili vecchi, stile anni sessanta .
Mi fece accomodare in quella specie di soggiorno con un angolo salotto e portò dalla cucina da
bere , a me offrì una bibita e lui bevve una birra e iniziammo a chiacchierare accendendosi lui
una sigaretta.
“Sarebbe questo i famoso appartamento dove porti le tue amanti?” Dissi ironica.
“Ebbene si!” Rispose lui serio stupendomi .
“Ah!… Dunque lo ammetti che qui ci porti le tue amanti !” Esclamai tra il serio e lo scherzoso.
Sorrise, ma io continuai :
“ E ci hai mai portato qualcuna che lavora in ospedale?” Chiesi curiosa.
“Si! …una !!” Rispose ridendo.
“Ah bene !” Esclamai io, e sempre più curiosa domandai:” Sposata?”
“ Si sposata con una figlia!” La mia curiosità divenne invadenza.
“ E la conosco?”
“Si !” Rispose .
“E posso sapere chi è ?” Chiesi interessata, pensando di scoprire chissà quale segreto su qualche collega. Io ero seduta sul un divano e lui in piedi, ma venne a sedersi vicino a me .
“Chi è !” Domandai ancora impicciona.
“Sei tu !” Rispose sorridente.
E in quello strano gioco, sorpresa per essere stata abbindolata da lui risposi risentita:
“Io??… Ma io non sono la tua amante!”
“Ma lo diventerai!” Esclamò serio .
“Ne sei sicuro? … Io proprio non credo!“ Ribattei.
“Si!” Rispose serio guardandomi negli occhi e allungando la mano verso le gambe
accarezzandomele.
Quel gioco mi piaceva, mi eccitava ,anche se mi aveva preso in giro.
“Cosa vuoi fare con quella mano? “ Chiesi mentre mi toccava le ginocchia.
“Come in auto!” Rispose sincero e io sorrisi.
“Stai tranquilla,rilassati !” Mi disse passandomi il braccio sulle spalle e tirandomi a lui, iniziando a baciarmi sul viso, sulle labbra e poi spingendomi la lingua in bocca, che io scellerata e passiva, eccitata lo asciai fare .
Quel bacio, il primo che mi diede con la lingua in bocca fu esplosivo … Dioooo, sentii ribollirmi
di caldo la vagina. Di seguito mi accarezzo le gambe e il seno , mi piaceva e lo lasciai fare, lo
desideravo, mi toccava sul sesso, era eccitato anche lui, si vedeva dai pantaloni gonfi e lo sentivo duro premere sul fianco o sulla coscia.
Eccitata lo lasciai andare avanti e baciandomi mi tirò su la gonna e accarezzò le mutandine sul
sesso … Diooo fu bellissimo. Le accarezzava premendo mentre mi baciava , facendomi godere
tanto e, io lo stringevo e lo baciavo. Pensavo che avrebbe tentato di tirarle giù per penetrarmi ed ero pronta a dirgli di no, a bloccarlo, invece con mio stupore si fermò da solo, smise di
baciarmi e tolse il la mano dalla figa e si alzò tirandomi su dal divano e dicendo:
“Vieni ! Ti faccio vedere la casa.!”
Mi parve strano che smettesse di giocare sessualmente con me per farmi vedere la casa:
” Forse immaginava già che lo avrei fermato.” Pensai ingenuamente.
In piede rassettai la gonna e lo segui . Mi mostrò la cucina… era in ordine , il bagno pulito , una
cameretta con un lettino e per ultimo la camera da letto e io curiosa di quell’ambiente per me
erotico e trasgressivo lo segui all’interno …e dopo avermi fatta entrare , chiuse la porta dietro di se dandole anche un giro di chiave e togliendola dalla serratura.
Lo guardai negli occhi mentre metteva la chiave in tasca, poi guardai la stanza, era classica, un
letto matrimoniale, armadio basso a tre ante, comodini con le gambe lunghe, tutto pulito ma
vecchio.
Lui cammino, sedendosi sul letto, guardandomi in modo strano e io mi fermai davanti a lui.
A un certo punto esclamò:
“Spogliati!”
Lo guardai sorpresa e stupita senza rispondere:
“Ho detto spogliati !” Esclamò ancora :” Non farmelo ripetere!”
Restai sbalordita da quel suo comportamento, ma lui vedendo che non mi muovevo rinnovò
l’invito con voce alterata:
“Cosa ti ho detto? Spogliati !!!
“Ma come devo spogliarmi?…Perché?” Esclamai io, ricevendo per risposta :
“ Perchè lo voglio io !…Nudaaa.!!” Urlò.
“Nuda!!?… Ma sei pazzo?!!” Esclamai.
“No! Non sono pazzo, ma spogliati nuda! …Ubbidiscimi!” Ribadì con calma, mentre l’aria in
quella stanza era diventata tesa e io lo guardavo meravigliata del suo atteggiamento.
“Come ubbidiscimi? Che significa?” Domandai risentita e indignata.
“Significa che devi ubbidirmi!” Rispose:”Hai capitooo!!!” Urlò ancora.
“Cosa? … Non ci penso affatto, scordatelo questo!” Affermai decisa :” Tu sei pazzo!!“ Ripetei .
Non sapevo che fare , forse scherzava, feci un falso sorriso ma ero preoccupata, spalancai gli
occhi e corrugai la fronte e lui ripeté sempre guardandomi fissa :
” Spogliati!! ”
Ma io non accennavo a farlo, mai lo avrei fatto, non era nei miei intendimenti, allora lui perdendo quella calma apparente che aveva all’improvviso gridò forte:
“Nuuudaaaaaa!!!!! …Ti ho dettooo!!!… .” Spaventandomi.
“Voglio uscire! Fammi tornare a casa !” Esclamai intimorita dal suo comportamento
avvicinandomi alla porta e facendo segno con la mano alle chiavi che aveva in tasca per aprirla.
Mi guardò sorridendo scuotendo la testa incurante della mia tensione e ritornando calmo e
tranquillo sempre seduto sul letto ripetè:” Spogliati nuda!”
Era un tormento ,sembrava un disco incantato, ma visto che non lo facevo e anzi aspettavo davanti alla porta che aprisse per uscire, lui si alzò dal letto, mi venne vicino e sempre guardandomi negli occhi sorridendo, mentre io lo osservavo con aria di timore e di sfida, inaspettatamente , mi tirò uno schiaffo fortissimo sulla guancia, ed urlando con quanto fiato aveva in gola, facendomi paura ripetè come impazzito:
“Spooogliatiiii!!!!!”
Restai paralizzata da quel comportamento , la guancia mi doleva, ci portai sopra la mano e la
sfregai per lenire il bruciore ,guardandolo in faccia. Nessuno mi aveva mai dato uno schiaffo in
viso, nemmeno i miei genitori e tanto meno mio marito.
Ero terrorizzata ,con la mano sulla guancia dolorante ripetei impaurita:
“ Voglio andare via !.. Apri… portami a casa per favore … non mi sento bene!”
“ Ma allora non hai capito!? “ Esclamò tirandomi un altro schiaffo forte come il primo dalla parte opposta, più umiliante e bruciante del precedente.
Ero allarmata:
“ Ma perché fai così Antonio?” Balbettai:” Perchè? …Che succede?”
Ma senza darmi retta urlò ancora:”“Spogliatiiiii!!!”
Colpendomi con la mano sul capo e dicendo:
“ Ma allora non capisci quando ti parlo?! Non vuoi capire che ti devi spogliare adesso, qui!
Subito!! Nuda!!… E allora ora te lo farò capire meglio! “E dicendo così , si slacciò la cintura dei
pantaloni e la sfilò fuori dai passanti , con me che lo osservavo incredula e terrorizzata.
Vidi che dalla parte della fibbia la prese in mano e diede due giri di cuoio sul palmo.
“ Che vuoi fare Antonio? No!.. Non puoi!” Pronunciai con voce tremante.
“ Ora vedrai se non posso!! … Se non farai come ti dico io con le buone, lo farai con le cattive, ma vedrai che ti spoglierai!” Dichiarò facendomi paura.
Vedendo che si avvicinava con quella cinghia pendente al fianco della gamba che arrivava al
pavimento e sapendo che mi avrebbe certamente colpita supplicai:
“ No … no! Stai fermo… va bene mi spoglio! ..Mi spoglio! …Ma non mi picchiare ti prego!”
Non potevo fare altrimenti terrorizzata e prigioniera di lui, cominciai a spogliarmi, mentre
Antonio guardandomi sorrideva con un ghigno trionfale.
Mi tolsi la maglia e poi la gonna mentre lui mi osservava.
Quando rimasi in mutandine e reggiseno lui mi ordinò:
“Via tutto! …Nuda !!”
Esitai …nessuno mi aveva mai vista nuda oltre a mio marito e pronunciai piena di vergogna:
“No… nuda no per favore !” Ma lui tiro un urlo agghiacciante e per niente umano che mi spaventò di più… .
“Nudaaaaaa!!!!!!” Ti ho detto..” Ripetè con gli occhi fuori.
Ubbidiente e atterrita dal suo urlo , mi tolsi quello che avevo addosso, portai le mani dietro la
schiena e sganciai il reggiseno facendolo sfilare dalle braccia e restando con le mammelle grosse e pallide penzolanti sul torace. Poi sempre con lui che mi guardava, in preda all’imbarazzo e la vergogna, con il viso segnato dalla tensione e dalla paura, presi l’elastico delle mutandine a slip e le tirai giù, alle ginocchia e alzando una gamba e poi l’altra le tolsi appallottolandole in mano, tirandomi su eretta .
D’istinto cercai di mettere le mani sul sesso e sul seno per coprirmi, ma lui non volle, fu categorico:
“ Non coprirti! Lasciati guardare!“ Esclamò. E poi facendo segno alla mia mano disse :
“Dai qua!” Riferendosi alle mutandine che tenevo in mano.
Le spallotolò e le guardò:
“Dove le compri?… Al mercato ? “ Disse ridendo gettandole sulla sedia, mentre io ero ferma e piena di vergogna avevo voglia di piangere. Stavo vivendo un incubo.
All’improvviso prese il suo cellulare smartphone dicendomi:
“Togli le mani di lì!” Capii quello che voleva fare .
“ No Antonio … questo no ti prego! … Mi hai già vista nuda… .” Lo pregai ,ma riprendendo la cinghia dei pantaloni in mano ripetè:
“Toglile e sorridi! “
Umiliata le tolsi , mentre lui mi fotografava nuda … .
“Girati , mettiti di profilo e di dietro!” Pronunciò fotografandomi da tutti i lati.
Dio che vergogna , in quel momento pensavo a mia figlia e a mio marito …e incominciò a scattare una fotografia dietro l’altra ,non so quante ne fece.
Dopo aver posato il cellulare sul comodino, si è avvicinò e iniziò ad accarezzarmi i capelli e poi a toccarmi le mammelle, a stringerle, provandone la consistenza.
Stessa cosa fece tastando il sedere e poi le cosce , come se fossi una schiava in vendita al
mercato . Non potete immaginare come fosse umiliante , mi sentivo un oggetto e mentre mi
osservava esclamò:
“Però hai ancora un bel corpo ! …Due belle mammelle grosse e pallide …e che bei capezzoli!…Te li ha mai ciucciati tuo marito??” Disse ridendo . Disgustata non risposi .
Abbassò lo sguardo sul mio sesso e lo guardò a lungo,come se lo studiasse:
“Hai troppi peli sulla figa! Non mi piacciono le fighe pelose, sanno di sporco . La prossima
volta la voglio depilata completamente, come quella di mia moglie! Per il prossimo incontro la
voglio tutta liscia…!!!” Mi avvisò alzando la voce.
“Quale altra prossima volta? Quale prossimo incontro?”Pensai:”Non mi vedrai mai più!!”
Poi girandomi attorno mi guardò dietro il sedere, lo accarezzò premendolo:
“Anche il sedere è bello, pieno e alto, da vera signora!“ E gli diede una pacca sopra facendola
schioccare, come se fossi una cavalla.
“Sei più figa di mia moglie ,hai meno pancetta e cellulite dietro le cosce di lei“ Disse sorridendo.
Quando fu davanti ,abbassò la mano sul mio sesso per toccarlo .Cercai di fermarlo prendendole il polso con tutte due le mani, ma all’improvviso con l’altra ,quella libera , mi tirò un ceffone inaspettatamente e violento, da farmi girare il capo facendomi male:
“ Ahh !! …Non picchiarmi !!! Mi fai male!“ Mi lamentai da dolore.
“E allora tu stai ferma e fai quello che ti dico io se non vuoi prenderle… .” Era categorico mi parlava come se fossi stata sua, come se fosse il mio padrone e io la sua schiava. Ero sua prigioniera .
Non vedevo l’ora che tutto finisse e mi riportasse a casa …e cercavo di assecondarlo.
E così abbassando le dita le passò sui peli e sulla fessura della figa, accarezzandola dolcemente.
Dalla vergogna chiusi gli occhi al passaggio delle dita e provai un brivido …forse di piacere.
Passò la mano più volte sul sesso , delicatamente ,cercando con il dito tra i peli l’entrata della
vagina , fissandomi nel viso e negli occhi che chiudevo dalla ignominia che provavo.
Aveva un’aria da padrone e un sorriso strafottente.
“ Ti piace ehh !! Hai i capezzoli duri!” Esclamò…Ed era vero , la situazione, la paura di lui e forse anche l’eccitazione me li fecero diventare turgidi.
Poi all’improvviso spinse il dito dentro facendomi sobbalzare e gemere esclamando un :
“Noo!!” Che mi morì tra le labbra assieme al disonore di quello che provavo e, penetrandomi con l’anulare, affermò:
“ Sei stretta!!… Ma ti chiava Eugenio?” E rise da solo …. Dioo che vergogna e che mortificazione
provai e, muovendo il suo dito dentro me esclamò:
” Però sei meglio di mia moglie!…Devo ammetterlo! Non sembra ma sei ancora ben fatta… fortunato Eugenio!” Pronunciò con un sorriso quasi dispiaciuto.
Ma a me non interessava niente se ero meglio di sua moglie e quel paragone mi infastidiva, volevo solo che mi facesse rivestire e uscire da quella stanza e sarei tornata subito a casa da mio marito ,anche da sola … anche a piedi, pur d’andarmene.
Ma lui dopo avermi osservata e tastata bene, come se mi concedesse chissà quale onore, sentenziò :
“Si!!…Sarai la mia amante!… . E ci incontreremo due pomeriggi alla settimana il martedì e il
venerdì… .“
Non dissi nulla, per timore non risposi ma pensai:”Figuriamoci se divento la sua amante!”
Spaventata non vedevo l’ora di fuggire da lui che oramai mi faceva paura.
Prendendo il mio reggiseno e le mie mutandine di colore diverso ,un pezzo bianco e l’altro nero, le fece penzolare dalle mani con due dita guardandole ridendo e dicendo:
“Indossi biancheria intima da vecchia , ma non te ne fa regali sexy tuo marito? “ Aggiungendo :
“Ti farò io qualche bel regalo intimo…!”
Era tutto umiliante . Mai mi ero trovata in una situazione simile , si era trasformato, era cambiato.
Mi sentivo sequestrata , prigioniera di quell’uomo ,che mi era anche piaciuto per i suoi modi di
fare…ma in quel momento ero sgomenta.
Poi aggiunse:
“Adesso vieni qui!. Sdraiati a pancia sotto sul letto… .” Ero timorosa.
“ Perchè cosa vuoi fare?” Chiesi preoccupata,ma non rispose,esclamò solo in modo deciso:
“ Sdraiati qui ti ho detto!”
Timorosa gli ubbidii per non contraddirlo e farlo alterare di più e lui sedendosi al mio fianco, iniziò a sculacciarmi pesantemente come se fossi una ragazzina. Mi colpì forte e tante volte,
facendomelo diventare rosso e irritato, finchè io tra le lacrime lo supplicai:
“Basta Antonio! Basta ti pregooo!!!!” Solo allora si fermò.
“Alzati! “ Mi intimò.
Piangendo e massaggiandomi dietro per la sofferenza , mi girai e alzai , esitando un attimo a
rimettermi in piedi ,ma lui esclamò come un ordine:
“ Inginocchiati davanti a me!”
Era umiliante e degradante interiormente ,ma lo feci , tra paura , vergogna e soggezione ,con il
cuore in gola e il sedere che mi bruciava e quando fui inginocchio ,nuda davanti a lui in piedi ,
senza dire nulla , iniziò a darmi schiaffi in viso , da piano a sempre più forte ,facendomi girare il capo e i capelli da una parte all’altra ogni volta che mi colpiva, per poi diminuire l’intensità e il ritmo, per accelerarlo nuovamente con me che piangevo o lo imploravo di smettere.
Continuò a schiaffeggiarmi sul viso e sulle mammelle, percosse forti , brucianti, da far cambiare colore alla pelle ,trasformando la mia carne pallida in color rosso fuoco.
All’improvviso tirò giù la cerniera e lo tirò fuori , c’è l’aveva duro e dritto e… avvicinandosi alle
mie labbra mormorò:
“ Prendilo in bocca , succhiamelo!”
Incapace di reagire , psicologicamente sottomessa e succube a lui per quel suo atteggiamento
prepotente e dominatore ,con gli occhi che mi lacrimavano lo feci, tra il disgusto e la mia esitazione istintiva lo presi i n bocca e lo succhiai.
Poi volle che glielo leccassi .“Leccalo!… Come un cono gelato!” Mi esortò.
Era impassibile davanti alle mie suppliche e alle mie lacrime.
“ Ti educo io !” Esclamò e ,aiutandomi per un braccio ad alzare tra il singulto e la tensione,
quando fui in piedi mi spinse facendomi cadere con la schiena sul letto, slaccio e si abbassò del
tutto i pantaloni e si sdraiò su di m me.
Sentii le sue dita che mi frugavano sulla vulva e dentro la vagina e poi pronunciare:
”Sei bagnata …ti piace ehh…!”
Era vero, in parte ero eccitata e non riuscivo a capirmi, avevo paura ,mi aveva picchiata, ero in
una condizione di sottomissione , però ne ero turbata, eccitata… .
Con padronanza iniziò di nuovo a baciarmi e ad accarezzarmi, lo sentii cercare con il dito la mia entrata vaginale , penetrarmi e dolcemente iniziare a farmi un ditalino e incominciai a godere anche se lo mascheravo.
Allargatomi di più le gambe ,si mise tra esse, tolse il dito ,lo portò in bocca, lo abbassò e si
insalivò il cazzo, lo strusciò sopra la fessura, mettendomi anche della saliva sulla vagina, tra i
peli , lo fece più volte, mentre io ferma e passiva attendevo quello che oramai era inevitabile.
Chiusi gli occhi e non guardai, sentivo il suo sesso che strisciava su e giù tra i peli, tra le grandi
labbra, ero tesa, pensavo a Eugenio, sarebbe stata la prima volta che lo tradivo. Avvertii premere e spingere, capii che era il glande del suo sesso duro che puntava per entrare in vagina e prima che reagissi in qualche modo, spinse di più ,facendo entrare in me tutta la sua asta di carne dura, penetrandomi completamente fino in fondo. Lo avvertii entrare sussultando, non sentii male. Mi inarcai, mentre lui incominciava a chiavarmi, con me incredula di quello che avveniva , che stavo vivendo.
Nel sentirmi penetrare e avvertilo muovere dentro me ,provai una sensazione bellissima, nuova, di
disgusto e piacevolezza , sembrava che mi stesse trafiggendo con la sua carne dura e notai la
differenza sia nel modo di fare sesso che anatomica con mio marito… .
Chiavandomi continuò a schiaffeggiarmi in varie parti del corpo, il viso , le mammelle e i glutei, iniziando a insultarmi dicendo che ero una puttana e lui il mio padrone… .
Mi schiaffeggiava e chiavava e io piangevo.
Piangevo di dolore , di rabbia , ma anche perchè godevo e ,mi piaceva quello che mi faceva provare, nel sentirmi chiavata in quel modo strano e diverso dal mio e piangevo perchè non volevo che mi piacesse, che godessi ,ma era così purtroppo… godevo. Lui se ne accorse… .
“ Ehh… ti piace vero troia! Lo sento che ti stai bagnando di più , che godi!” Mormorò ed era vero.
Godevo e piangevo,senza capire il perché.
Godevo come mio marito non mi faceva più godere e, involontariamente allargai di più le cosce e lo strinsi a me , mentre lui mi baciava ricambiato.
Continuò a muoversi sopra me , avanti e indietro e a baciarmi, accarezzarmi e non capivo più
niente, godevo , lo stringevo a me , lo baciavo. Lui mi stringeva forte il seno, ma non provavo
dolore, ma una sorta di piacere strano… . Volle che muovessi anch’io il bacino:
“Chiavami anche tu dai… .”Sussurrava ,ma io non sapevo come fare ,mi spiegò lui, io con mio
marito non lo muovevo mai. Ero eccitata e godevo anche delle sue volgarità… e sconcezze.
In quel momento avevo dimenticato tutto, l’inganno, l’umiliazione, gli schiaffi che mi aveva
dato… ora mi piaceva essere con lui e fare sesso assieme. Dopo un poco , smise di battermi e
iniziò a chiavarmi normalmente, come due veri amanti e fu bellissimo.
Mi girò, mettendoci di fianco e facendomi piegare e alzare la gamba mi chiavò a fondo. Era
meraviglioso, godevo, e lui tenendomi la mano sulla natica la stringeva chiedendomi:
“Ti piace?”
“Si!” Rispondevo ad occhi chiusi annuendo con il capo riprendendo lui a battere forte il gluteo a mano aperta , come se mi desse degli sculaccioni che schioccavano forte nell’aria e, non capivo nulla. Mi sculacciava la natica sempre più forte mentre chiavavamo, mentre io piangevo Dioo… mi bruciava , mi bruciava, ma avvertivo anche piacere ,scoprendo per la prima volta quella strana sessualità nascosta in me.
“Perchè lo fai? Perché mi batti!!” Esclamai con la voce rotta dalla sofferenza e dal piacere.
“Ti sculaccio per tutte le volte che mi hai detto no … .”Mormorò ridendo.
Non sapevo che fare,metteva tutto sul ridere , sul gioco, anche quelle perversioni che mi
faceva … godendo ,d’istinto le abbraccia il capo e lo baciai, rispondendo con la voce rotta dal
pianto a quel gioco: “Oddioo mi sculacci a 40 anni ?”
Ero patetica, mi sottometteva e io reagivo in quel modo.Ma anche se picchiava forte non avvertivo
dolore… provavo quello strano piacere fatto dalla pelle che mi bruciava , dalla dolenza dei suoi
schiaffi e dal suo sesso che sentivo spingere fino all’utero ,dandomi colpi profondi.
Poi mi rimise con la schiena sul materasso, con le gambe larghe e allontanandosi con il busto, me mi osservava il sesso … provavo vergogna!…
“Ora è più larga, si vede bene il foro vaginale!” Disse ridendo e avvicinandosi mi baciò.
Ritornato sopra me ,mi penetrò nuovamente ,iniziando a muoversi, prima piano e poi forte… finché non ebbi l’orgasmo finale , scuotendomi tutta e gemendo dal piacere:
“Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!”
Non era mai successo in vita mia di gridare dal piacere , non capivo niente, non ricordo
nemmeno se continuava a darmi degli schiaffi sul viso, non capivo, godevo e basta… poi
all’improvviso godendo anche lui lo tirò fuori venendomi sulla pancia e l’ombelico, con schizzi
caldi e lunghi, che io avvertii arrivare sulla pelle, facendomi sentire una donnaccia per avere
goduto i lui.
Si accorse dall’espressione che avevo , che lo sperma mi faceva schifo, così cambiando ancora
atteggiamento, mi prese per il polso e anche se non volevo me lo fece raccogliere e spalmare sul seno e sui capezzoli accompagnandomi in movimenti circolari, e mi piaceva sentire quella viscosità filante, viscida sulla pelle, poi tenendomi sempre per il polso, me lo piegò facendolo arrivare alle mie labbra :
“Leccala!! “ Esclamò:”Lecca la mia sborra!!” E presa da quella strana eccitazione depravante ,
come una donnaccia mi leccai la mano sporca del suo sperma , tutta .
Dioo che sensazione il sapore sulla lingua di quella densità appiccicosa e vischiosa, ma lo feci,
leccai il suo sperma, scoprendo che aveva uno strano sapore, non sapendo ancora che quella era solo la prima volta di una lunga serie di assaggi del suo seme.
Si tirò su ,prese le sigarette dai pantaloni e si mise a fumare mentre io restai sdraiata e spossata
sul lenzuolo :
“Però sei una bella figa sai! …Ma ti chiava Eugenio almeno? “ Mi chiese sorridendo ironicamente.
“Quante volte lo fate all’anno ?” Disse ancora provocatorio.
Non avrei voluto rispondergli ma d’istinto pensando a mio marito esclami mentendo:
“Si !! …Lo facciamo ogni settimana !”
“Non ci credo! … E’ tanto se lo fate una volta al mese , da come godi sembra che è 10 anni che
non chiavi !” Ribattè ridendo . Mi scherniva, si prendeva gioco di me e mio marito.
Non risposi più, non mi abbassai a quella discussione volgare.
Lui avvicinandosi e passandomi il braccio intorno al collo mi tirò a se baciandomi sulla bocca
dicendo:” Vedrai che adesso lo farai due volte alla settimana con me, a proposito… diventiamo
amanti allora?” Mi chiese con quel suo sorriso e atteggiamento da canaglia.
“Sei pazzo? “ Risposi: “Mi hai presa con la forza , mi hai picchiata! Meriteresti che ti
denunciassi … .”
“E perché non lo fai!” Replicò:” Vai alla polizia e mi denunci e poi vediamo cosa succede!”
Restai in silenzio ,mentre lui alzatosi e vestendosi diceva:
“ E non cercare di fare la stronza, se no ti sputtanerò per tutta Genova, ho le tue foto e se lo sapesse tuo marito… . E poi ti sei spogliata da te e sei venuta a letto tu nuda, è hai godutoo!” Precisò intanto si rimetteva la cintura nei passanti dei pantaloni.
Mi tirai su anch’io. Lui mi baciò sulle labbra e mi accarezzò ancora mentre io non volevo.
“ Oramai ti considero la mia amante:..”Dichiarò:” Scusa il metodo brutale, ma se non facevo così non ti avrei mai avuta. Vedrai che piacerà anche a te fare sesso, amarci come dico io, non
credere…piace a molte donne e anche a te da come godevi!”
Non rispondevo ero silenziosa , in quel momento lo odiavo con tutte le mie forze .
Purtroppo pensavo che mi aveva penetrata e nonostante tutto avevo provato piacere più che con mio marito purtroppo. Non avevo mai goduto così tanto in vita mia. Anche se mi aveva picchiata mi aveva fatta godere tantissimo e, mi trovavo combattuta tra il perdonarlo e l’odiarlo.
Ci sedemmo sul letto ,mi accarezzo e baciò con me sempre indifferente. Mi fece calmare .
“Vai in bagno . Lavati e rinfrescati ! Soprattutto il viso che sei rossa come un peperone.” Mi esortò.
Mi alzai e mentre lui apriva la porta della camera chiusa a chiave , nuda corsi fuori infilandomi nel bagno a lavarmi .Quando mi vidi allo specchio ero spaventata , gli occhi rossi e gonfi dal pianto e le guance dagli schiaffi. Mi lavai la faccia più volte con l’acqua fresca e poi mi truccai un poco cercando di mascherare mentre lui con il cellulare continua a fotografarmi, ma oramai non ci facevo caso ,ero più indifferente che infastidita visto quello che era accaduto.
Tornata in camera mi rivestii e passammo in soggiorno ,ci sedemmo sul divano dove mi fece
bere un bicchiere d’acqua per togliermi quella tensione che avevo addosso .
Quando uscimmo ,misi degli occhiali da sole che avevo in borsa , mi fece salire in auto e sempre con me taciturna mi portò in centro. Viaggiammo con lui che parlava e io silenziosa che non le rispondevo. Giunti , prima di farmi scendere mi disse:
“ Quando ti vede tuo marito gli occhi e la pelle arrossata ,trovale qualche scusa mi raccomando.”
Lo osservai con distacco , lui mi tirò a se baciandomi sulle labbra che io spostai velocemente
,sfuggendo al suo bacio perverso.
Aprii la portiera e nel mettere il piede fuori , sentii la sua voce:
“ E ricordati che la prossima volta la voglio tutta rasata , senza un pelo.”Dandomi appuntamento per il successivo martedì.
Scesi e mentre lui partiva mi incamminai intontita , ero scioccata , realizzavo e avevo voglia di
piangere , ma avevo paura che la gente mi vedesse e capisse quanto ero sporca dentro, soprattutto mio marito.
Ero sconvolta e scossa dell’accaduto ,camminando non vedevo chi mi stava attorno, mi sentivo violentata nel corpo e nella mente,offesa , umiliata ,disonorata e soprattutto incapace di reagire. Mi chiedevo:
“Cosa faccio ora? Dico tutto a mio marito? E poi?…Lui che farà?” Se mi lascia? E se non dico
nulla che succede? “ Domande , tante domande senza risposta mi frullavano in testa.
Camminavo con le gambe che mi tremavano dalla tensione.
Giunta a casa feci una lavanda vaginale di tantum rosa ,mi cambiai e mi guardai nuda allo
Specchio, oltre al viso e agli occhi ,anche le mammelle e i glutei erano arrossati dagli schiaffi .
“Come potrò giustificarmi con Eugenio?!” Pensai.
Misi delle creme sulla pelle e una vestaglia da casa. Mi sedetti in soggiorno e accesi la tv e
intanto che aspettavo mia figlia che rientrava da lezione, mi feci un caffè ,ero sconvolta.
Pensavo all’accaduto, mi sentivo violentata ma ora era preminente trovare una motivazione al
mio rossore e agli occhi gonfi , che avrei potuto dire?
Sembravo mia cugina che quando beveva lo spumante si arrossava tutta , ma lei era allergica…
Mi fermai mentalmente mentre la tv continuava a dare notizie.
“Ecco!! Posso dire che ho mangiato qualcosa che mi ha fatto allergia!” Pensai .
“ Si certo! Ma cosa? “ Riflettei, quello che mi faceva male e provocava i foruncoli o le bolle fin
da piccola erano i lamponi. Avrei detto quello. Decisi di adottarla come giustificazione.
Quando rientrarono prima mia figlia e dopo un’ora mio marito, alle loro domande dissi le stesse cose:
“Ma che hai mamma?” Mi chiese Sabrina :” Sei tutta rossa in viso!” E lo stesso mio marito:
“Che hai in viso? “ Mi domandò :” Hai gli occhi rossi e gonfi e tutto il volto arrossato!”
“ Ho avuto una reazione allergica !” Risposi.
“Una reazione allergica?! ” Ribatte lui .
“Si!” Continuai io :” Era il compleanno di una mia collega, che portato una torta preparata da lei e non mi ha detto che tra gli ingredienti c’era il lampone,non sapeva che ero allergica e tu sai che mi fa stare male … .”
“E tu l’hai mangiato?!” Esclamò attento.
“ Si ! Ma non lo sapevo ! Ne ho preso una fettina e dopo qualche minuto ho sentito vampate…!”
“ Ma sei proprio furba! “Esclamò: “Sai che ti fanno male e li hai mangiati! …Tua madre è
proprio incorreggibile.” Disse rivolto a nostra figlia che sorrideva.
“Ma se ti dico che non lo sapevo!” Ripetei.”Quando me la detto ho sputato , ma intanto…”
“Guarda che faccia hai ! “ Esclamò: “ Sembra che ti hanno preso a schiaffi e hai pianto! Ma
fatti vedere da un medico.” Si preoccupò.
“ Mi ha già visto, mi ha accompagnato la mia collega al pronto soccorso.” Lo tranquillizzai
mentendo: “ Il dottore ha detto che non è niente di grave, un paio di giorni e passa tutto, mi ha
dato degli antistaminici perché mi è venuto rossore anche in altre parti del corpo … .” Lo informai.
“Pure? E dove?” Chiese.
“Un po’ dappertutto, la pancia , le cosce, il sedere , le mammelle, il collo… Ma qualche giorno e
va via, sparisce tutto .”
“ Te la detto almeno di non mangiarne più i lamponi ?” Disse ridendo .
“ Si certo! Stai tranquillo che non solo le mangerò, ma non le guarderò più.”Risposi sorridendo io.
“Stacci attenta!… Con le allergie non si scherza!”
E finì tutto così , avevo mentito e c’avevano creduto e mentre preparavo cena con la mia faccia
rossa dagli schiaffi e gli occhi gonfi dal pianto , pensavo a lui ,ogni sua parola e ogni scena mi
passava nella mente come un film. Lo odiavo!
Rivedevo tutto , l’umiliazione , la vergogna ma anche il piacere…si anche quello purtroppo ,con mia grande sorpresa da quella situazione , quella violenza… avevo provato piacere . Avevo goduto e anche gli gli schiaffi, mi avevano eccitata e questo mi deprimeva di più.
Pensai a non rivederlo mai più , a fuggirgli quando lo avrei visto, l’idea era quella , ma non potevo farlo perché lui mi avrebbe ricattata con le foto che mi aveva scattato e io avevo un marito, una figlia di 15 anni e un lavoro ed ero per tutti una signora rispettabile.
Riflettei a lungo.
Per la prima volta avevo tradito mio marito e non ero afflitta, anzi mi era piaciuto e, quello mi
sconfortava di più. Mi veniva il rimorso , ero combattuta tra il pentimento e il piacere che avevo provato, tra il desiderio di rifarlo e il dispiacere per mio marito e mia figlia … e la vergogna di quello che mi aveva fatto quell’uomo , umiliata e schiaffeggiata.
Mi aveva guardata tutta nuda come se fossi stata una cavalla da comprare … Non descrivo
l’umiliazione e la vergogna provata. La pelle mi bruciava ancora quella sera, come io bruciavo
di rabbia e impotenza.
Nonostante tutto ,sentivo una forma di attrazione verso l’aggressività di quell’uomo nei miei
confronti ,per la sua mascolinità e per i modi di fare , rudi e decisi , anche volgari e irrispettosi,
così diversi da quelli di mio marito , che era un tipo dolce , buono e paziente .
Lo disprezzavo per quello che aveva fatto a me e indirettamente a mio marito e mia figlia , mi
aveva umiliata e posseduta contro la mia volontà , mi aveva fatto provare un piacere che io non volevo e non cercavo , ma ne avevo gioito e questo mi rendeva triste e incapace di reazione.
Non so se in quel momento ero più triste dell’accaduto e degli schiaffi o per aver goduto con lui.
Anche mentre cenavamo ero assente , seduta a tavola mi bruciava il sedere e mi facevano male le mammelle da tutti gli schiaffi che mi aveva dato Antonio ,non potevo dire niente ,solo sopportare e, restavo taciturna, con la testa tra mille pensieri e se ne accorse anche Eugenio:
“ Non stai bene stasera ? Sei silenziosa e sei ancora tutta rossa in viso … . ” Disse.
“Si non sto bene ! Sono stanca, tra questa allergia e le pastiglie che ho preso … .” Mi giustificai
seria ventilandomi il viso.
“ Vedrai che domani starai meglio! “ Mi confortò accarezzandomi la schiena e dandomi un bacio.
Mi veniva voglia di piangere ,lui era buono con me e io l’avevo tradito , ma provavo anche del
risentimento verso lui, in un certo senso gli davo la colpa di quello che mi era accaduto, se lui mi avesse curata , soddisfatta, “quello” non sarebbe successo,mi dicevo scioccamente.
Era un puerile meccanismo di difesa per giustificarmi con me stessa di aver goduto con Antonio.
Quella sera in bagno misi più volte della crema a base di Calendula per lenire l’irritazione e
prosegui vari giorni con buoni risultati.
Non avrei mai pensato con il mio carattere che un giorno avrei tradito mio marito, in certi momenti mi sentivo sporca, mi vergognavo di me stessa ,ma che potevo fare?
Riflettevo ,sapevo cosa sarebbe successo se mio marito fosse venuto a conoscenza del tradimento, mi avrebbe lasciata e io non volevo ,gli volevo bene e non volevo restare sola e non volevo che ne lui ne Sabrina, mia figlia, sapessero mai cosa era accaduto,cosa avevo fatto con quell’uomo.
Pensavo di tutto:
“ Forse Antonio non glielo dirà mai ! E se lo farà dirò che mi ha preso con la forza , che non
volevo e che è la prima volta e forse Eugenio mi perdonerà!” Ma subito dopo perdevo la mia
sicurezza e pensavo l’inverso :
“ E se lo rincontro che faccio…che dico? Dovrò sottostare ancora ai suoi ordini? Dovrò davvero
depilarmi il sesso completamente come vuole lui ? E come potrò fare ? Cosa dirò a Eugenio
quando mi vedrà con la figa rasata , senza un pelo ,lui che è un amante della figa pelosa ?”
Nella mia confusione e paura pensando a dovermela rasare ,paventavo e accettavo inconsciamente la possibilità di incontralo ancora e anche di diventarne davvero l’amante . Ero pazza o forse solo impaurita.
Per qualche giorno non andai a lavorare, finchè non si sgonfiarono gli occhi e sparì il rossore,
ma soprattutto finché non feci chiarezza dentro me. Avevo due scelte, non vederlo mai più, ma
era impossibile visto che eravamo amici di famiglia e lavoravamo negli stessi luoghi, oppure
incontrarlo per parlargli chiaro e dirgli di lasciarmi stare?
Optai per la seconda e al mio rientro al lavoro lui mi venne subito a cercare.
“Perchè non rispondi al cellulare quando ti chiamo?” Dissi alterato.
“ Senti dobbiamo parlare!” Le dissi :” Vediamoci alla macchinetta del caffè verso le dieci.”
A quell’ora ci incontrammo. Lo supplicai di lasciarmi perdere …di lasciarmi in pace!
“No Ely , io ti amo ,a modo mio ma ti amo , per me sei tutto credimi , sono disposto anche a
lasciare mia moglie se me lo chiedessi!” Mi turbavano le sue parole e il suo comportamento da
innamorato, anch’io provavo attrazione per lui e non sapevo se seguire il mio istinto che
avrebbe comportato di accontentarlo oppure litigare e rompere con lui , non sapendo con quali conseguenze… . Non sapevo che fare aveva anche le mie foto nuda.
Debolmente scelsi la seconda , con l’intenzione di provare a cambiarlo , di renderlo meno
autoritario e, di fargli capire che non potevamo stare insieme ed incontrarci … ma mi sbagliavo mi avvitavo sempre più su di lui e ricominciai a frequentarlo.
Tant’è vero che la seconda volta che ci incontrammo mi chiese brutalmente tra le altre cose:
“Ti sei rasata la figa ?”
“Come? …Cosa?” Domandai trascinata improvvisamente con la mente a quella domanda .
“La figa?” Chiesi.
“ Ma sei pazzo ? Anche se volessi non potrei farlo , cosa dico a mio marito?”
“Non so fai tu! Inventa qualcosa . Venerdì quando ci incontreremo voglio che c’è l’hai liscia ,
rasata…” E si allontanò dicendo:
“Ci conto … per venerdì e rispondi al cellulare!”
L’idea di rasarmela tutta per lui ,scelleratamente eccitava anche me e lo avrei fatto se avessi
trovato una giustificazione per Eugenio.
Curiosai un po’ su internet per scoprire quali erano le motivazioni per cui una donna si rasava
completamente la figa e al di là di quelle estetiche , cerano quelle d’igiene o patologiche.
Il fattore estetico , mio marito non l’avrebbe mai accettato ,dovevo escogitare qualcosa di cui non avesse niente da obiettare .
Così in ufficio parlando anche con colleghe più giovani visto che arrivava l’estate e si discuteva di costumi .Una collega giovane disse a un’altra:
“ Pensa a me la detto il mio ginecologo di rasarla completamente!”
“Davvero!” Le chiese l’altra collega .
“ Si! Per igiene perchè se faccio il bagno il sale resta sui peli e si irrita , invece così posso andare in bagno, infilare una salvietta dal costume e lavarla subito e se occorre mettere la crema… purtroppo a me il salino irrita … e non sono l’unica, c’è ne molte!”Precisò.
Il discorso tra loro proseguì , ma a me avevano dato l’idea giusta .
Il giorno dopo informai mio marito:
“ Vado dal ginecologo perchè ho un forte prurito sulla vulva, che è fastidiosissimo e non posso
certo mettermi a grattarla davanti alla gente per farlo cessare.“ Dissi ridendo.
“ Va bene fatti visitare bene già che ci sei…vedrai che non sarà nulla!” Rispose .
“Guarda che vado a pagamento perchè se no mi tocca aspettare dei mesi.”
“ Va bene !” Esclamò … .
“ Prendo i soldi…!”
“Va bene!” Ripetè ancora.
Dal ginecologo andai davvero e mi feci visitare.
La sera quando rientrò dal lavoro e si lavò per la cena mi chiese:
“ Sei stata dal ginecologo?”
“ Si!” Risposi .
“ E cosa ti ha detto?”
“ Che è tutto normale internamente , tutto apposto , che esternamente è arrossata e sono soggetta a irritazioni … .” Non mi fece finire che chiese:
“ Ma ti ha detto a cosa è dovuta?”
“Si!… Dopo avermi visitata ha espresso la sua diagnosi , ma non aveva le idee chiare su quale
potesse essere la causa, lui pensa al tessuto delle mutandine che sfrega e mi irrita ,oppure al
detersivo con cui le lavo , dovrò fare delle prove e cambiare sapone … .”
“Oppure andare senza mutandine!” Disse ridendo.
“ Già!… Vacci tu senza mutandine in giro … .” Risposi sorridendo anch’io assecondandolo.
“ Ma ti ha dato qualcosa?”
“ Una crema e farmi rivedere tra un mese… .”
“ Bè tutto sommato… la crema ti farà passare il prurito ,te la sei cavata con poco , non dovrai più trattenerti dal grattarti davanti alla gente.” E rise .
“ No! …Invece mi ha detto che devo rasarla tutta e tenerla pulita dai peli per almeno per 30 giorni ,nel caso si instaurasse una dermatite che con il tempo potrebbe essere contagiosa e trasmissibile con i rapporti sessuali… poi vedremo… .”
“Te la devi rasare!?” Chiese sorpreso.
“Si! Ma solo per precauzione e per qualche mese !” Ripetei.
“ Peccato… .” Poi cambiando discorso mi domandò:” Ma quanto ti ha preso?
“ Centocinquanta euro…!” Ed era vero.
“ Accipicchia !! E ci devi ritornare tra un mese con altri centocinquanta…?”
“ Ehhh si… posso tornarci tra due mesi o tre , ma un controllo devo rifarlo. “
“ Va bene .. va bene!..” Ripetè e cambiando ancora discorso chiese:”… E’ pronta la cena. ?”
“Si!” Risposi:” Tutto pronto!”
Accese la tv e si sedette a tavola e quando arrivò Sabrina e ci mettemmo a cenare.
Quell’espediente mi salvò dalla mia preoccupazione , ma mi sentivo a disagio con lui e con me
stessa ,stavo cambiando , iniziavo a mentire su tutto e non l’avevo mai fatto .
Il Venerdì dopo mi incontrai con Antonio ,all’uscita dell’ospedale ero agitata , non senza una sorta di eccitazione . Mio marito era al lavoro fino a sera . Lui si presentò sorridente.
La seconda volta che andammo in quell’appartamento ,lo feci di mia volontà, pur sapendo cosa avrei potuto aspettarmi. Lo svolgimento fu lo stesso della volta precedente , entrai con il
batticuore, tra emozioni contrastanti che si manifestavano tutte assieme senza riuscire a capire quella che prevaleva ,tra amore e odio, repulsione e attrazione ,timore e desiderio ,disgusto e ….ubbidienza.
Tutte emozioni a loro modo eccitanti , che erano una umiliazione all’essere una donna normale, per bene ,una moglie fedele e madre attenta, fatte di impulsi ,momenti di esaltazione ed eccitabilità.
Come entrammo nel soggiorno, dopo la consueta bibita e la sua sigaretta, mi disse di spogliarmi nuda, informandomi:
“Preparati mentalmente e cerca di ubbidirmi! Quando ti vorrò nuda sotto il soprabito o senza
mutandine sotto il vestito anche per strada , te lo dirò e non fare storie. Ora spogliati! ” Mi incitò con un tono da ordine che non ammetteva discussioni e rifiuti.
Gli ubbidii senza indugio, quasi felice di potergli mostrare la figa rasata come la voleva lui.
“Sei rasata?” Chiese.
“Si!” Risposi e subito mi esortò a fargliela vedere facendomi cenno di togliere le mutandine .
Le levai con una certa eccitazione , quando le tirai giù alle ginocchia mostrandole la figa tutta
depilata , sorrise.
“ Brava ! Mi hai ubbidito vediamo bene!”Esclamò passandoci sopra le dita .
“Me la guardò con aria trionfante..”
“ Te la vista tuo marito?” Chiese.
“ Si!” Risposi .
“ E cosa ha detto?”
“ Che le dispiace, che lui la preferisce con i peli!”
“E tu cosa le hai detto.”
“ Naturalmente non le ho detto che lo fatto per te …ma l’ha accettato!”
“ E cosa gli hai detto per rasartela?” Mi chiese curioso.
Le raccontai la storia delle colleghe e del ginecologo.
” Certo che voi donne ne sapete sempre una più del diavolo … prima l’allergia ,ora l’irritazione … sei tremenda , brava!” Mi disse ridendo.
Ci spogliammo nudi e quando fummo fermi uno di fronte all’altro, guardandoci ,pensai che mi
abbracciasse e invece mi mollò uno schiaffo sul viso, facendomelo girare e dicendo ad alta voce:
“ Devi sapere da sola che devi inginocchiarsi davanti a me all’inizio e prendermelo in bocca!”
Più eccitata che intimorita gli ubbidii , mi inginocchiai davanti a lui che appoggiandomi la mano sul capo , mi accompagnò la testa sul suo cazzo:
“Bacialo , leccalo e succhialo !”
E presa sessualmente da quella situazione ed esaltazione perversa ,iniziai a farlo, gli feci un
pompino.
In me convivevano emozioni contrastanti , difficile da spiegare perché io stessa non riuscivo a
capire ,ero una donna tranquilla , una buona moglie e una brava madre, eppure mi piaceva che mi maltrattasse, ne provavo timore ,ma avvertivo anche attrazione sessuale per quei gesti e per lui.
Dopo essere stata inginocchiata davanti a lui a succhiarglielo mi disse autoritario:
“ Alzati! … E sdraiati a pancia in giù sul letto. “
Lo feci intimorita dall’incognita che non sapevo cosa volesse fare..mi sdraiai a pancia in giù sul
letto e, come la volta prima , si sedette di fianco a me e incominciò colpire le natiche con sonori ceffoni . Quella volta non mi lamentai … restai in silenzio, finché la pelle da pallida come la luna, divenne rossa come il fuoco e prese a bruciarmi, solo allora lo supplicai:
“Basta Antonio!…Basta!”
Si fermò e con il cellulare mi fotografò per l’ennesima volta , sdraiata sul letto con il sedere rosso scarlatto .
Inaspettatamente disse: “ Oggi ti farò il culo! Ti sverginerò dietro!”
A quelle parole tutti i miei muscoli si irrigidirono , mi tirai su con le braccia dicendo:
“ No! Questo no… non lo mai fatto . Ti prego!”
Lui mi bloccò , cercai di divincolarmi e fuggire in preda al timore di quello che voleva farmi… ma mi spinse giù nel letto con il tronco , tirandomi su il bacino e facendomi mettere in una sorta di posizione a carponi , a pecorina come gridava lui.
“Tieni su il sedere! Tieni su il sedere ! “ Ripeteva per poi infilare nello spazio sotto il mio
addome, un cuscino .Era una posizione che non praticavo e mi sentivo a disagio rannicchiata in quel modo con lui dietro.
Alle mie suppliche e dinieghi , iniziò a colpire nuovamente le natiche con forti schiaffoni ..
“ Mi fai male Antonio ..ti prego , mi brucia la pelle fermati !…Questo no..!” Invocavo.
Ma lui ridente esclamò :
“Te la mai fatto il culo tuo marito?”
“No..no…no mai!!! …Mai nessuno lo ha fatto !” Risposi agitata con la speranza di farlo desistere.
“Bene oggi sarò io a sverginare il tuo bel culo! “ Fece una pausa e continuò:
“ Ora ti cospargo bene il buchino con del gel lubrificante e poi ti inculerò…sentirai male solo un po’ all’inizio , ma poi vedrai che ti piacerà e godrai. “
Sentii la sua mano spargere qualcosa di cremoso sull’ano , penetrandomi con la falange e spingendo il dito tutto dentro tra i miei sussulti e lamenti.
“ Nooo!! Ti pregoooo !!” Seguitai a gridare e ripetere spaventata mentre il suo dito mi violava
l’ano.
“C’è l’hai stretto !! … Si è vero che Eugenio non te la mai fatto , ma ci penserò io ora. !” Affermò .
Sentii appoggiare il suo glande e premere, spingere forte .
“Noo..noo..noo..”
La mia voce era una cantilena , un disco incantato, ma lui allargando i glutei con i pollici e
spingendo con forza fece entrare la cappella con un mio lamento di dolore .
“E’ fatta !!” Esclamò spingendo di più entrrando tutto dentro ,facendomi ancora male, mentre io ripetevo :”Noo!!”
Si fermò lasciandolo dentro parecchi secondi , mentre per reazione il mio retto si contraeva
cercando di espellerlo,dandomi spasmi di sofferenza.
C’è l’avevo dentro,tutto …non potevo crederci a 43 anni venivo sodomizzata .
Incominciò a muoversi lentamente avanti e indietro, tenendomi per i fianchi incurante delle grida di tormento che uscivano dalle mie labbra alle sue spinte .
Appoggiandosi con i torace peloso sopra la mia schiena, e passando le mani sotto ad essa, prese le mammelle e possedendomi analmente in quella posizione, accompagnò l’inculata con delle dolorose strizzate delle mammelle e dei capezzoli che pendevano sotto di me.
Mi inculò selvaggiamente , fino a tirarsi su con il tronco e darmi schiaffi sui glutei ondeggianti.
Lentamente la mia reazione cambiò , l’espressione del mio viso divenne meno tesa. Non provavo più il dolore , ma avvertivo una sorta di piacere a quello sfregamento rettale, che presto divenne godimento mentre mi inculava. Iniziò a piacermi.
Si, vergognandomene godevo che mi inculasse , con le lacrime agli occhi provavo piacere a
sentirmi violata e sottomessa ,lui da dietro mi tirava i capelli come redini, dandomi pacche a mano larga sui glutei , come se fossi stata la sua cavalla e mi stesse cavalcando.
Era tutto così indecente, brutale , perverso e purtroppo… anche piacevole.
Lo sentivo dentro me ,al mio retto fare aventi e indietro con forza e resistenza, che quest’ultima veniva sempre meno ,lasciando il fastidio il posto al piacere.
“ Vedi che si sta allargando.. entra tutto ora e inizia a scorre meglio !” Esclamò trionfante e
ansimante .
Non era grosso ,era normale , poco più di quello di mio marito, ma solo il fatto psicologico che mi stesse inculando , profanandomi nella mente e nel corpo , mi umiliava e mi dava scariche di
adrenalina piacevoli, come scosse elettriche, tra piacere e dolore dentro il retto e in tutto il corpo.
Mi inculò spingendo fino in fondo , tenendomi per i fianchi , possedendomi fisicamente e
mentalmente fino a godere e a venire,sborrandomi dentro.
Quando lo tirò fuori , sentii una sensazione di aria fresca al retto e mi accasciai sul lenzuolo
sfinita, sofferente ,ero stata inculata per la prima volta in vita mia e mi sentivo sporca…
indecente …oscena.
Lui venne verso di me e con una volgarità indicibile che me lo faceva odiare anche nei momenti di estasi o in quei momenti che sentivo di amarlo, portò il cazzo verso me e mi chiamò:
“Guarda Ely !!!” Mi disse ridendo …e me lo mostrò senza accortezza, facendomi vedere il cazzo
sporco:
“ Roba tua!! ….E’ la tua merda!!” Esclamò ridendo, esibendomi la cappella sporca di feci e
facendomi sprofondare in una vergogna indescrivibile…che solo al ricordarla mi ripugna.
E piena di imbarazzo e umiliazione guardai ,voltando subito dopo schifata il capo.
“Questo è successo perché non sei preparata per riceverlo dietro !” Disse, continuando: ” La prossima volta che ti inculo prima ti fai la peretta o il clisterino e vai al gabinetto …capito?” E rise.
Poi come se mi concedesse chissà quale magnanimità esclamò:
“Per questa volta mi pulisco io , ma dalla prossima, uscito dal culo, se sarà sporco, me lo pulirai con la lingua … intanto è roba tua .”E ridendo stupidamente mentre io in silenzio schifata delle sue parole e del suo modo di fare lo guardavo, continuò:” Quindi sappiati regolare, è nel tuo interesse fare in modo che ne esca pulito.”
Mi sentii sprofondare , oltre l’umiliazione , anche la beffa e non ero capace a reagire , di ribellarmi, per paura e anche per… non so perchè!!
Poi vedendomi con le lacrime agli occhi sia per quello che aveva fatto e detto e sia per
l’umiliazione che provavo , si avvicinò e mi abbracciò. E mentre mi coccolava e accarezzava i
capelli , mi baciò le lacrime che mi scendevano sul viso ,dicendomi:
“Io ti amo credimi , ma sono fatto così , ti voglio bene!” Sussurrò continuando a sfiorarmi :
“ Ti voglio mia ! Più di mia moglie. Ti voglio sessualmente e mentalmente , tutta… e devi
accettarmi così, a volte sono un po’ brutale e a volte dolce , ma mi devi prendere come sono, perché ti voglio bene e ti amo più di mia moglie. ” Ripetè ancora accarezzandomi i capelli.
Non sapevo reagire in quel momento , pensavo che fosse vero quello che mi diceva. Lui mi
piaceva, ma lo odiavo anche per come mi trattava e umiliava. Ma alla fine lo perdonai , accettando quella relazione perversa con lui .
” In fin dei conti mi vuole bene!” Mi dicevo e, sapeva dire le parole giuste al momento
giusto… e quando mi baciava , mi annullavo.
Eravamo diventati davvero amanti… .
Era iniziata tra noi una relazione perversa, che qualcuno mi disse anni dopo quando le raccontai la mia storia, essere una sorta di sindrome di Stoccolma, che capita a molte donne, di innamorarsi del proprio carnefice e forse era così, ma in quel periodo lo amavo davvero .
Vivevo un particolare stato di dipendenza psicologica, affettiva e sessuale da lui, che si
manifestava in alcuni momenti . Ero vittima dei suoi episodi di violenza fisica, verbale e
psicologica e lo odiavo durante i maltrattamenti subiti, ma poi provavo un sentimento positivo nei suoi confronti , alle sue brutalità e aggressioni , fino ad amarlo, giustificarlo e a sottomettermi volontariamente a lui, instaurando in quel modo una forma di unione perversa tra me e lui, iniziando un rapporto sessuale al limite della depravazione.
Mi sentivo diversa da prima , un’altra donna, anche nel vestire e pensare, ero cambiata senza darlo a vedere ,mentivo a mio marito e mia figlia, per i nostri incontri sessuali indossavo la biancheria intima che lui mi acquistava ,volgare e oscena e giocavamo .
A volte riflettendo con calma e razionalizzazione nei momenti che ero sola , mi trovavo a dirmi
che non volevo più vederlo , ma quando sentivo il cellulare squillare e vedevo il suo numero, mi batteva forte il cuore. Lo stesso quando si presentava all’improvviso in ufficio, dicendomi davanti alle colleghe di uscire perchè mi doveva parlare e io lo facevo per paura di qualche sua scenata e perchè mi attraeva, mi eccitava la sua sfacciataggine e irruenza.
Qualcuna capì e mormorava che ci fosse qualcosa tra noi.
La nostra relazione continuò, con me volutamente succube e lui vincitore e dominatore della mia mente e del mio corpo. Passarono le settimane ,la nostra storia si confermò, diventando lui anche geloso e possessivo, quasi più di mio marito ,arrivando al punto da pretendere che non mi chiavasse più Eugenio. Già lo faceva poco , non era un assatanato come lui e poi era tradizionalista, la chiavatina ogni settimana, dieci giorni e basta, ma quando lo chiedeva e lo facevamo, con lui non godevo più ,dovevo fingere o trovare scusanti per essere sbrigativa o per non farlo ,dirgli che non mi sentivo bene .
I nostri incontri proseguirono bisettimanalmente il martedì e il venerdì pomeriggio ,quasi tutti sul genere brutale, per coccolarmi poi alla fine. A volte era dolce e altre animalesco.
Così iniziò la nostra relazione extraconiugale con vari episodi di perversione, che lui mi
imponeva di fare e di cui solo di alcuni ve ne faccio cenno.
Un pomeriggio dopo un incontro sessuale e dopo che mi ero lavata e stavo per vestirmi disse:
“ Metti solo il soprabito e resta nuda sotto!”
“Nuda ? E perchè ? “ Chiesi.
“ Non fare domande e fallo !” Rispose : “ Faremo un bel gioco ,verrai dopo a vestirti .”
Mi cacciò il soprabito e me lo fece indossare , calzai solo le scarpe e uscimmo,sotto ero nuda.
Mi coprii bene fino alla gola e lui mi prese sottobraccio,come se fossimo una coppia innamorata, marito e moglie e questo mi piaceva e il sentimi nuda sotto il soprabito tra la gente mi inquietava ed eccitava. Avevo l’impressione che quelli che mi guardavano, sapessero che fossi nuda e provavo scariche piacevoli di adrenalina.
Passeggiando mi portò sul lungomare, in una parte di arenile lontano dalle case, dove c’erano dei ragazzi che giocavano a calcio sulla spiaggia.
Camminammo un po’ sulla sabbia, poi quando fummo vicini a delle barche ci fermammo e mi baciò in bocca… all’improvviso si allontanò da me e andò verso quei ragazzi chiamandoli, loro smisero di giocare e si avvicinarono a lui chiacchierando.
Poi lo vidi ritornare seguito da quasi tutti quei ragazzini.. Non capivo perchè… .
Quando furono vicini , si disposero a cerchio intorno a me mettendomi tra la barca e loro e Antonio mi disse:
“Fagli vedere la figa che non l’hanno mai vista!” Restai sconcertata da quella frase.
“Ma sei pazzo!! “ Esclamai indignata …:”Sono tutti ragazzini e minorenni!”
Ero allibita, ma lui mi ordinò :” Apri il soprabito!”
Ero incredula e , vedendo che non lo facevo , inaspettatamente e velocemente abbassandosi lo
sbottonò lui da giù in su . Con le mani cercai di stringerlo di più e fermarlo, ma lui, prendendolo per i bordi inferiori, con forza, lo allargò dal basso verso l’alto, aprendolo fino quasi all’ombelico, esibendo il mio sesso depilato a quegli sguardi adolescenziali, mentre loro mi osservavano sorridenti a occhi spalancati la figa… .
Ero sgomenta e passiva,dalla sorpresa non riuscii a bloccarlo.
Provavo vergogna…erano più giovani di mia figlia.
I ragazzi mi guardavano eccitati con gli occhi fuori, non avevano mai visto una figa vera prima di allora ,erano ammutoliti, qualcuno con la bocca aperta osservava, altri mormoravano tra loro:
“E’ senza peli!”
Mentre un altro diceva: “ Mia mamma c’è la con i peli , una volta glielo vista!”
“Anche mia mamma c’è la con i peli !” Rispose un altro . Era tutto vergognoso, indecoroso, mi
sentivo paralizzata… .
All’improvviso Antonio disse loro :
“Potete toccarla se volete!”
Ero incredula, sconcertata e, incapace di reagire a quello che stava avvenendo.
“Ma che le fai fare?” Borbottai .
“Dai!!… Non hanno mai visto e toccato la figa e tra poco avranno le ragazzine… .”
E mentre lo ascoltavo mi trovai all’improvviso con sei,otto,dieci mani che mi toccavano e
accarezzavano tra le cosce e sulla figa, sentivo le loro dita curiose e giovanili tremanti, che mi
palpavano. Fu terribile ed eccitante allo stesso momento .Non riuscivo a oppormi, mentre lui mi guardava sorridendo e loro accarezzavano ridenti e timorosi.
All’improvviso ebbi un sussulto , tolsi loro le mani dal mio sesso e con forza chiusi il soprabito e fuggii verso la passeggiata , mentre Antonio mi seguiva ridendo e quei ragazzini tornavano
saltellando sull’arenile a giocare a pallone… .
“Dove vai? Vieni qua!” Disse …:” E’ solo un gioco , uno scherzo! Non fare la stupida!” Esclamò.
“ Non mi piacciono questi giochi… e ne anche questi scherzi … .” Risposi schifata.
“ Ma non hanno mai visto una figa finora… se non quella delle loro mamme, li hai sentiti anche
tu… li hai fatti contenti , ti ricorderanno per tutta la vita!” Non gli diedi retta ma tesa e disgustata continuai a camminare decisa.
“Dio che oscenità…” Pensai facendomi ribrezzo.
Quando mi raggiunse, mi abbracciò tenendomi stretta nel soprabito, lo guardai con disprezzo e le dissi:
“Sei un pazzo… un porco! Ma come hai potuto … per chi mi hai preso ?…Farmi vedere in quel modo dai ragazzini … come una puttana!” Rise e stringendomi sulla spalla verso lui mormorò:
“ Perchè!.. Preferisci che siano adulti o vecchi a vedertela e a toccartela…!” Ridendo ancora più
forte con quel suo ghigno crudele che odiavo tanto.
Le chiesi di riportarmi subito a casa …ero scioccata . Poco dopo tornammo nell’appartamento e indignata mi rivestii, mentre lui cercava di accarezzarmi e baciarmi e io arrabbiata allontanavo le sue mani dal mio corpo e le sue labbra dal mio collo.
Ci lasciammo con me arrabbiata , ma il giorno dopo me lo vidi passeggiare davanti all’ufficio e mi arrivò un messaggio di uscire a prendere il caffè con lui .
Mi feci un po’ desiderare e dopo qualche messaggio andai al distributore del caffè,ero arrabbiata.
Lui si scusò:
“Non pensavo che te la pigliassi tanto… .”
“ A no!” Risposi :” Dopo quello che hai fatto dovrei essere contenta?”
“ Ma che ho fatto di male , ho solo fatto vedere la figa di una bella signora a dei ragazzi… anche
quando ero giovane io c’è stato un episodio simile con una coppia e io lo voluto ripetere ,tutto qui !
Non pensavo di aver fatto niente di negativo.”
“Ah no?” Risposi :”E se non sarei fuggita che avresti fatto dopo?….” Domandai ancora.
“ Niente, le avrei fatto vedere anche le mammelle e basta!”
“Sei uno stupido! … Ma non ti rendi conto che erano ragazzini e a me mi hai trattato come puttana?”
Si scusò ancora , non capivo se davvero non si era reso conto di quello che aveva fatto o facesse apposta… .
“Eh puttana!” Esclamò :” Le puttane vere fanno altro… non fanno vedere la figa ai ragazzini, si
fanno chiavare dagli adulti per soldi.”
Tutto finì lì, prendemmo il caffè e riprendemmo la nostra relazione, continuando a vederci e a
frequentarci due volte alla settimana.
A volte capitava che ci incontravamo per strada con i rispettivi consorti e le figlie, ed era sempre educato, non lasciava trasparire niente, se non qualche sorriso quando era con la moglie.
Lei era un tipo di donna giunonica e attraente , ma io ero a detta di molti , molto più bella di lei e quando le parlavo , mi faceva piacere sapere guardandola in viso che era cornuta, che Antonio preferiva me a lei e io ero la sua amante.
Anche mia figlia era più bellina della sua, più educata e meno viziata e lei ne soffriva, ne era
invidiosa, si notava quando ci incontravamo con le ragazze ,dai suoi falsi sorrisi e, io ne ero
orgogliosa della mia , una sorta di rivalsa , di rivincita su lei.. suo marito era il mi amante, lei era cornuta e sua figlia più brutta della mia. Stupidaggine di donne che frullavano dentro la mia testa.
Ero diventata la sua amante, la sua puttana… .
Un giorno che eravamo tranquilli , le chiesi più per curiosità che altro :
“ Ma a tua moglie, la picchi… la maltratti?”
“No!!” Rispose serio:” Lei è dolce … .”
“E anche con lei hai fatto quello fatto con me … lo hai fatto anche nel sedere ?” Chiesi.
“No scherzi!” Rispose :” Mia moglie è una donna seria !” .
“Già… non è mica una puttana come me!” Pensai. Però a me puttana mi ci aveva fatto diventare lui.
La settimana seguente lui mi chiamò sul cellulare il giorno prima dicendo:
“Domani non andare a lavorare !”
“Ma perchè?” Chiesi: ”Sai che non posso , devo giustificare…”
“Digli che non ti senti bene.” Mi esortò.
“Ma perchè ?” Ripetei io curiosa e agitata.
“Perché ci vedremo a casa tua !”
“ A casa mia?…Ma sei pazzooo!!!” Esclamai spaventata.
“ No! Non lo sono , sarà più eccitante. Appena usciranno tuo marito per andare al lavoro e tua figlia per andare a scuola , mi invierai un messaggio e dovrai essere pronta e nuda ad aspettarmi a letto.
Lascerai la porta socchiusa in modo che io possa entrare. “
“Tu sei pazzo! “ Risposi :” A casa mia? …Ci son i vicini se ti vedono? E se qualcuno o mio marito
o mia figlia torna indietro… ?”
“Sarà tutto più eccitante. “ Rispose lui.
“No! Non voglio !” Esclamai decisa. Era una di quelle sue perversioni che ogni tanto le venivano in mente a cui dovevo sottostare. Ma a quella mia risposta diventò cattivo.
“ Tu non devi volere, tu devi fare quello che ti dico se no sai cosa capita… .”
E prima che cercasi di dire ancora qualcosa ,troncò la comunicazione.
Pensai :” E’ pazzo!!… Farlo a casa mia , nel mio letto e farmi trovare nuda e pronta per lui… Dioo ma non si rende conto del rischio? Se lo vedono entrare … .”
Ma quella situazione eccitava anche anche me,era trasgressiva al massimo e mentalmente mi
attraeva. Non sapevo come fare .Quella notte non dormii .
La mattina preparai la colazione da buona moglie e da buona madre , come al solito la facemmo tutte e tre assieme seduti a tavola a parlare della giornata. Alle sette e un quarto o venti , uscì mio marito, lo accompagnai alla porta e ci scambiammo qualche parola e il solito bacino sulla guancia come facevamo sempre.
“Ora vado a prepararmi anch’io …” Gli dissi :”… alle otto e mezza devo essere in ufficio. “
Poco dopo alle sette e trenta feci lo stesso con mia figlia Sabrina , l’accompagnai alla porta e la
baciai:
“ Stai attenta mi raccomando e se c’è qualcosa chiamami sul cellulare.”
“Si mamma !… Tranquilla !” Mi salutò e uscì.
Quando chiusi la porta fui presa da uno strana sensazione di timore ed eccitazione , tremavo tutta, ero agitata ed esaltata.
Guardai dalla finestra e vidi Sabrina accompagnarsi ad alcuni compagni di scuola e avviarsi tutti assieme. Guardai intorno se vedevo lui , ma non c’era.
Lo chiamai al cellulare ma non rispose , quando chiusi mi arrivò un messaggio .
“Sono usciti? …Posso salire?”
Tirai un sospiro di disperazione ed eccitazione , poi risposi accalorata senza voler pensare.
“Si vieni !”
Aprii il portone con il citofono e lasciai la porta d’entrata socchiusa. Non ero camicetta da notte, ma senza mutandine come dormo di solito, quando la vidi aprirsi e comparve lui, ebbi un tuffo al cuore e mi batteva fortissimo ,la chiuse dietro a se e si avvicinò stringendomi e baciandomi… in casa mia.
“E’ pericoloso! Sei pazzo! ” Sussurrai. Poi in preda all’eccitazione abbracciandolo esclamai:
“Ma cosa mi fai fare? …In casa mia!” Tremavo tutta dalla tensione Lui ricambiò il mio
abbraccio bisbigliandomi :
”E’ bello ed eccitante!”
Come scritto sopra , ero con la camicetta da notte a mezza coscia, bianca e trasparente a maniche corte e i fiorellini davanti , come andavo a letto di solito.
Lui mi guardò :” Non sei nuda !”
“Ora mi spoglio !” Risposi eccitata :” …ero confusa!”
Ma lui mi fermò:” No! Resta così… abbigliata da notte , da casa , da moglie e mamma ,come
quando sei con loro , soprattutto con lui.” Disse.
Voltandosi e guardandosi attorno, vide la tavola ancora apparecchiata per la colazione e si sedette dicendomi:
“ Prepara la colazione anche a me ! Come se fossi tuo marito.”
Lo guardai stupita e intimorita ,lui mi sorrideva e come se fosse un gioco eccitante
incoscientemente le dissi sorridendo :
” Cosa preferisci il caffè latte o il caffè?”
“ Caffè latte e biscotti e tu siediti qui e fa colazione con me. “Mi invitò facendomi segno alla sedia.
In preda a una strana ebbrezza di agitazione e piacere, preparai tutto, lui accese anche la tv e
facemmo colazione veramente come marito e moglie, seduti vicini, era rischioso, ma eccitante … una scarica di adrenalina continua e sotto un aspetto perversa e anche romantica. Io spettinata in camicia da notte e ciabatte ,senza trucco .
Al termine esclamò:” Fammi vedere la casa !” E iniziammo a girare portandolo a vedere nei vari locali, dove lui curiosava come un padrone. Nella camera di mia figlia, aprì i cassetti e prese la sua biancheria intima, la guardò e sorrise,mentre io battendole sulla mano gliela feci ricadere nel cassetto .
Per ultimo in camera mia,dove si spogliò chiedendo:
“Da che parte dormi tu?”
“Questa!” Risposi indicando la destra, e lui si sdraiò a sinistra al posto di Eugenio dicendomi :
”E’ ancora caldo di tuo marito ! Avete chiavato ieri sera?”
“No!” Risposi.
“Bè lo farai ora con me !” E battendo la mano sul materasso mi disse:
“ Vieni qui!… Tieni la camicia da notte!” E mi sdraiai vicino a lui .
”Ora lo faremo come se io fossi tuo marito .” Mi sussurrò abbracciandomi e baciandomi ,
tirandomi su la camicetta da notte fino oltre il pube ,accarezzandomi la figa… .
Ero pazza, scellerata eppure mi piaceva quella situazione.
“Ti sei già lavata stamattina?” Chiese.
“Non ancora , non ne ho avuto tempo, pensavo che venissi più tardi .”
“Meglio così! Mi piace sentire l’odore della tua pelle, del tuo sudore, del tuo dormire, il tuo
odore intimo di moglie e di mamma… .” Mormorò allargandomi le gambe e mettendosi tra loro, con il cazzo già duro ed eccitato.
Quando fu sopra chiusi gli occhi e lui iniziò a baciarmi ,finchè lo sentii premere sulla vulva già
eccitata e spingendo entrare e penetrarmi completamente , iniziando a chiavarmi … .
Aprendo gli occhi vide il soffitto della mia camera e attorno il mio armadio, le mie cose, sulla sedia, le maglie di mio marito… Dioooo era eccitantissimo, godevo fortemente e iniziai a baciarlo.
Quel giorno lui fu dolce, come l’avrei sempre voluto, facendomi gemere e godere nel mio
letto… . Poi iniziò a muoversi velocemente , accompagnato nel suo ritmo , dal cigolare del letto
,cosa che mio marito non aveva mai fatto fare. Mi prese il timore che i vicini sentissero , ma il
piacere fu più grande e tra il cigolio del letto lo strinsi e lo baciai felice di averlo lì, chiavando
con lui a casa mia.
Mi dava colpi veloci e profondi e io godevo graffiandolo sui fianchi e sulla schiena . Lo tirò
fuori all’improvviso sborrandomi in pancia e sulla camicetta da notte.
Poi si cacciò di fianco e tutte e due estasiati guardammo il soffitto e la stanza…quella stanza
che io conoscevo benissimo essendo mia e di mio marito.
Prendendomi la mano , l’appoggiò sullo sperma e me lo fece spalmare sulla pancia ,come se fosse crema e poi restammo lì estasiati , tenendoci per mano . Quella chiavata, fu bellissima ,forse la più bella di tutte quelle che feci con lui.
Quello che provavo con lui nel letto al posto di mio marito , era un brivido perverso , godere
con Antonio nel nostro letto , tra le nostre lenzuola ancora calde e pregne di odori della notte era eccitante.
Lui si alzò e prendendo lo smartphone mi fece decine di foto ,sdraiata nel mio letto con la
camicetta da notte e poi nuda mentre mi alzavo per andare in bagno a lavarmi .
“Basta foto Antonio! Me ne hai già fatte parecchie anche in altre occasioni …” Mi interruppe.
“ Queste le ho fatte nel caso , tu mettessi in dubbio la nostra relazione … e in queste foto si vede chiaramente che siamo a casa tua e quindi, che sei stata tu ad invitarmi per farti chiavare.”
Era un altro espediente per ricattarmi se avessi deciso di troncare tutto. Ma non c’è m’era bisogno e lui lo sapeva , mi ero innamorata di lui.
“Lo sai che non ti lascerò mai… piuttosto, non farle vedere a nessuno le foto ti prego !!”
A quella mia richiesta mi tranquillizzo .“Stai tranquilla …” Rispose.
Le chiesi ancora :
“ Perchè l’hai voluto fare qui a casa mia? Si che è eccitante, ma anche umiliante e rischioso per
Me, ne letto dove faccio sesso con Eugenio, Se ti vede entrare o uscire di casa qualcuno dei
vicini , sono rovinata .”
“Lo fatto per dimostrarti chi è il tuo padrone, e perché ogni volta che ti adagerai sul letto accanto al cornuto, ricorderai che su quello stesso letto , io ti ho chiavata e fatta godere.”
Passarono alcuni mesi , capii troppo tardi , che era un manipolatore perverso diverso da quello che pensavo quando accettai il suo corteggiamento. Solitamente, si comportava con delicatezza e attenzione nei miei confronti , ma aveva una doppia identità, come un Dott. Jekill e Mister Hyde.
Passava dall’essere premuroso, all’essere selvaggio, sapeva essere dolce all’estremo, per poi
diventare brutale.
Mi resi conto di non essere la sua amante , ma la sua concubina… la sua puttana.
Sapeva essere convincente e pieno di charme quando voleva, possedeva una straordinaria
capacità verbale di ammagliare con il suo parlare. Come successe con me.
A volte percepiva e anticipava ciò volevo sentirmi dire e, pensavo di essere compresa da lui e
amata, e sostituivo le sensazione di diffidenza, con quelle di fiducia. Era un bravo manipolatore, ma me ne accorsi troppo tardi.
Quando ci incontravamo, era premuroso, affettuoso,chiacchieravamo in auto o in qualche bar di periferia o nel fare qualche passeggiata, ma quando mi portava nei suoi luoghi e ci appartavamo sessualmente, secondo l’umore che aveva, diventava privo di emozioni e quindi autoritario nei miei confronti . Se lo contrariavo , perdeva le staffe e alzava la voce e le mani, facendomi capire chi comandava e manifestava una fredda ostilità ai mie dinieghi su qualsiasi argomento, senza discuterne e ragionarci sulle motivazioni.
Era convinto della sua superiorità su di me, a volte era arrogante, fingeva di discutere e
collaborare con me , ma poi faceva come voleva .
Sfruttava ogni situazione per manovrarmi ,cambiando discorso e non rispondendo mai in modo diretto ai semplici quesiti che le facevo.
“Hai torto” Mi diceva , oppure :“Tu non esisti ! Non sei nulla! Ricordalo!”.
Deformava le parole e le intenzioni (per esempio mi diceva come per il fatto dei ragazzini
“Scherzavo tesoro, non devi prenderla tanto”), però intanto lo faceva … mi umiliava.
Mi denudava non solo fisicamente, ma anche di ogni valore morale che avevo, del rispetto per
me stessa, di mio marito, dei miei sentimenti, con l’alterazione dei miei atti, in altre parole, mi
cambiava psicologicamente.
Sembrava pazzesco che potesse avvenire una cosa del genere a me , donna seria, morigerata e
fedele e a 42 anni e invece, modificò la mia realtà, i miei rapporti personali , ingannandomi e
abusandomi mentalmente e fisicamente.
A volte negli incontri , mi restava il sedere bruciante e le mammelle rosse, dopo avermi preso o davanti o di dietro . Ma oramai mi piaceva avere rapporti sessuali con lui in quel modo , essere amata in quella maniera nuova , sentirmi sottomessa a lui… mi piaceva, era il mio nuovo modo di amare, di vivere la mia sessualità e la storia con Antonio e, quelle nuove sensazioni mi cambiavano interiormente. Mi accettavo diversa, nuova e non mi rendevo conto del pericolo che correvo, perchè scendevo sempre più in basso.
Per paura di quello che aveva detto e per accontentarlo, avevo imparato a farmi le perette da sola e prima di incontrarmi con lui mi chiudevo in bagno e dopo averla praticata mi sedevo sulla tazza e defecavo e mi lavavo, anche se non sempre mi prendeva analmente , ma se serviva ero pronta e poi piaceva anche a me essere inculata , ne godevo , avevo provato l’orgasmo anale e mi piaceva. In parte ero presa anch’io da quella sorta di depravazione.
Un giorno dopo qualche mese, ci incontrammo all’uscita del lavoro, era una di quelle giornate
settimanali prestabilite per stare assieme.
Quando salimmo in macchia, Antonio mi diede una busta dicendo:
“Dentro c’è il contratto d’affitto di un appartamentino ammobiliato simile al mio, è nella stessa
Zona, qualche via più avanti. Non possiamo e non voglio più che ci incontriamo nell’appartamento che ho io. L’altro giorno è venuta mia moglie a fare le pulizie e mi ha detto che c’era stata gente. Le ho detto di si, che lo affittato qualche giorno a dei conoscenti e che me l’avrebbero lasciato in ordine , invece… non l’hanno fatto e non voglio che pensi che ci sia stato io con qualche donna.”
Tutto sommato capivo la sua preoccupazione anche se non la condividevo , pensavo che qualche rischio poteva correrlo pure lui , visto che a me mi aveva posseduta nel letto matrimoniale di casa mia, con tutte le conseguenze che avrebbero potuto derivare.
Purtroppo c’era anche un altra ragione , che avrei e scoperto di li a poco. Una ragione tremenda, perversa.
Aprii la busta mentre lui guidava e lessi. Vidi che il contratto d’affitto era a mio nome e cognome e, quindi, avrei dovuto essere io a sostenerne la spesa.
“Perchè l’hai fatto a nome mio? Con nome e cognome vero , sai che mi metti in difficoltà , sono
sposata se lo sapesse mio marito , mi chiederebbe a cosa mi servirebbe un altro appartamento?”
“Lo intestato a te perché per una donna è più facile trovarlo, anche se con la proprietaria ho
firmato io per conto tuo.”
“Anche!!…” Risposi seccata.
“Si! Le ho detto che sei mia moglie!”
Pensavo che quella situazione stava diventando pericolosa e in un modo o in un altro , avrei
dovuto chiuderla.
Quando arrivammo posteggiò, poi mi fece entrare in un portone di uno stabile vecchio e salire al nuovo appartamento.
Quando aprì la porta , mi fece entrare per prima , era ben arredato e sembrava pulito.
“Per noi va bene pensai.” Ma mentre giravo curiosando con lui dietro di me , entrando in
soggiorno restai sorpresa e mi immobilizzai all’istante. Nel divano vidi seduta una persona
piuttosto anziana.
Antonio era dietro di me e salutò l’uomo, ma senza preoccuparsi di presentarmelo.
Sul tavolinetto c’era una bottiglia di whisky e alcuni bicchieri e bevande.
“Siediti !” Mi disse e mentre io mi accomodavo , lui prese da bere, accese una sigaretta e si mise a fumare chiacchierando con quel tizio, che dal tono e dalla confidenza reciproca, pensai fosse un suo amico.
Finito di fumare , mentre spegneva la sigaretta nel posacenere, mi disse:
“ Spogliati e vai in camera!”
Restai perplessa :” Che significa?” Borbottai.
Lui vedendo che esitavo ripetè più forte :”Nuda!!…E vai in camera! “ Come se fosse un ordine ,
mentre quell’uomo mi guardava sorridendo.
” No!! Non mi spoglio davanti a un estraneo!” Esclamai .
“Lui non è un estraneo è un mio amico e poi ti ho detto di spogliarti nuda ed è meglio che lo
fai senza farmi incazzare.” Affermò. Ma ero determinata:
“No! Non lo faccio davanti a lui , anzi portami via , voglio tornare a casa…”Pronunciai indignata
e timorosa .
Antonio si alzò irato: “ Scusa un attimo !!” Disse all’amico e poi si rivolse a me:
”Vieni un po’ qua !” Mi disse e prendendomi per i capelli e, strattonandomi mi portò in cucina
incurante del mio dolore a tirarmeli.
“ Mi fai male ! Lasciameli ! Lasciameli! ” Gridai mentre li mollava.
Quando fummo in cucina all’improvviso ,mi tirò uno schiaffo in viso e poi un altro e un altro
ancora mentre io cercavo di ripararli con le mani e le braccia.
“Mi devi ubbidire ai capitooo!!” Gridò.
“Io sono il tuo padrone e tu devi fare tutto quello che io ti ordino di fare … capitooo!!”.
“Ma non voglio che quell’uomo mi veda nuda!” Risposi piangendo.
“Vederti nuda?!!! Tu non hai capito allora!…Tu con lui ora ci devi chiavare!!” Esclamò.
“ Come ? Cosa? … No! Questo no!!” Gridai cercando di uscire dall’angolo dove mi aveva
cacciato lui.
“Nooo!!! Dici nooo !! “ Ripetè irato:” Ora vediamo !”
E dicendo così , si sfilò la cintura di cuoio dai pantaloni e piegandola in due in mano iniziò a
colpirmi sui vestiti, sul sedere e le cosce, uno due, tre, quattro colpi, facendomi male e bruciare la pelle sotto il vestito.
“No… no…no…ti prego !!” Supplicai piangendo :”Non mi picchiare ti prego! …”
“Dipende da te solo da te! Ti spogli nuda ora e vai a letto a chiavare con il mio amico ?“
Chiese .
Esitai e lui mi diede un’altra cinghiata sulle braccia scoperte e un’altra forte nel sedere,
facendomi male . A quel punto non resistetti .
“Si …si…si..!! Ci vado !” Dissi piangendo e impaurita:”Ma non mi picchiare! Non farmi male e
non lasciarmi dei segni sul corpo che poi non so come giustificarli con mio marito!” Esclamai tra i singhiozzi.
“ Va bene non ti picchiò, ma ubbidiscimi!” Mi disse e mi passò un bicchiere d’acqua .
“L’altro giorno Eugenio mi ha vista mentre mi cambiavo…” Dissi con il singulto :”… e mi ha
chiesto del livido che avevo sulla natica, le ho dovuto dire che ho sbattuto lo spigolo della scrivania sul lavoro, andando indietro all’improvviso per far passare una collega… Ho paura che poi sospetta… .”
“ E lui cosa ti ha detto? Ci ha creduto?”
“Si! Ha detto di stare attenta che sono delicata, che ho la pelle chiara e si segna subito. Perciò ti
prego … non picchiarmi…Ti prego !!” Lo supplicai.
“Dipenderà solo da te, esclusivamente da te … se mi ubbidirai non ti toccherò nemmeno con un dito, se non lo farai te ne darò tante da farti bruciare la pelle, finchè poi farai lo stesso quello che voglio e ti dico di fare, perciò ora smetti di piangere … che so che ti piace prenderle , lavati la faccia e vieni di là… nudaaa!!! ” Esclamò minacciandomi apertamente.
Lentamente mi spogliai nuda, non potevo fare altro e mi rimisi solo le scarpe, come mi aveva
ordinato lui .
Aprii la porta e uscii, andando in salotto completamente nuda, dove loro erano seduti.
Antonio vedendomi entrare, si alzò in piedi e si avvicinò bisbigliandomi:
“Sorridi! Sorridi!” E girandomi verso il suo amico, incominciò a palparmi le mammelle, a
toccarmi la figa rasata allargandomi le labbra vaginali per mostrarla a quel vecchio .
“Visto che bella? Quarantenne ancora figa!” Esclamo e quell’uomo, inaspettatamente, eccitato
dalla scena, si abbassò la cerniera dei pantaloni ed estrasse il cazzo già mezzo eretto, ed
incominciò a masturbarsi.
Dioooo che vergogna e umiliazione provai in quel momento… .
Antonio mi prese per un braccio e mi fece sedere sul divano accanto al suo amico.
Lui incominciò a toccarmi ed a baciarmi il corpo, il collo, con la lingua fuori come i cani, fino
a volermi introdurre la lingua in bocca e baciarmi .
Serravo le labbra, mi faceva schifo, ma Antonio mi colpì sul capo con la mano dicendo:
“ Su! Lasciati dare qualche bacio…!” Finchè avvertii la sua viscida lingua a contatto della mia e
presa da una perversa repulsione eccitazione che non so descrivere, mi lasciai limonare.
Quando staccò le labbra da me, da dietro Antonio mi mise una mano sulla nuca e mi abbassò la
testa perché prendessi in bocca il cazzo di quell’uomo, ormai grosso e gonfio.
“Dai su! Falle un bocchino !” Mi esortò.
A occhi chiusi vincendo l’odore di stantio e di ammonio delle urine che usciva dalle sue mutande, lo baciai e poi leccai , per poi subito dopo prenderlo in bocca e succhiarlo.
“ Brava! Così!” Sentii dire alla voce di Antonio mentre mi toglieva la sua mano dal capo.
Lo spompinai un po’. Poi il vecchio disse ad Antonio che voleva chiavarmi .
Lui sempre prendendomi per un braccio, mi portò in camera con quell’uomo dietro che ci seguiva e spingendomi e cacciandomi letteralmente nel letto Disse:
“ E’ tua chiavala pure!”
In quel momento mi sentii una prostituta, volevo sprofondare, ma ero anche eccitata a vedere il suo cazzo oscillare duro davanti.
Lui si chinò su di me e io preoccupata guardando Antonio domandai :
“E il preservativo?”
“Lui non è malato te lo assicuro!” Esclamò Antonio e poi ridendo e battendogli la mano sulla
spalla lo esortò :
“ Vienile fuori però … non venirle dentro perché è ancora feconda e se me la metti incinta guai!”
“ No stai tranquillo !” Lo rassicurò lui ridendo.
Ero sdraiata con la schiena sul materasso ,a gambe larghe e pendenti dal letto verso il pavimento, mostrandogli la figa e il seno ,oltre che la mia vergogna. Lui si lubrificò con la saliva e fece lo stesso con la mia figa, si adagiò sopra me e lo sentii trafficare con la mano sulla vulva e premere sulla fessura, finché non riuscì a penetrarmi. Lo avvertii entrare duro e dritto e iniziare a muoversi dentro e lui ad accarezzarmi, a toccarmi le mammelle iniziando a possedermi, mentre Antonio fumando stava a guardare.
Alla fine inevitabilmente provai piacere anch’io, gemendo ,ma cercando di evitare i suoi baci.
Lui lo tirò fuori e riversò il suo sperma sulle cosce .
Poi si alzò e si mise apposto e si allontanò mettendosi a parlare nel soggiorno con Antonio ,
lasciandomi sdraiata in quel letto sola e nuda proprio come se fossi una puttana vera.
Alla fine il vecchio se ne andò via.
Quando sentii chiudere la porta d’entrata mi alzai e mi asciugai del suo sperma. Antonio tornò
in camera , si sedette vicino a me e mi baciò prima in fronte e poi sulle labbra.
“Giuda!!” Le urlai arrabbiatissima: “ Bastardo , porco!! Mi hai fatta chiavare da un tuo amico!”
Lui mi sorrise:” Lo sai che ti amo sempre qualsiasi cosa che fai!”
“Perchè l’hai fatto? Perchè mi hai data a lui?“ Urlai:”…Per amicizia?”
“No!” Mi rispose:” Ho un debito in denaro con quell’uomo e devo tenermelo buono … e tu mi hai aiutato a farlo.”
Mi baciò e mi strinse ancora ,ripetendo:” Lo sai che ti amo… .”
“Bastardo!! Se mi ami non mi avresti data a quell’uomo…un vecchio!”
“No! Ti amo davvero Ely!” Ripetè serio:” Non potrei vivere senza di te!” E per dimostramelo
si spogliò nudo e si sdraiò vicino a me, baciandomi e penetrandomi e facendo l’amore con me
subito dopo quell’uomo. Purtroppo anch’io lo amavo e mi annullai tra le sue braccia.
Dico che facemmo l’amore e non sesso perché quello era il sentimento che provavo per lui, se no non avrei sopportato tutte le sue angherie. Con lui mi lasciai andare pienamente e godetti
gemendo della sua virilità.
Al termine restammo abbracciati , in quel letto nuovo e in quei momenti lo sentivo mio…
“ Mi devi aiutare!” Mi sussurrò.
“Come ?” Chiesi
“Ho dei debiti di gioco e non ho i soldi da dare . Mi devi aiutare ti prego! Non lasciarmi solo
adesso! E’ gente che non scherza quella , disposta anche ad ammazzarmi.” Disse.
“Ammazzarti?” Ripetei spaventata
“Si !!” Rispose lui.
Quasi mi faceva tenerezza, non era da lui supplicare me, non so se fingeva o diceva sul
serio, ma gli credevo .
“C’è ancora qualcuno a cui devo soldi …e tu potresti aiutarmi.”
Capii subito cosa intendeva:” No Antonio, non chiedermi questo, non puoi! Già farlo con
quell’uomo è stato umiliante e disgustoso .”
“Ma tu sei l’umica che può aiutarmi… si tratterebbe solo di qualche volta, vedi!…Te lo chiedo
con amore, senza minacce e imposizioni… e poi hai visto, si tratta solo di pochi minuti … .”
Sapevo che avrebbe potuto impormelo:
” Non so vedremo!” Risposi :” Ma non voglio farlo senza protezione !” Le dissi come una
stupida confermando senza volerlo con quella risposta la sua richiesta .
“ Si certo! Gli farò mettere il preservativo !” Rispose subito contento.
Ero una pazza, mi stava chiedendo di prostituirmi per lui e io per amore a quarant’anni, con un lavoro per bene, un marito e una figlia accettavo.
Sapeva prendermi, e lo amavo, non so quanti soldi doveva e se era vero… o piuttosto, non fosse lui a farsi pagare . Allora non mi interessava, ma credevo a quello che mi diceva e nonostante tutti i suoi difetti e i soprusi che mi faceva, lo amavo e lo avrei aiutato .
Da quel giorno il martedì stavamo da soli io e lui a fare l’amore, mi diceva parole dolci e belle,
mentre il venerdì incominciò a portare in quella casa degli amici, o dei creditori, così li chiamava, ma era meglio dire dei clienti con i quali mi faceva accoppiare , tutta gente matura, che si limitavano a sorridermi a fare sesso con il preservativo senza chiedere altro.
Avevo una doppia vita sessuale, o meglio tripla , con mio marito, quel poco che lo facevamo,
con Antonio e saltuariamente con questi suoi “creditori “… che arrivarono ad essere anche
tre, quattro a venerdì.
Non mi rendevo conto in cosa mi ero cacciata.
Aggiungo che in quei momenti di incertezza e debolezza psichica, anch’io come molte donne e
non mi vergogno a dirlo, mi rivolsi a una cartomante di quelle che mandano pubblicità per
email o sono su internet. Mi trovai una email che parlava di risolvere problemi ,d’amore, di famiglia e di soldi e un giorno in ufficio , mi misi in contatto con lei per conoscere il mio futuro.
Ricordo ancora il nome, Ofelia ,dava responsi e aiuto per posta e tutto era gratuito.
Dopo il contatto, mandai tutti i miei dati anagrafici, e qualche foto, meno il cognome e
l’indirizzo e devo dire che mi sorprese, indovinò la mia vita passata e quella presente. Ci
sentimmo sempre per email più volte, era gentile e simpatica, la vedevo un po’ come una madre, una amica segreta con cui confidarmi , ancora adesso ho un buon ricordo di lei.
Ogni settimana ci scrivevamo e mi sfogavo un po’, lei mi faceva le carte e le raccontai oltre che
la storia della mia vita, anche del rapporto d’amore e odio che avevo con Antonio… .
Era la mia valvola di sfogo. Naturalmente Antonio non sapeva nulla.
Fino lì voi direte che Antonio è stato un uomo ignobile e io una vittima e la nostra storia avrebbe potuto continuare all’infinito finché lui non si sarebbe stancato di me, ma non fu così , la parte più ignobile di lui e di me , doveva ancora uscire.
Un giorno dopo aver fatto sesso ,Antonio mi chiese di mia figlia:
“Lo vista l’altro giorno, sta diventando una donnina, è bella come te!” Esclamò, compiacendomi della sua affermazione.
“Si è una bella ragazza e ne sono orgogliosa!” Risposi .
“Si!” Proseguì lui:” E’ proprio una bella ragazza e ben presto avrà una lunga fila di pretendenti
Dietro e davanti di lei..” Aggiunse ridendo e facendo sorridere anche me.
“E’ vergine?” Chiese.
“Certo che si! ” Risposi risentita.
“Pensa che quando l’ho vista ero con un amico che non finiva di toglierle gli occhi di dosso e
le faceva il filo.”
“Un tuo amico?” Chiesi curiosa.
“Si!” Rispose.
“ E quanti anni ha ?”
“Quarantuno!” Esclamò .
“ E guarda le ragazzine di 16 anni ?” Dissi indignata, chiedendole:” Non è sposato?”
“ No! E’ un bell’uomo, piacerebbe anche a te se lo vedessi, ha molto successo con le giovani
ragazze, bella auto, bei vestiti e soldi… .”
“Beato lui !” Risposi.
“E gli piace Sabrina, si sono conosciuti nel bar davanti alla scuola … .” Proseguì.
“ Si sono conosciuti con questo tuo amico? Non me ne ha parlato !” Risposi stupita.
“ Non è detto che lo faccia , anche loro hanno i loro segreti.” Ribattè lui.
“No Sabrina mi ha sempre detto tutto , si confida con me!” Precisai, ma lui malizioso proseguì:
“Tra qualche mese o settimana, forse qualche ragazzino della sua età , te la sverginerà e se la
chiaverà ….ma tu da brava madre , dovresti prepararla per l’incontro sessuale , meglio se con
un adulto , che sappia come fare e ,che sia tutto bello per lei….” Lo interruppi dicendo:
“ Non mi piacciono questi discorsi su mia figlia…ehh!!” Esclamai infastidita.
“Ma si fa per parlare “ Ribattè lui.
“Neanche per parlare!” Aggiunsi alterata.
“ A me sì piacciono! “ Rispose lui con un sorriso beffardo ,continuando quella discussione da quel perfido che era ,dicendomi:
“Tua figlia, come tutte le ragazze della sua età, è una femmina calda, ed è facile preda di qualche ragazzo balordo o extracomunitario, che senza scrupoli , te la circuisce approfittando di lei , con il rischio di mettertela incinta.”
“ Basta!…Ti ho detto che non mi vanno questi discorsi:” Ripetei seccata:”Pensa a tua figlia non alla mia!”
Risposi irata.
Certo che ci penso o meglio ci pensa Angela mia moglie e poi lo sai anche tu che la mia Daniela
non è bella come tua figlia, purtroppo, la tua ha la fortuna di essere bella e corteggiata da molti… .”
Affermò chiedendomi:“Ma non l’ami tua figlia?”
“Certo che l’amo , ma questi discorsi che c’entrano? Tu alla tua la faresti sverginare da un uomo di 41 anni solo perché è bello e ha la macchina e i soldi ? “ Gli chiesi .
“Certo se è capace e non è detto che in un futuro lo faccia… .”
“Vorrei vedere …” Risposi sarcastica .
“Ma secondo te!” Insistette :” Non sarebbe meglio per te, ma soprattutto per Sabrina, se a
deflorarla fosse un uomo, maturo, serio esperto e che le piace, piuttosto che un ragazzino balordo?”
“Che domande sceme..” Risposi :” Io vorrei che lo facesse con uno che le piace… .” Mi interruppe:
“ Lui Fulvio le piace!”
“ Fulvio?” Chiesi io:” Chi è?”
“E’ questo mi amico che le piace a Sabrina si chiama Fulvio! E se vuoi te lo presento !”
“Non mi interessa !” Risposi :” Ci mancherebbe altro. Figuriamoci!” E la discussione la troncai
Lì, non mi andava di parlare di mia figlia e di un adulto.
Invece giorni dopo che c’eravamo incontrati, mi portò in un bar e mentre prendevamo un caffè al tavolino , fece cenno a un tizio , un bell’uomo elegante che venne verso di noi e me lo presentò :
“ Questo è Fulvio , il pretendente di tua figlia Sabrina … .” Disse imbarazzandomi . E rivolgendosi a lui:” Questa signora è la mamma di quello splendore di Sabrina, ed è la mia donna!” Diooo mi fece sprofondare dall’imbarazzo, la sua donna mi presentò!
“Ma siediti.” Lo invitò e si accomodò al nostro tavolino.
Devo ammettere che era un bell’uomo davvero e capivo se mia figlia si era infatuata di lui.
“ Lei è molto bella ! Come sua figlia !” Si complimentò con me . Lo ringraziai.
Fu Antonio a proseguire quel discorso surreale , allucinante.
“ Fulvio vorrebbe il tuo permesso a frequentare Sabrina… .” Disse.
“Ma stiamo scherzando? “ Risposi io:” E’ una ragazzina’ a solo 16 anni …”Ribattei indignata.
Ero stordita da quella richiesta ,ma lui serio precisò :
” Si lo so ne ho 25 in più, ma a me Sabrina piace, l’amo e la rispetto e lei mi contraccambia … .”
“Come la contraccambia?” Mormorai stupita.
“ Si! Ci amiamo!” Precisò . Ero frastornata , incredula .
“ Come vi amate? “ Risposi incredula:”E’ minorenne …” Precisai:”… e poi è mio marito… è lui
che decide … .” Dissi confusa per intimorirli. E qui intervenne ancora Antonio dicendo:
“No! … A Eugenio non dire nulla per ora, sai come siamo noi uomini con le nostre figlie, glielo
dirai tra qualche mese, quando lei sarà più grandina e le cose si saranno assestate. A lui
interessa il tuo consenso … non quello di tuo marito.” Ripetè. Ero confusa. Quell’uomo aveva quasi la mia età e voleva frequentare mia figlia:
“Ma io non so… non capisco questo discorso, lei è ancora una ragazzina per me, tanto giovane e lei è un uomo adulto … io… io non voglio, sono contraria a queste cose glielo dico subito!“ Esclamai:
Ci lasciammo con il proposito loro, di rivederci il Venerdì successivo.
Quando fummo soli , presi Antonio:
“ Ehi diii!!! Ma che ti salta in mente di presentarmi quel tizio lì, come il pretendente di mia
figlia, ti rendi conto che ha 41 anni e mia figlia sedici’?” Gli urlai.
“Si ma si vogliono bene, si amano è un po’ che si conoscono e si frequentano all’uscita di scuola di Sabrina .”
“Ma figuriamoci se accetto una situazione simile e tu sapevi che quel tizio lì le faceva il filo e
non mi hai detto niente? …Certo che le piace, a una ragazzina le fai vedere un bell’uomo, l’auto
i vestiti, la fai sentire grande… la fai sognare! Comunque non farmelo più vedere quel tizio lì.” Gli dissi veramente arrabbiata,tirando fuori le unghie per mia figlia.
Arrivata a casa presi Sabrina da parte e le chiesi :”
“Conosci mica un certo Fulvio?”
Vidi che diventò rossa in viso aprendosi radiosa in un sorriso!
“Te la detto? Lo hai incontrato?” Mi chiese gioiosa.
Visto la sua ingenuità e il suo viso esultante, capii che ne era innamorata .
“Si! Lo incontrato e abbiamo parlato di te!” La informai. Lei diventò ancora più rossa in viso, con il suo sorriso a denti bianchi e gli occhi chiari .
Allora le presi la sua mano tra le mie dicendole:
“ Vieni sediamoci ! Non avere paura a confidarti con me. Si oggi lo conosciuto… .”
“L’hai visto? Ti piace ?” Fu la sua prima domanda.
“ Si ,è un bell’uomo, mi ha chiesto il permesso se può uscire con te , ma io sono contraria Sabrina, non voglio, ha 41 anni quasi la mia età e quella del papà !” Le dissi.
“Non importa mamma io gli voglio bene e anche lui me ne vuole, mi ama, guarda cosa mi ha regalato …” Disse alzando il braccio e facendomi vedere un braccialettino d’oro:”…c’è anche la dedica!”
“Sabry parliamoci chiaro , io non voglio che incontri ancora quell’uomo, assolutamente,
promettimelo, è troppo grande per te !”
“Ma noi ci vogliamo bene mamma, ci amiamo, me lo ha detto anche lui che mi ama !”Esclamò.
“Lui ti può dire quello che vuole, ma tu sei una ragazzina ed è giusto che frequenti i ragazzi della tua età e non gli uomini adulti. Chiaro?” Ribadii.
Abbassò lo sguardo e mi tenne il broncio.
Io non sapevo chi fosse questo Fulvio e nemmeno come avesse conosciuto Sabrina, seppi poi
inseguito, che fu Antonio a farli incontrare a presentarglielo nel bar di fronte alle scuole e sempre solo dopo seppi che Fulvio era un magnaccia che circuiva ragazzine e le induceva a fare le prostitute e le escort , ma quando lo seppi, fu troppo tardi purtroppo.
Non immaginavo minimamente cosa stessero architettando Fulvio e Antonio nei riguardi di mia figlia e miei. Fu lì che scoprii e capii la perfidia di Antonio.
Tutto accadde un sabato pomeriggio. A mia insaputa circuirono Sabrina e mi ingannarono.
Quel giorno Sabrina venne con me al supermercato “le Officine” per fare acquisti e loro lo
sapevano perché il venerdì incontrandomi con Antonio, lo avevo informato che sarei andata là.
Verso le 15.00 incontrammo casualmente Antonio che, dopo i convenevoli e i complimenti a
Sabrina per la sua bellezza, fece finta di vedere Fulvio che era nei dintorni e lo chiamò e si
presentò davanti a me e a mia figlia senza essere invitato. Con me ignara, fecero la sceneggiata:
“Come mai da queste parti ?” Gli chiese Antonio.
“Devo fare acquisti femminili:” Rispose lui:” Voi mi potete essere d’aiuto!” Disse guardando
Sabrina . Antonio mi chiese di lasciarli girare da soli:
” Se hai bisogno di consigli femminili e giovani , vai con Sabrina .“ Disse e lei si rese subito
disponibile, non le sembrava vero, ma io ero contraria, non volevo e mi opposi :
“ No! …Assolutamente, Sabry tu stai qui con me!” Le dissi :” Non muoverti da me!”
“ Dai su lo accompagna e tra un oretta , anche meno ritornano qui! “ Disse Antonio .
“Dai su mamma ! Lasciami andare !” Ripetè lei desiderosa di stare con lui.
“ No! Non voglio !” Ribadii , ma a un cenno di Antonio Fulvio si mise a tirarla per un braccio,
mentre lei felice si lasciava tirare :” Vado mamma ??” Disse ridendo:” Vadooo!!!”
“Ti ho detto di no, che non voglio… .” Ma tra parlare con lei e con Antonio che complice mi
distraeva , sparirono tra la gente e mentre cercavo di seguirli, Antonio mi fermò:
“ E lasciali andare! Non vedi che non vedono l’ora di stare soli un’oretta… .”
“Ma lui è un uomo, è adulto e Sabrina una ragazzina… .” Esclamai angosciata più che non mi
ubbidisse che si fosse allontanasse da me.
A quel punto anche Antonio si allontanò, sparì lasciandomi sola .
Mi calmai e girai con il carrello a fare acquisti , chiamandola più volte a cellulare senza che mi
rispondesse , dopo un’ora ero là dove li avevo lasciati , ma non c’erano , passò un’altra mezz’ora, e io sempre ferma la con il carrello, come una scema, ero agitata e nervosa con le chiamate che facevo a vuoto. Preoccupata e spaventata chiamai al cellulare anche Antonio per informarlo che non c’erano ancora. Non mi rispose dava occupato o era spento.
Arrivò poco dopo dicendomi :”Stai tranquilla che arrivano … .”
“ Ma dove sono andati? “ Chiesi:” Sabrina non risponde al cellulare e questo Fulvio… non hai il
suo cellulare tu che sei suo amico?” Domandai.
“Se stai un po’ calma e tranquilla tra poco arrivano…” Disse :”… sono andati nei negozi in
centro… in via XX Settembre a fare degli acquisti per lui!”
“Quando torna mi sente!” Esclamai furiosa.
“Ma calmati, adesso arrivano!” Ripetè.
Passò un’altra mezz’oretta e il nervoso mi saliva, quando li vidi arrivare, con lei felice e
sorridente, l’avrei strozzata e invece appena mi vidi mi baciò sulla guancia allegra e felice:
“ Ciao mamma, scusa il ritardo!”
“Ritardo di un’ora “ Risposi trattenendomi dal darle un ceffone:”Lo sai che mi hai fatto stare in
Pensiero? ” Non volli riprenderla davanti alla gente e a quel Fulvio.
Ma a casa le feci l’interrogatorio, le chiesi dove erano stati:
“Nel negozio in centro ha acquistato della biancheria femminile, poi siamo usciti e abbiamo
passeggiato … .”
“E nient’altro?” La interruppi dubbiosa.
“… si siamo andati in un bar a bere …”
“E poi ??…” Continuai io :” Cosa avete fatto…?”
E lei candidamente ammise:” Mi ha baciata…”
Restai disarmata dal modo come me lo aveva detto , felice e allegro …”E basta? “ Chiesi ancora .
“Si !…Solo quello lo giuro!” Esclamò incrociando gli indici per portarli alle labbra :
“ Lascia starei giuramenti !” Esclamai facendo segno con la mano di abbassarli. Poi mi sedetti
con lei di fronte e le parlai. Non sapevo più cosa dire e fare, lei ne era innamorata di quel tipo, le si leggeva in faccia.
“Sabry.. quell’uomo ha 41 anni, ha quasi la mia età te lo già detto, potrebbe essere tuo padre che ne ha 44 di anni … non può essere il tuo ragazzo… devi lasciarlo perdere!”
“ Ma perché??” Disse risentita e offesa.
“Perchè si!” Le risposi :” Io voglio così! …Sono tua madre! “ Mi rendevo conto che era un
approccio sbagliato il mio, ma non sentiva ragioni e uscì sbattendo la porta. Ma intanto glielo
avevo detto e la reazione poi le sarebbe passata pensavo. E invece non fu così.
Il martedì seguente , quando ci incontrammo io e Antonio ,mentre guidava e andavamo
all’appartamentino mi rivelò perfido:
“ Sai , mi ha confidato Fulvio che sabato pomeriggio la chiavata a tua figlia, la sverginata!”
Ebbi una stretta al cuore ma non dissi nulla me lo sentivo che sarebbe successo qualcosa, e lui
continuò :
“Mi ha anche detto come ha fatto …” E senza che io le dicessi e chiedessi nulla proseguì.
Da scellerata lo lasciai andare avanti invece di bloccarlo subito , ero curiosa di sapere come
fosse avvenuto e dove e se aveva provato dolore o altro.
“ Gli ho imprestato il tuo appartamento …” Disse :” … sai è un amico . E la portata là sabato
pomeriggio, sul letto, dove lo fai anche tu, con me e gli altri .” Fece una pausa guardandomi,
mentre io silenziosa fissavo la strada davanti a me assorta dalle sue parole.
“ E’ stato bravo sai! Prima la fatta spogliare nuda e poi ha incominciato ad accarezzarla
Dappertutto ,mi ha detto che si è accesa come un fiammifero…La baciata e accarezzato la fighetta con le dita e , più si eccitava, più lui insisteva . Gliela anche leccata… soprattutto il clitoride e i capezzoli .”
Non so se ascoltavo per curiosità o morbosità o tutte due, so solo che mi sentivo turbata e lo
lasciai parlare e lui come era suo solito, non si fece scrupolo che io fossi la madre e scese
anche nei particolari.
La faceva godere stringendole dolcemente il seno , finchè Sabrina , travolta dal desiderio non gli ha allargato le gambe mostrando che acconsentiva che fosse lui a sverginarla .
“E tu come fai a sapere tutti questi particolari ?”Gli chiesi irritata e disgustata :”Te li ha detti lui?!”
“No!! Li so perchè ero là, nel ripostiglio a spiare… .”
“Brutti porci…”Esclamai cercando di colpirlo in viso con la mano mentre rideva:” Vi siete approfittati dell’ingenuità di una ragazzina…”
“ Si , ma lei non se ne è accorta.” Aggiunse per tranquillizzarmi come se ciò giustificasse i loro
atti.
“Quando ti lasciai al supermercato …” Disse, proseguendo:”…corsi subito nell’appartamento prima di loro e mi chiusi nello sgabuzzino . Dopo un quarto d’ora che ero dentro sentii che arrivarono.
Entrarono e si sedettero in salotto, bevendo e fumando entrambi, anche tua figlia ( io non sapevo che mia figlia fumasse , lo appresi in quella circostanza,ma fu il male minore…) , come facciamo noi. Fulvio scherzava e lei rideva, le diede un regalino e incominciò a baciarla sulla bocca e abbracciarla e con una mano sotto la maglietta ad accarezzarle il seno, le sue belle tettine.
Poi si alzò e , la portò in camera, da letto lasciando, come d’accordo con me uno spiraglio aperto della porta in modo che io potessi avere un’ampia veduta del letto.”
Fece una pausa e mi guardò , incrociò il mio sguardo indignato con gli occhi luccicanti verso di
lui …e malevolo continuò:
“ Si erano spogliati ed erano entrambi nudi e lui volle insegnarle a prenderlo in bocca, ad
accarezzargli e leccargli i coglioni…subito lei non volle , sai come sono le ragazzine, ma tra
bacini e frasette d’amore lo fece.”
“Ti prego risparmiami questi particolari sconci e schifosi …” Gli dissi:” … sono sua madre…lo sai!!” Ma perfido continuò:
“La sdraiò e la baciò, le allargò le gambe senza che lei si opponesse e la penetrò, sverginandola.
Lentamente e dolcemente spinse accarezzandola, finchè non entrò tutto in lei e la chiavò.”
Descrisse la scena nei minimi dettagli aggiungendo: “ Quando lui la sverginò, lei si inarcò
emettendo un gemito come un miagolio tenue, come fosse un gattina. E in quel momento diventò donna e lo abbracciò godendo come una micia, finchè ebbe il suo primo orgasmo.
“E io assistetti a tutto questo masturbandomi dietro la porta .” Aggiungendo:“ Lo anche fotografata mentre chiavava ! Vuoi vedere le foto?!!” Mi chiese.
“Noooo!!!!!” Urlai indignata:” Brutto porco! Mi fai schifo! Sei tu l’artefice di tutto… me l’hai rovinata!!Guai a te l’uso che ne fai!” Ma lui per nulla scosso dalla mia reazione, indifferente continuò: “Quando capii che stavano per uscire, entrai nuovamente nel ripostiglio e mentre si lavavano uscii di nascosto e venni da te.
Mi vennero le lacrime agli occhi:” Sei un bastardo!” Gli dissi:” Perchè mi dici queste cose,sai
che sono sua madre e mi fanno male?“ Gli domandai… .
“Perchè tu sappia …” Mi rispose perfido.
Lo guardai con disprezzo e lo maledissi con lui che rideva.
Dopo quella esposizione, volli essere portata subito a casa. Piangevo ero incapace di reagire, accettavo quello che era successo passiva e non ribellandomi e facendo così tacitamente, ne
diventavo complice senza rendermene conto .
Là trovai Sabrina che studiava e le parlai e dopo le mie insistenze, mi confermò tutto. Litigai,
ma capii che rischiavo di allontanarla di più da me, ci fu una lite seria tra me e lei, la prima
della nostra vita, dove, probabilmente indottrinata da quei farabutti, mi diede contro,
dicendomi che sapeva che io ero l’amante di Antonio e che non volevo che lei frequentasse
Fulvio perché ero gelosa e lo volevo per me e invece lui amava lei… . Una scenata che finì con
due ceffoni su suo viso, pentendomi subito dopo e scusandomi.
Ma non sapevo più cosa rispondere, cosa fare, quei giorni entrai in crisi ed ebbi una forma di depressione e regredii, mi sentivo una nullità, mi facevo schifo, non ero capace a reagire, a impormi … anche mia figlia sapeva di me e ora io dovevo accettare che frequentasse quell’uomo ambiguo e, di fatto a malincuore acconsentii a quella relazione perversa, di lei con un 41enne con il bene placido di Antonio.
Tra pianti e disperazione vissi quella situazione, io succube di Antonio e mia figlia amante di
Fulvio, che presto si sarebbe rivelato per quello che era veramente… un magnaccia adescatore di ragazzine.
Ma non sapevo ancora allora che il lavoro di quel Fulvio era di procacciare ragazzine da portare a prostituire. Farle innamorare, quella era la sua tattica, belle cose, regali, vestiti, bei negozi, le affascinava e poi non so come le faceva prostituire in appartamenti per lui o per qualcuna che conosceva, anche se erano minorenni… anzi… le cercava apposta!
Ma questo lo seppi solo dopo.
La mia vita riprese con i soliti incontri con Antonio … e il venerdì, continuavo a vedermi con i
suoi conoscenti per pagare con le mie prestazioni sessuali i suoi debiti di gioco.
Ma qualche mese dopo, successe un cataclisma, il finimondo, quello che non avrei mai voluto.
Qualche figlio di buona donna, aveva informato mio marito di quello che facevo, della vita che
conducevo, dell’appartamento e che ero l’amante di Antonio, lo stesso fecero con sua moglie.
Lui dopo avermi seguita e controllata per un certo periodo senza dirmi nulla, per essere sicuro che le chiacchiere corrispondessero alla realtà, un pomeriggio si presentò all’appartamento e fece irruzione .
Quel giorno quando sentii suonare andai ad aprire e …Dioooo miooo quando ci penso!! Me lo trovai davanti…. . A vederlo lì che mi guardava, con me mezza nuda e Antonio e un suo amico di la in soggiorno, mi si fermò il cuore, credo che per un attimo morii… .
Lui mi si avventò contro picchiandomi e urlandomi:
“Sei una puttana… bagascia…!!!” Poi ebbe una colluttazione con Antonio che si era messo in
mezzo per difendermi .
Il suo amico fuggi , pensando che succedesse chissà cosa e per non volere finire nei guai, essendo sposato. Eugenio continuava a urlarmi in faccia:
”Bagasciaaaa!!! Sei una bagasciaaaaa!!!! Sparisci! Non ti voglio mai più vedere!!”
E io urlavo piangendo per sovrastare la sua voce:” Perdonami Eugenio ti prego perdonami !!…”
Mi picchiò brutalmente, più di Antonio, dandomi anche dei calci, con odio e cattiveria
segnandomi anche il viso e facendomi un occhio nero .
“ Hai 24 ore per abbandonare la casa, per andartene per sempre con il tuo magnaccia a fare la
puttana … se domani sera rientro e ti trovo ancora ti ammazzoooo!!” Mi urlò.
Piansi! Fu uno scandalo… nel quartiere e tra i conoscenti e parenti.
Mi permise di portare via solo poche cose e andai a vivere nell’appartamento che avevo in affitto, mi ero rifugiata in quell’alcova che avevo nel paesino vicino Genova, dove arrivò anche Antonio, che per la stessa ragione era stato cacciato da casa dalla moglie.
Era una tragedia, ci consolammo a vicenda vivendo assieme, io su suo consiglio e avere un po’
di soldi liquidi subito e per la vergogna che provavo dopo quello successo, mi licenziai e presi la liquidazione.
Fu un dramma, dovevo vedere mia figlia di nascosto, ,tramite quel Fulvio che era diventato il suo amante e me lo consentiva. A volte venivano a casa mia a pranzare o cenare con me e Antonio e dovevo sopportare anche quel Fulvio che l’accarezzava sulle cosce o sul sedere davanti a me.
Per un anno vivemmo decentemente, lui lavorava saltuariamente e io facevo le pulizie in un
Albergo, ma la liquidazione prestò finì, tra il suo vizio del gioco e il poco lavoro che aveva e
così per integrare iniziai qualche pomeriggio a prostituirmi per soldi in casa.
Vedevo mia figlia quando veniva da noi con Fulvio, di nascosto da suo padre che non voleva che mi incontrasse. La vedevo sempre diversa, crescere , cambiare , diventare più bella, più donna e iniziare a truccarsi e vestirsi in modo provocante e sexy. Usciva sempre con Fulvio e i soldi non le mancavano , seppi poi una sera da Antonio sempre con la sua solita cattiveria e crudeltà, che la faceva prostituire, fare la escort… e i soldi non le mancavano a differenza di noi.
Ma il brutto arrivò quasi un anno dopo, quando i soldi finirono per i suo brutto vizio del gioco e ci trovammo nella situazione che non avevamo idea di come fare per procurarci almeno il cibo.
Una sera mentre eravamo seduti sul divano, a guardare la tv , senza soldi , senza un euro
nemmeno per le sigarette (anch’io presi a fumare), non avevamo nemmeno cenato perché non
c’è n’era, lui esclamò all’improvviso :” La puttana!”
Pensai ad una esclamazione casuale e invece disse:
“ Vestiti che usciamo !”
“Ma sono le 23.00…” Risposi.
“Vestiti non fare storie!!” Era un ordine e nonostante tutto, gli ubbidii, andai a cambiarmi .
Quando rientrai in soggiorno lui era in piedi che mi aspettava con le chiavi della macchina in mano.
Lo guardai, e prendendomi per un braccio e mettendomi una giacchetta sulle spalle mi disse
“Andiamo!”
Pensavo che saremmo andati a casa di qualcuno che conoscevamo a farci prestare dei soldi, ma lui in auto si diresse verso la zona del porto, sotto la sopraelevata, dove passeggiavano le battone .
“ Ecco cosa devi fare!” Disse facendomi segno con il dito a una di loro e con calma m spiegò
che avrei dovuto arrotondare facendo da puttana da strada.
Ero contraria, ma la necessità, la paura delle percosse e di restare sola , mi spinse ad accettare.
Mi spiegò che era provvisorio, che non avevamo altra soluzione, che dovevo darmi da fare sino a quando non avrebbe trovato un’occupazione e sarebbero arrivati tempi migliori .
Aggiunse :” Per te non dovrebbe essere tanto difficile visto che sei abituata a farti chiavare da
sconosciuti!” Lo guardai con odio e disprezzo… era tutto per causa sua se ora ero in quella
condizione pronta a prostituirmi per strada.
Vi risparmio tutto quello che ho provato in quel momento, ferma su un marciapiede sotto la
sopraelevata e un lampione del porto, seminascosta da un pilastro di cemento perché mi vergognavo. Avevo gli occhi lucidi ma non avevo la forza di piangere, i soldi ci servivano davvero per mangiare e non avevamo nessuno che ce li dava.
Lui aggiunse solo:” Devi chiedere 50 euro a prestazione. Qui ci sono i preservativi, faglieli
mettere, io resto nei paraggi in macchina a controllare.
“ Ecco come era finito il mio bell’amore di due anni prima … .”
Ogni tanto lo vedevo passare in auto che mi controllava e rassicurava che non ero sola.
Il primo cliente fu un signore di mezza età quando mi riportò sul marciapiede e scesi
dall’auto sotto quel lampione, mi sentii puttana davvero… e andai avanti. Lui passò a
riprendermi alle tre di notte, avevo fatto 250 euro, cinque marchette.
“Non male! per una donna della tua età ” Esclamò quando prese i soldi . “Con questi ci
risolleviamo qualche giorno… . “
Da quel momento per tre giorni alla settimana ogni sera mi portava a battere anche nelle località turistiche della riviera, sia di levante che di ponente .
Ma quando sembrava che tutto andasse bene e iniziavo a guadagnare dai tre ai quattrocento
euro a sera, la quarta sera, nello stesso luogo delle precedenti, prima che scendessi dalla macchina, fummo avvicinati da tre loschi individui stranieri che dissero:
” Cosa credete di fare qui? “
Ci informarono che in quella zona non ci potevano stare perché c’erano le loro ragazze.
Dissero ad Antonio che già che c’eravamo, quella sera avrei potuto lavorare per loro e avremmo diviso ( una sorta di solidarietà tra magnaccia e prostitute) ma che se ci fossimo presentati un’altra sera, qualcuno si sarebbe fatto male… molto male.
Così cambiavamo sempre zona e città, mai più di una volta o due nella stessa zona.
Io oramai non lavoravo più, facevo solo la prostituta a tempo pieno e guadagnavo battendo quattro sere alla settimana per poche ore sui cinquecento euro a sera , duemila alla settimana, ottomila al mese…una bella cifra se si pensa che anche se bella ero una quarantenne. Ma ero piacente e come dicevo bella, attraente e soprattutto italiana con l’aria da signora e, questo mi aiutava molto, rendendomi diversa dalle altre, anche perché avevo preso a curarmi nell’aspetto ed acquistato qualche abito.
Mi convinse a continuare a battere ancora per un po’,finchè non avremmo messo via un pò di soldi e poi avremmo comprato qualcosa, un negozietto o anche a fare gli ambulanti ai mercati.
All’inizio dell’estate del 2013 mi disse: “ Quest’estate ci trasferiremo !”
“Come e dove ?” Chiesi stupita.
“Andremo sulla costa azzurra nella zona di Cannes, dove c’è gente con i soldi, che paga bene e
guadagneremo molto di più rispetto in Italia.”
Quando fummo là affittò un appartamentino a Nizza, e dopo pochi giorni quello che non era mai successo in Italia capitò in Francia .
Finii in una retata della gendarmeria e dopo una notte in caserma, fui allontanata con il foglio di via dalla Francia come indesiderata. Ma restammo lo stesso nelle vicinanze io come clandestina.
Una sera Antonio mi portò in un bar nella zona delle prostitute di Nizza.
Li si incontrò con un algerino di bell’aspetto e dai bei modi, che mi guardò ed esclamando soltanto:
“Va bene !”
E consegnò ad Antonio una mazzetta arrotolata di euro che, in seguito, seppi trattarsi
di 20.000 euro.
Lo guardai .“Ma che succede?” Gli chiesi:” Che significano quei soldi?”.
“Ascolta!” Mi disse portandomi in disparte:” Questo signore è un mio amico e ti aiuta ancora per un po’ a restare qui a lavorare, anche se hai il foglio di allontanamento(le flanqué à la porte… come dicevano loro), ti aiuta lui … .”
“Come tuo amico?… E mi aiuta lui? Chi è? ” Domandai:” … Da quando in qua tu in Francia hai
amici marocchini?”
“Non è un marocchino, ma un Algerino!” Preciso :” E qui in Francia ha un significato diverso, non sono extracomunitari ma francesi .
Io non me la sento più di continuare, rientro in Italia!” Mi informò a testa bassa.
“Come ? …Tu non te la senti più!? E a me mi lasci qui ?!” Esclamai incredula.
“Senti , parliamoci chiaro, lui mi ha dato 20.000 euro che mi servono, quando tu gliene farai
guadagnare 50.000 mila ti lascerà andare… .” Ero sbalordita, non potevo crederci mi aveva venduta, incredibile.
“Ma come…brutto bastardo mi lasci qui e te ne vai!…Mi hai venduta !?” Esclamai. E presa dalla rabbia gli tirai un bicchiere prima che scappasse fuori, e se ne andò senza una parola di saluto. Mi sedetti piangente al tavolino davanti all’algerino. Era terribile, ero stata venduta.
Credetemi non sto raccontando una storia erotica o di dominazione, ma un dramma, è tutto
vero… .
Alla fine distrutta e impotente, senza documenti ma solo con quel foglio di via che mi tolsero, non sapendo dove andare iniziai a battere per lui con nome e documenti falsi,con altre ragazze anche dell’est . Ero la più anziana del gruppo e mi rispettavano un pò di più… ad alcune molto giovani sembravo e facevo la loro mamma e mi ricordavano tanto Sabrina che oramai aveva quasi 19 anni e che probabilmente ora era come loro, se non in strada in qualche appartamento .
E così conobbi il mondo vero della prostituzione da strada.
Battei per l’algerino tutta la costa francese da Mentone fino a Montellier e Sete, imparai a parlare abbastanza bene il francese vivendoci, io ero sempre assieme a una ragazza spagnola di 23 anni. Diventammo amiche, lei aveva molta più esperienza di me nonostante la giovane età. Non aveva più una vita affettiva, ne sessuale, da puttana mi disse che al lavoro s’era abituata, che in fondo le piaceva e guadagnava e a volte godeva, ma solo con i neri, che chiavava solo con il preservativo, ma che se il cliente pagava bene l’algerino l’obbligava a chiavare anche senza.
Mi disse che tutto sommato stava bene, che aveva i soldi per comperarsi quello che voleva, tanti vestiti. Già” Chissà perché quando si fa la puttana la prima cosa che si pensa è a comprarsi vestiti, trucchi e tutte queste stronzate.
Mi confidò che era l’amante dell’algerino, il nostro protettore, che gli voleva bene, ma che la
picchiava ogni tanto per ricordarle che era lui il suo padrone.
Anche a me chiavò qualche volta, ma solo per marcare la sua dominanza anche con me, anche se preferiva farlo con le ragazze più giovani .
L’inizio dell’estate dell’anno dopo , il 2014 l’algerino ci informò che al termine della stagione
alcune di noi le avrebbe portate a lavorare in giro per l’Europa in occasione di manifestazioni
fieristiche o feste nazionali, anche a Ibiza dov’era alto il turismo anche d’inverno.
Nel 2015 venimmo in Italia a Milano per l’expo, dove io decisi di restare assumendo il mio
vero nome e cognome e non tornare mai più indietro con lui e le altre. Alle sue richieste di rientrare lo minacciai di andare alla polizia. Oramai i soldi che aveva dato ad Antonio gliene avevo fatti guadagnare e molti di più di quelli che diceva servissero per lasciarmi andare.
Non potè fare niente, eravamo in Italia, il mio paese e se ne tornarono in Francia senza di me.
Smisi di fare la prostituta a 46 anni e mi fermai a vivere a Verona, un pò di soldi li avevo nascosti, mi cercai un lavoro e iniziai a fare la commessa in un negozio di abbigliamento,visto che conoscevo molto bene gli abiti e la moda femminile.

Affittai una casa e con il tempo conobbi un uomo maturo, un vedovo benestante, a cui confessai la mia storia… e divenni la sua compagna .
Ora è un anno che abito a Verona.
Ho fatto fare delle ricerche da un’agenzia investigativa e ho ritrovato Sabrina che ora ha 20 anni compiuti, sta bene, non vive più a Genova con il padre e nemmeno con quel Fulvio, ma a Milano con altra gente. So che fa sempre la escort di lusso e guadagna molto, ed è diventata una bellissima ragazza monto richiesta.
Quando ci siamo viste ci siamo abbracciate e abbiamo pianto a lungo, ora ci sentiamo spesso al cellulare e ci vediamo ogni settimana o due, io vado a Milano o lei viene a Verona.
Da lei ho saputo che il mio ex marito suo padre, si è messo con un’altra donna che aveva già due figli e vive sempre nella nostra casa. A volte pensando a come eravamo, al ricordo piango di nostalgia come una bambina, a come avremmo potuto essere felici io Sabrina e mio marito che in fondo dentro me, amo ancora, se non avessi ceduto alle lusinghe di Antonio …quel verme!!
Di lui ho saputo che si è riconciliato con la moglie e vivono di nuovo assieme, lei lo ha perdonato, la colpa dell’accaduto l’hanno data tutta a me , “alla puttana…” come mi chiamano ora nel quartiere.
Lui è ritornato all’ospedale San Martino a rifare il lavoro di prima e chissà cosa dirà di me.
Sua moglie fa sempre la commessa nel panificio ora assieme a sua figlia, che è fidanzata e si deve sposare. Mi hanno detto che lei è ingrassata molto. Io invece con quello che ho passato sono dimagrita… .
Ora vivo la mia vita tranquilla, non voglio più pensare a loro ma a me.
Guadagno bene come commessa e non voglio legami se non l’amicizia profonda con Osvaldo il mio maturo compagno, ma voglio l’indipendenza da tutto e da tutti. Quando ho bisogno di soldi e non ne ho, niente mi vieta come ho già fatto, di metter un annuncio su
internet e fare qualche marchetta saltuaria a domicilio.
Ora vivo! Sono tornata a vivere dopo aver toccato il fondo, non dico che sono felice ma vivo… .
Mi sono resa conto che ci sono alcuni tipi di uomini a cui tale termine è inappropriato, sono solo delle bestie, dei vermi, dei parassiti che ingannano e, io purtroppo ci sono caduta, ma posso dire a tutte le signore quarantenne, siate felici della vostra età, della vostra pancetta e delle rughe, non sentitevi vecchie … non fate il mio stesso errore che siete belle lo stesso.
Un ringraziamento a chi mi ha  letto… Ely.

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