Storie ignobili n.28 – La leonessa di Brescia.

LA LEONESSA DI BRESCIA.
( Da una storia vera)

(Storia di una giovane coppia innamorata.)
Una storia sbagliata. Piccola storia borghese di provincia.

NOTE:
Non sono turbato perché mi hai tradito, ma perché non potrò più fidarmi di te!
(Jim Morrison)

Questa è una storia vera avvenuta pochi anni fa a una giovane coppia di coniugi piccolo borghese della provincia di Brescia, svoltasi tra Brescia città e la sua cintura, tra Chiari, Manerbio e Calcinato, naturalmente per la privacy dei protagonisti i nomi veri sono stati sostituiti da altri di fantasia.
La storia ebbe inizio nell’Ottobre del 2016 in una delle tre cittadine soprascritte.
Ma lasciamo la parola al protagonista.
Educatore.

Buonasera, scusate i possibili errori, ma è la prima volta che scrivo qualcosa di me e di mia moglie che ha cambiato la nostra vita. Su sollecitazione di Angelo l’Educatore, che avevo contattato per posta per sfogarmi di quello che era avvenuto, iniziai una corrispondenza con lui, e mi sono deciso a scriverla con il suo aiuto e a pubblicarla sul suo blog Immoralexx, tra le storie ignobili, perché di questo si tratta, di una storia ignobile. Ma soprattutto l’epilogo non da essere umano ma di una persona ignobile.
Andrea.

Quando successe tutto, eravamo sposati da tre anni, io mi chiamo Andrea avevo 27 anni e Giulia mia moglie 26 anni. Il nostro era stato un matrimonio d’amore nel vero senso della parola, tutte e due bresciani, c’eravamo conosciuti ragazzini al liceo, innamorati e li era nata la nostro storia iniziando a frequentarci.
Il nostro amore continuò anche all’università dove in quel periodo ci fidanzammo ufficialmente con conoscenza reciproca delle nostre famiglie. Io studiavo economia e commercio e lei giurisprudenza.
Ci laureammo tutte e due, venendo io assunto in una banca della provincia che si trova in una delle tre cittadine sopra indicate, e Giulia si laureò l’anno dopo, iniziando il dottorato post laurea in giurisprudenza per diventare avvocato. Su raccomandazione iniziò i 18 mesi minimi della pratica forense presso uno studio legale rinomato della città di Brescia (il cosiddetto dominus), con partecipazioni a udienze. E di li a poco ci fu il matrimonio. Eravamo innamoratissimi.
Il nostro fu un tipico matrimonio della media-piccola borghesia bresciana, con tanta gente invitata, lei in abito bianco e io in blu. Viaggio di nozze 15 giorni a Parigi e poi rientro al lavoro. Essendo mia moglie di famiglia benestante, vivevamo in un bell’appartamento di proprietà dei suoi genitori, nel centro di un’altra delle tre cittadine dette sopra della provincia di Brescia, che per ovvie ragioni ometterò di scriverne il nome.
Lei era di carattere forte e risoluto, e come si suol dire mi aveva dato una raddrizzata, essendo io un giovane un po’ svogliato e disordinato prima del matrimonio, era lei la persona posata della coppia, la programmatrice e progettatrice della nostra vita e del nostro tempo, aveva iniziato pianificando il nostro vivere e aveva insegnato anche a me a organizzare e dare un ordine e una priorità agli interessi della vita, dal tempo libero al divertimento, con precedenza al mio impiego e alla sua professione. Ci teneva molto a diventare avvocato e non essere solo dottoressa in legge, era un prestigio famigliare.
Come dicevo sopra io con la mia bella raccomandazione lavoravo in una banca molto rinomata in Lombardia con filiali anche nella mia città, con orari regolari, mentre mia moglie Giulia era una praticante forense in uno studio legale di un certo livello a Brescia, e si applicava con dedizione e passione all’attività forense, che l’assorbiva completamente, a volte usciva da casa alle sette del mattino e rientrava alle sette , otto di sera. Ma era soddisfatta, perché lavorare in quello studio… anche se c’era molto da fare, era un ottimo trampolino di lancio che gli avrebbe dato prestigio e capacità in futuro, essendo entrambi come tutte le giovani coppie di sposini ambiziosi di fare carriera, ognuno nella propria professione.
Come dicevo, lei teneva molto a diventare un avvocato e aprire un suo studio, che era anche una questione di prestigio famigliare e voleva riuscirci essendo figlia unica.
Io ero a conoscenza già da fidanzati che sarebbe andata così quando ci saremmo sposati, conoscevo le sue idee e il suo caratterino e sapevo che avrebbe voluto fare carriera e sarebbe stata impegnata tutto il giorno e quindi che avrebbe fatto orari sballati; ma avevo accettato tutto e scelto di starle vicino, al suo fianco per amore.
Io ero innamoratissimo di lei, come lei di me, ed ero sempre pieno di attenzioni per lei.

La nostra intimità e sessualità era nata con noi al liceo e c’è l’eravamo costruita noi, e al contrario di quanto si dice delle bresciane, era una ragazza molto seria. Tutto iniziò con i baci e le carezze e poi con il tempo passammo alla masturbazione reciproca, fino ad arrivare, già studenti universitari a fare sesso completo per a casa dei suoi nonni che erano al mare in vacanza. Era vergine e io fui il suo primo uomo e anche lei fu la prima donna che possedetti completamente, avevo avuto qualche esperienza con ragazze, ma si limitavano a baci e masturbazione enon certo a rapporti completi con penetrazione, non ero un esperto amatore e praticamente la nostra sessualità nacque da dentro noi, e c’è la creammo come più ci piaceva, senza essere influenzati esternamente da niente e da nessuno. Lei era soddisfatta di me sessualmente, di quello che le davo e io di lei e vivevamo il nostro rapporto intimo sereno, con amore e allegria e con un certo rispetto sessuale reciproco, non volendo lei fare alcuni atti, tipo il fellatio che la faceva schifo ed era assolutamente contraria alla sodomia.
E visto che lei non voleva gravidanze indesiderate, per scelta e sicurezza lo facevamo con il preservativo, sempre, finché non avremmo deciso o meglio lo avrebbe fatto lei di essere pronta ad avere dei figli, ad essere fecondata da me.
Anche questo tutto programmato.
Eravamo una coppia molto aperta e sincera come avviene da sposini e ci dicevamo tutto senza nasconderci nulla, impressioni, fatti, giudizi, anche se qualcuno era bello/a o ci piaceva esteticamente; potevamo manifestarlo apertamente senza timore e gelosia tra noi, proprio perché eravamo sicuri del nostro amore e per questo ci ritenevamo una coppia moderna, all’avanguardia, libera e di larghe vedute.

Giulia veniva da una famiglia cattolica della borghesia medio-piccola bresciana, e come i suoi era di orientamento politico di destra, molto legata alla difesa territorio e si considerava con orgoglio e fierezza una bresciana doc, una leonessa, una longobarda come mi diceva quando discutevamo di politica o animatamente su qualcosa o di qualcuno. Voleva distinguersi dagli altri, da chi non era del posto, e si notava anche nella cadenza del conversare la sua origine bresciana e spesso nei momenti di rabbia parlava con orgoglio in dialetto.
Anch’io venivo da una piccola famiglia borghese e cattolica. Avevo studiato fino alle medie in un istituto religioso maschile, ma avevo vedute e inclinazione di apertura verso il prossimo e di chi non era delle nostre terre, essendo altruista e meno integralista di lei. Ma conoscevo le sue idee e spesso preferivo non discuterne, anche perché a me la politica non piaceva e non piace ancora adesso.

Lei era sempre più bella, oltre che fisicamente in un corpo esile ed armonioso, sprizzava simpatia e piacevolezza dagli occhi scuri e dal sorriso accattivante dalla dentatura perfetta e bianchissima nei suoi 26 anni, con il suo sguardo attraente e scrutatore. A volte sembrava una ragazzina, portava indifferentemente gonne o pantaloni, non aveva uno stile particolare e spesso non rifuggiva vista l’età, in look sportivi e casual a meno che non dovesse andare in ufficio o in tribunale oppure avere incontri di rappresentanza, allora vestiva elegante, raffinata e classica, con abitini di marca e anche se sposata non disdegnava di indossare anche abbigliamento seducente. Ma vestiva come le piaceva.
Il suo trucco era leggero e sobrio, ma accattivante, amava i monili, alcuni con pietre preziose erano di famiglia o regalati da me, altri erano chincaglieria. In base a come si vestiva e truccava portava orecchini pendenti o a lobo, che la rendevano seppur giovane e già bella di suo anche molto affascinante. Le piacevano gli anelli, i bracciali e le collane o collanine che portava quotidianamente, non vistose, ma molto fini e raffinate che la rendevano più attraente e incantevole.
Di statura nella media delle ragazze bresciane, mora di un castano mesciato, con i capelli mossi e lunghi che le cadevano sulle spalle e la schiena. Aveva labbra sensuali e vermiglie, ammaliatrici e spesso per il freddo metteva il lucida labbra a effetto bagnato, che la rendeva molto sexy e provocante.
Nuda era splendida con il suo cespuglietto scuro e rigoglioso sul pube, i glutei e le mammelle sode con i capezzoli come boccioli di rosa… e la pelle diafana, pallida in contrasto con il castano dei capelli.
Vederla nuda era uno spettacolo di bellezza, piacevolezza e candore, stringerla tra le braccia, baciarla e possederla meraviglioso.
Quando indossava le magliette aderenti, le sue giovani mammelle si evidenziavano perfette e simmetriche fasciate nel tessuto, sode come due arance, che lasciavano intravvedere i capezzoli giovani e dritti spingere sulla stoffa. Lo stesso i suoi giovani glutei, rotondi e provocanti stretti nei jeans a mostrare eroticamente il solco che li divideva.
Aveva l’aria da ragazzina e signora contemporaneamente, era un misto di piacevolezza, e risaltava di più una o l’altra in base al ruolo che svolgeva di se, da dottoressa praticante di uno studio legale e da ragazza in jeans e casual che passeggiava per strada con me, dimostrando meno anni di quelli che aveva.
Non era quello che si dice falsamente delle ragazze bresciane che sono facile, lei era una ragazza seria e morigerata, una moglie perfetta oserei dire, dedita al marito, alla casa e al lavoro .
Era una fresca sposina con tanta voglia di vivere e farsi una carriera e una famiglia con me che amava da morire e sognava in un futuro prossimo di avere presto con me dei figli .
Io ero un ragazzo normale, bresciano, dolce e timido di carattere, anch’io alto poco più di lei e snello ma che il mio lavoro sedentario portava a prendere qualche chiletto anche se non volevo. Ero castano anch’io, capelli corti, un tipo simpatico, non eccessivamente bello , ma di compagnia.

Uno dei nostri momenti più belli della giornata, dopo il mattino quando ci alzavamo e ci scambiavamo effusioni e bacini dicendoci che ci saremmo sentiti e messaggiati durante la giornata, era la sera quando rientrava a casa e io le facevo trovare pronto ogni volta un piatto diverso, oppure la portavo a cena fuori. A me piaceva cucinare e lo facevo volentieri sapendo che lei era impegnata, conoscevo i suoi gusti e mi piaceva farle delle sorprese culinarie. Ma non solo, avendo io più tempo libero di lei, nei tardo pomeriggio mi dedicavo anche alla casa, caricavo la lavatrice e se non ci riusciva lei stendevo io i panni L’amavo molto e se non c’era lei raramente uscivo da solo, qualche volta con qualche amico.
Tutti dicevano che eravamo una coppia bellissima e invidiata, molto innamorata e affiatata ed era vero.

L’unica libertà che prendevo tutta per me era il giovedì sera, il giorno del calcetto.
A me piaceva giocare a calcio, era una passione che mi porto dentro dai tempi dell’oratorio e avevamo creato un gruppo eterogeneo di appassionati del calcetto con professioni diverse e ci incontravamo alla sera per giocare in un campetto coperto da un tendone ad aria situato nella terza cittadina di quelle citate sopra della cintura bresciana e avevo la possibilità di passare ore spensierate in compagnia di amici a divertirmi.
Il campetto era a qualche chilometro da casa mia, e se non c’era nebbia o freddo pungente in genere andavo in bici con il borsone sulla canna, se no prendevo l’auto. Era adiacente a un bar che lo gestiva e lo affittava ad ore in base alle prenotazioni e la nostra come dicevo sopra era il giovedì. Era carino ,illuminato con erba sintetica, da cinque giocatori per squadra , dove nel periodi estivi si svolgevano anche gare.
Giulia sapeva di questa mia passione calcistica, come del mio tifo per il Brescia di cui nel gruppo dei tifosi faceva parte anche lei, e quelle sere me le concedeva e restava a casa ad aspettarmi a guardare la tv o se non era stanca andava a trovare sua madre.
In genere il nostro orario di gioco era dalle 18.00 alle 20.00, ma a volte per motivi di organizzazione e prenotazione veniva spostato dalle 20.00 alle 22.00, ma sempre di giovedì.
Ci conoscevamo tutti in squadra, ed eravamo tutti professionisti della zona, quasi tutti bresciani.

Un giovedì sera prima di iniziare la partita, alcuni compagni di squadra mi presentarono un nuovo ragazzo arrivato da poco, che aveva portato nel gruppo Giorgio, l’aveva conosciuto nel suo negozio di abbigliamento.
“Questo è un nuovo ragazzo, arrivato da poco è anche lui amante del calcetto e giocherà con noi!” Mi disse:“ E’ un giovane giocatore bravo, appena arrivato a Brescia da Napoli ed un fashion buyer, cioè compra abiti e accessori su mandato per i negozi di abbigliamento.”
Mi presentai: “Piacere Andrea, il bancario .. Come mi chiamano qui in squadra.” Dissi sorridendo.
“ Piacere Pasquale, ma mi chiamano tutti Ale!” E contraccambiò il mio saluto stringendomi la mano:” E sono un fashion buyer.” Aggiunse sorridendo.
Ale era un bel ragazzo, il tipico tipo del sud che a volte si vedono nelle pubblicità in Tv, capelli neri sempre pettinati e in ordine un pò lunghi sulle orecchie e sul, collo con gli occhi scuri e penetranti. Una leggera barba scura, cortissima e molto curata sul viso gli dava l’aspetto di un antico guerriero mitologico, alto per essere un napoletano e con un bel fisico longilineo da modello, ma formato e muscoloso. Ricordo che pensai:” Probabilmente piacerà molto alle ragazze!”
Aveva però qualcosa nei modi che contrastava con il suo aspetto maschile, il modo di sorridere e gesticolare, ma non ci feci caso.

Io non sapevo cosa fosse il fashion buyer e con il viso meravigliato gli chiesi che tipo di lavoro facesse. Lui sorrise spiegandomi il suo lavoro:
“ Il fashion buyer o buyer è un termine inglese, ma praticamente in italiano è colui che osserva e interpreta le tendenze del momento per decidere e pianificare gli allestimenti in store, negozi e centri commerciali di abbigliamento e accessori, e gestisce tutte le variabili economiche della distribuzione multicanale. “ Sorrise ancora continuando:
“Il Buyer deve fare in modo che tutto ciò che è presente in un negozio incontri la domanda del consumatore, anticipandone i bisogni e realizzandone i desideri.” E lo guardai sempre più stupito.
“ Io lavoro per una grande ditta romana di moda e accessori e giro per i negozi, store e centri commerciali di tutti Italia, giro regione per regione e provincia per provincia e ora sono nel bresciano, dove c’è molto commercio e negozi e propongo abiti e accessori di moda maschili e femminili del momento, dalla cintura fino ai profumi, tutto materiale di marca e garantito.” Proseguendo:” Praticamente cerco di anticipare i desideri del futuro compratore.” E sorrise.
Io lo guardai sempre più stupito e muovendo il capo con un sorriso meravigliato dissi:
“ Ma perché è un lavoro questo?”
Sorrise anche lui:” Certo, devi studiare e fare un corso universitario su management e marketing per diventare fashion buyer e poi studiare ancora per prendere il master in indirizzo aziendale oppure quello commerciale … .” E nel frattempo che chiacchieravamo e ci conoscevamo arrivò Giorgio dicendo:
”Eh chissà quante belle fighe si chiava lui con il suo lavoro, modelle e indossatrici, commesse e clienti!” E rise.
“Bè è un bel ragazzo!!” Esclamai d’istinto io muovendo con un gesto la mano per aria verso lui.
Iniziò così la nostra conoscenza e la partita.
Appena lo vidi palleggiare in campo, capii che era molto bravo a giocare e gestire il pallone e d’istinto pensai:” Speriamo che giochi con noi!” Visto che ci dividevamo sempre in due squadre.
Nonostante le profonde differenze che avevamo professionali e culturali, in campo scoprimmo di avere una intesa perfetta, ci capivamo al volo con uno sguardo ed erano goal a raffica.
Subito nacque una amicizia, trovandoci anche reciprocamente simpatici.

Seppi da lui che veniva da solo a Napoli, ed era già stato a Milano e provincia prima di passare a quella di Brescia e qui si sentiva un po’ spaesato non conoscendo nessuno, viveva solo in un appartamentino nella zona centrale di Manerbio al primo piano.
Quella sera quando finimmo di giocare dopo la doccia uscimmo dagli spogliatoi e mi invitò a bere una birra, che gentilmente rifiutai, proprio perché dovevo ritornare a casa di corsa da mia moglie e dovevo prepararle la cena che da li a poco sarebbe arrivata dallo studio legale.
Quel pomeriggio avevo preparato le lasagne al forno ed erano solo da scaldare. E io dovevo andare perché sarebbe arrivata la mia Giulia a casa e volevo esserci.
“Sarà per un’altra volta!” Dissi e corsi con la mia bici country bike a casa pedalando perché per niente al mondo avrei lasciato sola mia moglie .

Ogni giovedì sera ci incontravamo e giocavamo assieme e ogni volta approfondivamo sempre più la conoscenza, e pian piano nelle settimane con il gioco aumentammo la confidenza e l’amicizia.
Così un pò per volta scherzando e giocando cominciai ad entrare sempre più in affiatamento con Ale, conoscendone la timidezza e la bontà. Quando due mesi dopo l’amicizia diventò più cameratesca , iniziammo a giocherellare e scherzare amichevolmente e ci scambiammo anche i numeri di cellulare.

Ricordo che una sera a una partita eravamo sotto di due goal, ci guardammo negli occhi e scattò qualcosa tra di noi inspiegabile, come se ci fossimo parlati e avessimo deciso assieme cosa fare e capendoci con lo sguardo, decidemmo che nei dieci minuti rimasti dovevamo recuperare la partita e facemmo tre goal, due lui e uno io, ribaltando il risultato.
Fu qualcosa di spettacolare e inaspettato da tutti e perfino da noi stessi e siccome certe imprese andavano celebrate, quando uscimmo dagli spogliatoi, si fece avanti con un altro invito:
“ Vieni a bere qualcosa con me al bar per festeggiare questa vittoria?” Mi chiese.
E visto il mio silenzio e che guardavo l’orologio perché dovevo tornare a casa da Giulia, ripetè sorridendo:
“La vuoi bere questa birra con me o no!”
Sorrisi anch’io, dopo una partita del genere non potevo dire di no e così accettai.
Quella sera ci fermammo al bar di fronte, ci sedemmo al tavolino e passammo senza rendercene conto più di mezz’ora a chiacchierare, fra un sorso e l’altro in bottiglia e nel nostro discutere il tempo era volato.
Bevemmo e parlammo tanto, troppo… .
Io ero curioso ed ero interessato ai suoi viaggi e al suo lavoro che non conoscevo, e mai prima di allora ne avevo sentito parlare e mi incuriosiva, chiacchieravamo e mi trovavo bene a essere li con lui, ed era una sensazione che non provavo da tempo e uno per l’altro consideravamo la nostra amicizia speciale.
Poi curioso chiesi sfacciato:
“Dimmi ma è vero quello che ha detto Giorgio?”
“Cosa ha detto?” Domandò lui.
“ Che ti chiavi tutte le indossatrici e le commesse dei negozi in cui lavori..?”
Sorrise e piegò il capo di lato scuotendo la testa:
”E’ quello che immagina lui…ma non è vero!” Rispose.

Mi piaceva la sua riservatezza e la discrezione su certi argomenti e parlammo d’altro e mi raccontò un po’ di lui, che veniva dal sud e si interessava di moda, ma il suo sogno era quello di andare in America negli Stati Uniti.
E io gli parlai un po’ della mia vita, che ero cresciuto in oratorio tra gli incensi e le preghiere, avevo studiato nelle medie dalle suore e poi al liceo, dove avevo conosciuto Giulia la mia mogliettina. Dissi sorridendo.
“Sei sposato?“ Mi domandò facendomi segno alla fede che portavo sempre al dito.
“ Si da quasi tre anni!” Risposi.
“Siete ancora sposini allora!” Esclamò sorridendo.
Sorrisi anch’io replicando:” Si!” Iniziando a parlare un po’ di me e di lei.
“Giulia mia moglie ha 27 anni…” Dissi:”… e fa praticantato in uno studio legale a Brescia vuole diventare avvocato , è una splendida ragazza che amo molto.”
“E’ anche lei del nord?” Domandò.
“ Si di una città in provincia di Brescia.” Replicai:” E’ una bresciana doc! Una longobarda!“ Esclamai ridendo, facendo sorridere anche lui.
E non so nemmeno io perché, forse perché mi trovavo bene iniziai a parlargli del nostro incontro.
“ Ci siamo conosciuti da ragazzini, al liceo e l’amicizia giovanile crescendo è poi diventata amore.”
Sorrise ancora: ”Che bello!” Esclamò.
“Le nostre famiglie si conoscevano da molto e così ci siamo frequentati apertamente con il consenso dei genitori. La famiglia di Giulia è della media borghesia della leonessa!” Dissi:
“La leonessa?” domandò.
“Si la leonessa!…E’ il simbolo di Brescia e delle bresciane e anche considerata la leonessa d’Italia per la sua storia, e i nostri genitori furono felici della nostra frequentazione.
“Allora siete una bella coppia!” Esclamò con un sorriso mostrandomi i denti bianchi e regolari risaltare sul viso scuro dalla crescita di barba non rasata.
“Si abbastanza!” Risposi:” Lei è più bella di me!” Precisai e risi sorseggiando la birra riprendendo orgoglioso:
“Si Giulia è una bella ragazza, carina, molto attraente con un bel fisico ed è sempre in ordine nel suo look. Viviamo una vita normale, usciamo poco alla sera e quando lo facciamo andiamo al cinema o a teatro o qualche cena con amici o famigliari, d’estate andiamo alle sagre e le feste di paese; in genere stiamo davanti alla tv. La domenica se c’è il sole e non c’è nebbia prendiamo le nostre bici country bike e giriamo per la bassa facendo un po’ di moto. Lei è brava e resistente in bici sai….”Gli dissi” …perchè si allena tutte le sere a casa mezz’ora con la cyclette. “
Interiormente mi piaceva essere lì con lui, sentirlo parlare, ascoltarlo e conversare anche delle mie cose personali.
Parlammo un pò di noi, io della mia famiglia e Ale di sè e della sua.
E ci furono anche domande personali.
“ E tu, con tutte le donne che ti girano intorno , non hai nessuna?” Gli chiesi .
“No sono single! Rispose.
“Ma anche giù al tuo paese?”
“Si si !!” Aggiunse e dondolò il capo a dire no.
“Mah!” Pensai:” Avrà avuto qualche delusione d’amore.
Quella sera al bar, raccontai a Ale la mia vita bresciana, casalinga e decisamente poco mondana.

Da quella sera prendemmo l’abitudine dopo la partita di fermarci al bar a bere qualcosa, o un aperitivo o una birretta.
Ma una sera al termine della partita e dopo aver bevuto una birra, quando uscii ebbi una brutta sorpresa, qualcosa che mi impedì di correre a casa da Giulia. Arrivati al parcheggio dove legata a un lampione doveva esserci la mia bici, c’era solo il catenaccio a terra, lo avevano tranciato e me l’avevano rubata. Ero a piedi e abitavo in un’altra cittadina vicina a 15 km e avrei dovuto chiamare mia moglie che mi venisse a prendere.
Ale si fece avanti dicendomi:” Ti accompagno io in auto!”
Lo ringraziai:” Sono le venti e un quarto e oramai mia moglie sarà a casa !” Dissi .
Partimmo verso la mia città e i l giorno dopo avrei fatto la denuncia.

Mia moglie Giulia quella sera era in ritardo, e tornò a casa verso le 20.20 e caso volle che ci incontrammo sotto casa . Arrivati la vidi davanti al portone che stava per entrare, la chiamai :
“Giulia! Giulia!” Si voltò e mi vide scendere da un’auto che non era la nostra. Si avvicinò sorridendomi e stupita:
“ Che è successo?” Mi chiese.
“Mi hanno rubato la bici!” Esclamai spiegandole.
“Ohh!! Che peccato … era tanto bella.” Poi si voltò a guardare verso l’auto dicendo: “ Se mi chiamavi con il cellulare ti venivo a prendere io… .”
“ Lo pensato, ma ho preferito non preoccuparti, mi ha accompagnato il mio amico Ale, sai quel ragazzo arrivato da poco di cui ti ho parlato?”
“ Il fashion buyer?” Disse con un sorriso, conoscendo lei cosa significasse.
“Si!” Risposi .
“Vieni, te lo presento!”
Giulia si avvicinò e Ale vedendola arrivare educatamente scese dall’auto:
“Mia moglie Giulia!” Dissi a Ale.
“E lui è Ale!” Dissi a mia moglie.“ Quello che ci fa vincere le partite!” Aggiunsi.
“Piacere!”
“Piacere! “ E si strinsero la mano.
Giulia conosceva tutti gli amici che frequentavo o giocavano con me, ma lui non lo conosceva e glielo presentai quella sera.
“Sa io conosco tutti gli amici di mio marito, ma lei no, mi mancava … .” Disse con un sorriso meraviglioso:” Mi ha parlato di lei … .”
“Spero bene!” Ribadì Ale.
“ Si!” Ribatte mia moglie con un sorriso allegro, osservandolo bene.
Giulia lo ringraziò della gentilezza e della premura ed educatamente lo invitò a salire in casa chiedendogli se voleva fermarsi a cena. Ma lui altrettanto educatamente rispose di no:
“Sarà per un’altra sera signora, ora ho un appuntamento e sono in tuta e con le scarpe da ginnastica e non posso presentarmi in questo modo.”
A nulla valsero le mie richieste:“ La ringrazio davvero,sarà per un altra volta !” Ripetè a Giulia.

Quando fummo su in casa mi disse:
” E’ un ragazzo fantastico, con lo sguardo magnetico e un sorriso da lasciarti senza fiato !”
“Addirittura!” Dissi io.
Evidentemente aveva fatto colpo.
“Si chiama Alessandro?”
“No Pasquale! Ale è il suffisso di Pasquale … .”
“Pasquale? “ E rise portandosi la mano sulla bocca. “Le n’ terrun allur… .” Borbottò.
“E’ di Napoli!”
“Le terrùn !!” Ripetè sorridendo, aggiungendo:“Comunque a qualcosa di strano, a un modo di fare delicato e gentile per essere maschile.”
“Sarà per il tipo di lavoro che svolge!” Dissi io.
“Mah!!”Rispose lei:” Forse si! Ma in genere chi fa queste attività e gay… .”
“Ma che dici? Ale è solo un ragazzo educato , sensibile… .” Risposi risentito.
“Ma non vedi che modi di guardare e gesticolare con le mani ha?“
“Che modi?” Chiesi.
“Ambigui!”
“Ma sarà così per via del suo lavoro essendo nel mondo della moda e femminile.” Ripetei .
“Ecco appunto!” Mi disse lei come a farmi capire che aveva ragione.
Non sapevo cosa dire. Però era stata colpita e incuriosita da lui da dirmi:
“ Qualche volta se vuoi invitalo a cena… passeremo una serata diversa come lui … .” E rise della sua battuta cattiva.
Scuotei il capo della sua ironia irrispettosa e per smorzare la spiritosaggine di quell’irridere di Ale le dissi:
“Hai visto che non ti tradisco alla sera se tardo un pò! Mi fermo a chiacchierare con lui.”
Sorrise, cenammo tardi e quella sera facemmo l’amore e fu bellissimo.

Passarono le settimane e ci trovammo in pieno inverno.
E per me le partite del giovedì sera diventarono più importanti da quando Ale era in squadra. Noi due in campo eravamo una coppia perfetta e imbattibile, molto affiatata.
Con Ale provavo affinità e benessere nel chiacchierare cosa che con Giulia non avevo.
Alla sera facevamo sempre la doccia a fine partita, si chiacchierava e con fare cameratesco tra tutti i componenti si scherzava.

Una sera tardammo io e lui restando soli negli spogliatoi, eravamo in docce attigue quando mi chiese se gli insaponavo la schiena che non ci arrivava con le mani.
Aprii la tendina uscii dalla mia ed entrai nella sua insaponandolo un po’, poi mi disse:
“Ora girati che ti insapono io.”
Tranquillo mi voltai e mentre l’acqua scorreva lui mi insaponò le spalle e la schiena giù fino ai lombi , ma lo fece in un modo strano, particolare, dolce e sensuale che mi sentii turbato.
Sfregava la pelle con la mano in modo delicato, e assurdamente mi piaceva farmi insaponare e massaggiare da lui e lo capimmo tutte e due.
Lui continuava allargandosi sempre più con la mano anche sui glutei, finché a un certo punto mi ripresi dal turbamento e girando la testa indietro Domandai:” Ma che fai??”
“Niente !! Ti insapono… ti massaggio bene i lombi dove i muscoli sono contratti .”
Quel massaggio sotto l’acqua calda era vero benessere, mi rilassava e stordiva e lasciavo fare, mi piaceva.
Lentamente riportò le mani sui glutei e sul retro delle cosce, insaponandoli e massaggiandoli velocemente da provocarmi una sensazione di calore, soddisfazione e benessere.
Insaponandomi mi stava massaggiando e accarezzando dappertutto e la cosa incredibile era che mi piaceva e lo lasciavo fare.

Non mi muovevo , passivo le davo la schiena e sentivo quel caldo piacevole dell’acqua che correva sul mio corpo assieme al massaggiare della sua mano ed era tanto il benessere che provavo, che il rilassamento e il piacere mi portava debolezza.
“Ti piace ?” Mi sussurrò, sotto lo scroscio dell’acqua.
Non risposi, feci solo un cenno di si con la testa .
Mi insaponava tutto come se fossi un bambino, nemmeno con mia moglie Giulia avevamo mai fatto niente del genere, ci insaponavamo da soli io e lei o se serviva, un passaggio veloce sulla schiena. Invece lui da dietro mise la mano tra le cosce e la tirò su nel solco dei glutei premendo.
Avrei voluto fermarlo, farlo smettere, ma non riuscivo a staccarmi da quella piacevolezza, mi dilettava. Sentendolo audace che mi toccava il sedere, esclamai ancora con voce emozionata :
“Ma che fai Ale?…”
“Niente! Rilassati e pensa solo a provare benessere e piacere. Lasciami fare!”
Avrei potuto prendergli la mano e farlo smettere, ma non c’era in me questa volontà, ero come assente.
Eravamo tutte e due bagnati e io deliziato, e per la prima volta in vita mia passivo alle carezze maschili . “Che Giulia avesse ragione??” Mi domandai.
Rigirai il capo in avanti e mi lasciai massaggiare i glutei e le cosce e poi i fianchi e la schiena .
Sapevo che non dovevo, avevo paura del seguito ma inspiegabilmente ne ero attratto.

” Ora girati!….Che ti insapono davanti!” Esclamò.
“Davanti?”… Chiesi stupito.
“Si!..Davanti!… Dai girati…” Mi sollecitò:”…non avrai mica vergogna?”
Titubante mi girai, cercando di coprirmi il sesso con la mano che mi era diventato duro e me ne vergognavo.
” Non devi vergognarti. Togli la mano!” Disse prendendomela e spostandomela lui.
” Non devi vergognarti se hai l’erezione, è segno che ti piace farti accarezzare e massaggiare da me!” Esclamò ridente con la sua voce che si confondeva con il fruscio dell’acqua.
Cercai di giustificarmi, ero accaldato in viso ed essermi eccitato alle carezze di un ragazzo, un amico, e mi disagiava:
“Scusa, ma non so come mai!… Come mi sia successo, stavo pensando a mia moglie.” Dissi mentendo mentre l’acqua calda scorreva sul mio corpo come una carezza eccitandomi di più.
Ma lui probabilmente esperto di queste cose capì che non era vero.
“Ma no! … Non devi scusarti, questo è gratificante per tua moglie avere un marito che si eccita al solo pensarla… devi desiderarla molto.” Mormorò .
Credo che quel parlare e cercare di contendermi a Giulia mia moglie in quel momento eccitasse anche lui.
“Anche a me lo hai fatto diventare duro massaggiandoti.” Disse inaspettatamente, mostrandomelo nella sua piena potenza. “Guarda!!” Esclamò.
Lo osservai turbato e imbarazzato, non avevo mai visto dal vero il cazzo in erezione di un uomo se no in qualche video hard, era la prima volta che vivevo una situazione del genere con un altro ragazzo. Il suo cazzo era bello, duro, magnifico, slanciato nella sua virilità fallica, nel suo vigore ed eleganza sessuale. Sembrava scolpito tanto pareva perfetto e armonioso nella sua linea e potenza, era equilibrato tra lunghezza e circonferenza. L’asta eretta, curvava leggermente verso l’alto, sormontata da un glande tondeggiante e sporgente a forma di fungo semiconico.
Era più lungo e bello del mio che era più piccolo e curvato lateralmente un po’ verso destra. Lo guardavo sorpreso e incuriosito, ma se devo essere sincero anche con un pizzico di invidia, quasi incredulo che potesse essere così bello da vedere, lungo e dritto con la cappella scoperta oscillare sotto l’acqua.
Sembrava quasi finto, di gomma, tanto era bello proporzionato e vigoroso, bagnato dai getti d’acqua della doccia.
Devo dire che mi impressionò, era un bel cazzo da guardare e desiderare per le donne e da far invidia ad averlo agli uomini, me compreso. Lui era un bel ragazzo e anche il suo cazzo era bello esteticamente e restai stupito ad averlo li vicino, a pochi centimetri in erezione, ed ero a disagio.

Senza dire nulla guardandolo allungò e appoggiò la mano sul mio:
”E’ un po’ storto! Qui!” Mormorò accarezzando con il dito dove curvava. “ Riesci lo stesso ad avere bene i rapporti sessuali con tua moglie? “ Mi chiese sfacciatamente.
“Si! Si …” Risposi imbarazzato balbettando e vergognandomi che avesse scoperto quel mio difetto e segreto intimo che solo io e Giulia conoscevamo, e certamente rosso in viso, avvolto come l’acqua che scorreva dall’imbarazzo e dal turbamento, incapace di reagire restai in silenzio…. era vero quello che diceva.
“Guarda il mio com’è bello e lungo, gira un pò in su con la cappella, toccalo anche tu… dai!!” Mi esortò prendendomi la mano.
Sorridendo imbarazzato dissi di no, che non mi andava, non volevo e non lo ritenevo giusto. Retrassi la mano indietro, ma lui veloce guardandomi negli occhi la riprese e la tirò appoggiandola sopra il suo cazzo.
“Dai sentilo!..Toccalo!…Lo sentì com’è duro e caldo?” Disse sorridendo maliziosamente.
Per me fu una scossa elettrica che mi fulminò sentire il cazzo di Ale duro in mano e lo sentì rigido e caldo, pulsare sotto le dita.
Era la prima volta che toccavo il cazzo e per giunta duro di un altro e non capivo cosa stavo facendo tra il caldo, il vapore dell’acqua con il suo scroscio e il turbamento che avvertivo … in quel momento non pensai a chi ero ne a mia moglie.
Quella sera nella doccia accadde quello che non avevo mai pensato avvenisse in vita mia e che sconvolse e cambiò non solo la mia vita.

Lui con la sua mano sul mio sesso, guardandomi negli occhi iniziò a muoverla e masturbarmi e a me piaceva sentire il mio pene avvolto tra le sue dita grandi e forti, più di quelle piccole e morbide di mia moglie.
“Dai fallo anche tu!”Mi sollecitò mentre muoveva la sua mano sulla mia, dandomi il ritmo e il movimento.
Io con la mano appoggiata sopra il suo cazzo, quasi inconsciamente, eccitato la chiusi e lo avvolsi tra le mie dita in tutta la sua grandezza e lunghezza, iniziando a muoverlo su e giù …sentendo quell’asta di carne, dura come il ferro e calda come il fuoco.
E inconsciamente accarezzandoci a vicenda, iniziammo a masturbarci sotto il fragore dell’acqua e in quel momento capii che sarebbe accaduto qualcosa… .

All’improvviso Ale si è inginocchiato sul piatto doccia mentre l’acqua calda scorreva su di noi e mentre lui con una mano mi masturbava, con l’altra tesa in alto mi accarezzava il torace scendendo sull’addome e sui testicoli accarezzandoli e indurendomeli dall’eccitazione, dandomi un enorme piacere e godimento, e arrendevole mi lasciai andare avvertendo alle sue mani un piacere scandaloso e proibito, ma forte, denso diverso dal solito che nei rapporti sessuali Giulia non mi aveva mai dato, ne accarezzandomi, ne masturbandomi, non essendo esperta.
Improvvisamente Ale piegò il capo su di me prendendomelo in bocca e iniziando a succhiarmelo, sconvolgendomi, facendoselo entrare e uscire dalle labbra. Restai paralizzato e incredulo da quel gesto, mai me lo sarei aspettato che iniziasse un rapporto orale. Ebbi un sussulto, ero shoccato da quello che stava accadendo, non avrei voluto e non volevo che succedesse…. eppure c’è l’avevo duro dentro la sua bocca e mi piaceva sentire le sue labbra calde succhiarlo, la saliva sul glande assieme all’acqua che scorreva e ne godevo.
Lo succhiò più volte, come a farmi un pompino, era bello e mi piaceva quella trasgressione sessuale, omosessuale… .
All’improvviso si tirò su dicendo:
“Dai!!… Adesso succhiamelo un pò tu!” Restai pietrificato.
“No!“ Dissi:” Non faccio queste cose!”
Ma lui togliendo il suo cazzo dalla mia mano lo portò duro e dritto con tutta la sua eccitazione e potenza verso l’alto, invitandomi ancora a chinarmi con il suo braccio dietro la testa che mi spingeva.
Ero teso e accaldato, sconvolto da quello che accadeva… ma anche eccitato e non riuscivo a fermarmi, non volevo ma mi piaceva, ne ero inspiegabilmente attratto dalla sua bellezza fisica e forma estetica e della sua potenza virile, e mi prese la testa mettendo la nano dietro la nuca e l’accompagnò spingendola sul suo cazzo, come se io fossi una donna, come qualche volta avevo fatto io con mia moglie Giulia.
Era tutto impressionante.
” Dai leccalo!..Succhialo!” Mi esortò ancora con un sorriso e la voce dolce e amichevole.
Non so cosa mi accadde, oramai in preda all’eccitazione e al piacere, esaltato e dietro al suo incitamento, chiusi gli occhi e lo ricevette tra le labbra. Senti per prima volta in vita mia sensazioni nuove e straordinarie, senti in bocca quel glande morbido e caldo, palpitante, dal sapore pizzicante e dall’odore pungente di selvatico entrarmi forte nelle narici anche se l’acqua ne alterava le sensazioni dell’olfatto e del gusto.
“Bravo!… Così! ” Esclamò Ale:” Ora succhialo come se fosse il capezzolo di tua moglie Giulia.” Disse ridendo.
Lo feci, ubbidii a quel morboso e perverso eccitamento, oltre che a prenderlo in bocca e succhiarlo, accucciato nel piatto doccia lo leccai, mentre lui in piedi, sapientemente mi accompagnava nei movimenti il capo con la sua mano.

“Vieni su! Girati , appoggia le mani al muro .” Sussurrò all’improvviso mentre aiutava a farlo.
Quando fui su in piedi, vedendo la mia titubanza mi prese per il bacino e mi ruoto rivolto verso le piastrelle e con un gesto dolce mi fece piegare il busto in avanti .
Come un automa appoggiai le mani al muro dandogli la schiena, mentre l’acqua mi scivolava sopra scendendo nel solco gluteo.
In quella posizione non lo vedevo, ma lo sentivo dietro me e avvertivo le sue labbra baciarmi e la lingua leccarmi, e i suo denti morsicarmi dolcemente il muscolo trapezio che saliva verso il collo; mentre io dal piacere, alzando il capo in alto a bocca aperta bevevo l’acqua che cadeva con forza dal soffione a muro, pervaso dal piacere.
Avvenne tutto in un attimo, quasi che non me ne rendessi conto, la sua mano insaponata mi passò per il solco gluteo riempiendolo di sapone e schiuma, fermandosi sull’ano a titillarlo e subito sentii il suo glande appoggiarsi sopra e spingere tenendomi una mano sulla spalla.

Intuii cosa volesse fare, dissi no… ma lui continuò.
Ero sconvolto di me stesso di quello che gli lasciavo fare, in quel momento non pensavo a nulla ,ne a Giulia mia moglie… ne a niente.
Lo sentii piegare un po’ le ginocchia per essere all’altezza giusta e premere, e sforzando, aiutato dalla schiuma e dal sapone che fungevano da lubrificante, allargare l’ano e spingere sempre più, e lentamente entrare sotto l’acqua corrente.
Nell’avvertirlo penetrarmi la sensazione che provai fu come se mi rompesse qualcosa dentro non solo fisico ma anche mentale, avvertii una percezione di sofferenza insopportabile e gridai:
” Fermati!… Basta!… Fermati Ale !… Ti prego… mi fai male!… Fermati!” Era come se mi risvegliassi in quel momento e quel dolore mi riportasse alla realtà, e incredulo fissando la piastrella bagnata davanti a me pensavo:
” Ma che sto facendo!? Sono pazzo!!… Mi sto facendo inculare da lui!?”
Ma lui senza dare retta alle mie invocazioni, spinse in modo lento e progressivo, con capacità ed esperienza fino a superare il mio stretto e vergine ano, aprirlo ed entrare dentro con vigore, lacerando con un colpo deciso lo sfintere, arrivando con la cappella e con tutto il suo lungo cazzo insaponato fino in fondo al retto sentendolo all’improvviso pieno e duro in pancia, con i sui inguini adesi alle mie natiche e i suoi testicoli sbattere contro i miei.
Urlai sobbalzando… appoggiando la guancia alla piastrella bagnata, ma oramai mi aveva penetrato completamente ero suo, e in quel preciso istante realizzai di essere stato inculato… e sverginato.
Lui mentre l’acqua calda scorreva su i nostri corpi, con il cazzo durissimo dentro di me si fermo un momento, seppi poi da lui per dilatare maggiormente l’ano e lo sfintere oramai lacerato, abituando il mio retto a sentirlo dentro e permettere l’inizio della sodomia.
Poco dopo iniziò a muoversi e incularmi… .

Dio mio non potevo crederci, io ero sposato, avevo Giulia una bellissima moglie e mi lasciavo inculare da lui…e mentre lo faceva, allungando il braccio davanti a me, prese il mio cazzo duro in mano e lo masturbò; e mi inculava così, masturbandomi e con l’altra mano accarezzandomi la schiena.
Avvertivo il mio retto pieno e la sua asta lunga pulsarvi e scorrevi dentro. In quel momento il dolore si attenuò, e avvertii un senso di riempimento e piacevolezza.
“Rilassati!” Sussurrò accarezzandomi i capelli bagnati sulla nuca leccandomi e morsicandomi il collo sotto l’orecchio.
Mi rilassai, mentre il suo cazzo insaponato incominciava a scivolare dentro di me. Continuò a muoversi, dapprima dolcemente e lentamente, poi aumentando il ritmo e la profondità delle spinte, e il dolore iniziale della penetrazione lentamente smise, scemò e cominciai ad avvertire un piacere sconosciuto, sorprendente, nuovo… probabilmente il piacere di sentirmi donna… .
Diooo era bellissimo, mi piaceva, godevo, godevo tanto, con il ritmo del piacere controllato dalla sua mano davanti sul mio pene e dal suo cazzo in culo.
Portando le mani sui fianchi si piegò in avanti appoggiando il torace sulla mia schiena, baciandomi il collo e leccandomi l’orecchio meglio. Eravamo in silenzio, si sentiva solo lo scroscio dell’acqua su di noi.
Per un attimo pensai a mia moglie… Giulia… ma mi sentivo pieno della sua carne dura e di piacere che la dimenticai.
Si muoveva avanti e indietro e mi faceva avvertire sensazioni mai provate.
Non capivo più nulla, godevo e lui mi stava inculando, e io immaginavo il suo cazzo che avevo visto poco prima , bello, perfetto, potente, curvato in su , dentro di me possedermi.
Continuò a sodomizzarmi tirando su il mio busto ritto verso lui, con il suo torace aderente alla mia schiena, e la mano che mi accarezzava il petto la portò su, prendendomi il volto e girandomi il capo verso lui, e spingendosi più avanti con il suo, tirò fuori la lingua e me la cacciò prima sulle labbra e poi in bocca baciandomi.
Io ero in piedi, con le braccia tese e le mani appoggiate alle piastrelle, e lui mi inculava tenendomi per i fianchi, dandomi colpi profondi e decisi da farmi sobbalzare in un dondolio con i piedi dal piatto doccia provocando uno sciacquio; e mi piaceva, mi piaceva sentire la sua asta di carne dura dentro di me, ne godevo, era bello, una sensazione mai provata e mi sentivo donna, donna come mia moglie Giulia quando la chiavavo e a quel pensiero sentii un brivido sulla pelle increspata dal godimento.

Quella sera scoprii una mia nuova sessualità, che mi piaceva essere posseduto analmente da un uomo, mi piaceva essere donna, e in quel momento ero la donna di Ale e posseduta come tale da lui.
Come un mantice mi inculava, le sue palle da dietro sbattevano contro le mie, il godimento saliva … saliva e godevo… godevo e mi trovai a incitarlo di continuare, di non fermarsi e come una donna a muove il bacino verso il suo uomo quando chiava e gode. Io lo muovevo e spingevo il mio sedere verso lui.
“Siiiiiiiiii!!! Ancoraaaaaa!! E’ belloooooooo… aaaaaaahhhhhhhhhh!!!!!”
Quella sera scoprii il piacere dell’omosessualità, dell’essere posseduto, del sentirsi donna… e non solo quello di possedere mia moglie Giulia.
Alternando il masturbarmi, mi inculava tenendomi per i fianchi, come se fosse una vera donna, regolando il ritmo e la velocità, ora piano ed ora veloce e godevo … e in quei momenti di piacere ebbi dei flash mentali, mi comparivano davanti i volti delle persone più care, che avevano fiducia e credevano in me.
Mia madre, Giulia, la sua famiglia, i parenti, gli amici i conoscenti… tutti . Se solo avessero saputo cosa stavo facendo, che io ancora sposino con una bella moglie mi facevo inculare da un altro ragazzo, sarebbe stato uno scandalo, sarei stato rovinato, avrei perso stima e rispettabilità e soprattutto Giulia mia moglie, il mio amore. E provavo vergogna e mi sentivo umiliato a farmi sodomizzare da Ale, ne subivo l’oltraggio fisico e morale come un insulto al mio essere maschio, ma mi piaceva… mi piaceva e provavo godimento e quel piacere, sovrastava tutto.

“Ti piace ?”… Mi sussurrò baciandomi la schiena. Restai in silenzio ansimando, facendo rispondere allo scroscio dell’acqua assieme ai miei gemiti.
” Dai rispondi!” Mi sollecitò:” Lo so che ti piace!!” Chiese fermandosi volutamente.
Avrei voluto rispondere di no …invece non vedevo l’ora che riprendesse.
“Si !..Siiii!… Mi piaceee!!… Ma non smettere per favore..continua!! Muoviti!! ” Gli dissi godente.
Ero confuso, turbato, non mi capivo e riconoscevo più, ero io che gli stavo chiedendo di continuare a sodomizzarmi.
Ero in preda a un godimento che non avevo mai provato, dominato da Ale che mi sussurrò tra lo scorrere dell’acqua:
“Non pensare a tua moglie ora. Pensa a me, a noi, io ti farò godere sempre più di lei.” Facendo passare le braccia sotto le mie ascelle, unendo le mani sul torace, su i miei pettorali e capezzoli stringendoli proprio come fossero mammelle femminili.
Quella sera nella doccia accadde quello che non avevo mai pensato avvenisse in vita mia e che sconvolse e cambiò la mia vita.

Oggi a distanza di un paio di anni, posso dire che seppe dosare tutto bene, da esperto sadomita, e quando capì che stavo venendo, aumentò la velocità dell’inculata, masturbandomi più forte. Sentii il cazzo lungo e duro di Ale dare colpi vigorosi e veloci mentre mi veniva dentro riversando il suo piacere nel mio intestino, fino a farmi raggiungere un doppio orgasmo, il suo diretto nel retto, primo, grande, meraviglioso ed interminabile orgasmo anale e il secondo davanti eiaculando dalla mia masturbazione dalla mano pratica di Ale, che mi fece sborrare di piacere simultaneamente davanti e dietro.
A sentire la sua sborra calda, quegli schizzi densi e piacevoli arrivarmi nel ventre, ansimante e fremente ebbi un secondo e violento orgasmo, più intenso e profondo del primo.”
“Aaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Urlai nella doccia tra lo scroscio della’acqua.
In quel momento mi sentii completamente donna, come mia moglie e dal piacere mi cedettero le gambe e piegai le braccia lasciandomi andare con il torace e il viso voltato con la guancia contro le piastrelle, ansimante, con ancora il suo cazzo dentro che pulsava. Non avevo mai goduto così tanto in vita mia, mai avevo provato una gioia e un piacere così immenso e un orgasmo così intenso e lungo, e mentre lui eiaculava dentro di me, io sborrai contro le piastrelle lavate dall’acqua che si portò via lo sperma.
Ripeto, non avevo mai goduto così in vita mia, Giulia era niente, nulla in confronto a Ale nel farmi godere.
Fu un momento sconvolgente, impressionante per me sentire contemporaneamente lo sperma caldo di Ale arrivare a fiotti nel mio retto e godere, venire sotto i colpi profondi del suo cazzo in culo e della masturbazione anteriore con la sua mano, mentre lo faceva anche lui simultaneamente godente dentro di me.
Conoscevo e provavo due sensazioni nuove forti e stravolgenti, che mi avrebbero segnato per tutta la vita.

Quando lo tolse da dentro, lasciandomi l’ano largo e palpitante e la cavità interna piena di sperma, sentii l’acqua che correndo sulla schiena si convogliava come in un canale nel solco gluteo fino ad entrare dall’ano nel retto portandomi un’altra sensazione di benessere e freschezza, e mi adagia stremato e ansimante contro la parete piastrellata e lui su di me, uno sopra l’altro.
Sentivamo il profumo forte e intenso del bagno schiuma che si miscelava con un odore di sesso, di peccato e perversione che era intorno a noi. Al piacere tattile si era unito quello olfattivo.
Uscii dalla doccia frastornato e incredulo di averlo preso in culo e di aver scoperto che mi piaceva essere posseduto.
A freddo iniziavo a realizzare quello che era successo e pensavo:
“Ma che ho fatto?…. Sono impazzito? Mi sono lasciato sodomizzare da Ale?… Io sono sposato da poco, ho una bella moglie… .”
Non potevo crederci, mi sembrava impossibile, eppure era vero… avevo l’ano indolenzito, mi aveva … mi vergognavo anche da solo a pensare quella parola…”inculato!“

Ale vedendomi pensoso e forse intuendo i miei pensieri per rincuorarmi mi disse:
” Stai tranquillo!… Non lo saprà nessuno!.. Tanto meno la tua Giulia, io lo fatto con sentimento e non con volgarità e anche tu, ma questo non vuol dire che sei omosessuale.”
Ci asciugammo i capelli con il phon e ci vestimmo in un silenzio greve. Spente tutte e luci uscimmo dalla palestra ci salutammo alzando la mano allontanandoci, dividendosi. Lui voleva parlarmi, ma io non vedevo l’ora di allontanarmi e andai di corsa a prendere l’auto.
Quella situazione, aveva inciso profondamente la mia psiche che voleva solo dimenticare, non ricordare, volevo tornare immediatamente da mia moglie Giulia.
Quella sera accadde qualcosa che non doveva succedere.
Salii in auto sconvolto, con l’intenzione di non ritornare più a giocare, ne rivedere lui:
“Basta lì non ci tornerò mai più!” Pensai.
Quando restai solo in auto ero stravolto, sorpreso, pentito di quello che avevo fatto, mi vergognava di me stesso, mi sentivo sporco e diverso.
Pensavo a Giulia, mia moglie e provavo rimorso e mi chiedevo come avessi potuto accettare quella libidine sessuale… essermi concesso analmente a lui. Era come risvegliarmi da un incubo e pensai agitato e affranto:
“No! No! …Non lo farò mai più!”
“Non lo farò mai più!!” Pensai sconvolto. Mentalmente parlavo da solo.
Più mi avvicinavo a casa e più ero sconvolto e mi ripetevo incredulo:
“Ma che ho fatto? Mi sono fatto sodomizzare da Ale ..inculare…!” Mi dicevo ricordando: “Aveva ragione Giulia a dire che era gay, dovevo stare attento.”
Ma io pensavo che era passivo, invece era attivo.
Giunto sotto casa, posteggiai e non so quanto tempo restai in macchina a pensare prima di salire.
Mi misi le mani in faccia, ero confuso, shoccato, sudato di nuovo nonostante la doccia ma anche eccitato da quello che era successo e avevo paura di me stesso.
“ Ma che mi succede sto diventando gay? Non è possibile …” Mi chiedevo e il mio pensiero era sempre per Giulia.”…io ho una moglie, una casa, in futuro avremo dei figli, siamo sposati da poco meno di tre anni e abbiamo tutto il futuro davanti a noi. E io l’ho tradita con un uomo, il mio nuovo amico Ale, lei tanto dolce e bella e soprattutto innamorata di me.”
E mi chiedevo come avessi potuto farlo… se lei lo avesse saputo mi avrebbe disprezzato e probabilmente lasciato.
Avevo una paura assurda che qualcuno venisse a sapere e la voce arrivasse fino a Giulia. Mi sentivo umiliato, offeso, insultato… tradito dalla sua amicizia .Sarebbe stato uno scandalo se si fosse saputo in giro, mi avrebbero deriso e additato tutti come omosessuale e gay.

Scesi dall’auto e mentre mi portavo verso casa, d’istinto mi toccavo il sedere, avevo una sensazione di dolore all’ano, mi bruciava un poco e lo sentivo palpitare che asciava colare lentamente lo sperma a bagnarmi lo slip, ed ero spaventato che se ne accorgesse mia moglie.
Dentro me stesso si annidava di tutto…la rabbia, l’odio, l’amore, la tristezza, il sollievo, la gioia, il piacere, la brutalità. Mi era esploso dentro un universo nuovo peccaminoso e perverso.
Quando entrai lei mi aspettava, mi abbracciò e baciò, mi sentivo un verme, l’avevo tradita con un uomo.
“Come mai così tardi ?” Mi chiese.
“Mi sono fermato a bere una birra al barretto.” Risposi.
“Con il tuo amico Pasquale?“ Domandò sarcastica con un sorriso beffardo, ignorando la verità.
“Si!” Dissi, e additando un forte mal di testa andammo a letto presto , lei si assopì subito , ma io ero insonne e la osservavo dormire, bella, profumata, femminile, ed era mia moglie.

Il giorno dopo ero in uno stato di tristezza e depressione enorme, tanto che alla domanda di mia moglie:” Che hai?” Risposi che avevo preso la sera prima freddo uscendo dagli spogliatoi e mi sentivo influenzato. E lei amorevolmente mi diede da prendere una pastiglia di actigrip che mi avrebbe fatto bene.
Ero avvilito, soprattutto perché mi era piaciuto e avevo goduto.

Nei giorni seguenti riflettei molto, sconvolto feci un autoanalisi chiedendomi:
” Perchè mi è piaciuto farmi accarezzare e toccare da lui? …Perchè ho ceduto e ho desiderato prenderglielo in bocca e farmi sodomizzare, sentire il suo cazzo e il suo sperma caldo dentro di me?… Io non voglio!… Non voglio fare queste cose!.. “ Mi ripetei con rabbia:”…Sono un ragazzo normale, sono sposato, ho una moglie, l’amo e la desidero, lei mi ama… .” Mi ribadivo mentalmente come ad esorcizzare tutto.
E urlandomi dentro con ira …. come a gridare a me stesso la mia eterogeneità, mi riaffermavo :
“Ho una moglie che mi ama e io l’amo… Non sono gay!… Sono normale!!… Normalissimo!! Mi piacciono le donne! “ Per poi pensare: ” Al diavolo Ale … maledetto il momento che lo conosciuto … non lo voglio più rivedere!..Non lo rivedrò mai più!”

Così dopo quella esperienza shoccante smisi di andare a giocare a calcetto e allo stupore di mia moglie che sapeva quanto mi piacesse e mi chiedeva come mai, rispondevo falsamente:
“ Preferisco passare il giovedì sera a casa con te.” E lei naturalmente ne fu felice.
Passarono alcune settimane e un pomeriggio mentre eravamo a passeggiare io e mia moglie per il centro di Brescia, passammo per i giardini del parco del castello e come due innamorati ci appartammo nel verde abbracciandoci e baciandoci, sorridendoci e dicendoci parole dolci e d’amore da sposini innamorati.
E mentre ero con lei che l’abbracciavo e baciavo sulla bocca e rispondeva appassionatamente, come un ossessione mi tornava in mente Ale, il suo volto e quello che avevo fatto con lui, quei momenti piacevoli sotto la doccia, i suoi massaggi e la sua sodomizzazione e a quel pensiero involontario e istintivo ebbi l’erezione, mi venne duro a pensare quello che avevo fatto con lui nella doccia. Era una reazione istintiva, inconscia e prepotente che mi tormentava ed eccitava contemporaneamente, sentendo il cazzo pulsare dentro i pantaloni.
Mia moglie se ne accorse, lo sentì duro spingere sopra il suo sesso e sorrise compiaciuta, pensando di essere lei l’artefice di quella erezione.
E mentre ero lì ad amoreggiare con lei, mi arrivò l’ennesimo suo messaggio whattsapp che mi chiedeva perché non andassi più al campetto e non gli rispondessi più alle chiamate al cellulare.
Lo facevo per evitare di incontrarlo, in un certo senso dopo quello che era successo mi sentivo assoggettato a lui che era stato attivo sessualmente su di me e questo mi creava inferiorità nei suoi confronti, volevo non ricordare più quello che era successo, dimenticare tutto e pensavo di riuscirci non vedendolo.
Ma la verità era che inconsciamente temevo di essere di nuovo attratto da lui e di cadere in tentazione, perchè quello che avevo fatto in fondo mi era piaciuto.

Ero come assente, lontano e pensavo all’improvviso preso da una strana smania, e staccandomi dal baciare Giulia, mi dissi che dovevo risolvere questo problema una volta per tutte e che non potevo continuare ad andare avanti così, con lui virtualmente tra me e mia moglie e che se ero un uomo e sicuro di me, non potevo avere paura di lui e dovevo incontrarlo e chiarire.
Così ribaciandola e stringendola forte a me le dissi:
“Sai ho intenzione di ritornare a giocare a calcetto il giovedì!”
” Ohh… noo!!…” Esclamò dispiaciuta:” Perchè?…Stavamo tanto bene assieme alla sera!”
“Lo so amore, ma tra ufficio e casa a fare vita sedentaria, ti divento tutto ciccia e brufoli!” Risposi sorridendo .
“ Ma perché non fai la cyclette a casa come me?!” Mi chiese.
“Sai che non mi piace la cyclette, tu ne fai mezzora al giorno per tonificarti, ma a me non piace e non basta, io ho bisogno di spazi, di correre, saltare, sudare, gridare… .”
“ Peccato!!..” Esclamò sorridendomi:“ Adesso che anche il giovedì stavamo così bene insieme!” E si strinse aderente a me da avvertire io il suo corpo caldo, palpitante e desideroso contro il mio, premendo il bacino e il suo sesso sopra i pantaloni contro il mio pene duro, a volerlo sentire,baciandomi sulle labbra.
” Allora alla sera non mi farai più le coccole e carezze.” Mormorò scherzando.
“Certo che te le farò, di più e poi vado solo una, massimo due volte alla settimana, non tutte le sere. Il martedì e il giovedì sera!”
“Due volte?”
“Si ci prepariamo per un torneo.”
Si strinse ancora più forte e ci baciammo appassionatamente strusciandoci i sessi rea noi e ritornammo a casa come due innamorati.

Il giorno dopo in ufficio, mi chiesi cosa mi stava succedendo, se ero impazzito? Non mi capivo più, ritornare di nuovo a giocare significava ritornare da lui, ma mi dicevo che lo facevo per spiegarci… chiarire.
Avevo Giulia una bella moglie giovane con cui potevo passare le serate a chiavarla, visto che anche lei ne aveva voglia e invece l’avrei lasciata sola oltre che per parlare con Ale, anche per andare a giocare di nuovo.
“Devo essere pazzo!!… Proprio pazzo!!”… Mi ripetevo, avvertendo qualcosa dentro di me che non riuscivo a definire ne a calmare e a controllare.
Non avrei voluto andare, ma il desiderio giustificato dal chiarimento era forte.
Avevo dei flash mentali, di quell’asta di carne dura e lunga, di quando era nella mia bocca e di quando mi penetrava e possedeva inculandomi quasi in piedi in quella doccia, e del piacere che avevo provato per la prima volta in vita mia, un piacere diverso da quello che conoscevo nel chiavare Giulia e inspiegabilmente invece di indignarmi con me stesso, mi eccitavo a quei pensieri .
E più mi eccitavo, più pensavo arrabbiato :
” Lo incontro e gli dico che la deve smettere!… La deve finire!… Non mi deve cercare… A me lui non mi interessa, io ho la mia vita, la mia famiglia, una moglie giovane e bella!… E’ lui che non c’è l’ha, che è un single perché è un culo! Che vada a frequentare i suoi amici omosessuali nei locali gay di Brescia o Desenzano… si unisca a loro. La deve finire di cercarmi, non si deve permettere!!… Mi deve lasciare in pace!!”
Riflettevo sempre più irato con Ale e con me stesso, giustificandomi:
“Comunque vado a giocare, non posso limitare la mia vita per lui, e…. a dirgli di non cercarmi più, non cambierò certo modo di vivere per lui e per quello che è successo, è stato un momento di debolezza il mio… di sbandamento e non voglio più avere niente a che fare con lui.”
Mi ero ripromesso di non incontrarlo mai più, ma tutti i miei buoni propositi si infransero con la realtà!
Quel cercarmi da parte sua aveva un significato ben preciso, particolare. Probabilmente voleva ancora qualcosa da me.
Il giovedì seguente tornai al campetto a giocare deciso di risolvere quel tormento che mi attanagliava.

Ero agitato, arrivai prima e lui lo trovai seduto su una sedia che ascoltava musica alle cuffie e vedendomi, mi accolse con un sorriso.
La situazione tra noi era diventata ambigua e l’atmosfera cambiata radicalmente.
” Ciao!!” Mi salutò sorridendo felice togliendosi la cuffia .
Ma io serio e deciso gli andai incontro dicendo subito senza preamboli:
“Senti Ale!!”… Come liberandomi da qualcosa che avevo dentro:” Non voglio che mi cerchi più!… Io!… Io ho la mia vita, non sono omosessuale!!” Dichiarai come prima cosa.
Lui mi guardò sorpreso sempre con un sorriso, rispondendo:
“Non ho mai pensato che sei omosessuale, so che sei un ragazzo eterosessuale, sposato… .”
Al che interrompendolo replicai.
” Ma io non voglio avere a che fare lo stesso con te.” Aggiunsi irato e determinato. ” Lo capisci??….Io sono un ragazzo normale, siamo troppo diversi io e te per sessualità, io ho mia moglie, ci amiamo e poi…. e poi siamo diversi anche culturalmente.” Mi sfuggì di dire nell’incitazione del discorso.
Lui sempre calmo e serio mi domandò:” Come culturalmente?”
“Si , io sono del nord …e tu del sud… .”
Vidi sul suo viso e nello sguardo che ci restò male, ma sempre con un sorriso meno allegro mi rispose:
” Io volevo solo offrirti la mia amicizia, il mio affetto, cosa c’entra essere del nord o del sud?”
Ci restai male , e mi pentì di aver detto quella frase, ma continuai.
“ A me non va la tua amicizia in quel modo lì…sessuale! “ Esclamai.
“ Scusami!… Ma io pensavo che saremmo diventati amici.”
“Non saremo mai amici come intendi tu!” Replicai.
In quel momento ci chiamarono per entrare che iniziavano a fare le squadre e ci trovammo a giocare uno contro l’altro.

Durante la partita tra noi ci furono sguardi e qualche contato fisico fuggevole dovuto ai nostri corpi sudati che correndo sul pallone si scontravano tra loro. Ma niente di più.
Quella sera la partita non andava, non c’era più tra noi l’alchimia delle altre volte, non mi guardava nemmeno negli occhi. Era svogliatissimo, anzi evitava il mio sguardo, come se fosse lui a temere me. Non era il solito Ale, era giù di morale.
Rispetto alle volte scorse, c’era qualcosa che non andava, seppur eravamo in squadre diverse, era come se mancava quella sintonia che si era formata tra di noi. Si era creato una sorta di imbarazzo, c’erano troppi silenzi.
Alla fine del primo tempo, come sempre si preparava un tavolinetto con delle bibite e ci fu la ressa nel servirsi. Io restai davanti e lui dietro e lo vidi con la coda dell’occhio tra gli ultimi, eravamo dodici.
Quando arrivai al tavolino e mi versai da bere, non so cosa mi prese, fu inspiegabile anche per me, versai da bere per due e tornando indietro porsi gentilmente il bicchiere con una menta a lui che la prese e mi sorrise:
“Grazie!” Esclamò e andò a sedersi sulla panchina ai bordi del campo, e io mi sedette vicino a lui, sorseggiando la bibita.
” Mi spiace!… Che ti sei arrabbiato.” Esclamò gustando la bevanda:” Non pensavo che reagivi così .”
“Scusami anche tu per le parole che ho detto nord e sud!” Ribattei io.
Sorrise, strinse gli occhi e mosse il capo come dire “ma non scusarti nemmeno “. In fondo mi dispiaceva averlo trattato duramente, era un ragazzo bello e sensibile, io con lui mi ci trovavo, anche in quei momento mi sentivo a mio agio, pur sapendo che era gay.

All’inizio del secondo tempo riprendemmo a giocare per un’altra mezz’ora, poi sfiniti tornammo tutti agli spogliatoi a fare la doccia. Ci spogliamo togliendo la maglietta sudata e poi i pantaloncini e le scarpe, alcuni si rivestirono e andarono via subito, altri come noi si fermarono a fare la doccia.
Le docce erano tre contigue con le tendine.
Quando uscì il collega, sarebbe toccato a Ale, ma visto che non si alzava Giorgio gli chiese:
“Tocca a te Ale!”
“No vai pure tu, io la faccio per ultimo!” Rispose.
“Allora chiudi tutto tu ? Spegni la luce e porti le chiavi al bar?” Gli chiese .
“Si faccio tutto io!” Rispose :” Stai tranquillo.”
Uscito l’altro compagno di gioco chiesero a me se volevo andare e non so perché , inspiegabilmente mentre chinato mi slacciavo le stringhe delle scarpe risposi:
“ No vai pure tu, anch’io la faccio per ultimo!” E per un attimo ci incrociammo con lo sguardo io e Ale ed ebbi un brivido di ansia e angoscia piacevole al cuore e alla pelle.
Quando toccò me entrai, tirai la tendina e mi bagnai mentre Ale entrava nell’altra e mentre ero sotto l’acqua che scorreva sul mio corpo, inconsciamente desideravo che venisse, che entrasse.
Ero …ero..ero…pazzo!!
Avevo mia moglie Giulia a casa che mi aspettava e io ero di nuovo attratto morbosamente da lui. All’improvviso si aprì la tendina e lo vidi, che versando il suo bagno schiuma sul palmo della mano mi chiedeva:
“ Posso insaponarti ?”
Non risposi, ma il mio silenzio fu più che eloquente… .
Entrò e richiuse la tendina e appoggiando la mano sulla mia schiena iniziò a spalmare il suo bagnoschiuma, che sprigionò un profumo intenso e forte.
E mi insaponò e massaggiò dalle spalle fino ai lombi con delicatezza, come se fossi una donna , come facevo io quando accarezzavo la pelle fresca, giovane e setosa di mia moglie Giulia, ed eccitato e silenzioso lo lasciai fare.
Mi insaponò massaggiandomi con sapienza e capacità sulla schiena e sul torace, facendomi provare brividi di piacere che Giulia non sapeva darmi. Poi come la volta precedente, senza dire nulla allungò il braccio e mi prese il cazzo in mano iniziando a masturbarmi.
Ero sconvolto, felice e triste allo stesso tempo.
Passivamente provai ancora quel piacere nuovo e diverso dal rapporto etero che avevo con mia moglie e lo lasciai fare.
Mi mise delicatamente la mano sulla nuca, sui miei capelli corti, bagnati, insaponati dallo shampoo e in piedi davanti a me sospingendomi mi tirò a sè . Me lo trovai di fronte con il suo cazzo duro contro il mio che si sfregavano e all’improvviso mi baciò sulla bocca con la lingua dentro, come se fossi una donna, la sua donna, cercai di oppormi a quel bacio diretto e completo ,ma dopo un attimo di resistenza cedetti e inspiegabilmente lo ricambiai, muovendo la mia lingua contro la sua , come avevo fatto un paio di ore prima a casa con mia moglie Giulia. Il suo viso contro il mio non era liscio come quello di mia moglie, avvertivo la ruvidezza della sua barba non rasata da alcuni giorni. Sentivo la sua lingua calda e ruvida frugarmi la bocca eccitandomi ancora di più e restai sorpreso dalle sue parole quando accarezzandomi sussurrò:
“Ti amo!”
E baciandomi poi sul collo mi fece sentire ancora la sua barba corta e non rasata e le labbra contro la pelle. Bisbigliando all’orecchio:
” Mi piaci, ti amo, ti desidero… .Succhiamelo un pò!…”
E appoggiandosi con la mano sulla mia spalla, mi spinse in basso davanti a lui a farmi inginocchiare sotto l’acqua che ci colpiva incessantemente.
Non avrei voluto che accadesse di nuovo e invece avvenne, mi piaceva ed ero incapace di fermarlo, provavo un piacere intenso, diverso, soprattutto quando con la lingua ruvida mi leccava la pelle e i capezzoli, per poi succhiarli e le dita gli scorrevano leggere sulla schiena e sui glutei dandomi fremiti… .
Esitante, accaldato dall’eccitazione e dalla tensione, stordito da quella situazione e dal suo profumo mi piegai in avanti, sotto lo scroscio forte dell’acqua e ricordo che chiusi gli occhi e ripresi per la seconda volta in bocca la sua cappella calda e ruvida, con il suo odore forte di muschio selvatico, mentre lui dall’alto allungando la mano assieme all’acqua che cadeva, mi scompigliava i capelli accarezzandomi la chioma e la schiena. E mi piaceva, mi piaceva quello che stavamo facendo e anche quella volta in quel momento non pensai minimamente a mia moglie.
“Alzati e girati!” Mi sussurrò con voce dolce ma decisa. Lo feci, appoggia le mani al muro e piegati in avanti come la volta precedente.
Capii cosa voleva fare, ma eccitato dalle sue mani e stordito dal profumo intenso del suo bagno schiuma, mi alzai e voltai come diceva lui, e mi piegai appoggiando le mani alle piastrelle mentre l’acqua violenta mi batteva sulla schiena correndo giù sulla pelle. Ero consapevole di cosa sarebbe accaduto, ma non feci nulla per fermarlo, ero in un momento di trance, godimento, di esaltazione fisica e mentale e mi piaceva quello che si accingeva a fare e non volevo che smettesse.
Si mise dietro di me e come la volta precedente mentre con una mano mi masturbava, con l’altra mi massaggiò le natiche fino ad arrivare sull’ano, accarezzandolo e titillandolo, procurandomi sensazioni di benessere e godimento, mostrandogli con i miei gemiti che mi piaceva essere toccato lì.
Poco dopo sentii le sue mani allargare bene con grazie i glutei, scoprendo l’ano e avvertendo l’acqua direttamente scorrere su di esso, era una sensazione emozionante, elettrizzante sentirlo così scoperto e allargato dai suoi pollici. Sentì che lo insaponava come probabilmente fece con la sua asta di carne dura, avvertii appoggiare la sua cappella dura e insaponata contro l’ano, fare pressione su di esso spingendo e penetrarmi lentamente.
Ebbi un sussulto, mi inarcai e subito mi contrassi per reazione stringendo l’ano. Ma lui mi confortò come la prima volta e sentii meno dolore che passò quasi subito, avendo ormai gli sfinteri rotti.

Non avrei mai pensato che sarebbe stato così bello avere rapporti anali, sentire quel meraviglioso bastone di carne dura dentro me muoversi e che capitasse una cosa simile proprio a me a 28 anni e sposato, di gioire di quello. Per la prima volta capii gli omosessuali e il piacere che provano facendo sesso passivo.
“Ti piace di più chiavare Giulia o farti possedere da me?..Con chi godi di più?” Chiese all’improvviso sfacciatamente ridendo, rompendo il silenzio e il rumore del precipitare dell’acqua su di noi e il piatto doccia.
“Sono piaceri differenti!” Balbettai ansimando:” Con Giulia c’è l’amore, la famiglia, il volere un futuro e far figli.”
“E con me?” Chiese.
“Con te… ci sto bene, mi trovo a mio agio e sono soddisfatto anche sessualmente.”
“ Muovi il sedere anche tu verso me!” Mi esortò.
E lo assecondai iniziando a spingerlo indietro, a dondolarmi con il corpo per farmi penetrare di più.
Nel mentre fece scendere la mano in basso sull’addome e il mio sesso, prendendomi il cazzo in mano e iniziò a masturbarmi mentre mi inculava come la prima volta. Facendomi godere di più.
Esaltato e infervorato, non pensavo a niente, le mani di Ale piene di schiuma mi frugavano dappertutto e lo lasciavo fare. Oramai ne ero dolcemente succube.
Il finale fu bellissimo, ancora con un duplice orgasmo posteriore e anteriore, anale e penieno. Mi godette ancora dentro e risentii quelle belle sensazioni meravigliose. Quando lo estrasse, sentii come se mi mancasse qualcosa.
Finimmo di lavarci e sciacquarci.
Usciti dalla doccia, ci asciugammo e vestimmo, poi chiuse tutte le luci e le porte e uscimmo:
“Vieni andiamo a bere una birra?” Mi chiese.
Guardai l’orologio:“ C’è Giulia a casa che mi aspetta!” Risposi.
“Solo un momento… dai!!”
E sorridendo andai, dando per la prima volta la priorità a lui anziché a Giulia.
Bevemmo e chiacchierammo per mezz’ora, chiarendo la nostra posizione, dicendoci che quello accaduto non avrebbe influito con le nostre vite private, senza chiederci altro, perché ulteriori domande a cui rispondere sarebbero state troppe e troppo complicate, visto che era già tutto difficile di per se.
Usciti dal bar e arrivati vicino all’auto in una zona non frequentata vista l’ora. prima di salutarci Ale mi prese per le guance, mi avvicinò a lui tirandomi alle sue labbra e mi baciò in bocca , in un lungo bacio appassionante, ricambiato… scambiandoci ancora il gusto della nostra calda saliva:
” Sei bello Andrea!!…” Disse:” Sei bello!!.. Piaci a tua moglie, ma piaci anche a me.” Mi disse. “Ti dovrà dividere un po’ con me.” Facendomi sorridere.
“Non baciarmi più qui, potrebbero vederci.” Dissi.
Poi ci salutammo affettuosamente, con l’intento di rivederci le sere successive.

Allontanandomi da lui sembrava che tutto il piacere, il godimento, l’euforia e l’attrazione che avevo provato per lui scemasse, svanisse per strada scomparendo nel nulla assieme alla mia sicurezza. Realizzavo e mi rendevo conto di cosa avevo fatto nuovamente. Pensavo a quello che era successo:
“Non è possibile!”… Mi dicevo:“ Sono andato lì per chiarire tutto e sono finito ancora sodomizzato da lui.
Mi ha inculato!” Mi ripetevo mentalmente, indignandomi di me stesso… ma allo stesso tempo iniziando una storia segreta con lui.
Non so cosa mi accaddeva , mi piaceva Ale, mi trovavo bene con lui e inspiegabilmente lo desideravo , ma dall’altra parte ero sposato ,una moglie giovane e bella che non mi faceva sentire così bene come quando ero con lui come se avessi una doppia sessualità.
Praticamente mi piacevano tutte e due, mia moglie e lui, avevo scoperto che godevo ad essere inculato, mi piaceva, ma anche se in modo minore godevo a chiavare Giulia che amavo.

Non mi riconoscevo più, in certi momenti avevo paura di me stesso, si erano formati due Andrea dentro di me, uno desideroso di Ale e l’altro, che pensava e desiderava Giulia. Pensai di essere bisex. Mi sembrava tutto così irreale.
“In fin dei conti è solo una esperienza momentanea …” Pensavo :”…quando se ne andrà tutto tornerà come prima.”
Ma dovevo stare attento che non venisse a saperlo nessuno e in modo particolare Giulia, sarebbe stato uno scandalo e avrebbe avuto una brutta reazione se avesse saputo cosa facevo con Ale, non avrebbe mai accettato le mie tendenze bisessuali o omosessuali che fossero.
Capivo anche che sessualmente non ero più come prima, il mio desiderio maggiore in quel momento era per Ale e non per Giulia.

Tornato a casa Giulia come il solito mi abbracciò:
“ Ciao amore! … mmmhhhh che profumo che hai!…” Esclamò:”… non è il tuo quello ti ho regalato io?! “ Chiese staccandosi sospettosa.
“Stai tranquilla… .” Risposi con un sorriso tranquillizzante.” E stato Ale che mi ha fatto provare il suo. Sai che lui tratta questi accessori.”
“Ale? Il gay? ” Domandò ridendo:” C’era anche lui?”
“Si gioca ancora con noi lo sai!… Ma perché continui a dire che è gay?” Chiesi infastidito.
“Semplice, è l’impressione che da di se e che ho avuto la prima volta che lo visto e sai come si dice no?… E’ la rima impressione quella che conta e penso di non sbagliarmi, oltre al suo modo di vestirsi e gesticolare dolce e poi è quattro mesi che è qua e pur essendo un bel ragazzo non è mai uscito con una ragazza. Lo hai detto anche tu!”
“ Si ma che significa?” Risposi seccato e le ribadii che non era così, ma quello che aveva detto era vero e mi agitò. Perchè non ti piace il profumo?” Chiesi cambiando discorso.
“No… no, è buonissimo, un’ottima fragranza…” Disse annusandomi ancora:”..mi piace molto, fatti dire la marca e il nome che te lo regalo così prendono per gay anche a te!” Disse ridendo stupidamente.
Era spiritosa quella sera e aveva voglia di scherzare e ridere.
Scossi il capo per la sua battuta.“Va bene mi farò dire il nome… !” Risposi .
Poi si avvicinò con dolcezza e mi accarezzò il viso e la camicia sopra la schiena:
“Sei stanco e teso, hai tutti i muscoli contratti, sdraiati un pò sul divano che ti rilasso io.” Disse ridendo sorniona capendo le sue intenzioni.
“Vieni!… Sdraiati!… Ti faccio rilassare un pò.” Ripetè.
“No … davvero amore, stasera no… sono distrutto essendo la prima volta che ho ripreso gli allenamenti e non mi sento… .” Aveva voglia di chiavare la mia Giulia, ma io dopo quella inculata non me la sentivo proprio e quella sera trascurai mia mogie per Ale. Andammo a dormire abbracciati ma senza fare nulla.

Il giovedì successivo, mi stavo preparando per andare al campo quando ricevo uno strano messaggio da Ale sullo smartphone:”
Invece della solita partita, ti invito a una cena a casa mia… che ne dici?” Accettai e andai .
Appena ci vedemmo, ci abbracciammo e lasciammo andare ad affetuosità, non ci parlammo, ci abbracciammo. Cenammo e al termine facemmo sesso nel suo letto con baci e carezze, proprio come io facevo con mia moglie.
Dopo quella volta, c’è ne furono altre, nascoste e all’insaputa di tutti, sempre a casa sua.
Con lui stavo bene, mi sentivo diverso, cambiato, anche soggiogato e attratto, tanto, che nelle settimane successive fui io a cercarlo, desiderarlo ed a offrirmi a lui . Mi sentivo piacevolmente dominato da lui e mi piaceva.
Ma pensavo che sarebbe stata solo una cosa passeggera … una esperienza e basta…invece come dicevo ci furono altri incontri settimanali, sempre a casa sua e anche se radi e minori , riuscivo ad avere anche rapporti sessuali con Giulia e gestivo tutte e due le situazioni o almeno così a me sembrava.

Un giorno a casa sua volle che glielo succhiassi, lo feci, mi piaceva sentire la sua cappella in bocca e improvvisamente senza avvisarmi mi venne in bocca e senza che me lo aspettassi, assaporando per la prima volta… il suo sapore, denso, pungente e mandorlato del suo sperma.
“Com’è la mia sborra? ..Ti è piaciuta? ” Mi chiese divertito, mentre ansante e sudato non rispondevo sputando in un fazzolettino.
“Perchè non mi hai avvertito che venivi?” Gli chiesi.
“Mi piace fare sorprese… .” Disse ridendo.
“Allora?… Com’è?…Ti piaciuto “… Chiese ancora con fare dolce accarezzandomi la spalla, mentre io ero sbigottito dal suo comportamento e dalla sua decisione, non sapevo cosa rispondere e feci un cenno di si con la testa, ed era la verità , il sapore mi era piaciuto.
“Hai visto?” Esclamò:” Ti è piaciuto. Sono contento!”
Mi rendevo conto che portava sempre più verso la perdizione e la perversione, ma non riuscivo a staccarmi.

Negli incontri oltre l’amicizia, cresceva anche la confidenza e la fiducia reciproca, sembrerà assurdo ma ci trovavamo proprio in tutto. E nei vari discorsi che facevamo, mi parlò per la prima volta dei rapporti omosessuali che lui li aveva avuti da giovane con altri ragazzi della sua età e anche con adulti e che era stato anche con ragazze ma non le era piaciuto.
“Non è che non riesco a chiavare, qualcuna lo anche chiavata… lo posso fare benissimo, ma sono attratto come figura attiva verso il mio stesso sesso.”
E io gli chiedevo:” L’hai mai preso in culo tu?”
“No… ho provato, ma preferisco essere attivo, è la mia natura.”
Mi metteva in confusione dicendomi che mi voleva bene e chiedendomi chi preferissi dei due, se lui o Giulia.
Domanda quasi scontata perchè rispondevo sempre: ”Sessualmente te! Ma sentimentalmente mia moglie, lei è sempre prima, mia e nel mio cuore.”
“ La ami molto?” Mi domandava curioso e io rispondevo sempre allo stesso modo:
”Si!!”
Si poteva dire che li amasse tutte due, Giulia sentimentalmente e Ale sessualmente e per un certo periodo quel sistema mi soddisfò. Ma poi cominciai ad allentare e questa diminuzione di sessualità com’era naturale avvenne nella mia parte attiva, con Giulia.
Non me ne accorgevo, ma lentamente mi stava facendo diventare un omosessuale passivo, anche se per consolarmi mi dicevo che ero bisex, visto che qualche rapporto sessuale con mia moglie ce l’avevo e chiavavamo ancora, anche se in misura minore dei primi due anni di matrimonio. Con Giulia dal farlo quasi tutti i giorni, passammo a una volta alla settimana o ogni dieci giorni, ed eravamo si può dire ancora sposini. Lei si lamentava, ma poi accettava le mie giustificazioni, era all’oscuro di tutto e ci amavamo molto.
Io avrei voluto un figlio subito da lei, ma diceva sempre:
“E’ presto amore, ora non mi sento pronta. Lo faremo fra qualche anno, ne faremo due! Ora fammi pensare a diventare una brava avvocato con uno studio tutto mio!” E io l’abbracciavo e la stringevo appagandomi della sua risposta.
Come dicevo sopra, in quel periodo le effusioni si diradavano e sessualmente non ero più attratto da lei come prima, anche se era una bellissima ragazza, una delle più belle della città dove vivevamo. Avevo perso l’attrattiva sessuale per lei verso Ale, pur amandola intensamente.
Non sentivo più come prima quel trasporto e desiderio passionale per lei, per la sua figa giovane, calda e curata dai peli arruffati e bruni come i suoi capelli, e per le sue belle tette sode come arance con i capezzoli che parevano boccioli di rose. In quel periodo non mi piaceva molto chiavarla, mi stancava e spesso lo facevo controvoglia e con erezioni incomplete e lei lo sentiva e quando mi cercava rendendosi sexy per ammaliarmi presentandosi in calze, slip e reggiseno di pizzo il tutto in nero sulla sua pelle diafana per eccitarmi, con mille scuse le fuggivo o la soddisfacevo sforzandomi con qualche chiavatina serale veloce e devo dire spesso mal fatta il sabato. E per eccitarmi pensavo ad Ale al suo cazzo e quello che facevo con lui per avere l’erezione.
E pensare che c’era gente, amici e colleghi che mi invidiavano e si leccavano le dita ad avere una donna come lei. Ma per Giulia andava bene lo stesso in quel modo, ne godeva con me, era felice e mi amava sempre non conoscendo altro e di più sul sesso di quello che praticava con me, e si accontentava e mi accettava così.

Una sera al bar, stavo così bene a chiacchierare con Ale , che non mi resi conto di aver fatto molto tardi, molto più tardi del solito.
Passarono le venti, le ventuno e le ventidue, erano le 23 passate quando rientrai a casa preoccupato e trovai Giulia sveglia seduta sul divano ad aspettarmi, fuori di se per la preoccupazione.
Non vedendomi rientrare aveva pensato che mi fosse successo qualcosa e in preda alla rabbia era lì seduta nel divano che mi fissava in cagnesco e quando si incazzava parlava nel nostro dialetto.
“Ma do caso se sta tòt la sera?!! (Ma dove cazzo sei stato tutta la sera !!)” Mi urlò irata.
“Cosa c’è!!” Risposi stupito di quel suo modo di parlare e della sua reazione esagerata.
“ Te la spiega mi la situasion quela che lè, che mi a me son rompita la pota de spetar!!
( Te lo spiego io cosa c’è, che mi sono rotta la figa di aspettare!”
Era sboccata dalla rabbia e cercai di giustificarmi, ma non ne volle sapere e litigammo, per la prima volta da quando ci eravamo sposati litigammo… e per Ale.
La lite andò avanti per un po’, fin quando Giulia nella concitazione non disse qualcosa che mi preoccupò profondamente :
“ Sei stato con Ale? Quel gay!” Arrivando a insinuare che Ale ci stesse provando con me perché Ale per lei era gay.
Io negai tutto dissi che mi ero fermato con altri amici, Giorgio e non mi ero accorto del cellulare scarico. Ma restai sorpreso dalla sua insinuazione e gli chiesi:
”Ma cosa te lo fa pensare che è gay, perchè continui ad avere questa idea di lui?”
“E hai anche il coraggio di chiedermelo!” Mi disse urlando.
Non sapeva nulla, ma ero intimorito che sospettasse qualcosa e allora mia moglie da buona bresciana doc che era, provò a indovinare:
“E allora se non è lui forse Ale ti ha forse introdotto nel suo giro di modelle?!”
A quelle parole capii ed ebbi la certezza con sollievo che non sapesse niente e che improvvisava perché io mi tradissi e mi contradissi, ma feci finta di cadere dalle nuvole:
” Modelle!!?” Esclamai:” Ma quali modelle!!”
Al mio stupore forse per l’espressione della mia faccia , lei abbozzò un sorriso e poi cominciò a ridere e d’istinto iniziai a ridere anch’io e ci abbracciammo stringendoci e baciandoci e poi dopo un chiarimento e le mie scuse, facemmo l’amore come da tanto non lo facevamo e fu bellissimo, Dal comodino presi il preservativo e me lo misi, la penetrai con dolcezza e la presi con vigore chiavandola, finendo dopo alcuni minuti con me che eiaculavo nel profilattico. Andammo in bagno a lavarci e tornammo a letto e ci addormentammo mano nella mano abbracciati come due innamorati.

Passarono ancora alcune settimane, in cui io e Ale ci incontravano sempre segretamente a casa sua e li facevamo sesso tranquillamente e sinceramente come piacere e soddisfazione lo preferivo a Giulia.
Il rapporto fra noi diventò sempre più stretto e di mia soggezione fisica e psicologica verso lui aumentò.
Stavo bene con lui, c’era voglia di vederci e in seguito non mi feci più tante domande.
Con Giulia tutto sembrava rientrato, ma mai fidarsi di una moglie specialmente se è bresciana, hanno il sesto senso sempre in movimento e così in lei si insinuò il dubbio, anche se a me non disse più nulla, continuando la nostra vita coniugale normalmente .
Ma nelle settimane seguenti, tra ritardi e miei silenzi, come era comprensibile mia moglie si accorse che c’era qualcosa che non andava. Al pomeriggio, quando uscivo dalla banca arrivavo a casa tardi, perché passavo da lui a casa sua o ci incontravamo a bere qualcosa e chiacchierare al bar e stare insieme mi faceva stare bene.
Ma Giulia sapendoci sempre assieme si insospettì dei miei ritardi e iniziò ad essere diffidente e avere dei sospetti, iniziando a fare caso a quello che prima non vedeva o dava per scontato e una sera ci fu un’altra discussione al limite del litigio:
“Sei sempre con quell’Ale quando hai un momento libero, non abbiamo più la possibilità di essere un po’ in intimità io e te. Mi trascuri per lui.” Esclamò per la prima volta.
“Ma che dici amore!… E’ solo un amico, non ti trascuro .” Mi affrettai a ribadire preoccupato.
“Non mi piace quel ragazzo e non voglio che lo frequenti, ha qualcosa di ambiguo quando parla e sorride… e poi chi lo conosce? Con tanti amici che hai qui de Bressà (Brescia) frequenti quel terru lì!!” Disse agitata e incattivita.
La calmai .
“Ti ho detto che è solo un amico!”
“ Si un amico gay… .” A quella parola detta per l’ennesima volta da lei reagii: “Ma che gay e gay… se ti prende te ne accorgi!”Esclamai d’impulso quasi ridendo. Ma lei non aveva voglia di scherzare restando seria, mentre io cercai di motivare la sua frequentazione .
“ E’ una delle poche amicizie con cui mi ci trovo bene e chiacchieriamo.”
“Di cosa chiacchierate?!”
“Di tutto!!” Risposi agitato anch’io.
“Di donne certo no… non mi sembra il tipo visto che non ne frequenta o quelle che frequenta sono indossatrici e commesse ??!” Disse sibillina.
“Ti sbagli le frequenta per lavoro e forse uscirà con qualcuna che noi non sappiamo… è un tipo riservato.”
“Tzè riservato… Ma se siete sempre assieme!”Esclamò ancora:” Come fa a uscire con un’altra? E poi perché in segreto… è forse sposata??”
Capii che aveva intuito qualcosa e continuò:
“ Te lo già detto è una persona che non mi piace quel ragazzo lì! E da quando c’è lui mi cerchi meno.. ..” Aggiunse.
Cercai di minimizzare :
“Non è vero che ti cerco meno! E’ solo che sono stanco, esaurito e ho un calo di desiderio fisiologico… ma ti amo sempre… . ”
“Si!… Calo di desiderio… .” Borbottò facendomi capire che non ci credeva.
“E i regali che ti fa?? Ti riempie di cravatte, camicie, pantaloni, cinture e profumi … come una persona innamorata … .” La interruppi:
“Ma sono gaget che fanno parte del suo lavoro… lo sai che lavora nella moda. ”
“Eh si!! Ma a me danno fastidio, ti riempie di attenzioni… Hai un armadio che sembra diventato una boutique di moda e continua a riempirsi e non mi piace che Ale ti faccia regali .
Mi guardò agitata:
“Perchè te li fa??” Mi chiese seria.
Risposi la prima cosa che mi venne in mente.
“ Lui nel suo lavoro gestisce molte di questi indumenti e accessori, ne ha la disponibilità e a volte pensa di farmi un regalo.”
“E perché te lo fa!??” Continuava a ripetermi come a sfidarmi e a pretendere una risposta .
“ Non lo so!… Ma che sei gelosa?” Esclamai.
“ E se anche fosse?” Rispose seria:” Sei mio marito!!”
Difatti lei sospettava di quei regali, si era convinta che Ale in qualche modo mi stesse cambiando .
Non sapevo che dire…. e lei continuò sfogandosi.
“Non sei più come prima, avevamo il nostro modo di vivere, non cucini più per me … prima era sempre tutto a posto, ora quando rientro è tutto in disordine! E non hai più quell’attenzione particolare nei miei confronti che io voglio da te!… Da mio marito!!” Esclamò arrabbiata .
La mia amicizia con Ale si era trasformata in una storia di infedeltà verso mia moglie.
Tutto finì lì, tenendoci il muso per parecchi giorni e da quel momento a mia insaputa iniziò a fare caso a tutti i possibili indizi del mio tradimento, ma io stavo in guardia, dovevo stare attento al suo intuito femminile.
Ne parlai anche con Ale che minimizzò… e per la prima volta parlò male di lei senza che io dicessi nulla:
“Le donne sono isteriche, hanno bisogno di cazzo …è questo che le manca… tua moglie ha solo voglia di cazzo come tutte le donne e se lo prende vedrai che si calma, ma tu non dargli il tuo, falla schiattare sta scema è gelosa di me. Tu fai solo attenzione che non scopra niente.” Mi consigliò.
Pensai che quelle parole e quella mancanza di rispetto verso Giulia era dovuta al fatto che fosse geloso di me, e non ci feci caso.

Arrivarono le feste di Natale e le passammo in famiglia, con i suoceri, il capodanno con la compagnia de Bresa, ma senza Ale.
Capitò che passeggiando o guardando le vetrine in città, di incontrarci in città, ma solo incontri fuggevoli di auguri e strette di mano o casuali. Quando ero con mia moglie evitavo di incontrarlo.
Dopo le feste, ripresi la vita di prima anche con Ale, gli allenamenti e le bugie a mia moglie.
Così per un mese ogni il giovedì, disertammo la partita per incontrarci solo al bar o a casa sua.

Una sera arrivai a casa prima e quando arrivò Giulia, io ero sotto la doccia e mi domandò come mai me la facessi a casa, secondo lei era strano, perché dopo l’allenamento mi facevo sempre la doccia negli spogliatoi del campetto dove giocavo e invece ora al giovedì sera la facevo sempre a casa:
“Guarda un po’ cosa va a vedere .” Pensai e continua a farmi la doccia.
Ma lei nei suoi dubbi pensando di non essere vista da me che mi asciugavo, andò nel ripostiglio a controllare la mia borsa da sport, la aprì e vide che tutto all’interno era in disordine. Ero stato previdente, avevo stropicciato l’asciugamano e sporcato volutamente la divisa e le scarpe di terra immaginando che diffidente com’era avrebbe guardato anche lì.
” Cosa ti aspettavi di trovare?“ Esclamai arrivando all’improvviso dietro lei asciugandomi i capelli:” Chissà quali prove !?” Le dissi vedendo che frugava dentro.
Ebbe un soprassalto, non si aspettava che giungessi proprio in quel momento e si sentì ridicola, non disse nulla, richiuse la borsa e la mise a posto alzandosi con la sua flemma e l’aria altera e andò in soggiorno e apparentemente si tranquillizzò. Pensò che io andassi davvero a giocare a calcetto. O almeno credevo.
Ma mi accorsi in seguito che la sua calma era solo di facciata e come tutte le bresciane era una tosta, direi diabolica, e senza dirmi nulla per fugare i suoi sospetti su di me , una sera a mia insaputa prese la mia borsa da sport e legò le stringhe delle scarpe tra loro rimettendole dentro come prima.
Il giovedì sera seguente, quando ritornai da casa di Ale, mentre mi facevo la doccia, andò a controllare nella borsa e trovò le scarpe con le stringhe ancora legate tra loro come le aveva allacciate lei.
Aveva avuto una risposta ai suo sospetti e all’uscita dalla doccia furiosa mi affrontò con le scarpe in mano mostrandomele ed esigeva delle spiegazioni. Affrontandomi arrabbiata, parlava di cose assurde che io non capivo, di lacci…di scarpe e bugie.
All’improvviso me le mostrò dicendomi cosa aveva fatto e vedendola con le scarpe in mano capii tutto, fui preso dal panico ma continuai a mentire, a negare tutto, anche l’evidenza.
Ma lei furiosa, mi gettò le scarpe addosso gridando disgustata:
” Mi fai schifo!”
E scappando da me andò via sbattendo la porta. Ero incredulo non avevamo mai litigato così e d’istinto per non perderla la insegui in accappatoio e infradito giù per le scale fino fuori al portone chiamandola ripetutamente:
“Giulia!.. Giulia!… Aspetta! Fermati parliamo!”
Ma lei andava avanti.
La fermai per un braccio sul marciapiede dicendole che dovevamo parlare, lei si girò, mi guardò, aveva le lacrime agli occhi e mi tirò con rabbia uno schiaffo in faccia.
Continuammo quella litigata in mezzo alla strada, meno male che era tardi e non c’era nessuno in giro. Mi urlò in faccia le cose più brutte e io feci lo stesso, rinfacciandole la sua carriera e che non faceva nulla per me e la casa.
E all’improvviso piangendo si mise a gridare.
” Dimmi..dimmi se mi hai tradito? Voglio sapere la verità!!“ Pareva isterica.
E io a quel punto cedetti, e non volendo raccontarle la realtà, inventai per giustificare quei lacci legati tra loro:
“ E’ vero non vado al campetto a giocare il giovedì sera. Mi fermo al pub a chiacchierare con Ale e gli amici. Ma non ti ho mai tradita!” Esclamai serio:” Credimi! Ne con nessuna modella o commessa ne tanto meno con lui! Te lo giuro sul nostro amore!” Avevo dovuto mentire per salvare il nostro amore.
Lei mi guardò seria negli occhi, profondamente e all’improvviso mi abbraccio piangendo, si sentiva sollevata dalle mie parole e mi sussurrò:
“Ti credo!” Accarezzandomi il viso.
La baciai e le asciugai le lacrime e passandole il braccio sulle spalle l’abbracciai e tornammo su a casa. Faceva freddo ed ero mezzo nudo e tremavo ero al limite del congelamento, era Gennaio… .
Per la prima volta ebbi paura di perderla, che mi lasciasse e andasse via.
Giunti su parlammo ancora e mi perdonò della mia bugia e mi resi conto di amarla tanto e non volerla perdere assolutamente e c’era solo un modo per farlo, mettere ordine nella nostra vita e anche se mi dispiaceva smettere con Ale e decisi di chiudere con lui.

Scampato il pericolo il giorno dopo andai a casa sua e ne parlai con Ale:
” Sono preoccupato di Giulia non sa niente ma è diventata sospettosa e le raccontai quello successo la sera precedente, delle scarpe, le stringhe, aggiungendo:
“ Mi trova da dire per fatto che spesso siamo assieme, a volte fa insinuazioni tra noi due, sospettando che tu sia gay!”
A quella insinuazione di mia moglie che fosse gay, lui si incazzò… .
“Sta scema!… Ma come fa a dire queste cose se non mi conosce nemmeno? E’ una ipocrita …e poi anche se fosse vero cosa c’è di male!“
E io stupidamente mi sfogai un po’.
“ Non è la prima volta che abbiamo di queste discussioni io e lei .” Dissi:” Lei si sente trascurata e individua in te la causa della nostra crisi dicendo che passo più tempo con te che con lei. Sai, lei ha il suo modo di pensare!” Dissi.
“E’ un modo sbagliato, è una intollerante e le sue idee non mi piacciono.”
Avemmo una chiacchierata in proposito, dove io le spiegai il carattere di Giulia, che era una ragazza meravigliosa, dolce, sensibile e intelligente, ma era anche risoluta nelle cose e che aveva la sua mentalità, e poi eravamo ancora sposini e mi amava, ed era comprensibile che fosse gelosa di lui e di tutto intorno a me.
Ma lui replicò risentito verso Giulia:
” Tu stai con una donna che pensa più al lavoro e alla sua carriera che alla vostra relazione coniugale, non va bene Andrea!”
Effettivamente era vero quello che diceva e non potevo dargli torto, aggiungendo:
” Sono deluso di tua moglie, del suo comportamento , del suo modo di pensare, di agire, di come ti tratta! Dovresti reagire! Ridimensionarla nella sua arroganza e prepotenza“.
Usava parole dure verso mia moglie e per consolarmi si avvicinò a me e abbracciandomi ci sedemmo sul divano.
Lo informai comunque che non ci saremmo più visti che lo lasciavo perché se dovevo scegliere tra lui e Giulia, sceglievo Giulia.
Lui ci restò male, me ne accorsi dall’espressione del viso che diventò seria, quasi cattiva . Si sentiva scaricato da me e soffriva, perché a lui sceglievo quella stupida (secondo lui) di mia moglie.
Disse che essere gay non significava nulla, che l’importante era quello che uno provava e come si sentiva e noi stavamo bene… .
Ma per me il gioco non valeva la candela:
” Guarda!… In questa situazione stare con te significa perdere completamente mia moglie e questo non lo voglio pur sentendo forte attrazione e affetto per te!” Ed esclamai apertamente:
“ Mai e poi mai e per niente al mondo rinuncerei a Giulia, al mio amore!”
Credo che quella discussione cambiò il suo modo di considerarci e valutarci sia a me che soprattutto a mia moglie… Vidi che pensava e rifletteva e poi a un certo punto mi propose:
“ Perchè non mi invitate una sera a cena a casa vostra!? Mi avevate invitato ricordi quando ci conoscemmo? …Magari se mi conosce meglio e di più si tranquillizza!!”
Ero scettico, conoscendola difficilmente cambiava giudizio su qualcuno, significava ammettere un errore a se stessa, ma poteva essere un’idea per rassicurala, visto che come mi aveva ricordato Ale, mesi prima era stata Giulia quando li presentai a dirmi che una sera potevamo invitarlo.
“Però!!” Precisò subito, quasi a metterlo come condizione per venire: “Te la corteggerò un po’ in modo velato, senza fartelo capire, così si ricrederà su di me e non avrà più sospetti su di noi e te in particolare. Le farò qualche apprezzamento, ma tu non mostrarti geloso!” Disse ridendo.
Sorrisi, non lo ero, sapevo che lui preferiva me e gli uomini, e avrebbe potuto dirle qualunque cosa.

La sera seguente dopo cena, ripresi il discorso con mia moglie, tranquillizzandola ancora che era il mio unico amore e mai l’avrei tradita con nessuno e che con Ale ci saremmo incontrati solo per la partita di calcetto.
“Comunque lui non mi piace il…fashion buyer… .” Replicò con ironia e quasi con disprezzo.
“ Perchè lo conosci poco e superficialmente, per questo dai un giudizio così e ti assicuro che non è gay, se lo conoscessi di più cambieresti idea su di lui.”
“Non credo!!” Rispose secca.
Lei era convinta che Ale o il suo giro di lavoro, avessero a che fare con gli strani comportamenti che avevo.
“Senti!” Dissi ricordando le parole di lui:” Invitiamolo a cena! Ti ricordi? L’avevi fatto tu questo invito ad Ale la prima volta che vi siete conosciuti. Così vedrai di persona che tipo è!”
Era contraria, non le andava farlo venire a casa nostra, ma insistetti e seppur contraria acconsentì.
Accettò di organizzare quella cena per far contento me perché ci amavamo.
E quella sera…. preparò cena per tre. Volle concordare proprio una serata di giovedì.

Arrivò il giorno della cena e quella sera , ricordo ancora la data era 28 gennaio del 2017, Ale si presentò molto distinto, con un mazzo di fiori e pacchettino per mia moglie:
“Un pensierino per lei !” Disse baciandola sulle guance, mentre mia moglie fingendo cordialità ricambiava:
“Ma diamoci pure del tu… ma non dovevi portare niente Ale, questa è una cena di amicizia. Ohhh anche i fiori… come sei carino!“ Disse.
“E’ il minimo che potessi fare per una donna bella come te!!” Esclamò porgendoglieli e passandole anche il pacchettino, che aprì subito. Conteneva un flacone di un profumo femminile particolare, molto buono e di marca leggermente speziato che la sorprese e le piacque.
Giulia sorrise lusingata e mi guardò negli occhi con uno sguardo complice, ma niente fino a quel momento aveva fugato i suoi dubbi su di lui, anzi quelle carinerie li avevano accentuati.
Mia moglie era molto attraente quella sera, si era vestita elegante con un leggero trucco che risaltava di più la sua bellezza, orecchini ai lobi e sorriso simpatico.
La cena fu cordiale e allegra con relativi complimenti alla cuoca, mia moglie, che subito precisò:
“E’ stato lui a preparare!” Rivolgendosi a me.
“E allora complimenti al cuoco!” Disse sorridendo Ale.
E mentre pasteggiavamo, presa un po’ di confidenza, aiutati da del buon vino rosso iniziarono a parlare dinnanzi a me che ascoltavo la loro chiacchierata, e mia moglie gli chiedeva:
“Tu sei sposato?“
“No , vivo solo!” Rispose lui.
“ Ma perché vivi solo?… Sei un ragazzo molto bello, affascinante, non conosci ragazze qui con cui uscire?” Domandò.
Sapevo che la sua curiosità aveva un fine per confermare la certezza del suo pensiero su di lui e io e Ale pur senza guardarci capimmo subito la motivazione di quelle domande.
Lui le sorrise:
“ Ne ho conosciute parecchie anche qui per lavoro, potrei anche accettare un invito con qualcuna di loro, ma io sono una persona sensibile… non esco con una ragazza tanto per uscire o fare sesso, nemmeno in amicizia se non provo qualcosa per lei, attrazione o sentimento e per avvertire queste emozioni dentro me , non basta che sia bella, ma deve essere speciale, avere qualcosa negli occhi che mi rapisce… .”
Giulia ascoltava sorpresa e interessata di quello che diceva e del modo che lo faceva .
“Io sono così , non mi piace il sesso senza amore, trasporto e desiderio e deve essere non solo fisico ma anche passionale e per questo preferisco restare solo, finché non troverò anch’io la mia anima gemella, la mia Giulia come ha trovato Andrea… “ Disse guardandola negli occhi e sorridendo.
A quel paragone vidi mia moglie arrossire sorpresa e lusingata, era davvero bravo e sottile a corteggiare e chiacchierarono ancora e li lasciai fare ascoltandoli.
“Tuo marito Giulia è stato fortunato a trovare una donna bella e intelligente come te, che oltre ad affascinare ispira sentimenti ed emozioni diverse. Ma non ce ne sono molte in giro di ragazze come te credimi.” E sorrise aggiungendo:“Quando la troverò, mi fidanzerò e sarà la mia Giulia, la mia regina e mi accaserò con lei!!
Vidi mia moglie arrossire nuovamente a quel paragone e a quelle parole e guardarmi, era stato romantico e audace… ma con eleganza, educazione, rispetto e tatto. Ma sapevo che lui era così.
Giulia si schernì a quelle parole e le fece un grande sorriso meravigliato, guardando anche me che non potevo non dire nulla dopo l’apprezzamento che le aveva fatto.
“Mi dispiace per te Ale! “ Esclamai allungando la mano sul tavolo e prendendo quella di mia moglie sotto la mia stringendola:
” Ma di Giulia ce ne una sola ed solo mia, ti dovrai rassegnare.” Dissi sorridendo a mia moglie rompendo l’emozione di quelle frasi che lui aveva appena detto.
Vidi mia moglie per un momento restare perplessa e stupefatta, sia lui che io le facevamo velatamente complimenti molto belli e ne era compiaciuta. Era come se la corteggiassimo entrambi, come se mia moglie piacesse anche ad Ale. Se non l’avessi conosciuto, ne sarei stato geloso.

La serata poi proseguì nel soggiorno sul divano a parlare di tutto, scoprendo loro due di avere interessi comuni sulla musica e la moda in particolare, arrivando Ale a chiederle il numero di cellulare per inserirla in una newsletter di moda, che le avrebbero mandato tutte le news per aggiornarsi e le anticipazioni stagionali. Giulia interessata accettò e glielo diede… .
Notavo lui che le lanciava sguardi profondi e la osservava negli occhi come a comunicarle qualcosa e lei che se ne accorgeva imbarazzata a volte abbozzando un piccolo sorriso con le labbra e pensavo che facesse parte di quel gioco tra me e lui con mia moglie ignara.
Lui era un bel ragazzo che piaceva alle donne, alto, bel fisico e bel volto, affascinante, che sapeva ammaliare con il suo sguardo e le parole, e lo faceva bene facendo parte del suo lavoro saper parlare, rendersi interessante e convincente.
Nel salotto si spaziò su tutto, dallo sport alla moda, dalla politica al governo e lì mia moglie gli manifestò le sue idee:
“… Prima il bresciano( inteso come territorio) era diverso, era tranquillo, bello e anche contadino, c’erano industrie manifatturiere ed eravamo tutti di noi con qualche meridionale che veniva su! …Ora no!…Ora c’è di tutto!!”
“Intendi dire che adesso non è più come prima?” Chiese lui sorseggiando il digestivo.
“Eh dai!!… guarda un po’ quanti extracomunitari ci sono, te ne sarai accorto anche te girando… . Prima quelli dell’est, albanesi e rumeni, poi neri e mussulmani, nigeriani e marok, ora cinesi e cingales… le pien! Le casin …pota !” Disse nel nostro dialetto.
“Sono proprio troppi…io un pò li manderei via.” Aggiunse.
Vidi Ale stare al gioco e chiederle:” Scommetto che sei leghista?” E lei con un certo orgoglio risponderle:
“Guarda io di politica non mi interesso, ma il voto glielo dò!! Sono gli unici che ci tutelano.”
“Giulia è una bresciana doc…” Intervenni io:”… discende dai longobardi… è una leonessa di Brescia.“
“Una leonessa!?” Chiese Ale curioso, e rispose pronta lei:
“Si sono una leonessa bresciana!” Esclamò fiera e orgogliosa, noi siamo donne determinate e risolute. ” E sorrise. E vedendo lo stupore sul viso di Ale intervenni io spiegandogli:
“Si Brescia è la leonessa d’Italia, cantata anche dal Carducci nelle sue poesie e si dice anche che le sue donne, le vere bresciane doc, siano leonesse, perciò stai attento.” Dissi ridendo:” Sembra docile ma ha gli artigli! Sbrana!!” Esclamai facendo cenno a Giulia che sorrise anche lei.
“Allora tu sei il leone!” Ribattè, ma prima che dicessi qualcosa rispose mia moglie divertita e disse in dialetto:“ Le no un liù en gat “ ( Non è un leone è un gatto!)
Ci guardammo e ridemmo tutte e tre.
La chiacchierata proseguì parlando di altro.

In quella cena si conobbero meglio, fecero amicizia ed entrarono in confidenza, quando se ne andò lo salutai con una pacca sulle spalle, mia moglie le diede la mano e lui si allungò verso di lei a baciarla sulle guance cosa che lei ricambiò, sussurrandole:” Metti il mio profumo ha poteri magici!” E sorrise. Poi andò via.
Quando fummo soli sparecchiò e l’aiutai e intanto chiacchierammo.
“Sai!… Probabilmente hai ragione tu, lo avevo giudicato male, conoscendolo è diverso, simpatico e forse non è nemmeno gay, è solo quel modo di fare che trae in inganno.”
“Cosa ti avevo detto!” Risposi.
E lei mentre guardava la tovaglia che stava ripiegando mormorò:
“Si, in fondo il sesso senza amore e passione non è nulla, lo capisco, anche per me è così!”
“Vedi che la pensate allo stesso modo!” Aggiunsi contento dentro di me che avesse cambiato giudizio su Ale.
Mi sorrise.
La serata fu positiva, mia moglie si ricredette e si scusò per quello che aveva detto e io aggiunsi ridendo:
“Anzi dovrai stare attenta non hai visto come ti corteggiava… .” Arrossì.
“Ehh ma va!… Figurati !!!” Esclamò.
Chiacchierammo un po’ e poi andammo a letto eravamo tutti eccitati dalla serata e quella sera facemmo l’amore io pensando a Ale e forse… anche lei, perché era più passionale.

Il giorno dopo si era messa già il suo profumo che era molto buono, me ne accorsi la sera quando rientrai a casa, nell’abbracciarla e darle il bacino, notai che aveva un fragranza particolare che la rendeva più seducente:
“ Hai messo il profumo di Ale?” Chiesi.
“Si è molto buono, pensa che le mie colleghe mi hanno fatto i complimenti e volevano sapere che marca era, ma io non glielo detto…” Disse sorridendo come una bambina:”…ho detto loro che me lo hai regalato tu e non ricordo il nome.”
Poi vedendo che parlandomene si annusava la spalla come ad aspirarne il profumo, mormorai :
” Così ti ricorderà Ale!”
A quelle parole la vidi all’improvviso divenne seria, probabilmente era il suo stesso pensiero, balbetto qualcosa.
” Se vuoi non lo metto più… .” Disse risentita,
“Ma figurati!! E davvero buono piace anche a me e poi a te piace il profumo, mica Ale!” Esclamai scherzando:”Lui è gay… .”
Negando lei con il capo. “Non credo più che lo sia… è solo sensibile.” Rispose.

Con Ale ci rivedemmo due giorni dopo a casa sua. Aveva un forte carisma e ascendente su di me oltre che piacermi come ragazzo. Quel giorno avemmo un rapporto sessuale completo con me sempre passivo; lo stimolai oralmente per fargli avere l’erezione e poi lasciarmi sodomizzare. Al termine restammo nel letto sdraiati a chiacchierare.
Con il tempo le confidenze tra noi erano aumentate di grado e intensità in proporzione al rapporto e all’amicizia che si era instaurata e cresceva tra noi.
“Con tua moglie come è andata poi?” Mi chiese.
“Bene!” Risposi contento:” Si è ricreduta. Sei stato davvero bravo a corteggiarla, se non eri tu mi sarei preoccupato.” Dissi sorridendo.
“Sono contento che si è ricreduta e con me non devi avere nessun timore riguardo tua moglie.” Mi preciso.
“Abbiamo anche avuto un rapporto sessuale quella sera io e Giulia.”Dissi sorridendo felice:” … si è scusata di aver pensato quelle cose su di te.”
Sorrise accarezzandomi i capelli:
“ L’hai chiavata bene almeno?“ Domandò.
“ Si !!” Risposi.
“E’ solo voglia di cazzo la sua… vedrai che se ne prende un po’ si calma.” Affermò aggiungendo:
“Certo che è una bella donna tua moglie, l’avevo vista solo quella sera nella semioscurità del parcheggio quando me la presentasti e poi di sfuggita qualche volta e invece è attraente e anche interessante non la pensavo così dolce e simpatica… un bel tipino, una bella leonessa… .” Disse spiritoso.
“Si sono quasi tre anni che siamo sposati… e a modo mio la amo molto!” E quel giorno per la prima volta parlammo di mia moglie e della nostra intimità, sembrava curioso e interessato della mia ma soprattutto sessualità di Giulia.
“ Fate spesso sesso?” Domandò.
“Non molto ora, prima che conoscessi te si, ora la desidero meno pur amandola molto.”
“ E’ normale!” Rispose Ale.
“ E lei non ti dice niente! Non ti cerca?” Chiese ancora.
“ Si, a volte mi cerca quando ha voglia, si struscia, lo tocca e me lo fa capire, ma spesso le dico che sono stanco e non me la sento di chiavare; invento delle scuse e le faccio qualche ditalino, la sfogo e la calmo così, masturbandola!” Dissi ridendo lasciandomi poi andare sul personale.
“ Io vorrei un figlio, ma lei dice che non si sente pronta ora. Dice che siamo giovani, che c’è tempo e ora vorrebbe pensare alla carriera, diventare un buon avvocato. Abbiamo anche litigato per questo sai!” Le dissi.
Lui mi rispose serio:” E’ una egoista, pensa solo a se stessa, mette davanti a se lei e il lavoro e dietro te e la famiglia.”
“Lo so, ma che ci faccio? E’ fatta così lei!” Risposi sconsolato giustificandola.
“ Perché il figlio non lo fai senza dirglielo, la metti incinta… a sua insaputa. Senza che lei se ne accorga, le vieni dentro.” Mi suggerì.
“Ehhh…!!! Non è facile per non dire impossibile, chiaviamo con il preservativo, senza non lo vuole fare.”Lo informai.
Ale sorrise: “Non solo egoista ma anche diffidente, non si fida di te, suo marito!… Bella e stronza!”Esclamò.
“ Lo faremo tra qualche anno!” Risposi io.
All’improvviso mi chiese: “Come fa sesso?”
“ Ma… non so!…In modo normale credo…” Risposi :”… lo facciamo quasi sempre nella posizione del missionario e qualche volta alla pecorina, ma è a digiuno di sesso, non conosce molto … pensa che era vergine quando ci siamo conosciuti.” E lui sorrise ancora.
“Sei stato il primo?“
“Si! Il primo e l’unico!” Replicai.
“Ma a lei com’è a letto… e cosa le piace?” Mi domandò ancora spiazzandomi.
Risposi tranquillo mettendolo a conoscenza e partecipe dei segreti della nostra intimità e senza rendermene conto gli stavo facendo delle confidenze sessuali su mia moglie e mi sembrava semplice curiosità conoscendo i suoi gusti.
“A lei piace la dolcezza, essere accarezzata, baciata. Le piace sentirsi importante in quel momento, ma io ora non ho sempre voglia di fare queste cose … e lei me lo rinfaccia.
Ha il suo caratterino, ma è tranquilla e una brava moglie e poi mi ama e mi asseconda in tutto.”
E a sorpresa mi disse:
“ Comunque visto che ha cambiato idea su di me, per un certo periodo sarà meglio continuare così, con me che la corteggio e non avrà sospetti futuri, e io avrò modo di poterti vedere di più incontrandovi tutte e due, frequentarvi ed essere invitato o invitarvi io a cena.”
Non ero tanto d’accordo, oramai si era ricreduta, non mi andava ma mi adattai, pensai che forse aveva ragione essendo in tre avremmo potuto stare di più assieme.
Alle sua domanda insolita se sapesse baciare risposi:
“Si, Giulia sa baciare bene!… Ma lo ha fatto solo con me o con qualche ragazzino prima di me e non ha esperienza, quando ci siamo messi insieme non sapeva baciare le ho insegnato io. ” Risposi divertito, stando al gioco .
“Chiava bene almeno?” Mi domandò ancora sfacciatamente.
“Penso di si! Non so come chiavano le altre, poi dipende cosa intendi per bene e soddisfazione… .” Risposi:” Per me e per lei va bene così, come chiaviamo tra noi.”
“Sei geloso?” Mi chiese ancora.
“Si!… Pur essendo sicuro della sua fedeltà, so che non mi tradirebbe mai!”
“Perchè me lo chiedi? “ Domandai curioso.
” Bè, tua moglie è molto bella e piacerà senz’altro a tanti uomini, colleghi, amici… .” Lo interruppi curioso.
“A te piace?” Dissi.
“ Come sai a me le donne non piacciono, preferisco gli uomini a loro, o meglio, non è che non mi piacciono, qualcuna si, poche per la verità e se devo essere sincero e rispondere alla tua domanda si… si! Tua moglie è un tipo di donna che mi piace, ma da domare …!” Mi rispose e rise continuando.” Si piace molto anche a me! Anche se i miei gusti sono maschili lo sai.” E sorrise di nuovo.
“Cosa vuoi dire che ti piace domare?” Chiesi.
“Vuol dire che non mi piacerebbe amarla e vivere con lei tutta la vita, ma chiavarla e soggiogarla, divertirmi e renderla remissiva. A molti piace così.” Precisò.
“Ma noi non lo facciamo così, non giochiamo, chiaviamo normalmente e non volgarmente… “Puntualizzai:”… lo facciamo con dolcezza e passione, noi facciamo l’amore , che è una cosa ben diversa dal chiavare o fare solo sesso e a noi piace così …” Dichiarai.
Non so perchè, ma in quel discorso mi assalì una curiosità e gli chiesi:
“Ma tu, visto che hai rapporti sessuali attivi con ragazzi, hai mai fatto il culo a qualche donna??”
Sorrise guardandomi fisso negli occhi:
“Certo!” Rispose serio e provocatorio:” Vuoi che glielo faccia anche alla tua Giulia il culo ???” E rise ancora di più.
“No… no….!” Risposi imbarazzato e turbato da quella risposta:
”La mia Giulia non si tocca!”

Dopo quella cena cambio tutto.
Ale con il mio consenso discretamente continuò a corteggiarla, con lo scopo di allontanarle i sospetti di una nostra relazione e tramite quell’interesse comune per la moda incominciò prima a massaggiarla per cose futili, aggiungendola nei suoi contatti di whatsapp, poi si fece sempre più audace fino a invitarla a prendere il caffè al bar vicino alle zone dove lavorava lei.
Lui quando ci vedevamo mi raccontava tutto, non so se per farmi ingelosire e allontanarmi da lei, ma non era questa la motivazione e il suo scopo.
Le prime volte che la invitava Giulia rifiutava dicendo che non poteva staccarsi dal lavoro, ma alle sue insistenze educate accettò e un giorno che Ale era a Brescia per la sua attività, le inviò un messaggio invitandola a bere qualcosa, e me lo fece anche leggere, e anche la sua risposta.
“Ciao leonessa, sono qui a Brescia per lavoro oggi, adesso mi trovo dalle parti di Corso Magenta, poi dovrò passare nei negozi di abbigliamento e accessori di moda di Corso Cavour e Corso Zanardelli e arrivare fino a Piazza della Loggia. Posso avere il piace di offrirti qualcosa da bere?”
E al messaggio fece seguire un file con la foto di un leone che ruggiva, che divertì Giulia che le rispose con faccine emoticon ridenti :
“Saresti tu il leone?”
“ Si mia leonessa! “
“ Ti se mat…” Replicò in dialetto. Ma Ale insistette:
”Dammi solo cinque minuti del tuo bellissimo e preziosissimo tempo leonessa… .”
” Va bene faccio un break scendo tra dieci minuti, sai dove sono?” Gli chiese poco dopo.
“No”Rispose Ale.
“ Sono vicino a via Vittorio Emanuele II, nello studio legale XXX aspettami in prossimità che arrivo.”
E cosi per la prima volta si incontrarono di persona da soli e lui seppe dove lavorava e in seguito la messaggiava e invitava a vedersi da soli per il caffè o l’aperitivo nei suoi passaggi a Brescia.
Quei piccoli incontri apparentemente amichevoli si susseguirono con piacevolezza di entrambi, fino ad arrivare ad essere un appuntamento giornaliero per il caffè o l’aperitivo e finire in una vera e proprio pausa per il pranzo assieme.
Lui era veramente un bel ragazzo che piaceva molto alle donne e in più ci sapeva fare, e corteggiava mia moglie con il mio consenso, ma ero tranquillo per due motivi; primo era omosessuale e le piacevo io e questo me lo aveva detto, e il secondo perché mi metteva al corrente di tutto quello che facevano e dicevano, mi faceva leggere i messaggi e mi tranquillizzava, anche se alcuni comportamenti di mia moglie all’insaputa di me nei suoi confronti non me l’aspettavo e mi dispiacquero.

All’inizio i messaggi erano semplice frasi di interesse comune, per poi passare da parte di Ale a innocue scherzose battute, ma con le settimane i messaggini si fecero più arditi da parte sua, del tipo:
“ Sono felice quando ti sento!…. Mi sei mancata! … Mi piacerebbe vederti!…. Oggi ti ho pensata!” Un vero e proprio corteggiamento non più amichevole ma romantico, fino arrivare anche lei a rispondere ai suoi messaggini, come in un gioco tra coetanei.
Erano messaggini che anche se romantici erano innocui scritti da lui, che però facevano piacere a mia moglie che non sapeva i suoi gusti sessuali, e che si affrettava a cancellare tutto perché io non li vedessi. E questo mi infastidiva, che non me lo dicesse come faceva lui.
Per Giulia quel messaggiare era un diversivo che la distraeva da altre cose, me compreso purtroppo. I nostri invece erano sempre abitudinari:
“Tutto bene amore ?” Le chiedevo quando la chiamavo allo smartphone.
“Si! Tutto a posto!” Rispondeva.
“Ci vediamo stasera a casa allora! A che ora arrivi …” E altre stupidate coniugali del genere. Ma non mi diceva che la mattina o il pomeriggio aveva preso il caffè con Ale.

Come dicevo sopra Ale era un bel ragazzo, piaceva alle donne anche se era gay e mi ricordavo ancora le parole di Giulia su di lui quando lo incontrò la prima volta quella sera:
“…ha lo sguardo magnetico e un sorriso da lasciarti senza fiato …” , quindi era normale che piacesse anche a lei, piaceva a tante ragazze… e sentirsi corteggiata da un bell’uomo era piacevole per tutte. Ma a lui piacevano i ragazzi e ne ero convinto.
Io ero tranquillo, anche se lei a differenza delle prime volte, poi mi accennava vagamente qualcosa dei loro incontri, dicendo”
“Sai oggi ho incontrato Ale per caso e abbiamo preso un caffè… o un aperitivo… .” Fingendo io normalità a quello che diceva.
“Ah… era a Brescia oggi?!”
“ Si!” Rispondeva.
Lui invece mi informava di tutto ed era ricco di particolari, che si davano appuntamento al bar dell’angolo, che si guardavano negli occhi e lui le sfiorava la mano con lei che sorrideva imbarazzata. Per poi dirmi subito con il suo sorriso malizioso:
” Ma non essere geloso di me! Tua moglie è una donna comune come tutte le ragazze della sua età… una troietta!” E rideva.
Non mi piaceva che la valutasse così e glielo dissi più volte, ma lui era sempre irriverente nei suoi confronti considerandola sempre in modo negativo e senza rispetto e valutandola come le altre.
Questo mi faceva capire che nonostante il corteggiamento e gli ammiccamenti non le piaceva combinare nulla con lei. Il fatto che fosse gay mi rassicurava, ma provavo lo stesso un forte senso di fastidio, forse gelosia a sapere che corteggiava mia moglie e la incontrava senza di me.
Arrivando a dirmi durante un nostro rapporto sessuale, che era un bene quello che effettuava, che lo faceva per me.
Devo dire che il suo metodo di corteggiarla funzionava, era dolce e garbato, tra noi era tornata la serenità coniugale e i giovedì sera uscivo tranquillamente.
Come dicevo sopra, lui era un bel ragazzo e lei come molte donne e me compreso, non era insensibile al suo fascino.
Così lentamente quell’amicizia e quegli incontri per lei diventarono un qualcosa di diverso e profondo, fino a trasformarsi a mia insaputa in conversazioni e messaggini hot, che parlavano di desiderio e amore… e lei che messaggiava per prima per darle il buongiorno o alla sera già a letto per la buonanotte. Arrivando anche lei a messaggiarlo e chiedergli se passasse a bere qualcosa con la leonessa quel giorno… . Era tutto un gioco spiritoso, che però nelle settimane si era spinto oltre a quello che doveva essere e quando un giorno decisi di dirgli di smettere di corteggiarla, Ale mi rispose: ” Lo baciata!”

Subito non ci ho creduto, non potevo crederci che mia moglie si fosse lasciata baciare da lui, per quanto bello fosse per lei era sempre un gay, un terrun e pensavo che scherzasse.
“Non è vero!” Esclami guardandolo negli occhi, ma lui confermò:
“Si è vero, si è lasciata baciare sulle labbra … e poi infilare la lingua in bocca ricambiando…” disse candidamente: “…sai che non ti mentirei mai, comunque se non mi credi non importa.”
Lo guardai ancora serio e gli chiesi:” E perché ti avrebbe baciato??”
“Si è presa una cotta per me !” Aggiunse, mentre io mi chiedevo perché mi dicesse quelle cose, se lo facesse per provocarmi o fosse vero.
“Non scherzare dai!” Gli dissi serio mentre lui sorrideva.” Non mi piacciono queste cose!”
Ma lui sempre affabilmente confermò tutto.
Mi sembrava tutto così assurdo, lei mia moglie, innamorata di me, così coscienziosa ,si baciasse con trasporto proprio con lui che pensava fosse gay e non gli piaceva come tipo essendo femmineo.
Però ripensandoci mi tornarono in mente tanti suoi atteggiamenti a cui prima non facevo caso, da quell’essere stranamente tranquilla e assente con me, fino a cercarmi meno sessualmente. Erano un mese che non facevamo l’amore, mai c’era stato un periodo così lungo tra noi, era già successo che non lo facevamo qualche settimana, ma poi lei mi veniva a cercare. Ora no.
Andai in crisi anch’io, il sospetto si insinuò in me, ma non potevo dire niente a Giulia. La osservavo in casa muoversi nel fare le faccende o sedersi vicino a me a guardare la tv, e tranquilla mi sorrideva, si lasciava accarezzare e baciare in modo naturale. Non poteva essere vero, lui si prendeva gioco di me. Era un periodo negli ultimi mesi che era diverso e strano, quasi c’è l’avesse con me e mia moglie.
“Possibile che quell’interesse comune per la moda e l’amicizia si fosse trasformato davvero in qualcosa di più tra loro? “ Mi chiedevo.
Pensavo che Ale avesse ingigantito una sua cordialità e avesse scambiato un semplice bacio affettuoso in passionale, che quello che mi diceva forse una mezza verità, il bacio c’era stato ma non come lo interpretava e descriveva lui.
Così delicatamente ne parlai con Giulia e indirettamente facendo finta di nulla domandai:
“ Viene ancora Ale a Brescia a prendere il caffè?”
“Qualche volta…” Rispose evasiva.
” Ma vai con lui a bere nelle pause… di lavoro?”
“Si!… A volte lo prendo nello studio con la colleghe e altre da sola, abbiamo la macchinetta, a volte se passa e sono libera con Ale…al bar. Dipende… ma te lo detto no!” Aggiunse.
“Si…si… la mia era solo curiosità.” Risposi.
Era evasiva e non riuscivo a capire cosa ci fosse di vero in quello che mi diceva.
Pensavo a quello detto da Ale, che addirittura si fosse presa una cotta per lui, lo ritenevo impossibile… ma se fosse stato vero mi spaventava e non volevo perderla e nello stesso tempo non potevo confidarmi con nessuno. Mi rendevo conto che la situazione paradossale che vivevo, prima lei gelosa di Ale e ora io… tra me e mia moglie il rapporto stava silentemente degenerando, senza litigi, nel distacco e l’indifferenza, una vicinanza la nostra fatta di silenzi. Facevamo poco sesso e male e lei non mi cercava più come prima e questo aumentava la mia ansa e miei dubbi.
Parlai con Ale, gli chiesi di essere sincero e lui iniziò a farmi uno strano discorso dicendo:
“Io non ti tradisco Andrea, ti voglio bene lo sai! Ma è un momento particolare per tua moglie, ti ho sempre detto che è come le altre ragazze, una troietta… io lo solo corteggiata e si è invaghita di me. Da una parte meglio così per te, meglio io che un altro e la capisco, anche dal punto di vista sessuale, farle ditalini a una come lei non le basta più, ha bisogno di cazzo. Il rischio è che conosca qualcuno che non sono io e… .”
“ …e cosa ? “ Domandai curioso, interessato e preoccupato.
“E… te la chiavi! Si lasci chiavare… .” Rispose.
Restai in silenzio .
“Giulia non lo farebbe mai!” Esclamai deciso:” Mi ama !!” Lui sorrise.
“Le donne sono imprevedibili e strane Andrea e il pericolo è che se si fa chiavare da un altro, rischi di perderla definitivamente per sempre.”
“ E a questo punto cosa dovrei fare allora?” Chiesi curioso e agitato, volendo vedere dove arrivava .
“Visto che tra me e lei c’è una forte attrazione e ci siamo anche già baciati, dovresti lasciare che la chiavassi io!”
“Cosaaa!!!… ma tu sei pazzooo!!
Tu chiavare Giulia!? Mia moglie!” Esclamai ridendo. ”E’ impossibile!” Aggiunsi scuotendo la testa.
“Ma è l’unica cosa da fare se vuoi salvare il tuo matrimonio, ora è in una fase inquieta, in crisi con te, che può cedere a qualcuno. Con me si sfogherebbe e si calmerebbe e io non te la porterei mai via. Lo sai.” Disse.
“Ma non verrebbe mai con te dai…! Non sei il suo tipo e sai cosa pensa di te!” Esclamai.
“Ora non più!” ribattè:” Non pensa più quello che pensava prima.” Affermò.
Ci fu silenzio e poi esclamai risentito:
“Hai fatto tutto questo discorso perché te la vuoi chiavare?… Ti vuoi chiavare mia moglie? E lo vuoi fare con il mio permesso?”
E lui rispose con un semplice:” Si!!” Disarmandomi.
“Ma perché la vuoi chiavare?” Dissi arrabbiato.
“ Lo faccio per te Andrea, te lo detto, perché non te la chiavi un altro, magari un bresciano come voi e te la porti via.”
Mi sembrava una motivazione assurda, irrazionale e irragionevole.
“Ma come fai a dire una cosa simile… che mi tradisce con un altro se non chiava con te?”
“Lo so…lo sento!” Rispose.

Non sapevo se credere a mia moglie o a lui, Giulia era sempre sta sincera, non mi aveva mai mentito, a parte ora che aveva omesso di dirmi alcune cose ,che non è mentire, perché avrebbe dovuto farlo ora? E poi conoscevo bene l’idea che aveva di lui… e lui negli ultimi mesi era cambiato nei miei confronti, era distaccato e i rapporti sessuali con lui come quelli con Giulia li avevamo diradati, non erano più come prima.
Certi momenti sembrava quasi che c’è l’avesse con me. E dopo tutto quello che aveva detto su mia moglie, che era una arrivista, una intollerante, ora aveva cambiato idea?…E perché? C’era qualche motivo particolare? Voleva solo chiavarla?… E anche questo perché?
Il sospetto c’era, ed era sovrastato dalla curiosità di verificare se fosse tutto vero, se quell’atteggiamento quotidiano, distaccato e assente di mia moglie nei miei confronti era davvero perché Giulia si era innamorata di lui come mi diceva spavaldo e provocatorio o era solo una menzogna per farmi agitare, entrare in contrasto con lei e stare male? Per calunniarla e infamarla, per degradarla ai miei occhi e farmela vedere come una donna diversa, facile, pronta a tradirmi e farsi chiavare da altri e che non era la moglie fedele che credevo…?
La curiosità era tanta, così accettai, certo che Giulia non fosse innamorata di lui e soprattutto non sarebbe mai andata a fare sesso con Ale, e lui vedendomi teso e preoccupato mi disse:
“Che lei sia innamorata di me è come se lo fosse di te, non cambia niente stai tranquillo, perchè io non te la porterò mai via. So che tu non credi che tua moglie si sia infatuata di me e che se voglio la chiavo!… Se vuoi te lo dimostro!… Ma ricorda che se te la chiavassi io e come se non lo facessi, perché io e te siamo qualcosa di speciale, più che amici siamo la stessa cosa e quindi non dovrai essere geloso di me.”
“E dove la chiaveresti? “Chiesi fingendo di stare al suo gioco, minimizzando e mascherando la mia paura interiore, accettando quella sorte di sfida.
“A casa mia !” Replicò.“ Per lei non ci sarebbe luogo più sicuro… è stato così anche per te poi!”
“A casa tua?… Non verrebbe mai!! “ Risposi deciso e sicuro di me.
“Non ci credi che verrebbe?“
“No!!” Ripetei sempre più convinto.
“Se vuoi ti faccio vedere, ti faccio assistere.”
“Assistere? …Assistere a cosa ? “ Domandai stupito.
“ Assistere mentre la chiavo, a casa mia… ti metterai nel soggiorno al buio e poi quando saremo in camera verrai e osserverai dalla porta socchiusa, ma senza fare rumore e farti vedere, perchè se no per te sarebbe finita coniugalmente se si vedrebbe scoperta e scoprirebbe che tu sai cosa c’è tra noi, ti lascerebbe subito!”

Purtroppo era vero quello che sosteneva, restai in silenzio, ero turbato da quello che diceva, dalla sua sicurezza… e se fosse stato vero quello che affermava?
E mi ripetevo:” Ma come può Giulia, mia moglie innamorata di me tradirmi e proprio con lui?”
I sospetti c’erano e la curiosità di verificare era tanta, così accettai, quasi certo che Giulia non sarebbe mai andata con lui a casa sua e per di più a fare sesso.
E alla mia accettazione di voler appurare, lui aggiunse subito.
“Naturalmente non dovrai fare scenate… solo assistere in silenzio… c’è anche a chi piace farlo, guardare la moglie chiavata da un altro… .” Disse con un sorriso sibillino. Aggiungendo ancora :“ Chiaramente anche se ci vedrai, lei non dovrà mai sapere che tu lo sai, dovrai continuare la vita di prima. E credimi, è meglio così, che te la chiavi un po’ io la leonessa di Brescia, prima che te lo faccia qualche altro, perché allora si che rischi davvero che qualcuno la catturi e se la metta in gabbia e il tuo matrimonio giunga al termine.”

Restai silenzioso e all’improvviso sbottai per provocarlo:
“Ma tu non sei gay?… Dici che ti piace il sesso maschile, come fai ad andare sia con una donna che con un uomo indifferentementecon la stessa passione ed essere sempre attivo…?”
“ Io sono versatile…” Rispose guardandomi negli occhi:”… non ho mai detto di essere gay, lo avete sempre detto voi, tu e tua moglie, il mio orientamento te lo già spiegato, è bisessuale posso avere rapporti sessuali saltuari attivi anche con una donna. Come ti ho già detto anni fa ho inculato anche qualche ragazza … anche se la predominanza in me e a preferenza maschile.
Ho la capacità di provare attrazione sia sotto l’aspetto sessuale ed erotico che quello sentimentale e affettivo nei confronti di chi in quel momento mi attira ed eccita, sia persone del mio che dell’altro sesso, indirizzando il mio comportamento sessuale di conseguenza.“
“Ero sorpreso di quelle parole e di quella sua capacità!”
“Ma se vai anche con le donne, perché sei venuto con me’” Chiesi.
“Perchè tu mi piaci e sento qualcosa di emotivo verso di te, che non definisco amore ma quasi, ma la stessa attrazione ora la provo con tua moglie.”
Restai in silenzio.
“Ma se tu sei versatile bisessuale come dici… io cosa sono allora??”Domandai.
Sorrise:” Tu? Sei una persona perfettamente normale Andrea, con tendenze o impulsi omosessuali come tutti gli uomini e con il tempo potrai o restare così come sei passivo, o diventare anche attivo come me, un versatile bisessuale. Per questo ti ho fatto la richiesta di non rompere e perdere tutto con tua moglie, so che la ami molto, devi invece imparare a gestire la situazione tua e di Giulia.” Fece una pausa e mi domandò:
“Non hai mai sentito parlare dei bisessuali, dei versatili?“
“ Si !” Risposi.” Versatili bisessuali vagamente… .”
“Non credevi che io lo fossi?” Mi domandò.
“No! Non lo credevo.” Risposi.
“Invece sono uno di quelli … ma con te non cambia nulla!” Disse accarezzandomi il viso e baciandomi sulle labbra:” Io a Giulia, lo corteggiata solo per gioco e sapevo che avrebbe ceduto… ma se vuoi, se pensi che ti faccia del male, non chiavo con tua moglie, finisco tutto qui, basta che me lo chiedi, ma ti resterà sempre il dubbio su di lei, se è una troietta come tutte le altre pronta a tradirti o una mogliettina fedele!” Disse osservandomi con tenerezza.
Quella sua esitazione, accennare di tirarsi indietro, mi diede l’impressione che non fosse vero quello che mi diceva. Sorrisi provocandolo:
” Che fai ti tiri indietro?“ Domandai confortato e sollevato dalle sue parole, dicendo:” Prima dici che è innamorata di te, che l’hai baciata in bocca con la lingua e che se vuoi la porti a casa tua e la chiavi… e adesso mi dici che se voglio non lo fai? … No… no… continua… continua pure, vediamo se è vero quello che dici!!” Affermai.
“ Come vuoi!” Rispose lui.

Un mattino pochi giorni dopo quel nostro incontro, Ale mi chiamò in ufficio dicendomi che il tardi pomeriggio di quel giorno, mia moglie sarebbe uscita prima dal lavoro perchè aveva appuntamento con lui, e che avrebbe tentato di portarla a casa sua per chiavarla e di farmi trovare nascosto come concordato.
Come già scritto sopra io avevo le chiavi del suo appartamentino che conoscevo già per via dei nostri incontri, ed entrai prima di loro, ero agitato e angosciato, fino all’ultimo pensavo che Giulia non sarebbe mai venuta in quella casa, ma mi ricredetti quando lui aprì la porta d’entrata e sentii la sua voce e quella inconfondibile di mia moglie. Restai pietrificato, mi si gelò il sangue nelle vene:
“E’ Giulia davvero! Non è possibile!… E’ tutto vero allora!” Pensai. “ E mi chiedevo come avesse potuto corteggiandola per gioco farla arrivare a quel punto di sedurla e attrarla a casa sua.
Quando entrarono mi nascosi al buio in una specie di ripostiglio armadio nel corridoio, conoscevo bene la casa di Ale , era più di sei mesi che la frequentavo.
Appena chiusero la porta d’entrata la vidi, era lei e da dietro la mia socchiusa, li vidi baciarsi in bocca abbracciandosi e stringendosi pieni di passione, iniziando a togliersi gli indumenti l’uno con l’altro. Anche mia moglie, eccitata e smaniosa come non l’avevo mai vista dopo avergli tolto la giacca iniziò a sbottonare la sua camicia. Lui le tolse il soprabito e lo lasciò cadere a terra e sempre baciandosi la portò spostandosi a passetti con lei che si lasciava guidare in camera, finendo per lasciarsi andare tutte e due a peso morto sul letto, facendo un fracasso infernale quasi di rottura delle reti per poi mettersi a ridere.
Poco dopo in silenzio uscii e mi avvicinai nello scuro alla porta della camera con la luce accesa.
Vidi Giulia mentre era abbracciata a lui, sfregando con i piedi uno contro l’altro si tolse le scarpe e lo stesso fece lui.
Era tanta la passione che avevano che non si spogliarono nemmeno completamente, lui le aprì la camicetta e le tirò su il reggiseno di pizzo bianco facendo uscire fuori le sue mammelle, belle, pallide e sode, iniziando a baciarle tutte e due sui capezzoli già turgidi.
Mia moglie era eccitatissima come non l’avevo vista mai, carica di erotismo e desiderio, e con la mano gli accarezzava la nuca, infilando le sue dita affusolate con il brillare dell’anello e della fede tra i suoi capelli neri, e con le unghie smaltate di rosso li sfiorava.
Lui, perso nel baciare il suo seno bianco e sodo, succhiandole i capezzoli rosa, le tirò su la gonna fino alla vita, scoprendole tutte le cosce e il bacino, accarezzandole con la mano sopra le mutandine il sesso, lisciandolo e premendolo, facendola smaniare. E senza pause o esitazioni, prendendo di lato l’elastico delle sue mutandine di seta traforata anch’esse bianche, le sussurrò:
“ Alza il sedere!”
Lei si staccò dal lenzuolo e lui con brusche tirate con forza e rabbia li tirò giù, mentre Giulia incredibilmente lo agevolava e favoriva tenendo il sedere staccato dal lenzuolo, aiutandolo addirittura con l’altra mano a tirale giù presa dal desiderio e dall’esaltazione di fare presto, di farsi possedere da lui. Era assurdo il suo comportamento.
Lui smise di baciarle il seno e si staccò da lei e in un attimo le abbassò le mutandine sulle cosce, le portò alle ginocchia e poi alle caviglia per poi levargliele con un gesto brusco e deciso, inusuale per la sua dolcezza, e tenerle in mano in alto come un trofeo, forse in modo che io vedessi bene le mutandine di mia moglie tra le sue dita e ne capissi il significato, che lui non mentiva e tutto avvenne in pochi secondi; lasciandola solo con le sue calze di seta autoreggenti beige, in una posizione e aspetto osceno e volgare, da riviste o video hard, che mi era capitato di vedere.
Aveva la figa, bella, pelosa e curata davanti ai suoi occhi, e seppur imbarazzata lasciva gliel’ammirasse, e lui la guardava senza enfasi, con distacco, non con la stessa passione con cui Giulia guardava lui.
La vedevo anch’io in quella posizione oscena con davanti un altro uomo che gliela osservava, e poco importava che fosse gay o no, era un altro uomo, non ero io, ed era tutto vero, ed ebbi la conferma di quello che diceva Ale, che era una troietta come le altre ragazze, pronta a farsi chiavare da lui perché gli piaceva.
Allargandole le gambe per mettersi tra loro, turbato gliela guardai ancora, era splendida e oscena, attraente e vogliosa e a vedere Giulia in quello stato, me la immaginai palpitante e bagnata di umori, e in quell’aria di desiderio e passione lui si ricacciò su di lei iniziando a slacciarsi la cintura e abbassare quanto bastava i pantaloni e lo slip da poterlo tirare fuori.
E lo vidi… che conoscevo bene, duro, potente e virile, oscillante davanti alla sua figa mentre lei con ardore da sdraiata le tirava indietro sulle spalle la camicia per spogliarlo di più.
Avrei voluto intervenire, fermare tutto, ma se lo facevo sarebbe uscita fuori tutta la storia, mia e sua e tra me e Giulia sarebbe stata la fine e non volevo, pur di non perderla, ero disposto a sacrificare la sua fedeltà, e mi limitai ad osservare, avvertendo che il mio turbamento aveva un qualcosa di eccitazione.
In quel fervore non si mise il preservativo, ne lei gli chiese di farlo come faceva con me, persa in quella passione ed esaltazione senza precedenti.
Vidi Ale da dietro con i pantaloni sotto le natiche che si assestava su di lei, puntava con una mano sotto tra le sue cosce, il cazzo tra le grandi labbra e i peli e spingere, e sentii mia moglie gemere, e la vidi sussultare, cambiare espressione del viso, inarcare la schiena e portare la testa indietro mentre lui la penetrava, riportando su la mano ad abbracciarla e stringerla a se, lo stesso fece lei , tirò su il capo portandolo la bocca sulla sua donandogliela e iniziarono a chiavare, a baciarsi, a stringersi.
Avrei voluto gridare:”Noooooooooooooooo!… Nooooooooooooooooooooo… Giuliaaaa!!!!!!!!” Ma non riuscivo ad aprire bocca per paura di una sua eventuale reazione negativa e anche per il piacere di vederla così godente tra le braccia di Ale, il mio amante.
Era tremendo ed eccitante quello che vedevo, mia moglie mi stava facendo cornuto con Ale, il mio amante, era chiavata da lui, un altro sprovvisto di preservativo, lei che senza con me non lo faceva, a lui si era concessa, era proprio fuori di se, presa dal trasporto e dall’esaltazione o forse davvero dall’amore… .
E vedendola penetrare e chiavare con un altro anche se era Ale, ebbi una fitta al cuore, un dolore… il nostro amore nato dieci anni prima sui banchi di scuola del liceo, moriva lì , tra le braccia di lui, nell’offrirle la sua bocca e il suo corpo, nel suo letto, tra le sue lenzuola dove lui possedeva anche me.
La longobarda era stata conquistata dal saraceno, la leonessa era stata domata e messa in gabbia. E una tristezza mi pervase tutto. Si era spezzato il cerchio magico che ci teneva uniti tra noi e niente e mai più sarebbe stato come prima e sentivo un vuoto nello stomaco .
E mentre li osservavo chiavare mi chiedevo:
“Mi tradisce davvero con Ale ….ma come è potuto accadere ?”

Vedendoli aggrovigliati nei loro corpi, con gli indumenti che le creavano fastidio nell’abbraccio passionale e nei movimenti, con lei ansimante e gemente felice di averlo dentro di se, immaginavo quella sua asta calda e lunga che conoscevo bene, scorrere dura come aveva fatto nel mio retto, dentro la sua vagina umida, vogliosa e godente, in quel intreccio di corpi e abiti.
Ascoltavo il suo ansimare e il cigolio di quel letto a me conosciuto e lui Ale, che pensavamo un gay, chiavarsi anche mia moglie dopo che aveva inculato me. Ci aveva posseduto tutte e due.
Avvertii una fitta al cuore e un morso di gelosia, ma non sapevo per chi e per cosa, se era per lui che tradiva me e chiavava mia moglie o perché mia moglie mi tradiva con lui; e una sensazione di piacevole malessere mi pervase il corpo stringendomi il cuore e la gola, tanto da non riuscire quasi a deglutire la saliva. Mi dispiaceva che la chiavasse e che lei mi tradisse con lui, ma quello che mi faceva più male era vedere lei così passionale, partecipe, persa. Certo c’era l’astinenza sessuale con me da oltre un mese, ma da sola non giustificava quell’ardore quel trasporto fisico e mentale che aveva verso di lui, senz’altro c’era di più … c’era del sentimento, dell’amore verso di lui; e lo vedevo nel suo abbracciarlo, lo sentivo dai suoi gemiti e percepivo nel suo sguardo perso e dalle espressioni godenti del suo viso, nel modo in cui lo accarezzava, baciava e le succhiava le labbra e da come si facesse possedere pienamente da lui e mi struggevo in questo.
Capii che era vero quello che aveva detto Ale. Si era innamorata di lui edera una troietta.

Lui la chiavò con vigore e prepotenza, in un miscuglio di gemiti, sudore, saliva, piacere e abbracci, con i loro corpi negli abiti a strusciarsi tra loro e infastidire la loro passione e lei con le braccia sul suo collo iniziare a gambe larghe a muovere il bacino verso lui, e gemere sempre più forte fino a gridare di godimento. Conoscendo la lunghezza della sua asta, le toccava certamente l’utero e per la prima volta provava un piacere diverso… unico, mai avuto con me.
Ale aveva un modo di chiavare diverso del mio, come l’inculare, molto delicato ma energico. A parte la passione iniziale, alternava dolcezza a vigore, accarezzandola in tutto il corpo e baciandola come faceva con me . Non capivo cosa le sussurrasse, ma senz’altro parole d’amore.
Nell’amplesso come faceva anche con me, si fermava con il cazzo duro dentro, spingendolo a fondo e inarcandosi lui, come a inchiodarla con la sua asta di carne, lasciandolo fermo a pulsare il suo cazzo dentro lei, facendoglielo sentire vivo, duro e potente, per poi riprendere a muoversi lentamente, ridandole ancora piacere e gioia. A Giulia piaceva … .
Ognuno ha il suo modo di fare sesso, ma il suo lo trovavo davvero originale, lo spingeva in fondo a toccarle l’utero e poi restava fermo a farglielo sentire e gustare sulla cervice uterina per poi iniziare di nuovo a chiavare, pensavo che questo fosse dovuto al fatto che era bisessuale.
Osservandoli, non riuscivo a capacitarmi come potesse essere accaduto che lei si fosse innamorata, senz’altro l’avevo trascurata e sottovalutato il fascino attrattivo di Ale su di lei come su tutte le donne, anche se era gay.
Era terribile, vedevo mia moglie godere chiavata da lui e non riuscivo ad odiarlo, ma anzi a un certo punto avvertii l’erezione a vedere quella scena incredibile.
Fu un amplesso impulsivo e impetuoso, tra gemiti, sospiri e grida di piacere da parte di mia moglie .

Quando sudati e spettinati finirono, lui lo tirò fuori venendole con getti di sperma caldo sull’addome arrivando a colpire e macchiare anche la gonna tirata su all’ombelico, restando in un abbraccio amoroso con il cazzo che pulsava sul suo addome, gettandosi poi fianco a lei.
Vidi Giulia a cosce larghe con la vulva dilatata dalla forma del suo cazzo, chiudere le gambe, prendere il bordo del lenzuolo e pulirsi subito dello sperma sul suo addome e poi aiutarlo a farsi passare il braccio dietro la schiena per farsi abbracciare, rannicchiandosi vicino a lui e stringerlo sul torace, come faceva con me quando finivamo di fare l’amore; mentre Ale guardava la porta con me dietro al buio, per farmi intendere che sapeva che c’ero, e le accarezzava con la mano i capelli sudati, coccolandola sdraiati, lei con il capo appoggiato sul suo braccio rivolto in alto che lo guardava soddisfatta.
Aveva gli occhi smarriti Giulia… e la capivo. Me la immaginavo a pensare dentro di se quello che aveva fatto, che mi aveva tradito e certamente anche se era presa da lui non stava bene con se stessa, anche se in quei momenti probabilmente era felice abbracciata ad Ale, ma certamente mi pensava in quel momento, come era successo a me la prima volta che la tradii e feci sesso nella doccia con lui, ed era ignara che io avevo visto tutto ed ero dietro la porta.
La differenza era che lei si era innamorata di Ale e io no, a me piaceva stare con lui, mi trovavo bene sessualmente e mi soddisfaceva, lei invece ora lo amava come a me, forse più di me, Ale aveva preso il mio posto non solo a letto con mia moglie, ma anche nel suo cuore. E avevo paura.
In quei momenti di coccole ed effusione sentii che lui le chiese:” E’ la prima volta che tradisci tuo marito?”
“Si!” Rispose annuendo con il capo sul suo braccio:
“Non temere, non lo saprà mai, sarà un nostro segreto.” La rassicurò,
Chiacchierarono, poi lei guardò l’orologio e disse:
“Devo andare, tra un po’ rincasa.”
Non so quanto restarono così se pochi secondi o molti minuti, so solo che la vidi alzarsi, andare in bagno a lavarsi, mentre lui mi guardava fissando il buio.
Mi allontanai e ritornai nel mio rifugio da dove con la porta della camera aperta intravvedevo l’interno, e la vidi tornare e rimettersi le mutandine, tirare giù e rimettersi apposto il reggiseno, con le mammelle di nuovo nelle coppe, tirare giù la gonna stirandola con la mano, poi in piedi, piegando la gamba e tenendosi in equilibrio sull’altra, rimettersi le scarpe. Lui l’accompagnò alla porta, dove raccolse da terra il suo soprabito e l’aiutò a indossare, lei si avvicinò a lui, si alzò un poco sui piedi per arrivare meglio e lo bacio in bocca:
“Ci vediamo ancora?” Chiese Ale .
“Si certo!” Rispose lei felice e sorridente, si salutarono e uscì.
Restammo solo io e lui e uscii fuori e mi feci vedere.
La prima cosa che gli dissi con timore fu:” E’ innamorata di te!”
“ Si lo so!” Rispose:” Ma stai tranquillo, non te la porterò mai via, te la chiaverò ancora qualche volta. Ora è in una fase di nuovo amore e passione ma sarà sempre tua.”

“ Vieni!” Esclamò affettuosamente, mi prese la mano e mi portò sul letto sfatto, ancora caldo del corpo di mia moglie, sulle stesse lenzuola ancora profumate dove aveva posseduto Giulia.
Iniziandoci a spogliarci silenziosamente, fino a restare completamenti nudi e facendomi chinare su di lui, me lo fece prendere in bocca dopo averla appena chiavata e tolto dalla sua vagina ancora umido degli umori del piacere di mia moglie, e lo leccai e spompinai più eccitato con foga. Era da poco uscito dalla figa di Giulia e questo stranamente mi eccitava, quasi che inconsciamente fossi contento che avesse chiavato anche lei.
Quando con le mie leccate sulla cappella glielo feci ritornare duro ed eretto, mi fece sdraiare sul letto allargandomi le gambe e venendomi sopra sul davanti nella posizione del missionario, nella stessa che aveva chiavato mia moglie. Tirò su il mio cazzo duro, alzò i testicoli con le dita e puntò il suo cazzo sotto di essi, tra il mio solco gluteo, sull’ano e spinse penetrando anche a me. Chiusi gli occhi e mi lasciai andare in quel piacere perverso, dopo aver chiavato mia moglie inculava me in una posizione come se mi chiavasse e mi piaceva, godevo sdraiato sulla schiena a gambe larghe e lui su di me, come fossi una donna, la sua donna e mi inculava in quel modo, facendomi godere e iniziando a dirmi:
“Hai visto che non mentivo!” Io non rispondevo godente e lui continuava: “Sei contento che ho chiavato Giulia?” E alla mia esitazione mi sollecitò:” Su dai rispondi….” Mentre mi dava colpi profondi come aveva fatto poco prima con lei, masturbandomi contemporaneamente con la mano.
“Siii!” Borbottai d’impeto.
“La nostra Giulia!”Mormorò:”Sarà di tutte e due ora… .” Mormorò spingendo più in fondo.
“E’ innamorata di me, vedrai la chiaverò ancora, saremo tre amanti… .” E avvertendo che quello che diceva mi eccitava continuò:
“Oggi è una eccezione, ma a giorni alterni vi chiaverò tutte e due, sarete le mie donne… .” Sussurrò e rise.
Non resistetti godevo a sentire quelle parole e mentre mi masturbava e inculava, iniziai a borrare contro la sua pancia, mentre lui veniva per la seconda volta prepotente dentro di me.
Lo tiro fuori baciandomi con la lingua in bocca, come aveva fatto con mia moglie.
Ci lavammo, poi ci sedemmo in soggiorno a bere, ero taciturno e preoccupato e d’istinto le dissi:
“Non portarmela via Ale io l’amo!”
“Mi accarezzo sul viso con affetto, non ti farei mai del male Andrea, non te la porterò mai via stai tranquillo. Il nostro sarà uno speciale triangolo all’insaputa l’uno dell’altro, lei non saprà mai che tu la tradisci con me e tu ufficialmente non saprai mai che lei ti tradisce con me e io diventerò il vostro uomo e amante, finché vorrete e sarete sempre una coppia di sposi felici e salverete il matrimonio e le apparenze.”
Era assurdo e tremendo quello che diceva, ma anche erotico ed eccitante e in fin dei conti l’unico modo in quel momento per accettare quella situazione. Era un triangolo imperfetto.
“Un rapporto a tre!??” Chiesi io.
“Si!” Rispose.
Restai in silenzio poi dissi ansioso:
“Però io saprò sempre quando la incontrerai? Tu me lo dirai sempre vero?!”
“Certo , non solo, se vorrai quando ci incontreremo potrai venire qui ad assistere, a guardare non visto, con attenzione.” E sorrise.
“Davvero Ale non me la porterai via anche se è innamorata di te?” Ripetei per avere ancora rassicurazioni.
“Ma no stai tranquillo, te lo già detto, non te la porterò mai via, è una bella donna, ma non è il mio tipo, io preferisco i maschi e poi lei è troppo piena di sé, altezzosa e intollerante verso certi tipi di persone, per la loro razza o sessualità e tu sai che io sono un uomo libero, un cosmopolita, un universalista, mentre lei è settaria, longobarda e leonessa e questo mi sta sulle palle!” Esclamò con un sorriso.
“Quindi tu non la ami??” Domandai ancora per sentirmi rassicurato.
“Ma no! Te lo detto, poi alle donne preferisco gli uomini e a lei preferisco te!.” Affermò accarezzandomi.
“Ma allora perché ci vai assieme e la chiavi?” Chiesi.
“Così! Per divertirmi un po’.”
“ Divertirti!??” Ripetei stupito.
“Si divertirmi con lei, tu sai che sono “versatile”e prima o poi mi stancherò di lei… e quando me ne andrò, vi farò un regalino.”
“Che regalino?” Chiesi.
“ Eh …non si dice se no non è più una sorpresa!” Disse ridendo.
“Ma a chi lo farai, a me?” Chiesi.
“ Non sarebbe giusto, sarà per te e tua moglie, tutte e due.”
Non insistetti, visto che ogni tanto ci faceva regali di moda, a me una cintura, a lei un foular da collo griffato, a me una camicia, a lei una gonna, a me un paio di occhiali o cravatta a lei una borsetta pochette a tracolla, oltre i profumi e creme per Giulia da quando iniziò a corteggiarla.
Comunque ero rassicurato che non l’amava e che l’avrebbe lasciata appena si sarebbe stancato e quindi non mi restava che aspettare.
Ci salutammo, quella sera tornai a casa rincuorato ma affranto di quello che aveva fatto, non era più la mia mogliettina fedele… ed ero in una situazione che non volevo ma dovevo sopportare e vivere.

Giunto a casa, mia moglie aveva preparato cena, ci guardammo negli occhi per un attimo che fu infinito poi le sorrisi e lei fece lo stesso e recitammo la scena:
“Scusa il ritardo amore ho dovuto fermarmi di più, avrei voluto avvisarti, ma avevo il cellulare scarico .”
“Non importa ho fatto tardi anch’io.”
“Come mai ?”
“Alcune colleghe mi hanno fatto vedere un nuovo programma al pc.” Mi stava mentendo, ma feci finta di nulla, di crederle.
Mi avvicinai le appoggia la mano sulla schiena e le detti un bacino sulla guancia, lei mi sorrise:
“ Ti amo !”Dissi.
Lei non rispose e non ricambiò neppure con un semplice “anch’io “, mi fece solo un sorriso e una carezza.
Cenammo, la vedevo pensosa e disagio, lei non era a conoscenza che io sapevo tutto e l’avevo vista e si sentiva in colpa per quello che aveva fatto, ma si vedeva che era anche assente, innamorata di Ale.
Se la fissavo intensamente abbassava lo sguardo o girava il capo verso qualcosa, ma non traspariva rimorso o pentimento dai suoi occhi , solo disagio.
“Domani dovrò vedere Ale…” Dissi all’improvviso:”… avevo pensato se eri d’accordo e non ti da fastidio di andare domenica tutte e tre a fare una scampagnata ai laghi.. .partiamo al mattino e torniamo alla sera… cosa dici?”
“Per me va bene!” Rispose subito non facendo trasparire la minima emozione. Dopo cena ci sedemmo sul divano, le passai la mano sulla spalla e la tirai a me, appoggiando il capo sulla mia come i tempi in cui ci amavamo, ma era tutto diverso, freddo senza il calore dell’amore. Sembrava passato un secolo da quando era iniziato tutto con l’arrivo di Ale, ma erano solo poco più che otto mesi .

Tacitamente senza farci domande, finimmo a frequentarci tutte e tre, la settimana lavoravamo, ma i sabati e le domeniche facevamo passeggiate o gite al lago do Garda o Iseo, andando a Desenzano, dove i genitori di Giulia avevano un appartamentino e passavamo il week end lì.
Naturalmente mia moglie dormiva con me nella camera matrimoniale e lui nella cameretta che era di Giulia quand’era giovane. Anche se quando in piena notte Giulia si alzava per andare in bagno, pensando che io dormissi, lo cercava e si abbracciavano.
Andavamo anche al cinema e al teatro a volte assieme. Era un triangolo assurdo, sociale, sentimentale e sessuale e sembrava proprio una di quelle storie borghesi della provincia, dove lui era l’amante di tutte e due e io amavo mia moglie che amava lui. Ce n’era per scrivere una storia.
Non ci eravamo mai detto niente io e Giulia, ma tacitamente lei aveva intuito una mia amicizia più profonda con Ale e sapeva che io sospettassi che di lui ne fosse l’amante, ma come avviene nelle buone coppie borghesi non ci dicemmo mai niente dei nostri tradimenti, nemmeno dei sospetti. Io sopportavo e subivo con la speranza che poi sarebbe tornata nuovamente da me. L’amore fa anche questi scherzi… non fa vedere cosa avviene sotto il naso e fa sperare che tutto in qualche modo si risolva.

Dopo alcuni giorni, ebbero un altro incontro e andai ancora a vedere, vivevo una strana sensazione di tormento ed eccitamento, fervore e dispiacere nel farlo, una eccitazione unica che mi dava malessere e piacere contemporaneamente.
Quel tardo pomeriggio con meno foga e più calma in camera si spogliarono nudi completamente e si misero a letto, e dopo carezze, baci e abbracci e sfregamento dei loro corpi nudi uno sull’altro, lei di sua iniziativa le allargò le gambe rendendosi disponibile a essere chiavata, e vedendo che lui si preparava a mettersi tra di esse, con la razionalità che la distingueva gli chiese:
“Non hai i preservativi?”
Sapevo che gli avrebbe fatto questa domanda… la conoscevo bene mia moglie.
“No!… Io lo faccio sempre senza, non mi piace con il preservativo, si ci sente meno, mentre così e più carnale senza quel velo di lattice.” E prima che lei dicesse qualcosa aggiunse:
“ Ma so controllarmi stai tranquilla che vengo fuori!”
“ Si, ma non venirmi sulla pancia o le cosce, non mi piace… .”
E ancora prima che lei continuasse a parlare Ale disse:” Verrò su una asciugamani piccola che ho qui di fianco, stai tranquilla, non ti sporcherò di sperma.
Lei ridendo disse:” Bravo!” E lui guardandola negli occhi sorrise di più.
La baciò in bocca facendola sdraiare e mettendosi tra le sue cosce e senza staccarsi da quel bacio, mise il glande tra i peli sulla sua fessura, lo appoggiò e premendo con forza contro e tra le sue grandi labbra, le aprì, divaricandole e penetrandola. Solo allora smise di baciarla passando a leccarle il collo, iniziando una chiavata dolce e tenera, tra baci, leccate e carezze, fatta di sesso da parte sua e amore da parte di mia moglie; dedicando spesso la sua lingua e le sue labbra a leccare le mammelle e alla suzione dei capezzoli, con succhiate di ardore e passione, come se si allattasse.
Era tremendo vederlo, eccitante e lei che si offriva… ed ero tormentato dalla gelosia, avrei voluto essere anch’io tra loro e avvertivo nuovamente una erezione, segno che mi piaceva vedere mia moglie chiavata da lui, sentirla ansimare, vederla stringerlo con le cosce e muovere il bacino verso lui per ricevere di più il suo cazzo in profondità fino all’utero e restare poi così fermi a sentirlo pulsare dentro mentre si baciavano. Quella scena non poteva non eccitare anche me fino al punto di toccarmi e masturbarmi.
Fu umiliante quello che feci , contro la mia volontà godetti nel vedere mia moglie chiavare con Ale, ma non glielo dissi mai,anche se lui lo intuì.
Quell’amplesso carnale e passionale durò ancora parecchi minuti, poi vennero tra grida e gemiti, come ero venuto poco prima io.
Ale tirandolo fuori, si voltò prendendo l’asciugamano dalla sedia, venendo su di esso, mentre mia moglie sdraiata era ancora estasiata. Per poi adagiarsi ancora vicino a lei e coccolarsi.

I giorni passarono e anche la settimana, e io e Giulia non avevamo rapporti sessuali già da due mesi e in quel periodo innamorata e soddisfatta di lui, mal percepiva la mia vicinanza sia fisica che intima, le dava fastidio. Quando la sera a letto l’accarezzavo o le toccavo la figa pensando che volessi chiavare, additava mille scuse, dalle mestruazioni, al mal di testa, di pancia o che le bruciava… e con questo modo non avemmo rapporti sessuali finchè io mi arrabbiai e gli chiesi come mai, Si erano invertite le parti.
“Ma come mai non vuoi più avere rapporti sessuali con me? E’ oltre un mese, ma hai un altro?” Dissi tra lo scherzare e l’essere serio.
“Ma no… figurati, è che non mi sento!”
Comunque per timore che pensassi qualcosa, cambiò e riprendemmo rapporti saltuari, settimanali, brevi, insoddisfacenti e tutti con il preservativo… per altri due mesi e oltre. Daltronte io non insistevo più di tanto, un po’ perché avevo anch’io rapporti sessuali con Ale e un po’ perché sapevo che la soddisfaceva già lui e riuscivo ad avere l’erezione pensando a lui che la chiavava.
Tra di noi c’erano silenzi quando eravamo assieme e lei per paradosso viveva quello che avevo vissuto io mesi prima quando la tradii con Ale e un giorno ci sedemmo sul divano, le presi le mani tra le mie e le chiesi se c’era qualcosa che non andava, che la preoccupava, che era strana, taciturna e che quasi mi schivava, così le chiesi: :
“Ho sbagliato forse qualcosa Giulia? Ti ho offeso senza rendermene conto…?” E aggiunsi perfidamente :”… E’ forse per Ale perché la domenica usciamo in tre e a te da fastidio?”
“No…no ! Non è per questo…” Rispose subito:” Anzi se c’è lui , chiacchiero un po’ di moda e mi distraggo, non sono arrabbiata per questo. E’ che in questo periodo sono giù, tra il lavoro… nello studio hanno iniziato anche a farmi andare in tribunale, poi sai gli orari che faccio… e sono stressata. Tu non centri nulla, anzi mi aiuti, sei tanto caro e mi stai vicino…” Pronunciò facendomi una carezza sul viso:”… è solo un periodo così di stanchezza, un calo di desiderio sessuale, come hai avuto tu qualche mese fa, stai tranquillo, non c’è niente e nessuno… vedrai che passerà, non crucciarti per me, sono solo un po’ esaurita.”
Quello che diceva sembrava vero e la capivo, essere innamorata di lui e forse ancora di me, di tutte e due e vivere con me, suo marito senza volermi ferire, era stressante per qualunque donna.
“ Perchè non stacchi un po’ dal lavoro, non ti prendi un periodo di riposo.” La esortai.
“No!..sai che è troppo importante per me… .”
E per dimostrarmi il suo affetto, mi sorrise e mi diede un bacio sulla guancia abbracciandomi.
“Vedrai che passerà!” Esclamò.
D’altro canto Ale, le faceva vivere male quella relazione adultera fatta da lei di passione e amore, con appuntamenti disdetti all’ultimo momento o situazioni particolari dicendole che forse era meglio chiudere…, e la portavano ad agitarsi e a essere inquieta con conseguenti disturbi fisici quali tensioni e ansietà che somatizzava, venendole il mal di stomaco, di testa, stanchezza, svogliatezza, insonnia fino ad avere ritardi mestruali.
Ma si sa quando una persona è innamorata fa tutto e accetta tutto dal suo amore.

Li vidi altre volte fare sesso e lui in una situazione prima di iniziare, tutte e due seduti nudi sul letto, le prese la testa e gliela portò verso il suo cazzo, come faceva con me. Giulia non voleva, si ritraeva, fece una resistenza iniziale, non le piaceva fare pompini, non li faceva nemmeno a me, ma si sa quando una donna è innamorata fa tutto per il suo uomo e su sua sollecitazione amorosa cedette e glielo leccò e succhiò tutto, finché non le venne improvvisamente in bocca e tirandolo fuori veloce, anche sul viso. Ma non disse nulla, non si lamentò di quegli schizzi di sperma in bocca e sul viso, perché era lui, se fossi stato io mi avrebbe detto di tutto.
A un certo punto smisi di partecipare a osservare ai suoi incontri d’amore e sesso con mia moglie, al di là dell’eccitazione iniziale che provavo, mi faceva stare male vederli amarsi e sentire le parole dolci che lui le diceva d’amore: ” Ti amo Giulia!! Non vedo l’ora di vederti e incontrarti.. .” E questo la scompensava ancora di più emotivamente e lui lo sapeva, quasi si divertisse a vederla angosciarsi, così accettai quella situazione, lasciai che vivessero quella storia e i loro incontri da soli, occhio non vede e cuore non soffre… anche se mi dispiaceva che si incontravano, ne ero geloso ed ero pentito di essere giunto fino a quel punto.
Passarono alcune settimane e un giorno Ale mi invitò ad assistere a un loro incontro.
“Guarda a che punto ho portata Giulia… .”Disse.
“A che punto?“ Chiesi.
“Vieni e lo scoprirai!” Rispose divertito.
Curioso andai.
Quel pomeriggio a casa sua aveva già premeditato tutto, vidi quando la possedette in vagina, in un amplesso di desiderio ed eccitazione che coinvolgeva Giulia insieme al suo piacere e il godimento.
A un certo punto Ale prendendola per i fianchi le disse di girarsi e mettersi a carponi. Lei lo fece, pensando che volesse prenderla così, da dietro, alla pecorina, come aveva fatto altre volte, in quei mesi, invece dopo averla penetrata in quella posizione e fatto correre la sua asta con piacere per un po’ dentro la figa di mia moglie, lo tirò fuori. E prendendo della crema lubrificante sul comodino, la spalmò sulla cappella e un po’ sull’indice; e da esperto qual’era a inculare, con i pollici sulle natiche sode di Giulia inaspettatamente le allargò il solco gluteo, puntò il glande lubrificato su il suo ano e spinse all’improvviso la cappella contro di esso, trovando una forte resistenza all’intrusione essendo vergine.
“Nooo!!…Che fai Ale??… No lì no? ” Gridò mia moglie.
Ma lui la tenne ferma per i fianchi spingendo inesorabilmente e lentamente, finchè la sua cappella, come una testa d’ariete penetrò l’ano facendola gridare:
“Aaaahhhh!!!!! Noooooo!!!!!”
“Stai ferma… stai ferma!” Esclamò vedendola inarcarsi:” Se stai ferma e collabori senti meno male e passa subito, e poi sarà bello vedrai!” Aggiungendo:” Spingi come quando devi fare la cacca… dai! ”
E lei probabilmente lo fece, perché alla pressione della cappella, i suoi sfinteri anali cedettero lacerandosi e allargandosi, venendo penetrata e sodomizzata, e lui in questo, nel fare culi era un maestro e ne sapevo qualcosa io.
Alla rottura dell’ano e del suo sfondamento sentii Giulia tirare un urlo:
” Nooooooooooooooo!!!! Aahhhhhh!!!… Fa maleeee!!!”
Ma oramai era tardi… era stata sverginata da Ale, ed era dentro lei.
La vidi riflessa nello specchio, con gli occhi lucidi e il volto rivolto verso la porta guardarsi attorno, ignara che io vi fossi dietro, e il suo bel sederino con lui inginocchiato dietro lei che la teneva ferma per i fianchi sodomizzandola, e osservai le smorfie di dolore sul suo viso, che penetrata, con le lacrime agli occhi e il suo dire nooo… iniziava a farsi possedere da Ale.
Era uno spettacolo allucinante assistere all’iniziazione di Giulia alla sodomia. Con colpi dolci, ma vigorosi e profondi come quelli che dava a me iniziò a farla gemere, non distinguendo lei a un certo punto più tra la sofferenza e il piacere.
Ma a forza di sentire correre nel retto la sua asta dura iniziò a provare piacere, prima gemendo e poi godendo dei suoi colpi sempre più profondi… e lui alternando la presa di possesso su di lei iniziò a incularla, prima tenendola per i fianchi e la montò proprio come se fosse una leonessa domata, avvicendando la tenuta al movimento delle braccia sul suo corpo, accarezzandole la schiena con la mano e tirandole per i capelli la testa indietro con l’altra, spingendolo fino a farglielo sentire in pancia.
La inculava così, trattenendola sotto di lui in tutti i modi, con una mano sopra i lombi e l’altra a titillarle il clitoride o introducendo il dito in vagina a farle un ditalino, mentre contemporaneamente la sodomizzava. La inculava nello stesso modo che praticava con me, anche masturbandola, facendola godere di più, il doppio, davanti e dietro.
Sapevo cosa avvertiva perché anch’io c’ero passato in quella esperienza, intuivo l’emozione che provava a sentirsi piena della sua carne dura nel retto sforzato.
E come faceva con me, sempre masturbandola la inculò, finchè lei non si lasciò andare a quel misto di piacevolezza e fastidio iniziando a godere.
Le accarezzò con la mano i capelli, portando le sue labbra all’orecchio a baciarlo e leccarlo, sussurrandole con la sua voce dolce:
“Ti piace amore?!”
A i suoi gemiti di risposta ripetè volgarmente:” Ti piace amore prenderlo in culo?”
“Siii!! Esclamò lei quasi con rabbia, godente:” Ora siii!”
Lasciandosi sodomizzare da lui come avevo fatto io la prima volta nella doccia.
Sembrava impossibile, stava inculando Giulia. Stava inculando mia moglie. Non potevo crederci che Giulia si lasciasse fare questo, sodomizzare da lui.
E godeva… e con le dita stringeva il lenzuolo sotto di lei e dal piacere che avvertiva a essere inculata lo tirava con rabbia a se come a volerlo strappare.
Durò così qualche minuto, facendole provare l’orgasmo anale e clitorideo simultaneamente, facendola gioire e gemere dal godere.
Mi immaginavo quante volte in quella posizione aveva sodomizzato me in quel letto.
Finchè stringendola forte per i fianchi in un urlo di piacere simultaneo, le venne dentro sborrandole in culo, con a lei che le cedettero le braccia e si sdraiò con il viso sul lenzuolo, con lui dietro e sopra lei, restando così, come cani attaccati per un po’.
Quando lo tirò fuori, si sentì l’aria di Giulia uscire dall’ano e si sdraiarono spossati sulle lenzuola con quell’acre odore intestinale di mia moglie che aveva perso nel toglierlo e che si spargeva attorno a loro.
Restarono così un po’, poi dopo essersi baciati e abbracciati, lei si alzò sofferente e si lavò e vista l’ora uscì tornando a casa.
Quando lei se ne andò e restammo soli mi disse spavaldo:
“Visto?… Ora è una vera sporcacciona. Una longobarda che la dà e a fatto tutto.“ E rise.
“Così quel pomeriggio scoprii a che punto aveva portato Giulia, mi aveva fatto assistere a quello che era riuscito a fare a mia moglie, a sodomizzarla, a farle il culo come faceva a me., solo allo scopo di umiliare lei e me. Ora poteva dire che ci inculava tutte e due.
E a detta di lui, con lei alternava rapporti vaginali con la sodomia, allargandoglielo sempre più come aveva fatto a me.

“ Tornato a casa quando vidi mia moglie indaffarata in cucina, la guardai. Lei abbozzò un sorriso, non sapeva… che io sapevo che si era fatta inculare da Ale, e ancora feci finta di nulla e stetti a quel gioco perverso e morboso. ”
Vivemmo quella situazione per altri due mesi, con lui che aveva rapporti alternati con me e con mia moglie davanti e dietro, fino alla primavera. Oramai era più di un anno che ci conoscevamo e frequentavamo. Ale aveva stravolto le nostre vite ed era diventato amante di entrambi, e non nego di aver provato una certa gelosia nel vederlo avere rapporti con mia moglie, ma non più per lei, bensì per lui, ne ero geloso che Giulia me lo chiavasse.

Poi finalmente successe qualcosa che ci liberò da quelle catene perverse.
Ale mi disse che aveva finito come buyer di girare per i negozi di Brescia e provincia e che la sua azienda lo spostava di regione e sarebbe andato in toscana, ma che prima avrebbe fatto uno stage di aggiornamento negli Stati Uniti, ma non sapeva di quanto tempo e quindi per un periodo medio lungo non ci saremmo visti. Io presi quella notizia con tristezza e con gioia, mi dispiaceva, ma era l’occasione per liberarci di quella condizione perversa in cui vivevamo ormai da parecchi mesi io e Giulia e che alla lunga non avrebbe potuto durare e si sarebbe scoperta e saputa con conseguente scandalo.
La sera ne parlai con mia moglie informandola:
“ … Ma te la detto Ale?” Mi ripetè.
“Si oggi pomeriggio!”
Mia moglie era abbattuta, addicendo dolori intestinalii che non aveva , prese lo smartphone, si chiuse in bagno e parlò con lui.
Andò in crisi e pianse additando il motivo allo stress e al troppo lavoro, mentre io vissi quella sua partenza come una sorta di liberazione, Finalmente tutto finiva. Ebbero ancora qualche incontro sessuale che immaginai penoso con lei godente di felicità e piangente di tristezza.
Anch’io lo salutai un ultima volta con un rapporto sessuale a casa sua, ci abbracciammo con l’intento che si sarebbe fatto vivo lui. Nonostante avesse chiavato anche mia moglie un po’ mi dispiaceva che se ne andava, era stata una esperienza…e comunque tutto sarebbe tornato come prima… pensavo.
Dalla sua partenza Giulia da donna innamorata era stressata davvero, mangiava meno e la depressione e la tristezza le prendevano lo stomaco procurandole ansia e a volte nausea e vomito, la rendevano stanca e il ritardo mestruale era ormai mensile.
Tutto questo stato in lei durò un paio di mesi.
Dopo che lui era partito, lentamente con fatica ritornammo alla vita di prima, la nostra coniugale e di coppia, ma era tutto diverso, nulla era come prima, non c’era più amore da parte sua verso me, solo bene. Pur amandolo si rassegnò e riprendemmo il nostro vivere, lavoro, casa, visita ai genitori o suoceri, passeggiate, teatro e altro e iniziammo ad avere rapporti sessuali, ma con grande fatica e pretese che mi mettessi sempre il preservativo, dopo aver chiavato mesi con lui senza. L’accontentai per non rompere quella rinascita tra noi, ma certamente in futuro avrei affrontato il problema.
Lei all’inizio mi rifiutava psicologicamente e credetemi è veramente umiliante essere rifiutati dalla propria moglie che si ama, specialmente se si è ancora giovano sposini.

Dopo due mesi dalla partenza di Ale la depressione e i disturbi di mia moglie persistevano, mal di stomaco, giramento di testa, ritardo mestruale, debolezza, stanchezza fisica e tutto quello correlato allo stress; e finalmente con l’aiuto di mia suocera la convinsi a farsi vedere dal nostro medico di famiglia, doveva controllarsi un po’ e io l’avrei accompagnata.
Quando entrammo nello studio ci fece accomodare dietro la scrivania e le fece l’anamnesi. Giulia lo informò di tutti i sintomi e disturbi che aveva e da quando, e lui le fece delle domande attinenti:
“L’alvo è regolare? Va bene di corpo signora?”
“Sono un po’ stitica!” Rispose.
“Questo mal di stomaco è accompagnato anche da nausea?”
“Si!” Rispose Giulia.
“Le viene prima o dopo i pasti? … A digiuno o a stomaco pieno?”
Lei riflettendo e guardandomi, come ad avere conferma di quello che diceva, disse:
“Dipende… mi vengono anche a metà giornata sul lavoro, indipendentemente se sono a digiuno o no.”
“E le mestruazioni?” Chiese.
“Le mestruazioni sono in ritardo da più da due mesi circa, ma non è la prima volta che mi capita, anche da ragazza… con lo stress dello studio, degli esami si bloccavano, ogni volta che sono in tensione…” Precisò:”… ma è già capitato altre volte, anche ultimamente di averle anche con venti giorni, un mese , un mese e mezzo di ritardo e poi all’improvviso tornavano. Non sono mai state regolari!”
” Bene!… Quindi le mestruazioni hanno due mesi di ritardo circa.” Mormorò guardandoci.
Intervenni io dicendo:
“ Sa dottore, negli ultimi mesi è stata molto stressata ha avuto una situazione particolare e una forma leggera di depressione che ha influito su il suo organismo.”
“Si certo!” disse il medico alzandosi.” Venga signora che la visito!”
Giulia si tolse la camicia restando in reggiseno e si sedette sul lettino e lui iniziò a visitarla completamente. Le guardò la gola e da dietro gliela premette a verificare le ghiandole. La fece sdraiare e le premette lo stomaco e poi l’addome.
“ Le fa male qui se premo?”
“No !” Rispose mia moglie.
Le controllò premendo, la milza, il fegato e l’intestino, poi disse:
“Si segga di nuovo!” E la tirò su con il tronco.
La fece sedere sul lettino dicendole:” Tolga il reggiseno.”
Mia moglie ubbidì e dalla schiena le ascultò i polmoni, poi passando davanti le palpò le mammelle premendole e osservando i capezzoli. E a un certo punto disse:
“Da quand’è che non fa una visita ginecologica signora?”
“La faccio ogni anno, l’ultima otto mesi fa !” Rispose Giulia prontamente:” L’ultima era regolare, tutto a posto.”
“ Bene!…Tolga lo slip signora che le controllo la vagina e l’utero. Facciamo una ispezione interna.”
Ci guardammo stupiti e io feci segno di si con la testa a mia moglie, di assecondarlo.
Il medico tirò il paravento e mi mandò dietro e vedevo tra gli spazi cosa succedeva.
Vidi mia moglie che si alzò, slacciò la gonna e la posò sulla sedia di fianco e di seguito rossa in viso tirò giù le mutandine fino a toglierle, mentre lui inseriva i poggia piedi estraibili negli incastri ai margine inferiore del lettino.
Mia moglie attese seduta e quando lui fu pronto con la mano le fece segno di sdraiarsi:
“Prego!” Disse.
Lei si sdraiò.
Il medico mise bene apposto il paravento in modo che non guardassi la visita, per la privacy, anche se ero il marito, ma io come dicevo intravvedevo lo stesso tra gli spazi del paravento.
Le mise le gambe sopra al poggia gambe, mise lo strumento a luce riflessa in fronte per osservare l’interno della vagina, prese lo speculum e iniziò la visita che durò qualche minuto. Non disse nulla.
Posò gli strumenti in un vassoio metallico e mentre si lavava le mani invitò mia moglie a rivestirsi e quando fu pronta ci risedemmo davanti a lui e alla sua scrivania.
Poi iniziò a parlare: “ Quei disturbi che ha signora, nausea, stanchezza e ritardo mestruale non sono dovuti allo stress!” E mentre parlava guardava tutte e due. Fece una pausa e all’improvviso disse:
“ Lei è incinta signora!!”
Ci fu il gelo, l’incredulità, l’irrealtà. Giulia mi guardò timorosa subito negli occhi, non riusciva a parlare.
“Incinta!??” Balbettai dentro di me, mentre vedevo mia moglie sbiancare in viso e osservarmi timorosa, sapendo che non era il mio, come lo sapevo io.
Intuii tutto in un attimo… .
Quel bastardo di Ale durante qualche chiavata le era venuto dentro senza che lei se ne accorgesse e me l’aveva ingravidata.
E mentre noi ci guardavamo increduli in silenzio, dicendoci mille cose con gli occhi, lui chinò il capo sul ricettario dicendo:
“ Le prescriverò alcuni esami di conferma!”
Solo dopo mia moglie riuscì a parlare e borbotto incredula e con voce tremante dall’emozione:
“ Ma è sicuro dottore!”
“Sicurissimo signora! Ha già l’utero spostato e il foro della cervice dilatato. Le mammelle si stanno gonfiando e ha già un inizio di piccolo globo addominale e se si guarda allo specchio di profilo lo vedrà. E’ di già dalle dodici alle quattordici, settimane …tre mesi… tre mesi e mezzo … .” Borbottò scrivendo.
Restai sconvolto, con la mente corsi a tre, quattro mesi prima quando la chiavava, a quel suo modo strano di fare sesso senza preservativo.
Giulia continuava a guardarmi timorosa senza dire nulla, aveva gli occhi lucidi, si sentiva in colpa , mi osservava come a chiedermi scusa, perdono, pensava che avessi capito tutto, anche chi fosse il padre.
“Dalla vostra faccia non mi sembrate molto contenti !” Disse il medico:” Ma sappiate che è troppo tardi per abortire, andreste incontro ad azioni legali e lei che è avvocato dovrebbe saperlo signora.” Fece segno con il retro penna a mia moglie.
Che mosse la testa in modo affermativo.
“No! Non è che non siamo contenti! Lo siamo !”Dissi io cercando di rompere la tensione e dare una parvenza di unità e contentezza nascosta:” Lo siamo! Solo che non c’è l’aspettavamo ora, è arrivato all’improvviso e avremmo voluto averlo più avanti e programmarlo.” Fingendo un sorriso felice e guardando anche mia moglie. Non potevamo certo dire a lui che era di un altro …
“Lo so!” Disse tirando sul capo e guardandoci, non siete la prima coppia a cui arriva all’improvviso …ma quando arriva…arriva!!”

Uscimmo frastornati e restammo in silenzio, sembrava tutto irreale quello che ci stava accadendo, lei era silenziosa e tremava, tra noi c’era incomunicabilità, crollavano tutti i nostri sogni, le sue ambizioni. Era stata ingannata dal suo amore.
Mi guardava con gli occhi umidi e timorosi e ci avviammo alla nostra macchina. Nel ritorno, mentre lei attendeva in auto andai in farmacia a comprare i test di gravidanza veloce, che come mi consigliò la farmacista li presi di due tipi e marche diverse, e giunti a casa, la invitai ad andare in bagno a provare, e lo fece subito e risultarono tutte e due positivi. Aveva ragione il medico , Giulia, mia moglie era incinta, era incinta di quel bastardo di Ale.
“Sei incinta!” Esclamai guardando lo stick del test.
Scoppiò a piangere a gettarmi le braccia sul collo e a dirmi:” Perdonami!”
Ci sedemmo uno di fronte all’altro in soggiorno e portandosi le mani sul viso per la vergogna continuò a piangere e singhiozzare.
Ebbi con lei un confronto serio, dove finsi di non sapere nulla e nel quale lei mi confessò tutto ciò che già sapevo, di aver avuto con Ale alcuni rapporti sessuali, che si era innamorata di lui, ma tra di loro era una cosa prettamente mentale e fisica, un momento di debolezza e smarrimento, e che mai aveva pensato di lasciarmi per lui e ora dopo quello successo non significava più nulla per lei, confermandomi che mi amava ancora, ora più di prima. Era tremante.
“Scusami!!… Perdonami Andrea! …Io ti amo ancora, non mi lasciare, non so che fare…! Sono persa senza te!” Diceva piangendo.
“ Io voglio restare con te! Con lui è tutto finito …io ti amo!! Perdonami!!” Continuava a ripetermi…: ” Dammi ancora una possibilità!”
Feci finta di essere indignato dal suo comportamento, offeso e sconvolto:
“Ma come hai potuto tradirmi? Tu che dicevi di amarmi!”
“Ma io ti amo ancora, con lui è stato un momento di debolezza… .”
“Si… ma sei incinta di lui e non puoi nemmeno abortire, dovrei tenermi un figlio suo?”
E in quella discussione si prese tutte le colpe e mi richiese scusa, di perdonarla, dicendomi ancora che mi amava e voleva restare stare con me, vivere con me; che insieme potevamo recuperare il nostro amore e la vita coniugale e costruire ancora la nostra famiglia, dicendomi che il tempo avrebbe dato prova della sua sincerità e fedeltà e che quel figlio poteva essere nostro, come quelli che sarebbero arrivati dopo.
Ero convinto che fosse tutto vero quello che diceva, ma c’era un figlio tra noi, lei era incinta di lui e questo non faceva parte di quello che avevo preventivato quando lui se ne sarebbe andato.
Ero confuso e vedendo la sua debolezza nei miei confronti, finsi e subito minacciai di andarmene di casa, di abbandonarla, di dire a tutti che mi tradiva e si era fatta mettere incinta da quel terrone.
Lei si mise in ginocchio davanti a me, dal pianto e dal singhiozzo non riusciva più a parlare, mi abbracciò le gambe e a stento mi pregò di restare, che mi amava, di non scacciarla… .
Ma anch’io l’amavo e vederla in quello stato mi faceva male, la presi per un braccio e la tirai su, stava male non riusciva a parlare , dava piccoli colpetti di respiro con il naso con il viso rosso e congestionati e gli occhi oramai gonfi dal pianto.
“Vieni! Siedi qui !” Dissi facendola accomodare sul divano e portandole un bicchiere d’acqua.
La guardai e dissi:” Si… ti perdono perché ti amo!… Il figlio sarà il nostro!”
Lei tremante e piangente con il singulto si gettò verso ad abbracciarmi,rovesciando l’acqua del bicchiere sui pantaloni e mi abbracciò e strinse e io feci lo stesso.
Borbottò ancora:
” Scusami Andrea…perdonami!” Non risposi nulla e la strinsi più forte.
Mi vennero le lacrime agli occhi e piansi anch’io con lei, l’amavo… purtroppo l’amavo e non mi vedevo un futuro senza lei, la mia leonessa e longobarda bresciana doc.
Non senza sofferenza decisi di tenerlo, le ripetei che sarebbe stato nostro figlio, il mio e il suo e rinsaldammo il nostro legame e matrimonio dietro a quella gravidanza extraconiugale, con l’accordo che lei avrebbe smesso di fare praticantato per qualche anno per dedicarsi al figlio e a me, solo poi avrebbe ripreso la sua carriera.
Riprendemmo la nostra vita coniugale normale, lo dicemmo ai genitori, nessuno sapeva la verità, solo noi due, per tutti, i parenti e amici ero stato io a ingravidarla.

Quando stava entrando nel quinto mese di gravidanza, un giorno sullo smartphone mi arrivò un messaggio di Ale, era in America:
“ Ciao Andrea e Giulia, miei due grandi amori….vi è piaciuto il mio regalo??… Ora avrete qualcosa di me.
La longobarda sarà contenta finalmente di diventerà mamma di un napoletana, un terrun.” Emise una emoticon ridente vicino.
“ Per il nome suggerirei Giulio! In suo onore!
Ah…a proposito, ho deciso, io resterò qui in America e non tornerò più in Italia. Sono stato assunto da una ditta americana sempre come fashion buyer visto che parlo molto bene l’inglese. Vi manderò l’indirizzo e se verrete in America, passate tutte e tre a trovarmi .
Auguri al papà e la mamma! E un bacio in bocca a tutte e due.” Ale… .”
Quel bastardo si divertiva.

Quando rientrò mia moglie le chiesi subito:” Ti è arrivato anche a te il messaggio di Ale?”
Restò in silenzio un attimo poi annuì con il capo. Aveva fatto copia incolla.
Presi il mio smartphone e gli scrissi:” Bastardo maledetto… non farti mai più vedere da noi che ti ammazziamo!” E lo inviai.
Poi rivolto a mia moglie glielo feci vedere e chiesi :
” Rispondigli anche tu a quel bastardo, hai visto come ci ha trattato? Gli abbiamo dato amicizia e amore e lui ci ripaga così!”
Anche mia moglie indignata scrisse le stesse cose, per il valore che potevano avere , intanto in utero aveva il figlio di quello stronzo che cresceva e le faceva aumentare il pancione, trasformandola, rendendola più bella e a suo modo sexy e seducente, ma più grassa, esempio di un altro erotismo.
Cambiammo entrambi numero di cellulare e ne prendemmo dei nuovi.

Quando nacque, meno male che assomigliava tutto a mia moglie Giulia a parte i capelli neri come i suoi, lo chiamammo Stefano…. e lo amo come se fosse il mio e da buona famiglia borghese bresciana, nessuno sa niente delle nostre corna e continuiamo la nostra vita.
Ora ha due anni e la nostra vita scorre normale … e stiamo pensando al secondo, questa volta mio. Io pur avendo rapporti sessuali settimanali con mia moglie, ora senza preservativo ( prende la pillola), a volte ho il desiderio di essere ancora sodomizzato…e guardo qualche bel ragazzo…credo di essere diventato bisex e qualche volta riproverò.
Giulia da leonessa si è trasformata una gatta con il suo gattino… non è più una leonessa.
Grazie Andrea.

 
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