Storie ignobili n.24 – Una tranquilla vacanza sconvolgente.

“Il momento più bello di una vacanza dovrebbe essere quello di lasciarsi tutto alle spalle e fare cose inaspettate… .Ma poi quando accadono…. .”

UNA TRANQUILLA VACANZA SCONVOLGENTE
(L’anniversario)

Buongiorno, siamo una copia matura, borghese del nord Italia regolarmente sposata da 20 anni, io mi chiamo Andrea ho 50 anni, mia moglie Laura 43 anni, due figlie Francesca e
Martina ,oggi di 20 e 18 anni. La più grande di età, è studentessa universitaria di giurisprudenza, la piccolo maturanda quest’anno al liceo scientifico.
Mia moglie Laura è una bella signora matura, piacente, che considera molto la sua persona, sia
nell’aspetto interiore, con il suo modo di pensare aperto ma morigerato, che esteriore, nel vestire con accortezza in un look accurato ed equilibrato, oltre che nell’igiene personale e nella cura del corpo con diete ed esercizi fisici .
E’ una bella signora matura, affascinante e desiderabile.
Indossa sia pantaloni, casual come i jeans o eleganti come nei tailleur, ma in genere preferisce
mettere la gonna e qualche volta i tacchi alti su mia sollecitazione.
E’ una buona mamma ed è sempre stata una buona moglie, fedele e corretta, anche ora che siamo cambiati tutti e due.
Ha un corpo elegante e aggraziato, molto erotico e attraente, con appena un eccesso nelle forme dovuto all’età, alle due gravidanze avute e alla sua golosità. I suoi abiti sono variegati nei colori e nella confezione, anche con capi attillati che a volte la rendono provocante… .
Il seno prosperoso è armonioso e desiderabile. Il sedere pieno, carnoso e morbido, molto invitante anche se non lo mai preso in considerazione nei miei desideri verso lei. L’addome leggermente pronunciato rende il ventre signorile e sexy.
Una donna non bellissima, ma coinvolgente e attraente.
E’ di un biondo molto chiaro, color blonde-white, una nuova moda di tinta platino,talmente chiari che sembrano quasi bianchi,c on i capelli lisci e lunghi che a volte le superano le spalle.
Era sempre stata una donna senza eccessi , di buona famiglia, ma le piaceva oltrepassare l’abituale e curiosare in tutto quello che per lei era sconosciuto.
Rigorosa e tollerante contemporaneamente, scrupolosa e severa con se stessa e permissiva con i figli e soprattutto, era sempre stata condiscendente con me, le mie idee e il mio carattere, era quel che si dice una moglie perfetta. Di carattere forte .
Da buona moglie discuteva sempre quello che proponevo a volte in lunghe discussioni prima di trovare un accordo.
Ora ha 47 anni, ed è una bella donna, matura e affascinante .
Quella che seguiterò a scrivere è la prima esperienza trasgressiva in assoluto che abbiamo avuto, anche se dopo c’è ne son state altre, ma non siamo abituè del genere.
Siamo una coppia affiatata e tranquilla, rispettosi l’uno dell’altro. Lei è molto giovanile e piacevole, dimostra meno degli anni che ha, è timida e riservata di carattere, molto educata e apprezza essere corteggiata felice quando è assieme alle figlie a comparire e …”competere” con loro.
La nostra è stata ed è una vita coniugale comune e normale, d’amore e di routine quotidiana, dove io sessualmente ora, non riesco più a soddisfarla completamente .
Io sono un cinquantenne che a seguito dell’età ha avuto un calo sessuale, ma con la comparsa contemporaneamente della voglia di sperimentare cose nuove di tipo erotico, a partire dal vedere mia moglie fare sesso con un altro uomo. Mi sentivo attratto da quelle cose oscene, anche se mi spaventavano e le temevo.
Di mia moglie ero sempre stato geloso fino alla soglia dei cinquant’anni, mi dava fastidio persino che la guardassero con desiderio. Ma poi con il tempo ,mi sono scoperto eccitato nel pensarla
chiavata da un altro e fantasticavo che accadesse con me vicino che assistevo.
Mi piaceva essere l’artefice, dirigere un eventuale incontro sessuale di lei con un altro, esserne
regista e Laura attrice e solo il pensiero mi eccitava tantissimo. Pensarla toccata da un altro uomo mi sconvolgeva, ma ne ero fortemente attratto .
Come desideravo mia moglie con un altro, allo stesso modo agognavo essere io partecipe come spettatore. Il mio ideale era di trovare qualcuno che soddisfacesse mia moglie, la penetrasse con un cazzo di considerevoli dimensioni con me che osservavo, e fu così che cullandomi , sognando e desiderando queste sensazioni ed emozioni contrastanti decisi di trasgredire davvero, trovando una persona sconosciuta che appagasse mia moglie e me.
“Poi dopo, non so!… “ Pensavo. Forse mi sarebbe piaciuto o dispiaciuto e probabilmente non avremmo più fatto niente, ma in quei momenti non consideravo il rischio che correvo, ma solo al piacere che avrei provato.
Allora era così il mio pensiero, e avrei dovuto convincere mia moglie.
Negli ultimi dieci anni avevo avuto un forte calo sessuale, causa un piccolo intervento a un
Testicolo, faticavo e fatico ad avere e mantenere l’erezione e ad avere un rapporto completo e da qui iniziò tutto.
Guardandola nei suoi momenti intimi, nuda o in disabiliè, e vedendola osservata con desiderio e libidine per strada da altri uomini, nacque in me la fantasia di vederla posseduta da un altro.
Fantasia che con il tempo si trasformò lentamente senza che me ne rendessi conto in eccitazione e desiderio . Un desiderio che persisteva nonostante cercassi di allontanarlo, ma anzi aumentava di più , fino al punto da arrivare a masturbarmi immaginandola in quella situazione.
Decisi di parlargliene con tatto conoscendo il suo carattere e di dirle la verità .
La sua prima reazione fu di indignazione e di offesa morale per quello che le proponevo, a lei, mia moglie e madre delle nostre figlie, di netta chiusura alla mia confidenza.
Questo invece di farmi desistere, fece aumentare la mia insistenza ed eccitazione.
Con delicatezza e dolcezza continuai a parlargliene quasi giornalmente, anche se ciò la
infastidiva, dicendole che molte coppie trasgrediscono e non c’è nulla di male a provare con un altro uomo se siamo tutte e due consenzienti, che non è nemmeno un tradimento, ma un gioco.
Con il tempo, senza rendersene conto si trovò coinvolta nei discorsi che le facevo, fino ad ascoltarli anche se non li condivideva, iniziando anche a dialogare di suo sull’argomento con commenti tutti negativi:
” Sono solo puttane le donne che fanno queste schifezze!… immorale e indecente!” Rispondeva continuando:
“Probabilmente hai ragione tu, ce ne molte che lo fanno … ma sono solo donnacce!” Mi diceva.
Era molto tempo che parlavo con lei di ravvivare i nostri rapporti sessuali, perché purtroppo
eravamo una coppia abitudinaria, e non le tenevo nascosto il mio piacere nel pensare di vedere uomini nudi che la possedessero e col passare del tempo questo desiderio si rafforzò.
Infatti presi con eccitazione a immaginare mentre facevamo l’amore, di vedere lei che lo faceva con altri con cazzi di grosse dimensioni. Non chiedetemi perchè, ma questo mi provocava un maggior fervore, cosa che a lei ne gioiva non sapendo cosa me lo provocava.
Comunque cominciai col proporle la mia idea in maniera soft.
In un momento propizio ne parlai con lei, subito non capiva, poi pensava che scherzassi, ma
quando le dissi che parlavo seriamente si scandalizzò di quella proposta.
“Ma sei pazzo!… Vuoi davvero che vada con un altro uomo che non sei tu?!”Disse.
“A meee!!??… Dopo quasi vent’anni di matrimonio mi chiedi queste cose?… Io che sono sempre
stata solo tua, sei stato tu il mio primo e unico uomo! Ti sono stata fedele in tutti questi anni!?” Cercai di farla ragionare e capire che sarebbe stato un gioco e non una mancanza di rispetto verso di lei, ma offesa e alterata rispose un:”Nooo!” Secco.
Non mi persi d’animo e invece d’arrendermi, con il rischio che mi mandasse al diavolo, bonariamente continuai quotidianamente a cercare di convincerla e farle un lavaggio del cervello giornaliero, mettendo in evidenza tutti i lati positivi di un incontro di quel tipo, soprattutto nei nostri momenti intimi .
Come tutti i mariti che cercano di convincere la propria moglie a trasgredire, lo feci iniziando a parlarle di un altro mentre facevamo l’amore. “ Pensa se ci fosse un altro ora… al mio posto… .” Le dicevo chiavandola, ma lei, seppur eccitata da quelle parole non voleva, e dopo anni che ci
provavo le feci una proposta.
” Proviamo almeno ad incontrarci con qualcuno , vediamo com’è , come si vivono queste
situazioni,che emozioni danno e poi vediamo! Ma stai tranquilla che se tu non vuoi non si fa niente.
Si può iniziare se la persona ti piace, solo a farti toccare e poi il resto si valuterà dopo!” Dissi
cercando di rassicurarla e convincerla.
“ Oh… stai tranquillo che se io non voglio non si fa proprio niente!” Ripetè decisa, precisando:
” E io non voglio , non mi va di fare queste porcate e mi meraviglio di te che me le proponi!” E il nostro discorso finì lì.
Ma io continuai a perseverare e a discutere, le feci molte insistenze e proposte a letto, mentre la masturbavo o la chiavavo, dicendole di immedesimarsi chiudendo gli occhi di essere con un altro uomo. Nel gioco le piaceva e iniziò ad accettarlo ,ma farlo nella realtà no.
Sembrava che si era assuefatta alle mie richieste , fino a quando a una mia ennesima preghiera, probabilmente l’astinenza sessuale, la curiosità e il coinvolgimento ebbero effetto su di lei e dopo tre anni di insistenze e fantasie, accettò ad un incontro conoscitivo per curiosare cosa si provasse a vivere quei momenti.
Ma chiarì subito, che avrebbe acconsentito a due condizione. La prima, come proponevo io che si trattasse solo un incontro conoscitivo:
“Tanto per far contento te!” Disse, e la seconda che non fosse una persona volgare e sgradevole:
“Senza rapporti sessuali o atti di libidine!… Solo incontrarsi e alla condizione che sia una persona gradevole fisicamente, mi ispiri fiducia, educata, pulita e non volgare.” Precisò.
Accettai subito il compromesso, l’importante era partire, attrarla in quel mondo.
“Intanto lo so che non mi farai mai andare con un altro uomo! Sei geloso!..Lo sei sempre stato e non credo che ora sei cambiato e non capisco questa mania che ti è venuta! Sono sempre stata tua, solo tua, ti conosco bene, se accettassi, quando sarebbe il momento ti tireresti indietro e mi impediresti di farlo. La tua gelosia, il sapere che sono sempre stata solo tua, che sono la madre dei tuoi figli, tua moglie, ti farebbe desistere, come in altre cose che sei partito con un certo tipo di intenzioni e coinvolgimento e poi ti sei tirato indietro e hai lasciato perdere tutto.”
Quasi mi provocava e mi umiliava allo stesso momento.
A lei non svelai mai esplicitamente tutti i miei desideri, le dissi solo che anche a me sarebbe
piaciuto fare esperienze nuove, azzardate, diverse, oltre che vederle fare a lei. Stupita mi chiese :
“Quali esperienze? “ Risposi vagamente, dicendole :”Come accarezzarvi mentre siete abbracciati.”
Sorrise sarcasticamente dicendo:” Ma hai il chiodo fisso? “ E poi sorpresa e maliziosa:
” Anche a lui vorresti accarezzare? Un uomo? ” Risposi dicendo .” No!!… Accarezzare il corpo di
una donna è normale e può essere romantico ed eccitante, quello di un uomo no.! Almeno per me!”
Sorrise e disse provocatoriamente :
“Anche se la donna che fa sesso con l’uomo fosse tua moglie? “
“Si !” Risposi io. Si divertiva, quel provocarmi e umiliarmi piaceva anche a lei.
In quel periodo il mese seguente a giugno avremmo festeggiato i 20 anni di matrimonio e avevamo progettato di prenderci una settimana solo per noi senza figlie e andare in vacanza quindici giorni in Sardegna solo io e lei.
Programmammo nella Gallura, a Capo Coda Cavallo, in un albergo residence che si chiama
villaggio est, fatto di piccole case agglomerate, con piscina, piccole spiaggette vicine chiamate
“cale”, dove prenotammo un piccolo appartamentino.
Aveva scelto e deciso lei e per me andava benissimo.
Pensai che quella vacanza fosse il momento buono per attuare il nostro incontro e mi misi a
visionare gli annunci su un sito hard nel settore, singoli della Sardegna e lo feci anche sul lavoro.
Mi iscrissi pure io come coppia a un sito per incontri sessuali, Annunci 69 si chiamava e misi un annuncio mettendo alcune foto di mia moglie vestita o in costume con viso e parti riconoscibili oscurato, specificando bene le mie richieste:
” Cercasi in Sardegna possibilmente zona nord occidentale, singolo dotato, pulito, educato e riservato.” E contemporaneamente risposi ad altri annunci.
Dopo vari contatti con persone diverse, tutti bull ( come si chiamavano loro)disponibili:” A mettere la Lei al centro dell’attenzione ecc…ecc… .” Ne trovai uno che mi piacque, diverso dagli altri, era un annuncio , di un cinquantenne ben dotato di Olbia, il suo nome era Giacomo, ma in dialetto sardo lo chiamavano ”Jacu” , come l’inizio dell’indirizzo della sua posta elettronica e anch’io lo chiamai così .
Ci scrivemmo più volte entrando in sintonia e confidenza e gli parlai di noi .
Oramai ero deciso ad andare fino in fondo, di non fermarmi anche se lei era dubbiosa, e volevo
approfittare di quella settimana che eravamo soli io e lei senza figli, per poter trasgredire o
perlomeno tentare di farlo. Oppure fare anche solo qualcosa di soft, come lasciarsi accarezzare o al limite anche solo incontrarlo, sarebbe stato comunque qualcosa di nuovo e diverso per noi.
Lei mi assecondava, un pò perchè le piaceva il gioco trasgressivo e un pò perchè pensava che al di la delle parole, non avrei mai avuto il coraggio di farla accoppiare davvero con un altro uomo. Conoscendola bene sapevo che continuava a pensare di me:
” Un conto è che lo dica ,ma che ne sia capace, visto che siamo sposati da molti anni e siamo sempre stati fedeli l’uno all’altro…non credo proprio!“
Ma io ero convinto che anche lei dopo si sarebbe divertita e avrebbe goduto anche se come
dicevo sopra, non pensava che sarebbe mai accaduto davvero, che io avessi avuto il coraggio di offrirla veramente a qualcuno. In un certo senso mi sfidava per vedere fino a dove sarei arrivato .
Lei era sicura di se, ma io mi dicevo:” Si ricrederà quando accadrà.”
Scrissi a Jacu che saremmo venuti di li in Sardegna tra un mese, in vacanza in Gallura, e lui mi propose di incontrarci là. Mi aveva mandato delle fotografie, dove si vedeva che non era molto alto, e che era anche molto stempiato in testa, ma in compenso aveva una buona dotazione sessuale,più della mia.
“Vediamo cosa succederà!” Pensai con una certa demoralizzazione.
Quel tizio che si dichiarava bull ovvero un chiavatore di donne, mi disse che negli ultimi anni
aveva già avuto molti incontri con coppie sposate come noi del nord Italia, che in vacanza in
Sardegna approfittavano per trasgredire, per fare quello che non avevano il coraggio di fare nelle loro zone o città. Là invece si lasciavano andare a trasgredire e lui possedeva la Lei e ci giocava sessualmente con lui davanti, fino a penetrarla completamente e chiavarla.
Lo informai che mia moglie era un tipo particolare, non facile con una personalità forte di donna del nord e che era abbastanza dubbiosa e contraria .
“Non ti preoccupare !” Mi scrisse .”So io come coinvolgerla e poi quando ci incontreremo te lo
spiegherò.” Continuò dicendomi :”Essendo la prima volta il primo incontro è importante
e non bisogna perdersi in parole. Io sono già stato con coppie con lei titubante o addirittura restia, ma ho saputo coinvolgerla lo stesso con la complicità del marito.”
Non mi scrisse come, ma accennò che me lo avrebbe spiegato quando ci saremmo incontrati di
persona e non volle parlarmene nemmeno in seguito nei contatti telefonici.
Dai suoi modi decisi e sicuri, mi sembrò subito uno che sapesse il fatto suo, veramente esperto e dalle foto che mi aveva inviato a parte l’altezza e la forte stempiatura era anche ben dotato sessualmente per essere un sardo.
Entrando più in confidenza oltre quelle poste sul sito, le inviai altre fotografie di mia moglie, naturalmente sempre con il viso oscurato, dove apprezzò il suo aspetto, l’eleganza e le fattezze e mi fece per email una serie di domande su di lei riguardante i suoi gusti sessuali, cosa gli piaceva fare, se le piaceva essere sculacciata e cose del genere, e soprattutto su il suo carattere, se era una donna risoluta o remissiva a letto, se con me era condiscendente o autoritaria.
Io gli dissi la verità :”Come donna è timida e riservata di carattere, ma risoluta e
determinata su certe cose, e riguardo alle sculacciate non abbiamo mai fatto niente del genere.
Sessualmente siamo normali. Rapporti coniugali.”
Poi mi chiese se era astemia.” No beve il vino ai pasti.” Risposi.
Mi domandò ancora delle mie fantasie, che gli dissi liberamente senza segreti:
“La mia fantasia ricorrente è di vedere lei con un altro che la chiava e la faccia godere.”
“Non potevi chiedermi biglietto da visita migliore!” Rispose lui.
”Ho avuto decine di donne diverse, mogli o compagne e quasi tutte vacanziere e tutte soddisfatte, che ho rimandato nel continente(così molti sardi chiamano la penisola italiana) chiavate e gioiose dopo, compresi i loro mariti.”
Al che io affermai scrivendo:
” Devi avere un esperienza sessuale notevole come amatore e penso che sei la persona adatta per tentare di iniziare la mia Laura alla trasgressione.”
“Ho il mio metodo che ho sviluppato negli ultimi anni … .” Scrisse:”Sai, come ti dicevo nelle
precedenti email, qui d’estate vengono in vacanza molte coppie quarantenne e cinquantenne, particolarmente italiane, con i mariti che hanno il desiderio di trasgredire e fare qualcosa di diverso o d’insolito sessualmente, e le più portate a cornificare sono quelle del nord, lombarde soprattutto, ma anche venete, emiliane, liguri e piemontesi, anche qualche laziale e toscana e poi dalle altre regioni sporadicamente. Anche dal nord Europa. I luoghi, il caldo, il tempo e le vacanze facilitano tutto.
Coppie Sarde che trasgrediscono, qui in Sardegna c’è ne pochissime, bisogna andare nel continente per trovarle. Con le coppie vacanziere come con te, prima di incontrarci ci contattiamo con gli annunci e poi le portate a chiavare giù da noi .” Scrisse irrisorio.
Le comunicai in sintesi quello che ci aveva portato a quella scelta, soprattutto a me e perchè avevo messo l’annuncio:
” Ora io mi sento pronto .” Dissi.” Ma lei è indecisa,titubante e non so se accetterà!” Aggiungendo:
“Le motivazioni che ci hanno spinto su questa per noi nuova strada ora le sai.”
E visto che più volte nelle email aveva valutato anche il mio ruolo, lo ringraziai:
“Grazie di prendere in considerazione e capire anche il mio stato d’animo di cuckold , dell’emozioni e sensazioni che proverò se riuscirò a donartela, offrirtela a discapito di vent’anni di fedeltà e della sua resistenza, e sarà più eccitante perché è proprio nel periodo della ricorrenza del nostro anniversario di nozze. E grazie di dirmi che la farai sentire donna, donandole piacere nel possederla davanti a me. Spero molto che ci riuscirai e che tutto questo si avveri.” Precisando:” Di tutti quelli che mi hanno scritto nessuno lo ha fatto.”
Era l’unico a usare anche la psicologia e la sensibilità con me. Per il mio ruolo.
“Grazie, sei la persona che cercavo!”Continuai e ci salutammo con l’accordo che ci saremmo sentiti e incontrati quando noi saremmo arrivati in Sardegna.
E terminai l’ultima email con: “Ciao Andrea.”

Ne parlai con mia moglie. La informai che avevo conosciuto un inseritore sardo in un annuncio erotico e che dopo varie email e contatti anche telefonici, avevamo stabilito che ci saremmo incontrati con lui quando saremmo stati in Gallura, per bere un caffè assieme o fare qualche chiacchiera e nessuno l’avrebbe saputo nulla, solo noi.
Era contraria, ma come stabilito alla fine acconsentì solo a un incontro conoscitivo, per curiosità e per farmi contento, a patto che non ci avrebbe rovinato la vacanza.
L’idea la stuzzicava, non le dispiaceva anche se la considerava immorale, non degna di una madre, moglie e signora come lei. E fu chiara anche che se la persona non le fosse piaciuta, avremmo tagliato subito e non l’avremmo più rivista.
Con lui mi ero già accordato, era tutto pronto e finalmente a metà Giugno, finite le scuole e aver lasciato le figlie con i nonni, andammo in Sardegna da soli , con traghetto e auto. Era un giugno caldissimo quell’anno, non come questo e laggiù si sentiva ancora di più.
Ci avviammo, io con ansia ed eccitazione.
Partimmo una Domenica sera da Genova, con il traghetto per Olbia, navigammo tutta la notte.
Al mattino presto quando ci svegliammo, dall’oblò della nostra cabina, vedevamo già le coste
Sarde, Olbia e ci preparammo a fare colazione e poi prendere la nostra auto per sbarcare.
Quando scendemmo e gestita la burocrazia di rito, smartphone con maps alla mano ci dirigemmo verso Capo Cavallo, ci arrivammo dopo poco meno di un ‘oretta. Nel tragitto, guidava lei, era molto affascinante, vestito leggero azzurro, occhiali scuri e grandi e ci godemmo il paesaggio, il mare e la selva che ci circondava; macchia mediterranea fatta di spazi alternati a piccoli acquitrini, ad arbusti e piante di pino, leccio e ginepro.
Quella macchia mediterranea che sarebbe stata teatro del nostro stravolgimento.
Arrivammo in quel posto splendido, il Villaggio di Punta Est, dove passammo i primi tre giorni
solo noi tra mare e sole, senza pensare a nulla, tranne le solite telefonate ai suoceri e le figlie mattina e sera.
Era bellissimo, avevo dimenticato anche l’annuncio e il quarto giorno, il giovedì, sicuro di me, iniziai a pensare alla trasgressione e decisi di mettermi in contatto con Jacu, di sentirlo.
Ne parlai con Laura che mi disse:
” Ma cosa ti salta in mente di incontrare qui quel tizio qui! Lasciamo perdere dai!… Pensiamo a noi, intanto non facciamo niente. Vuoi che ci roviniamo le vacanze?”
“Ma no!” Le ribadii:” Eravamo già d’accordo che ci saremmo incontrati qui per vederci e chiacchierare, lui è sardo lo sai , è di Olbia.”
Esitò un po’, ma poi vista la mia insistenza esclamò:
” Va bene !… Ma ci vediamo in spiaggia una decina di minuti, io non voglio perdermi una giornata di mare e sole per lui.”
Per me andava bene, e così gli mandai un sms,gli messaggiai che eravamo arrivati e se voleva potevamo incontrarci il giorno dopo. Ci accordammo per il venerdì pomeriggio nella cala del villaggio( le cale come dicevo sono spiaggette meravigliose di sabbia finissima).
“Conosco il posto !” Rispose.”Ci sono già stato da altre coppie!”
Così l’incontro avvenne in spiaggia sotto un ombrellone.
Arrivò senza problemi verso le 15, c’ero solo io, Laura doveva ancora scendere dalla stanza , era un pomeriggio molto caldo di sole torrido e nell’attesa che arrivasse facemmo due chiacchiere. Capii subito che non avremmo mai fatto niente con lui come lo vidi fu una delusione … era basso di statura quasi più di mia moglie a piedi nudi e non era nemmeno bello e quasi calvo sopra.
“Altro che bull!” Pensai.
E conoscendo mia moglie che era un’esteta della figura umana, persi ogni speranza, ma oramai visto che eravamo li, ci saremmo incontrati.
Quando arrivò, lei era molto signorile e affascinante, con un grande cappello di paglia bianco sul capo a tese flosce, larghe e grandi che pendevano irregolarmente sui lati e sul viso, coprendole parzialmente il volto. Aveva occhiali da sole molto grandi e un copricostume raffinato misto di cotone e lino, ampio, con bordi di pizzo, senza maniche che le arrivava al ginocchio, con uno scollo circolare e spazioso. Era bianco leggero e trasparente che lasciava intravvedere sotto di esso il bikini, classico a slip, che assieme al pezzo superiore, evidenziava sotto di esso, un corpo adulto e molto erotico, creando affinità con la sua pelle chiara, appena abbronzata diventata dorata e la sua pancetta sexy .
Calzava zoccoli con zeppa a infradito color fucsia, che la facevano apparire più alta di quello che era e soprattutto di lui, con la parte superiore ricca di strass che brillava al riflesso del sole, evidenziando le dita dei piedi regolari e perfetti con le unghie smaltate di rosso.
La borsa da spiaggia alla spalla e un flacone di crema solare nella mano e si sedette vicino a noi sulla sdraio senza spogliarsi e glielo presentai.
“Questo è Jacu, diminutivo di Giacomo!” Dissi, mentre lui le tendeva la mano.
“Mia moglie Laura!” Esclamai rivolto a lui e facendo segno a lei .Si strinsero la mano e si sedette vicino a me.
Lui parlava con una forte cadenza sarda.
Come prevedevo, non gli piacque come tipo, lo capii subito da come si rapportava con lui, e come pensavo lo snobbò quasi subito, gli concesse solo quel minimo di cortesia che è innato in lei …Fu educata, ma superficiale e in certi momenti distaccata e assente. Tanto che a un certo punto si alzò dicendo che faceva troppo caldo e andò a bagnarsi i piedi a riva .
“Uhhfff!! Che caldo oggi! Insopportabile!… Intanto che voi chiacchierate io vado a rinfrescarmi un po’ !” Disse togliendosi il leggero copricostume appoggiandolo sulla sdraio e restando in bikini con cappello e occhiali.
Spalmandosi la crema protettiva si incamminò verso la riva, mentre lui guardava il suo sedere e il suo corpo adulto da signora, con desiderio allontanarsi.
Mi scusai con lui.
“Non importa!” Mi disse .”Conosco questi tipi di donne, sono fatte così, sono belle e stronze,
sono tutto loro… sanno di piacere e danno poca confidenza.”
Comunque mi feci i complimenti perchè era una bella donna, una vera signora che avrebbe chiavato volentieri, ma anche lui capì che non avrebbe fatto nulla con mia moglie, che il carattere di Laura era diverso dal mio, il suo più fermo e risoluto ,specie su determinate cose.
Ci salutammo con l’intento di risentirci ancora, anche se oramai non speravo più niente, tanto
meno dopo l’incontro con mia moglie.
“ Ci sentiamo domani… ti devo fare una proposta” Disse:” Sai quella che ti parlavo nelle email?” Mi chiese.
“Si! Ricordo … .” Risposi.
“Domani ne parliamo di presenza e vediamo se sei d’accordo si può attuare anche con te!”
“Con me?”
“Si, ma. Ma tua moglie non ci dovrà essere! Dobbiamo essere solo io e te!” Asserì.
Restammo d’accordo che ci saremmo visti in un bar di un altro villaggio, a pochi km dal nostro, a Punta Molara.
Quando si alzò per andare via, lei dalla riva non venne nemmeno su a congedarsi, lo salutò da riva al mare con il braccio alto e teso, muovendo la mano e restando seduta in acqua.
Tornò dopo che lui se ne era andato, e sedendosi sulla sdraio esclamò:
” Ma cosa ti salta in mente!…
Figurati se vado con quello sgorbio!” E abbassando il viso, guardandomi da sopra gli occhiali, tra essi e la grande tesa di paglia bianca del cappello aggiunse:
” Ma l’hai visto?… E’ più vecchio di te(io) e scalza sono più alta io di lui. Ma c’è l’hai gli occhi?… Come ti vengono in mente certe cose… Mi hai presentato uno gnomo!” Disse con spietatezza e irriverenza nei suoi confronti.
Nonostante la sua reazione, curioso di conoscere la proposta di Jacu la mattina seguente mi alzai presto, la lasciai ancora nel letto nuda per il caldo a poltrire nel fresco mattutino, scesi, presi la bici in affitto del residence e mi avviai nel bar concordato. Lo trovai senza fatica.
Lui era già là che mi aspettava.
Ci sedemmo a un tavolino per fare colazione.
“Ti devo dire subito che tua moglie nonostante il carattere mi è piaciuta moltissimo ieri, è davvero una bella donna, una signora affascinante e attraente e vorrei riuscire a coronare il nostro intento che è quello che io la chiavi davanti a te.”
Sorrisi e non dissi nulla, ma pensavo se non avesse capito che era lui che non piaceva a mia
moglie. Comunque ci trovammo al quel tavolino a discutere, contrattare e cospirare su mia
moglie… ed era divertente.
Mi spiegò quello che lui aveva in mente e che aveva già fatto con successo con altre coppie di
coniugi del nord Italia in vacanza in Sardegna, soprattutto signore milanesi e torinesi , ma anche romane e delle loro regioni, ma precisò che doveva avere la mia complicità.
Risposi che non conoscevo la sua proposta, quindi non potevo dargliela e lui mi spiegò.
“Innanzi tutto non ci devono essere incontri preliminari, con quei tipi di donne così, indecise, titubanti o peggio restie e contrarie, ne serve solo uno. Il primo. Perchè incontrasi più volte con loro è tutto una perdita di tempo. Se una donna vuole lo fa subito, anche la prima volta e quindi tutto dovrebbe avvenire nel momento del primo incontro, perchè con l’uomo che le piaccia o no ci deve solo chiavare e non sposarlo… . E poi quel tipo di donne come tua moglie le ho già conosciute e avute, e se non le stimoli, la tirano alla lunga e non lo fanno mai!” E proseguì:
“ Per fare quello che ti proporrò, che ribadisco ho già fatto con altre coppie sposate qui in
vacanza, dell’alto e centro Italia, e scusa se mi ripeto, ma è anche per farti capire i tipi di donne
emancipate che ho avuto, questo è il periodo ideale.”
E iniziò a spiegarmi il suo proposito.
“Ci si incontra una sera in un ristorante carino che conosco io a pochi km da qui, dall’altra parte di Coda Cavallo, dove si mangia benissimo. In quel ristorante ceneremo tutte e tre e io cercherò di farle bere un po’ più di vino, poi, con una scusa tu l’allontanerai dal tavolo oppure se lei si alzerà e andrà in bagno, io, nel momento che lo farà e non c’è, aggiungerò uno stimolante al vino, che non farà male ma la ecciterà soltanto, disinibendola un pò. Ecco tutto!”
Esclamò con me che lo guardavo e ascoltavo. E andò avanti:
“Al termine della cena, quando ci alzeremo da tavola, vedrai che sarà già accaldata e allegra, avrà voglia di prendere aria fresca e si sentirà un po’euforica, daremo colpa al vino. A quel punto usciremo fuori e io vi proporrò di andare in fondo a una stradina sterrata giù verso il mare, vicino alle saline a sederci al fresco .Tu devi assecondarmi e accettare e seguire la mia auto con la tua. Una volta arrivati nello spiazzo, si scenderà e inizieremo a chiacchierare e poi io ci proverò con tua moglie.
Inizierò ad allungare le mani su di lei, soprattutto sulle cosce e stai tranquillo che a quel punto
anche se lei non volesse, sarebbe talmente eccitata che si lascerebbe andare. L’accarezzerò un po’ infilandole le mani sotto la gonna, fino a togliergli gli slip e il gioco sarà fatto!“ Disse sorridendo, precisando ancora:” La chiaverò o in auto o fuori in piedi appoggiata al cofano o alla portiera, con te che assisti. Non ci sarà nessuno a quell’ora in quel posto che conosco solo io, saremmo solo noi tre in mezzo al verde, e se voglio e tu sarai d’accordo la potrò spogliare anche completamente nuda, con lei che lascerà fare e collaborerà.”
Restai sorpreso e perplesso da quella richiesta e dalla sua esposizione, senza parole, non avevo mai preso in considerazione una cosa del genere e lui vedendo la mia faccia stupita proseguì con la sua cadenza sarda spiegandomi i particolari:
“Stai tranquillo che non succederà niente e tutto riuscirà alla perfezione e se lei avrà qualche
ritrosia iniziale, dopo essere accarezzata e palpata parteciperà al gioco e così si romperebbe il
ghiaccio.
Tu guarderesti e volendo potresti partecipare come più ti piace, guardandola, toccandola o
masturbandoti mentre io giocherei con lei disinibendola.”
Ero attonito e contrario, in quel momento dovevo avere una faccia schifata. Non potevo fare
questo a Laura, mia moglie, la madre delle mie figlie specialmente nel ventennale dell’anniversario del nostro matrimonio, in quella specie di piccola seconda luna di miele. Avrei dovuto ingannarla, drogarla, farle fare un atto contro la sua volontà.
Lui vedendomi il viso teso e contrariato si corresse sul lato sessuale:
“Rassicurati se poi proprio non vuole, non è detto che la chiavo. Mi limiterò solo ad atti sessuali, carezze, baci, togliere qualche indumento, ed è li che si vedrà se lei è disposta a fare qualcosa quando si farà palpeggiare. Se lascerà fare e collaborerà allora si potrà programmare un nuovo incontro il giorno dopo, anche nel residence dove alloggiate, ma per fare questo prima bisogna disinibirla se no, da come ho visto e mi hai descritto non farà mai niente lei. E seguitò:
“Incontrarla per prendere un caffè o un aperitivo non mi interessa!… Potrebbe essere la più bella figa del mondo ma non mi attira. Tua moglie è una bella figa … una affascinante signora del nord, ma per guardarsi negli occhi io e te come ieri alla spiaggia e capire dal suo
comportamento che non sono il suo tipo e non si farà niente, non mi interessa! Ci sono già passato in queste situazioni con la lei che fa la preziosa, si mostra ma non si concede o è sufficiente, o con la puzza sotto il naso o indecisa.
Tu vedi quante coppie ci sono qui in vacanza?!… Eppure in molte di loro i mariti approfittano del soggiorno di questa villeggiatura per trasgredire, per fare quello che non possono fare in città, con il rischio di essere visti dalle loro conoscenze, per il lavoro, i figli .
Alcune sono consenzienti e subito disponibili, ma se vuoi la verità a me quel tipo di donna non mi attira, mi piacciono i tipi come tua moglie, che oltre che belle sono anche un po’ stronze. Nel senso buono !” Precisò subito sorridendo, continuando:
”Meglio provocarla, rischiare di prendere un ceffone, ma se le piace vedrai che si apre.” E mentre io silenzioso lo ascoltavo sorseggiando il mio cappuccino, lui continuò a spiegarmi con enfasi:
“ Due sono le condizioni !… La prima che tu sia d’accordo e mio sostenitore. La seconda e che lei abbia assolutamente la gonna, niente pantaloni di nessun tipo, ne pinocchietto o short o alla caviglia, deve avere assolutamente la gonna, perchè quando inizierò a toccarla, in un attimo devo metterle le dita direttamente nella figa e… ”
A quel punto dopo averlo ascoltato, lo interruppi e reagii contrariato:
“ No! …Non mi va fare come dici tu, in quel modo lì e fare prendere droghe a mia moglie!…Sei
pazzo!”Esclamai.
Come offeso lui ribattè:
“Ma che droga e droga!? Di che droghe parli!?…Non sono una droga le gocce che le darò ! Sono
solo uno stimolante della libido, del desiderio e del piacere sessuale che aiutano a portare
all’orgasmo.” Dicendo adirato anche il nome scientifico della composizione:
“ Sono a base di Arginina e Damiana che sono sostanze afrodisiache e agiscono direttamente sugli organi sessuali femminili e le trovi in vendita in ogni sex shop, le vendono anche via internet, mica in farmacia. Non è un farmaco e nemmeno uno stupefacente è uno stimolatore sessuale e non sai quante donne lo prendono volontariamente, a lei si tratterebbe solo di darglielo a sua insaputa che le aumenti la libido … .”
Ero diffidente, ma le sue precisazioni mi sembravano sincere.
“ Senti!” Proseguì Jacu :”Non sarei mica pazzo a dare qualcosa che fa male a qualcuno e rischiare di finire in galera? Piuttosto non faccio niente, lascio stare. Io sono una persona seria, ho il mio lavoro, la mia famiglia i miei amici e sono tranquillo perchè lo già fatto assumere alla Lei di altre coppie e non è mai successo niente, salvo farsi chiavare da me partecipando e godendo davanti al marito.” E come a volermi rassicurare e precisare di più, procedette:
“Sai come le ho scoperte?… Anni fa curiosando su internet , nei sexy shop virtuali con la mia
compagna di allora. Tra i vari oggetti che visionavamo ci siamo imbattuti in queste gocce
afrodisiache e ci siamo detti proviamo?
L’abbiamo mandate a prendere. Lei ha provato, ha seguito le istruzioni, le ha assunte ed è stato una bomba, il suo piacere e desiderio è aumentato, si è decuplicato e da allora ho iniziato ad usarlo per disinibire le coppie con la moglie o compagna che sia, che è indecisa o restia. “
Era tutto così assurdo, sapevo che alla fine gli avrei detto di no, ma lo lasciavo andare
avanti, continuare:
“Come effetto collaterale provoca solo moderati giramenti di testa, arrossamento del viso e modesta alterazione della percezione, ma sono solo fenomeni momentanei e iniziali.” Chiarendo: “ Io so quello che mi ha descritto e ho constatato con la mia ex compagna di allora e poi c’è scritto nelle istruzioni .” E dicendo così tirò fuori dalla tasca una scatoletta con all’interno un flaconcino di gocce e il foglietto illustrativo.
“Tieni… leggi! “ Disse porgendomelo.”C’è scritto che induce la libido nelle donne, aumentando il livello di eccitazione delle zone erogene che si trovano negli organi pelvici. Bisogna assumerlo almeno 35-40 minuti prima del rapporto sessuale. E la durata dell’eccitazione sessuale è di 2-3 ore.
Poi svanisce.
E qui spiega…disse leggendolo e mostrandomelo:
“Che aumenta il flusso di sangue e riempie i vasi sanguigni delle pareti vaginali e del clitoride, aumenta la lubrificazione vaginale ecc…ecc… .” E mi guardò sorridendo, esclamando.
“Provate!… “ Esclamò passandomelo in mano:”… Se non vi piace non lo farete più, ma se vi piace come penso, vedrai che tua moglie diventerà una sweet!”
“Una che?…Una sweet!!!” Ripetei io.
“Si! …La sweet è la donna del cuckold, colei che viene offerta al Bull!”
“Ah !…Non lo sapevo che si dicesse così !” Risposi stupito.
“Io per esperienza e naso sono sicuro che diventerà una sweet consensuale, contenta di esserlo e di avere il marito cuck.” Aggiunse.
Dopo quella divagazione sul ruolo della moglie del cuckold, ritornai al nostro argomento e gli dissi che ero contrario e gli spiegai anche il motivo:
“Non mi va!…Anche se non è una droga come dici tu ma solo uno stimolante, non mi sembra
corretto verso mia moglie!” Puntualizzai. Ma lui mi interruppe subito scocciato, dicendo:
“Va bè!… Non so che dirti! Per me incontrarci e bere un caffè o cenare non costa niente, ma non serve a nulla senza quello… . “ E fece segno al flaconcino nelle mie mani:”… A loro, a quel tipo di donne come tua moglie che ne ho conosciute e avute molte con questo sistema e la collaborazione dei loro mariti qui in vacanza, accettano solo di incontrarsi, scambiare qualche parola, ma poi si tirano indietro, e vedrai che lo farà anche la tua..” Seguitando:
“E poi siete in vacanza,!… Qui non vi conosce nessuno, siete senza i figli, potete divertirvi e
trasgredire finchè volete e nessuno saprà mai niente. Un’altra occasione così non vi capiterà mai più nella vita.
Se non approfitti adesso che puoi, che c’è l’occasione e tutte le condizioni per farlo, la
vacanza, la serata, la cena con il buon vino, il caldo, un pizzico di stimolante e tutte queste belle cose insieme che creano una serata trasgressiva e non ne trai vantaggio, se andrete via da qui senza contravvenire alle vostre regole morali, lei non lo farà mai… . Approfitta dell’occasione!” Esclamò appoggiandosi allo schienale della sedia.
Era vero, diceva la verità, praticamente descriveva il modo di fare di mia moglie e quello che
sarebbe successo una volta tornati a casa. E per tranquillizzarmi, ma soprattutto per convincermi vedendomi contrario precisò ancora:
“E poi il primo incontro serve solo per atti di libidine, carezze strusciamenti , manate nella figa, sul culo e il seno … non certo per chiavare se lei e soprattutto tu non vuoi . Sarai tu a dirigere tutto!” Affermò rivolto a me.
“No!… Chiavarla no… non di certo con quel metodo lì !” Esclamai io. E lui rassegnato dichiarò:
“Va be pensaci e prima di partire mi farai sapere !… Il mio cellulare c’è l’hai , hai le mie fotografie, sono una persona seria e non ho nessun interesse a fare del male a tua moglie… anzi…! Ma come ti ho detto a me incontrarci per non fare niente non mi interessa.”
Gli ridiedi quel flaconcino e ci salutammo con l’intento che ci saremmo risentiti in giornata. Non so cosa mi prese , ma stranamente volevo riflettere.
Quella proposta mi aveva disorientato e lasciato confuso. Probabilmente aveva ragione lui, se non facevo in quel modo, mia moglie non avrebbe mai accettato di andare con un altro uomo e se avessi acconsentito a quello che proponeva lui, di disinibirla seppur sotto eccitanti, poteva essere un nuovo inizio della nostra vita sessuale una volta ritornati a casa.
“E’ un po’ un mezzo inganno nei suoi confronti !” Pensai. “ Anche se lui dice che è solo un
espediente per aiutarla a disinibirsi e che un giorno quando lo saprà, se lo saprà sarà contenta.”
Mi tornavano in mente le sue parole:” Vedrai che dopo averlo fatto una volta, la seconda non ci
sarà bisogno di sotterfugi e così la terza e la quarta, e inizierà ad essere una sweet consensuale e contenta di avere il marito cuck.”
Tornando in dietro in bici sotto il sole che iniziava a riscaldare riflettevo:
” Lui mi ha detto che l’ha già fatto con altre mogli, con quelle in cui si è accordato con il marito, e queste una volta iniziato hanno poi continuato a rifarlo. E che per la donna sta tutto a iniziare … .”
Senza volerlo mentre pedalavo mi scoprii eccitato a pensare a quella situazione:
” Tutto sommato potremmo provare.” Ragionai:” Non certamente far chiavare Laura in quel modo, ma vedere come dice lui, come reagisce facendole atti di libidine addosso. Sarebbe un primo passo e poi una volta a casa potremmo continuare. “
In quel momento lo ammetto pensai solo a me. Mi trovai in una condizione di dover scegliere in fretta … .
O perdere tutte le opportunità che si erano presentate perchè in qualche modo si trasgredisse, o lanciarmi in quello che mi proponeva Jacu anche se era un inganno per Laura.
E non dopo una tormentosa riflessione scelsi egoisticamente di provare a lanciarmi.
Mi scoprii che pensare in quel modo a quella situazione che prospettava mi piaceva e mi eccitava al punto che, me ne fregai se lui era bello o brutto… e che non gli piacesse. Era la persona giusta e adatta, aveva un bel cazzo, molto più grande del mio, più lungo e girato leggermente in su , duro come il marmo , come mostravano le foto che mi aveva inviato. Così decisi di accettare.
Era Venerdì, e arrivato posata la bici, fingendo indifferenza quando scese nella spiaggia ne parlai a Laura. Le dissi che Jacu ci aveva invitato a cena, giacchè non si faceva nulla e che mi sembrava corretto accettare, visto che da li a qualche giorno saremmo partiti e ritornati a casa. Subito fu contraria:
” Ma perchè dobbiamo andare a cena con quel tipo lì?…Quel gnomo!… Chi è? Cos’è per noi? … Niente!!” Esclamò:
“Lo so amore, ma ci ha invitati gentilmente, in fin dei conti eravamo d’accordo che ci saremmo conosciuti e presentati .”
“Embè !!Lo abbiamo fatto no!! … Alla spiaggia.”
“Si , ma lui ci vuole offrire una cena tipica sarda in un ristorante poco distante da qui!” Asserii.
Alla fine si convinse.
“Metti la gonna però! “ Le dissi:“Mi piace che ti guardi le gambe, al mare ha detto che c’è l’hai
bellissime.”
“Oddio!!… Io veramente volevo mettere i pantaloni lunghi per le zanzare.” Rispose .
“ No dai! Passaci sopra l’anti repellente e metti la gonna!” Insistetti.
“E già, così poi puzzo di citronella come i gerani!” Esclamò ridendo. Ma poi acconsentì:
“ Va bene, metterò la gonna e il repellente come il tuo amico!” Disse stupidamente ridendo:” E mi profumerò anche… va bene!?”
“Certo!” Risposi.
Ero felice, aveva accettato, ora restava da vedere solo fino a dove saremmo arrivati. Il cuore mi batteva fortissimo, stavo vivendo emozioni inscrivibili in quel ruolo e situazione, con lei ignara delle vere motivazioni della cena e della gonna.
Telefonai a lui e gli dissi:”Ho deciso di accettare, veniamo a cena stasera, ma a una condizione.”
Le dissi.
“Quale?” Mi chiese lui.
“Niente sesso, ma solo come dicevi tu atti di libidine, carezze e palpazioni e vediamo come
reagisce.”
Acconsentì, non l’avrebbe chiavata ma solo accarezzata e palpeggiata… .
Mi feci dare il nome e l’indirizzo del ristorante.
Quella sera ero eccitato, quello che stavo facendo a mia moglie era ignobile, ma ormai ero infervorato.
Lei era sufficiente come al solito, non vedeva l’ora di fare quella cena perchè finisse tutto e mi
mettessi il cuore in pace definitivamente.
“Lo faccio per accontentarti!” Esclamò come al solito in camera mentre si preparava.
“Ma te lo dico subito che non ho intenzione di fare niente con quel tizio, già non mi va fare certe cose e poi figuriamoci con lui, vengo solo per te.” Precisò.
La rassicurai conoscendo il suo comportamento :
“Stai tranquilla, sarà una normale cena anche se lui per noi è uno sconosciuto, chiacchiereremo del più del meno …” E subito mi interruppe precisando:” Niente discorsi di sesso a tavola, se no mi alzo e me ne vado!”
“No! Stai tranquilla, in fin dei conti ci ha invitato lui e poi è un locale pubblico, c’è gente, non
avrai … anzi avremo…” Mi corressi:” … nessun obbligo verso di lui. E vedrai che sarà educato.”
“Si, ma che bisogno c’è di cenare con lui se nemmeno lo conosciamo?” Replicò.
“Bastava prendere un caffè o un aperitivo al pomeriggio!”Disse.
“Ti ho detto che ci ha invitato lui. Approfittiamo di cenare assieme a qualcuno del posto e poi sono curioso di vedere come si comporta questa gente, sicuramente ti corteggerà” Dissi sorridendo.”
Lei mi guardò con superiorità:” Con tutti quelli che mi corteggiano da noi e conosci anche tu, tuoi amici compresi,guarda un po’ se io devo venire qui in Sardegna a farmi corteggiare da un gnomo, in uomo basso e brutto per giunta. “ Rispose, come se non le importasse niente, mentre per me era un momento particolare , importante della mia vita , sia sessuale che affettiva.
“Ce l’hai con sto gnomo…!” Esclamai con un sorriso.
“ Perché che cos’è secondo te?… Un bassotto?…Un nano?… Se fosse blu direi un puffo!” Rispose ridendo.
“Come sei cattiva!” Dissi io sempre sorridendo.
La invitai a vestirsi un po’ sexy, ma lei si vestì normalmente, così mise una gonna di cotone color lilla che le arrivava al ginocchio e sopra un Top rosa a maniche corte,molto elegante, scollato e ricamato sul davanti, sotto normale lingerie bianca, reggiseno e slip bianchi trasparenti e traforati con pizzo. Ai piedi delle infradito di cuoio molto belle ed eleganti, anch’esse bianche, un pò di trucco sobrio e nient’altro, ne collane ne braccialetti, che motivava non portare lì con il fatto che con il caldo, il sudore e il muoversi ,sfregando le irritavano la pelle del decolté arrossandola e facendogliela bruciare.
“Stasera sarò francescana.” Disse ridendo.
Poi si profumò, prese la borsetta nera ed era pronta.
Andammo a cena nel ristorante di un altro residence distante circa due km dal nostro, in una
località che si chiamava Salinedda. Ricordo il nome perchè mi colpì il fatto che lì intorno vi erano molte saline.
Arrivati con la nostra auto, lo trovammo ad aspettarci nel posteggio fuori all’entrata, ci fece segno dove parcheggiare e di seguirlo .
Scendemmo.
“Mio dio!” Mormorò Laura rivedendolo:” E’ peggio dell’altro giorno sembra un altro, ed è
basso anche con le scarpe.” Poi camminandomi a fianco e voltandosi verso me mormorò:
” Ma sono tutti così bassi i sardi?!”
Effettivamente non avevo dato importanza all’altezza visto che l’avevo visto o sprofondato sulla sabbia o seduto, ma era più basso di me e lei.
Lui ci venne incontro:” Buonasera!”
E mi strinse la mano, e rivolto a Laura dichiarò:
”Buonasera signora, è bellissima!”
Solo allora mi resi conto che mia moglie aveva ragione e che anche senza tacchi lo superava in altezza anche se di poco.
Laura con un sorriso convenzionale ricambiò il saluto con cortesia e gentilezza: “Grazie!” Rispose con un sorriso. E ci incamminammo verso l’interno del ristorante.
Dentro ci portò al tavolo che aveva prenotato e ci accomodammo.
Io e lui ci scambiammo qualche occhiata e parola per rompere il ghiaccio, si accorse subito che Laura era a disagio, impacciata e devo dire che con estrema attenzione e premura cercò di metterla a suo agio.
“Possiamo darci del tu signora?” Domandò.
Io risposi di si, mentre Laura forse per marcare la sua indipendenza da me, gli fece notare che non conoscendolo e incontrandolo in quel frangente non lo riteneva appropriato dargli del tu visto che non c’era ne confidenza, ne amicizia ,facendomi restare male ancora una volta e farmi fare brutta figura.
“Va bene! Ci daremo ancora del lei noi due… e quando poi si sentirà a suo agio, passeremo al tu.”
Rispose Jacu sorridendo e scherzando, smorzando con capacità e galanteria il suo rifiuto,ma dentro se irato.
A tavola all’arrivo del cameriere ordinammo la cena e del vino:” Lei signora lo preferisce bianco o rosso?” Chiese Jacu.
“Rosso !” Rispose mia moglie.
“Allora una bottiglia di Cannonau fresco ”Ordinò lui.
Prima di iniziare a cenare parlò con il cameriere che con il braccio le indicò una porta in fondo e dietro la parete. Si scusò e disse:
“Scusatemi… vado un momento in bagno… .” Si alzò avviandosi e io e mia moglie restammo alcuni minuti soli per spettegolare:
“Meno male che non ci conosce nessuno qui!” Mi sussurrò provocatoriamente Laura come a schernirlo mentre non c’era.” Pensa se chi ci conosce ci vedesse con questo tipo… .” Non gli diedi seguito, lui tornò e iniziammo a cenare. Fu molto corretto, non parlammo mai di sesso , ma di Sardegna e di mare e lui ci chiedeva dei nostri luoghi. Mia moglie non parlava quasi mai, ascoltava.
Finalmente alla fine del primo piatto Laura si alzò per parlare al cellulare con le nostre figlie e si appartò dal tavolo per privacy.
Fu in quel momento che con il tovagliolo lo vidi pulire roteandolo il bordo del suo bicchiere. Lo guardai stupito, all’improvviso versò ancora del vino all’interno e senza dire nulla nemmeno a me, di sorpresa versò il contenuto di quel flaconcino nel bicchiere come se dovessi prendersi una medicina. Terminato invece di bere, veloce scambiò i bicchieri sulla tavola, il suo già preparato e corretto con lo stimolante lo sostituì con quello di mia moglie aggiungendovi ancora un po’ di vino.
Fu rapido, si capiva che lo aveva già fatto. Io vidi la scena, ma non dissi nulla, ci guardammo solo complici negli occhi, mi dava una strana eccitazione quello che stavamo facendo, la nostra correità , mi faceva battere il cuore fortissimo, e sentivo il corpo vibrare. Mi chiedevo fino a che punto era vero quello che aveva detto e fino a che livello con quelle gocce riusciva a disinibire e coinvolgere mia moglie. Ma ero eccitato.
Tornata Laura mi disse:
” Sono le ragazze , ti salutano! Tutto bene, sono già a casa con i miei.” Feci un cenno di contentezza con il capo sorridendo.
“Su bevete che questo è vino buono di queste terre!” Esclamò lui esortandoci.
Avrei potuto fermare tutto se avessi voluto, e invece sia io che Laura accaldati portammo il bicchiere alla bocca sorseggiando ancora.
Alla fine della seconda portata Laura aveva bevuto tutto il bicchiere di vino, con quello che c’era versato dentro, ora non rimaneva che aspettare, sperando che fosse vero quello che aveva detto lui e non si sentisse male, perchè avevo anche questa preoccupazione.
La cena fu ottima, molto buona se devo dire la verità … di carne rossa non grassa, ma leggera… .
Durante la cena la conversazione fu incentrata soprattutto tra me e lui, a lei bisognava tirare fuori le parole di bocca, rispondeva a monosillabi con si o no alle sue domande, si capiva che non vedeva l’ora di finire per tornare a casa.
Il vino era buono, lei sorseggiando durante la cena ne bevve quasi due bicchieri, come noi .

Come si suol dire, oramai il “dado era tratto”…bisognava solo aspettare.
Dopo circa un quarto d’ora, prendendo il caffè, iniziò a sentirsi avvampare, il viso le si era
arrossato, iniziava ad essere accaldata. Vedendola lui esclamò:
“Fa caldo stasera!”
“Si!” Rispose mia moglie ventilandosi con la mano.
“Sarà anche il vino, è buono ma forte.” Aggiunse lui:” Taglia le gambe!” Io assistevo come uno
spettatore, da quel momento era lui che dirigeva la situazione.
“Venga usciamo, facciamo due passi.” Disse perentorio.
Ci alzammo con Laura che si appoggiò con la mano alla tavola esclamando:” Uuuuhhhhh!!! E’ davvero forte questo vino!…Taglia davvero le gambe!”
Feci il gesto di pagare, ma volle essere lui e mentre andava a farlo disse:” Se siete d’accordo poco lontano da qui c’è una radura, dove ci si può sedere al fresco e osservare il panorama del golfo di notte, e la signora riprendersi un pochino?”
“Va bene!” Risposi io pronto, attuando la seconda parte della mia corresponsabilità, mentre Laura nicchiava:” Forse è meglio che torniamo al villaggio nella nostra stanza, mi gira un po’ la testa.” Disse con voce roca.
Ma lui intervenne:”Solo pochi minuti.” E’ una serata bellissima e c’è un panorama
meraviglioso!… Quando sarete a casa ve lo ricorderete!”Esclamò sorridendo sibillino, aggiungendo:. ”Vedrà che con un po’ d’aria fresca starà meglio e si riprenderà subito,
smaltirà subito l’effetto del vino forte… .” Affermò.
Mia moglie guardandomi sospirando acconsentì, salimmo sulla nostra auto e seguimmo la sua, con lei al mio fianco che sembrava assorta:”Tutto bene?” Chiesi.
“Si … si, sto bene, solo che mi sento accaldata e mi gira un po’ la testa.”
“Vedrai che ti passa con un po’ d’aria fresca .” Dissi anch’io, ignaro che quello era solo l’inizio del suo disorientamento, che con i minuti sarebbe diventato ancora più evidente.
“L’importante è che stai bene, che non ti senti male .” Ripetei preoccupato, ma lei mi rassicurò:
” No..no! Sto benissimo si è mangiato bene, solo il vino era forte…e mi da questa sensazione di
Intontimento, di leggerezza e di caldo… tanto caldo.”
Con i finestrini aperti lo seguimmo con la nostra auto, ma non so di preciso dove andammo. A un certo punto lo sterzò e vidi la sua lasciare l’asfalto e dirigersi e inserirsi in una stradina stretta in mezzo alla selva, dove in alcuni punti passava appena il mezzo al punto che avevo timore di rigare le fiancate con gli arbusti.
Il percorso fu breve, un paio di minuti, saranno stati 200-300 metri di sterrato al chiarore della luna e dei fari delle nostre auto, poi girammo a sinistra e ancora all’interno per un altro
centinaio di metri e arrivammo quasi vicini al mare, in una radura magnifica circondata da piante anche alte e vegetazione mediterranea. Si inoltrò vicino a un boschetto e posteggiò l’auto da un lato dello slargo e io dall’altra parte. Da li notai che dipartivano parecchi sentieri, probabilmente di giorno percorsi per escursioni o per andare alle spiaggie dai turisti. .
Quando ci fermammo, lui scese e ci venne incontro lasciando la sua auto con i fari accesi che
illuminavano la radura e gli alberi .
“Venite! Scendete anche voi! “Gridò:”Qui non c’è nessuno, siamo solo noi con le cicale che cantano e le rane che gracidano.”
“Io non scendo!” Mormorò mia moglie.”Qui è tutto buio, fa paura! E poi ho voglia di fare pipì, mandalo via… digli di andare lontano..”
“Falla qui!… Vicino al bosco o dietro la macchina!” La consigliai.
“Figurati! Con quello là che guarda!…Piuttosto scoppio o me la faccio addosso. Sarebbe capace di spiarmi, non vedi che faccia che ha! E’ tutta la sera che non mi toglie lo sguardo d’addosso , mi guarda con insistenza … e mi da fastidio, non mi piace.”
“Ma scusa potevi farla al ristorante prima di venire via!” Le dissi.
“Che ne sapevo che dovevamo fermarci qui?! E poi nei luoghi pubblici non mi va lo sai, sono sporchi.
Invece sbrigati che quando avrete finito di parlare torniamo subito al residence e la faccio comoda nel bagno della nostra camera. Intanto a me non me ne frega niente del panorama del golfo. E poi mi sento strana…non so! Accaldata,agitata non riesco a stare ferma.”
Io aprii la portiera e scesi accogliendo l’invito di Jacu e girai intorno all’auto portandomi verso la sua chiusa.
Ero agitato e preoccupato dalla situazione, una parte di me che non mi aspettavo mostrava gelosia e angoscia, l’altra invece era eccitata dall’idea di scoprire cosa sarebbe successo e voleva andare avanti. Feci due passi, lasciando Laura assorta e accaldata seduta dal passeggero con la portiera chiusa e il finestrino giù, che accesa la lucina interna si osservava il viso accaldato allo specchietto del parasole .
Domandai a Jacu:” Ma questi sintomi che ha sono normali, caldo, agitazione… .”
“Si…si …stai tranquillo, fra un paio di ore le passano tutti.
Feci pochi passi e restai fermo nella semioscurità e grazie alla luce che aveva acceso Laura nell’abitacolo e al finestrino abbassato, potei vedere e sentire tutto. In linea d’aria ero a pochi metri dalla mia auto, dagli alberi e dalla vegetazione.
Si sentiva solo il silenzio rotto dal gracidare e il motivo delle cicale ripetersi all’infinito.
C’era il chiarore della notte, dovuto al cielo schiarito dalla luna piena che si rifletteva sul mare e sull’ambiente circostante dove eravamo noi, e ci si vedeva bene, sembrava di essere in un film in bianco e nero. Da lontano in altro dopo la vegetazione si intravvedeva il bagliore del ristorante-residence dove avevamo cenato.
“Scenda anche lei Laura… su! “ La esortò lui con la sua cadenza sarda: ”Si sta bene, qui !C’è fresco e poi c’è un panorama notturno del golfo che è fantastico.”
“No! Preferisco restare in auto, mi sento più sicura e poi mi gira la testa mi sento accaldata.”
Rispose dal finestrino.
“Non vuole scendere .”Ripetei io.
Lui non si perse d’animo, si avvicinò e appoggiando il gomito sul tettuccio aprì la portiera, scambiò qualche parola e poi si accucciò sull’erba al su fianco .
“Come mai non esce?”Domandò ancora .
“Non mi va! Mi gira la testa, mi sento brilla… .”Rispose mia moglie sorridendo e sbattendo le palpebre con uno sguardo fiacco e appesantito.
“Il vino!” Disse lui:” E’ molto forte, ma vedrà che tra non molto le passerà.”
Vedendolo così confidenziale e vicino, accovacciato di fianco alle sue gambe con la portiera aperta, la sentii e la vidi chiaramente che cercando di guardarsi attorno per vedere dov’ero chiese:” Dov’è mio marito?”
E lui risponderle ridendo.“E’ andato a pisciare laggiù in fondo.”
Come se conoscesse i tempi di quello che le stava succedendo, allungò la mano accarezzandola sui capelli, iniziando a darle del tu esclamando in modo audace:” Che belle gambe che hai!” Posando la dita sulla coscia.
Lei si retrasse a fatica, mosse le gambe di più verso l’interno e spostò la sua mano dalla sua coscia, ma lui la riposò sul ginocchio:
“Ma che fa?!” Esclamò lei che capiva tutto… .
“Hai delle belle gambe, affusolate e lunghe che escono dalla gonna.”Rispose.
“No! Non mi tocchi per favore! Mi da fastidio.” Rispose subito chiudendo le ginocchia, serrando le cosce e spostandole ancora più verso la leva del cambio, ma lui deciso allungò la mano tra esse, facendola scorrere sulla pelle interna delle gambe rasate da poco, liscissime e morbide come seta, luccicanti della crema lenitiva passata su da poche ore e ancora non assorbita pienamente, e accarezzandole tirava su con il polso mentre lo faceva, la gonna di cotone:
“Noo! Che faa? Non voglioo?” Esclamò decisa Laura cercando di fermargli la mano con le sue, cercandomi con gli occhi nell’oscurità.
“Su che ti piace !” Rispose lui.
Capii che quello che mi aveva detto lui era fattibile, quando vidi che accarezzandole l’interno delle cosce,l ei restava ferma e non reagiva più. Arrivò con la mano fin sulla figa, accarezzandole e premendo le mutandine sopra di essa. Premette ancora forte con le dita sopra la figa facendole stringere di più le gambe e gemere, portando per reazione il suo busto in avanti, dove lui approfittò di quell’atto che la spinse con il tronco verso a lui per baciarla sul collo, e con l’altra mano prenderle da sopra il vestito una mammella e stringergliela tra le dita.
Laura non aveva la forza di reagire, mentalmente non voleva che la toccasse , ma non riusciva a manifestarlo con il corpo e a impedirlo. Non sapeva fermarlo restando passiva ai suoi atti, così lui osò di più, infilando la mano sotto la maglietta, tirandogliela su davanti, scoprendo e mostrando il seno fasciato dal reggiseno bianco, traforato e ricamato, mentre con l’altra tra le cosce premeva e accarezzava con il dito le mutandine sulla figa.
Io osservavo da poco distante la resistenza e la reazione di mia moglie che si affievoliva sempre più, restando arrendevole a farsi palpare e accarezzare da quell’uomo che lei considerava dispregiativamente per la sua altezza uno gnomo, e che ora la baciava sul collo. All’improvviso allargando il reggiseno le tirò fuori le mammelle, lasciandoglielo sotto di esse come sostegno, in modo che le spingesse in alto e in avanti e iniziò a baciarle, leccarle e succhiarle i capezzoli già turgidi e dritti. Senza che lei al di là di qualche smorfia e gemito dicesse nulla.
Erano belle, grosse e tenere, pallide in confronto al corpo perché non prendevano il sole coperte dal costume.
Era una scena incredibile, inverosimile per me che facesse quegli atti di libidine su mia moglie con lei passiva al punto da sembrare consenziente. Il cuore prese a battermi fortissimo, ero sudato e accaldato anch’io.
Poi prese la gonna sui fianchi e con tutte e due le mani la tirò su più che potè ,fino agli inguini, al limite quasi di strapparla, lasciandola scosciata con le gambe scoperte e in mostra fino alle mutandine.
D’istinto mi avvicinai da dietro l’auto per non farmi vedere da lei e da li guardai meglio. Era una scena eccitantissima che anch’io ero incapace di fermare.
Lui come se sapesse già tutto, continuava ad accarezzarla e baciarla sul seno e i capezzoli senza che Laura si opponesse.
Si vedeva chiaro dal viso che a lei piaceva essere accarezzata e baciata sulle mammelle da
quell’uomo.
Io eccitato assistevo dalla portiera posteriore con il finestrino aperto.
Vedere mia moglie in quello stato mi infervorava e sentivo l’erezione salire.
Inaspettatamente forse per reazione le vidi aprire le gambe lasciandosi salire di più la gonna assieme alla sua mano, fino a mettere in mostra bene le mutandine di pizzo traforato, perfettamente bianche come il reggiseno.
“ Che belle mutandine che hai!” Mormorò lui accarezzandole sopra la figa. Avvicinò la mano al bordo e dopo un attimo vi si insinuò le dita dentro, sotto il tessuto laterale dell’inguine, spostandola e frugando nella sua intimità. Al suo frugarle la figa con le dita, sentii gemere di piacere mia moglie e lui smettendo di baciarle il seno, guardandola in viso, esclamò sorridente:
” Ehii.. !!! Ma c’è l’hai tutta depilata!… Come le sporcaccione e le donnacce!” Facendomi eccitare ancora di più.
Laura l’aveva sempre avuta pelosa, se l’era rasata proprio per venire al mare in Sardegna, aveva acquistato un costume nuovo un po’ sgambato e voleva rasarsi i margini facendosi la striscia, ma non essendo pratica le era venuta male, così decise di depilarla tutta e non lo fece come gesto erotico nel senso che l’aveva interpretato lui.
Avrei dovuto fermarlo, secondo a come avevamo pattuito non doveva andare oltre , ma eccitato non ne fui capace e lo lascia fare.
Sembrava la scena di un film porno. Lei seduta sul sedile dell’auto e lui fuori accovacciato su se stesso affianco a lei.
A un certo punto Jacu si alzò in piedi, allungò le mani prendendo le sue e tirandole a se, aiutandola la fece alzare e uscire dall’auto.
Laura davanti aveva la maglietta a top tirata tutta su e le mammelle gonfie e pallide bagnate di
saliva fuori dal reggiseno bianco, con i capezzoli rosa turgidi e dritti anch’essi insalivati.
Era eccitata, le piaceva quello che le stava facendo, o meglio , subendo… .
Aveva la gonna tirata su e arricciata sulla vita che lasciva vedere pienamente le mutandine
anch’esse bianche e traforate .
Nel vederla così davanti a un altro uomo, fui preso da una vampata di eccitazione, era in uno stato di alterazione mentale e fisico che sembrava ubriaca , si appoggiava all’auto e a lui, anche ridendo in alcuni momenti, e lui sicuro di se iniziò ad accarezzarle i glutei e le cosce da dietro baciandola in viso e spostandole i capelli sul collo. Vidi che con l’altra mano libera si apri il pantalone, tirando fuori a fatica il cazzo grosso e duro che stava
esplodendo all’interno e che mi aveva già mostrato con le foto. Laura nel semi buio non lo vide bene, ma restò colpita perchè si accorse che era molto più grosso del mio. Il suo viso si contrasse guardando fisso il suo cazzo nella semi oscurità.
Era davvero di dimensioni riguardevoli per l’altezza che aveva. Spalancò gli occhi, non capii se per la sorpresa o per il suo stato di eccitazione.
La dotazione sessuale l’avevo ricercata io così, perchè quando fantasticavo, immaginavo di vederla penetrata da un cazzo considerevole, di grosse dimensioni e non da uno come il mio che è normale.
Era uno dei requisiti che dovevano avere i partner e anche per questo avevo selezionato Jacu tra vari annunci e poi scelto.
Avevo visto le sue foto, un bel cazzo, lungo e di buona circonferenza, diciamo eccellente, non un superdotato al massimo, ma un buon dotato sessualmente, e per uno sardo basso
come lui, secondo me era qualcosa di anormale, non proporzionato con il resto del corpo.
Dicono che le dimensioni non contano, ma non è vero credetemi, con Laura contarono eccome!
Al di la della sorpresa e funzionalità , il suo cazzo oltre che eccitarla, la portò a capitolare .
Ma non fu solo quello… insieme a del buon vino sardo Cannonau rosso di 12 ,5 gradi alcolici che avevamo gustato fresco e un gran caldo quasi torrido, oltre la sua esperienza di bull , il gioco fu fatto.
Io cercai un exstradotato perchè mi eccitava saperla e vederla chiavata da un cazzo di grandi
dimensioni, volevo vedere come reagiva e devo dire che fu uno spettacolo che non mi sarei mai sognato di vedere in mia moglie.
Jacu chinò il capo e tornò a succhiarle un capezzolo, facendola fremere, mentre lei per reazione appoggiava dolcemente la mano sulla sua nuca come a offrirglielo che glielo leccasse.
Non opponeva la minima resistenza, aveva ragione lui, pareva smarrita e confusa, in quello stato avrebbe potuto farle ciò che voleva.
“Meno male che ci sono io!” Mi dissi .
In alcuni momenti era accaldata e sudata, era come assente, passiva lo lasciava fare ridendo. Borbottava frasi all’apparenza senza senso, ma cominciava incominciava a provarci gusto a godere.
“Ma sei sicuro che non sta male?” Chiesi avvicinandomi, vedendola in quello stato alterato.
“Ma no!… Stai tranquillo! Anche le altre erano così. E’solo un po’ su di giri, accalorata e disinibita come se fosse un po’ sbronza , ma capisce perfettamente tutto, non credere, a lei piace tutto quello che le faccio, ed è consapevole.” Ed era vero purtroppo.
Davanti all’auto in quella piccola radura, a volte per il terreno sconnesso sembrava perdesse
l’equilibrio, barcollava, sembrava davvero ubriaca e lui da dietro la teneva su e la baciava sul collo sfiorandole le mammelle pallide come la luna, accarezzandole la figa da sopra le mutandine. Mentre da dietro aderente a lei essendo più basso gli strusciava il cazzo grosso e duro sotto il suo solco gluteo profondo, stretto da due morbide e piene natiche pallide e carnose, coperte dagli slip trasparenti.
Era una scena molto erotica, mi dispiaceva per mia moglie, non avrei voluto andare avanti, ma ero eccitato e ce l’avevo duro anch’io, e vederla gemere quando la palpava, mi rassicurava che non c’era niente di preoccupante o pericoloso e che non stava male, anzi le piaceva.

Mentre con le dita ruvide le accarezzava la figa da sopra e sotto lo slip, con forza lo spostò di lato mostrandola e accarezzandola ancora sulle grandi labbra e sugli inguini lisci senza un pelo.
“E’ già bagnata !” Esclamò voltandosi e guardandomi, come a confermare quello che mi aveva
detto nell’incontro e le infilò dentro davanti a me il dito medio tra le labbra vaginali penetrando la sua fessura, spingendolo fino in fondo a far toccare le nocche delle altre dita contro la vulva, facendola sussultare con quella penetrazione digitale e adagiare di più su di lui inarcando la schiena, appoggiando di riflesso la nuca e i capelli indietro alla sua spalla e il suo volto.
Ci sapeva davvero fare, era davvero un bull, quel gnomo come lo chiamava con disprezzo mia moglie, basso, ma bravo, l’aveva messa in uno stato di esaltazione che non sapeva, non poteva e non voleva reagire.
E in piedi con lei inarcata leggermente indietro con la schiena e il sedere a lui, che portando il braccio in avanti intorno alla vita, la mano sulla sua figa, con il dito medio la ditalinava in piedi come una ragazzina, con me che osservavo nel chiarore della notte… .
Era eccitante vederla in quello stato, oserei dire incredibile, quasi impossibile che fosse mia moglie quella …. la signora che il pomeriggio prima in spiaggia mi aveva detto:
” Figuriamoci se vado con quello sgorbio!…Ma l’hai visto?” E invece ora era lì che si concedeva a lui, alle sue mani e i baci. Allo sgorbio… .
C’era buio attorno, solo il chiarore della luna alta e soffusa che illuminava tutto, e il riverbero di essa sul mare calmo che si rifletteva nella radura verde illuminando maggiormente, alterando i colori reali di quello che si osservava; uniformandoli in un grigio -bianco ,che lasciava benissimo vedere i particolari, solo di un altro colore. Era come essere in un film in bianco e nero, ed era tutto libidinoso ed eccitante, oserei dire irreale.
Lui dietro, con il cazzo fuori lungo e duro appoggiato alle sue mutandine, continuava a strusciarlo su di esse su e giù con movimenti che mimavano un rapporto sessuale.
A un certo punto voltandole di più la testa e alzandosi lui in punta di piedi, spingendosi più avanti con il capo, la baciò infilandole lussuriosamente la lingua in bocca, succhiandole le labbra e iniziando a limonarla, lingua a lingua in quel modo contorto, da circo con le lingue che si scontravano.
Io non capivo più niente, mi resi conto in quel momento che non l’avrei più fermato. Lei lo lasciava fare disorientata e partecipe, e in alcuni momenti sospirando e ansimando rispondeva ai suoi baci , incurante di me.
” Su che hai caldo e sudi !… Togliamo anche questa roba qui che ti da fastidio, che intanto siamo soli , non c’è nessuno!” Mormorò Jacu.
E da dietro le slacciò la chiusura della gonna arrotolata alla vita tirandogliela giù alle cosce, lasciandola poi cadere ai piedi, e prendendo sopra al seno la maglietta per i bordi inferiori le fece alzare le braccia, facendola uscire da esse assieme alla testa dal girocollo, sfilandola completamente dal tronco con lei che assecondava i suoi gesti con i movimenti, lasciandola in mutandine e reggiseno, sopra quei sandali infradito bianchi ed eleganti , con i suoi indumenti sparsi sull’erba.
Era bellissima e lussuriosa anche se un po’ goffa spogliata in quel modo.
Era di poco più alta di lui e questo rendeva la scena ancora più erotica e libidinosa. Era diventata tutta di un colore pallido alla luce soffusa e fluorescente che arrivava dalla luna tra gli alberi,dal riverbero del mare e dai fanali della sua auto accesi, impedendo di vedere la differenza dei colori, tra la pelle e i capelli e la lingerie bianca, uniformando tutto come se fosse visto in fosforescenza, ma con immagini nitide e chiare.
Prendendola per un braccio la spostò verso l’auto mentre lei si appoggiava a lui. Camminare nello sterrato con gli zoccoli infradito non era facile, ed accentuava ancora di più il suo oscillare corporeo, il suo ondeggiare volgare e ancheggiare del bacino anche verso di lui. Continuò ad accarezzarle il sedere e le cosce dietro, davanti e all’interno, poi vicino l’auto, la fece appoggiare in piedi con le mani sul cofano e lui dietro lei, le abbassò lo slip a mezza coscia quasi alle ginocchia, allargandogliele più che poteva. Insalivò, farei meglio a dire sputò abbondantemente sulle dita per poi passarle sulla figa di mia moglie e lo stesso fece con il glande. Si alzò sui piedi un pochino per puntarle la grossa cappella insalivata sulla figa, ci fu un attimo di difficoltà per la posizione, il buio e le dimensioni del cazzo, ma poi facendosi guida con il dito trovò l’apertura e la penetrò lentamente, facendola nell’introduzione irrigidire, sussultare ed inarcare ancora dietro verso lui.
” Aaaaaahhhhhhhhh!!!!!”
Gemette appoggiata al cofano sentendo entrare quel cazzo di grosse dimensioni, molto più del mio, l’unico che aveva preso fino ad allora.
Era una scena allucinante, tra i colori alterati, mi sembrava impossibile che quella donna in quella posizione, seminuda che veniva chiavata all’aperto appoggiata come una prostituta al cofano della mia auto sotto i fari della sua fosse mia moglie, la mia Laura, moglie fedele e madre esemplare. E ancora di più mi inquietava ed eccitava la mia incapacità di fermarli e che tutto accadesse intorno all’anniversario del nostro ventennale di matrimonio. Avevo sempre voluto e fantasticato quella scena, e seppur eccitato ero dispiaciuto nel vederla concedersi e godere con un altro.
Ma tutto questo mi accendeva di più e inconsciamente portai la mano sul mio cazzo e lo toccai, ce lo avevo duro.
Lei voltando il capo mi vide che la osservavo chiavata da Jacu e mi guardava indifferente come se non esistessi, che fossi un tutt’uno con il buio e gli alberi.
Lui chiavandola si muoveva lentamente per abituarle la vagina alle sue dimensioni, non
spingendolo inizialmente nemmeno tutto dentro , ma solo una parte. Subito non riuscivo a capire dalle sue espressioni del viso e dai gemiti se soffrisse o godesse. Ma poi sempre accarezzandole il suo splendido culo accelerò la velocità e approfondì gradualmente la penetrazione, facendole sobbalzare il sedere dalle gambe e spingere avanti il busto appoggiato sulle braccia tese del cofano; con una mano stringendole il seno e con l’altra tirandole i capelli indietro verso di lui come se fossero redini di una cavalla, facendole alzare la testa in alto.
“Ti piace ora essere chiavata da me !?” Esclamò forte Jacu.
Subito Laura non rispose, eccitata e godente.
Ma lui tirandole più forte i capelli e più indietro la testa ripetè:” Ti piace ora essere chiavata da
me!?”
“Si!… Sii!” Rispose sudata e ansante.
“Lo hai mai fatto così?… All’aperto, fuori dall’auto, appoggiata al cofano come le puttane?”
Esitò e non rispose, ma lui tirò ancora i capelli:
“Noo!!” Ripose lei alzando la voce eccitata .
“Però ti piace vero?… Più che farlo in casa nel letto con tuo marito?”
“Si! Si…si!!” Ripetè sconvolta.
La stava umiliando e offendendo e lei come me ne godeva.
Il suo grosso e lungo cazzo ormai entrava quasi tutto dentro, le aveva dilatato la figa e forse slargata per sempre, ed ero sicuro che quando lo spingeva dentro tutto le toccasse l’utero, perchè Laura oltre che portarsi avanti con il bacino e il tronco, esclamava gemente degli uhhhhhh!!!… di piacere.
Dopo qualche minuto si muoveva bene dentro la vagina lubrificata dagli umori e dalla sua
abbondante saliva, vederlo entrare e uscire mi provocava palpazioni al limite del mancamento, insieme al caldo e al vino bevuto .
Anch’io avevo il mio cazzo normale duro come non mai e a vedere quella scena di mia moglie
chiavata in quel modo, eccitato lo tirai fuori dai pantaloni iniziando a toccarlo e incominciai a
menarmelo. Laura mi vide in quell’atteggiamento, per un attimo rimasi come paralizzato dal suo sguardo fiacco, ma subito dopo continuai. Non mi importava niente in quel momento ero eccitato, infervorato anch’io benchè fossi sobrio.
Lui continuava a chiavarla in quel modo inusuale per noi, quasi in piedi, con lo slip di mia moglie arrotolato e calato sulle cosce, che le lasciava i glutei nudi, belli, pallidi e pieni che ogni tanto colpiva con degli schiaffi forti.
Aveva un culo meraviglioso, ma non lo sapevo o meglio non me nero mai accorto e mai considerato e apprezzato che fosse così bello, pieno, carnoso, forse perchè proprio di mia moglie e quindi in un certo senso mio,considerandolo di mia proprietà, ammirandolo poco, fino a quella sera che la vidi chiavare da quell’uomo, che glielo accarezzava e schiaffeggiava con passione e libidine facendole ondulare la natica, solo allora capii quanto era bello e desiderato .
Il suo cazzo si muoveva velocemente, entrava e usciva lasciando solo la cappella dentro, per poi rientrare facendola gemere, inarcare e godere. Entrava quasi tutto fino in fondo, toccando la cervice uterina, facendola sobbalzare e dondolare appoggiandosi stanca con i gomiti al cofano. Pareva che la chiavasse alla pecorina, ma era piegata a 90 gradi.
Pareva la scena di un film porno girato con luci e filtri che facevano sembrare l’ambiente
scolorati, quasi in bianco e nero, come i videoclips in notturna che a volte si vedono sui siti hard di internet.
Lei si lasciava chiavare passiva e partecipe allo stesso tempo, come incapace di reagire, come un giocattolo sessuale nelle sue mani e in alcuni momenti condivideva attivamente i suoi movimenti.
Probabilmente era il suo stato intimo alterato che la faceva comportare così.
Dopo una decina di minuti lo tirò fuori dalla figa, duro e bagnato dagli umori del suo piacere ,
lasciandole un’apertura larga, molto dilatata, che non avevo mai visto in mia moglie. La fece girare e sdraiare con la schiena sul cofano, Laura era sudata, accaldata,spettinata e irriconoscibile, quando fu in quella posizione, lui mi guardò sorridendo direi trionfale, allungò le mani sfilandole completamente gli slip dalle gambe e gettandoli a terra poco vicino con disprezzo, facendole cadere anche gli le infradito, che non rimise.
Allargandole di più le cosce esibì a se stesso, a me e alla natura circostante la figa depilata, dischiusa, bombata e polposa, evidente in tutta la sua bellezza ed eroticità alla notte, agli alberi e alle luci, liscia come il vetro ,con la fessura molto dilatata e bagnata dal precedente amplesso, attendendo lei, quasi desiderandolo, che lui riprendesse a chiavarla… .
Le posizionò le gambe appoggiandole i piedi sul paraurti anteriore, con sapienza e maestria, segno che lo aveva già fatto con altre signore. Le assestò il sedere sul bordo bombato e leggermente in discesa del cofano, al limite del scivolare, tenendola contro a se.
Meno male che il cofano si era raffreddato, avendo fatto solo poche centinaia di metri, perchè
eccitata e alterata com’era si sarebbe ustionata la schiena e il sedere.
Io mi masturbavo e la osservavo in quella posizione volgare e oscena, con la figa slargata da quel grosso cazzo, in attesa di riceverlo di nuovo. Non potevo credere che fosse lei, mia moglie, la madre delle mie figlie che facesse quelle cose sconce con desiderio e lussuria… era scandalosa.
Jacu si avvicinò di più alla figa, le allargò bene le gambe sputandoci ancora dolcemente sopra, facendo cadere, quasi colare dalla sua bocca la saliva abbondante a piombo su di essa. Lo appoggiò tra le grandi labbra e le strisciò più volte la cappella sulla fessura aperta, su e giù come a pennellarla, facendola gemere, poi lo puntò al centro e spinse, dilatandola di più, trovando il percorso già lubrificato di umori e lo introdusse fino in fondo, con lei che con gli occhi spalancati nel sentirlo entrare grosso e duro, eccitata si tirò su di colpo con il busto, portando la testa verso lui , forse per baciarlo o abbracciarlo.
Le mammelle gonfie e pallide sempre fuori e sopra il reggiseno, come se fosse a balconcino, la
rendevano volgare ed erotica, dondolando alle sue penetrazioni profonde e decise. I capezzoli erano dritti come non li avevo mai visti in vent’anni di matrimonio e rapporti sessuali. Il ventre maturo … la sua bella pancetta borghese da signora per bene, veniva accarezzata dalla sua ruvida mano.
“Ti piace chiavare così ?! Su dillo che ti piace!…Che vuoi essere chiavata come le puttane! E’ vero?!” Aggiungendo:
…Ma un po’ puttana lo sei davvero?!.. Ammettilo!” Le diceva mentre la chiavava e con il pollice roteandolo sul clitoride la masturbava anche.
“Si!…Si!..Si!” Farfugliava mia moglie godendo e ansando il respiro.
Ero eccitato ma anche pentito di vederla in quello stato, se avessi potuto tornare indietro forse non avrei accettato la sua proposta, mi sentivo in colpa perchè la vedevo diversa… come una puttana vera.
Ma ero affascinato dai suoi modi di fare, dal suo cazzo grosso e lungo, dalla sua rozzezza in
confronto alla signorilità e grazia di mia moglie e questo aumentava al massimo la mia libidine.
Mi piaceva che la trattasse come una puttana che le facesse ammettere che anche a lei piaceva
esserlo, spingere una signora come lei all’involgarimento e alla voglia di sentirsi sgualdrina.
All’improvviso fui preso da una nuova preoccupazione diversa dalle prime. Mi prese l’apprensione che nella foga di quella chiavata, lui con lei disorientata, le sborrasse dentro rendendomela gravida. Lei era in uno stato godente e di confusione che lo avrebbe di sicuro lasciato fare e probabilmente non se ne sarebbe nemmeno accorta che le avrebbe sborrato dentro. Ci sarebbe mancato solo quello, tornare dalle vacanze in Sardegna per il nostro ventesimo anniversario di matrimonio, oltre che cornuto con la moglie incinta di un sardo, poi si che avremmo fatto la frittata…
Mi avvicinai a lui dicendo sottovoce:
”Jacu non venirle dentro!…Non venirle dentro mi raccomando tiralo fuori, è ancora fertile, può restare incinta!” Sussurrai tra l’eccitato e il preoccupato facendomi morire la voce in gola.
“Hai paura che te la metto incinta?!” Domandò sudato e affannato guardandomi mentre la chiavava e mia moglie non capiva niente. ”Si!” Risposi.
“Se lo meriterebbe che la ingravidassi come una vacca per come si è comportata con me… .Ma stai tranquillo non le sborrerò dentro, ho un altro programma per lei.” E così dicendo continuò.
La chiavò sul cofano, facendola godere in quella posizione, fino a farle avere un orgasmo mai avuto prima, con un urlo quasi disumano che mi spaventò, dove scuotendosi tutta come in preda alle convulsioni , imperlinata dal sudore e dalla luce della luna su esso, lo stringeva e baciava sul viso ansimando.
“Ooooooooooooooooohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Ero sbalordito nel vedere Laura in quello stato.
Poi come a voler giocare con lei , si fece appoggiare le gambe sulle spalle, con i piedi oltre la
schiena e la chiavò così facendoglielo sentire tutto fino in fondo e piegandosi su di lei mentre
gemeva, baciandole e succhiandole i capezzoli, spingendolo in fondo al suo interno, facendola urlare dal piacere. Credo che in quel momento abbia avuto il più grande orgasmo della sua vita, spasimando con il corpo sul cofano della macchina.
Ho ancora davanti agli occhi quelle scene, non potrò dimenticarle mai.
Lo tirò fuori dalla figa, grosso lungo e oscillante e porgendole l’avambraccio in modo che lei si
aggrappasse la fece tirare su, aiutandola ad alzarsi dal cofano. Fecero qualche passo assieme, per poi lasciarla sola ed esterrefatta in piedi al centro della piccola radura.
Confusa lei si toccava i capelli osservandosi attorno con sguardo smarrito, come a chiedersi dove fosse, guardò anche me , mi vide con il cazzo in mano, per un attimo fui preso dalla vergogna, ma poi incurante come se non le importasse voltò lo sguardo da altra parte.
Jacu si avvicinò alla sua auto e si tolse la camicia fradicia di sudore, faceva molto caldo ed erano entrambi sudati.
Poi si avvicinò a lei, nuda con il solo reggiseno e prendendola per mano, la fece ruotare su se
stessa che barcollante si appoggiò a lui, era come se la stesse mostrando a qualcuno.
“Su!..Toccati un po’ la figa da sola dai! … Sono sicuro che sei capace.” Le disse .
Lei schernendosi ubbidì ridendo scioccamente .
“Togliti il reggiseno che non ti serve più, ormai c’è l’hai già tutte fuori… dai!” Continuò Jacu.
Lei sempre con quel risolino insensato, se lo tolse, girandolo davanti e sganciandolo a fatica, per poi sfilarlo dalle braccia e gettarlo a terra ,mostrando pienamente le sue mammelle penzolanti sul torace, gonfie, erotiche, da mamma e signora borghese, che candide e insalivate dondolavano sul torace.
Lo tolse traballando per l’equilibrio instabile dei piedi nudi sull’erba e sul terreno che le facevano male a camminarci.
Jacu girandosi verso di me disse soddisfatto:
” Te l’avevo detto che te l’avrai spogliata nuda, è tanto accalorata ed infervorata che lo fa da sola.” E rise.
“ Brava! Hai tolto tutto …nudaaa!!”Gridò nel silenzio e nello scuro della tarda serata.
Vedendola in difficoltà nel muoversi, Jacu si portò davanti alla mia auto, dove prima l’aveva
chiavata sul cofano e chinandosi raccolse i suoi zoccoli infradito per poi lanciarglieli ai piedi.
“Mettili così ti muovi meglio!” Esclamò.
Come un automa lei si chinò giù e li prese e piegandosi su una gamba in equilibrio, mise il primo zoccolo al piede. Cambiò posizione e nel metterlo all’altro perse l’equilibrio cadendo sull’erba ridendo da sola. Subito ridacchiando lui l’aiutò ad alzarsi. mentre anche lei rideva dicendo frasi sconnesse.
“Su sorreggiti a me che facciamo due passi !” La esortò.
E lei appoggiandosi al suo braccio, come una ubriaca camminò ridendo, calciando il reggiseno a terra che bianco si distingueva dal terreno, prima con un piede e poi con l’altro, come se fosse un pallone. Poi andando verso la mia auto, lui dietro lei, disse:
”Ora gli slip!… Sta tranquilla che non cadi, ti tengo per il sedere !”
E dicendo così mise le sue manacce sui glutei pallidi, ridendo tutte e due e lei calciò anche le sue mutandine bianche che erano a terra. Era fuori di se, confusa, faceva cose irrazionali.
“Meglio così!… Che ride, almeno è una serata allegra e vuol dire che non sta male.” Pensai.
Jacu lasciandola interamente nuda nella radura, andò alla su auto e accese lo stereo, il motore e i fari abbaglianti illuminandola completamente. Il bagliore fece brillare il suo corpo sudato . Lei si riparò il viso con le mani dalla luce forte dei fanali che l’accecavano, lui prima di tornare indietro prese il cellulare dall’auto dicendole:
” Dai! Fammi vedere quanto sei porca! Lo so che sei una sporcacciona. Balla e accarezzati la figa e le mammelle da sola come fanno le esibizioniste . Danza per me!!” Gridò.
E mentre lei alla musica dello stereo, ridacchiando ballava senza ritegno per la donna che era,
accarezzandosi il corpo sudato e profumato, le mammelle, il ventre, le cosce e la figa restata
dischiusa dall’enorme dilatazione del suo cazzo nella chiavata; guardandosi attorno come a dispiacersi che non ci fossero spettatori, lui iniziò a scattare fotografie con il suo smartphone, mentre lei si mostrava nuda, ridendo, muovendosi e contorcendosi hai suoi flash , danzando al ritmo della musica, probabilmente senza nemmeno rendersi conto che veniva fotografata.
Quando vidi che la fotografava nuda e il quella condizione, ballando tra il verde e accarezzandosi il corpo e la figa , intervenni subito:
” No! Le foto no! …Jacu…Per favore no! Non erano nei patti, siamo andati già ben oltre a quello che erano le mie intenzioni e i nostri accordi, doveva essere qualcosa di semplice, di soft invece l’hai trasformata in una puttana.” Dissi arrabbiato sfogandomi con ancora il cazzo fuori che mi mettevo dentro.
“Ma no stai calmo! E’ solo un gioco, le foto sono per me, le tengo per ricordo nel mio book , le ho fatte anche alle altre signore che ho portato qui. E’ solo un gioco dai! … Anche lei gioca, si è solo disinibita e basta. Siamo soli noi tre, io te e lei… stai tranquillo. Poi te le mando per email quando sarete a casa.”
Non volevo alzare la voce, per timore che lei nonostante la sua condizione sentisse e capisse tutto. Riuscì a rassicurarmi, ma approfittai e le chiesi:
”Ma lei in questo stato mi sembra drogata !”
“Drogata…drogata…!” Rispose lui, ma no è solo stimolata, invogliata, disinibita. La vuoi chiamare droga quello che le abbiamo dato? E chiamala droga non cambia niente, fra due tre ore passa e guarda che ricorda tutto per bene .”
“Ascolta!” Mi disse e alzando la voce esclamò:” Chi è lui?” Facendo segno a me con il
dito tra il chiaro e scuro dei fanali.
“E’ mio marito!” Disse ridendo:” E mi chiamò:”Andreaaaaa!!!…Vieni quiii!!!!”
“E tu chi sei?”
“Io sono Lauraaaaa!! …Sua moglieee!”
“Hai sentito!” Mi disse.
“E io chi sono?”
“Bohhh!!!…” Disse ridendo, correggendosi subito:”Tu sei l’amico di mio maritoooo!! … Il mio
amicooo!!” Aggiunse ancora ridacchiando.
“ E cosa abbiamo fatto io e te?”
Lei rise e Jacu continuò:” Abbiamo…?”
E lei :” Abbiamo… .”
“ Abbiamo… . “ Ripetè lui.
E lei ridendo:” Abbiamo scopato!” E rise. Ma lui precisò:
“No scopato! Abbiamo chiavato!”
“ Si chiavato!” Ripetè ancora ridendo.
“ E tu sei una porcellona… vero?”
“Si! Si!”” Rispose.
“Vedi? E’ partecipe, cosciente e consenziente, solo un po’ aiutata dalla serata, dal vino e dallo
stimolante. Ascolta! … Adesso giochiamo un po’ e le facciamo dire cosa pensa!” Disse sogghignando, e rivolto a lei le chiese a voce sostenuta:
“Vorresti che ci fosse qualcuno che ti ammirasse nuda?”
“Siii!” Fu la sua risposta agitando il alto le braccia dondolando le mammelle.
“Stasera c’è solo tuo marito che ti ammira, ma la prossima volta andremo in un posto dove ti
guarderanno in molti uomi. Ci vieni?”
Rispose con un altro “Siiiiiii!!” Più lungo del primo e ridendo.
Certo non era in se, comunque a sentirle dire quelle cose mi esaltava, anche se mi sentivo come una semplice comparsa, un guardone eccitato e preoccupato, più che il marito spettatore .
Poi lui si avvicinò a lei, alla sua pancetta pronunciata e pallida e accarezzandogliela le chiese:
” Quanti figli hai fatto?”
“Due!” Rispose mia moglie orgogliosa:” Due femmine!”
“Brava!” Ribattè lui.
“Saranno belle come te!” … Lei sorrise gioiosa.”Siiiiiiiiiiiiii!!!!!!!” Urlò alzando il capo e le braccia verso il cielo.
Poi portandosi la mano sull’addome strinse le gambe con una smorfia.
“Che c’è?” Chiese lui:” Hai mal di pancia?”
“No devo fare pipì!… Non c’è la faccio più!”
“Falla qui!” Le disse.
“Qui dove?”Chiese lei.
“Qui! Davanti a noi… a me che ti guardo pisciare!”
“Nooo! Mi vergogmooo!!! Vado laggiù!!” Esclamò segnando con il dito il boschetto.
“Dove vai che là è pieno di animali! Falla qui!”Ribattè lui.
“No dai! … Non mi metta paura! Non c’è la faccio più a trattenerla.”
“E’ la verità! “ Aggiunse lui ,continuando:”Va bè fa come vuoi… Io ti consiglio di farla qui.”
Seccata e impaurita, senza dire nulla probabilmente non resistendo più , all’improvviso si accucciò accovacciandosi davanti a noi allargando le gambe e iniziò a urinare in un lungo zampillo dorato e schiumoso.
Si umiliava a farla davanti a lui, a farsi vedere accovacciata urinare.
Si sentì lungamente il frangere del getto sulla terra e sotto lei tra le gambe e il culo formarsi una grossa chiazza schiumosa che veniva assorbita dalla terra.
“Brava !”Esclamò lui:”Ora vieni qui! Giù! Inginocchiati davanti a me e baciamelo!” Mormorò.
Lei si inginocchiò davanti alle sue gambe e lo baciò. A quel punto prima che allontanasse il viso dalla cappella e si staccasse dal cazzo continuò:” Ora leccalo!” Fu la parola dopo il baciamelo.
“Fai tanto la signora al nord, ma qui stasera sei solo una porcona e una puttana quarantenne come tutte le altre vacanziere del continente.
“Leccalo tutto che so che ti piace!” Esclamò.
”Su leccalo! “ La esortò appoggiandole la mano in testa.
Lei lo guardò, poi afferrandolo con le mani comincio a leccarglielo per tutta la sua lunghezza e
grossezza, mentre lui gemendo assaporava la sua lingua calda e le sue labbra morbide sul suo cazzo.
Iniziò a leccarlo, come era capace non essendo esperta di rapporti orali, ma lui la riprese:
” Con la punta della lingua sulla cappella.”La esortò.
Lei dava piccole leccate, dolci slinguettate da signora.
“Non sei capace ma imparerai vedrai!” Esclamò. ”Con il tempo diventerai una brava pompinara!”
Fui spaventato da quella frase, mi resi conto che aveva intenzioni di incontrarci di nuovo.
”Dai prendimelo in bocca senza toccarlo, metti le mani dietro la schiena , anzi mentre lo fai toccati la figa!” Le disse.
Lei non se lo fece ripetere, lascio il cazzo con le mani e con la lingua cominciò a giocare con la
cappella mentre con le dita della mano dopo essersi accovacciata ai suoi piedi e allargate le cosce si masturbò con foga, accaldata ed eccitata com’era.
Intanto Jacu le infilava sempre di più il grosso cazzo tra le labbra, che quasi non ci stava, dicendo con voce rotta dal piacere:
“Si porca ficcati tutte le dita dentro alla figa e il cazzo in bocca!“ E cosi dicendo le prese il capo tra le mani e comincio ad accompagnarla e chiavarla nella cavità orale, anche se si vedeva che era troppo grosso per la sua bocca. Lei a fatica riusciva a farlo entrare sempre di più, mentre io eccitatissimo non resistendo ripresi e masturbarmi guardandoli strabiliato, nel vedere quel grosso cazzo tra le labbra di mia moglie.
Come se mi avesse letto nel pensiero Jacu si voltò verso di me e disse:” Vieni! Toccalo anche tu se vuoi , guarda come è duro!” A quell’invito non sapevo se sentirmi contento di essere coinvolto o offeso e umiliato. Ma curioso mi avvicinai agitato ed esitante, avrei voluto provare a toccarlo, volevo e non volevo, forse era troppo … un conto era mia moglie, ma ora lo chiedeva a me, mi sentivo spaventato , preoccupato.
“Dai vieni toccalo soltanto!” Ripetè vedendomi esitante .
Non hai mai toccato il cazzo di un uomo?” Chiese ridendo.
“Intimorito da quella richiesta feci segno di no con il capo, ma mi avvicinai inconsciamente e lui prendendo il mio braccio mise la mia mano sul suo cazzo, mentre mia moglie le leccava la
cappella… .
“ Senti un po’ qua…!” Disse facendomi appoggiare la mano sopra.
Ebbi un tuffo al cuore, una sensazione di calore fortissima a sentire nella mano il cazzo di
quell’uomo, grosso e duro più del mio, mentre era leccato dalla lingua di mia moglie dopo averla appena chiavata.
“Accarezzalo un po’ dai!”
Mi disse e io come mia moglie che criticavo per la facilità con cui accettava passiva le sue richiesto pur esitante lo feci ubbidii anch’io, lo accarezzai, ed io non ero sotto l’effetto di stimolanti.
Dopo averlo toccato mi esortò:
” Stringilo, senti come è duro, sembra ferro!” Lo strinsi, era vero, era rigido.
Solo in quel momento mi resi conto che era tutto così sporco, perverso quello che stavamo facendo, ma mi piaceva, mi attraeva, mi avvicinai a loro masturbandomi sempre di più e non resistetti, ed eiaculai da solo in un grande orgasmo mai provato sborrando sul terreno mentre osservavo mia moglie fare un pompino a lui.
Iacu rise… della mia modesta eiaculazione.
Dioo che momenti furono quelli!… Sono indescrivibili, irraccontabili le sensazioni che ho provato nel masturbarmi sentendo il cazzo di Jacu tra le mie dita, osservando mia moglie che lo spompinava, mi sentii esplodere dentro un caldo tremendo e un forte fremito mi pervase tutto.
Lasciai il suo cazzo con le mie dita mentre lui sorrideva trionfale, ma restai vicino ad osservare, vedevo lui che se lo faceva leccare bene da Laura, in tutti gli affranti e le parti dicendole come fare, con la sua lingua calda e soffice, come quella di quando mi baciava.
Dopo esserlo fatto leccare e spompinare insegnandole a farlo:
“Prendilo in bocca !… Tutto!” La incitò Jacu con voce ferma.
” Allargala bene le labbra a O , e quando hai la cappella dentro tira! Succhia come se fosse un ghiacciolo!”
L’istruiva come fare e lei assecondava i suoi consigli imparando quel che non sapeva e non aveva mai fatto prima.
Lo prese in bocca, ma faticava a starci quella grossa cappella, comunque accompagnando la testa con la sua mano, Jacu si fece fare un pompino, anche se a Laura in alcuni momenti quando lo spingeva verso la gola, venivano i conati di vomito. Lo succhiava come se fosse un grande capezzolo e all’improvviso senza che lui dicesse niente, la vidi strabuzzare gli occhi , toglierlo veloce dalla bocca, sputare e tossire , mentre lui tenendolo per mano come una canna d’acqua per innaffiare, dirigendo il getto su di lei, le sborrava sul volto e sui capelli.
Era venuto senza dire nulla, sborrandole in bocca e poi sul viso e sui capelli…Per me quello fu l’atto più erotico e umiliante che subì.
Mentre lui rideva, Laura appoggiata a terra con una mano, si raschiava la gola sputando lo sperma. Non aveva mai fatto pompini del genere ne tanto meno con ingoio o farsi venire in bocca e sul viso.
Lui ironico esclamò:
” Non sei l’unica! Fate tanto le signore e poi non sapete nemmeno fare un pompino!” E poi rivolgendosi verso me affermo:” Vedrai che imparerà!”
Era tutto finito, lui era venuto, l’aveva chiavata, umiliata, offesa e si era svuotato della sua sborra sarda sul viso di mia moglie che ora seria e sfregiata dal suo seme si guardava attorno.
Finito, restammo fermi a guardarci, sembrava che fosse terminato un film… solo la musica dello stereo della sua automobile, le luci e i rumori della natura di sottofondo.
Laura sporca in viso, sfigurata dalla sborra di quell’uomo ansimava ancora.
Lui si avvicinò alla sua auto, spense lo stereo e tolse gli abbaglianti tirandosi su lo slip e i pantaloni, allacciandosi la cintura e restando a torso nudo, pieno di peluria grigia sul torace tozzo.
Laura nuda si avvicinò alla nostra auto prese dalla borsa dei fazzolettini e senza guardarsi iniziò a pulirsi il viso dallo sperma, spandendolo di più senza volerlo, impiastricciandosi tutto il volto come se fosse una crema. Stava diventando seria ora, non rideva più stupidamente, il viso contratto dalla vergogna ricordandosi e rendendosi conto di quello che aveva fatto , come pure io che glielo avevo stretto in mano.
“Prenditi i vestiti prima che spenga i fari!” Le disse con voce autoritaria Jacu.
Laura nuda iniziò a vagare per quello spiazzo, a guardarsi attorno e aiutata da me raccolse i pezzi sparsi del suo abbigliamento. Subito trovò gli slip e il reggiseno che prima aveva calciato mentre giocava con lui, e intanto io raccoglievo la gonna che si confondeva con il terreno ed era difficile da individuare. La trovammo poco lontano dal top a maglietta e ci dirigemmo verso la nostra auto, aprimmo la portiera e alla luce interna posammo tutto sul sedile posteriore e Laura incominciò a rivestirsi. Veloce rimise le mutandine dopo averle sbattute in aria con le mani per togliergli la polvere o qualche eventuale animaletto, lo stesso fece con il reggiseno e gli altri capi. Il reggiseno non lo indossò, lo mise dentro la borsa, calzò di nuovo le infradito e dopo averla sbattuta infilò la gonna di lillà, tirandosela su ai fianchi. Infilando le mani tra le maniche corte, fece passare il top rosa dalla testa e lo infilò tirandolo giù alla vita e mettendolo a posto lo mise dentro la gonna , tirando su la lampo e chiudendola.
Si sedette in auto, prese la borsa e cercò di pettinarsi i capelli attaccatici e sporchi di sperma che asciugando si incollavano tra loro, si pettinò male senza guardarsi. Era stravolta e confusa, ma sapeva che dovevano andare via , tornare al residence, al nostro villaggio.
Ormai lui non le parlava più, come a disprezzarla la guardava con superficialità, l’aveva offesa e umiliata oltre che fatta godere e questo lo ripagava dall’atteggiamento che lei aveva avuto verso di lui.
“Venite dietro me che vi accompagno sulla strada principale, poi andate a destra e arriverete al vostro residence. Ci risentiremo più avanti.”Disse dandole un bacio affettuoso sui capelli, come se fosse una cosa sua.

Salì in auto, spense tutto e diede l’accensione, il motorino d’avviamento girò a vuoto parecchie volte prima che partisse, ma poi si avviò. Riaccese i fari e si mosse e noi lo seguimmo. Quando fummo fuori dalla selva, con un colpo di clacson ci salutò e girò verso Olbia, mentre noi andammo dalla parte opposta del villaggio turistico.
In auto non parlammo, nascosti dal buio dell’abitacolo, sulla strada principale sfrecciammo veloci verso la residenza Punta Est. Giunti, entrammo, io andai alla reception a prendere la chiave, mentre lei mi aspettò seminascosta fuori… Andammo nel nostro appartamentino, era l’una passata.
Laura entrata, accese la bajour e iniziò subito a spogliarsi, nel togliersi la gonna, barcollò ancora, tolse il top rosa di seta ricamata e lo gettò a terra e corse in bagno si chiuse dentro e si fece la doccia, io andai in camera e accesi il televisore lasciando la luce spenta e il volume bassissimo. Poi andai sul terrazzo a guardare la baia e pensare a cosa era successo un paio di ore prima.
Tornai dentro e mi sdraia a letto a pensare, non sapevo che emozione sentivo. Avrei voluto essere contento, non ero pentito, ma ero dispiaciuto, ero amareggiato per lei, per aver rotto anni e anni di fedeltà e amore nel nostro anniversario di nozze, sapendo che ora non sarebbe più stato nulla come prima.
Mentre riflettevo lei entrò in camera nuda, sembrava ancora in quella radura con il riflesso della luce della luna sulla pelle che entrava dalla finestra. Quasi correndo per non farsi scorgere, con il ventre, il sedere e le tette traballanti, e senza dire nulla si infilò a letto coprendosi con il lenzuolo nonostante il caldo.
Si addormentò subito, probabilmente per la stanchezza, lo stress ,il vino e la cessazione dell’effetto dello stimolante, pensai.
Io no!… Non riuscivo a riposare ero sempre nel dormiveglia e mi svegliavo spesso angustiato
vedendola dormire appieno al mio fianco, si era scoperta per il caldo e ora dormiva nuda e alla
penombra la osservavo. Era bella…bellissima…era mia moglie. Mi venne un groppo in gola per
quello che avevo fatto, l’avevo ingannata e offerta sessualmente a uno sconosciuto.
Giravo lo sguardo alla luce artificiale che entrava dalla finestra e mi dicevo:
” Ma che ho combinato? E adesso?! …Dopo vent’anni ho infranto la fedeltà di mia moglie verso di me . Sono uno scellerato!”
Mi chiedevo com’era possibile che ero caduto così in basso, pareva tutto assurdo, io che avevo
assecondato quell’uomo diventandone complice e succube, arrivando a stringere in mano il suo cazzo duro, mentre mia moglie lo leccava. E lei? Che sotto l’effetto dello stimolante si era data vergognosamente a lui, in quel modo sconcio e volgare da prostituta, ridendo.
Avevo dei flash mentali della sua immagine nuda che si lasciava chiavare partecipe, oppure in
piedi che si accarezzava ridendo in modo stupido e insensato, come se fosse ubriaca.
Mentre danzava esaltata ridendo, una signora stimata e rispettata come lei, madre di due figlie in età di fidanzamento… .
Pensavo a quello che era successo, alle fotografie che improvvisamente Jacu aveva fatto a Laura e all’uso che ne avrebbe potuto fare. In fondo aveva ragione mia moglie, chi lo conosceva? Oltre le foto nuda di Laura, il numero di cellulare e nonostante quello che era successo per noi era un perfetto sconosciuto. E aveva senz’altro preso il numero della nostra targa e da qui a risalire a me l’intestatario, alla mia famiglia e dove abitavamo sarebbe stato facile. Ero agitato.
Pensavo a come avrebbe reagito mia moglie la mattina seguente al suo risveglio. Cosa avrebbe
pensato di me che mi aveva visto guardarla fare sesso con n altro uomo mentre mi masturbavo.
Avevo mille pensieri nella testa che mi addormentai quasi mattino.
Mi svegliai di soprassalto sentendo lei che si alzava:” Dove vai?” Chiesi d’istinto, quasi non
ricordandomi cosa era successo la sera prima.
“In bagno!” Rispose:” Sono le nove, abbiamo dormito più del solito.”
Al ritorno dal bagno, la guardai, era in costume e si metteva un vestito intero leggerissimo di
cotone azzurro.
“Ho la testa pesante, me la sento vuota!” Esclamò non dicendo niente di quello che era successo.
“Va bene vai pure giù a fare colazione! Ora mi alzo anch’io e ti raggiungo.” Mormorai.
Quando mi alzai, passando per andare in bagno la vidi trafficare e prepararsi.
In bagno mi feci la barba e mi lavai, mi presi tempo, avevo timore di incontrarla e guardarla negli occhi e affrontare il suo sguardo ed eventualmente il discorso della sera prima.
Quando scesi giù, entrai silenzioso nella sala e mi sedetti, lei vedendomi mi passò una tazzina di caffè, eravamo tutte e due nella stessa situazione, ci vergognavamo entrambi. Nessuno di noi aveva piacere e coraggio ad affrontare quell’argomento, ci guardavamo e vivevamo come se non fosse successo niente, eppure prima o poi avremmo dovuto parlarne.
Arrivò altra gente e si sedettero anche loro a fare colazione a bere caffè e latte.
Facemmo una colazione normale, come avevamo già fatto migliaia di volte a casa con le ragazze. Laura parlava al cellulare con le nostre figlie già di buona mattina e da buona mamma le diceva cosa fare e le chiedeva dove sarebbero andate durante la giornata.
Alla fine io e lei restammo soli, sarebbe stato il momento ideale per parlare, ma lei esclamò:
” Vado a prendere la borsa e andiamo al mare e corse in camera, non ebbi il coraggio di seguirla per discutere. Quando fummo alla spiaggia, camminando vicini in riva al mare approfittammo di un grosso scoglio solitario e ci sedemmo bagnandoci i piedi.
“Allora!” Esclamai, pensando di iniziare un discorso chiarificatore per confessarmi e scusarmi con lei, temendo la sua reazione.
“Allora cosa?” Rispose guardandomi. Capì subito a cosa mi riferivo e prima che dicessi qualcosa affermò:
“Quello che abbiamo fatto ieri sera è disdicevole, non so come ho potuto comportarmi così. Quel vino mi ha quasi inebriata, mi ha fatto sentire come se fossi ubriaca e non riuscivo a essere io… a controllarmi, non ne berrò più in vita mia di quel vino.” Disse.
Intuii che non aveva capito che fossi io ad aver architettato tutto, che io e Jacu eravamo d’accordo, e non sapeva che era stato lo stimolante a farla disinibire in quel modo e non il buonissimo vino sardo. Era talmente fiduciosa di me che nemmeno le passava per la mente o lo sospettava che fossi io l’artefice. Pensava che il suo comportamento e l’accaduto fosse avvenuto per motivi naturali, per un susseguirsi di cause dovute al suo stato di ebbrezza, alla cena, al vino e al caldo. Si vergognava di se stessa.
“Scusami!” Mi disse seria:
”Spero che riuscirai a perdonarmi di come mi sono comportata, di quello che ho fatto! Mi sento ignobile.”
Dal suo nervosismo a spiegare la sua condotta e il toccarsi continuamente le mani, capii che lei
era più inquieta di me. Si sentiva colpevole e responsabile di quello che era avvenuto.
“Si quello che abbiamo fatto è stato più grande di noi.” Aggiunsi senza specificare i particolari.
“Siamo stati trascinati dall’evento, da una serata che non ci aspettavamo, anche se era qualcosa che io desideravo, non era giusto che avvenisse in questi termini. Probabilmente anche tu lo desideravi inconsciamente e quando il vino ha liberato la tua libido dalla tua morale disinibendoti, ti sei lasciata andare oscenamente con lui.” Mi ascoltava in silenzio convinta che fosse la verità quello che le dicevo.
“Ma perché non mi hai fermata?… Perché non mi hai portata via…. dato due schiaffi!” Disse seria.
“Fermarti? Che senso aveva… eri lanciata oramai, ti lasciavi toccare dappertutto. Tu non ricordi…” Dissi mentendo: ” … ma ci ho provato, ho detto di lasciarti stare, ma lui mi allontanò in malo modo con il braccio. Lo stesso feci con te che ridevi, ma restasti a farti spogliare da lui. Darti due schiaffi?…” Aggiunsi:”… Sai che non ne sono capace, ti amo e sono contro la violenza, soprattutto verso di te.”
Ci fu una pausa in cui lei guardava in basso l’acqua del mare lambire i nostri piedi e continuai:
“Comunque è andata, che sia stata un esperienza positiva o negativa, non intaccherà il nostro
rapporto, il nostro amore e vivere insieme. Sei d’accordo? “ Dissi.
“ Si! “ Rispose contenta delle mie parole, annuendo con il capo, guardandomi preoccupata e
spaventata e alzandosi venendomi vicino mi diede un bacio sulle labbra . Si affidava a me, ai miei giudizi al mio modo di pensare e vedere la situazione pur di giustificarsi nel suo animo e con me. Faceva della mia ricostruzione dell’accaduto anche sua, visto che lei pur ricordando l’avvenimento aveva qualche lacuna.
“L’unico pensiero è che ti sei lasciata fotografare nuda e questo un po’mi preoccupa, ma vedremo!” Esclamai senza specificare.
Per ironia della sorte era lei che si scusava con me, non conoscendo la verità e quello è un terribile segreto che porto ancora in me .
“ Non aveva nessuna protezione!” Esclamò preoccupata osservandomi… :” Non sarà malato?”
“Non ti preoccupare, di questo ne avevamo corrisposto a lungo nelle email, non è malato e
comunque una volta a casa ti farai con calma tutti gli esami per tranquillità.”
Parlammo ancora, ma sempre senza entrare nello specifico di quello che avevamo fatto, come ad esorcizzare la bassezza nella quale eravamo caduti. Ci vergognavamo tutti e due di noi stessi.
Il giorno dopo la Domenica sera partimmo e ritornammo a casa. Ci imbarcammo sul traghetto ad Olbia e al mattino eravamo a Genova e di li a poche ore nella giornata, alla nostra vita normale, alle nostre figlie e prendemmo quel fatto come un errore della nostra vita, un inciampo nel desiderio di fare qualcosa di diverso, una semplice trasgressione si era tramutata in oscenità immorale e vergogna nel periodo del nostro ventesimo anniversario matrimoniale.
Tornammo alla normalità e dopo quel chiarimento non ne parlammo più, anche se sessualmente ci eccitava pensarci.
Come dicevo sopra ero preoccupato delle foto in cui lei era nuda, nella nostra città eravamo conosciuti , rispettati e stimati, mia moglie aveva una posizione sul lavoro, era ed è conosciuta come una donna seria, morigerata e molto stimata, e poi avevamo due figlie universitarie, come si suol dire in età da marito. Ma fu di parola, una settimana dopo mi arrivò una email con allegate alcune foto che le aveva scattato quella sera, non nitide, fatte con lo smartphone
alla luce dei fari della sua auto e della luna, ma molto erotiche.
Dopo qualche giorno ancora mi chiamò allo smartphone con un numero che non conoscevo, se no non avrei risposto, voleva sapere com’era andata, come aveva reagito Laura, come l’avevamo presa e se ne avevamo parlato tra di noi.
“Ciao come va!” Restai sorpreso, non so dire se piacevolmente o sgradevolmente di risentirlo.
“Ah!!! Sei tu!” Esclamai.
“Allora come è andata con tua moglie? Cosa te ne è sembrato? Ti è piaciuto?…E a lei? Cosa ti ha
detto?” Mi fece una serie di domande che mi imbarazzavano sentire al cellulare, tanto che mi chiusi in ufficio.
Stavo vivendo una situazione strana, inspiegabile e indescrivibile, emozioni contrastanti dentro di me. Non avrei voluto parlarci, ma lo feci volentieri… .
Mi ripetè:” Allora ti è piaciuto?” Non seppi rispondere e lui continuò:”Hai visto tua moglie che porcona era e come godeva? Come si è disinibita? Era diventata una vera sporcacciona!
Ha avuto anche l’orgasmo!” Esclamò, ripetendo: ” Te l’avevo detto che si sarebbe fatta spogliare nuda e …hai visto che lo ha fatto!!” Aggiungendo:”Stai tranquillo che anche se lei non ti dice niente le è piaciuto, sentivo dilatare e stringere la figa mentre la chiavavo, sguazzare la vagina dagli umori del piacere, contrarsi dagli spasmi come per morsicarmi il cazzo con le labbra vaginali. Ho toccato il suo utero, da dove sono nate le tue figlie con la mia cappella. E hai visto che pompino mi ha fatto!!!”
Disse ridendo, rifacendo tutta la trafila di quello che era venuto quella notte, precisando:
”Fanno così perchè dentro lo sono davvero delle porche, sono predisposte a imputtanirsi. Anche le altre signore che ho chiavato prima di tua moglie erano più o meno lo stesso, sembravano tutte serie, rispettabili e per benino e poi quando si sono lasciate andare hanno fatto peggio delle puttane!
Pensa che una di loro davanti al marito si è lasciata urinare anche addosso tanto era esaltata… ero tentato di farlo anche con tua moglie mentre mi faceva il pompino, mi sarei tolto una bella soddisfazione pisciarle addosso, ma mi sarebbe dispiaciuto per te che sei una brava persona . Sarebbe stato troppo umiliante, lo faremo una prossima volta… .”E rise ancora.
Secondo lui avrei dovuto ringraziarlo per non aver pisciato addosso a Laura.
Infondo era vero quello che diceva, senz’altro le era piaciuto e anche a me .
Ma mi infastidiva che la paragonasse a una puttana, perchè Laura non lo era… era mia moglie.
“ E le foto che le hai fatto nuda? Perchè le hai fatte, per che motivo, non era nei patti!” Chiesi
preoccupato.
“Non crederai che le abbia fatto per ricattarvi?” Rispose stupito.
“ Le ho fatte per me, perchè mi piaceva tua moglie, nuda è molto bella ed erotica e le ho scattate come ho fatto alle altre mogli che ho portato in quella radura.” Proseguì:
“Te le ho inviate!”
“Si lo so! Le ho viste!” Ma tu ne hai una copia, il file l’originale.”
“Si ma stai tranquillo, non le vedrà nessuno o almeno chi vi conosce, farà parte del mio album
personale assieme ad altre decine di donne.
“Non puoi distruggerle?” Chiesi.
“No! … Ora ti potrei dire di si e poi non farlo, ma sono sincero le tengo per me, perchè mi piace tua moglie, ora fa parte della mia scuderia e ogni tanto me la guardo… .” Affermò ridendo.
”Vedrai che da ora cambierà , chiaverà ancora con altri se vorrai, non fermarti e ti diventerà davvero una Sweet. E il prossimo anno se ritornerete in vacanza qui in Sardegna avvisatemi , che organizzo qualcosa di speciale.”
Le dissi di si, ma sapevo istintivamente che non ci saremmo mai più tornati e forse anche lui perché continuò a dirmi:
” Non fermarti!… Falla chiavare ancora… cerca sugli annunci,degli uomini della tua zona che le piacciono e falla chiavare. Riproponiglielo, ti dirà no all’inizio, ma tu fallo ancora, vedrai che alla fine accetterà, oramai è svezzata, è predisposta a chiavare con altri, dipenderà solo da te!… Falla chiavare ancora… portala ancora a chiavare!”
Ci salutammo…e per recidere tutti i collegamenti con lui, cambiai indirizzo di posta elettronica, ne creai un altro, lo stesso feci con lo smartphone, acquistai un’altra scheda sym…con un numero nuovo e lo diedi in famiglia, amici, colleghi e conoscenti.
Passarono i giorni ed i mesi, e nei nostri rapporti sessuali seppur radi entrò per gioco un terzo incomodo, il ricordo di Jacu e la chiavata fatta a mia moglie in quella radura, facendo nascere in me nuovamente il desiderio di rifarlo e ricordare le sue parole.
Ne ho parlato con lei che ha tergiversato, ma non ha detto no … mi è sembrata contraria, possibilista , questa volta sarebbe senza sotterfugi e stimolanti, ma con lei consenziente.
Ho iniziato nuovamente a curiosare tra gli annunci ma ho paura , sento che stiamo cambiando e se lo faremo di nuovamente, cambieremo per sempre perché sarà solo l’inizio delle nostre trasgressioni. Per invogliarla non le proporrò più di andare con uno gnomo… come lo chiamava lei, ma con un bel giovane che le piace, aitante e dotato e sono certo che accetterà.

Grazie di aver letto la mia storia.
Andrea.

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