Storie ignobili n.19 – Lo sculacciatore.

Note dell’autore.
Questa storia è solo la narrazione della testimonianza di chi la vissuta ,non è un documento,ne un compendio ne un elogio sulla sculacciata.
E’ difficile capire quanto scritto sotto, se non si ha la passione,tendenza o perversione erotica, di cosa si prova a sculacciare o veder sculacciata la propria donna, se a lei piace esserlo.
Per molti è assurdo ,per tanti è riprovevole per pochi è piacevole godere di questa pratica, ma è una forma di sessualità intensa, che non può prescindere da una complementarità (mentale) tra chi da e chi riceve.

LO SCULACCIATORE.

Questa più che una confessione è uno sfogo.
Mi chiamo Franco e ho 46 anni e sono un assicuratore, sposato con una deliziosa e gradevole signora ora 43enne, Anna , impiegata in un ufficio amministrativo di una Asl.
Siamo sempre stata una coppia normale e abituale, ci siamo conosciuti da giovani, avevo appena finito il militare e avevo 21 anni e lei non ne aveva ancora 18 e doveva finire le scuole di ragioneria. Quando la vidi la prima volta, mi piacque subito, era un figurino slanciata nei jeans stretti e nella camicetta aderente, come si usava allora, alla fine degli anni 90 e inizio degli anni 2000.
Alta e longilinea con il fisico asciutto da giovinetta, un seno ancora acerbo ma che prometteva bene, ventre piatto incavato e un culetto meraviglioso, sodo e proporzionato. Aveva un sorriso fantastico, con i suoi denti regolari e bianchissimi, seppi solo dopo dovuto all’apparecchio ortodontico che i suoi genitori le fecero portare dall’età di 13 anni fino a poco prima che la conoscessi .Allora aveva i capelli lisci, ma leggermente ondulati, lunghi fino a metà schiena come portano ancora adesso le ragazze di quell’età, e un accenno di trucco sul viso.
La corteggiaI assiduamente, mi piaceva da morire, era la ragazza che avevo sempre sognato ed ora la vedevo davanti a me in carne ed ossa.
Non pensavo mai che sarei riuscito a conquistarla e invece accadde, le piacqui anch’io , ciconoscemmo e innamorammo. Ci frequentammo per diversi mesi, poi prima di partire a militare di comune accordo decidemmo di fidanzarci ufficialmente. La presentai ai miei che furono felici di averla come futura nuora. Mia madre mi diceva spesso scherzando :” E’ alta quasi come te!” Ed era vero, non che io fossi basso ero un metro e 75, ma lei era alta almeno 1.73 e con i tacchi o le zeppe che si usavano allora, e a volte mi superava.
Anche i suoi genitori furono felici di conoscermi e di avermi come futuro genero. Anch’io ero di famiglia borghese come lei ed ero ragioniere già impiegato in una società assicuratrice, dove continuai al  ritorno dal militare. Mentre lei, appena diplomata , tramite un assessore amico della sua famiglia fu fatta assumere nella Asl del nostro comprensorio come impiegata amministrativa, dove da donna tranquilla e capace fece la sua carriera interna fino a diventare responsabile del settore ( capo ufficio).
Una volta fidanzati avemmo più tempo per noi e più riservatezza e perseverando con calma e attenzione riuscii anche a fare sesso con lei. Era vergine .
Mi aveva donato oltre il suo amore anche la sua verginità.
Dopo quasi quattro anni di fidanzamento ci sposammo , io ne avevo 25 e lei 22 compiuti da poco. Fu un matrimonio bellissimo con molti invitati, amici, colleghi e anche parenti arrivati da fuori regione.
Iniziammo a vivere la nostra vita coniugale con amore e passione, e nei primi quattro anni di matrimonio, arrivarono due figli, un maschio e una femmina. Luca e Paola, due ragazzi bellissimi.
Tutto filava in modo armonico, eravamo una coppia fedele e gelosa di noi , lei un ottima mamma e moglie e i nostri rapporti sessuali erano regolari. Non che fossimo degli assatanati di sesso, tutt’altro, ma ci piaceva farlo, e dopo qualche variante iniziale per gioco, lo facemmo quasi sempre solo in modo tradizionale, con poche eccezioni di lei a carponi e io dietro o lei sopra di me nel cosiddetto atteggiamento della cavalcata.
E fu in quelle posizioni che negli anni scoprii una sua tendenza, che con il tempo diventò anche mia, fino ad arrivare a trasformarci tutte e due, ma soprattutto lei e che ora vi narro.

Un pomeriggio mentre ero in ufficio, in un momento di pausa mentre cazzeggiavo al computer in attesa che arrivasse l’orario di fine lavoro, per caso e per curiosità andai su un sito porno .Non avevo interessi e non frequentavo quel genere di siti, ero un uomo a posto, un marito fedele e avevo due bambini che stavano crescendo.
Mentre osservavo le immagini mi batteva il cuore forte per il timore di essere sorpreso da qualche collega, ma con le dovute attenzioni navigai. Guardai con interesse e mi soffermai a vedere un video clips di quelli amatoriali, fatti in casa per capirci , dove lui mentre chiavava la moglie o la compagna alla pecorina, la schiaffeggiava sui glutei e lei godeva. La batteva forte con la mano, praticamente la sculacciava con grande sofferenza e piacere di lei.
Mi restò impresso vedere quella donna lamentarsi e godere delle sculacciate del suo uomo.
Una sera a casa trovandomi con mia moglie a fare l’amore, mi ritornò in mente la clips delle sculacciate e volli provare a farlo io.
La feci girare nonostante la sua contrarietà, mettere alla pecorina e mentre la chiavavo in quel modo, iniziai a percuoterla con la mano sulla natica.
Ad una sua iniziale ritrosia agli schiaffi, mi lasciò fare e con mio grande stupore scoprii che le piaceva essere sculacciata e continuai a farlo senza che lei mi fermasse, ma anzi la vedevo e sentivo ansimare. Lo feci fino alla fine del rapporto sessuale, quando eccitatissimo tirandolo fuori dalla figa le venni sul sedere arrossato, allora smisi, mentre lei sudata sofferente e godente si lasciò cadere sul lenzuolo.
Quella scoperta mi eccitava, ma mi preoccupava anche, ma non le dissi nulla e non ne parlammo.
Dopo qualche giorno rifacemmo l’amore, quella volta la feci sedere a cavalcioni sopra me e mentre si muoveva su e giù e mi cavalcava, inizia a schiaffeggiarla sul culo pallido e sodo .E anche lì ebbe la stessa reazione, si muoveva sopra di me lasciandosi sculacciare, senza impedirmelo o dire qualcosa su quello che facevo.
Prima di venire la presi per i fianchi, ruotammo e la feci sdraiare nel letto affianco a me e mi liberai del mio piacere bianco e filante sul suo addome, Si pulì con l’asciugamano e si mise con la testa sul mio braccio a coccolarsi da me.
Fu quella sera mentre la stringevo a me e le facevo effusioni e tenerezze che affrontai l’argomento.
“Ma ti piace farti sculacciare?” Chiesi all’improvviso
Lei arrossì nonostante la luce della lampada sul volto alteravail colore, non sapeva cosa rispondere, si vergognava di quella domanda che gli avevo fatto. Balbettò qualcosa come:” Non ho capito … .”
Ma io pronto ripetei chiaro:”Ti piace farti sculacciare?” Restò in silenzio, si rannicchiò di più vicino a me facendosi stringere da mio braccio :”No!..Non soò !” Mormorò timida.
Decisi di approfondire questa mia curiosità, anzi nostra, perchè dal suo rispondere capii che anche lei non era a conoscenza di quella sua tendenza, l’apprendeva solo in quel momento che glielo prospettavo.
Pensai che era una predisposizione latente in lei, che io avevo stimolato facendola uscire con il mio batterle sulle natiche.
Cercai di approfondire le motivazioni e mi improvvisai psicologo.
“Ma da quando ti piace? ” Chiesi curioso guardandola negli occhi. Lei era a disagio , si vergognava di quella novità, dello scoprire assieme a me quella sua tendenza e delle mie domande, capivo che preferiva non parlarne, era imbarazzante per lei e non sapeva rispondere.
Vista la sua esitazione la esortai:” Anna!…Tra noi non ci devono essere segreti di nessun tipo,tanto meno sessuali.”
“Non so che dire! … Mi è piaciuto quando lo hai fatto, io non sapevo che mi piaceva, lo scoperto mentre lo facevi … mi sono accorta che mi piace essere sculacciata. ..non so che dire. Quando lo fai mi piace ecco!” Sussurrò imbarazzata.
“Ma prima non ti è mai capitato che ti sculacciassero e ti piacesse?” Domandai erroneamente.
Stupita rispose :” Quando? …Se io sono stata solo con te?”
“Non intendevo sessualmente … .” Mi corressi .”Lo so che mi sei fedele , in altre situazioni chiedevo!”
Restò silenziosa come se stesse riflettendo.
“Da giovane dico! Nel passato!”Aggiunsi.
“No…da bambina mi sculacciavano i miei, qualche volta è capitato da piccola dalle suore dove studiavo se combinavo qualcosa. Ma niente di più!” Rispose.
“Forse questa predisposizione è entrata in te allora ed è restata latente fino a questi
giorni.”Affermai.
Poi curioso di scoprire cose nuove ed eccitato da quell’analisi che le facevo le domandai :
“Ma cosa provi quando ti batto? Come fa a piacerti se senti male? ”
“Non so!” Rispose lei.” Brucia, però mi piace anche, non so come dirti…è un male diverso che si unisce con il piacere. Non so spiegare …diventa un male che piace.”Dichiarò facendomi sorridere.
“Un male che piace ? Non ho mai sentito niente del genere.Non sapevo che esistesse .”Ribattei divertito.
“Dai ! …Non prendermi in giro !” Esclamò lei rannicchiandosi di più a me.
“Ma che cos’è che ti da piacere nel farti schiaffeggiare i glutei?” Chiesi ancora, continuando a fare domande a cui non sapeva rispondere.
“Non lo sooo! …So solo che all’inizio brucia la pelle, poi incomincio a sentire un po’ di sofferenza e poi mi piace, diventa come una fusione, un tutt’uno con il  sesso in cui non si distingue più il dolore dal piacere.” Asserì impacciata e imbarazzata.
“Ma a te piace così?” Mi domandò inaspettatamente.
“ Certo!…Mi piace farti venire il culetto rosso, dartele di santa ragione per quello che combini !” Dissi scherzando.
“No dai! …Davvero! Dimmi la verità, piace anche a te? Tu vuoi che lo facciamo così ? E’ normale oppure… .?” Chiese preoccupata non finendo la frase .
“Si !” Risposi dicendo la verità .” E’ normalissimo, ognuno fa sesso come vuole, l’importante è essere consenzienti e d’accordo. E se vuoi sapere eccita anche a me farlo in questo modo, sculacciarti, mi piace stai tranquilla, è un nostro segreto questo e poi come ti ho detto, ognuno fa l’amore come meglio le piace e a noi piace così .” Dissi ridendo.
Sorrise anche lei stringendosi di più a me .
Avevo scoperto che a mia moglie , la signora Anna, per tutti seria e morigerata , le piaceva farsi sculacciare per avere un orgasmo completo… .Era il nostro segreto e questo ci univa di più, se mai c’è ne fosse stato bisogno.
Con il tempo si legava sempre più a me rimettendosi di sua volontà alle mie decisioni, se dissentiva su qualcosa, alla fine cedeva e me la dava vinta, accondiscendendo alle mie scelte. Era una buona moglie, brontolava ma poi faceva quello che le dicevo.
Avevamo preso la consuetudine quando facevamo sesso che la colpivo con la mano sul sedere e lei si lasciava battere assecondando i miei e i suoi desideri.
Giocavamo tra noi ,c’è da dire che le mie sculacciate, si fermavano quando vedevo la pelle chiara del sedere arrossarsi e lei iniziare a lamentarsi, distinto mi fermavo e continuavamo eccitati a chiavare fino all’orgasmo, con grande piacere di entrambi . E poi la nostra sculacciata a differenza da quella praticata in seguito, avveniva durante il rapporto sessuale e non prima come nelle classiche sculacciate erotiche distaccato da esso.
Questo modo d’amarci andò avanti per anni, ne erano passati oltre 15 di matrimonio , avevamo superato i quarant’anni d’età i figli ormai grandi studiavano al liceo. Il suo corpo come il mio era cresciuto e si era trasformato dalle fattezze giovanili a quelle di donna matura, abbellendosi di più di carne morbida. Ma a differenza di me che mi ero appesantito irregolarmente con la pancia per via del lavoro, le sue forme si erano perfezionate, diventando generose e ben proporzionate oltre che
armoniose ed erotiche, da signora quarantenne, con il seno prosperoso e il ventre appena pronunciato che formava una pancetta sexy .
Il suo culetto di giovane sposa era mutato, cresciuto e riempito negli anni approfondendo il solco gluteo, e da sodo e perfetto, era diventato morbido, carnoso e più voluminoso.
Era sempre una bella donna, alta e matura.
Il viso era diventato leggermente pieno con labbra tenere e consistenti e occhi grandi e scuri sobriamente ben truccati, incorniciato da capelli con nuovo stile e colore, inscuriti, che negli anni un po’ alla volta aveva accorciato fino a renderli un caschetto mosso, con ciuffi asimmetrici su di un collo slanciato e sensuale. Non più i lunghi capelli da ragazza mossi sulla schiena, ma la tipica pettinatura della signora per bene quarantenne , madre e moglie ideale.
Negli anni la nostra unione ,come a molti coniugi era diventata abitudinaria, il tempo aveva cambiato molte cose, i nostri rapporti intimi si erano diradati e i figli cresciuti. Il ragazzo iniziava il liceo e la ragazza finiva le medie e avevano portato impegni e preoccupazioni nuove.
In quegli anni, mia moglie mi era stata sempre fedele .
Oltre l’aspetto trasformato con le maternità , il tempo e le sue golosità , aveva mutato anche il carattere diventando più dolce e affettuosa ,in un corpo generoso e seducente, fonte di piacere estetico, attrazione e desiderio sessuale.
I suoi fianchi dalle curve morbide , prorompenti e ammaliatrici ,esprimevano l’apice della femminilità sexy e dell’erotismo della donna adulta, a cui non si resisteva al desiderio di volerli afferrare e stringerli.
La vita stretta ,oltre al suo meraviglioso culo e ai fianchi, accentuava il seno florido e fiorente, di una bellezza sessuale. Le mammelle da giovane donna, sode e dritte , con gli anni erano diventate prosperose e mature ,dondolanti ai movimenti e tendenti verso il basso, con capezzoli proporzionati e ben fatti, rosa, rivolti verso l’alto.
Un ventre leggermente pronunciato da un piccolo globo addominale, mostrava la tipica pancetta erotica da signora per bene ,apprezzata nelle quarantenni curate e affascinanti; con minuscoli rotolini sexy sui fianchi che si univano posteriormente in un bel sedere adulto e rigoglioso, composto da due natiche tonde e floride a formare unite, una fessura carnale desiderabile, lunga e profonda.
Il suo culo con gli anni era diventato una meraviglia ,alto e magnifico. Nasceva dai fianchi generosi e stretti che portandosi dietro scendevano allargandosi nei glutei rotondi, proseguendo un tutt’uno con il retro della coscia, armonico e piacevole.
Un sedere signorile, raggiante e allettante, cresciuto ma non grosso, elevato, pieno , piacente, maturo, che nascondeva sotto la gonna o mostrava con i pantaloni attillati che si insinuavano nel suo solco gluteo, rivelandone pubblicamente la lunghezza e la profondità erotica, esibendone contemporaneamente le natiche voluttuose e arrotondate dal tessuto adiposo, che celavano al loro interno il suo ano rosa .
Era bello , gradevole da ammirare oltre che desiderabile e attraente nella sua simmetria quasi perfetta. Lo osservavo spesso nei momenti intimi quando era in bagno o in camera a vestirsi o spogliarsi e mi eccitavo di più pensando a sculacciarlo nei momenti d’amore.
Pallido, con qualche piccola stria che si affacciava sulla cute nella parte interna delle cosce ,anticipatrice di qualche prossima smagliatura e con un filo di cellulite sopra la linea orizzontale marcata e profonda, formatasi tra il gluteo carnoso e la coscia. Tanto ricco e morbido, da farlo dondolare indipendentemente dalla sua intenzione all’andatura e ai movimenti della gamba e del corpo.
A ogni passo le sue natiche morbide ondulavano su e giù,attirando gli sguardi e i desideri degli uomini e quelli invidiosi delle donne meno dotate; mostrandolo sia in costume che con pantaloni aderenti in quel sculettare non voluto tra pudore ed ostentazione, tra il piacere di esibirlo e la vergogna di esporlo.
Amava e sapeva vestire e valorizzare la sua figura senza risultare volgare, anche quando esponeva gli eccessi del corpo in abiti aderenti o scollati, con collane o accessori, dando una forte carica erotica molto coinvolgente di se.
Il fisico sinuoso e il suo atteggiarsi trasmettevano allegria e spigliatezza.
Sempre molto curata. In tutte le stagioni sfoggiava look signorili alla moda ed era assolutamente bella e affascinante sia con capi casual che eleganti.
Tailleur con giacche strette alla vita e svasate sui fianchi evidenziavano il suo bacino provocante e il seno seducente, così i vestiti a fantasia o tinta unita, camicette e blusette di seta o di cotone, pantaloni alla caviglia sia jeans o di velluto, così come i leggings e le gonne sopra il ginocchio.
Era un insieme di emozioni, e non lo dico perchè descrivo mia moglie.
Aveva un aspetto materno con un effetto rassicurante, sapendosi prendere cura dei propri figli e del marito. Uno erotico e sensuale, fonte di forte attrazione per le fattezze del suo corpo che accendevano il desiderio sessuale nell’uomo che la osservava , stimolando l’immaginazione maschile verso pensieri libidinosi. Un aspetto gioioso per il suo carattere allegro e solare, per i rapporti personali e interpersonali ,disponibile e disposta a godersi la vita famigliare abbandonandosi ai piaceri materni e coniugali.
Il suo culo era un piacere sculacciarlo, pieno e tenero, nella sua matura morbidezza, fitto di carne lussuriosa che ondulava sotto la cute agli schiaffi che gli davo, ancor più di quando era piccolo e sodo. Sentire quel ciafff ..ciafff….erotico sulle natiche a bruciarle la pelle era eccitante.
Ormai era una signora, ma continuavamo ad amarci a modo nostro, a giocare alla”sculacciatina” settimanale come la chiamavamo noi durante quasi tutti i rapporti sessuali.
Come molte coppie avevamo il nostro segreto sessuale, il nostro modo di fare l’amore, il nostro vizietto e questo ci univa e ci faceva amare di più, proprio perchè era un amare diverso dagli altri.
Ci sentivamo unici e complementari gli uni agli altri ,a mia moglie piaceva essere sculacciata e a me piaceva sculacciarla .
Al contrario di come possa pensare chi legge, nonostante avesse un bel culo e amasse farsi sculacciare , non avevamo mai avuto rapporti anali, per cultura, scelta e rispetto verso noi stessi.
A volte per strada, quando la vedevo rapportarsi con altre persone che l’ammiravano e forse ne avevano soggezione, mi chiedevo cosa avrebbero pensato di lei se avessero saputo che chi avevano di fronte, la bella signora per bene, madre e moglie rispettata e seria, le piaceva farsi sculacciare… .
Mi sarei vergognato anch’io se si fosse saputo, l’amavo e la tutelavo e in fin dei conti la nostra particolarità non ci sembrava una cosa poi così strana,ma in quel momento non capivamo che la sculacciata era l’anticamera di altre cose.
Come capita a molti uomini, dopo svariati anni di matrimonio di iniziare a fantasticare sessualmente sulla propria moglie o compagna, accadde anche a me.
Come ho avuto modo di leggere nei racconti , a molti mariti piace immaginare di vedere la moglie chiavata da un altro, ma questa non era la mia fantasia , anzi ero geloso di mia moglie e della sua fedeltà verso di me.
No, quello che mi eccitava fantasticare era un’altra cosa, strana, diversa, ,non avendo niente in comune con le altre che leggevo. La mia fantasia era quella di vederla sculacciata da un altro uomo… Si solo sculacciata… .Una fantasia inconsueta, differente dalle altre, forse perversa, ma a me eccitava pensare di viverla.
Me la immaginavo con un uomo vicino , uno sconosciuto, che prendendola per mano la portasse su un divano, la facesse inginocchiare su di esso e con delicatezza le tirasse su la gonna oltre la vita, le abbassasse le mutandine alle cosce ammirando il suo magnifico sedere e dopo averlo accarezzato, iniziasse a sculacciarlo, con capacità e competenza, in modo diverso da me, più erotico di come lo facevo io, procurandole tormento e piacere.
Questa fantasia era ricorrente nei miei pensieri e mi eccitava moltissimo, immaginavo di viverla quando ero io a sculacciarla, fantasticavo chiudendo gli occhi di trovarmi in quella situazione e io di essere lo sconosciuto che la sculacciava.
Un giorno decisi di parlargliene e lo feci mentre eravamo a letto che giocavamo tra noi, presi coraggio e le dissi:
“Cosa ne pensi se per gioco ti facessi sculacciare da un altro uomo?”
Restò sorpresa, si voltò verso me e mi osservò con sguardo meravigliato e stupita esclamò :
” Un altro uomo !? Ma sei pazzo!”
“Ma no!… Non sono pazzo, intendo qualcuno che non conosciamo… uno sconosciuto!” Affermai.
“E perchè?” Chiese non capendo il motivo della mia richiesta.
“Per giocare, è una mia fantasia che faccio spesso e mi piacerebbe che si avverasse.” Risposi .
Restò in silenzio poi mormorò:” Tu hai queste fantasie?”
“Si!” Risposi sorprendendola ancora di più.
Restò ancora in silenzio e con mio stupore non disse di no, ma subito esclamò:
“No! …Mi vergogno! Mi sento ancora a disagio a farmi sculacciare da te certe volte che sei mio marito ed è anni che lo facciamo, figurati con un altro uomo mai visto.
“Ma non uno qualunque!… .Uno capace, che sia esperto di queste cose .Uno sculacciatore!” Precisai io ridendo, non conoscendo il termine esatto di come si denomina un tipo del genere.
“Uno sculacciatore?” Ripetè lei colpita da quella parola nuova.
“Si uno sculacciatore!” Ribadii io.
“Ma perchè, esistono gli sculacciatori?” Chiese lei ingenuamente sorpresa.
“Certo che esistono! E sono bravissimi a sculacciare.” Aggiunsi provocatoriamente.”Lo fanno con passione, come se fosse la loro professione.”
Lei mi osservò in silenzio e pensò alcuni secondi guardandomi in viso, rispondendo subito:
“No! Non mi va! E poi dove la trovi una persona così come dici tu, uno sculacciatore…?” Ripetè anche lei ridendo di quel termine buffo che detto in quel modo lo faceva sembrare allegro e giocoso, togliendole quell’aurea di perversione che aveva quella pratica e che avremmo conosciuto in seguito. Aggiungendo:
”Uno sconosciuto, serio, affidabile, dove lo trovi? E poi dovrei mostrarle il sedere!” Ripetè
ancora , come se fosse una preoccupazione enorme esporre quel suo meraviglioso culo a un estraneo.
“Si!”Risposi provocatoriamente.
” Dovrai mostrarglielo tutto e nudo e lasciarglielo accarezzare e schiaffeggiare e vedrai che piacerà anche a te farlo.” Affermai,proseguendo:
” Per trovare una persona così capace ed esperta non si può certo cercare tra i conoscenti e nemmeno per strada o andare a chiedere in giro – Scusi vorrebbe sculacciare mia moglie?!- Senz’altro direbbero di si, ma solo per vederti il culo, ma poi non sarebbero capaci di sculacciare.” Dichiarai.
Lei mi ascoltava incuriosita e io andai avanti:” Io invece voglio trovare una persona che sia esperto di sculacciate, un professionista, un vero, sculacciatore, che sappia come e dove battere … . Riservato e discreto… e un tipo così lo si può trovare solo con un annuncio specializzato.”
Mi aveva ascoltato attenta e pensierosa, guardandomi in viso. Ma scosse il capo :
” No… finchè lo facciamo io e te va bene, ma un altro no, sarebbe immorale e indecoroso con un altro e mi sentirei indecente e oscena. E poi dovrebbe vedermi il sedere nudo… . No! Mi vergogno!” Esclamò ancora.
“Ma si tratta solo di farti sculacciare! “ Ripetei.” Mica di farti scopare! …Capirei i tuoi ripensamenti se ci dovresti fare del sesso, se ti dovesse chiavare, ma deve solo sculacciarti per gioco !”
“ No!” Ripetè scrollando la testa.
Quella sera finì tutto lì, ma i giorni seguenti ritornai sull’argomento.
Ne parlammo ancora, soprattutto nei momenti intimi, quando facevamo l’amore e la sculacciavo. Le prospettavo questa possibilità sculacciandola e la esortavo a immedesimarmi in un altro che lo facesse al posto mio e lei si eccitava di più a pensarlo mentre la chiavavo.
Dopo alcuni mesi di tentennamenti, dubbi e indecisione, si persuase a provare, a condizione che sarebbero state solo sculacciate e non si sarebbe dovuta spogliare nuda.
“ Ma questo …” Affermai: “…è già all’interno della mia fantasia .Dovrai solo esporre il culo.” La rassicurai.
Stimolata anche lei dalla novità erotica che ritenevamo innocua e rompeva la nostra routine intima e abitudinaria, e curiosa della trasgressione che le avevo proposto, acconsentì.
Con sua delega che affidava a me pienamente il compito di trovare il soggetto che cercavamo, e dopo aver curiosato un po’ su internet, iniziai la parte più difficile, quella di trovare lo sculacciatore che corrispondesse ai nostri requisiti.
Misi un annuncio particolare su Morena sex, che mi sembrava il sito più ampio e completo, con lo scopo preciso di trovare qualcuno interessato a sculacciare Anna, solo a sculacciare .Naturalmente una persona affidabile, seria, riservata e pulita. Sapevo che era difficile da trovare, ma provai.
“ Coppia quarantenne, regolarmente sposata, prima trasgressione, cerca in Liguria, in un raggio di 100 km da XXXXX , persona seria, esperta, educata e rispettosa, nonchè riservata, che sappia sculacciare abilmente e possa ospitare.” Aggiungendo : “Solo per sculacciare lei  e nient’altro. No perditempo e mercenari, no coppie, no sesso, ma solo sculacciate. Scrivere a XXXXXXXXX” e seguiva l’indirizzo email.
Era già eccitante solo il mettere l’annuncio, inconsapevole che con quella ricerca iniziava la fine del nostro amore e l’inizio della sua mutazione, oserei dire della sua radicalizzazione.
Risposero decine e decine di persone, single , coppie, di tutte l’età che si offrivano di sculacciare Anna e si dichiaravano abili sculacciatori o sculacciatrici, master, mistress,  ma erano tutti fuori tema o con secondi fini, a loro non interessa sculacciare, ma fare sesso con lei (le donne) e chiavare Anna (gli uomini), si intuiva dalla loro insistenza e questo non era nei nostri propositi.
Altri, ma pochi per la verità, si offrivano solo per sculacciare ma erano senza esperienza, si capiva da come e cosa scrivevano e dicevano. Altri ancora proponevano incontri e cose estreme tipo sadomaso, sottomissione che non solo non ci interessavano, ma che mai avremmo accettato.
Solo un paio di persone sulla cinquantina rispondevano ai requisiti e attirarono il mio interesse, uno in particolare che poi fu quello che scelsi.
Era un signore maturo, ultracinquantenne, che si dichiarava esperto sculacciatore solo di signore, al dire il vero lui si definiva esperto “spanker” (in inglese), precisando in francese:“Je suis celui qui donne une fessée “(Io sono colui che sculaccia ).
Fu questa sua presentazione internazionale dello sculacciare che catturò la mia attenzione.
Gli risposi e lui fece lo stesso, iniziando una corrispondenza virtuale, dove mi convincevo sempre di più che fosse la persona adatta. Era sempre gentile ed educato, mi mandò anche una sua fotografia, dove si vedeva un uomo alto e magro, con i capelli grigi e un pizzetto rado e mi chiedeva un incontro di persona per spiegarmi meglio chi era e cosa proponeva.
Ci pensai e ripensai parecchi giorni , ne parlai con Anna facendole vedere anche la foto ,
manifestandomi lei la sua contrarietà a quell’individuo, perchè secondo lei era brutto, non le piaceva e non le ispirava fiducia, così diceva … .
“Ti ribadisco che deve solo sculacciarti e non fare altro e la bellezza estetica non centra per nulla!” Le ripetevo .Lei era contraria , ma io alla fine decisi di incontrarlo.
Era di una cittadina a circa 60 km da noi. Ci demmo appuntamento in un caffè.
Quando lo vidi mi colpì, sembrava ancora più magro che nella foto, era elegante e garbato e mi colpirono le sue mani che erano grandi e molto curate, come l’abbigliamento che indossava. Una persona distinta, normale, e molto educata .
Dopo la presentazione e i convenevoli, ci sedemmo in un bar con annesso dheor e ordinammo da bere. Mi fece subito una bella impressione anche se era maturo e più grande di me di età .
”Avrà senz’altro più di 50 anni .”Pensai osservandolo da vicino.
Volevo fermarmi solo pochi minuti con lui, il tempo di un caffè e dire qualche cosa, invece seguendo i suoi discorsi mi fermai quasi un’ora, affascinato dal suo modo di parlare e da quello che diceva.
Gli feci vedere un paio di foto di mia moglie Anna sul diplay dello smartphone. L’apprezzò molto.
“E’ una bella signora !” Disse :”Molto attraente e invitante. Complimenti!”
Quel parlargli e mostrargli mia moglie mi eccitava enormemente.
Mi chiese come giungemmo a quella scelta e gli raccontai la mia storia e la mia fantasia,
precisando che oltre essere la prima volta, Anna non era il tipo di donna che smaniasse o le piacesse fare quelle cose, tutt’altro, non le piaceva si sapesse della sua tendenza, del nostro segreto.
Mi spiegò molte cose, si intuiva subito che era un vero esperto del genere e me lo confermò:
“Sono decine di anni che pratico e soddisfo queste tendenze e particolarità in tutti i tipi di donne, senza limiti di età dai 18 ai 60 anni e oltre, e molte le ho iniziate a questa pratica. Sono esperto e molto riservato.” Affermò iniziando uno strano discorso:
“Vede signor Franco, ci sono molteplici forme e predisposizioni latenti nella donna e il piacere sessuale in molte di loro è connesso alla sofferenza e a volte alla sottomissione. Per questo alle donne piace essere sculacciate.” Dichiarò proseguendo nel suo escursus:”
“ Non tutte hanno il coraggio di ammetterlo, a se stesse e agli altri, temono che se lo facessero verrebbero etichettate come viziose dai moralisti o peggio, perverse. Ma non lo sono, sono invece donne coraggiose, rispettabili, madri e mogli che vivono la propria sessualità in modo diverso.”
Curioso di quelle spiegazioni e attratto dal suo modo di parlare e dal desiderio di conoscere, lo esortai a continuare e lui proseguì.
“Una delle caratteristiche delle sculacciate è il dolore, spesso bruciante. La sculacciata nasce come atto punitivo e anche se si fa per gioco viene impartita proprio perché deve essere dolorosa, un atto di sottomissione soft se vogliamo.”E precisò.
”Non sono carezze, sono espiazioni anche dure e la loro consistenza è direttamente proporzionale alla bellezza del culo che si sta punendo.”
“Ah! Questo non lo sapevo!” Dissi sorridendo.
“Eh si!” Rispose lui.”Un culo bello, arioso, rotondo merita sicuramente di essere sculacciato e provare più dolore di un culo secco, striminzito e flaccido. E fare sesso dopo la sculacciata, dopo aver impartito dolore dare piacere, è qualcosa di ancora più bello e sublime per la donna. Non trovate?” Mi chiese.
Annui, la pensavo come lui anche se non ero un esperto e con Anna lo facevo in modo diverso .
” Si è vero , è più intricante.” Aggiunsi ,specificando :” Però riguardo mia moglie deve essere solo una sculacciata, non voglio assolutamente che dopo si faccia sesso, è solo una mia fantasia quello che desidero e deve essere solo una bella sculacciata e basta, e anche quello che riguarda la sottomissione non mi interessa! ” Chiarii.
“Senz’altro! Si fa solo quello che vuole lei e la sua signora.” Rispose, continuando il suo discorso decantandomi il culo delle donne di cui era un esperto conoscitore :
“Il bel culo di una donna è qualcosa di meraviglioso anche quando canta o solfeggia!” Aggiunse sogghignando.” Anche se è raro ascoltarlo in quei momenti… .”
“Canta ? Solfeggia ?” Chiesi io stupito.
“Si …quando fanno vento…aria… scoreggiano…anche se è difficile sentirle, sono molto pudiche e vergognose in questo, ma è un suono piacevole, diverso da quello dell’uomo ,  dolce e stridulo e anche l’odore è diverso, è più intenso …” Ribadì ridendo ,facendo sorridere anche a me di quel suo siparietto arioso. Ma tornai subito al nostro argomento.
Gli parlai della mia fantasia , facendo riferimento anche ai particolari:
” Fantastico spesso che qualcuno la faccia inginocchiare su un divano, rivolta con il viso verso lo schienale, le tiri su lentamente la gonna oltre la vita, le abbassi le mutandine, le guardi il culo, lo accarezzi e inizi a sculacciarla mentre io osservo compiaciuto.” E mi eccitai solo a parlargliene.
“Si!” Rispose lui:” E’ una bella fantasia, fattibile, una trasgressione innocente, ma sua moglie è d’accordo ?”Chiese.
“Si, lei ha accettato, ma si vergogna molto, però anche lei è curiosa di provare almeno una volta.“ Lo informai.
“Certamente!” Rispose lui ,continuando su mia sollecitazione a espormi l’argomento.
“Sa! La sculacciata …” Proseguì sorseggiando la birra: “…è’ un arte …da noi è considerata una punizione, gli inglesi invece lo considerano un gioco erotico, lo spanking, così come i francesi dove viene chiamata fessèe e consiste nello sculacciare il partner allo scopo di provocare l’eccitazione sessuale di entrambi. “
Non mi disse però che come la praticava lui faceva parte del gioco sadomaso, della sottomissione della donna con tutti gli atti che ne conseguivano, ragguagliandomi solo su quello che lui voleva sapessi… . Ma allora non ero a conoscenza di tutte queste differenziazioni che conobbi solo in seguito su mia moglie. E continuò:
“ La sculacciata perde l’aspetto di punizione ed assume valenza erotica, quando sia lo sculacciatore che la sculaccianda sono persone adulte e consenzienti. Si tratta di un gioco erotico di coppia che precede il rapporto sessuale vero e proprio, a differenza di voi , che lo fate durante il rapporto.”
Erano informazioni interessanti , mi stava spiegando cose che non conoscevo e che non avevo trovato nemmeno su internet. Proseguì.
“Molte coppie iniziano con le sculacciate e poi passano alla cintura, al battipanni ,al frustino e a fare altro .”Vedendo la mia faccia impensierita ,precisò.
“Guardi!…Io queste cose qui gliele solo dico per conoscenza, sia chiaro, non perchè ho intenzione di praticarle con sua moglie. Con lei farò solo quello che vorrete voi .Gli spiego questi particolari perchè mi sembra interessato a conoscere completamente questa pratica, mi pare.
“Si..si! Parli pure chiaro e tranquillamente, dica le cose come sono realmente, preferisco sapere e poi mi piace stare ad ascoltarla. Lei ,si capisce che è un esperto.” Asserii.
“Grazie!” Rispose.” Se vuole possiamo anche darci del tu!” Propose.
Acconsentii.
Procedette nella spiegazione:
“Vi sono molte posizioni per sculacciare e dare piacere nel farlo,che non starò qui ad elencarti, quella che fantastichi tu è la posizione classica ed è molto erotica, ma anche quella sdraiata con la pancia sulle ginocchia da piacere. Una gioia-dolore che oltre ad essere amplificata dal contatto fisico, deriva soprattutto dalla sensazione di vulnerabilità e di sottomissione che prova in quell’atteggiamento. La posizione sulle ginocchia è particolarmente gradita alle donne, in quanto ogni sculacciata provoca la stimolazione del clitoride, a stretto contatto con la gamba dello sculacciatore .” Fece una pausa,  sorseggiò ancora la birra e continuò: “Innanzi tutto bisogna saper sculacciare!
E’ importante colpire nelle zone giuste, percuotere troppo in alto o troppo in basso può risultare fastidioso e lesivo, quindi bisogna sculacciare sulla zona centrale dei glutei, la parte più carnosa e meglio disposta ad essere schiaffeggiata. E’ fondamentale mettere a proprio agio la sculaccianda.
Prima di iniziare a sculacciare bisogna massaggiare con amore e passione i glutei che ci offrono, in questo modo si aumenta la circolazione sanguigna facilitando il riscaldamento della zona, e il sedere della donna, sottoposto a carezze o impasto, pregustando il trattamento inizierà ad eccitarsi. “
Continuò :
“Chiaramente durante la sculacciata si possono allungare le mani oltre la zona dei glutei. Con l’autorizzazione del marito naturalmente.” Disse ridendo, precisando:” Un pò di masturbazione è utile a far rilassare ed eccitare la sculaccianda .” E sorrise ancora… seguitando:
“Molto importante è variare l’intensità della sculacciata e la posizione delle mani e delle dita. Una mano estremamente rilassata colpisce molto più forte di una mano rigida, le dita aperte, diminuendo la resistenza con l’aria facendola passare tra esse, fanno più male delle dita serrate. Tu come metti le mani? “ Mi chiese interessato di come la sculacciassi io.
“ Ma ..io…!” Risposi incerto:” Quando la sculaccio lo faccio con le dita chiuse ed intensità medio-leggera “ Gli dissi.
“Lo immaginavo! …La tua è una tipica sculacciata delicata. Comunque!…” Mi consigliò.”…Quando lo farete ancora, dopo aver riscaldato la zona a suon di sculacciate, usa anche le dita per pizzicare e impastare la pelle. Vedrai che le piacerà… .
E poi ricorda …la pausa è importante, quei secondi d’attesa tra un colpo e l’altro creano tensione e insofferenza in lei e ti fanno giocare sull’effetto sorpresa.
Il pathos subito dalla sculaccianda nell’attesa le farà salire molto l’eccitazione e il tormento, portandola sulla soglia dell’orgasmo.” Finendo : “E comunque da qualsiasi lato si guardi la sculacciata, è un atto di sottomissione della donna verso lo sculacciatore. Ora se ti interessa, ti spiego perché alle femmine piace essere sculacciate. “ Disse.
“Si mi interessa !”Risposi sempre più interessato e preso da quelle informazioni . E proseguì.
“ Le statistiche dicono che il 65% delle donne ha la fantasia sessuale di farsi sculacciare , anche le più impensabili, ma se ne vergognano e non vogliono ammetterlo nemmeno a loro stesse, finchè a molte di loro, la casualità come nel tuo caso o altri fattori, non gliela esteriorizzano e allora, se è il loro partner a farlo, in genere l’accettano e lo condividono con lui.”
Mi attraevano e affascinavano le spiegazione di quell’uomo, era interessante, un vero conoscitore. E proseguì:
“E’ il sogno di tutti gli uomini incontrare donne a cui piace essere sculacciate a culo nudo e che magari gradiscano anche la sodomia. “Aggiunse sorridendo, precisando subito .” Non è il vostro caso, ma a molte piace così… .”
“Si non è il nostro caso !” Interruppi io .”Il sesso, che sia davanti o dietro non ci   interessa .” Dichiarai, chiedendogli interessato e curioso :
“Ma perchè piace farsi sculacciare o vederlo fare o addirittura pensarlo e immaginarlo come nel mio caso.”
Sorrise:
“Perchè il culo è una parte del corpo femminile estremamente sensibile, oltre che esteticamente ed eroticamente importante per la stimolazione sessuale del maschio .
Ecco perché i maschi amano tanto palpare, colpire, assaporare, baciare e leccare il sedere delle loro partner sessuali.
E anche la donna ama molto le attenzioni sia visive che tattili in quella parte anatomica.
La sculacciata coinvolge la sfera sessuale perchè le mani e lo sguardo dello sculacciatore si trovano vicini ai glutei e all’organo sessuale femminile. Quando viene richiesta la nudità del corpo, è inevitabile che si crei una situazione di eccitazione sessuale di uno dei due o di entrambi.”
Era molto intricante ed eccitante quello che diceva e vedendomi interessato e attento ascoltatore, dopo essersi guardato attorno che non ci fossero orecchie indiscrete andò avanti:
“Per una donna farsi sculacciare è doloroso, ma ne ricava anche molto piacere.
Ma sta allo sculacciatore con la sua capacità ed esperienza, scoprire a quale tendenza appartiene e dopo averla identificata, anche la donna più ritrosa, sarà disposta a fare tutto per il suo educatore … .”
“Tutto cosa?” Lo interruppi.
“Sesso anale, orale e altro ancora, ogni qual volta che lui lo vorrà. Perché con le sculacciate le impone definitivamente la sua volontà.
Per la donna il dolore è piacere e il piacere è anche sottomissione.” Terminò.
Era uno strano discorso quello finale che mi faceva, mai ascoltato prima, che in parte mi
spaventava, ma mi eccitava e attraeva anche . Pensavo.” Noi non giungeremo mai a questi punti, Anna non è come le donne di cui mi parla lui. Lei è diversa, è una buona moglie e un ottima madre, seria e coscienziosa ,una donna di famiglia e questo mi rassicurava. “Mentre lui continuò ancora:
“Per alcune le sculacciate sono un preliminare prima di fare sesso completo. Per altre, invece, sono un vero e proprio piacere sessuale e quindi sono sesso allo stato puro, meglio ancora se anale dopo essere state schiaffeggiate brutalmente sul culo.”
Abbozzai una smorfia, era la seconda o terza volta che associava la sculacciata alla sodomia e questo non mi interessava, lo sapeva e glielo avevo già detto. Però mi piaceva che mi parlasse di quelle cose, di quelle possibili attitudini, che molte donne hanno di associare la sculacciata con la sodomia. Mi eccitava sapere che molte erano predisposte. Naturalmente esclusa mia moglie che ero certo non avesse quella inclinazione.
Come se avesse letto l’espressione del mio viso terminò.
“Perché vedere un bel culo dolorante che si dibatte mentre riceve schiaffi con ritmo diverso e cadenzato non può che eccitare e far desiderare la penetrazione… .” Alzai la testa e sorrisi ripetendo.
“A noi interessa solo la sculacciata e non il resto.” Lui abbozzo affermativamente con il capo sorridendo.
Ma la mia domanda fu più esplicita, ormai curioso e interessato:
“Ma perchè godono se sentono dolore? Qual’è il meccanismo che tramuta la sofferenza in piacere? Non riesco a capirlo .” Gli domandai.
“Perchè godono vuoi sapere?” Ripetè .
“E’ un fatto psicologico, prima di tutto fisiologico .Ci sono due tipi di godimento nella donna, uno fisico e l’altro mentale e sono associati e poco importa se uno prevale sull’altro, insieme le provocano il piacere e l’orgasmo .
Molti lo spiegano con il fatto che il sedere della donna sia molto innervato, la natura è stata generosa con loro e le ha dotate di un numero impressionante di terminazioni nervose proprio nella zona dei glutei, perineo, ano e retto compreso. Quindi il picchiare cadenzato su di loro. determinerebbe una sorta di vibrazione dolorosa che si espande anche negli organi vicini, compresa la vagina e il clitoride .
Arrossendo, i glutei anche se poco vascolarizzati richiamano molto sangue nella zona genitale e il dolore sulle natiche portato dalla battitura si trasforma in bruciore e quindi in calore; e il calore per antonomasia è piacere, e per conduzione e tramite il circolo sanguigno della pelvi, dai glutei si diffonde al retto e alla vagina con stimoli di piacere sessuale fino all’orgasmo brutale.
E una volta superati i tabù, come voi, la donna può anche assaporare pienamente il piacere di una sculacciata.
Questo tipo di innervazione e vascolarizzazione fa si che anche il rapporto anale sia
particolarmente piacevole per la donna .” Specificò.
Rimasi sbalordito di quella spiegazione, finalmente sapevo perchè si gode a farsi sculacciare o inculare, mentre lui seguitò:
“Il godimento psicologico o mentale invece, avviene perchè, anche se è un gioco, vivono la sculacciata come una punizione, un castigo, con vergogna e umiliazione ,sia per l’atto in se stesso mortificante, che perchè lo sculacciatore osserva le loro parti intime, vede il loro culo, lo tocca, lo accarezza e lo percuote, ne è il padrone. Anche la loro intimità anteriore è esposta al suo sguardo e alle sue carezze, si sentono passive e arrendevoli a lui, sottomesse e ne avvertono la dominanza, lasciandosi andare piacevolmente impotenti tra le loro mani .
Attendono gli sculaccioni tra il ritmo e le loro pause, con tormento e desiderio, dolore e piacere, si sentono sottomesse e ne godono carnalmente ad esserlo .
Assoggettarsi a un’altra volontà, le eccita sessualmente e le fa sentire docili e accondiscendenti ai loro atti .” Ma sorridendo aggiunse :“ Ricordiamoci sempre che il sesso per le donne è prima di tutto, qualcosa di mentale e se la mente non gode il corpo non risponde… . Gli uomini amano sculacciare le donne e magari anche sodomizzarle e alle donne piace il contrario, essere sculacciate e molte anche inculate, ma non lo
diranno mai apertamente .
E’ più facile che tradiscano sessualmente il marito o il compagno e siano disponibili a fare sesso con uno sconosciuto, piuttosto che dire:” Mi piace essere sculacciata!”
Mentre non si pongono problemi morali a tradire e a concedersi ad un altro, troverebbero sconveniente e immorale ammettere le loro fantasie sessuali esplicitando il desiderio di essere sculacciate .”
Fu una chiacchierata lunga e interessante, molto istruttiva per me, doveva essere breve e invece ci fermammo più di un’ora a conversare. Mi aveva impressionato con le sue conoscenze in materia .
Ci salutammo con l’accordo di risentirci al cellulare e rivederci la settimana dopo con mia moglie, con l’intento di presentargliela di persona.

A casa ne parlai con Anna, naturalmente mi guardai bene dal riferirgli il contenuto dell’estesa discussione, informandola solo dell’impressione positiva che mi aveva fatto. Le dissi subito :
“Siamo restati d’accordo che ci incontreremo la prossima settimana per conoscerti di persona.”
La immaginavo già sculacciata da quell’uomo e mi eccitava pensarlo, psicologicamente l’accettavo nel vederlo alzare la gonna a mia moglie, abbassarle le mutandine e sculacciarla.
Lei mi ascoltò attenta ma con disappunto, poi si alzò scrollando la testa…”Ma guarda un po’ cosa mi fai fare!” Esclamò dubbiosa. E tutto finì lì.
Era diffidente e contraria, ma un semplice incontro conoscitivo lo accettò.
Nelle telefonate preparatorie dell’incontro con Anna, eccitato dalla situazione e dall’aver trovato la persona giusta, acconsentii su suo suggerimento a cambiare programma , non incontrarci più nel bar precedente, ma direttamente in uno vicino a casa sua, dove eventualmente avremmo potuto andare il giorno stesso.
Anna la informai, poche ore prima di incontraci, in modo che non avesse ripensamenti..
“Subito oggi?… Oddiooo!! Ma perchè!?… Io non sono pronta , ho paura!” Esclamò.
“Ma dai!… Paura di cosa?” Le chiesi fingendomi stupito.“Sei con me! Siamo assieme!”
“Ma da quello lì! Non sappiamo chi è!… Non era meglio fare un incontro conoscitivo prima?”
“A che scopo? Se intanto lo hai già visto in fotografia e hai detto che non ti piace !? E poi non deve piacerti , non devi farci niente, ti deve solo sculacciare, quindi non ha senso incontrarlo prima e poi rivedersi per la sculacciata. Lo fa subito e via!” Dissi agitato e felice.
“Eh ma io…mi vergogno!” Aggiunse.
“Ohh dai con questa vergogna!!..Su ! Stai tranquilla!! Sei con me!”La rassicurai ,ma eravamo tutte e due esagitati dalla situazione. E poi quel tipo al di là dell sculacciare, lo reputavo una persona insignificante con la sua magrezza e modi di fare.
Quel giorno faceva caldo, aveva da poco depilate le gambe ed erano lucide e lisce come il cristallo.
Anna mise una gonna leggera di cotone, e una camicetta aperta sul davanti , con una collana a grosse pietre e un trucco sobrio che la rendevano attraente e molto signora .
Ci incontrammo in una piazzetta di periferia della sua città, ci venne incontro e le presentai mia moglie, fu molto educato e gentile con lei, le fece i complimenti per la sua bellezza e la mise subito a suo agio scherzando educatamente, si notava che era un uomo di cultura che sapeva rapportarsi con la gente .
Ci sedemmo in un tavolino appartato di un bar. In quei momenti Anna lo guardò con attenzione, fisicamente non le piaceva, era insignificante, ma educato e intelligente. Quando si alzò per andare a ordinare da bere, Anna mi si avvicinò bisbigliandomi: “ Che tipo! Sembra uscito da altri tempi, così alto e magro .” Continuando:” Non mi va di farmi sculacciare da lui ! “Aggiungendo subito però, quasi sorridendo:”Ma sarà capace? Mi sembra così gracile!”
“Ma vediamo!” Le risposi io:” Intanto è una persona affidabile, seria, poi vedremo se è all’altezza di quello che dice e delle nostre aspettative, a parole sono tutti bravi e capaci, bisogna vedere poi con i fatti. Proviamo questa volta, se non ci piacerà non ci rivedrà
più.”
“Ma io non voglio! Non mi va farmi sculacciare da quello lì!”Ripetè seccata.
“Intanto siamo dentro a questo gioco e ora non possiamo ritirarci, ma solo andare avanti. ”Risposi.
“Ma io mi vergognò!” Mi sussurrò sottovoce .
“Di nuovooo? “ Dissi io seccato…”Ne abbiamo già parlato, ti vergogni di cosa?” Chiesi.
“Di farmi sculacciare da lui, fargli vedere il mio sedere, mi sento a disagio.” Ribadì.
Sorrisi della preoccupazione di mia moglie adulandola e provocandola:
“Ma se c’è l’hai meraviglioso, hai il più bel culo di XXXXXX”, e dissi il nome della nostra città, continuando:” Le tue amiche e conoscenti te lo invidiano, per non parlare degli uomini che te lo consumano con gli sguardi. Non hai motivo di vergognarti.”Le sussurrai.
Lui tornò davanti al cameriere che ci portò i caffè e si sedette.
Dopo i convenevoli e una chiacchierata preparatoria, come d’accordo ci invitò ad andare a casa sua , che era lì vicino:
“Venite da me che beviamo ancora qualcosa, ci mettiamo comodi e ci rilassiamo .” Disse.
Come d’accordo accettai, ma Anna indugiò :” Ma veramente non so! Non ci conosciamo!”
Esclamò.
Per convincerci e rassicurarci ci informò sulla sua vita, ci disse dove lavorava e che l’appartamento era di residenza, dove viveva, da solo ma per scelta.
“Sono una persona seria e rispettata e non inganno nessuno con la mia passione che è
complementare alla vostra.” E all’improvviso infilò la mano in tasca, tirò fuori il portafogli e da esso la carta d’identità:” Guardi!” Esclamò aprendola e passandola nelle mani di Anna che la osservò.
“Mi chiamo XXXX , sono residente a XXX e sono un ingegnere.”
Era tutto autentico con quello che ci aveva detto.
Esortandoci ancora :
“Su!…Si chiacchiera, si sta un po’ tranquilli… . ” Ripetè mettendo via il documento.
Anna non rispose, mi guardò come faceva di solito quando aspettava che io decidessi anche per lei.
Senza dire nulla mi alzai e loro dietro me. Lui andò a pagare il conto, mentre noi agitati e tra mille timori uscimmo. Passeggiammo fino al suo palazzo, dove seguendo lui entrammo e salimmo al terzo piano. Entrammo nel suo appartamento ben arredato e confortevole, con un buon profumo nell’aria e ci sedemmo in salotto, dove ci offrì nuovamente da bere per rompere la tensione che avevamo addosso e mise della musica classica.
Dopo bevuto e chiacchierato per mitigare il disagio, sicuro di se disse:
”Ora possiamo iniziare il nostro gioco, i nostri gusti li conosciamo e quindi non c’è da
imbarazzarsi, siamo tutti consenzienti. Ognuno di noi avrà il proprio ruolo e ricordate che è solo un gioco, lei Anna sarà la sculaccianda a cui spetta una punizione e dovrà avere un atteggiamento di sottomissione e fare quello che le dirò. Io sarò colui che la sculaccerà e a cui ubbidirà e suo marito Franco lo spettatore.
Mi raccomando …”Disse rivolgendosi a me:”… non interrompere il gioco finchè non è finito, perchè si creerà un phatos particolare tra tutti e tre, una tensione passionale e coinvolgente che se rotta sarà difficile da ritrovare.” Aggiungendo:” Anche se alcuni momenti saranno intensi e sembreranno brutali, eventuali contrarietà o rimostranze le faremo alla fine . Siete d’accordo?!” Disse.
Annuii.
Mia moglie mi guardava perplessa per quello che aveva detto, ma le accennai con il capo di stare al gioco. Era confusa e probabilmente eccitata anche lei per il caldo e quella situazione nuova, il viso era imperlato di sudore sulla fronte e sopra le labbra superiori. Le ascelle per la tensione , avevano macchiato la camicia e si intravvedeva il tessuto bagnato di sudore. Lui proseguì:
“Ora signora Anna incominciamo il gioco, la faccio inginocchiare sul divano ed inizierò a
sculacciarla sulla gonna … ad ogni sculacciata lei mi deve rispondere:” Perdonami signore…!”
Poi le alzerò la gonna e la sculaccerò sulle mutandine, mentre lei Anna conterà a voce alta le sculacciate e continuerà a dire :”Perdonami signore…!”
Subito dopo le abbasserò le mutandine e la sculaccerò nel sedere nudo…e ogni sculacciata dovrà contarla e rispondere:” Grazie signore…!”
Quell’inserimento nella mia fantasia non lo avevo considerato, doveva essere solo una semplice sculacciata nei miei desideri, e basta, ma solo ad ascoltare quella integrazione mi eccitai, mentre Anna perplessa e sbalordita da quella richiesta mi osservava smarrita. Non mi rendevo conto che lui iniziava la sua induzione alla sottomissione di mia moglie.
Le accennai di accettare.
Davanti a me la prese per mano, la fece inginocchiare sul divano, le posizionò le braccia in modo conserte sullo schienale e le fece appoggiare sopra di esse il mento, mentre io assistevo eccitato.
Pacatamente con gesti lenti iniziò a colpire il sedere sulla gonna di cotone, ricordandogli cosa doveva dire .
Uno, due, tre, quattro sculaccioni e a ogni colpo Anna ripeteva con voce tremante ed esitante per la vergogna: “Perdonami signore!.” Era una scena molto erotica ed eccitante, più di quello che immaginavo, vedere percuotere mia moglie da lui e lei esclamare a quell’uomo “Perdonami signore!” come atto di sottomissione e ringraziamento per la punizione che riceveva . Sembrava quasi un rito che avesse qualcosa di religioso o pagano, come se fosse un’iniziazione.
Smettendo di battere sulla stoffa, alzò lentamente la sua bella gonna di cotone celeste e la portò sopra alla vita, fino all’inizio della schiena, mostrando il sedere meraviglioso all’interno della sua culotte bianca di pizzo trasparente, traforata a fiore, la accarezzò e con calma e attenzione e iniziò a battere su di essa .Una, due, tre e non so quante altre volte, mentre lei le contava, iniziando a sentirle e lamentandosi ripeteva :”Perdonami signore!”
Dopo aver battuto forte sulla culotte facendole traballare la traforatura del tessuto, lentamente prendendole per l’elastico sui fianchi, tra la vergogna di mia moglie, abbassò anche quella fino a sopra le ginocchia, mostrando le sue belle natiche nude, rotonde e pallide, appena arrossate dagli schiaffi. Le prese i fianchi e la posizionò bene, col culo ben esposto e dandole degli schiaffetti all’interno delle cosce le fece capire di allargare le gambe.
Anna le divaricò fino al punto che le mutandine tese lo permisero, in modo lui da poter mettersi tra loro con lo sguardo e avere anche la figa bene in mostra e a portata di mano. Si allontanò e quando fu vicino a me lo osservò con ammirazione :
”Perfetto! E’ proprio un bel culo da signora, di quelli che c’è ne sono pochi, da cinque stelle! Complimenti! “ Esclamò elogiandolo.
” Davvero incantevole signora, non sbagliava suo marito a dirmi che era molto bello.” Le disse avvicinandosi a lei.
Il mio cuore come quello di Anna batteva a mille e lei era rossa in viso dalla vergogna e dalla umiliazione, visto le prime sculacciate e la sottomissione a cui si era sottoposta per gioco a chiedergli perdono come se fosse il suo signore, e che il suo sesso da dietro in quella posizione era esposto al suo sguardo.
Il suo solco profondo partiva dall’alto e scendendo mostrava due glutei pieni e rigogliosi,
leggermente arrossati dalle precedenti sculacciate, terminando tra le gambe, nel perineo, dove sotto si mostrava tra qualche pelo scuro ben visibile, la figa di mia moglie, con la sua lunga fessura, chiusa tra due grandi labbra carnose.
Vederla da dietro la sua figa, in quella posizione inginocchiata, mi eccitava e faceva uno strano effetto sapere che un altro uomo che non ero io gliela guardasse.
“Bene è pronta!” Esclamò lui.
Si avvicinò a lei e si mise al suo fianco e mentre Anna passiva lo lasciava fare, le prese le mani da sotto il mento e gliele mise unite dietro la schiena, fasciandole all’interno della gonna stessa, rivoltata su di esse, bene in alto in modo da lasciare libero il culo, tenendole ferme per la stoffa che le racchiudeva con una delle sue grosse mani. Praticamente l’aveva immobilizzata ,bloccandole le braccia dietro e impedendole eventuali fughe per sottrarsi alle sculacciate.
Era una posizione studiata, che dimostrava la sua capacità ed esperienza, che probabilmente adottava con le novizie, che per la prima volta si affidavano a lui.
Inizio dapprima ad accarezzarlo lentamente con la mano ed a impastarlo con le dita e poi iniziò a batterla con maestria, a colpirlo in modo cadenzato, adagio, poi sempre più forte, uno due, tre volte…ricordandole quello che doveva dire. E lei sotto quelle sculacciate secche e roventi ripetè ad ogni colpo che le veniva inflitto con voce esitante e incerta: “Grazie signore!…Grazie signore!…” Ricevendo quelle percosse sempre più vigorose e scottanti.
Nell’aria oltre la sua voce tremolante si spandeva lo schiocchiò dello sciafff…della sua mano ferma sulla pelle pallida e bruciante di mia moglie, e il gemito di Anna al colpo che precedeva la conta e il ringraziamento a quello appena avvenuto, quel suo “Uuaahhhh!!!!! “ di reazione con inarcamento della schiena ad ogni sculaccione che riceveva, che diventò di difficile interpretazione…
A casa nostra quando la sculacciavo io, a quel punto quando le bruciava smettevo di batterla, continuando a scoparla godendo passionalmente .
Noi l’avevamo sempre fatto durante un rapporto sessuale e quindi il dolore era attenuato dal piacere.
Lui invece colpiva forte e lei dolente si lamentava, il sedere le era diventato vermiglio come non l’avevo mai visto prima e la pelle ardente le bruciava .
Iniziava a dimenarsi, a muovere il culo di lato al dolore cercando di evitare lo sculaccione, chiamandomi:”Franco! Franco!”
La colpiva forte, al punto che restai meravigliato anch’io di come la sculacciasse, avrei voluto intervenire ma lui con un gesto della mano mi fermò:” E’ solo un gioco .Le rimostranze alla fine come d’accordo.” Disse sicuro di se e mi misi a sedere in poltrona.
Lui a quelle invocazioni di smettere invece di attenuare i colpi batteva più forte, fino a farla piangere e strillare, facendole attorcigliare il corpo, spostando il sedere da una parte e le spalle dall’altra nel tentativo di divincolarsi, poi d’improvviso smetteva e la accarezzava dolcemente e amabilmente il culo e le impastava le natiche con le dita delicatamente, dandole una sensazione piacevole e di sollievo.
Notavo che ci sapeva fare, che era veramente esperto a sculacciare e questo invece di
preoccuparmi, stupidamente mi rassicurava. Ero perversamente eccitato.
Anna cercava di divincolarsi per fuggire da quella posizione obbligata, ma la sua grande mano la teneva ferma per i polsi fasciati dalla gonna, mentre l’altra la colpiva ripetutamente sulle natiche nude :”Sciaff!!!… Sciafff!!…Sciaffff!!!” Spandendo nell’aria l’effetto sonoro delle sculacciate.
“Basta! Basta!” Supplicò Anna piangente mentre due lacrime le solcavano il viso.
“Basta cosa?! …Chi sono io!” Esclamò lui colpendola ancora più forte.
“Basta…basta… signore!” Borbottò lei.
“No basta! …Cosa devi dire?… Dillo bene!!” Gridò battendola più forte .
“Gra-zi-e  si-gno-reee… !” Mormorò Anna.
“Brava!…Così… continua e conta gli sculaccioni che ti do!” La esortò, iniziando lei a contare di nuovo singhiozzando:                                                                                                                                    “Sciafff!”La colpiva e lei  rispondeva:  “Uno, grazie signore! …”                                                    “Sciafff!!” E lei continuava: “Due, grazie signore! …”                                                                      “Sciafff!!” E ancora: “Tre, grazie signore! …”                                                                                    “Sciafff!”  E mia moglie. “Quattro, grazie signore …”                                                                        Ripeteva piangendo e sussultando a ogni colpo mentre lui la sculacciava con la sua mano magra e nodosa, facendola arrivare fino a :” Ve-ntii!!” E mia  moglie singhiozzando:” Gra-zi-e si-gno-reee! ..” Finendo quella frase in un lamento con singulto.
Era tremenda quella scena nel vederemia moglie piangere, ma mi dava anche le palpitazioni, non avrei mai pensato che mi avrebbe eccitato così tanto vederla sottomessa a lui, quell’ometto,  e che lo ringraziasse per le sculacciate che riceveva.
Davvero eccitante, per me e per lei …indescrivibile.
La sculacciava non dolcemente come facevo io, ma in modo più rigido e doloroso, facendola gridare e implorare di smettere a ogni colpo, invece ogni volta doveva ringraziarlo per avergliela data…nell’attesa di riceverne un’altra successiva ancora più dolorosa.
“E’ un gioco di ruoli.” Affermò guardandomi per rassicurarmi. vedendomi allarmato ,per poi piegarsi sull’orecchio di Anna dicendole:
“Lei Anna è una donna capricciosa, ribelle e cattiva. Per questo merita di essere sculacciata. E’ vero?!” Chiese sculacciandola più forte.
“Si…si..è vero , sono capricciosa e cattiva …mi perdoni signore!” Esclamò timorosa e sofferente lei.
Era entrata nella parte, ed era spaventoso vedere una donna come mia moglie che umiliandosi si stava sottomettendo alla volontà di quell’uomo e accettasse e le piacesse quello che le faceva.
“E’ una gatta selvatica che io domerò! Verooo?” Gridò.
“Si..si!!” Ripetè Anna.
A ogni colpo strillava e si dimenava, ma lui la teneva bene ferma in quella posizione studiata, mentre con l’altra mano sculacciava sempre più vigorosamente.
Sinceramente non capivo più se sentisse ancora dolore o se iniziasse a provare piacere, il suo sedere era diventato rosso sangue, impressionante, non ne avevo mai visti così.
“Uhhh!!! Aaahhhh!!! “Esclamava ad ogni percossa spostando il suo splendido culo bruciante e dolorante da un lato all’altro, cercando di evitare quegli schiaffi .Il suo sedere infuocato, danzava dimenandosi sotto quella grande mano, cercando di sgusciare via da essa tra urla e gemiti indistinguibili.
“Lo faccio per il suo bene Anna. Questo lo capisce vero?” Lei è una donna, capricciosa e io devo punirla…in maniera estrema. “ Disse calmo, serio e autoritario.
Ogni tanto dopo le sculacciate forti, accarezzava i glutei roventi e doloranti, dolcemente per qualche secondo, impastandoli con le dita dandole sollievo e rendendola sempre più assoggettabile a lui e alla sua mano.
“Ubbidirà ora!?” Chiese con voce autoritaria alzando la mano per colpirla .
“Si..si..ubbidirò! ” Balbettò Anna, aspettando con ansia e timore la percossa successiva.
“Allora baci questa mano che la punisce!” Esclamò  flettendosi indietro e porgendogliela davanti alle labbra.
“Si! Si! “ Mormorò lei intimorita e forse eccitata e la baciò ripetutamente, con sua soddisfazione.
Ero sconvolto da quello che vedevo, mi chiedevo se non era una allucinazione. La stava umiliando. Quello che succedeva aveva prevaricato di molto la mia fantasia e mia moglie piangente e dolorante riconosceva l’autorità di quell’uomo su di lei, provandone sofferenza e forse anche piacere.
Ero eccitato e spaventato, avevo l’erezione mentre osservavo che glielo accarezzava e vezzeggiava rosso come il fuoco. Era tutto tremendamente eccitante e pauroso. Indescrivibile.
Si rimise a sculacciarla forte, incurante delle sue grida, mettendo la mano più bassa alternando lo schiaffeggiare sulle natiche a sopra la figa sottostante, sempre più rapido e più forte, schiaffeggiandole anche la figa, finchè un urlo brutale uscì dalle labbra di mia moglie:“Aaahhhhahhahahhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!“ Un grido di dolore e piacere, mentre piangente implorava:”Basta per pietà !” Muovendo il corpo come una serpe e spostando il sedere sempre da una parte all’altra, cercando di allungare le gambe indietroe di lato per allontanarlo e per non farlo colpire.
Quello schiaffeggiare alternativamente il culo alla figa sulle grandi labbra e il clitoride le provocava godimento, oltre al dolore-piacere sotto i peli gliela aveva fatta diventare rossa e incandescente .
D’improvviso si fermò e ancora si mise ad accarezzarle i glutei , chinandosi a baciarli e facendo quelle manovre le accarezzò anche la figa da dietro. Glielo concessi senza intervenire perchè mi eccitava vederlo fare e notavo che piaceva anche ad Anna, non piangeva più, ma restava ferma a farsela accarezzare e poi se devo essere sincero, avevo anche timore di lui.
Era la prima volta che un altro uomo accarezzava la figa di mia moglie e questo scoprii che mi eccitava; e mi eccitava anche il fatto che Anna se la lasciasse accarezzare sapendo che c’ero io dietro lei ad osservare, provando oltre al sollievo, ma anche piacere e godimento, lasciando uscire dalle labbra un ansimare piacevole.
E mentre lo faceva le accarezzò di nuovo il culo dolcemente per molti secondi, impastandolo e riaccarezzandolo, poi iniziò ancora a schiaffeggiare i glutei e la figa esposta a lui  da mia moglie mentre era a carponi sul divano .
Lei dal tormento iniziò a dimenarsi e sculettare, le faceva male, si lamentava ma era sopportabile, all’improvviso le infilò il dito medio lungo e ossuto dentro la figa e lo mosse avanti e indietro velocemente facendole un un breve ditalino.
“Nooooo!!!” Sussurrò Anna perdendosi subito dopo dietro un :” Aaaaahhhhhhh!!!!!!! Siiiiiiiii!!!!!!“Godendo e gemendo finchè non lo tirò fuori.
Quando lo fece, era bagnato di umori :” E’ tutto bagnato…vedi che gode!” Esclamò sorridendo lui rivolto a me mostrandomelo che lo osservavo stupefatto per quello che aveva fatto. Aveva fatto un ditalino a mia moglie e questo non era nei patti.
Ma dandole un’altra pacca sul sedere facendola sussultare, iniziò nuovamente a sculacciarla, alternando schiaffi energici e rigidi sui glutei da farli ondulare, con quelli più delicati sulla figa ,seguiti dalla penetrazione del dito medio in vagina.
Ero incapace di intervenire.
Piacere e dolore si mescolavano. Anna non sapeva più quello che prevaleva in lei. Non si capiva se piangeva o godeva. Certo non era quello che fantasticavo io, ma era terribilmente eccitante osservarlo e non mi rendevo conto di quello che stavo provocando in lei.
Ci sapeva fare quell’uomo, era un vero sculacciatore e vedergli muovere con sicurezza e
padronanza le mani sul culo ormai scottante di mia moglie mi infervorò di più.
Iniziai a toccarmi fuori dai pantaloni e lui mi vide.
“Hai l’erezione ?” Chiese sorridendo .
“Si !” Risposi eccitato.
“Lo immaginavo che avresti goduto anche tu è normale. Allora vieni!” Mi disse.
“Come?” Farfugliai sudato mentre lui continuava a sculacciarla e lei a vociare.
“Vieni qui e tira giù i pantaloni!” Ripetè.
Mi avvicinai impacciato, ubbidii come un automa, come faceva Anna, slacciai la cintura, il bottone di chiusura e tirai giù la cerniera e li feci cadere in basso.
“Tira giù anche lo slip…dai!” Mi esortò.
Feci scendere anche quello restando con il cazzo fuori oscillante ed eccitato, e confuso mi
avvicinai, mentre lui prendendomi per una spalla mi mise dietro di lei, tra le sue caviglie allargate e le cosce tenute al limite della divaricazione dalle mutandine tese.
“Dai chiavala così!…Alla pecorina!!” Esclamò.
Infervorato ed elettrizzato, non me lo feci ripetere due volte, euforico com’ero, la penetrai iniziando a chiavarla in quel modo, incurante di quell’uomo che ci osservava, mentre lei si lamentava e godeva.
Mia moglie a sentirsi penetrata sussultò e restò sorprea, non mi  vedeva essendo dietro a lei.Mentre la chiavavo appoggiando le mani sui fianchi, a ogni colpo che davo avvertivo il suo sedere arrossato, impetuoso e incandescente contro i miei inguini e alle mie cosce. Non lo toccavo per timore di farle più male .
Lei a un certo punto ebbe un orgasmo ” Aaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!! !” Esclamò, e subito dopo ”Francooo! Francooo!” Sussurrò come ad accertassi che fosssi io.
“Sii!!! Sono io amore …stai tranquilla !” Risposi, ma ero talmente eccitato che sentendo il calore della sua vagina bagnata e infuocata dal piacere e dalle percosse, venni quasi subito. Lo tirai fuori in tempo per sborrare sul sul pavimento e allontanarmi poi confuso da lei, cadendo sudato con il cazzo in mano seduto sulla poltrona di fianco.
Mia moglie ansimava dal piacere, e voltando il capo mi guardava con gli occhi rossi e
lacrimanti. Lui iniziò nuovamente a schiaffeggiarla sui glutei carnosi, dapprima piano con pause lunghe e ritmate, poi sempre più rapidamente, contorcendola e spandendo nell’aria assieme alla musica i suoi lamenti di sofferenza-piacere, infiammando di più il suo magnifico sedere già rovente, come se battesse sulla pelle di un tamburo .
All’improvviso mentre ero seduto e sconcertato da quello che era accaduto, pensando che fosse ormai tutto finito, senza immaginare cosa volesse fare, lui si mise dietro mia moglie, dove prima
c’ero io e mentre le impastava i glutei con le dita, veloce come un fulmine lasciò cadere i
pantaloni, tirando giù lo slip, mostrando un cazzo di riguardevoli dimensioni e ancor prima che facessi memoria di quello che aveva intenzione di fare,  già bagnata e quindi lubrificata la penetrò velocemente.
Mia moglie si inarcò sentendolo entrare in lei, capì subito che non ero io a penetrarla, ma quell’uomo, ma godente non oppose resistenza, io stravolto ed eccitato da quello che stava accadendo osservavo incredulo e incapace di intervenire su di lui che possedeva mia moglie, se la stava chiavando come poco prima avevo fatto io,  e prese a chiavarla e sculacciarla nello stesso tempo,con gusto e foga.
Non potevo credere a quello che vedevo, mia moglie era chiavata da un altro uomo davanti a me.
Anna sudata, si mise a godere, era come in preda alle convulsioni, si contorceva, la vedevo dimenarsi e la sentivo lamentare e gioire. Godeva gemendo e ansimando con smorfie di dolore e di piacere , finchè, sotto i suoi colpi profondi e veloci ebbe un orgasmo mai avuto prima, scuotendosi tutta come non l’avevo mai vista fare e gridando , nello stesso istante che lui stava venendo:
“Aaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!…Oooooooooooooohhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!
Mmmmmmmmmmmmmmhhhhhhhhhhh!!!”.
In un lampo lo tirò fuori sborrandole abbondantemente sui glutei, strusciando su di loro doloranti e rossi la cappella congesta e gonfia, per pulirla dallo sperma residuo. Poi per finire, appoggiò le mani su i suoi glutei colmi e arrossati e iniziò a spalmare la sua sborra su quelle natiche ormai scarlatte, come se fosse una crema lenitiva.
Ero impressionato da quello che vedevo, era tutto così assurdo che speravo fosse una allucinazione, oltre che sculacciare aveva chiavato mia moglie davanti a me e le spalmava lo sperma sulle natiche .Mi alzai sconvolto, come probabilmente lo era anche Anna, l’aveva chiavata, Per la prima volta seppur involontariamente era stata di un altro uomo.
Ci guardammo un attimo io e lei, mentre lasciatole i polsi si era girata, con la gonna ancora sulla vita e le culotte infondo alle cosce, eravamo scioccati, non potevamo credere a quello che era accaduto. Una semplice sculacciata era diventata una punizione violenta, con rapporto sessuale non programmato di seguito. Non era quello che doveva avvenire.
Lei mi guardava angosciata e incredula, timorosa di una mia reazione o di un mio giudizio. Aveva gli occhi rossi e spalancati, con lo sguardo smarrito, era spettinata e sudata, con i capelli bagnati e attaccaticci sul collo , la fronte e le tempia.
Non riuscivamo a credere a quello successo, quell’uomo oltre che sculacciarla, l’aveva chiavata, tuttavia non provavo gelosia e nemmeno rimorso, ero solo dispiaciuto di quello che era accaduto.
Nonostante tutto quell’uomo mi attraeva e il darsi a lui partecipe di mia moglie Anna in quel contesto, non lo consideravo un tradimento.
Lui guardandoci e accarezzando Anna dolcemente sul viso ,motivò il suo comportamento finale:
“Scusate , ma davanti a un culo meraviglioso come il suo !” Esclamò facendo segno con la mano al sedere ancora scoperto di Anna .”A sculacciarlo e accarezzarlo dopo aver visto te che non sei riuscito a chiavarla completamente e sei venuto subito dall’eccitazione , non ho saputo resistere , è stato più forte di me, come un raptus, l’attrazione è stata troppo forte.” Disse giustificandosi per aver chiavato mia moglie visto che non era nei patti .Ma mentiva ero certo che era tutto premeditato nella sua mente, era già nei suoi programmi di possedere mia moglie fin dal nostro primo incontro.
Anna era scossa da quello che era accaduto, impacciata e agitata si rimise in ordine in fretta con il sedere bruciante ,senza pulirsi dallo sperma di lui sulle natiche.Tirò su con delicatezza la culotte e giù la gonna mettendo a posto dentro essa la camicetta, assestandosela sui fianchi e sull’addome, il suo culo era rosso e gonfio e lei lo toccava con attenzione.
“ Ha ancora la pelle del sedere delicata, deve fare impacchi di acqua fredda e mettere su una crema decongestionante. Vedrai che dopo quattro o cinque volte che la sculaccio la sua pelle diventerà dura e resistente e allora potrò batterla più forte.”Ci informò dando già per scontato che ci saremmo rivisti.
“Intanto questa sera metti questa!” Disse, aprendo un cassetto e passandole un tubetto di Gentalyn beta. ” Con il decongestionante inizia domani, spugnature di acqua fresca e poi crema, puoi usare quella che vuoi, io ti consiglio la Prep che è multiuso e anche dopo barba e funziona benissimo .C’è l’hai?” Mi chiese.
“No!” Risposi. Io uso altre tipi di creme .
“Oppure!” Esclamò rivolgendosi direttamente a mia moglie :” Se non c’è l’hai va in farmacia e acquista la pasta di Fissan che si usa per il culetto rosso dei bambini, va benissimo anche quella!” Disse ridendo.
Anna evitava di incrociare il suo sguardo, per soggezione e per vergogna. Aveva pianto e goduto con quell’uomo e delle sue sculacciate. Era stata posseduta brutalmente da lui provandone un orgasmo forte e scuotente, mai provato in vita sua e questo la disagiava. Imbarazzava che l’avesse posseduta e fatta godere più di me, non era stato agli accordi. Per noi era impensabile che mia moglie fosse presa da un altro uomo e davanti a me per giunta, ma quello che mi confondeva era il fatto che avevo provato piacere a vederli.
Chi non era imbarazzato era lui, che da una parte, si stava mettendo a posto i pantaloni dopo essersi pulito. Ci salutammo frettolosamente e freddamente, con la sua intenzione di incontrarci ancora e la nostra di quel momento di non rivederlo più.
Nel tornare a casa in auto mia moglie si era seduta quasi sul fianco, per non decubitare sui glutei maltrattati e dolenti.
Era impossibile non affrontare l’argomento di quello che era successo. All’inizio ci fu silenzio, che si sarebbe protratto per chissà quanto e chissà con quali conseguenze. Lei si muoveva sul fianco, non riusciva a tenere il sedere fermo, le bruciava come il fuoco ma lo sopportava. Decisi allora di parlare subito e rompere quel distacco circondato da freddezza che si era creato tra noi e che senz’altro avrebbe deteriorato i nostri rapporti e la nostra vita coniugale.
Non volevo farla sentire in colpa e che avesse il rimorso di aver fatto qualcosa di deplorevole, indecente e sporco e dissi la prima cosa che mi venne in mente per sdrammatizzare l’accaduto.
“ Certo che ti ha dato una bella sculacciata!… Ti fa male?!” Domandai.
“Si!” Rispose seria con un filo di voce senza nemmeno guardarmi.
“Ti brucia ancora?” Chiesi ancora timidamente
“”Si!” Ripetè irritata.
“Ti ha sculacciato forte! In confronto a lui è come se io ti accarezzassi con una piuma.” Aggiunsi.
Restò in silenzio poi mentre ancora si puliva gli occhi dal trucco sfatto dal pianto, dissi:
“Cosa ne pensi di questo incontro!?” Ma non rispose e provocatoriamente osai :
“Ti è piaciuto!?”
Ci fu una lunga pausa e un sospiro di inquietudine, poi esclamò:
”Piacere?… Con il sedere che mi ha fatto?! Non oso guardarmelo, mi fa solo tanto male.”
“Ma in certi momenti ti vedevo coinvolta…godere” Pronunciai.
Fece ancora una pausa mentre spostava il sedere sull’altro fianco del sedile cambiando posizione ai glutei per non sedersici sopra.
“Non so! Forse si!…Anche se mi ha fatto male.”
“Ma ti è piaciuto ?”Ripetei io ancora eccitato.
“E’ un piacere che non mi piace quello lì !” Rispose secca :”Diverso dal nostro, non è dolce, ma brutale. Non so come dire …un piacere freddo, perverso, che mi spaventa e mi disagia provare.
Quell’essere sottomessa a lui, chiamarlo signore e ringraziarlo per le sculacciate e poi…avergli dovuto baciare la mano..Dio!…E’ stato l’atto più umiliante della mia vita. Oltre…”E non finì la frase.
“Oltre cosa? “ Domandai.
“Com’è terminato…non mi è piaciuto, mi ha presa all’improvviso  contro la mia volontà, senza il  mio consenso…ha abusato di me!” Esclamò imbarazzata.
“Ti ha chiavata! …E questo non faceva parte dell’accordo ,ma nel gioco si è eccitato anche lui ha detto .” Risposi istintivamente come a giustificarlo.
“Si! Bel gioco!” Esclamò Anna .”Piuttosto periamo che non sia malato, era senza protezione.” Aggiunse preoccupata.
Cercai di rassicurarla:
“Non credo, è un uomo pulito, ma se capita che chiama glielo chiederò.” Le dissi.
“Lascia perdereee!!! Se chiama non rispondergli, meglio non parlargli e incontrarlo più!” Ribadì lei irritata . Mentre io cercavo di tranquillizzarla.
“Lo so, non lo avevi mai fatto con un altro, mi sei sempre stata fedele e fino a oggi ero stato il primo e unico uomo … .”
“E lo sei ancora!” Mi interruppe lei .
“Appunto!” Dissi io :” Quindi non considerarlo un tradimento o una cosa sporca Anna ,è accaduto indipendentemente dalla nostra volontà e dobbiamo viverlo assieme al resto , senza vergognarci di noi. Per me è come se non l’avesse fatto, sei sempre la mia moglie fedele. E poi hai goduto più con lui che con me !” Aggiunsi per minimizzare avvenimento, ma lei non disse nulla, si vergognava che un altro uomo l’avesse posseduta davanti a me e ne avesse goduto.
Tutto sommato credevo che non volesse parlare dell’accaduto per vergogna o traumatizzata , invece seppur fortemente emozionata conversava. Approfittai della sua disponibilità e le chiesi subito alla sprovvista:”
“Lo rifaresti?”…Fu sorpresa dalla domanda, restò in silenzio mentre con le mani stropicciava il fazzolettino.
“Non so! Preferirei di no!…No!! “Rispose decisa.
“Perchè no!”
“Perchè ho paura, mi sento a disagio provare quel tipo di piacere e in quel modo,così diverso da come lo facciamo noi .Ho paura di scoprirmi in cose nuove, che mi attraggono e mi piacciono, di cui me ne vergogno .”Disse aggiungendo.” E poi ci sono i ragazzi… .”
“Cosa c’entrano i ragazzi!?” Chiesi, e lei spostandosi un po’ su un lato del gluteo e un po’ sull’altro sempre per non decubitare sul sedere Rispose.
“Mi sento a disagio con loro, essere mamma e fare queste cose, soprattutto Paola che sta
crescendo, sta diventando signorina… .”
“I ragazzi non c’entrano, questa è solo una cosa nostra, mia e tua e moralmente non dobbiamo porci problemi e vergognarci di niente, siamo e resteremo sempre uniti, persone per bene e rispettabili e tu sarai sempre una buona madre e moglie indipendentemente da quello che faremo, non dovrai mai sentirti a disagio.” Affermai…Si voltò e mi guardò sospirando dicendo:
“Perchè tu vuoi farlo ancora ?”
“Non devi chiedermi cosa voglio io Anna, ma dirmi tu se lo rifaresti ancora.? “ Ripetei
internamente eccitato, cercando di non darglielo a vedere.
“Non so!…Ma tutto?” Chiese.
“Si tutto, le sculacciate e il seguito, tanto è un gioco che eccita tutte e due e nessuno saprà mai niente, solo noi tre.” Affermai senza dare un nome al rapporto sessuale chiamandolo
semplicemente “seguito”per decenza verso di lei.
“Mi ha fatto male !” Asserì lei confidandosi un po’ di più .”Mi sculacciava forte, ma è stato anche piacevole quando il dolore si è trasformato… .”
“Specialmente all’ultimo quando ti abbiamo preso.” Finii la frase io.
“Si!” Rispose guardandomi .” E’ stato qualcosa di tremendamente piacevole. Ma perchè non hai continuato tu?!” Mi chiese.
“Ehh!!!…Semplice, ero talmente eccitato che sono venuto subito quando te lo messo dentro, lui invece ha approfittato della situazione …ed è stato molto più resistente di me. Comunque abbiamo scoperto che ti piace farti sculacciare e fare sesso subito dopo.” Dissi sorridendo.
“Comunque lo rifaresti?” Chiesi ancora.
“Non mi piace essere sottomessa a lui, umiliata in quel modo…mi sento diversa, spaventata, mi angoscia dovergli ubbidire.”
“Ma è solo nel gioco Anna! Anche se ti sottometti a lui è solo per provare piacere.” Risposi.
“Non so, ci devo pensare !!” Ribadì.
Eccitato e vedendola titubante, non stetti a tergiversare o a fare finta di chiedere ancora o aspettare che ci pensasse, risposi subito:
” Per me va bene! Visto che tu tentenni, se vuoi decido io come facciamo di solito . Lo faremo ancora una volta. Sei d’accordo?!” Esclamai sorridendo. Fece una lunga pausa e ripetè ancora :”
Ma tutto?”
“Si tutto! Con il seguito!” Risposi deciso. Mi aveva eccitato perversamente vederla prendere in quel modo da quell’uomo e lo avrei rifatto per rivederla, convinto che tutto sarebbe poi finito da solo.
“Va bene! Ma non subito, ora sono tutta sofferente.” Mi precisò.
“Certo non subito, tra qualche settimana.” Risposi io.
“O mese!” Rispose pronta lei, continuando.” E chiedigli se ha qualche malattia… .” Reclamò impensierita. Annui con il capo e sorrisi di quel suo timore.”Come facevo a chiedergli se aveva qualche malattia? Con che faccia e che coraggio?”
La sua passività, l’adagiarsi a me alle mie decisioni mi eccitava maggiormente, mi faceva sentire in un serto senso il suo padrone. Fu così che decisi di giocare ancora con quell’uomo e trascinare ancor più dentro anche lei.
“Si ma non dobbiamo dimenticare che noi siamo una famiglia per bene, rispettata , che abbiamo i ragazzi.” Aggiunse ancora mettendosi apposto i capelli.
La rassicurai e tornammo a casa.
In quel momento ero come preso da quella situazione perversa, quell’uomo mi affascinava e mi piaceva vedere mia moglie assoggettata a lui.
A casa fece come le aveva detto lui, ghiaccio, impacchi di acqua fredda e crema decongestionante.
Mise del ghiaccio e per qualche giorno non potè sedersi, giustificandosi sul lavoro dicendo che aveva mal di schiena seduta e doveva restare eretta.

Passati alcuni giorni il suo bel culo rosso con impacchi di acqua fredda e le creme consigliate torno al suo pallore abituale e iniziò a risedersi .
Riprendemmo la nostra intimità e nei rapporti sessuali glielo accarezzavo e battevo più forte di prima, ricordandole il nostro incontro, la sculacciata che le aveva fatto lui e la chiavata con orgasmo successivo. In quel gioco serale tra noi godevamo tutti e due.
Lui mi telefonò dopo alcuni giorni, chiedendomi come andava, come aveva reagito Anna e se le era piaciuto, scusandosi con me per l’accaduto non previsto, non era riuscito a resistere eccitato com’era e di non prendermela.
Restammo in contatto e ogni due tre giorni lui mi inviava sms senza più parlare della chiavata, ma solo della sculacciat , così feci io, come un tacito accordo tra noi era entrata a fare parte del gioco senza nominarla.
Gli chiesi anche della preoccupazione di Anna del timore delle malattie, ma ci rassicurò su tutto:” Vi mostro gli esami ematici che faccio ogni anno!” Disse e anche se non richiesti li fotografò e li inviò in allegato al mio smartphone.
Passato un certo periodo (quasi un mese)e maturati nuovamente i tempi, chiese di incontrarci di nuovo a casa sua.
Ne parlai ad Anna che da una iniziale ritrosia, si lasciò convincere, in fin dei conti aveva scoperto che piaceva anche a lei quel suo modo di sculacciare. Ci rivedemmo ancora ma non subito, passò quasi un mese e mezzo e lo scenario fu il medesimo, lei messa in ginocchio sul divano , lui che le tirava su la gonna alla vita e giù le mutandine fino alle ginocchia, poi tra carezze e baci sui glutei iniziava a schiaffeggiarli lentamente e ritmicamente da piano a forte, con intervalli più o meno veloci, tra lamenti e gemiti di lei, fino alla mia e poi di seguito sua penetrazione con relativa chiavata e orgasmo di tutte e tre.
Ci fu pure una terza,quarta e quinta volta, con tempi più ravvicinati, solo di poche settimane dove lentamente avvolti dal gioco lui iniziò a cambiare metodo, sempre concordando tutto prima con me, che eccitato accettavo i suoi suggerimenti.
In un incontro, senza averlo concordato, agì di sua iniziativa e prima di farla inginocchiare sul divano le disse:
”Togliti la gonna !” Lei mi guardò silenziosa e io annuii.
Tirò giù la cerniera di lato e le fece cadere ai piedi restando con lo slip, coperto dalla lunghezza della camicetta che indossava. Si abbassò la prese, la piegò e la mise su una sedia. Anna era una donna molto ordinata.
“Ora togli pure quella e il reggiseno!” Esclamò, facendo segno alla camicia ,mentre mia moglie agitata e probabilmente eccitata gli ubbidiva.
Tolse la camicetta ,sbottonandola lentamente e ripiegandola mise anch’essa sulla sedia in modo ordinato, poi portando le mani dietro sganciò la chiusura del reggiseno sfilandolo dalle braccia, facendo comparire due mammelle grosse, bianche e gonfie, con due areole rosa e i capezzoli turgidi e dritti segno che era eccitata e che lui osservava con libidine .
Restò solo con gli slip bianchi e trasparenti e sotto di essi si intravedeva il gonfiore e lo scuro della sua folta peluria, e girandosi verso di me esclamò:” E’ già eccitata!”
Si avvicinò davanti a lei e allungando le mani le soppesò le mammelle, come se fosse merce in vendita .
La mia eccitazione saliva sempre più.
Le prese tra le mani e le strinse forte, facendole comparire una smorfia di dolore sulle labbra, ma allentando subito la presa, le accarezzo e baciò e girando con l’indice sull’areola prese il capezzolo e lo strinse tra le dita facendole uscire un lamento, rilasciandolo subito.
Anna era seria e silenziosa ,mi accorgevo che stava cambiando gusti in fatto di sesso , le piaceva quello che le stava facendo, probabilmente era predisposta a queste cose senza che noi lo avessimo mai saputo.
Iniziò a schiaffeggiarle le mammelle dolcemente dal basso in alto e poi viceversa dall’alto in basso facendole dondolare, con pause e ritmo studiato fino ad aumentarlo sempre più ed arrivare a schiaffeggiarle forte, tra dolore e piacere, tra lamenti e gemiti, facendogliele arrossire e bruciare dai colpi delle sue dita dure.
I lamenti di Anna non lo scalfivano, continuando imperterrito.
Guardandola con superiorità negli occhi, si avvicinò e improvvisamente la baciò in bocca, infilandole dentro la lingua e limonandola mentre le stringeva forte un capezzolo, con lei passiva che gemeva e si lasciava baciare,lasciandosi riversare la sua saliva sulla lingua.
Era eccitantissimo vederli, a ogni incontro c’era sempre qualcosa di nuovo e anche se il farla denudare e baciarla in bocca non era concordato era emozionante e lo accettavamo tutte e due, sia io che Anna.
Mi piaceva vederla assoggettata anche sessualmente a quell’uomo che non le piaceva e che reputava brutto per lei e che invece la sculacciava e chiavava fino a farla godere intensamente, più di me, iniziando senza che c’è ne accorgessimo a sottometterla realmente. Era un gioco nuovo per noi che io pensavo di controllare.
Si staccò da lei con un mezzo sorriso sulle labbra lasciandole le mammelle arrossate e penzolanti e iniziò a colpirla dolcemente sulle guance, da semplici buffetti tenui distanziati nel ritmo a sempre più rapidi e forti, fino a schiaffeggiarla sul viso, spandendo in aria lo schiocchiò della sua pelle bruciante e facendogliele diventare rosse e irritate come le mammelle.
Lei passiva lo guardava ,allontanava e voltava il capo dove lo spingeva la forza dello schiaffo, lasciando uscire lamenti e gemiti che si perdevano in aria .
Era qualcosa di perversamente sublime da vedere e difficile da esternare ora nello scrivere credetemi. Vedere una signora come mia moglie in piede solo in mutandine e seno nudo, lasciarsi manipolare e schiaffeggiare le mammelle e il viso da quell’uomo maturo era eccitante, mi provocò l’erezione .
Mi sentivo affascinato , conquistato, coinvolto da quello che stava facendo quell’uomo, lui aveva scoperto la nostra vera natura intima ,sessuale e profonda, l’aveva esteriorizzata e c’è l’aveva fatta conoscere, senza dovercene vergognare e giocava con noi facendocela manifestare apertamente .E non esisteva in quel triangolo formato da noi tre, gelosia, invidi, rabbia o rivalità, ma solo inquietudine e piacere, dominanza (la sua ) e sottomissione( la nostra).
Sudavo silenziosamente, era come se vivessi una forma della sindrome di Stoccolma e provavo un sentimento positivo nei confronti del suo schiaffeggiatore ,non accorgendomi che anche mia moglie stava cambiando psicologicamente, sottomettendosi alla volontà di quell’uomo.
Anna mi osservava subendo silenziosamente , quella era una situazione nuova , mai provata e pareva piacerle. Iniziò a battere e colpirle di nuovo le mammelle facendole dondolare a destra e sinistr , fino a farle diventare rosse e congeste, con i capezzoli turgidi e sporgenti che sembravano chiodi .
Il lamento di Anna fu più esplicito colpendola sul seno che era più sensibile e le uscì dalla bocca un:” Aahhhhh!!!!!” ma lui continuava a schiaffeggiarle forte senza fermarsi facendo spandere per l’aria lo sciaff …sonoro degli schiaffi.
Anna sul volto aveva espressioni di dolore , piacere , vergogna e umiliazione nel farsi schiaffeggiare il seno da quell’uomo , davanti a me suo marito. Quel seno di cui era orgogliosa e invidiata, che aveva allattato i nostri figli e che io reputavo solo mio.
I capezzoli erano sempre più turgidi sotto gli schiaffi, finche lui abbassò il capo e ne prese uno in bocca , iniziando a succhiarlo come un neonato , facendole per reazione stringere le gambe e dandole un moto di godimento, un :”Oooooohhhhhhh!!!” Piacevole. Cambiando capezzolo li succhiò tutte e due dandole vergogna e piacere …allattandosi al seno maturo di mia moglie.
Scene impressionanti, da cardiopalmo, sbalorditive, inimmaginabili per noi fino a qualche ora prima, che scioccavano me a guardarle e Anna a riceverle.
Quando passiva fu in uno stato quasi catalettico ,lui le disse autoritario.
“Spogliati nuda , togliti le mutandine!” E senza nemmeno guardarmi ubbidì e si spogliò
completamente nuda , restando con il suo seno grosso e dondolante , gonfio dall’eccitazione e rosso  dagli schiaffi , sospeso sopra una vita stretta ,con la sua pancetta da signora matura non più nascosta dagli indumenti e il culo magnifico e carnoso sorretto su due cosce erotiche.
Gli girò attorno ad ammirarla, con estremo imbarazzo ed eccitazione di Anna e mia.
La scrutava come se fosse una schiava in vendita da acquistare. Le accarezzò il corpo dandole dei fremiti, l’interno delle cosce ,la schiena , il culo. Quando fu davanti le osservò la figa, pelosa e lussureggiante come solo le quarantenni hanno :
“ La prossima volta la voglio depilata ,liscia, senza un pelo ! Hai capito!?” Esclamò forte in modo che sentissi pure io.
Anna accennò un si con il capo, mentre , facendosi strada tra i peli. introducendole un dito nella sua fessura , tra le grandi labbra. Lei sussultò chiudendo gli occhi, forse sperando che le facesse un ditalino, ma lui lo tirò fuori subito sfregando i polpastrelli tra di loro esclamando:” Sei bagnata!
Godi a essere battuta… .” Umiliandola ancora di più .
A quella esclamazione la prese per mano dicendole:” Vieni!” E la portò sul divano facendola inginocchiare, solo che quel giorno a differenza dei precedenti, era nuda completamente e come le altre volte le posizionò bene il culo, facendole divaricare le gambe al massimo, non trattenute più dalle mutandine, in modo da poter entrare agevolmente tra loro e lentamente iniziò a sculacciarla, con il finale che già sapete.
Quel giorno aveva ecceduto nell’introduzione del gioco e conosceva il mio disappunto per le scelte non concordate. Aveva capito benissimo che Anna era un tipo di donna arrendevole e remissiva, che da buona moglie si rimetteva sempre alle mie decisione e scelte e fu da me che iniziò.
Sapeva che per avere lei completamente doveva avermi complice e così fece… .
Un giorno Anna mi confidò che non voleva più avere quegli incontri .
“Ma perchè ? C’è qualcosa che non va ?” Dissi io.” Sono quasi sei mesi che ci incontriamo, ne facciamo uno al mese e tutto in segreto e nessuno sa niente, piace a tutte e due, sappiamo come siamo e abbiamo avuto la fortuna di aver trovato la persona giusta e riservata che sa, ci capisce e gioca con noi! Continuiamo ad avere la nostra vita privata e normale, figli ,amici, lavoro e divertimento, andiamo anche a ballare con gli amici ogni tanto, cosa c’è che non và ! Non ti piace più?!” Gli domandai.
“No! Non è questo… è che certi momenti non mi riconosco , mi sembra di non sapere chi sono,mi sento troppo coinvolta e perdo il controllo di me stessa e il senso della realtà…e questo mi spaventa .” Rispose . La rassicurai:
“Ma no , stai tranquilla , è solo la tua trasposizione mentale, ti immedesimi nel ruolo come abbiamo concordato e fai bene e ti piace, e questo tuo essere diversa da quello che sei nella vita di tutti i giorni ti confonde. “
Non rispose ,annuì probabilmente non capendo la mia spiegazione , ma accettando e io
stupidamente e superbamente credevo di avere tutto in mano , di gestire tutto io, Anna, lui e il gioco e invece… .
Un pomeriggio mi telefonò per incontrarci per un caffè ,mi disse che sarebbe venuto lui dalle mie parti , oramai c’era una certa conoscenza e affidabilità tra di noi dopo quello che c’era stato e ci incontrammo in una città limitrofa alla mia,da soli, io e lui.
Quando ci vedemmo, dopo aver parlato di altre cose mi disse:
“Sei d’accordo se la prossima volta che ci incontriamo , giocando la sottometto un pò?”
“Come la sottometti!” Chiesi.dubbioso.
“Fa parte del gioco intendiamoci, lei dovrebbe ubbidire ad alcune richieste che le farò.” Disse.
“Tipo!” Domandai prontamente io.
“Tipo , inginocchiarsi davanti a me, fare atti che io le chiederò come assumere posizioni o altro, in una parola ubbidirmi!” Ero spaventato ed attratto da quella richiesta che risposi:” Ma non so se lei accetterà.”
“Ohh!! Lei si!!…Accetterà!! E’ passiva e arrendevole di carattere, sei tu quello che deve
autorizzarmi e non lei, tu sei il padrone.”
Mi fece uno strano discorso che mi agitava…mi considerava il padrone di mia moglie e mi chiedeva il permesso di poter farsi ubbidire da lei.”
“ Ma se accetti devi stare al gioco ,andare fino in fondo , non interrompere a metà.” Precisò.
Ci pensai su,la proposta mi eccitava e anche il fatto di essere considerato il padrone di mia moglie, ero sicuro di poter gestire tutto e accettai eccitato e ansioso di quella nuova esperienza che avremmo provato. Naturalmente d’accordo con lui a lei non dissi nulla, fu un accordo a sua insaputa.
“Ah!” Mi raccomandò sorridendo prima di lasciarci:”Dille di depilarsi la figa e che te lo chiesto espressamente io!”
“Non so se lo farà!” Risposi sorridendo ma stuzzicato dall’idea.
“Dille che è un mio ordine e che nell’ultimo incontro mi disse che mi avrebbe ubbidito. Intanto poi i peli ricrescono.” Affermò divertito.
Ci salutammo, non mi rendevo conto che agendo così la spingevo psicologicamente sempre più sottomessa a lui.
“L’ho incontrato!” Le dissi quando ci vedemmo .”Siamo restati d’accordo che c’incontriamo sabato pomeriggio.” E sorridendo aggiunsi:” Ha detto che ti devi presentare a lui con la figa depilata, che è un ordine e te l’aveva già chiesto .”
Mi guardò sorpresa sbarrando gli occhi e con il capo piegato :
“Cosa depilarmi lì? Non lo mai fatto! …E tu cosa gli hai risposto?” Mi chiese.
“Che te lo avrei detto e basta !”Le dissi divertito.
Non mi disse più nulla a riguardo, ma la mattina dell’incontro la vidi seduta sul bidet con forbicine e un mio rasoio mono uso che si depilava la figa, ci guardammo e non dissi nulla. Dovevo capire in quel momento, dai suoi atteggiamenti che stava diventando psicologicamente dipendente da lui, che il gioco stava diventando realtà.
Il pomeriggio andammo a casa sua, oramai la conoscevamo , a lui sinceramente non interessava il sesso in se stesso. Per capirci, solo chiavare mia moglie. Non che lo disdegnasse, anzi le piaceva, erauna bella donna , ma era secondario a sottometterla e umiliarla .A lui piaceva giocarci , sculacciarla ,farsi ubbidire e questo affascinava anche noi, soprattutto mia moglie che le piaceva essere sculacciata e schiaffeggiata e aveva scoperto una sua sessualità nuova al limite del sadomaso, ma non pronunciavamo mai quella parola che ritenevamo perversa.
Eravamo la tipica coppia puritana a cui piaceva fare certe cose, ma non lo ammettevano e le chiamavano in modi diverso.
A casa sua bevemmo qualcosa , poi mentre lei era seduta le disse autoritario :
”Alzati e spogliati nuda!”Anna mi guardò ancora, come a chiedermi il permesso di farlo e io acconsentii con il capo , sapendo che anche quello faceva parte del nostro gioco del nostro accordo riservato.
Oramai senza più vergogna perchè già fatto precedentemente, si alzò e iniziò a spogliarsi.
Quando fu nuda, la fece mettere sull’attenti davanti a lui e le girò attorno battendola con la mano sulle cosce.
“Brava! Vedo che mi hai ubbidito e ti sei depilata la figa. Così mi piaci!” Disse passandole la mano sopra a sentirne quanto fosse liscia ,dandole brividi e sensazioni piacevoli, mentre io seduto sulla poltrona come uno spettatore privilegiato, ascoltavo e osservavo.
“Da oggi quando sarai qui, ubbidirai solo a me e non più a tuo marito! Lui ti ha ceduta a me quando sei in questa casa !… Sei d’accordo?” Domandò alzando la voce, mentre io seduto sul divano sorseggiavo la mia bevanda.
Lei mi guardò e io annuii ancora, non sapendo che con quel gesto del capo stavo dando inizio a qualcosa di irrimediabile e che l’avrei persa per sempre come la Anna che conoscevo.
“E da oggi mi chiamerai sempre signore! Sei d’accordo!” Esclamò.
Anna stupita da quelle richieste inaspettate ,ma vista la mia approvazione, dondolò il capo in modo affermativo.
Lui iniziò a schiaffeggiarla sul viso, con buffetti e schiaffi sempre più forti, alternandoli come la volta precedente con schiaffi alle mammelle gonfie e pallide e non reagiva, probabilmente le piaceva .
“Le punisco perchè sono belle! …Grandi e attraenti!” Esclamò colpendole forte, schioccando le dita sulla pelle pallida facendogliela bruciare e arrossare subito, fino a far diventare i suoi occhi umidi.
Lo stesso fece con le guance arrossandole.
Quando smise, con nostro stupore prese un frustino e battendola sulle cosce la incitò:
” In ginocchio!…In ginocchio!!”
Lei ubbidì senza più guardarmi per avere il mio consenso e si inginocchiò davanti a lui che si mise davanti a lei, con la cerniera dei pantaloni all’altezza del suo viso dicendole:
” Tiramelo fuori!”
Lei impacciata ubbidì ,goffamente tirò giù la cerniera dei pantaloni, mise la mano dentro e rovistando a fatica glielo tirò fuori perchè già duro.
Io assistevo stupefatto ed eccitato. Quando lo ebbe fuori , dritto e duro davanti a lei, le ordinò: “Bacialo e leccalo!!”
Dopo una iniziale ritrosia sua spontanea per quell’atto che noi non praticavamo, seguì la passività ,vedendo lei che avvicinando il suo volto le posava le labbra sopra la cappella. Era una scena tremenda, non mi aspettavo mai che l’avesse fatto, tanto più senza chiedermi il consenso.
Lui quel giorno era diventato un perfetto padrone , superbo e autoritario.
“Ora succhialo!” Esclamò, e come un automa Anna fece anche quello , allargò le labbra facendolo entrare dentro la sua bocca ,iniziando a succhiare.
All’improvviso mi chiamò:”Vieni Franco! Tiralo fuori anche tu e mettiti di fianco a me.”
Esortando lei:
” Lecca e succhia, alternali tutte e due…anche il suo! ..Hai il mio permesso di succhiare anche quello di tuo marito .” Le dichiarò come se fosse lui il padrone di mia moglie .Si erano invertite le parti, era lui ora che decideva cosa doveva fare.
Era da anni,da quando eravamo sposini che non me lo pigliava in bocca e risentire la sua lingua assieme alle sue labbra soffici e calde sulla cappella fu una scossa elettrica .
Facendosi accompagnare il capo avanti e indietro da lui ,dalla sua mano sui capelli, Anna lo succhiò fino a sentirsi riversare inaspettatamente e non volutamente il suo sperma in bocca e sul viso, macchiandosi su varie parti del volto, esortandomi lui a fare lo stesso masturbandomi.
In pochi secondi anche i miei getti seguirono ai suoi sul volto di mia moglie, con un piacere perverso e depravato per entrambi .
In quei momenti esaltanti , non ci rendevamo conto di quello che facevamo.
La osservavo, sembrava una signora matura in ginocchio di un film porno che si era fatta sborrare da due uomini contemporaneamente sul viso e sulle labbra.
Capivo , anzi capivamo anche dal suo sguardo ,che quel gioco stava prendendo una brutta piega, era eccitante e coinvolgente al momento , ma non sapevamo dove ci avrebbe portato.
Ma ci piaceva ed eravamo tutte e due consenzienti e accaldati in quel momento e infervorati continuammo.
Ancora sporca di sperma in viso , senza permetterle di pulirsi , la portò davanti allo specchio lungo dell’armadio, per osservarsi, nuda, sudata , con le mammelle roventi dagli schiaffi , come una donnaccia , una puttana.
Lei si osservò senza dire nulla ,si vide nuda, oltraggiata con gli occhi rossi e il trucco sfatto,ma non disse nulla. Lui la prese per il braccio e la riportò al divano dicendo solo:” Mettiti in posizione!”
Lei capì e si inginocchio sopra pronta per farsi sculacciare, si mise in posizione solita e lui come sempre le assestò il culo allargandole le gambe, poi si portò davanti a lei, dietro al divano e le legò le mani a delle funi già preparate che partendo dalle gambe dietro il divano stesso, scorrendo sullo schienale arrivavano fino allo schienale e poggia testa.
Lei preoccupata lo guardava chiedendosi come me, cosa significassero quella corde e perchè la legasse per i polsi.
Girò nuovamente e si portò a lei vicino e dietro, appoggiando il frustino alle natiche..
Credevo che servisse per creare l’atmosfera e che non l’avrebbe mai usato su di lei e invece lentamente iniziò a colpirla . “Staff!!” Una prima staffilata sui glutei che la fecero strillare esobbalzare .”Cosa devi dire?” Le chiese.
“Grazie signore?…” Rispose pronta Anna.
“Brava! Vedo che hai imparato… .” E proseguì , una seconda, una terza e così di seguito, fino a farla gridare dal dolore, piangere e singhiozzare. Quelle frustate facevano più male delle sculacciate e in più le rigavano le natiche, ma assieme alla sofferenza ne godeva , si vedeva nelle pause in cui sospendeva per qualche secondo e glieli accarezzava assieme alla figa, il suo viso prendeva una espressione di sollievo,quasi godente .
Quelle sferzate, segnarono il suo bel culo a strisce rosse. Mi sentivo confuso, colpevole, intontito, mi sembrava impossibile che quella donna in quella posizione che si lasciava frustare traendone sofferenza e piacere, fosse mia moglie. Alle sue grida volevo alzarmi e interrompere tutto, oramai erano diventati incontri sadomaso e non volevo che accadesse.
Ma lui mi fermò simbolicamente allungando il braccio verso me.”Solo alla fine!” Esclamò.
Sotto i colpi di quel frustino lei si contorceva , facendo ballare lateralmente tutto i suo bel culo, ma legata ai polsi non riusciva a fuggire ,impotente doveva ricevere quelle staffilate. In preda a una strana eccitazione perversa, la colpi tanto e forte da farlo sanguinare, solo allora smise, mentre mia
moglie singhiozzava appoggiata con il volto allo schienale del divano.
Quella fustigazione su mia moglie lo aveva eccitato. Quando terminò , c’è l’aveva di nuovo duro, non so se in modo naturale eccitato dall’averle frustato il bel culo di Anna, o in modo artificiale con qualche pastiglietta. Sta di fatto che c’è l’aveva di nuovo in erezione duro e dritto, al contrario di me che preoccupato e incapace di intervenire ne godevo seduto in poltrona con il cazzo mollo.
Si mise tra le sue caviglie e gli sputò sopra e insalivò bene il cazzo con le dita , portandolo verso il suo sedere. Pensavo che la chiavasse come le altre volte e la sua mano in basso sul solco gluteo cercasse la vagina, invece lo vidi che allargava le natiche mettendo della saliva tra loro, e glielo puntò sull’ano ,spingendo forte la cappella sul suo foro vergine e rosa.
Un sussulto e un urlo di dolore squarciò l’aria densa di erotismo,perversione e musica, mentre lui spingeva ed entrava prepotentemente in lei.
“Noooooooooooo!!!!” Riuscì a strillare mia moglie mentre dimostrava con quell’urlo di aver perso la sua verginità anale a 44 anni.
“Siiii!!!!”Rispose lui trionfante di averla sverginata.
Anch’io d’istinto a quell’urlo mi tirai su con il busto dallo schienale della poltrona, preoccupato,ma non mi alzai incapace di reagire.
Quando lo ebbe infilato dentro il suo retto ,dopo alcuni secondi di pausa perchè si abituasse al cazzo, tra il suo pianto iniziò a muoverlo avanti e indietro, lentamente,tenendola dietro per i capelli, tirandoli e facendole alzare in su il viso.
“Ti faccio diventare questo tuo bel buco del culo da signora per bene come quello delle battone in strada.” Esclamò con foga inculandola tra ingiurie e umiliazioni.
Sembrava un’altra persona da quella che conoscevamo, perversamente eccitato, offendeva mia moglie .
” Da oggi ti truccherai sempre come le battone e ti vestirai come loro ! Capitoo!” Urlò.
“Si!..Si!” Ansimò Anna dolorante in uno stato mentale confuso.
”E mi ubbidirai sempre e ti concederai a chi voglio io!! …Lo farai?!” Disse tirandole i capelli forte mentre il suo cazzo scorreva nel suo retto ormai dilatato.
Anna rispose di si nuovamente. .
Non riuscivo a credere a quello che vedevo e sentivo, quell’uomo era cambiato improvvisamente e mia moglie pure e la trattava come una puttana.
La stava sodomizzando e mi sembrava impossibile ,non riuscivo a crederci.
Lei dopo un primo momento di dolore cambiò l’espressione del viso, da sofferente a quieto e poi in piacevole fino a gioioso e partecipante.
La inculò appassionatamente, con lei passiva ma godente sborrandole dentro con suo sommo piacere ,procurandole un forte orgasmo anale ,dove piangente si scosse tutta , dondolando le mammelle e il suo culo dolorante .Stravolto io, assistevo al primo orgasmo anale di mia moglie .
Fu solo allora che mi resi conto di come eravamo caduti in basso , di come per mio divertimento l’avevo degradata e portata in basso. Mi sentivo responsabile.
Eravamo partiti sei mesi prima da un incontro per una semplice sculacciata ed eravamo finiti alla sodomia e alla sottomissione sadomaso di mia moglie.
Mi resi conto che eravamo entrati in un vortice perverso che ci stava risucchiando, fui preso dal panico a vederla così passiva e sottomessa, insultata e umiliata ,piangente e gioiosa ad essere inculata, dopo esser stata schiaffeggiata e frustata da quell’uomo.
Al termine ero sconvolto e angosciato più io che mia moglie, feci andare Anna in bagno a lavarsi il viso pieno di sperma secco e incurante delle parole rassicuranti di quell’uomo, l’aiutai a vestire ancora dolorante. Quel suo splendido culo , magnifico sedere, era stato frustato e sverginato .
Lui capì che ero furibondo.
“Non ti sarai mica arrabbiato!” Disse sorridendo.
“Si!” risposi:“ Non erano questi i patti!… Questo non dovevi farlo!”
“Ma dai!… Se le piaciuto!… Chiediglielo e vedrai cosa ti risponde. Sarebbe pronta a rifarlo domani stesso!” Esclamò.
Non gli diedi retta quando fu pronta uscimmo senza salutare con il suo volto ancora bagnato.
Salimmo in auto e ci dirigemmo verso casa , aveva gli occhi rossi, ma non piangeva più , notai che a differenza della prima volta riusciva a stare seduta seppur con dolore e difficoltà.
“Basta non ci andremo più!… Quell’uomo non ci vedrà più ! “ Gridai mentre guidavo.
Lei restò in silenzio.
“Sei d’accordo ?” Chiesi .
Scrollo le spalle :” Come vuoi!” Rispose.
Mi sarei aspettato più solidarietà alla mia reazione.
A casa andò in bagno a defecare , fece degli impacchi di acqua fresca al sedere e ci mise come le volte precedenti ghiaccio e crema anticongestionante .
Osservandola mentre in piedi se la spalmava sul sedere segnato esclamai con rabbia.   ”Te la rovinato!”
Lei mi lanciò uno sguardo di sufficienza.
La nostra vita è tornata normale , i segni sono spariti, ora sono passati due mesi da quando scrivo, lui continua a mandare sms per incontrarmi e io a non rispondere , a volte penso all’accaduto e mi eccito .
I rapporti sessuali con mia moglie non sono più come prima , non c’è più passione e complicità, amore e tenerezza tra noi ,è diventata distaccata e fredda sessualmente. Per riuscire ad avere l’erezione e un rapporto sessuale completo con penetrazione con lei , devo ripensare a quelle scene, a lui che la schiaffeggia e la sculaccia e anche a quando la frustava e inculava e credo che ci pensi anche lei, mentre lo fa con me.
Non ne parliamo , ma di sicuro lo pensa ancora, deve avere un’attrazione morbosa per quell’uomo.
Come me ha provato emozioni nuove ,anche perverse che non riusciremo più a dimenticare.
L’aver scoperto una nuova sessualità , ci ha sconvolti e trasformati .
A volte mi viene il desiderio di rifarlo ancora , ma non le dico niente , neppure che continua a mandare sms, sono certo che se glielo chiedessi lei accetterebbe di incontrarci di nuovo e ho paura per lei, che lui diventi davvero il suo padrone.
Lui la rapita mentalmente, le ha fatto scoprire una sessualità diversa che era latente in lei, che il
dolore è anche piacere e lei non è più la stessa donna , è cambiata credo che sia vittima della sindrome di Stoccolma vera e propria e mi chiedo :”E’ possibile che una donna sposata con figli grandi, amata e rispettata dal marito,di oltre i quarantanni possa essersi infatuata del proprio castigatore?”
Mi sento responsabile e se un giorno cederò ancora al desiderio di un altro incontro con lui, so già che quel giorno sarà la fine del nostro amore, la sua sottomissione totale a lui e il mio asservimento a quell’uomo, perchè io non la lascerò mai sola mia moglie, l’amo! Spero che non accada mai, ma se dovesse succedere, un giorno lo scriverò.
Grazie di aver letto il mio sfogo di  marito pentito.
Franco.

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