Storie ignobili n. 1– Il lunedì dell’Angelo.

IL LUNEDI’ DELL’ANGELO
Gita a Pasquetta. (Storia di una violenza sessuale)

Buongiorno Educatore, sono un suo lettore e voglio parlargli di me e di mia moglie, scrivendogli di un episodio accadutoci realmente qualche anno fa e che ora ci sta cambiando la vita. Glielo confido sperando che lei, con la sua capacità lo trascriva e lo renda pubblico e presentabile narrandolo .
Lorenzo.

Questa è una storia vera capitata a mia moglie, a cui io involontariamente nascosto dietro a un cespuglio e impotente alla sua violenza sessuale ho assistito incapace di intervenire , ma restando allibito ad osservare eccitato che si consumasse.
Osservare lo stupro della propria moglie, della donna che si ama, della compagna di una vita è qualcosa di molto perverso, ma anche ricco di emozioni e sensazioni eccitanti che non pensavo di provare nel vederla presa con brutalità da un ‘altro.
Io e Anna (mia moglie), siamo sempre stati e siamo ancora, una coppia molto affiatata e seria che si vuole ancora molto bene e si rispetta a vicenda.
Lei ha 46 anni e io 51, abbiamo due figli, maschio e femmina studenti universitari.
L’episodio che confesso, è accaduto inaspettato nella nostra vita e mi ha portato nel tempo seguente a considerare la mia signora in modo diverso dal modo con cui la pensavo e consideravo.
Mia moglie fu presa all’improvviso o meglio aggredita da uno sconosciuto, senza che se l’aspettasse e potesse reagire, con brutalità, un vero e proprio sopruso, che forse sarebbe meglio chiamare con il suo vero nome… violenza sessuale.
Tutto iniziò un paio di anni fa, il giorno di Pasquetta o meglio del Lunedì dell’Angelo come lo chiamiamo noi ; e come si usa in molte parti d’Italia, i nostri amici organizzarono una scampagnata con merendino, sulle alture Savonesi.
Chi aveva organizzato, pratico dei posti, ci portò in un luogo meraviglioso, una grande radura in mezzo agli alberi e alla selva mediterranea, dove poter fare un pic nic sull’erba sotto i primi soli primaverili, in uno di quei luoghi affascinanti ancora in grado di sorprendere.
Un posto dove si stava d’incanto, tutto era bello, la pace, la tranquillità e la natura regnavano sovrane e una varietà di colori avvertivano assieme alla presenza di animaletti e il cinquettio di  uccellini dell’arrivo della primavera. Tutto era fiorito e si era contornati dal verde della vegetazione e dal profumo della campagna.
Ci eravamo organizzati e tra tutti avevamo portato l’occorrente per il pic nic, piatti, posate , coltelli e bicchieri di plastica ( che al termine portammo via), una coperta vecchia da stendere a terra per sedercisi sopra, bibite, del buon vino e anche un thermos per mantenere il caffè caldo.
Per pranzo, bistecche e salsicce da fare alla brace, panini, frittate, torte e un primo piatto freddo di insalata di riso e infine per divagare, la radio, un pallone e le carte da gioco.
Naturalmente vista la bellezza del posto, non eravamo soli , c’erano altri gruppi di persone che conoscevano il luogo e facevano il loro merendino come noi, ognuno nel suo angoletto, famiglie con ragazzi, coppie, gitanti e altri gruppi che festeggiavano all’aria aperta e noi non eravamo da meno e ci divertivamo con la nostra compagnia .
Era un occasione per muoverci un po’ e toglierci dalla vita sedentaria e frenetica di tutti i giorni della città e dell’ufficio .
Mia moglie è impiegata di banca, ha un corpo maturo e leggermente formato, ma è una bella signora piacente, ammirata e corteggiata, con lunghi capelli biondi e l’aspetto molto curato .
Per l’occasione era vestita in modo sportivo, senza i suoi classici tailleur e le camicette in chiffon ricamato , ma con jeans aderenti, che evidenziavano molto il suo bel sedere e fasciavano le gambe lunghe e affusolate .
Una maglia nera molto attillata metteva in risalto il seno ben modellato per una donna di 46 anni, nascondendo con il colore scuro l’esuberanza del ventre dei fianchi .
Era una gran bella donna e anche se abbigliata in modo casual- sportivo , sapeva vestire esaltando e valorizzando le parti del suo corpo, rendendosi seducente e desiderabile agli uomini.
Mentre eravamo seduti con i nostri amici a chiacchierare del più e del meno e a scherzare, notai, che un uomo bruno di capelli e di pelle , probabilmente meridionale , alto e robusto, sulla cinquantina d’anni, più o meno della mia età, la osservava insistentemente, fissandola non visto nel corpo e sul viso quando noi eravamo voltati; sia avvicinandosi a noi passeggiando senza che lei se ne accorgesse, oppure restando seduto con il suo gruppo dall’altra parte a guardarla da distante.
La cosa subito mi diede fastidio e mi preoccupò, poi pensandoci e osservandolo anch’io senza farmi notare, capii che la guardava con desiderio e libidine perchè probabilmente le piaceva.
Continuai ad osservarlo un po’ mentre lui scrutava mia moglie chiacchierare con le amiche e ne fui stranamente colpito, non ero infastidito e nemmeno geloso come spesso mi capitava di essere, ma al contrario turbato dal suo sguardo e dal suo desiderio verso mia moglie.
Osservavo Anna che ignara d’essere scrutata, rideva e scherzava con le amiche seduta nella coperta sull’erba e guardavo lui che la guardava incessantemente e intensamente e per la prima volta mi piacque quella sensazione, di vedere mia moglie desiderata da un altro uomo davanti a me.
Continuando ad osservarlo e seguirlo con lo sguardo, capii che quell’uomo era nel suo gruppo di conoscenti con sua moglie, sentendo gridare a un suo amico:” Paolo!… Vieni, tua moglie ti cerca! ” Quindi era sposato!
Ma anche con sua moglie vicino, non smetteva non visto di fissare la mia e questo mi deliziava, mi faceva sentire invidiato.
Non era un bell’uomo e questo mi rassicurava, sapevo di sicuro che era il tipo d’uomo che non piaceva ad Anna e che quindi anche se l’ammirava e l’avesse corteggiata, non correvo nessun pericolo d’adulterio. Conoscevo bene mia moglie, era una donna fedele dedita alla famiglia e al lavoro non interessata ad altre cose che non fossero queste.
Poco dopo lasciai perdere e non ci feci caso, erano e sono ancora molti gli uomini che osservano vogliosi mia moglie .

Nel primo pomeriggio, dopo aver pranzato con cibo cotto alla brace, bistecche e salsicce e bevuto qualche bicchiere di vino, mi alzai lasciandola a chiacchierare con le amiche e mi avviai in un sentiero in fondo alla radura, tra i cespugli e gli alberi, per urinare.
Camminai una ventina di metri tra la vegetazione, andai in fondo al sentiero, in un piccolo spiazzo e feci il mio bisogno contro un cespuglio, innaffiandolo con lo zampillo  caldo della mia urina e guardandomi attorno mentre la facevo, non visto notai stranamente e con sorpresa quell’uomo che nella radura fissava mia moglie, girare da solo per le fasce sottostanti, osservando le piante e l’erba, come se cercasse qualcosa di particolare:”Forse erbe  particolari e aromatiche?” Pensai:” O  forse cerca funghi?”Che raccoglieva e metteva nello zainetto  sulle spalle. Non mi  vide.
Pensai:” Povero stupido! E’ troppo presto per i funghi, deve venire caldo umido, ora non ne troverà di certo .”
E me ne andai sempre non visto da lui, ritornando lentamente nel mio gruppo di amici.
Quando arrivai mi sedetti tra loro, un paio giocavano a carte, altri con le consorti visto la bella giornata e complice l’abbondante pasto si erano assopiti al suono dolce della musica della radio e al caldo dei raggi del sole .
“ Dove sei stato?” Mi chiese mia moglie quando arrivai.
“ A pisciare !” Le risposi volgarmente sorridendo.
“Devo farla anch’io! “ Mi mormorò sottovoce, vergognandosi  di  farsi  sentire.
Non so cosa mi prese in quel momento, fu  come un raptus mentale, sentii il cuore battermi forte e una strana sensazione di agitazione dentro impossessarsi di me, come un impulso  sessuale e senza pensarci due volte, quasi inconsciamente le dissi
mentendo:
“Vai in fondo a quel sentiero .” Indicandoglielo con il dito.” Da dove sono venuto io, è un posto tranquillo, non c’è nessuno, potrai fare i tuoi bisogni con calma.”
“Mi accompagni!” Mi chiese.
“No!…Sono appena tornato, vai tranquilla, ci  sono appena stato io, non c’è nessuno e un posto riservato.” Ripetei.
Lei si alzò in piedi e prendendo un pacchetto di fazzolettini di carta dalla borsa le misi nella tasca dei jeans e fiduciosa seguì il mio consiglio, si incamminammo per quel sentiero verso il bosco, allontanandosi da noi, poche decine di secondi e con il cuore che mi batteva a mille e una sorta di  eccitazione adrenalinica la vidi sparire tra i cespugli per raggiungere il luogo indicatole.
Praticamente e irrazionalmente l’avevo mandata dritta dove c’era quell’uomo che prima la osservava con libidine e desiderio e forse inconsciamente desideravo che la vedesse o incontrasse.
Vedendola sparire tra i cespugli e gli alberi, mi resi conto di aver fatto qualcosa di spiacevole verso mia moglie e pieno di emozione, ma preso dal timore per cosa potesse succederle la dietro, non sapendo la reazione di  quell’uomo se l’avesse vista  o  incontrata, mi alzai ritornando anch’io su quel sentiero e la segui a distanza non visto , sparendo come lei alla vista di tutti lasciando la vegetazione alle mie  spalle.
Una volta che fui nascosto ai possibili sguardi della gente, mi prese una strana sensazione, un desiderio morboso di spiare e vedere cosa sarebbe accaduto, sapendo che c’era quell’uomo.
Pensavo che l’avrebbe osservata urinare e questo mi eccitava.
Feci un largo giro, passando dall’alto del sentiero, facendo piano senza provocare fruscii e rumori di passi sull’erba o del corpo su qualche arbusto.
La raggiunsi e da lontano la vidi nello spiazzo d’erba cercare il posto dove accucciarsi.
Vidi anche quell’uomo che avendola vista, poco distante da lei ma più in alto, sopra una fascia nascosto dai cespugli e dalle foglie di alcuni alberi, la spiava.
Fui preso da una sensazione di turbamento e curiosità e mi nascosi anch’io poco distanti da loro a spiarli.
Praticamente mi trovavo coperto dalla vegetazione a quattro-cinque metri da mia moglie e a due o tre da lui, essendo quell’uomo in linea d’aria tra me e Anna.
Tutto intorno a noi sterpaglie, cespugli, piante rampicanti sui tronchi d’albero e alberelli pieni di foglie primaverili che ci celavano gli uni alla vista degli altri.
Mia moglie dopo essersi guardata in giro che non ci fosse nessuno, slacciò la cintura dei pantaloni, tirò giù la cerniera e li abbassò con fatica perchè erano jeans stretti, portandoli fino alle ginocchia, lo stesso fece con lo slip, restando nuda dalle ginocchia alla vita, sotto lo sguardo nascosto di quell’uomo che le osservava a sua insaputa la figa
scura e pelosa; girandosi poi, inconsapevolmente con il sedere rivolto verso lui, mostrandole ignara il suo meraviglioso culo, maturo e pallido, carnoso e tenero e si accovacciò allargando le gambe piegate per urinare.
Vedere mia moglie in uno dei suoi momenti intimi, spiata da quell’uomo desideroso di lei,  che le guadava il sesso e il sedere, toccandosi il pene, mi eccitava, inducendomi a spiare ancora, turbato e divertito .
All’improvviso lui tirò giù la cerniera dei pantaloni, aprì la chiusura ed estrasse il suo pene prendendolo in mano, aveva sfoderato un cazzo riguardevole e duro, era almeno 18 cm, più grosso e brutto del mio, tutto nodoso come un ramo di ulivo, e iniziò a masturbarsi lentamente mentre la guardava da dietro urinare.
Vederlo masturbarsi per Anna provocò l’erezione anche a me, in quel momento mi scoprii un altro uomo, che provava piacere nel vedere sua moglie mezza nuda urinare osservata da un altro.
Sentii caldo improvvisamente sul viso e nel pube e il batticuore aumentare veloce, provando un senso di piacere e soddisfazione, oltre che di benessere al fatto che ammirasse le sue nudità e le piacesse guardare mia moglie al punto di masturbarsi.
La osservava mentre lei accovacciata urinava. Vedevo il suo  zampillo da dietro lei, lo  vedevo sotto al  suo culo tra le gambe divaricate per non bagnarle con gli spruzzi, uscire  violento contro l’erba e la terra  sottostante, e probabilmente lo vedeva anche lui.
Aspettavo che iniziasse a masturbarsi spiandola , già duro se lo toccava con la mano. Tutto avvenne in una manciata di secondi.
Lo vidi avvicinarsi ancor di più lentamente a lei, sempre nascosto dalla vegetazione con il cazzo in mano arrivando a meno di due metri di distanza e anch’io lentamente mi spostai  di qualche passo verso loro .
“Vorrà vedere meglio che piscia, oppure il suo bel culo da vicino !” Pensai eccitato :” Deve essere un gran porco quest’uomo, un guardone depravato.”
E invece prima che io e Anna c’è ne rendessimo conto, silenzioso si avvicinò ancor di più a lei e con un balzo veloce saltò fuori da dietro i cespugli dov’era nascosto, con il suo cazzo fuori dai pantaloni, duro e oscillante nell’aria davanti ad essi e la spinse da dietro sulle spalle, facendola cadere inginocchiata in
avanti, con i palmi della mano sull’erba, per proteggersi nel cadere da quella spinta improvvisa e  inaspettata.
Anna non fece in tempo a rendersi conto di quello che succedeva e abbozzò :
” Ma chi è? Che succede?” e vidi il  suo viso sorpreso e sconcertato. Mentre lui la teneva con la mano sulla schiena verso terra, giù in basso impedendole di alzarsi.
Vidi mia moglie spaventata che tentò con la forza della reazione e della disperazione di liberarsi da quella morsa d’acciaiosu di lei, ma fu vano.
Intanto lui inginocchiatosi dietro di lei le teneva giù i pantaloni con una mano, che lei con una delle sue portandola dietro cercava di afferrare e tirare su dicendo:” Ma chi è!?” Le fece divaricare le gambe al limite del possibile che consentivano i jeans alle ginocchia, dicendole agitato e alzando la voce:
“Allarga le gambe ! …Allargaleee!!! …Ubbidiscimi e stai ferma!..Stai fermaaa!!… Se non vuoi prenderle, ubbidiscimi senza voltarti che è meglio per te!” E mentre diceva quelle parole diede due schiaffi forte sulla natica di Anna, come se fossero due scudisciate, che le fecero anche male.
Prima che Anna si rendesse conto di quello che stava succedendo cercando di voltare il capo a guardare dietro lei chi fosse che la teneva giù spingendola sulla schiena, il cazzo duro e lungo di quell’uomo dopo averci sputato sopra e aver insalivato il glande, senza tante attenzioni si appoggiò con la cappella contro la sua figa, tra i suoi peli neri ancora bagnati di urina; e allungando il braccio verso la sua nuca le prese i capelli nella mano , tirandoli forte a se, tenendole la testa ferma, per poi  spingerla in giù, con il viso girato in basso sull’erba in modo che non si voltasse e non vedesse.
Dopo averlo appoggiato appoggiò la mano libera sul  fianco e premette. Mia moglie capì le intenzioni di quell’uomo, quello sconosciuto:” Ma cosa vuole! Cosa sta facendo!?”                           E gridare terrorizzata, implorando :
”Ma Chi è?..Cosa fa?..Mi lasci!. Non voglio!… Non mi faccia questo.”
Ma lui incurante delle sue  lamentele continuò imperterrito spinse forte e la penetrò facendola sussultare, dicendo:
“Stai ferma se no ti picchio!… Ti conviene non muoverti e ubbidirmi .”
E fu zittita con un altro schiaffone forte sul culo.
Ero incredulo e impotente , tutto avvenne inaspettatamente che prima non ebbi la forza di  intervenire , ma poi  mi  mancò il coraggio  di reagire. Ero stranamente eccitato.                              Il suo cazzo duro entrò senza fatica dentro lei, probabilmente lubrificato dalla saliva e dall’urina appena fatta, e affondò tra i suoi peli neri ancora gocciolanti, non avendo potuto asciugarli.
Quando fu tutto dentro, lasciò i capelli con la mano facendola scivolare sulla schiena e con forza premette abbassandole il busto verso terra in modo che il suo culo fosse più alto, poi assieme all’altra la posò sui suoi fianchi giunonici e tenendola bene ferma in modo che non si divincolasse e si  girasse, iniziò a chiavarla alla pecorina costringendola ad accompagnarlo in un movimento avanti-indietro molto lento e profondo con il suo culo.
Lei era spaventata.
D’istinto mi avvicinai ancora e mi spostai quasi lateralmente a loro, sempre nascosto dagli arbusti.
La vedevo a carponi sull’erba con lei  che si demenava con il sedere davanti a quell’uomo che la stava chiavando come se fosse una cagna. Mi sembrava impossibile, era così tutto assurdo , perverso , eccitante.
Avrei dovuto intervenire, gridare , scagliarmici contro di lui dicendo :
” Lascia stare mia moglie brutto porco!” Ma ebbi reazioni controverse dentro di me, di paura ed eccitazione e fui preso da un’ondata di calore, sentii invadermi il corpo da un brivido piacevole e perverso e da un batticuore fortissimo e vigliaccamente non intervenni, restai fermo e incredulo a guardare eccitato quello che veniva fatto a mia moglie da quell’uomo, che la stava chiavando come se fosse un animale .
Lei, forse per paura alle sue  parole di  minaccia, non si dimenava più, passiva lo lasciava fare, in mezzo a quel verde, quegli alberi bassi e agli arbusti. Ma oltre ad essere eccitato, ero anche intimorito dal fatto che qualcuno potesse arrivare inatteso e li vedesse chiavare. Vedesse mia moglie con lui, con un altro che non ero io e questo mi dava oltre che timore scariche di adrenalina in un misto di paura e piacere.

Continuò a chiavarla brutalmente, lei sembrava una bambola di pezza sballottata avanti e indietro sotto i suoi colpi vigorosi e mentre la violentava, la sculacciava sul gluteo, dandole forti schiaffi fino a farglielo arrossare completamente; mentre lei sentiva il suo cazzo correre tra le calde pareti della vagina che si dilatavano al suo passaggio.
A un certo punto vidi mia moglie silenziosa tirare su il busto appoggiandosi sulle braccia erette,  restare ferma alla pecorina come se fosse a disposizione di lui, alzare la testa, ricevendolo silenziosa e subito dopo all’improvviso iniziare godere.
Era sconvolgente, quel tipo la stava violentando e lei  godeva, era  tremendo, vedevo il suo viso contrarsi nelle espressioni del piacere e lasciarsi andare concedendosi a quella monta bestiale senza più reagire, chinarsi di nuovo piegando le braccia, appoggiandosi sull’erba con i gomiti per comodità, mentre lui vedendola passiva e arrendevole, con le mani le accarezzava le natiche arrossate dagli schiaffi, sbattendoci contro i suoi inguini nel movimento di penetrazione totale e profondo.
Lo infilava tutto facendo battere i suoi coglioni contro la sua figa .
Con un braccio le cinse la vita e infilando la mano sotto la maglia iniziò ad accarezzarle il ventre caldo e pronunciato, salendo piano su, fino ad arrivare al reggiseno, fare uscire le grosse mammelle da esso, prenderle una alla volta con la mano e stringerle forte, facendola gemere di piacere.
Non potevo crederci , godeva .
Godeva a essere violentata da quell’uomo. Era tutto assurdo ma anche eccitante.
Lui continuò a muoversi dentro di  lei, fino a farle fuggire un gemito forte di godimento prolungato . Un:” Oooooooohhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!”
Lei, così seria e irreprensibile che con me lo faceva in silenzio e quasi al buio, senza
partecipare attivamente ma solo lasciandosi chiavare passivamente, ora provava piacere ad essere posseduta da uno sconosciuto.
Lui la guardava da dietro , con un’aria trionfante , come di chi avesse domato la sua preda, soddisfatto di godere di quella donna che prima osservava libidosamente ridere accanto al marito e alle sue amiche, desiderandola e pensandola irraggiungibile per lui e invece ora la possedeva in mezzo all’erba , la violentava facendola godere; mentre lei socchiudendo gli occhi lanciava un altro gemito di piacere. “Oooooooooohhhhhhhhhhh!!!!!!!!”.
Era terribile. Capii che stava godendo davvero.
E questo mi eccitava di più, vedere mia moglie godere con uno sconosciuto e per di più violentata da  lui.
Pensavo incredulo a quello che stava avvenendo, ai suoi coglioni sbattere sulla fica pelosa e nera di Anna e lei goderne .
Era tutto così assurdo…ed io, nascosto dietro alla vegetazione ero costretto a spiarli, non avendo il  coraggio di intervenire, ne di fuggire per timore di essere visto e per vigliaccheria, eccitandomi  fino a che quasi inconsapevolmente lo tirai duro fuori dai pantaloni iniziando ad accarezzarlo e d’istinto senza pensarci iniziai a masturbarmi a quella scena, quella visione perversa di mia moglie violata da quello sconosciuto.
Dal modo che lui la penetrava e da quello di Anna di gemere, capii che entrambi stavano godendo e per venire .
Anch’io ero sul limite dell’orgasmo.
Non resistendo più mi, lasciai andare e venni godendo come un ragazzino e come mai in vita mia, sborrando sulle foglie e sull’erba osservando mia moglie chiavata da un altro.
Anna era passiva, senza reagire e fare nulla accompagnava i movimenti di penetrazione di quell’uomo, muovendo il suo sedere assieme a lui, al suo ritmo, dondolandolo in avanti alle sue spinte.
Fu un rapporto animalesco, brutale, con quello sconosciuto inginocchiato dietro lei che la montava come un forsennato.
Ansimando lui dava dei colpi sempre più vigorosi e veloci che probabilmente toccandole l’utero la facevano gridare dal piacere, muovere il capo e sbattere i capelli lateralmente in aria, facendole avere gridando dal  godere un orgasmo intenso. “Oooooooooooooohhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Con i gomiti appoggiati a terra, stringeva tra le mani l’erba che era sotto di esse , tirandola con le dita, come a volerla strappare dal piacere intenso.
Il suo viso, arrossato, aveva gli occhi chiusi e il volto estasiato, mentre il labbro inferiore veniva stretto tra i suoi denti in una smorfia di gioia .
Il tutto fu intenso, durò pochi minuti, lui eccitato lo tirò fuori all’improvviso duro e lungo, venendogli sui glutei morbidi e pallidi, uno arrossato dagli schiaffi e l’altro ancora latteo.
Riversò su di loro alzandosi tutto il suo sperma caldo e filante, incurante che lei si lasciasse andare cedendo le braccia sfinita sull’erba.
“Non ti girare! Non ti girare !” Ripetè accalorato, strisciando ancora la cappella sporca di sperma sulla pelle pallida del suo culo, come a pulirla .
“Non guardarmi in viso, è meglio per te !..Resta così ! “ Continuò a dirle con voce ferma mentre lo rimetteva dentro lo slip e si metteva a posto i pantaloni.
Senza parlare si guardò attorno, osservò anche verso la mia parte, ma io ero nascosto bene dalla vegetazione, potevo vedere senza essere visto e mi guardai bene dal farmi
notare e all’improvviso veloce come quando le saltò addosso, sempre con lo zainetto sulle spalle quando fi a posto se ne andò lasciando mia moglie genuflessa a carponi sull’erba .
Non sapevo cosa fare se intervenire o no? Mi chiedevo cosa avrei detto a mia moglie ? Che ero li nascosto a spiarla mentre lui la violentava e che avevo visto tutto senza intervenire? Forse mi avrebbe odiato per sempre .
E io cosa le avrei detto, che l’avevo vista godere con un altro, che le piaceva?
Restai fermo e in silenzio, ero agitato e sudato, avevo il batticuore. Passata la fase dell’esaltazione, ora era soppraggiunta quella della paura.
La vidi alzarsi, osservare il punto dove era avvenuta la sua violenza , estendere voltandosi il capo indietro, roteando il busto per poter  vedere il sedere, per guardarselo e allungando la mano, toccandoselo sentì con le dita il suo sperma sui glutei,
Sentì le natiche bagnate dal suo seme. Tirò un po’ su i jeans fino a metà coscia e infilando la mano in tasca prese il pacchetto dei fazzolettini di carta, l’aprì e si asciugò iniziando dalla figa anch’essa bagnata dall’orgasmo e i peli  dalla pipì, per poi passare al sedere pulendolo schifata dallo sperma, lasciando cadere i fazzolettini sporchi per terra, sopra l’erba dove era stata presa, segnando quel luogo con quella carta impregnata e peccaminosa.
Si rimise a posto lo slip e i pantaloni, con le mani i capelli e si asciugò la fronte dal
sudore avviandosi verso il sentiero, dietro a quell’uomo che soddisfatto tornò vicino alla moglie.
Sconvolto vedendola avviarsi, tornai indietro anch’io, mi misi a correre per arrivare prima di lei, rifacendo il giro largo fatto precedentemente, sempre per non essere visto, e con balzi a distanza nascosta la superai. Correndo pensavo a cosa sarebbe successo … . Cosa mi avrebbe detto appena l’avrei vista. Immaginavo che piangendo si sarebbe cacciata su di  me abbracciandomi davanti a tutti, amici e gitanti e sarebbe scoppiata a piangere  dicendomi singhiozzando di essere stata violentata da uno sconosciuto. L’avrebbe detto anche ai nostri amici. E io  gli avrei chiesto chi  fosse? Ma lei risposto che non lo sapeva , che  non lo aveva riconosciuto  e non avremmo saputo da chi ! E poi?… Cosa avremmo fatto? …Cosa avrei fatto io?  Avremmo fatto una ricerca intorno e poi  saremmo andati o avremmo chiamato la polizia?
Mille pensieri mi correvano nella mente intanto che correvo .
Certo se me l’avesse detto davanti agli amici, avremmo dovuto chiamare la polizia. Ero preoccupato e intimorito da quello che sarebbe successo dopo.
Uscii nella radura camminando e mentre tutti erano impegnati nelle loro cose o i  loro  giochi, tornai al nostro posto come se nulla fosse successo e mi sedetti sulla coperta, ero accaldato e sudato, il cuore mi batteva fortissimo, ma non per  la corsa , ma per  la paura di quello che sarebbe accaduto da li a poco e bevvi dell’acqua a canna dalla bottiglia.
“ Dove sei stato? “ Mi chiese un amico destatosi dal torpore campagnolo.
“Ho fatto un giretto qui attorno, sono dei bei posti.” Gli risposi accaldato sorridendo forzatamente.
“E Anna dov’è?” Chiese sua moglie vicino a lui tirandosi su anche lei.
“Arriva, è andata laggiù a fare una passeggiata.” Risposi indicando il posto con il dito e mi sdraiai guardando il cielo, cercando di mascherare la mia apprensione, di quello che avevo visto e quello che provavo.
Poco dopo vidi uscire Anna dalla vegetazione e arrivare verso me rossa in viso , accaldata, si guardava attorno come se cercasse quell’uomo che pure non aveva visto .
Lui era tornato a sedersi vicino alla moglie e la osservava dal suo gruppo facendo finta di niente, ridendo con i suoi conoscenti, mentre Anna veniva verso di me .
“C’è qualcosa che non va!? “ Le chiesi guardandola appena arrivata .
Esitò un attimo e poi disse :”No!..No!..Niente.”
“L’hai fatta?” Domandai.
“Si!..Si! ..Lo fatta. ” Rispose guardandosi sempre in giro in piedi vicino a me .
Non una parola su quello che era accaduto. Era stata violentata da uno sconosciuto e non me lo diceva.
“Perchè?” Mi chiesi.
“ Probabilmente si vergogna e si sente umiliata.” Pensai. “Ho forse le è piaciuto e non me lo dice per questo.” Pensai maliziosamente .
Quel non dire nulla mi dispiacque molto, ma non so perchè, nello stesso tempo mi rincuorò dalle mie paure e mi riempì di soddisfazione .
Si sedette vicino a me facendomi un sorriso di circostanza, sempre osservandosi attorno, come a voler scoprire chi fosse il suo misterioso violentatore.
“ Stai bene ?” Domandai.
“Si !” Rispose mettendosi a posto i capelli :” Ho solo un po’ caldo.” Era sudata.
Mi domandai ancora perchè non dicesse nulla di quello che le era successo.
E cinicamente mi rispondevo che forse era meglio così, nessuno avrebbe saputo niente, solo io e lei anche se in modi diversi, ma lei  non sapeva che io l’avevo vista e quindi che  ero a  conoscenza della sua violenza. Se avesse detto quello che  le era accaduto, sarebbe scoppiato uno scandalo con denunce e se lo avesse identificato in quel momento, ci sarebbe stata una lite con lui e avremmo dovuto alzare le mani fra i nostri gruppi e chiamare la polizia.
Credo che anche quell’uomo tirò un respiro di sollievo quando la vide sedersi vicino a me senza dire niente .
“Chissà cosa penserà lui del suo silenzio” Mi chiedevo guardandolo.
”Si dirà che è stato bravo, che la fatta godere al punto da non dire niente e non denunciarlo.”
Quel pomeriggio in me avevo scoperto una persona nuova, diversa da quello che ero  sempre stato, che mai avrei pensato di essere, mi era scoppiata dentro una esplosione di libidine e lussuria che non credevo d’avere e che avrebbe cambiato molte cose della mia vita.
A vederla presa come un animale da un altro, ne fui perversamente sconvolto ed eccitato. Anche se mi vergognavo di me stesso, del mio comportamento, della mia incapacità a intervenire per averla lasciata stuprare da lui, lasciandomi trascinare dall’eccitazione nel vederla posseduta, mi tormentavo perchè mi era piaciuto ne avevo provato godimento e questo… mi spaventava.
A sera tornammo a casa, prendemmo le nostre cose e senza che lei facesse cenno all’accaduto e io non gli chiesi niente ci avviammo con l’auto di una coppia di  amici.. .
Giunti a casa, andò in bagno a lavarsi ed entrando a urinare, la vidi nuda, chiusa nel box doccia che si insaponava la figa e i glutei dove lui le aveva sborrato sopra.
Terminato, la vidi pensosa e in alcuni momenti assente, probabilmente pensava a quello che le era accaduto. All’improvviso mi venne vicino, con gli occhi lucidi, mi baciò sulla guancia dicendomi :
” Stringimi!”
La strinsi forte a me, conoscevo il  motivo, ma le chiesi:“ Cos’hai?”
“Ti voglio bene ! Ti voglio tanto bene !” Ripetè stringendomi forte, con il viso sulla mia  spalla.
“Anch’io !” Le risposi sorridendo .
Restammo un po’ abbracciati, probabilmente era presa dal rimorso di quello che era accaduto, forse perchè si era lasciata andare e ne aveva goduto e si tormentava se dirmelo o no, credo che pensasse di ferirmi rivelandomelo e preferiva tenersi tutto dentro.
Anche per lei non era facile mantenere tutto dentro.
Poco dopo si mise a preparare la cena, aspettammo finchè arrivarono i nostri figli e cenammo tutti e quattro assieme.
Sembrava tutto finito li, tacitamente dimenticato, come se non fosse successo niente e fossimo ritornati alla normalità, ma il bello doveva ancora venire.
Da quell’episodio iniziò tutto il mio sconbussolamento sessuale e penso anche il suo.
Quella sera dopo cena quando andammo a letto, ancora eccitato al pensiero di quello che era accaduto, la cercai intimamente e lei non si tirò indietro come a volte faceva, ma si concesse e facemmo l’amore.
Contrariamente al solito non trovò scuse per non farlo, si lasciò accarezzare e  chiavare silenziosamente ad occhi chiusi, ed io ero sicuro che stesse pensando a quello sconosciuto, godendo silenziosamente come non aveva mai goduto con me, con la figa tutta bagnata degli umori dell’eccitazione.
Volontariamente le accarezzavo il gluteo arrossato, fingendo di farlo per caso e notavo che le piaceva farselo toccare, le ricordava gli schiaffi che le aveva dato sopra quell’uomo.
Si lasciava chiavare e godeva silenziosamente pensando a lui e anch’io avevo lo stesso pensiero, pensavo a lui che la possedeva e nel farlo mi aumentava l’erezione.
Da quella sera, tacitamente lo facemmo spesso e sempre immaginando quell’uomo che la possedeva, con lei che credeva che io fossi all’oscuro di tutto e questo mi eccitava di più.
Ora è passato più di un anno oramai e il nostro modo di fare sesso è cambiato, a volte scherzando le chiedo se lo farebbe con un altro uomo che non fossi io .
Sorride .
” Chissà!” Risponde .
Ma non dice di no, mentre prima a una domanda del genere mi avrebbe mandato al diavolo.
Non ne abbiamo mai più parlato di quell’episodio, ma ricordato segretamente spesso e sempre ogni volta che facciamo sesso, ognuno per conto suoper eccitarci di  più.
Lei non mi disse mai niente di cosa le era accaduto, è un suo segreto che io condivido silenziosamente.
Ora per eccitarmi, penso sempre a quell’avvenimento, a quella violenza o a qualcun altro che la chiavi se non lui, come fa lei del resto.
La mia gelosia è evaporata, non esiste più ed è nato in me il desiderio forte di vederla posseduta davvero da un altro uomo.
Ho incominciato a cambiare atteggiamento nella nostra intimità sessuale, inserendo per gioco quando lo facciamo sempre un terzo uomo, uno sconosciuto virtuale che la chiavi al mio posto, iniziando a fantasticare coinvolgendo anche lei che partecipa favorevolmente a questa novità.
Ho paura che prima o poi succederà davvero… che la concederò con il  suo  consenso a qualche sconosciuto. Quando ci pensiamo immaginando a letto siamo eccitati entrambi.
Forse fantasticare così, è l’inizio di un qualcosa che ci porterà a incontrare tramite internet un altro uomo davvero.
Lorenzo.
Ogni commento e suggerimento è gradito. Grazie.
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