Storie ignobili n.20 – Il desiderio di essere cornuto.

IL DESIDERIO DI ESSERE CORNUTO.

NOTE: Al mondo ci sono tre tipi di cornuti: il contento, il rabbioso e l’ignaro.
Educatore.

«Salve! Mi ci è voluto molto tempo per riuscire a scrivere questa storia cercando di condensare i miei pensieri e le emozioni in qualcosa di trasmissibile al lettore, lo fatto sperando che questo possa alleviare alcune delle mie ansie che porto dentro da molti anni.
Quello che sto per scrivere è piuttosto imbarazzante e può apparire inverosimile, ma è la pura verità.
Gli elementi che sembrano i più fantasiosi della storia sono i più veritieri. Sono le parti reali e sceneggiate di quello che è accaduto realmente. Penso che a molti di voi i fatti non sembreranno veri e soprattutto il finale, ma è la pura verità. A volte nella vita la realtà supera la fantasia e si creano e accadono le cose più assurde in cui ci appare impossibile credere.
Io come molti di voi che leggerete, a volte penso che sia stato un folle a fare quello che ho fatto e a perseverare pensandolo ancora, altre volte mi dico che ho solo realizzato un desiderio, un sogno e sono una persona normalissima, ma giudicherete voi… .
La storia è quella di un ragazzino, che scopre il sesso tramite l’osservazione casuale del tradimento coniugale della madre con il suo amante. Questo lo porterà ad immedesima nel padre, ignaro dell’adulterio della consorte e all’estero per lavoro, vivendo la sua condizione di tradito e sentendosi cornuto al suo posto. Resterà traumatizzato e affascinato dall’infedeltà della madre, al punto che la sua sessualità sarà condizionata da quell’avvenimento.
Quando sarà adulto, sposato e con figli e la moglie avrà la stessa età della madre di allora, tramite un sogno erotico che altro non sarà che la proiezione del suo desiderio inconscio e del suo io, creerà le condizioni e farà vivere alla moglie senza che sappia che lui ne è a conoscenza, un tradimento coniugale, un adulterio come quello della madre, lasciandole vivere come alla genitrice una relazione sessuale con un uomo scelto da lui. Il tutto come un gioco programmato e studiato nei minimi dettagli, un gioco che a un certo punto gli sfuggirà di mano e… .
Ma leggete.
Da una storia vera

MAMMA.

Eravamo una famiglia comune composta da me Paolo che avevo 13 anni, mia sorella Giulia 15 anni, mia madre Tiziana o Titti come la chiamavano le amiche, 38 anni, i parenti e mio padre Giuseppe detto Beppe 42 anni.
La nostra infanzia fu normale, comune a migliaia di bambini e ragazzini, mamma ci aveva abituato a una tenerezza e affettuosità immensa, con molto contatto fisico ed emotivo. Tendeva spesso a darci abbracci, baci e carezze… ci voleva davvero molto bene, eravamo la sua vita e anche noi gliene volevamo molto e la rispettavamo sempre. Lo stesso era con papà Giuseppe che gli amici e conoscenti chiamavano Beppe, quando era a a casa che non navigava, si abbracciavano e baciavano spesso anche davanti a noi, si volevano molto bene ed eravamo tutti felici. Papà era un marittimo e ogni volta che partiva mamma piangeva sempre ed era triste ed eravamo noi la sua consolazione il suo amore e io ero l’ometto di casa .
La nostra educazione era severa, studiavamo dalle suore, ed eravamo abituati a dire la preghiera dopo cena prima di andare a letto a dormire, questo per darvi l’idea di che tipo di educazione avevamo. Lavarci i denti, spegnere la tv e la preghiera, mamma nel lettone con mia sorella Giulia quando non c’era papà e io solo in cameretta.
Era una mamma molto premurosa, tendendo il più possibile a stabilire un rapporto di vicinanza e amore materno con noi.
Poche volte ci sgridava o ci trovava da dire , prediligeva spiegarci le cose più che punirci
quando sia io che mia sorella sbagliavamo qualcosa.
Erano gli anni 80, come dicevo papà navigava sulla navi mercantili e faceva anche viaggi lunghi in America latina e in Asia e restava via molti mesi senza tornare a casa, in genere i contratti erano di sei mesi. Guadagnava bene e avevamo una vita dignitosa, permettendo a mamma di non lavorare e fare la casalinga per accudire a noi che eravamo ragazzini e studiavamo, alla casa e a mia nonna che era anziana, malata e ricoverata ormai da tempo in uno ospizio (oggi si direbbero case di riposo), dove andava tutti i giorni a trovarla e accudirla.
Posso dire che i miei genitori sono sempre stati una coppia perfetta e innamorata anche se per lunghi periodi rimanevano distanti … la mia infanzia e quella di mia sorella fu eccezionale…vivevamo in una famiglia ideale ed eravamo felici.
Mamma era molto bella in quel periodo, era la tipica trentenne di quegli anni con capelli gonfi e un bel corpo adulto tra la ragazza e la donna, era appena formosa, mora, con gli occhi castani e delle labbra un po’ carnose.
Aveva il fascino della bella signora di quei periodi, con la sua personalità. La ricordo ancora attraente, ed ovunque mi capitava di stare insieme a lei notavo che veniva piacevolmente ammirata dagli uomini. Con il senno del poi, dell’uomo adulto posso dire che aveva un gran bel sedere e un bel seno prosperoso, oltre che un gran bel carattere e un sorriso meraviglioso, e capitava spesso che qualcuno le facesse battute o tentasse di corteggiarla.
La ricordo ancora con i vestiti che si usavano allora, le giacche dei tailleur con grosse spalline imbottite che la facevano assomigliare ai personaggi di ufo robot e ampie scollature a V fino all’ombelico, con maniche svasate sui gomiti e strette verso i polsi o con i pantaloni a vita alta stretti da grosse cinture dai colori più vari con enormi fibbie o fusciacche intorno alla vita annodate sui fianchi come una fascia. Le gonne lisce in tinta unita o disegnate, o a balze pieghettate che le arrivavano al ginocchio.
Spesso indossava dei fuseaux dai colori più strani e fluorescenti anche se preferiva il nero, con delle T-shirt bianche enormi extralarge portate con raffigurazioni di tutti i generi sul torace. Alcune di quelle mi  piacevano in modo particolare, perchè avevano la testa Minnie e di Topolino della Walt Disney sorridente stampata sopra.
A volte  pur non andando in palestra, calzava i scaldamuscoli sui polpacci, la tuta o la felpa e metteva la fascia di tessuto di spugna in fronte come le indiane e poi faceva ginnastica guardando alla TV le video cassette di Sidney Rome che insegnava a fare aerobic fitness dancing.
Si truccava poco, ma quelle poche volte che lo faceva seguiva la moda di allora, a pensarlo oggi sembrerebbe assurdo girare per strada in quel modo con ombretti fucsia, verdi o azzurri, con labbra delineate dal contorno di una matita e riempite da rossetti rosso fuoco. Anche se il suo trucco era sobrio, era pur sempre vistoso, ma allora si usava così, come i capelli gonfi. La chioma di mamma era cotonata e con permanente voluminosa che lei abbelliva con fiocchi, fasce, cerchietti e mollette e si ornava l’aspetto con collane, grosse e dorate, che venivano portate con orecchini ad anello, abbinati a perle e bracciali di qualsiasi forma, dimensione e tipo; che spesso mia sorella provava a indossare per gioco, mettendosi anche i suoi ray ban a goccia con montatura sottile dorata o quelli più belli di tartaruga con lente a occhi di gatta firmati sull’asta Fiorucci che mamma non voleva toccassimo.
Come tutte le donne aveva le sue debolezza, a tavola beveva il vino, specialmente la sera anche mezza bottiglia, ma non voleva che si sapesse, era l’unica in casa oltre papà che bevesse il vinoe quando lui non c’era ed era sola per non farlo capire ai  negozianti, a me o a mia sorella ci mandava ad acquistarlo sempre in negozi differenti, di modo che non potessero quantificare quanto ne consumasse. Il vino era un po’ la sua unica consolazione nella solitudine o almeno credevo… .
Era sempre stata una donna molto riservata ed in casa non si parlava mai di sesso, non che fosse un tabù, ma semplicemente non era un argomento di discussione famigliare .
Molte volte vedevo mamma che si appartava con mia sorella Giulia in camera e le spiegava il sesso ,per paura che nell’ignoranza facesse qualcosa e restasse incinta, mentre con me non lo faceva, rispondeva genericamente alle domande che le facevo sulla sessualità, ma senza approfondire .
” Tu sei maschio ! Vedrai che poi imparerai da solo!” Mi diceva. “ I maschi imparano da soli con gli amici !“ Era il modo di pensare di allora della famiglia, nonna, zia ecc.
Mio padre non c’era a spiegarmi o a cui poter domandare qualcosa, ed essendo un ragazzo timido faticavo anche con i compagni di scuola a chiedere, per timore di fare brutte figure e di essere preso in giro, di solito ascoltavo i loro discorsi. Già alcuni ragazzi quindicenni, i più balordi facevano battute su mia sorella e mi chiedevano se gliela presentassi.

Come dicevo sopra, tutto cominciò quando avevo 13 anni e quello che accadde mi traumatizzò e condizionò la vita sessuale da ragazzo per sconvolgermela anche da adulto.
Fino a quel giorno non avevo mai visto mamma completamente nuda, ma solo con la
vestaglietta da casa trasparente o la camicetta da notte corta, oppure in mutandine e reggiseno o a volte senza mutandine e reggiseno ma con una maglietta T short enorme, probabilmente di papà, che larga le arrivava agli inguini e a coprire appena il sedere e io facendo finta di nulla guardavo solo da dietro quando si piegava, e si vedeva il culo completo, con il solco (il taglio come lo chiamavo allora) lungo e profondo.                                                                                              Quel giorno invece la vidi completamente nuda… .
Capita a molti ragazzi di assistere involontariamente o volontariamente alle nudità della propria madre e di restarne turbati ed alcuni poi continuare a spiarla, rientra nello sviluppo della pubertà, come può capitare di vederla o sentirla far sesso con il proprio papà, ha tutto un senso per quanto erotico o morboso possa essere a quell’età. Finché questa scoperta accade con il proprio padre, si resta turbati ma rientra nella “normalità genitoriale “. Quando invece si scopre che l’uomo che fa sesso con vostra madre, non è vostro padre, ma un altro a voi sconosciuto, allora le cose cambiano, si resta sconcertati, delusi, traumatizzati.
Tutto successe per caso un giorno verso il mese di Aprile, avrò avuto 13 anni, ricordo che
facevo ancora le scuole medie, la terza mi pare e quel pomeriggio verso le 15.00 dopo aver studiato un po’ come facevo di solito con mia sorella, decisi di uscire a giocare con gli amici per divagarmi un po’, avrei ripreso poi verso sera lo studio e lascia Giulia da secchiona qual’era a continuare a studiare ( oggi è ispettore vigile urbano).
Fuori mi diressi al campetto di calcio dove c’erano gli amici, ma a un certo punto mi
fermai, non ricordo la motivazione precisa ne perché quel giorno tornai indietro per andare a casa di nonna, forse perché volevo prendere la mia divisa da giocare a pallone che mamma aveva lavato e stesa nel terrazzino di nonna come faceva sempre.
E quindi non giocai con i miei compagni ma tornai indietro.
Nonna come dicevo sopra era ricoverata in una casa riposo e non usciva più e casa sua poco lontana dalla nostra era ormai vuota e avevamo le chiavi .
A volte mamma ci concedeva di fare qualche festa con gli amici e le amiche, soprattutto a mia sorella , basta che poi lasciavamo pulito e in ordine.
La casa era situata nel vecchio centro storico, nei carruggi, si apriva il portone che dava sulla strada, si entrava si faceva una rampa di scale ripida e lunga e subito sul pianerottolo c’era la porta d’entrata di casa di nonna. Entrando al piano c’era la cucina e la camera da letto con il bagno e affianco ad esso una scaletta interna chiusa da pareti in muratura e due brevi rampe con piccolo pianerottolo tra esse ,dove l’ultima rampa girava a sinistra e portava sul solaio e in una terrazza; e lungo la rampa di questa scala a livello del pianerottolo c’era una finestrella che dava nella camera matrimoniale di nonna. La camera di  nonna era senza finestre e per la luce naturale aveva solo un lucernaio sul soffitto che dava sulla terrazza e su una parete  la finestrella che dava nel pianerottolo, che nella stanza risultava in alto, quasi a soffitto,sempre chiusa e coperta da una tenda esterna che era sul pianerottolo.
Erano case vecchie, dei nonni dei miei nonni,fatte a pezzi con i muri in pietra, piene di modifiche improvvisate e aggiunte senza senso.
Comunque ritornai a casa a prendere la chiave di casa di nonna e vedendo che appese nel portachiavi dietro la porta non c’erano, presi quelle di riserva nel cassetto del mobile
dell’entrata .
“Paolo sei tu?” Sentii mia sorella chiedermi essendo nel soggiorno e non potendo vedermi.
“Si sono io Giulia, prendo la chiave di nonna!”
“Va bene ciao!”
E ci salutammo.
Ritornato indietro andai davanti al portone di nonna, aprii, feci la lunga rampa comune ad altre abitazioni e in cima mi fermai e nell’aprire la porta di casa, mi accorsi che non era chiusa a chiave, ma solo con la cricca. La aprii con mezzo giro ed entrai pensando che era stata chiusa male l’ultima volta che c’era stata mamma e che glielo avrei  detto.
Quando fui dentro intravvidi della luce uscire dai bordi e sotto la porta della camera da letto di nonna e sentii delle voci, un parlare sordo oltre la porta e riconobbi la voce di mamma con quella di un uomo. Sentivo anche mamma ridere. D’istinto mi avvicinai per vedere chi ci fosse e cosa facessero li e avvicinatomi guardai dalla fessura della porta scostandola un poco. Nel loro scherzare non si accorsero che ero entrato in casa e nemmeno che avevo socchiuso la porta dela camera. Restai sorpreso, c’era mamma nuda sul letto che si faceva accarezzare e baciare da un uomo nudo anche lui sdraiato a fianco a lei, che non conoscevo e non sapevo chi fosse.
Restai fermo e sconcertato a guardare e pensare, non sapevo molte cose di sesso a quell’età , ma quel tanto che bastava per capire che stava tradendo papà. Fui impressionato, vidi e ricordo ancora bene tutto come se fosse un film; lei sdraiata nuda sul letto con il suo sesso peloso e lui che andava sopra lei e la penetrava e poi incominciavano ad abbracciarsi, baciarsi, accarezzarsi e chiavare, facendo dondolare e cigolare quel vecchio letto di legno scuro alto ed enorme dei nonni.
Mi allontanai dalla porta sconvolto, non sapevo che dire ne che fare, la delusione che provai in quel momento verso mia  madre fu grande, di dispiacere per papà e di risentimento e avversione per mamma  che lo tradiva. Mi avvicinai alla rampa del bagno e salii la prima, mettendomi vicino alla finestrella e non visto spostando la tenda continuai a guardare.
Si stringevano e si baciavano.
Non so quanto restai in quella posizione e condizione, fermo senza nemmeno quasi respirare, forse qualche minuto o più a osservare mamma a gambe larghe fare sesso sotto quell’uomo sconosciuto per me, e stringerlo a se e amarlo, finchè tra i gemiti e sospiri si scuotè tutta abbracciandolo di più, senza capire io il perché in quel momento.
Intuivo che le piaceva da come gemeva e lo stringeva, ma seppi solo in seguito che aveva avuto l’orgasmo e che cos’era l’orgasmo, e dopo quello finì tutto.
Dopo essere stati ancora abbracciati a darsi bacini e a parlare, si alzarono chiacchierando e vidi mamma, nuda in piedi a gambe larghe che davanti a lui mentre parlava si passava un panno come un asciugamano sul sesso per asciugarlo, come se niente fosse, con lui che la guardava in quell’atto intimo e sconvenevole, e poco dopo lui che si toglieva il preservativo, quell’involucro che fino a pochi anni prima vedendoli per terra nella spiaggia pensavo che fossero palloncini sgonfi e bucati. Vidi mamma andare nel piccolo gabinetto,vestirsi, riordinarsi mentre lui lo faceva in camera e uscire, abbracciarsi ancora, baciarsi sulle labbra e poi lui andare via.
Ero sbalordito. Aspettai, sentii mia madre rimettere a posto in cucina, poi tornare in camera e  la vidi riodirdinare il letto, rassettarlo, guardarsi allo specchio, rimettersi in ordine l’abito e uscire.
Ricordo che quando restai solo, al buio pensando a quello che aveva fatto mamma a papà piansi in silenzio. Volevo bene a mamma e a quell’età non riuscivo a capire perchè l’avesse fatto e nemmeno a odiarla anche se era andata con un altro uomo. Mi asciugai gli occhi da quelle lacrime innocenti e scesi in camera di nonna,  riaccesi la luce e la guardai, mi sedetti nel letto alto un poco e poi mi rialzai e uscii anch’io.
Dopo quel pomeriggio le cose cambiarono in me, restai turbato e frastornato, la vedevo con occhi diversi . Prima per me era sempre stata la mamma come tutte le altre, che ci dava affetto, disponibilità e amore, affettuosa tenerezza e tutto il resto… dopo quel giorno non più .
La vedevo come se fosse un altra persona, o almeno così mi sembrava allora .
Come sempre anche quella sera dopo essere stata nello ospizio da nonna, cenammo assieme. Io a tavola  stavo alla sua destra e alla sua sinistra di fronte a me come sempre mia sorella Giulia.
Interiormente ero fortemente imbarazzato a tavola sapendo quel terribile segreto, mamma si comportava come se non fosse accaduto nulla, quel pomeriggio aveva tradito papà con un altro uomo e con noi sembrava non l’avesse mai fatto.
Non avevo il coraggio di interagire con lei, di dirle quello che avevo visto, subivo il suo
carisma materno su di me ma mi sentivo a disagio, turbato e mi facevo mille domande senza risposte.
Mia sorella ignara dell’accaduto e di cosa avesse fatto mamma, chiacchierava con lei
normalmente mentre io ero diventato taciturno, sia a tavola che guardando il televisore, facendo finta di nulla.
Mamma ovviamente si accorse del mio comportamento differente dal solito, avevo il muso verso lei e mi chiese accarezzandomi la fronte :
“Cosa c’è Paolo ? Non ti senti bene? C’è qualcosa che non va?!” Disse avvicinandosi a me in un tono molto dolce e tenero, sorridendomi, mentre lentamente cenavo . Non ebbi il coraggio di dire la verità.
“No mamma tutto bene, sono solo stanco !” Mormorai mentre mi accarezzava i capelli.
“Dove sei stato oggi pomeriggio? Hai studiato? ” Mi chiese.
Avrei dovuto rispondere che non avevo studiato perché ero stato e osservare lei con quell’uomo che facevano sesso e tradiva papà, ma invece risposi in modo indifferente:
” Si ho studiato un po’ e poi sono andato a giocare a pallone con i miei compagni!” Risposi.
“Si… gioca, ma non ti stancare e mi raccomando non sudare !” Ribattè sorridendomi e
accarezzandomi sempre la fronte, mentre io infastidito dal suo comportaento con un gesto della testa spostandola di lato tolsi  la sua  mano.
A quel punto cercai di distrarmi mangiando e pensando ad altro, ma il suo modo di fare, così premuroso, normale e indifferente, incontrasto con quello che aveva fatto mi turbava …era sempre dolce con noi che mi sembrava impossibile che si fosse concessa a quell’uomo e niente mi avrebbe fatto smettere di pensare a quello che era successo il pomeriggio .

Dopo giorni di tormento, decisi di ritornare a casa di nonna, mi sentivo inspiegabilmente attratto da quel luogo, da quella stanza, da quella situazione e da quello che avevo visto . Non sapevo quando si sarebbero rivisti, ma pensai al giovedì seguente anche se non sapevo  se l’avrebebro fatto ancora prima. Ma la seconda volta me la ricordo bene in tutti suoi particolari e dialoghi, la preparai e lo vissuta dall’inizio alla fine, e pensata e rivissuta migliaia di volte masturbandomi nei giorni e nelle settimane seguenti, e quella era la prima volta che lo facevo ,che mi masturbavo, non lo avevo mai fatto prima , lo scoprii, iniziai e continuai a farlo spiando mia madre fare sesso con quell’uomo.

Quel giovedì appena uscito da scuola con la scusa che andavo a studiare a casa del mio
compagno, rientrai solo per salutare e farmi vedere e notai che la chiave di casa di nonna non c’era nel portachiavi dietro la porta. Presi la chiave di riserva dal cassetto ed andai di corsa a casa di nonna, aprii il portone e  di corsa salii le scale, ed entrai richiudendo la porta come l’avevo trovata aprendola e andai su la rampa dalla finestrella nascosto ad aspettare, quel punto sarebbe stato anche un ottima via di fuga se mamma avesse  sentito rumori o avuto intenzione di salire, avrei potuto nascondermi in solaio o sulla terrazza o nei tetti e terrazze vicine continuanti .
A una certa ora sentii aprire la porta e nascosto vidi mamma da sola entrare, andò in cucina a trafficare e poi entrò in camera a tirare giù il copriletto e ritornare in cucina. Poco dopo sentii bussare, lentamente alla porta, come un segnale, mamma andò ad aprire ed entrò quell’uomo. Si baciarono sulla bocca abbracciandosi e poi parlando tra di loro andarono in cucina. Restarono parecchi minuti, li sentivo vociare e ridere ma non potevo vederli, rischiavo troppo, solo dopo sentii il  borbottio della caffettiera e un profumo di caffè spandersi in aria, si erano fatti il caffè o meglio mamma lo aveva fatto per lui.
Passarono ancora molti minuti in cucina, poi lui entrò in camera e mamma arrivò subito
dopo. Parlavano e ridevano, scherzavano ed erano allegri, anche mamma con quell’uomo.
Si avvicinarono e abbracciarono parlandosi sottovoce e baciandosi.
Quando si staccarono vidi mamma che per un lungo momento guardò quell’uomo dritto in faccia, poi con mosse impacciate iniziò a sbottonarsi la camicetta di cotone aprendola davanti, mostrandogli il reggiseno bianco traforato con all’interno le sue prosperose mammelle, e subito la tolse . Lui si avvicinò e le accarezzo da sopra il  reggiseno, mentre mamma portando le mani dietro, sulla schiena,senza guardare  lo sganciava, come faceva la sera in casa, facendo scorrere le spalline sulle braccia aiutata da lui che glielo toglieva, mostrando le mammelle in tutto il loro splendore a quell’uomo.
Io immobile e nascosto osservavo la scena sconvolto, preso da uno strano e piacevole batticuore mai avuto prima. Mentre quell’uomo allungando le mani e prendendole tra esse esclamava :
“Belle hai proprio un bel seno….morbido, bello e pieno!” Facendo sorridere di piacere mamma e continuando:
“Sei proprio una bella donna Tiziana! Meno male che c’ho provato con te, che ti ho corteggiata!” Disse ridendo:” Ma come facevi a stare tutti questi mesi senza chiavare? Senza un uomo? “ Le domandò serio.
Mia madre voltò il capo di lato non rispondendo mentre lui le appoggiò le mani sui fianchi esclamando:”Togliti tutto , ti voglio nuda !!” Mamma sorridendo e probabilmente eccitata anche lei portò le mani sul fianco e sulla cerniera, sganciò la chiusura e fece scorrere giù la lampo della gonna, lasciando che cadesse a terra ai suoi piedi, restando in mutandine. Nonostante la spigliatezza vi vedeva che era imbarazzata, che si vergognava a spogliarsi davanti a quell’uomo, anche se eccitata e lo faceva con gesti abituali, senza guardasi come in casa quando era sola. Poi per un attimo chiuse gli occhi .
Lui se ne accorse esortandola:
“ Dai non essere timida togli anche le mutandine mostrami il tuo gioiello!!” Mormorò ridendo.
Vidi mamma sorridere anche lei che accondiscendente insinuò due dita dentro l’elastico delle mutandine sui fianchi e con un gesto deciso fece scorrere in giù l’indumento intimo lungo le sue cosce e gambe fino ad alzare un piede e poi l’altro e sfilarle del tutto.
Restò completamente nuda davanti a quell’uomo .
Era la prima volta che vedevo mamma completamente nuda .
Nella sua nudità mostrava un folto pelo a coprire la fessura della figa , era un perfetto triangolo rovesciato. Era bellissimo ed eccitante .
“Bello!! Bello!!” Esclamò quell’uomo suo amante elettrizzato, accarezzandoglielo e si vedeva che era sempre più eccitato.
“ E’ proprio bello il tuo bosco, è fantastico, ed è un vero peccato tenere coperto un gioiello come il tuo senza mostrarlo e usarlo. Sei proprio una gran figa Titti.” Le mormorò baciandole la pelle della spalla.
Io, in un religioso silenzio nascosto guardavo e ascoltavo tutto e non so sei quei complimenti li pensasse davvero o le dicesse solo per eccitarla di più, ma nuda era bella con la sua pancetta e osservandola senza rendermene conto mi eccitai anch’io iniziando ad avere caldo sul viso e sul pube.
Vedevo la sua figa da dove ero nato io e le mammelle e i capezzoli turgidi dove mi ero allattato.
“Girati!! Voglio ammirare anche il tuo magnifico culo.” Esclamò mentre mia madre senza fare obiezioni e con un certo imbarazzo, ma divertita si voltò mostrandole il suo bel sedere .
“E’ grosso?” Le domandò imbarazzata.
“No!! Perfetto, bello pieno e morbido come piace a me e agli uomini… .” E vidi mamma sorridere compiaciuta da quelle parole.
Senza volerlo e loro saperlo, di quel gioco erotico, ne usufruivo silenziosamente anch’io.
All’improvviso il caldo sul pube aumentò e mi venne l’erezione senza che mi toccassi e avvertii il mio piccolo pene diventare ritto come una penna e premere forte contro le mutandine.
“Che favola di culo hai !! “ Esclamò accarezzandoglielo, scandalizzandola o facendo finta di esserlo mia madre, che ribattè con un:” Dai!!…” vergognoso.
“Ferma così non ti muovere , resta ferma che è un piacere per gli occhi guardartelo!”
le diceva.Mia madre era lusingata che gli dicesse quelle parole, non sembrava essere più tanto inibita, anzi pareva che provasse un perverso piacere a mostrarsi e farsi ammirare nuda da lui, tanto che si girò più volte su se stessa ridendo, come giocando con lui, facendo in modo che potesse guardarle bene oltre che il culo, sia il seno che la figa coperta dal folto pelo.
Ero sconcertato dal comportamento che aveva mia madre con quell’uomo. Lei era sempre seria, educata, composta e rispettosa anche di se stessa e in vece con quell’uomo era dissoluta. Capii poi con il tempo che si comportava così probabilmente perché avevano una storia e si lasciava andare sessualmente.
“Bella, tutta bella!!… . Sei fatta per essere chiavata e dare gioia agli uomini !” Esclamò.
“Tuo marito è un pazzo a lasciare una figa come te per sei mesi sola a 38 anni con due ragazzini! Per me lo sa che ti fai chiavare da qualcuno ma non dice nulla e fa finta di niente per paura di perderti !” Disse proseguendo :
” Certi uomini sanno di essere cornuti ma fanno finta di niente!”
Vidi mia madre avere una smorfia di fastidio a quelle parole:
“ Dai ! Non parliamo di mio marito ne di queste cose!” Rispose seria.
A quella frase lui iniziò a baciarla sul collo e accarezzarle le mammelle mentre la voce tremula carica di desiderio di mia madre gli sussurrava:” Spogliati anche tu !!”
“Sei tutta un desiderio! Un fiammifero che sta prendendo fuoco, una magnifica donna nuda! Un quadro!! ” Esclamò ancora quell’uomo stringendola e baciandola.
Mamma ferma in piedi, nuda completamente, non rispose a quei complimenti .
“Il suo era un silenzio carico di desiderio, di voglia. “
In quella posizione mentre lui si staccò da lei, ebbi modo di vedere ancora e bene il suo seno e il suo sesso tutto peloso, oltre i fianchi maturi e le cosce lunghe . Vidi quell’uomo avvicinarsi al comodino e prendere dalla tasca dei pantaloni una bustina riposandola sul comodino, poi velocemente si spogliò davanti a lei gettando gli abiti su una sedia vicina, facendo uscire e oscillare davanti a lui quando si tolse lo slip, un’asta rigida riguardevole o almeno allora così a me sembrava con gli occhi di un ragazzino, premendola poi dura contro il ventre e il sesso di mia madre abbracciandola e baciandola nuovamente.
Mamma ferma in piedi ricambiava l’abbraccio avvertendo la pressione del suo sesso contro il ventre. Dopo un attimo si guardarono in viso e restarono silenziosi come se pensassero qualcosa, ma con il senno adulto posso dire oggi come due innamorati .
Quell’uomo continuò a toccare il seno sinistro di mia madre, lo avvolse completamente nel grosso palmo della mano e tra le lunghe dita e premeva e massaggiava la mammella accarezzandola ,prima da sopra e poi soppesandola da sotto quasi a volerla sostenere, la strizzava dolcemente con libidine, eccitandola, facendole chiudere gli occhi dal piacere.
“Hai delle mammelle meravigliose!” Esclamò dandole dei bacini sulle labbra.
“ E guarda che ho allattato due figli !!” Rispose pronta mamma vanitosa e orgogliosa che le dicesse che fossero belle nonostante i quasi quarant’anni.
” Si lo so!… E per questo è più bello, perché hai nutrito i tuoi figli e ora nutrirai e darai piacere a me! “ Esclamò sorridendo abbassandosi e prendendole un capezzolo in bocca iniziando a succhiarlo come se si allattasse i davvero.
Ero strabiliato da quello che vedevo che faceva a mamma, non avevo mai visto niente del genere, ma più che altro ero sorpreso da mia madre che si lasciava fare quegli atti, come succhiare il seno …senza reagire, allontanarlo e mandarlo via. Notai invece che chiuse gli occhi e alzò il capo indietro come se le piacesse che glielo succhiasse, rantolando di piacere, gemiti e suoni gutturali a voce bassa.
Con la lingua ne seguì il contorno, sotto, sopra, attorno all’areola. Continuò a palpeggiare e carezzare per parecchio tempo, ci sapeva fare perché vidi i capezzoli di mia madre indurirsi e diventare dritti e lei pareva volerli porgere di più a quella bocca che li succhiava.
Io ero sconvolto mentre quell’uomo si allattava da mia madre, pensavo davvero che gli succhiasse il latte.
“Che meraviglia i tuoi capezzoli duri che puntano in alto.” Sussurrò eccitato lui. Si umettò le labbra di saliva con la lingua e prima il capezzolo destro, poi il sinistro vennero presi tra le sue labbra e tirati esucchiati con tenerezza fino a quando il gemito di mia madre non gli annunciò la sua vittoria su di lei. Osservai la mano sinistra di quell’uomo sollevare la mammella mentre si chinava in avanti per avvolgere il capezzolo in un caldo e umido bacio. Le sue labbra succhiarono con ingordigia .
”Vieni qui” le disse mentre le prendeva la mano facendola indietreggiare fino al letto, per poi lui sedersi e lei restare in piedi davanti a lui.
Il seno di mia madre era posto all’altezza giusta, davanti alla sua bocca così da poterlo baciare e succhiare con più calma, cambiando ora uno, ora l’altro capezzolo e stringendole le mammelle alternativamente.
Mamma accettava piacevolmente tutto questo ad occhi chiusi ed espressioni piacevoli del viso, pareva gradire molto le sue succhiate, le strette e l’allattamento di quello che consideravo il suo amante, che seduto sul  bordo del letto a gambe larghe, con lei posiazionata tra esse, se la era incollata al viso per meglio baciarle e leccarle le mammelle.
Con un movimento impercettibile le sue mani scivolarono sui fianchi, poi lentamente sulle natiche morbide e carnose, stringendole forte con le dita come a volerle sgonfiare o farle scoppiare .
Mamma ebbe un sussulto a quelle strette, che durò probabilmente meno del pensiero di fermarlo, e senza nessun ostacolo quell’uomo le abbrancò le natiche a piene mani stringendole ancora più forte.
“Che bel culo da signora per bene che hai!! C’è da impazzire a stringerlo!” Mormorò.
”Le mani di lui impastarono con bramosia la sua tenera e pallida carne ed accarezzarono le natiche, tirandola verso se e baciandole il sesso  sopra i peli scuri; scendendo con le dita lungo il retro delle cosce, giù fino al retro del ginocchio per poi risalire all’interno di esse, su su sfiorando lentamente la pelle.
Avevo tredici anni  quando guardavo quelle cose e quella donna era mia madre e quasi senza accorgermene mi ritrovai con il cazzo in mano ad accarezzarmelo spudoratamente guardando la scena, e iniziai pur non sapendolo fare, ma d’istinto a masturbarmi.
Vidi la sua mano che continuò a salire, su, sempre più su fino ad incontrare la fessura del sesso.
Un “ Aaaahhhh!!!” rantolò dalla bocca di mia madre mentre quell’uomo da sotto impugnava a mano larga e piena la sua figa stringendola forte come se gliela volesse strappare e portargliela via .
“Sentii mia madre gemere e lui con il dito solleticarle la fessura delle grandi labbra facendole schiudere per poi penetrare solo un poco la falange dicendole:
“Sei bagnatissima, hai la figa bollente. Ti piace ehhh !!”
Vidi mia madre avere come un mancamento.
Con difficoltà, spostandomi un poco riuscii a vedere il dito dell’uomo penetrare tra i peli e le grandi labbra di mamma, fu impressionante non avevo mai visto nulla del genere, il medio andò ancora più dentro manovrandolo in rotazione e sfregamento avanti e indietro.
Mentre con una mano posata sulla natica la palpava deciso, il medio dell’altra solleticava stuzzicando l’interno della vagina ed il pollice stimolava il clitoride, con la bocca incollata sempre al seno succhiandolo come se si allattasse veramente o volesse mangiarlo. Capii poi crescendo che quell’uomo ci sapeva fare sessualmente e forse per questo piaceva a mia madre, oltre che per il suo aspetto piacevole ,anche
se per me era meno bello di mio padre.
Il respiro di mia madre divenne affannoso, stava tutta floscia adesa a quell’uomo, appoggiandole le mani inerte sulle spalle che se lui non l’avesse sorretta per i fianchi gli sarebbe caduta addosso.Il  busto flesso in avanti con la testa ciondolante su di lui e i capelli pendenti che le coprivano il  volto.                                                                                                                               Lui imperterrito continuò .
Stavo assistendo ad una visione completamente nuova per me, osservavo due persone che facevano sesso e una di queste due era mamma. Con i miei compagni di scuola si era parlatomolte volte  della figa, delle ragazze e di cosa fanno i grandi, di come si facevano a chiavare le donne e a fare i ditalini alle ragazze, ma assistere non visto a quanto stava facendo quell’uomo a mia madre aveva dell’incredibile per la mia età.
Sentii ancora mia madre gemere, poi la vidi lasciarsi andare e crollare e accasciarsi su di lui, le si piegarono le gambe, tremava tutta dal piacere mentre continuava gemere. “Noooo! È troppo. Basta!!” Esclamò , mentre lui alzandosi e girandosi di
colpo la mise con la schiena verso il letto e la fece prima sedere  sul  bordo e poi sdraiare dolcemente sul lenzuolo, distendendosi a sua volta vicino a lei e iniziando a baciarla sul collo e in bocca.
La vidi toccarsi e scostarsi un poco guardando in basso, come se qualcosa le desse fastidio, e in quel  movimento ebbi la possibilità di vedere anch’io il pene di quell’uomo poggiato contro il ventre di mia madre, che eccitato era diventato enorme lungo e grosso con un glande roseo.
Distinto guardai il mio che tenevo in mano e mi parve misera cosa in confronto al suo, ma ero solo un ragazzetto anche se poi con l’età non è cresciuto di molto.
Mentre la baciava, le sussurrava tenere parole d’amore.
“ Sento qualcosa per te!! …Ti amo!! Non scherzo, e vorrei che mi amassi anche tu!!”
Mia madre a quelle parole lo strinse a se ma non disse nulla e lui continuò a lusingarla:
“ Ti penso quando non ci sei, non vedo l’ora che arrivi il giovedì per incontrarti, ti amo Titti !!!”
Ma mamma non rispondeva, penso oggi che le facessero piacere, ma non diceva nulla per non ammettere anche lei quello che sentiva e provava a quelle parole e a quell’abbraccio. Ma lo baciava e stringeva a se.
Li vidi stendersi insieme, mamma era nuda con il busto rivolto al soffitto e lui anche nudo, di fianco, girato su lei che la guardava. Io in quel momento avevo la mia giovane mente avvolta da mille pensieri, per quello che stavo facendo io a spiarli e per mamma a fare sesso con quell’uomo che non era mio papà.
Notai lui che con il corpo si spostò e avvicinò silenziosamente a lei … vedevo la sua mano prendere e accarezzare ancora il suo grosso seno, fare pressione con il suo corpo eccitato contro quello di mamma; passare la mano sinistra sullo stomaco molto lentamente, iniziando ad accarezzarle il ventre, e subito dopo avvicinare la sua gamba sinistra in mezzo fra le sue, tirandola a se e baciandola in bocca ricambiato da mamma, che gli toccava i capelli e lui che l’accarezzava molto delicatamente sulla schiena.
A osservare anche se non avrei voluto farlo, continuai a sentirmi turbato e accaldato, avvertivo qualcosa che non avevo mai provato prima in vita mia e invece di fuggire restai a spiare mia madre che faceva sesso con un altro uomo e scoprivo emozioni nuove,  ma soprattutto scoprivo il sesso e come si faceva e la mia masturbazione che fino allora non avevo mai praticato.
Vidi mamma che a sentire la mano di quell’uomo sul suo sesso, aprì e richiuse gli occhi più volte.
Come se le carezze non bastassero, quell’uomo poco dopo avvicinò la sua testa e cominciò a darle tanti piccoli e teneri bacetti sul collo, e oggi posso dire, con la stessa passione di una persona completamente innamorata… . Lo osservavo nudo e lo vedevo orribile vicino alla bellezza del corpo di mia madre, non so come quell’uomo potesse piacere a mamma, papà per me era molto più bello.
Aveva la sua asta di carne dura e sorridendo mentre parlava con mamma se lo toccava .
“Ti piace ?..” Sussurrò all’orecchio sinistro di mia madre, ma abbastanza forte che riuscissi a sentire anch’io da quella finestrella socchiusa, leccandosi le labbra e continuando con i bacetti sul collo.
“Siii!!…” Rispose mamma con una voce bassa e una esclamazione dolce, mentre io
silenziosamente osservavo e sentivo salire sempre più qualcosa di strano dentro me che capii dopo che era eccitazione, sotto forma di calore, batticuore e sudore.
“Sei sempre bella sai… .Sei così dolce e il tuo profumo mi fa impazzire… .” Continuò sussurrandole e baciandola.
Mamma non rispose, silenziosamente si lasciava accarezzare e baciare, mentre io seppur eccitato fui preso dall’imbarazzo e dalla vergogna per lei che si lasciava dire quelle parole.
Ero arrabbiato con lei e quella rabbia era una forma di gelosia perché tradiva mio padre e la vivevo come se tradisse me, come se oltre a essere mia madre fosse anche mia moglie.
Ogni tanto nei movimenti tra l’abbracciarsi e baciarsi, vedevo la sua asta dura sbattere sul corpo di mamma.
Passarono si e no due minuti di quelle effusioni o preliminari come si chiamano ora e iniziai a sentirmi sempre più accaldato e un po’ confuso e sempre più eccitato, la visione dei loro corpi nudi e sudati che amoreggiavano sul letto di nonna iniziò terribilmente a piacermi, tanto che seguendo l’istinto continuai a toccarmi il pene indipendentemente dalla mia volontà.
Non mi era mai successo di masturbarmi prima e non mi sembrava affatto una cosa normale… non sapevo nemmeno come si  faceva se non per sentito dire che bisogna prenderlo, stringerlo nella mano e muoverlo avanti e indietro. Iniziai a sudare e a muovere la mano, sarebbe stata la prima volta come dicevano i miei compagni che mi facevo una sega.
Il motivo per cui mi sentivo in quello stato e sudavo e tremavo, fu perchè mi sentii estremamente turbato, per il modo in cui lei si lasciava piacevolmente toccare da lui, non mi ero mai sentito  così verso lei prima d’ora.
Erano sdraiati tutte e due nudi sul letto, con mamma ormai completamente presa dall’eccitazione. Vidi lui afferrarla per i capelli e tirarle il capo e lei  seguirlo fin dove la guidò la mano del suo amante, davanti alla sua asta dura ed eretta, si lasciò chinare il capo su  di essa e iniziò a baciarla, per poi imboccare con mia sorpresa, la cappella dentro le labbra.
Capii che gli stava facendo quello che allora noi in compagnia invitavamo le ragazze a fare, e che chiamavamo bocchino o golino.
Con sapienti colpi di guancia come se lo avesse fatto altre volte, mamma cercò di aspirare nella bocca per quanto possibile il suo vigoroso cazzo, e sapiente e servizievole continuò il dondolio della testa su e giù sulla sua asta, fintanto che quell’uomo soddisfatto le tirò sul il capo, notando con stupore sul viso che aveva tutto il mento sbavato di saliva. Fu la prima volta che vidi una donna fare un pompino a un uomo, e capitò con mia madre, e quella non fu la sola prima volta che assistetti direttamente a osservare qualcosa di sessuale, ne vidi altre spiando mia madre.
Poi la fece sdraiare ancora con la schiena, e lui scivolare in giù sul lenzuolo, strisciando fino a giungere con le labbra e con la lingua sulla sua figa pelosa.
Lo vidi solleticare il carnoso e arrossato orifizio vaginale di mia madre con la sua avida bocca, ne aspirava il clitoride facendola gemere e contorcere, mentre con le braccia tese ancorava le mani  sul seno, intente a stringerle le mammelle.
“Oddio!..Dio mio!…basta! …Basta.. per favore non ce la faccio più, smetti per piacere, basta!”
Urlò mamma all’improvviso e lentamente quell’uomo si sollevò allontanando l’avida bocca dalla sua vulva, che pensando lui avesse dato ascolto alle sue suppliche, gemette:    ” Dio mio mi hai distrutta mi hai succhiato anche l’utero e fatta godere come non mai. Sei tremendo … . Mai mio marito mi ha fatto godere così!” Esclamò all’improvviso ansimando facendomi sentire una fitta di dispiacere al cuore per papà, ma anche di eccitazione, mentre lui  sorrideva fiero e soddisfatto.
Notai che anche lui aveva il mento e intorno alle labbra sbavato dalla saliva e dagli umori del piacere della figa di mamma e con le dita si toglieva qualche pelo sulla lingua.
Tiratosi su prese la bustina messa prima sul comodino, la ruppe con i denti e tirò fuori quello che a me allora sembrò un cerchietto di gomma bianca, ma era un preservativo. Lo appoggiò sul glande e tenendo con una mano la sua asta dura, con l’altra vidi che lo srotolò  tutto giù fino alla radice, a coprire di lattice il suo cazzo lungo. E posizionatosi tra le cosce spalancate di mamma coricata sul letto, che le mostrava la pelosissima figa con l’apertura vaginale all’altezza del suo fallo, con sapiente maestria cominciò a spennellare il glande coperto di lattice contro la sua fessura ricoperta di peli fradici di umori e della sua saliva ed oscenamente dischiusa.
Mia madre a quel contatto ebbe un sobbalzo, sollevò la testa guardandosi tra le cosce, vedendo quello che il suo amante stava facendo.
Teneva il cazzo con una mano mentre con l’altra guidava la cappella ricoperta di  quell’involucro bianco contro la sua vulva, che in silenzio attendeva. Continuò a sfregare il grosso glande lungo la fessura, tra le grandi labbra, spennellandola e separando bene i peli con le dita, sfregandola su fino al clitoride e giù fino al perineo, fino a quando la figa di mamma palpitante si aprì come un fiore, allora, puntando il glande contro l’orifizio della vagina premette e prese a spingere sulla figa già lubrificata dal  piacere e dalla leccata precedente.
“Ooooooohhh!!!!! …. Pianoooo, fai piano, non farmi male!” Sussurrò mamma, mentre lui con continuità spingeva e faceva penetrare il glande poco alla volta dentro la vagina, seguito dalla lunghezza della sua asta. Era davvero bravo a far scivolare il suo cazzo dentro mia madre e invadere il canale vaginale dove eravamo passati per uscire e nascere io e mia sorella, con il suo grosso bastone incredibilmente rigido e fermo che si introduceva lentamente, ma inesorabilmente il lei.
Vedevo che mia madre cercava di agevolare la penetrazione allargando di più le gambe e quando si addentrò completamente con tutta la sua lunghezza dentro la vagina, affondando la sua asta di carne  dura e calda nella sua mucosa rosa, lei ebbe un sussulto, e si inarcò gemente.
Una volta penetrata restò immobile in lei dando la possibilità alle pareti vaginali di adattarsi alla sua asta rigida.
Poi iniziò a chiavarla, incominciando a farla godere da subito, facendole muovere il bacino e contorcersi sotto lui. Ad ogni spinta del bacino di quell’uomo contro il suo, sentendolo muovere all’interno del suo ventre, lei rispondeva con un “Aaaaggghhh!!! ” di piacere e gemiti dolci .
Dal mio nascondiglio lo vedevo nudo, trattenuto sulla schiena dalle braccia di  mia madre, e il suo culo fare su e giù sopra mamma a gambe piegate e larghe, con movimenti lenti a cadenza regolare.
“Oooooohhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!” Sentivo gemere mia madre ad ogni sua spinta profonda.
Lo vedevo spingere e retrarsi lentamente quasi ad uscire completamente fuori dalla vagina, per poi premere e rispingere lentamente dentro fino ad arrivare con gli  inguini contro i suoi e la cappella contro l’utero, facendola sobbalzare e irrigidire. Mamma godeva, rantolava e gemeva e muoveva anche lei la sua pelvi sotto di lui invitandolo a spingere di più.
In quel andirivieni della sua asta nella vagina di mia madre, lo vidi posizionare le sue grosse mani sotto le sue natiche, sollevandola e attirandosela di più contro se per penetrarla ripetutamente in profondità. La risposta di lei fu immediata, un :
“Aaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!! “ Le uscì dalle labbra diffondendosi  nell’aria e contro i muri  irregolari, vecchi e spessi della camera di nonna.
Doveva essere prossima all’orgasmo, perchè dopo pochi minuti cominciò ad ansimare forte come se le mancasse il respiro e ad irrigidire tutto il suo corpo in spasmi aritmici.
Lentamente per non farmi sentire mi accostai e aprii un poco di più la finestrella interna intercomunicante della camera di nonna con il pianerottolo della scala interna.
Dall’espressione del viso e dai suoi movimenti a destra e sinistra del capo si notava lo stato euforico e di profondo godimento di mamma, come di chi non ce la fa più.
Lui staccatosi con il  busto da lei, restando con le braccia tese sopra, guardandosi in faccia dava colpi decisi e profondi che probabilmente come seppi poi, la colpivano sull’utero. Lei gemeva e gridava, travolta dal piacere e dalla libidine finchè giunse prepotente l’orgasmo:
“Aaaaaaahhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!! Siiiiiiii!!!!! Sto venendo, sto venendo… godooooo…. Aaaaaaaaaaaahhhhhhhh!!!!!!” Urlò ancora scuotendosi tutta, facendo riecheggiare la voce godente tra quelle pareti centenarie, che chissà quanti e quali amplessi nella loro storia secolare avevano vissuto, e poi fecendo un lungo sospiro restò inerte, come svuotata, senza vita, in estasi … mentre lui continuò a chiavarla ancora con alcuni possenti colpi. Poi un grido strozzato da parte sua e venne inarcandosi restando fermo dentro di lei, gettando in quell’involucro di lattice che divideva la mucosa viva, spasmodica, e godente della vagina e dell’utero di  mamma dalla sua cappella, getti  del suo sperma abbondante, caldo e viscoso restando separato dalle sue carni ancora palpitanti, solo dal velo elastico trasparente e sottile del preservativo. E spingendo di più il bacino contro il suo restò fermo in quella posizione a svuotarsi dentro lei non so per quanto tempo. Lo tirò fuori ancora eretto, ricoperto di lattice, con l’apice del preservativo pendendete e il suo interno  pieno di fiotti di sperma che nell’asta ancor  dritta e rigida facevano pendere il preservativo  come un piccolo sacchetto pieno di  latte sul suo ventre morbido, e si accasciò su di lei, sul corpo di mamma, sfregando il suo  sudore sulla sua pelle e quel rigonfiamento pendente dal  suo pene con fluido latteo all’interno sopra la sua pancia .
Io, in assoluto silenzio, guardandoli senza quasi rendermene conto mi stavo masturbando… finché all’improvviso avvertii un forte calore al pene, i testicoli contrarsi violentemente e diventare duri provando un enorme piacere, mentre qualcosa correreva dentro fino a uscire dal glande con fiotti e filamenti lattici simili a quelli che quell’uomo aveva nel preservativo e cadere sul pavimento. Era il mio primo orgasmo che quasi  mi spaventò. Per la prima volta in vita mia avevo sborrato anch’io, come sentivo  spesso dire facevano i miei amici; avevo provato il piacere e il godimento dell’eiaculazione. Non che non mi fossi  mai masturbato prima, ma non da giungere all’orgasmo, lo menavo un pò e poi smettevo, senza mai venire, quel pomeriggio invece… guardando mamma chiavare … . Ero incredulo e felice a vedere il mio primo sperma a terra, mentre avevo ancora il mio cazzetto duro in mano,  mi sentivo grande, adulto .

In seguito quello che era successo a mamma lo vivevo ambiguamente, come una tragedia personale, perché mamma era una brava mamma e moglie di papà e non riuscivo a capire perché lo tradisse e facesse sesso con un altro, prendendolo come qualcosa che faceva a me. Ma mi dava anche euforia perché  per la prima volta vedevo una coppia  chiavare e spiavo,  imparavo, mi eccitavo, masturbavo e sborravo a vedere mamma chiavata dal suo amante, a sentirne i rumori, i gemiti.

Quel giorno terminato il loro amplesso ,dopo essere stati un po nel letto abbracciati a parlare, dandosi ogni tanto anche dei bacini, si alzarono e prima mamma e poi lui andarono nel bagno a lavarsi. Si vestirono e salutarono e lui uscì. Mamma invece come in un rito abitudinario  andò in cucina, dal rumore e scroscio d’acqua la sentii lavare le tazzine e la caffettiera, poi tornare in camera e mettere a posto il letto, rassettare il copriletto e stirarlo con la mano, guardarsi allo specchio e sistemarsi il vestito e i capelli e poi spegnere la luce, uscire e chiudermi dentro a chiave.                                                                                                                                                           Quel pomeriggio quando scesi, accesi la luce e andai in camera, la guardai, sentivo il loro odore, il  profumo di  mamma. Osservavo quei  mobili  vecchi, l’armadio a tre  ante con lo specchio in mezzo, mi sentivo  come stordito. Restai un po’ seduto  nel letto, poi  mi alzai , tolsi  le mie impronte sul  copriletto, m avviai , spensi  la luce e uscii, e richiusi la porta a chiave.                       Giunto a casa nel tardo pomeriggio, mamma stava preparando cena, era tutto  normale, quando mi vide mi sorrise, mi  venne incontro e mi  diede anche un bacio sulla guancia, dicendomi le solite cose:” Dove sei stato? Hai studiato? Ecc… .” Mentre mia sorella seduta  nella scrivania studiava. A tavola non dissi  nulla, era  tutto abitudinale, la guardavo di nascosto mentre cenava e la immaginavo con quell’uomo.

A volte durante la settimana quando non c’era nessuno, prendevo le chiavi e andavo nella casa di nonna, nella sua camera da letto dove mamma si faceva chiavare da quell’uomo, mi sdraiavo  sul letto dove era stata mamma e lui e pensandoli e dondolandomi sopra il materasso con il bacino,  mimavo il  loro rapporto sessuale e mi masturbavo, fino a godere e sborrami nella mano.                                                                                                                                                                Lentamente  con il tempo, accettai  quel tradimento di  mamma, le volevo troppo bene e pur condannandola dentro di  me cercavo di  giustificarla per  quello che faceva.                        Imparai crescendo che sesso e amore spesso non coincidono tra loro, mia madre a
giustificazione del suo tradimento aveva che era sola, che era una donna calda e soprattutto bella e non avrebbe dovuto avere un marito che facesse quel lavoro lontano da lei per tanti mesi all’anno. Tutte le buone promesse d’amore della giovinezza, le intenzioni del giuramento matrimoniale, la morale e la fedeltà si erano infranti e persi nell’astinenza sessuale, nel desiderio carnale e nella solitudine famigliare e coniugale. Non riuscivo a condannarla e avercela con lei, per questo giurai a me stesso che il giorno che  mi  fossi sposato e avessi avuto una moglie, per evitare che mi potesse fare le corna, non l’avrei mai e poi mai lasciata sola.

BRUNO (L’amante di mamma).

Ero però curioso di sapere chi fosse quell’uomo, è così un giovedì pomeriggio dopo essersi incontrato con mia madre, quando usci da casa della nonna lo segui non visto. Era a piedi e fu  facile, gli andai dietro, fece parecchie  strade e stradine, finchè lo  vidi entrare in un negozio. Scoprii così, controllandolo  anche nei  giorni successivi che il suo amante era un conoscente di famiglia, che si chiamava Bruno e aveva un negozio di elettrodomestici in un quartiere vicino al nostro, che era sposato e anche lui aveva due figli più o  meno dell’età mia e di  mia  sorella. Nei giorni seguenti visto che non mi conosceva,  come un marito geloso lo osservai bene da dietro le vetrine del suo negozio, fingendo di  guardare i prodotti esposti e come uomo non mi sembrava fosse niente di eccezionale.                                                                                                   Mi  chiedevo spesso come potevano essersi  conosciuti e non potevo domandarlo certo a mamma. Invece senza volerlo mi fu d’aiuto zia, la sorella di papà e cognata di mamma, lo seppi da lei parlando io volutamente di elettrodomestici  e dove li acquistavano loro.                              Mi disse spontaneamente:”  Da Bruno!… Ha il  negozio nell’altro quartiere, vende bene e a noi  ci  fa dei  bei sconti!” E mi  spiegò  di preciso  dov’era il  luogo, dicendo:                                            “E’ un anno  che lo conosciamo, anche tua madre, lo ha conosciuto tramite me quando abbiamo  acquistato il televisore a colore e il frigorifero nuovo assieme.”( allora non c’erano i centri commerciali , ma il negoziante vicino che faceva sconti).
Capii che senza volerlo era stata zia  l’artefice di quella conoscenza e che il loro fu il classico rapporto nato da incontri occasionali, della moglie sola con i  figli  che ha il marito lontano da casa e di  lui che lo viene a sapere per caso, e ci  prova e non si lascia sfuggire l’occasione per  corteggiare la bella signora sola.                                                                                                              Per mesi  probabilmente si  videro e  incontrarono casualmente senza quasi parlarsi, mamma che con zia a volte entravano nel suo  negozio a curiosare, a vedere  qualche elettrodomestico e lui che le proponeva offerte e le spiegava il funzionamento, le novità e parlavano, nascendo tra loro  un po’ di  conoscenza e simpatia. Poi  mamma o zia acquistavano, e lui le faceva un buono sconto per accattivarsi le simpatie e l’attenzione di mamma. Poi ancora probabilmente con mamma si incontrarono  fuori, magari per  casualità creata da lui, e poi  qualche passo assieme, parlando, discutendo…e  poi  forse si  videro di  nascosto …e poi… e poi non so! So solo che erano diventati amanti. Certamente mamma piaceva a quell’uomo, Bruno, che sapendo che era sola senza il marito la circuì e approffittò…  e lui presubilmente non dispiaceva a lei, e anche se era una moglie fedele di  buoni principi e morale, mamma esemplare con figli che amava suo marito, si sentiva sola, trascurata, viveva un momento di crisi coniugale per la lontananza di papà, di solitudine, di debolezza fisica e psichica dovuta all’astinenza carnale forzata e di tentazione, lasciandosi insidiare e sedurre da quell’uomo. E lui… quel Bruno, pur conoscendo anche papà, non si  fece scrupolo della conoscenza e gli  chiavò la moglie.
Si !… Seppi poi da zia che lo conosceva anche papà e gli zii e tutti avevano fiducia in quell’uomo, anche perché facevano acquisti nel suo negozio e lui gli faceva dei bei sconti.

Subito lo odiai con tutte le mie forze, poi a forza di spiarli e di vederlo settimanalmente chiavarsi mamma, mi divenne indifferente e poi quasi famigliare essendo in un certo senso il suo compagno segreto e inseguito lo immaginavo come parte di mia madre, vedendo anche se di  nascosto più lui con lei che mio padre.
Mia madre non seppe mai che sapevo che tradiva papà e aveva un amante e che l’avevo vista per anni fare sesso con lui. Alla fine accettai in silenzio quella situazione. Continuammo a volerci bene, lei a vezzeggiarmi e amarmi dicendomi che ero il primo e unico uomo della sua vita, che venivo prima di papà e di tutti, zii , parenti, tutti. Ma io sapevo che non era vero, prima di papà non c’ero io, c’era quel Bruno e probabilmente se avesse potuto, mi avrebbe detto anche in quei momenti di coccole e amore materno, che venivo prima del suo amante e questo a pensarlo bastava a rendermi felice.
Nei mesi seguenti ragionando su papà, pensai a quella frase detta da quell’uomo le prime volte che li spiavo mentre si chiavava mamma, che probabilmente mio padre sapeva che lei le faceva le corna, ma non le diceva nulla e  faceva finta di niente per non perderla, come fanno molti altri uomini.
Forse era vero, non so!…So solo che però ero io che mi sentivo cornuto al posto di mio padre e ne ero inizialmente geloso di mamma, fino poi ad accettare quelle corna materne che mi faceva mamma con il suo amante.
Crescendo volevo pensare che mamma amasse solo papà e che con quell’uomo andasse solo per sesso, la giustificavo sempre dicendomi che lo faceva  perchè in fondo era sola, ancora giovane, bella e con desiderio.
Quando fui più grande pensai anche che forse prima di conoscere quell’uomo si masturbasse da sola per sfogarsi e calmare il suo desiderio carnale, un po’ come vedevo fare a mia sorella Giulia spiandola.
“Infondo…” Mi dicevo:” … lui era un tipo d’uomo, l’aveva corteggiata e poi… a quante donne accade di mettere le corna al marito ?!!…Tante! ” Mi rispondevo giustificandola  del suo comportamento! Non riuscivo a biasimarla, le volevo troppo bene.
Sapevo ed ero certo che mia madre amasse papà e forse anche a lui, quel Bruno e mi chiedevo se si potessero amare due persone simultaneamente?
“ Certo, se non amasse papà lo avrebbe già lasciato!” Mi dicevo a conferma della mia tesi e mi ripetevo :” E se dovesse scegliere tra i due, sen’altro lascerebbe lui (Bruno) senza problemi!  Se è vero come penso che forse li ama entrambi e contemporaneamente, sarà in modo diverso, e certamente papà è quello che ama di più, con l’altro è solo uno sfogo sessuale di una donna sola, con papà ha i figli, la famiglia, i parenti, amici… .”
E vedendola spesso mettersi in ghingheri e adornarsi in modo giovanile, a volte quasi come Giulia mia sorella, mi dicevo anche:” Forse a mamma gli piace lui perchè le da l’idea di essere tornata ragazzina, le fa piacere essere bella e desiderata, sentirsi corteggiata e fare scappatelle segrete… .” Non conoscevo la verità dei suoi sentimenti o i motivi perchè  si  concedesse a lui, ma più che perdonarla la giustificavo.
Con quei miei  pensieri cercavo di capire la sua attrazione per quell’uomo, ma il perché, la certezza del perchè lo facesse la capii solo anni dopo. Se all’inizio si era data a lui per solitudine affettiva e astinenza sessuale, frequentandolo e facendo sesso con lui si innamorò, ricambiata, questo nonostante fosse sempre stata una donna morigerata e seria, che faceva attenzione al proprio comportamento e si sapeva controllare. Comunque con il ragionamento da persona adulta, capii  che si era immamorata di quell’uomo.

MIA SORELLA.

A volte invidiavo mia sorella che non sapeva nulla, più di una vota fui tentato di informarla di quello che faceva mamma, di dirglielo, ma poi desistetti per timore e restò solo un mio segreto, il mio motivo segreto per masturbarmi.
In quel periodo mi facevo tante di quelle seghe come le chiamavamo noi ragazzini allora, che arrivavo a farne anche due al giorno, vedendo o pensando a mamma e il suo amante fare sesso, immedesimandomi inconsciamente in quel  Bruno mentre chiavava mamma, oppure la vedevo spiandola in casa quando si cambiava o si lavava o faceva i suoi bisogni in bagno. Come dicevo sopra fu la prima figa che vidi in vita mia quella di mamma e restai estasiato ed eccitato da quella visione, la seconda fu di mia sorella, quando la spiavo.                                                           In quegli anni eravamo entrati tutte e due nella pubertà e naturalmente quando non c’era mio padre mia sorella dormiva con mamma nel lettone matrimoniale al suo posto  e io da solo in cameretta, ma quando tornava  papà per motivi di spazio doveva dormiva in camera con me;  facendo mamma tra i nostri letti singoli una parete divisoria provvisoria, spostando e posizionando una libreria e mettendola in mezzo tra i letti, in modo da creare due settori distinti e indipendenti.                                                                                                                                    Fu in quei periodi che tra  le fessure  della libreria che era a blocchi, postandoli un poco, iniziai a spiare con facilità Giulia e fu la seconda figa che vedi in vita mia dopo quella di mamma e in alcuni momenti  della sera  o  del mattino presto riuscivo a vederla anche  nuda mentre si  cambiava  la biancheria intima.                                                                                                                      Spiandola in quella specie di  cameretta , vidi che aveva ormai il sesso coperto di una lieve peluria nera, che cresceva sempre più . Come così anch’io  con il mio sesso , la mia piccola asta si era contornata di una peluria nera che cresceva nei mesi e che significava che sessualmente stavamo diventando adulti e pronti per copulare e riprodurre .
Giulia aveva un triangolino di soffice peluria appena germogliata nera. Lo stesso il seno che stava sbocciando con i capezzoli rosa.
Si , in quel periodo anche lei, mia sorella era caduta nella rete delle mie masturbazioni come mamma, vittima delle mie sborrate morbose e segrete. Fingendo di  aspettare il  mio turno fuori la porta, la spiavo in bagno o quando si cambiava e notavo le differenze dei  loro corpi, quello maturo di mamma e quello puberale di Giulia, la differenza tra i loro culi ,quello di mamma che pur essendo bello e proporzionato al suo corpo a me pareva enorme in confronto al culetto da quindicenne di mia sorella . Così come il seno e le loro fighe, quella di mamma grossa e pelosa e quella di Giulia piccola e con pochi peli arruffati che fiorivano, e non visto, quando papà non c’era, prendevo  in bagno dalla cesta della biancheria sporca le loro mutandine e le annusavo , aspirandole e masturbandomi, preferendo quelle di mamma che erano più odorose .
In quel periodo avevo preso l’abitudine prima di masturbarmi quand’ero solo in casa, di andare nel cassetto della biancheria intima pulita di mamma o di quella di mia sorella, prendere delle loro mutandine pulite, sfregarmele sopra in cazzo e i testicoli fino a farlo diventare duro e masturbarmi con le loro mutandine attorno , finché non venivo ,cercando di non  sporcarle e macchiarle. Poi  perversamente le ripiegavo e rimettevo a posto nel cassetto dove e com’erano prima. Per poi giocare e spiarle per vedere quando se le mettevano dopo essere state strusciate sul mio cazzo. Ero diventato innocentemente un piccolo depravato, un vizioso, inclinazione sessuale che mi accompagnò sempre nella vita, anche ora che sono grande, sposato con figli e scrivo. L’aver visto mia madre fare sesso con un altro uomo, incise inconsciamente in me, sessualmente e psicologicamente senza che io  me ne accorgessi.
Per anni mia madre all’insaputa di tutti continuò la relazione con quell’uomo. Nonna poi morì e la casa restò vuota e continuarono  a incontrarsi li quando non c’era mio padre che navigava.
In me come in ogni ragazzino c’era il desiderio di vedere i genitori uniti, che si amavano e volevano bene, così da poter garantire sicurezza e serenità famigliare a me e mia sorella.
Ricordo che a quell’età e in quella situazione avrei voluto affrontare il discorso di  mamma con qualcuno per poter parlare e liberarmi, se avessi potuto lo avrei fatto con mamma stessa o mia sorella , e invece nonostante che la tentazione di farlo fosse forte, mi tenni  sempre tutto dentro di me rimuginando, sentendomi  e vivendo la situazione che avrebbe dovuto essere di mio padre, quella del cornuto. Fu solo ora  a quarant’anni passati  che ho trovato il coraggio di  farlo, scrivendo la mia storia giovanile, integrandola con quando poi mi  accadde da sposato. Si, mi sentivo tradito da mamma, perchè nella mia mente giovanile tradendo papà, tradiva anche me, ma era mia madre e le volevo sempre bene.
So per esperienza che un figlio o una figlia nel scoprire il tradimento dei genitori, nel mio caso della madre verso il padre, provano dal punto di vista emotivo e sentimentale una grande sofferenza, che come è avvenuto in me si manifesta all’inizio con pianto e incredulità, poi ansia, tristezza e delusione e all’ultimo accettazione, facendo nascere nel figlio conflitti e problemi che riguardano il vivere, pensare e crescere in una sessualità deformata.                                                  Dopo quello che era successo con mia madre, ebbi un atteggiamento di distacco o fastidioso per la donna in generale, avevo poca considerazione per loro tutte, mamma e sorella compresa.  Poi lentamente , entrando in un ambiente più sociale e maturo, dove c’erano anche delle ragazze che mi piacevano, cambiai idea.
Quando frequentai il liceo come mia sorella ( lei era due anni avanti a me ), era un altro mondo, più adulto, maturo e smaliziato che le medie, e vi erano anche ragazzi grandi che sapevano molte cose sul sesso e li aprii di più la mia mente alle conoscenze sessuali, e c’erano anche delle ragazze.
I miei amici a differenza di me, conoscevano ragazze e se le portavano a letto, tra queste a sentire qualcuno di  loro ci  fu  anche  mia sorella Giulia.                                                                        Anch’io avrei voluto essere come loro, li invidiavo, ma ero troppo insicuro, ero  un bel ragazzo ma timido.
Quando ci provavo con le ragazze, all’inizio mi davano un pò di corda poi vedendo quanto fossi imbranato e timido, scappavano via. Ma io in quel  periodo  mi  consolavo spiando mamma fare sesso con Bruno da nonna o spiando mia  sorella, e mi  masturbavo e soddisfacevo così.
Il mio carattere si modifico con il crescere, come il mio aspetto ,mi venne la barba, cambiai
voce ed ero quasi un uomo , ma di fondo oltre ad essere un bel ragazzo che piaceva molto , ero
sempre molto timido.

Come mi insegnava mamma, a tutte le cose c’è un termine e così anche alla loro storia e lentamente  dopo qualche anno i loro incontri adulteri incominciarono a diradarsi fino a scomparire del tutto. Io stavo iniziando la mia  maturità e la spiavo ancora a casa di  nonna, ricordo dalle discussioni che facevano che mamma voleva troncare quella storia per mio padre, papà sarebbe sbarcato e si sarebbe fermato stabilmente a lavorare in città con mio zio, fratello di mamma , si sarebbero messi in società. E così  nel giro di  sei mesi  anche se lui non voleva troncò tutto, facendo ancora le ultime chiavate intensamente e profonde con amore. Si lasciarono, non senza difficoltà  e dispiacere visto che se all’inizio era lei più innamorata, al termine lo era soprattutto lui, ma mamma scelse la famiglia, suo marito e noi figli.  Io nascosto a spiarli vissi quella sua scelta segreta non senza tentativi di convicimento da parte di lui a continuare lo stesso.
In qualche ultimo incontro lo sentii che cercava di persuaderla:
“Ci possiamo vedere lo stesso anche se c’è lui qui! Facciamo più attenzione!” Le diceva Bruno.
“No non voglio !” Rispondeva mia madre :” E’ troppo rischioso e comunque oramai è finito tutto, non può durare per sempre, è stato bello, ci siamo amati e forse ci amiamo ancora, ma è finito!” Parole taglienti per un innamorato.
Nel corso degli anni in tante occasioni, ho riflettuto sulla situazione che ho vissuto e non sono sicuro che papà non sapesse o pensasse che mamma lo tradisse. Sono certo che abbia avuto dei sospetti, anche forti su di lei, ma come diceva Bruno, avesse scelto di ignorarli nella speranza di vivere tranquillamente i suoi anni con sua moglie (mamma) che amava.   Lentamente crescendo, non frequentandosi più Bruno e mia madre e con mio padre in casa in via definitiva , dimenticai il passato , quello che avevo vissuto e in quegli anni incominciai anch’io seppur timido a conoscere qualche ragazza e alcune mi piacevano.

MIA MOGLIE.

Preso il diploma di maturità andai all’università e studiai ingegneria. Li c’era un mondo
goliardico con anche tanti stronzi, ma tutto serviva a farmi crescere di più. Non pensavo più a mamma e a quello che era accaduto, avevamo dimenticato tutti, io , lei  e Bruno che aveva sua moglie e i  suoi  figli, ed oramai quella storia era solo un ricordo lontano, per me giovanile, ora c’erano le ragazze che mi sorridevano e mi piacevano, altro che pensare a mamma con quell’uomo o spiare mia sorella che oramai si  era fidanzata.
Fu nell’ambiente universitario che conobbi mia moglie Francesca ,Francy in famiglia e per le amiche, lei studiava lettere al magistero nella facoltà vicina, era una ragazza timida come me, riservata ed educata e ci piacemmo  subito, iniziando prima a guardarci e poi a frequentarci.
Ricordo che quando la presentai a mamma, le piacque subito e si guardarono a lungo negli occhi, come se in loro c’era qualcosa di comune, non riuscivo a capirlo, forse il sorriso, lo sguardo, l’espressione o il modo di guardarsi, non so! Mamma la trattava come una figlia.
Ci sposammo dopo qualche anno di fidanzamento ufficiale in casa, ed ero felice perché era ancora vergine, fu la prima donna che possedetti sessualmente e a oggi fu anche l’umica, come io per lei fui il primo uomo, e nei primi tre anni successivi  al  matrimonio avemmo due figli, maschio e femmina che crescemmo con amore .
Eravamo una tipica famiglia italiana della piccola borghesia, io ingegnere civile e lei insegnante di lettere nelle medie anche se ancora precaria.

Mia moglie Francesca dopo 14 anni di matrimonio, all’età di 38 anni era cambiata da come era quando c’eravamo sposati, lo stesso io che avevo 44 anni ero ingrassato con la pancia e con parecchi capelli in meno in testa.
Lei non era una strafiga, non lo era mai stata, più che bella era un tipo di bell’aspetto sempre curata e in ordine e simpatica, era una mamma e una signora comune a migliaia di mogli che girano per le strade delle nostre città, educata, pulita, timida, riservata e fisicamente nonostante le due gravidanze e qualche chiletto in più ancora attraente e piacente.
Aveva un bel viso che aiutava a farlo risaltare con un leggero trucco sobrio, era di bei lineamenti anche se un po’ pieni e arrotondati dovuti alle sue golosità, ma non oscuravano la sua bellezza.
Portava i capelli lunghi sulle spalle, colore naturale castano scuro, come gli occhi.
Denti bianchi e regolari che curava molto assieme a quelli dei ragazzi.
Sorriso perfetto e sguardo profondo si perdevano nelle sue espressioni sul viso dolce .
Non era seducente, ma attraente.
La pelle candida e diafana rivestiva il suo corpo da falsa magra,e sotto gli abiti mostrava delle forme che anche se non perfette erano ancora desiderabili ed erotiche. Aveva un seno, bello, grosso, pallido e tenero e leggermente pendente, con areole e capezzoli rosa e grossi dagli allattamenti.
Come tutte le signore aveva la sua bella pancetta globosa, da mamma e signora per bene con l’ombelico infossato all’interno appena sporgente, il  ventre accentuato era dovuto ai suoi peccati di  gola e alle due gravidanze avute; che si evidenziava di più dalla sua falsa magrezza, formando piccoli cuscinetti morbidi di adipe flessuoso sui fianchi, che però nulla toglievano alla curvatura fisiologica, ma anzi l’accentuavano eroticamente.
Il sedere era una meraviglia, alto, bello, morbido e pallido, rotondo e pieno e ancora liscio e soffice come un cuscinetto deformabile alla pressione delle dita e si evidenziava sporgente anche da sotto gli abiti, gonna o pantaloni che fossero, attirando sguardi e desideri maschili. Vestiva quasi sempre con tailleur a gonna e a volte pantalone, ma anche casual e sportiva.
Noi non eravamo come si suol dire una coppia aperta, moderna si, ma normale e moralista come la nostra educazione.
Io lavoravo in una grossa azienda di costruzioni pubbliche, porti, tralicci telecomunicazioni, ponti e altro essendo progettista.
Francesca insegnava saltuariamente in vari istituti privati della città, compreso uno religioso, tutto per fare punteggio ed essere assunta nel pubblico, e a 38 anni nonostante le raccomandazioni era ancora precaria in attesa dell’assegnazione definitiva.
Ci amavamo, eravamo una bella famiglia, normale. Mamma oramai aveva 70 anni, era sempre una bella donna e viveva felice con papà,  e spesso faceva la nonna, tenendo i miei figli o quelli di  Giulia, avendone avuti anche lei due, e la casa della nonna dopo essere stata ristrutturata, era stata affittata a una coppia di  sposi.

IL SOGNO.

L’estate di quell’anno partimmo felici e spensierati, andammo in vacanza al mare in Liguria, avevamo affittato un bilocale sulla riviera di ponente e prenotato un ombrellone e sdraio in uno stabilimento balneare. Avevamo portato anche mia suocera, la nonna, che seguiva i ragazzi, in modo che io e mia moglie avessimo un po’ più di tempo libero per noi, respirare un po’ di tranquillità e riposarci dallo stress del lavoro e della città.
Erano dieci giorni che eravamo arrivati e tutto procedeva per il meglio, i ragazzi si divertivano alla spiaggia e noi riposavamo.
Quella sera come altre in vacanza, andammo tutti a mangiare la pizza, nonna Eda compresa, i
ragazzi erano impazienti e affamati. Cenammo normalmente come altre volte e io e mia moglie bevemmo anche della birra. Poi uscimmo e passeggiammo sul lungomare, tra la gente e la confusione estiva delle località turistiche balneari, prendemmo il gelato, altra passeggiata e verso le 23.00 ritornammo nell’appartamento in affitto.
Uno alla volta a lavarsi denti e piedi e poi a letto, i figli per primi, loro dormivano in una camera con letto matrimoniale assieme alla nonna e io e mia moglie in un’altra stanza matrimoniale adiacente, da soli .                                                                                                                                           Dopo aver chiacchierato un po’ a letto come era nostro solito fare dei ragazzi, del lavoro e di quando saremmo rientrati, ci demmo la buonanotte e ci addormentammo, e feci un sogno stranissimo che mi sconvolse la vita. Nel sogno mi trovavo in una stanza che conoscevo e non sapevo darmi un’età, se ero adulto o ragazzo, e vedevo sopra un letto matrimoniale che avevo già visto ma no ricordavo dove, una coppia adulta, nuda che faceva sesso. Lui sopra di lei a gambe larghe nella posizione del missionario, chiavandola con vigore e passione, e lei che godendo lo stringeva a se graffiandogli la schiena dal piacere che provava. Intravvedevo quel letto e quelle persone come in una foschia, e osservando i loro corpi mi pareva di conoscerli.
Nel sogno mi spostavo per vedere in viso chi fosse quella donna che mi sembrava di conoscere, ma non ci riuscivo mai perché da qualunque parte mi mettessi, veniva coperta dalla testa dell’uomo che la chiavava, che la spostava su di lei quando mi spostavo io come se le nostre teste fossero coordinate nei movimenti e la sua seguisse i movimenti della mia. Vedevo solo le sue mani, le braccia, le gambe e una parte dei capelli che, come dicevo mi pareva di conoscere per il taglio e il colore. Avevo rabbia perché non riuscivo a vedere in viso chi fosse quella donna che si lasciava chiavare davanti a me.                                                                                                       All’improvviso lei, mentre chiavava si voltò verso me, come se sapesse che io fossi lì in quel punto preciso e la vidi in viso, e restai sbalordito, e dalla sorpresa mi venne un sussulto, era mia madre da giovane, dell’età che aveva quando la scoprii tradire papà, che nel sogno come allora nel letto di nonna si faceva chiavare da quell’uomo, che però non era Bruno in quel momento… e mamma mi guardava e sorrideva dicendomi:
“Hai visto Carlo? So che ti piace osservarmi mentre faccio sesso con un altro uomo, per
questo ti lascio guardare!” E io che sbalordito e timoroso che sapesse che la spiavo, rispondevo turbato: ”Ma che dici mamma? Io… io…non guardo!”
Era tutto assurdo nel sogno, io non ero il ragazzino di allora quando spiavo mamma, ma già l’adulto di oggi sposato con Francy, mentre lei si, era quella di allora e io mi trovavo con mia madre che aveva la stessa età di quel tempo e pressappoco la mia di oggi e nel sogno eravamo coetanei, e quell’uomo che la chiavava come un toro da monta, a volte aveva il volto di Bruno e altre era senza faccia. E vedevo mia madre con il viso girato verso me in un sorriso, godere a gambe larghe sotto di lui, come l’avevo già vista altre volte da ragazzo anni prima di nascosto sulla scala, gioire e muoversi verso di lui, ansimando dal piacere di avere quell’asta di carne dura in vagina come quando la chiavava Bruno. Era tutto tremendo.
E ancora nel sogno la vedevo e non vedevo, si voltava spesso, e all’improvviso in quella donna che faceva sesso, spari la faccia di mia madre e le venne un volto nuovo ma famigliare che ancora in quella leggera foschia del sogno non riuscivo a distinguere di chi fosse. E ancora nella curiosità del sogno mi spostavo e facevo il giro del letto per poter osservarla meglio, ma quando arrivavo nella parte opposta dove aveva il viso, si voltava dall’altra, senza che potessi identificarla e la vedevo da dietro, con i suoi capelli castani sulle spalle darmi la schiena e il sedere, un bellissimo culo maturo.
La osservavo, non sapevo più se fosse mamma o un’altra, era di fianco di fronte a lui che ansimando si lasciava chiavare da quell’uomo che le teneva la gamba leggermente alzata per riuscire a penetrarla meglio e a spingerlo dentro tutto.
E io ero li fermo che osservavo. All’improvviso quell’uomo senza volto si girò verso me, mi guardò dicendomi ridendo:
” Segati mentre chiavo tua madre ! Dai che ti piace! Fatti una sega!! ” Ero scandalizzato e sconvolto a sentire quelle parole nei miei confronti, e assurdamente nel sogno lo facevo, aprivo la cerniera dei pantaloni e lo prendevo in mano già duro, ma piccolo come quando ero ragazzino che mi segavo spiando mamma, e mi masturbavo davanti a loro e mentre lo facevo mia madre mi sorrideva gioiosa. “Bravo!… Sei contento!? … So che ti piace guardarmi mentre chiavo con il mio amante… .”                                                                                                                           “Ma no mamma! No!…Non dire così! Non è vero!” Farfugliavo nel sogno vergognandomi di mia madre che sapesse e mi dicesse quelle parole, ma continuando a masturbarmi davanti a lei che mi osservava, provandone assurdamente piacere.                                                                             “Oh si che ti piace! Lo so! Ti piace… Ti piace tanto vedermi chiavare. Mi spiavi sempre dalla finestrella quando chiavavo con il mio Bruno… .” Mentre io timido, inconsapevole continuavo a masturbarmi e quell’uomo, in quel momento diventato Bruno mi guardava sdraiato sopra e tra le gambe larghe di mia madre e rideva… rideva di me.                                                                                Si abbracciavano e baciavano, rotolandosi sul lenzuolo, girandosi da una parte e dall’altra, con lei ansimante e godente con quel cazzo riguardevole in figa. Quando si rivoltarono ancora verso me e la vidi restai shoccato, ebbi un sussulto e il cuore mi si fermò per qualche secondo, quella donna che chiavava non aveva più il viso di mia madre, ma si era trasformato in quello di… mia moglie… e quello di Bruno divenne anonimo senza volto .
“Noooooo!!” Gridai disperato nel sogno.
“Siii invece !!” Rispose mia moglie mentre al posto di mia madre si concedeva a quell’uomo che non aveva più un volto e non potevo identificare:
”Siii…sono io Paolo! “ Esclamò con la sua voce dolce:” So che ti piace guardare, che da ragazzino spiavi sempre tua madre chiavare con il suo amante e ti masturbavi! Adesso spierai anche me visto che dentro di te piace vedermi chiavare come tua madre con un altro uomo.” Sorridendomi amorevolmente dentro quel sogno.
“Ma no! ..no…no…non è vero Francy !” Replicavo agitato.” Non voglio che tu chiavi con un altro e abbia un amante!”
“Si che è vero! Lo so che ti piace essere cornuto come era tuo padre e che vuoi diventarlo, non dire di no… qui non puoi mentire, si può dire solo la verità e io ora ti sto accontentando, ti sto facendo diventare cornuto anch’io, come tua madre faceva con tuo padre. Sei contento?!”Mi chiedeva ingenuamente sorridendomi benevolmente.
“No!…no…no!” Ripetevo io agitato portandomi le mani sulla testa, smettendo di masturbarmi:” Non devi farlo amore! Non devi tradirmi! Non devi diventare come mamma!”                                        “E invece si!!” Mi ripeteva godente, sempre in quel sogno illogico, mentre porgeva una sua splendida mammella e si faceva succhiare il capezzolo da quell’uomo:“ Non vedi che sei eccitato!? Ce l’hai duro, continua a masturbarti per me che vengo chiavata da un altro… come facevi con tua madre, che ti piace … e tra poco sborrerai felice nel vedermi posseduta e godere con quest’uomo! Il mio amante! Come l’amante di tua madre!!”                                                       Era un dialogo assurdo che nel sogno mi sconvolgeva ed eccitava, il cuore mi batteva fortissimo , mi chiedevo come potessero lei e mia madre conoscere i miei segreti più intimi che quasi non ammettevo neanche a me stesso, eppure sapevano tutto di me.                                                                   D’istinto turbato lo ripresi in mano mentre mia moglie continuava a chiavare con quell’uomo, replicando agitato: “Non è vero! … Non è vero Francy!!” Ribadivo .” Tu non puoi avere un amante! Non puoi tradirmi! Sei mia moglie! Mi ami e anch’io ti amo e io non sono un cornuto! Non voglio essere un cornuto come mio padre! ”Ripetevo mentre lei ridente rispondeva:
“Si che lo sei e lo vuoi!…E’ tutto vero Paolo, io sono tua moglie e ti amo, ma a te piace che ti faccia le corna con un amante come faceva tua madre con tuo padre! E io ti accontento perché ti voglio bene,perché ti amo!…E’ per questo che ti rendo cornuto!” Ero scioccato, sconvolto, quel sogno era un incubo, una allucinazione, mi veniva da piangere, ma non ci riuscivo.
“No! Nooo! Nooo!” Gridavo agitato nel sogno :” Non è possibile!!…Non è possibile!! Non farmi questooo!!”
“Si invece !” Rispose una voce femminile al mio fianco, mi voltai ed era mia madre sorridente e
nuda con il suo corpo maturo, piacente e sudato che avevo visto tante volte da ragazzo e che vicino a me diceva.
” Lasciala chiavare tua moglie con il suo partner e osserva! Sappiamo tutte due che ti piace guardare che gode con un altro uomo,nei sogni come diceva lei , si può dire solo la verità, non si può mentire… . Ha preso il mio posto e ti fa cornuto come io facevo tuo padre e come tu ti sentivi per lui. Ricordi?! E sappiamo che tu sei contento e vuoi che sia così!! Vero Paolo!!??” Diceva mia madre.
E facendomi segno con la mano sul mio sesso esclamò:” Guarda come ti piace , come ce l’hai eretto sfogalo dai…non fermarti, muovilo come facevi da ragazzino quando mi spiavi!”
“Ma mamma… no…Francy no! ..Non voglio !!!” Mormoravo.
“”Ohh….!! Ma si che vuoi dai, che ti piace che ti faccia cornuto come io facevo a papà… . Non vedi che io e lei siamo la stessa persona e abbiamo la stessa età? Io avevo 38 anni quando facevo cornuto tuo padre e Francy quanti anni ha ora?” Mi domandò.
“ Trentotto !” Borbottai incredulo di quelle parole. “Vedi? Abbiamo la stessa età e vogliamo entrambe la stessa cosa farti contento… farti cornuto!” Esclamò sorridendomi, mentre la figura di Francy nel letto proseguiva a chiavare con quello sconosciuto.                                                                In quel sogno infernale e angoscioso, mi chiedevo come mamma potesse sapere che la spiavo, se non lo aveva mai saputo nessuno e non mi avevano mai visto, e anche Francy, mia moglie , come poteva sapere quelle cose che erano miei segreti intimi e personali? E come faceva a sapere che mi piaceva essere cornuto come mio padre se io stesso fino ad allora non lo avevo mai pensato e desiderato?
Era il sogno…i sogni sono illogici proprio per questo, perché imprevedibili, anche se si dice che rispecchino la realtà e i desideri interiori e inconsci.
E nel sogno mentre mia moglie era chiavata da quell’uomo e mi guardava sorridendo con la sua faccia godente, seguendo il consiglio di mia madre continuai a masturbarmi finché godetti osservandola mentre mi faceva cornuto e lei mi guardava nel suo orgasmo, era allucinante e sconvolgente, e venni, ebbi il mio orgasmo, ed eiaculai felice sotto i loro sguardi sorridenti. All’improvviso, tutto si mise a girami attorno , i muri, i mobili e le loro facce allegre e gioiose che si soprapponevano fondendosi l’una all’altra per poi separarsi e dividersi ancora e diventare due visi distinti, che assieme a quello di Bruno e all’altro sconosciuto, iniziarono ridendo a girarmi attorno sempre più veloci, tanto che non riuscivo più a capire chi fosse mia madre e chi mia moglie. In quel vortice intorno a me i loro volti diventarono simili al punto che non distinguevo più chi fosse mia moglie e chi mia madre diventando all’improvviso speculari e mi guardavano e ridevano accarezzandomi la fronte come nel gesto di volermi toccare le corna … .
Ero spaventato e improvvisamente nel sogno mi trovai in quella spirale che sempre più veloce girava , girava ,girava, risucchiandoci tutti assieme, io, loro e il loro amante, giù verso il buio, finchè con un urlo mi sveglia di soprassalto, sudato fradicio, ansimante da non riuscire a respirare, con il cuore tachicardico che mi batteva fortissimo, all’impazzata e con il cazzo eretto durissimo che premeva dentro lo slip.                                                                                                        Mi svegliai in camera, nel mio letto. Guardai attorno nell’oscurità, il soffitto era buio e filtrava una flebile luce dalla finestra, il letto fermo, non ruotava e i loro visi erano spariti da attorno a me. Ansimante mi toccai il torace bagnato di sudore, sotto il palmo della mano avvertivo il cuore battere forte, portai la mano giù , sugli slip e lo sentii forte e duro, eretto spingere, sentii il glande umido e toccai lo slip, era bagnato, macchiato di sperma, avevo eiaculato davvero nel sogno. Ero in camera con mia moglie che dormiva tranquilla affianco a me, non avendo sentito il mio grido, non capendo io se l’avevo urlato davvero o era solo sognato .
Era stato un sogno! Un terribile sogno erotico…un incubo.
Mi guardai stordito ancora attorno nel buio,era notte fonda e nella stanza l’unico suono che percepivo era il respiro tranquillo di mia moglie, che solo con le mutandine dormiva girata di fianco dandomi la schiena.
Era stato tutto un sogno e non sapevo se esserne contento o dispiaciuto, visto che mi aveva lasciato una sorta di malessere angoscioso, ma anche sensazione e stordimento piacevole.
La osservai al mio fianco dormire tranquilla. Scrutai nel chiarore che entrava dalla finestra il suo
corpo adulto e pallido con il seno bianchissimo in contrasto con l’abbronzatura del corpo e irradiava un tepore candido e casalingo. La sua pelle emanava un tenue profumo di mamma e moglie per bene. Era persa nei suoi sogni certamente diversi dai miei.
Mossi la mano verso di lei e ancora eccitato, pervaso da quel sogno e da pensieri strani
l’accarezzai , quasi ad accertarmi che fosse tutto vero e non fossi in un altro sogno. Posai le dita sulla spalla e sentii la pelle calda e vellutata.
Era rapita dal suo sonno, era nel suo mondo onirico.
Sconvolto e bagnato di sudore mi tirai su con il tronco, presi la bottiglia e bevvi un sorso d’acqua, e poi mi alzai e andai in bagno passando davanti alla camera dei ragazzi che visto che lasciavamo le porte aperte per far circolare l’aria , li vidi dormire.
Dormiva anche mia suocera di fianco a loro, con il viso verso i ragazzi e mostrava il suo culone dentro le mutandine, sperando sempre io che quello della mia Francy con il tempo non diventasse grosso come il suo, emettendo dormendo una specie di rantolo che sembrava un russare.
In bagno mi asciugai dal sudore e mi guardai allo specchio, mi rinfrescai calmandomi … : “Che sogno pazzesco ho fatto…un incubo, mia madre e mia moglie che erano la stessa persona e si facevano chiavare tutte e due dal loro amante in un unico corpo.” Pensai.
Tornai a letto agitato e mi veniva difficile prendere sonno, pensavo al sogno, a quello che mi avevano detto mia madre e mia moglie in quel delirio, non riuscivo a decifrarlo ne a collocarlo da qualche parte, soprattutto quello detto da mia moglie, che mi piaceva essere cornuto e che lei mi faceva le corna come mia madre per farmi felice. Per la prima volta riflettendo quella notte, pensai davvero mia moglie con un altro uomo …e poi stanco mi addormentai.

IL GIORNO DOPO.

Al mattino seguente ci alzammo, io ero frastornato da quelle visioni notturne, andammo tutti nei bagni  e inconsciamente mi ritrovai a guardare mia moglie sulla spiaggia passeggiare in riva al mare e la osservavo con occhi diversi e diversamente dal solito, istintivamente in alcuni momenti  la immaginavo come mia madre a letto come quella del sogno. Fu quella mattina per la prima volta dietro a quel sogno maledetto, che iniziai a pensarla con un altro, al punto che  osservavo chi le era attorno se la guardava e come, addirittura arrivando a pensare che l’uomo che per caso le passava vicino sulla battigia in quel momento o che era poco distante da lei, potesse chiavarla…era pazzesco, folle e insensato .
Ma li  iniziò la mia fissaazione.
Nei giorni di  vacanza rimanenti, quei pensieri iniziarono e aumentarono sempre più, non perdevo occasione di fantasticare su di lei, di immaginarmela con uno o con l’altro.
Tornati a casa continuai a pensare  a quel  sogno e associarlo  con mia  moglie. Passavo momenti in ufficio  a ricordare mia madre in quel contesto sessuale, e mia moglie come lei.            Mi prese l’ansia di ottenere quello che desideravo, quasi come se fosse una brama e si facesse beffa del mio tormento.
Era un desiderio morboso quello che provavo che si stava trasformando in ossessione vera e propria, quello di vedere mia moglie come mia madre, chiavare con un amante e farmi cornuto.
Il pensiero di desiderare mia moglie con un altro, diminuiva la mia autostima, ma aumentava l’eccitazione e il desiderio, facendo riaffiorare in me quella depravazione giovanile che avevo avuto nei  confronti di  mia  madre e mia  sorella e ora  usciva prepotente verso di  lei. In me c’era un vuoto emotivo e sessuale giovanile, che credevo  si sarebbe riempito con l’amore e la famiglia, invece  mi  accorgevo che improvvisamente nella mia mente tornava di nuovo  tutto a galla, mia madre , il suo amante e mio padre.
Lentamente  ma inesorabilmente  albergava in me il desiderio e la speranza di vedere mia  moglie  Francy  con un altro uomo. Subito o tra un anno non mi importava, purchè si realizzasse e non c’era niente da fare per poter cambiare idea.
Erano e mozioni forti quelle che avvertivo desiderando le corna di  mia moglie e anche se mi  dicevo  che ero un pazzo e impossibile da realizzare… non mi consentivano di
smettere di pensare a quella situazione, e fantasticavo su lei e su un suo lui ipotetico.                     Mi eccitava il  pensiero di poter essere io a trovargle l’amante… era qualcosa di pazzesco ed esaltante.                                                                                                                                                          Quasi senza accorgermene per gioco nei  momenti liberi che avevo in ufficio, iniziai a navigare con il mio  computer sui siti hard e leggere documentazione e qunt’altro a riguardo del tradimento, era diventata una fissazione quel desiderio e non riuscivo più a
vivere senza pensarci e mi rendevo conto che era assurdo che io desiderassi quello per cui da ragazzo  avevo  condannato mia  madre e mi chiedevo perché lo cercassi.
Mi resi conto che rischiavo molto, il mio matrimonio e il rapporto con mia moglie, quel tarlo stava diventando patologico e non volevo passare nuovamente quello che avevo vissuto con mia madre, dovevo parlarne con qualcuno e non tenermi tutto dentro a rimurginare. Certamente non potevo parlarne con mia moglie di quelle cose e nemmeno con persone conosciute e sconosciute. Riflettendo con calma e attenzione l’unico che poteva ascoltarmi senza giudicarmi, era uno psicoterapeuta, che mi avrebbe aiutato a capire  com’ero, mi avrebbe detto perchè avevo quei pensieri e cosa c’entrava oggi tutto quello che era avvenuto con mia  madre. Così dopo aver riflettuto parecchio decisi di andare in analisi da qualche buon psicologo, per capire perché all’improvviso mi fosse venuto questo desiderio assurdo, morboso, incontrollabile di vedere mia moglie far sesso con un altro uomo e avere …il desiderio di essere cornuto cornuto… .
Dopo varie ricerche anche su internet e aver letto sui forum molto su quella situazione,
scoprendo che i miei problemi sessuali erano comuni ad altri, decisi di affidarmi ad un bravo psicologo e psicoterapeuta e ne scelsi uno rinomato in una grande città a una cinquantina di  chilometri dalla mia, di fama nazionale. Non mi interessava quanto avrei speso, pur di  venirne fuori da quella situazione e togliermi dalla testa certe idee su mia moglie, ero disposto a  pagare qualsiasi prezzo. Presi contatto e appuntamento e lo incontrai nel suo studio un pomeriggio, iniziando all’insaputa di tutti a fare quelle sedute di psicoanalisi. Mi vergognavo a praticarle, ma era l’unico modo per evitare che mia
moglie finisse nelle braccia di un altro uomo.

LO  PSICOTERAPEUTA.

Entrai nel suo studio non senza imbarazzo visto gli argomenti intimi e segreti della mia vita che dovevo raccontare. Mi fece accomodare e sdraiare su un lettino in pelle nera, tipico da psicoterapia, ondulato, comodo , con un cuscino cilindrico che mi sosteneva comodamente senza dover sforzarmi la testa, con il corpo rivolto verso una grande parete bianca con disegni marini di acquarelli colorati che mi rilassavano, in modo che non vedessi lui e mi sentissi a mio agio nel confidarmi. La posizione semi-sdraiata e la sua voce calda e tranquilla mi davano sicurezza e stimolavano la mia mente a lasciare trasportare liberamente fuori da me il mio flusso di pensieri e ricordi. Pianificò la mia seduta all’interno di un percorso psicoterapeutico per stimolarmi far emergere il modo chiaro e senza traumi la parte più segreta di me, in maniera che avesse accesso alla mia coscienza per elaborarli ed infine risolvere i miei problemi. Già dalla prima seduta mi mise a mio agio e gli spiegai i motivi per cui ero lì e quel desiderio improvviso, forte, incontrollabile e prepotente che mi portava a desiderare di essere cornuto o meglio,a desiderare, cercare e trovare un amante a mia moglie.
Iniziò facendomi parlare della mia infanzia, della pubertà e dei rapporti con i miei genitori, e gli accennai di me, della mia famiglia, di mia madre e del mio matrimonio d’amore fino a quel momento realizzato, ma ora insidiato dai miei pensieri e fantasie sessuali. Mi fece proseguire parlando di mia madre, e gli dissi la verità, che avevo scoperto per caso il suo tradimento e che l’avevo vista fare sesso con un altro uomo che non era mio padre, e quella scoperta mi aveva colpito, turbato e fatto soffrire molto, e che in seguito la spiai continuando a guardare di nascosto i loro amplessi, masturbandomi al loro godere e che quella situazione durò tre anni, e alle sue domande rispondevo sempre la verità .
Mi domandò cosa provassi al ricordo di mia madre con l’altro uomo e alle visioni dei pensieri che facevo su mia moglie, e gli risposi che mi piaceva fantasticare, mi eccitava pensare mia moglie sessualmente con un altro uomo, come quando spiavo mamma con l’amante o la vedevo nuda in casa, in bagno o quando si cambiava .
Mi chiese anche di Giulia mia sorella, le confessai che spiavo anche lei e mi masturbavo
osservandola cambiarsi o in bagno, e anche come facevo con quelle di mamma, mi sfregavo le sue mutandine sui genitali finché non mi diventava duro e mi masturbavo fino a venire; e che poi tutto questo cessò quando al liceo incominciai a conoscere e frequentare ragazzine della mia età, allora ritornai lentamente un ragazzo normale. Lo informai che con il tempo mi sposai ed ebbi due figli bellissimi, maschio e femmina, e una moglie che ho amato e amo moltissimo anche ora, e siamo sempre andati d’accordo anche sessualmente, visto che mia moglie non è mai stata una donna calda o pretenziosa, per lei il sesso praticato solo ed esclusivamente per diletto e piacere fisico , fatto di attrazione, senza emotività, sentimento e amore non aveva senso, lei era romantica e credeva nell’amore e io sono stato ero il suo primo e unico uomo. Gli raccontai tutto.
Nel suo inconscio quello che lei ha accettato nel rapporto di sua madre con Bruno, è stata la sua superiorità sessuale su di voi, su di suo padre e su di lei, anche se comprensibilmente lei era un ragazzino e non poteva competere ne anatomicamente ne fisiologicamente, ma gli ha creato un senso di inferiorità sessuale che gli è ancora rimasto nel ricordarla e immaginarla posseduta da lui, perché era più bravo e la sapeva far godere di più di suo padre, e ne è rimasto preso e colpito dal piacere e godimento che dava a sua madre, dal sentirla gemere o ululare nell’orgasmo che lei scopriva per la prima volta, tanto che questo ha inciso nello sviluppo evolutivo della sua sessualità; deviandola, modificandola anche con comportamenti e atteggiamenti che aveva non solo con sua madre, ma anche con sua sorella, spiandola e masturbandosi nel vedere anche lei nuda o in atteggiamenti intimi, creandosi una personalità sessuale di desiderio inconscio di vedere sua madre tradire suo padre, che si è perpetuata assopita negli anni fino ad ora. “
Parlava bene e chiaro, riuscivo ad apprendere cosa intendeva e la psicologia mi faceva capire aspetti che non avevo mai considerato. Continuò con me che lo ascoltavo interessato.“Con il tempo nella sua mente Bruno, quando possedeva sua madre e la faceva godere, non era lui a farlo, ma suo padre o lei, quando si masturbava osservando o pensando i rapporti sessuali di sua madre, si immedesimava o trasferiva la fantasia a lui . “Sapevo che più di una volta masturbandomi mi ero immedesimato in Bruno, ma non solo, a volte sempre masturbandomi lo pensavo sessualmente con mia sorella e chiesi: “Scusi professore , perchè dice che anch’io mi identificavo o trasferivo le mie fantasie in quel Bruno, mamma non era mica mia moglie?” Subito rispose: “Perché lei si è identificato nel ruolo di suo padre-marito che era assente, quanto in quello di figlio-marito. E si è sentito tradito da sua madre, maternamente e sessualmente, sentendosi in un certo senso cornuto al posto di suo padre. Era lei che viveva quella condizione di cornuto e le piaceva esserlo virtualmente perché guardava quella che sotto un certo aspetto era anche la sua donna oltre che sua madre, la osservava e si masturbava e godeva del suo adulterio e delle sue corna a suo padre e indirettamente a lei! “ All’inizio ha vissuto il tradimento di sua madre come una sorta di tragedia, come un tradimento personale e del nucleo familiare, non solo di suo padre, ma anche di sua sorella e suo, di lei, di quel contenitore famigliare dentro il quale ci si muove e ci si sente protetti.” Portò la mano a toccarsi le labbra, come a pulirle con le dita continuando: “Come dicevo prima, ha considerato quell’uomo, quel Bruno come un rivale d’amore non solo di suo padre, ma anche di lei stesso, considerandolo un intruso. E accettarlo come amante di sua madre ha fatto si che in lei ci fossero ripercussioni a livello psicologico.
Vede…!” Disse…:” Il dolore di tradimento subito non può essere elaborato e superato se prima non viene accettato, e lei accettandolo ha rimosso il dolore e tutta la parte negativa che viveva, il dispiacere e l’impotenza per quello che praticavano.” Fece ancora una pausa e continuò: “Ha accettato come normale l’atto sessuale di sua madre e lui come suo amante, suo uomo in quel momento, fino non solo ad arrivare ad acconsentire il rapporto sessuale di sua madre con il suo amante, ma gradendolo e addirittura e inconsciamente approvandolo e desiderandolo, giustificandola subito per quello che faceva senza dire nulla a nessuno, per tenerla pulita e protetta come mamma e come moglie di suo padre”. Mi guardò e riprese a parlare mentre io attento ascoltavo. “Ed ha vissuto quelle corna, con dispiacere e tutte le considerazioni psicologiche ed emotive negative dette sopra, ma anche gioiendone, non solo spiandola e godendo di loro e con loro, ma desiderandola inconsciamente, traendo da lei e dalla sua situazione peccaminosa il suo primo piacere sessuale, quello che la iniziato alla sessualità, nato da un atto di tradimento di sua madre. Ha vissuto quelle specie di corna con malessere, desiderio e soddisfazione nel vedere sua mamma, la sua donna in un certo senso in quel momento per la mancanza di suo papà , posseduta da un altro uomo, bravo e capace sessualmente. Arrivando a provare curiosità sessuale oltre che per sua madre, per sua sorella Giulia ad esempio e l’invidia nei suoi confronti perché lei le dormiva accanto la notte quando non c’era suo padre.”
Feci per interromperlo ma con un gesto della mano mi fece capire di attendere e proseguì : “ Ma questo è comune alla gran parte degli adolescenti di sesso maschile, di desiderare inconsciamente la mamma immedesimandosi nel papà, quello che non è comune è quello che le è accaduto.” Terminò questa prima parte dell’analisi che sotto alcuni aspetti era vera e io subito curioso gli domandai quello che interessava a me: “ Giusto, è vero professore, quello che ha detto probabilmente è tutto vero, che io vivessi la
condizione di mio padre, del cornuto al posto suo perché lui non c’era e non sapeva e io invece
si, lo capisco, ed in alcuni punti della sua analisi sono corretti e mi ci sono trovato! Ma cosa centra tutto questo, il rapporto di mia madre con quel Bruno, con il desiderio che ho su mia moglie di vederla con un altro uomo? “ Feci un sospiro e continuai:
“ E’ questo che non capisco, io e lei andiamo d’accordo, viviamo bene con i nostri figli, ci amiamo
tanto, siamo soddisfatti della nostra vita sociale, famigliare e anche sessuale, e in me si manifesta …il desiderio di essere cornuto… ? Perchè? Come mai? ” Domandai sconcertato, interessato e affascinato, quasi invadente da quel suo spiegare chiaro.
Iniziò a rispondermi partendo dai sogni :
“ Il suo sogno gli ha risvegliato solo desideri e inclinazioni sessuali che aveva già dentro di lei assopiti; istinti e impulsi che certamente nella realtà si vergogna d’avere e anche di pensare e cerca di frenare e nascondere, ma che sono vivi dentro di lei e che vorrebbe che si avverassero, e quanto accaduto a sua madre con Bruno, vorrebbe che accadesse anche a sua moglie.” “Mia moglie!!?”… Esclamai sbalordito di quella novità di trasferimento di quei desideri su mia madre a mia moglie.” “Si! Il suo è transfert psichico- sessuale, la rappresentazioni psichica della madre … con spostamento del desiderio alla moglie.” Rispose facendomi segno con le dita di non interromperlo. Lo guardai stupito ma non lo interruppi. Fece una pausa e proseguì a spiegare :
“ In altre parole, la figura di sua mamma nel sogno le permette di riflettere i suoi desideri e impulsi sessuali in sua moglie, per meglio dire vorrebbe che sua moglie che fosse anche sua moglie, adultera.” “Ma è pazzesco… .” Mormorai mentre lui continuava a parlare. “ Probabilmente nell’inconscio le ama e accomuna tutte e due tanto che per lei sono o diventano nel desiderio e nell’eccitazione uguali, nell’amore e nella sessualità.” Fece un’altra pausa, si alzò aprì un cassetto, prese una scatola di sigari e fiammiferi e si accese un mezzo toscano e passeggiando come se tenesse una lezione universitaria, boccheggiando fumo denso e chiaro in aria continuò girando per lo studio:
“Quando dormiamo, noi non siamo forti psicologicamente e capaci di gestire il nostro “io” e quindi viene fuori dalla nostra mente tramite il sogno quello che davvero siamo, desideriamo e vorremmo che si realizzasse.” Diede un altra boccata e Proseguì:
“In fin dei conti quando sogniamo….è come se vivessimo nella quotidianità di quello che vogliamo realmente . Il sogno è uno dei linguaggi più rappresentativi del desiderio inconscio.
Quando sogniamo, nel sogno parliamo, ascoltiamo ,camminiamo , amiamo, vaghiamo in posti sconosciuti, viviamo un’altra vita, quella che vorremmo … e spesso si ci ritrova in situazioni che sono lo specchio della nostra realtà virtuale, dei nostri impulsi inconfessabili persino a noi stessi, ma che sono desideri reali anche se inconsci e …nei sogni tocchiamo con mano quello che vorremmo fosse la realtà… .” E guardandomi negli occhi esclamò: “So che sono concetti difficili da capire, se c’è qualcosa che non capisce me lo dica.” E proseguì:
“I sogni non vengono mai per caso, c’è qualcosa di noi e in noi che li crea , produce e alimenta!
Questo sogno che lei ha fatto e mi ha narrato con sua madre e sua moglie, è tra quelli che vengono considerati sogni esistenziali e sono un simbolo onirico. Il rapporto sessuale di sua madre e sua moglie nel sogno erano la realtà astratta di quello che lei vuole e desidera per entrambi concretamente, lei vorrebbe vedere nella realtà sua moglie che diventi come sua madre per farla contento e lei sentirsi ancora come suo padre, cornuto di sua moglie. Cioè vorrebbe vederla tradirla con un altro uomo e lei essere per sua moglie essere il personaggio che era suo padre per sua madre, un cornuto! Da sognatore diventare personaggio reale, che guarda e gioisce nella realtà di quello che fanno nel sogno. “
Diede ancora due boccate aprendo la finestra e dicendo:
“ Non so se capisce? Mi rendo conto che non è semplice.” “Si..si! Capisco!”Borbottai, ed era vero, era la cruda realtà scientifica di quello che sospettavo… il voler vedere mia moglie come mia madre . Gettò fuori il fumo dalla bocca seguitando: “Il sogno con sua madre richiama in una certa forma, anche se non direttamente e non c’è l’incesto, il complesso di Edipo. E quello di sua moglie che si trova nella stessa persona e stesso corpo di sua madre richiama il caudualismo e il cuckoldismo. Questo è noto come una sindrome psicologica che i latini americani chiamano morbocornudos, appunto come un morbo anche se non lo è, che si manifesta da adulto come è successo a lei e che ha ancora dentro di se, e gli anglosassoni chiamano cuckoldismo che sono manifestazioni che hanno origine nell’inconscio adolescenziale e portano e manifestano detto volgarmente ad avere …il desiderio di diventare cornuto… .” Vedendo la mia faccia seria precisò: “Non si spaventi! Quello che prova lei è comune a molti uomini, in forme diverse ma la sostanza è la stessa, il desiderio di vedere sessualmente la propria moglie o la compagna posseduta da un altro uomo, è un qualcosa che è dentro di noi e non ha età, può manifestarsi già da giovani, in età matura o anche da anziani per la prima volta, e non c’è nessuna differenza di ceto sociale o culturale, di razza o etnia,anche se gli occidentali sono maggiormente rappresentativi e più disposti a offrire o cedere la propria moglie mentre quelle etnie nord africane e la gente di colore, sono decisamente disposte a possederle. Capita al ricco e al povero, allo spazzino come al dirigente, all’ignorante come al laureato, non guarda in faccia nessuno, sia chi ha la moglie bellissima e chi no. Alcuni realizzano questo desiderio, altri no, lo vivono solo come fantasia e ne restano frustati, altri ancora come lei fanno la cosa più giusta, si rivolgono a noi psicoterapeuti che analizziamo e vi aiutiamo a uscire da certi desideri inconsci, a guardarvi dentro e a far svanire certi ricordi e proiezioni nella realtà.” Boccheggiò ancora qualche tirata al sigaro osservando fuori dalla finestra e proseguendo voltandosi verso me: “E’ come se sua madre e sua moglie fossero la stessa persona per lei, la stessa donna che ama. Questo significa che sua moglie diventa la controfigura, la sostituta di sua madre e che il suo “Super Io” maschile ne nasconde la vera identità. In altre parole per lei sono la stessa donna e lo stesso è il desiderio, le emozioni e le sensazioni che prova sessualmente per loro .” Restò un attimo in silenzio e aggiunse:
“I sogni a sfondo sessuale, secondo la psicoanalisi, a volte sono così espliciti nel loro contenuto manifesto, che possono turbare al risveglio il sognatore stesso. “
Non dissi nulla, lui tornò a sedersi dietro la scrivania e spense il sigaro, e sempre parlando con me seguitò .
“Subito si rimane turbati di avere questo desiderio e ci si vergogna di se stessi, ma poi
gradualmente lo si accetta e si inizia a nutrirlo con fantasie sempre più ardite e spinte, quasi sempre amplificate e vivificate anche da sogni, pensieri e immagini come le sue, che costituiscono a tutti gli effetti una estensione dell’universo reale, divenendone parte integrante.”
Fece una pausa e io gli chiesi :
“Quindi in me anche se siamo una coppia che si ama, c’è questo desiderio di vederla con un altro uomo come mia madre?”
“Direi di si!” Rispose: “ In genere l’aspirante cornuto, come lei in questo caso nel sogno, è fortemente combattuto tra il proprio desiderio di avverarlo e la paura di farlo! Paura principalmente dettata della reazione della moglie o compagna una volta che questa viene messa a conoscenza delle sue pulsioni. Ma anche paura di perdere la propria virilità nella competizione fisica con altri maschi, paura della riprovazione sociale se si venisse a sapere, della gente, dei conoscenti, degli amici! .”
“Quindi con la propria moglie o compagna che sia, la paura principale sarebbe quella di
comunicarglielo?” Chiesi. Mi guardò e sorrise:
“ Lei avrebbe il coraggio di dire a sua moglie il suo sogno o che desidera vederla posseduta da un altro uomo?” Domandò rispondendomi.
Esitai e poi risposi: ”No di certo !!”
“ Ecco vede??” Replicò.” Lo immaginavo, anche se ci sono coppie molto aperte che si confidano tutto, e in cui questo non è un problema!
Quello che avviene in lei si chiama cuckoldismo se i coniugi sono d’accordo, adulterio o tradimento se non lo sono.
Come gli ho già detto e gli ripeto, il desiderio che ha con sua moglie è la continuazione della proiezione del suo inconscio, di rivedere sua madre con un altro e lei vivere la situazione di suo padre diventando a sua volta cornuto. Il sogno in cui lei vede sua madre fare sesso con un uomo e ne è eccitato e dentro di se felice, e quando si avvicina a lei che si volta scopre che ha il volto di sua moglie, dimostra una cosa sola!”
“Cosa!!” Chiesi curioso e apprensivo.
“Che lei ha lo stesso desiderio inconscio su sua moglie ed ora si è manifestato ed è diventato conscio e lo sa, lei desidera vederla come sua madre, posseduta da un altro uomo con lei che osserva nascosto come faceva con sua madre .
Vederla nuda darsi ad un altro…” Continuò :”… e se analizziamo la frase che lei ha detto nel sogno a sua moglie quando le chiede cosa fa e perché si sta facendo possedere da un altro uomo e sua moglie gli risponde: <…ti faccio cornuto come faceva tua madre con tuo padre, lo faccio anch’io con te, perché so che ti piace! Per farti felice!… > Ecco quelle erano le sue parole signor Paolo, quelle del suo inconscio messe in bocca a sua moglie, per farle dire quello che desiderava e voleva lei, che le piace vederla sessualmente con un altro uomo.”
Ero strabiliato e confuso da quella analisi, riconoscevo del vero in quello che diceva .
“Ma ammettiamo che sia tutto vero quello che dice professore, in che modo ne posso uscire da questa situazione e risolvere tutto?” Chiesi ansioso.
“In due modi !” Rispose deciso :” Ognuno l’opposto dell’altro!”
“Cioè?…Si spieghi !” Domandai.
“ Presto detto, parlandone con sua moglie della situazione che vive ora, raccontandole tutto come a fatto con me e iniziare un percorso terapeutico e riabilitativo comune anche con lei ….oppure… .”
“Oppure?” Chiesi curioso e interessato.
“Oppure mi dispiace dirlo e glielo dico solo come informazione professionale e scolastica della psicologia, far si che il sogno si realizzi…che tutto avvenga !…Accada!! ”
Restai in silenzio ero sorpreso e stupefatto dalle risposte, la seconda opzione era quella di concederla davvero a un altro uomo e che io diventassi cornuto veramente, cornuto e consenziente.
Vedendomi in volto cupo e rattristato proseguì:
“Si capisco lo stupore , ma glielo detto solo per informazione, io invece la consiglio di
ritornare qui da me con sua moglie e iniziare un’analisi e un percorso terapeutico. Le parli ! le dica la verità. Mi ha detto che va molto d’accordo con sua moglie, che vi amate, quindi capirà…sarà facile… vedrà che capirà!! “ Proseguendo: “Sa purtroppo come le ho detto questi traumi sessuali dell’adolescenza si trascinano nel tempo e vengono fuori all’improvviso anche in età adulta o matura .”
Per un attimo seduto in quello studio, pensai davvero di vedere mia moglie con un altro al posto di mia madre .
“ Comunque se ha bisogno di aiuto per parlargliene io sono a disposizione per aiutarla, potrebbe confidarglielo qui in studio davanti a me! Potrei parlarle io!! ” Disse.
“Certo professore! “ Esclamai rassegnato e confuso. “Devo un po’ripigliarmi da queste sorprese e novità e prendere una decisione, che credo sarà quella che ha prospettato lei. Con calma ne parlerò a mia moglie come mi ha consigliato e sono certo che capirà e torneremo entrambi per iniziare un percorso di psicoterapia seguiti da lei !” “Bravo!! E’ la soluzione migliore !” Esclamò stringendomi la mano e l’altra battendomela nel braccio .
“Allora prossimamente vi aspetto! E non si scoraggi, vedrà che risolveremo tutto!”
“Certo! Certo! “ Mormorai.

RIFLESSIONE  e  ACCETTAZIONE.

Lo ringrazia e pagai.
Uscii smarrito e  tornai in città e andai in ufficio, e in silenzio seduto sulla mia poltrona girevole ripensai a tutto. Come potevo dire a mia moglie quelle cose? Con che coraggio le avrei detto: “Amore siccome ho il  desiderio di  vederti chiavata da un altro andiamo in analisi… mi devi  accompagnare e supportare. Mi avrebbe riso in faccia.”
Anche nei  giorni seguenti riflettendo e ripensandoci mi resi conto e decisi che non potevo certo raccontare a mia moglie quello che avevo visto e fatto da ragazzo riguardo mia madre e nemmeno che ora il mio desiderio era che fosse lei ad avere un amante e io potessi osservarla non visto mentre lui la chiavava.
Era da escludere categoricamente, mia moglie non avrebbe mai capito e soprattutto accettato, gli sarei scaduto moralmente, e come marito immediatamente ai suoi occhi, mi avrebbe preso per un perverso ,un vizioso, depravato.
Daltronte anche se lo desideravo molto a mente fredda non mi piaceva molto l’idea che andasse con un altro uomo, Francy era così dolce e rigorosa anche con se stessa, che sotto un certo aspetto ne ero geloso.
Pensai e ripensai quasi ad arrivare ad avere l’esaurimento nervoso, ero diventato svogliato sul lavoro, assente in casa e con lei quando mi parlava e per giustificarmi davo la colpa alla stanchezza.
“ Lavori troppo! Dovresti riposarti di più… .” Mi diceva teneramente preoccupata per me mia moglie .
Arrivai al punto di masturbarmi al fantasticare che lei avesse un amante che la possedesse, e nel vederla su quel letto immaginario al posto di mia madre a farsi chiavare da lui.
A quei pensieri nelle sere mi veniva l’erezione che poi riversavo su Francesca possedendola con vigore, non sapendone lei il motivo di tanta energia.
Una notte che ero sveglio, a forza di pensare decisi di tentare…feci la mia scelta non senza riflettere e valutando i pro e i contro di quello che mi accingevo a fare.
Visto che era impossibile per noi fare una psicoterapia, senza come minimo divorziare…avrei provato ad offrirla davvero a un altro uomo e forse l’avrei vista chiavare con lui . Dovevo togliermi questa ossessione e desiderio dalla testa che oramai era diventato un chiodo fisso, e come aveva detto lo psicoterapeuta, l’alternativa alla terapia di coppia, era realizzare tutto davvero, e io lo  avrei fatto.
Nel riflettere per riuscire nel mio intento, dovevo ragionare con la testa di mia moglie e non con la mia, immedesimarmi in lei e ai suoi pensieri …. e ragionavo:
“ Innanzi  tutto devo trovare qualcuno che dia garanzie sul  comportamento, accetti le mie regole e che si muova come dico iò, visto che sarò  io a  decidere tutto.                                             Riguardo a Francy, dovrò studiare qualcosa per bene, visto com’è lei caratterialmente. Predisporla a far si che mi  cornifichi. Sarà  difficile, ma ci proverò.                                                 Dovrò predisporre e pianificare un programma che la induca verso un’altro.                                          Lei  non è diversa dalle altre, tutte le donne amano essere ammirate e provocare il desiderio degli uomini che hanno attorno, quindi senz’altro anche lei , anche se non lo mostra, se è seria ed è rigida sotto alcuni aspetti della moralità.
Come tutte le donne penserà di avere alcuni particolari fisici desiderabili ed altri no, me ne accorgo  quando si  guarda allo specchio e non è mai soddisfatta di qualcosa, pertanto è nella stessa condizione loro, quindi devo trovare la persona giusta, un partnerche la corteggi e le faccia apprezzare anche quelli che crede suoi difetti, che abbatta le sue vergogne e le sue difese morali e la induca anche emotivamente a concedersi a lui.                                                                   Deve essere qualcuno che le piaccia fisicamente, la stimoli sessualmente e la conquisti mentalmente, perché conoscendola bene, lei cederà il suo corpo solo dopo aver ceduto la sua mente…e sentito battere il  suo cuore per lui .                                                                                  ”Riflettevo: ” Dovrà essere coinvolta emotivamente e sentimentalmente, se no non farà niente se non proverà anche lei desiderio, attrazione e un pò d’amore verso il  suo partner.
Sapevo cosa andavo incontro impostando il programma il  quel  modo, ma era l’unico per riuscire. “Certo sarà rischioso se si innamorasse. Ma penserò anche a questo… .”                               In fin dei  conti  mi  dicevo:” Anche mia madre era innamorata di Bruno, ma quando ha dovuto fare la sua  scelta, ha scelto papà, e devo fare  in modo che anche per lei sia così. Dovrò studiarla bene.”                                                                                                                           Anteponevo il fatto che mi  cornificasse, al suo amore per me, che ritenevo scontato, logico nei miei  confronti. Mi rendevo conto che quello che pensavo era pericoloso, unire il sessuale e il sentimentale assieme, spingerla io a provare  sentimenti con un altro uomo perchè potesse farci sesso, ma ero ormai in uno stato psicologico che posso dire che non ragionavo quasi più ed ero disposto a tutto, anche a modificare il suo amore per me, pur di  vederla chiavare con un altro.                                                                                                                                                                     Sapevo che non sempre era visibile e chiaro il limite che divideva il sentimento dal desiderio e che c’era il rischio di ritrovarsi in una situazione imprevedibile con lei innamorata di un altro .
E riflettevo  sempre: “E se in questo gioco, si innamorasse davvero dell’altro? “
Dovevo pensare anche a questo, calcolare bene rischi e benefici, ma quel pensare, riflettere e calcolare invece di farmi desistere mi eccitava enormemente. Il pericolo, la ricerca del metodo e del partner e i preparativi mi esaltavano. Il fatto che fossi io il regista di tutto, mi infervoravano ed elettrizzavano.
Pensai a lungo a cosa fare, mi posi tutti i problemi e le condizioni che potevo sfruttare e i
rischi che correvo nel giungere al mio obiettivo.
A mia moglie non potevo certamente dire di andare con un altro uomo e fare sesso con lui che io avrei guardato, sapevo che non avrebbe accettato niente di questo, la conoscevo bene e avevo paura della sua reazione e dovevo stare attento a farle richieste anomale, mi avrebbe certamente mandato al diavolo come minimo.Non avrebbe mai accettato quello che desideravo e piaceva a me ,il suo tradimento. Mai! Ma a un uomo si! Potevo chiederlo, di chiavare mia moglie che io avrei assistito di nascosto e lui avrebbe accettato.
Così a forza di pensare nelle giornate e nelle sere coniugali, mi resi conto davvero che l’unico sistema perchè lei mi tradisse e mi rendesse davvero cornuto consapevolmente di farmici, era che avesse un amante vero, all’insaputa di tutti, anche di me stesso. Solo in quel modo probabilmente avrebbe accettato di tradirmi con qualcuno e come si dice volgarmente avrebbe allargato le gambe, qualcuno che l’avesse conquistata, le fosse piaciuto e forse fatta innamorare.
La persona che immaginavo avrebbe dovuto essere confidenziale, corteggiarla, conquistarla e farla cedere moralmente e sessualmente a luim rendendomi cornuto. Non era facile da trovare, anzi  difficissimo era quasi impossibile per come era fatta lei, era un impresa titanica direi conoscendo mia moglie, la sua moralità e fedeltà.
Mi dicevo:
“ Deve essere qualcuno per cui provi simpatia e attrazione, che ne entri in amicizia e poi in confidenza e poi … .”
Subito pensai a qualche amico comune, ce ne sarebbero stati molti che avrebbero accettato volentieri di corteggiare e chiavarsi mia moglie, oppure qualche conoscente occasionale, come era l’amante di mia madre, altro non sapevo escogitare.
In una notte  a letto mentre lei  dormiva e io sveglio, provai a fare un exursus mentale sui possibili candidati, ma a uno a uno tutti i nostri amici e conoscenti li scartai per un motivo o per l’altro. Uno non le sarebbe piaciuto, con l’altro sarebbe stato troppo
rischioso e l’altro ancora se avesse parlato sarebbe stato lo scandalo.“
E ragionando al contrario mi chiedevo:
“ Lei accetterebbe di farmi le corna con un amico di famiglia? Se gli piacerebbe forse si …“  Mi rispondevo:”… o forse no …non è detto, è una donna particolare, con un amico sarebbe troppo compromettente, si sentirebbe a disagio e dovrebbe piacergli molto … .” Ma conoscendoli, già sapevo che ognunodi loro per lei aveva qualcosa che non andava e soprassedei a quell’idea.
Dopo alcune settimane e tanto pensare, mi ero ritrovato punto daccapo.
Avrei dovuto trovare qualcuno che non ci conosceva e la corteggiasse, ma chi? Chi??..Mi
ripetevo. Era comunque troppo rischioso parlare di queste cose anche con uno sconosciuto, ma qualche rischio ero ben conscio che avrei dovuto correrlo se volevo realizzare il mio desiderio.
La preparazione e ricerca mentale mi eccitava sempre di più e nella mia analisi la pensavo e immaginavo già con un altro anche se non sapevo ancora chi.

IL CANDIDATO( Amore e tradimento).  

In quelle notti pensose iniziai a riflettere  su cos’era l’amore e il tradimento…e a filosofarci sopra.
Forse potrà sembrarvi assurdo e da malato di mente ( ma vi garantisco di non esserlo assolutamente), ma l’immaginare di saperla durante il giorno insieme un altro a chiavare e poi alla sera rientrando a casa trovarla rilassata e appagata aspettandomi sorridendo e magari dandomi il bacino, mi esaltava e dava appagamento.
So che quella scelta che feci e situazione che seguì apparirà inaccettabile e perversa ai moralisti e a molti di voi che leggete, ma dentro ogni coppia o persona si creano degli equilibri e squilibri che altri e a volte la coppia stessa non possono comprendere.
Non sempre amare sessualmente vuol dire possedere fisicamente la persona amata. Per me amare sessualmente mia moglie significava far si che lei fosse posseduta da un altro e avesse un amante senza i rimorsi del tradimento, che conoscendola bene so che avrebbe avuto, e avrebbe provato sofferenza morale ,affettiva e psicologica nel tradirmi consenziente. E per questo non consideravo lei matura per un passo del genere, mentre io si , ero pronto anche visto l’esperienza precedente vissuta con mia madre.“
Riflettevo e mi giustificavo di quello che preparavo e desideravo fare, dicendomi:
“Purtroppo gli anni modificano sia fisicamente che psicologicamente la coppia e quindi capita chi in un modo o in un altro, in un lungo matrimonio come il nostro o come quello che aveva mamma, uno dei due non possa più rispondere alle naturali esigenze dell’altro. E’ normale” Mi ripetevo mentalmente continuando a pensare :
“La vita, è composta da una sessualità individuale anche se si è in due, ed essa è un diritto tanto come quella di coppia, un dovere naturale della donna come dell’uomo di viverla anche differentemente dal partner.  Se il compagno abituale o il marito non ha più i desideri
sessuali in modo convenzionale, o non si trovino più psicologicamente nel modo in cui farlo, non è giusto che uno dei due  si arrenda e si reprima, ma è giusto che provi a farlo in altri
modi e forme purché non violenti , anche coinvolgendo la moglie o il  marito  a sua insaputa.”
Mi giustificavo  come più di  vent’anni prima giustificavo mia madre.                                                    Mai avrei immaginato solo qualche mese prima di desiderare che mia moglie percorresse la stessa strada di mia madre. Di certo il mio amore per lei e per quello a cui anelavo, mi avevano indotto a fare delle scelte come quella di trovare per mia moglie, come fece mia  madre con mio padre una persona, che mi sostituisse sessualmente.
Certo, il rischio grosso era che si innamorasse, lei aveva avuto solo me come uomo, ero il suo primo e unico amore, ma ero deciso anche a correre questo pericolo.
Come l’amore, lo stesso mi chiedevo cosa fosse il tradimento dal punto di  vista filosofico, visto che anche mia madre aveva tradito mio padre .
Sapevo che il tradimento era una relazione sentimentale e sessuale con una persona diversa dal proprio marito o compagno di vita e all’insaputa di lui, e che nelle coppie il rapporto era caratterizzato dall’aspettativa di esclusività sul partner … .
E pensavo cercando di minimizzare a me stesso la portata di quel significato :
“ A me personalmente avere  l’esclusività sessuale su mia  moglie non mi interessava  molto, si  avevo avuto questa  convinzione fino a qualche anno prima, ma ora se avesse avuto un amante, non ero contrario, anzi per quello che anelavo io  era meglio.                                            Per alcuni il tradimento è un errore come gli altri, forse solo più difficilmente perdonabile perchè colpisce l’orgoglio e la fiducia personale e in un attimo fa svanire tutti i sogni che si erano costruiti e soprattutto la  esclusività.
Per altri può essere gioia ed esaltazione, come me che provavo esultanza ed eccitazione a pensarlo.
E comunque in tutte le coppie a tutte l’età e di  qualsiasi etnia o ceto sociale o  culturale in casi di mancanza d’amore o sesso, può essere facile cadere nella tentazione di tradire e se c’è desiderio carnale forte può succedere anche mentre si ama il proprio marito o compagno .”
A forza di leggere ed erudirmi con internet sapevo che chi tradisce è coinvolto o travolto da sentimenti molto forti e mi dicevo di mia moglie:
“Se accadrà, proverà senz’altro l’ebbrezza della passione, del piacere carnale, della trasgressione e del peccato, ma anche sentimenti di colpa, di smarrimento e si chiederà chi amare veramente ? E se fosse lui la sua scelta?? ”
“Nooo!!”Mi  dicevo sicuro di me:”” Non potrà essere quella, mi ama sempre!”                               Ma per motivare una sua possibile reazione non prevista mi difendevo mentalmente :
“Per me non sarà così come capita a molte  donne, io sono diverso, io voglio creare il tradimento di mia moglie,  realizzarlo e dirigerlo, non subirlo !”
Quel sogno d’estate in vacanza fu come una rivelazione per me e quello fu il punto più sconvolgente, perché il quadro della mia vita di coppia e del mio matrimonio non fu più lo stesso dopo di esso .
Ero ossessionato dal desiderio di  avverarlo e dopo la gli incontri con lo psicoterapeuta, e anche se fui critico verso me stesso presi la decisione della rottura con le convenzioni morali, famigliari  etiche e sociali e feci la scelta di provare e in un certo senso  tutto questo, essendo io a  crearlo, mi faceva sentire superiore agli altri  cornuti.
Ora vi chiederete che senso avesse tutto questo per un uomo felicemente sposato, con due figli e una moglie che gli voleva bene e vivevano tranquillamente?
Vi rispondo che non lo so!… So solo che era più forte di me, come una malattia, un morbocornudos , come diceva lo psicologo, una crisi d’astinenza di qualcosa di immaginario che avevo vissuto e desideravo ancora. Oramai dovevo assolutamente vederla chiavata da un altro uomo e poco mi importava se correvo il rischio che si innamorasse di lui. era calcolato anche quello e predisposto una soluzione . In quel momento scellerato in preda all’esaltazione non mi interessava, ci avrei pensato dopo.
Era una sensazione forte quella che provavo, fisica e cerebrale, una sindrome di tanti malesseri e desideri messi assieme che in alcuni momenti mi prendeva e stordendomi non mi lasciava più.
Per farvi capire com’ero, in quei momenti mi sentivo come un drogato in astinenza, un etilista con la voglia di bere che non può essendo senza alcol ; un giocatore d’azzardo che non riesce a smettere o più semplicemente come un fumatore che sta cercando di smettere di fumare, ma non ci riesce mai, ha sempre il desiderio e resiste, resiste , ma poi non resistendo più cerca la sigaretta, l’accende e la fuma con più rabbia e desiderio di prima . Così ero io in quei momenti, ossessionato da quella voglia, in astinenza del mio desiderio immaginario e mi esaltavo a pensarlo reale oppure se non ci riuscivo diventavo nervoso e scontroso, e tutto questo con mia moglie ignara.
Ci pensavo a casa, in ufficio, il giorno, la sera e la notte, e mi eccitavo di più, e la possedevo come sempre in silenzio, con foga, godendo tra noi e facendo delle meravigliose chiavate al pensiero che stavo cercando un modo perché al mio posto ci fosse un altro e lei mi tradisse e avesse un amante.

L’ANNUNCIO. 

Un giorno in ufficio, nei momenti vuoti del lavoro, cazzeggiando su internet dove mi erudivo e informavo su tutto quello che riguardasse il  mio desiderio virtuale, andai sul sito di annunci e inizia a scorrerli più per  curiosità che ricerca, era pieno di coppie, uomini e proposte strane. Osservai finché non ne lessi uno particolare e diverso dai soliti:” Vuoi vedere tua moglie corteggiata da un uomo a sua insaputa? Contattami, giocheremo tutti e due con lei, senza limiti.”
Restai sorpreso, e mi diede l’idea di come fare a trovarle il partner, l’amante giusto per mia moglie o almeno provare.
Certamente a quell’annuncio non risposi, ma mi aveva indicato la strada giusta su come fare e ne confezionai uno io personale, particolare adattato alle mie esigenze .
Ci studiai bene sopra, aprii un indirizzo email nuovo e dopo qualche giorno lo pubblicai sullo stesso sito:
“ Marito per la sua bella moglie 38enne, all’insaputa di lei cerca amico, per corteggiare e giungere fino dove le sue capacità lo conducono e lei concede. Si richiede pulizia, bella presenza, educazione e cultura. Per ulteriore notizie scrivere a … .” E seguiva l’indirizzo della mia nuova email creata appositamente per quell’annuncio.
Arrivarono decine e decine di email di tutti i tipi, di persone che non aveva nemmeno capito il senso di quello che chiedevo e si proponeva subito per chiavare, mettendo anche il numero di cellulare nella risposta e foto  della parte anatomica il  erezione. Con alcuni scambiai anche informazioni e prosegui, alcune mi inviarono le loro foto intere richieste e io ricambiai con una di mia moglie a viso coperto. Feci una cernita e alla
fine dopo qualche settimana e la mia selezione per corrispondenza, ne restarono tre.  Decisi di provare e ne scelsi uno, quello che oltre ad essere nella nostra città Genova , aveva anche i requisiti più simili al tipo d’uomo che piaceva lei, altezza, colore dei capelli ecc…, era del sud, calabrese per la precisione.
Mi incontrai dopo qualche giorno con questo tizio in un bar, nella mail si faceva chiamare Andrea ,aveva 44 anni , scuro di capelli , meridionale ed era diplomato . Avevamo già discusso in una decina di email, ma ora averlo fisicamente davanti a me in un bar, mi faceva un certo effetto il futuro potenziale amante di mia moglie, l’uomo che  l’avrebbe chiavata. D’aspetto mi piaceva, vestiva bene e giovanile, e dopo averlo scrutato bene con attenzione, e averlo sentito parlare  saggiando la  su a cultura, mi  piacque come persona, era abbastanza colto e lo considerai degno di poter  chiavare mia moglie se ci  fosse riuscito, inoltre aveva le caratteristiche del tipo d’uomo che piaceva a lei, scuro di  capelli e questo voleva dire molto.
Ci rivedemmo altre volte, sempre nel bar per  conoscerci di più, e nel discutere con lui capii subito che era uno che sapeva il fatto suo .
” Sei cuckold?” Mi chiese .
“ No !!” Risposi subito dicendo la verità:” Mi eccito a vederla con un altro ma voglio che lei non lo sappia , non lo accetterebbe .”
“Lo hai già fatto altre volte? “ Domandò.
“No!! E’ la prima volta !” E posi le mie condizioni mentre lui sorrideva.
“ Io ti presenterò come un vecchio amico che non vede da tempo e farò in modo di creare le condizioni perché vi vediate in seguito e facciate amicizia , ti parlerò di lei, ti dirò cosa le piace e non le piace, com’è di carattere e alcuni nostri piccoli segreti. Tu dovrai corteggiarla educatamente, non importa quanto tempo ci  vorrà, anche dei  mesi… l’importante è che riesci  nell’intento.
Lei è laureata!” Lo informai:” E’ insegnante precaria di lettere in un liceo scientifico qui di  Genova e di carattere serio e moralista, è cattolica e a volte alla domenica mattina va a messa. Abbiamo due figli grandini, dieci e otto anni, maschio e femmina, ma non dovrai mai corteggiarla davanti a loro. I figli non ci dovranno mai essere quando ci incontreremo tutte e tre!” Feci una pausa e lui rispose.
“In quello che chiedi e proponi ci deve essere molta complicità tra te e me e anche forte e intima lo sai?! Non è solo una chiavata , ma quasi un convivere sociale e famigliare.”
“Certo !!” Risposi:” Per questo voglio sapere di te , chi sei , che lavoro fai e altre cose e se
non accetterai questo scambio di informazioni reciproche personali verificandole , non si farà niente, visto che io ti dovrò confidare le mie intimità e quelle di mia moglie .”
“Si certo lo capisco, quello che chiedi tu è molto intrigante e diverso dal solito e mi piace, mi eccita, anche se i tempi  saranno lunghi. Posso vedere una fotografia di tua moglie a viso scoperto ? Ne hai ?!” Chiese.
Esitai un attimo, poi presi lo smartphone lo accesi e cercai alcune sue foto che era sola e gliele mostrai.
“Sembra una bella donna!” Mormorò guardandole.
“Lo è!” Replicai fiero .” Non è una strafica, ma è una bella signora di  buoni  principi, mamma e moglie esemplare.“
“Sono quelle che mi piacciono di più!” Replicò lui con un sorriso.
Dopo aver vinto la diffidenza reciproca, tutte e due eccitati dalla nuova situazione di quell’incontro, entrammo più in confidenza.
“Va bene accetto !! “ Esclamò bevendo:” Possiamo entrare nel merito e sentirci al cellulare e rivederci ancora, io intanto ora ti dico qualcosa di me!”
“ Mi chiamo Marco e non Andrea, sono calabrese e geometra e lavoro da qualche anno in una piccola impresa di costruzioni che prende lavori in sub appalto e gira il nord Italia e ora siamo qui in città per un certo periodo, poi ci sposteremo di nuovo e andrò via.”
“Quindi sei di passaggio?” Domandai .
“Si sarò qui finché la ditta resterà e avrà lavoro, sei mesi ,un anno, forse più non so, poi ci sposteremo dove c’è nuovo lavoro.
Tutto sommato mi veniva bene, sarebbe restato il tempo che mi serviva e poi sarebbe sparito e anche se lei  si  fosse invaghita, lui poi sarebbe dovuto partire e sarebbe restata con me , come mia madre con mio padre.
“Sei sposato?” Chiesi .
“Lo ero, sono separato da cinque anni e ho una figlia di dieci anch’io che vive con la mamma. E prima che io gli chiedessi  mi rispose:” Lo trovata a letto con un altro”.
“Ahh… mi spiace!” Dissi.                                                                                                                                     “A me no! Era una troia, come tutte le donne.”                                                                                        Intuii che aveva una strana concezione delle donne, che non le considerava molto e domandai:“Perchè lo fai? Mi hai scritto che hai già avuto varie esperienze con gli annunci ?”
“ Lo faccio perchè mi piace chiavare, soprattutto le mogli degli altri mentre i mariti guardano, farli cornuti e ti anticipo che per me le donne sono tutte stronze e puttane anche se alcune le rispetto!”
Sorrisi alla sua schietta battuta e lui proseguì:
“Ho avuto altre esperienze con mariti cuckold e gli ho chiavato le mogli, sia in auto che in appartamento con loro consenzienti mentre lui  seduto guardava e si masturbava, sono stato anche con trans, c’è ne di belli e femminili e non li disdegno e mi piace il culo, indipendentemente che sia femminile o maschile. ”
Restai stupito dalla sua sincerità e dalle sue ultime informazioni, ma non mi importavano i suoi gusti sessuali, ne la considerazione che avesse delle donne, anzi meglio…  significava che  oltre che  chiavarla, non avrebbe legato con lei. Per me lo scopo era un altro.
“Comunque mia moglie non sa niente e non lo deve sapere.” Lo informai:” Io ti aiuterò in tutto, ma voglio chiarire alcune cose.” Precisai.
“Primo, mi dovrai informare giornalmente di tutto quello che farai con lei, del modo come la corteggerai a come reagirà, cosa direte e di cosa parlerete. Se lei non vuole essere corteggiata dovrai lasciare perdere tutto e subito e non insistere ! …Capito!? ” Dissi serio.
“Certo !” Rispose lui :” Non mi va neanche a me d’insistere con una che non ci sta  o  non vuole fare qualcosa, so come sfogarmi … .”
“Poi io dovrò essere sempre presente quando ti accoppierai a lei , sempre!… Sia chiaro! E sarò nascosto, lei non lo saprà!” Specificai.
“Ok, anche questo va bene se piace a te… .”                                                                                                 “E poi un altra cosa importantissima. ” Aggiunsi. “Se ci riusciirai, dovrai chiavarla sempre con il  preservativo, sempre… ripeto, senza non si fa  niente. Primo perchè non prende contraccetivi , ne pillola ne ha altri dispositivi meccanici ed è ancora in età feconda e non vorrei che succedesse qualcosa, e poi per igiene, per prevenire eventuali malattie.”
” A parte che non sono malato… .” Rispose infastidito:”..e per il fatto che potrei mettertela  incinta stai pure tranquillo, ne ho già una figlia e mi basta. Comunque anche se a me piace farlo senza perchè sento di più il calore della figa, non importa faremo come vuoi tu, metterò il preservativo.“                                                                                                                                                      Lui aggiunse all’improvviso. “Tu hai un posto dove farlo in modo che tu possa assistere nascosto ?”
Purtroppo non l’avevo, casa dei  nonni era affittata e vedendo la  mia  titubanza subito rispose:“Se vuoi si potrebbe fare a casa mia?…Qui ho un appartamentino in affitto che mi passa la ditta , dove vivo solo, ho già portato altre donne e coppie cuckold. Se tutto riuscirà e avverrà , potremmo farlo li, è sicurissimo, ti darò le chiavi, potrai entrare prima e nasconderti in salotto o nello sgabuzzino, oppure entrare dopo quando noi saremo già dentro a letto .” Aggiungendo :
“Per sicurezza se dovremo incontraci il pomeriggio come vuoi tu , lascerò tutte le tapparelle giù, anche quelle della camera, la luce accesa e la porta socchiusa, così potrai osservare comodamente e tranquillamente dal corridoio nel buio senza essere visto . “
Riflettei:“Di questo ne parleremo dopo!” Dissi.
“Va bene, quando vuoi te lo farò vedere l’appartamento , così lo studi e sceglierai dove vuoi metterti… .” Mi invitò.
Dentro di me ero felice , contento anche se non lo  mostravo, avevo trovato la persona giusta, aveva anche l’appartamento, ora si trattava  di organizzare e iniziare.
“Però anch’io ho delle condizioni e come te voglio essere chiaro subito.” Dichiarò all’improvviso.
“Sentiamo!!” Lo esortai interessato:” Esponile!”
“Non riguardano tua moglie…” Precisò:”… ma la mia vita, visto che le  cose  con lei andranno per le lunghe, mesi se si riuscirà! Voglio che sia chiaro che io continuerò a frequentare coppie cuckold quando mi capiterà, e andare a puttane  anche nel periodo che corteggerò e frequenterò tua moglie, visto che io  mesi senza chiavare o inculare non ci sto!!” Esclamò deciso.
Restai sorpreso , chissà perché pensavo d’avere l’esclusiva su di lui, invece… .
” Ma i trans e le  puttane no però!” Lo avvisai.
“Anche quelli se mi capitano e mi piacciono, potrei mentirti, dirti di no che non ci vado e
incontrali lo stesso, invece sono onesto e corretto nei tuoi confronti e te lo dico prima !”
Esclamò.
Riflettei e dopo avere esitato un momento accettai.
“ Va bene! “ Risposi : “Intanto la chiaverà con il preservativo …” Pensai :”…e anche se chiava qualche altra donna non importa !”
Il sapere che Marco chiavava le  puttane e avrebbe chiavato mia  moglie come faceva con loro, inspiegabilmente mi eccitava. Quel giorno ero tanto eccitato e felice di aver trovato il partner di mia moglie, che al rientro a casa mi masturbai in bagno immaginandomi già tutto. Sapevo che non era facile ed eravamo solo all’inizio, che era stato fatto solo un piccolo passo, ma ero contento di aver trovato la persona adatta e mia complice, ora si
trattava solo di iniziare, ed era tutto così esaltante, eccitante.
Subito lui accettò quasi tutte le mie richieste:” Si si!! Si si!! Si si!!” Disse . Poi nel corso dello svolgimento dei fatti non le mantenne o meglio le modificò, ma leggerete in seguito di questo.
Ci furono vari incontri tra me e lui, al bar o passeggiando, chiacchierando di lei su cosa e
come fare. Accettavo i suoi consigli di esperto anche sul come fare e diventammo più confidenziali e complici.
Quando venne il giorno lo informai,sarebbe stato un sabato.
“Domani andremo al centro commerciale, fatti trovare al piano superiore vicino all’entrata della  coop e quando mi vedrai passare mi chiamerai e fingeremo come d’accordo che è tanto tempo che non ci incontriamo … tu mi dirai le cose concordate e io risponderò come d’accordo… .” Aggiungendo:
“Mi raccomando con Francesca, Marco! Fai attenzione è furba e intelligente…e cerca di fare colpo su di lei… .”
“Stai tranquillo, ci riuscirò !” Quella sua sicurezza mi tranquillizzava.

LA CONOSCENZA. 

Quel giorno ero teso ed agitato, mi batteva il cuore fortissimo. mi rendevo conto di quello che
stavo facendo e che poteva essere un inizio o una fine.
Io e mia moglie entrammo e salimmo al piano superiore , lo vidi da lontano e mentre lei era
davanti a me gli feci un cenno e iniziò a chiamarmi “Paolo! Paolo !!”Finsi di non sentire e si
voltò lei:
“Ti chiamano!” Disse. Allora mi voltai e lo vidi arrivare sorridendo .
“Non ti ricordi più di me??” Chiese . Finsi di guardarlo un attimo ed esclamai:
“ Marco !!… Ciao! …Quanti anni è che non ci vediamo?”
“Parecchi !!” Rispose lui ,mi strinse la mano e mi diede una pacca sulla spalla.
“Ma che fine avevi fatto ?” Domandò.
“Da Genova in quegli anni mi ero trasferito al sud con i miei, ma ora sono di nuovo qui ! Sono
tornato nella nostra bella città a lavorare.”
“Ah bene !! Così avremmo la possibilità di incontrarci ancora e chiacchierare un po’!” Esclamai.
“Certo !!” Rispose lui . Sembrava una scena di un film tanto era recitata bene.
Mia moglie ferma ascoltava in silenzio , poi mi voltai e gliela presentai:
“ “Questa è mia moglie!”
“Piacere Marco!” Disse.
“Piacere Francesca !” Rispose.
“Però che bella signora tua moglie !” Esclamò sorridendole.
Mia moglie rispose con un grazie e un altrettanto sorriso di educazione .
“Ma venite beviamo qualcosa assieme!” Ci invitò. E ci sedemmo in un tavolino di un dehor
poco distante all’interno del centro commerciale a prendemmo tre caffè!
“E tu sei sposato o sei sempre uno scapolone?” Gli chiesi.
“No… sono un scapolone ! Sai ,io non ho trovato una donna bella e sicuramente buona come tua moglie.” Disse sorridendo, seguitando mentendo:” Convivevo con una ragazza ,ma poi ci siamo lasciati.“
“Figli ne hai ?… Noi due ragazzini !” Lo informai io.
“No! Niente figli . Ora mi dedico al lavoro … .” Rispose.
L’incontro era riuscito alla perfezione ,ed era eccitante quella situazione , quel gioco all’insaputa
di mia moglie che ci guardava ignara . Io mi sentivo elettrizzato nel vederli per la prima volta
vicini guardarsi e parlarsi , immaginando e sperando che presto quella vicinanza casuale
diventasse intima. Lui esperto di incontri con coppie , sapeva gestirsi e controllarsi.
Parlò un po’ con me e un po’ con mia moglie , poi ci salutammo, con l’intenzione di rincontrarci
ancora.
“ Certamente… oramai sono qui in città e ci incontreremo ancora ! La saluto, buonasera
Francesca!” Disse rivolto a mia moglie.
“ Ma che buonasera ! Che lei. !!” Esclamai io:” Dalle pure del tu, sei un mio vecchio amico e lei
ti è amica.” Precisai.
Mia moglie annuì e lui salutò stringendole ancora la mano e sorridendo:
“ Va bene allora ciao Francesca … .” Lo interruppi: “ Francy per amici e conoscenti, vero
amore?”
“Certo !”
“ Allora ciao Francy ci rivedremo!” Esclamò.
Lei ricambiò il sorriso e il saluto.
Quando fummo soli mi chiese di questo amico che lei non conosceva.
“Non mi avevi mai parlato di lui! Chi è? ” Domandò.
Le raccontai un sacco di balle che avevo concordato con Marco per dire la stessa cosa se
l’avesse chiesta , senza smentirci.
“E’ un vecchio amico d’infanzia emigrato dal sud con i suoi che lavoravano qui …” Dissi:”…abitavano qui in città, giocavamo assieme a pallone, eravamo come fratelli, poi verso i
18 anni è partito ed è ritornato giù nel sud e non lo più visto per venticinque anni, ed ora
eccolo qui , che sorpresa !” Esclamai fingendomi felice.
Sorrise e accetto quello che gli dissi, ci credette. Il primo passo era stato fatto, il contatto
c’era stato, il resto sarebbe stato più facile e dipeso da lui che continuavo a contattare al
cellulare o incontrare giornalmente e a informare sulle preferenze, gusti e tutto quello che poteva essere utile su mia moglie .
Quando sentii  Marco la sera stessa, mi sembrava anche lui  soddisfatto di mia moglie, mi disse: “Sai  mi  piace, è un bel tipo di donna Francesca, te la chiaverò volentieri !”  Affermò ridendo.       Passarono alcune settimane, con noi che ci  incontravamo e relazionavamo  giornalmente con messaggi o di persona al  caffè.

Come in gran parte dei matrimoni la nostra vita coniugale era diventata abitudinaria e noiosa e lui si pose educatamente e rispettosamente tra noi, con lei come persona interessante, con una vita passata ricca di emozioni e che faceva cose sempre diverse, sul lavoro, nello sport e nei suoi interessi sociali, cercando di stuzzicarle fantasia.
Era informato da me, che Francy aveva una vita sessuale poco appagante e accelerò con il contatto fisico casuale, con i giusti segnali  e linguaggio del corpo e degli occhi e dei suoi sorrisi, per farle capire che come donna le piaceva ed era interessato realmente oltre all’amicizia famigliare, a lei, anche se era la moglie di un suo vecchio amico; e lo faceva sfiorandole la mano e guardandola negli occhi, o appoggiandola casualmente sulla sua schiena nuda al mare e fingendo di  muoverla accidentalmente accarezzandole la pelle, o quando per qualche cortesia le dava la precedenza ad entrare o uscire da un locale, facendole sguardi e sorrisi espliciti, ma sempre con educazione.
Ci sapeva fare, si mostrava sempre sicuro di se e dava sicurezza anche a me, era giocoso e divertente, una personalità forte. Rideva e scherzare ovviamente con qualche presa in giro. Con il  tempo  incontrandoci spesso tutti e tre, per  forza di  cose amichevolmente accade anche con ci  furono i  nostri  figli che conobbe qualche mese dopo, quando lo invitammo in pizzeria con noi e Francesco con un sorriso  gliele presentò.
Francesca dopo il parto aveva preso qualche chiletto, che con la seconda gravidanza  non gli erano più andati via e aveva  iniziato a non sentirsi più attraente come in passato, aveva un po’ di pancetta, il seno che aveva nutrito  tutte e due i nostri figli  era leggermente cadente per l’allattamento, ma sempre bello, erotico e pieno, con un
sedere cresciuto negli anni di forma e di volume ma proporzionato al corpo, di cui se ne
vergognava dicendo che era grosso, ma non era vero.
Lui le faceva capire che era attraente e le diceva che la trovava affascinante e glielo esponeva in maniera carina nei discorsi e nei paragoni che faceva con lei e che poi raccontava a me telefonicamente alla sera. Devo dire che era un adulatore, ci sapeva fare  davvero, probabilmente il gioco di conquistare mia moglie piaceva molto anche a lui, perchè la vedeva così seria e pulita moralmente e voleva sporcarla, corromperla, più di  me, ma questo lo capii  dopo e tardi. Con lei  la corteggiava ed era dolce, anche se con le mogli di altre coppie aveva approcci diversi, direttamente sessuali e volgari, per non parlare poi delle puttane a pagamento che frequentava.
“Hai due occhi stupendi !!” Solea ripetergli quando io non ero con loro o non potevo ascoltare.
Io al contrario di lui in casa alla sera o in bagno le facevo perfidamente notare e pesare in modo negativo i suoi cambiamenti, anche se lo dicevo con il sorriso e scherzando. Come tutti sanno il vero problema delle donne è il sedere ed è li che iniziano ad essere complessate e io perfidamente glielo facevo notare, mentendole, dicendole che era diventato grosso e molle, facendola imbarazzare e qualche volta anche incazzare dandomi dello stupido perchè era educata, se no  mi  avrebbe detto che ero uno stronzo… .
Subdolamente Marco iniziò a creare anche un attrazione sessuale verso di se e a farle dei
complimenti sinceri. Quando c’ero io poco distante, fingevo di non vedere che mentre
parlavano, lui la fissava dritto negli occhi imbarazzandola per poi lei girarsi verso di me e sorridermi affettuosamente.
Nel tempo iniziava a non essergli indifferente la vicinanza di Marco e questo l’ho capii con il passare dei mesi, quando gli sguardi lasciarono il posto alle parole e ai sussurri nascosti, incominciando a osservarsi in modo diverso; a volte con gli occhi di chi non aspettava altro di guardarsi. Mentre davanti a me lo ignorava e gli sorrideva a malapena.                                              Nel mio piano su  consiglio di Marco, programmai anche l’astinenza sessuale di mia moglie, in modo da indurla di più al desiderio carnale e facilmente a concedersi a lui. D’accordo con lui informandolo del  momento, per riuscire meglio nell’intento i rapporti sessuali con mia moglie li ridussi di molto, nonostante lei mi cercasse.
Iniziai a chiavarla meno, non facevamo più nemmeno la chiavatina del sabato sera, i nostri rapporti divennero molto distanziati tra l’uno e l’altro, da una settimana a dieci, a quindici giorni, fino al mese e più, con lei che a volte le facevo credere che avevo voglia e la scaldavo sessualmente con le mani accarezzandola sulla pelle e sulla figa, lasciandola poi quando era ben calda ed eccitata a metà, piena di desiderio, adducendo motivi vari. Io invece  a sua insaputa  mi sfogavo masturbandomi, lei no, strano ma vero, non si era mai  masturbata nemmeno da ragazza e cresceva di più il suo desiderio carnale, lo capivo da come mi guardava alla sera  o  come si  metteva vicino a me a letto strusciandosi, dicendomi :” Mi  massaggi!”           Ero arrivato al paradosso che  godevo di più a masturbarmi e  pernsarla chiavata da  Marco, che chiavarla io.
L’astinenza sessuale  scaturì in lei un cambio di comportamento, non riuscendo più a soddisfare le sue voglie matrimoniali e l’indusse ad accettare le lusinghe di Marco, i suoi sfioramenti e sguardi, non solo sotto l’aspetto amichevole, ma anche in altro modo. Ma di questo ne parlerò in seguitò.

LA SEDUZIONE.

Non perdevo occasione di far sapere a Marco dove andavamo o dove andava lei da sola,
parrucchiere, spesa,quando usciva da scuola finito di fare lezione e altro durante la giornata, dimodochè la incontrasse  e fingesse di incontrarla per caso, e chiacchierasse con lei, la corteggiasse e anche che la invitasse a bere qualcosa in qualche bar.             Tutto proseguì bene nelle settimane successive, al punto  che lui in un momento dei nostri incontri riservati al  caffè, mi disse ridendo che aveva iniziato a dirle frasi audaci e provocanti:” Fanno sempre effetto con le mogliettine e le mamme per bene .”
Battute stupide ma che a una donna stressata fanno sempre effetto, del tipo :
“ Paolo è fortunato ad avere una donna come te!” E a  volte sorrideva e altre rispondeva :
“Lui non la pensa come così !” Oppure :
“Se avessi accanto una donna come te non potrei desiderare niente di più bello al  mondo ! ” O ancora ” Starei delle ore a guardarti e ad ascoltarti, a sentirti raccontare di te, dei tuoi progetti e dei tuoi desideri e sentire la tua voce .” O ancora :” Hai qualcosa che non ho mai trovato in nessuna donna finora… e ne ho avute molte credimi. ” Aumentando la sua curiosità e coinvolgendola :
“Che cosa ho??” Domandava interessata e sorridente lei. E lui le rispondeva qualche stupidaggine, che per le orecchie di una donna corteggiata faceva piacere.
Erano complimenti che non pensava veramente e che le diceva a tutte le donneche corteggiava e me lo diceva sinceramente, ma che avevano la facoltà di farla sentire bella, attraente e desiderata e soprattutto unica, giovane e molto importante per qualcuno. Lui!
Tutto quello che faceva in quel periodo quando ci incontravamo o si incontrava con lei falsamente casualmente era di conversare con lei, farla sentire ascoltata e capita e conoscerla di più, facendosi in questo modo apprezzare ogni giorno di più.
Nello svolgere e nell’attuare quello che era il mio desiderio, se ne evidenziavano altri che con quello accaduto a mia madre non avevano nulla a che fare, ma che purtroppo nascevano e scoprivo in quei momenti vivendo quella siituazionee mi prendevano sempre più, come il desiderio assurdo e strano di vederla, lei sempre determinata e risoluta, sottomessa a lui fisicamente e psicologicamente e poco mi importava se per realizzare quello dovesse farla innamorare di lui. Mi ripagava immaginarla assoggettata a Marco sentimentalmente e soprattutto sessualmente, come era mia madre con
quell’uomo, Bruno.
Come scrivevo sopra, avevo calcolato e pensato anche a quel contesto se si fosse innamorata di lui, ma ero abbastanza tranquillo per due aspetti, il primo perchè pur essendo una bella signora non era il tipo di donna che piaceva a Marco, per lui come aveva già detto, le donne  erano tutte puttane solo da chiavare e basta, e anche mia moglie rientrava in questo profilo, il suo interesse per lei  adifferenza del mio che era un qualcosa di interiore,  era di conquistarla e divertirsi, forse renderla disinibita e chiavarla un po’ per poi lasciarla nuovamente a me. Non le interessava altro che
spassarselai con lei, fare porcate…e quindi mai e poi mai , a detta da lui, me l’avrebbe portata via.
Il secondo aspetto erano i figli, io e la famiglia e anche se si fosse innamorata, per loro non sarebbe mai andata via da me, da noi, perché avrebbe significato distruggere la famiglia e non l’avrebbe mai fatto …e poi c’era la nonna, sua madre che avrebbe disapprovata e un terzo aspetto era quello che se fosse accaduto ne avremmo parlato civilmente  e a una sua confessione  dopo avermi fatto vedere colpito e  soffrire distrutto, l’avrei perdonata per aver preso una sbandata per il mio amico …si sarebbe modificato il nostro rapporto sentimentale, ma saremmo restati sempre assieme ed era quello che mi interessava. E poi avremmo visto il seguito come evolveva.
Per lei essendo una donna comune e normale come altre centinaia di mamme e mogli, sarebbe stato più facile cedere e accettare le sue avances, il suo corteggiamento, visto che nessun uomo lo aveva mai fatto a parte me da giovane.
Marco aveva iniziato a farla sorridere e metterla di buonumore…iniziò così ad accendersi nei suoi occhi quella luce che si era spenta con me nella routine e nell’abitudinarietà coniugale e quotidiana … e iniziava a sentirsi desiderata, viva e donna.
Ebbe la capacità di farla sentire importante, giovane e bella. Erano mesi che non le facevo un complimento, da quando avevo iniziato quello stupido gioco e lui per abbassare le sue difese morali e famigliari la mise al centro delle sue attenzioni.
Ma per forza di cosa i miei piani si dovettero modificare, come dicevo sopra incontrarla sempre sola non era possibile, e  anche quando ci incontravamo tutte e tre eravamo  in genere c’erano i ragazzi con lei o con noi e quindi per allargare le possibilità di tempo per stare con lei, dopo un incontro discussione a casa sua ,concordammo che avrebbe potuto farsi avanti anche quando eravamo con i ragazzi o lei era sola con loro, ma facendo attenzione, mai avrebbe dovuto corteggiarla davanti a loro , ma solo farsi vedere, stare un po’ assieme chiacchierare come veri amici. Così gli incontri con Francesca divennero più frequenti quasi giornalieri.
Devo dire che ci seppe fare anche con i miei figli, giocava con loro e si rese simpatico.
Feci in modo che per un gattino che lui regalò ai ragazzi, mia moglie gli desse il suo numero di cellulare in caso ci  fosse stato  bisogno di  qualcosa di  veterinaria, vaccini ed altro, e così iniziò a inviarle messaggi ed emoticon, da prima simpatici e scherzosi e poi
sempre più audaci fino a vere e proprie frasi d’amore.
Un giorno che la chiamò mi disse cosa avevano detto:
“Ciao Francy!” Iniziò lui
“ Dimmi Marco!” Rispose lei.
“Niente!!”
“Come niente?” Chiese probabilmente curiosa mia moglie.
“ Volevo solo sentire la tua voce!”
Mi disse che lei rise ed esclamò emozionata:” Oddiooo!!! Davvero!??” Come era suo solito esclamare  in particolari momenti d’imbarazzo o di stupore e me la immaginai rispondere a lui, e da quel giorno iniziarono a scambiare messaggini stupidi, che regolarmente lui mi inviava e mi faceva leggere con il copia incolla,  dove lui  diceva delle stronzate riguardanti  il cielo azzurro e il sole, i  suoi occhi mentre  pensava a lei …che l’aveva sognata e il suo  cuore batteva per lei, e altre cose del genere, con la raccomandazione di non dire niente a me se no avrebbe rovinato la nostra amicizia, ma non riusciva a tacere perchè era più forte di lui , era la verità e doveva dirglielo. E anche lei iniziò a inviarli messaggi con doppio senso, dicendo che lo pensava quando era sola e che quelle parole e frasi le facevano piacere anche se si  sentiva confusa e imbarazzata a comportarsi in quel  modo.
Per il suo carattere e sincerità, la fiducia, la sua educazione e l’amore che c’era tra noi, mi stupì che non mi disse che Marco la corteggiasse, mi ero preparato a rispondere qualcosa se lo faceva, ma invece lo teneva come un suo segreto.
Quel nascondermi il suo corteggiamento fu l’avviso della sua  predisposizione, il suo primo cedimento alla sua tentazione e a lui, l’albore del suo futuro tradimento e la nascita delle mie cornam che salutai con amarezza, soddisfazione ed eccitazione.
Come dicevo sopra i rapporti sessuali con lei si erano diradati al massimo quasi uno al mese e questo fu importante e di molto aiuto perché lei ne aveva desiderio e mi cercava, ma io la scaldavo e allontanavo, e  fui perfido fino in fondo, per far si  che  avesse del risentimento verso me , avevo scelto come motivazione il fatto che in quel periodo non mi attraesse più come prima, che fosse meno bella,rendendola triste, ma dandole l’istinto di guardarsi attorno.
“ E’ così Francy, non so nemmeno io perché, forse mi passerà ma ora… .Tu sei cambiata
fisicamente sei un po’ ingrassata e sessualmente non mi attiri più come prima … .”
“Che ci posso fare io?! Rispondeva demoralizzata.
“Nulla!” Dicevo:” Non fraintendermi, ti amo sempre e ti voglio un bene dell’anima , ma non mi attrai più sessualmente, sei diversa… forse tra qualche tempo mi passerà , sarà una fase che capita agli uomini, ma ora è così, ti vedo differente !!”
“Sono brutta?” Mi chiedeva seria e io scherzando rispondevo :”Si!” Salvo dopo abbracciarla e stringerla :” Ma io ti amo anche se sei brutta!” Dicevo.
“Stupido !” Rispondeva sorridendo ma toccata nell’animo e nella vanità.
Devo dire che nonostante le mie indifferenze su di lei, da brava moglie cercò sempre di
aggiustarle passandoci sopra e continuando a cercarmi carnalmente.
Ero l’alter ego di Marco, lui la decantava, le diceva che la desiderava, che era bella, bellissima per lui , che amava le sue forme e le faceva i complimenti per come vestiva, accorgendosi anche dei particolari, come gli orecchini colorati o la catenina diversa o i fiocchetti… se era stata dal parrucchiere, e io che quasi non mi accorgevo di lei in quel periodo, ignorandola, era il classico pre adulterio da manuale. Un pomeriggio passeggiando, Marco ci  fece vedere  il  palazzo dove abitava, facendo segno con la mano qual’era il  suo portone e in alto  le sue finestre. “Io sono al  terzo piano! Disse:” Se vi  capita  di  passare  di qua  citofonatemi , c’è scritto Marco Verde. Verde è il  cognome, venite  pure a trovarmi a casa mia, ora sapete dov’è!” E sorrise guardando Francesca.

L’INIZIO.

A questa nostra crisi coniugale e di rapporto intimo voluta da me, si aggiungano le
preoccupazioni e gli impegni per i figli, lo stress del lavoro, l’insofferenza di non piacersi e sentirsi sempre non bella. Tutte queste cose miscelate assieme, fecero in modo che lei a un certo punto vedesse in lui, una sorta di valvola di sfogo, una persona con cui parlare, che l’ascoltava e l’aiutasse a evadere momentaneamente dalla vita famigliare di tutti i giorni, dai pensieri, dai problemi e in  un certo senso  anche da me in quel periodo, e questo nei mesi, la indussero a vedere Marco in modo diverso, a volte fino a mentirmi (e non l’aveva mai fatto), dicendomi che non lo aveva visto quel  determinato giorno, mentre sapevo che si  incontravano e prendevano anche il caffè insieme, visto che mi  informava lui alla sera.
Anche se mi dispiaceva vederla comportarsi così nei miei  confronti, quel  suo  mentirmi lo presi  come una circostanza positiva per  quello che anelavo, se mi  mentiva era segno che inconsciamente era  quasi pronta a fare qualcosa che io non dovevo sapere.                                    Il primo segnale che mi fece capire  che era possibile che tutto quello che avevo programmato si stava avverando, fu quando una sera Marco mi disse al cellulare, che le aveva sfiorato la mano guardandola negli occhi e lei non gli aveva detto nulla, ma si era voltata imbarazzata, lasciando che lui continuasse ad accarezzarle le dita.
“Ci siamo!” Mi informò :” Le ho preso la mano glielo accarezzata e tenuta stretta per molti secondi nella mia, senza parlare e senza che lei la togliesse, guardandola negli occhi.”
“Non ha detto niente?” Chiesi.
“Era imbarazzata, si vedeva in viso che era arrossita, probabilmente aveva vergogna e timore, solo dopo la fatta scivolare lentamente via dalla mia. Per me è un buon segno e stimolo per provare di più, credo che siamo arrivati alle fasi finali.” Disse informandomi sul suo modo di vedere la situazione.
“Va bene, fai tu che sei più pratico di me, ma tienimi informato!” Risposi, non senza un pizzico di dispiacere.
Oramai non serviva più che io gli dicessi dove andare e a che ora, conosceva i suoi movimenti  e orari, sia quando era sola che con i ragazzi …glielo diceva lei e gli incontri con lui oramai erano diventati giornalieri e non più casuali.
Fu due giorni dopo quella telefonata, mentre ero in ufficio, che sentii il fischio di un sms nello smartphone.
Ero impegnato con un cliente e non guardai, lo feci dopo quando fui solo, mi sedetti sulla
poltroncina girevole, lo guardai e vidi che era lui.
Lo aprii e lessi: “Fatto!!… Lo baciata, ci sono riuscito!” E una faccina di emoticon sorridente che mi strizzava l’occhio.
Mi prese una morsa al cuore di tristezza a leggere quel  messaggio, in fondo era mia moglie da 15 anni , la madre dei miei figli…., Avvertii un misto di gelosia e contentezza che l’avesse baciata un altro uomo. Il cuore mi batteva forte e volli sapere di più:
“Ma l’hai baciata in bocca?!” Scrissi e inviai subito.
Poco dopo un nuovo fischio:” Si! Lò limonata con la lingua dentro la bocca!” A leggere quel messaggio mi venne l’erezione, l’aveva limonata, c’era stata.
Un altro fischio seguì quasi subito il precedente:” Sei contento? Le cose stanno andando come programmate!” E un emoticon di un pugno con il pollice alzato in segno di vittoria.
“Subito curioso ed eccitato scrissi: “ Ma lei.. cosa ha detto? … Cosa ha fatto? Com’è avvenuto?”
Poco dopo altro fischio:” Eravamo soli nel posteggio vicino ai giardini, l’avevo accompagnata a prendere l’auto, ero dietro lei e mentre apriva la portiera mi sono avvicinato lo presa per le braccia e all’improvviso girata verso me e baciata subito sulle labbra, poi vedendo che non resisteva e non me lo impediva spinsi la lingua dentro la sua bocca dischiusa e contro la sua e iniziai a limonarla ricambiato. Anche lei  mi baciava . E’ stato un po’ come nei film e lei sorpresa e ferma, subito si è lasciata baciare e poi a ricambiato muovendo la sua lingua contro la mia. Quando mi sono staccato, mi ha guardato, era rossa come un peperone in viso e si osservava in giro preoccupata per vedere se c’era qualcuno che ci avesse visti baciare, ma non c’era nessuno, eravamo riparati dalle altre auto .”
“Ma vicino ai giardini è successo?” Scrissi ancora .
“Si!… Ma tranquillo non c’era nessuno eravamo soli, se no non lo facevo… .” Rispose.
Ci fu una pausa e arrivò un altro messaggio esultante e vittorioso da parte sua:                                 “Non te l’aspettavi eh!!”
“No!” Risposi sinceramente con un po’ di dispiacere, riprovando la stessa emozione di quando scoprii mia mamma che tradiva papà con quell’uomo:” Lo speravo, ma sinceramente non la credevo capace di farlo… .” Scrissi ancora con rammarico.
Ancora un fischio e un altro suo messaggio volgare, questa volta con le sue solite considerazioni:” Ehhh!!!…Che ti dicevo? Le donne sono tutte puttane, delle gran troie  e tua  moglie anche se sembra una santarellina non è  da meno di quelle che frequento, vedrai quando  te la chiaverò come diventerà…” E subito dietro un altro fischio e messaggio:”…. gli uomini sono  tutti cornuti, ne so qualcosa io, per questo considero le donne tutte puttane.” E una emoticon ridente.
Cambiai discorso e con fastidio  scrissi:
“Per lasciarsi baciare deve avvertire una forte attrazione per te!”                                                     Altro fischio e una risposta sarcastica come se mi avesse letto dentro :
“ Stai tranquillo che anche se si innamora non te la porto via, sai come la penso io con le donne … sono solo buone per essere chiavate, compresa tua moglie, la nostra Francy! ” Con di seguito una faccina che faceva l’occhiolino .
Quella irriverenza verso mia moglie mi dava fastidio, ma considerarla come una puttana alla stregua di quelle donne che frequentava lui, inspiegabilmente mi eccitava.
Ci salutammo messaggiando.
Al ritorno pensavo con un pò di risentimento e rancore verso mia moglie: “Però! Non ha fatto resistenza quando la baciata. Poteva almento provare…far vedere un minimo di riguardo nei miei  confronti.                                                                                                                                         Rientrato a casa la vidi cucinare,  mi avvicinai e ci  demmo il  bacino sulla giancia come al solito, non mi disse nulla come era prevedibile dell’accaduto, ne io le chiesi cosa avesse fatto e dov’era stata quel pomeriggio come facevo di  solito, ma sapevo che era a disagio da come mi guardava e sfuggiva il  mio sguardo. Scambiammo qualche parola del più e del meno, poi andai dai ragazzi mentre preparava cena .                                                                                                                 A tavola la osservavo mentre cenava e la vedevo diversa. Me la immaginavo in piedi vicino all’auto  con la lingua di Marco in bocca e lui che la limonava toccandole il corpo sopra gli abiti e come dicevo sopra ero dispiaciuto ma eccitato contemporaneamente, geloso e contento, vivevo strane emozioni bellissime e contrastanti tra di loro, nuove e già vissute da giovane osservando mia madre .  Ero eccitato ed in erezione pensando a quello che era  accaduto, che aveva fatto, al punto che quella sera  a letto avrei  voluto chiavarla, ma pensai che avrei interrotto il suo  periodo  di  astineza  e predisposizione fisica  verso di lui e forse rovinato tutto. Invece al termine della cena mi alzai ,andai in bagno, mi chiusi dentro e mi masturbai pensandola ormai pronta e prossima a concedersi sessualmente a quel puttaniere di Marco.

IL PRIMO  INCONTRO.

Le cose sembravano andare per il  meglio, ma… .                                                                                      Il  giorno dopo quel  bacio Marco non perse tempo, mi disse che le aveva inviato un messaggio whattsapp invitandola a casa sua e che gliel’avrebbe mostrata, e quella proposta aveva un significato chiaro per lei, se accettava di andare, significava  che avrebbe fatto sesso  con lui. Ma lei si era detta impossibilitata quei giorni adducendo delle scuse, i  figli, mia suocera, la scuola… . Questo significava che era ancora titubante e al  dil à del  bacio, non era ancora pronta e sicura di tradirmi o  forse addirittura non voleva, il  bacio era una cosa, un peccato veniale se vogliamo per lei, ma andare a casa sua e fare sesso con lui era un peccato  mortale e non era detto che si  sarebbe concessa a Marco.                                                                                                                             Anche i giorni seguenti la vedevo diversa, assorta, pensosa e spesso distratta, probabilmente era combattuta con la richiesta di Marco di vedersi da soli a casa sua. Tra il  dirgli si e il non voler accettare, meditando che se ci fosse andata avrebbe tradito  non solo me sessualmente, ma anche se stessa, i suoi valori, suo marito, l’uomo che l’amava, il padre dei suoi figli e probabilmente pensava anche a loro, ai ragazzi ed ero certo conoscendola che non era affatto facile fare una scelta.
Difatti, nonostante il vedersi fuori e scambiare qualche altro bacio di nascosto non visti, ai suoi continui inviti, Francy non si decideva a dargli una risposta positiva per incontrarla da sola a casa sua, cosi decidemmo in comune accordo io e Marco, che un metodo per  far si  che si  vedessero, glielo avremmo creato noi e al più presto, per non perdere questo momento della sua predisposizione a farlo.                                                                                                                D’accordo tra noi, con una scusa l’avrei mandata a prendere dei documenti miei che aveva lui a casa sua, dei disegni riguardanti un palazzo in costruzione che avevo dato al  suo  datore di  lavoro, riguardanti i carichi e il coefficiente dei cementi armati. Chiedendole con l’espediente se per cortesia visto che ero impegnato con gente sul lavoro e non potevo muovermi, se alle 16.00 quando finiva le lezioni scolastiche poteva passare lei a casa di Marco e ritirarli.                               Io e lui eravamo già d’accordo, avrei detto che non poteva portarmeli perché non stava bene ,era influenzato e non usciva.
Quando  sentì la mia  richiesta subito rispose di  getto al  cellulare: “Ma non so se riesco Paolo! Ho da fare, non può portarteli lui o darteli un altro giorno? “
“No… mi servono stasera e lui non può portarmeli lo  già sentito, mi ha detto che ha mal  di schiena!” Aggiungendo seccato:” Ma scusa non puoi passare tu due minuti a ritirarli
quando hai finito? Lo sai dove abita, ci metti un attimo. Non puoi farmi questo piacere? “
“Non è che non posso!…Ma… .”
“Ma cosa? Perchè c’è qualcosa che non va?” Chiesi sibillino.
“No! No! …Va bene, ci passo io dopo allora!” Esclamò.
“Grazie amore, un bacio!” Risposi, era fatta, sarebbe finalmente andata a casa sua e…già ero eccitato.
Lo avvisai subito telefonicamente che mia moglie sarebbe passata da lui, io uscii prima
dall’ufficio e andai di corsa a casa sua, posteggiai l’auto lontano, per evitare che cercando parcheggio per la sua,vedesse per caso la mia auto posteggiata. Una volta arrivato da lui, citofonai , aprì e mi fece salire  da lui. Ero elettrizzato e con il cuore in gola,  mi fece entrare come d’accordo vedere che aveva preparato tutto.
“Si però se non vuole o fa resistenza lasci perdere tutto!” Precisai agitato.
“Certo!” Rispose:” Stai tranquillo, ma vedrai che ci starà, si lascerà chiavare come tutte le altre, tua moglie non è diversa da loro!” Replicò sicuro. Aggiungendo con un tono di voce diversa, sicuro di se, irriverente e sfacciato e non più rispettoso come prima: “Tu  comunque da ora fai  quello che ti dico io, dirigo solo io, tu guarda e fai il  cornuto e basta!” Con un sorriso beffardo, ci rimasi  male del suo modo di considerarmi, ma non ci diedi peso, ero agitato, avevo il cuore in gola.                                                                                                                                                                   Mi  fece rivedere la casa, la camera e il letto  dove sarebbero stati loro a chiavare:                             “Le tapparelle saranno giù in modo che non filtri la luce esterna, accenderò la bajour che è abbastanza luminosa, ho  messo una lampadina da 60 watts e ci vedrai benissimo, visto che la chiaverò sopra il lenzuolo, mentre il corridoio resterà buio di  modochè con la porta socchiusa anche se lei la guarderà, vedrà solo l’oscurità del corridoio, mentre tu non visto vedrai e sentirai tutto bene. Potrai segarti tranquillamente mentre te la chiavo…” Disse con un sorriso stupido:”… so che vi piace farlo a voi mariti cornuti mentre guardate che vi chiavano la moglie, l’unica cosa non sborrare in terra che se ci mette il piede sopra scalza quando va in bagno a lavarsi sente bagnato oppure con la scarpa si scivola e sarebbe un problema.”                                                Ascoltavo con ansia e apprensione tutto quello che diceva, mentre lui era calmo e proseguì a spiegarmi, ma con un tono differente dalle altre volte, che era quasi  che mi desse degli ordini. “Vieni ti faccio vedere, tu  ti  metterai  qui  dentro nello sgabuzzino…” Disse aprendolo e  mostrandomelo con il segno della mano:”… in modo  che quando lei  entrerà non ti vedrà. Noi chiacchiereremo un pò, poi cercherò di  portarla in camera, tu  non ti  muoverai da qui  dentro  fin quando  non sentirai il  sottofondo  della musica del lettore cd che accenderò in camera. Quando uscirai vedrai che sarai al  buio e la camera sarà illuminata. Fece una pausa ed esclamò:” Ahhh!!!…Assolutamente  muoviti scalzo, senza scarpe, le lascerai nel  ripostiglio, resterai solo con le calze, si eviteranno  eventuali rumori di passi.” Si  guardò in giro ed esclamò ancora:” Ahh!!…E un’altra cosa, qualsiasi cosa succeda tu ritornerai qui, ti chiuderai dentro e aspetterai, anche quando finiremo.” Dava già per scontato che l’avrebbe chiavata, mentre io  non ero sicuro che ci sarebbe stata, che si  fossse lasciata chiavare, anzi conoscendola bene avevo i miei dubbi. Poi  disse all’improvviso:”  Ahh…un altra cosa importantissima, spegni il  cellulare. Anzi fallo subito dai che se suona mentre siamo a letto a chiavare  rovini tutto e se ne accorge e magari ti  vede.”                                                                                                                             “Si certò!” Dissi e lo  spensi  subito. Aveva pensato a tutto, mi dava sicurezza quella sua  organizzazione, lasciarlo fare e feci tutto quello che mi disse.                                                Chiacchierammo un pò in cucina, poi quando  mancava poco alle 16.00 mi fece entrare nel  ripostiglio lasciando la porta socchiusa, dove intravvedevo la porta d’entrata e quella della camera.                                                                                                                                            Quell’attesa fu snervante, le 16.00 , le 16.10, le 16.15 sembrava che il tempo non passasse mai e che lei avesse cambiato idea, e iniziavo ad essere preoccupato che venisse, finché suonò il citofono.
“E’ lei !!” Esclamai con il batticuore e l’ansietà.
“Si !” Disse lui.”Socchiudi la porta dai!” E lo feci.
Andò al citofono e rispose:” Si!.. Chi è?”
E sentii la voce sorda di  mia moglie uscire dal citofano a vivavoce a muro:                                          “Ciao, sono io Francy! Mio marito mi ha detto di passare a prendere dei documenti!”
“Si vieni su!” Disse lui.
“ Non puoi venire giù tu!” Rispose mia moglie :” Ho fretta e i ragazzi a casa mi aspettano.”
“ No! Non posso scendere, ho mal di schiena e faccio fatica a camminare. Vieni su tu ti aspetto!” Replicò senza darle spiegazioni.
Aprì il portone elettronicamente, sentii un clack elettrico e poi il portone e richiudere .
Come d’accordo aveva tirato giù le tapparelle e lasciato accesa solo la luce dell’entrata
dimodochè lei fosse sempre alla luce e intorno a lei ci fosse il buio.
Marco aprì la porta d’entrata e aspettò che salisse. Pochi minuti dopo arrivò al piano e si sentì aprire la porta dell’ascensore .
Ero eccitatissimo come non lo ero stato mai in vita mia, più di quando spiavo mia madre chiavare. Avevo addosso l’adrenalina pura, la curiosità e la gelosia nel vedere se fosse d’avvero arrivata al punto di tradirmi, se davvero come diceva Marco le donne fossero tutte puttane, compresa anche la mia. Si ero anche geloso e intimorito che la chiavasse davvero, sapevo che se succedeva, la nostra vita non sarebbe più stata la
stessa, avrebbe preso una sbandata. Il pericolo era tanto, ma l’eccitazione era di più.
“Ciao !“ Sentii dire alla voce di Marco quando allungando la mano gliela strinse sorridendo e la fece entrare.
“Ciao !” Ripetè la voce dolce di mia moglie, in quella situazione che senz’altro eccitava anche lei, con il cuore che probabilmente le batteva fortissimo.
“Vieni !” Le disse prendendola per il braccio e facendola accomodare.                                             “Hai i disegni di mio  marito ?! Devo scappare subito, ho i ragazzi a casa che mi aspettano.” Mormorò.                                                                                                                                                   “Solo un momento dai! Entra!”  La sollecitò lui.                                                                                           E mentre lui chiudeva la porta d’entrata lei esclamò :” Come va la tua schiena!? Probabilmente  hai preso freddo o fatto qualche sforzo.”                                                                                                  Lui le disse la verità:” La schiena va bene, era solo un pretesto perchè  ti vedessi e salissi qui da me.” Francesca abbozzò un sorriso compiaciuto di quelle parole, ma come se sapesse già il motivo per cui era stata invitata,  esclamò.
“ No Marco! Non voglio, non dobbiamo… è mio marito, lo amo ancora ed è tuo amico!”
“Stai tranquilla non facciamo niente di male, non saprà mai niente !” Rispose lui:                “Accomuniamo e manifestiamo liberamente solo un pò i  nostri sentimenti.”
“Ma non è giusto…non voglio, ci ho pensato su a lungo e… .”
“Sssshhhhhh!!!!” Sibillò con le labbra Marco ancora nel corridoio interrompendola e baciandola in bocca senza che lei  se lo aspettasse e lo impedisse, mentre io osservavo allibito della sua passività tra la fessura socchiusa della porta del ripostiglio.
Quando si staccarono mia moglie prese fiato.
“Vuoi qualcosa da bere ?” Le chiese lui.
“ No… !” Fu la risposta agitata e dolce di mia moglie. Allora invece di portarla nel soggiorno, abbracciandola e dicendole frasi dolci, camminando davanti a lei  la sospinse indietro direttamente in camera, accendendo la luce e spegnendo quella del corridoio che restò buio, mentre mia moglie sentendosi sospinta nella stanza, voltandosi e vedendo il letto esclamò:         “No Marco, non voglio fare niente, non sono il tipo di donna portata a queste cose, non voglio tradirlo.                                                                                                                                                            “Ma no! Ci sediamo, ti accarezzo e ti coccolo un pò senza il timore di essere visti da qualcuno!”     “Senza fare niente però?”  Sentii mormorare alla voce delicata di  mia  moglie.                             “Ma certo … .” E  parlando il  volume della loro voce diminuì avendola sospinta in camera e spinto la porta da socchiuderla. Certamente mia moglie non voleva fare niente e probabilmente forse non avrebbe ma fatto niente, ma lui insisteva e parlando l’accarezzava, le prendeva il viso tra le mani e la baciava sulle labbra.
Sentivo vociare sempre meno e dopo qualche minuto con il batticuore uscii fuori da quello sgabuzzino, nel buio della casa vedevo solo l’illuminazione della camera da letto stagliarsi di traverso sul corridoio buio e il pavimento , come se fosse la lama di un coltello di luce.
Attraversai il corridoio in punta di piedi, ero scalzo come mi aveva raccomandato lui, proprio per non fare rumore, mi accostai e dalla porta socchiusa guardai dentro. Erano in piedi e lui la stava baciando in bocca, lingua a lingua con una mano dietro la nuca sopra i suoi capelli e l’altra bassa sui lombi , tenendola stretta e aderente a se.
In quel momento mi sembrava di vivere in un sogno erotico, come quello che avevo fatto mesi prima e ora finalmente si avverava, e io ero lì eccitato a spiarla di  nascosto come facevo con mia madre, con la stessa emozione.
Ero in uno stato d’animo particolare in quella situazione, mi sentivo accaldato con il viso che  mi bruciava come se avessi la febbre. Il momento era arrivato e io volevo e non volevo che accadesse e in certi momenti inconsciamente  speravo  che mia moglie  nella sua  indecisisione resistesse e dicesse sempre no. Per un attimo la gelosia e il timore che me la chiavasse davvero mi paralizzarono e mandarono il cuore in gola, la mia Francy chiavata da quel calabrese puttaniere… era pazzesco e quasi non respiravo, ma era quello che avevo sempre desiderato vederla con un altro, e la contentezza e la gioia cerebrale che accadesse a lei come a mia madre, come in un rito, una iniziazione al tradimento mi eccitava moltissimo…e tutto stava accadendo davvero.
Ero sudato il cuore mi batteva fortissimo che lo sentivo pulsare in gola e alle tempie, faticavo a deglutire la saliva, li vedevo e sentivo le loro voci, proprio come quel giorno, quella prima volta che sentii quella di mia madre con quell’uomo che parlavano e ridevano in camera. Anche ora, sentivo lui che parlava e mia moglie rispondeva.
“Dov’è lui?” Gli chiese fintamente Marco.
“In ufficio!” Rispose lei :” E’ impegnato fino a stasera tardi!” .
A quella informazione lui le disse:
“Vieni!” Abbracciandola e baciandola nuovamente. Si  capiva che era eccitata anche  lei da quella situazione nuova ed erotica e che  da come  lo  guardava provasse attrazione per lui, lo desiderasse e  avvolta dal suo abbraccio, rispondeva con trasporto a quel bacio stringendolo a se a sua volta. Lui l’accarezzava sulla schiena,le spalle, il  collo sotto e sopra e su icapelli e le baciava il viso, la fronte, gli occhi, le labbra. Le sue difese morali e famigliari si perdevano in quell’abbraccio; vedendola in quello stato con un tuffo al cuore capii che forse ci sarebbe stata… e non sapevo se pensare per  fortuna o purtroppo , se gioirne o  dispiacermi, vivevo sentimenti contrastanti.
Dall’espressione del suo viso notavo lo stato di euforica e profonda eccitazione che si manifestava stretta a lui, aveva una eccitazione quasi sofferta di chi non ce la fa più a trattenerla e vuole liberarsene.
“Io non lo mai tradito… .” Mormorò piano staccandosi da lui finito di  baciarsi :” E’ stato il primo e unico uomo della mia vita!” Gli disse con la voce rotta dal turbamento e dal timore giustificando in quel modo la sua titubanza e i  suoi timori.                                                                    “Non preoccuparti, è normale che la prima volta sei agitata, lasciati andare… lascia fare a me…. tu rilassati, vivi  con gioia e felicità questi momenti e non con apprensione, mi preoccuperei se così non fosse. Ora non pensare più a lui, cancellalo momentaneamente dalla mente,e pensa a noi, solo a noi! E’ bello amarsi, l’amore è la cosa più bella che c’è! Sentire attrazione fisica e mentale l’uno verso all’altro,  avere nuove sensazioni, dividere le emozioni  con un compagno nuovo, che si ama e fondersi in un pensiero unico, in un corpo unico! Questo è l’amore e non è mai sporco.” Ci sapeva fare quel bastardo, anche dal  lato  romantico, emozionale.
Marco fece una pausa e accarezzandole il capo e proseguì:
“ Non dirmi che non hai mai desiderato di fare sesso con un altro uomo che non fosse tuo
marito!?” Le chiese sorridendo, alzandole il capo  con il dito sotto il mento.
Vidi mia moglie imbarazzata riabbassarlo e rimanere in silenzio. Impacciata e balbettante riuscì solo a dire:
“ Ho paura! Se lo scopre… di  farle del male.” Era desiderosa anche lei fare sesso con lui.
“ Non lo scoprirà mai, ti giuro che resterà un nostro segreto e non lo saprà mai!!” Disse lui.
” Ma… mi vergogno, non lo mai fatto, non sono mai stata con un altro uomo!” Sussurrò
imbarazzata vergognandosene .
“Non ti preoccupare, faccio tutto io, tu lasciati guidare, ti  verrà tutto naturale, spontaneo,perchè anche tu mi desideri!” Dichiarò Marco prendendo il suo viso
tra le mani e baciandola sulle labbra.
Aveva paura ma era pronta, era eccitata e turbata … .
“Vedrai sarà bellissimo e vivremo momenti  dolci e indimenticabili, proverai qualcosa di nuovo, perchè io ti amo e anche tu mi ami lo sento. Dillo che mi ami!” La esortò all’improvviso.
Mia moglie ansimava respirando profondamente e lui baciandola sulle labbra ripetè :
” Dimmi che mi ami!”
Era tutto un gioco psicologico che serviva ad abbattere le sue resistenze psichiche e renderla accondiscendente a lui.
Abbracciandolo d’impeto esclamò:” Si ti amo anch’io Marco !” E si persero in un nuovo lungo bacio con la lingua in bocca, lei abbracciata a lui, mentre le mani di Marco le frugavano il corpo alzandole anche la gonna.

CHIAVATA. 

A sentire che anche lei lo amava, ebbi una fitta di tristezza al cuore.
Quelle erano tutte cose che non avevamo concordato e che lui non avrebbe dovuto chiedere, ma probabilmente lo eccitavano e  ascoltandole davano un sottile piacere anche a me per come riusciva dolcemente, con parole d’amore a stregare mia moglie, ad annullare la sua volontà e assoggettarla, ed era oltre a quello che avevo preventivato che si innamorasse con tanto trasporto.
Sempre oltre  la fessura della porta socchiusa, ascoltavo le loro parole  e osservavo i  loro gesti con attenzione, in uno stato che definirei morboso, in preda alla perversione di vedere  mia  moglie chiavata da lui  e alle contraddizioni  emotive  che si manifestavano, dentro di  me, assieme al sudore, alla tachicardia e al respiro affannoso.                                                           Staccatosi dal bacio Marco le sussurro:” Mi piace stare vicino a te, con te. Non possiamo mai stare insieme quando c’è lui.”
Parlavano sottovoce come due veri innamorati adulteri:
“Sai! Mi sei piaciuta dalla prima volta che ti ho vista e mi son detto un giorno quella donna dovrà essere mia! Ma non pensavo di innamorarmi di te! Della moglie del mio amico.” Disse falsamente Marco .
“E io ti sono piaciuto?” Le chiese.
“Subito no, non mi piacevi come persona, mi eri antipatico, avevi un qualcosa di losco nei gesti  e nello sguardo e mi davi una sensazione strana, poi a poco a poco conoscendoti di più …il tuo modo di fare, di corteggiarmi… . ”
“Cosa hanno fatto?” La interruppe.
“ Mi sei piaciuto !” Disse alzandosi in punta di piedi e mettendole le braccia intorno al collo per baciarlo in bocca.
Devo dire che era in gamba Marco, molto abile con le donne, anche dal punto emotivo , non me lo sarei aspettato che una persona come lui, un puttaniere che aveva poca considerazione delle donne, fosse così dolce con loro nel circuirle.
Abbassando di più le loro voci da farle diventare sussurri e bisbigli in preda all’eccitazione continuarono a parlare .
“ Ti osservavo sempre ogni volta che mi era possibile!!! Quando tu non mi guardavi o lui si girava… ti guardavo !” Le  diceva  Marco lusingandola e baciandola sulle labbra.                                Accarezzandola fece scorrere le mani giù sui fianchi, prese i bordi inferiori della maglietta e lentamente la tirò su verso le ascelle e oltre, facendole alzare le braccia mentre lei mormorava :”No dai.. .” Fino a sfilarle la maglia dalla testa e le maniche dalle braccia, togliendola e lasciandola in reggiseno di seta nero a mezze coppe, traforato e ricamato che conteneva le sue grosse mammelle, e con la gonna, iniziando a spogliarla.
Continuando a baciarla sulle labbra, posò la mano sul reggiseno accarezzandolo e stringendolo  dolcemente, da farle avere un fremito.                                                                                                       Facendola scorrere  dal seno al fianco,  la portò dietro sul suo bel sedere premendole da sopra la gonna la natica tra le dita, spingendo il suo  bacino verso di se, contro il suo, facendole sentire la durezza del suo sesso già in erezione contro la sua figa, probabilmente già eccitata e umida di umori di piacere.
La osservavo in piedi con la gonna e reggiseno che si lasciava palpare oramai non pensando più a me, era abbracciata a lui che la baciava e accarezzava  senza che opponesse resistenza o diniego e concedeva alle sue  mani di toccare, frugare, scoprire intimamente il suo corpo, senza protestare, anzi… partecipando.
Sembrava assente, un pupazzo  tra sue mani, un essere inanimato che lui plasmava con le dita sulla sua carne.
Era la prima volta che mi tradiva e pur desiderandolo in un certo senso mi dispiaceva.
In un attimo senza quasi che me ne rendessi conto, mentre lei  con le braccia attorno al suo collo lo baciava…le tirò giù la cerniera, sganciò la chiusura e le fece cadere la gonna ai piedi, lasciandola in mutandine culotte nere, tipiche da signora e calze autoreggenti di  seta dello stesso  colore, con la balza  ricamata e traforata. Quando smisero di  baciarsi, lui si chinò inginocchiandosi davanti a lei appoggiando le  mani sui fianchi  e  prendendole con le dita l’elastico delle sue culotte, le tirò  giù sulle cosce e facendole scorrere sulla seta nera delle calze, alle ginocchia e infine in fondo alle caviglie, togliendole con difficoltà dalle scarpe, facendola sussultare e vergognare da quella rapidità, restando sola con il reggiseno e le calze di seta nere, e devo dire che a vederla così la trovai molto erotica anch’io.                                                              Si era fatta togliere le mutandine senza opporsi ,segno che lo deiderava.                                       Lui in quella posizione  genuflesso davanti a lei, guardandole il sesso peloso, avvicinadosi ad esso  incominciò a baciarglielo.
Francy a sentire le labbra sulla figa ebbe i fremiti, come una scossa che partiva dalla pelvi per tutto il  corpo, la vidi appoggiare le mani su i suoi capelli e spingere di più il capo di lui contro il suo sesso che probabilmente non solo baciava ma leccava anche, reclinare la testa in dietro, sospirando dal piacere, chiudendo gli occhi e probabilmente godendo…di quel contatto.
“Le tue le labbra vaginali sono già bagnate e profumano di sesso!” Le mormorò staccandosi, con il muso insalivato  da quel cunniling con lei in posizione eretta.
Si era lasciata fare tutto e questo dimostrava la sua completa disponibilità a lui. Era ferma in piedi, passiva, quasi  nuda, con la peluria della figa in mostra a lui e preda della sua lingua.
Marcò si tiro su, e una volta in posizione eretta portandosi dietro di lei, la baciò sul collo e le sganciò il reggiseno, facendole correre le spalline  in avanti sfilandole dalle braccia, e una volta rimosso, girandola improvvisamente ancora imbarazzata e inerte a se, le guardò le mammelle pallide e gonfie dal desiderio e i capezzoli turgidi dall’eccitazione, tirandola a se per le braccia e baciandola ancora in bocca. Dopo qualche secondo quando la staccò dalle sue labbra, tendendole le braccia la allontanò un poco dal suo corpo e le guardò ancora il seno, le mammelle vogliose, gonfie di eccitazione che si muovevano sotto i suoi respiri ansiosi e imbarazzati, con il viso rosso fuoco che mostrava la sua vergogna a lui che la scrutava attentamente nel suo corpo nudo e nelle sue parti intime.
Ero allibito dal comportamento di  mia  moglie, si era lasciata spogliare, togliere la maglietta, sfilare la gonna, slacciare il reggiseno e abbassare e togliere le mutandine permettendogli di baciarle il sesso, senza dire nulla, tentare di impedirlo… lasciandosi arrendevole denudare.
In un attimo lui slacciò i pantaloni e li tirò giù, sfilandoli, togliendosi camicia e maglietta.
Levò i boxer e restò nudo come lei che d’istinto lo guardò osservando davanti a lui e tra loro il suo cazzo in erezione oscillare duro davanti a lei .
Lo vidi  anch’io per la prima volta ed era più dotato di me, più che in circonferenza, in lunghezza.                                                                                                                                                      Lo vidi che le faceva togliere le scarpe e la sdraiava sul letto.                                                               “Tolgo le calze?” Domandò sussurrando  mia moglie.                                                                              “No tienile!… Sei più sexy così.” Le mormorò e lei sorrise lasciandosele.                                               Sdraiati iniziò ad accarezzarle il seno e scese con la mano fino al sesso, peloso, bello, gonfio eccitato e palpitante di desiderio. Le passò un dito lungo la fessura premendo in centro.
“Sei bagnata! ” Esclamò Marco ancora sorridendo.
Lei arrossì violentemente senza parlare, erano tutte prime volte quelle, novità per lei.
Poi premendo con desiderio la sua asta di carne dura contro la coscia di mia moglie sussurrò:
“Sai!…Quando sono vicino a te sono sempre eccitato! ” E sorrise. Gli afferrò i capelli, e la baciò ancora . “Ti voglio ! Voglio entrare in te Francesca!” Esclamò Marco.
Mia moglie non era semplicemente eccitata, era piena di desiderio e passione.
Nuda dolcemente al suo comando aveva divaricato le gambe, mentre con la mano cercava di coprire per vergogna il sesso, per poi lasciare il posto alla sua mano e lasciarsi penetrare con un dito, che la frugò dentro, gemendo in modo esagerato.
Negli occhi e nell’espressione del suo viso coglievo un piacere intenso che non aveva mai avuto con me .
Lui gli aveva aperto le gambe in modo osceno, perchè io dallo spiraglio della porta la vedessi in tutta la sua volgarità, non più come moglie e mamma, ma oscenamente come donna vogliosa…una puttana.
Nel silenzio sentivo il suo respiro ansimante, accelerare quando le mani Marco le accarezzavano il corpo.
Ero turbato ed eccitato al massimo, aspettavo e pensavo che all’ultimo momento si sarebbe messo il preservativo come avevamo concordato e invece con mio sommo stupore e preoccupazione non lo fece, e non potei nemmeno intervenire per dirgli di metterselo, e lei presa dalla situazione gioiosa non pensava minimamente a farlo con il preservativo o senza.
La prese quasi subito, divaricate le  gambe, si sdraiò tra di esse e lo puntò dritto tra le sue labbra vaginali dopo aver pennellato con il glande la fessura umida e pelosa, e spinse… e lei chiudendo gli occhi, sussultando e inarcandosi lo accolse dentro di se con facilità.                     Era più eccitata di me in quel momento e lubrificata dagli umori vaginali e dalla sua saliva, la penetrazione avvenne senza fastidi da parte sua.
Si mise a spingere, a chiavarla baciandola. I suoi colpi diventarono profondi, mentre con le mani sotto le stringeva con forza le natiche carnose.
Si era fatto strada  con il cazzo dentro di lei e la stava possedendo  con foga ricambiato.
Lei, lo aveva accettato tra le sue grandi labbra, fino in fondo probabilmente all’utero, godendone con passione della sua carne calda e dura dentro di lei, aveva abbandonato la passività iniziale e incominciava a gioire, a fremere, a partecipare attivamente. Era davvero bravo lui a chiavare .
Dall’espressione del viso di mia moglie capivo con quale intensità godeva, più di mia madre con Bruno.
La sua pelle la immaginavo calda e la vedevo matida di sudore brillare alla luce intensa della bajour.
Il cazzo di Marco entrava e usciva dalla figa di  mia moglie, tra le sue labbra vaginali mentre i suoi occhi persi, smarriti e godenti lo fissavano incredula. Incredula che fosse arrivata al punto di tradirmi davvero.
Oramai era fatta, mi aveva tradito e fatto diventare cornuto  come mia madre aveva fatto con mio  padre, come nel sogno di  quella notte. Oramai ero un cornuto e lei godeva del  suo amante , mentro  io  mi soddisfavo cerebralmente  e con la mano a osservarla.                             Un gemito sfuggi dalla sua bocca mentre lentamente e profondamente la chiavava, accarezzandole il corpo, il seno, i  fianchi, stringendole le mammelle tra  le dite e baciandola in bocca, mentre  nel frattempo il viso di mia moglie in preda al piacere si stava rilassando, cambiando espressione, non più tesa e timorosa, ma dolce e gioiosa.
Continuò a chiavarla lentamente.
Io eccitato osservavo masturbandomi, mentre lei dal piacere gemeva e sussultava a
ogni spinta, accarezzandolo con le sue dita fini e delicate sulla schiena e tra i capelli .
Rilasciò anche i muscoli tesi delle cosce spalancate, aprendole di più, ricevendolo più a fondo sentendo all’utero il suo glande, facendola inarcare dal piacere e lui continuando a muoversi vigorosamente e rapidamente.
La vedevo sul letto letteralmente godere e sbattere sotto lui, ansimando e smaniando e lui sempre più veloce e a fondo spingere dentro di lei, e la vedevo aprirsi, godere e abbracciarlo ancora con le mani sulla schiena non più ad accarezzarlo, ma a graffiarlo dal  piacere che provava.
Più spingeva con foga, più la vedevo godere e gemere sovrastando il respiro e il sottofondo musicale di quella stanza.
La stava chiavando vigorosamente e la sentivo gioire, mentre eccitato godevo anch’io masturbandomi sempre più veloce. Lui entrava con l’asta della sua carne dura in lei arrivando a fondo contro la cervice dell’utero e lei in preda a quel piacere e quella carnalità anche brutale che non aveva mai conosciuto con me, si lasciava andare e chiavare  aprendosi completamente al suo cazzo come un fiore che sboccia.
Io in quella fessura di luce dal buio non visto osservavo e la vedevo dimenarsi e sudare, ansimare e godere abbracciandolo.
Era uno spettacolo impressionante, oltre le aspettative, altro che il chiavare di Bruno con mia madre, il loro, quello di Francesca con Marco, era molto più intenso ed eccitante. Vedere mia  moglie chiavare con quel calabrese, era esaltante e perverso, sapendo che il suo cazzo che chiavava anche puttane e trans fosse senza preservativo dentro la figa innocente e candida di mia moglie.
Lui sopra a lei cambiava ritmo e velocità a secondo  dei suoi gemiti, ora si muoveva lento e languido chinato in avanti baciandola in bocca, altri  momenti  vigoroso e staccato smuovendola sul  letto intanto che mia moglie si dimenava con il bacino contorcendosi e ansimando, imprigionandolo con le gambe sui fianchi come per non farlo scappare e tenerlo dentro lei a volerlo e sentirlo a fondo, nel ventre mentre la chiavava.
Era tutto sconvolgente, Francy sembrava davvero una donnaccia con quei gemiti e quei gesti. Un video porno.
Mia moglie godente e felice inarcava la schiena appoggiando le mani ora sulla schiena o sul suo petto, continuando lui a muoversi con virilità. Lei si sollevava dal piacere con la pelvi verso lui e poi riscendeva ancheggiando il sedere sul lenzuolo, strusciandovi sopra le natiche dal piacere e allo stesso tempo spingeva in avanti il bacino per poi tornare indietro e avanti ancora per prenderlo di più a fondo, le piaceva.
Godeva .Si comprendeva dai suoi gemiti e da come reclinava la testa all’indietro donandosi completamente a lui .
Si dimenava portando il suo ventre contro il suo penetrandosi spingendo e aprendosi ancora di più.
Vidi lui cambiare ancora ritmo, dare dei colpi veloci e brutali, quasi violenti che arrivarono nella profondità della vagina , contro l’utero, battendo i  suoi  inguini  contro quelli di  mia moglie, segno che l’aveva penetrata tutta  per  la lunghezza del suo cazzo, facendola gemere e gridare travolta dal piacere e dalla libidine in un orgasmo nuovo e diverso dai soliti muovendo la testa a destra  e sinistra in un urlo di  godimento:
“Mmmmmmhhhhhh!!!!!….. aaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Siiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
……..Aaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhh mmmmmmmmhhhhh!!!!!!!!!!!! “ Rantolava sbavando saliva dalla bocca mentre  lui oscenamente  senza ritegno gliela leccava, e perdendosi in un lungo sospiro scuotendosi urlò, per poi restare inerte… mentre lui continua a chiavarla con passione, con ancora alcuni possenti colpi… che scuotevano lei tutta e il letto dove erano sdraiati, facendo battere la testiera al muro e cigolare la rete con cadenza regolare, ansimando e gemendo.          E poi un gemito ancora scuotendo il corpo:
”Ooooooohhhhhhhhhhhhhhaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Lui avvertiva gli spasmi della sua vagina contrarsi violenta sul cazzo, il suo umore vaginale bagnarlo e gonfiare e indurire sempre più la sua asta e la sua cappella. Era al limite e sfilandolo improvvisamente da dentro la figa iniziò a schizzare sperma sopra la pancia di Francesca, che cercò di ripararsi la pelle con la mano non riuscendovi e venedo  colpita da fiotti di sperma filante sul ventre e sotto il  seno.
Con un grido strozzato Marco terminata la eiaculazione si accasciò sul corpo di mia moglie, sudati e ansimanti entrambi e io, in assoluto silenzio che mi stavo masturbando… venni quasi contemporaneamente a loro, cercando di  dermare i  miei getti  con la mano per non farli cadere a terra, sporcandomi le dita di sperma.
Poi ansimando silenziosamente restai a mirare i loro corpi  nudi avvinghiati e osservavo Francesca sdraiata e lui che lentamente con la sua grossa mano, le massaggiava il ventre come per lenire un dolore generato dall’eccessivo godimento e nello stesso tempo le spargeva l’addome con il suo sperma caldo e appiccicoso come se  fosse una crema.
Era bellissima mia moglie mentre lo fissava negli occhi, con i capelli disordinatamente sparsi sul rossore del viso, sudata e ancora atteggiata in una smorfia di piacere.
Il  loro  amplesso era  stato infiammante e le emozioni e sensazioni che provai furono  superiori a quelli che  avevo  vissuto  spiando mamma chiavare con Bruno.                                                         Poco  dopo lui si alzò lasciandola sdraiata sul letto, spossata e pregna del suo piacere, con l’addome sporco dei filamenti bianchi del suo seme spalmato sulla pelle candida di mia moglie che  lentamente asciugava seccando … in quel momento mi eccitava vederla così, insultata dal cazzo di Marco, dal suo sperma sulla pelle, ma avrei voluto che non lo avesse fatto di sborrarle sulla pancia e vicino alla figa. Era stato rischioso… . Avrebbe dovuto farlo con il preservativo, e glielo avrei  fatto rilevare, mi avrebbe sentito.
Marco si sedette vicino a lei accarezzandola e alzandole una gamba baciandole il piede.
Io avevo le dita della mano attaccaticce del mio sperma.
Lei lo guardava mentre lui si accendeva una sigaretta… .
“Stringimi un po’ !” Mormorò mia moglie in preda di una forma di rimorso e vergogna.
Marco sorridendo la prese e la strinse forte a se accarezzandola , dandole dei  bacini in viso, mentre lei chiudeva gli occhi e ricambiava accoccolandosi a lui.
Capii che era innamorata e quel rapporto sessuale aveva sugellato di più e forse irreversibilmente il  suo  amore per  lui.
Poi Francy guardò l’orologio sul comodino ed esclamò :” Oddio !!! Quasi le cinque e mezza, devo andare i miei  figli mi aspettano!”
Tirò giù le gambe dal letto e si sedette e lui già in piedi tirandola su per una mano la fece alzare, nuda, davanti a se, appena chiavata. Ora era un’adultera come mia  madre e io un cornuto come mio padre.
“Ora vatti a lavare, datti una sciacquata alla figa …” la esortò sorridendo battendo la mano sul sedere come se fosse una cocotte:” …poi ci sentiremo al cellulare. “ Le disse deciso .
La vidi raccogliere le mutandine e il reggiseno dal pavimento e intanto che Marco usciva nel corridoio e accendeva la luce io rientrai veloce nello sgabuzzino socchiudendo la porta.
La intravvidi passare nuda e andare verso il bagno, mentre lui in piedi sullo stipite fumava e dopo una decina di minuti la rividi ritornare indietro in reggiseno e mutandine, rientrare in camera per uscirne poco dopo vestita che si  riordinava i capelli guardandosi  nella specchiera dell’entrata.
Parlottando tra loro si avvicinarono alla porta d’entrata e prima che lui l’aprisse le disse: “Sei stata brava … mi  hai dato  molto piacere.” Lei si accostò e si alzò un poco in punta di piedi per darle un bacio sulle labbra, che lui ricambiò limonandola a lungo e stringendola ancora a se.
“Ora vai!” Le disse voltandola e dandole ancora una pacca sul sedere, non capendo se  lo faceva come gesto affettuoso per complimentarsi che era stata  brava… oppure per esprimere il desiderio di possesso nei confronti del suo  bel culo e sulla sua persona, come faceva con le donnacce che si portava in casa e chiavava.                                                                                   Francesca sorrise malvolentieri a quella pacca sul sedere, irriverente e umiliante, che se l’avesse ricevuta in altro contesto o da un altra persona, sarebbe stata capace di  denunciarne l’autore, invece l’accettò subendola, senza dire nulla e uscì piena di vergogna e imbarazzo dalla casa di Marco.
Chiusa la porta d’entrata,lui venne da me, aprì quella del ripostiglio e sorrise trionfante . Io ero fradicio di sudore:                                                                                                                                            “Hai visto!?” Mi chiese con il sorriso vittorioso.
“Si!!” Risposi e la prima cosa che gli domandai infastidito fu:“ Ma perché non ti sei messo il preservativo come eravamo d’accordo?”
“Non lo avevo…” Disse forse mentendo:”… e poi chiavo male con il preservativo, preferisco senza, è più intimo e lei gode di più.” Rispose aggiungendo candidamente: “Cosa c’è di strano a  chiavarla senza preservativo? A me piace, sento di più la figa calda e umida, te lo detto… io  faccio  così con tutte.” Affermò.                                                                                                                      “Appunto!” Esclamai:” Chiavi anche le altre senza preservativo, donne facili che cercano trasgressione, trans e puttane… e poi chiavi mia moglie!? ”Ribattei sdegnato.                                     ”Io vado con chi  voglio, le donne che  chiavo io anche se puttane non sono malate. Ribadì risentito e polemico.                                                                                                                                      “Ma stai tranquillo, sono sano se no non lo facevo senza, il preservativo lo metto solo quando vado a trans e puttane e qualche coppia con marito cuckold che lo chiede, con lei non serve lo so che è sana!” Replicò.
“Lo so anch’io che è sana mia moglie!” Ribattei infastidito :” Proprio per questo… .”
“Ma non ti preoccupare ti ho detto che io non sono malato!” Ripetè ancora.
“Si ho capito, lo metterai la prossima volta!”Dissi seccato.
“No!” Rispose deciso:” Non lo metterò mai con lei, la chiaverò senza, mi piace così, lo preferisco, è meglio, si gode di più, anche lei gode di più, e poi oramai non avrebbe senso dopo averlo fatto la prima volta senza.” E sorridendo aggiunse :
“ E stai tranquillo che non le sborro dentro e non te la metto incinta, anche se da  come ti  comporti te lo meriteresti!”Esclamò ridendo:”  O è quello che vuoi?? “ Domando spiritoso.
A quella frase sobbalzai  e per un attimo restai in silenzio e lui ne approfitto per aggiungere in modo irriverente che pensai dispettoso e provocatorio:
“Se vuoi le sborro dentro e te la ingravido e non se ne accorgerebbe nemmeno perchè dopo sborrato continuerei a chiavare… .” E rise .                                                                                          “Non stare a dire queste cose nemmeno per scherzo! Esclamai serio e allarmato. Ci mancherebbe solo questo , fai attenzione per l’amor di Dio. Mi raccomando!”
Replicai spaventato da quella possibilità. Lui rise ancora beffeggiandomi.
“Guarda che non saresti il primo marito a cui piace oltre che farsi chiavare, anche ingravidare la moglie … a diversi cuckold piace vedere sborrare nella figa della consorte e alcuni anche a farsela ingravidare!”
“ A me no ti assicuro ! Io non sono un cuckold.” Precisai .
“Ah già tu sei un cornuto !” Replicò ridendo .
“No io realizzo un programma , un sogno…!” Mi guardò sorpreso di quelle parole ma non disse nulla. Quella sua disponibilità a sborrarle dentro e a metterla incinta mi aveva eccitato e intimorito profondamente!
Cambiando discorso chiese:
“Comunque ti è piaciuto? Hai vista come te lo chiavata bene e fatta godere?”
“Si !” Risposi ancora a voce bassa quasi dispiaciuto. E come se scoprissi e realizzassi solo in quel momento quella preoccupazione e paura, domandai:
“Ma senti … non vorrei che lei si affezionasse o infatuasse a te…sai che abbiamo due figli e…”
Mi interruppe:
“Stai tranquillo, anche se si innamorerà di me come probabilmente è accaduto, non te la porterò via , sarà sempre tua. A me piace solo chiavarla:” …senza preservativo naturalmente…”  precisò ridendo:” Svezzarla, divertirmi e poi non è il mio tipo di donna, è bella, attraente, ma cicciottina, stai tranquillo.”
Sorrisi con sollievo dimenticando la polemica di poco prima sul preservativo.
“Comunque mi raccomando se la chiavi senza preservativo, vienile fuori. Capito!” Dissi, accettando con quella raccomandazione la sua  decisione che la chiavasse senza.                       “Certo stai tranquillo, quando  deciderò di  sborrarle dentro vi avviserò prima!” Disse ridendo.      Parlammo ancora, andammo in cucina a bere e mi raccontò i particolari di come reagiva lei:
“Hai visto quando spingevo? Le toccavo l’utero con la cappella, sembrava impazzita… . Sentivo tutta la sua figa bagnata e gli spasmi continui intorno al cazzo e graffiarmi la schiena …ne aveva voglia ..!!!.” Esclamò ridendo. Poi presuntuoso e fiero aggiunse:
“Come fa a non innamorarsi di me ora dopo che lo chiavata e fatta godere così tanto !!!” E rise ancora…
“ Un po’ lo era già innamorata di me , ora lo sarà del tutto…e sarà più facile in tutto vedrai.” Dopo aver chiacchierato un pò ci salutammo  con l’accordo di sentirci con whatsapp, che mi avrebbe tenuto al  corrente degli  sviluppi.

RIMORSO   

Quella sera giunto a casa la vidi dopo essersi concessa a Marco per la prima volta e avermi tradito sessualmente e sentimentalmente. Era taciturna, preparava la cena, mi avvicinai  e la salutai  baciandola sulle labbra: “Ciao amore!” Esclamai.                                                                     “Ciao !”Esclamò.                                                                                                                                         “Cosa fai di  buono?” Chiesi.                                                                                                                     “Minestrina e bollito.” Rispose.                                                                                                            “Ottimo!” Dichiarai, aggiungendo: ” A proposito!? Sei passata da Marco? Te li ha dati  i disegni?”    “Si  sono passata e me li  ha dati sono di  la nel  tuo studio sopra  la scrivania.”                             “Ti  ha detto  qualcosa?” Chiesi  imbarazzandola, e voltandosi  senza guardarmi rispose:            ”No! Non mi ha detto  niente, mi  sono  fermata solo un attimo, il tempo di  prenderli  e poi sono venuta a  casa che c’erano i  ragazzi che mi aspettavano.                                                            “Mi  hai  fatto proprio un favore.” Dissi:”Grazie!”                                                                                     “Da dietro scosse  le spalle.                                                                                                                        “E’ proprio un bravo ragazzo  Marco…” Mormorai:”… sempre disponibile, bisognerebbe regalargli qualcosa.” Le dissi:” Sei  d’accordo?”                                                                                       Mi  guardò muovendo solo  la testa  come se acconsentisse.                                                                 “Allora pensaci tu!” Esclamai e tornai  in soggiorno. Ero proprio un bastardo, ma mi eccitava quella situazione.                                                                                                                                           La vedevo dal viso quando ogni tanto mi guardava che si sentiva profondamente imbarazzata e prova una grande sofferenza dentro di lei, nei miei confronti e dei ragazzi, sul suo viso e nei suoi occhi vedevo tutti i sentimenti negativi, di tristezza, delusione, senso di colpa e angoscia ,senso di fallimento e sconforto.
Rabbia per se stessa e avvilimento ed ero certo conoscendola bene che vivesse dei sensi di colpa forti e rimorsi. Forse le stesse emozioni e sensazioni negative che provò mia madre la prima volta che tradì papà con Bruno.
Ma dai suoi silenzi capii anche  che l’amava, che lo  pensava, che si era innamorata  di  lui. Non immaginava potesse mai succederle di innamorarsi di un altro e tradirmi a quasi quarant’anni, sposata e con due figli.
“Sei giù! Cosa hai!??” Chiesi a tavola vedendola assorta e silenziosa e fingendomi preoccupato.
“ Non sto molto bene, ma è solo un pò di mal di testa :” Rispose malinconica rassicurandomi.
“ Vieni amore!!” Dissi e l’abbracciai e baciai sulla fronte e sulle labbra e la coccolai e dondolai un po’ stringendola tra le braccia, minimizzando il suo stato d’animo; probabilmente aveva rimorso per quello fatto e nel vedere me e i ragazzi felici intorno a lei si  manifestò .
Avrei voluto parlarle, invece le dissi che l’amavo moltissimo e che ero felice che fosse mia
moglie, che ero orgoglioso di lei come madre e come moglie. Vidi i suoi occhi diventare lucidi e sapevo il perché . Ma le dissi:” Cosa fai ti commuovi perché ho detto che sei la migliore mamma e migliore moglie del modo ? Ma è la verità amore, vero ragazzi !? “
“Siiiii!!!” Risposero assieme. E il si forte dei nostri figli la commosse di più e mi abbracciò
credo piangendo in silenzio dentro di lei.
Oramai era innamorata e anche se non voleva viveva questa dicotomia tra me e Marco, tra la famiglia e il peccato.
Quel mio comportamento verso lei, che riscopriva il nostro amore in quel momendo mi eccitava, perché la imbarazzavo e facevo sentire colpevole di adulerio.

L’INIZIO DELLA RELAZIONE.

La seconda volta che si  incontrarono a casa sua avvenne la settimana seguente, dopo insistenza di Marco, lei accettò e lui le diede direttamente un appuntamento a casa. Appena seppe il giorno e l’ora  mi  chiamò.                                                                                                            “Allora, ha accettato, ci  incontriamo  domani alle 15.00  a casa mia!”                                                 “Bene!” Esclamai contento:” Come ci  organizziamo?”                                                                                “Come l’altra volta, tu arriva mezz’ora prima alle 14.30, faremo esattamente come la  volta  precedente.”                                                                                                                                       “D’accordo !” Gli risposi.                                                                                                                        Passai  quel pomeriggio,  quella sera e la mattina successiva agitato, mi  rivedevo ragazzino a spiare mia madre e pensavo a Francy, di  nuovo tra le braccia di  Marco, quel calabrese puttaniere e il tutto mi  eccitava. A lei  quella sera la vidi in una apparente indifferenza, ma in tensione.                                                                                                                                                         All’ora concordata arrivai a casa sua, suonai il  citofono mi  aprì e salii. Lui  mi  aspettava sull’uscio  con un sorriso trionfale e mi  fece entrare.
Dopo una chiacchierata  sui  dettagli  ripetendomi e raccomandandomi  di  fare le stesse cose della volta precedente , togliere le scarpe, spegnere il  cellulare, quando lei  suonò, mi  fece entrare  nello  sgabuzzino.                                                                                                                              Si ripetè più o meno la stessa scena della volta precedenza, solo che eravamo tutti  meno apprensivi.
Quando arrivò la fece entrare e l’accolse con parole d’amore e dolcezza, con la variante che quel pomeriggio  dopo averla baciata, limonata e accarezzata, non la spogliò lui, ma volle che fosse lei  a spogliarsi da sola nuda .
“Dai  spogliati da sola, mi  piace guardare mentre lo fai .”                                                                       Alla sua  richiesta subito si rifiutò:” No dai! Fallo tu!”                                                                             “No lo devi fare da sola! ” Ripetè accarezzandole la nuca sotto i  capelli.                                            Esitò, poi sorridendo iniziò a spogliarsi , a togliersi la camicia, la gonna, il  reggiseno le scarpe e le  mutandine.
“Anche le calze! Oggi togli anche quelle, ti voglio completamente nuda.” Francesca si  sedette sul letto e partendo dalla coscia arrotolandola, srotolò la prima calza dalla coscia  al ginocchio, piegandola verso se la portò alla caviglia togliendola e lo stesso fece nell’altra, e nel piegare la gamba sul  letto per toglierla dal piede, mise in mostra volgarmente la sua figa pelosa. Nello stesso  momento si  spogliò anche lui e  quando fu  nudo, con la sua  asta quasi in erezione, si  sedette nel  letto a fianco  a lei.                                                                                                               Dopo averla osservata seduta nel letto nuda,  baciata in bocca e sul  collo e accarezzato il seno  volle che glielo baciasse:                                                                                                                            ” Baciamelo!” Le chiese.                                                                                                                               Ma lei  riluttante rispose di  no:” Non mi  piace fare queste cose, non le faccio  nemmeno con mio  marito.” Si giustificò.                                                                                                                                 “Con me lo farai, perchè io lo faccio a te e tu  lo  fai a me, tra  noi che ci  amiamo  non ci saranno  tabù.”  E prendendo la sua testa tra le mani l’accompagnò quasi forzatamente
contro il  suo cazzo eretto  chiedendole di baciarlo e leccarlo.                                                               “No dai!” Mormorò mentre la sua testa veniva sospinta sulla cappella dalle mani  di  Marco.        “Solo  baciare?” Mormorò lei per non scontentarlo.                                                                                 “Si  solo  baciare e leccare!” Replicò lui.                                                                                                        E alla fine quando controvoglia il suo volto sospinto dalla mano di  Marco fu sopra la cappella e le sue labbra a contatto della pelle vellutata del glande, d’istinto lo baciò e leccò, per  poi  smetterere subito.                                                                                                                                      “So che ti piace farlo, vedrai  che nei prossimi giorni  lo praticherai con piacere, ma la prima volta va bene così,  per oggi basta!” Disse  Marco sorridendo, mentre  lei  con un sorriso malizioso lo guardava. C’è  da dire che  da quella volta  negli incontri successivi quel leccare e baciare divenne inevitabile  e frequente e nel  giro di un mese su  sua istruzione divenne un pompino vero e anche con eiaculazione facciale.
Vederla con quel cazzo in bocca era esplosivo per me, lei così pudica e candida, seria e per bene e severa su  certe cose, e ora faceva i pompini a quel puttaniere che lo  metteva anche nella figa delle puttane, era  sconvolgente e allucinante, quasi incredibile, visto che nemmeno a me li faceva più. Ma l’amore si sa, fa fare di tutto e lo vedrete di seguito.
In uno di quegli incontri pomeridiani settimanali dove mia moglie arriva sempre ardente come se stesse prendendo fuoco e bruciando dalla passione e dalla voglia, lui sdraiato sul letto con lei vicina che la masturbava lentamente con il dito, mentre lei gli accarezzava il suo sesso duro per tutta la lunghezza tenendolo tra le dita e il palmo della mano, all’improvviso la fermò :
“Voglio… voglio che lo prendi in bocca!” Esclamò facendo il  gesto di portare la cappella vicino alle sue labbra e lei guardandolo dal basso in alto non disse nulla, restò in silenzio, ma lui ripetè con eccitazione:
“Apri la bocca ora ! Apri la bocca !!”
Vidi che ubbidiente la aprì, staccò il capo dal  cuscino e lo tirò su e si fece mettere la cappella in bocca come aveva già fatto altre volte. Quella sua sottomissione a lui, mi dava una eccitazione inspiegabile che certamente molti lettori non potranno capire, ma che era qualcosa di unico, afrodisiaco ed elettrizzante.
Sostenendole il  capo con una mano sotto la nuca la esortò:
“Avanti !! Succhialo tutto! Fammi un pompino… .”
Non era la prima nei lori incontri che accadevano episodi erotici inprovvisi di  fellazio da parte di lei o cunnilingus  da parte di lui e lei dopo una breve esitazione come prendendoci gusto a quela pratica, silenziosa lo succhiava; succhiava e  leccava con la lingua e a bocca piena. Leccava tutta la cappella e la infilava in bocca completamente, circondando il glande conle labbra … . Anche se non era pratica, era lui a dirle come fare a istruirla e insegnarle a fare i pompini nel modo da fare godere un uomo il  più possibile con la lingua e le  labbra. Mentre il mio cazzo a quella osservazione sconvolgente di lei che succhiava, cresceva sempre più da scoppiare!
Succhiò un po’ e poi si staccò e come un allieva che volesse un giudizio dal maestro lo guardò e gli domandò:
“Ti è Piaciuto!? ”
“Si molto! Sei nata per fare pompini!” Rispose  Marco ridendo.
“Stupido !” Ribattè lei risentita con il mento sbavato di saliva.
“ Pensa se lo sapesse tuo marito che sei diventata così brava a fare i pompini! Una pompinara!“ E sorrise maliziosamente.
Si divertiva, provava piacere a corrompere la sua  moralità e a farle praticare atti lontani  anni luce dalla nostra sessualità coniugale. Gli  piaceva puttanizzarla come mi diceva lui  scherzando, ma a me non piaceva.                                                                                                                                       Li guardavo , finalmente erano amanti….come desideravo io, com’era mia madre con Bruno il suo amante di allora.                                                                                                                                       In quel periodo dopo quasi  due mesi che si incontravano e il  mio sogno-desiderio e l’accordo con Marco si erano realizzati e tutto procedeva con routine, non c’era motivo che restassimo ancora in astinenza e lentamente incominciai a cercarla sessualmente e iniziammo anche noi a riprendere i rapporti sessuali, e mentre io mi eccitavo e godevo pensando che nella sua figa dove in quel momento c’era il  mio cazzo, poche ore prima c’era stato quello di Marco più grosso e lungo del  mio, che l’aveva chiavata e fatta godere; e quel pensiero  mi faceva eiaculare subito, lei no… . Purtroppo mi rendevo conto che non godeva come con lui, dissimulava, lo faceva più per accontentarmi, mentre io alla ripresa di quei rapporti, mi resi conto e scoprii che non ero più come prima sessualmente, mi piaceva di  più masturbarmi al  ricordo  delle chiavate che faceva con Marco, immaginadomela e pensandomela tra  le sue braccia godente sopra il  letto di  casa sua, come facevo quando spiavo mia  madre,  piuttosto che  chiavarla direttamente io.                                                                                                                                             Mentre i  nostri rapporti sessuali  si  diradavano, con me che preferivo sfogarmi  manualmente, i loro si intensificavano di più,  anche due volte la settimana e alcune arrivando anche a tre  rapporti sessuali settimanali, che io e lei  non praticavamo nemmeno negli anni d’oro quando eravamo sposini. A volte, prima o dopo  consumare l’amplesso, presa sempre più sessualmente e sentimentalmente da lui, giocava e scherzava nel letto e parlavano, chiacchieravano un pò di tutto, anche della nostra vita privata.
E uno dei loro pomeriggi dedicato all’incontro sessuale, nudi sul  letto ridendo e parlando, li sentii dire di me, con lui che maliziosamente la provocava chiedendole :
“Che tipo è tuo marito ? “ Sentii che mia moglie rispose :
“Mio marito è una brava persona, non ci fa mancare niente …” Ma non finì la frase che lui interrompendola le chiese:
“Mi avevi detto che ti fa gli scherzi, quindi è un po’ stronzo !??” .
“No!… Stronzo no!.. dai!!” Rispose mia moglie:” Scherza perché mi ama, con me e i ragazzi,lui  è dispettoso, a volte infantile, ma pacato e buono, assolutamente pieno di buon senso e dolcissimo e ha un modo tutto suo di farmi sentire amata!”
“Ma ti chiava? Ti fa godere almeno?” Le domandò sfacciatamente senza ritegno.
“Dai ! Non mi vanno questi discorsi.” Ribattè mia moglie infastidita.
“Su rispondi dai!!” Replicò Marco, e lei seccata disse:
“ Abbiamo rapporti sessuali anche se ultimamente sono molto radi… .”
Marco sorridendo la interruppe ancora perché sapeva:” Radi o Rari?!” Disse sarcastico giocando sul  senso delle parole.
“ Come sei stupido…” Sentii replicare mia moglie :” …lui è diverso da te, non è passionale, sessuale, vive per la famiglia, i figli… si comporta con me come se io fossi la persona più preziosa della terra per lui .”
“Ti ama molto dunque!? ” Domandò
“Si!!” Rispose lei.
“E tu lo ami?”
Ci fu una pausa:” Gli voglio molto bene, lo rispetto, è importante nella mia vita, è mio marito e il padre dei miei figli… .”
“Quindi non lo ami, gli vuoi bene, ma ami un altro!” Aggiunse Marco.
Ci fu ancora silenzio.
“Chi è che ami  se non è lui ?” Chiese Marco .
“Lo sai!” Rispose mia moglie seria e infastidita di quelle domande.
“No non lo so dimmelo!” La esortò.  Lei fece una pausa:
“Sei tu! “ Esclamò sincera aggiungendo :” Amo te Marco!! …E tu mi ami?” Domandò a sua volta.
“Certo!! Sei l’unica donna per me, come lo sei per tuo marito.” Vidi che si abbracciarono.
“E io?” Gli chiese all’improvviso Marco in quel gioco dell’amore: “ Io come sono?! Cosa sono per te!?” E con un sorriso dolce mia moglie gli rispose:
“ Tu sei importante per me, ti amo, sei un tipo sicuro , forte , vigoroso , passionale , virile, mi dai certezza, mi soddisfi sessualmente, mi ascolti e ti interessi a me!” Disse di un fiato . Purtroppo per me, erano parole vere. Aggiungendo Francesca: “Io ora ho bisogno di una persona come te che mi dia amicizia, complicità, allegria, ricchezza interiore e  intellettuale e soprattutto amore. In mio marito non trovo queste cose! E con te sto vivendo un momento della mia vita particolare, bello, felice.” Affermò. Per poi chiedergli:  “E tu? Le tue donne?”
“Ti ho detto che sono separato, con mia moglie non vado d’accordo, lei vive la sua vita e io la mia.”
“Ma hai ancora legami con lei?” Chiese curiosa.
“Solo per mia figlia!” Precisò.
“E qui non hai nessuna? Guarda che sono gelosa! Dimmi la verità” Domandò con diffidenza.
“No nessuna amore…Ho solo te!…E’ la verità.” Rispose ridendo.
“Ma oltre me o prima di me?” Chiese lusingata dalla risposta precedente ma sempre sospettosa. Era proprio innamorata  e mi dava fastidio sentire quel discorso dicendo addirittura che era gelosa di lui. Era fuori di testa.
“Oltre te, nessuna!” Rispose Marco abbracciandola e baciandola:” Prima di avere rapporti con te, avevo qualcuna o andavo a prostitute!” La informò provocatoriamente.
“Nohh…a prostitute?…A pagamento?? “ Ripetè mia moglie quasi scandalizzata.
“Si, ha prostitute, a puttane che vendono la figa, quando hai voglia di chiavare e non hai nessuno con cui farlo, vai con loro, negli appartamenti e anche nella strada in auto, ci  sono anche prostitute molto belle non credere, sono donne come tutte le altre anche se si fanno pagare e il prezzo dipende da cosa fanno.”
” E tu  le pagavi per  fare sesso?!”                                                                                                        “Certo!” Rispose.                                                                                                                                             Lei  restò in silenzio mentre lo guardava.                                                                                                      “Ma che cazzo le va a dire che va a puttane!” Pensai irritato :” E’ proprio scemo!”
Lui si inserì sapientemente in quella pausa:” Vuoi saper quanto prendono?”
Lei abbozzò un sorriso curioso:” Quanto!?”
“Allora chiavare in auto 30 euro, in appartamento 50 euro, pompino sia in auto che in appartamento 20 euro, in culo 100 euro, sia in auto che in appartamento e poi dipende da che  etnia te la scegli, le slave hanno un prezzo medio, le nere e le cinesi basso, le più care sono le occidentali, le  italiane.”
Restò in silenzio poi  chiese imbarazzata: “Hai fatto anche anale con loro ?!”
“Si anche anale, io faccio tutto, anche il culo sono bravo.” E rise.
“Sei un porco!” Ribatte mia moglie con un sorriso malizioso.
“Si lo sono!” Rispose lui:”E chi viene con me diventa una porcella. Della donna mi piace tutto, la figa, la bocca, il culo, specie se è una donna che  amo, io  mi  concedo  completamente anima e corpo e vorrei che  lei  facesse lo stesso.”                                                                                                    “Tu l’hai mai fatto?” Chiese sorridendo a mia  moglie.
“ Cosa l’anale?” Lui  annuì.                                                                                                                   “No..no! Noi non facciamo queste cose.”Rispose seria.
“C’è sempre una prima volta !” Esclamò lui ridendo.
“No…no! Io non sono una donna che fa queste cose… .” Affermò seria differenziandosi dalle donne che parlava lui.
“Mi faceva venire il  nervoso  a sentire quelle cose, mi chiedevo cosa centrasse quel discorso con mia moglie, se aveva idee del genere se le poteva togliere dalla testa, non volevo, ed ero sicuro che mia moglie non l’avrebbe mai fatto una cosa del genere.                                                     A distogliermi da quel pensiero fu la voce di  mia moglie  che curiosa chiedeva  a Marco: ” Ma non fa male dietro?”
“Dipende… se uno è bravo come me no!” Precisò sorridendo sicuro di se.
Era presuntuoso e spaccone come tutti i  meridionali, comunque il fatto che parlasse con mia moglie di quelle cose anche se lo disapprovavo, mi eccitava.
“Sai, come ti ho detto, la puttana è una donna come le altre, ma anche le altre donne sono un po’ puttane dentro quando fanno certe cose.”
“Vuoi dire che anch’io sarei un po’ puttana?” Chiese mia moglie scherzando.
“Si! “ Rispose con nostro stupore… :” Quando fai pompini o lo fai in un determinato modo lo sei. Tu sei il mio amoree quindi  la mia puttana in un certo senso.” Disse stringendola e baciandola. Era pazzo le diceva che anche lei era come quelle donne che frequentava lui.
Francesca vedeva inconsciamente e inconsapevolmente in lui la superiorità psicologica e sessuale, la sua dominanza su di lei fisica e sentimentale, il diverso da me e questo le dava una forma di assoggettamento naturale a lui, di sottomissione mascherata d’amore che con me non aveva.
Con me si sentiva chiusa in un rapporto che definiva dolce ma atrofizzato, la sua mente, la sua intelligenza era diventata priva di stimoli per me. Più il  tempo passava e più mi rendevo conto che il loro  non era il rapporto adultero e in un certo senso rispettoso   come quello che aveva mia madre con Bruno, lui la rispettava, l’amava. Marco invece era diverso, era  un porco, non l’amava e riversava le sue porcherie su mia moglie e non mi  andava. Il mio era un progetto, un sogno  riuscito a metà.

IL CAMBIAMENTO. 

Passarono ancora alcuni mesi vivendo in quella routine trasgressiva e ci eravamo stabilizzati ognuno con il proprio ruolo. Lui era a tutti gli effetti l’amante segreto di mia moglie oramai, lei sessualmente era la sua donna e io il cornuto contento per lui e ignaro per mia moglie. L’essere innamorata, comportava che eseguisse tutto quello che lui le chiedeva anche se era contraria, se non subito poco dopo, pratiche e atti sessuali che avrei preferito non avesse fatto, ma oramai era tardi per correggere o impedire gli eccessi che lui le proponeva e che lei anche  se controvoglia accettava. Li prendevo come complicanze del percorso che avevamo attuato e non erano state preventivate.                                                                                                                                In quel periodo ci  frequentavamo, spesso oltre a vederci tutti con i  figli in qualche pizzeria, ci  incontravamo anche da soli  io e lui per un caffè o altro e chiaccheravamo anche di  mia moglie, apostrofandola spesso “chiavona”… nel termine volgare che la considerava lui, dicendoglielo anche negli incontri a casa sua scherzando e imbarazzandola per non dire umiliarla;  paragonadola sempre a una di quelle donne che frequentava lui, e questo  mi dava fastidio, non lo  sopportavo, specie quando invece di  chiamarla Francesca, diceva “la nostra chiavona”, non mi andava giù.                                                                                                                                         Da parte sua  mia moglie accettava quegli epiteti scherzosi, non diceva nulla, lo aveva fatto le prime volte, ma poi come una stupida rideva anche lei dei termini volgari e osceni che le dava ridendo. Mia moglie nei miei  confronti non aveva più il rimorso, e  il senso di colpa e il combattere con se stessa si era affievolito nelle settimane  fino quasi a sparire, aveva ormai accettato pienamente quella relazione adultera di avere due uomini, marito e l’amante, proprio come mia madre. IL rischio più grande che avevo preventivato, come dicevo si era  avverato, si era innamorata di lui, ma senza sconvolgimenti famigliari o personali , patemi e perdita di testa da parte sua, solo l’accettazione di uno stato di fatto che si protrasse per mesi, e che viveva felice, pensandomi ignaro.
E’ proprio vero che non c’è più stupida di una donna innamorata, specie se matura, me ne sono accorto personalmente quando accettava le sue richieste, come quando un giorno Marco, nel parlare in uno dei nostri incontri riservati mi disse:
“ Vorrei fare qualche cambiamento a Francesca, sei d’accordo?”
“Che tipo di cambiamento!” Chiesi curioso.
“Niente di particolare, renderla un po’ più moderna, meno mamma e signora…e più  giovane e libertina.”
“E in cosa consisterebbe questo cambiamento ?” Domandai sospettoso visto le sue
frequentazioni e le sue considerazioni femminili.
“Tanto per iniziare farle rasare tutta la figa, fargliela tenerla depilata come le donne di mondo che chiavano spesso.” Rispose ridendo.
Sorrisi :” Sono  contrario, ma prova! Se ci riesci… .” Replicai indifferente .
“Si ci proverò!” Ribattè compiaciuto del mio disinteresse e consenso.
Un pomeriggio in uno dei loro incontri amorosi, al termine mentre l’accarezzava sull’addome e il sesso, stringendola a se con l’altro braccio le disse:
“Perchè non ti depili tutta la figa?!”
“Come?” Chiese mia moglie tirando su la testa e guardandolo stupita come se non avesse
capito. E lui ripetè :
“ Si, tagli tutti i peli della figa, la rasi. A me piacciono senza peli, lisce, sono più belle, sexy. L’hai mai depilata ??” Le chiese.
“No mai !” Rispose lei .
“Perchè?”
“Ma perché non ne sentivo la necessità, noi in famiglia non lo pratichiamo, non facciamo queste cose, anche mia madre non la mai rasata!”
“Ma se te lo chiedessi io di farlo per me, perchè ti  amo, di rasartela tutta perché mi piace depilata, lo faresti?”
Vidi che restò in silenzio e poi sbottò: “ Ma come faccio?!”
“Con il rasoio!” Rispose lui ridendo .
“Si lo so che si rasa con il rasoio !” Rispose con un sorriso ironico mia moglie:”Io intendevo come faccio con mi marito, cosa le dico? “
“Non le dici niente, te la rasi e basta!” Esclamò lui.
“Eh si!! E poi quando la vede tutta nuda senza un pelo mi chiederà il perché lo fatto cosa gli dico? “
“Gli, dici me lo ha chiesto Marco che è il mio amante!”
“No dai smettila!!.. con queste cose.” Esclamò infastidita.
“ E allora digli che si usa così ora, che è la moda averla rasata, che le signore la portano depilata e ce l’hanno così le tue amiche e che vuoi provare… .Ci sono mille bugie che puoi dirgli. “ Aggiungendo accarezzandola sopra:” Lo farai per me? Te la raserai tutta vero?… Così potrò leccartela bene!”
Francesca sorrise:” Porco!!” Esclamò sorridendo, aggiungendo:“Vedrò!!”
La sera dopo a letto facendomi discorsi strani sull’estetica intima femminile, mi sentii dire:
“Paolo, sai, avrei intenzione di rasarmi la patatina… ( così  la chiamavamo noi anche riguardo a nostra figlia che cresceva).”
“E perchè? “Chiesi.
“Così! … Ce l’hanno molte mie amiche rasate …e vorrei provare anch’io.”
“Ma se non l’hai mai fatto e poi guardi le tue amiche? Ma di cosa parlate quando siete
assieme?” Chiesi divertito.
“Ma no, non le guardo, ma vorrei provare… .” Restando in attesa che io gli rispondessi:
“ Ma lo sai che poi dovrai rasartela tutti i giorni o quasi se no ti darà prurito.” Scrollo le spalle.
“Va bene se vuoi rasala pure, poi mi farai vedere come stai !” Dissi ridendo .
Aveva il mio consenso, c’era riuscita, poteva fare contento Marco e il giorno dopo in bagno con il mio rasoio da barba se la rasò tutta completamente.
La sera quando rientrai a casa mi vemme incontro, mi diede il bacino e mi sorrise:” Lo fatto!!” Mi esclamò imbarazzata e divertita.
“Fammi vedere !” Chiesi curioso. Andammo in camera da letto tirò su la gonna e giù lo slip e la vidi per la prima volta senza peli. Sembrava più grande, la fessura si vedeva in tutta la sua lunghezza, con il centro dischiuso perennemente dalle chiavate di Marco e si notavano le piccole labbra che sporgevano appena tra le grandi. Era di forma bombata, cicciottina, tanto che sembrava gonfia. Lei era imbarazzata a mostrarmela, ma a me  eccitava vedergliela in quello stato.
“Bella!!” Le dissi compiaciuto senza toccargliela:” Ora la porterai sempre così?”
“Per ora si!”” Rispose contenta non immaginando che io sapessi il  motivo della sua rasatura.
La prima trasformazione per Marco l’aveva fatta. L’aveva accontentato e io seppur contrariato stavo a quel  gioco della trasformazione, visto che intanto non potevo  fare niente per impedirlo, e poi se devo essere sincero, mi eccitava vederla diversa, un pò oscena.
Dopo qualche settimana fu la volta dei capelli, stessi momenti, dopo averla chiavata e detto che l’amava le fece la stessa richiesta :” Perchè non ti schiarisci  e accorci un po’ i capelli, li fai sul biondino, cambi taglio e stile, così sembrerai più giovane? Non dico di farteli platino, ma quasi… .” La esortò sorridendo e toccandoglieli  con le dita, giocando ad alzarli e lasciarli cadere.
Alla fine informandomi una sera, mi disse che aveva deciso e voleva cambiare acconciatura, se ero d’accordo. Così al mio si scontato, nei giorni seguenti si tinse i capelli e li tagliò in una specie di caschetto mosso, che devo dire le stava anche bene, rendendola davvero più giovane e bella. Lui si divertiva a trasformarla, lei accettava perchè la intricava il cambiamento e perchè lo amava e voleva piacergli, e a me eccitava che si trasformasse, che mutasse aspetto per piacere a Marco, per suo volere, per amore, per lui e si lasciasse corrompere moralmente e diventando impudica.
E così accadde poi per il trucco e alcuni capi di lingerie sexy che indossava quando si
incontrava con lui, fino al  perizoma che non aveva mai  messo prima e che indossato, la string dietro le faceva un culone enorme e davanti il triangolino appena copriva la figa grossa, da mamma, era ridicola, ma piaceva a lui e per lei andava bene tutto.
Esteriormente l’aveva ringiovanita, le aveva dato una ventata di vitalità ed energia, rendendola lussuriosa e libertina .
Un giorno mi manifestò l’intenzione di fare di più, di andare oltre la routine, perchè dopo mesi si era stancato della monotonia sessuale che aveva con lei e voleva fare qualcosa di diverso, voleva cambiare e mi comunicò l’intenzione di incularla.
Fui subito contrario :” Tu sei pazzo! Questo non era nei patti … il  culo di mia moglie non lo tocchi, lei  è ancora vergine, non abbiamo  mai avuto pratiche anali, siamo contrari a queste cose.” Precisai, ma non volle sapere ragione, come suo carattere minacciò di troncare tutto se non accettavo che lui ci provasse e per non perdere quella situazione che avevo creato, accettai, pensando che mia moglie non avrebbe mai fatto una cosa del genere.
“Perchè non vuoi?” Mi chiese.
“E me lo domandi?  Sei stato con i trans e non hai mai smesso di incontrare altre coppie se ti capita, inculi altre donne e poi vuoi fare il culo a mia  moglie?” Risposi alterato, aggiungendo : ” E poi anche per un punto di vista morale, lei non è portata per queste cose… .” Sorrise:
“ E per questo che mi piace farglielo, perchè è una insegnante e guarda che se è per le malattie, il rischio è lo stesso di chiavarla, non è che inculandola c’è più rischio, non c’è nessuna differenza tra inculare una donna, un un trans o tua moglie.
A parte la sua verginità, la diversità consisterà solo nella forma anatomica, le donne hanno il sedere pieno, tenero e più rotondo, mentre quello dei trans che è maschile è piatto e muscoloso, ma si inculano bene anche loro.”
Non mi interessano questi particolari.” Ribadii disgustato. Ma come dicevo sopra al cuore non si comanda e non c’è più stupidità che in una donna innamorata.
Così in un ennesimo incontro sessuale, la convinse con le carezze, i  baci e le solite parole dolci d’amore, che le donasse anche a lui che l’amava, qualcosa di suo verginale come aveva donato a me. Le prime volte alle sue richieste seguirono i dubbi e i dinieghi di mia moglie, ma alla fine accettò, per curiosità e amore.

Quel pomeriggio, dopo averla chiavata un po’, Marco lo sfilò dalla figa senza eiaculare, dicendole:
“Girati! Mettiti a carponi, voglio prenderti dietro!” A quelle parole mia moglie replicò negativamente:
“No dietro no dai! Ne abbiamo già parlato, non mi piace fare queste cose!”
Ma lui non l’ascoltò rispondendo:” Ma lo già fatto altre volte ad altre donne, dai!”
“Ma a me non va! “ Ribattè seria e decisa mia  moglie sedendosi sul lenzuolo quasi al centro del letto con il  busto eretto.
Devo dire che era scaltro a persuaderla, difatti con fare indifferente iniziò a dire:” Va bene, se non vuoi non lo facciamo, io non ti  obbligo a fare niente, però a me piace, vorrà dire che mi sfogherò in altri modi.” Mentre lei nuda ascoltava, aggiungendo: “Guarda che quello che ti chiedo anche se è un comportamento che tu definisci innaturale, lo praticano migliaia di donne con i loro mariti e no.”
Mia moglie preoccupata da quelle parole, in silenzio si avvicinò a lui, lo avvolse  con le sue braccia al suo, dicendogli stupidamente :” Non voglio che vai  con altre! Sei mio… .” Poi  guardandolo :”Ma perché vuoi che faccio queste cose? Non le ho mai fatte neanche con mio marito… . “
“Ma io sono più di tuo marito, sono il tu amore, potresti donarmelo ed eviterei di guardarmi in giro .” Rimarcò ancora.
A quelle parole una donna intelligente si sarebbe alzata, vestita e sarebbe andata via, ma si da il caso che una quasi quarantenne innamorata non si comporta mai da donna intelligente e così fu per lei e invece di andarsene esclamò :” Fa male!?”  Facendo capire con quelle parole, che legava la sua contrarietà, non più a un discorso morale e di principio, ma a un dolore fisico. Cosa che lui vedendo la sua esitazione minimizzò subito.
“No che non fa male, ti ho detto che sono bravo, che lo già fatto altre volte.” Io ascoltavo curioso e incredulo del  comportamento di mia  moglie per vedere fin dove sarebbe arrivata e come finiva quella discussione.
“Facciamo così proviamo… se senti male smetto!” Disse lui sorridendole accarezzandola sulla schiena.
Ci fu un lungo silenzio da parte di mia moglie, che significava che era dubbiosa e non capivo se perché era curiosa, lo amava o perchè aveva paura di litigare con lui e si cercasse un’altra come aveva ventilato.
“Non mi fai male?!” Chiese ancora.
“No! Non ti faccio male:” Ripetè ancora:” Tu però devi fare come ti dico io, seguire i miei comandi.” E battendo la mano sul materasso, come se le desse un ordine esclamò: “Su qui! Vieni qui! Mettiti come le cagnette!”
Già quel paragone mi dava fastidio, ma non potevo intervenire.
Vidi mia moglie muoversi, girarsi e mettersi a carponi nella posizione della cagnetta come la chiamava lui, con le mammelle che le pendevano e dondolavano sotto il torace . La vedevo persa in quella posizione animale che a noi non piaceva praticare.
Vederla in quella atteggiamento era molto libidinoso e aveva una carica di erotismo e di emozioni diverse che nel vederla chiavare.
Mi chiedevo incredulo:” Ma davvero si fa fare il  culo da lui?” E provavo  una sorta d’invidia per quel calabrese. Quella posizione e quella pratica a cui si accingeva a sottoporsi , non era intima e nemmeno romantica perché impossibile scambiarsi baci o sguardi mentre si pratica sesso, e per noi era sempre stata una posizione volgare, da bestie…da cani in strada o nei cortili. E vedere lei  a carponi, con la sua pelle pallida inginocchiata tra quei bianchi lenzuoli con le braccia tese in attesa di lui, aveva un qualcosa di perverso.
Si posizionò inginocchiato dietro lei, facendole divaricare un po’ le gambe .
“Stai tranquilla amore, sentirai solo un po’ di fastidio, se senti male smetterò.” La rassicurò.
Lei non rispose era seria e tesa.
“Rilassati se resti tesa così non ti entrerà nemmeno uno spillo!” Disse accarezzandole la natica ridendo e facendo sorridere anche lei della battuta. Lubrificò bene l’ano e la sua cappella con la saliva visto che al momento non aveva lubrificanti dietro e anche in quella situazione, non mettevail  preservativo. Con le mani larghe prese i suoi grossi e carnosi glutei e li divaricò lentamente, finche non comparve tra loro, l’ano rosa, chiuso e vergine.
Lo guardò soddisfatto, poi portando avanti il bacino e le ginocchia vi appoggiò la cappella contro e mentre con una mano lasciava una natica e si teneva il cazzo in mano fermo e duro, con l’altra tenedolo sempre divaricato, con esperienza premette mentre le sussurrava: “ Tranquilla! Tu spingi come se dovessi fare la cacca. Spingi indietro.”
Non avendolo mai fatto non sapevo che bisognava spingere come per defecare per sodomizzare una persona, erano cose nuove anche per me, comunque dall’espressione concentrata della faccia di mia moglie mi accorsi che gli ubbidiva, spingeva.
Quando a un suo lamento la cappella entrò nell’ano, lasciò il gluteo anche con l’altra mano e allungandola le cinse la vita passandole sotto in braccio, mentre con l’altra le prese un fianco tenendola immobile.
Con bravura e capacità tra qualche lamento di sofferenza di mia moglie la penetrò un po’, vedendo io il dolore sul suo volto.
“No basta fermati Marco. Mi fai male !” Esclamò.
Ma lui mentendo disse:” Ma no oramai è dentro a metà!”
“No..no..no! Sento male!…Toglilo!” Ripeteva mia moglie cercando di sfuggire alla sua morsa che la teneva ferma e immobile in quella posizione sul letto.
Spinse ancora con energia, penetrandola di più e mia moglie tirò un urlo forte:” No.. noooo! Fermati !” ma con un colpo ancora  energico e profondo la penetrò quasicompletamente. Mia moglie urlò.
“No!… Fermo ..fermo!” Quasi piangendo.
“Si… si amore, oramai è dentro tutto, ce l’hai nel culo resto fermo così il retto si abitua all’intrusione, al corpo estraneo. “ Mormorò, lasciando la presa sotto la pancia  e allungando il braccio accarezzandole la schiena su fino al collo e ai capelli.
“Fa male!” Mormorò lei.
“Oramai è fatta! …Vedrai, tra poco inizierai a godere come non hai goduto mai e tutto passerà.” E dicendo così inizio a muoversi lentamente posando le mani sui  fianchi e inculandola .
Tutto sommato anche se non mi andava quella pratica e preferivo non l’avesse fatto, fu emozionante ed eccitante vedere la sua iniziazione e il suo sverginamento anale ed ebbi una forte erezione.
La vedevo penetrata da dietro, analmente, in una posizione che non era mai stata nostra e non faceva parte della nostra intimità sessuale, sembravano due cani da strada che si accoppiavano, il bacino stretto di Marco ,contro il bel culo voluminoso di mia moglie.
Come ho già scritto altre volte sopra, devo dire che lui era bravo e ci sapeva fare, sapeva far sesso in tutti i modi, si capiva da come si muoveva e la faceva dimenare che aveva esperienza, e durante l’inculata la sofferenza divenne piacere e mia moglie iniziò a godere e si lasciò andare abbassando le braccia davanti appoggiandosi sui gomiti, alzando di più in alto e verso lui quello splendido culo violato e si abbandonò a quel piacere da noi  considerato contronatura.
La inculava come una bestia, con gusto e cattiveria, oserei dire quasi con odio tanto era eccitato e brutale, dandole schiaffi sulla natica e con l’altra tendola dietro per i capelli, forse perché era una moglie per bene. La faceva gemere di dolore e piacere, tirando il cazzo fuori quasi completamente dal retto e dall’ano, rispingendolo subito dentro, ripetendo più volte quell’azione, che seppi in seguito nel tempo era una pratica impiegata per slargare l’ano, lesionare i muscoli, far cedere gli sfinteri e farli restare dilatati permanentemente, praticamente danneggiandoli  se non rompendoli definitivamente, facendogli perdere l’elasticità di  contrarsi, di  chiusura e quindi lasciare la donna perennemente in quello  stato che si dice di “rotta in culo”, con l’ano non più chiuso completamente, facilitando e rendendo indolore i  futuri rapporti anali. E così fu purtroppo.
La penetrava profondamente, fino in fondo, facendo toccare i suoi inguini alle sue natiche morbide e pallide, infilandoglielo tutto in pancia, stringendole da dietro le mammelle dondolanti e facendola sussultare dal dolore e dal piacere .
”Arrgghhhhh!!! Sssssshhhhhaaa!!!!”
Sembrava un animale Francesca emettendo quei versi. La stava inculando come se fosse un trans, una cuckquean che frequentava lui, ma era mia moglie, una signora per bene, una mamma e moglie.
In altri momenti la teneva ferma sui fianchi, spingendo forte dentro, fino in fondo .
Notai in contrasto con la bajour dietro loro, che intanto che la inculava con la mano portata sotto essa, con le dita le accarezzava e stimolava il clitoride durante la sodomizzazione, trasformando il dolore in piacere particolare, diverso e unico, aumentando il godimento, finchè Francy scuotendosi tutta  come una cagna bagnata uscita dall’acqua, non ebbe un orgasmo multiplo, anale e clitorideo, mai provato prima. Lei come esaltata e non capendo niente si lasciò andare abbandonandosi a quel piacere perverso pur non volendo … .
Era dominata e domata da lui e si sentiva succube e inferiore in quella pratica, oltre l’atteggiamento aveva anche l’aspetto bestiale, spettinata e sudata, scuotendo il capo in continuazione. Si era tirata su a braccia tese, mentre sentiva in pancia l’asta di quel calabrese.
Lui gli dava colpi violenti coinvolgendo tutto il corpo, era forte e vigoroso. Francesca smaniava, gemeva, si teneva su a braccia erette, ma a stare su con il busto a volte le cedevano le braccia, perdendo l’equilibrio e la stabilità sotto i suoi colpi profondi, scendendo e appoggiandosi ancora sui gomiti, per poi ritornare su a braccia tese, avvertendo  il ritmo, l’intensità e la profondità delle spinte in quel rapporto anale. Dondolava avanti e indietro tra il cigolio del letto e la musica di sottofondo, tenendola stretta per i fianchi o stringendole forte le mammelle.
La sua brutalità era dolorosa, la penetrazione era vigorosa, selvaggia e violenta, spingendo con forza e volontà, quasi con cattiveria dentro il retto, facendole provare dolore, ma anche piacere.
Io ero incredulo, mia moglie si era lasciata sodomizzare da lui…e ne godeva, godeva a farsi inculare, era incredibile.
Non era il sesso romantico e passionale che aveva fatto finora con Marco, quello di baci, carezze e paroline dolci sussurrate all’orecchio come quello di mia madre, il loro era un sesso selvaggio, animale, perverso, che provava e subiva e iniziava a piacerle, e le parole volgari gridate ad alta voce avevano preso il posto dei dolci sussurri teneri:
“Mmmmmmhhhhhhh!!!!..Aahhhhhhh!!!!! ….Ssiiiiiiii!!!!!” Gemeva ansimando.
Le faceva venir fuori vergognosamente il suo lato più animalesco e primordiale… si sentiva posseduta e dominata da lui, finché l’ano oramai slargato si adattò dilatandosi  e cedendo gli sfinteri maggiormente alla sua asta, e i movimenti diventarono rapidi, decisi e scivolosi, alternati ad altri lenti, ampi e profondi, facendo arrivare l’asta fino in fondo e restando fermo qualche secondo per poi ritirarla. Marco con le mani libere, quando non la stringeva ai fianchi, le accarezzava la schiena o la batteva sulla natica dandole qualche sculaccione o le stringeva e stimolava il seno e il l clitoride.
Quella mia estraneità da lei e da quello che le accadeva, risvegliava in me istinti primitivi, eccitandomi al massimo vedendola oramai sodomizzata, finché non la sentii godere e ansimare nell’orgasmo anale :” Aahhhhhhh!!! Siiiiii!!!!! ….Siiiiiiii!!!!!! Aaaaarrrggggghhhhhhh!!!!!!”
E anche lui inarcandosi venne, eiaculando dentro il suo retto, restando fermo a svuotarsi bene nel suo intestino, e mentre a lei cedevano le braccia e si sdraiava ansimante sul materasso, lui la seguiva accasciandosi con il torace bagnato sopra la sua schiena anch’essa sudata.
L’aveva sverginata e inculata.
Vederla in quella pratica fu elettrizzante. Erano tutte cose che non avevamo concordato perché non pensavo assolutamente di fare, ma le scoprivo e accettavo strada facendo come delle complicanze, e mi  sconvolgevano e piacevano ed eccitavano nel vederla sempre più sottomessa sentimentalmente e fisicamente a lui.
Quando lo tolse, la cappella era sporca di feci, mentre l’ano dilatato di mia moglie lasciava uscire aria mentre lei si vergognava. Era imbarazzata a vedere il glande di  Marco sporco dalle sue feci, si  vergognava.
Poi si abbracciarono, baciarono e accoccolarono senza parlare.
Poco dopo lei si alzò, io mi infilai veloce nello sgabuzzino e socchiusi la porte, la vidi passare e andare in bagno a lavarsi sentendola perdere aria dall’ano dilatato mentre camminava, non riuscendo a trattenersi in quel momento.
Quando andò via lui venne da me con un sorriso trionfale, non disse nulla ma capii che mi sfotteva:” Hai visto? Fatto!” Disse parafrasando  una certa pubblicità.Dopo aver  chiacchierato un pòò ci salutammo.
Quella sera a casa era agitata aveva l’ano dolorante ed evitava di guardarmi. Cenammo come tutte le altre sere con i ragazzi.                                                                                                                     ” Cos’hai amore? Sembri strana!” Gli dissi.                                                                                                    ” Oh non è  nulla, sono  solo un pò indolenziata disse portando la mano sull’addome, mi staranno venedo le mestruazioni.”

In seguito nei vari incontri che ci furono, la prese ancora analmente e anche in posizioni non usuali per noi, con lei a cavalcioni sopra lui o lui dietro di lei inginocchiata alla pecorina… . Diventando più un rapporto sessuale che amoroso.
Continuammo quel rapporto a tre , sempre  con mia moglie non sapeva che io sapessi della loro relazione.

IL PRESERVATIVO.

Negli incontri sessuali la chiavava sempre senza preservativo, senza protezione anticoncezionale, perché lui voleva in quel modo, lei non si era opposta, ne gli chiese mai di metterlo, solo di stare attento e venire fuori. Piaceva così anche a lei, e quella pratica era diventata uno stato di fatto, lo avevamo accettato tutti oramai, ci eravamo normalizzati in quel rapporto adultero  senza preservativo consentendolo. E anche se facevano molta attenzione quando chiavavano e lui era bravo a trattenersi, era sempre pericoloso, ma forse anche per questo eccitante.
Glielo avevo detto e ripetuto più volte di mettersi il preservativo ,ma non
ne voleva sapere:
“Così è più bello, si gode di più…si sente il caldo e l’umido della figa.”Ripeteva sorridendo.
Alle mie raccomandazioni dirette a lui di fare attenzione, spesso rispondeva scherzando: ” Tranquillo!… Sono allenato! Certo che se scappa una goccia però… oppure, se non riesco a trattenermi… lo sai che senza volerlo ne ho già messe incinta due tempo fa? “E rideva. Non mi piaceva quella confidenza che si pigliava e il scherzare in quel modo, mi dava fastidio: “Dai non scherzare su queste cose!” Gli ripetevo sempre serio. E lui rideva dicendomi:
“Ma dai che piace anche a te il rischio. Perché non le hai fatto prendere la pillola o mettere la spirale?’” Chiedeva.
“Siamo contrari a queste cose.” Rispondevo senza andare oltre.
“ Problemi etici? Religiosi? …Ah quindi se Francesca resta incinta ve lo tenete?!” E sorrideva.
“No..non ci teniamo niente…”Ribattevo:”… lasciamo perdere queste cose… che non mi va di parlarne!”
Ma lui scherzando in modo odioso, credendo in quel modo di essere simpatico proseguiva: “Ma no dai!… Non prendertela… guarda piace anche a lei vivere il rischio di poter essere ingravidata, cosa credi che non si senta eccitata? Le piace la suspence, le donne sono infinitamente più eccitate dalla possibilità di restare gravide. Francy ha sempre la figa fradicia prima che lo tiro fuori e le vengo sulla pancia, è come te!… “ E rise ancora:”..Lo so che eccita anche te quella paura!…Che ti piacerebbe che lo facessi ma hai paura.”
” Ma non dire cazzate!” Gli rispondevo, mentre lui continuando aggiungeva. “E poi c’è sempre la pillola del giorno dopo se capitasse.”
“Ma non deve capitare !” Rispondevo io serio e infastidito di quel modo di fare e della confidenza e conoscendolo sempre più personalmente, mi chiedevo come facesse a piacere così tanto a mia moglie da essersene innamorata.
“E’ un gioco anche questo sai! Ma eccitante, alcune coppie lo praticano, i mariti chiedo di venire dentro la figa della moglie.”
“Io no! Assoluamente! Non sono questo genere di marito.” Rispondevo.
A volte mi chiedevo a che gioco giocava per irritarmi con questa storia.
Ero conscio che il rischio che correva mia moglie era reale, ero consapevole della pericolosità che correvamo e nonostante le sue assicurazioni, avevo sempre il timore nell’imminenza dell’orgasmo che lui non riuscisse a controllarsi e gli venisse dentro, ed essendo Francesca fertile, che succedesse l’irreparabile e me la mettesse incinta davvero.
Questo timore inconsciamente mi procurava disagio ed eccitazione che mi accompagnavano ad ogni rapporto sessuale che spiavo, a volte dandomi un senso di adrenalina elettrificante in corpo, altre volte quando tardava a toglierlo e sborrarle sulla pancia, di apprensione e di timore, ma nell’insieme tutto piacevole.
Il timore mi prendeva quando mia moglie inarcava la schiena dal piacere dell’orgasmo e lo stringeva a se e imprigionava con le sue gambe sui fianchi e i piedi dietro le cosce, e lui le stringeva le grosse mani sotto le natiche tenendola adesa a se, muovendosi vigorosamente con gli inguini di mia moglie ancor più contro i suoi. Temevo sempre in quel momento che accadesse l’irrimediabile, che gli eiaculasse in vagina. E quel pensiero tormentoso lo vivevo con emozione e apprensione, fervore e angoscia.
Non capivo nemmeno io perché Il fatto che potenzialmente potesse ingravidarla, inspiegabilmente mi eccitava . Ma a lui non lo dissi mai… .
Inconsapevolmente il fatto che le venisse dentro a pensarlo era come un desiderio represso, un brivido di frenesia e orgasmo cerebrale in me, e inspiegabilmente e perversamente mi eccitava la possibilità che potesse accadere davvero e che restasse incinta da lui, anche se razionalmente lo rifiutavo, però mi dava una emozione mentale, di stordimento cerebrale come quelle che vivevo nel sogno erotico di paura e piacere, anche se assolutamente non volevo che accadesse e quando lo immaginavo, appena spariva la sensazione di piacevole, pensavo a quell’atto con terrore. Tutte le volte che chiavavano e lui doveva avere l’orgasmo, lo vivevo sempre con ansietà e beatitudine, finchè non lo tirava fuori ed eiaculava su di lei, allora si spegneva la mia tensione erotica.

LA DISCUSSIONE.

Quando il nostro intrigo superò i sei mesi, divenni  insofferente verso  suoi  atteggiamenti nei  nostri  confronti  e le libertà che si  pigliava con mia moglie, e un pomeriggio alla fine di un loro rapporto sessuale, quando  Francesca era andata via e noi ci eravamo fermati  a chiacchierare, tornai sulle  battute e frasi che aveva rivolto a mia moglie e gli dissi:
“Non mi va che la tratti così! Che dici quelle frasi senza rispetto su di lei, non era questo il nostro accordo… .”
“E qual’era?”
Allora mi tolsi la soddisfazione  e gli  feci  presente tutte le cose negative che aveva fatto e non sopportavo di lui.                                                                                                                                    “Prima di tutto dovevi chiavarla con il preservativo e non lo hai  fatto e poi limitarti a chiavarla e non fare altro e invece… .”                                                                                                                            “Non la tratto senza rispetto, dico solo la verità e la considero per quella che è, come tutte le altre anche se lei è tutta perfettina ed educata.”
“Lei è una insegnante e una donna per bene… e non mi va che l’apostrofi in quei termini dicendo che è una puttana, una chiavona !” Dissi irritato.
“ Senti…” Mi rispose infastidito:”… io la tratto come tutte le altre donne che frequento, ne più ne meno quello che è, lei può essere una insegnante, una signora per bene come dici tu o altro, e non lo metto in dubbio senz’altro lo è, ma non è differente dalle altre donne che incontro. Noi abbiamo fatto un accordo… ricordi? Di fare un gioco, dove io dovevo chiavarla e renderti cornuto e ci sono riuscito, dov’è il problema!?”Chiese alterandosi anche lui. Aggiungendo” Io sono fatto così!”                                                                                                                                        “Farle il culo non era nei nostri accordi, come chiavarla senza preservativo… e sborrarle addosso e apostrofarla in quel modo. Io e mia moglie non abbiamo mai avuto rapporti anali!”
“Embè…e adesso che li ha!? Cosa cambia?…Perchè ogni tanto la inculo? Le piace anche a lei e lo hai  visto anche tu e vedrai che le piacerà sempre di più con il tempo prenderlo in culo.”                                                                                                                                                                                          “Tu non capisci quello che volevo vivere io in mia moglie, era un sogno giovanile, un desiderio avverato e non vedere fare pratiche porche con il suo corpo, coinvolgendo anche lei.”
“Che sogno!?…Non ti capisco, avevamo concordato perché io la chiavassi e tu guardassi…e lo abbiamo fatto!”
“Si è vero, lo avete fatto, ma per me quel tradimento aveva un altro traguardo e non questo, ma qualcosa di… .”E mi fermai.
“Non ti capisco!”
“Lo so ma non importa. Si lo so che sei fatto così e io  non voglio litigare con te, il problema è che a me da fastidio che la paragoni a una puttana e l’apostrofi con tutti quei termini che usi … puoi utilizzare altri modi, essere più rispettoso!” Ripetei
“Ancora con questo rispettoso… ma io scherzo !” Disse.
“Non voglio entrare in contrasto con te, voglio che restiamo in buoni rapporti, ma sei cambiato, da quando l’hai chiavata sei diventata un’altra persona, prima eri diverso… più amico.”
“Lo sono sempre amico …” Rispose:”…solo che ognuno al suo ruolo, tu di cornuto non dimenticarlo e io di di amante, quello che la chiava e lei di puttanona. Ti arrabbi perché dico che è una puttanona? Come la giudichi te una donna così . Dopo solo quattro mesi che lo corteggiata mi ha allargato le cosce e dato la figa… .”
“Lo ha fatto perché sente qualcosa per te!”
“Sei geloso forse?!”
“Un po’ si! Mi da fastidio, perché per questo motivo le fai fare tutte le porcate che vuoi.”
“Te lo detto, non ti devi preoccupare perché non te la porto via anche se è innamorata di me, mi diverto solo un po’… anzi ci divertiamo un po’ tutte e due se vuoi. Smettila di considerarla sempre una santarellina con la figa santa e pensala un po’ come a tutte le altre donnne a cui piace chiavare, oramai  non è più la donna di prima e non lo sarà più!” Esclamò.                              “Lo so!” Risposi.                                                                                                                                               C’era stato un momento che avrei voluto fermare tutto, ma oramai era tardi, la loro relazione era iniziata e proseguiva, lei era innamorata e fermare tutto avrebbe comportato di dire tutta la verità e non potevo permettermelo, forse avrebbe interrotto con Marco, non so, certo saremmo entrati in crisi e forse avrebbe lasciato anche me, o peggio, se avrebbe lasciato me e lui no! Non volevo pensarci.
Come era mio solito, nel mio studio sulla poltrona girevole ci riflettei molto e alla fine decisi che non potevo fare altro che lasciare tutto com’era, di seguire gli eventi, visto che la situazione mi era sfuggita di mano e non la gestivo più io, eche a Marco dovevo sopportarlo così, anche se era cambiato, avrei dovuto puntare su di lui,essere più complice  per poterlocondizionare su quello che faceva a mia moglie.

Ci incontravamo spesso in quel periodo, tutti e cinque assieme in pizzeria, a passeggio
o al mare, qualche volta fu invitato anche a cenare o pranzare a casa nostra, noi lui e i nostri ragazzi . Lui per loro era sempre Marco l’amico di papà.
Eravamo diventati una famiglia allargata, per me era erotico ed eccitante viverla e non visto osservare mia moglie come facevo con mia madre, i suoi sorrisi nascosti a lui, i suoi occhi grandi brillare quando lo guardavano silenziosi con me vicino a lei, come a dirgli che lo amava e lo voleva e poi guardare falsamente me con un altrettanto sorriso famigliare che fingeva di celare con l’affettuosità e l’amore l’anormalità di quell’essere assieme tutti e tre assieme. Pensando ignara che io non sapessi di loro.
La osservavo al mare e la vedevo come una buona mamma e una buona moglie, in costume o sugli zoccoli, in pareo o prendisole, o con il vestitino leggero da spiaggia, con la borsa sulla spalla e con la coda ai capelli anche se corti, come era solito fare, e gli occhiali da sole inforcati in fronte; con i ragazzi attorno a lei  e lui quando veniva con noi  poco distante. La osservavo dietro ai miei  occhiali scuri, togliersi il vestito, restando con un bikini classico in un corpo pallido,con un po’ di pancetta e subito rimettersi a posto i capelli e la coda con la mano e tirare giù gli occhiali sugli occhi, con me e lui vicino .
Ero stato appagato dal mio desiderio, dalla mia morbosità di offrirla a prezzo di  farla innamorare di un altro.
Sapevo che quando sarebbe finito tutto, anche se non fosse stato più come prima, tutto sarebbe tornato normale e io avrei vissuto accanto a lei anche se profondamente cambiata; silenzioso di quello che sapevo come aveva fatto mio padre con mia madre, amandoci lo stesso e forse più di prima, con i nostri due figli che crescevano, ricordandosi  lei  di  quanto accaduto con Marco  come una sbandata, solo una avventura.
Come dicevo sopra, mia moglie era innamorata di lui e lo invitavo spesso con noi perchè a me eccitava che ci fosse e piaceva vederla che le sorrideva e scrutava di  nascosto, a lui anche piaceva ed eccitava non solo chiavarsela , ma far parte della nostra vita quotidiana e con lei  giustificavo quella mia   disponibilità con il  fatto che fosse un amico ed era solo, e lei  non ha mai detto  niente  di  questo, acconsentendo felice dentro se.     Quando non lo vedeva o non poteva venire si innervosiva,  mi chiedeva come mai e dove fosse andato, mancava solo  che mi  chiedesse con chi, si  vedeva che era gelosa, e guardava sullo smatphone i messaggi di whattsapp per vedere se c’era anche il  suo.                                                                                      A  volte mi chiedeva fingendo di parlare di altro se sapevo dov’era, era gelosa e questo a lungo andare a lui non piaceva ma dava fastidio, lui era una persona libera che amava giocare sessualmente e basta, ma lei non lo sapeva .
A volte mi diceva scherzando quando mia moglie diventava assillante:
” Guarda ho già mandato affanculo mia moglie, se continua così lo farò anche con la tua… .” E rideva e io lo invitavo ad avere pazienza, che mia moglie era fatta così, che era gelosa perchè era innamorata di lui ed era comprensibile il suo atteggiamento. Paradossalmente la giustificavo proprio come facevo allora con mia madre.
A volte Marco andava in Calabria dai parenti e  stava via tutta la settimana, dieci giorni, altre diceva di partire invece restava in zona e  lo sapevo perchè me lo diceva, che incontrava coppie cuckold e poi si presentava da lei  non dicendole dove era stato e ingelosendola e chiavandola più intensamente. E rispondeva alla mia informazione che lei l’aveva cercato, dicendomi con il suo solito sorriso malizioso:
“Non lo mica sposata io Francesca! Non è mia moglie e non ho intenzione di averne più… sai come la penso riguardo a loro.” Io sorridevo.
Non gli piaceva la sua possessività da innamorata che cresceva ogni giorno di più.
Sapevo che lui era insofferente oramai e alle mie giustificazione su di lei mi ripeteva come un disco rotto :
”Non lo mica sposata! Non è mia moglie, è la tua !! Dovresti chiavarla anche tu un pò di più se ci riesci invece di guardare e segarti! Lei ne ha voglia le piace chiavare!” Diceva sorridendo precisando: “Non è il mio tipo di donna, lo sai !!”
” Già, non era il suo tipo, lui era abituato con le troie e le donne di coppie degli annunci, volgari, immorali e indecenti e non con una donna intelligente, fine , educata e  dolce come Francesca. Oramai aveva appagato il suo gioco e si era divertito, l’aveva svezzata, fatto di tutto sessualmente ed ora ad essere l’amante di mia moglie si stancava, non corrispondeva al suo standard di  donna porca  e cominciava ad essere insofferente delle sue chiamate al cellulare, o dei suoi sms, dei suoi :” Dove sei? Dove sei stato? Dove va oggi !!…Sei solo? … Ci incontriamo… .”
Sapevo che eravamo al limite del nostro triangolo e che tra non molto tutto tra loro sarebbe finito, era evidente da come la trattava durante e dopo gli incontri sessuali, lui era solo un puttaniere e mia moglie le andava bene perchè in città era solo, e lei era la sua donna disponibile, punto di riferimento. E poi oramai l’aveva sedotta e corrotta, le aveva insegnato a praticare le sue porcate, svezzata sul sesso e anche sodomizzata, quindi  avrebbe voluto dell’altro, contaminarla e depravarla, ma lei  non era il tipo.
Quando mi fece capire che lui avrebbe voluto smettere tutto, provai a farlo desistere, in
fondo mi piaceva che fosse l’amante di mia moglie, mi ero affezionato anch’io a lui che se la chiavava e ne ero contento e l’avrei lasciato volentieri continuare a chiavare Francesca e saltuariamente farlo io, ma il suo carattere lo portava ad essere scontroso e insofferente e come dicevo ad avere altre intenzioni, altri lidi che perdersi tra le cosce di una signora qualunque, per bene… mia moglie.
Tutto questo andò avanti per circa otto mesi da quando ebbero il primo rapporto sessuale e un giorno in pizzeria ci confidò all’improvviso che sarebbe andato via per un periodo a lavorare fuori.
“Dove vai? “ Chiese mia moglie sorpresa.
“ Non so ancora di preciso, o al sud o  all’estero … c’è più lavoro, più possibilità professionali.” Disse.
“Ma perché non resti! Lo troverai anche qui un lavoro migliore, ti aiutiamo noi, ti aiuta Paolo che ha delle conoscenze.”
E poi voltandosi e rivolgendosi a me mi esortò:” Tu non puoi aiutarlo? … Con qualche conoscente?…Trovargli un lavoro fisso qui!! Anche dove lavori tu!?”
“Certo! Posso vedere? Geometri ne cercano sempre.. . “ Risposi.
“Dai aiutalo!!” Mi pressava mia moglie come pregandomi.
E difatti mi diedi da fare anche su sua  sollecitazione, che a volte si esponeva fin troppo fino a rischiare se fossi stato un altro, di farmi capire o venire il dubbio che tutto quel suo interessamento avesse un altro  motivo oltre la semplice amicizia. Ma anche se lei si esponeva troppo, io fingevo di  non sospettare il  motivo vero, e le facevo credere  che pensavo che lo  facesse per amicizia.
Marco rifiutò ogni genere di aiuto, adducendo che con quella ditta era anni che ci lavorava e si trovava bene e non voleva cambiarla, che sapeva che in futuro lo avrebbero inviato anche all’estero, e non sapeva se sarebbe tornato, facendo  cadere mia moglie in una sorta di prostazione.                                                                                                                                            Incontrandolo da solo gli dissi : “Ora che si è innamorata di te, se la lascerai sarà un casino!”
Scrollo le spalle come a dirmi che non gli interessava e sorrise:
“Dipende! “ Esclamò .
“Dipende da cosa?” Replicai curioso.
“ Se ha qualcosa da fare non avrà tempo di pensare ad altro!!”
“Che vuoi dire?” Domandai.
Sorrise ancora dicendomi brutalmente :” Vuoi che te la metto incinta? Che te la ingravido? “           “Cosa hai detto!?” Replicai.                                                                                                                      “Se vuoi te la ingravido!” Ripetè sorridendo.                                                                                               Restai incredulo di quella esclamazione, e sorpreso dalla sua impudenza e sfacciataggine  e mancanza di rispetto.
“Ma che dici Marco, scherzi! …Assolutamente no, perché dici questo?” Replicai balbuzziendo.
“Perchè in genere a molti cuckold o cornuti come te piace fare ingravidare la moglie e così poi sarebbe impegnata e avrebbe qualcosa da fare che pensare a me, intanto avrebbe  qualcosa di mio suo .” Rispose innocentemente con un sorriso beffardo .
“Tu sei pazzo!!” Esclamai:” Ma cosa ti salta in mente di farmi questa proposta, mancarmi di rispetto!”                                                                                                                                                             “Non è mancanza di rispetto, ma proprio perchè c’è stata una storia così tra noi. So  che ti eccita l’idea, eccita tutti i cornuti  consenzienti.”                                                                              Restai in silenzio, ma e era un po’ come se mi avesse letto dentro, era vero mi piaceva l’idea, l’avevo pensato e mi aveva eccitavo pensarlo quando la chiavava, ma mai lo avrei mai accettato ne permesso sul serio.
Ma lui all’improvviso urlò ridendo: “Scherzoooo!!…Scherzooo!!!” Ripetendo irrisorio:” Te lo sei  creduto! Te la sei  bevuta che volessi  mettertela incinta!… Ahahahaha!… Però mi  piacerebbe provare a venirle dentro, provare l’emozione io di ingravidarla e lei di sentirsi tale e tu osservarci. Lo facciamo? Proviamo? Sei d’accordo se le sborro in figa?”     Non risposi subito, esitai qualche secondo e quel mio silenzio per lui fu eloquente tanto da dirmi irriverentemente:  “Ho capito allora la prossima volta che la chiavo le vengo dentro… .”
Sorpreso e incredulo da quello che diceva e dall’insolenza che usava non risposi, ero confuso, attonito e smarrito di quella sua richiesta, quasi pretesa e della poca considerazione che manifestava di me e di mia moglie.
Purtroppo però, quella era una di quelle situazioni mentali o fantasie, per non dire perversioni che si erano manifestate in me da quando lui aveva iniziato a chiavarla senza preservativo, e osservandolo vivevo quella sensazione di rischio e pericolo per mia moglie e indirettamente per me, che gli eiaculasse dentro per errore. E avvertendola e pensandola quella sensazione, avevo scoperto piacermi, fino a volte immaginarla ed eccitarmi, vivendo settimanalmente il loro rapporto adultero, e la loro storia, che non aveva niente a che fare con il rapporto adultero che aveva avuto mia madre con Bruno che era sessuale e sentimentale, la loro era solo sessuale o meglio per Marco, per mia moglie anche d’amore.
Mi vergognavo di me stesso d’avere quei pensieri e soprattutto a provane piacere a pensarli.
“Chi mai desidererebbe vedere la propria moglie ingravidata da un altro uomo?” Eppure quella situazione mi eccitava, tanto quanto, il vedere mia moglie far sesso con lui.
Ma gli risposi di no, di togliersele dalla testa certe idee con me, che mai avrei permesso una cosa del genere su mia moglie, che avevamo già i nostri figli e non mi piaceva giocare in quel modo. Anche di venirle dentro a sua insaputa, e lo diffidai dal mettere in pratica quel suo pensiero, aggiungendo che ingravidare una donna come intendeva lui all’insaputa di lei, era spregevole, da vigliacchi …da vili, e non avrei mai permesso un atto del genere su qualsiasi donna , tantomeno mia moglie.
“Allora glielo chiederò!” Rispose sfidandomi.
“Come?…Cosa intendi ? “ Domandai .
“ Semplicemente le chiederò se si lascia venire dentro!” Disse sorridendo:” E’ solo un gioco! Lo già fatto con alcune coppie.”
“Consapevole del il rischio che resti incinta da te?!” Domandai
“Si!!” Rispose.
A quelle parole sorrisi io:” Non lo vorrà mai, ne abbiamo già due e non vuole un terzo figlio e poi date!”. “ Risposi.
E lui di rimando:” Va bene la prossima volta io glielo chiederò, le domanderò se posso venirle liberamente dentro e se lei accetterà, lascerai che te la ingravido.. .” Disse con un aria di provocazione, proseguendo:” Questo è un gioco, più eccitante del chiavare che a volte faccio con i cuckold, è un gioco cerebrale di coppia, tu dici che non accetta, ma se lo fa le vengo dentro. Sei d’accordo?“ Esclamò, proseguendo:
“Se tu sei sicuro di tua moglie proviamo!… Lo accetti ?!” Mi sfidò con un sorriso beffardo.. No ripetei:” A parte che io non sono un cukold, te lo già detto, ma non mi va questo gioco e poi lei anche se è innamorata di te non accetterà mai, e comunque non voglio correre rischi.”Precisai
“Ma non ne corri rischi!”Esclamò sorridendo e cercando di convincermi ad accettare.
“Dai!!….Prima che vado via, che parta, salutiamoci con qualcosa di veramente erotico e adrenalinico, piacere e paura… pensa come sarebbe eccitante! Che orgasmo per ognuno di noi… .Sarebbe un rischio controllato in un gioco. Anche per lei cosa credi! Il pensiero di farsi venire dentro da un altro uomo come molte altre donne la ecciterà di più.” Fece una pausa avvicinandosi a me:
“Dai proviamo! Io glielo chiedo, e se lei si lascia sborrare dentro, c’è sempre la pillola del giorno dopo e non resterà incinta.”
Restai in silenzio , ne avevo sentito parlare ma non sapevo cosa fosse, poi curioso chiesi:” E chi ce l’avrebbe questa pillola del giorno dopo?”
“Ce lo io , gliela faccio prendere io!”Affermò.
“ E a te chi la data?”Domandai.
“ La vendono in farmacia?”
“E la compri tu ?” Chiesi diffidente. Non mi rendevo conto in quel momento, ma già il fatto che mi soffermarsi a parlare di quelle cose con lui, inconsciamente dimostrava il mio interesse, e lui lo capì subito, forse davvero dalla sua esperienza di conoscere i cornuti, e cercava di persuadermi ad accettare.
“No, me la da una mia amica infermiera che lavorava in un consultorio qui a Genova, loro ce l’hanno…” Aggiungendo non so quanto vero o per persuadermi:”…siccome le avevo portato più di una signora incinta a prenderla, sai quelle famose due che ti dicevo scherzando?…Era vero!” Disse. Aggiungendo:” Contatto questa infermiera e me ne faccio dare una, tanto sono dosi singole.”
“Ma te la darà!?” Domandai
“Si me la darà siamo in buoni rapporti e mi deve dei favori.” E rise stupidamente per farmi capire che anche lei se la era portata a letto.
“Ma sono sicure queste pastiglie, questa pillola del giorno dopo? Non provocano danni collaterali?” Chiesi ancora:
“No nessun danno collaterale! Agiscono solo sull’equilibrio ormonale della donna bloccando o ritardando l’ovulazione, cioè il rilascio dell’ovulo dalle ovaie e impedendo la fecondazione. Non ha controindicazioni. Guarda che ci sono davvero coppie che lo fanno, che lui lascia sborrare l’amante in figa alla moglie per farla ingravidare e poi prende la pillola del giorno dopo.” Si provano sensazioni indescrivibili , paura, eccitazione, piacere e dispiacere, godimento non solo fisico ma anche cerebrale.”
“Ma sei sicuro che funziona, che poi ha effetto la pillola ?!” Chiesi ancora.
“Certo! La prende subito dopo. Io non le dirò prima che poi le darò la pillola, se no finisce il gioco , la suspance, la convincerò a lasciarsi ingravidare senza dirle nulla, solo dopo che lei avrà accettato e le avrò sborrato dentro, la informerò del gioco e le darò la pillola. Pensa al piacere, l’emozione ,l’adrenalina di provare una sensazione unica quando mi vedrai che le verrò dentro e tu penserai: ” Me la messa incinta!” E sorrise continuando a suo modo:” Ti faro sborrare anche dalle orecchie Paolo a vedere tua moglie nel momento che viene ingravidata da me!” Esclamò, aggiungendo subito:” Scommetto che ce l’hai già duro!…Vero ?” Disse.
Mi faceva rabbia il suo atteggiamento, la sua supponenza e arroganza, ma era vero mi eccitava quella proposta, non mi era venuta l’erezione, ma lo avevo sentito muoversi.
Nel mio silenzio pensando, mi dicevo che ero un pazzo scellerato se avessi accettato, ma il tutto , solo il parlarne mi eccitava ed ero sicuro di me, ma soprattutto di mia moglie e delle sue idee a riguardo la fecondazione e i figli egli risposi di getto con il cuore che mi batteva fortissimo:
“Accetto! … Ma se non vorrà, tu ti fermerai qui in città, ti troverò un lavoro io e continuerai a frequentarla per un altro anno!”
Resto in silenzio e poi rispose :” D’accordo! Hai la mia parola!”
Ero sicuro di vincere ma puntualizzai bene:” Comunque se succedesse che accettasse, le darai subito la pillola del giorno dopo.”
“Certo!”Rispose con un sorriso contento.
“Vedrai piacerà anche a te, proverai emozioni mai provate.”
Ero turbato ed emozionato, non sapevo come definirmi, se pazzo, scellerato, perverso, ma avevo accettato e dato a Marco il consenso che mettesse incinta mia moglie.
“Bene! Allora per sabato pomeriggio, io intanto mi procuro la pillola del giorno dopo. Tutto avverrà come le altre volte, cambierà solo il finale.” Disse con un sorriso.

IL GIOCO INCOSCIENTE (INCINTA).

Passò il domani, il dopodomani e arrivò il sabato, giorno del loro incontro, con quella tacita intesa
tra noi, eccitante e piena di adrenalina per entrambi.
Ero sicuro che Francy non avrebbe accettato la sua richiesta, non avrebbe assolutamente voluto farsi eiaculare liberamente in vagina da lui, neanche se avesse insistito,ero certo che piuttosto avrebbe rotto con lui a quella sua pretesa di venirle dentro, aveva detto no anche alle mie richieste passate, sia di prendere l’anticoncezionale orale, che altri tipi meccanici in vagina dicendo che non voleva, non le piaceva farsi eiaculare dentro la vagina anche usando dispositivi antifecondativi, e ora arrivava lui … lo sborrone… a farle dire di si, volevo proprio vedere come avrebbe fatto, come la convinceva.
E così quel pomeriggio più eccitato del solito avrei assistito a uno degli ultimi se non ultimo dei
loro amplessi. Come sempre io arrivai prima a casa di Marco, e la mia prima domanda quando entrai fu:
“Ce l’hai la pillola del giorno dopo?”
“Si certo, ce lo! Me la data! La comprata in farmacia.” Disse con un sorriso. Prese la scatola e me la mostrò, era bianca e azzurra con su scritto Norlevo. La aprì,tirò fuori il blister che conteneva solo una compressa. “ Se le sborro dentro prima che vada via gliela faccio prendere rassicurati.”
Mi tranquillizzai, tutto sommato era un gioco eccitante e su questo aveva ragione. Quando lei arrivò, come al solito dopo abbracci e baci accesa la radio si spogliò nuda da sola e si sdraiò nel letto, lui fece lo stesso e si adagiò al suo fianco.
“Sai che forse è l’ultima volta che lo facciamo!?” Mormorò.
“No dai! Non dirmelo!” Mormorò lei rattristata.” Promettimi che ci sentiremo per telefono e whattsapp tutti i giorni e che appena potrai tornerai qui e mi verrai a trovare.”
“Si te lo prometto!” Disse abbracciandola e baciandola.
Dopo i preliminari iniziarono il loro amplesso, che Francesca sentiva più intenso sapendo che per un periodo sarebbe stato l’ultimo. Parlavano e si sussurravano d’amore, anche lui che non lo aveva mai fatto le diceva parole dolci e d’amore. Si fermava e guardandola diceva:”Ti amo!” E riprendeva a chiavare facendola impazzire di più, godere, quasi delirare.
All’improvviso dopo averla chiavata un po’ si fermò, la guardò e disse sorridendo:
“Dove vuoi che ti venga?… Dentro o fuori?”
Francy non capì in quegli attimi di passione, lo guardò:”Come dentro o fuori ?” Chiese stupita, rispondendo lei: “Come al solito sulla pancia, ma stai attento!!” Precisò.
“C’è rischio che resti incinta? “ Domandò Marco spiritoso.
“Eh si!!.. Sono nei giorni fecondi. “ Rispose mia moglie innocentemente, ignara di quello che avevamo tramato.
“E non ti piacerebbe?” Chiese all’improvviso.
Mia moglie sempre più stupita lo guardò ancora seria e sorpresa di quelle parole, e rispose:
“ Ma che dici!? No!…Ne ho già due figli Marco !?”
“E non faresti il terzo con me?” Gli domandò di seguito, distogliendola dal piacere che aveva in corpo e facendola diventare conscia di quello che diceva, mentre lui interrompeva momentaneamente il rapporto sessuale sfilandolo fuori il cazzo dalla vagina ancora duro ed eretto.
“Dai per favore non scherzare Marco!” Esclamò mia moglie infastidita.
“Non sto scherzando, dico sul serio Francy!” Rispose.
Lei a quella risposta trasalì e si tirò su dal letto con il busto dicendo:
“ Ma sei pazzo? Cosa dici ? ..Avere un figlio da te!! …Ti amo, ma questo non me lo puoi chiedere!”
“Perché non posso?”
“Come perché? Avrei tre figli ??? … E cosa direi a mio marito? Tu non sai che ho rifiutato anche una sua richiesta simile anni fa! Come lo giustificherei ora, cosa gli direi?“
“Niente ! Gli lasceresti credere che sia il suo, lo fanno centinaia di mogli!”
“ Ma tu scherzi!? …No! Non lo merita, non posso ingannarlo e poi io non sono capace di fare queste cose !”
Quelle parole mi riempivano di gioia, ero felice di avere una moglie così, sotto l’aspetto affettivo mi amava ancora e rispettava. Ma lui insisteva:
“Oh e semplice Francy , l’importante è che in questi giorni ti fai chiavare anche da lui facendoti
venire dentro e non lo scoprirà mai che non è il suo!”
Vidi mia moglie scuotere la testa:
“No! Non lo farò mai! Sono contraria a questi inganni!”
“Come vuoi!” Disse Marco alzandosi.
“ Ma non finiamo? “ Gli chiese mia moglie stupita.
”No!…”
“Ma perché fai così? Dove vai ?” Gli domandò vedendo che aveva preso lo slip e se lo stava rimettendo.
“Via! Vado via!…E credo che non ci rivedremo più… .”
Si alzò anche lei e lo fermò:” Dai non dire così, queste parole…mi fanno male.” Poi in uno scatto quasi di pianto esclamò:” Ma perché fai così Marco? Vieni, sdraiati con me !”Lo esortò tirandolo per un braccio.
Se riprendiamo, io ti vengo dentro e voglio che tu lo sappia, con tutte le conseguenze che saranno, che potresti anche restare incinta! Sarà la tua prova d’amore se mi ami!”
Restò in silenzio come pietrificata poi borbottò:
“Ma Marco?!! Io ti amo…ti amo!…Ma chiedermi di avere un figlio con te, non è una prova d’amore! Chiedimi qualcos’altro! Qualunque cosa la farò!” Esclamò esagitata.
“No! Questa! Voglio venirti dentro liberamente e se resterai incinta e mi darai un figlio nessuno
saprà niente … sarà il nostro! Il nostro segreto!”
Restò in silenzio , poi mormorò: “ Ma sei pazzo….!! Oddio Marco dai non chiedermi queste
cose …per favore !!”
Come d’accordo non le parlava della pillola del giorno dopo, ma insisteva su una sua scelta interiore e psicologica di farsi ingravidare, voleva che fosse lei ad accettare di avere un figlio da lui, senza sapere che poi alla fine le avrebbe data la pillola del giorno dopo. Era tremendo il gioco che faceva con lei, la vedevo tormentarsi, doveva scegliere di avere un figlio con lui e ingannarmi facendomi credere che fosse mio. Tutto contro i suoi principi morali e religiosi.
“Dai vieni! Torna a letto!” Le disse tirandolo a se.
Lui la guardò dicendo:” Se vengo lo sai, voglio…”
“Ssshhhh!!! “ Esclamò lei interrompendolo mettendogli un dito sulle labbra e poi dandogli un bacio in bocca e stringendolo a se, lo tirò ancora facendogli tacitamente capire in quel modo che accettava la sua proposta, senza si e ma. Lui si lasciò trascinare tornando sul letto vicino a lei, la baciò in bocca limonandola e si sdraiò ancora sopra lei, allargandole le gambe e penetrandola nella figa già bagnata di umore e piacere.
Ero incredulo, con quell’atteggiamento accettava…accettava che lui le venisse dentro in vagina, che la ingravidasse e accettava di ingannarmi, di farmi credere che sarebbe stato mio.
Ero angosciato ed eccitato al massimo, ce l’avevo duro e d’istinto iniziai a masturbarmi.
Mia moglie non si oppose a lui e si lasciò penetrare ancora e li vidi riprendere a chiavare con foga, con più passione di prima. Lei abbracciarlo senza dire nulla sapendo il rischio che correva, e lui darci sempre più profondamente, contro all’utero, facendola dimenare dal piacere e muovendo il culo sul lenzuolo, e spingere inconsciamente dal piacere il bacino e l’utero verso lui, sentendo la sua cappella vigorosa batterle contro.
La vidi godere… e nell’orgasmo baciarsi e aggrapparsi a lui muovendo la pelvi, stringendolo tra le sue braccia e gambe. Lo vidi dare colpi veloci, rapidi e poi all’improvviso fermarsi sopra lei tirarsi su con il tronco e inarcarsi, iniziando a percuotere la cappella sull’utero e sborrarle dentro, contro la cervice, far uscire il suo seme dentro lei che godente ricevere il suo sperma caldo in vagina lasciandosi inseminare da lui con un all’improvviso: .
“Aaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!……Siiiiiiiiiiii!!!”
Era impressionante, assurdo e incredibile, le stava sborrando davvero in figa con il suo consenso e piacere, lasciandolo svuotare del suo seme dentro essa.
Era pazzesco! Non potevo crederci, era avvenuto davvero, l’impossibile si era avverato, era arrivata al punto pur di non perderlo da farsi sborrare in figa da lui, consapevole di farsi mettere incinta. Non ci potevo credere, lo amava tanto da avere accettato che la fecondasse e io eccitato mi masturbavo più forte sapendolo.
Si provavo piacere a osservarla dimenarsi e stringerlo a se godente, e nella mia eccitazione immaginavo l’interno della sua vagina, le pareti rosa, umide di piacere, contrarsi ed emettere umori colme della sua asta di carne calda, dura e lunga, che ferma, con la cappella come un vulcano, eruttava violenta la sua lava bianca e filamentosa contro l’utero fertile di mia moglie.
Francy aveva una espressione indecifrabile negli occhi e il suo sguardo puro e consapevole mi eccitava ancora più del suo corpo, del suo ventre, del suo seno stretto dalle sue mani. Oramai era contaminata dal seme di quell’uomo, gravida e io provavo sensazioni contrastanti in me di tensione e piacere, delizia e dispiacere, compiacenza e amarezza, di orgasmo e sofferenza, gioia e dolore e molte altre che non so descrivere. Si era lasciata fecondare e lo sapeva, da un uomo che andava con puttane e transessuali e la tradiva con altre coppie.
E ancora godente e frenetica volle ancora sesso, non volle che si staccasse da lui, voleva ancora piacere e lo stimolò a muoversi ancora lasciandosi in quel modo riempire di sperma, tutto… . L’aveva chiavata e riempita, strappandole un altro orgasmo.
“Aaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!” E me la immaginavo con la cervice uterina sporca, color lattea e piena di sperma. del seme vivo di marco che l’aveva chiavata.
Sudato li osservavo, quello che le altre volte riversava sul ventre di mia moglie quel pomeriggio lo riversò dentro di lei.
Passato il momento dell’estasi abbracciandola, baciandola e facendo in modo che io sentissi bene, ansimante esclamò:
” Ora sei incinta!!” Lei lo guardò in silenzio, smarrita e in certo senso preoccupata, accostando d’istinto le cosce e chiudendo quella porta dell’amore piena di sperma che iniziava a riversarsi all’esterno, mentre io infoiato mi masturbavo e sborravo copiosamente nel pavimento, eccitato per l’accaduto e per il fatto che me l’avesse ingravidata davvero.
“Non mi lascerai vero? Non te ne andrai, resterai qui vero?! “ Disse baciandolo mia moglie.
“Si!” Le rispose lui mentendo.
“Stasera fatti chiavare e fatti venire dentro anche da lui, stasera o domani, ma in questa settimana!” La consigliò.
“Va bene!” Sussurrò.
Non vi dico il mio stato d’animo alla presa d’atto di quell’accadimento, ero sconvolto, volevo
tornare indietro nel tempo e fermare tutto. Avrei dovuto accettare un figlio non mio, di Marco, come con mia madre tradendo mio padre, mi chiedevo come avesse potuto mia moglie a giungere a tanto .
Ero pervaso dall’agitazione e dall’eccitazione, acceso e infiammato dal piacere cerebrale che provavo nel saperlo, nell’averla vista lasciarsi eiaculare dentro e allo stesso tempo impressionato e preso dallo sconforto, la sentivo contaminata e insultata dal suo seme dentro lei, oltraggiata da quel gigolò e io non solo cornuto fino in fondo, ma anche reso padre da lui.
Restarono un poco a letto abbracciati, e dopo un po’ lui si alzò, mentre mia moglie lo faceva con calma, lo vidi frugare nei pantaloni e uscire. Sorridendo mi fece vedere la scatoletta della pillola del giorno dopo in mano dicendomi di sparire e rientrai nel ripostiglio, poco dopo uscì anche lei, e prendendola per un braccio la portò in cucina, e nudi con lei in piedi che avvertiva lo sperma di Marco colare fuori dalla vagina dovuto alla forza di gravità, mettendo dello scottex tra le gambe si misero a parlare, bevendo qualcosa:
“Tieni prendi questa!” Sentivo che diceva Marco. ”Che cos’è!” Domandava mia moglie.
“La pillola del giorno dopo! Ti blocca l’ovulazione, non voglio che resti incinta e inganni tuo marito, mi è bastato sapere che l’avresti fatto davvero, che il tuo amore per me è più grande del suo.” Non li vidi ma credo che si abbracciarono e mia moglie felice gli sorrise e si baciarono.
Poi sentii mia moglie uscire e andare in bagno a lavarsi e lui mentre lo faceva, si avvicinò alla porta del ripostiglio e sorridendo mi fece vedere il blister mono dose senza pastiglia.
“Glielo data ! La presa!” Mi disse:”Tutto a posto!”
Ebbi un sospiro di sollievo. Era stato bello, ma era finito come programmato.
Lei uscì dal bagno e io mi chiusi dentro.
“Con chi parli?”Chiese mia moglie quasi scoprendoci proprio all’ultimo giorno.
“Con nessuno …canto!” Rispose subito lui, intonando una canzone di “4Tu” di quelle che ascoltavano mentre facevano sesso: “ Amarti è stato solo in primo passo… Ora sono pronto a correre..” E lei continuò a cantarla assieme a lui:” .. per te che sei… in ogni mio vorrei…entra in me … e vieni a vedere il mio mando fatto di miele…” Poi risero assieme e si abbracciarono,
“Sono felice e triste …” Disse mia moglie: “Ci vediamo ancora?”
“Si domani…ora vai!”
Uscì e tornò a casa e io mi fermai a parlare con lui.
“Glielai data? Allora è apposto?” Chiesi per conferma.
“Si!..si …stai tranquillo la presa, le ho detto che era la pillola del giorno. Era felice di non doverti ingannare. Comunque hai visto , è finito tutto bene. Hai visto che scariche di corrente tutti e tre…. E come godeva a farsi sborrare dentro… l’insegnante!” Disse sorridendo ironico.
Ci salutammo con l’intento di vederci la sera dopo e andare tutti in pizzeria, anche i ragazzi.
La sera a casa a pensai a quello che era accaduto, ed ero eccitato, ce l’avevo in erezione decisi di fare l’amore con lei. La invitai in camera e la baciai, non disse nulla, capì e mi lasciò fare non so se per rimorso verso di me o ancora eccitata da Marco. Eravamo entrambi eccitatissimi, lei lo fece a occhi chiusi senz’altro pensando a Marco e io morbosamente nel sapere dove avevo il cazzo io,lui c’aveva sborrato e forse c’erano ancora dei residui del suo seme. Avrei voluto venirle dentro, ma lo tirai fuori e le sborrai sulla pancia.

Durante la giornata non lo sentimmo e la sera quando andammo in pizzeria con i ragazzi non venne all’appuntamento che c’eravamo dati. Lo cercammo ma non rispondeva al cellulare, ne alle mie chiamate, ne a quelle e ai messaggi segreti di mia moglie che le invia di nascosto da me nella speranza che le rispondesse e con i ragazzi che avevano fame cenammo da soli, con lei nervosa sempre di più.
“Non capisco doveva essere qui! E’ sempre stato puntuale.”Esclamò mia moglie al limite del far scoprire il suo interesse particolare per lui.
“Non puoi fare qualcosa, vedere dov’è? Magari gli è success qualcosa e ha bisogno di noi!” Disse mia moglie.
“Domani mattina se non avrà ancora chiamato o risposto ai miei messaggi lo cercherò nella ditta in cui lavora!” Risposi alla sua sollecitazione.
“Ma non puoi fare qualcosa ora!” Replicò inquieta.
“Ora!?” Ribattei.
“Si vai a casa sua, sai dove abita, ci sei già stato.”
“Si qualche volta ma non ricordo bene.”
“Ti accompagno io, ci sono stata una volta quando sono andata a ritirare i tuoi disegni ricordi!?”
“Si…si…ricordo! Va bene poi ci passiamo! Andiamo a vedere a casa sua.”
Così finito di cenare con la pizza su sollecitazione di mia moglie decisi di andare a vedere a casa sua. Usciti dalla pizzeria tutte e quattro in auto ci dirigemmo verso casa di Marco, io e mia moglie fingendo di cercare il posto e di non ricordarlo bene, ma poi trovarlo.
“Deve essere questo!?” Disse mia moglie quando ci fummo davanti.
“Si mi pare anche a me!” Risposi.
Appena posteggiato mi disse “Vai a vedere come mai non risponde? Se gli è successo qualcosa? Se ha bisogno di aiuto!“ Era apprensiva .
Scesi, feci per fare due passi quando sentii dire:” Aspetta vengo anch’io!” E rivolgersi ai ragazzi :” State bravi in macchina che papà e mamma arrivano subito!” E venne con me.
Arrivati davanti al suo portone, essendo un appartamento in affitto provvisorio non c’era il suo nome e cognome sul citofano:” Come facciamo adesso!?” Dissi:” Non sappiamo sotto quale nominativo è!”
Fu lei a fingere di ricordare:” Quando sono venuta a prendere i tuoi documenti era sotto Verdi mi pare. Ecco è qui!” Disse appoggiandoci l’indice conoscendolo bene avendo citofonato per quasi un anno almeno due tre volte alla settimana. “ Suono!” Mi chiese.
“Suona!” Risposi.
Premette più volte ma non rispondeva nessuno, finchè si aprì il portone e una signora sulla cinquantina, abitante nell’appartamento affianco a quello di Marco, disturbata dal suono del citofono continuo oltre il muro di casa sua ci disse:
“Non c’è! E’ partito questa mattina, ci ha salutato ed è andato via.”
Io e mia moglie ci guardammo e prima che dicessi qualcosa lei esclamò:
“Ma torna?”
“Non so ma non credo. Diceva che andava a lavorare da un’altra parte! Altra città!”
“ E non sa dove?” Chiese ancora mia moglie, delusa e preoccupata.
“No! Bisogna chiederlo alla ditta dove lavora.” Rispose.
Salutammo e delusi e preoccupati del suo comportamento e ci allontanammo verso l’auto guardando entrambi in su, le sue finestre buie, quella della camera, che tanata gioia aveva dato ad entrambi.
Tornammo a casa. Ognuno era pensoso a suo modo:”Ma perché comportarsi così? Forse non voleva più vedere Francesca.” pensai.
Dopo aver mandato a letto i ragazzi, discutemmo tra noi , poi andammo anche noi, con l’accordo e la promessa a mia moglie che mi sarei interessato.
Il giorno dopo deluso anche dal suo comportamento ritornai a casa sua, ed era ancora chiusa. Tramite i vicini mi interessai e chiesi all’agenzia che l’aveva affittata,mi dissero che l’avevano affittata a una società edile e mi diede l’indirizzo e numero di telefono della ditta per cui lavorava.
Giunto negli uffici cercai del geometra Marco, ma mi dissero che non c’era nessun geometra Marco, ma dalla descrizione che gli feci e dell’indirizzo dove abitava, che era un muratore…e che si era fatto trasferire al sud dove aveva anche la sua famiglia.
“Ma non era separato!? Chiesi io.
“Si ma convive! Ha una compagna e a tre figli! E vive con lei a Cosenza.”
Mi aveva ingannato.
“ Forse si vergognava di essere un muratore con noi?” Pensai.” Però un saluto a me poteva almeno farlo, un messaggio!…” Non rispondeva più, probabilmente aveva cambiato numero.
Comunque il fatto che vivesse ancora con la moglie in Calabria mi tranquillizzò.
“E’ tornato all’ovile. Si è divertito con Francesca.” Pensai, e in ufficio seduto sulla mia poltrona girevole ripassai tutto l’ultimo incontro, entusiasmante, fino a quando mi mostrava il blister della pillola del giorno dopo vuoto. Tornai da mia moglie ma non le dissi la verità, era preoccupata e continuammo a cercarlo nascondendo il nostro interesse reciproco facendolo passare per amicizia e preoccupazione per la sua mancanza di sue notizie.

Come dicevo sopra con mia moglie non entrai mai nei dettagli di quello che avevo saputo su di lui e fingevo di cercarlo sempre.
Dopo varie ricerche capimmo che era andato via , era partito quasi all’improvviso. La sua ditta l’aveva trasferito e non rispondeva nemmeno più al cellulare e all’indirizzo email che l’avevo conosciuto.
Avevo realizzato il mio desiderio, ma ora era finito tutto quel gioco, quella complicità, io e Francesca saremmo tornati come prima e in fondo non mi dispiaceva, anzi lo vivevo un po’ come una liberazione.
Il problema fu mia moglie che entrò in depressione, praticamente lui l’aveva abbandonata senza dirle nulla e mentre i giorni passavano e diventavano settimane, non avendo più notizie iniziò a piangere, mascherandolo con la malattia di sua mamma, facendomi credere che era la preoccupazione per anche se non era vero a deprimerla, e invece piangeva per lui. Arrivò al punto che non mangiava quasi più, aveva perso qualche chilo e quello stato di tensione e di stress interno la agitava e le aveva anche bloccato le mestruazioni, come le succedeva da ragazza prima degli esami o ancora adesso quando andava in tensione per qualcosa di importante.
Una mattina non stette bene ed ebbe una crisi di nervi da stress, la portammo al pronto
soccorso perché ebbe anche un mancamento e quasi svenì, fu ricoverata qualche giorno in ospedale, in neurologia per osservazione e io gli stetti vicino. In quel periodo aveva giramenti di testa e inappetenza, i gusti e gli odori le davano fastidio fino alla nausea. Scoprimmo li in ospedale durante le analisi che le fecero in quel ricovero, quello a cui noi non avremmo mai pensato, che era incinta oramai di due mesi, non aveva più avuto mestruazioni ma non per lo stress, ma perchè feconda da Marco e tutti quei sintomi scambiati per nervosismo e affaticamento non erano altro che i sintomi della gravidanza.
Subito cademmo dalle nuvole, sapevamo che gli aveva sborrato dentro, ma mai immaginavamo.
A quella notizia restai shoccato, ripercorsi mentalmente gli ultimi giorni che eravamo assieme, che le era venuto dentro, che poi le aveva dato la pillola del giorno dopo…o meglio così ci aveva fatto credere. A quel punto ebbi dei dubbi se gliela avesse data davvero, cosa gli fatto prendere quel pomeriggio al termine del rapporto sessuale con eiaculazione in vagina ?… Una caramella? Qualcosa di simile? Avevo visto io il blister vuoto o semplicemente non aveva fatto effetto? E non potevo chiederlo a mia moglie, perché non sapeva nulla di quello che facevamo e che avevo visto tutto, lo stesso a lui perché era sparito.
Dopo aver riflettuto mi mostrai sorpreso ma felice e l’abbracciai commosso. Anche lei era perplessa e confusa di essere restata incinta di Marco, non se l’aspettava, ma temeva soprattutto una mia reazione o che io scoprissi tutto.
Feci finta di nulla:” Sarà capitato quella sera che lo abbiamo fatto ed ero pieno di foga…” Le sussurrai abbracciandola manifestando la mia accettazione:” Quando sono venuto ti avrò sporcata e toccata e senza volerlo sei restata incinta. “
Lei ascoltava in silenzio con le lacrime agli occhi, non diceva nulla, sapeva che era di Marco e annuiva.
“Comunque ce lo teniamo anche se siamo avanti negli anni, è arrivato…!!” Dissi abbracciandola e facendola scoppiare in un pianto singhiozzante abbracciata a me con il rimorso dentro che mi ingannava, non essendo a conoscenza che io sapevo tutto.
Era buffo, si erano conosciuti che lui non le piaceva come uomo e finiva che lei era stata la sua
amante per dieci mesi e me la lasciava anche con il regalino dentro…incinta.
Sembrava tutto così assurdo, ma era tutto vero purtroppo, non si può avere idea di cosa si provi in quei momenti.
So che è stata una cosa perversa, immorale accettare quel gioco, lasciare che le eiaculasse in vagina senza intervenire, ma se devo essere sincero in un certo senso lo desideravo anch’io e fu appagante e soddisfacente, come la realizzazione di un desiderio impossibile, e penso anche per lei. E niente mi importava in quei momenti delle conseguenze, che fosse mia moglie, la madre dei miei figli, la sua amante, la mia ossessione era quella di vederla chiavata da un altro, vederla tradirmi, ma non di certo che restasse incinta davvero. Ci aveva ingannato.

Di lui non sapemmo più niente, ne se era tornato dalle sue parti o era andato a lavorare all’estero o in altri posti del nord Italia. Probabilmente risponderà ancora agli annunci e avrà le stesse frequentazioni .
Ma non mi interessai più, e anche mia moglie pur pensandolo e forse amandolo ancora non piangeva più, ora aveva una altro figlio nel ventre, nostro a cui pensare. Seguii la sua gravidanza con amore, come se fosse stato veramente mio figlio, anche con una certa eccitazione in quel ruolo di marito cornuto con la moglie incinta di un altro. La condizione che l’avesse ingravidata lui mi eccitava perpetuamente ogni volta che l’abbracciavo , le accarezzavo il pancione o mi faceva sentire che si muoveva. Lo stesso il fatto che lei pensasse che fossi ignaro, che lo credessi veramente mio, mi dava un piacere cerebrale. Quando la vedevo in camera spogliarsi , con quelle mammelle enormi e il pancione sempre più voluminoso e il culo ingrossato e allargato, pensavo a Marco, era merito suo se era così e vivevo quella situazione di saperla gravida dal suo seme come un orgasmo continuo, mentale.
In quei mesi le vidi crescere il pancione giorno dopo giorno, sformarsi ancora fisicamente e diventare più grassa ma più bella, amandola sempre. Lei forse per la sua condizione di neo mamma, forse per rimorso di avermi fatto cornuto e reso padre di un figlio non mio, o perché temessi che scoprissi qualcosa, si legava sempre più a me accondiscendendomi sempre in tutto.

Ora abbiamo un’altra  bimba di quattro anni con i capelli scuri, neri come suo padre. Francesca si è ripresa ed è ritornata a insegnare, e abbiamo una ragazza che segue la piccola Chiara quando lei non c’è ed è a lezione. Tra i parenti e gli amici c’è chi dice che ha il mio sguardo, mia sorella che assomiglia a una nostra zia che aveva i capelli neri, chi a una lontana cugina di mamma, qualcuno ci vede sempre qualcosa di me, chi gli occhi, il naso o la fronte, le labbra, mamma il  mio sorriso… io e mia moglie invece ci  vediamo la faccia di Marco, perchè assomiglia molto a lui, ma non ce lo diciamo. Ma tutto questo non mi importa ora siamo felici così .
Mia moglie durante la gravidanza ha preso qualche chilo che non ha più perso, ed è cambiata ancora fisicamente, ora porta sempre i capelli corti e biondi, i peli sulla figa le sono ricresciuti e con i nostri segreti ci amiamo lo stesso.
Io ho sempre gli stessi pensieri, mi erano spariti  ma ora che siamo tornati alla normalità e Francesca sta  bene mi sono riaffiorati, di rivederla chiavare con qualcuno, preferibilmente ancora con Marco  e a volte li fantastico ancora e mi eccito. A volte quando sono solo in ufficio mi chiedo, se chissà un giorno si presenterà ancora…sono sincero a me piacerebbe e credo anche lei, non lo abbiamo dimenticato, lo accetteremmo ancora tutti e due, e sono sicuro che lo perdoneremmo.
Non doveva finire così….Ero partito da un ricordo, un sogno, un desiderio che è terminato trasformandosi in qualcosa di diverso, perverso, morboso, vizioso e lussurioso. In una cruda realtà. Come si sa, le cose non vanno mai come si vorrebbero, ma… .
In questi ultimi anni conoscendo il nome della società per cui lavora Marco, ho fatto delle indagini per conto mio e tramite colleghi ho saputo dove opera adesso la ditta in cui lavora e sono riuscito a sapere anche dove si trova lui ora, a Brescia…il muratore.

A volte eccitandomi fantastico di un nuovo incontro casuale di noi tre in un centro commerciale e… chissà se si avvererà di nuovo.

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