Metamorfosi di una moglie virtuosa – Cap.07 Punto di non ritorno.

METAMORFOSI di una MOGLIE VIRTUOSA
CAPITOLO 7 PUNTO DI NON RITORNO.

Giungemmo al caffè verso le19.00 ,c’era poca gente ai tavoli a quell’ora , vedemmo Daniele sull’entrata del locale che ci fece cenno di raggiungerlo ,passammo tra i clienti e i loro sguardi indifferenti e ci diressimo da lui.
Ci portò in una saletta laterale vicino al bancone del bar , c’erano pochi altri clienti seduti all’interno che chiacchieravano .
Lui ci vide e sorrise. Daniele spostò la sedia vicino ad Antoine per far sedere Stefy al suo fianco, che alla sua presenza inizio a inibirsi a sentirsi assoggettata e incerta.
Io mi sedetti di fronte a lui.
Antoine guardò Stefy , come se non fosse successo niente ed enunciò : “Proseguiamo !”
E osservando l’abito di Stefy continuò:”Non mi piaci con questo vestito E.S. . Ti devi vestire diversamente , come oggi ,come voglio io .Non hai il vestitino che piace a me! Come mai? Sai che devi ubbidirmi che sono il tuo padrone e tu la mia schiava… lo sai! ” Urlò alterato. Stefy non rispose ,intimorita da quella reazione di  Antoine abbassò lo sguardo , sembrava subito soggiogata e asservita da lui ,incapace di ribellarsi , Antoine esercitava su di lei una personalità forte, dominante. Probabilmente la sua presenza la intimoriva e la suggestionava molto.
“Chi sono io ?”  Le chiese.                                                                                                                               Stefy mi cercò con gli occhi supplicanti , voleva che intervenissi , che la proteggessi.
Presi  le difese di  mia moglie e interruppi il suo monologo dicendo che non avevamo intenzione di continuare il gioco, che eravamo venuti solo a prendere le fotografie .
Mi guardò infastidito rispondendo:”Dopo! Dopo ne parliamo!”Mettendo una mano sulla coscia di  mia moglie  seduta al suo fianco , come a marcare la proprietà. Lei non reagì, restò ferma al contatto della sua mano sulla sua coscia .
Chiese se mi ricordavo della dichiarazione fatta , che il gioco lo può interrompere solo la
protagonista e quindi lei, aggiungendo : “Glielo domanderemo.”
“L’ha già dichiarato oggi che non vuole più giocare !” Risposi deciso. Ma lui scosse la testa
ripetendo con un  sorriso  beffardo :” Glielo richiederemo ”.
Ero sicuro che Stefy rispondesse di interromperlo subito , ma lui prima di domandarlo ,con perfidia cambiò discorso dicendo :”Cosi stasera vi prenderete le foto e nessuno a Brescia saprà nulla.”
Stefy sentendo la parola Brescia ,sobbalzò e mi guardò sconcertata e impaurita:.”Sa tutto! “Mormorò:“Chi siamo e dove abitiamo…sa tutto! Capisci ?”
Capii che era riuscito ad avere nostre informazioni riservate , forse dalla reception.
Ma quello che mi preoccupava di più in quel momento era l’atteggiamento passivo che aveva assunto Stefy, da subito assoggettata a lui .
Eravamo tutti e due in uno stato emotivo particolare, lei sembrava ritornata remissiva alla sua presenza, incapace di reagire ,accettava la situazione senza ribellarsi ;ed io impotente , non riuscivo a trovare una soluzione per venirne fuori , accettando per forza la sequenza degli eventi.
Il gioco mi stava sfuggendo di mano, pensavo di assecondarlo e intanto prendere tempo per riflettere e trovare la soluzione che ci avrebbe permesso di uscire fuori da quella situazione.
All’improvviso arrivò al tavolo e si sedette con noi una coppia , erano amici di Antoine, Stefy li riconobbe , sbarrò gli occhi dicendo:”Sono loro… quelli della scala . Quelli che mi hanno fotografata nuda mentre scendevo la scala ”.
Antoine con voce dura le ordinò di stare zitta , che nessuno le aveva dato il permesso di parlare.
Lei restò in silenzio.
Pensai che c’era qualcosa di strano in tutto quello che stava accadendo , chi era davvero Antoine? E se era sua amica quella coppia, perchè poche ore prima disse di non conoscerli ? Restai con i miei interrogativi, che avrebbero avuto risposta solo in seguito.
Antoine intanto ce li presentò come marito e moglie suoi amici.
L’uomo si chiamava Stephen sulla sessantina , capelli grigi, quasi bianchi e una stretta barba intorno al viso , molto elegante . La donna Corinne superava la cinquantina , formosa e appariscente , sul viso una bellezza passata ,che sia gli anni e il trucco greve e volgare non riuscivano a celare.I lineamenti regolari seppur appesantiti dal tempo mostravano uno splendore passato, lasciando intendere una giovinezza molto attraente .
I capelli rigonfi , mossi , sulle spalle,di un colore rosso fuoco erano come una cornice al suo volto. Un trucco appariscente presentava un viso vissuto, intenso, con labbra grandi e carnose ricoperte da un rossetto vistoso, aveva un leggero sorriso che le regalava un’aria di mistero,la sua voce era ferma e modulata su toni piuttosto bassi .I suoi occhi luminosi ed espressivi con uno sguardo freddo … e scrutavano Stefy.
Indossava un vestito da sera nero, leggerissimo con paillettes dorate , stretto da fare risaltare volgarmente le sue forme grasse e accentuate, trattenendo a fatica un seno prosperoso.  Portava grossi orecchini pendenti ed era tatuata ,sul polso e vicino all’insenatura del seno e chissà in quale altro posto ancora pensai.
Antoine le sorrise.
Corinne salutò Stefy sorridendo porgendole la mano , lei titubante per educazione la prese e la strinse.
Antoine disse che lei e Corinne sarebbero diventate molto amiche , chiedendole se avesse portato il regalo che le aveva chiesto per E.S. .
Corinne diede una risposta affermativa con un sorriso annuendo  con il capo , prese una custodia lunga e stretta dalla borsetta e la mise sul tavolo.
Antoine la prese , l’aprì mostrandone il contenuto, dicendo che era un collier , il suo regalo per E.S. .
Lo guardai bene e Stefy anche ,e pur se era molto  bello e raffinato ci accorgemmo subito che non era un collier ,ma un collare da cane in metallo con i bordi dorati . Disse ridendo ,  rivolto a Stefy al suo fianco, posandole nuovamente la mano sulla coscia :“Lo porterai al collo come segno di appartenenza a me ,essendo la mia cagna…la mia schiava ,e avrai il collare che ti ricorderà che sono il tuo padrone, perchè da ora a quando finirete la
vacanza E.S. mi apparterrà.” Affermò.
Stefy era sconcertata  da quelle parole  ,non poteva credere a quello che ascoltava.
Mi alzai di scatto esclamando: “No!..Questo no! Non lo accetterò mai e non puoi farlo”.
Antoine sorrise rispondendo:”Dai!..Su!… Fa parte del gioco. Cosi vi riprenderete le foto e nessuno a Brescia saprà nulla.”
Vedendoci incerti ed esitanti ,continuò :”Proseguiamo ancor un pò il gioco.”
E poi con voce decisa , come se desse un ordine anche a me esclamò:                                           “Mettiglielò!! Devi essere tu a metterglielo e a consegnarmela per educarla , sottometterla e renderla schiava e puttana . Questa volta non me la consegnerai ipoteticamente , ma realmente , diverrà mia per i prossimi giorni . E lei con quel collare accetterà la mia padronanza , la mia autorità e dominanza su di lei.” Aggiungendo :”Le faremo firmare anche il contratto di schiavitù.” E rise assiema a quella grassa signora.
Ero arrabbiato , impotente e turbato. Non potevo credere a quello che sentivo e mi veniva chiesto di fare .Sotto il ricatto delle foto conduceva il gioco come voleva lui, a suo modo. Pensavo che forse assecondandolo, avremmo trovato un espediente per uscirne che al momento non avevo in mente, e invece peggioravo la situazione facendo il suo gioco.
Corinne si alzò , girò il tavolo e si portò alle spalle di Stefy , raccogliendo nella mano i suoi capelli in una coda , alzandola su fino alla nuca, lasciando libero il collo , ed era in attesa che io eseguissi l’ordine di Antoine.
Non sapevo cosa fare. In quel momento non avevo scelta , era una situazione kafkiana , non potevo fare diversamente .Non metterlo ,significava che non ci avrebbero più ridato le foto e le avrebbero messe su internet. Mettendoglielo , confermavo e accettavo tutto quello che aveva detto poco prima.
Speravo che forse eseguendo quello che mi chiedeva si sarebbe accontentato e il gioco sarebbe finito.
Presi con irritazione e disappunto la il collare d’acciaio  dalla custodia , dinanzi a Stefy e senza volerlo la passai davanti ai suoi occhi , che la guardò sgomenta . Mentre l’avevo tra le dita la guardai , era luccicante , formata da anelli a maglie di serpente con appese due medagliette dorate , una aveva disegnato il simbolo della “Triskele” , l’altra una scritta in francese “ Esclave” .La guardai, con indignazione ,aveva un luccichio e una bellezza sinistra . Al centro c’era un grosso anello, un occhiello dorato per il guinzaglio  . Mi alzai , girai il tavolo e andai alle spalle di mia moglie  , che incredula mi guardava esterrefatta , mi avvicinai a Corinne sentendone il suo profumo intenso e dolce e togliendole la sua collana di perle , come un collier vero ,le misi il collare d’acciaio dorato , partendo dalla gola ,adattando la misura alla forma e all’ampiezza del suo splendido collo, lasciandolo comodo all’interno, perchè non stringesse e poi feci scattare la chiusura metallica .Quel “clack “ gelò il sangue nelle vene a me e a Stefy.
Corinne  con  un sorriso le lasciò ricadere i capelli sulle spalle , passandole poi le mani sopra  a pettinarglieli e come a compiacersi della sua nuova condizione.
Stefy era sconvolta , incredula ,gli occhi umidi ,al collo aveva davvero il collare come una cagna.
Era davvero diventata la cagna di Antoine.
Non poteva vederselo , ma lo avvertiva , sentendo il freddo metallo sulla pelle .Lo toccò facendo scorrere fuori e dentro le sue dita da una parte all’altra come a volerlo togliere o allargare constatando sbalordita e incredula quello che le stava accadendo .
Silenziosa e sgomenta , piena di vergogna ,si sentiva oltraggiata e insultata da quel collare d’acciaio,la faceva sentire davvero sottomessa, schiava ,ed ero stato io a metterglielo .Mi guardava offesa e umiliata .Il gioco mi era sfuggito di mano, ora lei era in balia di quell’uomo e non lui di  noi .Pensavo di vivere un incubo , ma invece era realtà.
Non era aderente , eppure le dava la sensazione che le stringesse, che la soffocasse , continuando a toccarlo . Come a leggerle nel pensiero Antoine le disse:” Ti abituerai,la prima volta da questa sensazione , ma poi passa, non ci fari più caso.”
Aggiungendo:”Ecco vedi? Ora tuo marito ti ha consegnata veramente a me. Io sono il tuo Padrone.”
Restai in silenzio , non ebbi ne la forza ne la voglia di rispondergli , di discutere , volevo solo che tutto finisse in fretta…Stefy  tornasse da me e ce ne andassimo.
Corinne sorseggiando del vino rosso la guardò sorridendo ,dicendo che le stava molto bene, che il suo collo sembrava adatto per indossarlo: ” Ti abituerai vedrai,! Poi lo indosserai volentieri,molte donne lo hanno portato e lo portano, io stessa lo indossato.” Aggiungendo :”Il brillio del metallo si intona la luce dei con i tuoi occhi… il colore dell’acciaio  ti dona.”
Stephen guardando Antoine disse che in cambio delle sue foto voleva rivedere le meraviglie del pomeriggio, non specificando quali fossero. Senza proferire parola , si alzò , andò alle spalle di mia moglie ,le tolse delicatamente lo scialle, lo piegò e ripose sullo schienale della sedia . Appoggiò le mani sulle sue spalle e improvvisamente tirò giù contemporaneamente le spalline del vestito e del reggiseno assieme sulle braccia e poi velocemente giù fino agli avambracci, facendo scendere la parte superiore del vestito assieme al reggiseno sull’addome. Provocando l’uscita del suo seno ,nudo e pieno , mostrandolo ai nostri sguardi .
Stefy restò sorpresa e sbalordita da quell’atto e dalla velocità con cui era stato compiuto, era smarrita e spaventata , allibita da quel gesto ,visibilmente imbarazzata. Tremante osservò i clienti agli altri tavoli e al bancone del bar, timorosa che quella sua condizione indecente fosse vista . Ma non si ribellò rossa in viso ,restò silenziosa e ferma guardandomi  e lasciandoglielo osservare era una situazione pazzesca .Il seno bianco e sporgente era nudo, agli sguardi di tutti i presenti .
Cercò pudicamente di coprirsi con il braccio, alzandolo , ma Antoine glielo impedì , afferrandolo e tirandolo giù , lasciando il suo seno alla vista di tutti noi e dei pochi clienti presenti . Anch’io fui sbalordito e sconcertato dalla iniziativa e dalla velocità di quello che aveva fatto quell’uomo a mia moglie .
Daniele e Corinne osservavano divertiti.
Stephen dalle sue spalle portando la mano  in avanti le accarezzo un seno, per poi prenderlo in mano e lentamente stringerlo , facendo reagire Stefy , che prima sobbalzò e poi  chiuse gli  occhi  contraendo le labbra ,lasciandomi nel dubbio se quella smorfia sul suo viso fosse di sofferenza o piacere, visto che i suoi capezzoli  duri e dritti lo manifestavano.
Con tutto ciò , quella situazione mi eccitava ,mi sentivo esaltato e avvertivo il  pene in erezione , ma prevalse la razionalità. Era mia moglie e c’era un limite a tutto. Mi girai con rabbia verso Antoine dicendo:”Non dovevano esserci atti sessuali ? E questi cosa sono?… Cosa sta facendo quest’uomo?” Rispose che aspettava ad E.S. fermarlo ,solo a
lei e se non lo faceva , significava che era consenziente :”Se non vuole essere toccata le tolga la mano. Se no significa che questi atteggiamenti le piacciono! Come d’accordo, atti sessuali ci saranno solo se lei sarà consenziente ,è una regola del gioco che abbiamo accettato tutti”.
Quella mancanza di rispetto verso Stefy e quella sua incapacità a reagire non la sopportavo , era intimorita psicologicamente provata e se ne approffitavano .Esclamai con rabbia rivolto a Stephan :  “ Ma cosa fa! Come si permette ! Non la tocchi ! Tolga le mani dal suo seno.” E rivolgendomi a Stefy le urlai : “ E tu non stari li impalata  , ferma ! …. Reagisci!!… Non restare inerte a farti manipolare  la mammella . Alzati! ” .
Ma restò in silenzio ,non reagì ,abbasso lo sguardo era spaventata in uno stato di assoggettamento. Daniele sorrideva divertito, mentre Corinne la osservava attenta , come a voler apprendere tutte le sue reazioni , i gesti,le emozioni i silenzi. Interpretare lo sguardo, la timidezza , il rossore del viso.
Rifletteva sulla sua passività a quella condizione provocata da Stephen ,alle sue palpazioni e all’eccitamento del suo seno gonfio e dei suoi capezzoli turgidi ,alla situazione  e a come si  comportasse alla mia reazione . Capii solo in seguito che in quel momento la stava studiando psicologicamente.
I clienti che si erano girati, attirati dal mio tono di voce , incuriositi guardavano la scena ,pensando che Stefy fosse una puttana.
Stefy iln silenzio subiva le mani di quell’uomo che continuava incurante di tutto a stringere il suo seno a palparlo. Era incapace di reagire ….o forse le piaceva? Per un attimo questo dubbio mi sfiorò. Ero perversamente eccitato a vedere mia moglie lasciarsi palpare il seno pubblicamente  da un altro uomo , un vecchio per giunta e lo sentivo pulsare nel mio pene gonfio nonostante non volessi.
Poi Stephen si sedette , girò la sedia di Stefy con lei sopra verso di lui , fino ad averla di fronte, lei teneva le cosce unite in segno di protezione. Il vestito le arrivava sopra il ginocchio e lui prendendo il bordo accarezzando la coscia lentamente lo tirò su all’inguine. lasciando intravedere il suo slip bianco .
Quando fu su , spingendo con forza la mano tra le cosce stretet avolontariamentecome meccanismo di  difesa,  la introdusse e iniziò lascivamente e con fatica ad accarezzarle le cosce internamente ,dicendo: “E’ un peccato nascondere due gambe belle come le tue .“ Lei cercò inutilmente come sua unica difesa , di serrarle più forte, ma non ci riuscì e sotto la pressione della sua mano si dischiusero, non opponendo resistenza. Arrendevole con uno sguardo acceso, rossa in viso lasciò fare , finchè con le dita arrivò a toccarle il sesso, allora ebbe un sussulto e mi guardò!
Corinne sorrideva compiaciuta , assieme ad Antoine e Daniele .
Antoine esclamò: “ Sarà di nuovo bagnata in mezzo alle gambe.” E rise.
Mi rialzai di scatto alterato dicendo nuovamente con più veemenza :”La smetta!! E’ mia moglie , basta!! La lasci stare! Non è una sgualdrina” Non lo tolleravo , la stavano trattando come una vera puttana e quello che mi faceva rabbia era che lei non reagiva, era come annullata, confusa e intimorita , restava passiva e zitta .
Ero agitato. Chiesi a Stephen di non toccarla più, di togliere le sue luride manacce da addosso a mia moglie .
Antoine vide il mio stato alterato ,il mio viso paonazzo e  si alzò, e mettendomi un braccio sulle spalle mi portò fuori nel dheor ,facendomi sedere , dicendo di stare tranquillo , che nessuno le avrebbe fatto nulla che lei non avrebbe voluto ,che ora smettevano, si erano divertiti un po’, avevano solo giocato , scherzato. Mi fece portare dell’acqua da bere.
Faceva caldo ed ero visibilmente agitato ,sudato, rosso in viso ,mi chiese di aspettare qualche minuto tranquillo al fresco ,avrebbe parlato con Stephen e gli altri e mi avrebbe riportata E.S. .
Rientrò.
Iniziai a pensare a tutto quello che era successo , che avrei dovuto dar retta a Stefy , non dovevamo venire qui , non avremmo dovuto nemmeno iniziare il gioco. Ero stato uno stupido e mi ero lasciato prendere dalla libidine e dall’eccitazione . Intanto le foto non c’è le avrebbero ridate . Riflettevo sulle parole che mi aveva detto in camera ,pensai che avevo fatto male a lasciarla sola con quegli uomini anche ora .Era la prima volta che la lasciavo con degli sconosciuti , chissà cosa avrebbe pensato di me, lei che mi aveva tanto pregato di starle sempre vicino ,timorosa e debole in questa situazione, con quelle persone che continuavano a chiamarla E.S..  Aspettavo ma intanto non arrivavano , mi alzai per andarle incontro.
Rientrai nella saletta ma non c’erano più ,chiesi ai clienti se sapevano dove erano andati quei signori , ma loro mi guardarono stupiti , risposero allargando le mani .” Sont tous partis!”..(sono usciti tutti).
Chiesi al barista se li avesse visti? ….”Oui messieur” Mi disse sorridendo. “Sont sortis avec une prostituèe blond de l’arrière . “  “Si  signore , sono tutti usciti dal retro  con una prostituta bionda!” Capii che la prostituta a cui si riferiva era Stefy. Passai  di  corsa dalla porta che dava sul retro. Andai a vedere nella saletta riunioni ma non c’era nessuno e  subito dietro il palazzo ,ma anche li non c’erano , ritornai nella saletta e nel dheor , ma non c’erano nemmeno lì .Mi attaccai al cellulare e iniziai a chiamarla,unica risposta:
“Utente non raggiungibile”. Preso dall’apprensione , con il batticuore alla gola ,tornai di corsa in albergo. Chiesi se l’avevano vista , ma il personale mi rispose di no , salii nella camera di Antoine e bussai forte , fino a fare uscire il vicino di stanza , ma da lui non c’era nessuno.
Andai nella nostra camera , ma niente ,vuota , solo le nostre cose , il costume di Stefy sul letto, il miniabito da puttana nel cestino.
Ritornai giù nella reception , avevo una sensazione di angoscia, girai per l’albergo, mi chiedevo dove l’avessero portata , imprecavo contro me stesso per averla lasciata sola con loro .Pensavo a quell’uomo che le aveva esposto il seno fuori e toccata tra le cosce , senza che io lo fermassi . Mi davo dello stupido .Avevo il rimorso per non essermi fermato in camera con lei ed essere andato al loro all’appuntamento per le foto .Ero pentito di aver cominciato quel maledetto gioco…Pentitoooo!!
Mi incamminai e tornai al caffè le Triangle . Richiamai al cellulare , ma la risposta era sempre la stessa , “Utente non raggiungibile”. Riguardai nel dheor , nella saletta , nel retro , ma niente.
Intanto il tempo passava , mezzora , un ora , due ore , due ore e mezza…. il cielo si era imbrunito , era ormai sera inoltrata .
Avevo ripetuto il girò precedente più volte , ma niente ,continuavo a chiamarla al cellulare ma dava sempre “non raggiungibile” . Avevo deciso di andare alla polizia , quando all’improvviso mi arrivò un bip ,un sms dal cellulare di Stefy .Probabilmente non lo aveva mandato lei , ma Corinne o Antoine , dove mi chiedeva di attendere :” Tra non molto arriviamo , ciao !” Rifeci subito il numero ,provai a richiamare , ma la voce registrata rispondeva sempre :”Utente non raggiungibile”. Inviai anch’io degli sms , ma niente ,nessuna risposta , probabilmente lo avevano spento. Rientrai e uscii di nuovo dal dheor ,alla fine mi sedetti e aspettai , passò quasi un’altra ora.
All’improvviso all’interno del caffè vidi Antoine vicino al bancone del bar , mi alzai e di corsa gli andai incontro furioso.
Gli chiesi subito:” Dov’è Stefy?? Dov’è mia moglie!?!”
“Sta bene ! Adesso la vedrai”. Rispose calmo.
“Dove l’avete portata ? cosa le avete fatto? ” …Chiesi . Ma lui  continuava a non rispondere :”Adesso la vedrai. Sta bene!” Ripetè .
Ero teso e spaventato ,dissi che non ero più interessato a niente , che volevo smettere il gioco subito e che avrei potuto andare alla polizia e denunciarli .
Sorrise dicendo :” Calmati ! Non è stato fatto niente contro la vostra volontà e soprattutto contro la volontà di E.S. , siete stati consenzienti su tutto , ho le prove . Ci sono le foto , le registrazioni  sullo smartphone ,di quello che avete detto tu ed E.S.. La sua voce che chiede che io diventi il suo padrone e lei la mia schiava ed enuncia di voler essere sottomessa e schiavizzata. Ho la registrazione con la tua voce , di quello che chiedi le venga fatto.”Aggiungendo ridendo :” I smarphone non servono solo per telefonare efare  fotografie ,si può anche registrare. ” Fece una pausa e proseguì:
“Se vuoi denunciarci ….denunciaci ! Fai pure !” Disse :”Quello che è stato fatto , è avvenuto in accordo con voi .”
“E poi ci sono le foto di E.S. , nuda nella scala e sul pianerottolo …sarebbe lei a rischiare un imputazione per atti osceni in luogo pubblico . Qui in Francia sono molto severi su queste cose …e se passava un bambino e la vedeva nuda ?  E se poi lo sapessero anche a Brescia!….Cosa penserebbero?”
Rimasi in silenzio, purtroppo era vero quello che diceva e se queste cose arrivavano a Brescia il discredito ci avrebbe assalito ,sarebbe stata la rovina,la vergogna. Ero impotente , oramai dovevamo stare al gioco , ma ero tormentato e angosciato  dello stato di Stefy ,di soggezione e di subalternità  che aveva a quegli uomini ,ad Antoine e probabilmente ora anche a quella donna e preoccupato della mia impotenza a reagire
a trovare una soluzione , una via di uscita a quella situazione.
Lui interruppe i miei pensieri dicendo:”Ma tu pensi davvero che a tua moglie , ad E.S. tutto questo non piaccia? E anche a te? Ti sei dimenticato oggi pomeriggio come eravate eccitati? Lei com’era bagnata tra le cosce? Tu stesso hai toccato il suo piacere con le dita. Se così non fosse …se dentro di voi non vi piaceva avreste smesso eprobabilmente  non avreste nemmeno incominciato . E anche stasera quando siete venuti qua , sei certo che era per le foto ?… O piuttosto perchè desideravi rivedere tua moglie tra noi? “Non risposi , ma c’era del vero in quello che diceva.
“E anche prima con Stephen , credi che non le piacesse a tua moglie essere mostrata e accarezzata in pubblico?
Dovete accettarvi come siente inconsciamente e vedrete che mi ringrazierete .Oramai siete cambiati , non siete più la coppia di prima , quella che è arrivata  qui in vacanza, ora siete diversi , niente potrà essere più come in precedenza .
Ora tua moglie ha iniziato una – “metamorfosi inarrestabile e irreversibile”- , che quando terminerà la porterà ad essere un’altra donna, a diventare completamente E.S. la schiava”.
Poi mi prese sottobraccio e passando dal retro , mi porto dietro il palazzo, nel posteggio delle auto .In lontananza si scorgeva un gruppo di persone ferme in piedi che chiacchierava , ci avvicinammo, quando fui a poca distanza , alla luce del lampione riconobbi Daniele . Mi portai verso il gruppetto di persone.
E mentre mi  avvicinavo  mi  chiedevo cosa era successo ? Dove erano stati in tutto quel tempo che erano spariti? quattro ore quasi!
E tra quel gruppo di persone, avrei trovato mia moglie?…La mia Stefy ?
E se si! ….Ci sarebbe stata la signora Stefania o E.S. La schiava?

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