Metamorfosi di una moglie virtuosa – Cap.05 L’inizio del gioco.

METAMORFOSI di una MOGLIE VIRTUOSA
CAPITOLO 5 L’INIZIO DEL GIOCO.

La mattina dopo ci alzammo , baciandola la strinsi a me dicendo che avevamo fatto l’amore come non lo facevamo da anni…sorrise ,era felice e soddisfatta anche lei .
Provocatoriamente le dissi che il merito era anche dei discorsi della sera precedente.
Non rispose, con evidente imbarazzo .
Uscimmo , colazione al bar dell’Albergo e poi in spiaggia… .
Arrivati ci mettemmo comodi , io in pantaloncini corti e Stefy in bikini .
Affianco c’erano seduti anche loro a prendere il sole.
Antoine ci salutò, ricambiato, osservando con interesse Stefy, le sue forme e il suo sedere , che, imbarazzata si mise gli occhiali da sole come a nascondere il disagio e si sdraiò veloce a proteggersi sul prendisole .
Antoine le chiese se si era calmata dalla reazione della sera precedente , che non c’era motivo di alterarsi in quel modo, chiedendo se la notte le avesse portato consiglio ,cosa avesse deciso , dando per scontato che io fossi già consenziente ,imbarazzandola ancora di più.
Stefy indifferente non le rispose nemmeno ,prese la rivista dalla borsa e sdraiata a pancia in giù iniziò a leggere.
Poi come a ripensarci , quasi d’istinto alzò la testa ed esclamò un secco :”Nooo!!”
Si voltò, mi vide silenzioso e amareggiato e come a correggersi , quasi subito di quello appena detto aggiunse provocatoriamente indifferente e altezzosa con aria di sfida  :“Ci penserò! Vedremo!” Lasciando una eventualità e soprattutto me meravigliato ,che non mi aspettavo una risposta del genere.
Antoine , invece si comportò come se lei avesse accettato :“Bene!” Rispose :“Vi aspetto allora alle 15.00 in camera mia!”
Irritando Stefy ancor di più, che alla sua esclamazione precisò :”Non ho accettatooo! Quasi a rettificare quello che aveva appena detto, aggiungendo : “E poi in camera sua non verrò mai!” Rispose indignata: “ Figuriamoci!.. ….Non verrò mai! …Mai!… Mai! Ripetè.
“Non ti fidi ?” Rispose serio Antoine , lei non replicò ,continuando a leggere.
Io stavo silenzioso a gustarmi la scena .Ero stupito ,ma felice dalla possibilità che lasciava
intravedere Stefy.
Antoine , abilmente per non perdere quel mezzo consenso solo per il luogo dell’incontro ,propose di vederci al caffè le Triangle , dove c’eravamo visti la sera prima.
Dicendo:” Lì non avrai difficoltà a venire . Sul retro del locale ,ci sono alcune salette e c’è anche una saletta riunioni privata del bar . Di questo periodo non è impegnata è libera, la prenoterò io ,ci saremo solo noi ,ci vedremo lì alle 15.00 ”.
Stefy non le rispose. Con quegli occhiali scuri ,non riuscivo a capire cosa stesse guardando , se il giornale , me o Antoine. Restai stupito anche da quel suo silenzio.
Mi chiedevo cosa avesse indotto Stefy a diventare possibilista ,probabilmente lo faceva per me , perchè mi amava e sapeva che ci tenevo molto a provare quel gioco , ma pensai anche perchè ne era curiosa e attratta. E che la notte d’amore trascorsa , la stimolasse a provare. Mi riproposi di chiederglielo appena saremmo stati in camera.
Loro si alzarono e si allontanarono adducendo motivi d’affari .
Restammo ancora un pò in spiaggia in silenzio a leggere e a prendere il sole ,non dissi nulla ,ne lei mi parlò di loro . Prima di salire in camera passammo dal bar per uno spuntino.
Giunti in camera le chiesi quasi sottovoce , loro ci ci aspettano alle 15.00 , ma tu cosa hai deciso…di incontrarli?
Stefy esitante ,quasi pentita di  quello che aveva detto e intimorita rispose :” Non so! …Non vorrei !… Quell’uomo non mi piace lo sai! Sei tu che vuoi trasgredire, incontrarli. “ Pregandomi ancora di cambiare idea di lasciare perdere .
Colsi al volo quell’occasione , quella possibilità , quel momento di incertezza che aveva . Mi avvicinai , la strinsi a me forte e la baciai , ero eccitato dalla sua indecisione e dal suo timore ,sentii anche lei turbata dalla situazione, attratta dalla curiosità di quel gioco, dalla trasgressione insolita.
Le ripetei tranquillizzandola , che non doveva temere niente , che era un gioco e c’ero io vicino a lei al suo fianco e che non l’avrei mai lasciata sola .Provavamo ,se poi non le piaceva ,smettevamo subito e tornavamo in albergo.
Preso dall’entusiasmo e dall’eccitazione di quella eventualità, le chiesi di accettare , di farlo per me , di farmi contento una volta come segno d’amore , glielo chiesi quasi supplicandola . Ero tanto eccitato che ebbi l’erezione mentre discutevo con lei.
Restò silenziosa ,sospirò! Ed esitante e dubbiosa acconsentì. Aggiungendo che lei era contraria e lo faceva solo per compiacermi, perchè mi amava.
“Solo provare e solo questa volta e poi basta!” Mormorò ,dicendomi di scordarmi poi di queste cose per sempre che non le avrebbe mai più fatte.
Le ricordai nuovamente che io sarei stato lì con lei , sempre al suo fianco, non l’avrei lasciata un attimo ,dicendo falsamente che per non farsi suggestionare dalle sue parole doveva assecondarlo , qualsiasi cosa avesse detto e non contraddirlo ,che  era un gioco.
La riabbracciai contento ed eccitato , facendo sentire sul suo ventre il mio sesso duro e voglioso.
Anche lei seppur contraria subiva il turbamento del momento e della situazione .
La curiosità di trasgredire e il nostro amore avevano avuto il sopravento sul suo timore e la sua morale.

Ci preparammo e irrequieti uscimmo un po’ prima dell’ora dell’incontro e ci incamminammo verso il centro .
Stefy aveva i capelli raccolti sulla nuca e portava sul capo un grosso cappello da spiaggia in paglia , che le ombreggiava il viso e con i suoi occhiali scuri sembrava celarlo come una maschera a nasconderlo agli sguardi. Era agitata,e nervosa .
Un vestito da mare leggero, azzurro quasi come i suoi occhi , con spalline strette chiuse a bottone ,che coprivano a stento quelle del reggiseno , le infradito ai piedi e la borsa da spiaggia  .
Raggiungemmo il caffè , vedemmo Daniele sull’uscio , ci venne incontro e ci disse di seguirlo che saremmo entrati dal retro , dall’entrata del palazzo , lontano da occhi indiscreti .                                                                                                                                                                                            Girammo attorno all’edificio. Entrammo nell’atrio , percorremmo un corridoio , fermandoci davanti a una porta anonima a piano terra ,bussò come se fosse un segnale e poi l’aprì , ci fece entrare e chiuse la porta a chiave dietro noi . Ci trovavamo  nella saletta riunioni nel retro del caffè dove avvenivano anche gli incontri per  le assemblee condominiali.
Antoine era seduto in una poltrona e sorseggiava una birra , ci fece accomodare .
La saletta aveva un grosso tavolo ovale spinto al muro , in modo di lasciare libero il centro, contro le pareti numerose sedie , un mobile armadio e una libreria .
Eravamo agitati , irrequieti da quella situazione,il cuore ci batteva in gola , non conoscevamo quell’uomo , ma avevo deciso di fidarmi di lui, soprattutto di affidarle Stefy per  gioco.
Lei tremava ,era in tensione la sua mano stretta alla mia era sudata, il suo viso smarrito , era la prima volta che trasgredivamo. Quella tensione oltre che ansiosa era anche piacevole, emozionante .
Antoine si alzò e avvicinandosi a lei disse: “ Mettiti pure comoda , tranquillizzati.“ E le tolse come una maschera il grosso cappello di paglia e gli occhiali scuri, rivelando il suo viso dolce e austero ,guardando da vicino nei suoi occhi chiari.
Era splendida ,con i biondi capelli raccolti sulla nuca che lasciavano agli sguardi il collo sensuale ,e seppur manifestando apprensione,ansia e timore, aveva un portamento altero .
Per un attimo i loro sguardi si incontrarono ,Stefy abbasso gli occhi ai suoi , non resse il suo sguardo ,mentre lui sorrideva soddisfatto . Inconsapevolmente quell’abbassare gli occhi davanti a lui era stato il primo atto della sua sottomissione.
“Bene ! “ Esclamò:” Se siete qui è perchè avete accettato il gioco. Naturalmente potrai decidere di fermarti quando vuoi!”Esclamò.
Colsi nel viso di Stefy una espressione di sollievo a quelle parole e la ebbi anche io.
“Ma se continui ,dovrai ubbidirmi incondizionatamente. Fare tutto quello che ti ordinerò , essere la mia schiava , la mia puttana,senza ripensamenti e interferenze esterne, mi affiderai la tua mente oltre che il tuo corpo”. E rivolto a me puntandomi  con l’indice esclamò: “Tu sarai solo uno spettatore. E nient’altro!”
Avvertii  una sensazione strana a quelle parole , di timore e di piacere perverso,a pensare Stefy gestita da lui mente e corpo mi spaventava e mi eccitava.
Disse :” In questi giochi ,è il marito che consegna la moglie al Master, ora lo faremo verbalmente , simbolicamente , più avanti , me la consegnerai fisicamente .Gradirei sentire dalla vostra voce che accettate incondizionatamente le regole . In genere si inizia firmando un contratto di schiavitù da parte della educanda ,di accettazione alla sottomissione . Qui in Francia è la regola. Ma noi siamo galantuomini e ci basta la vostra parola , la breve formulazione di una dichiarazione spontanea fatta da voi .Un rituale!” Disse.
“Tu!!.”.rivolto a me:” Devi pronunciare : “ Ti affido mia moglie , affinchè tu provveda alla sua educazione e sottomissione, trasformandola in una schiava e puttana”.
Stefy mi guardò contrariata , ma io le sorrisi per confortarla e ripetei quella frase , chiaro e forte come voleva lui.
Poi si rivolse a Stefy dicendo :” Tu ripeterai l’inverso. Starò con te Padrone, affinchè tu mi educhi e sottometti , trasformandomi in una schiava e puttana ”.
Inquieta e esitante a dover fare quella dichiarazione , guardandomi a un mio cenno del capo , malvolentieri la ripetè , con la voce bassa e tremolante.
Lo fece! !.. E ne restai stupito e contento .Aveva iniziato a giocare.
Percepivo il suo imbarazzo a dover obbedire a quell’uomo , era evidente il suo malessere a quella situazione, ma ne provavo un piacere sottile nel vederla così disagiata e umiliata a lui .
Antoine ad alta voce esclamò :”Incominci,l’iniziazione alla sottomissione”.
Si risedette sulla poltrona e guardando Stefy disse :” Innanzi tutto bisogna trovarti un nome adatto , da schiava come si usa in questi giochi …. Stefania o Stefy non va bene troppo dolce e lungo.
E’ comune in questi giochi , chiamare la educanda con l’iniziale del nome, potrei chiamarti “esse” , ma è abituale , routinario , vorrei per te qualcosa di diverso , di più incisivo, penetrante ,graffiante .Penso sarebbe meglio l’abbreviazione dell’iniziale del tuo nome ,della esse , le prime due lettere , la vocale “e” e la consonante “s” … es… .
ES , si E.S. La “E” come Erotica, educata ,eccitante e la “S” come Schiava, Sottomessa , Slut… .E.S.!  come un comando, un ordine” impartito duro e deciso.” Fece una pausa guardandola e d esclamò:
“Mi piace!!! Sarà il tuo nome da schiava e da puttana E.S , Stefy non esiste più. Capito!!” Gridò con voce ferma e autoritaria. Lei mi guardò dubbiosa, ma al mio annuire assecondandolo rispose :”Si !”.
“Qual’è il tuo nome?” Le chiese .                                                                                                                 “ ES ”. Rispose lei  .
”ES padrone!! Da ora mi chiamerai sempre Padrone!! Hai capitoo!!!” Disse alzando la voce .
“Si Padrone!” Rispose Stefy intimidita da quel tono di voce  brutale .
Non mi piaceva che le cambiasse il nome , per me sarebbe restata sempre Stefy , la mia Stefy.
La  osservavo ,era tesa , il suo viso preoccupato era solcato da espressioni di disagio e smarrimento , come le sue mani che non riusciva a tenere ferme e le labbra che pizzicava nervosamente con i denti.
“Ti vestirai e svestirai dove ,come e quando lo comanderò io..hai capitoo!!” Urlò Antoine.
“Si !” Rispose ,correggendosi subito con un ”Si Padrone!!”                                                                          “ E ubbidirai a tutto ciò che ti comanderò capito?”                                                                                  “Si Padrone!” Ripetè con voce tremante come se fosse davvero spaventata.
Lo assecondava intimidita, come le avevo detto di fare io per non subirne la suggestione , ma stava avvenendo l’effetto contrario, iniziava inconsciamente a subirne l’autorità a entrare realmente nel personaggio di ES
Antoine fece un cenno e Daniele arrivò con un indumento da sexy shop , dispiegandolo davanti a noi,era un mini abito , disse che doveva indossarlo , che il primo passo era quello di cambiare look.
ES osservandolo esclamò: ”Ma è piccolo Padrone ,è da ragazzina non ci starò mai dentro!”            “Ci starai!” Rispose lui guardandola.
Effettivamente era piccolo.
Antoine alzandosi ,  camminò verso lei e si portò dietro le spalle di Stefy, vicino all’orecchio bisbigliandole piano: ”Adesso spogliati!!”
Stefy incredula a quella richiesta mi guardava cercando da me una parola , un cenno , un aiuto a non farlo ,che non le arrivò .
Antoine ripetè con voce decisa “Spogliatiii!”
Stefy sobbalzò a quel tono di  voce , continuava a guardarmi tesa , era disorientata ,constatava solo il mio silenzio come consenso e il mio annuire a ubbidire. Non si era mai spogliata davanti ad altri che non fossi io , il suo pudore glielo impediva , ma il tono di voce di Antoine lo ordinava.
Ebbè un momento di incertezza, con tremore si portò la mano sui capelli e la passo sopra essi , fino dietro alla nuca , fingendo di mettere a posto il grosso fermaglio , come a voler  prendere tempo , sperando in qualcosa ,in un aiuto che non arrivò .Poi fece scendere la mano tremante sul collo e sulla spalla , guardò me e poi Antoine che la fissava negli occhi , abbassò nuovamente lo sguardo al suo e smarrita e tentennante iniziò a sbottonarsi la spallina del vestito, prima una poi l’altra, lasciandolo scendere sui
fianchi, mostrando il suo reggiseno bianco a coppa piena ,di pizzo traforato.
Antoine le ordinò di togliere il vestito completamente e lei esitante , ma ubbidiente , come in trance lo lasciò cadere ai piedi.
Dallo slip traforato , si intravedeva lo  scuro dei peli del suo sesso.
Era restata in mutandine e reggiseno con le infradito . Bella , sexy ed eccitante.
La libidine ci stava assalendo tutti , si stava instaurando un atmosfera lussuriosa.
Io e lei ci guardammo , ero eccitato a vederla così , il mio pene spingeva forte da dentro i pantaloni e il cuore mi batteva in gola , probabilmente come a lei .
Non avrei mai immaginato che avesse ubbidito così , senza opporre resistenza, nemmeno verbale.
Antoine le ordinò di togliere anche il reggiseno , nervosa e esitante dopo una pausa lo fece , una spallina per  volta  le spinse lungo le braccia  fino a toglierle da esse e lo spinse giù alla vita  mentre Antoine la guardava , mostrando il suo bel seno bianco e i  capezzoli rosa ai loro  sguardi , coprendolo d’istinto in una reazione di pudore con il braccio sopra . Antoine le ordinò di togliere il braccio e di farlo ammirare , restia e incerta ubbidì guardandomi , ormai in balia di quella situazione e a i suoi comandi. Le sue mammelle si muovevano alzandosi  e abbassandosi alle lunghe e lente escursioni respiratorie ansiose.
Dal suo sguardo e respiro capivo che il gioco stava prendendo anche lei. Era seria in viso e in quella sala si iniziava a sudare dal caldo e dalla libidine.
Il seno adulto di mia moglie Stefy  o  ES come la chiamava lui ,mostrava le areole rosa e i capezzoli turgidi e dritti ,segnale di eccitazione a quella condizione di disagio a cui era costretta .La vergogna divampò sul suo viso colorandolo di rosso .
“Togli il reggiseno !” Ordinò ancora Antoine e lei subordinata e arrendevole alla voce autoritaria ,portò le mani ai fianchi , lo girò sulla vita portando la chiusura davanti all’ombelico e lo sganciò lasciandolo cadere a terradavanti ai  suoi  piedi .
Il pudore la portava a coprirsi ,ma lo sguardo severo e padronale di Antoine glielo impediva . Allungò le braccia sui fianchi.
“Tutto ! Anche lo slip. “ Comandò lui . Stefy  o  meglio ES in quella situazione  restò silenziosa mordendosi il labbro inferiore dalla tensione , sentiva in quella richiesta tutta l’umiliazione e la degradazione morale ad accettare quell’ordine, cercò ancora il mio viso e i miei occhi . La guardai silenzioso , pensava che non lo avrei mai permesso, pensava che avesse prevalso , la mia gelosia , il mio amore .
Invece in preda a uno stato di inebriante eccitazione che aumentava sempre più nel vederla così sensuale ,passiva a quella voce a quei comandi e osservata da loro ; sentii crescere in me il desiderio di andare avanti, oltre, e invece di darle la risposta che si attendeva  di interrompere tutto , all’improvviso , la incitai dicendo :” Su Syefy è il tuo padrone che te lo ordina! Ubbidisci!”
Mi guardò allibita e silenziosa,sconcertata da quelle parole ,sbarrando gli occhi a quella mia inaspettata esortazione a quella mia incitazione , leggevo sul suo viso incredulità e stupore per quello che aveva appena sentito da me . Antoine mi guardò compiaciuto con un mezzo  sorriso  sulle labbra.
Pensai che a quella richiesta ed esortazione , avrebbe reagito con un’ altro show  dei suoi come i precedenti. Invece esitò ,presa anche lei,stordita  da quell’atmosfera erotica .
Forse risentita dalla mia incitazione ,con uno sguardo di rabbia obbedì , portandosi le mani  sui fianchi infilò i  pollici   dentro l’elastico  dello slip e adirata lo spinse giù  lungo le cosce fino alle ginocchia ,piegandosi in avanti lo portò alle caviglie per poi alzare un piede per  volta e prima uno e poi l’altro toglierlo lasciandolo sul pavimento davanti  ai  piedi di  Antoine. Si tirò su sempre più  arrossata in viso ,con il goffo tentativo pudico di coprirsi il sesso con le mani.
Daniele raccolse i vestiti ,le mutandine e il  reggiseno e li mise su una sedia.
Ora era nuda , nella sua vergogna e disonore davanti a quell’uomo che la disgustava e odiava ,e per  suo  volere , suo comando, in quel  gioco scellerato si  era spogliata mostrandosi ; non riusciva a crederci  di averlo fatto. Il viso dignitoso e altero fissava il vuoto davanti ad essa , come se non pensasse nulla,il corpo maturo ,attraente ,quasi perfetto era scrutato nelle sue intimità dagli occhi di quegli uomini sconosciuti . Il seno adulto , gonfio scendeva per poi portarsi in su con i capezzoli turgidi che sporgevano prepotenti dalle mammelle , spie di una eccitazione non voluta ma reale  , creandole imbarazzo .
Sul viso il rossore imperava ,pudicamente teneva le gambe strette e le cosce aderenti tra loro con i piedi girati all’interno in posizione di chiusura , atteggiamento di difesa inconscia che pensava la proteggesse da quegli sguardi avidi e libidinosi che violavano le sue intimità .Invece la rendevano più eccitante e sensuale.
Le sue forme lievemente accentuate, con un leggero pronunciamento del ventre la rendevano molto seducente ,signora e sexy .Sul suo corpo risaltava il sesso di peli scuri , arruffati tra loro, gonfi e ben curati sui  margini  come una siepe .
I fianchi armoniosi e curvilinei continuando nei glutei formavano un sedere alto , bianco e arrotondato . Il candore delle parti intime contrastava con la pelle abbronzata attorno, baciata dal sole , mostrando in quella differenza il suo corpo pudico, ma eccitante.
Nonostante la vergognosa umiliazione , ES era ferma ,ubbidiente a quell’uomo,che ora la guardava , scrutandola nelle sue parti più segrete, ruotandole attorno in silenzio come a stimare quanto  valesse.
Stefy  silenziosa a volte chiudeva gli occhi  come per estraniarsi da quella situazione ,ne subiva l’influsso negativo e l’eccitazione perversa.
Antoine guardandole i capezzoli sporgenti si avvicinò dicendo :”Te l’avevo detto che ti sarebbe piaciuto! Guarda come sei eccitata. Scommetto che godi ! Sono sicuro che in mezzo alle gambe sei tutta bagnata”. Stefy si infiammo in viso, respirando intensamente,aveva timore che  lo  facesse davvero .
Invece accarezzandole il collo le passò le dita sulla pelle , le girò il dito attorno , fino a portarlo alla gola per poi salire sotto il mento spingendolo in alto ,superbo e altero esclamando osservandone il profilo :” Meravigliosa!”.
Stefy ebbe un fremito , chiuse gli occhi, un brivido di timore e piacere la percorse lungo la pelle al contatto delle sue dita . I capezzoli si appuntirono di più , strinse le gambe più forte, come a trattenere nel sesso quella sensazione di piacere che si era formata dentro e che provava.
Non avrei mai pensato di giungere fino a quel punto , che si sarebbe spogliata così passivamente da restare nuda davanti a degli sconosciuti , e soprattutto davanti ad Antoine ,che aveva detto di non voler più vedere, ne restai sbalordito .
Osservarla così ,in quella situazione umiliante ,in quello stato , aumentava la mia libidine e la piacevole ebrezza sensuale mi appagava di anni di repressione , delle mie innocenti trasgressioni  chieste e da lei rifiutate , ostacolate , dei miei istinti soffocati , dei giochini mancati .Io in fondo mi sarei accontentato di molto meno ,ma vederla così nuda , umiliata e piena di vergogna davanti a me e a loro a colui che nel gioco considerava il suo padrone ,mi ripagava dei suoi no , dei suoi :“ Lo sai che non mi va! “ Dei suoi : “ Io queste cose non le faccio!”
Ora vederla passiva a quell’uomo incapace di reagire , mi sembrava la sua giusta punizione per non avermi mai assecondato, accettando i miei desideri nascosti, le mie fantasie . Tutto questo aumentava la depravazione e la lussuria che stava crescendo in me. Il mio pene eretto spingendo dentro i pantaloni, ne era la dimostrazione.
Quando Antoine le ordinò di mettere il mini abito, che Daniele aveva portato, senza intimo come le puttane . Paradossalmente accolse quella richiesta come una protezione, si affrettò a farlo pur di coprirsi dai loro sguardi e dalla sua vergogna . Qualsiasi cosa piuttosto che restare nuda , anche vestirsi come una volgare puttana .Non immaginando che in quel modo entrava sempre di più nel gioco di Antoine e nella parte di E.S. .
Era difficoltoso indossarlo ,ma ci riuscì , Daniele l’aiuto ad agganciare le spalline .
Iniziava con il margine superiore dal seno appena a coprire il capezzolo, e scendeva arrivandole   poco oltre gli inguini a inizio coscia, la schiena era nuda completamente fino all’inizo dei glutei , due nastri partendo dalla gonna ,posteriormente salivano formando le spalline e portandosi sul davanti scendevano agganciandosi a due anelli dorati di una pettorina aderente.
Era volgarmente eccitante con il vestitino stretto e corto,che il suo  corpo pareva esuberante e compresso  all’interno ,le sue mammelle pressate sul davanti , in parte uscivano lateralmente e in parte in alto ,sembrando più grosse di  quelle che erano  .Il suo sedere stretto  in quella gonna aderente era diventato formoso ed evidente , e dava l’impressione di voler esplodere per uscire dal tessuto . Le sue forme adulte ,contenute con forza, nel tessuto stretto, spingendo formavano rilievi e ondulazioni  molto sexy all’abitino , sui fianchi , sul ventre e al sedere che la involgarivano. Era davvero indecente , sembrava una puttana da strada .
In quel momento  mi  sentii  come stordito dalla piacevolezza mentale nel  vederla in quello stato e pensavo alle sere quando l’avrei chiavata a casa  ricordando questi momenti.
Sentivo in me una eccitazione mai provata ,nuova ,perversa .Quell’atmosfera lussuriosa ci aveva presi tutti.
L’ubbidienza e la passività di Stefy però mi impensieriva , la conoscevo  bene e di carattere  era forte , per questo fu una sorpresa scoprirla così arrendevole a quell’uomo e a se stessa ,non lo avrei mai immaginato , ma non ci  feci caso.
Quando fu vestita Antoine la guardò con attenzione,Daniele le mise un paio di scarpe rosse aperte sul davanti e sui lati,del colore del vestitino , con dei tacchi vertiginosi oltre 10 cm come le puttane vere . Stefy in quel mini abito stretto e in quella situazione si accettò, pur di finire tutto in fretta .Era diventata alta e slanciata su quei  tacchi. Le fece fare una passerella davanti a noi con lei traballante e ancheggiante , muovendo il sedere sui lati per tenere l’equilibrio, sculettando senza volerlo proprio come una battona vera , anche se era difficoltoso ci riuscì. Daniele le passò anche una piccola borsetta rossa che mise  a tracolla alla spalla.
Antoine la guardò e poi esclamò:” Non sei ancora come voglio io , ma inizi a sembrare una puttana vera! ”. Stefy  , o  meglio ES  lo guardò in silenzio e poi guardò me .
“Continua a passeggiare finchè non ti dirò di  fermarti.”  Disse, e lo fece ,mentre noi la guardavamo divertiti ed eccitati .Seppur traballante riusciva a stare in piedi camminando . Imparò in fretta.
Antoine soddisfatto di come iniziava a muoversi le disse :” Peccato che non puoi vederti, ci vorrebbe uno specchio e qui non c’è ne , bisognerebbe andare nel bar ,la ci sono. “
Stefy sbarrò gli occhi e disse un “no!” quasi supplichevole .Andare nel bar conciata in quel modo , non voleva. Fu Daniele perfido a dire: “ C’è lo specchio dell’ascensore qui fuori  nell’atrio del palazzo ! “
”Giusto!” Rispose Antoine e rivolgendosi a lei in modo autoritario disse :“ Voglio che ti veda vestita da puttana ,usciamo , andiamo all’ascensore .“
Stefy spaventata cerco delle scusanti per non uscire in quello stato , ma lui gli e lo ordinò: “Sono solo pochi metri. “ Disse:” Non c’è nessuno e quando ti vedrai resterai stupita di te stessa di come sei cambiata già con così poco.” Ero eccitato e preso dal vortice di   quel gioco al rialzo che conduceva Antoine, aumentando sempre il limite del dove arrivare , del rischio e dell’umiliazione di Stefy o meglio di E.S.
Stefy ,mi guardava cercando aiuto per non uscire . Ma io annuii nuovamente ripetendo a Stefy le stesse parole di Antoine: “ Non c’è nessuno, sono solo pochi metri.”
Lui la prese all’improvviso per il braccio e tenendola stretta , traballante sui tacchi la guidò alla porta, che aprì  sull’atrio del palazzo .
Uscimmo fuori .
Il gioco era iniziato!

Cosa succederà a E.S. Fuori da quella porta?
Aspetto i vostri commenti ed eventuali suggerimenti .Grazie.
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