Metamorfosi di una moglie virtuosa – Cap.18 Marcel.

METAMORFOSI di una MOGLIE VIRTUOSA
Cap. 18 MARCEL

28 Luglio – tre giorni alla fine della vacanza.
Ci preparammo, saremmo andati a trovare un loro amico, un certo Marcel, e Corinne con quel suo sorriso perfido, invitò Stefy ad essere gentile con lui, ad avere riguardo, le fece capire che lo avrebbe dovuto accontentare, accoppiandosi con lui.
Sentii anch’io quelle parole.
Ma accolsi quella informazione -richiesta con indifferenza, oramai non mi faceva più effetto che qualcuno scopasse Stefy, mia moglie, anzi mi faceva piacere vederla scopata da un altro e lo stesso era per lei, scoparci. Lei ascoltò e annuii con il capo .
Il pomeriggio dopo essere stati al mare rientrammo a casa di Corinne a riordinarci e rinfrescarci.
La sera dopo aver cenato velocemente in un bistrot, andammo in un appartamento della periferia, dove viveva questa persona,“Marcel “ .
Loro, sorridevano guardandoci ogni qualvolta che parlavano di lui , come a schernirci.
Non sapevamo il motivo, ma pensai che sarebbe stato qualche vecchio bavoso loro amico; ma mi sbagliavo.
Marcel ci aspettava ! Quando fummo sul pianerottolo e aprì la porta restammo a bocca aperta io e Stefy .
Era  un negro! Ci trovammo di fronte una persona di  colore!! …Un negro alto e robusto e calvo, con la pelle nerissima come la pece.
” Ciao Marcel! ” Esclamò Corinne alzandosi in punta di piedi abbracciandolo mentre lui si abbassava  e baciandolo sulla guancia.
Restai allibito, anche Stefy lo era, lo guardava con stupore, speravamo di aver sentito male, che non fosse lui Marcel, ma un altro, ma non era così, era proprio lui.
E secondo loro Stefy avrebbe dovuto accoppiarsi con quell’uomo… Un negro!
Non eravamo razzisti, non lo siamo mai stati, anzi , siamo sempre stati tolleranti e aperti verso gli exstracomunitari, la gente di colore e i loro problemi, anche a Brescia, ma certamente ne a me, ne a Stefy soprattutto piaceva quella gente, eravamo sempre stati diffidenti nei loro confronti.
A Stefy il solo pensare di dover avere un rapporto sessuale con quel tizio, la metteva in
condizione di disagio e a me di preoccupazione.
Antoine c’è lo presentò:”Il mio caro amico Marcel!” Esclamò appoggiando la mano sulla sua alta spalla.
Mi porse la mano e la strinsi, una grande mano nera, con dita molto lunghe e chiara sul palmo.”
Piacere Luca !” Pronunciai.                                                                                                                           “Marcel!” Rispose.
Poi presentò Stefy dicendo:”Questa è E.S., la mia schiava!” E sorrise.
Anche lui sorrise, mostrando tutti i suoi denti bianchi e perfetti, che risaltavano ancora di più con il colore della sua pelle scura. Strinse la mano anche a Stefy, tirandola a se all’improvviso e baciandola sulle guance, come se fosse una parente.
Stefy, sorrise stupita di quel gesto e mi guardò smarrita e questo mi diede enormemente fastidio.
Chiesi in disparte a Daniele perchè avrebbe dovuto accoppiarsi con un uomo di colore? Aveva già fatto abbastanza Stefy in questi giorni, aveva provato di tutto. Ci mancava un negro!
“ Provato tutto?” Rispose. ” Non è mai tutto e abbastanza per toccare il fondo.” Esclamò ridendo.
“ Per farle toccare il fondo e provare di tutto, deve ancora fare alcune esperienze “. E mi fece segno con il dito indice verticale sulle labbra di non parlare.
Mi trovavo in una strana situazione, Antoine la voleva fare scopare con un uomo di colore, un loro amico, ma noi pur non essendo razzisti, ma persone comprensive, non eravamo preparati a questo. Ne vedevamo a centinaia per strada e  davanti al negozio a Brescia come lui…tutte provenienti dal  centro di accoglienza arrivati da Lampedusa e quel Marcel sembrava uno di  loro e questo ci imbarazzava .
Stefy mi guardò come faceva le prime volte, parlandomi con gli occhi.
Mi fece capire che anche lei era a disagio .
“Con un negro no!” Si leggeva nel suo sguardo:” Non voglio!!”                                                              Non avrebbe voluto e  non avrebbe mai immaginato e accettato di farlo con una persona di colore .
Anche se di presenza era giovane, pulito ….era prestante e bello fisicamente, ma le veniva difficile adattarsi a quella richiesta.
Antoine e Corinne, ci guardavano divertiti, capivano il nostro imbarazzo e la nostra situazione, culturale, sociale ed educativa, ma non facevano niente per toglierci dal problema, anzi  divertiti ci prendevano in giro.
” Cosa c’è ? ” Chiese Corinne con voce autoritaria. Restammo in silenzio e poi Stefy rispose :
“Nulla madame!”                                                                                                                                              “Ah! ..Bene !! ” Esclamò sorridendo e girandosi verso Antoine.
Chiesi se potevo parlare un attimo in disparte con lei, mentre Marcel e gli altri entravano nel salotto. Acconsentì.
Le spiegai:” Corinne!..Cerca di capirci . Non è che noi siamo razzisti. No assolutamente !! Ma con un uomo di colore siamo in difficoltà culturalmente, mentalmente; con la nostra formazione ed educazione sociale e politica, apparteniamo a un’area moderata e  lo consideriamo inaccettabile, un affronto per mia moglie, peggio che essere schiava e sottomessa. Per noi, per il nostro modo di pensare di vivere, se la possedesse, sarebbe come se la contaminasse, la inquinasse! Cerca di capirci!! ”
” Non dire cazzate!! “ Esclamò irritata :” E vergognati!…Anzi vergognatevi! Marcel è una persona come tutte le altre. Anzi!..Più delle altre!.. E’ speciale, io stessa ho chiavato con lui molte volte e ti assicuro che non mi sono contaminata. Anzi! Mi è piaciuto moltissimo essere inquinata da lui, dalla sua sborra. Vedrai che piacerà anche a lei, ti accorgerai come ti farà godere la tua bella mogliettina. Alla fine sarà felice di essere stata inquinata da un negro.” Rispose seccata.
Abbozzai solo un: “Ma!!”                                                                                                                     “Niente ma !!”…Gridò alterata . “Vergognati! Marcel la chiaverà e basta e per punizione te la farà godere più di un bianco. Piacerà anche a te vederla chiavare con lui, godere tra le sue braccia, sentirlo suo, e lo amerà anche lei. E ora basta!..Non voglio sentire altro di queste cazzate razziste!” E si avvicino al gruppo, mentre io mormoravo a bassa voce:” Non sono cazzate razziste!..Non lo siamo!”
Poi restai in silenzio e mi accodai a loro, guardai Stefy che era inquieta.
Non potevo fare nulla per impedire che accadesse e restai vicino a lei.
Guardando Marcel e le sue grosse labbra mentre parlava, pensavo a le persone di colore  che c’erano a Brescia, e inoltre mi chiedevo se era vero quello che si diceva su di loro, sui negri, che erano superdotati o se era solo una leggenda metropolitana, un modo di dire. Comunque tutto questo mi infastidiva, mi turbava .
Marcel ci fece accomodare, aveva una casa normale, carina, piena di oggetti e soprammobili africani, ci portò in salotto dove c’erano due poltrone e un grande divano al centro.
Ci sedemmo! Loro sul divano e io su una poltrona. Corinne restò in piedi vicino al lettore cd e mise della musica di sottofondo.
Marcel ci portò da bere e tra musica e bevande iniziammo a chiacchierare, a fare conoscenza, a sciogliere il ghiaccio.
Lo osservavo senza farmi notare dagli altri, con sguardi sfuggenti e nascosti, era proprio scuro, non un marocchino o marroncino, ma proprio nero. Non sapevo di che parte dell’Africa fosse, ma sembrava un Nigeriano o un Senegalese come i  nostri extracomunitari, quelli che da noi fanno i venditori ambulanti per i marciapiedi.
Mentre qui, lui lavorava nei locali notturni in cui era socio Antoine, guadagnava bene, era sempre in ordine con il  look e probabilmente si  chiavava le donne bianche.
Iniziò a chiacchierare con Stefy, che lo guardava e ascoltava confusa.
Corinne osservava compiaciuta, Marcel che parlava un italiano francesizzato, con la pronuncia dolce mentre la corteggiava.
Le prese la mano nella sua molto grande e iniziò a leggerla, la adulava…..ci scherzava , sorrideva mostrando in contrasto con la pelle i suoi  denti  bianchissimi, diceva tante
scemate e lei iniziò a ridere e sorridere a scambiare parole con lui. lavorando  nei  locali  come intrattenitore ci  sapeva fare con le donne, e questo mi mi seccava, Stefy si lasciava trasportare, viveva una situazione di attrazione e repulsione verso Marcel.
Mi dava fastidio vederla dare confidenza a quel tipo, ridere e scherzare con lui.
Non era più smarrita e confusa come quando eravamo entrati e l’aveva visto la prima volta, ora chiacchierava sorridente con lui.
A vederla così accondiscendente alle sue parole, con il sorriso sulle labbra, avevo rabbia, che mascheravo  fingendo di  sorridere anch’io.
In un momento d’impeto avrei voluto allontanarli dallo stare vicini, ma faceva tutto parte del piano di Corinne. E io dovevo solo osservare, senza parlare, intromettermi. Ma non mi andava così…proprio non mi  andava.
Anzi!.. Avevo pensato che mi sarei opposto, se avessero chiesto o preteso che Stefy facesse qualcosa di  sessuale con lui.
Dopo un po’ che chiacchieravamo, Marcel disse ad Antoine che gli sarebbe piaciuto danzare con E.S. .” Posso invitare la tua bella schiava a ballare?” Le chiese sorridendo. “Oh oui mon amì! ” Rispose lui.
Acconsentì e comandò a Stefy :” Balla!! Vai a danzare con Marcel, è un ottimo ballerino. Ti farà girare sottosopra. Ti divertirai!”
Lei sorrise, mentre lui le porgeva la mano per aiutarla ad alzare, mi guardò, mi vide arrabbiato e cupo, lesse nei miei occhi disappunto, sapeva che non mi  andava che si rapportasse con un nero, ma non disse nulla, si alzò e lo seguì.
Si misero nel centro della stanza e iniziarono a danzare balli latini, di un cd che Corinne aveva inserito nel lettore . A Stefy piaceva ballare, anche se non era capace e lui con entusiasmo gli insegnava come muoversi in quei ritmi latini, sensuali; come mettere i piedi , spostarli , muovere il  bacino e sbattere il  sedere contro il  suo sesso, con tutti ridenti.
Tenendola sui fianchi con le grosse mani e strusciandosi dietro lei  che muoveva il sedere, le dava il ritmo e i l movimento, facendole alzare le braccia  e scorrere le sue  mani su  fino alle mammelle e accrezzarle, e a suon di musica muovere contemporaneamente il bacino, con il sedere aderente al suo sesso.
La guardavo e da come sorrideva, muoveva gli occhi e le mani sentivo che le piaceva, si divertiva, era eccitata di  quel  negro… e si lasciava trasportare.
Quel suo muovere tutto il corpo, sudare, alzare le mani e fare dondolare il sedere lateralmente, unito al sesso di Marcel, facevano alzare e accorciare il suo mini vestitino , mettendo in mostra i suoi generosi glutei carnosi e l’attaccatura degli inguini, dove a seconda dei movimenti, si intravvedeva la linea della fessura  del suo sesso depilato.
Nell’alzare le mani in alto ballando, scivolava anche in basso la parte superiore del vestitino, la scollatura, che scendendo metteva in mostra, parte di due mammelle senza reggiseno, gonfie e grosse e due capezzoli turgidi e dritti, pieni di voglia e di desiderio.
Pensai al suo sesso e per un attimo lo immaginai tutto bagnato di umori. Cercavo di scacciare questi pensieri e queste figure dalla mia mente… non li volevo.
Ma la perversione si era impadronita di me, nel vederla ballare divertita con quel grande negro i balli latini, mi faceva sudare e mi accaldava.
La mia eccitazione al solo pensiero di quello che poteva fare con lui era salita al massimo.
Dopo che si erano ben accaldati con i ritmi latini, Corinne cambiò cd e mise dei lenti bellissimi, molto sensuali e dolci, mia moglie in quel mini vestitino bianco diventato cortissimo dai movimenti, era sudatissima, ma molto bella, il suo corpo appena abbronzato risaltava in modo fantastico sotto l’indumento bianco e vicino alla sua pelle nera, le sue forme adulte, tracimavano fuori dal mini indumento, rendendola morbosamente sexy e volgare.
Rimasi sulla poltrona a guardare, con Corinne che si era venuta a sedere sul bracciolo a fianco a me e parlava con Daniele, mentre io osservavo i loro corpi vicini, muoversi danzando nella penombra delle lampade. .
Danzavano come si suol dire ” allacciati “, aderenti, lui più alto di lei di almeno 20 cm la guardava in viso piegando il capo verso il basso. Lei le arrivava alla spalla e aderente al suo torace, con la testa rivolta in alto lo guardava e lo ascoltava parlare.
Marcel ballando e stringendola si strusciava su di lei, che acconsentiva, lasciava toccare, ne provava piacere dai suoi movimenti, visto che non si opponeva.
La stringeva e accarezzava mentre, la musica dolce entrava in loro e lei rispondeva a quelle carezze con fremiti, non ritraendosi.
Mi faceva rabbia Stefy in quel momento, perchè non disdegnava le attenzioni di quell’uomo, quel nero, senza spostarsi, senza opporre resistenza, soprattutto senza provare fastidio.
La sua intolleranza verso la gente di  colore che viveva a Brescia era diventata disponibilità e desiderio, si capiva.
Rimasi infastidito a vedere lei vestita di bianco con la sua pelle chiara e lui nero come la notte, lasciarsi stringere.
Oramai era chiaro che lei approvava, che ci sarebbe stata… le piaceva sentire contro il suo ventre quel pene grosso e duro strisciargli sopra.
Era sconvolgente, avevo l’erezione solo a vederli vicino e non volevo, ero perso con la mente, avvertivo che la depravazione si stava impadronendo completamente di me… cercavo di non guardarli, non volevo vedere mia moglie abbracciata ad un negro, soprattutto perchè ora non mi  dava malessere ma eccitazione, e per distrarmi mi accesi una sigaretta anche se non fumavo e dalla bottiglia che s’era sul  tavolino, mi versai da bere nel bicchiere del whiski e diedi due sorsate piene e veloce. Ma fu peggio, non fecero altro che aumentare il calore e la mia eccitazione.
Osservavo Stefy che non era assolutamente impacciata con lui e ne provavo rabbia e turbamento.
Per un attimo, mi osservò fisso negli occhi e guardandomi, poi  in preda all’eccitazione lo circondò con le braccia al collo e lo baciò in bocca ; lo fece apposta, sapeva che non approvavo, voleva punirmi , umiliarmi.
Per reazionem ebbi subito una scarica di adrenalina, il pene mi venne più duro del ferro, stava baciando un negro in bocca !…Lei!! ..Che aveva avuto sempre pregiudizi su questa gente al limite della intolleranza, che era sempre stata contraria a questi tipi di rapporti misti.
Anche lei come me era di famiglia leghista è quello che stava per fare era considerato un disonore dalle nostre parti, più che il giocare a fare la schiava ed essere sottomessa.           “Meno  male che nessuno dei nostri conoscenti lo saprà mai!” Pensai, sarebbe stato uno scandalo sapere che la mia  Stefy aveva limonato con un “negher”  come li  chiamavano  a Brescia.                                                                                                                                                          Ma l’effetto che provavo, la reazione che avevo nel guardarla, non era di disgusto, ma di eccitazione… di piacere, una eccitazione e un piacere perverso che mi invadeva.
Vedere mia moglie con lui, mi eccitava!.. Lei, la buona signora borghese, la bresciana
leghista , ora era abbracciata e limonava un negro e da lì a poco si sarebbe concessa a lui  contro la mia volontà anche se lo desideravoin silenzio.
Era sconvolgente, sudavo eccitato, avevo l’erezione che spingeva violenta contro i pantaloni, il whiski esaltava quel mio stat e quelle mie emozioni.
Corinne vedendomi concentrato e sudato disse: ” Hai visto?..Vedrai che ti piacerà farla chiavare da un bel negro come Marcel. Rilassati, guarda tranquillamente e divertiti e se vuoi  mastirbati .” E rise.
Non risposi.
Lui ricambiò il bacio di  mia moglie e le mise una mano sul sedere, alzandole il gonnellino e scoprendolo, lo tirò su appena, mostrando a tutti noi le sue natiche bianche, piene e mature, con quel tatuaggio maledetto!  Il fiore e il serpente, il  marchio di Antoine.
Faceva impressione vedere la sua grossa mano nera, appoggiata sulla natica bianca di mia moglie, che la palpava e stringeva con lei  che lo  lasciava fare, creando un contrasto lussurioso, erotico, perverso.
Poi le abbassò l’abitino davanti, le scoprì il  seno, e prese ad accarezzarle una mammella, la strinse e chinando il capo e appoggiando le sue grandi e grosse labbra carnose,iniziò a baciare e leccare il capezzolo che era già duro e dritto, sintomo della sua eccitazione e del suo desiderio.
Pochi istanti dopo vidi la mano di Stefy scendere sul gonfiore dei suoi pantaloni, cercare e indugiare sulla sua cerniera, mi resi conto che era eccitatissima e sotto l’eccitazione perdeva il senso e il  controllo di quello che faceva e con chi era.
Mi eccitavo perversamente sempre di più .
Da come si muoveva e lo baciava, sembrava una assatanata, che non vedeva l’ora di avere il suo cazzo  a sua disposizione. Quel pene nero che non avevamo  mai visto a un uomo di  colore.
Chiudevo e  aprivo gli  occhi, bagnati dal  sudore e vittime della stanchezza e quando li riaprivo  vedevo altre inmagini seguenti, come dei  flash, in seguenza di  movimento. Erano in piedi davanti al divano, quando i pantaloni di lui caddero a terra, Stefy si spostò leggermente per fare in modo che io vedessi sotto lo slip di Marcel quell’enorme gonfiore che lei aveva sentito.
Pochi altri secondi vidi mia moglie inginocchiata, Marcel che si abbassò lo slip e all’improvviso fece uscire un cazzo enorme e possente, era mostruoso anche in fase di riposo, scendeva penzoloni semirigido tra le sue cosce.
Restai stupito e sorpreso, mentre loro ridevano.  Anche Stefy a quella vista restò sorpresa e sconcertata . Non avevamo mai visto niente di simile. Era…era enorme… .
Lui glielo fece prendere in mano e a sentire quella candida mano bianca sopra il suo cazzo, iniziò a ingrossarsi.
Stefy esclamò intimorita :“No !…Non è possibile!..Non può essere…!!”
Era impressionata! Non aveva mai visto niente di simile .
In effetti aveva ragione ad avere quella reazione di stupore e perplessità, il pene di Marcel era spropositato, non ne avevamo mai visti così.
Lo aveva sentito sfregare sul suo ventre e sul suo sedere mentre ballavano, aveva intuito che era molto grosso, ma così no!! ..Non se l’aspettava!
Ora allo sfioramento della sua mano era diventato duro, dritto e lungo… ed enorme.
Stefy era impressionata, si girò a guardare Antoine e Corinne esclamando:” … Ma è eccessivo madame ! Non posso!!.”… Antoine annui con la testa dicendo:” Stai tranquilla!! Sa come fare ..Ha già chiavato con molte donne… .”
” Ha chiavato anche con me!” Aggiunse Corinne sorridendo per incoraggiarla. Proseguendo:” Su! E.S. ..vai avanti !..Leccalo!… Falle un pompino.”
Titubante si guardò attorno, guardò loro, poi tirò su il capo a guardare Marcel, che dall’alto, come se fosse un dio nero la osservava e sorridendo appoggiò la grossa mano su i suoi capelli, accompagnandola sul suo cazzo  nero.
Stefy esitante, ma incurante di me baciò, quel glande grosso e scuro.
Non me ne intendo , ma sarà stato almeno lungo 25 centimetri, era più del doppio del mio.
La sua bocca come in preda a un raptus incontrollato, lo baciò ripetutament, scendendo poi subito ai testicoli, grossi  e neri anch’essi, che leccò e succhiò come le aveva insegnato Corinne, tenendo quell’asta ferma in mano.
Sentii Daniele esclamare:” Ha due coglioni grossi come un toro!”                                           ”              E non solo quelli!!” Rispose Corinne ridendo.
Proseguì con la punta della lingua a leccarli, risalendo lungo l’asta, che si era riempita di sangue, pronta per esplodere sperma e arrivò sotto il glande titillò intorno alla corona e il frenulo assieme al prepuzio.
“Ha la cappella come la testa di un gattino! ” Esclamò Daniele .                                                          “Si!…Molto tenera e soffice . Vedrai quando la chiaverà come la farà godere.” Rispose Corinne.
Non potete, immaginare cosa stavo provando io a sentire quelle parole evedere lei  che lo  leccava. Avvertivo il mio  duro che mi stava scoppiando dentro i pantaloni.
Non vedevo l’ora di vederlo sparire dentro la sua bocca rossa, mentre lo leccava.
Oramai Stefy aveva imparato e sapeva come fare pompini, lo avvolgeva con le labbra tirandolo a se e succhiandolo.
Continuò a leccare, era sempre in ginocchio sul pavimento, prese in bocca quel glande enorme e lui lo spinse verso la sua gola, rimasi allibito, lui le teneva la testa ferma e lo infilò tra le sue labbra ,per oltre cinque dita , mentre il resto,circa tre quarti rimaneva fuori.
Aveva la bocca dilatata, allargata al massimo con quel pene dentro…. e le guance gonfie sembrava una pornostar.
Sentendo il glande in gola, Stefy sbarrò gli occhi che le diventarono rossi e umidi e di riflesso ebbe conati di vomito.
Mentre lo succhiava e lo leccava, con l’altra mano gli tolse le scarpe, lo stesso fece con il pantalone e lo slip, lui nel frattempo si era tolto la camicia e, il suo corpo era restato  nudo, perfetto, statuario e ben armonizzato, ed era tutto evidenza.
Il pompino non durò molto, infatti poco dopo Stefy si alzò, con le labbra sbavate dalla saliva e dal succhiare quel pene nero. Si abbracciarono ancora, Stefy oramai non capiva niente, era presa da quel raptus , impulso di eccitazione .
Forse anche se nella realtà sociale era rigida e li snobbava, in quella reale probabilmente era un desiderio inconscio quello che aveva di essere posseduta da un negro con un pene enorme e ora che si avverava, non capiva niente s affidava al suo istinto. Lui si sedette sulla poltrona e la portò vicino a se e poco dopo su sua richiesta si mise cavalcioni sopra di lui.
Con Stefy sopra, presero a baciarsi, lui aveva le sue lunghe dita sopra le natiche di lei, talmente lunghe che riusciva a toccare il sesso penetrandola da dietro  con il medio, lo vedevo manovrare dentro la vagina di mia moglie con le dita della mano sinistra, masturbandola, mentre la sua asta lunga e dura , batteva ritmicamente sotto gli impulsi del desiderio sul ventre di Stefy , superandone in altezza l’ombelico, e le sue grosse labbra carnose, succhiavano  la sua  lingua.
Era strabiliante vedere il suo pene dritto ed enorme, battere ritmicamente sul pancino di Stefy, mentre con le dita della mano destra le sfiorava e titillava l’ano.
Lo vidi, essendo seduto quasi di fianco, prendere della saliva e bagnare l’ano e con un dito massaggiarlo e giocarci penetrandolo.
Corinne le passò un lubrificante in gel trasparente, che spalmò su tutta la sua lunga asta e sul glande e poi sulla lunga linea verticale della vulva di  mia moglie, la fece sollevare e indirizzò la cappella verso il superbo sesso depilato di Stefy, mentre con la fessura dischiusa e le labbra vaginali gonfie bagnate dalla voglia e pulsanti dall’eccitazione attendevano l’introduzione.
Sentii Stefy mormorare quasi inconsciamente: “Si!!..Ti ti voglio!! .. Prendimi!!.. Ho voglia di sentirti dentro di me.”
Accompagnò con la mano, sul suo sesso, la grossa e lunga asta nera ormai ben lubrificata, appoggiandola alla fessura, tra gli anelli delle grandi labbra.
Vidi quel grosso glande rosa scuro, premere contro le sue labbra rosa, umide di umori , che sembrava impossibile, ma cedettero, aprendosi con resistenza alla sua spinta, spostare gli anelli dorati e iniziare a penetrare lentamente,allargandola all’inverosimile.
Il glande, divaricando le labbra in modo abnorme, eccessivo, le distese al limite della lacerazione e ricco di lubrificante entrò in lei scomparendo. Distribuendo a Stefy con un sussulto, fremiti di piacere e sofferenza lungo il corpo.
Lui, accompagnandola con le sue grosse mani nere sui i fianchi, la abbassava lentamente tenedola per il bacino, aiutandola a fare entrare in lei la parte superiore dell’asta, che scomparve per metà dentro di lei. Intanto io sudavo freddo ad ammirare quella penetrazione.
La vulva di Stefy era dilatata al massimo, al limite della rottura, sembrava che si  lacerasse, ampliata e distesa al punto che le labbra vaginali sembravano stringere come un laccio di carne, con forza e violenza  intorno al cazzo di lui che lentamente ma inesorabilmente entrava.
Stefy profava fastidio e forse dolore, ma era in uno stato di libidine che la sofferenza alla penetrazione si trasformò presto in sovreccitazione spasmodica e smania, rivolse indietro la testa quando lo sentì dentro lei, per poi
subito cacciarsi in avanti e mettergli le braccia al collo, tirarsi su di scatto con il capo e il seno e baciarlo in viso, sulla fronte, sugli occhi e sulle labbra .
Quel gigantesco pene, le stava dilatando mostruosamente la vulva e la vagina, la allargava al limite dell’estensione fisiologica, della lacerazione. Sembrava di assistere a un film porno, di cui mia moglie Stefy era la porno attrice con un negro.
Sentii dire Corinne ad Antoine :”Te l’avevo detto che quel cazzone nero entrava!!”
“Si!!” Rispose Antoine, esclamando: ” Però è al limite della rottura, non vedi come l’ha allargata? L’ha estesa al massimo!!”
“Ohh!!” Disse Corinne:” Ci passa un bambino nella figa che è ben più grosso del cazzo di Marcel, figurati se non ci entra quel palo.”Aggiungendo:”Lei c’è l’ha ancora molto stretta anche perchè non ha mai avuto gravidanze e ha sempre e solo preso quel cazzetto di suo marito. Solo ora con noi sta cambiando dimensioni, sempre di maggior volume. Vorrà dire che le resterà la figa un pò larga!” E risero. Proseguendo  Corinne:
“Comunque le piace!! Sente un pò di dolore, ma le piace!…Dolore e piacere assieme!!”
“Infilato, lo ha infilato!!” Esclamò Antoine, mentre Daniele li guardava ascoltando attento come me:” Ma bisogna vedere se riuscirà a chiavarla ? A muoverglielo dentro? Infilarglielo è una cosa, se pur difficoltosa c’è riuscito, non le è entrato nemmeno tutto e probabilmente tocca già l’utero, ma chiavarla è un altra.”
“Ohh!! Ci riuscirà!!..La chiaverà !!.. Vedrai !!…E anche bene, al limite gliela sfonderà un pò, le sventrerà la fica! ” Rispose ridendo.” Vuol dire che camminerà per un pò con le gambe larghe !!” Aggiunse.
E continuarono a guardare quella scena, con sottofondo musicale rilassante come se fosse davvero un video porno reale.
Mi chiedevo, come sarebbe stato il sesso di Stefy dopo quell’amplesso.
Se era vero quello che aveva detto Corinne, che le avrebbe sventrato la vagina, dovevo solo attendere per avere la risposta.
Intanto seduta a cosce larghe sopra lui, ccon il peso del corpo, facilitò l’entrata del cazzo nero, fino a quando lo sentì contro l’utero, ebbe un sobbalzo di dolore e di piacere. Ma si rilassò subito.
Il cazzo di Marcel entrò solo tre quarti , una parte restò fuori, già così le toccava il collo dell’utero.
Lei si era inarcata …godeva, godeva solo a sentirlo dentro duro e lungo , grosso , spingere forte sulle pareti della vagina e toccarle la cervice uterina.
Godeva come una pazza dimenandosi, portando le mani ai capelli .
Marcel, tenendole le sue mani sui glutei, iniziò ad alzarla ed abbassarla lentamente di peso, dandole ritmo e fremiti sulla pelle, ed estasi e goduria nel corpo, nel sesso e nella mente; facendola impazzire di piacere.
Era sudata, il seno fuori, sostenuto dal vestitino bianco tirato in su, sembrava più grosso, gonfio e sodo, merito anche di quelle pastiglie e dello sviluppatore per seno, che praticava giornalmente sotto la guida di  Corinne.
I capezzoli dritti, grandi e rosa, allo strizzare delle mammelle di quella grossa mano nera dalle lunghe dita, era come se venissero munte, e tramite le pastiglie ormonali per ingrandire il seno che le somministrava giornalmente Corinne, producevano e gettavano alla loro mungitura gocce di latte, che Marcel , piegando appena il capo succhiava, come se la sua bocca fosse un tira latte, facendo morire di piacere Stefy.
Era terribile !…Lo stava allattando come se fosse un bambino .
Quel gigantesco negro calvo che la chiavava, succhiava anche il latte dai suoi capezzoli…dalle mammelle di mia moglie, era scomvolgente e impressionante … era mostruoso, un incubo…meno male che nella nostra città nessuno avrebbe mai saputo niente.
Il piacere dell’allattamento e della maternità che le avevano prospettato Corinne e Claudette una settimana prima iniziando quella cura e ginnastica sottovuoto alle mammelle, ora si avverava. Ma quel piacere, quella sensazione di maternità, non la provava con un neonato, ma bensì con un negro…. che continuava con la mano a stringere e rilasciare le sue mammelle mungendole e succhiandole, alternandole entrambi.
Era una scena perversa, depravante, che mi dava sensazione angosciose ed eccitanti, avevo i brividi e sudavo e il pene che mi spingeva dentro gli slip fino a farmi male; nel vedere Marcel mentre seduto la chiavava a cavalcioni, allattandosi al suo seno, succhiando, deglutendo e ingerendo il suo latte mi infiammava. Era scioccante!
Intanto continuava a achiavarla facendola sedere sopra di se, aiutandola a sollevare il sedere spingendola sul gluteo con la grossa mano libera e a ogni passaggio di quell’asta rigida e smisurata, le labbra grandi labbra si tendevano di più , si allargavano, si slabbravano, si sformavano… provocando una contrazione spasmodica che
stringeva il pene .
Osservavo mia moglie roteare lentamente con piacere il bacino, sopra l’esorbitante pene di lui, era fantastico vedere il suo corpo lattescente contrastare con il colore nero della sua pelle e ammirare quel pene che non entrava mai tutto ma solo in parte poco più di  metà dentro la sua figa.
” Hai visto!” Disse Corinne sorridente ad Antoine :” La sta chiavando !… Ci riesce !… Guarda! Gliene ha fatto entrare in fica più di metà.”
“Si è vero !” Rispose Antoine:” Però gliela allargherà ben bene!…Gliela sformerà tutta.”
“Si!.. Ci riesce.!”….Esclamò sorridente lei.
Aggiungendo sarcasticamente:”Si sta anche allattando!..Guarda come le munge le mammelle e succhia i capezzoli che danno latte; ed E.S. come gode a farseli succhiare allattando.”
“Già!” Rispose Antoine :” Ci riesce a chiavarla e si allatta!!”.
Corinne aggiunse:” Farseli succhiare allattando un adulto, è veramente qualcosa di adrenalinico!”
“E si!!..Tu lo sai!!” Rispose Antoine ridendo.
Poi continuarono a guardare, mentre io pensavo a Stefy a casa, quando si osservava e accarezzava il seno davanti allo specchio, che per giustificarsi di non averlo prospero, di non essere mamma e non allattare, e diceva scherzando :                                                                           “Almeno non si rovina.!…Guarda! E’ piccolo ma è bello! E poi non è mai detto, chissà che un giorno non allatti!”
Profezia!!!….Si! quel giorno era arrivato, quando non ci pensava e credeva più, a quarant’anni passati e tutto  avveniva in modo surreale.
Alzai la testa e continuai a guardare anch’io.
Marcel, incominciò a vedere Stefy godente, inarcarsi, agitare in alto le braccia e irrigidirsi e ad ascoltarla ansimante, sentire i suoi gemiti farsi più intensi fino quando un urlo bestiale uscì dalle sue labbra e poi ancora un altro e un altro ancora. Stava avendo un orgasmo eccezionale con quel negro, mai avuto prima, meraviglioso, gridava e godeva ….. godeva e gemeva in continuazione.
Al termine di quel fantastico orgasmo, Marcel si staccò  con le sue grandi labbra carnose dai suoi capezzoli, smise di allattarsi, la prese per il bacino e la sollevò, portandole il sesso a livello della sua lingua; che prese a leccare con avidità.
Vedevo la sua lingua scomparire dentro quello slargo enorme che era diventata l’entrata della vulva, della sua  figa,t anto largo che lo vedevo mettere la lingua dentro la vagina e leccargliela internamente.
Le leccava anche le ninfe delle piccole labbra slabbrate di quello che poco prima era stata una fessura vaginale normale e ora era solo un largo buco di  carne.”
Intanto con un dito le masturbava il piccolo anello sul clitoride, Stefy era completamente persa, godeva ancora, dal piacere si portava le mani sui capelli e se le tirava da sola, per poi abbassarle con qualche filo di essi tra le dita, appoggiandole sulla sua testa calva e omperlinata dal sudore, accarezzarla, baciarla e leccarla con godimento.
Poi cambiò posizione , quella non era l’ideale. Lei si sdraiò sul divano a pancia in su, con quell’asta nera, enorme, lunga e dritta che si appoggiò al suo ventre.
La baciò in bocca introducendo la lingua che poco  prima era dentro la sua  vagina e l’accarezzò sul collo, Stefy  anch’ella sudata fradicia, tra la tensione della
penetrazione, dell’eccitamento e del piacere che provava, non mi guardava più, non le interessava se c’ero io .
Marcel le allargò bene le cosce, mettendosi in mezzo a loro poi lubrificò di gel ancora la vagina di Stefy, già calda e larga, appoggiò il suo glande sulle sue labbra oramai spalancate, ma non abbastanza da riceverlo senza resistenza e spinse con forza, allargandole ancora di più.
La penetrò, lo introdusse lentamente , piano, quasi tre quarti, quanto ne occorreva per arrivare ad accarezzarle il collo dell’utero, massaggiandole i seni e guardandola negli occhi .
Smise di spingere, restò un attimo fermo, guardò Stefy, si chino sul suo viso e con la lingua la leccò sulle labbra, lei rispose, incrociò la sua con quella di Marcel, mentre lui iniziava nuovamente a muoversi lentamente. Dalla sua bocca perversamente fece cadere della saliva tra le labbra di  mia moglie, dentro la sua bocca, come a sputarci dentro, eccitando di più, sia lei, che me; e iniziò a muoversi velocemente, mentre le sue
mani nere, accarezzavano quel corpo latteo, donando brividi e piacere anche alla sua pelle.
Stefy si dimenava dal godimento, lui sopra di lei la copriva completamente, si vedevano solo due braccia bianche uscire intorno al suo torace a stringergli la schiena. e due gambe avvinghiarlo ai fianchi, appoggiandosi su i suoi retrocoscia con i piedi.
Prese a chiavarla vigorosamente ma lentamente, vedevo benissimo il suo cazzo entrare e uscire da dentro lei come uno stantuffo, e poi  all’improvviso fermarsi un attimo, spingendo piano.
Corinne come una maestra  che spiegava mi disse:” Si è appoggiato all’utero con la cappella e lo sta spingendo lentamente indietro e in alto, è un momento  bellissimo per lei. Glielo tocca, lo massaggia e accarezza con il glande. E’ piacevolissimo!!” Esclamò visibilmente soddisfatta.
Vidi  a quella lenta spinta il viso di Stefy estasiarsi, reclinare il capo indietro a bocca aperta e godere, la stava facendo impazzire dal piacere. Le premeva dolcemente il glande sulla cervice uterina dandole sensazioni incredibili ,mai provate.
Lei muoveva le sue mani dappertutto, le portava sul collo muscoloso e sulla testa calva, l’accarezzava, facendole scorrere  dal cranio sul collo, la schiena e le natiche, per poi stringerlo forte sui  lombi, abbracciarlo a gambe larghe e incrociate su i fianchi e godere all’impazzata gemendo, sbavando dal piacere a occhi chiusi fino a graffiarlo sulla schiena.
Marcel, sentiva la mia Stefy ansimare sudata, i suoi respiri farsi più brevi e intensi , fino ad ascoltare uscire dalle sue labbra parole spropositate, sconnesse, che niente avevano a che fare con le sue facoltà mentali razionali. Probabilmente in quel momento non era capace di intendere e volere, ma era solo in preda a un raptus di lussuria e libidine al piacere sessuale, che la faceva arrivare a dirgli
” Je t’aime!! ” Mentre le sue unghie color fuoco, graffiavano la sua pelle nera .
Ero irritato, sdegnato e anche indispettito da quella frase.
Figuriamoci!! … come  poteva Stefy dire ti amo ad un negro! Era solo  confusa, in preda a quella carnalità lasciva, che l’aveva imprigionata. Ero certo che una volta rinsavita  si  sarebbe vergognata di se stessa per  quelllo che aveva fatto, provace piacere  con quel Marcel.
Però quelle parole le avevo sentite con le mie orecchie… e le avevano  sentite anche loro, visto  che Corinne mi  guardava come a dirmi:” Povero cornuto… .”
Poi un urlo animalesco e incontrollato le uscì dalle labbra, mentre lui  spingeva di  più la sua  asta  nera dentro e lei impiantava di più quelle unghie laccate rosso fuoco sulla schiena di Marcel , con mancamenti,  gemiti, respiri brevi, affannosi e grida, aveva un
altro orgasmo.
Oramai Stefy godeva a ripetizione a bocca aperta con grida continue e piene, uscite dalla gola a formare un suono continuo di un piacere lamentoso.
Sembrava tutto irreale.
Mi chiedevo come potesse il pene di quell’uomo darle tanto piacere, mi sembrava impossibile.
Pensavo a come potesse entrare e restare nella vagina di Stefy, probabilmente aveva ragione Antoine , gliela aveva dilatata al massimo, sfondata , sventrata, pur non facendoglielo entrare tutto.
Corinne si girò verso me e disse: “Hai visto?..Tu che non volevi farla chiavare da Marcel solo perchè è di colore . Hai visto come te la fa godere??” E mi  guardava continuando:
“Hai notato!!..Come si è allattato al suo seno? … La munta bene e non è la prima sai, è capitato anche a qualche atra  signora bianca per bene farsi sfondare la fighetta  coniugale da Marcel.” Fece una pausa e continuò:
“Ora!!” Disse ridendo ironicamente: ” E ssendosi allattato alle sue mammelle come vuole la consuetudine e la tradizione occidentale, è entrato a far parte della vostra famiglia diventato il figlioccio di tua moglie!..E un pò anche il tuo !!” Facendo ridere Antoine e Daniele.
Corinne vedendomi sudato e eccitato, mi chiese di masturbarmi davanti a Stefy mentre faceva sesso con quel Marcel.
“Dai masturbati!..Fallo mentre quel negro chiava tua moglie!… Dai!!” Insistette.
La sua voce era ferma e decisa.
Lo feci, infervorato non connettevo molto, tra il whiski che avevo bevuto, il caldo,
l’eccitazione che avevo e la lussuria di quello che vedevo, lo tirai fuori dai pantaloni, lo presi  in mano e  iniziai a muoverlo. Dovetti trattenermi per non venire subito tanto ero eccitato, il solo pensiero che mia moglie stesse chiavando con un negro e il sfiorarlo con la mano me lo fecero vibrare .
Era piccolissimo e bianco in confronto di quello di Marcel.
Non volevo venire subito, volevo assaporare ancora appieno quella scena di mia moglie con quel negro e vedere la gioia e il piacere sul suo viso.
Pensai che sarebbe stato un peccato venire proprio ora, non volevo rompere l’incantesimo di quel piacere perverso che stavo provando venendo subito, perciò smisi di masturbarmi, mi misi sofferentemente a guardare soltanto; mentre il mio pene restava duro e dritto da solo pulsando.
Altro che impotenza pensai…mi basta pensare o vedere Stefy  chiavare con un altro per avere l’erezione. In un certo senso ero contento !
Marcel lo tirò fuori dalla sua vagina, era lungo ed enorme, pauroso, mi chiedevo come potesse stare in Stefy, certamente l’aveva sfondata, di questo ne ero sicuro e probabilmente le aveva spostato anche l’utero. Chissà cosa le aveva combinato quel mostro con il  suo arnese la dentro?
Marcel decise che era giunto il momento di godere anche per lui, la prese per il bacino, la alzò di peso come un fuscello e la girò , la fece mettere in ginocchio sul divano a carponi , alla pecorina come si dice in Italia, come una cagna… e la penetrò in vagina da dietro.
A sentire quell’asta rientrare dentro di lei in modo differente da prima, la fece sussultare.
Anche lui si era  posizionato in ginocchio dietro lei, con le sue grosse mani nere appoggiate sulle natiche bianche di mia moglie, per poi penetrandola portarle sui fianchi a tenerla ferma.
A i suoi movimenti, le urla di mia moglie erano si di goduria, ma anche di dolore, infatti lo sentiva di più in quella posizione e tutto dentro, lo sentiva contro l’utero, e gli chiese di non spingere, di non sprofondare completamente dentro la fica; mentre, ruotando leggermente il busto con la mano portata indietro appoggiata al suo addome, cercava di contenere l’entrata di quel pene in lei, tenendolo a distanza.
Lo sentiva battere sull’utero in modo ritmato e le dava fastidio, ma anche tanto piacere.
A quella richiesta Marcel non rallentò, ma anzi guardando Antoine aumentò la velocità della chiavata, facendolo penetrare di più. Lei gridava ansimante, esclamando parole sconnesse:”Si!!”…Quando sentiva piacere oppure :”Noo!!!” Quando le dava sofferenza.
Povero utero di Stefy a quei colpi glielo faceva ballare senz’altro nella pelvi, la penetrava, la profanava con i suoi movimenti, staccandola  quasi  di peso dal divano facendola gridare a ogni colpo, di piacere e di sofferenza.
Capii che Marcel stava per godere, per venire, e di  fatto  non mi sbagliavo dopo un attimo lo vidi tirarsi indietro, estrarre quell’asta che sembrava non finire più di uscire dal sesso di Stefy e toccandosela leggermente schizzare un mare di sperma sopra la schiena, le natiche e la vulva di lei.
Sporcando di sperma anche il suo vestitino oramai stropicciato e arrotolato sotto il seno..
Anche Stefy venne con un orgasmo animalesco che sembrava quasi il raglio di un asina, urlare e muoversi tutta in preda a spasmi di piacere.
Poi ad un invito della grossa mano di Marcel, che le accompagnò il capo, gli ripulì il glande, succhiando lo sperma rimasto.
“Visto!!” Disse Corinne raggiante:” L’ha chiavata !!..C’e riuscito!!..Ora davvero la fica di E.S. Può ricevere di tutto.” Antoine annuì con il capo.
Marcel restò seduto, Stefy spossata era sdraiata a pancia in giù sul divano immobile e ansimante, non si muoveva, con il sedere e la schiena sporchi di sperma, che le colava lateralmente tanto era abbondante .
Marcel si alzò con la la sua mostruosa asta semirigida, penzolante tra le gambe, disse che andava in bagno. Lo vidi da vicino il suo  cazzo quando passò, era enorme.
Corinne lo guardò andare, poi rivolta a me vedendo Stefy sdraiata sul divano stremata a gambe divaricate, con la figa spalancata, mi disse “ Vai!.. Girala e chiavala!”
Avevo il pene in piena erezione, talmente duro che stava per venire da solo ed ero eccitatissimo e sudato fradicio, non me o feci ripetere due volte, accettai e mi alzai, volevo scoparla subito.
Giunto sul divano, la presi per i fianchi e sfinita la feci girare in avanti aiutandola a mettersi semiseduta con le gambe larghe, ero pronto, mi avvicinai con il pene fuori che restava eretto da solo fendendo l’aria, mentre lei era ancora estasiata e stordita dall’amplesso con Marcel.
Ma Corinne mi fermò, dicendomi di leccarla bene prima, che le sarebbe piaciuto.
“Leccala dai! ..Leccale la fica che le piace!” Tentennai un momento, non avrei voluto, dovevo leccare la fica, che anche se era di mia moglie, era appena stata presa da quel grosso cazzo nero. Ed era anche sporca del suo sperma sui margini.
Ma ero tanto eccitato che non mi interessava, lo feci, per prima cosa  leccai, quella vulva spalancata, divaricata tanto da sembrare solo un largo foro di carne.
Il sapere che era stata profanata da quel cazzo nero mi eccitava da morire, la succhiai fregandomene di quello che era avvenuto poco prima, fregandomene se era stato un negro ad averci eiaculato sopra, fregandomene della moralità, del ceto sociale e del partito; la leccai e succhiai come lui aveva fatto con i suoi capezzoli, con passione e avidità, il sapore del suo sesso, della sua goduria era come al solito meraviglioso. Leccai qualche secondo soltanto.
Era bruciante e bagnata dagli umori, dal piacere e dalle secrezioni.
A un certo punto non c’è la facevo più, non riuscivo più a trattenermi, mi tirai su e lo infilai tra le sue larghe labbra vaginali, entrò subito in quell’ampia e fradicia vagina, senza nessuna resistenza; era una sensazione stranissima, non la sentivo più tanto era larga, rovente e bagnata, il mio cazzo ballava davvero al suo interno, sventrata da quel pene nero .
Al punto che guardai più volte se era dentro… . Non sentivo più le labbra vaginali a stringere alla radice del mio pene e nemmeno le sue pareti vaginali fasciarlo come prima, sentivo solo un gran calore e l’umido dei suoi godimenti .
Probabilmente anche lei non sentiva il mio pene muoversi dentro, la scopai con foga, detti solo pochi colpi in quella vulva larga, e il pensiero di quello che aveva fatto e il caldo della sua vagina bruciante, mi fecero venire subito come un ragazzino, godetti in pochi secondi dentro di lei. Eiaculai!
Fu bellissimo svuotarmi i testicoli in quello che un tempo era stato il nostro piccolo nido d’amore.
La bacia sulle labbra del viso e sul seno, come aveva fatto Marcel, come a ricordarle che era sempre mia.
Dopo qualche minuto ci alzammo, Stefy era stremata e distrutta , Marcel uscì dalla doccia, e alzandosi vi si avviò Stefy accompagnata e sostenuta da Corinne, che si lavò e rinfrescò, facendole fare subito una lavanda vaginale con il tantum rosa a rinfrescare e a prevenire l’irritazione della vagina e a lenire il bruciore, poi le fece introdurre un ovulo antiinfiammatorio di Decon e a seguire le spalmo una crema sulle labbra vaginali esterne, contro i cedimenti tissutali, visto che si erano tese tanto da sformarsi e
non richiudersi più. Anch’io mi lavai
Restammo a bere ancora e a chiaccherare, Marcel si risedette vicino a Stefy che aveva gli occhi e il viso stravolto e scherzando le accarezzò il viso e i capelli, arrivando anche ad abbracciarla e baciarla .
Lei sorrideva e lo guardava sconvolta, sono certo che anche se non lo manifestava, dentro di lei era felice di essere stata presa da lui…un negro… .
Finita la chiacchierata in cui io e Stefy eravamo restati solo ascoltatori dei loro discorsi, uscimmo, Stefy mise a posto il suo vestitino come meglio poteva, tutto stropicciato e macchiato di sperma ,camminava a gambe larghe sopra le scarpe con i tacchi alti a volte perdendo l’equilibrio, appoggiandosi a qualche mobile, sentiva tensione e dolore all’interno della sua vagina e alle labbra grandi e piccole.
Era tardi, ma faceva caldo e ogni tanto arrivava qualche folata di aria fresca, passeggiammo un pò, camminando verso il centro .
Marcel rispose a una chiamata al cellulare e ci informò che doveva purtroppo assentarsi, lasciarci , doveva andare che lo aspettavano. Lo salutammo, mi tese la mano sorridendo e la strinsi, sembra un paradosso.
Sembrava quasi che lo ringraziassi di avermi chiavato la moglie.
Stefy con Marcel si salutarono calorosamente, lui le diede anche un bacio sulle labbra.
Lei era felice e soddisfatta di averlo conosciuto e di quello che aveva fatto con lui e questo mi faceva rabbia…era sorridente, l’aveva impalata, le aveva probabilmente davvero sfondata e rovinato la fica e l’utero e anche se era costretta a camminare a gambe larghe, ne sembrava felice.
Credo che da quel momento cambiò idea sulla tolleranza e gli uomini di colore.
Camminammo ancora un po’, poi ritornammo indietro, loro rientrarono a casa di Cornne e io all’albergo.
Salutai anch’io Stefy, mi avvicinai e senza dire niente con il broncio le diedi un bacio sulla bocca che ricambiò mentre rideva.. .Mi prendeva in giro.
Le sussurrai piano come un padrone:” Ma ricordati sempre che sei mia! Che io sono tuo marito!”
Lei rise ancora e mi accarezzò dolcemente il viso.
Avevo goduto e lei anche, avevo sensazioni contrastanti in me, ero perversamente eccitato e dispiaciuto assieme ,che mia moglie si era data a un negro e ne aveva anche goduto, provato piacere; ma non solo, quello che mi faceva più rabbia era il fatto che incosciamente lei lo desiderava ancora, le si leggeva negli occhi chiari e in quel sorriso timido e provocante che mi faceva quando mi guardava… .
Pensai di me … che mi era venuto duro, l’avevo scopata, ero contento ci riuscivo, non ero
impotente, anche se oramai solo così avevo le erezioni …a vederla chiavare con altri.
Dovevo accettarmi anch’io in modo diverso e lo stavo facendo.
Rientrai in camera pensando a quel grosso pene nero e a Stefy, chi lo avrebbe mai immaginato che sarebbe cambiata così, al punto da essere un altra donna?
Mi misi a leggere qualcosa per non pensare, mancava solo qualche giorno oramai al nostro rientro alla fine di  quell’incubo, quella specie di  gioco.
Chissà come sarebbe statoil nostro ritorno, così diversi e mutati da quando eravamo  partiti.
Mi addormentai.

(prossimo capitolo)

” Ti allargheremo tanto il buco del culo, che non sentirai più passare le scoregge e la cacca!”
Esclamò verso mia moglie volgarmente uno dei camionisti… .

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