Metamorfosi di una moglie virtuosa – Cap.13 Enteroclisma.

METAMORFOSI di una MOGLIE VIRTUOSA
Cap. 13 ENTEROCLISMA

Giovedì 21 luglio…nove giorni al a fine della vacanza.

Il giorno dopo mi alzai come non facevo da giorni, normalmente , senza ansia ne fretta di
raggiungere la casa di Corinne per vedere subito Stefy. Se l’avessi fatto pensavo, probabilmente l’avrei trovata come i giorni precedenti ancora a letto o in bagno a fare toilette o a rasarsila figa.
Feci tutte le mie cose con calma, doccia, barba, mi vestii e dopo, scesi giù nella hall dell’albergo, l’attraversai e andai nel bar interno dove feci colazione.
Mentre ero intento e tranquillo a sorseggiare un cappuccino e a gustarmi un buonissimo croissant come li sanno fare solo nella costa azzurra, sentii una voce graziosa al mio fianco … “Bonjour monsieur !”
Mi voltai curioso e vidi una signora sulla quarantina, una bella donna, molto composta con una ragazzina per mano: ” Bonjour madame !” Risposi per educazione, non ricordandomi chi fosse.
” Non ho più visto la sua signora? …I primi giorni ci incontravamo spesso alla spiaggia o qui e più di una volta ci siamo fermate a chiacchierare. “…Disse .
Mentre la ragazzina esclamò:” Dov’è ?”
“Ah!!”…. Esclami, non sapendo cosa rispondere colto di sorpresa, mentre mi guardavano sorridenti .
” Ehh.!!…Si!!… E’ dovuta partire all’improvviso per l’Italia . Sì !…E’ rientrata provvisoriamente , è mancata una sua zia a cui era molto affezionata e così è dovuta rientrare, ha preso l’aereo a Nizza per Bergamo , si fermerà qualche giorno a Brescia e poi ritornerà qui.!
” Oh!!..Mi spiace sinceramente che una donna bella e graziosa come la sua signora debba soffrire ”
” Eh si!! …E’ la vita purtroppo!” Risposi.
Iniziavano a infastidirmi quelle due persone che mi facevano domande su Stefy, la loro gentilezza e curiosità mi mettevano a disagio. Ero bello tranquillo per i fatti miei e non pensavo affatto in quel momento a lei, e quella era venuta con la figlia a ricordarmi e a parlami di Stefy prima della sua trasformazione. Con la sua insistenza e il loro sorriso mi indisponevano.
“E lei ?” Aggiunse la donna curiosa .” Io cosa??” Risposi sorpreso .” Lei non è andato al funerale della zia  di  sua  mmoglie? …Non ha accompagnato la sua signora in un momento così triste?”.
“Dentro di me mi veniva voglia di risponderle male, di dirle ma a lei cosa interessa? …Cosa vuole? Si faccia i fatti suoi.”
Invece fui educato e risposi inventando.
” No! Non sono andato !…Non ha voluto lei ! Ha insistito che restassi qui, intanto tra qualche giorno ritornerà.”
“Ah bene !.. Sono contenta che ritorna. Mi farà molto piacere rivederla, se la sente
telefonicamente, me la saluti e le faccia le mie condoglianze . Le dica da parte di Valeria e Siria.
” Senz’altro ! ” Risposi ,finendo di bere velocemente in una sorsata unica il cappuccino e
avviandomi a pagare.
” Siria!.. Saluta il signore!” Disse alla figlia che educatamente mi salutò :” Bonjour monsieur !”
Salutai tutte e due sorridendo forzatamente e uscii in fretta.
“Ci mancava anche questo incontro a rovinarmi la mattinata!” Pensai. A ricordarmi il passato recente.
Con calma mi avviai verso il  centro, e passeggiando mi distraevo guardandomi in giro, per arrivare senza fretta a Casa di Corinne, dove intanto se avessi anticipato, l’avrei trovata o ancora intenta a rasarsi il sesso oppure  a truccarsi.
Giunto sù a casa sua, suonai, mi aprì Corinne che mi fece accomodare, vidi la coppia della sera prima, colui che mi aveva insegnato a frustarla, ci salutammo, salutai  sua moglie.
C’era anche Antoine. Poi uscì dal bagno Stefy con un kimono rosso, tutto disegnato e luccicante di strass, mi guardò, mi avvicinai e la baciai sulle guance e sulle labbra ricambiato.
” Stai bene?..Ti fanno male le frustate di ieri sera ?” Chiesi preoccupato.
“No!.. Bruciano solo un pò, in alcuni punti sono ancora arrossata. Corinne è stata bravissima , dopo che sei andato via tu , mi ha fatto delle spugnature di acqua fredda e ghiaccio e poi mi ha spalmato della crema per lenire l’irritazione, ora va molto meglio.” Rispose ,tirandosi giù il kimono dalle spalle fino alla vita e facendomi vedere la schiena nuda ancora un po’ arrossata con qualche leggera striatura, ma niente in confronto a quelle che aveva la sera prima, stavano scomparendo.
Mentre chiacchieravamo sul terrazzo, Alain, il loro ospite mi si avvicinò dicendo rivolgendosi a mia moglie : “Oramai si può definire una schiava …le esperienze quotidiane che ha avuto e avrà, la cambieranno irreversibilmente per sempre. Dovrà esserne fiero, sarà la sua schiava, non avrà più una moglie, ma una magnifica “esclave” disse in francese. Vedrà!!..Subito non riuscirete a capire e ad apprezzare questa
trasformazione, ma poi non ne potrete più fare a meno di vivere così. E’ successo a molte altre coppie.”
Quando rientrammo all’interno, Daniele coprì il tavolinetto al centro della stanza con delle grandi asciugamani di spugna, come aveva fatto già due giorni prima, quel tavolinetto dove Stefy era stata presa da Antoine. Tutti sorridevano …. .
Pensavo che avevano intenzione di prendere di nuovo Stefy nello stesso modo della volta
precedente, fare sesso con lei, per dare spettacolo a quei loro  ospiti depravati e in fondo non mi dispiaceva, era stato bello assistere a quella scena. La ricordavo perversamente piacevole.
Anche Stefy a giudicare dal viso pensava la stessa cosa e anche lei non ne era granchè preoccupata, anzi probabilmente, visto il finale che aveva avuto l’avrebbe rifatto volentieri.
Invece arrivò Corinne, con un grosso contenitore pieno d’acqua e senza dire niente ,lo appese al lampadario centrale della stanza, sopra il tavolinetto.
“Ora ti farò un bel clistere!” Esclamò sorridendo.
Stefy sbarrò gli occhi sorpresa e io pure ripetendo: “Un Clistere ? “
“Si!!.. Un Clistere di pulizia ed erotico, ambivalente! “… Mentre i suoi amici seduti come spettatori sul divano o sulle poltrone osservavano divertiti.
“Dovrai essere sempre pulita e disponibile quando dovrai offrire il culo per ispezioni anali, penetrazioni di oggetti o essere inculata!” Fece una pausa controllando che fosse appeso bene e  continuò:
“Il clistere è eccitante e piacevole se è ben fatto!” Disse. “E’ doloroso solo al termine del
riempimento, ma poi passa, ha il sopravento il piacere e quando ti lascerai andare dalla pienezza del tuo ventre, ne riceverai godimento. Spesso si termina con grande soddisfazione e con eccitazione ed orgasmi.”
“Sei d’accordo E.S. ?” Le chiese.
“Oui madame !” Esclamò intimidita Stefy.
Il clistere Stefy, pur accettandolo lo subiva, sapevo che ne aveva il terrore , non aveva mai provato quella pratica nemmeno da giovane a parte qualche peretta e non era nemmeno mai stata tentata di farlo.
Quando aveva problemi di stitichezza, cosa che a volte le capitava, si stimolava l’intestino con blandi lassativi o tisane di erbe o se resistente a questi, con leggere purghe che tollerava, in confetti o in gocce. Non aveva mai messo nemmeno supposte di glicerina, perchè lo trovava fastidioso, si sentiva violata a introdurre anche solo una supposta nel suo ano in quel periodo .
Povera Stefy, adesso il suo ano era diventato talmente largo che ci entra un uovo e più . Come il plug della sera prima.
Solo il leggere o il sentir pronunciare una di quelle parole, clistere, enteroclisma, peretta, ecc…era per lei ripugnante, le dava una sensazione di disgusto pensava subito ad altro, o cambiava discorso, aveva eliminato quelle parole dal suo vocabolario. Lo immaginava quasi come uno stupro averlo dovuto fare.
Ma ora doveva sottostare, subire, quello che le aveva detto Corinne e si sentiva intimorita.
Aveva solo lontani ricordi da bambina, con le perette fatte da sua mamma o da sua zia , quando capitava che fosse costipata .
Doverlo fare era già un problema per lei, ma incontrare i nostri sguardi scrutarla, mentre si preparava a ricevere una pratica così personale e intima seppur disgustosa, le dava disagio e una grande vergogna. L’imbarazzo al pensiero di quello che sarebbe accaduto davanti a noi, seduti come spettatori ,la turbava e la metteva in soggezione. Si sentiva usata , sottomessa ,schiava, ma ubbidiva .
“ La eccita?” Mi chiedevo vedendola prepararsi. Cercavo la spia della sua eccitazione nei capezzoli… ed eh si!! Li aveva turgidi. Sintomo inconscio del suo stato d’animo. Nonostante tutto ne era eccitata!
Mi accorgevo che a volte vergognandosi istintivamente arrossiva ancora come una ragazzina; cercava di non guardarli in viso e abbassava gli occhi, ma sapeva che loro la osservavano anche se non li  guardava, quasi deridendola con crudeltà, come se fosse un giocattolo. Ma quella vergogna che la pervadeva a me piaceva, anch’io mi sentivo perversamente eccitavo al pensiero e nell’attesa della pratica che le avrebbero imposto, qui davanti a tutti noi . “Un clistere!”
Era diventata stranamente calma, guardava le pareti attorno smarrita, si era preparata sia fisicamente, sia psicologicamente.
La vidi sotto l’ordine di Corinne stendersi a pancia in giù docile e remissiva, sul tavolinetto sotto a quell’imponente serbatoio, col tubo già pronto pieno di liquido opaco che segnava i due  litri.
Chiese timidamente cosa ci fosse dentro, Corinne le rispose sbrigativamente :”Acqua e sapone!!”
Era bellissima ed eccitante in quella posizione a carponi, con il sedere in alto e la testa giù , la stessa posizione di quando venne sadomizzata da Rène. Il suo sedere era bello , aveva un cuscino piegato doppio sotto la pancia in modo da tenerlo in alto senza fatica, quella posizione lo evidenziava di più, sembrava più grande, pieno, maturo, con quel tatuaggio volgare fel fiore e  del serpente sul gluteo che risaltava sul candore della
natica, segno di appartenenza ad Antoine, ed  era piacente e invitante e Daniele lo guardava con desiderio lascivo.
Corinne le allargò le natiche, mostrando nascosto da loro il suo ano rosa , oramai dischiuso dalla dilatazione subita.
Prese la canula, la lubrificò e gliela introdusse nel retto. Entrò senza resistenza, la spinse un po’ in su, poi si fermò.
Il viso di Stefy a quell’introduzione restò fermo, impassibile, probabilmente la sentì entrare in modo quasi impercettibile.
Era una strana sensazione quella che provava nel sentire il corpo estraneo della canula insinuarsi piacevolmente nel sedere e ad apprezzare quel liquido caldo, l’acqua insaponata che entrava lentamente in lei, nella sua pancia, il suo intestino, insinuandosi nel suo ventre salendo e scendendo per le pliche e le circunvoluzioni del crasso; era un piacere mai provato, una sensazione nuova che la inebriava e a me eccitava.
Mi eccitava depravatamente vederla in quella posizione, davanti a quelle persone, mentre Corinne le praticava il clistere erotico ed evacuativo, vedere il suo volto estasiato riceverlo, in posizione genuflessa sul tavolinetto con il cuscino sotto la pancia; in quei pochi minuti a giudicare dal viso si sentì in paradiso, stava vivendo una esperienza che non pensava che fosse così bella e piacevole dover praticare l’enteroclisma,avvertire l’acqua tiepida a temperatura giusta , invaderle soavemente e gradevolmente  le viscere .
Corinne accorgendosene, le disse dandole una pacca sul sedere: “ Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto !..Vedrai!!.. Ti piacerà ancora di più dopo !! …Sentirai che piacere quando ti libererai .”
“Sarebbe bene!!” Disse Alain :”Che la signora E.S. ci dicesse quello che sente, le sensazioni ed emozioni che prova !!”
Giusto esclamò Antoine fumando seduto sul divano :” E.S. Spiegaci cosa senti e cosa provi!…Dai!!”
Non solo era umiliante doverlo fare davanti a loro, ma anche doveva anche spiegargli cosa sentiva, cosa provava. Era oltraggioso…Ma io ero eccitato e restai in silenzio.
“ Adesso monsieur ! … ” Mormorò con voce esitante e tremante:” E una sensazione piacevole, sento lentamente e dolcemente il liquido caldo entrare in me e penetrare, penetrarmi, ed è bellissimo  que calore che avverto in pancia! …E sento l’intestino che inizia a muoversi al suo passaggio, che risponde contraendosi.”
“Ti piace dunque? ” Chiese Alain… .                                                                                                         “Si!!..Per ora si!” …Rispose.                                                                                                                    “Ohh!!..Vedrai!!..Ti piacerà anche dopo quando sarà più doloroso e ti libererai .” Aggiunse Corinne.
A vederla così, sembrava come se fosse dolcemente sadomizzatadall’acqua che entrava in lei, che  come un asta liquida le  dava sensazioni erotiche.
Poi le disse con tono scherzoso, quasi allegro:
“Attenta!!… Ora aumento la velocità di infusione, ti farà un po’ male la pancia… stringi i denti.”
E quella dolce sadomizzazione si trasformò in sofferenza, mentre il ventre di Stefy si riempiva sempre più gonfiando d’acqua tiepida, fino a farla lamentare dal dolore alla pancia, mentre Corinne umiliandola e deridendola per i suoi lamenti, la sculacciava forte per farla stare ferma, dicendole :” Forse al posto dell’acqua e sapone nel tuo bel buco del culo vorresti un grande cazzone che ti inculasse!!” E rise, aggiungendo voltandosi verso gli altri:” Magari lo preferiresti nero!? Ma vedrai che ti accontenteremo… .”
Oltre l’umiliazione e l’oltraggio, subiva anche l’offesa di quella donna.
Era una dolce tortura che le gonfiava il ventre procurandole un mal di pancia artificiale e sarebbe terminata solo quando si sarebbe completamente svuotata, dopo una lunga serie di spasmi e crampi addominali… dopo l’evacuazione!
“Continua a descrivere quello che provi!” Chiese Antoine .
Stefy rispose balbettando sofferente:” Ora l’introduzione inizia a diventare dolorosa. Sento tensione dentro me . Come spingere, gonfiare. Sofferenza!”
Corinne continuò a riempirla, un litro, un litro e mezzo, mentre il ventre aumentava di volume e iniziava a dolerle sempre più perdendo acqua  dietro alle sue  contrazioni  non riuscendo a trattenerla.                                                                                                                                                   “Tienila! Trattienila non farla uscire, su  ancora uno sforzo le diceva, mentre lei gemeva stringendo i denti e soffocando i lamenti per non farsi sentire; era disperata la vedevo stare male, davvero, in viso non più l’espressione estasiata ma di sofferenza.
Stefy si lamentava, sudava e si contorceva con il sedere sul tavolinetto.
Corinne sentendo i suoi lamenti, con voce quasi distaccata e accarezzandole la fronte disse:
“Buona, buona, è quasi finito. Stai calma !”
Stefy non poteva fare a meno di lamentarmi ad alta voce esclamando :
“Basta!!… Basta,!!…Vi prego scoppio! Non resisto più!!” Aveva il ventre pieno di  acqua e sapone.
“ Calma!!…Vedrai!! …Quando uscirà, ne proverai piacere! Ora trattieni!”
Sentii dire:
“Oltre un litro e mezzo, può bastare! Ora, cerca di resistere E.S e trattenere più che puoi.”
Il viso era contratto e sofferente, sembrava che la pancia le scoppiasse, tanto era tesae globosa e le faceva male, il volume d’acqua che aveva ricevuto e la dilatazione dell’ano le imposero di mettere prima di alzarsi un tampone di carta igienica e cotone nell’ano, tra le natiche e tenerlo stretto, a chiusura , per evitare che nell’alzarsi, piegandosi, la pressione addominale espellesse l’acqua nel luogo in cui era . La aiutarono ad alzarsi
Daniele e Corinne, sollevandola in piedi da sotto le ascelle, Stefy pensava solo a correre in bagno al più presto, era in piedi stringendo le natiche, con la mano dietro sul sedere a tenere stretta quella carta per non farsela addosso.
Il suo profilo evidenziava un ventre pieno , l’addome le era diventato globoso e teso, come una donna ai primi mesi di gravidanza.
Pensava di andare in bagno, invece Corinne la fermò :” Aspetta!!” ..Disse e Daniele arrivò con un wc portatile, da camper o da roulotte, Lo mise nel centro della stanza e
Corinne le ordinò :” Siediti!!..Falla qui!”
” Come qui ?” Mormorò sottovoce Stefy rossa in viso .
“ Zitta e ubidisci !!” Esclamò Corinne.
“Ma davanti a tutti?!”Ripetè.                                                                                                                           “Si  davanti a tutti. Cagherai qui!”                                                                                                                 Ero sbalordito, capii che quello che stavano facendo con Stefy, lo avevano già fatto con altre donne e non era la prima volta, e si erano attrezzati. Era un gioco perverso che ripetevano ogni qualvolta sottomettevano qualcuna, di umiliarla a fare i propri  bisogni corporei davanti a tutti dopo un clistere. Capii che anche questo faceva parte dell’educazione e sottomissione.
Era sconvolgente.
Ne ero sorpreso,eccitato e affascinato, pensavo:” Chissà quante di quelle signore che aveva educato Antoine prima di Stefy, si erano sedute su quel wc portatile a evacuare dopo un clistere fatto da Corinne e davanti ai loro sguardi ? Quante di loro , involontariamente e loro malgrado avevano dato spettacolo a loro e ai loro mariti o compagni’ sedendosi su quel wc portatile di plastica bianca?”
Era tutto perversamente eccitante. Un momento intimo, un esigenza corporale, un bisogno fisiologico, in questo modo lo facevano diventare depravatamente uno spettacolo.
Era l’umiliazione massima, la riservatezza di una persona come occasione di divertimento erotico e l’intimità personale, la privacy, come di eccitazione perversa.
“Quante donne si erano sedute lì ad evacuare, offese, oltraggiate, mortificate, umiliate ai loro sguardi e alle loro risa?”
Pur eccitandomi, mi dispiaceva per Stefy, conoscendola bene, sapevo qual’era il suo rapporto con queste cose e quanto si vergognasse al punto che non voleva nemmeno che io entrassi in bagno quando lei era seduta sul wc.
Essere in bagno sul water era considerato da lei un momento molto privato. Un fatto di intimità profonda e personale oltre che psicologica, per educazione ricevuta e riservatezza. Non voleva che stessi nemmeno dietro o vicino la porta del bagno, quando lei urinava o defecava, mi dovevo allontanare, lasciarla sola e tranquilla.
Si premurava attenta a non far sentire i suoi rumori e peggio poi i suoi odori, arieggiando subito il bagno al termine, aprendo la finestra.
Ripeteva sempre scherzando:
“Sul water, si esplicano le funzioni piu’ intime e riservate di una persona, è un momento moooolto, ma moltoooo privato e imbarazzante… . “ E poi rideva. Continuando :”Stare sul  wc è il momento più intimo della giornata !”…Aggiungendo tra il  serio e lo scherzoso sorridente :”Il wc e una cosa intimamente intima!” Giocando con le  parole.
Si vergognava di più a farsi osservare nell’atteggiamento seduta nel wc ad espellere, che nuda.
Stefy era una persona molto orgogliosa, esclusiva e riservata! Non voleva assolutamente essere osservata nel momento del “bisogno”. Nemmeno io l’avevo mai vista defecare. Si vergognava anche a farsi vedere da sua madre per i  motivi sopra descritti!
Quindi immaginavo il suo stato d’animo in quella situazione. Come potesse sentirsi a quell’ordine .
“Avanti siediti!!” Le disse.
Lei esitò, non avrebbe voluto, mi osservò, ma sapeva che non poteva contraddirla, se no l’avrebbe punita, si guardò attorno tenendosi la mano sulla pancia come a lenire il dolore, sentiva male, non c’è la faceva più a trattenere, esitò e poi si piegò, ubbidendo si sedette su quel wcportatile di plastica. Si spostò leggermente di lato con il busto e il sedere, staccandolo dalla tazza ; infilò una mano e tolse quel tampone di carta che aveva, lasciandolo cadere all’interno.
Appena si risedette, d’istinto piegando l’addome si lasciò andare e si liberò, ci fu un grande fragore d’acqua e rumori corporali di aria e acqua che incontrollati uscivano da lei, amplificati dal rimbombare nel wc .Mentre l’acqua usciva a getti e a spruzzi, veloce e violenta dal suo ventre come da una canna dell’acqua, il suo viso cambiava espressione, da sofferente e contratto diventava rilassato e soddisfatto, ma pieno di vergogna e umiliazione.
Provava benessere a evacuare, probabilmente piacere, anche a farlo davanti a quelle persone che la osservavano perverse e libidinose. Sentire l’acqua insaponata venire fuori dal suo intestino e sgonfiarsi, le dava una sensazione forte di appagamento e soddisfazione e il suo volto una mimica gioiosa.
Era oscenamente eccitante osservarla seduta in quella posizione, quasi accovacciata , gambe unite, mani sulle cosce, con il busto leggermente sporto in avanti, con il sedere appena sbordante su il wc; che riceveva la sua intimità fisiologica, fatta di getti d’acqua, frci e rumori volgari e sgradevoli uscire dal suo ventre amplificandosi nell’aria.
Rumori incontrollabili, che pur volendo non riusciva a trattenere, mescolati ai getti d’acqua che con forza e oscenità fuggivano assieme al dolore da dentro lei.
Il dolore ora si era calmato, quello che rimaneva da evacuare avveniva in modo piacevole, rilassante, eccitante, non c’era niente di più bello che passare dal dolore al piacere in modo continuo e veloce. Era emozionante, una sorta di godimento anale, ma anche una grande vergognosa sofferenza e umiliazione per lei. L’oltraggio e l’ingiuria che provava e che cercava di nascondere a se stessa e ai nostri sguardi depravati, lascivi e perversi nel vedere una donna nella sua intimità fisiologica evacuare, era immenso e profondo.
Stefy evacuando non guardava nessuno in viso, teneva gli occhi bassi  verso il pavimento mentre il suo intestino espelleva liquidi e solidi. Dal suo atteggiamento e dal suo viso si capiva che voleva sprofondare per quella umiliazione.
Verso il termine, evacuava getti d’ acqua intermittenti e feci, assieme ad aria rumorosa, volgare, il cui suono si  spandeva per la stanza tra i sorrisi e i risolini dei presenti, e che forse le davano più vergogna nel sapere che erano ascoltati da altri, che essere vista in quella posizione. Si stava pulendo l’intestino. il supplizio era diventato piacevole, se non fosse per la mancata intimità, per l’umiliazione e la vergogna subita a doverlo fare davanti a noi, ne avrebbe certamente provato godimento esplicito.
“Spingi!!..Pulisciti bene !” Esclamò Corinne :”Evacua tutto! …Devi restare bella pulita dentro.”
..Mentre lei vergognosamente seduta, con il viso contratto e concentrato, gli occhi bassi, sforzava i muscoli addominali spingendo. Usci ancora poca acqua e aria rumorosa. Ma era al termine.
Eccitato a quella scena a quello che avevo visto, io tremavo d’emozione e il cuore mi batteva all’impazzata, inconsapevolmente vedere mia  moglie cagare davanti a loro mi aveva fatto venire l’erezione, non avrei mai pensato che potesse essere erotica anche la depravazione di quell’atto, nel vedere una donna in quell’atteggiamento e ancora di più se quella donna era mia moglie, la mia Stefy .
Mi accorgevo e mi rendevo conto che la mia depravazione e perversione aumentava gradualmente giorno dopo giorno di pari in passo con la trasformazione di Stefy.

Al termine Stefy si alzò ! Aveva gli occhi lucidi, loro sorridevano e parlavano tra essi.
Aveva svuotato tutto, anche l’anima. Quello che le era restato dentro ora era solo l’umiliazione e la vergogna di aver  fatto tutto davanti a loro.
“Ti è piaciuto?” Chiese con voce calma Alain.
Stefy stremata da quella pratica esitò prima di rispondere, poi con voce bassa bisbigliò ”
“Oui monsieur , è stato un pò doloroso l’inizio, ma poi ha prevalso il piacere nell’evacuare.”
“Bene E.S.!..Anche a te come le altre, alla fine tra sofferenza e umiliazione quello che è prevalso in voi è stato il piacere, ne siete restate tutte soddisfatte. Bene!” Disse sorridendo.
Poi voltandosi verso Antoine esclamò:” Dovresti cedermela per qualche giorno!”
Antoine sorrise:”Qualche giorno no!?.. Per una giornata forse si!..Ma vedremo!!..Intanto lei con suo marito si fermeranno qui in vacanzaancora poco più di una settimana. Vedremo!!”
Corinne le diede disposizioni :” Controlla che tutte le finestre siano bene aperte e accendi anche il ventilatore  per  mandare via il  tuo  odore intestinale, e poi vai a svuotare in bagno il wc portatile con le tue porcherie dentro, lavalo bene e riponilo nell’angolo e poi vai a farti una doccia …che hai il culo tutto bagnato e sporco! “
Stefy a quelle parole finali arrossi violentemente in viso, tremante passò più volte un pò di carta igienica sulle natiche e in mezzo a loro per asciugarle.
Poi ubbidì fece quello che le chiese e andò a fare la doccia.
Quando uscì dal bagno, Corinne le disse: “ Dovrai tenerlo sempre pulito e vuoto, lo farai con dei lassattivi e se non vai  giornalmente con delle purghe o delle perette, le dovrai fare tutti i giorni, alla mattina e ogni qualvolta che ti dirò che dovrai avere rapporti anali con oggetti o con uomini. Dovrai imparare a prepararti da sola, come le altre ragazze. Guai a te se ti troverò sporca!”Esclamò severa, aggiungendo.
“Comunque per sicurezza se non vai ugualmente o vai poco ogni due o tre giorni farai il clistere !” Fece una pausa ed esclamò: ” Ora vieni qua!!..Piegati!!.”.. La esortò autoritaria e spingendo il cuneo dilatatore, rimise le bijou d’anus, dentro il suo sedere, avrebbe dovuto abituarsi ad averlo dentro a portarlo sempre.
Era fastidioso all’inizio quel cuneo di metallo cromato nel culo, con quella pietra colorata fuori, ogni volta che camminava o si sedeva, sembrava che la sodomizzasse e glielo allargasse.
Restammo un po’ a chiacchierare sul terrazzo, poi uscimmo. Decisero di andare tutti ad Antibes a pranzare, in un ristorante dentro le mura. Partimmo con due auto.
Pranzammo in un ottimo ristorante, Stefy mangiò del pesce .
” Tieniti leggera !” le disse Corinne .” Che la giornata non è finita.”
Dopo una bella passeggiata sul porto, dove Stefy e Corinne passeggiando con i loro abiti succinti erano l’attrazione della volgarità, verso le 17.00 rientrammo.
In casa ci risedemmo sulla terrazza, mentre Stefy in cucina preparava il caffè.
Mentre attendevamo che Stefy ci servisse il caffè sul terrazzo, li guardavo, guardavo quella gente parlare tra loro , chiacchierare, Antoine , Stephen , Daniele e gli altri e mi chiedevo come facessero a vivere, che tipo di lavoro svolgessero? Come potevano vivere con tranquillità e con gioia le loro perversioni? Tutte domande che da lì a qualche giorno avrebbero avuto risposta.
Rientrammo all’interno, al fresco, Stefy come una brava serva aveva raccolto tutte le tazzine sporche e le aveva lavate.
Ritornata da noi, Claudette, la moglie di Alain le chiese di sedersi nuda sul puff, mentre Corinne andò in camera sua e ne ritornò con uno strano apparecchio, fatto di due grosse coppe trasparenti collegate a dei tubi di gomma; che avevo già visto sul suo comò tra gli altri oggetti sessuali, e mi chiesi a cosa servissero ? Ma da li a poco lo avrei saputo.
Corinne guardò sorridendo Stefy.
Cosa succederà ora a Stefy ? Che strano oggetto era quello? E a  cosa serviva?

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