Metamorfosi di una moglie virtuosa – Cap.12 La schiava.

METAMORFOSI di una MOGLIE VIRTUOSA
CAP. 12 LA SCHIAVA.

Note:
Ho scelto per completezza e narrativa , di scrivere per capitolo la giornata completa dell’accaduto a Stefy . Alcuni potranno essere lunghi , altri brevi . Ma rispecchiano fedelmente la storia e il susseguirsi dei fatti senza interruzione.

Mercoledì 20 Luglio …dieci giorni alla fine della vacanza.
Mi sveglia verso le 11.00, meno agitato della mattina precedente, mi alzai e preparai con calma, sarei andato da Stefy.
Mi feci anche la barba, pensando a tutto quello che era successo il giorno e la sera prima, lei e Corinne …nude, abbracciate, un immagine perversa e sconcia, che affiorava sempre nella mente, Corinne con tutti i suoi tatuaggi, il piercing sui capezzoli e sulle labbra pronunciate e pendenti in fuori del suo brutto sesso … . “Che schifo!” pensai.
Mi vestii con calma e come se avessi un appuntamento di lavoro uscendo mi incamminai verso le Triangle, non passai più dal bar, ma dall’entrata sul retro delpalazzo, feci le scale e giunto davanti al numero 12, suonai.
Salutando Antoine mi aprì e mi fece entrare. Mi portò a sedere sul terrazzo e mi offre il caffè. C’era un ottima vista, si vedeva la piazza e il mare … e parlammo.
Gli chiesi:” Dov’è Stef… “correggendomi subito con:”Dov’è E.S.! ”                                                         “Vieni , te la faccio vedere …  dorme !” Rispose, aprendo la porta della camera e mostrandomela sul suo letto. La vidi, era di nuovo nuda, sdraiata sul letto che dormiva … ma con un braccio ammanettata alla testiera del letto .
La guardai e gli chiesi come mai era così, mi rispose che la sera prima quando ero andato via io , loro si erano divertiti ancora un po’… avevano giocato al padrone e la schiava.” E sorrise perfido. La osservai, era bellissima nuda su quel letto che non era il nostro, notai che ora erano due i tatuaggi che le risaltavano colorati sulla pelle e rovinavano il suo bel corpo diafano da signora borghese volgarizzandola; uno era sulla spalla e l’altro sul gluteo, quel serpente con le fauci aperte dentro l’orchidea. Poi richiuse la porta , dicendomi :” Lasciala dormire , è stanca e stasera avrà da fare…passa nel pomeriggio, vattene un pò al mare!”
Lo assecondai ,uscii,scesi la scala a piedi e andai a passeggiare e a pensare, l’aria era calda, profumata di lavanda, feci uno spuntino al bar e verso le 14.00 rientrai .

Era primo pomeriggio oramai.
Mi aprì Corinne e entrando , vidi Stefy in bagno con la porta aperta, in piedi, con uno specchio portatile sullo sgabello a gambe divaricate, con il busto leggermente piegato in avanti che si stava rasando il sesso pieno di schiuma, se lo guardava, sia allo specchio che direttamente; era lenta e impacciata era la prima volta, non l’aveva mai fatto, mai rasato, lei, prima , si aggiustava solo i margini e accorciava i peli con le forbicine. Ora si depilava completamente… con un rasoio, di plastica monouso, da barba, probabilmente di Antoine o Stephan. Si dava passate corte e leggere continuando a guardarsela e a verificare con il dito la parte appena rasata se era liscia, per poi risciacquare il rasoio nel lavandino e riprendere a rasare e a ripassare il dito sopra la pelle, per sentirne la levigatezza .
La guardai… lei mi vide e sorrise, mi avvicinai, prima sullo stipite e poi entrai e le accarezzai i capelli.
Mi guardò dolce. Mi faceva tenerezza in quella situazione, era la prima volta che la vedevo così, intenta, concentrata nella sua intimità a depilarsi il pube e le gambe.
Mormorò: “Il padrone, la vuole depilata…liscia… mi ci passa le dita sopra per vedere quanto lo sia e se non le piace, se la sente ruvida, me la fa rasare di nuovo. Lo devo fare tutte le mattine .”
Era nuda, rividi quel tatuaggio sul gluteo .
Domandai :” Ti piacciono i tatuaggi che ti hanno fatto?” Scosse le spalle, come se non le
interessassero :” Non devono piacere a me, ma a lui! ”
“Si!” Risposi ” Ma tu ,cosa ne pensi ?”
Sorrise, mi guardò ripetendo :” Si!.. A me piacciono, ma l’importante è che piacciono a  lui , al mio padrone.” Aggiungendo improvvisamente :” A te non piacciono ? …Sono brutti??”…
“No” le dissi : ” Mi piacciono, ti rendono più erotica …più…!!”                                                               “Più puttana vuoi dire! “Esclamò terminando la mia frase ridendo.                                                     Sorrisi e risposi : “Anche!! …Ma non è questo, è che rovinano il tuo bel corpo , la tua bella pelle chiara come la porcellana e morbida come il velluto… .”                                                                  Scosse le spalle , rispondendo:”Si cambia!!
Ci sono molti modi di piacere e piacersi …e poi se lo vuoi sapere a me non dispiacciono ora che li ho. Prima disprezzavo le donne o ragazze tatuate, ma ora le capisco, è un modo diverso di essere, di appartenersi , di vivere .” Aggiungendo :”Certamente me ne faranno altri!”
Quei disegni colorati, sulla sua pelle chiara, non dipendevano da lei, ne da me, ma da altre persone e questo mi faceva rabbia.
Ci guardammo, sembravamo quasi due estranei, non due persone che si erano amate e io ancora amavo alla follia.
L’accettazione di quel gioco, di quella situazione e la passività che ne derivava per paura e forse anche per attrazione, oramai si erano impadroniti di noi. Anche con aspetti di piacevolezza oltre che di perversione e depravazione.
Lei oramai era cambiata nel comportamento e nella personalità oltre che nel look.
Aveva una percezione diversa di quello che era e doveva essere come donna, differente da prima, come se in lei fosse avvenuta, grazie a lui, una sostituzione definitiva dei suoi pensieri, della sua anima, del modo di pensare, dell’essere, con altre emozioni e sensazioni nuove.
Anche nel modo di postarsi, camminare, atteggiarsi era diversa .
Non discuteva neanche più, mi guardava solo e a volte sorrideva. Oppure mi parla di cose che non avevano niente a che fare con la nostra vita privata, ma solo con lo stato attuale in cui era. Non parlava più e nemmeno accennava alla Stefy di prima … a Brescia, al suo lavoro, al mio , alla vacanza, ai parenti, agli amici …al rientro .
Era apatica, assente, annullata alla vita di prima, ma partecipe e attiva a quella nuova di ora.
Stefy oramai era davvero una schiava, la sua schiava, pensava come schiava.
Bastava guardarla, aveva il seno e i capezzoli arrossati dalle percosse.
Le labbra del suo sesso scure a forza di essere pizzicate e tirate … .
Se andava al mare o a passeggio, era sempre vestita volgarmente e mezza nuda, da troia e ubbidiente a lui, quando si sedevano, lei doveva osservare dove lui indicava di mettersi, come se fosse una cagnetta, se nella sedia al suo fianco o sul pavimento hai suoi
piedi… .
Quando la vedevo in quello stato, in quella condizione da schiava, da cagna , come a volte la chiamavano loro, pregavo che i giorni e le notti passassero in fretta e non vedevo l’ora che finisse tutto… . Solo dopo finito quella vicenda avrei affrontato il dopo.
Ma il tempo era ancora lungo e purtroppo, in certi momenti desideravo e godevo a vederla così ,in quello stato succinto e di sottomissione.

Nel pomeriggio uscimmo, io, Corinne, Stefy e Stephen.
Corinne disse che aveva fissato un appuntamento con un suo amico .
Andammo in un negozio, mi accorsi che era un laboratorio per tatuaggi.
“ Pensai! ….Non avrà intenzione di farla tatuare ancora?”
Entrammo nello studio, il tatuatore, un uomo sulla cinquantina, con capelli tinti di nero, aveva le braccia e il busto quasi tutto disegnato e colorato e inoltre parecchi percing alle orecchie, naso e capezzoli. Corinne entrati mi chiese sorridendo:” Vuoi farti tatuare anche tu?”                               “No grazie!!” Risposi serio: “A me non piacciono e poi ho paura degli aghi!”
Pensavo che volesse ritatuare Stefy, ed ero pronto a provare ad oppormi a dire di no che non volevo, non mi piaceva che la disegnassero ancora sulla pelle e diventasse come lei.
L’uomo abbracciò Corinne con enfasi poi rivolto a Stefy esclamò con voce rassicurante :
“Ciao bella !…Ci rivediamo !”  Tirandole su la mini e controllando il tatuaggio sul gluteo,
dicendo:” Va bene!…Ottimo!!.. Non c’è rossore!”. Aggiungendo:” Oggi faremo qualcosa di diverso, ma non ti spaventare! ” E sorrise.
“Va bene! Cosa faremo ?” Disse Stefy ricambiando stranamente il sorriso.
Lui rispose : ” Ti metterò il piercing !”.
” Il piercing ??… E dove ? ” ..Chiesi prima che rispondesse mia moglie intromettendomi nella loro discussione, contrariato da quella novità.
” Alle labbra della fica! “…Rispose volgarmente Stephen guardandomi.
Corinne scoppiò in una risata grassa e volgare come lei a sentire e a vedere quella scena.
“Ma perché deve mettere il piercing lì ?” Dissi …tentando un inutile opposizione.
“Molto semplice!” Rispose Corinne seccata :”Visto che sono io che devo decidere, E.S. lo metterà sulle piccole labbra vaginali, come ce lo io!! …Vero.. E.S.??” Chiese .                                                     Stefy in silenzio annui e poi domandò :” Devo inanellarmi la fica come lei ?” Mentre nel suo viso iniziava a trasparire una certa agitazione mista a lussuria.
“Si!!” …Le rispose Corinne sorridendole:”Metterai due anelli a quella tua bella fica da signora!”
Mi chiedevo perchè iniziasse a parlare in quel modo così volgare come il loro, perchè usasse quel linguaggio, non lo aveva mai fatto, mai detto fica nei discorsi anche intimi, era sempre stata educata, attenta, ma mi accorgevo che iniziava a usare un linguaggio sconcio come loro.
Corinne fece un cenno a Stefy che si spogliò, tolse la gonna e la camicetta, era nuda sotto non portava più intimo per desiderio e ordine di Antoine, le mutandine non sarebbero più esistite per lei finchè era con loro. Si sdraio ubbidiente sul lettino a gambe   divaricate, in posizione ginecologica.
Corinne passò una scatoletta al tatuatore, che lui aprì e tirò fuori tre anelli , due grandi e uno più piccino :” Sono d’oro!!”… Disse Corinne!…”Sono un regalo di Antoine per te !”                             Il tatuatore le mise su della garza sterile in un ripiano e li disinfettò. Mise dei guanti di lattice e avvicinò il vassoio con degli strumenti.
Vidi sul viso di Stefy una certa apprensione, Corinne la guardava sorridendo bisbigliandole: ” Non avere paura!!..Anch’io lo fatto più di una volta.”
Il tatuatore guardando in viso Stefy esclamò :”Non sentirai assolutamente nessun    dolore !.. Non essere preoccupata, sei sicura anche sotto l’aspetto sanitario, dell’igiene. Proverai un pò di fastidio le prime ore, poi ti abituerai.”
Effettivamente l’ambiente era pulito e dava sicurezza . Poi si sedette come un medico ginecologo in mezzo alle sue cosce divaricate e sui poggiagamba, in  modo che avesse il suo sesso dischiuso davanti al viso. Io guardavo eccitato e curioso, non avevo mai visto fare niente del genere, stavano inanellando il sesso di mia moglie come una vera schiava, una puttana, come ce l’aveva Corinne e io guardavo con una punta di dispiacere, una parte di soddisfazione e molta molta eccitazione.
Il tatuatore passandole sopra sulle grandi e piccole labbra vaginali una garza imbevuta di betadine gliela disinfettò tutta esternamente.
Poi prese, prima con delle pinze anatomiche un piccolo labbro vaginale e lo tirò a se, lo allungò fino a estenderlo esteriormente e riuscire a prenderlo bene con le due dita tra il pollice e l’indice, lo tirò  fino ad allargarlo al massimo e aumentare la superfice e lo forò, facendo passare dentro un grosso ago sterile da chirurgia e a seguire mentre questo usciva dalla parte opposta del labbro, inserì subito di seguito in modo continuativo l’anello d’oro, chiudendolo, bloccandolo e disinfettandolo, rilasciando il suo  labbro vaginale a ritornare alla posizione e forma iniziale .
Stefy ebbe un sussulto solo quando si sentì pungere e al passaggio dell’anello .
Guardavamo tutti in silenzio, con il sottofondo di una musica rock .
Anche io la guardavo lasciarsi inanellare le labbra del sesso, ero incredulo, non mi sembrava possibile, che a mia moglie, una donna come lei , iniziassero a piacerle queste cose che aveva sempre considerato perverse, anche se tutto sommato non mi dispiaceva l’idea di pensarla e vederla inanellata, con il piercing alle labbra della fica , come
l’aveva chiamata Stefy e non vulva come faceva di solito.
Vederla diversa,trasformare e trasformata mi eccitava. Assistere alla sua metamorfosi fisica e psicologica mi elettrizzava.
Prima una, poi l’altra il tatuatore inserì senza difficoltà i due anelli più grandi, facendo due fori per labbro, due in più, per aggiungerne eventualmente altri due anelli. Chiese: “Sentito male??”
” No!!.. Solo un leggero dolore, ma li sento pulsare!”                                                                                 “E’ normale!” Rispose.
Poi divaricandole bene con due dita le labbra vaginali , con una pinzetta prese il clitoride verso la base e tenendolo fermò lo scappucciò,  poi lo tirò a se, facendo  allungare e muovere e sussultare Stefy sul lettino tanto era sensibile.
” Stai ferma e tranquilla!! ..Ora ti metterò l’anello al clitoride, sentirai appena un pò di più il dolore. Ma rilassati!!…Tranquillizzati e respira a fondo. E’ un attimo!” Stefy lo fece .
Corinne mi sussurò: “Il piercing al clitoride è considerato il più doloroso dato che è collocato in una zona erogena del corpo femminile,  in cui vi è una grande quantità di terminazioni nervose. Ed è un organo molto sensibile !”
Per inanellarla al clitoride, fece in modo differente, mise di fianco un quadrettino di sughero, dove appoggiò lateralmente il clitoride e poi all’improvviso con un grosso ago dritto lo forò , oltrepassandolo e andando l’ago a inserirsi nel sughero. Stefy sobbalzò, essendo una parte sensibilissima, sentì male. Poi con lo stesso sistema delle piccole labbra, sfilò l’ago dalla parte del sughero, inserendo subito a seguire e in modo continuativo un anello più piccolo con un bottoncino a mezza sfera attaccato sopra, lo chiuse, e disinfettò tutto .
L’operazione fu più semplice di quello che mi aspettavo.
In pochi minuti, l’inanellazione fu completata, sulle labbra del sesso ora aveva due  anelli,  con quattro fori.
“Eccola lì pensai!!… Inanellata come Corinne!…Come una puttana…una schiava!”
Le uniche raccomandazioni che fece il tatuatore, furono quelle di disinfettare i fori , senza togliere gli anelli e nel giro di un paio di giorni tutto si sarebbe cicatrizzato.
Poi rivolto a Corinne le disse :
“Ma tu queste cose le sai !”..”Mi raccomando! ..Faglieli girare in tutti i quattro fori, se no, finchè non cicatrizzano c’è il rischio che si chiudano.”
Lei rispose :” Ci penserò io a farle allargare bene i fori .Tutti !! ..Anche quelli naturali … stai tranquillo!”. E si mise a ridere assieme a Stephen.
Non capivo cosa significasse farle allargare i fori delle labbra, lo capii in seguito.
Il tatuatore le chiese se sentisse male e Stefy rispose: ” Un pò!! ..Mi fa un pò male il
clitoride !!”                                                                                                                                                      “E’ normale!!…Passerà presto vedrai !” Rispose. Aggiungendo:”Niente rapporti sessuali almeno per due giorni!”
Rispose Stephen maleducatamente: ” Le faremo usare il secondo canale…l’altra via. ” E rise.
A Stefy ancora sdraiata, fu portato uno specchio, perchè si osservasse il sesso inanellato.
Brillava!…Vedere quel luccichio tra le sue gambe la fece sorridere.
Poi si alzò e si guardò in piedi allo specchio a muro.  Da come si ammirava, dedussi che si piaceva, ne era affascinata e compiaciuta.
Si vedeva e si sentiva strana, con quei due anelli che si toccavano tra loro camminando,dandole sensazioni nuove, piacevoli .
Doveva camminare però, con le gambe leggermente divaricate, per via dello sfregamento degli anelli tra loro e su quei tacchi, sculettando e sembrava si muovesse come una vera battona da strada.
Con il tempo avrebbe fatto l’abitudine, non se ne sarebbe più accorta di averli , se non quando si fosse lavata o ci avrebbe giocato eccitandosi ad accarezzarli e tirarli .
Giunti a casa di Corinne, Antoine le volle ammirare:” Dai!!.. Fammi vedere il piercing sulla fica. Vediamo come ti stanno!” Stefy era eccitata , aveva una strana luce negli occhi , era felice di mostrarla, di farla vedere.
Tirò su la gonna fino quasi all’ombelico, Antoine si avvicinò, le fece allargare bene le gambe e si videro i due anelli luccicanti, li toccò e li fece tintinnare tra loro e dopo avergli infilato il dito dentro, le tirò leggermente sorridendo, facendola sussultare dal dolore e dal piacere che quelle sensazioni le procuravano.
Poi Stefy,di sua iniziativa,si aprì le labbra con due dita e le mostrò il gioiello … il piercing al clitoride.
Io guardavo in disparte e in silenzio, ma lui mi chiamò :                                                                          “Vieni !!” Disse …mi avvicinai .” Toccali !!… Accarezzali!!.. Prendi dimestichezza, dovrai essere tu a farglieli dondolare e vibrare. Sai a cosa servono oltre al lato estetico e al piacere?” Mi  chiese .   “No!”..Risposi.. Allora sorridente mi spiegò:
“L’inanellamento delle parti del corpo ,ma soprattutto delle labbra … siano esse grandi o piccole e del clitoride, hanno una funzione erotica, di piacere, oltre che simbolo di appartenenza a un certo ambiente, ma anche di punizione .
Negli anelli d’oro ,puoi mettere un lucchetto e chiuderle la vagina che diventa come una cintura di castità e impedirne la penetrazione di qualsiasi cazzo o oggetto…. Oppure !!   Se introduci degli oggetti, di qualsiasi forma, siano essi  falli di gomma o palline cave, con vibrazione per stimolare e provocare piacere, ne puoi impedire la fuoriuscita. Glieli chiudi dentro con il lucchetto…!!” E Rise… Continuando:” Vedrai!!… C’è da divertirsi !!.. Vengono messi anche dei pesi, che possono variare da 50 a 200 gr. .
Questi pesi, tirano le labbra della vagina, allungandole e con il tempo, ne modificano la forla e l’estetica facendole evidenziare a volte in modo eccessivo, specie le piccole, più delle grandi . Lasciandole in continua tensione con i pesi, si provoca per reazione una contrattura che ai movimenti da sensazioni piacevoli, bellissime. Le piaceranno vedrai.”
All’inizio avere i pesi è fastidioso, ma poi si ci abitua ed è piacevole.”
Ero esterrefatto da quella spiegazione, ora capivo perchè il sesso di Corinne era così slabbrato…volgare, disgustoso, con le labbra in fuori, pensai e sperai che questo non accadesse mai a Stefy ,di rovinarle l’estetica della sua bella fica.
Mi avvicinai e le toccai, avvertii un tuffo al cuore e anche lei, ebbi una strana   sensazione, le accarezzai gli anelli guardandola negli occhi, con le sue labbra del viso schiuse e sporgenti in fuori, era erotica, volgare e porca, ma mi piaceva così .
Infilai anch’io, come avevo visto fare a lui , il dito in mezzo a quel luccichio e le tirai leggermente, Stefy sussultò; le nostre labbra d’istinto si avvicinarono quasi a toccarsi, tanto che ci saremmo baciati, se Antoine non ci avesse richiamato interrompendo quel momento stupendo, di attrazione spontanea. ”
C’è tempo per voi due !” Disse.

Ero eccitato, anche lei .Per la prima volta da quando era iniziata questa storia ci eravamo toccati, eccitati, desiderati e posseduti con lo sguardo e …con la mente .
Iniziava a piacermi inanellata e anche lei si gradiva con quel piercing.
Mi allontanai e si avvicinò Daniele che l’accarezzò sul sesso.  Notai  negli occhi di Stefy che le piaceva, sentirla accarezzare da uomini diversi e sentire il dondolio del metallo urtare tra loro .
Corinne le si avvicinò , chiedendole:” Come ti trovi con gli anelli ? ”                                                     “Bene !” Rispose Stefy :”Mi danno solo un pò fastidio.”
” Non ti preoccupare , tra un paio di giorni ti abitui e non ti daranno più problemi , io ne ho nove, tre per parte più uno al clitoride e due ai capezzoli. Mi ci sono abituata quasi subito e mi sembra di non averli .”
La fece sedere sul divano, sempre con la gonna tirata sulla vita e le gambe divaricate, in modo che mostrasse meglio il suo sesso da seduta .
“Come sei bella!” Mormorai tra me osservandola in quella posa sconveniente. Daniele e Stephen la guardavano lascivi, seduta sul divano a gambe larghe, con gli anelli a vista.
Lei con gli occhi lussuriosi, bellissima, si guardava attorno.
Pensai che oramai si era consegnata completamente anima e corpo al suo ruolo di sottomessa e ad Antoine .Le brillarono gli occhi di libidine quando le chiesero di mostragliela, lo fece subito , senza esitazione , compiaciuta…felice di esibirla.
Era E.S. , non più Stefy.
Poi finti i convenevoli , Corinne disse che da ora sarebbe stato tutto diverso, che avrebbe dovuto mostrare le sue “Attinenze”…le chiamò così le sue future sottomissioni.

La fece alzare e mettere dritta in piedi davanti a lei e iniziò a farle uno strano discorso:
“Da ora dovrai chiamarmi Madame, solo Madame, senza Corinne, nessuna confidenza ne
amicizia, ora inizia l’educazione vera. Tu sarai, l’allieva, la candidata, la novizia ed io la mistress e Antoine il tuo padrone.”
Poi aggiunse , che avremmo avuto due ospiti, una coppia di loro amici  a cena e che lei avrebbe dovuto servire la cena: ” Sarai , oltre che la schiava…anche la cameriera, la donna di servizio e la sguattera di casa.”
“Ora si incomincia !…Ricorda che da questo momento sei una schiava, una sguattera!!”
” Intanto spogliati nuda, tieni le scarpe e metti solo il grembiule e i guanti di gomma, vai in cucina e lava piatti, pentole e posate, metti a posto, che sia tutto ben pulito e in ordine e la cucina sia lucida.” Fece una pausa e continuò:”Guarda !!…Che verrò a controllare .” Disse con voce diversa, autoritaria :”Cerca di non prendere punizioni…”.
Ubbidiente, Stefy si spogliò nuda, ordinatamente prese il grembiule appeso in cucina e se lo annodò sui fianchi nudi, poi infilò i guanti di gomma.
Si girò e si lasciò guardare, era nuda con il grembiule, sulle scarpe con tacchi alti.
Era eccitante e ridicola a vederla così… con il seno e il sedere all’aria, ma soprattutto fare la serva, lei che in casa era già tanto se si lavava le sue mutandine, avendo la donna a ore.
Erano passati solo due giorni, ma aveva provato e imparato molte cose, soprattutto l’ubbidienza e la sottomissione .
Pensavo a quelle parole :” Cerca di evitare punizioni… .” Era la prima volta che sentivamo quella parola, punizione, ma Stefy l’avrebbe conosciuta molte volte e bene in seguito. Sembrava quasi che Corinne la volesse avvisare, di qualcosa che le sarebbe successo dopo ripetendo quella frase.
Corinne si avvicinò con una bacchetta di canna di bambù, la fece ruotare e la scrutò, poi dandole due colpetti sui fianchi con la canna disse :” Quando sei ferma in piedi ,ricorda sempre quello che ti  ho detto e insegnato io !!.. Devi essere sempre gambe larghe!! ..Mai chiuse o avvicinate…e le labbra in suzione, pronunciate, da bocchinara….e mani
incrociate dietro la schiena.”
Poi le girò attorno come se la ispezionasse: ” I capelli tienili in ordine , bloccati con dei fermagli. Ricorda!!…Non voglio vedere riccioli che scendono o che si muovono . Capezzoli turgidi e soprattutto sguardo umile, non ti voglio vedere assolutamente con quell’aria superba e arrogante che ogni tanto ti viene …Ripetendo ancora… “Ricordaa !!.. Cerca di evitare punizioni! …Sono stata chiara??” Chiese Corinne.                                                                                                      “Oui madame .” Rispose Stefy.
“Bene! Adesso vai di là, incomincia a lavare i piatti e poi a lucidare la cucina. Dopo andrai a lavarti e a metterti come ti ho detto. Stasera a cena ci servirai !! …Nuda!!”..Le ordinò.
Stefy  fece una espressione sorpresa, ma non disse nulla, si voltò per eseguire, ma lei la richiamò, colpendola con una staffilata della canna sulle natiche facendola sobbalzare e procurandole dolore, si rigirò e la guardò e Corinne le chiese :” Cosa hai dimenticato?” Chiese.
Stefy non sapeva cosa rispondere, non capiva.
Sibilando  nell’aria le arrivò un altro colpo di canna tra il gluteo e il fianco che la fece sussultare… . “Come ti devi comportare ? ” Le chiese Corinne.
Stefy era silenziosa e intimorita… non sapeva cosa rispondere ne  il  motivo di  quelle staffilate, mentre Corinne  batteva la canna sull’altro palmo della mano e la guardava
negli occhi, aveva uno sguardo cattivo , autoritario, severo …e ripetè: ” Devi rispondere sempre …ripeto sempre!!.. Oui Madame!!!.. Si Signora !!.. Hai capitooo??” Disse urlando e spaventandola:”Dillo come ti pare , in Italiano o in Francese, ma devi dirlo e devi chiedere sempre il permesso per qualsiasi cosa dovrai fare, se no sarai punita!” La incalzò ripetendo :” Capitooo??”
“Si Signora” ..Rispose Stefy. con voce esitante e intimorita. Con il suo permesso si rigirò e si avviò.
Entrata in cucina, iniziò a lavare i piatti, le pentole, a lucidare e asciugare tutto di sei persone quante saremmo state noi. Erano stoviglie e pentole sporche di due giorni,del loro pranzare e cenare, cona ancora i rimasugli rinsecchiti dentro il  piatto.
Pulì i ripiani, il frigo, lavò il pavimento, tutti lavori che non era abituata a fare e molti non li aveva mai fatti, avendo a casa la colf che preparava,puliva e ordinava tutto.
Alla fine, era esausta, sudata, unta, per lei fu una umiliazione e un supplizio quel lavoro, pulire gli avanzi degli altri ,sentire quegli odori stantii e acidi delle rimanenze che stavano andando a male, ma lo fece.
Verso sera rientrarono Stephen e Daniele, portando delle grosse teglie con la cena già pronta, preparata al ristorante vicino, era solo da dividere in porzioni, da mettere nei piatti e da servire.
Nell’attesa dell’arrivo della coppia di ospiti, Stefy su ordine di Corinne andò a prepararsi.
Tornò seminuda, su scarpe nere con tacco alto, i riccioli tenuti da fermagli che non si notavano, una crestina da cameriera in pizzo bianco a metà capo sui capelli; un reggicalze e calze nere che evidenziavano e risaltavano il suo splendido sedere e le sue gambe lunghe e affusolate. Era di un sexy favoloso .Il sesso spoglio come quello di una giovinetta, nudo, mostrava gli anelli che luccicavano sulle sue labbra vaginali. Il seno pieno e gonfio scendendo si girava in alto, con capezzoli rosa e turgidi.
Era truccata in viso volgarmente, come una puttana. E ricca di quel profumo dolce e intenso di Corinne, che oramai era diventato anche il suo.
Ferma in posizione da schiava, gambe distanziate, braccia incrociate dietro, labbra protruse in fuori e lo sguardo fisso in avanti attendeva le disposizioni, come una vera serva.
Corinne la chiamò in camera sua, dove le mise un collare nero come i  suoi capelli, di cuoio borchiato con pietre colorate che luccicavano ai riflessi della luce. Poi la fece piegare in avanti, le allargò le natiche e le introdusse nell’ano un plug, un cuneo anale di forma ovale, di metallo, con la parte esterna con un brillante rosso .                                                                                           “Un bijou d’anus! ” … ( un gioiello da ano! ) lo  chiamò Corinne. Era molto grande, lo aveva lubrificato ma introdotto a fatica e Stefy ne provò dolore e freddo all’introduzione di  quel metallo in culo, oltre al fastidio nel sentirlo dentro e nel muoversi, si sentiva piena .
Corinne intuendo le sue sensazioni le disse:” Lo terrai finchè te lo dirò io! La prima volta sentirai senso di pienezza e una sensazione di stimolo ad andare di corpo, ma poi passerà, ti ci abituerai, vedrai…prima di stasera ti piacerà averlo e sentirlo dentro te . Potrai avere un pò di mal di pancia, dovuto all’aria che circola nell’intestino e che non potrà uscire . Un pò di dolore ti farà bene …la tratterrai! Per qualsia altro bisogno o necessità impellente, mi chiederai il permesso. Capito!?”
“Oui madame!” Rispose Stefy con il viso sofferente da quell’oggetto freddo e mettallico nel suo retto.
“Adesso girati davanti!! ” Disse..Stefy ubbidì e lei le agganciò sugli anelli delle piccole labbra vaginali due pesi  a pallina di 20 gr l’uno, legati a una piccola catenella di pochi centimetri, come ciondoli; che spinsero verso il basso e l’esterno  e di conseguenza, allungarono subito in modo spropositato le èiccole labbra vaginali.
Era eccitante vederla così, con quei due pesi in mezzo alle gambe che la costringevano a
camminare con le gambe divaricate, dondolando e urtando tra loro emettendo vibrazioni agli anelli vaginali e quindi piacere.                                                                                                                      ” Il peso è sotto la media, anche se l’inanellamento è recente non ne soffrirai .”Disse Corinne.
Nel frattempo arrivò Antoine con una coppia, anche loro sulla sessantina, molto eleganti e raffinati. Antoine mi presentò agli ospiti come se fossi un suo amico Italiano, dicendomi che monsieur Alain era un vecchio master e poi rivolto a Stefy lo informò: “Questa è E.S.  la mia nuova schiava!!”
“Saluta in signore  E.S.!!” Disse. Stefy si avvicinò e fece un mezzo inchino abbassando un poco il capo dicendo: ” Bonsoire Monsieur…bonsoire madame. ”
Erano Alain e Claudette.
Lui era una persona gradevole all’apparenza . Mi disse: “Ho saputo da Antoine che è la sua signora questa bella schiava!” Annui con la testa . “Complimenti!!” Lo ringraziai e aggiunse :” Bravo!! Bravo!!…Ha fatto bene ad affidarla a lui per sottometterla . Mi ha raccontato …sa !!…Vedrà che la trasformerà!!..Ne sarà contento e soddisfatto!”. Poi si girò e si mise a parlare con Daniele.
Guardai la sua compagna o moglie Claudette, era una donna alta, magra, ben tenuta, capelli grigi e corti, mi colpirono le mani, dita affusolate con molti anelli di  brillanti. Un bel viso curato e ben truccato, non volgare.
Poi Corinne ordinò a Stefy di preparare la cena per poi servirla, mentre noi chiaccherammo un po’, accomodandoci a tavola.
Ci sedemmo e iniziammo a cenare .
La guardavo seminuda servire…era bellissima in calze e reggicalze nero, risaltare sulla sua pelle chiara. Era eccitante con il collare nero, i tatuaggi, gli anelli con i pesi e il plug nell’ano, dove si vedeva esternamente una sfera con una pietra rossa brillare, sembrava una pornoattrice.
Iniziò e continuò a servire, era brava e ubbidiente, ma inesperta non avendolo mai fatto e fece degli errori.
Faticava a camminare sui tacchi con il bijou d’anus nell’ano.
Rovesciò anche un bicchiere sulla tavola, macchiando di vino la tovaglia.
Fece degli errori grossolani, Corinne guardando Antoine gliele fece solo notare, mentre Stefy si scusava subito dell’errore dicendo che non sarebbe più accaduto, ma non le dissero nulla subito, proseguimmo la cena fino alla fine.

Al termine ci alzammo, vidi gli altri che chiacchieravano con gli ospiti, sorridenti e divertiti.
Poco dopo Corinne la chiamò.
“Si Signora ” Disse la sua voce esitante appena giunta .
“Togliti subito!!… Calze e reggicalze !”
Stefy ubbidi.
“Piegati in avanti e appoggiati con le mani sullo schienale di questa sedia.” Le ordinò.
Lei lasciò i piatti che aveva in mano e stava portando in cucina, tolse calze e reggicalse e si chinò in avanti appoggiandosi con le mani sui pomelli di legno laterali dello schienale.
Corinne enunciò :” Sarai punita per gli errori che hai commesso nel servirci, ma sopprattutto per la tua arroganza e la tua superbia e accetterai la giusta punizione … . ”
Ci fu silenzio. Corinne la guardava in attesa di una risposta. Poi Stefy pronunciò con voce esitante: “Oui madame !… Je accept!!” (Si signora!..l’accetto.)
Daniele passò una frusta di cuoio a nove code all’ospite, che iniziò a parlare con Stefy toccandolo con le dita ogni stringa di  cuoio per tutta la sua lunghezza, dicendo:                          ” Il castigo è giusto e meritato. Arroganza e superbia sono peccati capitali. Questa è la riparazione degli errori che hai commesso, per questo sarai punita.” …Stefy sbarrò gli occhi e tirò su la testa a quelle parole e nel vederle in mano la frusta a quell’uomo, quello non se l’aspettava .E nemmeno io .
Mentre Daniele e Stephen uno per parte le legavano con una corda i polsi ai pomelli dello schienale della sedia, io stupito e preoccupato mi  chiedevo cosa le volessero fare?
Corinne mi guardò sorridendo, annuendo come a rassicurarmi.
Poi Alain continuò :” Mi è stato detto, che sei una novizia e che non hai ancora avuto la gioia di provare il flagello erotico… .Visto che è la prima volta, ti spiegherò alcune cose che una buona schiava deve sapere.”
Ascoltavamo in silenzio, io con apprensione, ma anche con interesse e curiosità. Proseguì!
“L’arte sadomasochista del flagello erotico attraverso l’uso di fruste, ha le sue radici nelle penitenze religiose, nelle punizioni criminali e nei metodi di tortura, anche se in questo caso il fine delle frustate è ben diverso: non la tortura, ma il piacere erotico.
L’obiettivo principale del flagello erotico è procurare dolore, quest’ultimo però non deve superare un determinato grado e deve essere eseguito ad un ritmo adeguato che permette al corpo di trasformare questo dolore in piacere.”
Poi rivolgendosi a me, come se fossi un suo allievo, mi esortò:” Stia attento lei! ..Non si distragga!!…Ascolti e impari!!” Proseguendo:” Vuole sapere quanti tipi di fruste esistono? …Tantissime e di tantissimi materiali! …Esistono vari tipi di fruste, i cosiddetti gatti, fatti di molte code, più o meno corte, come questa… il gatto dalle nove code. Quelli fatti di un sola lunga coda, gli scudisci, per i più esperti . Poi ci sono i frustini, in stoffa, di canna di bambù, da equitazione, c’è la classica frusta e frustino in cuoio, in lattice o nylon intrecciato, in gomma rigida. Si può frustare anche con uno straccio bagnato in mancanza di d’altro.”
Stava tenendo una lezione, una dissertazione sulle fruste e il loro uso, ne era un conoscitore esperto, si capiva dal modo come spiegava che sapeva usarla bene.
Stefy ascoltava impaurita, nuda , ferma in quella posizione, il suo supplizio era già iniziato ad ascoltare quelle parole.
Continuò!
“Nel caso dei gatti, la cosa più importante è il materiale e lo spessore delle strisce che lo
compongono; l’ideale è che siano di cuoio morbido, pelle scamosciata, gomma o cotone intrecciato. Le sensazioni che provocano sono molto diverse, la gomma e il cotone intrecciato provocano un dolore più pungente e acuto, mentre il cuoio e la pelle scamosciata sono più morbidi e sono necessarie più frustate per produrre lo stesso effetto.”Guardandomi disse :
“I gatti sono relativamente semplici da utilizzare, basta qualche lezione e un po’ di pratica, le fruste lunghe invece sono più complicate da usare e richiedono delle lezioni specifiche da parte di una persona qualificata, come potrei essere io … .I frustini, sono una via di mezzo, bisogna fare attenzione però, perchè segnano la pelle molto più dei gatti.”
Stefy ascoltava quella lezione incredula che potesse subire anche questo, le si leggeva in viso la paura di essere frustata. Chiedeva di essere perdonata, che non sarebbe mai più stata arrogante e superba, ma umile, ubbidiente e sottomessa.
Ma Alain continuò!
“Bisogna ricordare sempre, che deve essere comunque un gioco, un piacere per entrambi, sia per il fustigatore che la fustigata .”
Poi proseguì: “Come frustare?… Ovviamente la pratica aiuta, si può partire prima facendo scorrere dolcemente il gatto sulla pelle, come ad accarezzarla, farle sentire il brivido… come sto facendo io ora con E.S. . Per poi passare a fustigare, dapprima lentamente, poi sempre più forte , con vigore.
Il segreto sta nel tenere un ritmo fluente e poi mantenerlo. Cadenziato.”
Poi aggiunse:” La schiava E.S. essendo novizia proverà per la prima volta un modo nuovo e perverso di godere, il sentire piacere sulla pelle assieme al dolore .
Avvicinatosi a Stefy, con abilità iniziò a colpirla sui glutei, prima lentamente, in modo leggero, quasi dolcemente, per poi proseguire in modo continuo dandole colpi decisi e ritmati, in modo, costante e intenso, sempre cadenziati.
Stefy iniziò a sentire il bruciore sulla pelle, diverso da quello delle sculacciate, più intenso e profondo, un dolore caldo a tratti piacevole e altri sofferente; iniziava a muoversi a cercare di divincolarsi dalle corde ai polsi, a spostare il sederedi lato  per evitare i colpi che inesorabilmente le arrivavano .
La sua pelle sui glutei da pallida  iniziò ad arrossarsi e striarsi sempre più intensamente con delle strie più scure, lei iniziò a muoversi, a dimenarsi; mentre Claudette, di fianco a lei accarezzandole il seno e abbassandosi un poco piegando il  braccio sotto essa, le introdusse il suo dito  lungo e nodoso in vagina, iniziandola a masturbarla …muovendolo
velocemente su e giù, praticandole un vero e proprio ditalino veloce, senza toccare il clitoride inanellato.
Stefy iniziò ad avere sul viso espressioni diverse, sofferenza e piacere, miscelava le due cose il bruciore della pelle al piacere della masturbazione. Fu un composto esplosivo per lei che non aveva mai provato quelle sensazioni. A braccia tese, piegandosi si inarcava, non riuscendo io a capire se era il piacere del ditalino o la sofferenza delle frustate che riceveva a farla contorcere così …soffriva e godeva,  provava dolore ma le piace
anche ,sembrava apprezzasse.
Ansimava, i capezzoli delle mammelle penzolanti erano duri e dritti, accarezzati in continuazione con capacità da quella vecchia signora, che le stringeva, pizzicava, schiaffeggiava . Continuando tutti e due imperterriti, uno a frustare , l’altra a masturbare e a praticare atti di libidine sul suo  corpo.
Stefy non diceva nulla, forse provava gusto … e loro continuavano.
Poi Antoine fece un cenno ad Alain, l’uomo smise di frustarla e chiamandomi esclamò:           “Continui lei!!”
“Ioo!!!…Come continuo io ??” Dissi sorpreso:” Non sono capace!!…Non voglio!!!” Risposi impaurito.” Io!! …Io non so !!.. Non ne sono capace! Ho paura di farle male, è mia moglie!!”
“Su!! ..Provi!!” Rispose deciso, mettendomi la frusta a gatto, come diavolo si chiamasse … in mano e prendendomi il braccio me lo fece alzare a livello del fianco, all’altezza del suo sedere .
Esclamando:” Su!!..Su!… E.S. lo vuole, è eccitata ..non vede! La colpisca!!”
E rivolgendosi a lei .
“Guardi E.S. ,che adesso la frustigherà suo marito.”
Lei era piegata con il sedere alto e leggermente striato, stranamente immobile , come se fosse in attesa della continuazione.
In mezzo ai glutei brillava la pietra colorata, la parte esterna del plug “le beiju d’anus”.
“Così!” Esclamò Alain mettendosi dietro di me prendendomi per il polso come se mi mostrasse come si  gioca a tennis e accompagnandomi  il braccio per le prime frustate,
iniziai, timido , lasciandomi guidare il braccio da lui.
Dopo qualche colpo, lui si staccò da me, lasciandomi il braccio libero e solo a frustare.
Prosegui lentamente con paura, con movimenti dolci e colpi leggeri per non farle del male .
Ma loro mi incitavano : “Dai !!… Più forte !… Più veloce !… Dai!!.. Mantieni il ritmo e l’intensità, dai!! Se la fustighi forte gode !…Non avere paura!”
Sudato e accaldato, sotto l’incitamento, iniziai a colpire più forte e veloce, Stefy si muoveva, spostava il sedere, si dimenava e io la colpivo sempre più forte .” Mi ritrovai in una situazione perversa … che mi piaceva !!…Mi piaceva frustare mia moglie. ..frustarla… mi  veniva l’erezione. “Dioo!!.” Pensai. “Che mi sta succedendo?”  Mi attraeva frustigarla, ne provavo piacere mentale e fisico e pur nel dolore piaceva anche a lei riceverle.
Vedevo davanti a me il suo gluteo con il fiore e il serpente, segno del peccato e della lussuria e lo colpivo più forte…con eccitazione, rabbia.
Il suo sedere stava diventando  rosso e acceso inconfronto al pallore del corpo.
Antoine mi disse di non fustigare sul tatuaggio, che se no  glielo avrei rovinato, ma di scendere sulle cosce e lo feci, eccitato inizia a colpirla dietro le sue bianche cosce, ero infervorato, sudato; continuavo ad avere l’erezione e mi pulsava dentro i pantaloni, scoprii che godevo a frustarla. Se ne erano accorti anche loro e mi incitavano di più, mentre Stefy gemeva di dolore e piacere.
” Scendi sulle gambe ora!.. Sui polpacci … frustala lì ! ” Mi esortava.
E mentre lo facevo continuava : “ Ora sui fianchi delle cosce…dai!!..Su!…Adesso piegati!.., e colpiscila anche sul davanti… in mezzo alle cosce forza!!”
” Ora alzati !…Vai su!!..Senza fermarti … frustala sulla schiena dai!!”
E io la colpivo e sudavo!…Ero accaldato ed eccitato di scoprire quel nuovo tipo di piacere. Lei con gli  occhi rossi si contorceva sotto i miei colpi , sia per il dolore che per il piacere, ma non mi interessava per quale motivo lo facesse … mi piaceva fustigarla e questo mi
bastava .
La punivo!!  Dentro di  me la stavo punendo perchè si era lasciata diventare schiava , perchè godeva ad esserlo, perchè mi aveva tradito con altri uomini, la punivo di tutto… perchè la colpa era sua!! Solo sua !!…Non doveva accettare il gioco anche se io  volevo e insistevo e la punivo anche per  questo! ….E sudavo!…E godevo nel farlo!
A un certo punto Corinne mi prese il braccio e mi fermò, Claudette, smise di masturbarla e si allontanò ,mentre Stefy segnata dai colpi, era lacrimante e gemente. Lei le si avvicinò e con la mano le tolse, provocando un rumore sordo come stapapreuna bottiglia di  spumante, il plug dall’ano, le bijou, sentendone uscire immediatamente un suo lungo soffio d’aria, incitandomi:
“Inculala !! ..Dai!!.. Muoviti ..inculala ora !! ”
Ero sconcertato e impressionato da me stesso, da quello che provavo…da quello che stava
accadendo .
Come un automa sbottonai i pantaloni e mi avvicinai al suo sedere rosso vermiglio . Corinne di fianco a lei, le aveva divaricato bene le natiche, l’ano era in mostra, largo , ampliato dal plug; ce lo avevo duro, appoggila cappella e spinsi, entrò senza fatica, senza la minima resistenza essendo il percorso già dilatato e lubrificato dall’introduzione del cuneo anale e iniziai a muovermi… avanti e indietro tenendola per i fianchi.
La sentivo ansimare dal bruciore e dal piacere della frusta. Mentre iniziavo a sodomizzarla allungai una mano sul seno e sui su i capezzoli, erano durissimi , sembravano di pietra. Glieli sfiorai ,pizzicai e strinsi, come avevo visto fare agli altri. Scoprii che mi piaceva farlo e piaceva anche a lei riceverlo mentre la sadomizzavo con ritmo e libidine.
Lei si muoveva, seppur non fossi dotato come Rène le piaceva prenderlo in culo , essere sodomizzata, accompagnava i miei colpi con il movimento del suo bacino. Stavo inculando mia moglie ..non riuscivo a crederci ..la mia Stefy …dopo quasi 20 anni di matrimonio e tentativi e le sue ritrosie, la sua moralità e la sua etica, ora la stavo
sodomizzando davanti a  loro. Continuai, con lei piegata, appoggiata e legata con i polsi sulla sedia… ansimante dal piacere e dalla sofferenza.
Sentii dire dietro le spalle:
“Dille che è una puttana !! …Una troia!!… Dai!! …Diglielo!!… Diglielo!! Che la stai inculando come una battona da strada .”
Lo dissi :” Ti sto inculando Stefy!! …Sei una troia..una puttana!! “…Lei in silenzio muoveva la testa e il sedere, godeva! E io godevo a insultarla …e lei ad esserlo.
Corinne avvicinatasi all’orecchio di Stefy le bisbigliò:”Ti tratta da puttana anche tuo marito…come una vera puttana. Vedi!! … Lo fa perchè lo sei davvero!! … Senti! ..Con quanta brutalità dopo averti frustata ti sta inculando!?”
Poi portatasi davanti le mise la mano tra le gambe e passandogliela sul sesso, la strusciò sopra dicendo:” E’ bagnata!! E’ fradicia!! …E’ eccitatissima !… Oltre che inculata le piace anche essere frustata.Bene!! E pensare che un paio di giorni fa eri ancora vergine lì dietro e mai avresti immaginato che ti diventasse così largo e che oggi ti inculasse trattandoti da battona anche tuo marito.” Disse ridendo .

La sodomizzai ancora poco, i suoi movimenti, il calore del suo retto, la mia eccitazione e gli insulti che le proferivo, mi fecero eiaculare subito, venni …le venni dentro, come Renè … A mia moglie.
“Svuotati bene!!”…Disse volgarmente Corinne ridendo .
Lo feci, restai ancora un po’ dentro lei abbracciando da dietro il suo sedere, bello, caldo e
morbido. Poi lo tirai fuori mentre Corinne le richiudeva l’orifizio con il plug. Si accorse anche lei che era leggermente macchiato di  feci sul glande .
Distinto lo pulii con l’estremità inferiore della camicia…in fondo erano feci di mia moglie.
Ma lei mi portò di fianco a Stefy, sudata, tremante e glielo fece leccare, pulire, ordinandole  :”Pulisciglielo!!.”
Lo fece, non sapendo della sua striatura intestinale che avevo pulito.
Ero frastornato, incredulo, mi sentivo sporco ed eccitato, depravato e felice, perverso e gioioso, avevo frustato mia moglie e mi era piaciuto e anche a lei e poi, dopo tanto, l’avevo anche sodomizzata… e tutto questo mi aveva soddisfatto e mi dava una sensazione di potenza, non potevo crederci .
Quello che ci imponevano di fare,  iniziava a piacere anche a me.
Corinne facendola slegare e tirare su la guardò, aveva gli occhi segnati dalle lacrime che le avevano disfatto il trucco.
Poi come se fosse una bambina, le chiese davanti a tutti noi:                                                             ”Da quanto tempo vai di corpo?”….Stefy arrossì violentemente in viso …non se l’aspettava una domanda del genere, balbettò qualcosa che non si capì .
Corinne ripetè :”Da quanto?? ”
“Tre giorni madame.” Rispose Stefy e per giustificarsi aggiunse:” Quando sono fuori casa , in vacanza o in un ambiente che non è il mio e cambio alimentazione, divento stitica, mi viene l’ìntestino pigro, dovrei prendere qualcosa, qualche lassativo.”                                                           “Ci penserò io! Domani ti farò  prendere qualcosa che ti  farà andare di  corpo. ” Disse ridendo e facendo ridere anche gli altri .
Lei era in piedi , nuda verso noi , osservai le labbra del suo sesso allungate dai pesi, umide, luccicare assieme ai suo anelli e agli umori che le avevano bagnate.
Mentre loro parlavano, mi avvicinai e la coprii con una asciugamano sulle spalle, tremava, le bruciava la pelle dalle frustate, si raggomitolò su se stessa, mi fece tenerezza e l’abbracciai e lei si lasciò andare lasciandosi abbracciare. La baciai in fronte e poi sulle labbra.
Corinne le dissse di fare subito una doccia fredda e di mettere la borsa del ghiaccio nelle zone più arrossate, soprattutto il sedere, che poi le avrebbe spalmato anche una crema per le irritazioni . Mi proposi di aiutarla, ma non volle.
“Faccio da sola!” L’accompagnò in bagno , mentre noi ci sedemmo ancora a bere qualcosa e a chiacchierare.
Si fece tardi. Gli ospiti si alzarono, salutarono e si avviarono in una camera, dove avrebbero pernottato .
Ci alzammo anche noi, restarono seduti solo Stephen e Antoine che mi salutò, facendomi così capire che dovevo andarmene. Mentre Daniele mi invitava ad uscire con lui, lo feci controvoglia, non mi andava lasciarla dopo averla frustata, mi era venuto anche il rimorso. Pretesi di rivederla prima di allontanarmi.
Mi accontentarono, sulla porta del bagno la vidi nuda e bagnata, infreddolita, mi avvicinai e la baciai sulle labbra, ricambiato. Corinne mi invitò ad uscire e chiuse la porta dicendo:” La vedrai domattina, ora deve riposare .”
Scesi nella strada quasi deserta, camminando sotto la luce dei lampioni mi avviai in albergo .
Avrei aspettato la mattina dopo…il giorno nuovo e chissà cos’altro di depravante sarebbe successo e avremmo fatto. Mi incuriosiva quello detto da Corinne:”Domani la faremo andare di  corpo noi!” Mi  chiedevo cosa avessero intenzione di fare? Mi assopii con quei pensieri e il viso di Stefy volgarmente truccato.

Il loro cammino continua, altre esperienze, tirocini e noviziati l’aspettano.
«A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo.»
Jim Morrison

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