2 Lettere e confessioni – Vincenzo.

Vincenzo

Buongiorno, mi chiamo Vincenzo, Vince per gli amici. Voglio narrarvi una storia accadutami molti anni fa, oggi sono un cinquantenne maturo con famiglia, ma non ho mai dimenticato quello che mi successe da giovane e me ne porto ancora dentro il ricordo .
Episodi che accadono ancora oggi e forse più di ieri.
Un tipo di avvenimento simile ma diverso per epilogo (per fortuna) e conosciuto in tutto il mondo, accadde negli anni 70 a Roma, da parte dei coniugi Marchesi Casati Stampa di Milano, ma residenti nella capitale. Una coppia di quarantenni, lui cuckold, lei bellissima che si concedeva ai giovani militari e non, davanti a suo marito che la fotografava o la riprendeva con la cinepresa per uso esclusivamente personale.Una storia finita male, per gelosia o pazzia, ma antesignana del cuckoldismo italiano, che allora non esisteva ancora con questo termine.
Quella che sto per raccontarvi è una storia somigliante, che oltre a me riguarda una coppia di coniugi della Genova bene, forse perversa , certamente non convenzionale per quegli anni, con lei molto bella e affascinante e terminata diversamente da quanto dicevo sopra, ma leggete… .

Era il 1986 ,avevo 18 anni circa, e vivevo a Genova con la famiglia trasferitasi per lavoro fin dall’età di tre  anni, essendo noi nativi siciliani. All’inizio abitavamo in pieno centro storico, ma poi tutta la famiglia si spostò vicino alla stazione Principe, andando a vivere verso il ponente della città ,nella zona più industriale e operaia.
A Genova, facevo l’elettricista, conoscevo bene la città e tutte le sue contraddizioni di grande metropoli, di città marinara ,industriale ,cosmopolita ,libertaria e per certi versi anche bigotta.
Erano gli anni che nascevano le cassette video VHS con il lettore sotto la TV, erano i tempi di Cicciolina, Moana Pozzi…c’erano le lire e non l’euro, il mangianastri per ascoltare la musica in auto o nei ritrovi e molti giovani in quegli anni manifestavano, nelle piazze di tutto il mondo, per sensibilizzare la società ai problemi sociali e del lavoro.
I momenti liberi alla sera o nei pomeriggi liberi li passavo con la mia compagnia, non c’era internet e cellulari e si cazzeggiava al bar o si andava a fare lunghi giri per la città, a girovagare a piedi o in motorino, oppure si andava in discoteca a ballare con le ragazze e se ci andava bene a rimorchiarne qualcuna, per finire la serata in “gloria” come dicevamo noi. In quegli anni non erano semplici le cose, le ragazze erano meno disposte di oggi, e solo per arrivare a limonarle e farle un ditalino, oltre che piacergli tanto dovevi sudare le cosiddette sette camice, non la davano facilmente, e alcune, le più carine sapendo di esserlo, per niente, se la tiravano, te la facevano annusare ma poi basta, ti lasciavano all’asciutto e con la voglia… .
Quindi si era sempre carichi sessualmente e spesso vista l’età e il vigore si ci scaricava manualmente con il pensiero o i più benestanti con qualche giovane bagascetta che a Genova non mancano mai nei viali.
Si era giovani e con pochi soldi in tasca e quel poco che si guadagnava lavorando, tra aiutare la famiglia e qualcosa per noi non bastava mai. Come tutti i ragazzi di tutte le generazioni, avevo un amico a cui ero legato e frequentavo più degli altri, con cui ero sempre assieme, si chiamava Maurizio ed era più smaliziato e sicuro di me .
Io allora ero un bel giovane alto un metro e 73 centimetri, snello ma muscoloso e avevo i capelli lunghi, lisci e neri quasi sulle spalle, mentre Maurizio era di carnagione scura e coi capelli ricci .

Una sera al bar, il mio amico Maurizio mi chiamò da parte dicendo:
“Senti Vince, te le vuoi guadagnare centomila lire?” Erano dei bei soldi allora .
“Certo…che cosa devo fare? “ Risposi stupito di quella proposta :” C’è qualche lavoro?”
Pensavo che fossero per qualche lavoro occasionale che a volte capitava, io come detto ero elettricista e spesso a Genova facevo lavoretti saltuari negli appartamenti con varie ditte.
“No! Nessun lavoro…”Disse:”… bisogna solo che chiaviamo una bella signora!” Esclamò quasi ridendo.
Lo guardai sorpreso e restai in silenzio.
“E’ uno scherzo!? Mi prendi per il culo?” Replicai serio , visto che oltre che farmi guadagnare centomila lire ,avrei dovuto chiavare una signora, e mi pareva tutto molto strano.
“No assolutamente è tutto vero, ci sarà anche il marito con la telecamera a cassette vhs che riprende… .”
Restai ancora più sorpreso, non ero abituato a quelle cose : “Chiavarla davanti al marito che ci riprende con la telecamera !?” Chiesi stupito.
“Si!” Disse. “E’ una coppia che pratica questa forma di divertimento sessuale.”
“Ma poi cosa ne fa del filmino? Ci riprende in faccia? ” Domandai.
“ Si, ci riprende completamente , comunque stai tranquillo lo tengono per loro e se lo guardano da soli non lo fanno vedere a nessuno .” Rispose, proseguendo :” Non fa certo vedere alla gente il filmino o la cassetta dove ci  riprende che gli chiaviamo la moglie e poi anche se fosse… noi non faremmo brutta figura ,la farebbe lui a lasciarsela chiavare , a fare il cornuto contento.” E rise.
Ero dubbioso . Tenete presente come scrivo nell’introduzione che allora non esistevano i cuckold ,i bull e le sweet, o meglio c’erano ,ma molto pochi e non avevano questi nomi e la popolarità di oggi, quel tipo di coppie vivevano la sessualità nascosti, il lui veniva chiamato semplicemente “Il cornuto” , lei “ la troia “ e chi la chiavava “il montatore”. Oggi diremmo che altro non era che una coppia che praticava il cuckoldismo, come ce ne a migliaia in tutta Italia, basta guardare gli annunci su internet. Allora al massimo c’era qualche annuncio su qualche rivista specializzata o sugli annunci de il secolo XIX, il quotidiano di Genova e della Liguria, nell’ultima pagina, nella sezione “Cercasi” che veniva dopo quella delle estetiste e massaggiatrici “Aaaaaa…massaggiatrice riceve su appuntamento Vico rossi al numero… .” e seguiva il telefono fisso di casa o di qualche bar dove il barista compiacente prendeva gli appuntamenti, e ricevevano a casa loro o si spostavano a domicilio.
Ripetei ancora a Maurizio :” Ma sei sicuro!? Non è uno scherzo? Non è pericoloso?”
“Ma no !”Ribattè.” Io lo già fatto una volta un mese fa con un altro amico che mi c’aveva portato!”
“Non è che sia gente malata ,depravata?” Domandai ancora.
“Malata no , depravata forse si.” Fece una pausa e aggiunse :” Vogliono solo girare un filmato amatoriale per loro ,con noi due che chiaviamo la moglie e poi se lo guarderanno a casa, in tv in cassetta vhs o in filmino con il proiettore. Lo proposto a te perchè sei uno dei pochi che si fa i cazzi suoi e con queste coppie bisogna essere molto riservati “.
“Ma dove dobbiamo farlo? In macchina!?”Chiesi.
“No in albergo ,pagano loro.”
“Ma quanti anni hanno?!” Fu l’ultima domanda che mi lasciò fare.
“Non lo so! So solo che è una coppia matura!” Esclamò proseguendo :” Allora che fai ? Vieni o non vieni?…Se no lo dico a un altro?”
“Vengo! Vengo!” Ripetei convinto ma dubbioso.
Per me era la prima volta, lui fu molto convincente ed accettai, in fondo erano centomila lire .
“Mi raccomando acqua in bocca con tutti !” Mi ripetè quando ci lasciammo dandoci appuntamento per il pomeriggio dopo .
Tutto sommato si sarebbe trattato d’avere un rapporto sessuale tra due quasi ventenni e una donna ultra quarantenne, forse cinquantenne. Il fatto era di per sé già scandaloso rispetto al perbenismo dell’epoca .
Il giorno dopo quando ci incontrammo, ci incamminammo verso il centro, Genova era ed è una grande città e per giungere da una parte all’altra a volte ci vogliono ore. Comunque con tram e a piedi arrivammo davanti all’albergo dell’appuntamento.
Mentre ci avviavamo verso l’entrata pensavo a lei, la signora che avrei dovuto chiavare , me la immaginavo vecchia, grassa, brutta .”Sarà qualche vecchia bagascia!” Pensai in genovese : ” Che deve pagare per farsi chiavare da qualcuno e lui deve essere qualche pervertito senz’altro.”
Quando giungemmo davanti all’hotel ci fermammo a parlare tra noi, come dicevo sopra, allora non c’erano cellulari ne smartphone per poterli avvisare.
“Ci siamo e qui!” Disse Maurizio.
La prima cosa che gli chiesi fu:” Sei sicuro che ci daranno i soldi, le centomila lire?”
“Si certo , fidati! E’ gente seria.” E non mi disse altro.

Come d’accordo entrammo e andammo alla reception. Il portiere ci guardò, meglio dire ci squadrò dalla testa ai piedi come dire:” Che vogliono questi!? Avranno certamente sbagliato.”
Invece il mio amico gli disse:” Ci aspettano i signori “Finali”, abbiamo un appuntamento.”
Lui preavvertito poco prima da loro che saremmo arrivati, ci guardò ancora con sufficienza dicendo con voce scocciata:” Terzo piano stanza 18 , i signori… vi aspettano!” E intanto li avvisò con il telefono interno.
Appena fummo fuori della sua vista, ridendo e scherzando ci spingemmo uno all’altro, salendo a piedi i tre piani e arrivammo davanti alla porta della stanza numero 18.
Ci fermammo a prendere fiato. Eravamo emozionati, io più di Maurizio essendo la prima volta.
Bussammo e pochi secondi dopo un uomo dall’aspetto mite sorridendo ci aprì .
“Entrate pure!” Disse.
Appena entrati chiuse la porta, e avvertii subito un buona fragranza nell’aria. Ci accomodammo su un divano e tanto che il mio amico Maurizio parlava e faceva le presentazioni io li guardai .
Erano una coppia sui 45-50 anni , lui sembrava un tipo mite, molto snello e un po’ più alto di me, lei al contrario di quello che pensavo era una donna molto affascinante e da giovane doveva esser stata sicuramente una gran bella donna ,”una gran pezzo di figa” come si suol dire. Aveva i suoi anni ed era un po’ sfiorita ma non troppo ed era sempre attraente.
Indossava una vestaglia trasparente con sotto un intimo lavorato di pizzo e reggicalze nero ,che noi allora chiamavamo “ biancheria da puttana” perché una donna normale non vestiva così nell’intimo, ma le prostitute si .
Aveva capelli lunghi castani, ben curati e gonfi come si usavano anni prima , forse retaggio della sua giovinezza, che le cadevano sulle spalle, con due mesh chiare davanti, e ai lobi due orecchini con foglie dorate con una grossa perla al centro, che mi colpirono molto. Un sorriso sicuro e smagliante con i denti tutti regolari e bianchi e fumava tranquillamente una sigaretta. La voce bassa nei toni ma ferma e sicura. Fumava e mi guardava mentre portava la sigaretta tra le labbra in modo sensuale ed io ero impacciato. “Altro che vecchia bagascia .”Pensai.
Con un sorriso malizioso, il marito, ci offrì da bere e ci disse di chiamarla Anna e non signora, che quel pomeriggio non sarebbe stata una signora, ma una donna qualunque, sensuale e desiderosa.
Lo sguardo di Anna era intenso e pieno di desiderio. Perché il desiderio di una donna di mezza età lo si legge negli occhi. Quando li incrociai la prima volta mi parve una donna che esprimeva contraddizioni, algida e passionale nello stesso tempo. Fumando mi sorrideva, sembrava un personaggio criptico, enigmatico ma travolgente, capace di sedurre un uomo solo con il sorriso, i gesti e lo sguardo. Aveva espressioni e modi di osservare contrastanti. La vedevo come una donna vera con tutte le pulsioni, i desideri che le donne hanno e non li nascondeva nonostante l’età. Per questo mi piaceva e mi travolse in un vortice di passione e lussuria.
Ricordo che nei ritagli di quei momenti d’attesa mi chiedevo perché una donna affascinante così facesse quegli incontri, e mi rispondevo da solo : “ Forse si incontra con noi perché è annoiata, o per divertimento .Probabilmente lo fa per un rapporto puramente fisico, che con il marito non ha perché non gli tira più, e certamente non si pone il problema se sia giusto quello che fa, perché è quello che vuole.”
Ma la immaginavo anche madre di famiglia e mentre la osservavo mi chiedevo come potesse lasciarsi possedere davanti al marito e alla cinepresa da due ragazzi poco meno che ventenni per il suo puro piacere personale, che era contro ogni etica. Avere un rapporto con ragazzi più giovane senza alcun senso di colpa nei confronti del marito e forse dei suoi figli era qualcosa che non riuscivo a comprendere, come non capivo lui che accettava tutto quello che lei  faceva e ne era l’artefice.” Forse lo fa perché l’ama!” Arrivai a pensare.
La guardavo e ascoltavo le canzoni di quel periodo che a basso volume uscivano dal mangiacassette, canzoni d’amore che non centravano nulla con l’atmosfera di quell’incontro, e facevano da sottofondo a quella scena, rendendola meno oscena e lei più seducente. Le ricordo ancora quelle canzoni, sono ancora nel mio cuore e nelle storie della mia e anche delle generazioni venute dopo.
Inconsciamente dentro di me riflettendo cercavo delle motivazioni e delle giustificazioni per lei e il suo comportarsi. Lei con la sua doppia vita, da donna di famiglia e di amante trasgressiva, incarnava perfettamente il desiderio erotico di noi giovani ragazzi, oltre che i vizi della società di allora in evoluzione. Era la trasgressione e la passione in una persona sola. Il fatto che vivessero in quel modo era scandaloso rispetto al perbenismo di quel periodo,in un certo senso il loro modo di fare anticipava la sessualità che c’è oggi: Il cuckoldismo.
Si vedeva che era una signora molto curata non solo nel look e nel fisico, ma anche nelle movenze e nei gesti, e nel parlare si intuiva che era colta .” Probabilmente è di un buon ceto sociale.” Pensai.
La guardai a lungo con la sua lingerie nera ed erotica che traspariva da sotto la vestaglia chiara, era sensuale e molto eccitante. Aveva più anni delle nostre madri, ma di aspetto oltre ad essere più curata era sofisticata e sostenuta.
Per quel suo modo di pensare ed agire lo ammirata e l’ammiro ancora dopo tanto tempo, non la ricordo più come troia, ma come donna seducente e il pensarla riesce a inebriarmi ancora . ”
Visto il mio imbarazzo lei mi disse con voce bassa e calda : “ Non preoccuparti, è come partecipare a un gioco con delle regole che la gente pensa che siano sbagliate. “ Subito non capii quella frase, ma poi negli anni ci ripensai erano l’alternativa a una vita coniugale comune.
Nonostante l’età cinquantenne o quasi , la reputavo splendida e certamente non temeva il paragone con altre anche più giovani.
Mentre lei fumava ,il marito parlando ci diede alcune informazioni sul come comportarci e cosa fare e terminato di bere ci esortò :
“Su iniziate a spogliarla!” E a quelle parole, emozionati e impacciati ci avvicinammo a lei e prendendo i lembi della vestaglia, aprendogliela gliela togliemmo ; alla sua vicinanza avvertii e annusai il suo profumo sulla pelle che mi inebriò.
Quando fu senza la vestaglia velata, restando solo in lingerie nera lavorata e con pizzo in contrasto con la sua pelle pallida e luminosa come la luna, sentii il cuore battere più forte. Anche Maurizio era emozionato .
Su sollecitazione del marito iniziammo ad accarezzarla e toccarla, con lei passiva che lasciava fare, mentre lui riprendeva tutto.
Aveva la pelle pallida come il latte, vellutata e odorosa di profumo ed erotismo, piacevole al tatto e da accarezzare, le sue forme mature ancora belle e attraenti, mostravano lo splendore di una donna che stava sfiorendo ma si teneva molto. Andai dietro lei e come mi aveva detto il marito le sganciai il reggiseno sulla schiena, mentre Maurizio davanti , lo prese e tirò anteriormente facendo scorrere le spalline sulle braccia fino a scendere e uscire dalle mani e toglierlo, facendo apparire improvvisamente davanti a lui le sue mammelle, belle, gonfie ancora più pallide della pelle del corpo, con il sottocute con trame erotiche di venuzze e capillari azzurri come venature di un marmo pregiato, che correvano confondendosi con il pallore candido del seno, perdendosi dentro ad esso . Aveva un seno normale, leggermente pendente, certamente non rifatto, ma bello, penso una terza o una quarta, non grosso ma ben fatto e proporzionato al corpo, con areole e capezzoli rosa, quest’ultimi già turgidi nell’attesa erotica .
Mentre Maurizio abbassatosi ,piegato sulle gambe ed eccitato sganciava le pinze a gancetto delle giarettelle longitudinali sulle cosce, che fissavano e tenevano su le calze al reggicalze, una alla volta con lei che lo osservava dall’alto porgendogli sensualmente la gamba, arrotolandole fece scorrere le calze velate  sulla coscia e poi sulla gamba scoprendo e rivelando il loro pallore erotizzante sotto la velatura nera ; mentre io da dietro gli sganciavo la chiusura del reggicalze tra i lombi, lasciandolo cadere a terra, ed eccitato con il pene già in erezione, accarezzandole i fianchi le abbassai lo slip a mezza coscia dove Maurizio sempre chinato davanti a lei, lo prese e tirò giù alle caviglie e un piede per volta glielo tolse , trovandosi davanti all’altezza del viso la sua foresta di peli neri . Era nuda .
” Bravi!” Disse il marito sottovoce : ” Continuate così !”
Davanti e sotto di  me vedevo il suo sedere pallido ,gonfio ,protrudente e tenero.
Spostandomi in avanti la guardai nuda, osservai i fianchi arrotondati e dolci, con poco adipe, una pancetta a globo appena accentuata, come le donne incinta nelle prime settimane di gravidanza e cosce lunghe pallide, con  all’apice tra  loro un sesso peloso (allora si usava così) composto da una peluria nera, regolare e curata, che si stava sfoltendo con l’età, lasciando intravedere sotto di esso il chiarore della cute e delle grandi labbra che formavano una lunga fessura centrale appena dischiusa dall’eccitazione e dall’attesa di noi, e tutto questo la rendeva lussuriosa ed eccitante .
Era molto carnale e passionale.
A un certo punto la desiderai. Si l’avrei chiavata volentieri anche senza le centomila lire. Inconsciamente mi sentivo attratto, sedotto da lei e dalla sua bellezza matura e viziosa.
Aveva più del doppio dei miei anni , ma in quel momento non l’avrei cambiata con una mia coetanea ventenne. Mi piaceva e nonostante avesse 20 o 30 anni più di me, non la trovavo “vecchia”.
Come molti ragazzi della mia età di allora, avere un incontro con una donna più grande e mature era qualcosa di eccezionale, un trofeo da poter vantare.
Quando fu nuda cambiò espressione assumendo uno sguardo forte, sicuro, da pantera aggressiva e mentre ci guardava, con la mano si accarezzava i capelli e con l’altra riprese la sigaretta dal posacenere e diede una aspirata intensa voltando le spalle al mio amico Maurizio, che pieno di desiderio come me la guardava, perché desiderare  una donna di mezza età è qualcosa di particolare che ti prende tutto e dentro. In quel mentre il marito ci disse:” Spogliatevi anche voi!” Maurizio in un attimo lo fu , io più impacciato ci misi di più. Sempre il marito con in una mano la telecamera , allungò verso di noi l’altra, porgendoci qualcosa e dicendo:” Metteteveli!”
Ci aveva passato in mano due bustine che contenevano preservativi, li aprimmo e li mettemmo. Ero già in erezione . Lei mi guardava sorridendo e mi sentivo a disagio .
“Vieni!” Mi disse allungando le braccia verso di me, mentre il marito riportò la telecamera sull’occhio e incominciò a riprendere.
“Si interruppe solo per dire quando fummo sdraiati sul letto : “Chiavala !”
Lei allargò le gambe mostrandomi di più la sua figa nera dischiusa, e agitato mi sdraiai sopra di lei che iniziò a baciarmi sul collo e il torace, per poi finire tra le sue cosce allargate. Le toccai la figa era bella calda pelosa e umida dalla sua eccitazione.
“Su mettiglielo dentro !” Mi esortò il marito sempre riprendendoci .
Lo presi in mano e lo portai contro la sua grossa vulva nascosta dai peli, lo puntai sulla fessura nel punto dove era dischiusa e spinsi e la penetrai, vedendo una smorfia di piacere sul suo viso alla mia introduzione, con una luce perversa negli occhi e contento iniziai a chiavare, mentre lei mi accarezzava la schiena eccitandomi di più e il marito riprendeva.
A un certo punto il marito si girò verso il mio amico Maurizio dicendole :” Tu avvicinati che ti fa un pompino!” Lui lo fece e lei eccitata mentre chiavava con me girò la testa di lato , allungò il braccio e glielo prese in mano, lo tirò a se e si protese più su con il tronco leccandolo e prendendolo in bocca con il preservativo, iniziando a farle un pompino.
Nella stanza il marito aveva cambiato musicassetta e il mangianastri diffondeva un sottofondo di musica classica dolce che non conoscevo .
E mentre io gli chiavavo la moglie e il mio amico si faceva fare un pompino ,il marito eccitato tirò giù i pantaloni e mezzo nudo con il suo cazzo mezzo mollo in mano continuava a riprendere masturbandosi.
Lo ammetto , era bello chiavare quella signora , mi piaceva e per questo la desideravo. Sentivo alle narici il suo profumo buono e intenso. L’accarezzavo e le baciavo la pelle senza che lei dicesse nulla, avrei voluto baciarla in bocca tanto mi attraeva, ma non ne avevo il coraggio, avvertivo sulla mia pelle le sue  labbra e i suoi baci che aumentavano la mia erezione e mentre tutto questo accadeva , il marito continuava a riprendere  da tutti i lati girandoci attorno nel letto.

A un certo punto la sentii gemere e godere, sentii le sue braccia prendere e tenere le mie, le sue mani accarezzarle e anche graffiarmi, sentivo che stava godendo, l’avvertii sotto di me respirare forte, ansimare, ed ero contento e felice, contento di far godere una bella signora e per giunta quasi cinquantenne. Mi sentivo maschio e uomo, e iniziai a muovermi veloce, a darci più forte, con vigore sempre maggiore, dove i suoi mugolii erano soppressi dalla bocca piena della cappella di Maurizio.
A un certo punto un urlo soffocato, la signora iniziò a godere forte mentre veniva ripresa e inconsciamente mi strinse sempre più forte le braccia con le unghie, quasi a farmi male.
La sentii respirare con affanno e scuotersi, lasciare uscire dalla bocca il cazzo di Maurizio e rivolgendosi verso me abbracciandomi e baciandomi iniziò a gemere. Capii che stava per avere un orgasmo, difatti poco dopo fu come un esplosione in lei , il mio giovane cazzo da ventenne la martellava, finchè stringendomi forte emise un urlo :” Aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!” Divenendo tesa e tremante .
Era sopraggiunto l’orgasmo forte e violento e si scuoteva tutta sotto di me facendo ondulare la carne tenera delle mammelle e del corpo, e a quelle sue manifestazioni di piacere non resistetti e abbracciandola chiavandola, oserei dire quasi amandola venni anch’io dentro di lei nel preservativo, mentre Maurizio su sollecito di suo marito si era tolto il preservativo, masturbandosi ed eiaculando sul suo seno che io tirandomi indietro con il tronco lasciai libero.
Lo tirai fuori, ero agitato, sudato e sfinito, lo stesso Maurizio che era di lato, lei restò sdraiata a gambe larghe, sporca dello sperma del mio amico sulle mammelle, mentre il marito continuava a riprenderla. Era qualcosa di impressionante da osservare, lo vidi avvicinarsi a sua moglie abbassare il  capo sopra le  cosce e baciargli la figa che aveva appena chiavato con me, per poi prenderselo in mano e con pochi colpi venire anche lui su di lei suggellando il suo orgasmo con un bacio sulle labbra, incurante che avesse fatto il pompino al mio amico.
Ci fu un momento di quiete poi si sentì la voce del marito :
“Finito tutto!” disse :”Se volete andare in bagno a lavarvi…!”
Ci avviammo, prima Maurizio e io restai sull’uscio del bagno con la porta socchiusa e mentre attendevo il mio turno, la vidi alzarsi nuda, ancora più bella di quando si era sdraiata, e quando fu in piedi allungare la mano e prendere dal marito dei fazzolettini di carta, passarli sulla figa come ad asciugarsela e poi sul torace a togliere lo sperma. Fu il mio turno di lavarmi, uscì Maurizio e mi lavai io. Quando finii e uscii lei aveva di nuovo la vestaglia trasparente ma era nuda sotto e una sigaretta accesa tra le dita che fumava tranquilla, mentre Maurizio era con il marito che lo stava pagando. Mi guardò negli occhi e anch’io la guardai, in fondo mi dispiaceva che fosse finito, mi era piaciuta .Ci salutammo e prima di uscire il marito prese da una borsa dei libri vecchi che aveva portato e ce ne diede un po’ a me e qualcuno a Maurizio.
Lo guardammo stupiti :”Servono a fare vedere che siete venuti qui per qualcos’altro, una volta che siete fuori fatene cosa volete.”
Uscimmo, passammo davanti alla reception con quei libri in mano, facendoglieli osservare al portiere, salutammo. “Buonasera!”
“Buonasera!” Rispose, e felici e contenti scappammo via.
Appena girato l’angolo buttammo via tutto in un cassonetto, ci dividemmo i soldi e andammo nei vicoli a fumarci una canna.
Alla fine quando fummo per strada e ci ripensai, mi resi conto che non era stato un rapporto solamente fisico, mi accorsi mi aveva lasciato qualcosa. Avevo accettato quell’incontro con quella donna più grande di me solo per i soldi, ma al termine mi resi conto che l’avrei fatto anche senza .
Più di una volta chiesi a Maurizio:” Ma chi sono?”
“Bho !! Non so!! Mi ci ha portato una volta un mio amico ma neppure lui sa chi sono.”
“Devono avere dei soldi!” Dissi io.
“Si!” Rispose aggiungendo :” E lei è ancora una bella figa nonostante l’età , e mi ha fatto un bel pompino è brava. Tu almeno l’hai chiavata stronzo…!” Disse ridendo e spingendomi con la mano .”Certo che è una gran troiona, una bagascia per bene di prima classe !” Esclamò.
“Quasi mi dispiaceva che l’appellasse così.
“La prossima volta la chiaverai tu !” Esclamai e io mi faccio fare un pompino. Dici che ci chiameranno ancora?”
“Non so! Speriamo! Sono loro che ci cercano” E quella sera poi andammo in pizzeria e dopo al bar.
Ci pensai molte volte , ma non riuscii mai a sapere chi fossero, lei con la sua eleganza, così porca ed estrema .
Alla fine di quello stesso anno con quel ricordo mi trasferii in Sicilia dai miei , eravamo tornati a vivere là. Con il tempo, la compagnia e la ragazza feci presto a dimenticare quell’avventura .
L’anno dopo mi chiamarono a fare il militare in marina e destino volle proprio a Genova, quella che era stata la mia città. Al ritorno feci nuove amicizie in caserma e ritrovai le vecchie in città. Conoscevo bene Genova e i vecchi amici e riallacciai con loro, pochi per la verità , tra cui il mio amico Maurizio, ma non era più come prima, non c’era più tra noi l’enfasi e l’affiatamento precedente e la compagnia di qualche anno prima era diversa e cambiata. Ci vedevamo saltuariamente, perché le cose erano mutate e l’età della maturazione non era più quella della giovinezza… .

In quel periodo ero in caserma e a volte imbarcato su una corvetta. Era più di un anno che ero li, allora il militare era 18 mesi e me ne mancava ancora uno al congedo .
Un pomeriggio un commilitone mi disse che della gente della Genova bene dava una festa in una casa di Albaro ( la zona ricca di Genova, quella ad est) e cercavano camerieri, lui lo era avendo studiato all’alberghiero, io no e comunque mi chiese:                                                                 “Ti va di guadagnarti qualcosa?” Allora a militare pochi spiccioli erano come il pane .
“ Si certo !” Risposi :” Ma non sono pratico a servire.”
“Per questo non ti preoccupare ti faccio mettere al buffet stai li e si servono da soli, tu devi solo porgere i piatti, le stoviglie e i bicchieri, il resto faranno da soli .”
Accettai.
Il giorno stabilito liberi da impegni in caserma arrivammo in una delle zone più belle di Genova. Il responsabile e organizzatore della festa ci fece entrare, il mio amico me lo presentò e poco dopo aver fatto conoscenza lui ci mostrò l’ambiente, era una bella casa, grande con vari locali e i soffitti alti e decorati, con dei bei mobili in stile e una grande terrazza sul mare.
Ci fece provare delle divise, pantaloni neri e giacca bianca finchè non trovai quella della mia misura. Ero un po’ ingrassato in quel periodo .
E così quella sera camicia e giacca bianca, pantaloni e papillon neri mi misi vicino al buffet, mentre lui con il vassoio essendo pratico, girava per le stanze a prendere le ordinazioni  e a portare i  drinks .
Quella sera faceva caldo iniziai con passare i bicchieri agli invitati che si  avvicinavano e man mano che arrivava la gente mi resi subito conto che eravamo a una festa dell’alta società Genovese, donne eleganti, ben vestite, in abito da sera con gioielli e brillanti a vista, accompagnate dai loro mariti in genere più anziani di loro e quasi insignificanti .
Passò qualche ora, c’era molta gente, confusione e musica di sottofondo e mentre ero intento a servire, sentii parlare e ridere una voce femminile che avevo già ascoltata, tirai su la testa e alzai gli occhi e mi venne quasi un colpo.
Una coppia parlava con un’altra e sorridevano e all’improvviso accorgendosi di me mi guardarono, e la riconobbi… era lei, la coppia del filmino. Quella Anna, nome d’arte e il marito che io e Maurizio quasi due anni prima pagandoci gli avevamo chiavato la moglie.
Loro parlando mi videro , mi guardano, ma si voltarono dall’altra parte, capii che mi avevano riconosciuto, ma facevano finta di nulla, lui continua a parlare con il suo interlocutore e lei con gli occhi ogni tanto li incrociava con i miei e a volte sorridendo.
Era molto elegante, stessa pettinatura gonfia di quando c’eravamo incontrati ma ben pettinati, si vedeva che erano freschi di parrucchiere, un vestito di seta leggero verdino, scollato davanti dove si mostrava una bella collana di perle, probabilmente vere in coordinato con gli orecchini, truccata bene con le labbra colorate di rosso come  le unghie.
Feci finta di niente, per non far capire che li avevo riconosciuti e che mi ero accorto che mi avevano visto, e loro discutendo con coppie amiche come se  non ci  fossi ,passarono da una stanza all’altra e poi sulla terrazza dove c’era più fresco e si appartarono con loro a chiacchierare. Non dicevo nulla, ma quando potevo la osservavo di nascosto, lei era sempre una affascinante signora matura, sempre bella ,elegante con bracciali e anelli al dito che brillavano quando portava il bicchiere alla bocca. Quella dove il mio amico Maurizio ci aveva messo il cazzo, a vederla da non credere.
Approfittai di quella tranquillità momentanea e curioso facendo finta di nulla chiesi al responsabile che era venuto vicino a me a controllare se tutto fosse in ordine e che conosceva quasi tutti.
Lui alla mia domanda di chi fossero mi rispose:
“Li conosce?”
“ No, ma mi sembrava di averli già visti !” Dissi mentendo. E lui mi replicò:
“Lui è un primario dell’Ospedale San Martino (L’ospedale di Genova) e la moglie è un avvocato. Se sei stato in ospedale magari a lui l’avrai visto li!”
“Può darsi !” Dissi mentendo ancora.
Restai stupito e incredulo , lui era un primario e lei un avvocato e facevano quelle cose?
La serata passò così tra qualche occhiata e sorriso, ma distante e serio.
A un certo punto mentre ritiravo i bicchieri vuoti su un tavolo, sentii la sua voce salutarmi :” Buonasera!”
Mi voltai e lo vidi, era lui il marito e risposi quasi con riverenza : “Buonasera!”
“Come va!” Mi chiese.
Sorrisi : “ Diciamo bene…” Dissi:”… sono qui a Genova militare e mi hanno offerto questa occasione per fare qualche soldo.” Sorrise anche lui e annuì con il capo. Poi chiamato da qualcuno si allontanò. Lo rividi poco dopo parlare con la moglie e guardarmi. Credo che avessero apprezzato la mia riservatezza .
Lei, sua moglie Anna ,o come diavolo si chiamasse mi guardò e sorrise, ebbi un tuffo al cuore perché mi piaceva ancora e l’avrei voluta e chiavata  volentieri. Ma con quella gente lì bisogna saper stare al proprio posto e aspettare che si  facciano avanti loro.
Dopo un oretta si avvicinò il marito, posò il bicchiere sul tavolo e mi guardò tendendomi la mano, e mi diede un suo bigliettino con il numero di telefono.
“Mi chiami domani pomeriggio!” Disse senza aggiungere altro. Poi tornò dalla moglie, si avvicinò a lei aiutandola a mettere la stola di seta nera da sera sulle spalle, e lei con la sua pochette in mano e a braccetto a lui, come una coppia modello salutando tutti andarono via assieme ad altri . Uscirono e io la segui di spalle con lo sguardo e desiderio finchè non scomparve dietro la porta d’uscita.
Ero contento che mi avesse dato quel bigliettino , forse volevano rifare quello che avevamo già fatto, avevo già pensato a un commilitone se avesse chiesto di andare in due, non lo avrei detto a Maurizio. Non lo facevo certo per i soldi, ma per lei che mi piaceva e la volevo ancora. Non vedevo l’ora che arrivasse il giorno seguente.
Il pomeriggio del giorno dopo  emozionato lo chiamai dalla cabina di un bar, feci il numero e rispose una voce femminile che mi fece attendere qualche minuto; in quel periodo non c’erano i cellulari, ne la possibilità per sapere a chi corrispondesse un determinato numero di telefono, c’era la guida telefonica e basta. Pensai che fosse in ospedale , infatti poco dopo arrivò e mi presentai.
“Oh buongiorno!” Disse
“Buongiorno !”Risposi
“Le ho detto di chiamarmi perchè volevo sapere se lei era disposto a un altro incontro come il precedente.”
“Certo,si! “ Risposi emozionato.
“Naturalmente stessa cifra!” Precisò.
“Si si … certo, va bene! Vuole che lo dica al mio amico?!” Domandai.
“No! No! Questa volta preferiamo che sia solo.”
“Va bene!” Risposi.
“Allora venga domani sera alle ore 21.00 all’hotel Bristol in via… . Chieda dei signori Rossi.”
“Va bene .” Risposi ancora ossequioso e lui chiuse la telefonata, ero felice e contento perché l’avrei chiavata ancora e anche per le centomila lire.
La sera dopo senza impegni in caserma, allora prestabilita mi presentai all’hotel, dissi al portiere che i signori Rossi mi stavano aspettando ,lui chiese conferma e mi fece salire.
Giunto davanti alla porta della stanza avevo il batticuore, perché sarei andato ancora con lei e perché sarei stato solo.
Quando arrivai su lo trovai sull’uscio. Mi fece entrare e salutai entrambi. Lei era in piedi e stava bevendo qualcosa e nell’altra mano aveva ancora la sigaretta che si fumava tranquillamente, mi fece un sorriso che ricambiai. Era elegante, mi ricordo un vestito azzurro tipo tailleur e un giro di perle al collo .
Il marito mi fece accomodare, mi sembrò come dire ‘meno felice’ ed entusiasta della volta precedente, credo lo facesse di più per la moglie, ma era eccitato lo stesso, e mi spiegò un po’ cosa voleva fare, come un vero regista.
Nel frattempo tanto che io parlavo con il marito lei entrò in bagno, non fu come la prima volta, ma tutto più lasciato al caso, o almeno a me parve così.
Quando uscì dal bagno era in vestaglia trasparente, diversa da quella della prima volta , questa era più corta e rosa, visto che eravamo d’estate . Era già nuda sotto, aveva le cosce scoperte pallide e lisce, e i capelli tirati su in uno chignon che mostrava il collo e la rendeva più erotica. Sotto quella trasparenza si intravvedeva il seno gonfio con le areole rosa e i capezzoli già turgidi e in basso il sesso scuro dai peli, un triangolo di desiderio.
Lui si alzò e tirò giù la tapparella dicendo :” Farà un po’ caldo , ma non possiamo rischiare di essere visti dalle finestre di fronte.”
Poi esclamò :“Iniziamo!”.
Lei posò il bicchiere sul tavolo e spense metà sigaretta nel posacenere e restò in piedi ferma a guardarmi .Fu lui a dirmi: “Si spogli!”
Mi spogliai, in un attimo e fui nudo, già con il mio cazzo duro e oscillante vigoroso davanti a me che entrambi guardavano, lei con desiderio e lui forse con invidia.
Ci fece avvicinare al letto. Prese la telecamera e diede il via.
“Ora vada verso mia moglie e le tolga la vestaglietta!” Disse mentre riprendeva.
Mi avvicinai a lei e avvertii ancora alle narice un profumo buono, denso e intenso che aveva, ma diverso dalla volta precedente, che quasi mi stordiva. Aspirai profondamente, sapeva di pulito e mi piaceva.
Portai le ,mani dietro il collo e slacciai il nodo che teneva la vestaglia su e spingendo con le dita i lembi, la feci cadere ai piedi. Le accarezzai la schiena nuda e sentii la pelle morbida e vellutata, pallida come la luna e scesi con le mani fino al sedere maturo , tenero e prominente, e lo accarezzai, era pieno, e forse più rotondo di due anni prima , ma molto bello, alto e desiderabile, morbido che si affossava rientrando tenero su se stesso alla pressione delle dita .
Era nuda,, attraente e lussuriosa . Mi chiesi ancora perché una bella figa così non se la chiavasse lui invece di pagare per farla chiavare agli altri e mi dissi che era proprio uno stupido…un coglione quell’uomo .
Mi fece mettere vicino lei e lo guardammo come ci aveva detto di fare, riprendendoci assieme nudi .
Quando lo ritenne, la sdraiò nuda sul letto, poi si voltò verso di me dicendomi :” Ecco è tua … prendila, chiavala che vi riprendo. “
“D’accordo!” Pensai senza parlare, già eccitato guardando sua moglie .Lui mi riprese e poi riprese ancora sua moglie e io mi ci sdraia sopra.
Mi passò il preservativo che misi controvoglia, e mi adagiai sopra lei, a sentire le sue mammelle soffici contro il mio torace e la turgidità dei suo capezzoli sulla mia pelle. Con la saliva lo inumidii e appoggiai il glande sulla fessura della sua vulva già palpitante. Ero carico da scoppiare e ce l’avevo duro come il ferro, e senza aspettare che quel cornuto di suo marito mi dicesse qualcosa, eccitato spinsi e la penetrai, sentendomi in quell’attimo abbracciato da lei e iniziai a chiavarla.
Iniziai a muovermi in quell’antro caldo umido che era la sua vagina e avvolgeva il mio cazzo, avanti e indietro e subito eccitato cercai di baciarla in bocca, ma lei girò il capo di lato non voleva essere baciata, e feci scendere le mie labbra sul collo e più giù alle mammelle e accarezzandola le baciai e leccai.
Il marito ci girava attorno riprendendoci, lei mi stringeva, le piaceva, la sentivo godere, inarcarsi e tirarsi in avanti e su come se volesse donarmi la bocca per reazione istintiva. Non persi l’occasione e ne approfittai e veloce la baciai ,infilai la mia lingua tra le sue labbra colorate a cercare la sua, dolce e calda, lingua insalivata che sapeva di liquore e di fumo e la baciai ricambiato, con lei che mi stringeva forte avvinghiandosi a me, al piacere che le procuravo, stringendo le sue cosce sui miei fianchi e appoggiando i suoi talloni sul mio retro cosce, a trattenermi e a spronarmi a muovermi di più e più in  profondità.
Ero felice in quel momento , perché mi piaceva e la stavo chiavando, ma ancora di più perché la stavo facendo godere.
Era la seconda volta che la chiavavo ed ero tanto preso da fregarmene di quello che potesse provare lei o il marito .

A un certo punto il marito disse: ”Ora basta togliti…e tu girati!” Rivolto alla moglie .E guardando me disse : ”Ora lo farai da dietro.”
Pensavo che avrei dovuto chiavarla alla pecorina e in fondo non mi dispiaceva. Mi sfilai dalla sua vagina con il preservativo bagnato e lucido di umori e vidi lei sorridermi, voltarsi mettendosi a carponi sul letto davanti a me .
“Ora mettiglielo nel culo e inculala!” Esclamò.
Fui sorpreso e preso alla sprovvista, non avevo mai inculato nessuna prima di allora, sapevo più o meno come si faceva per sentito dire e aver visto filmini porno con gli amici, ma niente di più, ma non dissi nulla e con una certa apprensione mi misi dietro di lei .
”Proverò! Sarà come chiavare alla pecorina !” Pensai , visto che quella posizione l’ avevo già praticata con qualche coetanea.
Aveva un bel culo, grande e pallido, mi avvicinai in ginocchio dietro lei che si era messa in posizione a gambe leggermente divaricate per facilitarmi, segno che era una pratica che aveva già svolto e forse frequentemente.
Il caldo con tutto chiuso si faceva sentire e sudavamo tutti. A un certo punto quasi spaventandomi lui allungo il braccio verso me porgendomi un qualcosa che subito non capii cosa fosse , dicendo :
“Ne metta un po’ sopra l’ano e un po’ lo metta lei sul glande.”
Capii che era una crema lubrificante e feci come detto da lui, poi con lei in attesa allargai i glutei carnosi aprendole il suo solco lungo e profondo, finchè non vidi l’ano, emozionato lo appoggiai sopra e tenendolo con una mano, con il batticuore spinsi forte, fece un po’ di resistenza ma poi entro liberamente la cappella con lei che simultaneamente emetteva un gemito :”Ahh!!” E si sollevava davanti con il tronco .
Non era certamente vergine analmente, la strada era già aperta :”Chissà quanti ne ha già presi in culo!” Pensai con perfida cattiveria.
Ero entrato con il glande, mi bastava solo premere ancora e lo feci lentamente aiutato dalla crema, e lo spinsi tutto dentro. Al contrario della vagina quando fu dentro ebbi subito una diversa sensazione, meno caldo e lo sentii stretto, avvolto dalle pareti a fasciarmi il cazzo, come se fosse stretto nel pugno di una mano ,mentre la vagina era più larga .
Comunque senza sapere come si facesse, iniziai a muovermi come se la chiavassi e incominciai a incularla alla pecorina, accarezzandole la schiena pallida, facendola fremere, appoggiando le mani sui fianchi e poi più in basso a stringere quel magnifico culo morbido da signora per bene che stavo inculando .
Mi muovevo, ci davo, avevo preso il ritmo e padronanza a farlo, ero contento e mi piaceva sodomizzarla, era la prima volta che inculavo, ora potevo dire di essere completo sessualmente, avevo anche inculato una donna e poi ero appagato perché era lei che inculavo, la bella signora benestante matura genovese che mi piaceva .
Quasi incredulo mi misi a incularla senza esperienza ma con tanta foga, quella dei vent’anni , e la facevo dondolare avanti e indietro sul materasso a gemere di piacere, cigolando il letto. In quella posizione mettevo le mani un po’ dappertutto, a stringerle le mammelle, sui fianchi sulle spalle sul collo e i capelli accarezzandole il chignon e giù a stringere ad abbracciare quel magnifico culo pallido e tenero che inculavo con gioia e allegria, mentre il marito riprendeva il volto godente della moglie, e dietro mentre veniva inculata. Sentivo gli spasmi dell’ano, contrarsi sempre più velocemente sul mio cazzo. Godeva e gemeva:”Aaaaaahhhhhhhhhhhh!!!!!!!!” Aaaahhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!”
Finche facendola inarcare come una cavalla imbizzarrita che tira su le zampe anteriori, ebbe l’orgasmo anale con un lungo urlo: “Ooooooooooooooooooooohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!” Per poi ricadere giù sul lenzuolo, con il tronco e il capo su di esso, mentre tra le sue contrazioni anali dovute al piacere provato venni anch’io, accasciandomi poi sulla sua schiena sudata.
Fu questione di attimi, poi il marito mi disse:” Toglilo adesso finchè è duro!”
Gli ubbidii ,lo sfilai, uscendo assieme al mio cazzo qualche sfiato intestinale compresso .
Mi gettai sul letto a pancia in su stanco ma felice .
Lei si girò sul fianco, ed era ancora sdraiata quando il marito mi disse di andarmi a lavare che volevano restare soli. Dal bagno lo intravidi ancora chino su di lei ,che probabilmente le baciava o le leccava la figa, con lei sdraiata che lo lasciava fare.
Quando uscii dal bagno la trovai con la vestaglietta seduta sul letto che fumava ancora e mi guardava . Il marito mi fece vestire e mi diede:” Centomilalire .
”Come d’accordo.”Disse.
Non avrei voluti prenderli ,ma erano tanti soldi ed ero senza una lira .
Mormorai guardando la moglie:
“Se vuole che ha bisogno io sono ancora disponibile.”
“Va bene! Va bene! Ti chiamerò io, so come trovarti, ma tu non chiamarmi, quel numero non è il mio . Tra un po’ di tempo ti cercherò io. Mi farò dire come trovarti dal maitre della festa di ieri.”
Poi mi esortò:” Ora vai.
Mi diede ancora dei vecchi libri e riviste di medicina, li salutai e uscii, mentre lei mi sorrideva. Quel sorriso e quell’espressione di soddisfazione e gioia che ancora oggi ho in me .
Uscii che era quasi mezzanotte, appena fuori gettai i libri dietro un muretto e andai a bere e a fumare quello che dicevo io, pensando a lei, a quella donna.
Non lo mai più rivista, ma pensata e ricordata molte volte.
Non ho mai detto a Maurizio del secondo incontro e non so neanche io il perchè, comunque poco dopo partii per il Libano per congedarmi dopo un mese con il grado di sergente, con qualche soldo in tasca per quella missione militare, che però non durarono molto.
Sono tornato in Sicilia, dove ho continuato a vivere, mi sono sposato e ho figli, ma a lei la ricordo sempre. Con il tempo l’ho idealizzata come un personaggio, ed è diventata un cult e un icona di donna per me che quando la ricordo riesce ancora a sedurmi .
Per questo mi sono deciso a scrivere questa storia perchè tutti sappiano cosa è  accaduto  molti anni fa… .
Grazie e un saluto a tutti.
Vincenzo.

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