IX° Non desiderare la donna d’altri –33 Martina e Carlo dall’estetista.

IX° NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI.

 
CAP. 33 MARTINA e CARLO DALL’ESTETISTA.

Un pomeriggio Clelia ingiunse a Nabil di portare Carlo e la biondina, come chiamava lei
Martina, da quel trans Ukraino di Gilda l’estetista.
Lui preparò tutto, li informò dicendo che sarebbero andati da una estetista per Carlo, che per gioco l’avrebbe truccato da donna e poi sarebbero andati fuori città in un ristorante a cenare, ballare e divertirsi dove non li conoscevano .
Accettarono tutte e due .
Nabil e Martina, accompagnarono Carlo da Gilda.
Martina era divertita da quello che stavano per fare, anche se le dispiaceva per Carlo a cui in fondo voleva sempre bene e considerava ancora il suo fidanzato, almeno ufficialmente per la gente e la famiglia.
Per lei era un gioco, per Carlo no, lui stava attraversando una profonda crisi di identità ed era una scelta seria quella che si apprestava a fare… di provare a trasformarsi fisicamente in donna.
Nabil suonò e si aprì la porta elettricamente con uno scatto, entrarono e richiusero, i rumori esterni giungevano attenuati dai doppi vetri, una musica dolce e moderna si spandeva nell’aria, Gilda le andò incontro sorridente salutando Nabil:” Ciao bel moretto!” …Esclamò .
“Ciao !”… Contraccambiò lui sorridente.
Li fece accomodare e poi offrì loro da bere.
Carlo e Martina la guardarono con attenzione e stupore, sapevano che era un trans, ma pareva una donna bellissima, ben truccata, molto alta anche senza tacchi, indossava un camice bianco e aveva i capelli biondi platino, legati dietro con un nastro .
” Che bella ragazzina bionda!” …Esclamò Gilda accarezzando sul viso Martina.
“E’ questa la tua nuova compagna?” … Chiese a Nabil.
“Si!” ….Rispose lui deciso, mentre Martina e Carlo restarono in silenzio accettando quella risposta.
Poi si girò verso Carlo, lo guardò e disse:” E’ lui?”
” Si !” … Rispose Nabil.
“Questo è il ragazzo di cui ti ha parlato Clelia, il resto lo sai.”
Lei le si avvicinò parlandole al femminile:
“Ciao cara!… Sei carina! …Hai fatto la scelta giusta …Anch’io ero come te, un maschietto e ora sono donna e mi sento realizzata. Ti trasformerò in una bella femminuccia e vedrai che diventerai più graziosa della tua ex fidanzatina .”… Sussurrò guardando Martina negli occhi .
Lo accarezzò sul viso, poi lo prese per la mano invitandolo a seguirla.
“Anche la ragazzina dopo!” … Esclamò quasi parlando da sola allontanandosi e passando davanti a Martina e accarezzandola nuovamente nel viso sussurrò: ” Sei Carina!….Sei così giovane e bella!… Sei pronta?”
“Pronta a cosa? “…. Chiese Martina curiosa. ” A farti fare il tatuaggio.” …Rispose Gilda sorridendo.
Martina non capì e la guardò smarrita, ma Nabil le fece un cenno come a dire che scherzava.
Gilda lo portò nella stanzetta sul retro, su quel lettino dove già era stata sua madre e sua sorella Francesca e molto presto sarebbe passata anche Serena, tutte avrebbero ricevuto lo stesso trattamento .
“Sei molto bello !” … Le sussurrò Gilda a Carlo :” E da femmina lo sarai ancora di più!
Sei fine nei lineamenti e arrotondato nelle forme del corpo, non ci vorrà molto a farti diventare una vera donna!”
A quelle parole Carlo ebbe un tuffo al cuore, quel trans l’avrebbe trasformato, lo avrebbe fatto
diventare come lei, come si sentiva veramente …donna! … Aveva nello stesso momento paura e desiderio di quel cambiamento, repulsione ed attrazione del suo prossimo ruolo sociale, della sua nuova condizione fisica.
Gilda fece accomodare Nabil e Martina su due poltroncine adiacenti al lettino, mentre invitò Carlo a spogliarsi nudo. Quando lo fu, lo scrutò bene e lo accarezzo con le sue grosse mani oramai femminili, curate all’eccesso e perfette, dalle lunghe dita flessibili e unghie colorate .
“Hai una bella pelle!…Chiara e morbida e pochissima peluria bionda, davvero come le
donne!”… Esternò Gilda. Carlo abbozzo un sorriso di contentezza e gentilezza guardando Martina , che lo ricambiò.
” Vieni ! … Sdraiati sul lettino.”…Carlo ubbidì e si sdraiò.
Intanto che preparava i prodotti per il trattamento, lei gli parlava :
” Ti farò diventare come me. Un trans!…Vedrai che sarà bello, ti piacerà esserlo.
Sarai donna e uomo contemporaneamente, bisex come lo sono io e non dovrai più nasconderlo a nessuno. A me piace prenderlo nel culo e sbocchinare e Nabil lo sa!!” … Disse guardandolo negli occhi , mentre quel giovane marocchino rideva divertito.
Proseguendo il discorso continuò :
” Ma pure chiavare e inculare anche qualche donna, che sia una bella signora matura o una
ragazzina è indifferente.”
E intanto che lo pronunciava, osservava Martina che imbarazzata abbassò gli occhi al suo sguardo penetrante.
“Ti farò diventare più femminile della tua ex fidanzatina e ti farò crescere il seno come il mio ,
intanto da oggi inizierai a prendere gli ormoni che ti faranno sentire e diventare donna dentro e fuori. Te li darò io!” …. Aggiunse.
Mentre Martina e Nabil seduti osservavano cosa faceva, Gilda avvicinò il carrello al lettino e mise a scaldare della cera per epilare nell’apposito contenitore scalda cera, poi nell’attesa iniziò a passargli il rasoio a lama sul viso, senza schiuma, portandogli via quella poca peluria giovanile che aveva .
Si avvicinò alle chiare sopracciglia e con mano sicura e ferma, con il rasoio gliele ritoccò e strinse lasciandogli quasi un filo di peli, che con le forbicine accorciò in altezza, per poi sfoltirle iniziando a strappargliele con la pinzetta.
” Vedrai … dopo vari trattamenti con la pinzetta le toglieremo del tutto! …Le farai a matita o te le farai tatuare .” Dichiarò.
Il viso ora era diventato liscio come quello di un bambino e aveva un’espressione quasi infantile.
Nel frattempo la cera si era scaldata, la prese e la passò con la spatolina sulle gambe prima e sui peli degli inguini accorciati dopo, mise delle strisce di tessuto sopra premendole contro la cera fluida e nell’attesa che si raffreddasse, le fece alzare le braccia e le rasò le ascelle.
“Vedrai !… Ci vuole uno strappo deciso e via se vuoi eliminare ogni ombra di pelo dalle gambe,
dall’inguine e da sopra le labbra per almeno un mese, è questa la soluzione giusta, niente brividi, soffrire un poco per essere belle si può!…Vero Martina!” … Esclamo girandosi e guardandola sorridente .
Martina annuì.
Carlo passivo si lasciava fare tutto, con emozioni contrastanti di desiderio e pentimento .
Nel mentre Gilda parlava sia con Carlo che con Martina.
” Naturalmente, non dovrai cambiare solo nell’aspetto, ma anche nell’atteggiarti, nel porti, devi non solo sembrare e apparire… ma anche “essere” femminile , sentirti una vera donna anche nel pensare, devi essere consapevole di questo tuo passaggio evolutivo, della tua trasformazione.
Sarai femminile nei gesti e nelle forme, depilata totalmente, profumata, e truccata, addestrata a camminare su tacchi a spillo, parlare con voce bassa, calda e femminile. Dovrai essere sempre umile nell’atteggiamento verso tutti gli uomini, amerai le umiliazioni e le punizioni e soprattutto l’attesa di esse.
Vedrai!… Ne sarai felice, arriverai ad amare il piacere di dare piacere, senza necessità di
provarlo. Amerai gli uomini e le donne.
Lo stava facendo diventare una femmina non solo fisicamente ma anche psicologicamente, una lolita, una troietta e intanto le faceva un piccolo lavaggio di cervello.
Era perverso ed eccitante assistere e sentire quello che le diceva… .
Stava iniziando a Sissyfication di Carlo, così chiamata in termini scientifici la sua trasformazione da uomo a donna e da donna a sottomessa e schiava… .
Quando ebbe finito con la cera dopo avergli depilato le gambe e le braccia, e non senza dolore e qualche grido il pube e gli inguini, gli disse di girarsi.
“Girati! Dammi la chiappa del tuo culetto!” Esclamò.
Carlo pensando che doveva passare anche li la ceretta mormorò:
” Ma non ho peli nel sedere!”
Ma mentre lo diceva, Gilda appoggiò della carta, la inumidì e togliendola restò il calco della esse cerchiata, e prima che Carlo potesse parlare, avvertì appoggiare qualcosa, ascoltò un ronzio e sentì pungere a ripetizione sul gluteo.
“Ma che fai?” Esclamò stupito e curioso.
“Ti faccio un bel tatuaggio rosso, una esse cerchiata, un marchio.” Mentre muoveva la penna elettrica e lo tatuava riempiendo di colore la esse e il cerchio.
Capì che era la stessa esse che aveva nel gluteo sua madre, la esse rossa di Salvatore, ma non disse nulla, non ne ebbe il coraggio chinò la testa e umiliato e godente di sottomettersi a loro la lasciò fare.
Quando ebbe finito mise una garza e un cerotto con la raccomandazione di non bagnarlo per 24 ore e poi gli disse.
“Ora voltati a pancia in su!”
Quando lo fece, evidenziando quella piccola escrescenza di carne pallida e molla che aveva tra le gambe, chiamò Martina dicendo:
” Vieni bellina! .. Aiutami !”
Lei si alzò turbata e tremante:” Cosa devo fare?” … Chiese impacciata.
“Mi devi aiutare !” ….Rispose Gilda coinvolgendola . “Anzi devi essere tu l’artefice della
trasformazione del tuo fidanzatino in una troietta!” … Aggiungendo :” Vedrai!… Sarà molto eccitante per te farlo diventare donna .”
Martina confusa e imbarazzata l’aiutò, ma era anche curiosa ed elettrizzata di quello che doveva fare.
Mentre Gilda parlava, lei le stava di fianco ad ascoltare .
” La depilazione e il trucco ripareranno gli inconvenienti della sua mascolinità. Siamo fortunate, il tuo ex è molto predisposto fisicamente al cambiamento. Come sai Martina il
trucco per noi donne è molto importante, ma lo è soprattutto nella trasformazione di un ragazzo in un trans o in una Sissy, serve ad eliminare le tracce dei caratteri virili esterni, per quelli interni ci vuole la chirurgia e gli ormoni e per quelli mentali ci vuole un buon addestramento. “… E rise… .
Rivolgendosi a Carlo lo esortò: ” Rilassati e reclina la testa leggermente indietro, stiamo per farti uscire dal pianeta uomo, al tuo posto verrà fuori una deliziosa e incantevole Lulù, hai già scelto il nuovo nome femminile?”…Chiese Gilda.
“No!” …Rispose Carlo esitante.
“ Bè pensaci prima che finiamo, così la tua Martina ti battezzerà donna.” … Aggiunse ridendo, dicendole:
“Martina!… Avvicinami quel carrello, ci sono tutti i prodotti per il beauty .”
Poi guardandole con la lente di ingrandimento a lampada la pelle del viso esclamò:” La cute è
perfetta, questo ci aiuta molto.”
Gilda era una vera esperta nella cosmesi estetica, oltre il diploma, aveva numerosi attestati che comprovavano la sua capacità.
“Vieni bellina!…Truccalo tu, che così sarà più perfido e umiliante per lui, io ti passerò i prodotti e ti suggerirò. ” … Annunciò a Martina e così dicendo le passò il fondotinta, le creme e i cosmetici e nell’aria si sparse un profumo di olii vegetali ed essenze aromatiche che entrarono nelle narici di tutti.
Tremante Martina su suggerimento di Gilda con una spugnetta stese il fondotinta su tutto il viso di Carlo, poi i suoi gesti divennero più sicuri, ripassò più volte le zone sensibili, mentre Carlo iniziava a rilassarsi perdendo la tensione che aveva accumulato, permettendo ai muscoli mascellari, prima contratti e serrati di rilasciarsi.
Come se giocasse con la sua vecchia bambola Martina aprì un astuccio di cipria profumata
passatole da Gilda, che spandendosi sulla pelle e sull’aria, provocò anche un respiro di lussuria.
” La tua fidanzatina ti farà diventare una vera porcella!… Quando ti vedrai e sentirai donna, ti
verranno pensieri depravati e desideri osceni vedrai!”… Le disse ridendo.
Martina prese il piumino impregnato di polvere rosa e lo passò sul naso, gli zigomi e la fronte di Carlo, rendendoli eterei.
Ora veniva la parte difficile, della perfezione dei lineamenti, fu Gilda a dire:
” Ora faccio io bellina…. ci vuole mano ferma e capacità per non fare errori, tu mi passi i prodotti e io procedo, intanto prepara le unghie ricostruite da mettere su quelle vere e smaltagli anche le unghie dei piedi con quel colore rosso fuoco. Quello lo puoi fare tu.”… La esortò indicandoglielo.
Con una matita passatole da Martina, mentre lei si dedicava a smaltare le unghie dei piedi, Gilda la fece scorrere vicino ai bordi delle palpebre per allungare la forma degli occhi sugli angoli esterni. Poi mise l’ombretto dorato e il mascara nero . Il trucco degli occhi era finito.
“Aprili e chiudili più volte .” …Lo invitò Gilda dicendogli :” Sembri una puttanella che sbatte gli
occhi al suo cliente.”… Mettendosi a ridere e facendo ridere tutti.
A sua richiesta Martina le passò l’astuccio con il rossetto che Gilda aprì, spandendo nuovi profumi di cosmesi per l’aria .
La sua mano ferma appoggiò lo stick profumato sulle sue labbra e muovendolo sapientemente il rossetto scivolò lucidandole e scurendole, penetrando nelle pieghe e uniformandone l’aspetto, dando forma, volume e fascino a quella bocca maschile, trasformandola in femminile.
Con la matita scura disegnò il contorno labbra, alterandone il profilo naturale, rendendole più
carnose e invitanti .
Aveva finito il trucco, anche Martina aveva finito con le unghie dei piedi.
Gilda mise un carrellino sotto le sue mani e una alla volta gli ricostruì le unghie, applicando quelle nuove sopra alle sue .
A Carlo gli erano venute delle mani bellissime, molto femminili con unghie lunghe laccate rosso fuoco e brillantini laterali.
Ora era pronto, truccata … quasi femmina.
Carlo si alzò e Martina su segno di Gilda prese degli abiti su un ripiano e li mise su una poltroncina vicina, assieme a un paio di scarpe a tacco altissimo, sotto lo sguardo divertito di Nabil seduto di fronte .
Martina eccitata da quello che stava avvenendo, le passò un perizoma di seta traforato, molto
femminile e sexy , che avrebbe imbarazzato anche lei indossarlo. Carlo lo mise e racchiuse la sua piccola escrescenza carnosa in quel piccolo triangolino gonfio. Sentì subito una bella sensazione , eccitante e indescrivibile, poi mise un reggiseno con push up che diede gonfiore ai pettorali, della stessa fattura e lavorazione del perizoma .
” Vedrai!… Con il tempo gli ormoni faranno il resto, sei giovane ete lo faranno crescere bello e sodo.” Le sussurrò Gilda accarezzandolo.
Si guardò allo specchio e sorrise, iniziò già a vedersi ragazza, depilata e femminile.
Si sedette sulla poltroncina e come aveva già visto fare tante volte a sua mamma e alle sue sorelle, di sua iniziativa infilò le calze autoreggenti lentamente per timore di romperle, tirandole su e aggiustandole con le mani larghe e le belle sensazioni che provava iniziarono a moltiplicarsi .
Gli occhi gli brillavano, provava gioia e paura, incertezza e eccitazione assieme nel sentirsi donna.
Continuò alzandosi e indossando una camicetta femminile con ricami di pizzo e brillantini e poi si infilò eccitato in una minigonna, prima un piede e poi l’altro, la portò alla vita e la chiuse con la cerniera sul fianco .
Si sedette d i nuovo e calzò le scarpe col tacco altissimo e si rialzò barcollando e tremante come una foglia.
Gilda gli portò una parrucca bionda delle sue, dai capelli lunghi e mossi, gliela mise e lo esortò:
” Girati!!! … Ora sei donna!!”
“Dioo !!” … Esclamò meravigliata nel vederlo Martina: ” Sembra !….Sembra…davvero una ragazza!”
“Allora dalle un nome!” Le disse Gilda e rivolgendosi a Carlo lo informò :
” Sarà lei a scegliere!… Come la vuoi chiamare la tua nuova amica troietta? … Spetta a te su!”… La esortò vedendo lo stupore e l’esitazione di Martina a quella scelta.
Martina non sapeva, ci pensò, poi esclamò sorridendo: “Samantha!!”
“Bene!… Da oggi ti chiamerai Samantha!”…. Ripetè Gilda a Carlo.
Lui si riavvicinò allo specchio e tremante si guardò… restò sorpreso e turbato. Era donna.
L’immagine che lo specchio rifletteva, non era di Carlo , ma di una ragazza di nome Samantha che per lineamenti sul viso assomigliava alle sue sorelle.
Era felice, ruotò più volte su se stesso guardandosi davanti , dietro e di profilo slanciato su quei tacchi, poi andò vicino a Nabil che alzatosi la guardava sorpreso e incredulo e avvicinatosi gli toccò il culo .
“Sei davvero una bella figa!! Sembri Serena!”… Le sussurrò e attratto dal suo nuovo aspetto lo baciò in bocca con la lingua dentro, mentre Martina guardava eccitata e stupita con una punta di gelosia e invidia quello che vedeva.
La voce di Gilda la distolse dalla sua distrazione.
“Vieni ora depilo e trucco un pò te!” Esclamò.
Martina sconcertata e sorpresa abbozzò resistenza:” Me?… Ma io…!! …Io non voglio essere
depilata !” …Esclamò.
” Su !…Su!…Non fare storie, ti rendo solo un pò più adulta, sembri una ragazzina appena uscita dal collegio così.”…. Le rispose decisa Gilda, mentre anche Nabil e Samantha la incitavano:
” Ora tocca a te!!… Dai!!”
” Spogliati!!…Togli lo slip!!”… Esclamò autoritaria Gilda.
Lei timorosa e confusa lo fece , si spogliò e tolse lo slip .
“Fai vedere? …Oddiooo!!! Alla tua età hai già un piccolo bosco in mezzo alle gambe!…
Sdraiati che lo togliamo!”… La esortò Gilda.
” Ma no !” …Bisbigliò Martina… Ma lei continuò :
” Su!…. Sdraiati senza slip e alza la gonna tirala su fino all’ombelico! “…La spronò decisa e
lei ubbidì.
Vide Gilda prendere dal carrello un paio di forbicine e come aveva fatto con Carlo/Samantha iniziò a tagliarle i peli della sua fighetta dicendole :
” I peli non si lasciano troppo lunghi, altrimenti rischi che la ceretta li spezzi anziché eliminarli alla radice e ne troppo corti, se no non vengono presi dalla cera. Vanno tagliati a 4-5 mm circa, come ho fatto con il tuo ex fidanzatino. Hai visto?”…Chiese.
“Si!…Si!” Rispose Martina in tensione.
Quando furono cortissimi, di poco fuori della pelle, prese della cera calda dal contenitore
scaldacera rimesso a riscaldare e quando fu a temperatura giusta la mise su di loro con la apposita spatola, applicandola intorno alla sua fessurina, facendola sobbalzare dall’improvviso sbalzo di temperatura . Martina senti un calore forte invaderla che si unì con quello che sentiva dentro la sua fighetta, avvampando in viso dalla vergogna e dall’eccitazione.
Gilda prese delle strisce di tessuto e le mise in diagonale nel senso dei peli, premendole sulla cera calda.
“Non avere paura bellina!… Sentirai un pò di male subito, ma poi passa.” … Così dicendo Gilda
prendendo per i margini la striscia solidificata sulla cera, con un colpo secco la tirò forte
strappandole la cera e i peli dalla vulva.
Martina lanciò un grido di dolore, sobbalzò e le vennero le lacrime agli occhi.
Veloce Gilda, rimise subito una striscia adesiva a strappo a freddo, premendola forte sulla cute
ormai liscia e ritogliendola rapida con uno strappo, ripetendo il gesto passando più volte sopra e intorno alla sua fighetta calda, facendogliela diventare rossa ma liscia come il vetro.
“E’ un metodo brasiliano questo si tolgono più bulbi dai follicoli. Ecco guarda !” … Le disse Gilda mettendole uno specchio tra le gambe:
” Ora c’è l’hai depilata e liscia come me e la tua Samantha o se preferisci come c’è l’avevi qualche anno fa , senza un pelo!…Solo un po’ arrossata!”
Martina tirò sul capo e si guardò allo specchio, vedendo la sua fighetta nuda, depilata, arrossata, ma senza un pelo.
Riabbassò il capo pensando a cosa avrebbe detto a sua madre se in bagno l’avesse vista così.
Mentre era assorta, sentì la voce di Gilda dire:” Ti passo un pò di crema a base di olio di
mandorle, così lenisce l’irritazione sulla fighetta e ti fa passare il bruciore e il rossore e da un tubetto sul carrello prese una crema , ne mise un po’ sul suo grosso dito affusolato e la spalmò tra, sopra e intorno alle grandi labbra e gli inguini di Martina, iniziando a massaggiare.
Martina non avrebbe voluto, ma restò ferma, passiva a gambe larghe, mentre lei la massaggiava.
Poco dopo, quei movimenti iniziarono a piacerli.
Chiuse gli occhi per reazione e pudore, sentendo la voce di Gilda dire :
” Ti piace ehhh!! … Sei tutta bagnata !! “… E così dicendo le infilò lentamente il dito medio dentro la sua fessura, facendola sussultare, muovendolo avanti e indietro praticandole un ditalino senza che lei dal piacere che riceveva cercasse di fermarla.
Iniziava a godere. Ogni tanto apriva gli occhi e le richiudeva, guardando Nabil che di fronte le
sorrideva osservandola .
Lui sorridente ed eccitato, la osservò ancora mentre Gilda la masturbava, poi prese per mano Carlo, anzi Samantha e la baciò sulla bocca, limonandola in un bacio caldo e passionale, lingua a lingua , sussurrandole all’orecchio di succhiarglielo.
” Guarda Martina!!”… La scosse Gilda facendole aprire gli occhi e tirandola su con il busto.
” Guarda Samantha!… Il tuo ex fidanzatino che fa un pompino a Nabil .”
Samantha si abbassò aprendo i pantaloni di Nabil , tirandogli fuori il cazzo, lungo, duro e scuro e restando accucciata su quei tacchi altissimi, incominciò a leccarglielo, a prenderlo in bocca
Spompinandolo, succhiandoglielo. Il ruolo, l’aspetto e il sentirsi femmina lo esaltava e eccitava.
” Vedrai che impara in fretta!”… Disse Gilda guardando Nabil negli occhi.
Martina era eccitata da quella scena, nel vedere il suo fidanzato reale travestito da donna spompinare il cazzo di quel giovane marocchino ora suo amante.
La eccitava quella scena e Gilda se ne accorse.
” Ho anch’io una sorpresa per te bellina! ” …Esclamò togliendo il suo lungo dito da dentro la
fighetta.
” Quale?” …Chiese Martina esitante e con voce flebile. Lei sorrise e non rispose, ma iniziò a
sbottonare il camice, fino a toglierlo completamente , restando solo in reggiseno e con un mini
perizoma che tolse subito mostrandole il suo cazzo duro e lungo uscire fuori piegato dal quel
gonfiore e raddrizzarsi subito.
Martina restò shoccata … Non aveva mai visto una cosa simile. Non aveva mai visto un trans nudo. La osservava, era una vera donna con il cazzo, era spaventata e turbata da quella vista.
Gilda sganciò il reggiseno e fece uscire due grosse tette artificiali sode e rotonde.
Godeva dello stupore di quella ragazzina che aveva davanti .
” Vieni!…Vieni sul bordo!”…La sollecitò a scivolare sul lettino.
Aiutandola l’avvicinò con le natiche al limite del margine: “Ricordi cosa ho detto prima?”
Martina restò in silenzio, confusa … non ricordava, lei proseguì:
” Ho detto … che mi piace prenderlo nel culo … ma anche chiavare. Ho detto che sono bisex ! “..
Martina innocentemente annui con il capo, a confermare che ora si ricordava di quella frase.
“Bene!!”… Esclamò Gilda:”Questo è un momento che voglio chiavare, sono eccitata e il tuo fighino mi piace .” … E così dicendo avvicinò quel grosso pene che aveva tra le gambe sulle sue labbra vaginali, lo appoggiò sulla fessura al centro e spinse lentamente dischiudendola, perchè già eccitata e bagnata .
Lo fece entrare in lei facendola sussultare, iniziando a chiavarla lentamente e a farla godere su quel lettino , dove erano già passate a sua insaputa quelle che avrebbero dovuto diventare, una sua suocera Beatrice e l’altra sua cognata Francesca.
Martina passiva , apriva e chiudeva gli occhi vedendo sopra lei una donna che la stava chiavando e baciando in bocca, facendole sentire la sua lingua calda contro la sua .
Per reazione a quel piacere nuovo e perverso, ebbe una scarica di adrenalina e iniziò a muovesi con il bacino, scuotendosi tutta, godeva, finchè ebbe un orgasmo tra le braccia di quel trans, stringendolo a lei , il suo falso seno di silicone sodo e voluminoso, contro il suo acerbo ed esile . Lo abbracciò e baciò godendo.
Gilda non venne, lo tirò fuori lungo e dritto e tutto umido di umori e piacere di Martina, dicendole di mettersi in ginocchio sul lettino che voleva incularla.
” Intanto mentre te lo faccio!….Guarda quella troietta del tuo ragazzo che si fa inculare da Nabil .”
Le mormorò aiutandola a girarsi.
Martina abbozzò una reazione negativa, aveva timore di Gilda, ma le piaceva come la trattava ed era eccitata e la lasciò fare ubbidendo.
Difatti dopo essersi fatto fare per un pò il pompino, Nabil fece mettere in ginocchio Samantha / Carlo sulla poltroncina dove prima era seduto lui, mettendolo con il culo bene fuori e
divaricandogli i piedi. Alzatagli su la minigonna e spostato di lato, fuori dal solco gluteo la striscia del perizoma, gli appoggiò il cazzo sull’ano oramai slargato dalle ripetute sodomie e spinse penetrandolo, iniziando a incularlo brutalmente vestito da donna, infilandolo a fondo, scuotendolo tutto e dandogli fremiti di piacere e godimento; mentre con un braccio allungato sotto il suo pube ,prendendogli il cazzetto in mano iniziò a masturbarlo velocemente mentre lo inculava.
Martina restò sconvolta ed eccitata da quella scena , dall’ansimare e dai gemiti di piacere di
Samantha, mentre dietro di lei Gilda stava facendo lo stesso.
Alzatale bene la gonna sulla schiena, passò una crema sul suo ano, poi appoggiò il glande e iniziò a spingere, penetrandola e facendola sussultare. Tenendola forte e ferma sui fianchi lo infilò tutto non senza difficoltà , anche se non era la prima volta, facendola sobbalzare.
Pur essendo abituata ad essere inculata da Nabil, ogni volta, nonostante conoscendo come fare, sentiva un pò di sofferenza. Ma penetrandola del tutto Gilda cominciò a muoverlo avanti e indietro e a lei iniziò a piacergli.
Poco dopo godeva ad essere inculata da Gilda come Samantha/Carlo lo era di Nabil.
Dentro quella saletta, tra i profumi di cosmesi e l’odore del sudore e sesso, si respirava anche l’ansimare e i gemiti della perversione .
Poco dopo Martina vide il suo ex fidanzato Samantha, inarcarsi gridare forte “Siii !!” Sotto i
colpi veloci e profondi di Nabil che incominciò a sborrare dentro di lui.
Lei iniziò a fremere, i capezzoli rosa delle sue tettine, erano duri e turgidi sotto le dita di Gilda, che tenendola ferma con un braccio sotto il ventre piatto e l’altra mano sui lunghi capelli biondi , iniziò a incularla più forte, con colpi brevi e vigorosi che la staccavano e alzavano dal lettino .
“Sii!! ..Siii!!…Siiii!!”… Gridò Martina godente in preda alle contorsioni, aprendo e chiudendo gli
occhi e dondolando lateralmente la testa e i lunghi capelli dal piacere.
Sembrava una cavallina a carponi sul lettino, appoggiata a braccia tese e dritte con il sedere
sporgente, mentre veniva inculata da uno stallone in piedi dietro di lei e non da un trans.
Ebbe l’orgasmo e godette forte muovendosi, sbattendosi e gridando.
Poi senti Gilda irrigidirsi dopo essere andata veloce, rallentare il ritmo quasi a fermarsi e risentì quel benessere che già gli aveva dato Nabil , il caldo sperma entrare a schizzi dentro lei, nelle sue viscere , sentendolo piacevole e caldo sopraggiungere.
Avvertì il caldo sottoforma di sperma arrivare e spandersi nel suo pancino, invaderla dentro godendone tanto, stringendo per reazione al piacere le dita delle mani a formare dei pugni, che afferrando tiravano all’interno di loro il lenzuolino che copriva il lettino.
Al termine, Gilda lo tolse da dentro lei e quasi come se fosse un tappo, si sentì un leggero flop e
l’uscita lenta di un soffio di aria intestinale.
Restò così un attimo con il suo roseo buchino completamente aperto, allargato, quasi che si
potesse vedere l’interno, poi lentamente, palpitando iniziò a richiudersi .
Lo stesso Aveva fatto Nabil che stava rimettendo a posto i suoi calzoni e Samantha la gonna.
“Aspetta !!”… Le disse Gilda :” Non ho finito !” …Mentre Martina era ancora in quella posizione
genuflessa sul lettino con il sederino protruso indietro e l’ano ancora dilatato ripetè:
” Ferma !!..Non muoverti!”…
Posò sulla sua natica pallida e soda il piccolo disegno di alcuni centimetri, lo bagnò e dopo averlo compresso lo tolse facendo restare il calco sulla cute, poi velocemente con maestria con l’ apposita penna elettrica che usava per tatuare il contorno delle labbra o le sopracciglia, in pochi minuti lo passò sopra il calco riempiendolo di colore rosso.
Martina ferma a quel comando e ancora estasiata, sentì solo un leggero pizzicorino sulla pelle del gluteo e ancora godente non ci fece caso. Ma al termine girandosi, notò stupita che aveva una esse rossa tatuata sulla natica destra, come quella di Carlo, lunga almeno cinque, sei centimetri , imprigionata in un cerchio nero. Anche lei con la esse di Salvatore, il suo simbolo, il marchio della sua scuderia, ma significava anche slut , slave , soumise e loro non lo sapevano.
Ora erano marchiati , come la mamma di Carlo e Francesca prima di loro e come tutte le prostitute che lavoravano per Salvatore e Clelia.
Non dissero niente di quel tatuaggio, non parlarono tra loro, lo lasciarono coperto dalla garza, Martina si rimise in ordine, si asciugò la figa e l’ano dalle creme e dallo sperma che fuoriusciva pensando che se lo vedeva sua madre quel disegno erano guai, lei era contraria ai tatuaggi e poi pensava :”Proprio una esse sul gluteo dovevano farmi?… Come un marchio su una vitellina!”
Rifletteva su cosa poteva inventare e dirle per giustificarsi se l’avesse vista, non bastava la fighetta tutta depilata , ci mancava anche il tatuaggio… .
“Dove andate ora ?” …Chiese Gilda a Nabil, che rispose ridente, mostrando il suo incisivo spezzato:
” Al Macumba….al ristorante , dal signor Salvatore !” …”Ahh bene!” …Esclamò Gilda sorridendo:” Gli porti le due troiette … si divertirà allora !”
Messosi a posto uscirono, sarebbero andati in quel locale malfamato, dove Salvatore con Clelia assieme a Vlade e altri amici li aspettavano.

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