IX° Non desiderare la donna d’altri –27 Il disprezzo.

IX° NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI.
CAP. 27 IL DISPREZZO
Beatrice sulla pedana da spettacolo di quel locale e in balia di quegli esseri, non si riconosceva più.
Era una strana sensazione quella di trovarsi davanti a decine di uomini e donne che la scrutavano e incitavano. La musica soffusa,l’odore di sudore denso dei corpi e le voci, le creavano confusione e turbamento. Ma la esaltavano anche.
Era seduta a cavalcioni sul bacino di quell’essere senile e disgustoso sdraiato a terra supino… in quella posizione detta volgarmente “smorzacandela” oppure più finemente …. “dell’amazzone”.
Le mani grezze e callose del vecchio le presero i seni stringendoli forte, e alzando un poco la testa gli leccò i capezzoli duri e dritti dall’eccitazione non voluta Lei rispose rompendo il
silenzio con un gemito gioioso. Nonostante la contrarietà iniziava a provare piacere.
Sempre sogghignando, il vecchio la tirò di più verso se, raggiungendo con il suo volto, il viso convulso di Beatrice.
Ora lei si trovava a cavalcioni, sopra di lui, con le ginocchia piegate che appoggiavano a terra,
tenuta ferma per i fianchi e con il cazzo enorme che la riempiva fino al ventre impedendole
qualsiasi movimento senza spasmi di sofferenza e piacere.
Il vecchio all’improvviso gli mise la lingua tra le labbra , iniziando a muoverla come un serpente, lasciando la sua saliva e il suo gusto maleodorante dentro la bocca pulita e profumata di Beatrice, iniziando a muoversi su e giù con il suo cazzo asinino dentro di lei .
Ad ogni spostamento seguivano sussulti e sbalzi che la scuotevano tutta facendola godere.
“Godee!!..Godeee!!”…
Si mise a gridare al pubblico il grassoccio, che rispose con un applauso e incitazioni diverse.
” Brava!!!.. .Dai!!… Troia!!… Rompile la figa!” …Gridavano eccitati e invasati i clienti, assieme ad altre ingiurie.
Ansimante di piacere Beatrice si flesse sul petto del vecchio, ripiegandosi e accovacciandosi su di lui, appoggiando le gonfie mammelle sul suo torace peloso e in quella posizione estese in alto i glutei globosi, pieni e pallidi alla vista di tutti, dove lui posò le grosse e rugose mani, aiutandola e accompagnandola nei movimenti e sculacciandola ritmicamente.
“Ti piace eh vecchia puttana?”… Rispondi: ” Ti piace?”… Le bisbigliava.
“Siii !!..…Siii!!….Ma non muovere forte !” …Rispose lei ansante.
Dando dei colpi secchi, il vecchiardo la fece sussultare e gridare:” Siii!… Nooooo!… Non
forte!… Pianoo!!”
Ormai il suo lamento era quasi un sussurro ininterrotto e continuo di piacere.
Beatrice accovacciata sul vecchio, non sapeva cosa stesse accadendo intorno a lei, sentiva solo il vociare, la musica e gli applausi, oltre le sue mani forti che la tiravano e tenevano per i fianchi o per i glutei, sentì l’utero muoversi dentro il ventre accarezzato e spinto in continuazione da quel grosso cazzo.
Godeva!… Stava godendo davanti a tutte quelle persone che la guardavano.
Godeva !… Anche se la sua mente non voleva .
Anche se provava piacere si sentiva violentata, umiliata, costretta ed eccitata a dare uno spettacolo degradante di se, rendendosi conto che decine di persone oltre lo ombrosità intorno a lei la stavano osservando e forse anche suo marito. A quel pensiero la vagina le si contrasse forte, rilasciando un ondata di umore e piacere sotto forma di calore, che le invase tutto il corpo facendola fremere.
All’improvviso, quando quella violenza diventò piacere, sentì le grosse mani di quel vecchio allargarle i glutei e un altro dito cercare l’ano e violarlo, per poi subito dopo toglierlo .
Si accorse che quelle nuove dita con quelle manovre la stavano insalivando l’orifizio come a lubrificarlo e subito dopo sentì appoggiare qualcosa di più grande, duro e caldo che cercava di premere ed entrare in lei.
Si irrigidì , cercò di tirare su il busto, ma il vecchio la teneva per la vita su di se, accovacciata e a cavalcioni, capì cosa stava accadendo, dalle sue labbra uscì un invocazione:
” No!… Lì no! … Per favore !!… Vi supplico!… Non dietro!”
Anche se aveva già avuto rapporti anali, non lo aveva mai fatto con due uomini e non voleva farlo, ma si sentì spingere e penetrare dietro tanto da urlare ancora:
“Noooooo!!… Non vogliooo!… Vi prego!!”
Quelle grida insieme alla musica soffusa, suonavano come un incoraggiamento a spingere ancora di più, ed infatti il giovane albanese dietro lei, cominciò a penetrare con forza quel buco di carne, reso ancora più stretto e difficoltoso dalla pressione esercitata dal grosso cazzo del vecchio dentro la vagina.
Dall’ombra della sala salì uno scroscio di applausi.” Bravi!!…Inculala quella troia!… Davanti e
dietro!!… Bravi!! ”
Gli piaceva da impazzire a quell’albanese disgustoso, sentire come si allargava l’ano di Beatrice sotto i suoi colpi alternati allo scorrere in vagina del cazzo del suo compare vecchio.
Percepire lo sforzo degli sfinteri che istintivamente tendevano a contrarsi per chiudersi ogni volta che portava indietro il suo pene per poi riaffondarlo nell’orifizio sfiancato del suo retto, con forza bruta e violenza .
Beatrice sentiva il vecchio muoversi vigoroso, mentre dietro l’altro la penetrava con brutalità
violentandola nel sedere.
Sensazioni contrastanti e simultanee percorrevano la sua pelle ed entravano nel suo corpo, piacere e sofferenza si mischiavano, unendosi per poi dividersi di nuovo, prevalendo prima l’una e poi l’altra sensazione, fino ad arrivare a una simbiosi di un piacere-sofferenza unico, diverso, perverso, mai provato che la stava facendo godere … godere ….davanti agli spettatori.
Si sentiva puttana, troia, schiava, sottomessa in quel momento e ne godeva, non pensava ai suoi figli, al negozio, ma solo a godere.
Per la prima volta le piaceva sentirsi così… sottomessa provare quella sensazione di inferiorità all’uomo.
Anche il grassoccio vedendo gli altri due, eccitato abbassò i pantaloni facendo uscire un pene eretto e viscido da sotto il suo ventre prominente e tremolante di grasso e glielo portò vicino al viso.
Disperata Beatrice cercò di divincolarsi spostando indietro la testa. Ma lui la prese per l’occhiello del collare e la tirò a se con forza e poi senza difficoltà, gli si avvicinò alla bocca per metterlo dentro.
Non voleva, le faceva schifo, la impressionava quel pene viscido e pallido, uscire come una biscia da sotto un ventre lardoso e umidiccio, con un odore nauseabondo di urina e sporco.
Alla sua insistenza scrollò il capo:
“Nooo…! Noo!… Per l’amor di Dio!… Questo no!!” …
Ma quell’essere grasso e infido, sapientemente le chiuse le narici con due dita e poco dopo, mezza asfissiata per respirare dovette aprire la bocca e velocemente con destrezza lui lo infilò tra le sue labbra.
Che umiliazione!… Ora era posseduta contemporaneamente nei tre orifizi naturali che aveva qualsiasi donna, da tre pervertiti che si preparavano a godere nel suo corpo.
Sembrava una scena da film pornografico.
Con la coda dell’occhio vide dei lampi, capì che erano flash di scatti fotografici di qualcuno nella sala, o di Clelia e sapeva anche che questo significava che era finita per sempre la sua libertà e privacy sociale.
Salvatore e gli amici, dalla tavola trovavano eccitante vederla così, in balia a quegli energumeni che continuavano a sollecitare il suo corpo in quell’orgia perversa.
Chi fosse arrivato improvvisamente in quel momento in sala, ed avesse assistito a quella scena tra il forte e intenso profumo dell’ambiente combinato con l’odore del fumo, del sudore e degli altri fluidi corporei che vi aleggiavano all’interno, tra i gemiti di una donna matura sul palco con tre uomini, avrebbe pensato di trovarsi davanti a una professionista, una pornostar che eseguiva il suo numero.
Salvatore osservava soddisfatto quello che aveva creato, la trasformazione subita in questi
mesi da Beatrice.
Da seria e morigerata signora Gometti, in una svergognata sgualdrina, mostrata a tutti nelle sue parti intime e godente in un amplesso perverso. Ora era certo che dopo quella sera, quello
spettacolo, si sarebbe sentita veramente una puttana, una cagna, dando l’addio all’immagine interiore che aveva di se, della moglie fedele e alla madre rispettosa… addio alla signora Beatrice Angeli in Gometti per come la conoscevano tutti.
I due, continuavano a chiavarla e incularla ansando,con movimenti ritmici e coordinati, mentre il grassone la continuava a sospingere con una mano sulla nuca verso il suo ventre protruso, sotto di esso.
Ad ogni affondo dei tre, il corpo di Beatrice era spinto all’indietro o proiettato in avanti o
sobbalzando scompostamente sul corpo del vecchio.
Intanto, i due cazzi, uno infilato nella figa e l’altro nel culo, sfregando le pareti si toccavano, divisi solo dal setto della sottile membrana retto-vaginale che li separava.
Muovendosi prima lentamente poi sempre più veloci davano una sensazione piacevole sempre più perversa. I due ventri degli uomini, da sotto e da dietro, sbattevano contro il sesso, il ventre e le natiche di Beatrice provocando oltre che un rumore sordo e scurrile, un piacere osceno che la scuoteva tutta.
Il respiro dei tre era sempre più affannoso, finchè quasi simultaneamente si irrigidirono e i loro testicoli iniziarono a contrarsi scaricando, il vecchio nella fica di Beatrice una serie interminabile di schizzi di sborra senile, getti caldi sull’utero che coprirono di bianco la cervice uterina di sperma gelatinoso e latteo e riempiono il fondo della vagina di Beatrice che sentendo il calore interno, capendo che le aveva sborrato dentro urlò spaventata ed estasiata: “Nooo!!! …. Non dentroo!! …Non mi venga dentrooo!”
Esclamò, mentre il vecchio non avendo mai avuto una donna bella come lei, tenendola ferma su di se per i fianchi, gloriandosi trionfante, la riempì godente, seguito quasi
immediatamente, dall’altro, che le sborrò nel culo il suo infuocato denso liquido bianco .
Insultandola e facendola godere di più.
La scena era così eccitante che più di uno tra gli avventori del locale, si alzò e si appartò al piano superiore del privè con le giovani entrenause del locale a loro disposizione.
Anche quell’essere grassoccio non resistette più.
D’un tratto, con un grugnito, si irrigidì contraendo ritmicamente i glutei e le grosse cosce tremanti sulle quali era in difficile equilibrio, e anche Beatrice percepì l’orgasmo del ciccione arrivare.
Comprese che era il momento più difficile dato che veniva premuta con il viso contro la sua pancia fino a toglierle il respiro e mentre cercava un po’ d’aria per respirare meglio, sentì che stava per svuotarsi anche lui .
Fece ricorso a tutta la sua forza di volontà, cercando di non deglutire la calda e copiosa sborra che gli riversava sulla lingua, evitando di respirare. Ma non ci riuscì e per non far prendere a quel liquido bianco e vischioso un’altra strada, quella della trachea, deglutì, sentendo quel seme caldo scenderle giù dall’esofago fino allo stomaco. Dovette deglutire più volte per toglierlo tutto dalla bocca.
Finito di scaricarsi, l’uomo la lasciò ancora in preda a tremolii.
Sconvolta, lei si abbandonò chinando il capo sul torace dai peli grigi di quel vecchio che le stava sotto, accovacciandosi estasiata su di lui, adagiandosi sopra sfinita, cercando di evitare di sfiorargli il volto con il suo e non sentire il suo fiato e alito disgustoso .
Clelia mormorò a Salvatore:
” Quello stupido vecchio non ha saputo trattenersi, gli è venuto dentro la figa!… E adesso?… Se resta incinta?”
“Non fasciamoci la testa prima di romperla !”… Esclamò Salvatore tranquillo. “Vediamo!..Non è
detto che quel vecchio sia ancora fertile, se lo fosse vedremo, intanto falle prendere la pillola del giorno dopo,vai neò consultorio che Anna la nostra amica te la darà, e poi lei è entrata da un paio di mesi menopausa… non dovrebbe restare incinta.”
” Si lo so!..Ma non è detto.”… Aggiunse Clelia:” Se ci resta rovina tutti i nostri piani.
“Vedremo!”.. Ripetè Salvatore tirando boccate al sigaro:” Se son rose fioriranno se lo fosse dopo tutti questi accorgimenti c’è sempre l’aborto!”… E si mise a ridere.
Loro sul palco, rimasero così per un lungo momento immobili tutti e tre, i due uomini dentro lei ansimando dopo il piacere provato .
Anche lei estasiata e godente in quel momento non pensava alla possibile conseguenza di quella sborrata senile in figa.
Pensava solo a godersi quei momenti estasianti.
Nella sua fica e nel suo culo, i due cazzi si stavano sgonfiando lentamente e in parte rimpicciolendo da li a poco sarebbero stati resi viscidi dallo sperma eruttato, e attendeva che le scivolassero fuori .
Sentì che i due si alzarono ridacchiando soddisfatti esclamando in un Italiano stentato :
“Sì!… E’ proprio una gran troia!”
Non reagì a quella esclamazione, non la prese come offesa, ma anzi a fatica e barcollando si tirò su in piedi.
Lo spettacolo era finito e lei aveva la vagina dolorante. I tre si rimisero in ordine e scesero dal palco.
Clelia assieme a una ragazza Rumena, l’aiutò riagganciandole il guinzaglio all’occhiello del collare, riaccompagnandola nel retro.
Nell’andare sentì tra il buio la gente che applaudiva e una voce adulta gridare forte:
” Brava signora Gometti!!”
Restò paralizzata il sangue le si gelò nelle vene a quella voce e il cuore si fermò e cessò di battere alcuni secondi, qualcuno che la conosceva aveva assistito allo spettacolo. Presa dal panico iniziò a tremare e pensò:” Dioo che vergogna e ora?”
Poi subentrò l’indifferenza girandosi in quella penombra a cercare chi fosse senza riuscirci.
Clelia tirandola per il guinzaglio la portò nel retro, la ragazza rumena l’aiutò a pulirsi il viso dallo sperma del grassoccio, struccandola.
Sentiva la sborra di quegli uomini colargli, uscire dalla fessura e scendere sulla coscia, appiccicosa e ancora calda .
” Mi è venuto dentro !” … Riferì preoccupata a Clelia.
“Non ti preoccupare!..Vedrai che non succederà niente , non ti ha messa incinta.
Ho già mandato una ragazza da una amica nell’ambulatorio di ginecologia dell’ospedale, tra non molto arriverà con la pillola del giorno dopo. Hai già iniziato la menopausa anche se da pochi mesi … e poi anche se fosse , puoi sempre scegliere di tenerlo o abortire.” Aggiunse sprezzante con un ghigno perfido.
“ Comunque ora vatti a lavare nel bagno delle entrenause, fatti una bella lavanda vaginale.”… La esortò, passandole una peretta vaginale con una lunga canula portata dalla ragazza.
” Vai !… Contiene anche dello spermicida. Lavati subito bene e abbondantemente con acqua, l’adoperano anche le nostre ragazze, a volte funziona. Fatti le irrigazioni. ”
Beatrice le ubbidì, oramai ubbidiva sempre a Clelia, la temeva e fece quello che le ordinò, poi si lavò anche il viso e si rivestì.
Dopo una buona mezzora uscirono,Clelia le aveva tolto guinzaglio e collare, tenendola a braccetto come due vecchie amiche, si avviarono verso il tavolo dove ad attenderla c’erano Salvatore e i suoi amici.
Beatrice rivide di nuovo seduto suo marito assieme ad Anxhela mezza nuda, tutta scosciata
sottobraccio a lui che le sorrideva.
Capì che se la era chiavata, che mentre lei era presa da quegli uomini, brutalizzata e violentata
dando spettacolo a una cinquantina di persone, lui invece di proteggerla era sopra, in un letto a divertirsi con lei, con quella troietta più giovane delle sue figlie, che avrà avuto l’età di Martina.
Gli faceva ribrezzo!… Come aveva potuto?… L’aveva abbandona per accoppiarsi con quella
puttanella extracomunitaria.
A vederli lì, seduti insieme di fronte a lei, avrebbe voluto saltarle addosso, lo odiava ,ma si fermò con gli occhi lucidi a guardarlo, mentre sentiva ancora la sofferenza di quei porci dolore alla vagina e dall’ano e all’interno delle cosce.
Era morto per lei.
Non era più suo marito quell’uomo, non lo riconosceva più e non lo voleva più.
” E’ stata una bella serata!”
Esclamò volutamente Salvatore al marito guardando Anxhela che sorrideva.
Lui era impacciato non rispose .
” Sono certo che Anxela l’ha fatta godere molto più di sua moglie, anche se devo dire che la sua signora è molto migliorata dalla prima volta. Se l’avesse vista invece di appartarsi con la ragazzina , sarebbe rimasto a bocca aperta. Tre se ne è fatti!!” … Esclamò ridendo…”Tre!!”
Ma a lei non interessava più niente di suo marito e nemmeno di se stessa, oramai, aveva toccato il fondo. Non si sentiva più la Beatrice di prima, la mamma e moglie buona e premurosa, la signora per bene rispettabile.
Clelia le fece bere un bicchierino di whisky per farle scendere la tensione nervosa, mentre lei
stupita vide Vlade avvicinarsi, baciarla sulla guancia e mettergli dei biglietti da 100 euro in mano, li guardò stupita , poi li contò erano cinque .
“Il tuo compenso!” … Le sussurrò. ” Mettili via!” … .
Era la seconda volta che veniva pagata per atti sessuali, la prima volta cento euro per un pompino fatto sotto coercizione a quel disgustoso e laido del sig, Giovanni, e ora da Vlade .
Ma Vlade era un magnaccia vero.
Come un automa, una puttana vera, li prese e in silenzio li mise dentro la borsetta, sotto gli occhi di tutti i commensali che la guardavano, compreso suo marito imbarazzato e Anxhela perfidamente sorridente.
Osservandola, Beatrice si chiedeva come si potesse essere così perverse a quella giovane età… ma non sarebbe passato molto che l’avrebbe scoperto dalle sue figlie.
Clelia annunciò a Salvatore e agli altri che accompagnava a casa i coniugi Gometti, era tardi, ma Beatrice si rifiutò di salire in auto con suo marito .
“Non è più mio marito quest’uomo!…Per me è morto stasera, mi sento vedova e libera!” Esclamò forte e fiera:” Quello che provo per lui è solo odio e disprezzo.”… Aggiunse fredda davanti a tutti.
” Ma cosa dici?” … Chiese Roberto sorpreso:”Hai bevuto!?”.
” Dico la verità!!… No! Non ho bevuto e non ti avvicinare mai più a me!..Mi fai schifoo!” Urlò.
Lui cercò di mitigare, abbozzare ancora qualcosa, ma lei reagì male.
Clelia con un sorriso felice, annunciò che allora accompagnava solo Beatrice, che seguendola verso l’uscita, proferì un’ultima frase girandosi verso suo marito:
” Perchè non ti fermi a dormire qui con la tua bagascetta ?”
Lui irato e offeso a quelle parole pubbliche le rispose:
” E tu perchè non ti fermi a dormire qui con quei tre uomini che ti hanno fatto tanto godere? Ho visto che hai guadagnato bene stasera?”
Beatrice collerica a quelle parole dal tavolo vicino prese un portacenere di ceramica , si voltò e glielo tirò senza colpirlo, ne lui ne altri, ma facendolo rotolare a terra e rompere in mille pezzi rispondendo solo:
” Bastardoo!!..Sei un bastardoo!!”
Clelia allungò il braccio e abbracciandola in senso protettivo la portò via..
C’erano riusciti, erano felici, li avevano fatti litigare a morte, presto come programmato si sarebbero liberati del marito e sarebbero stati loro, solo loro a gestirle e a farle fare quello che volevano.
Giunti fuori, prima di salire sul suo suv bmw e l’accompagnarla a casa arrivò una ragazza di corsa, che posteggiata l’auto andò vicino a Clelia dandole qualcosa in mano.

Beatrice restò in silenzio durante il viaggio, con il viso truce e l’espressione offesa, con i suoi bei occhi azzurri pieni di lacrime.
Il piano di Salvatore stava andando a gonfie vele, stava dividendo Beatrice da suo marito, ora lo odiava e più li divideva , più erano vulnerabili e deboli… .
Durante il tragitto Clelia le parlava, mentre lei assente, fissava dritta il buio oltre il parabrezza.
“Sai che c’era gente che ti conosceva questa sera?” Mormorò. Beatrice non rispose e lei continuò. “Ho visto due o tre persone che ti conoscono, commerciati come te che ti hanno riconosciuta e uno ha gridato anche il tuo nome e scattato qualche foto con lo smartphone.
In breve tempo la voce si spargerà per la città, mormoreranno, spettegoleranno su te e la tua famiglia e qualcuno si farà avanti .”
Poi perfidamente aggiunse:
” Ora che non hai più tuo marito, se vuoi essere aiutata, protetta e rispettata devi affidarti a Vlade, nessuno oserà fare insinuazioni su di te se saprà che sei sua amica.
Però per avere la sua protezione dovrai diventare davvero una sua puttana … lo sai?
Avere rapporti a pagamento per lui e lui ti darà una percentuale. Sono molte le donne che lo fanno, alcune solo per qualche anno, si fanno un pò di soldi e poi smettono, sia giovane che mature, per mettere via un pò di risparmi, acquistare qualcosa o togliersi qualche debito.”
Beatrice con le lacrime agli occhi non diceva nulla, non reagiva, ascoltava.
Clelia perfidamente come aveva fatto con altre prima di lei, la stava istigando alla prostituzione, stava inducendo quella signora quasi cinquantenne in un momento di
fragilità e debolezza e difficoltà economica della sua vita a vendersi, e lo sapeva fare bene, erano già state svariate le donne, ragazze e ragazzine che aveva iniziato lei al mestiere più antico del mondo, alla prostituzione.
Beatrice era sempre in silenzio .
“Se vuoi!… Se accetti!… Fammelo sapere che ti fisso un appuntamento con lui.
Sei ancora bella e piacente e molti uomini ti desiderano, ti farebbe guadagnare parecchi soldi. Per un paio d’anni lo potresti fare e cancelleresti il debito.”
Lei si girò e la guardò, fece solo un cenno con la testa come a dire che aveva capito.
Ma Clelia perfida continuò:
” Sei stata brava stasera! … Davvero!… Non lo dico per adularti. Dovevi vedere come gli uomini
sbavavano guardandoti . E quello stupido di tuo marito invece di osservare ha preferito ad andare a chiavare quella ragazzina… quella troietta!Ehh… gli uomini sono tutti uguali, pensano a una cosa solo, la figa!” Fece una pausa e proseguì:
Io sono sicura che se tu diventi davvero una puttana lo faresti ingelosire. Pensa se per chiavarti dovesse pagarti?” … Esclamò e fece uscire una risata, che fece muovere gli occhi fermi di Beatrice.
” Hai un tesoro in mezzo alle gambe … sfruttaloo!!”… Le suggerì.
“E poi tuo marito, hai visto? … Ha mostrato il suo vero volto, non ha esitato ad andare con quella ragazzina mentre tu eri con quegli uomini e anche prima, non ha alzato un dito per difenderti, almeno provare a farlo. E’ un verme, fai bene a disprezzarlo, probabilmente è quello che vuole lui , che tu sia una puttana.
E allora diventalo davvero… umilialo!! … Fagli vedere che tu sei anche capace a vivere da sola,
che non hai bisogno di lui. Lascialo!!…Lascialo!!”… Ripetè aggiungendo in quella conversazione tentatrice .
” Se vuoi un appartamento dove poter lavorare e incontrarti con i clienti te lo troviamo noi , ci potrai andare quando vuoi.” …Aggiungendo:” Ma sarebbe meglio dei giorni e orari dedicati!”
Beatrice si voltò e la guardò con uno sguardo sfiduciato, avvilito, demoralizzata con due grosse lacrime che le solcavano il viso e lei vedendola così affranta continuò:
” Si!… Lascialo quel porco che non ti merita!… Sei ancora una signora bella e desiderabile, puoi avere mille uomini che ti pagano ai tuoi piedi. Lui ti ha tradito, non ti merita.
E poi paragonare Anxehla alle tue figlie, un affronto che un padre non dovrebbe fare alla moglie e madre.
Pensa bene a quello che ti ho detto, riflettici, puoi cambiare la tua vita in meglio e qualche chiavata a pagamento non ti scompenserà di certo. C’è già gente pronta per venire con te… e a pagare bene. Pensa !…Rifletti bene a quello che ti ho detto, anche riguardo e tuo marito.”

Giunti alla sua abitazione, si salutarono, Clelia prese dalla borsa le passò una pastiglia dicendole:”
Prendila subito e anticoncezionale!”
Beatrice annuì, scese, sapeva anche lei che era cambiato qualcosa davvero, che non era e non sarebbe mai più stato come prima.
Entrò nel portone, salì le scale ed entrò di corsa in casa e sempre di corsa per paura che la vedessero i suoi figli in quello stato, si chiuse in camera gettandosi sul letto a piangere, singhiozzando, scuotendo forte il torace sul copriletto, pensando alla serata, a quello che era successo, a quello che le aveva fatto suo marito, alle parole di Clelia, ai soldi presi, non sapendo che era tutto calcolato.
Si era lasciata pagare come una puttana vera… pianse a dirotto, poi si alzò e andò in bagno a lavarsi ancora e prendere quella maledetta pastiglia e tornò in camera.

Poco dopo giunse Roberto, che non fece entrare in camera loro, lo lasciò fuori dalla porta chiusa a chiave:
” Grida finchè vuoi!… Puoi svegliare i ragazzi e tutto il palazzo, intanto non ti apro!… Non
voglio più dormire con te, ne avere niente a che fare. Oramai ti disprezzo!”… Gridò forte da dietro la porta.
Roberto bussò inutilmente per entrare, tirò anche un calcio alla porta, ma Beatrice era determinata, non aprì:” Vai via!… Vai dalla tua troietta Albanese !..Non voglio più avere niente a che fare con te!”… Ripetè.
” Anche tu ti sei data e hai goduto! … Me lo hanno detto sai!!”… Rispose offeso Roberto dal suo atteggiamento e dalle sue parole da dietro la porta.
“Porcoo!… Maledettoo!… Maialee!… Io sono stata violentata!… Costretta!… Obbligata!… Se sono così , se sono diventata una puttana…. e merito tuooo !!” … Gridò alterata.
Beatrice sospirando forte dalla concitazione si soffermò a pensare all’ultima frase che aveva detto “ … se sono diventata puttana…”. L’aveva detto!!…. Si!… L’aveva detto senza volerlo, perché si sentiva puttana davvero e con quei pensieri e gli occhi lucidi si gettò nuovamente sul letto piangendo e si addormentò.
Lui si allontanò dalla porta, rimandando le figlie a letto, che svegliate per il trambusto lo
guardavano sorprese avendo sentito tutto. Non avevano mai litigato così, non avevano mai sentito dire loro madre dire quelle parole a loro padre e definirsi puttana.
Roberto pensava che era un momento particolare, che al mattino dopo tutto le sarebbe passato come al solito quando litigavano e si mise a dormire sdraiandosi sul divano.
La mattina arrivò presto. Beatrice si alzò e andò in bagno, lui vedendola passare la seguì. Ma lo
chiuse fuori la porta.
Irato batte i pugni sopra dicendo che doveva finirla di comportarsi così.
Lei le rispose in modo offensivo, la discussione degenerò, svegliando e coinvolgendo anche i figli .
Uscì dal bagno e si misero gridare nel soggiorno di buon mattino, con i vicini che ascoltavano, non era mai successo che litigassero in quel modo, urlando… incuranti di chi li sentisse.
Roberto imbestialito dal suo comportamento additandola le rinfacciò davanti ai figli quello che aveva fatto la sera prima in quel locale :
” Vostra madre!!… Ha dato spettacolo con tre uomini contemporaneamente, ricevendone anche dei soldi per quella prestazione.”
Lei collerica e rossa in viso a quella rivelazione, esternò gridando :
“Non è veroo!..Non è verooo!!”… E le si avvento addosso, cercando di batterle i pugni sul petto,
ma lui con un gesto delle braccia violento la scaraventò sul divano.
Fu subito soccorsa dalle figlie che iniziarono a parteggiare per lei.
Piangendo e tirandosi su ripetè, ammettendo:
“ Tutta colpa tua se ho fatto quello che ho fatto. Lo fatto per te!… Per voi!… E hai il coraggio di
rinfacciarmelo qui davanti ai miei figli. Che tu sia maledettooo!!!”… Urlò… .
Proseguendo tra le lacrime:” E tu !… Con quella ragazzina!!
Lo sapete che vostro padre ieri sera si è appartato con una ragazzina più giovane di voi, di solo 18 anni ed ha avuto rapporti intimi con lei! Ha fatto sesso!”… I figli ascoltavano increduli al litigio e a quello che dicevano.
“Stai zitta tu che ti sei fatta chiavare da tre persone contemporaneamente e sei stata anche pagata, 500 euro per farlo !” … Ripetè Roberto rivolto ai figli che attoniti guardavano e assistevano al sfaldarsi di tutta la loro famiglia, di tutto quello in cui avevano creduto e il benessere in cui avevano vissuto fino ad allora.
“Bastardo!! ..Bastardoo!!”… Gridò Beatrice. “ Vai via da questa casa … non ti voglio più vedere.”
“Sono io che non voglio più avere a che fare con una come te… che si è fatta inculare da un vecchio e chiavare da Salvatore. Si!!….Lo sapete che il signor Salvatore la chiavata in ufficio e a lei piaceva!! Godevaaa!!”
La lite era degenerata e non più controllabile, sentivano anche i vicini era giunta ad un punto di non ritorno.
Francesca si mise a gridare piangendo:” Basta!!… Basta!!… Smettetela!”
Anche Serena piangeva tenendo sua madre abbracciata, mentre Carlo era fermo e attonito vicino a lei.
Roberto visto la solidarietà e la difesa della mamma se la prese anche con i figli.
” A starle vicino, diventerete anche voi come lei !… Arrangiatevi!! … Voglio vedere come ve la
caverete senza di me… Mi verrete a cercare!” … Urlò e uscì sbattendo la porta, con Beatrice che
piangeva e le figlie che piangendo intorno a lei la consolavano .
I ragazzi si guardarono negli occhi, capirono che era tutto vero quello che aveva detto papà.
Poi si calmarono. Serena e Carlo, uscirono e su volontà di Beatrice per farla contenta andarono
all’università.
Restata sola con Francesca, con uno scatto di orgoglio esclamò:
“Vuole vedere come faremo senza di lui? ….Vedrà!!…Vivremo senz’altro meglio . ” …Si alzo , si lavò la faccia, si mise in ordine e uscì. Andò in negozio con Francesca, dove Nabil fuori attendeva per l’apertura .
“ Siete in ritardo!…Non c’è il signor Roberto stamattina?” … Chiese ingenuamente vedendo solo loro.
“Stai zitto!!… E’ morto!!.”… Rispose fredda Beatrice .
“E morto?” … Esclamò lui stupito con una espressione triste credendoci per un momento davvero.
” Si mortoo!!… Mortooo!… Morto per sempre dentro di noi !” …
Aggiunse guardando la figlia Francesca e inveendo contro lui.
Sfogandosi esclamò:” In tutti questi anni gli ho dato tutta me stessa, sono stata fedele, le ho fatto la serva, vi ho cresciuti e lui a fare il signore, la bella vita a giocare a carte con i suoi amici e perdere soldi. ”… Borbottò quasi parlando da sola entrando in negozio.
Intanto Roberto uscito da casa teso e nervoso si era avviato a piedi verso l’ufficio di Salvatore, che vedendolo lo fece entrare:
” Che è successo? … Avete litigato?”… Chiese con una smorfia di soddisfazione interiore e impercettibile sulle labbra.
Roberto fece cenno di si con la testa e si sfogò con lui e gli raccontò quello che era successo.
“Secondo me lei hai ragione Roberto… sua moglie se ne approfitta. L’ha sempre fatta vivere bene, come una gran signora e ora la ripaga così.
Dovrebbe lasciarli soli per qualche mesetto e poi vedrà come la verrà a cercare strisciando,
chiedendole perdono e diventando la sua schiava. Altro che trattarla in questo modo !” … Suggerendogli:
“ Perchè non se ne va via qualche mese con Anxhela, nessuno saprà niente, andate sul mar nero, si riposa e si distrae e quando tornerà tutto si sarà calmato, e troverà sua moglie a testa bassa a chiedergli scusa e torneranno a rispettarla.”… Salvatore gli proponeva istigandolo perfidamente ad andarsene ed abbandonare fisicamente i suoi cari per qualche mese.
Cercava di convincerlo ad andare via per un periodo, in modo da avere campo libero con la sua famiglia e portare a termine il suo piano perverso e diabolico.
“Si !!… Dovrei lasciarli tutti!… Se lo meriterebbero!… Andare via per qualche mese e poi tornare. Lo farei!… Ma non ho i soldi purtroppo!”… Confessò Roberto.
Nel frattempo, allontanandosi un attimo nell’altro ufficio a fianco con la scusa di ordinare due caffè, Salvatore aveva chiamato Clelia al cellulare , mettendola al corrente della situazione, che subito si affrettò ad andare nel negozio per parlare con Beatrice.
Ritornato le disse: “Può andare tranquillo, i soldi glieli impresto io, li metteremo assieme al debito, starà fuori un paio di mesi, si divertirà e si riposerà un pò con Anxela e quando tornerà troverà sua moglie docile come un agnellino.
Sarà sempre in negozio .
Quando non la vedrà più ,sentirà la sua mancanza,vedrà!… Le donne sono fatte così!
E anche i suoi figli, sono grandi, capiranno. Qui tutto resterà come prima a meno che non ha paura che io mi faccia qualche altra chiavata con lei !” … Disse sogghignando.
Roberto scrollò le spalle come se non le interessasse:” Se la può chiavare quando e quanto vuole.” … Rispose distaccato e pieno di livore.
” Sono i miei figli che mi preoccupa a lasciarli soli. Sono giovani inesperti della vita, potrebbero fare brutte conoscenze.”
“Ma no sono grandi e svegli, sono fidanzati, è chiaro che parteggino sbagliando per la mamma,
ma fra due mesi avranno dimenticato tutto, anche sua moglie dimenticherà vedrà.
Le ragazze penseranno a sposarsi e se voi non litigherete sarà meglio per loro e i consuoceri che così non sapranno niente.” Fece una pausa e continuò accendendo il suo sigaro puzzolente:
E allora!… Vada con Anxehla che parte domani mattina, a lei piace come uomo, anche se ha
trentacinque anni di più, le vuole bene davvero. Viva questa avventura, una nuova giovinezza e poi se vorrà sapere qualcosa di come vanno le cose qui, su sua moglie e i suoi figli, io la terrò informato di tutto. Ci teniamo in contatto.”
Roberto era indeciso, titubante, se lo meritavano dopo averlo trattato in quel modo.
” Ma solo un mese!” …Esclamò deciso.
“Ma si!”… Ripetè Salvatore:”Quanto vorrà lei, anche due o tre…. quello che vorrà!”
“Accettò!”
E d’accordo con i consigli di Salvatore, sarebbe partito senza nemmeno salutarli. Non facendosi vedere fino al ritorno.
Nel frattempo Clelia giunta nel negozio, vide Beatrice con gli occhi gonfi e lucidi, Francesca
vedendola entrare si allontanò intimorita, dopo quello che aveva saputo di lei, la storia del sig. Giovanni e dei capelli, ne aveva paura.
Clelia si mostrò dispiaciuta e iniziò a confortarla ed adularla per convincerla a lasciare per sempre suo marito.
Beatrice si confidò con lei piangendo, che l’ascoltava interessata e partecipe, fingendo di
assecondarla e dandole ragione. Le raccontò della scenata davanti ai figli, quello che aveva detto: ” Così ora loro sanno!…” Mormorò singhiozzando Beatrice.
“ E’ un porco trattarti in questo modo, con tutto quello che hai fatto per lui e davanti ai tuoi figli. Fai bene a non volerlo vedere più.” … La confortò Clelia.
“Non aver paura !…Te la caverai benissimo da sola senza lui, anche meglio!… Continuerai ad avere il negozio, parlerò io con Salvatore.” … Aggiungendo.
“Gli dirò che lavorerai qualche giornata per Vlade se vuoi, guardandola fissa negli occhi .” … Lei non rispose.
” I tuoi figli sono grandi, devi pensare per te, fare entrare un po’ di soldi che dal negozio non
arrivano più. Hai bisogno di denaro… e con Vlade ne puoi guadagnare tanto e tornare ad essere quella gran signora che eri prima, riverita e rispettata.”
La consolò ancora e poi andò via.
Verso sera Roberto prima di partire, al cellulare chiamò Francesca la più grande dei figli, l’unica sensata della famiglia. Non se la sentiva di scomparire così.
La informò che andava via qualche settimana, che era stanco del modo di fare di sua madre e che quando sarebbe tornato avrebbe voluta rivederla come prima, ma ora non era il momento adatto per parlarle e mettere di nuovo le cose apposto come in precedenza.
” Nonostante quello che è successo, vi voglio sempre bene !… Anche a mamma!…Vedrai che
passerà e tutto ritornerà come prima.” …Auspicò.
“Dove vai!”…. Chiese Francesca.
Mentì .” Vado un pò in Francia da un amico, un paio di settimane, massimo un mesetto e poi ritorno.
Mi raccomando!… State attenti e segui tu la mamma e i tuoi fratelli.”… La salutò e le mandò
affettuosamente un bacio . “A tra un mese!”… Le esclamò.
Lei andò dalla mamma e la informò di tutto e Beatrice per reazione iniziò a inveire contro di lui :”E’ andato via con quella bagascetta?… E’ scappato?… Ha la coscienza sporca!” … .
“Non so mamma, ha detto che andava da solo… . “Riferì Francesca.
“Si da solo!… Sarà andato con quella troietta. Ohh!!…Ma lo saprò presto, chiederò a Clelia se è ancora in quel locale.”
Nonostante tutto l’odio e il disprezzo che provava per lui, la gelosia le rodeva dentro e la tormentava, venire abbandonata da suo marito per una sgualdrinella extracomunitaria non le andava giù, non lo sopportava.
Telefonò subito a Clelia per sapere, di informarsi e poi che la raggiunse subito in negozio, mettendola come una pettegola al corrente della verità che lei conosceva già.
Dopo qualche ora arrivò al negozio, si appartarono sul retro e la informo:
“ Si!!… E’ andato all’estero con Anxhela sul mar Nero e non in Francia. E’ fuggito con lei!… Sono innamorati. Ti ha abbandonata… ha abbandonato i suoi figli!” La informò, aggiungendo falsamente che non sapeva se sarebbe ritornato.
Le comunicò :
” E’ andato da Salvatore con questa Anxela chiedergli dei soldi in prestito e si è sfogato con lui, ha detto tante brutte parole sul tuo conto. Che ti ha sopportato troppo e abbastanza.Che non le piaci più, che stai diventando vecchia e stai ingrassando e preferisce le giovani. E che i vostri figli se restano con te li rovinerai e porterai alla fame.”
Il volto di Beatrice era paonazzo, viola, senza lacrime, con un espressione cattiva, vendicativa.
Clelia proseguì:
“Ha detto che se tornerà tra qualche mese, è per vederti strisciare per terra ai suoi piedi e chiederle perdono e che verrà a vivere qui con Anxela e che non esclude di rifarsi una vita con lei, di farci anche un figlio. E che da sola non sarai capace a fare niente e non riuscirai a sopravvivere tu e i tuoi figli.
Che sei una fallita.”
“ Ha detto così quel bastardo?… Le farò vedere io quando tornerà chi sarà a strisciare .” Rispose inviperita Beatrice.
E incollerita, riferì a Clelia:” Accetto il tuo consiglio!… Di pure a Vlade che accetto la sua proposta e voglio lavorare con lui!” … Poi esitante le esclamò:“ Ma vorrei chiederti solo un piacere.”
“Quale ? “ …Chiese Clelia .
“Non vorrei fare spettacoli e nemmeno andare sulla strada , vorrei che fosse una cosa nascosta, riservata. Mi vergogno, non voglio che si sappia .”
“Va bene! ” … Rispose Clelia:”Inizierà a farti lavorare in qualche casa di appuntamento che ha lui e poi in seguito si vedrà.”
Adesso gli telefono.
E davanti a lei telefonò a Vlade, informandolo che, “L’Italiana” come la chiamavano gli albanesi, aveva accettato la sua proposta.
Lui accolse la notizia con piacere:”La farò incominciare a lavorarla settimana prossima, e prima verrà istruita.” Rispose.
” Si glielo riferisco!”… Sentì dire a Clelia, che subito dopo le annunciò :
” Va bene! … E’ d’accordo, andrai in una casa d’appuntamento. Mi ha anche detto di non fare scherzi e di non avere ripensamenti, che oramai hai accettato e che se cambierai idea sarà peggio per te! E quella gente lì e capace di tutto Beatrice se li prendi in giro, anche di sfregiarti e violentarti le figlie. Guarda che non scherzano!” … Aggiunse.
“No!..No!”… Rispose Beatrice rassegnata e mezza pentita di aver accettato.” Oramai ho deciso, l’importante che sia tutto in modo riservato.”
Ecco, si era rotta una famiglia meravigliosa, una bella coppia piccolo borghese invidiata, seria e rispettata, lei in un impeto di odio e disprezzo verso suo marito aveva accettato di prostituirsi, iniziando un percorso che a breve avrebbero seguito anche le sue figlie e Carlo.
Il piano di Salvatore stava funzionando a meraviglia, ora senza il marito di mezzo, tutto sarebbe stato più facile e soprattutto più veloce. Non c’erano ostacoli, in poco tempo sarebbero stati sottomessi tutti… la bella Martina compresa.
Iniziava la parte finale del suo piano perverso.

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