IX° Non desiderare la donna d’altri –22 Whore (Colloquio con Salvatore).

IX° NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI.

Personaggi:
Francesca Gometti : 1° figlia di Beatrice ,24 anni , neo laureata in Giurisprudenza , in cerca di prima occupazione . Fidanzata , prossima al matrimonio. Bionda-castano , molto bella e intelligente.

CAP. 22 WHORE (Colloquio con Salvatore)

Perfidamente Salvatore portava avanti il suo piano perverso, fatto di inganni e ricatti velati.
Era deciso a distruggere moralmente ed economicamente quella bella famiglia con qualsiasi mezzo, odiava Beatrice e i suoi figli, li odiava dal profondo dell’anima.
Era il giunto il momento di accerchiare il gioiello della famiglia Gometti, la giovane dottoressa
Francesca Gometti , il fiore all’occhiello della famiglia, presuntuosa e altezzosa come la madre, farla entrare nella gabbia e poi chiuderla e iniziare ad addomesticarla alla depravazione e alla lussuria come avevano fatto con gli altri… .
Francesca era una bella ragazza, molto femminile e signora, cosce lunghe e affusolate, mani curate e viso dai bei lineamenti con un trucco sobrio. I capelli le arrivavano sulle spalle, molto più corti e più scuri di sua sorella, color castano dorato. Gli occhi chiari tendenti sul blu come tutta la famiglia. Assomigliava molto a sua madre Beatrice, non solo di carattere ma anche d’aspetto e come lei prediligeva l’eleganza, abiti firmati e gioie da mettere alle dita ai polsi e al collo da mostrare alla gente. Di estrazione piccolo borghese in genere vestiva classica con tailleur moderni e giovanili nel taglio e nei colori. Piaceva molto anche lei agli uomini come sua madre e sua sorella. Aveva sempre avuto una vita agiata e non le era mai mancato nulla.
Lei era una ragazza diversa dai fratelli, intelligente, acculturata e laureata in Giurisprudenza da pochi mesi, sveglia e sicura di se, ed era imprevedibile. Per questo l’avevano tenuta per ultima.
L’avevano studiata attentamente, sapevano che era fidanzata con Giacomo, giovane di buona famiglia ed era prossima al matrimonio anche lei, prima di sua sorella Serena, ed era in cerca di un posto di lavoro.
Sapevano che di lei non poteva occuparsi certamente quel ragazzino di Nabil, che non era all’altezza di un compito simile, ne preparato culturalmente e ne perfido quanto loro, e conoscendo la personalità della dottoressa che era determinata, superba e orgogliosa di se stessa e rispettosa dei suoi principi morali, certamente alle avances e ai trucchetti di quel giovane marocchino musulmano sarebbe stata capace di rigirarsi e tirargli due schiaffi, denunciarlo e far saltare tutto. Per questo bisognava andarci con i piedi di piombo, ci voleva un progetto su misura per lei, e le persone giuste di alto livello per attuarlo e metterlo in pratica per farla cadere in trappola. E quelle persone come con sua madre sarebbero state loro, Salvatore in persona e i suoi soci e collaboratori, non il giovane Nabil.
Ora sarebbe iniziato il piano ” Whore “, come lo aveva chiamato Salvatore, ed era stato studiato appositamente per lei, la dottoressa Francesca Gometti in ogni particolare.
A Salvatore piaceva giocare con le persone, manipolarne il corpo e i pensieri e dare dei nomi alle sue sfide, per questo aveva chiamato il suo progetto … Whore …” Puttana “, perchè era il proposito finale di quello che si era prefisso, di quello che voleva far diventare la bella dottoressa Francesca …una puttana!… Una puttana vera che si prostituisse per loro verso gli altri, vendendo il suo corpo, la sua figa, il suo culo e la sua bocca deliziosa per poche decine di euro.
Con un espediente e in modo riservato Salvatore la mandò a chiamare dal contabile, invitandola nel suo ufficio, che aveva ripulito e fatto mettere messo in ordine per l’occasione, informandola che doveva fargli comunicazioni importanti e private che riguardavano i suoi famigliari e di non informarli assolutamente di quell’incontro.
Francesca , preoccupata, all’insaputa dei genitori e dei fratelli si presentò nell’ufficio di Salvatore al giorno e all’ora stabilita.
Sapeva che il signor Salvatore era il titolare della finanziaria a cui si erano rivolti per il prestito i suoi genitori, ma non sapeva a quanto ammontasse il debito , ne tutto quello che era successo e quelle persone avevano fatto alla sua famiglia.
Era a conoscenza anche lei che per i suoi genitori non era un momento economico-commerciale ottimale e quindi curiosa e interessata decise di incontrarlo.
A Salvatore lo conosceva solo di vista, avendolo incrociato solo qualche volta per strada, sapeva che era claudicante e aveva un aspetto disgustoso, orripilante e solo questo come alle altre ragazze le bastava per evitarlo.
Quando si presentò nell’ufficio, Salvatore la ricevette con una cortesia e gentilezza insolita, si alzò e le andò incontro e cortesemente la fece accomodare con rispetto e compostezza sulla poltroncina di fronte alla sua scrivania, dove mesi prima si era seduta sua madre per chiedergli un prestito.
Stringendogli la mano sudaccia, Francesca provò un senso di viscido, di schifo, come se toccasse un serpente e la lasciò subito. Lui le presentò la sua collaboratrice nonché moglie signora Clelia, che le sorrise perfidamente allontanandosi, mettendosi dietro lei, in piedi in fondo alla stanza. La guardò, era trasandata anche se si era pettinata e messa il rossetto.
Lui facendo il giro dietro la scrivania tornò a sedersi con un falso sorriso dispiaciuto per averla convocata.
Si era anche cambiato d’abito e profumato per apparire gradevole.
Ma nonostante questo Francesca trovandoselo davanti e guardandolo ebbe una sensazione di repulsione e ribrezzo, che mascherò con garbo ed educazione.
Osservandolo, si chiese come potesse una donna andare con quell’uomo orribile, non sapendo che era stato più volte il violentatore-amante di sua madre e averla fatta godere con lui fino ad arrivare ad esserne padrone.
Lei, per riguardo, pur avendo davanti quell’uomo laido e nauseante, si controllò non dando a vedere il suo disagio. E questo eccitava ancora di più Salvatore .
Salvatore iniziò a parlare. Aprì il discorso dicendo umilmente:
“Mi scusi dottoressa Gometti se mi sono permesso di chiedere un incontro privato e riservato con lei nel mio ufficio.”
Erano le prime volte che Francesca interloquiva con persone che la chiamavano dottoressa e provava un effetto piacevole sentirselo dire, la facevano sentire importante e rispettata, e lui conoscendo la psicologia femminile e giovanile lo faceva di proposito, adulandola e dandogli più importanza di quella che aveva e a lei neolaureata, lusingava molto quella forma riguardosa nei suoi confronti e la gradiva.
“Come lei sa dottoressa, la società che rappresento ha rilevato i debiti ed elargito nuovi prestiti ai suoi bravi e onesti genitori, ma purtroppo finora non ha avuto ancora nessun rientro.
So anche per certo e mi sono fatto garante per loro con i miei soci , che non ci saranno problemi ad estinguere il debito e che pagheranno fino all’ultima euro .Ho garantito personalmente che sono persone buone e oneste e anche il fatto che abbiano preso con
loro quel ragazzino marocchino che gli ho segnalato io, dimostra che sono persone aperte e di
cuore.”
Francesca ascoltava attenta, la sua camicetta aperta fino al solco del seno, lasciava intravvedere il pizzo del reggiseno e la sua gonna sopra al ginocchio, piegando le gambe , metteva in mostra delle gambe bellissime. Ma questo ora non interessava a Salvatore, non voleva dare a vedere che era così meschino da guardarle le gambe o il seno. Lo avrebbe fatto al momento opportuno, come piaceva a lui.
Sapeva che Francesca, se pur giovane e bella era una ragazza intelligente e sveglia e che
certamente i suoi sguardi su di lei, avrebbero generato sensazioni e reazioni negative su di lui.
Fece sapientemente un sospiro di preoccupazione dicendo a Clelia ” Porti qualcosa da bere alla dottoressa … per favore!”… Dandole del lei.
“ Cosa preferisce, un caffè?… Una bibita… dottoressa?! “…Chiese Clelia sorridendo falsamente.
Francesca non volle nulla e ringrazio per l’interessamento e la premura, ma lui cordialmente insistette e la sua gentilezza ed educazione fu tale , che non seppe rifiutare ed accettò:
” Un caffè allora, grazie !” Esclamò con la sua voce dolce .
Clelia si allontanò e andò subito a preparare .
Torno dopo qualche minuto con un vassoio lucido, addirittura con un centrino bianco ricamato sotto la zuccheriera e i piattini e le porse garbatamente sorridendo la tazzina del caffè, lanciando un’occhiata d’intesa, falsa e traditrice a Salvatore.
Mentre Francesca lo sorseggiava, Clelia al suo fianco, scrutava quelle labbra giovani e sensuali
mettersi in posizione di suzione sul bordo della tazzina per aspirare il caffè e al termine passare la punta della lingua, sopra il labbro superiore come a gustarselo tutto.
Visto con attenzione, era molto erotico quel gesto e si immaginava già, come fece con sua madre quando le avrebbe insegnato a fare i pompini.
Quell’atto innocente e inconsapevole fu seguito con attenzione anche da Salvatore, che osservò subdolo Clelia sorridente.
I loro pensieri su quelle splendide labbra erano comuni e li avrebbero esplicati in seguito.
“Grazie!” Rispose Francesca passando la tazzina a Clelia: ” Complimenti era veramente buono!”
” Si!… La mia moglie-segretaria sa fare molte cose buone.”… Aggiunse Salvatore .
Francesca sorrise simpaticamente, mostrando i suoi bellissimi denti bianchi, perfetti e regolari, e per ricambiare la gentilezza di Clelia e rompere l’apprensione dell’incontro, per farle piacere disse scherzando:
” Mi deve insegnare a farlo così buono !”
“Ohh certo!!.. Certo!!…Con molto piacere.”… Rispose Clelia ambigua. “Saranno molte le cose che le insegnerò se ne avremo modo. Vedrà!” … Pronunciò guardandola in quei splendidi occhi blu e abbozzando appena un sorriso sul suo volto rugoso e cadente.
Poi Salvatore proseguì :” Come le dicevo dottoressa … personalmente conosco la sua famiglia poco, ma per serietà, onestà e senso morale e come se la conoscessi da molti anni e per questo, oltre ad espormi in prima persona con i prestiti, mi sono fatto garante del rientro delle loro somme .
Però lei non sa alcune cose che ora sento il dovere di metterla a conoscenza.”
La trattava con molta importanza, educazione e rispetto .
Il viso di Francesca a quelle parole si fece serio.
Salvatore proseguì :
” La società finanziaria che rappresento è titolare dell’ipoteca sul vostro appartamento dove vivete e del vostro negozio, più una somma liquida erogata per un totale di 12000 euro .
L’ultima di 5000 euro,sono stati chiesti da sua mamma, la signora Beatrice, qualche mese fa per le necessità di sua sorella Serena, che … non so bene dove dovesse iscriversi.” La informò falsamente.
Francesca capì che erano i soldi per l’iscrizione al master universitario di Serena ed Esclamò preoccupata e curiosa :
” Ma a quanto ammonta il rientro del finanziamento e delle spese dei miei genitori?”
Salvatore prese tempo, con calma calcolata prese una cartellina, la aprì prese dei fogli e fingendo di leggerli dopo una pausa studiata esclamò:
“Il tutto ammonta tra le ipoteche, i prestiti e gli interessi a una cifra di circa 340.000 euro , che se non vanno all’incasso entro un tempo prestabilito avviene il sequestro dei beni; appartamento e negozio in primis e la messa in asta per fallimento degli immobili.”
” Ohh….Dio mio!!!” …Esclamò Francesca sbarrando gli occhi impallidendo e aprendo la bocca dalla sorpresa, mostrando ancora i suoi splendidi denti, e impalliditasi appoggiò shoccata da quella informazione allo schienale della poltroncina, passandosi una mano sulla gola ripetendo:”340.000 euro!”
“Ma è una cifra enorme!… Non avremo mai quei soldi!! ”…Esclamò.
Perfidamente con i suoi occhi rotondi da roditore Salvatore si inserì nella sua inaspettata sorpresa, in quella notizia ricevuta che le procurava malessere, cercando di carpire la sua fiducia .
“Naturalmente dottoressa!… La prego di non dire assolutamente nulla ai suoi genitori di questo nostro colloquio. Non ne sono a conoscenza. Vi hanno nascosto la situazione reale per proteggervi, ne soffrirebbero moltissimo se sapessero che ne siete venuti al corrente,
soprattutto la sua cara mamma, che mi ha pregato di non dire nulla.”
Fece una pausa, ed ebbe l’istinto di accendersi mezzo sigaro toscano, ma non lo fece, avrebbe puzzato l’aria e ci teneva a fare bella figura. E riprese a parlare:
“Ma ora lo invitata qui dottoressa, non per informarla semplicemente, ma per cercare con lei una soluzione da mostrare ai miei soci della finanziaria… .Per darvi un ulteriore aiuto.”
Francesca era incredula e sconcertata, era una cifra enorme. Era rimasta senza parole, bloccata dalla sorpresa..
Riuscì solo a dire dopo una breve riflessione:
“Ma non possono chiedere l’incasso, ci rovinerebbero!!”
“Lo so!!” ….Replicò perfido Salvatore con una falsa espressione dispiaciuta e di tristezza, pensando che la preda ora era davanti alla gabbia e doveva solo farcela entrare.
“E non lo faranno se io continuerò ad essere garante dei vostri genitori. Io sono contrario che
avvenga questo, che mettano all’incasso i debiti, perchè sono certo che i suoi genitori passato questo momento di difficoltà restituiranno tutto, fino all’ultimo centesimo con gli interessi.
Hanno solo bisogno di tempo, che passi questa crisi… . Siete gente onesta e seria.
Per questo lo invitata Dottoressa , per dirle che forse ci sarebbe una soluzione per far cambiare idea ad alcuni soci, ad uno in particolare che è il più deciso a chiedere l’incasso.” …Comunicò.
“Dica!!” Esclamò Francesca trepida, interessata e curiosa ” Di cosa si tratta?… Io però non ho soldi disponibili, ho solo poche migliaia di euro in banca!”.. Lo informò, iniziando inconsapevolmente a confidarsi con quelle persone.
“Ci mancherebbe!… Non prenderemo mai un centesimo dei suoi soldi Dottoressa, glielo giuro sul mio onore!!” …Esclamò serio e pomposo Salvatore, suggestionando Francesca.
“Ecco vede!”… Affermò guardando per un attimo negli occhi Clelia dietro lei … .
“Lei potrebbe aiutarli, non tanto economicamente, ma solo dimostrando che tutta la famiglia
partecipa a questo sforzo di risanamento.
Vede, qualcuno maligno , ha messo in giro la voce che i figli della signora Beatrice ,non lavorano, si fanno mantenere, fanno la bella vita, creando dubbi e sfiducia tra i creditori.
Io so che questo non è vero. Che assolutamente voi avete sempre aiutato nel negozio i vostri
genitori e che studiate. So anche che lei si è laureata da poco ed è in cerca di una occupazione a livello del suo dottorato ed è anche in attesa del matrimonio .
E qui le anticipo i miei auguri e le felicitazioni.”
” Grazie!” Esclamò Francesca sedotta dal modo di fare e dalle parole gentili di quell’uomo viscido che la stava ingannando, pensando che era tanto brutto fuori ,ma tanto buono dentro, mettendolo al corrente :
” Ho cercato in studi legali e notarili ma per ora sono al completo, devo attendere che facciano qualche concorso pubblico per parteciparvi, a me piacerebbe in magistratura, ma qualsiasi cosa va bene ora … sono in attesa di un posto di lavoro.”
“Non avevo dubbi che lei cercasse un’occupazione. Ma nel frattempo …!” Esclamò Salvatore fingendo di pensare in quel momento, portando le dita a stringere il mento e a guardando in alto e lontano:
“Si potrebbe… Sempre che lei voglia Dottoressa . Potrebbe… provvisoriamente professare nell’ufficio di uno dei miei soci della finanziaria, come segretaria.”… Aggiungendo subito:
” Anche part-time. Sarebbe ben retribuita, messa in regola e si farebbe notare da questo mio socio, facendogli capire che tutta la famiglia partecipa alla restituzione del prestito… che quello che sente dire in giro sono solo voci e nient’altro.
Naturalmente non c’è nessun obbligo di accettare, la mia è un idea che mi è venuta ora parlando con lei che cerca una occupazione all’altezza del suo dottorato. Ma se lo facesse!…
E smetterebbe nel momento che vorrà o quando troverà un impiego consono al suo status
professionale … Sarebbe un bel segnale!” Esclamò Salvatore scrutandola con i suoi occhi piccoli e rotondi da roditore che evidenziavano di più il suo grosso naso aquilino.
Aggiungendo sorridendo scherzosamente:” Anche per il nostro ufficio sarà sempre disponibile, dottoressa…!”
“Ma …non so!”…Rispose Francesca imbarazzata, colta dalla richiesta improvvisa…” Non era nelle mie previsioni.”
“Veda lei dottoressa!…Sarebbe solo per qualche mese e anche saltuariamente, quando potrebbe.”
Lei riflettè alcuni secondi .
“E dove sarebbe? ” Domandò all’improvviso curiosa.
“Sarebbe in un ufficio nell’altra città, con un orario che le mette comodo.
E’ l’ufficio di una ditta edile. Il titolare e il signor Giovanni Bilini è un nostro socio, ascoltato e
seguito nella finanziaria. Io se vuole gliene posso parlare … farei da garante anche per lei oltre che per i suoi genitori.
Le devo premettere , che fisicamente non si presenta molto bene d’aspetto, è robusto con un po’ di pancia, è un uomo che è sempre stato abituato a lavorare sodo e si è fatto dal niente, per lui il lavoro è tutto. Lavora anche 20 ore al giorno, non ha famiglia, l’unico suo compagno di affettuosità è un cane di aspetto burbero ma dolce d’animo e giocherellone, che porta quasi sempre con se.
Gli dico questo per non giudicarlo dall’aspetto, è un uomo buono!”
“Senti chi parla!” … Pensò Francesca sorridendo dentro: ” Non sarà certo mai orripilante quanto lei e la sua segretaria-moglie… .”
Salvatore ,facendosi serio e protettivo esclamò:
“Naturalmente la sua cara mamma, la sua famiglia non sanno e non dovranno mai sapere che quel signore fa parte della società, se no immaginano tutto e capiranno che lei è venuta a conoscenza della loro situazione, sentendosi umiliati e falliti.
“Certo!” Rispose lei seria mentre Salvatore continuava:
“Lei potrebbe dire che ha trovato una occupazione momentanea nell’attesa di trovare un lavoro stabile.
Che vuole lavorare!… Fare qualcosa nell’attesa del suo matrimonio.
Può dirlo!!… Anzi!! … Sarà apprezzata per questo anche dal suo fidanzato…futuro marito e dai futuri suoceri.
Anzi !… Approfitto di nuovo per farle le mie congratulazioni, sapendo che a Settembre probabilmente si sposerà.
E’ un uomo fortunato il suo fidanzato a cogliere un fiore bello e fresco come lei dottoressa .”
Aggiunse.
“ Grazie del complimento!…Si!” … Rispose Francesca sorridendo in un attimo di felicità, tornando subito seria alla realtà.
Il serpente incantatore con il suono dei sonagli la stava incantando, stava ipnotizzando la sua
vittima con le parole, era bravo in questo, era un maestro insuperabile.
“Povera mamma e papà!! … Esclamò Francesca:”Ci tengono all’oscuro di tutto per non darci
Apprensione e dispiaceri, mentre loro sono pieni di preoccupazioni e problemi .”
“Si è vero!”… Aggiunse Salvatore:” Sua madre è veramente una donna amorevole verso i figli e
seria e onesta verso il prossimo, sono certo che è disposta a…. tutto …. per voi!
E poi se penso come ha preso a cuore la situazione di quel piccolo ragazzo marocchino di Nabil . La definirei senza offesa alcuna alla religione … una santa donna !”…. Riguardando Clelia negli occhi pronunciando quella frase.
Insistendo:
“Naturalmente Dottoressa può non accettare e non cambierebbe il mio impegno e l’aiuto verso i suoi genitori e tutto quello che le ho detto. Continuerò ad essere il loro garante nella società tutelandoli con tutte le mie forze. Anzi! … Mi propongo di fare di più. ”
Proseguendo affettuosamente :
“Capisce dottoressa!.. Non ho potuto parlarne con sua sorella e suo fratello. Sono giovani e
spensierati…. e poi studiano, hanno altre cose per la testa, che potrebbero mai fare?…
Gli avrei creato solo preoccupazione e un senso di umiliazione a sapere queste cose, non potendo loro fare niente per risolverle. Gli avrei solo fatto del male e io non voglio fare del male a nessuno, sono un uomo buono.
“Si!!” … Rispose Francesca :” La ringrazio della sua attenzione e della sua sensibilità…verso
loro….verso noi tutti!!…Grazie!!!….Grazie davvero di cuore!!… Lo dico sinceramente. E’ giusto che non sappiano niente.”
Poi all’improvviso come per senso di gratitudine verso il suo interesse e la benevolenza
disinteressata , esclamò:
“Seguirò il suo consiglio. Accetterò la proposta per il posto di lavoro che mi ha segnalato .”
Aggiungendo :
“Lei lo faccia presente al suo socio che accetto e contribuisco nel mio piccolo a d aiutare a risolvere questa situazione. “… Affermò Francesca con voce emozionata.
“Ma certamente dottoressa!” ..Rispose Salvatore con un sorriso ipocrita , felice che la sua preda era entrata nella gabbia ed ora doveva solo chiuderla.
“Come faccio a mettermi in contatto con questa persona. Quando dovrei iniziare ?” Chiese
Francesca interessata.
“Quando le mette bene dottoressa…. anche domani se vuole, veda lei!” .
“No domani no! … Mi dia due giorni di tempo… glielo dica intanto!”
“Va benissimo!… Nel frattempo lo avviserò e naturalmente!”..La informerò: ” Dovrà firmare un piccolo contratto di assunzione part-time, una formalità, come sa certamente dottoressa per essere in regola. Sa! … Fanno i controlli, la finanza e i sindacati e deve essere tutto in regola.”
Francesca mentre si alzava annuì con la testa rispondendo:” Si certamente!…Un contratto di lavoro, lo studiato!”
“L’accompagnerà Clelia il primo giorno che andrà , così vedrà dov’è!”
“Bene dottoressa! Sono veramente felice di aver fatto la sua conoscenza e che abbia accettato di aiutare la sua famiglia.”
Si salutarono cordialmente con una stretta di mano veloce da parte di Francesca.
Informandola mentre usciva:
“Ah dottoressa!!… Per qualsiasi cosa o contatto che deve avere con me, si rivolga pure alla mia segretaria, la signora Clelia …..Aggiungendo sorridendo: “Diventerete colleghe!!”
Francesca sorrise annuendo con il capo, non sapendo che stava alludendo alla professione di
prostituta svolta da Clelia.
Poi salutò Clelia stringendo la mano anche a lei .
Che dichiarò:
“Bene! … Allora se saremo colleghe e avremo modo di incontrarci e le insegnerò molte cose vedrà!”
Francesca ingenua sorrise pensando al caffè. Ringraziò e uscì dall’ufficio .
Subito dopo, appena furono soli i due si guardarono negli occhi e risero.
” Adesso dobbiamo solo chiudere la gabbia al momento giusto, ed è fatta!”… Esclamò Salvatore
sedendosi di nuovo sulla poltrona girevole, accendendo il suo sigaro puzzolente e iniziando a
gettare in aria boccate di fumo denso e chiaro, con una espressione di soddisfazione e piacevolezza.
Il suo piano “Wohore” era iniziato e proseguiva bene .
Pensando Salvatore, si gustava mentalmente a quando anche a lei l’avrebbe mostrata a gambe larghe … nuda ai suoi amici o a degli sconosciuti, ma per lei aveva in mente qualcosa di particolare, e si mise a dondolare sulla poltrona.

Francesca due giorni dopo, accompagnata da Clelia si presentò al lavoro come d’accordo con
Salvatore, nell’ufficio del signor Giovanni anche quello ripulito e profumato velocemente. Vide per la prima volta quell’essere repellente del suo datore di lavoro, solo l’aspetto le creava disagio, ma era stata educata a non giudicare le persone per la loro esteriorità, ma per i contenuti, per quello che erano dentro.
Anche il signor Salvatore e sua moglie a vederli davano un senso di disgusto, ma si erano rivelate persone buone e gentili ai suoi occhi, disposti ad aiutarla.
Giovanni era un uomo sulla sessantina quasi, molto grasso e sempre sudato, era accompagnato sempre dal rotwailler nero, che perdeva bava dalla bocca e come lui faceva paura solo a guardarlo e questo la inquietava, avendo lei come sua madre paura dei cani.
“Ben venuta dottoressa !!”
Esclamò il signor Giovanni già d’accordo e istruito da Salvatore e Clelia, e quella mattina anche lui insolitamente in ordine con un paio di pantaloni e una camicia pulita.
“Il signor Salvatore mi ha parlato molto bene di lei. Mi ha spiegato le motivazioni e io apprezzo
molto il suo comportamento, ne terremo conto al momento dovuto, vedrà!”
Francesca sorrise a quella palla di lardo maleodorante.
“Il suo compito sarà, quello di compilare i moduli dei dipendenti, come sa questa è anche un
impresa edile. Intanto questo è il suo contratto da firmare in tre parti, se lo legga attentamente e poi me lo riconsegni firmato, se preferisce consultarsi me lo porti anche nel pomeriggio o domani.”
“Non serve che mi consulti, grazie. Sono dottore in legge!” Precisò con orgoglio Francesca.
“Oh mi scusi .. la prego! Non sapevo! Pensavo che fosse dottore in economia e commercio.” Disse falsamente Giovanni.
“No in giurisprudenza, e prima di andare via glielo consegnerò!”
“Bene … e mi scusi ancora!”
“Ci mancherebbe… non sapeva!”
Vedendo il suo sguardo di diffidenza verso Buck le disse:
“Non abbia paura di Buck, è un cane affettuoso, buono è solo l’aspetto che intimorisce come me, ma dentro siamo docili, si lasci annusare senza paura … farà amicizia!”
Il cane difatti le si avvicinò e iniziò ad annusarle le gambe, dandole una leccata sul polpaccio,
facendo ritrarre Francesca che piegò e alzò d’istinto la gamba leccata .
“No!!…Non abbia pura dottoressa, sono solo affettuosità, vuol fare amicizia, lo accarezzi.”
Francesca guidata da lui lo accarezzo sul capo, provando vicino a loro una strana sensazione,
sentendo un odore nauseabondo di urina, che non sapeva se lo emanava il cane o il signor Giovanni.
Buck le leccò la mano ,sbavandola , che lei retrasse schifata, e poi si abbassò di nuovo a odorare e leccare le gambe. Francesca impaurita si allontanò, distanziandosi dal cane.
Giovanni sgridò il cane, che mostrava di essere stato educato anche ad annusare e leccare le gambe femminili.
“Cattivo Buck!!… Non si fa così! … Non spaventare la dottoressa, non è mica una cagnetta sai..!!”
Esclamò sorridendo e accarezzandogli il capo.
Gli mise il guinzaglio al collare di cuoi nero borchiato e mentre lo allontanava, accarezzandolo sul manto, chinandosi vicino all’orecchio pendente glielo tirò su e gli mormorò come a fargli una confidenza:
” Per ora tranquillo Buck!!!… Avrai tempo!!… Ti piacciono eh.. le belle signorine!”
Portato fuori Buck, rientrando si rivolse a Francesca:” Bene Dottoressa! … Le faccio vedere il suo ufficio, la sua scrivania e il suo pc, così potrà iniziare il lavoro.

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