IX° Non desiderare la donna d’altri –20 L’incesto.

IX° NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI.

Personaggi:

Serena Gometti : 2° figlia di Beatrice , 22 anni , studentessa universitaria al quarto anno diArchitettura.
Carlo Gometti : 3° figlio di Beatrice , 19 anni , studente universitario , al primo anno
di Architettura. Fidanzato con Martina .
Nabil Jasmahel: Ragazzino marocchino di quasi 19 anni. Già stato più volte in riformatorio per reati contro il patrimonio , molestie sessuali, piccolo spaccio e atti di libidine.

CAP. 20 L’ INCESTO

In casa di Nabil , Carlo si sedette su quella specie di divano senza schienale e poggia braccia, che poi non era altro che una branda a muro che fungeva da divanetto e iniziò a
parlottare di quanto piacevole fosse stata la serata.
Nabil li osservava sorridendo, sentendo sorridendo e muovendo la testa la litania musicale araba del cd appena messo e non staccava gli occhi d’addosso a Serena, che sudata continuava a gesticolare frastornata, parlando a voce alta, toccandosi il viso e i capelli incessantemente come se le dessero fastidio; togliendosi il golfino e allargando di più la scollatura per il caldo, mostrando il movimento del seno sotto i respiri affannosi, lasciando intravvedere un reggiseno di pizzo amaranto con bordature dorate.
Serena si accomodò vicino a suo fratello e Nabil dopo aver trafficato in cucina portò ancora da bere e si sedette con loro a fianco di Serena.
Porse a Carlo una sigaretta confezionata manualmente da lui e dalla forma strana, che preoccupato dalla situazione che aveva creato per negligenza e desiderio era agitato anche se lo rassicurava il fatto che sua sorella aveva i jeans aderenti.
Accese la sigaretta e pur non fumando su consiglio di Nabil aspirò profondamente qualche boccata, come ad esorcizzare quello che stava per accadere e ancora non sapeva, poi tossendo forte ,fece uscire il fumo.
Avrebbe voluto fermare tutto, andare via, ma sapeva che non lo avrebbe fatto. Tossendo guardò Nabil, che lo informò sorridente:
“E’ marijuana, ne bastano poche tirate per iniziare la sua opera ed eccitare la passione sessuale.” Aggiungendo:” Agisce senza distinzioni di colore, razza e sesso… .” E Rise.
Fece dare anche qualche tirata forte anche a Serena, che confusa ed euforica già dall’eccitante che aveva bevuto al ristorante volle provare, la mise in bocca e tirò forte aspirando e dopo le prime boccate, iniziò a tossire, non avendo mai fumato neppure lei… .
Gli occhi di Nabil restavano incollati sulla sua scollatura, al movimento del seno ai respiri, sentiva il suo profumo fresco e inebriate, amalgamato al sudore della sua pelle e all’odore dolciastro della marijuana entragli nelle narici, ad un tratto allungò la mano e le accarezzo i lunghi capelli dorati, prendendoli in mano e complimentandosi ancora:
” Sono davvero belli!… Meravigliosi! … Fantastici!.. Sembrano oro!… Color del sole! Più belli e lunghi di quelli di Martina!” Esclamò mentre osservava le sue labbra muoversi nel rispondere: “Grazie!..Lo sò!”
Giocando con la mano sinistra le accarezzò oltre i capelli anche la schiena, senza che lei dicesse niente .
Dall’eccitazione di poter toccare Serena, Nabil, sentiva fluire il sangue alle tempie e pulsare forte il cazzo… .
Ridendo esortò nuovamente Carlo e Serena a ballare.
Lei oramai era quasi assente mentalmente, si era dimenticata il motivo per cui si trovavano lì, presi dall’ebbrezza e dall’eccitazione si alzarono.
Nabil spostando il tavolo di lato, fece spazio al centro della stanza sollecitandoli:
“Dai ballate un po’ qui! Metto musica occidentale!”
E cambiò i suoni etnici mediorientali , con un cd di musica leggera.
Subito disco -dance, lasciandoli muovere, sudare e accaldare di più, mentre lui seduto su quella specie di divano con il suo lungo kaftano li guardava e sorrideva, poi mise dei lenti classici ,molto romantici e iniziarono a ballare allacciati.
Tra il caldo, l’eccitazione e quel senso euforico che avevano addosso, Carlo le mise infervorato le braccia sulle spalle, vicino al collo, come se fosse stata Martina.
Ma era sua sorella, lo sapeva e non voleva, ma l’eccitazione era più forte di lui, lo sentiva pulsare forte e rigido dentro i pantaloni, quella maledetta pastiglia azzurra che gli aveva dato Nabil al ristorante glielo aveva fatto diventare duro come il granito.
Anche Serena, in preda all’esultanza del suo stato, non solo si lasciava passivamente accarezzare e strusciare, ma iniziava ad eccitarsi e a partecipare con i movimenti del bacino contro il pene di suo fratello.
Qualcosa di perversamente depravante e morboso stava accadendo in quella stanza, ballavano trasportati dai sensi, dai loro desideri e dalle loro voglie, che non riconoscevano ne parentela ne consanguineità e non dalla ragione e dalla razionalità.
Erano tutte e due sull’orlo del baratro, fratello e sorella.
Nabil , come un regista osservava seduto la scena, oramai tranquillo che tutto procedeva come
voleva, come programmato.
All’improvviso si alzò girando intorno loro che continuavano a ballare allacciati, scrutandoli e osservandoli bene, Carlo era distratto e ascoltava la musica forse credendo di essere con Martina, e Serena assente e inattiva, poi da dietro con un gesto della mano sulla nuca di Carlo, lo spinse contro le labbra di lei:
“Baciala!” Sussurrò.
Carlo sentendo spingere le sue labbra contro quelle di Serena d’ istinto la baciò, subito ricambiato con passione dalla sorella. Stavano baciandosi con la lingua in bocca, come due amanti, due innamorati .
Si staccarono sotto il suono della musica per prendere fiato, si guardarono un attimo in viso increduli di quello che avevano fatto, poi Carlo spinto ancora per la nuca da Nabil si sporse ancora verso di lei e la baciò di nuovo in bocca , questa volta ricambiato con più slancio e
sentimento assieme ai movimenti del corpo di lei che non rispondevano più alla sua mente; mandando entrambi in visibilio dall’eccitazione a sentire la loro lingua dolce, umida e calda nella bocca dell’altro.
Serena era confusa, non connetteva bene e aveva quegli slanci di passione, Carlo era esaltato e infervorato dalla marijuana e dall’eccitazione, dopo tanto ce l’aveva ancora duro, in erezione e ne era contento di non essere gay come pensava ma bisex come gli diceva Nabil.
Si contorcevano le lingue e succhiavano le labbra smarriti, mentre lei oscillava sinuosamente i fianchi per sentire meglio il suo pene gonfio attraverso gli abiti. Oramai Serena era elettrizzata, partita mentalmente e si lasciava andare, istintiva e irrazionale, seguiva i suoi impulsi sessuali , non le importava che fosse suo fratello, forse non se ne rendeva nemmeno conto .
Nabil si avvicinò a Serena, staccandola da Carlo dicendo:
“ Intanto qui fa caldo, alza le braccia dritte in alto… .”
E accompagnandole lei lo fece, e lui l’aiutò a sollevarle, e prendendo la maglietta dalla base della vita, gliela tirò su sfilandola, facendola scorrere sulle braccia e sul suo corpo fino a uscire dalla testa, dalle braccia e dai suoi lunghi capelli, spettinandola e rimettendoseli a posto con le dita.
La lasciò in pantaloni e reggiseno, e dividendo la lunga chioma sulla schiena cercò la chiusura, sganciò anche quello dietro, sfilandole le spalline, mentre lei lo lasciava fare guardandolo passiva ed eccitata con gli occhi stralunati .
Ebbe sola la capacità di pronunciare:
” Che fà… Nabil ? ”
Ma lui non le rispose nemmeno, continuò.
La allontanò da Carlo girandola verso di se, apparendogli davanti un seno meraviglioso, pallido e sodo nella sua bellezza giovanile, alto e gonfio dall’eccitazione, con due capezzoli rosa dritti e turgidi come chiodi, che prese tra le dita olivastre e strinse sorridendo, vedendola fremere dal dolore.
Poi mentre lei eccitata e arrendevole, involontariamente glielo porgeva, Nabil si spostò e spinse il capo di Carlo su di esso:
“Bacialo!… Leccalo!… Dai!!” Gli disse.
Portandolo contro con le labbra e facendoglielo baciare e leccare:
“ Mordilo!” Disse ridendo:” Succhiale i capezzoli come facevo io con Martina e faccio con te quando ti inculo, che a lei piace. Falle vedere come sai muovere la lingua su di loro, prendili in bocca … .” E lui chinando il capo su di essi, lo fece, iniziò a leccarli e succhiarli.
Oramai i due fratelli, non appartenevano più a se stessi, ma ai sensi, al desiderio e a quella
piacevole perversione che li avvolgeva e si era impossessata di loro.
Serena non parlava, stordita restò con le braccia sulle spalle di Carlo, mentre lui le leccava e
succhiava le giovani mammelle. Nabil senza dire nulla, con modo e fare autoritario, infilò la mano tra di loro, prese la fibbia della cintura di Serena e la slacciò, sganciò il grosso bottone dorato e tirò giù la cerniera dei jeans . Poi spostatosi dietro di lei, le prese i jeans per i fianchi ed a fatica tanto erano aderenti, a strattoni li tirò giù sulle cosce, riuscendo a sfilarli dal sedere e abbassandosi anche lui con facilità li tirò giù fino alle caviglie.
Si rialzò prendendo in alto il pizzo posteriore dello slip brasiliana che indossava e lo tirò su con forza, in modo che il resto del tessuto anteriore e posteriore , entrasse per bene tra il solco della figa e del culo, lasciandole le natiche completamente scoperte.
Mentre Carlo incurante di quello che faceva lui, baciava e leccava il seno di sua sorella.
Nabil da dietro Serena le bisbigliò forte all’orecchio:
“Quanti uomini hai fatto impazzire muovendo questo culetto sodo?… Ehh!! “… e glielo accarezzò.
Pronunciò la frase come un diavolo nero, con rabbia mista ad eccitazione. Continuando, mettendo la mano sopra il gluteo stringendolo forte … .
“Quanti ??”… Continuò:” Hanno desiderato di allungare una mano come faccio io adesso?
… Quanti?” … Ripetè stringendole più forte la natica tra le dita come se volesse scoppiarla.
“Lo fai venir duro solo a guardartelo. Non sai come eccita vederlo dondolare sotto la gonna o
fasciato stretto dai jeans com’era prima, muoversi assieme ai fianchi e alle cosce mentre cammini.”
Una schiaffo forte, schioccante colpì all’improvviso la pelle della natica destra di Serena. Una, due, tre volte, forte con rabbia .
“Piccola miscredente e troietta cristiana!… Ti piace essere guardata …ehhh!!”… Disse ridendo, parlando ad alta voce in modo che Carlo sentisse tutto.
”Dillo che ti piace!” … Esclamò continuando a schiaffeggiarle ritmicamente con pause brevi il
gluteo, sculacciandola dall’alto verso il basso a dita unite, trasmettendole scosse di piacere e di dolore, accompagnate dalle parole:” Ti piace..eh!!…Piccola puttanella occidentale!… Ammettilo! …Dillo che sei una cristiana infedele che le piace farsi guardare il culo!”
Mentre lei ferma in piedi, con la cute della natica che iniziando ad irritarsi si arrossava , lasciava spandere lo schiocchio dello schiaffo del suo culo nell’aria insieme alla musica.
Ogni colpo secco sulla pelle candida, schioccava forte e bruciava dandole sofferenza e brividi di piacere. Ogni schiaffo le faceva uscire un dolce lamento seguito dal mordersi le labbra e dallo stringere l’ano e retrarre il sedere .
“ Meriti di essere castigata per il tuo comportamento occidentale. Ammettilo!!..Su troietta!! … Ammettilo che sei una puttana o te lo faccio diventare tanto rosso a suon di schiaffi che non potrai sederti per un pò!” … Le annunciò Nabil attaccato all’orecchio… .
”Si!.Si!”. Replicò Serena turbata e scombussolata da quella sofferenza in parte anche piacevole.
Nabil continuò per qualche secondo ancora, mentre Serena sussultava agli schiocchii di quelle
sculacciate perverse e la pelle chiara della natica arrossiva velocemente .
Carlo seppur accaldato ed eccitato, non voleva che trattasse così Serena e la chiamasse troia e le chiese di non parlare così di sua sorella .
” Ma dai!!…Smettila!!” Rispose lui …” Le piace sentirsi dire che è una troietta ed essere trattata
così . Vedrai in seguito che ho ragione.”
Serena era eccitata e bagnata, sentiva caldo dentro la figa e l’interno delle cosce umide di umori per causa di quello stimolante preso al ristorante, e perverso Nabil, prese la mano di Carlo e allargandoglielo gliela portò dentro il tessuto dello slip, facendola arrivare in fondo a toccarle i peli e la sua fessura con le dita.
“Su dai!… Accarezzagliela un po’ che le piace!”
Carlo anche lui confuso, su sollecito di Nabil accarezzò la figa di sua sorella, mentre lui sempre più perfido gli aprì la cerniera, tirandogli giù lo slip lo prese in mano e tirò fuori dai
pantaloni . Era duro, ma non molto grande, poco più che un grosso dito.
Serena in preda ad una libidine che non conosceva , passiva e svampita lo lasciò fare, tutto questo la eccitava da morire, anche se confusa, capiva e non capiva quello che accadeva , sapeva che era suo fratello , ma era eccitata.
Continuando a parlare Nabil le abbassò anche lo slip a Serena, si inginocchiò davanti a lei annusandole la figa, le tolse le scarpe e un piede alla volta le sfilò, prima i jeans e poi il suo ridotto intimo di marca, mentre lei incapace di reagire, frastornata e impotente lasciava fare ed eseguiva i suoi ordini lasciandosi manipolare il piede, alzare, abbassare e spostare.
Era assurdo quello che stava succedendo, Nabil stava creando le condizioni perché si accoppiassero.

Ora Serena era nuda, completamente nuda davanti a suo fratello che la guardava eccitato con il cazzo fuori, aveva soltanto la catenina e i bracciali d’oro assieme alla folta chioma che ornavano il suo corpo. Carlo era la prima volta che la vedeva interamente nuda, nemmeno a casa l’aveva mai vista così erotica.
Il sesso peloso ma ben curato, formava un triangolo bruno di desiderio, il ventre piatto e incavato con il seno gonfio e sodo con i capezzoli dritti, si muovevano sotto il respiro ansante.
Erano tutti e due eccitati e desiderosi l’uno dell’altro.
Il monento era giunte, le droghe aveva sortito il loro effetto, ora toccava a Nabil, il maomettano come lo chiamava lei.
Nabil la prese per il braccio e spingendola dolcemente l’accompagnò e la fece sedere su quella
branda -divano, le appoggiò la schiena su dei cuscini a muro coperti da un lerciume di lenzuolo e le divaricò le gambe, allargandole bene le cosce facendo intravvedere sotto la giovane peluria bruna, il brillio della sua fessurina già dischiusa ed eccitata.
Serena arrendevole chiuse gli occhi, era stordita, in preda all’eccitazione e all’ebbrezza.
Erano entrambi in attesa di sviluppi, confusi, accaldati, sudati, pieni di voglia e desiderio, non capendo bene quello che stavano per fare, ma desiderandolo tanto.
Nabil fece un cenno a Carlo, che sudato si avvicinò, con il piccolo pene dritto fuori dai pantaloni, oscillante dall’erezione. Le slacciò la cintura dei pantaloni come aveva fatto con Serena, lasciandoli cadere i piedi e abbassandogli lo slip alle ginocchia lo esortò:
” Vai!! ..Chiavala!! … Adesso è pronta !…. E’ tua! “
Carlo intontito e soggiogato da Nabil, in preda all’esaltazione esitò, ma lui non si perse d’animo, lo prese per un braccio e lo mise davanti a lei dicendole:
“Su inginocchiati tra le cosce e chiavala!”
Spingendolo contemporaneamente con una mano sulla spalla, e Carlo come un automa si inginocchiò tra le gambe divaricate di sua sorella seduta su quella specie di divano, guardandole la figa ed esitando ancora.
Pur in quello stato alterato capiva che era sua sorella e non voleva possederla.
Nabil vedendo la sua titubanza glielo prese in mano e con l’altra piegandole il busto e spingendogli il bacino in avanti appoggiò il suo piccolo pene duro sulla fessura dischiusa e umida di sua sorella, tra le grandi e piccole labbra, e premendo dietro sul sedere di Carlo con una mano, lo fece entrare e lo accompagnò un poco, lasciandolo quando fu certo che una parte del suo cazzetto era ormai dentro la figa di sua sorella, spingendolo ancora sul sedere. Carlo si sentì premere dietro e spingere in avanti da Nabil e lentamente quasi passivamente entrò in lei; facendo subito irrigidire con un fremito Serena che sentendosi penetrata da suo fratello, girò indietro la testa guardando in alto dalla sensazione di piacere che provò nel sentirlo entrare, tenendo la bocca semiaperta, in un sussulto di godimento.
“ Su! Ora ce l’hai dentro, chiavala come fai con Martina… .” Lo incoraggiò Nabil.
Anche se il cazzo di Carlo era piccolo, la situazione era elettrizzante e Serena era talmente
infervorata e carica di adrenalina e dell’attesa, che anche un dito penetrandola l’avrebbe fatta
godere .
Nabil prendendola per i lunghissimi capelli le riportò il capo in avanti dicendole:
” E no puttanella!!..Devi guardare!… Oltre che provare piacere, devi guardare in viso tuo fratello che ti chiava!!… E’ tuo fratello quello che ti sta chiavando in questo momento e non il tuo Paolo e questo tu lo sai!”
A quelle parole Serena ebbe un lampo di razionalità, esclamando:
” Carlo!!…. Ma che stiamo facendo …?”
“Chiavate !” Gli rispose Nabil per lui.
Ma Carlo oramai infoiato si muoveva avanti e indietro, la stava chiavando davvero, prese le mammelle in mano e come faceva con la sua Martina, iniziò ad accarezzarle e succhiarle, e d’impulso lasciandosi andare di lato si sdraiarono sulla branda.
Il respiro di Serena diventò affannoso, breve e ansimante. Godeva… .
Sapeva che era suo fratello che la stava chiavando e le piaceva… ne godeva morbosamente forse avendolo sempre desiderato inconsciamente.
Nabil perversamente, forse per vendicarsi del suo modo di fare nei suoi confronti, le si avvicinò all’orecchio iniziando a bisbigliare perfidamente:
” Ti fa godere eh Carlo?”… Serena non rispondeva, ansimava , ma prendendole un capezzolo tra le dita e premendolo continuò:
“Ti fa godere Carlo?”… Ripetè.
Rispose con un: “Si!!”… Lungo boccheggiante, peccaminoso… .
” Dillo bene! … Ripetilo con calma..” Le chiese stringendole il capezzolo.
” Si ! … Si! … Mi fa godere!”
Nabil eccitato e felice a quelle parole ribadì:
” Lo sai vero che è tuo fratello che ti sta chiavando e facendo godere?… Lo sai vero?” Ripetè.
Ad occhi chiusi, dalle sue labbra uscì un altro:”Si!”… Affannoso.
” Scommetto che ti fa godere più del tuo fidanzato! ”
La provocava, la istigava, ma lei non rispondeva stordita dal piacere e dall’eccitazione datole da quelle sostanze che Nabil le aveva fatto bere e fumare.
Lui la prese per i suoi lunghi capelli e arrotolandoli sulla mano come una fune li tirò forte
ripetendo: “Allora!!…Rispondi ?”
” Si!..Si!…. Si!!” … Ripetè Serena, godendo di più dando quella conferma.
Poi li lasciò , srotolò i capelli dalla mano mettendoglieli dietro il e li lasciò chiavare, e prendendo la testa di Carlo per i capelli, lo portò a mettere la faccia contro quella di sua sorella, dicendo:
“Baciatevi! Limonate! Chiavate pure tranquillamente.”
A quelle parole lui si allontanò qualche metro e iniziò a scattare fotografie con lo smartphone e il flash da ogni parte e a registrare una clip da tutti i lati, zumando sui particolari e sui visi mentre si baciavano e i loro corpi mentre chiavavano. Oramai la gabbia era chiusa e la preda era dentro, anche Serena era in trappola ed era ricattabile.
Quando le avrebbe avute, Salvatore avrebbe saputo come usare quelle foto e quella clpis.
Felice di quello che aveva fatto, Nabil andò dietro Carlo e lo accarezzo nel sedere scoperto mentre si chiavava sua sorella, fino ad accarezzarle l’ano e dopo averlo insalivato, infilò, prima l’indice e poi il medio, mimando la sua asta di carne, muovendo le dita avanti e indietro inculandolo con esse.
Carlo getto un urlo di piacere, si inarco a sentirsi sodomizzato mentre chiavava, stava venendo, sentiva dal piacere che stava per avere l’orgasmo, era la sensazione meravigliosa di prenderlo in culo e darlo nella figa contemporaneamente, era bellissimo, chiavare ed essere inculato .
Serena, stordita ed eccitata non si rese conto di quello che faceva Nabil a Carlo, ma sentendo suo fratello irrigidirsi ed inarcarsi sopra lei e urlare di piacere, prese a dimenarsi tutta e a baciare Carlo in bocca . Godeva anche lei come Martina del cazzetto di suo fratello, si contrasse in preda all’orgasmo:”Siii !! “….Gridò forte venendo.
Fu un istante, una fortuna, che Carlo, con ancora le dita di Nabil dentro di lui, avvinto dal
piacere, gemendo dal godimento, ebbe la forza di spingersi indietro appoggiando le mani sul bacino di Serena, tirandolo fuori dalla sua figa calda e palpitante, venendogli con poche gocce di sperma sui peli del pube… appena in tempo .
A Nabil non preoccupava minimamente se le fosse venuto dentro e l’avesse messa incinta, non le interessava.
Nabil tolse le dita dall’ano di Carlo, asciugandole e pulendole con il lenzuolo già lercio della branda, lasciando su quel divano sudicio, attaccati uno sopra l’altra i due… fratello e sorella.
Restarono fermi, abbracciati, sudati e ansimanti, Carlo sopra a lei a gambe larghe , con il cazzetto che si stava afflosciando rapidamente schiacciato dal suo corpo sul ventre di Serena.
Ora si guardavano negli occhi, erano uno di fronte all’altro… .
Serena ancora confusa stava realizzando quello che avevano fatto, aveva avuto un rapporto sessuale con suo fratello … un incesto!!… . A quel pensiero , senti salire e unirsi al piacere che ancora la pervadeva, la vergogna e l’umiliazione.
Avrebbe voluto inveire contro Nabil, era stato lui l’artefice di tutto, ma era timorosa, non ne aveva la forza ne il coraggio.
Nabil ruppe quella riflessione dicendo: “Brava la sorellona che si è lasciata chiavare dal fratellino!… Allora era vero quello che dicevi a tavola … .”
Aveva preso a darle del tu ora. Serena restò in silenzio umiliata e piena di vergogna per quello che aveva fatto e anche per essersi mostrata nuda a lui, ricordando che l’aveva osservata e palpata.
Esclamò a Nabil:” La prego! Non dica niente a nessuno quello che è successo !… Non so nemmeno io come possa essere accaduto ?… Sono confusa e mi gira la testa. E’…. è stato un momento di inconsapevolezza , di sconsideratezza….non so!…Sono ubriaca!”
” E si!!… Momento di inconsapevolezza, di sconsideratezza, di ubriachezza . Vi siete fatti però una bella chiavata tutti e due, altro che!…Vuoi vedere le fotografie?” Disse Nabil .
“Fotografie?” Esclamò Serena sorpresa… .
“Si fotografie !.. Mentre voi chiavavate godendo e fregandovene del mondo, io vi fotografavo e ho fatto anche una clip con lo smartphone. “
“Oddio!!” Esclamò Serena impallidendo rivolgendosi a Carlo:” Ci ha fotografato?”
“Si!”….Ripetè lui:” Comunque tranquilla, non lo saprà nessuno, solo noi tre e quando vorrete, potete venire qui a rifarlo, vi impresto il mio appartamento, così tu potrai fare anche un pò di pulizie.”… Disse ridendo, aggiungendo:
” Ah scusa dimenticavo… adesso possiamo anche darci del tu vero…. signorina Serena? “
Serena restò ferma e in silenzio era intontita e aveva mal di testa, ma piegò il capo e annuì sconcertata, pensando a quello che era accaduto.
Carlo sdraiato vicino a lei , fermo e sudato, ansimante ascoltava, in uno stato quasi soporoso,
incapace di reagire.
Serena disse che doveva andare in bagno urgentemente, le scappava la pipì, nel ristorante-dancing era entrata in bagno ma non aveva fatto nulla perchè era sporco, ma ora dopo il rapporto sessuale, quello stimolo si era fatto più forte e impellente, non c’è la faceva più a trattenerla, si sentiva scoppiare.
Nabil le indicò dov’era la toilette, lei si alzò mise la sua maglietta, poi prese quella di Carlo e si
coprì il sesso e il sedere girandola sulla vita come un gonnellino.
Nabil l’accompagnò , mentre Carlo reclinata la testa all’indietro, estasiato a occhi socchiusi
ascoltava la musica lasciandosi andare .
Il Bagno come tutto il resto lasciava a desiderare era sporco e disordinato, slip sporchi di urina e feci appesi alla maniglia della porta e sullo specchio, il copriwater era pisciato, macchiato di urina fresca e secca di giorni .
Doveva fare pipì da molte ore e non resisteva più.
Vincendo il disgusto e la repulsione, prese una spugna dal lavabo, la bagnò e la passò sopra la
tavola copriwater pulendola. Nabil la guardò sorridente:
” Brava!!..Vedo che hai iniziato a fare le pulizie!.. Bene pian piano mi pulirai e riordinerai tutta la casa .” Esclamò.
Serena lo guardò di storto ma non rispose, le chiese gentilmente di uscire dal bagno che doveva fare i suoi bisogni .
Nabil rise… la invitò a non sentirsi a disagio, che avrebbe potuto benissimo farla dinanzi a lui, che avrebbe chiuso gli occhi.
Quella risposta la rese ancora più imbarazzata, tanto che rimase immobile e irritata, poi lo esortò :
” Su! …Per favore Nabil esca! Mi dia un po’ di privacy!”
“Esca?… Ma… mi dai ancora del lei?… Guarda che mi offendo.” Dichiarò beffardo, ridendo di quella puttanella occidentale che doveva urinare.
“Allora … su! … Per favore …esci Nabil!!” …Ripetè con forza Serena correggendosi.
” Ecco così va meglio!” … Esclamò lui.
Nabil a quella troietta bianca e infedele voleva umiliarla di più, farla sentire piena di vergogna e sottomessa a quello che decideva lui, invitandola a urinare lo stesso con la sua presenza.
La informò che tanto lui era abituato a pisciare dinanzi ad altri, come anche altri lo erano davanti a lui, sia uomini che donne e le rise in faccia, mostrandogli i suoi denti sporchi e il suo incisivo spezzato che lo imbruttiva ancora di più.
Era un ridere solitario il suo,che innervosiva Serena già shoccata da quello che aveva fatto con
Carlo.
Serena provò ancora a farlo uscire, dandole del tu, pensando così di rabbonirlo:
” Per favore Nabil, su esci, sii gentile che devo urinare, non ci riesco se ci sei tu, mi blocco!”
Le chiese, stringendo le gambe e le ginocchia per aiutarsi a trattenere .
Lui rispose in modo autoritario, nel suo dialetto, incomprensibile per lei, arrabbiato, gesticolando con la mano. Poi in Italiano esclamò:” Piscia così!!…Ubbidisci!!”
Serena ,non ce la faceva più, aveva capito che non sarebbe uscito quel piccolo scarafaggio scuro e ora si era anche incattivito.
Non sarebbe riuscita a portarsela a casa, era lontana e rischiava di farsela addosso davvero e questo la spaventava molto. Così sotto quel comando e in preda ad un imbarazzo clamoroso, gli chiese almeno di girarsi dall’altra parte o di chiudere gli occhi.
Cosa che Nabil ridendo acconsentì, fingendo di voltarsi.
Lei si mise veloce sul wc, in sospensione , per non appoggiare il sedere e le cosce, su quella tavola lercia di piscio fresco e secco, cercando di concentrarsi e non pensare alla sua presenza. Intanto senza che lei se ne accorgesse Nabil si era rigirato e rideva sommessamente in silenzio nel vederla quasi seduta, ma sospesa sulla tazza piegata in avanti, urinando e tirando qualche scoreggetta.
Per fortuna la maglia di Carlo le copriva il sesso. Cercò di far uscire la pipì, si concentrò spinse, purtroppo era bloccata, non riusciva a farla dinanzi a un estraneo e per di più un marocchino, un musulmano.
Nabil si avvicinò ridendo e parlando con un ghigno perfido:
” Sei proprio una signorina!!…Hai paura di appoggiare il culo? ”… Le domandò spingendola giù
per la spalla e facendola sedere sul copriwc sporco della sua urina e all’improvviso con una manata le strappò la maglia di Carlo che la copriva… dicendole arrabbiato di farla davanti a lui, che lo eccitava tantissimo, anzi era la cosa che lo eccitava di più in assoluto vedere le troiette bianche pisciare.
Il pallore del viso di Serena si colorò di rosso come la vergogna, a mostrarsi in quella situazione estremamente intima a quello sconosciuto.
Intanto Nabil mentre parlava si sbottonò la chiusura anteriore che si era fatto fare al Kaftano, in modo da poter urinare senza tirarlo su, e tirò fuori il suo cazzo dall’apertura, eccitatissimo, duro e lungo molto più di quello di Carlo.
” Guarda il mio cazzo!” … La esortò. “ Vedi come è duro!…Perchè mi eccita vederti pisciare.
Guardalo come è bello grosso e lungo, così ti ecciti e la fai!” Disse.
Serena alla vista di quel pene che usciva al centro della lunga tunica sussulto sorpresa e sconcertata, restò strabiliata, era lungo davvero il doppio di quello di Carlo e anche del suo fidanzato, e tutto scuro.
Ma era ..era bello! .. Si!… bello da guardare, leggermente curvato in su, sembrava scolpito, tanto era armonioso e perfettamente liscio , esteticamente meraviglioso.
Diventò ancora più rossa e imbarazzata a osservarlo, non immaginava che quel ragazzino potesse avere un pene così grande, da adulto ben dotato.
” Non ti piace signorina Serena?” …Le chiese Nabil avvicinandosi…. .
Lei non rispose e lo guardava di traverso, non sapeva ancora che quel cazzo così bello, scuro e maghrebino aveva già chiavato Martina e sua madre, e inculato tutte e tre, Carlo per primo, non immaginando che da li a pochi giorni lo avrebbe preso anche lei, ne sarebbe stata chiavata e inculata con gioia come il resto della sua famiglia.

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