IX° Non desiderare la donna d’altri –19 L’intrigo.

IX° NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI.
Personaggi:
Serena Gometti : 2° figlia , 22 anni , studentessa universitaria al quarto anno di Architettura.
Carlo Gometti : 3° figlio di Beatrice , 19 anni , studente universitario , al primo anno di legge.
Fidanzato con Martina
Nabil Jasmahel: Ragazzino marocchino di quasi 19 anni , datole in affidamento dal tribunale su richiesta di Salvatore e Clelia. Già stato più volte in riformatorio per reati contro il patrimonio, molestie sessuali e piccolo spaccio.

Note:
“…ad assecondare il diavolo si resta bruciati…”
Anonimo.

CAP. 19 L’INTRIGO
(Serena)

Il giorno seguente Beatrice prese Nabil da parte e a quattrocchi, le fece giurare che non avrebbe parlato con nessuno dell’accaduto.
“ Io ti perdono ma nessuno dovrà mai sapere niente!” Disse Beatrice risoluta.
“Si, certo signora Beatrice.” Rispose lui.
“Giuralo!… Giuralo sul tuo Dio musulmano, su Allah che non lo dirai nessuno!”
“Noi su Allah non scherziamo …” Rispose Nabil tornando serio e smettendo di sorridere.
“Appunto! Giuralo! …Che non lo dirai ne a Salvatore, ne a Clelia, ne a nessuno… .”
Beatrice non sapeva che lui li aveva informati di tutti i particolari già la sera stessa del fatto.
“ Va bene!” Esclamò:” Però mi promette che lo rifaremo!”Disse guardandola.
Beatrice restò in silenzio per parecchi secondi, non le andava venire a patti con quel marocchino, ma non aveva scelta, finche non sarebbe finito tutto, quella era la sua condizione e faceva e accettava tutto per i suoi figli.
“Va bene lo faremo ma non adesso, più avanti, ora sono indisposta, tra un mese… ma non di dietro, ce l’hai troppo lungo, davanti, lo faremo davanti tra un mese o due.
Nabil accettò e giurò su Allah che non avrebbe detto più qualcosa che aveva già detto, e tutto terminò lì, i rapporti ritornarono distaccati e di lavoro, e continuò a chiamare quella che mentalmente chiamava puttana cristiana, di nuovo signora Beatrice.

Intanto Carlo oramai era succube di Nabil e indirettamente di Salvatore e Clelia, artefici di quello che era accaduto e accadeva, era nelle loro mani e lo muovevano come un burattino… .
Nabil aveva un ascendente fortissimo su Carlo, la sua attrazione per lui, rasentava la passione, ne era segretamente innamorato anche se non lo ammetteva e lo asseconda in tutto, al punto di essere arrivato a concedergli sessualmente su un piatto d’argento la sua fidanzatina Martina.
Ma ora Nabil voleva di più … volevano di più tutti, lo voleva Clelia, Salvatore e Giovanni e volevano sua sorella Serena.
La dolce e bella Serena.
Ma Salvatore e Clelia, perversamente pretendevano che fosse prima lui, Carlo a chiavarla e poi la concedesse e aiutasse Nabil a sottometterla.
Ambiguamente e abilmente, durante le giornate e i loro incontri passionali, Nabil facendo finta di nulla gli chiedeva:
” L’hai mai vista nuda tua sorella Serena ?” … Ingenuamente Carlo rispondeva : ” Qualche volta!!…In casa a volte capita !”
” Anche Francesca? ” Chiedeva perfidamente … .” Si tutte e due le mie sorelle. Te lo detto capita… più che altro le ho viste in disabiliè, mezze nude quando girano per casa.” Precisò.
“Com’è Serena nuda?… E’ bella?” … Domandò lascivamente.
“Si! E’ bellissima !!” …. Rispose Carlo, non lo dico perché è mia sorella, ma è molto bella.
” Ti piace?”… Chiese lui.
” Ma che domande Nabil, è una bella ragazza……certo che mi piace, ma è mia sorella.”
” Ma a te piace come ragazza ?… Intendo anche sessualmente? ” Insistette.
“Be si! “… Replicò Carlo innocentemente.
” E te la chiaveresti se potessi?”… Pronunciò malignamente .
“Ma che domande Nabil!… Anche se vorrei e potrei non posso,è mia sorella … anche se mi piace come ragazza, non si fanno queste cose tra fratello e sorella, è incesto.” Asserì Carlo.
“Ma rispondi alla mia domanda. Te la chiaveresti se non fosse tua sorella?”… Ribadì
perversamente e deciso Nabil.
“Be’!..Penso di si …. certo, se non fosse mia sorella credo di si, è molto bella e sensuale.” Rispose .
” E allora perchè non la chiavi!” Esclamò… e prima che Carlo potesse rispondere aggiunse:
“Se vuoi io ti aiuto… .”
“Ma no!…Che dici Nabil, è mia sorella, non posso e poi non voglio.” Riaffermò Carlo.
” Dai!… Non saprà niente nessuno .” Aggiunse Nabil.
“Ascolta Carlo, è come uno svago, un passatempo, un gioco tra noi, proviamo, se poi non ci sta non fa niente finisce tutto li, ma intanto la metteresti alla prova se anche lei lo farebbe con te se non fossi suo fratello.
Tu provi !… Se ci sta bene … se vuoi la chiavi, se no lasci perdere tutto, se non ci sta … non fai niente, gli dici che scherzavi, che era un gioco. Vediamo solo come reagisce alle tue avances e poi ci sarei anche io vicino a te. E’ solo un gioco!”… Ripetè Nabil accarezzandolo teneramente.
“Ma non so!… Sono cose che non mi vanno, non mi piacciono, che mi turbano…dai!!… Non mi va questo gioco è mia sorella.” Rispose titubante e indeciso.
” Ma dai!!..Proviamo! “….Ribadì Nabil muovendo la lingua come un serpente tentatore. “Vediamo come reagisce, te lo detto ci sono due possibilità…anzi tre !” Si corresse.
“ Se ci sta, sarai tu a scegliere se farlo o no, quindi sarai solo tu a decidere. Se non ci starà dirai che è stato tutto uno scherzo, la prendi a ridere, ti crederà e finirà tutto… “
“E la terza?” Chiese Carlo curioso, dimostrando pur senza volerlo un certo interesse per quel che diceva.
“La terza se lei ci stà e tu non vuoi chiavarla per qualunque motivo, se vuoi me la puoi fare chiavare a me!”
“Ma figurati! Sapevo che arrivavi a questo!” Esclamò Carlo risentito.”Non sai quel che dici!… Dai, Serena è fidanzata ufficialmente in casa, deve sposarsi, è sempre stata solo con Paolo il suo fidanzato, si sono conosciuti a scuola e non mi va che vada con altri che non sia lui. E poi lei non ci starebbe… No!..no!”
” Ma tu!… Io!… Noi due!… Non siamo gli altri… noi siamo una cosa sola.”Continuò Nabil per
convincerlo.
” Ma non mi va!…Dai!!”… Ribadì Carlo. ” E’ mia sorella ed è fidanzata.”
“Bravo!!… “Disse Nabil sferzante:”La pensi così perché è tua sorella?… Però a Martina me l’hai fatta chiavare e inculare pure! E non ti sei posto problemi etici , eppure è la tua fidanzatina, la tua futura moglie.” Come a volerlo colpevolizzare e fare sentire in colpa nei confronti di Martina.
Carlo replicò:” Lo sai che non volevo!”
Poi restò in silenzio, imbarazzato esclamò: “Ma non so Nabil, con Martina era diverso.”
” Ma guarda che a tua sorella non la violento come ho fatto con Martina!…Ti do la mia parola. Te lo giuro. Anzi sai cosa fai? Gli fai mettere i pantaloni stretti, quei jeans che aveva l’altro giorno in negozio, che sono strettissimi e per toglierli ci vuole il consenso. Più di così!… Proviamo solo a vedere cosa succede quando la corteggi, come reagisce. Se ci sta lei. Se no ..non si fa niente.. te lo detto! ” Ci fu una lunga pausa.
“Dai!!”… Gli disse cercando di persuaderlo, accarezzandolo e toccandolo in mezzo alle gambe .
“Fammi contento dai!!…Guarda!!… Ti viene duro solo a pensare di provare a chiavare tua sorella… .” Esclamò ridendo.
Effettivamente Carlo aveva avuto una forma d’erezione a quei pensieri.
“ Vedi che sei bisex !”.. Le disse per incoraggiarlo e farlo contento. “ Che non sei gay… . Ami me, ma anche le donne. Stai diventando come me attivo e passivo.” Gli disse mentendo. Sapeva benissimo che non era vero, che la sua tendenza era ormai di effemminato e il suo futuro da trans, però lo illudeva.
“Adesso sei così!… Contrario, ma inizia a pensare piano piano che la corteggi e che poi la puoi chiavare, vedrai che ti abitui all’idea e la desidererai e poi io ti aiuto, organizzo e faccio il resto.
Senza nessuna violenza te lo giuro. Hai la mia parola!
Facciamo come con Martina, ma a lei la portiamo in periferia, in un ristorante-dancing a divertirci e se vorrete oltre che cenare si potrà anche ballare, di te si fida, verrà se la inviti, una volta che è li la fai bere un pò e con un pretesto io vengo a tavola e gli allungo la bevanda con qualcosa che so io , il resto è fatto.” Espose Nabil.
“Come hai fatto con Martina?” Chiese Carlo.
” Si più o meno, ma ti ripeto non la violento a tua sorella come ho fatto con lei, se ci sta bene…sarai tu a chiavarla, se no ce ne torneremo a casa.”
“Ma io non so!!… Dai , è mia sorella Nabil…” Ripetè .
“Embè!!” Esclamò lui, informandolo:” Sai quante fratelli si chiavano le sorelle?… Molti!… Solo
che non si sa in giro perchè non lo dicono.”
“Guarda!”… Gli ripetè Nabil :”Ti aiuto io a fartela chiavare, se vuoi e se lei ci sta e poi intanto resterebbe tutto in famiglia e nessuno saprebbe niente, ne il suo fidanzato Paolo, ne la tua fidanzata Martina.” Fece una pausa e proseguì:
“Ma io no! … Non la chiavo!…. Non la tocco neanche con un dito, non come ho fatto con Martina. Te lo prometto, te lo giuro. Io vorrei che fossi tu a chiavarla.
Almeno provaci, corteggiala solo per vedere se ci sta o no! Se non vuoi provare dimmelo chiaro, ne trarrò le conseguenze. ” Aggiunse sibillino girandosi per andarsene come offeso dal suo comportamento.
“Dai! Aspetta!! … “ Lo richiamò Carlo:”…Dammi almeno qualche giorno per pensarci . Ma poi io non so come fare , ho paura e non voglio chiavarla .” Esternò Carlo.
“Non ti preoccupare, organizzerò tutto io, te la porterò in un piatto d’argento, come tu hai portato Martina per me e se poi quando te la darà , se non vorrai, non la chiaverai.” Ribadì per convincerlo.
“Va be ci penserò!” Esclamò Carlo quasi rassegnato.
Quel “Ci penserò!” …Era già un mezzo si, e dentro di se Nabil gioiva, la porta della gabbia era di
nuovo aperta ora doveva far entrare la sorella, Serena e poi con il consenso di Salvatore l’avrebbe chiusa.
Felice fece subito la sua relazione a Salvatore che gli diete alcuni utili consigli e idee.
Essendo Serena più influenzabile di sua sorella e sua madre e di carattere remissivo, spesso
arrendevole, decisero di partire da lei prima che da Francesca più dura e risoluta come sua madre, per proseguire nella corruzione morale di tutta quella bella famiglia per bene invidiata da tutti.

Un pomeriggio, dopo un rapporto intimo e dietro le insistenze continue di Nabil, Carlo accettò
seppur controvoglia, di provare a sedurre sua sorella Serena .
” Non avere paura !..E’ come un gioco !..Non lo saprà nessuno probabilmente finirà con un nulla di fatto.”
Le ripeteva Nabil per tranquillizzarlo.
” Devi solo provare a vedere se ci riesci, se lei ci sta!…E basta!”
Non sapeva nemmeno lui perchè aveva accettato di accontentarlo, erano cambiate tante cose in pochi mesi nella sua vita, Nabil aveva un ascendente dominante nei suoi confronti, ed era diventato il maschio suo e della sua fidanzata Martina che sciaguratamente per paura lo accettavano.
Nabil gli piaceva, anche se gli aveva sconvolto la vita, gli aveva fatto capire quali erano le sue vere tendenze sessuali e gli piaceva essere così, amato e posseduto da lui come donna.
In fin dei conti sentiva un’attrazione verso quel marocchino musulmano suo coetaneo , qualcosa di più oltre che l’attrazione fisica e il desiderio sessuale, qualcosa che non osava pensare. Forse si era innamorato di lui… e non voleva perderlo, e per questo accettava ogni sua richiesta.
Lo avrebbe fatto per accontentarlo, visto che ci teneva tanto .
Ma avrebbe fatto finta, certamente non aveva nessuna intenzione di chiavare davvero sua sorella come voleva lui, che per quanto bella fosse era sempre sua sorella e nemmeno farla chiavare da lui come aveva fatto con Martina.
Nabil considerava sua sorella, ne più ne meno che come Martina e l’altra sua sorella Francesca, delle puttanelle infedeli cristiane da convertire all’islam.
Serena era debole di carattere e secondo Nabil che lo sapeva vedendola spesso in negozio, sarebbe stato facile corromperla e una volta compiuto il fatto … tutto sarebbe tornato come prima.
” In fondo ci sono tanti fratelli che chiavano la sorella e non è mai successo niente !” … Gli ripeteva per incoraggiarlo.
Carlo avrebbe finto, quella era la sua intenzione, lo avrebbe assecondato e provato a sedurla, poi quando sarebbe stato il momento decisivo, se lei ci stava, si sarebbe tirato indietro con una scusa.
Qualcosa avrebbe escogitato, anche se non sapeva ancora cosa…Ma era certissimo che Serena non ci sarebbe mai stata e poi a differenza di Martina che aveva la gonna su suo consiglio, Serena avrebbe avuto i jeans strettissimi da togliere, le mutande di ferro, come le chiamava scherzosamente Beatrice tanto erano stretti da levare e questo lo tranquillizzava.
D’accordo con Nabil e su suo consiglio, come avevano fatto con Martina, stabilirono che l’avrebbe invitata a cena una sera che era libera da impegni di studio e sentimentali, in quel ristorante dancing sul mare.
Serena quando seppe dell’invito, accettò felice di passare una serata con il suo fratellino.
Una di quelle sere Nabil prima che avvenisse l’incontro con Serena, lo chiamò allo smartphone e gli chiese di passare da lui che doveva dargli gli ultimi ragguagli.
Carlo non vedeva l’ora che sarebbe passata quella serata così Nabil si sarebbe messo il cuore in pace.
Giunto a casa sua, gli spiegò quale sarebbe stato il suo piano, il locale era un ristorante dancing, al centro si poteva danzare volendo, i tavoli erano tutti attorno alla pista e illuminati ognuno da una lampada sopra di essi. Lui sarebbe arrivato dopo, quasi casualmente come la volta precedente con Martina, quando loro sarebbero stati già a tavola e si sarebbe fermato su sua richiesta a bere al loro tavolo.
Gli chiese di farla bere molto, sempre come aveva fatto con Martina, di trovare qualche espediente e che una volta a tavola, al resto e al proseguimento della serata avrebbe pensato lui.
Prima di lasciarsi, perfidamente lo accarezzo sul viso e gli diede un bacio sulle labbra come due innamorati, ricordandogli che era solo un gioco quello che facevano, ed era una prova d’amore che lui gli dava, facendolo contentissimo, dicendogli mentendo per incoraggiarlo, che anche lui l’aveva fatto con sua sorella in Marocco.

I giorni passarono in fretta.
Il pomeriggio della cena Carlo si incontrò con Serena in negozio.
“Allora è per stasera!” Disse Serena.
“Si ci vediamo alle venti!” Rispose lui.
“D’accordo….” Replicò Serena.
“Ahh… stasera se puoi metti quei jeans che avevi l’altro giorno che mi piacciono molto e ti stanno bene!”
“Quelli di Dolce e Gabbana?” Replicò lei.
“Si… quelle che mamma chiama le mutande di ferro.” Rise… .
“D’accordo, piacciono anche a me, l’indosserò.”
La stessa sera dopo che si era salutata da poco da Paolo il suo fidanzato e non immaginava cosa l’aspettasse, Carlo come Giuda le diede un bacino d’affetto sulla guancia per salutarla e dopo i convenevoli partirono felici in auto per il ristorante.
Serena era una bellissima ragazza alta, snella, fiera e orgogliosa di se, ma anche dolce e gentile.
La tipica ragazza di buona famiglia borghese, avvenente e vanitosa, molto appariscente con i suoi capelli lunghissimi biondi color oro come sua madre.
Ma per Nabil era solo una puttanella cristiana miscredente da educare ai precetti dell’islam.
Era molto fine ed educata, anche timida a differenza di sua sorella Francesca che era più risoluta e decisa.
Tutti l’ammiravano, anche le ragazze, che invidiose si rodevano dalla rabbia perché gli sguardi maschili la preferivano a loro.
Occhi grandi color blu del mare, brillanti che sembrava esserci la rugiada dentro, tanto erano
luminosi, trasmettevano emozioni intense.
Era una ragazza riservata, quello che colpiva era la sua tranquillità, la sua bravura e la sua dolcezza, con quel viso e quelle mani sottili e delicate che sistemavano sempre i lunghi capelli, mossi dolcemente dal vento o dalle sue esili dita dalle unghie lunghe e smaltate, che li mettevano a posto più per abitudine che necessità. Diversa da tutte le altre, carattere raffinato con la passione per le arti e la poesia, amava molto l’estetica e la bellezza del corpo.
I capelli d’oro le scendevano vaporosi e ondulati come il mare quasi fino agli esili fianchi e
scivolavano giù sulla schiena , fino quasi al sedere e per questo suo grande splendore l’avevano soprannominata : “La figa dai capelli d’oro.” Perché i suoi capelli erano più luminosi dell’oro, biondi come il grano e pettinati da incanto. La sua chioma la rendeva unica e invidiabile, distinguendola dalle altre ragazze. Era impossibile vederla e non restarne almeno invaghiti.
Le labbra erano grandi e scarlatte e risaltavano sulla pelle chiara e tenue.
Denti perfetti, molto curati, dritti e regolari, colore delle perle chiare, con il sorriso che sembrava quello di una ragazzina a cui era stato raccomandato di lavarsi i denti spesso e di bere molto latte.
Come la madre e sua sorella di carnagione diafana, candida come porcellana, che i suoi occhi di cristallo azzurro la facevano sembrare una scultura.
Il lungo collo, da cigno, come quello di Beatrice, era segnato da una catenina d’oro con crocifisso, che finiva sul petto imponente, tra l’incavatura del seno, appena sopra la scollatura della maglietta di seta nera con brillantini .Mostrando in trasparenza le giovani mammelle sode e la croce d’oro tra loro, coperte da un golfino blu.
Serena con l’abbigliamento casual o classico, vestiva sempre in modo ordinato, di marca ed elegante e quella sera indossava i jeans aderenti di Dolce e Gabbana, blu come l’oceano, che fasciavano strette le sue cosce e il sedere in modo sexy, evidenziandone la forma e la simmetria perfetta di quel culetto fantastico, con gambe lunghe e affusolate, strette dal tessuto griffato.
Le sue curve , leggermente pronunciate, le conferivano una grande sensualità, ventre piatto e un seno bello e sodo.
La bellezza del suo corpo, come quello di una Dea colpiva, attraeva e spingeva a soffermare lo
sguardo su di lei, senza reprimere un senso di meraviglia, a volte di estasi.
Il suo corpo magnifico si concludeva con due scarpine dal tacco a spillo nere che la rendevano
quasi più alta di suo fratello e da una borsetta da sera nera con brillantini che portava al braccio, oltre che dai suoi capelli meravigliosi che davano vaporosità e potenza alla sua bellezza.
Aveva l’eleganza di una principessa e il fascino di una dea, e Nabil lo sapeva, una bellezza diversa da quella di Martina che era più irriverente e sbarazzina, Serena invece era sempre posata ed educata, molto femminile.
Il suo candido sorriso, era contagioso, faceva involontariamente spuntare anche quello degli altri quando li guardava sorridendo.
Era uno spettacolo di desiderio per gli occhi.
Fidanzata da qualche anno in modo ufficiale con Paolo, un ragazzo di 25 anni di buona famiglia conosciuto al liceo, da poco laureato in giurisprudenza, erano in attesa della laurea di Serena per sposarsi.
Nell’attesa facevano progetti sul futuro.
Arrivarono verso le 20.30 si accomodarono all’interno e dopo l’ordinazione chiacchierarono del più e del meno.
“Come mai questa serata insolita con la tua sorellona!?”…Gli chiese Serena…sorridendo
“Perchè è parecchio di tempo che volevo stare un pò con te!” …. Rispose Carlo impacciato.“ Ci vediamo sempre di sfuggita.”
Serena lo guardò attenta scrutandolo in viso:” Hai problemi con Martina ?.. Avete litigato?…Me ne vuoi parlare?”.. Gli chiese fraintendendo il motivo dell’incontro.
“No!…No!”…Rispose lui.” Con Martina va tutto bene ,benissimo, ci siamo lasciati poco fa .
E’ che certe volte, non so, mi manchi tu!!”… Riferì Carlo, calatosi divertito nel gioco e nella parte del corteggiatore di sua sorella.
“Oddio Carlo!!” Esclamò Serena sorridendo:” Mi parli come se fossi la tua ragazza!!”
“Be!..Un pò per me la sei stasera! … Ti voglio bene lo sai .
Mi piace stare con te, non stiamo assieme quasi mai, sei sempre con Paolo o sei a studiare , così questa serata lo pensata per noi!.”
“Hai fatto bene!” …Esclamò Serena sorridendo e mostrando i suoi bellissimi denti bianchi.
“Anch’io ti voglio bene lo sai! … Questa sera c’è la pigliamo per noi!”… Affermò, mentre spostando indietro con la mano, faceva passare i suoi lunghi capelli da una parte e dall’altra del collo come una grossa coda sciolta.
Iniziarono a cenare, dentro di lui inspiegabilmente e perversamente sentì che le piaceva corteggiare sua sorella,stare a quel gioco di Nabil, domandandosi se davvero lei avrebbe accettato le sue avance se fosse stato più audace.
Certo non avrebbe fatto niente perchè era sua sorella ed era un incesto e poi lui preferiva i
rapporti sessuali con Nabil, ma giocare … provare a vedere dove sarebbe arrivato , lo stuzzicava, le creava un senso di eccitazione nuova, diversa, morbosa.
“Perchè non provare!” ..Pensò tra se cenando…” Non c’è niente di male, al limite finisce tutto con delle scuse e una risata da parte di entrambi.”
Serena sorseggiò più volte, assaporando il vino bianco, lei che beveva pochissimo non amando
bere il vino e alcolici in generale, ma quella era una serata particolare, Carlo l’aveva invitata e poi era con il suo fratellino, ed era lui che guidava l’auto e si lasciò andare a qualche sorsata di più, ma niente di particolare.
Parlarono del più e del meno, di Paolo e Martina, Francesca e Giacomo e di mamma e papà, a
metà cena, videro Nabil passare vicino a loro. Lo salutarono per educazione, anche Serena che lo conosceva appena per averlo incontrato qualche volta nel negozio.
“C’è il saraceno… .” Disse sorridendo.
“Il saraceno? “Domandò Carlo stupito.
“Il maomettano che lavora in negozio di mamma… il musulmano, come lo chiami tu…?” Chiese ridendo a Carlo.
“ Ah…Nabil!” Disse lui.
E sempre sorridendo avvicinandosi gli confidò: ” Io e Francesca nei nostri discorsi lo chiamiamo, il saraceno, il maomettano o il musulmano. Ma lo sai che mi ha detto mamma che nel retro in negozio prega sul tappetino?!…” Fece una pausa deglutendo un boccone aggiungendo :” Mamma è troppo buona io non glielo permetterei.”
Carlo alzò le spalle.
Nabil come aveva fatto con Martina si avvicinò sorridendo e salutò ancora Serena, che non avendogli mai dato confidenza, gli dava del lei , salutandolo con un:
“Buonasera Nabil!”
“Buonasera signorina Serena!”…Rispose lui educatamente e sorridente.
“Come mai da queste parti ?” Fece finta di chiedere Carlo.
“Ero passato a vedere se c’era il signor Salvatore… un mio conoscente. Di solito viene qui…ma
non c’è ! ” Rispose.
“E voi?”…Chiese .
” Ho voluto passare una serata con mia sorella, non stiamo mai assieme e mi manca certe volte e poi è un desiderio che avevamo da tempo di cenare insieme.
Ti vuoi accomodare? “… Le chiese Carlo.
Lui rispose educatamente:”Non voglio disturbare.”… Rivolgendosi a Serena pronunciando quella frase, mentre la guardava negli occhi . Serena, capì che era indirizzato a lei quel garbo e seppur contrariata della sua presenza lo tolse dall’imbarazzo dicendogli educatamente:
” Prego! Si accomodi Nabil… .”
Nabil non se lo fece ripetere due volte, si sedette con loro e ordinarono un secondo anche per lui e notando Serena che lo osservava armeggiare con le posate, esclamò scherzando:
” Stia tranquilla signorina Serena, non mangio con le mani!”… Ridendo poi da solo.
Serena lo guardò spalancando gli occhi e rispose sorridendo:
“Ne sono certa qui siamo tra persone civili!.. E poi non lo mai pensato!” …E fini tutto in una risata.
Nabil li informò che non poteva bere vino essendo musulmano, poi conversando iniziò a parlare di loro con sfacciataggine e sfrontatezza:
“Ma lo sapete che sembrate due fidanzatini …! Quando vi ho visto ho riconosciuto subito solo te e non la signorina Serena e mi son detto, Carlo ha lasciato la signorina Martina per una ragazza più bella… e poi guardando bene ho riconosciuto la signorina Serena tua sorella.”
Serena sorrise timida e imbarazzata.
“Quando vi ho visto, subito non vi ho riconosciuto giuro!… Sembravate due innamorati !”
“Addirittura!!… Non esagerare adesso ! “… Lo interruppe Carlo con un sorriso dolce. Aggiungendo sfacciato, stimolato dal gioco e dalla presenza di Nabil:
” Va bè!!..E’ molto bella e affascinante, ma è mia sorella… . ” Lasciando morire la frase così.
Intanto Serena li guardava e ascoltava stupita e divertita.
Perfidamente Nabil la stava coinvolgendo nel discorso che voleva lui, chiedendo irriverente e
curioso davanti a lei:
” Perchè se non fosse tua sorella, la corteggeresti?…Ci andresti assieme?”
A quelle parole ci fu imbarazzo e silenzio.
“Ma che discorsi fai ?” …Replicò Carlo .
Nabil guardando Serena che era arrossita a quella sua curiosità, impertinente continuò, esclamando sorridendo:” Dai… rispondi!!”
Carlo imbarazzato guardò Serena negli occhi scuotendo la testa:” Beh certo !… Se non fosse mia sorella e non fossi fidanzato con Martina ci potrei provare , ma lo è, e non ci provo .”
“Giusto e poi tu hai Martina!” Precisò Serena con un sorriso impacciato, spostando nervosamente i suoi lunghi capelli da una parte e dall’altra del collo, girandoli in avanti sulla spalla, per poi lanciarli nuovamente dietro, lasciandoli cadere liberi sulla schiena, al margine della parte superiore dello schienale della sedia.
“Già ! ” Rispose Carlo, guardando complicemente Nabil …” Io ho Martina… .”
Non sapendo Serena che Martina la fidanzatina di suo fratello era diventata l’amante di quel giovane marocchino.
In un attimo che Nabil si alzò raggiungendo il cameriere dicendogli di non portare rosbif o altro con alcol e prosciutto, Serena infastidita disse a suo fratello.
“Perché ti fai dare del tu?”
“Lui alzò le spalle innocentemente:” Così… .” Esclamò.
“Così niente… devi farti dare del lei e non dare confidenza a quella gente lì, è un musulmano… Non voglio che gli dai del tu! “Disse risoluta.
“Va bene… ma per stasera ormai… da domani glielo dirò!”

La serata si scaldò con discorsi e battute strane tra un bicchiere e l’altro.
“E lei signorina? ” Domandò Nabil rivolgendosi a Serena .
“Io cosa ?” Chiese lei .
” Se Carlo non fosse suo fratello , lo farebbe un cornino al suo fidanzato con lui?”
Serena sbuffo infastidita da quel discorso, guardando suo fratello con un espressione seccata, dicendo:
“Ma che dice questo?”
“Straparla!”… Rispose Carlo ridendo.” Non farci caso, parla sempre così in modo bizzarro, burlone, irriverente, anche in negozio, mamma lo sa.”
“No!… No!! Dai … mi risponda signorina Serena, è un gioco..” Ripetè mostrandosi falsamente
Ingenuo sorridendo e rivelando il suo incisivo spezzato.
Serena deglutì ancora un sorso di vino, fece un sospiro imbarazzato guardando in alto e sbattendo le palpebre rispose :
” Carlo è un bel ragazzo, piace a tutte le ragazze che le muoiono dietro, lo so! E’ un pò giovane per me. Certo anch’io se non fosse mio fratello e non fossi già fidanzata ….. perchè no!….Un pensierino c’è lo farei.” Disse ridendo imbarazzata.
“Ci andrebbe a letto? ” Continuò Nabil sfacciato .
“Oddio che dice?… Sarebbe un incesto!” ..Esclamò scandalizzata.”Sai cos’è un incesto?”
” Si lo so!…”
Ma dai!!” Replicò Carlo:”Adesso smettila !!..Non sono belle queste domande a mia sorella e poi qui non siamo in Marocco o nell’Islam e loro non sono donne arabe che ubbidiscono a tutto.”
Sentendosi chiamata in causa e osservando Carlo, Serena diede un’ altra sorsata al bicchiere
Asserendo forse più per reazione che convinzione:
” Perchè no!… Se non fosse mio fratello e non fossi fidanzata, potrei anche…. ma non
finì la frase … si interruppe per l’ arrivò del cameriere che portava il dolce.
Guardò suo fratello negli occhi e poi osservò Nabil che mangiava di gusto la torta pensando come aveva fatto Martina un mese prima:
” Ma questo adesso si è piazzato qui a rovinarci la serata?”
Irata per l’intrusione e il comportamento di Nabil, senza più nasconderlo lo manifestò educatamente con frasi sibilline e doppi sensi, poi si scusò , dovendo andare alla toilette. Si alzò, prese la sua borsetta con le sue cose e si avviò.
Appena si allontanò dalla tavola , Carlo gli mormorò :
” Ma sei pazzo a dirgli quelle cose?..L’hai imbarazzata…e forse offesa! ”
“Ma no!” Rispose Nabil ridendo:” L’ho eccitata !!..Sono sicuro che si è eccitata.”
” Ma figurati!!…Guarda che mia sorella non è il tipo di ragazza che pensi tu … . Meno male che le ha prese bene le tue insolenze e ha risposto sorridendo.”
“Le ha prese bene !” …Rispose Nabil: ” Perchè le è piaciuto il discorso e l’idea, anche lei vorrebbe farlo con te !”
“Ma non dire stupidaggini!” … Esclamò Carlo, è una ragazza seria, virtuosa, timorata da Dio!” aggiunse.
“Si!!..Come lo era Martina … ricordi?… Adesso è diventata la mia puttanella! “ Aggiungendo: “Sono tutte solo delle puttanelle cattoliche, miscredenti e infedeli ” …Affermò Nabil esprimendo il suo giudizio sulle donne bianche e occidentali con disprezzo verso loro umiliandolo, nel mentre tirò fuori da una tasca una busta con della polvere bianca e senza che nessuno se ne accorgesse ne versò un pò nel bicchiere di Serena.
“Che fai!! …Sei pazzo??… Che cos’è quella roba ??…Cosa le hai messo nel bicchiere? Droga?” Chiese Carlo agitato e preoccupato.
” Ma che droga… .Non è niente!! …Tranquillo!!… E’ solo uno stimolante come per Martina …non avere paura che non le succede niente, diventa solo un pò più allegra.
Serve solo a farle perdere i freni inibitori e renderla più disponibile per te se vuoi , se no poi lasciamo perdere tutto. Piuttosto!! “Esclamò rivolgendosi a lui:” Sei pronto?”
“Pronto a cosa ?”… Domandò Carlo.
“Lo sai !” …Rispose Nabil, poi sospirando e ridendo sempre dalla tasca tirò fuori un blister e
premendo con le dita ne fece uscire e cadere sulla tovaglia una pastiglietta azzurra di forma romboidale .
” Che … che cos’è?” … Chiese Carlo.
” E’ viagra!!!…E’ per te!” Lo informò .” A scanso di equivoci, per sicurezza, vedrai che ti verrà bello duro.”
“Ma io non ne ho bisogno!” Ribadì Carlo.
“Oh si !! …Ne hai bisogno, dai prendila così tra un ‘oretta c’è l’avrai bello duro come il ferro e
saremo sicuri che la chiavi, perchè ultimamente a forza di prenderlo in culo, avrai meno libidine con le donne e quindi ti aiuterà.”
“Non è vero!!” … Esclamò Carlo risentito.” Ah non è vero?” …Ribattè Nabil ..:” E allora dimmi da
quant’è che non chiavi Martina?…Non ti ricordi vero?..Te lo dico io , sono due mesi.”…. Aggiungendo:” Se non la chiavassi io povera ragazza !!… Ma io non posso pensare solo a lei, mi sa tanto che dovrò trovare qualche altro che se la chiavi al osto ,mio.”
“Ma io non voglio chiavare mia sorella!” Disse ancora.
“Non devi decidere ora, ma quando è il momento, e se vorrai non lo farai.”
Carlo non voleva , ma Nabil insistette tanto e in modo autoritario che gliela fece prendere davanti a lui.
La deglutì quasi costretto, con un pò di acqua, pensando sempre di assecondarlo, ma di non fare niente con Serena. Ma come dice il proverbio, “ …ad assecondare il diavolo si resta bruciati…”.
Intanto lei tornò dal bagno e si sedette spostando dietro le spalle la sua lunga chioma.
Era uno spettacolo vederla muovere i capelli, sembrava un campo di grano mosso dal vento.
Assaggiò il dolce, finendo di bere nel bicchiere con il poco vino restato alterato da Nabil …. .
Inconsapevolmente lo bevve tutto, Carlo la osservava apprensivo e preoccupato, mentre Nabil
sorrideva gioioso.
Chiacchierarono ancora un pò. Nabil seduto tra loro allungando la mano, gli toccò il cazzo da sotto la tavola, davanti a sua sorella ignara di quello che faceva, imbarazzandolo ed eccitandolo contemporaneamente, facendogli venire gli impulsi dell’erezione.
Quando Carlo lo ebbe bello duro, al termine della cena, li sollecitò ad andare nel centro del locale dove danzavano alcune coppie in quel ristorante dancing:
“Perchè non andate a ballare un pò? … Finirete di chiacchierare ballando. ”
Nabil si alzò lasciandoli soli dicendo:” Vediamo se anch’io di là trovo anch’io qualche ragazza .” E non visto da Serena fece l’occhiolino a Carlo.
Lei con un sorriso divertito lo guardò compatendolo, per il modo in cui era vestito e per quello che era , pensando:” Ma chi viene a ballare con te??”
Li esortò ancora alzandosi:
“Allora! ..Avete paura di ballare assieme? … Di là nella saletta è buio intanto.”
“Paura?” Rispose Serena risentita..”Figuriamoci se ho pura di ballare con il mio fratellino. Anzi! Ne sono orgogliosa!” … Sorrise a Carlo dicendogli: “Andiamo!”…Carlo la seguì inquieto, i balli erano lenti .
Nabil fece un giro della sala e tornò a sedersi al tavolo, non fece nemmeno l’azione di cercare una ragazza, sapeva che nessuno di quelle puttanelle cristiane avrebbe ballato con lui.
Tutto stava procedendo come aveva organizzato, Salvatore sarebbe restato contento di lui, ancora poco e la sua droga, i suoi stimolanti come li chiamava lui, avrebbero iniziato a fare effetto.
Carlo c’è l’aveva già quasi duro per le manipolazioni sotto tavola di Nabil e danzando la vicinanza di sua sorella lo stimolava, pur stando attento alla ressa del ballo, e non volendo, a volte lo appoggiava sul basso ventre di Serena, che imbarazzata lo sentiva strusciare duro sul pube, facendo finta di non avvertirlo, ma allo stesso tempo era felice della virilità del fratello che molti dicevano che era affeminato.
Dal tavolo Nabil li vedeva ballare e quando Serena le dava le spalle, ammiccando e gesticolando faceva segno a Carlo di stringerla, accarezzarla.
Carlo sentiva Serena irrequieta, agitata, probabilmente lo stimolante di Nabil iniziava a fare effetto.
Immersi nella musica e nella penombra, con la testa Serena si appoggiò sulla spalla di suo fratello, mentre lui timidamente, provò a stringerle i fianchi e a strusciarsi premendogli contro il cazzo.
Notò con stupore che non si spostava, ma anzi a un certo punto fu lei che si appoggiò a quel pacchetto duro di suo fratello con il basso ventre, pressandolo involontariamente con il bacino e seppur piccolo le produceva un certo effetto.
Carlo pensò a cosa diavolo aveva messo dentro quella bevanda per renderla così passiva ed eccitata.
Era accalorato e spaventato dal comportamento di Serena, complici anche i bicchieri di vino.
Sembrava distaccata dalla realtà, da non riconoscere in Carlo suo fratello.
Serena inconsciamente portò le mani che aveva appoggiato sulle sue spalle, intorno al collo e
imbarazzata tra la musica bisbigliò:
“Vedo che prima hai detto la verità ? ”
“Quale verità?” Domandò Carlo incuriosito …”Che ti piaccio!… A giudicare dal tuo coso duro .”
” Scusami !…Ma non so cosa mi accade . Forse è il vino che mi fa questo effetto.”…. Rispose Carlo vergognandosi.
” Anch’io mi sento eccitata!!…Sto sudando e ho caldo hai ragione tu, deve essere il vino, non sono abituata.” Affermò lei, sbattendo le palpebre e socchiudendo gli occhi di chi come eccitata e confusa sta per lasciarsi andare.
” Meno male che siamo fratello e sorella se no correremmo il rischio di fare qualcosa di spiacevole.” Mormorò ridendo.
“Già !!” Rispose ridendo anche lui.
Aggiungendo Serena come a prevenire richieste non volute:” Che non mi chieda di ballare quel musulmano perchè non accetto.”
Nabil si accorse da come si muovevano e ballavano, che erano pronti, li vedeva allacciati e le
braccia di Serena intorno al collo di Carlo, erano segno che tutte e due erano eccitati e attratti l’uno dall’altro.
La polvere magica che gli aveva dato Salvatore stava facendo il suo effetto, ora dovevano solo
appartarsi e l’avrebbero chiavata secondo il programma vero di Nabil.
Fece con la mano un cenno a Carlo di smettere di ballare.
Lui ubbidì, rendendosi conto che il pericolo che si strusciassero era reale, che se ballavano ancora un pò, c’era il rischio che si baciavano .
Tornarono al tavolo, lui era in erezione, quella compressa di viagra glielo aveva fatto diventare duro come il ferro . Era contento di questo, anche se preferiva essere sodomizzato, significava come diceva Nabil che era bisex e poteva anche chiavare le donne ed era tentato di farlo, di provare se Serena non fosse stata sua sorella.
Lei sotto l’effetto degli stimolanti di Nabil , si stava disinibendo, era diventata euforica e rideva allegra, rideva .
Era il momento buono.
” Perchè prima di rientrare non passate da casa mia. Vi faccio vedere degli oggetti e suppellettili maghrebini, sono molto belli per lei che studia architettura.” Disse verso Serena., “Solo dieci minuti, e poi andate a casa!” Chiese Nabil.
“Su dai!! “… Esclamò guardando Carlo e Serena che in piedi, con lei frastornata, poggiava una mano sul tavolo e la testa contro spalla di suo fratello.
“Vedere cosa… che oggetti ?” Chiese curiosa…
” E’ una sorpresa signorina Serena.” Rispose Nabil.
“Va bene !” … Esclamò Carlo ormai eccitato e d’accordo.” Ma dieci minuti!!” …
“Si ! Solo dieci… .” Aggiunse Serena accaldata e sudata, passandosi le dita allargate a mo di pettine tra i lunghi capelli, alzandoli, spostandoli e lasciandoli ricadere come un velo in aria, prima su un seno, poi sull’altro, per poi riportarli con un gesto delle mani e della testa sulla schiena.
“Ha dei bellissimi capelli biondi signorina Serena !” Esclamò Nabil…”E che lunghi che sono!”
“Si lo so !..Grazie!!”… Rispose fiera e vanitosa di quella chioma che tutti ammiravano.
“Sono veri?”
“Cero! Verissimi!”

Uscirono:” Tu hai l’auto?” Chiese Carlo a Nabil.
“No! Ho preso il pulman per venire qui!” Rispose.
“Allora se vuoi ti portiamo noi indietro!?”
“Si grazie!”
Si incamminarono un poco, salirono sull’auto di Carlo e partirono. Arrivati al centro storico
dovettero lasciare l’auto nel piazzale e proseguire a piedi per le viuzze.
Si inoltrarono nella parte vecchia della città, tra i carruggi semibui e maleodoranti di quelle case vetuste.
Serena a braccetto a suo fratello e Nabil solo.
” Attenti alle cacche dei cani! “…Esclamò ridendo Nabil facendone segno a una davanti a loro
” Uhhh!.. Che schifo!! ” Esclamò Serena disgustata da quella vista …esclamando:” Che puzza che
c’è qui!! Ma dove abita lei Nabil? ..Nella Casba?… In un Suk? ”
“No… ma quasi! ” Rispose Carlo ridendo.
Nabil li ascoltò in silenzio fare quelle battute, soprattutto da quella puttanella cristiana.
Giunti al portone entrarono e salirono la scala ripida, Carlo conosceva già il posto essendoci stato molte volte con Martina, ma non lo diede a capire a Serena.
Quando entrarono nell’appartamento, dopo che Nabil accese le luci, Serena bisbigliò infastidita a Carlo:
” Ma che squallore!!…Che puzza di chiuso!….C’è pulito almeno? ” Chiese…
“Certo !! “… Rispose Nabil per nulla offeso da quelle parole, ma anzi sorridente, aggiungendo
provocatoriamente:” Qualche volta in futuro poi mi verrà a fare le pulizie lei signorina Serena!”
” Io? “… Rispose risentita alla battuta. “Non scherzi!!…Manteniamo le distanze… .Figuriamoci!.. Lei è pazzo se pensa questo.”
L’appartamento era formato da due grandi stanze con grandi persiane sempre chiuse che non
lasciavano entrare la luce esterna, una era la camera da letto e l’ altra era divisa tra un piccolo soggiorno ,cucina, e un bagno. Nulla di eccezionale.
Si sedettero su un divano coperto da un lenzuolo perchè sporco, dove erano già stati Carlo e Martina e che Serena guardò bene prima di posare il sedere.
Nabil accese il lettore Cd con musica araba… spense il lampadario e lasciò solo la luce laterale soffusa di una lampada accesa.
Serena stordita e con il desiderio di andare via da quella casa maleodorante gli chiese:
” Allora!… Questi oggetti da vedere dove sono?”
Carlo restava in silenzio, eccitato suo malgrado dal viagra e preoccupato non sapeva come uscirne ora da quella situazione, era pentito, pensava che forse si era spinto troppo a portare sua sorella Serena nella casa di Nabil, nella tana del lupo, meno male che aveva i jeans aderenti. E poi adesso si era eccitato anche lui… anche se non voleva.
“Un attimo!… Intanto beviamo qualcosa…” Le rispose Nabil “Poi ti faccio vedere!”
Ci fu una pausa :
“Sigarette?”…Chiese, e intanto andò nella camera a mettere un lungo kaftano arabo. Quando uscì esclamò:” Così mi sento a mio agio, io a casa giro sempre così!”
Serena vedendolo rise stupidamente:” Ti sei vestito da musulmano?” Esclamò ridicolizzandolo.
“Si!” Rispose Nabil serio. Quella puttanella occidentale avrebbe pagato seriamente il suo deriderlo.
Carlo si accorse che sua sorella Serena con passare del tempo era diventata euforica, vivace , accaldata e parlava in continuazione, non riusciva a stare ferma, seduta, era iperattiva, muoveva in continuazione le gambe e le braccia, toccandosi e spostandosi continuamente i lunghi capelli, portandoli avanti e subito dopo indietro, pettinandoli con le dita.
Sembrava brilla, ma era l’effetto di quello che le aveva fatto bere Nabil, ed era anche accalorata, il suo sudore si univa al suo profumo e a quello della sua pelle, producendo nell’aria una fragranza buona ed erotica in quell’aria viziata.
Oramai i fratelli come amava definirli Salvatore erano entrati nella gabbia, Nabil doveva solo
aspettare per chiuderla e anche lei sarebbe stata sottomessa anche lei.
In quella casa stava per accadere qualcosa di sconvolgente e depravante… .

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