IX° Non desiderare la donna d’altri –16 La perdizione.

IX° NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI.
Note:

“La virtù affascina, ma c’è sempre in noi la speranza di corromperla.”
CAP. 16 LA PERDIZIONE

Con tutta la loro buona volontà di non voler più vedere Nabil, Carlo e Martina infransero i loro
buoni propositi contro la realtà, incontrandolo forzatamente di nuovo.
Nabil ben istruito da Salvatore, continuava a cercarli sempre e quando non si facevano trovare allo smartphone o non si presentavano ad un ‘appuntamento che dava, li ricattava, minacciando di divulgare ai loro conoscenti e rendere pubblico quello che avevano fatto assieme, costringendoli ad incontrarlo ancora.
Sempre separatamente, mai assieme, per poterli gestire ed educare meglio, come gli aveva
insegnato Salvatore, “ Divedet et Impera”, obbligandoli ad avere ancora rapporti sessuali con lui .
Insieme, nelle prime fasi di quell’ammaestramento era pericoloso, si amavano e si volevano ancora bene e avrebbero potuto avere qualche crisi sentimentale, con reazione di ribellione … .
Così no!… Sarebbe venuto più avanti il momento di averli assieme, di vedersi ancora in tre.
Si era instaurato un circolo vizioso e perverso, Martina aveva paura di lui, ma nello stesso tempo, come Carlo , ne era attratta sessualmente e lo desiderava, avendo trovato nella sua violenza carnale, piacere fisco e psicologico e in lui, quel musulmano un amante perfetto, diventando gradualmente assoggettata a lui e alle sue sostanze di benessere a cui l’aveva iniziata per introdurla alle sue depravazioni.
Era sua intenzione convertire quella puttanella cattolica e farla diventare una buona moglie musulmana per qualche suo fratello o cugino in Marocco.
Si era instaurato con Nabil un rapporto di odio –amore e subalternità e dominanza.
A Carlo pur volendogli bene e amandolo ancora, non sentiva più il batticuore per lui.
Anche se il rapporto con Carlo non era cambiato, era Nabil la figura dominante ora nella sua vita, sia come amante, che riferimento. Era assoggettata a lui dal timore e dal piacere, come a Carlo dall’affetto e tenerezza e non poteva dirlo a nessuno.
Nabil la informò che anche Carlo era il suo amante e lo inculava regolarmente e che la sua violenza alla spiaggia quella sera, era frutto di un accordo tra loro.
Martina non poteva credere a quello che diceva, shoccata chiese spiegazioni a Carlo, che ammise tutto piangendo, chiedendole di perdonarlo ancora e di più, che lui l’amava sempre.
Con quelle informazioni , il loro rapporto si incrinò definitivamente e tra quella incrinatura , si ci infilò Nabil.
Sotto pressione e timorosa di Nabil, l’insicurezza e lo smarrimento, la portarono ad accettare la sua volontà, sottostare alle sue voglie sessuali, modificando lentamente anche il suo modo di amare, da partecipe a passivo, sostituendo dentro di lei, Carlo con Nabil.
Nei momenti di crisi e di pianto che ogni tanto aveva presa dallo sconforto, Nabil sapeva farla stare bene, dicendole che sarebbe finito tutto presto e bene, tranquillizzandola e rilassandola con le sue carezze e le piccole droghe che le faceva fumare.
Fino a convincerla, che era lui, Carlo il colpevole e la causa di quella violenza, di quello che era
diventata forzatamente , volente o nolente … la ragazza di un marocchino musulmano.
Carlo sapeva che Nabil la incontrava in segreto e la chiavava anche a casa sua, glielo aveva detto lui, gli aveva detto che le insegnava il Corano e che imparava a ubbidirgli, ma non ne era geloso e l’amava lo stesso. Anche lei sapeva che Carlo era a conoscenza dei suoi incontri intimi e segreti con Nabil, perfidamente lui li aveva informati entrambi, ma tra loro non ne parlavano, da giovani borghesi, accettavano quella situazione, facendo finta di nulla…di non sapere.
Dopo quello che era successo quella sera alla spiaggia, Carlo passò giorni terribili, si trovava in
una situazione paradossale, ora lui e Martina avevano lo stesso amante, Nabil .
Tutto fino ad allora era avvenuto separatamente l’uno dall’altro e loro continuavano ad avere la loro vita ufficiale, fingendo di non sapere, non parlandone, daltronte non avevano più rapporti sessuali tra loro, solo affettivi.
Ma una sera verso l’ora di cena, Carlo sentì squillare lo smart, era Martina che lo chiamava ,
dicendole che era giù in auto con Nabil e lo volevano incontrare.
Carlo acconsentì, prese la giacca e non cenò nemmeno .
“ Dove vai così di corsa?” Le chiese sua madre Beatrice.“ Con Martina mamma!… Mi aspetta giù!… Rientrerò tardi.” Rispose .
“Ma mangia almeno qualcosa poi vai !… Oppure falla salire su che cena qui con noi…non sarebbe la prima volta!” Le suggerì sua madre.
“No!..No!…Andremo in pizzeria a mangiare qualcosa. Ciao!”
Chiuse la porta e uscì, mentre sua madre sorrise, pensando che quella fretta era dettata dallo stare soli per coccolarsi e amarsi.
“Lascialo andare!” Esclamò Roberto suo padre con il sorriso e il gesto della mano.” Sei stata giovane anche tu !..Non ti ricordi più i nostri sotterfugi per restare soli? ” Beatrice sorrise di più scuotendo la testa.
“E poi è difficile restare lontano da una bella ragazza come Martina.” E sorrisero compiaciuti entrambi.
Carlo andò a quell’incontro, era la prima volta dopo quella fatidica sera che si incontravano tutte e tre assieme.
Si videro in piazza a un posteggio semibuio, in una panchina, facendo attenzione a non essere visti da persone conosciute, e Nabil gli disse che per quella sera li voleva tutte e due.
“ I tempi sono maturi !” Pronunciò a voce bassa .
Sia Carlo che Martina erano contrari a fare sesso e porcate in tre, non volevano, ma lui non volle sentire ragione e subirono quell’imposizione.
Salirono su una vecchia auto che Nabil aveva ricevuto in prestito da Salvatore, lui e Carlo davanti e Martina dietro, partirono verso casa di Nabil, ma poco dopo si fermò in un luogo appartato e buio vicino ai giardini. Spense il motore, si voltò , guardò Martina seduta dietro con lo sguardo apprensivo , le sorrise e le fece l’occhiolino, dicendo a Carlo:
” Fammi un pompino!”
Carlo incredulo trasalì , gli rispose di no, che davanti a Martina non glielo avrebbe fatto, era la sua fidanzata e si vergognava:
” No dai Nabil!…Non davanti a lei!… Lo sai che siamo fidanzati.” Mormorò a bassa voce mentre
Martina ascoltava.
Ma insistette:” Guarda che Martina sa tutto!… Lo sa che siamo amanti e sono il tuo uomo… . Non si scandalizza più e poi oramai ufficialmente e la tua fidanzata, ma realmente è la mia
puttanella…. come lo sei anche tu!… E tu le sai queste cose.” Puntualizzò come a precisare il suo rapporto con lei e il parlare chiaro.
All’improvviso, mentre discutevano, Martina da dietro curiosa e incredula esclamò
provocatoriamente a Carlo:
” Dai faglielo !!..Voglio vedere se è vero!”
Mentre Nabil rispondeva:” Hai visto? Vuole vedere anche lei, oramai siamo assieme noi tre, una cosa sola!”
Carlo restò sorpreso dalla richiesta di Martina, intanto Nabil sbottonò i pantaloni e tirò fuori il suo cazzo lungo e scuro già in fase di erezione, perennemente scappellato per via della circoncisione.
Carlo lo guardò, anche Martina da dietro spostandosi in avanti lo guardò nella sua malizia da
diciottenne. Lo conoscevano bene tutti e due quel cazzo.
“Su dai! “ Ripetè Nabil . Non c’è nessuno che ci vede a parte Martina. Succhialo un po’!!”
Carlo guardò Martina negli occhi, era entusiasmata, lo prese in mano, si girò di fianco chinò sui
suoi pantaloni e lo prese in bocca sia pure a malincuore per la presenza di lei.
Lo fece!. Iniziò a sbocchinarlo mentre Martina con sguardo eccitato e scandalizzato lo osservava spompinare Nabil, come qualche volta aveva fatto anche lei.
“Guarda è impara!” Riferì Nabil a Martina.
“Hai visto come è diventato bravo Carlo a fare i pompini? Devi imparare anche tu a farli
così!… Fatti dare qualche lezione da lui !” Esclamò ridendo.
Lo fece sbocchinare un pò, sotto lo sguardo sconcertato ed esaltato di Martina, che non
poteva credere ai suoi occhi, ma si eccitava a vederlo. Un conto era sentirsi dire che Carlo faceva certe cose con Nabil , un altro era vederlo realmente, era sconvolgente vedere il suo ragazzo, il suo fidanzato succhiarlo con foga a Nabil.
Poi Nabil interrompendolo disse :” Ora basta!!… Andiamo a casa mia!”
Carlo si tirò su e mentre si puliva le labbra e il mento sbavato dalla saliva con un fazzolettino di carta , Martina turbata e stupefatta lo guardava, le faceva impressione vederlo così.
Nabil mise in moto e partirono.
Si fermarono e scesero nei pressi nel centro storico, presero dei vicoli semibui e maleodoranti, fino ad arrivare davanti a un portone verde con una scala ripida, saliti entrarono in un grosso
appartamento, vecchio, avvertendo un forte odore di stantio e di chiuso, una puzza strana… .
Martina c’era già stata un paio di volte, era un appartamento modesto, vecchio, composto di due grandi stanzoni, uno dei quali con angolo cottura e un bagno.
Entrati li informò mentre accendeva lo stereo di musica araba:
“Adesso possiamo divertirci tranquillamente tutte e tre fin quando vogliamo.”
Martina intanto si sedette sul divano, mentre Carlo restò in piedi.
A Martina, il suo viso grazioso e armonioso, quasi ingenuo la rendeva speciale quella sera, con lo sguardo timido e vergognoso, i suoi occhi emanavano qualcosa di inquietante, di innocente
lascivia .
Era bellissima in quell’ambiente depravato e immorale, che aveva iniziato la sua corruzione fisica e mentale. In un angolo in italiano c’erano i libri sull’Islam e il Corano che Martina doveva leggere quando veniva da sola con Nabil. quello studio forzato dei precetti… Stonava il suo candore e la sua serietà con quell’ambiente, ma nei suoi occhi iniziava già a brillare la luce della perversione e del piacere.
Con Nabil era diventata perversamente bella, iniziava ad apprezzare le depravazioni a cui la
sottoponeva. Anche a lei piaceva guardare Carlo, il suo fidanzato spompinare Nabil, provava
qualcosa di nuovo nel vedere quelle scene, quegli atti e nonostante la sua educazione moralista e Cattolica, la corruzione prevaleva e la eccitava.
Sotto la maglietta fine, indossava per volontà di Nabil, un reggiseno a velo, dove si intravvedeva il suo piccolo seno , pieno e arrotondato con i capezzoli duri e dritti.
Poi rivolgendosi a Carlo esclamò:
“Questa sera, voglio sfondarti il culo e voglio che mi sbocchini , assieme a lei!”
Martina ascoltava e guardava in silenzio, vedeva il suo fidanzato, passivo accettare quelle
richieste.
“ Qui!… Inginocchio!!” Esclamò autoritario Nabil .
Carlo, come un cane ammaestrato che aveva ricevuto l’ordine dal padrone ubbidì in silenzio , si inginocchiò, davanti a lui che sbottonò i pantaloni e lo tirò fuori e iniziò a spompinarlo ancora con passione .
Vedere Carlo sottomesso a Nabil, eccitò di più Martina che osservava incredula e avida quella
scena.
Dopo alcuni minuti di sbocchinamento , Nabil allontanò la testa di Carlo dalla sua cappella e
girandosi verso Martina che era seduta vicino, la invitò a proseguire insieme al suo fidanzato.
Lei era esitante e incerta, non voleva farlo, anche se eccitante, lo trovava perverso e umiliante
oltre che degradante ed offensivo per lei e per Carlo che erano fidanzati doverlo fare assieme,
guardandosi negli occhi e soprattutto dover sottostare alle voglie di quel musulmano marocchino .
Fece cenno di no con il capo.
Nabil la invitò di nuovo:”Vieni!! “ Esclamo più forte :” Bevi anche tu alla mia fonte, succhiamelo e spompinamelo assieme al tuo fidanzato. Assaggia il mio nettare bianco.”
Martina trovava fare quell’atto, perversamente immorale e dondolò di nuovo la testa lateralmente.
Ma al suo secondo diniego Nabil emettendo frasi incomprensibili nella sua lingua araba, si alzò infuriato e andò verso lei, quasi volesse picchiarla, gli arrivò gesticolando con le mani davanti alla faccia ,afferrandola per i capelli … .Lei intimorita tirò su il braccio per proteggersi da eventuali schiaffi, poi sotto le sue incomprensibili parole arabe, si alzò e si inginocchiò davanti a lui, spalancò la bocca e si mise a leccarlo e a succhiarlo… .
Ubbidì. Poi fece un cenno a Carlo di avvicinarsi e di inginocchiarsi a fianco di Martina . Cosa che fece .
Ora erano tutte e due inginocchiati davanti a Nabil , il loro uomo…il loro amante … il loro padrone.
Si sentiva onnipotente e vincitore, li aveva domati, assoggettati, corrotti, li avrebbe portati alla
perdizione.
“Vi piace il mio bel cazzone eh !!”… Esclamò. “Anche a te vero Martina ? … L’hai già preso davanti, ora lo prendi in bocca e poi lo prenderai anche dietro. Per ora …. per prima cosa devi imparare a fare bene i pompini come il tuo Carlo.” Disse ridendo sarcastico.
A un suo cenno, con Carlo, inginocchiato al fianco di Martina, ,iniziarono a leccarlo.
Era un bocchino magistrale quello fatto dalla coppia di fidanzatini.
Passato l’imbarazzo iniziale Carlo prese a leccarlo e spompinarlo con avidità, seguito da Martina , che lo leccava anche lei , presa da quello che le aveva fatto fumare Nabil e da quella strana perversione che ora la eccitava , lo leccavano a turno e insieme scontrandosi con il naso e con la lingua, lo leccavano dalle palle fino alla cappella circoncisa.
Carlo ormai si era abituato a fare pompini e a tenere il suo cazzone in bocca fino alla gola.
Ma vedere Martina con la sua linguetta da gattina che leccava, sbavando la sua saliva sul mento e su quell’asta olivastra, era eccitante anche per lui.
Sembravano invasi dalla perversione, nello spompinare , leccare e succhiare quel cazzo duro ed enorme, scontrandosi involontariamente le lingue, leccandosele tra di loro, insieme al cazzo di Nabil. Parevano due troie affamate di cazzo.
Lui dall’alto, li guardava come un padrone , un Dio…. Trionfante !
Li aveva in mano tutte e due … anche la “signorina Martina”… come doveva chiamarla prima, o ancora quando era assieme alle sorelle di Carlo o con Beatrice.
Senza preavviso, lo infilò tra le labbra a Martina e tenendola per il capo inizio a muoverla avanti e indietro con la testa come se la penetrasse in bocca e le scaricò una copiosissima sborrata in gola, quasi soffocandola ,chiudendole il naso perchè la deglutisse.
Martina per reazione alla mancanza d’aria deglutì. Lui lo tolse aprendo subito lei la bocca,
tossendo e raschiando la gola, e con gli occhi sbarrati e lucidi, sudata e spettinata, cercò di sputare quello che era restato.
Ma lui iniziò a dire: “No!..No!” .. Muovendo il capo e il dito lateralmente guardandola
dall’alto.”Devi ingoiare , mandare tutto giù , devi imparare .”
La lingua di Martina era ancora bianca di sperma tirato su dalla gola, pronto per essere sputato, ma lui la fermò.
“Ora fai come il tuo fidanzato. Lui quando le sborro in bocca, l’ingoia.
“Diglielo tu Carlo!” Esclamò.
Carlo di fianco accenno un si con il capo.
Martina inginocchiata davanti a Nabil, chiuse gli occhi e deglutì, tutto.
“ Apri la bocca fammi vedere.” Chiese Nabil diffidente. Lei l’aprì, era vuota, aveva gli occhi lucidi dalla voglia di pianto.
“Brava!!…Brava!! Vedrai che imparerai bene.” Disse ridendo.
Nabil mentre si toglieva i pantaloni, li fece alzare e li informò che avrebbero fatto un gioco .
Prese dalla borsetta di Martina i suoi trucchi che portava sempre con se e la invitò a spogliarsi
completamente nuda, che i suoi vestiti e la sua biancheria intima, l’avrebbe indossata Carlo e che lei avrebbe indossato un kaftanoarabo come le donne musulmane.
Martina restò stupita , ma abbozzò un sorriso sorpreso .
“ Ma!…Ma! ..Lo fai vestire da donna?” Domandò incredula.
“Si!” Rispose lui:” E tu ti vestirai da musulmana!”
Carlò non voleva, era contrario, Martina invece era divertita ed eccitata da quella novità .
“ E’ solo un gioco !!” … Annunciò Nabil ad entrabi…”Dai!…Spogliati nudo completamente, anche te!” Disse a Martina.
Carlo accettò controvoglia, ma incuriosito ed eccitato da quello che doveva fare.
Lentamente tutti e due si spogliarono fino a restare senza niente completamente nudi, Carlo con il corpo efebo e il suo cazzetto mezzo duro pendente e Martina con il corpo pallido ed etereo, esile e sottile dai fianchi stretti, da sembrare una giovane ninfa d’avori , mostrare candida il suo triangolino peloso bruno, le ridotte mammelle con i capezzoli dritti e il piccolo culo perfetto. Era esteticamente meravigliosa.
“ Vieni ! … Aiutami!” Disse Nabil rivolto a Martina:” Prima truccalo in viso come una donna , come se fossi tu allo specchio!…Poi la vestirai.”
Lo fecero sedere su una sedia e Martina molto piacevolmente, divertita iniziò a truccarlo, mentre lui , passivamente la lasciava fare.
Rossetto sulle labbra , fard sul viso e ombretto agli occhi, matita sulle sopracciglia, vestendolo poi con i suoi indumenti femminili.
Si divertivano. Anche Carlo rideva assieme a Martina che schernendolo non solo partecipava , ma era artefice di quella trasformazione del suo fidanzato in femmina.
Era una scena perversa vederli , come in un quadro napoletano dell’ottocento raffigurante un
bordello, dove una giovane prostituta, abbelliva sorridendo un giovane femminiello.
E intando che Loro si divertivano e Martina lo truccava , Nabil aprì un cassetto e tirò fuori un Kaftano nero tipo Abaya e un velo Niqad sempre nero che mise su una sedia.
Loro, tutte e due nudi, lei in piedi, lei diafana, con i lunghi capelli biondi sciolti e cadenti sulle spalle, leggermente chinata sul viso di Carlo, il suo uomo seduto su una sedia, truccandolo,
femminilizzandolo… .
Lo truccò come una donna , con Nabil seduto vicino loro, che ogni tanto si alzava e avvicinava a controllare, baciando Martina in bocca, come a marcarne la padronanza, a lei e a lui, che
nonostante tutto la considerava ancora sua fidanzata.
Martina gli aveva truccato molto bene il viso, era strabiliante quello che aveva fatto, sembrava
davvero una donna… una ragazza. Dopo il rossetto, fard, rimmel, divertita si tolse e gli mise i suoi orecchini a clips, senza che nessuno glielo chiedesse.
Si chinò, prese i piedi e iniziò a smaltargli le unghie, rosso scarlatto, il colore che portava lei, lo
stesso fece con le unghie delle mani.
“Intanto che io proseguo..soffiaci dolcemente sopra!…Così si asciugano prima.” Le suggerì Martina come se parlasse a una ragazza o … a una sua amica che si truccava.
Senza rendersene conto, inconsapevolmente stavano eseguendo su Carlo quel processo di
trasformazione che scientificamente si chiama: “Sissificazione.” … E che consiste nel trasformare un uomo in donna, sia esteticamente che caratterialmente.
Terminato il maquillage, eccitata lo fece alzare, prese dalla sedia vicino la sua lingerie e gli fece indossare il suo perizoma, una striscia di nastro con un triangolo davanti che le copriva il suo piccolo pene.
Si vedevano i peli pubici uscire sui lati e il pacchetto del piccolo rigonfiamento , era eccitato anche Carlo , aveva il batticuore .
Le presentò davanti il reggiseno aperto, lui eccitato e imbarazzato tese le braccia in avanti e lei glielo infilò per le spalline, fino in fondo, girò dietro di lui e tirandolo un po’ lo agganciò. Era
emozionata ed eccitata anche lei, lo dimostravano i suoi capezzoli ritti e i gesti impacciati.
Subito dopo gli fece indossare la sua gonna , chinandosi gliela fece passare piede per piede, per poi tirarla sulle gambe e le cosce e assestandola, chiuderla sul fianco con la lampo. Era stretta, ma le stava bene.
Mise la maglietta leggera aderente, le passò la sua collana e i braccialetti, ma il top fu mettergli i sandali con tacco alto , anche se gli andavano stretti , riuscì lasciandoli slacciati .
Le diede anche la sua borsetta.
Poi mise un foular in testa a bandana, lasciando uscire ciuffi di capelli dai margini per darle una parvenza di signorilità non avendo parrucche.
Quando lo vide, Nabil, rise sorpreso :” Ehii !!!! … Sembri proprio una ragazza!” Esclamò stupito.”
“Vero Martina?” Chiese guardandola.
Martina , nuda , eccitata suo malgrado, con il suo ciuffetto di peli e le sue tettine gonfie , lo
guardava meravigliata e sorridente annuendo con la testa:
”Si!..Si!!..Sembri davvero una ragazza Carlo!”…Esclamò.
Sentendo una soddisfazione perversa dentro di se, era lei l’artefice di quella trasformazione e ne era soddisfatta , aveva femminilizzato il suo fidanzato, l’aveva travestito e truccato … reso donna .
Come una punizione inconscia nei suoi confronti .
Nabil con Martina nuda al suo fianco, continuò a fotografarlo con lo smartphone, come aveva fatto in
tutte le fasi del travestimento .
” Sembri proprio un trans .” Affermò .
“Sei fortunato hai anche pochi peli e biondi e non si vedono, nemmeno sulle gambe.” Carlo lo
guardava imbarazzato, non sapeva se esserne felice o dispiaciuto, in quel ruolo si sentiva turbato.
” Davvero!! … Giuro!! Diglielo tu Martina!”… Esclamò..
“Si è vero ! …Sembri proprio una ragazza.” Rispose lei guardandolo e ridendo con la mano sulla bocca.
“ Tu come lo preferisci? “ Chiese a Martina, che rise coprendosi le labbra e piegandosi in avanti.
Ma non rispose.
“ Dai!!” La incitò Nabil: ” Rispondi !!… Come la preferisci!… Maschio o femmina?”
Schernendosi mormorò: ”Femmina! “ E poi si mise a ridere . Poi come per giustificarsi di quella scelta con Carlo esclamò:” Femmina sei più bella !” E rise ancora.
Aggiunse Nabil perfidamente : ” Bene!…Da ora ti chiamerai Carla… e ti vestirai e atteggerai sempre da donna con noi. Ti manca solo il seno… ma non è detto che non riuscirai ad averlo con gli ormoni . ” E risero .
Carlo si sentiva eccitato in quel personaggio femminile, si vergognava con loro e con se stesso per provare quella emozione , ma le piaceva sentirsi donna e Martina e Nabil se ne accorsero.
Eccitato e incurante della presenza di Martina, Nabil esclamò con voce decisa :
” Girati e inginocchiati !!…Voglio chiavarti in culo alla pecorina, come se fossi una donna .”
Lo trattava come se fosse una femmina vera.
Carlo era sorpreso, imbarazzato, ma ubbidiva esaltato, ora non si vergognava più della presenza di Martina, che era diventata da complice a silenziosa ed eccitata spettatrice.
Si inginocchiò e piegò il busto avanti , mettendosi a carponi .
Nabil nonostante la sborrata fatta in bocca a Martina era ancora infoiato e c’è l’aveva duro , con l’eccitazione dei 19 anni .
Tirò su la gonna dietro e sui fianchi , scoprendogli il culo, spostò dal solco la striscia del perizoma e senza toglierlo cercò con il pollice l’ano tra le natiche, lo trovò, lo premette e insalivò bene, appoggiò il cazzo sull’orifizio dischiuso dell’ano già violato più volte, spinse e lo fece entrare tutto senza resistenza , penetrandolo fino in fondo, facendolo sussultare sotto lo sguardo eccitato di Martina, che imbambolata e incredula li guardava attonita.
Nabil iniziò a muoversi ed a incularlo ,prima piano, poi sempre più forte fino a farlo gemere e
godere, mentre con una mano intorno alla vita, da sotto pigliava il suo cazzetto e glielo masturbava.
“Tu toccati!!… Fatti un ditalino!!” Esortò con voce seria e autoritaria a Martina, che nuda ed
elettrizzata da quello che vedeva, iniziò a passarsi la mano sulla fighetta bagnata, su quel solco
oramai dischiuso.
Carlo tremava in preda ad un orgasmo che gli sconquassava il ventre, vibrava e godeva, godeva e gemeva, come fossero guaiti di una cagna, con la gonna tirata sul sedere, sembrava davvero una ragazza chiavata alla pecorina.
Martina perversamente eccitata e sudata, si masturbava a quella scena per lei surreale. Era bagnata, si eccitava e godeva anche lei a quella depravazione del vedere il suo fidanzato trasformato in donna, inculato e godente.
Caddero in avanti ! … A Carlo dal piacere cedettero le braccia che lo sostenevano e Nabil lo seguì, con il cazzo dentro.
Erano stremati, dall’accoppiamento animalesco, torbido e convulso che li aveva catapultati … nella perversione, facendo desiderare a Carlo di essere una femmina vera.
Nabil menandoglielo forte fece venire Carlo, che ansimando riversò le poche gocce del suo sperma sul tappeto sotto di loro. Lui non venne dentro Carlo, lo tirò fuori ancora dritto, duro e oscillante nell’aria .
Martina godeva masturbandosi con un ditalino, i capezzoli dei suoi tettini sembravano chiodi tanto erano duri e ritti, era esaltata, estasiata da quel nuovo piacere perverso che provava, quando sentì la voce di Nabil dire:
” Basta farti il ditalino!!…Ora tocca a te!!..Vieni qui!”
Sorpresa sbarrò gli occhi, ancora sotto il piacere della masturbazione e mormorò stupita:
” Cometocca a me?”
” Si!! …Ora inculo te !!…So che non l’hai mai fatto, che Carlo non ti ha mai inculata, ma non avere paura , sono bravo a inculare, hai visto il tuo fidanzato come godeva?… Ti sverginerò io nel culo e ti farò godere!!”
Martina era incredula e preoccupata, non voleva avere quei tipi di rapporti che considerava
contronatura, immorale e turpe e poi con Nabil … non voleva. Provò ad opporsi , ma Nabil fu
irremovibile .
In piedi con il suo cazzo lungo e scuro oscillante, si voltò verso Martina:
“Vieni qui e inginocchiati!… Come era lui !” Le ordinò, mentre Carlo si alzava sorridente dicendole innocentemente :
” Ora tocca a te!!… Vedrai !… E’ bello, ti piacerà Martina, Nabil è bravo ti farà godere.”
Era una scena surreale Kafkiana, assurda. Lui la invitava a farsi inculare da Nabil, scordando che era la sua fidanzata e dicendole pure: ” E’ bello!..Vedrai che ti farà godere.”
” Ma io non voglio! “ Esclamò forte Martina, abbassando subito la voce .” Ti prego
Nabil !… Questo no!… Non farmelo, è’ immorale. “… Lo supplicò manifestando la sua contrarietà … .
Lui alle preghiere e alle suppliche, come Salvatore e Clelia provava piacere.
” Vieni qua!!” Replicò autoritario segnandole con il dito il pavimento dove doveva inginocchiarsi, ripetendo :
” Mettiti come era lui! … A quattro zampe! ”
Martina esitante ubbidì e si inginocchio come una cagnetta, con i suoi lunghi capelli biondi sparsi sulla schiena e cadenti sulle guance del viso, con il suo culetto in aria.
“Sarà bello inculare la tua fidanzatina!” Disse rivolgendosi a Carlo e aggiungendo :
“Mi è sempre piaciuta la tua puttanella cristiana fin dal primo momento che lo vista, più che le tue sorelle , è davvero molto bella, pelle lattea e vellutata, capelli biondi come l’oro, occhi azzurri come il mare e labbra carnose e rosse come ciliege, proprio il tipo di ragazza bianca che piace a me, altezzosa e arrogante. “
“ Ehhh!!!..Martina!..Martina! “ Esclamò accarezzandole i glutei e dandole delle pacche sopra.
” Bella!…Bella! … Alta, esile, con il fisico perfetto, due tettine e un bellissimo culetto che mi ha sempre fatto impazzire quando lo guardavo fasciato stretto nei pantaloni che indossavi e che faceva girare la testa ai ragazzi per strada nel guardarlo!… Ed ora è mio! … Pronto per me !… Per essere aperto … sverginato!”
Carlo vestito da donna sorrideva contento che inculasse anche lei, oramai non più geloso di doverla non solo dividere, ma lasciarla sessualmente, completamente a lui, il suo amante, anzi era soddisfatto di averla ceduta a lui, in fin dei conti era diventato l’amante di tutte e due.
Martina era intimorita da quello che gli avrebbe fatto, ma infervorata da quello che aveva visto fare a Carlo, nuda, inginocchiata sul tappetino sporco dello sperma di Carlo, attendeva , mentre Nabil sogghignante , girandogli intorno , faceva apprezzamenti volgari sulle sue labbra, sul suo meraviglioso culo, piccolo , sodo e soprattutto vergine… .
Quasi parlando da solo esclamò:” Le ragazze occidentali come te, mi evitano perchè sono un marocchino, un musulmano, eppure ne ho chiavate e inculate tante sai, di tutte le età anche signore mature e hanno goduto, e quelle che mi schivano non sanno cosa si perdono !!… Ora tocca a te signorina Martina !” Le annunciò sorridendo sarcasticamente : “Vedrai, dopo non riderai più di me, ma anzi! … Mi amerai e mi desidererai! … “ Aggiungendo:” Mi stai dando qualcosa di tuo, il tuo corpo e il tuo spirito perchè io ti apra, ti inizi…” Fece una pausa ed esclamò a bassa voce :”… e ti converta… .Qualcosa che ti renderà mia per sempre. Sei pronta ?”
La scena era perversamente eccitante, Carlo osservava travestito da donna, con i suoi abiti, la sua fidanzatina Martina che stava per essere inculata dal giovane marocchino, suo violentatore e ora suo amante … .L’aria era tesa, solo il sottofondo musicale arabo e orientale .
” Adesso il marocchino ti incula!!…Il musulmano !! … Come mi chiamavi tu!” Precisò, aggiungendo:“ Il servetto! .. Ricordi ?”
Pronunciava quelle parole di scherno e dileggio dietro a Martina inginocchiata in attesa di essere inculata, per umiliarla.
Le accarezzava i capelli biondi, tirandoli su dalle spalle, guardandoli, tastandoli con le dita e
Annusandoli, lasciandoli ricadere sulla sua pelle lattea.
Da dietro, con il cazzo duro allungò il braccio su un mobile e prese un tubetto di vaselina crema, ne mise un po’ sulle dita e incominciò a spalmarselo bene sul cazzo, sulla cappella dritta e prepotente rivolta in alto, senza dar retta alle implorazioni che giungevano da lei. Spalmo bene anche l’ano di Martina con il dito, introducendo un poco la falange, facendola sussultare e ridendo.
Poi appoggiandolo sopra al suo foro anale vergine e tenendola per i stretti fianchi, iniziò a spingere la sua asta olivastra, dura e lunga per penetrarla nel suo sederino tondo e chiaro.
Alla pressione Martina ebbe un sussulto, gli uscì un “ Uuuhhhhh!!” dalla bocca, sentiva male.
Lo pregò di fermasi per il dolore che provava:
” Fermati ti prego mi fai male! Faccio qualsiasi altra cosa che vuoi, ma questo no. Ti prego! …Mi
fai male!!”
Ma lui spingeva con determinazione, lentamente e inevitabilmente entrava in lei, godente delle sue urla di dolore… la stava sverginando analmente, la sua asta entrava in quel buchetto rosa allargandolo all’inverosimile, sottomettendola, irrompendo nel suo culo mentre la offendeva, con parole volgari, toccandole e accarezzandole le sue splendide natiche. Spingeva, ridendo e godendo visibilmente.
Un: ”Aaaaahhhhh!!!..Aaaahhhh!!..Fermati!..Mi fai maleeee!” Usci dalle labbra supplicanti di
Martina.
Il suo ano si allargò incredibilmente alla spinta di quel cazzo e come un laccio stringeva contro
l’asta di carne olivastra di Nabil che entrava inesorabile.
Aiutandosi con le mani Nabil, le appoggiò larghe sui glutei e con i pollici iniziò a divaricare il
solco intergluteo stretto e a spostare le natiche lateralmente, allargando di conseguenza il suo foro dolorante, mentre sprofondava dentro di lei.
Aiutava la dilatazione dell’ano, ampliandolo con forza delle dita.
Ma nonostante tutti gli accorgimenti, sentiva il dolore sverginale, della prima volta.
Martina sentendolo entrare, gridò:
”Aaaaaaaaaaahhhhhh!!”… E arcuò il corpo sollevandolo a causa della sofferenza .
Stava perdendo la sua verginità anale. Provò una sensazione travolgente, aveva
gli occhi lucidi che lacrimavano e il viso tirato ansimante dal dolore. .
La penetrò tutta sverginandola, con lei piangente, fermandosi dentro a fare abituare il retto alla lunghezza e consistenza della sua asta, ed espandersi alla dimensione, e l’ano rilassarsi ed adattarsi al diametro e alla lunghezza del suo cazzo, facendo attenuare gli spasmi.
Era una manovra necessaria quella , perchè Nabil da esperto inculatore, voleva che Martina
godesse e non provasse solo dolore, e così fu.
Nabil poco dopo iniziò a muoversi lentamente e poi più veloce … sempre di più.
Lei a quei colpetti iniziali, incominciò a sentire la sofferenza dolcemente trasformarsi , diventare sotto lo sfregamento di quell’asta in piacere, sempre più intenso e forte e l’ansimare sofferente divenire di piacere .
Cadde dai fremiti sui gomiti al centro della stanza , con il torace e le sue giovani mammelle sul pavimento, su quel tappeto lurido con lo sperma del suo fidanzato, sollevando senza volerlo più in alto il culetto con il cazzo dentro, a gambe divaricate, accompagnando i suoi colpi con gemiti misti di lamenti e piacere con movimenti del bacino, facilitando la sodomizzazione.
Provava sensazioni nuove e sentimenti avversi e strani si facevano strada dentro di lei.
Lo odiava, ma lo desiderava allo stesso tempo.
Ora, non piu’ costretta e piegata dalla sofferenza, iniziava a provare piacere e si lascia inculare,
ubbidendo agli incitamenti di Nabil, senza protestare e gemendo… godendo ad essere inculata da lui.
Mentre Carlo silenzioso e sotto un certo aspetto soddisfatto osservava la sua fidanzata godente inculata dall’amico – amante – marocchino.
Martina, mentre subiva quella sodomizzazione sverginale, in un attimo di lucidità si chiese perchè accettasse tutto quello e si trovasse lì con lui, con quel ragazzo musulmano che odiava a farsi inculare. Mentre godente, indipendentemente dalla sua volontà, seguiva d’istinto con il sedere i ritmi del suo cazzo nell’inculata, assieme alla musica araba di sottofondo e agli sguardi libidinosi e appagati di Carlo.
Non cercò la risposta, non n’ebbe il tempo.
Il piacere la stava invadendo tramite quel servetto musulmano, quello stupido beduino schiavista stava godendo. Una fitta di piacere la costrinse a contrarre il ventre, la sentiva tutta dentro quella lunga asta color ebano, fino al pancino.
Sentiva la sua pienezza dentro lei e la tensione sul suo ano che colpo dopo colpo, passaggio dopo passaggio , si arrendeva cedendo, stringendo sempre meno e allargandosi sempre di più nello spasmo al suo cazzo, segno di indebolimento degli sfinteri con conseguente cedimento , dilatandosi all’inverosimile, quasi alla rottura reale.
Nabil inculandola , come aveva fatto con Carlo, cingendola per la vita portò la mano sulla sua
fighetta ormai slargata anch’essa e lasciò scivolare il dito medio tra le labbra, dentro la vagina,
iniziandola a masturbarla con un ditalino alternando il titillare del clitoride.
Martina sentì un brivido sulla pelle, il suo stesso calore arrivare forte anche al retto e spandersi, mentre l’umido vischioso del suo umore vaginale al fluttuare nel dito la faceva godere di più.
Si spinse con il tronco un pò su, in modo da sollevare il torace dal tappeto e posare lo sguardo sotto lei, dove la mano di Nabil , muovendo il dito le faceva un ditalino.
Osservò il proprio ventre contrarsi al piacere, poi vide la delicata peluria del pube, traslucida di umori, era tutta bagnata, godeva anche lei davanti e dietro .
Nabil, accorgendosene, tolse il dito da dentro la fighetta e portò la mano verso il volto di Martina facendoglielo annusare, appoggiando poi il dito bagnato e spingendolo dentro le labbra per farle assaporare il suo stesso piacere.
Martina si eccitò di più a quel gusto aspro, pizzicante e selvatico e a quell’odore pungente e forte di figa … della sua fighetta, non lo aveva mai annusato, ne assaporato e ne goduto così tanto ed intensamente ad assaggiarlo.
Sentiva i propri sospiri e gemiti nell’aria e le parole d’incitamento di Nabil:
” Muovi il culo troietta bianca!!… Muovilo!!..Spingilo indietro!! .. Su !..Fai un po’ la puttanella occidentale!.. La troia!! … La mia cagnetta dai!!” … Continuando : “Dillo che lo vuoi diventare!… Che lo sei ! Dai!!… Dì che sono il tuo signore e tu la mia schiavetta … su!!!”
Martina sotto il piacere ripetè esasperata quelle parole:” Si lo sono!!… Sono una puttana, una
troia!!.. Mi piace farmi inculare da te!!…Sei il mio signore adesso!!”
” E anche la mia….?”..Aggiunse Nabil.
” La tua schiavetta!!” Ripetè lei con voce bassa e ansante.
Vocaboli duri e volgari, che non si era mai nemmeno permessa di pensare uscirono dalle sue labbra prossime a dischiudersi ancora per lanciare l’estremo urlo di piacere.
“Ooooooooooooooooooohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Il contatto del cazzo sulle sue viscere profonde, le generò una fitta di piacere inatteso e intenso.
Godeva come la ragazzina che era alle prime scopate, girò di lato il viso sbattendo i capelli a destra e a sinistra mentre chiudeva gli occhi, prigioniera delle fitte piacevoli che sentiva al ventre.
Nabil le strizzava come se la mungesse, le sue piccole e sode mammelle, indugiando sui capezzoli, mentre con una mano la teneva sul fianco per non farla allontanare ai colpi profondi e brutali che le dava in culo.
Lo spinse fino in fondo, nonostante la sua lunghezza, ora lo aveva tutto dentro, restando immobile a lungo, senza muovere un muscolo, per farle gustare sino in fondo quella
presenza pulsare nel suo ventre .
Gli aveva rotto il culo, l’aveva sfondata … .
“ Visto Martina?…Ti ho rotto il culo!… Ti ho sverginata e demolito l’ano e ti è piaciuto!… Ora c’è l’hai bello largo come la figa. Te ne accorgerai quando andrai di corpo, per molto tempo non sentirai nemmeno passare la cacca e le scoregge.”
Martina con le lacrime agli occhi, involontariamente per riflesso ai suoi movimenti e a quelle parole, prese a contrarre i muscoli del suo ex piccolo ano rosa in spasmi forti, non riuscendo a controllarli e non capendo se per reazione a quel corpo estraneo di carne che la montava o per una reazione involontaria a sentirlo meglio, mentre un rauco gemito di piacere
usciva dalle sue labbra serrate.
” Ti piace?” Chiese Nabil …
“Si!!!..Si!!!..Si!!!” Rispose godente Martina.
” Ora te lo allargo bene, visto che sei bella calda e non sentirai male.” Esclamò, aggiungendo:
“ Per sempre!!… Vuoi??”
“Si!..Si!..”Rispose automaticamente e inconsciamente sotto il piacere, senza rendersi conto di quello che diceva e gli consentiva di fare.
Ne Carlo ne Martina, intontita da quello che aveva fumato ed estasiata dal godere capirono cosa volesse dire.
Ma lui iniziò ad estrarlo completamente fuori dall’ano, lo cosparse ancora bene di vaselina per poi appoggiarlo e spingerlo nuovamente tutto nel suo ventre, molto lentamente, per poi ritoglierlo di nuovo completamente e ripenetrarla, rifacendolo più volte, aumentando la velocità e l’intensità delle penetrazioni, sempre più rapido. Dentro e fuori, dentro e fuori e ogni volta che usciva la cappella, era accompagnata da un flop d’aria intestinale che la seguiva, dilatandolo sempre di più, dicendo a Carlo:
” In questo modo glielo allargo bene e per sempre, è un metodo specifico per ampliare al massimo ! … Per fiaccare i muscoli anali e romperle completamente gli sfinteri, facendogli perdere l’elasticità a ristringersi
Era perverso, non gli bastava aver sverginato e inculato quella povera ragazza Martina, ora voleva anche rovinarla fisicamente.
Vedrai!!… una decina di rapporti così e c’è l’avrà tanto largo, che lo prenderà in culo senza più
sentirlo!!” Disse e rise Nabil.
Martina gemeva a quella pratica in un misto di sofferenza e piacere,
“Fantastico!… Non lo sapevo!”… Rispose perversamente Carlo esaltato da quello che stava facendo alla sua fidanzata, invece di esserne dispiaciuto e preoccupato.
Martina dentro di lei, lo sentiva entrare e uscire con dolore e piacere,con quel flop … dovuto ai gas intestinale che entrando dentro nella penetrazione nel suo foro ormai largo, veniva compressa dal cazzo di Nabil nelle viscere, e si liberava assieme a quella prodotta dall’intestino nell’uscita del pene, con un rumore di sottofondo di stappo di
bottiglia, che andava a sovrapporsi alla strana musica di sottofondo e ai gemiti .
Poi lo inserì tutto e spinse con forza dentro più che poteva, fino ad avere i coglioni contro le sue natiche, lei sentendolo in pancia, gemendo arcuò il corpo sollevandolo il tronco in alto, godendo dall’intenso piacere.
“Stai godendo troietta bianca!” Esclamò Nabil sorridendo felice.”Scommetto che ora che hai provato a essere inculata da un musulmano, ti piace più dietro ,che davanti?… Vedrai ti piacerà sempre di più! … Ora godrò anch’io dentro te!”
E prendendola per i fianchi la tirò a se guidandola nel movimento, ritornando a montarla
brutalmente, dandole colpi secchi, decisi e profondi da farla sussultare dal piacere e dal tappeto sotto lei.
La portò al limite dell’orgasmo, la tenne a lungo su quella sottile linea che separa il piacere dal
Godimento, osservando eccitato come il suo ventre si adattasse ad avere il suo cazzo dentro e gli spasmi dell’ano oramai deboli le stringessero la radice del pene .
Martina sussultò, riaprì gli occhi e fissò lo sguardo di Carlo che la osservava seduto di fronte,
inebriato nel suo travestimento femminile, mentre Nabil dentro lei, esclamando parole
incomprensibili nella sua lingua araba, si inarcò per poi mormorare in Italiano con voce flebile:
“Ora ti riempio tutta!!… Arrivo!!”
Martina Sentì il suo seme arrivare a getti, avvertì il calore degli schizzi del suo seme arrivarle dentro l’intestino e spandersi nel suo ventre, e quella sensazione di calore prolungò il suo piacere, mentre il suo corpo raggiungeva l’orgasmo anale scuotendosi tutta e dondolando il sedere. Era bello e sublime, ed i suoi spasmi aumentando incontrollati generarono immediatamente quello di Nabil.
Martina era distrutta, non aveva mai goduto così , forse aveva ragione Nabil, che si godeva più
dietro, che davanti ora che aveva provato.
Nabil lo estrasse da dentro, lasciando il foro anale enormemente dilatato, accasciandosi lei di lato a terra , come fanno le cagne.
Glielo fece vedere con la cappella sporca dalle sue feci, a quella vista Martina, rossa in viso girò
subito lo sguardo.
Passò i minuti di estasi sdraiata sul tappetino sporco come una cagna, mentre Nabil si rialzava trionfante per aver inculato e sottomesso quella ragazzina cristiana, viziata e altezzosa che le piaceva così tanto.
Martina, avvertì un gorgoglio nella pancia e il bisogno impellente di andare in bagno.
Cercando di alzarsi con una mano appoggiata sul ventre esclamò:
” Devo andare in bagno!”
Sentì le mani di Nabil che tirandola su per un braccil’aiutavano a sollevarsi per accompagnarla ad evacuare, era uno stimolo rettale riflesso, la voglia di defecare al termine del rapporto anale, avviene quando si rilassano i muscoli.
Entrata in bagno, ebbe solo il tempo di sedersi, esplodendo nella tazza rumori intestinali misti a feci , aria e allo sperma di Nabil, senza sentirli passare per la grande dilatazione che aveva.
Quella inculata e quell’orgasmo, l’avevano cambiata profondamente, avevano colmato un desiderio insoddisfatto che aveva dentro e che Carlo non era mai riuscito a colmare, che anche Martina come lui fosse inculata e succuba di Nabil.
Mentre Nabil e Carlo chiacchieravano, si sentì lo sciacquone d’acqua del wc scorrere e poi
comparire sulla porta Martina, spettinata, sudata e nuda , con una mano sul ventre e rossa in viso, ma bellissima con il volto stravolto dalla sodomia e il sedere arroventato che le bruciava.
Era splendida con quei capelli biondi spettinati, sembrava una ninfa della mitologia nordica , una giovane valchiria appena tornata dal campo di battaglia, sconfitta dal Moro .
Ma da giovane Varchiria nordica sarebbe diventata subito una ragazza musulmana.

Prese da un cassetto una grande scatola con dentro degli indumenti neri e la posò sul tavolino .
“Ora vieni qui!” Disse Nabil:” Davanti allo specchio così vedrai tutti passaggi della vestizione e memorizzerai facimente. E stai attenta mi raccomando.”
Martina chiese:” Che vestizione?”
“La tua vestizione a musulmana!” Esclamò.
“Mahh…!!!” Borbottò ma non disse più nulla, mentre Carlo stupidamente sorrise esclamando:
“E’ solo un gioco Marty!”
Nabil restò in silenzio, loro lo prendevano come un gioco, ma non lo era, lui voleva davvero convertire all’Islam quella puttanella cristiana e farla diventare una ragazza musulmana che seguiva i precetti dell’Islam, e per fare questo sapeva che doveva essere paziente ed andare per gradi e quello era solo l’inizio, il primo, l’iniziazione prima della conversione, ci sarebbero voluti mesi, ma sapeva di riuscirci.
E prendendola per un braccio la portò davanti al grande specchio a muro del soggiorno e
la fece mettere davanti ad esso per farle vedere e capire le azioni che stava facendo lui e avrebbe poi dovuto fare lei .
“ Ora tocca a te vestirti, ma lo farai come piace a me… e non commettere errori durante la vestizione. ” E rise e allungo la mano nella scatola a prendere il caftano ad abaya nero spiegandole:
” Questo indumento si chiana l’abaya!”
“L’Abaya è un lungo camice nero di tessuto leggero che copre completamente tutto il corpo dalla testa ai piedi, eccetto la testa, i piedi e le mani , è leggero ma coprente totalmente, e viene indossato sotto ad un niqab, che ti spiegherò dopo che cos’è!“ Proseguendo ”Questo è un indumento femminile utilizzato in alcuni paesi musulmani. Questa volta lo indosserai nuda, sarà la tua prima volta anche in questo, ma poi lo farai altre volte sempre con indumenti intimi, prenderai pratica e imparerai a vestirti da sola che sarà come un rito farlo.” Precisò. Mentre Martina seguendolo nel discorso si toccava ancora il sedere indolenzito.
“Vieni!” La invitò dispiegandolo e allargando il caftano e infilandoglielo dalla testa e dalle maniche glielo fece indossare e cadere fino ai piedi, a sfiorare il pavimento e mettendoglielo apposto dietro e sulle spalle.
Quel lungo abito nero entrò subito in contrasto con la pelle chiare e i capelli biondi.
“Sembri più magra e più alta !” Disse Carlo osservandola.
Lei stupidamente sorrise e si guardò stupita nello specchio, girandosi di lato ad ammirarsi anche dietro , si sentiva affascinata:
” Ma non avrò caldo?”
Chiese scioccamente come se fosse la cosa più importante e non quella che Nabil le stava inculcando la dottrina dell’Islam.
“ No!.. E’ d tessuto leggero questo!”
Poi le gettò ai piedi un paio di infradito che lei calzò.
Guardandola seduto sulla poltrona Carlo curioso esclamò ancora:” Ma la testa resta così? Mette un foulard?”
Nabil sorrise:” No per coprire il capo è consuetudine usare un altro indumento che varia a seconda del paese, noi usiamo il niqab , che copre tutta la testa eccetto gli occhi. Che poi vi spiegherò.” Proseguendo :
Nella versione integrale l’abaya prevede anche l’uso di guanti neri per nascondere le mani.” E fece segno dentro la scatola continuando:” E’ solo nero.
Prese dall’interno della scatola un elastico e spostandosi le andò dietro le spalle, afferrò i lunghi capelli biondi facendone una coda e la fermò con un elastico, poi l’attorcigliò su se stessa fino a rendere aderenti tutti i capelli sul capo e facendola ruotare su se stessa la appoggiò sulla nuca come un chignon.
“Per i capelli dovrai fare sempre così e poi fermarti il chignon alla nuca con due mollettoni come questi…” Che tirò fuori dalla scatola:”…in modo che non si muovano più. E’ proibito portarli sciolti sotto il niqab. Hai capito?” Chiese mentre Martina sentendosi tirare i capelli si passava una mano sopra ad avvertirli lisci e stirati.
La fece guardarsi allo specchio non capendo lei appieno quello che stava facendo. E subito e passò in mano un indumento nero dicendole:
“Guardalo bene perchè fa parte della tua vestizione.”
Lei lo prese e rigirò in mano osservandolo, sembrava un passamontagna leggerissimo.
“Cos’è?” Domandò.
“E’ un cappuccio Hijab musulmano, serve a coprire tutta la testa e lasciarti fuori solo il viso.
Martina lo guardò ancora rigirandolo e aprendolo nelle mani.
“ E’ in strech elastico, di cotone nero che ti coprirà tutta la testa meno che il volto, solo la fronte, parte delle guance e la parte superiore del torace. E’ femminile è fatto apposta per contenere i capelli lunghi raccolti sulla nuca mantenendo una certa eleganza.”
“ Ma non mi darà fastidio?” Chiese Martina.
“No… come vedi…” Disse toccandolo anche lui:”…è leggero e traspirante, e indossato è morbido e confortevole, non credere che le nostre donne musulmane non apprezzino la comodità ed eleganza.” E rise.
“Su ora indossalo da sola.” La esortò lasciandoglielo tra le mani.
Martina allargo il tessuto e come un passamontagna lo mise sul capo tirandolo giù sul volto e sul collo, lasciando fuori solo il viso.
Le copriva tutto il capo, le orecchie, e la fronte e girava giù sulle guance passando sotto il mento a coprirle la gola fino al seno e dietro il collo sulle spalle.
“Così?” Chiese appena lo indossò.
“Si! Brava! ” Rispose Nabil:“ Ma mettitelo bene apposto, aiutandola ad assestarselo davanti intorno al viso e dietro sul chignon.
“Vieni guardati!” Disse facendola voltare al grande specchio del soggiorno.
Si guardò allo specchio e per la prima volta si vide in quel modo solo in volto e non si riconosceva, sembrava un’altra, una musulmana vera.
“Sembri una suora!” Esclamò Carlo ridendo e facendo ridere incoscientemente anche lei, non rendendosi bene conto cosa sarebbe significato quell’abbigliamento per lei.
Mentre Nabil passandole dalla scatola un grande foulard nero disse:
“ Ora metti in Niqab,seguimi bene e fai attenzione ai passaggi che sono facili e cerca di impararli.”
Lei lo guardò e chiese:” E’ questo il niqab?”
“Si!” Rispose lui:” Ora ti spiego! E composto da due parti divise fra loro, la prima è formata da un pezzo di stoffa molto più ampio del secondo, che copre tutto il capo e buona parte del busto, da legare dietro la nuca, e poi lasciato cadere morbido attorno alla testa e da la caratteristica forma al niqab . “ E lo aprì allargandolo ed era molto grande, quasi un metro quadrato. “Il secondo è un fazzoletto di stoffa leggero e traspirante che viene collocato al di sotto degli occhi a coprire naso e bocca, e appuntato con due spille sul tessuto sopra le orecchie e copre tutto.”
Si mise davanti a lei dicendo:
“Guarda bene come si mette! E’ facilissimo, seguimi. Il fazzoletto grande, lo metti largo davanti al viso, prendi i due capi superiori e appoggi il fazzoletto sulla fronte , contro il Hijab, che davanti ti copra il viso. Vedi come faccio io?”
“Si !” Disse Martina.
Passando dalla fronte e sulle orecchie come se fosse una fascia porti i due capi dietro la nuca e li annodi bene con due nodi come faccio io,senti?”
“Si!” Rispose ancora Martina.
“Quando è annodato prendi la parte del grande fazzoletto che hai sul viso… guarda come faccio io , seguimi sempre… e lo alzi e porti in alto e indietro a coprirti la testa e lo lasci cadere dietro e attorno, e voilà la prima parte è fatta, guardati …” Disse voltandola ancora davanti allo specchio
Martina si guardò allo specchio, Il suo capo nero non era più arrotondato , ma aveva preso la forma di un velo religioso, come quello delle suore, oscillandogli attorno.E prendendone i margini Nabil fiero e orgoglioso disse.” Questi saranno i tuoi capelli in pubblico e lo alzò rilasciandolo cadere.
Martina vedeva solo il suo viso, senza più la bellezza della cornice di capelli biondi .
“Sembri davvero una suora!” Disse Carlo ridendo.
“ Ma non è finita !”Esclamò Nabil. Prese il fazzoletto più piccolo e delle spille a borchia nera e con una lo punto sul lato destro dietro l’orecchio, glielo passò davanti al viso, avvertendo un brivido premonitore Martina, e con un’altra spilla lo punto dalla parte opposta coprendole tutto il viso e lasciandole fuori solo gli occhi. Era impressionante.
E subito prese dalla scatola e le passò dei guanti neri a gomito che mise:
“Ecco fatto ora sei una ragazza musulmana!” Esclamò Nabil lasciandola sola davanti allo specchio a osservarsi, andandosi a sedere vicino a Carlo
Martina con l’abaya e il niqab sembrava una figura sinistra, inquietante, senza tempo ne età in quell’abito medievale.
Pensando si guardò a lungo senza parlare. Non si piaceva vestita da musulmana, ma non diceva nulla avendo paura di Nabil.
“Tanto poi finirà!” pensò.
La voce di Nabil la portò a se.
“Cammina un po’… preparaci del the!” Disse.”Intanto che noi qui seduti sul divano chiacchieriamo. La cucina è di la, lo sai ! C’è tutto theiera e the”
Martina come una vera donna musulmana, ubbidì, tutta vestita di nero si mise a preparare il the, mentre Carlo e lui parlavano.
Quando tornò e li servì, Nabil battendo la mano sul divano le segno di sedere affianco a lui dicendo:
“Ora parliamo un po’ del Corano e dei precetti e ascolta bene perché se non li impari ti punisco.”
Lei si sedette lentamente con il sedere sofferente dalla sodomia chiedendogli:
“Ma posso cambiarmi ?”
“No! Resterai così tutta la sera, sai una donna musulmana. Siediti.” Disse autoritario.
Lei si sedette e lui incominciò a spiegare con Carlo che assieme a lei ascoltava.
Lo fece e lui incominciò a spiegare con Carlo che assieme a lei ascoltava.
La prima cosa che disse mentre sorseggiava il the e Martina ascoltava fu:
“Tu stai attenta che devi imparare bene, la prossima volta ti vestirai da sola e ti interrogherò su quanto dico.”
E come invasato cominciò a spiegare dicendo:
“ L’uso del velo è una tradizione delle donne musulmane. Da quando è stato prescritto, le mogli, le figlie del profeta e molte altre donne islamiche hanno rispettato questo precetto. Quando una donna indossa il niqab, non ci sono dubbi su quale sia la sua religione. E’ un atto di fede… .”
Continuando mentre Martina muovendo gli occhi sotto il niqab ascoltava:
“Le fedeli indossano il niqab per affermare la propria identità di donne islamiche. Sappi che le donne indossano il velo come atto di fede e aiuta ad avvicinarsi a Dio. Questo velo…” Disse toccandoglielo con le dita davanti al volto:”… è il mezzo attraverso cui si manifesta obbedienza e devozione ad Allah e dimostra che la donna ha abbracciato completamente l’identità musulmana, e tenendo ben presenti questi valori una donna musulmana può affrontare le avversità che nascono dalla sua scelta di indossarlo.”
Carlo sorrise, sembrava che Nabil vaneggiasse ed esclamò:” Come le suore!”
Nabil fece un cenno affermativo del capo proseguendo, guardando Martina negli occhi tra la feritoia del tessuto nero per convincerla:
“Devi prendere familiarità con gli ’Hadith e il Corano Martina! “ Dichiarò Nabil.
“ Cosa sono gli hadith?” Chiese Carlo curioso..
“Sono le parole e le azioni del profeta Maometto, sono versetti che si possono leggere, ci sono le motivazione e le ragioni per cui le donne devono indossare il niqab e il velo.Conoscendo le ragioni puoi comprendere meglio questa usanza e il punto di vista di una musulmana, e spiegarlo alle altre donne occidentali e cristiane. ll niqab è protezione. Questo velo salvaguarda la modestia e l’onore; aiuta a ricordare che Allah tutela e difende le fedeli. Quando una donna lo indossa sa che sta obbedendo alla volontà di Allah e si mette al riparo dalle tentazioni.”
Poi rivolgendosi a Martina disse:
“Stai attenta e ascolta bene…” La esortò:”… perché le donne che indossano il niqab devono essere pronte a rispondere alle domande che le verranno fatte dalle amiche. Dato che la gente non comprende appieno perché si indossa questo tipo di velo che nasconde completamente il viso, e qualcuno potrebbe temere che si tratti di una scelta forzata. “
Aggiungendo:
“ L’utilizzo del niqab, eliminando ogni distrazione fisica ed estetica, costringe gli interlocutori a confrontarsi direttamente con la personalità, l’intelletto e le emozioni della donna, non con il suo corpo o la bellezza del suo viso.”
Martina in silenzio ascoltava interessata.
“Ah questo non lo sapevo!” Disse Carlo.
“La gente giudica in fretta. A prescindere da quello che una donna indossa, le persone tendono a esprimere dei giudizi; ad esempio, se una ragazza porta degli abiti troppo succinti, si riferiscono a lei con appellativi poco lusinghieri come faccio io con te quando ti dico che sei una puttanella. La scelta di coprirsi completamente è soggetta a critiche, ma è la donna stessa che deve contrastare questo comportamento, asserendo le sue convinzioni, la sua personalità e le sue opinioni.”
Poi aggiunse terminando il the e riflessivo :
“Nei prossimi giorni ti farò conoscere anche altre donne e ragazze vere musulmane così ti confronterai e parlerai con loro. Potrai accorgerti che le donne musulmane hanno i tuoi stessi ideali. Man mano che frequenterai donne che indossano il niqab e comprenderai i motivi per cui lo fanno, ti sentirai sempre più a tuo agio e aperta verso coloro che non hanno le tue stesse usanze. “
Si voltò a guardare Carlo dicendo:
“Pensa all’abito delle suore cattoliche che è simbolo di povertà e devozione e lo indossano per comunicare istantaneamente la propria fede. C’è quindi una similitudine fra il niqab e gli abiti delle suore.
“Si ma io non sono una suora!” Disse Valentina con voce ferma.
“ Ehh ma puoi diventarlo?” Ribattè Carlo ridendo:
“Stupido!… Perché non ti fai tu prete o piuttosto suora visto le tue tendenze… .” Disse con cattiveria pentendosene subito. Carlo restò in silenzio.
“Scusami Carlo non volevo dire queste cose, è stato uno scatto di rabbia.”
Lui alzò le spalle e sorrise come scusandola.
E nabil le chiese Chi preferisti essere una suora o una devota di Allah.”
Lei restò a pensare muovendo gli occhi dentro la fessura sopra il velo.
“” Non lo so!” Rispose sincera.
“Ne riparleremo. Avrai modo di vedere le differenze quando ti convertirai! Ora è tardi , è quasi mezzanotte! E’ giusto che andiate e anche io sono stanco e ho un appuntamento.”
Istintivamente Martina chiese:” Posso alzarmi!”
“Si puoi, e puoi spogliarti un capo alla volta e rimettere tutto in modo ordinato nella tua scatola.”
Fece per alzarsi ma Nabil la blocco prendendola per il polso.
“Come devi dire?”
Lei si voltò:” Grazie… .”
“ E poi?” Chiese senza lasciarglielo.
Lei restò smarrita e non sapeva che dire.
“Signore!” Suggerì lui.
“Grazie signore!” Disse e le lasciò il polso.
Quella serata finì così, con la lezione di teologia araba a Martina, con loro oramai succubi degli eventi ,della perversione e di Nabil che li aveva condotti alla perdizione, e stava facendo progetti su Martina.
Carlo si struccò e tolse gli abiti femminili e Martina lentamente osservata da Nabil i guanti e il niqab piegandolo e riponendolo ordinatamente nella scatola poi si tolse il cappuccio Hijab facendo ricomparire il suo volto e i suoi splendidi capelli biondi acconciati nel chignon, si tolse i mollettoni e l’elastico nella coda che si formò e scosse la testa forte sbattendoli e rendendoli vaporosi come prima. Poi aiutata da Nalil si tolse l’Abaia, la lunga veste nera e fu di nuovo nuda e occidentale, lo ripiegò bene e lo rimise nella scatola, e si rivestì , rimettendo i suoi indumenti, mutandine comprese che si era tolti Carlo.,
Ritornando lui ad essere maschio e lei una ragazza.
Uscirono, ma prima di accompagnarli a casa Nabil lì informò:” Devo passare a trovare delle
persone a me care ..mi accompagnate vero?”
“E’ tardi!” Esclamò Martina …” E’ quasi mezzanotte .”
“Ohh solo dieci minuti !…Vedrai faremo in un attimo e poi i tuoi sanno che sei con Carlo e non si preoccuperanno.”
A Martina bruciava l’ano e le faceva prurito , lo sentiva pieno d’aria e gonfio, era preoccupata, non avvertiva più gli stimoli fisiologici . Per paura che perdesse le feci finchè non si sarebbe ridotta la dilatazione, Nabil le fece mettere della carta igenica ripiegata più volte sull’ano, come un pannolino, tenuta dal filo del perizoma e uscirono.
Li portò a casa di Clelia e Salvatore, una casa angusta e arredata senza senso , entrando furono
accolti da Clelia che li accompagnò in un salotto dove seduto su una poltrona come un vecchio
Salvatore guardava la tv. Un odore acuto e forte di cena, pasta e cavoli gli entrò nelle narici.
Nabil disse che erano di passaggio e che era venuto a salutarli, portando i suoi amici, i suoi trofei a mostrarglieli.
“Ahh!!…Guardate che loro sanno tutto di quello che facciamo.” Esclamò Nabil, lasciandoli
perplessi.
“Come tutto?” Balbettò Martina.
“Si tutto!” Rispose lui.
” Loro sono il mio punto di riferimento e da oggi anche il vostro.” Aggiunse.
Salvatore e Clelia li guardarono con il sorrido perfido di chi ha progetti perversi su di loro, poi
Nabil presentò Martina, che allungò la mano stringendola, prima a quel vecchio brutto e viscido di Salvatore e poi a quella donna grassa che la guardava sorridendo:
“Ciao cara !” Esclamò Clelia :” Sei davvero carina..sai!..Più di quello che mi avevano detto.
Complimenti Nabil!…Questa ragazzina è un vero splendore. Te la sei scelta bene! ”
Nabil sorrise soddisfatto di quell’apprezzamento .
Poi salutarono Carlo…”Tu sei il figlio della signora Beatrice vero? ” Asserì Salvatore .
“Si!” Annuì Carlo sorpreso e imbarazzatissimo …” Conosce mia madre?…I miei genitori?” Esclamò preoccupato.
” Si di vista !” Rispose Salvatore.” Ma stai tranquillo, del vostro rapporto speciale con Nabil non saprà mai niente.” Tranquillizzandolo.
Si sedettero con loro, mentre Clelia e Salvatore gli parlavano senza remore di quella nuova
condizione in cui si trovavano, Clelia , portò da bere delle bibite a quei ragazzi, mentre Salvatore benedì quel triangolo corrotto e perverso che aveva creato, dicendo in modo autoritario a Martina facendo segno con l’indice e intimorita da quel tono :
” Da questo momento ubbidirai sempre a Nabil e sarai la sua ragazza !”
Alzandosi dalla poltrona, con tra le dita il suo sigaro puzzolente , si avvicinò a lei accarezzandola sui lunghi capelli biondi esclamando:
” Ora anche lei signorina fa parte del nostro gruppo!” Poi girandosi verso Carlo lo rassicurò :
” Vivi tranquillamente la tua sessualità…la vostra !… Fate quello che vi piace.” Aggiungendo con un ghigno diabolico :
” Ho visto poco fa le foto sul cellulare di Nabil … Sai che donna, sei molto più bella e attraente
che maschio! Ti piace essere femmina? “ Chiese… .
Carlo rosso in viso e imbarazzato sorrise vergognandosi, facendo un cenno con il capo in senso affermativo.
Poi rivolgendosi a Martina continuò:” Le fa concorrenza!!..Ma non sia gelosa, da oggi avrà
un’amica intima, l’uomo c’è la già in Nabil!” Ci fu un sorriso da parte di tutti , anche da Carlo e
Martina e continuò: “ Anche lei con abiti musulmani sta molto bene… .” E sorrise guardando Nabil.
Clelia esclamò:”Hai saputo scegliere bene!… Mi raccomando educali bene , voglio che un
giorno sia lui a … portare a battere le sue sorelle.”
Ci fu silenzio a quella frase, rotta dalla voce di Clelia che gli disse:
“Domani o dopo portali da Gilda, dalla nostra amica estetista che li metterà un pò a posto e a lui gli toglierà qualche peletto biondo!” E rise da sola.
Salutarono e uscirono e tornando indietro chiesero a Nabil chi fossero quelle persone.
“Persone importanti, sono un pò i miei genitori, io devo tutto a loro, vi conviene ubbidirgli , sanno essere anche molto cattivi.“ Rispose.
Gli chiese anche di quella frase, cosa significasse:” Vuole che sia io a portare a battere le mie
sorelle?”… Nabil rise a squarciagola:” Scherzava!!…Ma ci hai creduto davvero?” Disse tranquillizzandolo .” Non avrai creduto che dicesse sul serio vero?… Ma perché me lo chiedi?!… Forse ti piacerebbe davvero portare le tue sorelle a battere?”… Aggiunse perfidamente sempre ridendo.
“…No…no!!” Rispose Carlo. “ Che dici!”
Li lasciò davanti a casa di Martina e qaundo furono soli si abbracciarono.
“Ho paura Carlo?” Esclamò Martina.
“Paura di chi? “
“Di Nabil! Tutto quello che mi ha fatto stasera, rapporto orale… mi ha sodomizzata… e poi mi ha vestita da musulmana e dice che mi vuole convertire… .”
“Ma và! Figurati! Lui gioca… è uno stupido non vedi? Le piace giocare ad essere superiore, ma non ti convertirà mai stai tranquilla, io stesso non lo permetterò , finchè gioca! Si diverte a dirti qualcosa del Corano e a vestirti come una donna dell’Islam, tranquillizzati, non crearti paure che non ci sono.”
“Si gioca… intanto ci ha sodomizzati entrambi Mi fa un male adesso!!” Esclamò portandosi la mano dietro:” che cammino male!”
“A casa sciacquati con acqua fredda, vedrai che starai meglio. L’importante è che io e te siamo uniti, quando smetterà di ricattarci riprenderemo la nostra vita.”
“Ma quei due vecchi schifosi chi erano?”
“Boh!!… Gentaglia che conosce lui, gente matta come lui.”
Carlo minimizzava, ma era anche lui preoccupato.
“Daltronte che possiamo fare Marty? Niente, tanto vale assecondarlo.”
Si salutarono abbracciandosi e si lasciarono con un bacio perverso e Martina salì in casa.

Nei giorni seguenti, Carlo subì un conflitto interiore, andò in crisi, per quello che faceva Nabil con Martina , per l’episodio del travestimento e perchè gli piaceva sentirsi donna.
Aveva un contrasto psicologico e morale sulla sua sessualità, su i suoi e sui rapporti di Martina con lui .
Il fatto che la volesse convertire era i suo ultimo pensiero, gli interessava quello che facevano.
Era entrato in uno stato fisico e mentale particolare, il suo cazzo, nella sua piccolezza, passava da momenti in cui si gonfiava e diventava duro di desiderio a pensare Martina chiavata o inculata da Nabil, sottomessa da lui, ad altri in cui quasi lei scompariva, desiderando lui Nabil come amante .
In lui stavano nascendo e convivendo due identità, una maschile e una femminile, Carlo e Carla ed era preoccupato , altro che le scemenze di Martina, per lui la sua violenza carnale,la sodomizzazione e il resto erano solo frutto del suo comportamento.
Tutto in lui era immerso in un tormento interiore, acutizzato dal fatto che Martina , la compagna di quella che dovrebbe essere la sua vita, il suo futuro, ora era carnalmente di un altro!
Lei , consapevole di quanto gli stava succedendo, gli voleva sempre bene e lo riempiva di
attenzioni, tenerezza e amore senza limiti, cercando di capirlo e aiutarlo .
L’amore resisteva, ma la passione no .
Stava partecipando anche lei alla sua femminilizzazione, a farlo diventare da fidanzato ad amica.
Lui era in conflitto con se stesso, voleva essere sia femmina che maschio…. o uno dei due , ma non sapeva quale!…Quale scegliere… .
Questa condivisione mentale per un pò riuscì a placare il suo animo .
Emozionalmente si sentiva catapultato in un’altra dimensione.
Si domandava tormentandosi, cosa stava diventando?… O cosa era davvero e si stava rivelando
solo ora?… E cos’altro avrebbe scoperto e vissuto in lui?
Non sapeva ancora come identificarsi.
Martina fisicamente e psicologicamente era una ragazza rovinata, la bella e giovane ragazzina
borghese, altezzosa e snob a solo 18 anni era con la figa slargata e il culo sfondato che le bruciava molto, era l’amante e succube di un giovane marocchino musulmano e in procinto e involontariamente di diventarlo anche lei.
Ma tutto questo era solo l’inizio ….. non la fine.
“ Donna si diventa….non si nasce! Lo stesso musulmana!”

Per commenti, suggerimenti ,idee ,notizie o critiche , scrivere a:
dressage1@hotmail.it
Grazie.

I contenuti presenti sul blog “Immoralexx” dei quali è autore il proprietario del blog,non possono essere copiati,riprodotti,pubblicati o ridistribuiti in forma parziale o totale senza previo accordo con l’autore stesso e citando sempre la fonte d’origine.
E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
Copyright © 2019 Immoralexx by Educatore. All rights reserved.