IX° Non desiderare la donna d’altri –15 L’inganno.

IX° NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI.

Note:
Non c’è peccato più vergognoso che ingannare chi ti ama.
(Anonimo)

CAP. 15 L’INGANNO

Intanto mentre Clelia si interessava di Beatrice per svezzarla sempre più, Nabil e Carlo si incontravano.
Avevano intrecciato una relazione omosessuale.
A Carlo piaceva essere inculato da Nabil e continuavano a incontrarsi saltuariamente e di nascosto da tutti. Carlo subiva un’attrazione forte verso di lui, un richiamo erotico esotico, carnale che forse derivava dal fatto che fosse musulmano e maghrebino e che preferiva a
quello della sua fidanzata.
Si era infatuato di Nabil, ma solo sessualmente, per il resto, moralmente e sentimentalmente, amava Martina.
Martina era molto bella ed era desiderata da Nabil, come Salvatore aveva desiderato Beatrice , la madre di Carlo e non aveva mai smesso di sperare e di tramare per poterla avere.
Sapeva che era difficile se non impossibile chiavare Martina, ma era deciso, avrebbe tentato in
qualsiasi modo.
Passò un pò di tempo, poi dietro pressione di Nabil, che non smetteva di pensare di chiavare
Martina e succube di lui, ammaliato e invaghito da ragazzo debole psicologicamente che era , Carlo cedette.
Nabil gli aveva proposto un piano, aveva intrigato con lui per riuscire ad averla, un incontro casuale per poterla insidiare, in qualche locale da ballo e poi al resto avrebbe pensato lui, senza violenze e brutalità:
” Se ci sta !… Ci sta !… Bene!… Se non ci sta !… Niente … non fa niente, mi rassegno … Provo!… Almeno potrò dire che ho provato!”Esclamò.
Carlo era dubbioso, doveva ingannare Martina e non lo aveva mai fatto, ma era sicuro che Nabil non sarebbe mai riuscito ad avere rapporti con lei, di qualsiasi tipo. Martina non avrebbe mai voluto, non avrebbe mai accettato di rapportarsi con lui per qualsiasi cosa e poi a lei come alle sorelle di Carlo non piacevano i marocchini, anzi li destava per il loro modo di vivere e di trattare le donne con inferiorità.
Comunque accettò, anche se era contrario e non voleva assolutamente, lo faceva solo per
assecondarlo, accontentarlo, convinto che non sarebbe mai riuscito nel suo intento, non solo a chiavarla , ma nemmeno ad allacciare una simpatia, un discorso. Così avrebbe desistito e se la sarebbe tolta dalla testa e lui avrebbe potuto dirgli:
” Abbiamo provato Nabil , ma non sei riuscito … non sei il suo tipo, rassegnati!”
Prepararono tutto come un complotto, una congiura ai danni di Martina e Carlo trovava anche
divertente quella preparazione, non conoscendo la perfidia e le vere intenzioni di Nabil.
Una sera prestabilita Martina e Carlo uscirono, lui la invitò e la portò in una discoteca in riva al mare, un posto davvero incantevole e spettacolare. Un locale con ristorante tipico e annessa discoteca che dava sulla spiaggia, circondata e chiusa da ampie vetrate con grosse tende amaranto.
Stava arrivando l’estate, era maggio e le serate iniziavano ad essere tiepide.
Lasciata la macchina al posteggi , per raggiungere il locale, occorreva incamminarsi in un
lungomare rialzato sulla spiaggia, fare una passeggiata di circa cento metri .
Mare calmo, luna piena… decisamente romantico. L’atmosfera era incantevole, sembrava tutto un sogno e questo piaceva molto a Martina.
Si trovavano a circa 15 km da casa, eppure sembrava di essere in un altra regione, nessuno li
conosceva, potevano vivere con naturalezza quella serata come due fidanzatini innamorati.
Così fecero, pur essendo giovanissimi, si conoscevano da bambini ed era due anni che filavano
seriamente con il consenso delle famiglie.
Passeggiata romantica al calar della sera, mano nella mano, abbracci ed effusione amorose nelle zone buie e nascoste, risatine e brevi corse e di nuovo abbracci e risa, erano due innamorati perfetti o quasi, perchè Carlo anche se l’amava davvero, verso di lei, non sentiva più quel desiderio e quella passione che aveva prima.
Quella sera era tutto bello e fantastico che non pensava nemmeno più a quello che aveva concordato con Nabil.
Martina era vestina in modo elegante, una gonna nera sopra al ginocchio, con una camicetta rosa che lasciava intravvedere un seno piccolo ma sodo, con due tettine che sembravano arance, uno slip bianco di seta traforata coordinato con il reggiseno e un paio di scarpe da sera scure con poco tacco ma eleganti con strass sopra.
I capelli biondi e lunghi erano vaporosi e facevano da cornice dorata al suo viso, con due occhi
chiari come il mare di giorno e che brillavano gioiosi anche al riverbero della luna.
Una catenina d’oro richiamava il colore dei capelli confondendosi tra loro sulle spalle.
Ai lobi due piccoli orecchini pendenti a forma di cuore, a gancio, che come petali bagnati,
brillavano assieme ai suoi occhi quando sorrideva , erano il regalo di Carlo per l’ultimo San Valentino.
Era davvero bella, bellissima ed elegante, tutta perfettina da piccola borghese , come si piaceva lei, anche se quel look la faceva sembrare un pò snob.
Aveva una andatura allegra e maliziosa.
Il sorriso delizioso, da pubblicità le si apriva ogni volta che parlava, aveva una risatina dolce, spontanea e sincera, che mostrava la sua dentatura regolare, bianca e perfetta da apparecchio
Dentale, ,che ancora durante la notte metteva.
Il suo profumo era gradevole, intenso, di una fragranza speziata e dolce, molto buona che penetrava nelle narici inebriando.
Dimostrava meno dei suoi 18 anni, come molte giovane della su età era di carattere allegro, ma permalosa, educata, ma insofferente, a volte esuberante nel parlare a volte silenziosa e taciturna.
Entrati nel locale si diressero nella sala da ballo, c’era una penombra romantica, cominciarono
subito a danzare ignorando le altre coppie, sembrava esistessero solo loro, anche Carlo si era fatto trascinare dal suo entusiasmo. Il ballo divenne molto sensuale fatto di abbracci ,baci e
strusciamenti, che inizio a scaldare gli animi oltre che i loro cuori.
Stanchi, tornarono a sedersi al loro tavolino e Carlo la invitò a bere qualcosa di diverso della solita bibita, un drink un pò alcolico, dovevano festeggiare il loro amore e così fecero, pur non essendo loro consuetudine.
Martina non era abituata a bere alcolici, si può dire che era astemia e lui lo sapeva bene, ma lei
accettò felice di trasgredire in quel contesto. Presero due Alexander, era la prima volta, sorseggiavano e ridevano e poi ricominciarono a ballare.
Per un’astemia come lei, l’Alexander era come aver bevuto della nitroglicerina.
In quel ballo iniziarono a scaldarsi anche i corpi, non solo gli animi, baci e strusciamenti avevano effetto su entrambi.
Martina si eccitava, ma anche Carlo non era insensibile allo strofinio del suo corpo pur preferendo Nabil… ma in quel momento non ci pensava.
Ballarono un pò e poi sudati andarono a sedersi nuovamente mano nella mano, passando tra la confusione e il vociare delle coppie di ragazzi con cui si urtavano.
Si sedettero al tavolino a chiacchierare, ridendo, tra carezze e bacini da innamorati.
Dopo non molto Martina, voltandosi notò Nabil tra la confusione, in fondo alla sala, appoggiato a una parete:
“Oddiooo!!!” Esclamò.
“Cosa c’è?” Chiese ridente Carlo.
” C’è l’arabo…il musulmano…! Guarda!!” Esclamò ingenuamente a Carlo.
“Che arabo, musulmano?” Chiese davvero non capendo Carlo.
“C’è anche lui!..Nabil !… Il vostro servetto. Quel marocchino!… ” E rise.
“Lui chi?” Chiese Carlo , fingendo di non capire.
“Nabil!!”… Ripetè lei:” Il servetto marocchino che avete in negozio.
Come fai a non vederlo?… E’ vestito tutto colorato e senza gusto….come i terroni! Lo vedi anche lontano un miglio.”
Carlo si girò e lo vide: ” Ah si!!”…Esclamò. “E’ lui!…Sarà venuto a cercare qualche ragazza per
ballare.”
“Figurati!!” Rispose Martina. “Chi vuoi che balli con lui?… Non lo vedi com’è conciato?… Sembra un beduino, chi ha il coraggio di ballare con lui?”
Intanto Nabil li aveva notati e con un cenno della mano li salutò.
“Oh no!!…Dioo !!… Ci ha visti… ci ha visti!” Mormorò piano Martina abbassando la testa verso il tavolino come per nascondersi.
“Facciamo finta di non averlo visto!”
Nabil vedendoli si spostò e lei osservandolo con la coda dell’occhio disse:
” Speriamo che non venga qui che non lo sopporto.”
Carlo a fianco a lei ripetè:”Speriamo!”
Ora stava bene con Martina sentiva i suoi sentimenti verso lei e non voleva più stare al suo gioco, ci aveva ripensato. Aveva deciso di non fare più quello che aveva progettato lui.
Invece poco dopo Nabil arrivò al loro tavolo, fece finta di essere lì per caso e li salutò, e restò in piedi a parlare con Carlo.
“Ciao!” Disse Nabil.
“Ciao !” Rispose Carlo, mentre Martina fingeva di guardarsi attorno.
“Cosa fate di bello?”Chiese per rompere il ghiaccio e iniziare a parlare di qualcosa.
Con un sorriso sarcastico Martina si voltò infastidita e rispose:
” Secondo te? … Cosa ci facciamo in una discoteca?”
E lui .”Ballate !”…
” Bravooo!!! ” Le rispose beffarda Martina:” Hai indovinato, stai migliorando!”
Lui abbozzo un sorriso ingoiando la saliva, si sentiva umiliato ad essere trattato così da quella
Giovane puttanella cattolica, la signorina Martina, come gli aveva detto Beatrice di chiamarla quando si rivolgeva a lei o alle sue figlie.
“Posso sedermi con voi?” Domandò guardando Carlo, vedendo che nessuno lo invitava .
Lui, Carlo, osservò Martina seduta di fronte, che fece una espressione scocciata, delusa, di
insofferenza.
Carlo avrebbe voluto dirgli di no, che aveva ripensato all’intrigo stabilito, ma non ne ebbe il
coraggio e acconsentì con un gesto del capo, per educazione.
“Certo!”… Rispose.
Mentre Martina mormorava sottovoce, ma in modo da farsi sentire:” Veramente saremmo soli!!..Non ci piacciono gli intrusi!”
Carlo le diete un occhiata di richiamo, come a dirle:” Non essere scortese!” … E fece accomodare Nabil al loro tavolo, con la sua camicia sgargiante, profumato di un essenza forte, orientale , quasi fastidiosa … che a Martina dava fastidio.
” Sembri fosforescente con questa camicia!…Non ti vesti mai da arabo?” Chiese provocatoria
Martina, già su di giri e accaldata per via del drink, iniziando a fare la stupidina irriverente, divertendosi a tormentarlo e umiliarlo.
“Si!!” Rispose lui:”Dipende dalle circostanze, se ci sono festività particolari della mia religione
… si!”
“Ah già che tu sei…. musulmano!” Pronunciò esaltata dall’alcol, ed entrando nell’argomento
continuò:” Ma è vero che da voi le donne sono sottomesse come schiave, vi debbono ubbidire
sempre e non possono fare vedere i viso?”
“Si!” Replicò candidamente Nabil.
Restarono tutti e due stupidi dalla risposta, non se l’aspettavano, pensavano che si mostrasse moderato e dicesse:
“Solo gli integralisti sono così .”… Oppure: ” In certe zone o nazioni dell’Islam.”… Oppure ancora:” Non è più così! Una volta!” …O ancora:”E’ una cosa sbagliata.”
Invece rispose provocatoriamente, serio e sorridente mostrando i suoi denti sporchi e il suo incisivo spezzato:
” Si è vero! … Da noi le donne sono sottomesse all’uomo!… Sono dipendenti !…Ma loro vogliono così, le piace a loro esserlo è la nostra religione e ci devono ubbidire.”
Sorprendendo Martina che non si aspettava una risposta così decisa e convinta, e con risentimento femminile e di cultura occidentale proseguì il discorso domandandole:
” Sei uno schiavista allora ?.. Anche tu vuoi la donna sottomessa all’uomo?”
“Si !” Rispose sfacciato e provocatorio con quella sua faccia infantile e innocente.
Ora era lui a divertirsi scandalizzandola vedendo che si irritava e non le piacevano le risposte che le dava.
“Perchè !!”….Chiese ancora Martina offesa e indignata da quelle repliche .
“Perchè le donne sono inferiori all’uomo davanti ad Hallah. Legga il Corano signorina Martina, la donna va rispettata e accudita, ma viene dopo l’uomo e deve sottostare alla volontà dell’uomo e certe cose non le può fare come farsi vedere in viso, solo dal suo marito e in privato!” Rispose, aggiungendo perfido cercando di giustificarsi e di farsi compatire:
“Spero che non si arrabbia con me di queste risposte signorina Martina. Sono stato solo sincero! Anche lei se fosse musulmana, o un domani se lo diventerà visto che aumentano nel mondo le conversioni all’Islam accetterà la sottomissione all’uomo e si coprirà il volto in pubblico con lo Niqab, che lascerà vedere solo gli occhi. ”
“Per favore Nabil… io non diventerò mai.. mai musulmana e men che meno mi coprirò il volto e la testa con quella cosa …come si chiama quella specie di foulard nero … Ni..?”
“Niqabl!” Rispose lui.
“Ecco con quella cosa li!…Per l’amore di Dio!”
Vedendola alterata cercò di calmarla dicendole:” Spero che non me ne voglia signorina Martina?”
“No! No!” Replicò lei indignata:”Lo so che è la vostra mentalità!…Il vostro modo di vivere… La vostra religione. Lo sò! Per fortuna la mia è più matura e non ammette certe cose.”
“Lei è cattolica signorina Martina?” Domandò pur sapendolo.
“Certo!!” Rispose in modo assoluto e orgogliosa:” E ne sono fiera di esserlo e mi fanno pena quelle povere donne musulmane che credono nell’islam!”
Nabil restò in silenzio poi superando con la voce il sottofondo musicale dichiarò:
“Ma anche la religione Cattolica era così e sotto certi aspetti lo è ancora.”
“Si … era così mille anni fa… nel medioevo!” Rispose con un sorriso beffardo:” Ma si da il caso che ora siamo nel 2018!”
“ Ma anche la vostra religione Cattolica dice che la donna deve sottostare alla volontà dell’uomo, che la donna è nata da una costola di Adamo… .”
“Mi dispiace per te… ma non dice così e comunque non ho voglia di parlare di queste cose che mi fanno solo arrabbiare.”Disse e si mise a riguardare la gente che danzava.
Carlo aveva assistito a quella discussione religiosa e di costume divertito, dando ragione a Martina.
“ Sono d’accordo con Martina…” Disse prendendole la mano sul tavolo e stringendogliela dolcemente in segno d’affetto e amore:”…condivido dalla A alla Z quello che ha detto.”
Martina gli sorrise e gliela strinse anche lei e poi restarono in silenzio mano nella mano.
Nabil guardava non visto quella boriosa puttanella cristiana occidentale e dentro di lui aumentava sempre di più il rancore verso lei.
Poi guardando Carlo, come ad aspettarne il permesso, chiese a Martina se poteva offrirle da
bere purchè non fossero alcolici che le donne non li devono bere.
“Veramente ho già bevuto!” Esclamò lei: “Ed era alcolico e molto buono! Comunque e a me che devi chiedere se voglio ancora bere qualcosa e non a lui non siamo al tuo paese qui!!”
Aggiungendo:
“E poi uno schiavista come te che offre da bere alcolico a una ragazza occidentale, fa peccato.!”… Con civetteria lo provocava , ma stava al gioco… .
“Anzi sai cosa ti dico? Se mi offri un altro Alexander che è alcolico lo accetto volentieri, altro no!” Disse provocatoria:”… Ma come ti dicevo se offri dell’alcol a una ragazza bianca e occidentale fai peccato, lo sai vero!? Trasgredisci al tuo Corano!” Disse con un sorriso di sfida.
Nabil sorrise anche lui:
“Certo!… Ma se il peccato viene fatto per accontentare una bella credente cristiana asservita come lei signorina Martina, vale la pena di peccare.” Rispose Nabil ridendo.
Martina sorrise scuotendo la testa, quell’asino nel parlare le aveva dato della asservita, non sapendo nemmeno probabilmente cosa significasse, ma non si arrabbiò, mostrandosi tollerante e indipendente, da ragazza occidentale che fa quello che vuole.
“Allora ti faccio peccare!” Esclamò:” Accettò se mi offri un altro Alexander … .” Ripetè per umiliarlo e fargli vedere che le ragazze occidentali erano emancipate.
“Su vammelo a prendere!?” Disse con tono di superiorità.
Lui si alzò per andare a prenderle il drink offertole, ma fu Carlo a dire:
“Questa volta prendiamo un Cuba libre!”
Martina lo guardò non sapendo cosa fosse un Cuba libre, e vedendola sorpresa Carlo precisò:
“ Un Cuba libre è un drink di Rhum e cocca cola, molto buono!”
“Si!…” Rispose Martina divertita accettando il consiglio di Carlo, mentre Nabil da buon musulmano li informò:” Io prendo solo coca cola . I musulmani, non possono bere bevande che contengono alcolici .”
“Ah già!!… Ma nemmeno un sorsetto?” Chiese Martina ironica … .
”No!..No!..Signorina Martina…Offusca la mente da Allah, è contro il Corano.“ Rispose , mentre lei rise.
“Ma dai Nabil … Il cuba libre drink ha un po’ di rhum assieme alla coca cola, ma è buono!” Le spiegò Carlo.
“No! No…non bevo alcolici!” Ripetè.
“Proviamo dai!” Esclamò Martina esaltata dal scandalizzare e mostrare che lei come donna faceva e beveva quel che voleva… .
Nabil sorrise, era quello che voleva che quella stupida puttanella bevesse alcolici, sapeva che anche se era fortemente alcolico, miscelato con la coca cola fresca, non avrebbe sentito prevalente il gusto del rhum, ne subito l’effetto dell’alcol, ma solo dopo una buona mezzora .
” Intanto guida lui!” Esclamò Martina sorridendo del suo trasgredire facendo segno con il dito indice a Carlo.
“Va bene!… Vado a prenderne due più la coca cola !”… Disse Nabil alzandosi.
” No!…Io no!”… Sbottò all’improvviso Carlo mettendosi la mano sullo stomaco:”Ho ancora un pò di quello di prima, semmai ne bevo un po’ del tuo Martina.” Lei annuì.
” Bene” Esclamò Nabil . “Allora solo uno per la signorina Martina.”
“Ce li hai i soldi?” Chiese allungando le mani sulla sua borsetta per darglieli.
“Si signorina Martina…!” Rispose.
Andò al bar passando tra i ragazzi e le ragazze, colpito dalle luci colorate e stroboscopiche e dai gomiti, e arrivò al bancone.
“Una coca e un Cuba libre!!” Chiese gridando forte tra la ressa di ragazzi e allungò dieci euro al ragazzo del bar, dicendogli:” Il Cuba, fammelo doppio di alcol e ben ghiacciato!”
Pensando :”Così non si sentirà molto il gusto del rhum.”
Il barista prese i 10 euro e così fece.
Quando furono soli Martina irritata e seccata chiese a Carlo:
” Ma dobbiamo passare la nostra serata con quell’extracomunitario?… Io non ne ho voglia … dai!! Stavamo tanto bene prima soli io e te!”
“ Hai ragione Marty , da fastidio anche a me, ma scusa, non posso mandarlo via!… Dirgli vai via
che alla signorina Martina dai fastidio?… Aspettiamo ancora un pò, vedrai che se ne andrà da solo! “ Le replicò Carlo.
“Perchè a te non da fastidio?” Chiese Martina risentita della sua risposta… .
”Si!..Si!..Da fastidio anche a me.” Aggiunse Carlo.
“Speriamo che dopo aver bevuto la bibita se ne vada, non mi piace farmi vedere con lui e non mi piace il suo odore forte di selvatico, ma cosa si è messo addosso? E soprattutto non mi piace il suo modo di pensare.”
“Ma si!” Rispose Carlo:” Starà un po’ con noi e poi se ne andrà!”
“Speriamo!!” Sbottò Martina se no ci rovina la serata che è iniziata tanto bene e in allegria.
Carlo nonostante fosse contrario, reggeva il gioco a Nabil e nel farlo sentiva un brivido di
eccitazione, come quando dibattevano sulla religione.
Ritornato al tavolino Nabil passò il drink doppio a Martina, che lo ringraziò.
Ma nonostante tutti gli accorgimenti per coprire il gusto dell’alcol alla prima sorsata , istintivamente aprendo la bocca esclamò:” Uhhh!! … E’ forte però!… Brucia!”
“Lo beva in fretta signorina!…Tutto in una sorsata…” La consigliò Nabil . “… non lo sentirà
bruciare !”
Intanto Carlo guardandola le accarezzava i capelli.
Così fece Martina prima chiese a Carlo se ne voleva un pò, al suo rifiuto tra una sigaretta e la musica, dopo le prime sorsate il palato e la lingua si assuefarono e abituarono e non sentì più il gusto del rhum entrare in lei, ma avvertì in prevalenza il gusto dolciastro della coca cola fresca…. che la dissetava.
Una volta bevuto un pò, iniziò ad accaldarsi e chiacchierare, ridendo e scherzando con Carlo.
Nabil chiese se poteva ballare con lei, ma Martina contraria, seppur con un sorriso subito rispose di no, non le andava di ballare con quel marocchino. Nabil ci restò male e si vedeva in viso, poi guardò Carlo che le fece cenno di si con la testa e con l’indice uno.
Accettò controvoglia … per compassione… come diceva lei quando faceva una buona azione, per toglierselo di torno, con la speranza che poi se ne sarebbe andato.
“Solo uno però!… “ Mormorò:”Poi ritorniamo perchè sono accaldata e inizio a sudare. E basta che non mi stai addosso che non lo sopporto!”
Iniziava a scaldarsi, i drink iniziavano a fare effetto .
C’era un ballo lento e la sala era semibuia, dopo alcuni passi, entrando nella penombra della pista, lui la prese per i fianchi e si portò contro di lei, che si allontanò subito:” Non venire contro Nabil…te lo detto!”
“Si..si.. mi scusi signorina!”
Non le piaceva quel ragazzo e nemmeno il suo odore, non voleva che la toccasse e soprattutto che si strusciasse su di lei, doveva stare al suo posto, un palmo di distanza almeno.
Ogni tanto gettava uno sguardo su Carlo, sentendosi protetta da lui ,che seduto nel semibuio li guardava in silenzio .
Non fecero nemmeno un mezzo ballo, a Martina non piaceva ballare con quel servo musulmano e decise di andare a sedersi.
“Ho troppo caldo Nabil, scusami ma non riesco a ballare!”
Se mai ci fosse stato qualcuno che la conosceva non sopportava farsi vedere assieme a un ragazzo marocchino, la sua buona azione l’aveva fatta.
Tornarono a sedere e a chiacchierare con la speranza che se ne andasse presto.
L’alcol cominciava la sua azione euforizzante, Martina alternava momenti di lucidità a momenti di ebrezza, le girava anche un poco la testa, rideva era allegra e accaldata appoggiandosi e abbracciando sempre Carlo, sudava e ogni tanto si sentiva rallentata e diceva qualche frase a sproposito.
Visto che Nabil non andava via, decisero di uscire a prendere un pò d’aria fresca, l’aria all’interno era calda e lei si sentiva vampate al viso… e al corpo.
Uscirono, Martina era molto accaldata e le girava la testa, camminava a braccetto di Carlo, con la testa appoggiata sulla sua spalla e lui con il braccio intorno alla sua vita, come due innamorati .
“ Perchè non andiamo in riva al mare!” Esclamò Nabil guardando Carlo negli occhi .” Là l’aria è più fresca là!”
Martina senza staccare la testa dalla spalla di Carlo, lo guardo di traverso… quella specie di beduino non andava ancora via.
Carlo acconsentì, decisero di farle prendere una boccata di ossigeno salmastro e la portarono sulla spiaggia in riva al mare. Scesero al chiarore della luna la scaletta in cemento armato, finchè nel semibuio non sentirono la sabbia sotto le scarpe.
Nabil era dietro loro, che discorreva quasi da solo..
” Ma ci viene dietro anche qui?” Chiese Martina stringendosi a Carlo.
” Cosa vuoi fare? …Mandarlo via ?… Offenderlo?… Facciamo una passeggiata e poi va via o c’è ne andiamo noi , io e te.” Rispose Carlo.
Le spiagge erano a inizio stagione e qualcuna aveva già sdraio e ombrelloni con mucchietti di
sabbia setacciata a piramide ben allineati.
Camminarono sulla spiaggia fino in riva al mare e poi lungo la battigia, loro due davanti e Nabil dietro, fino ad arrivare a un piccolo molo, appartandosi dietro agli scogli e sedendosi sulla ghiaia marina.
Erano tutte e tre seduti che guardavano il mare, Martina era al centro di loro, seccata e scocciata da quella presenza olivastra.
Non parlavano più, osservavano il mare e il riflesso argentato della luna su di esso .
Nabil guardò fisso Carlo negli occhi, che capì e abbassò i suoi sulla sabbia.
Intuì che era il momento e all’improvviso Nabil, passò il braccio sulle spalle di Martina, tirandola veloce a se cercando di baciarla .
Martina sorpresa da quell’abbraccio non voluto e inaspettato ,cercò di allontanarlo esclamando:
” Ohheeiiiii!!!!… Ma che fai? … Ma come ti permetti di toccarmi?!!”
Accaldata fece il tentativo di fermarlo, spingendolo con le mani per allontanarlo da lei, ma non ci riuscì.
” Lasciami!! Lasciami!! … Ma che fai?…Non voglio!!” Gridò a sentire le sue mani su di lei:
”Non toccarmi con le tue manacce e non ti permettere di baciarmi!”…Esclamò cominciando a divincolarsi .
Ma i suoi sforzi resero più sensibile la sua debolezza e nello stesso tempo fecero ondulare il suo corpo contro quello di Nabil, che lo strinse eccitato.
Con rabbia si staccò da lui e lo colpì sul torace con deboli pugni, quello che aveva bevuto le
abbassava il tempo di reazione e gli toglievano la forza di reagire, oltre che la volontà… dando
vantaggio a Nabil nella prepotenza.
“ Carlo!…Carlo!” Urlò spaventata Martina .
Ma a quelle grida, lui la prese sul petto per la camicetta e tirandola a se la schiaffeggiò forte sul
viso più volte, fino a farglielo diventare rosso, facendo cessare la sua resistenza:
“Basta!..Basta!!..Non picchiarmi !” Esclamò Martina piangendo, proteggendosi il viso con le
braccia come i bambini.
” Allora stai brava!”… Mormorò lui .
Nabil le divaricò le gambe e mettendosi in ginocchio davanti a lei, l’abbracciò per il sedere, portandogli entrambe le mani da dietro sotto le natiche e aspirando forte il suo inebriante profumo sul collo la staccò dalla sabbia strisciandola giù con il sedere verso lui, dondolandola facendola cadere e distendere con la schiena sulla sabbia, tirandole su la gonna scoprirle le mutandine, cingendosi il bacino con le sue gambe, restando tra di loro.
“No!! …Che fai?… Lasciami!!… Lasciami!!…..Carlo!!…Carlo!! “… Invocava Martina, mentre Nabil
spostandole i capelli indietro iniziava a leccarla sul collo, fino ad arrivare con la lingua all’orecchino a forma di cuore .
Carlo seduto di fianco a loro, non interveniva, non ne era capace, non aveva la forza e aveva
anche paura a farlo, vista la decisione di Nabil nell’averla e nel prenderla fino a schiaffeggiarla forte; e poi Nabil in un certo senso era il suo amante e anche se a malincuore sotto ricatto gliela aveva promesso, e oramai anche se gli eventi avevano preso un altra strada da come voleva lui e non poteva cambiare idea e tornare indietro.
Si sentiva agitato, turbato da quello che stava accadendo, restava assente e in silenzio a
osservare il mare e a guardare loro… era sconvolto ma anche eccitato da quello che faceva Nabil alla sua Martina.
Nabil con lei sdraiata sulla sabbia le immobilizzò i polsi con una sola mano portandoglieli sopra la testa contro la sabbia e la schiaffeggiò ancora più volte sul viso dicendo parole in arabo, fiaccando ogni sua resistenza, facendole arrossire ancora di più la pelle fino a gridare di nuovo:
“Basta!..Basta! …Ti prego … non picchiarmi! ” Martina non sopportava i dolore fisico, non era
abituata, non aveva mai ricevuto uno schiaffo, nemmeno da sua madre.
Dal collo aprendole con forza la camicetta facendo saltare alcuni bottoni, Nabil infilò una mano sul petto, le abbassò il reggiseno, lasciando uscire le sue tettine sode e pallide, evidenziandole in tutta la loro bellezza.
Chinò la testa su di loro prendendo le piccole mammelle tra le labbra iniziando a baciarle con furia, le leccava e succhiava entrambe, assieme ai capezzoli, con maestria, era bravo, ci sapeva fare molto più di Carlo, lui era abituato a succhiare i capezzoli delle puttane, mentre con l’altra mano alzata la gonna davanti fino all’ombelico, iniziò a fatica a tirarle giù lo slip.
Sentendo la sua mano tra le cosce, Martina incominciò a scalciare e a gridare:
” Che fai?? Lasciami!..Lasciami!…Carlo!!..Carlo!! Dove sei?….Aiutami!! “.
Ma Nabil , infervorato ed eccitato dalla sua resistenza, le tirò su la gonna oltre all’ombelico,
accarezzandole il seno e per farla tacere iniziò a baciarla, introducendo la lingua nella sua bocca, mentre con la mano tra le gambe, spostato lo slip di lato , cercava di introdurle un dito dentro la sua fighetta.
Carlo osservava … da come si comportava intuì che non era la prima volta che Nabil violentava qualche ragazza, sapeva come fare, come immobilizzarla e trattenerla, come spogliarla in quella condizione anche se si dimenava.
Tenendola sdraiata premendo sul torace con il suo peso, spingeva la sua schiena sulla sabbia, lasciando libero il bacino ai movimenti.
Martina distesa era praticamente sulle sue mutandine e le teneva con i glutei contro la sabbia. Nabil sapeva bene che in quella posizione non poteva toglierle, tirò più volte ma non venivano sotto il peso del suo splendido culetto, allora adottò una tattica che probabilmente aveva già utilizzato altre volte.
Mentre lei si divincolava iniziò a darle pizzichi sui glutei da farle male e farle alzare il bacino, staccando involontariamente il sedere dalla sabbia, e in quei movimenti verso l’alto, lui veloce alternando i pizzicotti al sedere a brusche tirate delle mutandine, con degli strattoni decisi riuscì a tratti a scostarle, fino a scoprirglielo completamente, e tirando più volte con forza a portare quasi strappandolo giù lo slip alle cosce, da lì fu facile portarlo alle ginocchia e ancora di più tirarlo giù davanti senza resistenze, osservando la sua splendida fighetta.
Poi allungandosi assieme al braccio le tirò più giù alle caviglie, non senza fatica e ogni tanto colpendola al viso con uno schiaffo. In quel movimento delle gambe a scalciare involontariamente Martina lo aiutava a toglierle, a sfilarle dalle sue gambe, assieme alle scarpe ai piedi , rimanendo solo con le calze autoreggenti trasparenti nere, mostrando contro la sua volontà, alla luce della luna e al riverbero del mare il chiarore della sua fighetta giovane, con quel ciuffetto di peli bruni ben curati che si vedeva tra le due gambe scalcianti.
E tirando su il braccio con le sue mutandine in mano, le agitò e mostrò come un trofeo, a Carlo, alla luna e al mare e poi le gettò sui sassi, lasciandosi andare sdraiandosi su di lei.
Martina ebbe un sussulto, sentì che era senza mutandine e voleva reagire, fare qualcosa, ma non ci riuscì, la sua resistenza era fiacca.
Aggressivo fece scivolare la sua mano libera sul basso ventre, sugli inguini, sulla sua fighetta deliziosa e palpitante, iniziando ad accarezzarla, muovendo le lunghe dita scure fuori di lei.
La penetrò con un dito facendola sussultare… e poi a muoverlo dentro di lei.
Iniziava a provare piacere e non voleva, ma i suoi capezzoli erano diventati dritti e turgidi, come due chiodi, segno di eccitamento, stava entrando in uno stato di gradevole benessere, sia per l’alcol bevuto, che per le carezze e manipolazioni esperte di Nabil.
All’improvviso Nabil si mise a cavalcioni sulle sue gambe, tenendole ferme e unite, bloccate strette dalle sue da non poter scalciare, iniziando con la mano libera a sbottonarsi i pantaloni e tirando fuori il suo cazzo olivastro, già eccitato e oramai dritto, lungo e duro dai preliminari della violenza carnale.
Martina lo vide al chiarore della luna, era enorme per lei in confronto a quello di Carlo, sbarrò gli occhi con inquietudine e fece un verso tra lo stupore e il timore. Gridando:
” No ti prego Nabil!…Non voglio!..Non voglio!…Non farlo!”
Carlo di fianco a loro continuava a guardare ed ascoltare in silenzio, eccitato anche lui nel vedere la sua donna venir presa in quel modo da Nabil, la sua fidanzatina impotente nelle mani di quel marocchino che stava per violentarla.
Una volta che lo ebbe tirato fuori, con slancio aprendole con forza si rimise tra le sue cosce e
scivolò giù con i piedi sulla ghiaia del mare , puntandosi contro di essa, afferrò con forza il bacino di Martina e con le mani sui fianchi, tirò giù la sua figa verso di lui, facendole strisciare nuovamente il culo sulla sabbia mista a ghiaia.
Martina oramai non reagiva quasi più, in preda alla stanchezza di quella resistenza inutile,
all’ebbrezza alcolica e al piacere che iniziava a provare, non aveva la forza e ne la voglia.
Era come in trance, in attesa che le accadesse qualcosa, confusa e incredula di quello che le stava capitando .
Nabil vedendola così inattiva, le abbassò i polsi lungo i fianchi e tenendoglieli fermi si abbassò ancora, scivolando di più con i piedi sulla ghiaia, e si portò con il viso sulla sua fighettina pelosa e cominciò a leccarla, succhiandola e penetrandola con la lingua in modo meraviglioso, facendola scuotere di piacere.
Solo pochi secondi da inumidirgliela e lubrificarla.
Tirandosi su nuovamente le lasciò un polso che Martina portò sul suo torace spingendo per allontanarlo,ma nulla di più, mentre lui con la mano libera si prese il cazzo e appoggiò la sua cappella circoncisa sulla piccola e rosea fessura di Martina, lo strusciò sopra, su e giù più volte sorridendo e poi giratosi verso Carlo lo guardò in modo sprezzante dicendogli:
“Guarda!!.. Guarda che te la chiavo ora!!”
La puttanella Cattolica come la chiamava lui , stava per essere posseduta dal giovane musulmano.
E la tirò ancora di più verso se, con la figa contro la cappella del suo cazzo color ebano, con le
cosce divaricate tenute larghe dal suo corpo tra di loro .
Martina capì quello che stava per fare, in un attimo di realtà cercò di fermarlo gridando:
” No!!.. No ti prego!…Non voglioooo!!!…Carlooooo dove seiiii!!!”
Ma lui si sputò nella mano, prese la saliva e gliela passò sulla figa, sui peli e tra le labbra ,
insalivandola bene, lubrificandola se mai c’è ne fosse stato bisogno dopo la leccata. Poi risputò ancora più volte nella mano e si passò la saliva sul suo cazzo, cospargendolo bene, soprattutto la cappella e gliela appoggiò sopra tra le grandi labbra.
Martina agitata, rossa in viso accaldata e sudata, lo sentì puntare e premere sulla sua fessura, caldo e duro, ebbe solo la forza di strillare ancora forte:
“No!!..No!!” E richiamare ancora il suo fidanzato:” Carlo!!… Carlo!… Dove sei? “.

Ma Carlo debole, silenzioso al loro fianco, osservava turbato e impotente quella scena .
Quel nome le morì in gola, perchè Nabil in un attimo spingendo,la penetrò facendolo entrare
lentamente dentro di lei.
Martina sentì quell’asta di carne calda e dura penetrare con forza, allargare la sua figa, tendere le labbra vaginali all’inverosimile, slargandole, quasi al punto che sembrava si dovessero rompere e per le sue dimensioni penetrando sfregarle le pareti vaginali.
Ebbe un sussulto di piacere e si lasciò andare esclamando un:
” Oooohhhhhh!!!!”
Reclinando con la bocca semichiusa il capo indietro sulla sabbia, girando gli occhi in alto, tenendosi inconsciamente alle sue braccia, stringendole forte con le dita, quasi a piantargli le unghie nella carne .
Nabil iniziò a muoversi sapientemente, prima piano, poi sempre più veloce … la stava chiavando, stava chiavando la signorina Martina, la puttanella cristiana davanti al suo fidanzato, fermandosi ogni tanto per farglielo sentire duro e lungo dentro di lei pulsare prepotente ed eccitato, per poi riprendere a muoversi.
Martina non poteva credere che era Nabil a chiavarla e non il suo Carlo, sentiva la differenza
amatoriale, la capacità sessuale e le dimensioni dentro di lei, ma non voleva, non voleva
assolutamente provare piacere con quel marocchino musulmano, lo odiava .
Ma non resistette, contro la sua volontà iniziò a godere… a godere, e le sue mani involontariamente salirono piano sulla schiena di Nabil fino ad abbracciarlo sul collo, mentre le sue cosce senza intenzione per reazione al piacere provato, si aprirono di più, avvinghiandosi ai suoi fianchi e accompagnando il suo ritmo con i movimenti del bacino.
I suoi muscoli prima tesi e rigidi, ora si rilasciavano piacevolmente sotto i colpi e il godimento che le procurava Nabil
Non c’era più resistenza da parte di Martina, ma partecipazione.
La penetrava contento, felice , ogni tanto ridendo come un bambino si girava a guardare Carlo che sorpreso osservava la sua donna godere con lui. La chiavava facendola sussultare dai fremiti e ansimare dal godere .
A ogni colpo Martina con gli occhi chiusi si scuoteva dal piacere.
“Ti farò diventare una donna musulmana vedrai!” Le sussurrava all’orecchio chiavandola:” Ti sposerò io e mi ubbidirai perché io sarò il tuo uomo…tuo marito… e vedrai che porterai anche tu il Niqab e ti coprirai il volto per mia volontà … Ti porterò con me in Marocco!”
Martina in preda a quello stordimento e godimento capiva e non capiva, ma si lasciava andare tra le sue braccia.
Poi le alzò le gambe portandole e appoggiandole sulle sue spalle,in quella posizione sulla sabbia riusciva a penetrarla più a fondo e glielo spinse tutto dentro, toccandole con la cappella circoncisa il suo giovane utero, facendola sobbalzare sulla sabbia .
Le accarezzava e le palpava entrambe le mammelle, sempre chiavandola a gambe alte appoggiate sulle spalle.
In quella posizione Martina sentiva il suo cazzo entrare tutto dentro lei, si sentiva aprire, allargare allo spasimo le labbra della figa e le pareti della vaginali, le sentiva come lacerarsi dalla estensione che provocava quel cazzo su di loro e lo sentiva battere sull’utero, dare colpi profondi, contro, che sentiva di riflesso in pancia, era una sensazione che non aveva mai provato con Carlo, un misto di sofferenza e piacere che si univano e si perdevano tra loro , dandole sensazioni nuove, meravigliose.
Non aveva mai goduto così con Carlo, non c’era paragone, Nabil era più bravo, lo sentiva talmente tanto che in pochi minuti gli arrivò subito l’orgasmo esplosivo.
“Ooooooooooooohhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!… Ssiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!”
Gemeva, ansimava, godeva, abbracciandosi a lui, ora non scalciava più per mandarlo via, ma
allargava le gambe per riceverlo e stringerlo forte a se … Stava godendo!
Il suo capo si tirò su, ad occhi chiusi cercò la sua bocca ,che trovò e iniziò a baciare in preda a una esaltazione e godimento mai provato. Sentì con la lingua il suo dente spezzato, e quella di Nabil calda succhiare la sua , in un bacio bocca a bocca prepotente e profondo.

Come folgorata godeva in una specie di delirio, sconvolta da un ennesimo orgasmo osceno che
arrivò a pochi minuti dal primo.
“Oohhhhhh!!!!!!!!!!! Oooooooooohhhhhhh!!!!!!!!”
Quella violenza carnale, si stava trasformando in un rapporto sessuale di gioia passionale e lussuriosa.
A quel piacere incredibile, nei momenti di lucidità e razionalità seguiva subito un senso di grande vergogna. Si detestava, realizzava e si disprezzava. Non riusciva a spiegarsi come poteva abbandonarsi e godere in quel modo fra le braccia di quell’essere…con un musulmano… un maghrebino.
Ma Nabil continuava… le dava dei colpi decisi e a volte brutali, arrivando fino in fondo, battendo la sua cappella circoncisa sull’utero, fermandosi contro e premendo su di esso, lentamente, spingendolo indietro e in alto, cosa che non aveva mai potuto fare Carlo viste le sue ridotte dimensioni anatomiche, per questo godeva di più con lui, ce l’aveva più lungo di quello di Carlo, più grande e lei lo sentiva, lo sentiva dentro grosso e duro … e le piaceva, le piaceva.
Nabil tirando su la testa e girandosi verso Carlo perfidamente esclamò:” Hai visto come gode la tua troietta?… Come la faccio godere!…Te l’avevo detto !…Ora vedrai che si comporterà diversamente con me.”
Carlo umiliato restava in silenzio, non si aspettava che Martina reagisse così, godendo in quel
modo e nemmeno che lui stesso si eccitasse a vederla chiavata da Nabil.
Poi Nabil presuntuoso, si rivolse a Martina chiedendogli nel momento dell’orgasmo:
“Con chi godi di più? …Con me… o con lui?”… Martina non rispondeva, ansimava e gemeva dal
piacere …Lui scuotendola per le braccia, fermando la chiavata e appoggiando il cazzo all’utero e premendo costantemente sulla sua giovane cervice, spingendolo indietro ripetè:” Chi ti chiava meglio ?…Io o Carlo? … Con chi godi di più? Con il marocchino musulmano o con quella fighetta di Carlo… .”
“Con ….te… !!..Te!..Te! ” Farfugliò Martina morsicandosi il labbro inferiore e facendosi morire
quelle parole in bocca.
“Hai visto!!” Esclamò Nabil trionfante e contento come un bambino rivolto a Carlo, umiliandolo di più .
” La faccio godere più io..di te!!… Vedrai!… la farò scegliere o convertirsi all’Islam e diventare una ragazza musulmana o la farò diventare una vera puttanella da strada!!”.
Carlo ingoiò anche quella umiliazione, a sentire quelle parole non sapeva quanto fossero vere, se le diceva per umiliarlo o eccitarlo ed eccitarsi.
Era sinceramente pentito, gliel’aveva servita in un piatto d’oro la sua fidanzata a Nabil, e Martina non lo meritava. Gliela aveva offerta in cambio della sua amicizia, attenzioni sessuali verso di lui e che non dicesse niente a nessuno .
Gli aveva offerto la ragazza che sarebbe diventata la sua futura moglie, la madre dei suoi figli.
“Ed ora? ” … Pensava:” Ha avuto me, adesso Martina, cosa vorrà ancora? Ci lascerà in pace?”
Ma quel pensiero fu interrotto dalla voce di Nabil che esclamò :
” Dai vieni! Toccala , accarezzala anche tu che gode di più!… Dai!”
Allungando il braccio, prese la mano di Carlo e la mise sul seno, quel tettino sodo e gonfio , duro come il marmo che si muoveva al respiro affannoso e che Carlo conosceva già essendo della sua ragazza, facendogli toccare e provare sensazioni nuove al contatto del capezzolo della sua fidanzatina duro e dritto come un chiodo mentre lui la chiavava.
” Stringilo dai! ” Lo incitava Nabil. “Strizzali tutte e due! … Mungila come una mucca che gli
piace!” … E lui eccitato lo fece, facendo sussultare e chiudere gli occhi a Martina ogni volta che le mungeva il tettino.
“Dagli un bacio in bocca mentre la chiavo e gode !…Dai !… Che le piace !” Continuava Nabil . Carlo ubbidì…. si avvicinò, mise la mano sotto la sua testa e la tirò in su chinandosi su lei , fino a baciarla e limonarla, ricambiato da Martina che con le lacrime agli occhi si dimenava di piacere sotto i colpi sessuali di Nabil.
Su quella spiaggia aveva avuto inizio un triangolo perverso, degradante, li aveva corrotti tutte e due, portandoli sulla strada della degenerazione e della deviazione sessuale.
Martina a quella specie di triangolo vizioso, ebbe un altro orgasmo fortissimo , il terzo:
“Ooooooooooohhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Ansimava, sudava, il respiro affannoso e caldo si mescolava con il gemiti di piacere, irrigidendosi e inarcandosi, stringendo forte a se Nabil, baciandolo in bocca, preferendo la sua a quella di Carlo e venire, godere , lasciandosi andare completamente nelle braccia di quel piccolo depravato marocchino.
Era estasiata, provava un piacere meraviglioso, mai avuto, mai pensato, che non sapeva che
esistesse.
” Ci scommetto che c’è l’hai duro?” Chiese Nabil a Carlo. ” Dai tiralo fuori !… Masturbati !… Dai
godi anche te !..Godiamo tutte e tre ..dai!!” Ripeteva infantilmente.
Carlo oramai perversamente eccitato da quello che stava accadendo, ubbidì , lo tirò fuori e iniziò a masturbarsi guardando la sua fidanzata Martina chiavata da lui .
“Dimmi quando stai per venire le gridò Nabil!”
“Ora!!” Disse lui con il respiro affannoso, menandoselo forte.
” Accarezzala !..Accarezzala!!” Esclamò Nabil sorridendo perfidamente.
Mentre lui iniziò a dare dei colpi più forti e brutali, facendola gridare di piacere, stringendole le braccia attorno e baciandole il viso .
A Martina stava succedendo qualcosa mai provato con Carlo, godeva intensamente ed incessantemente ed ebbe un altro orgasmo:
“Ooooooooooohhhhhhhhhhhh!!!!!!!…..Ooooooooooohhhhhhhh!!!!!!!!!!”
Era una ragazza multi orgasmica e non lo sapeva, lo stava scoprendo solo ora con Nabil.
Anche lui stava per venire , all’improvviso lo tirò fuori dalla sua fighetta bagnata e slargata,
forse per sempre, lasciandola spaventosamente divaricata con un foro slargato e si alzò in piedi, prendendola per i capelli biondi , e glieli tirò con forza portandola a tirare su il busto fino all’altezza del cazzo e glielo mise in bocca .
“Dai anche tu!”.., Incitò a Carlo :” Sborragli in faccia ….e io in bocca!”.
Martina estasiata dal piacere e dalla ebbrezza dell’alcol, confusa e intimorita si lasciava guidare da Nabil, non aveva mai fatto quelle cose , era la prima volta.
Pochi secondi e accadde. Lo sperma di Nabil si riversò dentro le sue labbra, nella sua bocca oltrepassando la sua dentatura regolare dai denti bianchi e perfetti.
Sentendo lei arrivare per la prima volta, quel seme caldo e denso dal sapore strano e pizzicante.
Cercò di indietreggiare con il capo, ma lui le tenne la testa ferma con la mano attorcigliata nei suoi lunghi capelli biondi , riversando abbondante tra i suoi denti e sopra la sua lingua, la sborra del suo piacere.
Mentre anche Carlo in piedi di fianco a Nabil gli veniva con piccoli spruzzi a goccia sul viso. Su
quel bel viso pulito, candido e simpatico, di ragazza per bene e borghese di buona famiglia , ora insozzato dentro e fuori dallo sperma di Carlo e di un marocchino.
Lei che non aveva mai avuto rapporti orali, nemmeno con il “Suo” Carlo, ne restòsconvolta.
Nabil dopo averle sborrato in bocca, le lasciò i capelli e lei cadde indietro sdraiata sulla sabbia,
tossendo e sputando lo sperma di Nabil .
Ma lui non contento, volle umiliare fino in fondo quella puttanella occidentale, si accucciò inginocchiandosi al suo fianco e lo portò ancora sul suo viso, sulle sue labbra e tirandole su il capo per i capelli esclamò autoritario:
” Puliscilo , leccamelo!!”
La stessa cosa che aveva fatto fare a Carlo qualche settimana prima.
Martina aveva gli occhi lucidi ed era ancora pervasa da quel piacere perverso e dalla paura fisica di Nabil e ubbidì… glielo lecco gustando forte quel sapore mandorlato in bocca, poi quando lo ebbe fatto, lui le rilasciò i capelli facendola ricadere sulla sabbia e intanto rimetteva il suo cazzo dentro i pantaloni e si riordinava.
Era incredula di quello che era accaduto, che aveva fatto e come era successo, non poteva credere che fosse successo a lei , di essere stata violentata da quel marocchino e aver goduto come mai con lui e poi non si capacitava come mai Carlo non era intervenuto, lasciandola alla sua merce, anzi partecipando con lui alla sua violenza.
Martina si tirò su spossata, lacrimando e vergognandosi di se stessa, cercava pudicamente di
Coprirsi, la figa si era slargata e stentava a chiudersi , mentre Nabil la guardava trionfante .
L’aveva chiavata!!..C’era riuscito, ora tutto sarebbe cambiato, con lei aveva dei progetti.
Si pulì il viso dallo sperma di Carlo con un fazzolettino di carta .
Cercò tra i sassi poco lontano gli slip e le scarpe. Prima di rimetterli, li sbatte per scrollarli dalla sabbia, piegò il capo verso il basso e si guardò la figa, la sentiva diversa, calda, bruciante, chinò il capo e la guardò, la vide dilatata come non era mai stata, d’istinto le passò la mano sopra era aperta, entravano liberamente le dita, a quella sensazione scoppiò a piangere.
Vedendola Nabil Esclamò:” Te lo allargata un po’!!… Avevi la fighetta stretta!… Sembravi quasi
vergine. Vedrai che poi non ci farai più caso, ti abituerai ad averla così. Anzi mi ringrazierai perché chiaverai meglio.”
Martina continuò a riordinarsi e si rimise a posto il reggiseno coprendo le sue giovani mammelle, rosse e segnate dalle mungiture di Carlo e dai succhiotti brutali di Nabil e tirò giù la gonna mettendosi subito in ordine i capelli, gli occhi erano rossi e umidi di vergogna, e lucidi di pianto .
Nabil guardando l’orologio l’informò che era tardi:
” E’ tardi !!… Mi aspetta una persona andiamo!”… Esclamò con voce autoritaria .
Probabilmente era Salvatore che l’aspettava per avere una relazione sull’accaduto.
Martina restava in silenzio e in disparte con gli occhi bassi, guardava Carlo e si chiedeva perché avesse consentito tutto questo? … A umiliarla , offenderla e disonorarla così, farla oltraggiare da quell’essere, lei che era la sua fidanzata!
Si affrettarono tutte e tre in silenzio, Martina davanti e loro dietro, uscirono dalla spiaggia risalendo la scala di cemento armato . Sulla passeggiata Martina affaticata si rimise le scarpe, fecero un pezzo di lungomare e arrivarono al posteggio. Salirono in macchina e partirono.
Carlo alla guida con a fianco Nabil che tornava in città con loro e Martina seduta dietro, sola e in silenzio , con gli occhi lucidi, sconcertata.
Nabil parlava, sproloquiava frasi volgari, ora dava del tu anche a Martina, non la chiamava più signorina Martina.
” E’ stata una chiavata bellissima!” Esclamò rivolgendosi a Carlo … ”Hai visto!… Subito non
Voleva, ma poi è piaciuto anche a lei.” Girando la testa indietro verso Martina, dicendogli
vantandosi:
“Hai visto come ti ho fatto godere?… Con lui! …“ Facendo segno a Carlo. ”… non hai mai goduto
così. Hai visto quanti orgasmi hai avuto?… Sei una ragazza con l’orgasmo multiplo e ci scommetto che non lo sapevi. L’hai scoperto stasera. ” Disse ridendo solo.
“E ti ho sborrato anche in bocca… e l’hai leccato per pulirlo. Era il mio sogno chiavarti e ci sono
riuscito.
Lo rifaremo ancora vedrete!! Se volete tutti e tre! ”
Martina dietro ascoltava e piangeva in silenzio, era vero quello che diceva Nabil, che l’aveva fatta godere più di Carlo e questo non lo sopportava, le faceva rabbia, le procurava vergogna , umiliazione, la faceva sentire disonorata … insultata, contaminata da lui.
Arrivati in città, Nabil fece accostare l’auto vicino a un marciapiede:”Lasciatemi qui!” Esclamò e scese.
Chiuse, la portiera salutando e dicendo:” Ci rivediamo!” E sparì tra i vicoli e il buio.
Martina scese e passò davanti e ripartirono verso casa in un silenzio tombale. Era seria con il viso tirato , stanco e gli occhi rossi e lucidi guardava avanti, passato il momento dell’euforia e del piacere, sentiva ora il disgusto e l’umiliazione di quello che aveva subito, sentival’oltraggio
provato… . Carlo guardandola ruppe il silenzio esclamando : “Mi dispiace!”
lei a quella parola scoppiò in un pianto dirotto, rispondendo singhiozzando tra le lacrime:
” Ti dispiace? …. Ma come hai potuto? …Tu! … L’uomo della mia vita. La persona che amo, darmi a quell’essere, concedermi a un altro… un musulmano!… A quel marocchino !”
Poi come parlando tra se ad alta voce esclamò:
“Che vergogna!…Che vergogna ! …Sono stata violentata ! … Ho avuto un rapporto sessuale con un marocchino.
Se lo sapessero i miei genitori !…I parenti, le amiche ! … Diooo miooo!!”
Si sentiva oltraggiata di più per averlo fatto con un marocchino musulmano e aver goduto con lui che della violenza in se stessa.
“Ti chiedo scusa !… Perdonami Marty !!” Replicò Carlo .
Lei non rispondeva era silenziosa, frastornata e indignata… c’è l’aveva con tutti, con Nabil che
l’aveva violentata ed eiaculato nella sua bocca, con Carlo che aveva lasciato che la possedesse
davanti a lui senza reagire, ma soprattutto con se stessa, perchè aveva goduto di lui e le era piaciuto come non mai.
Realizzava che aveva goduto ad essere violentata … Sentendo ancora in bocca il sapore del suo
sperma !
All’improvviso si girò verso Carlo gridando:”Bastardoo!! … Bastardooo!! .. Io vado alla polizia e vi denuncio a tutti e due! ” Esclamò …colpendolo con dei leggeri pugni sul torace e sul volto, scoppiando di nuovo in un pianto dirotto.
Aveva una crisi di nervi, tremava, Carlo si fermò sul bordo della strada, l’abbracciò e lei stremata singhiozzando si lasciò andare appoggiandosi al suo torace piangendo forte, come a cercare protezione.
Poi staccandosi di colpo dal suo petto esclamò:
” Ti odiooo!! ..Ti odiooo!! Mi hai lasciata violentare … Mi hai fatto umiliare da lui.!”
Con uno scatto di rabbia maschilista Carlo risentito le gridò:
“Umiliare?… Ma se godevi!… Lo visto sai come godevi!!… Lo stringevi a te più di me… muovevi il culo sulla sabbia mentre ti chiavava e lo baciavi in bocca e con la lingua.” Come per discolparsi dell’accaduto continuò:” Le hai anche detto che ti fa godere più di me! … Che ti piace più di me!”
Lei restò in silenzio, tirando su di naso nel singulto del dopo il pianto come i bambini:
“Non sapevo cosa dicevo!” Replicò con la voce rotta dal pianto.
“Io amo te Carlo… ma ho paura!”
“Non devi avere paura amore!” Le disse Carlo stringendola.
Era bella, tenera e ingenua in quel pianto rumoroso, liberatorio, comunicativo, faceva tenerezza , le lacrime correvano sul suo viso per cadere poi sulla gonna.
Carlo prese il fazzoletto e le asciugò le lacrime, le chiese di nuovo scusa e di perdonarlo.
“Vuoi andare davvero alla polizia?” Domandò abbracciandola. “ Sarebbe la cosa giusta da fare, ma poi?… Tutti verrebbero a sapere, finiremmo sui giornali . Finirei in prigione anch’io!… Sarebbe uno scandalo, cosa penserebbero i nostri genitori? … E poi lui direbbe che ti piaceva!… Che ci stavi e godevi …. e lo saprebbero tutti!… E’ questo che vuoi?”
Lei smettendo di singultare rispose di no, che voleva che non lo sapesse nessuno e nemmeno che lui finisse in prigione, ma Nabil si, lo odiava e voleva anche fargliela pagare e le chiese anche cosa avesse voluto dire Nabil con :
” Lo faremo ancora , ci divertiremo tutte e tre?”
“Niente!!” Rispose Carlo arrabbiato:” Quel tipo è un pazzo!!…Straparla!…Non ti toccherà mai più, nemmeno con un dito te lo prometto. Te lo giuro!” Disse Carlo, ritrovando quel coraggio che non aveva davanti a Nabil.
Dimentichiamo tutto Martina! Dimentichiamo questa brutta serata, questo incubo, con il nostro amore ci riusciremo.” Proseguendo: ”Perdonami !…Io ti amo sempre. Nessuno saprà mai niente di quello che è accaduto, sarà un nostro segreto. E’ vero sono stato un vile !” Disse mentendo, ma veramente pentito.
” Ma avevo paura di lui, paura che mi picchiasse e non ho reagito. Perdonami ti prego Martina . Io ti amo ancora e tanto , non mi importa se ti ha avuta anche lui.”
Martina non rispose subito, era confusa, spaventata , sconvolta, poi borbottò:
” Non è facile!… Anch’io ti voglio bene e ti amo… .ma…ma… tu hai lasciato che mi prendesse!” Disse con la voce stridula e tremante piangendo di nuovo.
“Lo so!… Ti chiedo perdono amore. Ti amo!… Proviamoci almeno a ricostruirci!” Aggiunse Carlo sincero.
” Il nostro amore sarà più forte di tutto questo, anche se sei stata di lui, non mi importa, io ti amo e ti amerò sempre e ti rispetterò.”
Ci fu un silenzio che tagliava l’aria dentro l’abitacolo, poi Martina esitante bisbigliò:
” Proviamo!” .. L’amava ancora nonostante tutto e anche lui l’amava. Si amavano davvero e si
abbracciarono e baciarono piangendo.
Per darle prova del suo amore Carlo la baciò mettendogli la lingua in bocca, dove Nabil aveva
riversato il suo sperma. Lei prese quel gesto, come un atto di amorevolezza, d’innamoramento e desiderio nei suoi confronti, rispondendo allo stesso modo, non sapendo Martina, che anche lui, nella sua bocca, più volte aveva ricevuto lo sperma di Nabil.
La strinse forte a lui, con affetto e amore e rimasero abbracciati, dandogli dei dolci baci e carezze sui capelli e sul viso .
Erano proprio due ragazzini innamorati, pieni di attrazione e attaccamento reciproco, con
prospettive future di costruirsi una vita felice, solida, con dei figli e piena d’amore, finiti
inconsapevolmente in un gioco più grande di loro che li avrebbe perversamente trasformati e
divorati .
Scesero dalla macchina e Carlo l’accompagnò sotto il portone .
Lo aprì, lei fece per entrare, ma Carlo tirandola a se per un braccio esclamò:” Marty!!..Ti amo!”
E le diede un bacio sulle labbra .
Lei lo guardò, lui si avvicino di nuovo e la baciò a stampo con schiocco, ricambiato.
Martina mentre saliva le scale, sentiva la figa indolenzita da quella violenza, da quel rapporto
brutale e animalesco, sentiva l’aria dentro, che le dava un senso di pienezza vaginale, di gonfiore e fastidio e anche se cercava di non pensare, quell’indolenzimento, quel bruciore e quel prurito, la riportava con la mente a Nabil.
Oramai era successo qualcosa che l’avrebbe cambiata per sempre.
Entrò in casa piano, cercando di non fare rumore per non farsi sentire dai suoi genitori, andò in bagno e dopo aver urinato abbondantemente, si fece il bidet con l’acqua fresca, costatando in quella posizione mentre si lavava seduta, l’apertura che aveva ora la sua figa.
Era ampiamente dilatata da quella violenza subita e dalle dimensioni del cazzo di Nabil, le faceva senso, impressione, vedersela e toccarsela così larga.
Si alzò e l’asciugò a gambe allargate sentendo l’asciugamano di spugna correre sopra quella fessura larga, sfiorandola dentro.
Lavò bene il viso e i denti, fece degli sciacqui disinfettanti alla bocca come gli aveva prescritto
l’odontoiatra, oltre che per igiene, anche per togliere il gusto dello sperma di Nabil che ancora
avvertiva.
Rimise l’apparecchio ortodontico come tutte le sere e andò a letto, senza riuscire a dormire, era agitata, aveva il sonno interrotto, si svegliava spesso e di soprassalto, pensava a quello che era successo a Nabil alla violenza subita e al piacere provato e a quel poco che aveva capito sul fatto che l’avrebbe fatta convertire e diventare musulmana. E purtroppo non riusciva a dimenticare lui, lo sognava.
Si rivide con Carlo nei giorni seguenti… .
Lo aveva perdonato per quello che le era capitato, non lo sapeva nessuno, ma non voleva più
vedere assolutamente Nabil, nemmeno da lontano o sentire pronunciare il suo nome, ma non
sapeva ancora quello che doveva succederle.
Ancora non conosceva l’amara verità … che Carlo aveva rapporti sessuali con Nabil.
Era piena di buoni propositi che si sarebbero infranti contro una realtà perversa.

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