IX° Non desiderare la donna d’altri – 07 L’iniziazione

IX° NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI.
Note:
Un susseguirsi di eventi li porterà dentro un vortice che cambierà non solo la loro anima , ma anche il loro aspetto risucchiandoli nella spirale della depravazione e perversione.

CAP. 7 INIZIAZIONE

Roberto in piedi vicino alla parete aveva ascoltato la lettura di quel contratto da parte di sua moglie in silenzio, a testa bassa, senza proferire parola.
Osservando Beatrice, Salvatore la informò:
“Abbiamo appena spiegato a suo marito, che la educheremo alle più sottili depravazioni e piaceri cui si possa sottoporre una persona, al punto che lei consapevolmente si annullerà, trasformandosi in oggetto di piacere, fino ad accettare e a desiderare tutte le perversioni che le insegneremo. Lecercherà !… Le desidererà !… Le amerà ! ”
A quelle parole si sentì distrutta nell’anima e nel corpo, capì che non sarebbe più stata in condizione di rifiutare nulla e che sarebbe aumentata la sua sottomissione a quell’essere,e che avrebbe dovuto accettare per i suoi figli.
” Bene signora Gometti!… Il mio socio vorrebbe ammirare anch’egli, cosa ha dato in ulteriore
garanzia per la nostra benevolenza e attenzione, visto che l’altro giorno lui non c’era e non ha
potuto gustare la sua esibizione.” Esclamò Salvatore.
Aggiungendo :
” Complimenti per il suo nuovo look , adesso si che le sue belle gambe sono in mostra come
meritano con quel gonnellino e quelle calze sexy e che buon profumo di pulito ha questa mattina.
Su!.. Inizi a spogliarsi nuda lentamente che la osserviamo.” Esclamò.
“Lei signor Gometti si accomodi pure, si segga sulla poltroncina e guardi lo spettacolo assieme a noi . ” Suggerì a Roberto.
Beatrice incrociò lo sguardo di suo marito che le sfuggì subito mentre si sedeva, non aveva la forza di guardarla negli occhi lui.
Era tesa , inquieta, il viso tirato.
Da quel colore volgare sulle labbra si intravvedevano i suoi denti bianchi e regolari, che davano una espressione di piacevole freschezza alla sua bocca, al contrario delle loro, mentre i suoi occhi brillavano dal timore, contornati dal trucco osceno.
Avrebbe voluto fuggire, gridare, ma non lo fec , sapeva che non poteva farlo, che le conseguenze sarebbero state terribili, disastrose, oltre che per lei, per i suoi figli.
Rossa di vergogna osservò, suo marito seduto, pronto per lo spettacolo come la volta precedente, come se fosse uno di loro.
“Con che coraggio ha firmato quel contratto… .” Pensava Beatrice.
Con quella firma aveva accettato di cedere sua moglie ad un altro, ad un essere schifoso…in tutti i sensi… sia fisicamente che moralmente.
Era delusa da lui, dall’uomo della sua vita, che aveva amato tanto a cui aveva dato tutta la sua vita, la fedeltà e tre figli meravigliosi, e che ora consenziente la concedeva alla vista di quegli uomini. In quel momento lo odiava, lo disprezzava. Era un essere viscido anche lui assieme agli altri.
Pensava che la libidine di quei tre porci che aveva contagiato anche suo marito, si sarebbe esaurita in atti lascivi e osceni su di lei. Ma si sbagliava.
Clelia appoggiata a una parete di vetro la osservava sorridente, pregustandosi la scena.
“Su!!… Inizi!!… Sa già come fare!”
Al nuovo ordine di Salvatore ubbidì, non senza fatica e con i gesti delle mani, spinse in giù la
stretta gonna di sua figlia, muovendo i fianchi lateralmente da una parte e dall’altra con movenze non volute ma sensuali, era troppo stretta la per sfilarsi da sola, e spingendola lasciandola cadere ai piedi provò un senso di liberazione al ventre non più compresso, mostrando all’improvviso due gambe belle, lunghe, mature ma affusolate fasciate da un paio di calze autoreggenti, anch’esse molto strette.
Oltre agli inguini, si vedeva il piccolo triangolo di un perizoma, dai cui margini uscivano dei ciuffi di peli scuri e al centro, marcato dalla rientranza del tessuto, si evidenziava il lungo solco tra le grandi labbra vaginali della sua figa matura e grande .
Lentamente tolse la camicetta restando con il reggiseno di pizzo traforato di sua figlia, sembrava a balconcino tanto era piccolo per le sue mammelle adulte, che schiacciate nella parte inferiore, tracimavano in alto diventando più provocanti.
Il seno grosso e gonfio non stava in quelle piccole coppe da ragazza, sbordando fuori con la sua massa e il suo candore sembrava più prominente e molto sexy .
Era tanto stretto che con le mani tremanti dalla tensione della situazione, non riusciva a rilasciare la chiusura .
Dopo alcuni tentativi a vuoto intervenne Clelia dietro lei a sganciarlo, provando Beatrice in quel momento che si apriva e le lasciava libere, un senso di sollievo e benessere per la decompressione. Sentì le spalle libere e le spalline scorrere sulle braccia fino a uscire dalle mani e cadere a terra.
Presentandosi nudo era molto attraente in tutta la sua pienezza e potenza, grande, bello e pallido, solcato da venuzze azzurre sotto pelle come marmo pregiato, con due grosse areole rosa e i capezzoli turgidi e dritti.
Lasciando nella rimozione la schiena solcata dal segno della parte posteriore e delle spalline, come se fossero l’impronte di frustate.
I fianchi con quella striscia orizzontale di perizoma erano diventati alti e pieni e i glutei sembravano più voluminosi e imponenti.
Il ventre, già pronunciato dalle gravidanze e dall’età, sembrava più evidente dalla minutezza del tessuto che le copriva parte della figa, dandone una visione molto eccitante ed erotica.
“Però !” Esclamò sboccatamente Giovanni passandosi la mano sul sudore della fronte:
” La signora è una bella figa!”
“ Ha una foresta di peli che le esce fuori dal perizoma!” Aggiunse ridendo Salvatore .
” Si ha tanti peli !!…Troppi!! ” Esclamò Giovanni.
Salvatore rivolto al socio lo tranquillizzò:” Clelia provvederà !!” E rise.
Beatrice si fermò agitata, il suo respiro ansioso le muoveva il torace facendo dondolare le sue
ampie e morbide mammelle su di esso.
“Su!!..Continui signora Gometti!… Vada avanti, prosegua!” La sollecitò Salvatore.
Era tesa, inquieta, sudava aiutata dalla temperatura alta dei caloriferi che quegli uomini sembrava non sentire.
Si abbassò per togliere le scarpe, mostrando piegandosi quel magnifico culo ancora vergine, che non sfuggì agli sguardi silenziosi e viziosi di quelle persone spregevoli che si posavano su di esso.
Compreso suo marito che sembrava fosse la prima volta che la vedesse piegata con il culo nudo.
Lentamente, una ad una tolse anche le calze autoreggenti arrotolandole verso il basso, anche loro strette dalla balza da lasciare il segno circolare sulla coscia.
Subito dopo, tirando un sospiro di coraggio, sfilò quel piccolo perizoma che le copriva appena la figa, chinandosi ancora, mostrando il sedere pieno e il seno dondolante sotto lei in modo molto erotico, anche se involontario.
Ora era completamente nuda ai loro avidi e viscidi sguardi.
Con un senso di vergogna e pudore si coprì le tette e il sesso, come a proteggersi da quegli sguardi lascivi e libidinosi… .
Salvatore si alzò, girò la scrivania e avvicinatosi a lei, guardandola negli occhi le prese il braccio e lo scostò dalle mammelle, senza trovare resistenza. Lo stesso fecce con la mano con cui si copriva la figa, esclamando :
” No! …Non si copra signora Gometti. Si mostri! …. Per avere quarant’otto anni, lei è una donna formidabile, affascinante, attraente e bellissima.
Roberto ascoltava e Salvatore ritornando al discorso precedente disse:
“Guardi!! ..Vede? … Ha ancora i capezzoli dritti e duri come l’altra volta.
Vede che non mi sbagliavo. Lei gode ad essere mostrata… le piace ! Lo sta scoprendo ora,
è qualcosa insito in lei, vedrà che l’apprezzerà e quante altre belle cose piacevoli le faremo conoscere che gradirà!”
Poi le guardò il seno e i capezzoli e fissandola negli occhi le sorrise.
Beatrice avrebbe voluto sprofondare a quelle parole, si sentiva umiliata. Non avrebbe voluto che il seno , spia della sua eccitazione , la mostrasse con i capezzoli turgidi.
Sentiva la puzza del suo fiato quando sorridendo le parlava vicino.
I denti di Salvatore erano irregolari, cariati, giallognoli dal fumo dei sigari, che assieme agli alcolici e al suo stomaco, le rendevano un alito fetido e stomachevole, che assieme al suo odore stantio di vecchio e di sporco se lo portava addosso spandendolo per l’aria.
Salvatore si spostò di lato lasciandola completamente nuda agli sguardi dei presenti.
Un triangolo di peli scuri, risaltava tra la sua pelle chiara, assieme a quelle grandi mammelle
bianche e pendenti che sporgevano con i loro capezzoli dritti incastonati nelle due areole rosa.
Quella scena sembrava il soggetto di un quadro di Jean Leon Gerome.”Vendita all’asta di schiava al mercato.” Dove Salvatore pareva il mercante che la mostrava alla folla curiosa e ai possibili acquirenti prima di darle un prezzo per venderla.
Beatrice silenziosa e umiliata sapeva che era in mano sua e si lasciava interamente esibire, pensando che quello era il prezzo che doveva pagare per il bene della sua famiglia; sottostare ai loro sguardi, ai loro commenti e a qualche eventuale palpeggiamento.
Con una mano Salvatore le prese i lunghi capelli biondi e glieli portò sul capo dicendo:
” Vediamo un pò questo splendido collo di cui tutti parlano in città!”
Il collo Di Beatrice era da cigno, lungo e affusolato, elegante bello e pallido come il resto del corpo, molto seducente, slanciava rendendo i movimenti e le espressioni del volto più armoniose , addolcendo o esasperandone i lineamenti.
“Un collo da signora!” Esclamò guarda dolo.
Passò sopra le dita facendole scorrere, dando un fremito sensuale a Beatrice che chiuse gli occhi.
” Si!! Davvero bello ! Superbo!… Molto erotico !…. Un collo da cigno! “… Esclamò rilasciando
cadere i suoi lunghi capelli sulle spalle.
” Le conferisce quell’aria fiera e altezzosa, da gran signora algida che guarda tutti dall’alto in
basso… . Ci starebbe bene un bel collare di cuoio nero!” Dichiarò ridendo, facendo annuire i suoi soci.
Beatrice fu percorsa da un brivido di terrore a quelle parole, ma pensava e trovò rifugio a quello detto più volte da suo marito alcuni giorni prima. ” Sono solo vecchi bavosi impotenti che si divertono così ,con atti di libidine e parole grosse per spaventare.”
Poi accarezzandole i capelli asserì :
“Ha dei bellissimi capelli!…Sa!! … Qui abbiamo un estimatore di capelli, un hairlover come dicono gli inglesi. Il mio socio, il signor Giovanni è un appassionato di chiome.”
Il Signor Giovanni fece un ghigno diabolico annuendo con il capo mentre le guardava i biondi
capelli scendergli sulle spalle.
Ma il signor Giovanni non era un hailover che amava la bellezza dei capelli lunghi e vivi sul capo femminile, bensì un hairfetish che amava perversamente e sessualmente tagliarli o raderli personalmente come un rito erotico, collezionando ciocche o code o capigliature intere di capelli morti appesi nel suo armadio.
All’improvviso appoggiandogli le mani sui fianchi, Salvatore la prese da dietro e la spinse verso il tavolinetto rettangolare davanti al divano libero di ingombri, ingiungendole:
” Salga sopra signora Gometti !… Si metta in ginocchio a quattro zampe in modo che i miei soci la possano vedere bene.”
Ecco a cosa serviva la robustezza anomala di quel tavolino in quell’ufficio, a reggere il peso di una persona.
“Chissà quante donne prima di me si saranno inginocchiate qui sopra ? ”… Pensò spaurita.
Si guardò attorno, cercava suo marito, involontariamente si era eccitata anche lei e aveva
voglia di piangere, tanta voglia di piangere perchè era confusa, emozionata, turbata.
Non smetteva ci cercare con gli occhi Roberto, era l’unica persona che poteva proteggerla.
“Dov’è mio marito?… Perchè non interviene a fermare tutto questo ? “…Si chiedeva.
Rassegnata, aiutata da Clelia salì con le ginocchia sul tavolinetto cercando di non pensare a nulla e restò genuflessa.
Ora era come su un piedistallo al centro della stanza , mentre i presenti la fissano con gli occhi che brillavano di desiderio e lussuria.
Anche Clelia e suo marito libidinosamente la osservavano, Roberto scoprendola sotto un altro
aspetto, erotico e indecente e scoprendosi anche lui diverso da quello che era sempre stato …
perversamente eccitato, come quegli uomini vicino a lui che chiamava depravati.
Infervorati da quello spettacolo, i soci di Salvatore si mossero portando volgarmente la mano sul loro cazzo duro, che spingendo deformava gonfiando i pantaloni.
“Bene ! …E ora si metta in posizione!” …Esclamò Salvatore.
Beatrice inginocchiata, ma eretta, esitante rivolse uno sguardo supplichevole a Salvatore, che
apprezzò soddisfatto, rispondendole con un sorrisetto cattivo… .
“A quattro zampe!!!… Come una cagna !!…” Comandò con voce forte e autoritaria.
Sconcertata da tanta determinazione, ubbidì e dall’essere inginocchiata, passivamente si
chinò con la testa, il busto e le braccia in avanti appoggiandole al tavolino, spostando involontariamente il sedere in dietro, rivolto verso i suoi spettatori, in maniera da mostrare completamente le natiche, il solco gluteo e la fica da dietro.
Sistemandola Salvatore la mise in posa:
“Inarchi meglio la schiena, metta di più in mostra il suo magnifico culo! Deve fare in modo che il solco delle natiche sia accessibile alla vista insieme alla fessura della figa.”
Umiliata cercò di mantenersi calma. Era tesa, aveva caldo, sudava , pensò che la temperatura del riscaldamento anche se non ce n’era bisogno, venisse alzata appositamente per renderla a disagio. Sentiva il cuore batterle forte all’impazzata, aveva l’impulso di fuggire e si sforzava di controllarsi. Sapeva di non poterlo fare.
Salvatore avvicinatosi, battendo l’interno delle cosce con la mano la obbligò a divaricarle ancora di più , lasciandola in quella posizione detta volgarmente alla pecorina, con le ginocchia e le braccia tremanti e le mammelle sotto penzolanti.
Guardandola come un fotografo con la propria modella esclamò:
“Molto bene!… Culo e figa in primo piano, allineati … E’ perfettamente oscena! … Ecco la nostra
bella e altera signora Gometti inginocchiata come una cagna … . ”
Beatrice aveva le lacrime agli occhi , i capelli le scendevano cadendo sulle guance, il seno dondolava ciondolante dal torace e sentiva vampate di calore al ventre e i peli della figa che si inumidivano lentamente aderendo alla vulva.
Chinando il capo più in basso, oltre le mammelle dondolanti, fra i peli scuri della sua figa, poteva intravedere tra le sue cosce, la fessura rosa della sua figa tra i peli, in quella posizione oscena.
Alzandosi dalla poltrona il vecchio vizioso del contabile si mise di lato a lei, iniziando ad
accarezzarle libidinosamente la schiena e magnificandola con la sua voce stridula e detestabile:
“Osservate che bel culo !.. Incantevole !…Stupendo !..Liscio e pieno!.. E guardate adesso che le
apro le natiche come la nostra signora Gometti ci mostra il suo orifizio più segreto. L’ano!! … Oh scusate …il buco del culo!!!” Si corresse ridendo.
Beatrice subiva passiva senza protestare…con gli occhi umidi fissi nel vuoto.
Cercava sempre con lo sguardo suo marito Roberto, ma non poteva vederlo, perchè era seduto in una posizione nascosta alla sua vista. Non poteva credere, capacitarsi, che anche lui partecipasse a quello spettacolo osceno e indecente.
Roberto si scopriva eccitato a osservare e dopo il primo attimo di smarrimento, tutto sommato era infervorato nel vedere sua moglie in quella condizione, sottomessa e ammirata,
desiderata e umiliata. Inaspettatamente scopriva che tutto questo le piaceva, lo eccitava.
Anche Salvatore si divertiva a metterle oscenamente l’ano allo scoperto allargandole le natiche. In quella posizione degradante, Beatrice sentiva che il suo orifizio anale era alla vista di quelle persone .
“Non faccia rumori ne odori ora!” Disse Salvatore ridendo volgarmente con il suo mezzo toscano in bocca:” Mi raccomando… non ora, le tenga per un altro momento, faccia suonare e sfiatare il suo vento in altra circostanza… .” E tutti risero, lui stesso fine a tossire grassamente.
La schernivano, umiliavano e la prendevano in giro e a quelle parole, quelle supposizione volgare avrebbe voluto sprofondare.
Salvatore ripresosi dalla tosse dopo essersi passato il fazzoletto sulle labbra a togliersi del catarro espettorato con la tosse esclamò:
“La signora Gometti ha ancora il buco del culo stretto ! ” Girandosi ironico rivolto agli altri.
“Si capisce subito che non è mai stata sodomizzata… Dalle mie parti, in Sicilia, si direbbe che è
ancora ‘chiusa!’”
Poi rivolto a suo marito continuò:” Ma come signor Roberto, una meraviglia così non la mai
inculata?..Non ha mai fatto il culo a sua moglie?… E’ un peccato !… Mi delude !… Un uomo piacente e bello come lei.”
Poi rivolgendosi di nuovo a Beatrice sogghignando continuò:
“Non si preoccupi signora Gometti ci penseremo noi ad aprirla … Con il permesso di suo marito naturalmente.” Asserì guardando Roberto che in silenzio ascoltava e osservava. Proseguì dandole improvvisamente uno sculaccione forte da farla sussultare:
” Addestreremo questo meraviglioso culo a fare altro oltre che scoreggiare e cagare!”
“Comeee ???…Che significa ?? ” Chiese Beatrice spaventata girando in quella posizione scomoda il capo verso lui.
Sarcastico Salvatore le rispose :
” Mi spiego meglio signora…intendevo dire che educheremo il suo bel culo anche a donare e
accogliere piacere in quel buchino delizioso e non solo a fare uscire materiale e odori sgradevoli.”
Beatrice avvampò dalla vergogna e dal timore di quello che aveva ascoltato, rossa in viso restò in silenzio. Subiva tutto, con la speranza che finisse tutto presto… .
Salvatore come uno scultore che modellava la sua opera, si allontanò un po’ da Beatrice per
osservare meglio l’insieme e l’oscenità dello spettacolo che offriva in quella posizione ai suoi soci .
Gambe divaricate con figa e ano esposti agli sguardi.
Beatrice dalla rabbia e dall’impotenza iniziò a piangere in silenzio, le lacrime le scendevano sul viso cadendo sul tavolino, restando ferma in quella posizione con il corpo scosso dai singhiozzi.
Per consolarla, Salvatore le passò la mano sulla schiena, accarezzandola come si fa a un cane, sotto lo sguardo accaldato del contabile, che in disparte osservava .
Eccitato, cominciò con una a palparle il seno, mentre con l’altra le accarezza la testa, arruffandole i lunghi capelli biondi, affettuosamente, come si fa con una cagnetta obbediente.
La vista di quella donna, che l’aveva deriso e offeso, desiderata da tutti ma concessasi a nessuno, moglie esemplare, fedele e madre di famiglia, che lo aveva umiliato davanti a tutti e ora nuda, a carponi davanti a lui, lo faceva fremere dal piacere solo a osservarla.
Prese la sua mano, curata e affusolata, dalle dita delicate ornate dagli anelli, con ancora all’anulare la fede nuziale e la costrinse a posarsi sull’apertura dei suoi pantaloni.
Beatrice sentì il gonfiore e capì cosa volesse da lei e in uno scatto improvviso di dignità esclamò:
“No!!… Non voglio!!…. Questo no la prego signor Salvatore!…”Disse:” Guardatemi pure nuda, ma non fatemi fare cose oscene contro la mia moralità.”
Salvatore sorrise perfidamente non ascoltandola, portando la mano sul seno e pizzicandole
perversamente il capezzolo la spronò:
” Lo tocchi!!..Lo faccia è meglio per lei.”
Non era impotente come aveva detto suo marito e pensava anche lei, era attivo, c’è l’aveva duro e grosso a giudicare dalla consistenza e lei lo aveva sentito sfiorandolo e ora ne era preoccupata.
Con la morte nel cuore, Beatrice vinse la sua repulsione e toccò il sesso di Salvatore attraverso la stoffa, prima il grosso sacco dei testicoli, poi il grosso cazzo duro che gonfiava e spingeva il tessuto all’altezza della cerniera dei pantaloni.
Beatrice si sentiva svenire, per la prima volta in vita sua doveva fare quelle cose, toccare il pene di un altro uomo che non era suo marito, ma di quell’essere immondo, schifoso, e sentiva che le mancava l’aria .
Era sorpresa e sconvolta e ripensò ancora:
“Non è impotente come aveva detto mio marito !” E pensava anche lei, che era attivo, c’è l’aveva duro e grosso. Quindi non era sessualmente incapace, ma anzi era virile e
vigoroso a giudicare dalla consistenza.
“Su signora Gometti !..Sono certo che sa come fare!… Mi faccia contento, ha tutto da guadagnarci.” La incitò Salvatore.
Senza riuscire a celare il proprio disgusto, esitante gli aprì con le mani tremanti la cerniera dei
calzoni e introdusse le dita dentro, fino ad arrivare sopra le mutande, e vista la lentezza e
l’indecisione nel farlo, Salvatore si lasciò sfuggire un sospiro di impazienza.
” La metta dentro!… Sotto le mutande lo prenda e lo tiri fuori.” La esortò autoritario. Beatrice disgustata a occhi chiusi ubbidì.
Il contatto con quel cazzo caldo e rigido le fece l’effetto di una scarica elettrica. Ritrasse subito spaventata la mano a quella sensazione viscida, ma tirando sul capo incrociò lo sguardo freddo di Salvatore e intimorita da un a sua possibile reazione al suo gesto, la infilò nuovamente dentro , per liberare dalle mutande, il grosso pene di carne pallida dalla punta rosata.
Quando lo estrasse, osservandolo restò stupita, come ipnotizzata da quell’asta di carne viva grossa e nodosa. Era di notevoli dimensioni, maggiori di quelle del marito, quasi il doppio, lungo e dritto.
Stava ancora esitando quando lui prendendole la mano, le fece fasciare il cazzo dalle sue dita
morbide e affusolate, con in primo piano la fede nuziale che brillava.
Beatrice era incredula, non si riconosceva in quello che stava facendo, lei sempre morigerata e
Seria, ora aveva in mano il cazzo duro di quell’essere viscido e schifoso che odiava con tutte le sue forze.
Chiuse gli occhi per non vedere .
“Apra gli occhi!!… Signora Gometti. Osservi bene quello che stringe in mano! ” Le gridò
all’orecchio Salvatore.
” E’ bello da vedere e da sentire, vero signora?… Sono certo che non ne ha mai visti di così grossi, senza offesa per suo marito naturalmente .”… Disse voltandosi verso Roberto.
“Sono sicuro che la sua fica si sta bagnando alla vista di questo bastone!” Esclamò con un punta di cattiveria. ” E se provassimo a sincerarcene? ”
Beatrice trasalì… era agitata, non voleva, sia perchè il toccò di quell’uomo le faceva ribrezzo, ma soprattutto perchè aveva paura che scoprissero che era vero.
Salvatore da dietro, facendola scivolare sul solco del sedere, le mise la mano sulla figa, Beatrice chiuse gli occhi e sussultò a quel tocco perverso, un brivido di piacere involontario la percorse in tutto il corpo.
Con il pollice e l’indice Salvatore, divaricò la fessura e le grandi labbra e le mucose si distesero, aprendosi in mezzo alla figa riccioluta.
Beatrice pronunciò un:” No!!…La prego! “…. Ma il suo sesso si aprì vergognosamente davanti agli occhi di Salvatore e degli altri, compreso suo marito che continuava a guardare eccitato, non più da spettatore passivo e svogliato, ma da partecipante attivo e interessato .
Con la punta delle dita sfiorò la fessura per verificarne l’umidità.
“Ma signora Gometti!! ..Lei è bagnata fradicia!…. Caspita!!!”… Esclamò girandosi verso quel
piccolo pubblico di depravati e proseguì : “Signori!!.. Sapeste come è bagnata la nostra signora ?! Le piace!… Ci prova gusto… non si può negare l’evidenza! … Le piace essere essere mostrata e sottomessa. ” Affermò, facendo partire una risata dai suoi soci-amici e il silenzio-piacere di suo marito.
Beatrice si morsicò il labbro inferiore, non capendo se per reazione al piacere provato a sentire scorrere le grosse dita di quel vecchio ignobile sulla sua fessura dischiusa o perchè cercava di resistere per non dare soddisfazione a quei depravati , confermando con i gemiti quello che dicevano… .
Si rese conto che anche se non voleva, le dava una sensazione piacevole sentirsela toccare da un altro uomo, molto di più di quando lo faceva suo marito. Avvertiva che era eccitata e non avrebbe potuto resistere molto a nascondere il piacere in se, prima che un orgasmo le esplodesse dentro.
Salvatore con una mano le accarezzava la figa, facendo scivolare sapientemente il dito tra la fessura, dentro la vagina, titillando poi il clitoride duro e gonfio dalla congestione dall’eccitazione, che usciva provocante tra i peli sulla commessura superiore delle piccole labbra umide.
Delicatamente fingendo di scandalizzarsi Salvatore esclamò:
“E’ calda e bagnata !.. Non se ne vergogni signora Gometti, ci penserò io a farla godere!”
Ritmicamente continuò a titillare il clitoride, come non aveva mai fatto suo marito.
Beatrice a quel battito sopra con l’indice ebbe un sussulto, una scossa di delizia in tutto il corpo, provava piacere, un piacere indescrivibile, mai provato; ma razionalmente cercava di sfuggire a quelle mani che la stavano precipitando nella vergogna e nell’umiliazione più ignobile…quella di farla godere.
“Su, stia buona! …Vedrà che resterà soddisfatta . Non stia con la testa chinata, la giri di lato.
Guardi suo marito, voglio che lo guardi negli occhi, soprattutto quando incomincerà a godere.
Anche lui la sta guardando sa! ”… Esclamò, mentre Beatrice sudata, spettinata e rossa di vergogna in viso cercava di trattenersi da avere piacere involontario.
Salvatore si mise a giocare con sapienza con il suo clitoride, e lei, Beatrice in vita sua non aveva mai conosciuto niente di più umiliante, di più bello e piacevole assieme…due emozioni contrastanti si mescolavano in lei , vergogna e piacere.
Salvatore accelerò il suo movimento, titillando sopra più forte e veloce, sempre fissando trionfante Beatrice, le cui gambe avevano preso a tremare.
Sommersa dalla vergogna, sentì il cuore come impazzito batterle forte in petto, mentre una
sensazione di caldo arrivava dolcemente in vagina.
Stava godendo ! … L’orgasmo tanto temuto stava arrivando, e la colse all’improvviso, involontariamente, quell’orgasmo violento, ora stava esplodendo dentro di lei come un’onda immensa di fuoco e saliva sul ventre e scendeva lungo le cosce, sommergendola completamente .
Scuotendosi e inarcandosi gridò forte il suo piacere nella stanza, con tutto il fiato che aveva in gola, abbandonandosi su quel tavolinetto .
“Aaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!….Ssssssssssiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!”
Il suo corpo scosso dai fremiti di piacere per qualche minuto le fece dimenticare le lacrime dei suoi occhi e l’ umiliazione dentro lei… in quel momento gli piaceva e godeva!
Intanto, Salvatore e i suoi soci ridevano con aria perversa , nel vedere quella bella signora matura, moglie e madre modello, alla pecorina, sopra un tavolinetto da soggiorno, scossa dal godimento in tutte le sue parti del corpo, gemere come una ragazzina alle lunghe e nodose dita di Salvatore che con un ghigno vittorioso la guardava trionfante godere.
Anche suo marito, sudato ed eccitato con il pene in erezione dentro lo slip la osservava sconvolto, iniziando a toccarselo sui pantaloni.
Beatrice rimase così, godente, dondolando il capo spettinata, con il viso girato in basso sul tavolinetto, piegata sulle ginocchia a carponi e le natiche oscenamente esposte.
Teneva il volto chino dalla vergogna, ora non cercava più lo sguardo di suo marito, ma era timorosa di incontrarlo… .

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