Storie ignobili n. 3– Il barbiere.

Immoralex – Il barbiere

IL BARBIERE

Come sono diventato una trans.

“La donna perfetta è quella che ha qualcosa in più delle altre… .

Tutto iniziò quand’ero un ragazzino , in un quartiere alla periferia di una grande città del sud . Ero un giovane ragazzo molto bello , che studiava alle superiori e viveva con sua madre ,che era una bella quarantenne separata o meglio lasciata dal marito da qualche anno , essendo mio padre emigrato al nord per lavoro e lì conosciuto un’altra donna .
Probabilmente mia madre non le andava più bene o si era innamorato dell’altra e voleva cambiare vita .
Non ho mai capito perché l’abbia fatto , mamma era una bella donna , mora, seria e benfatta , la tipica donna del sud , fedele , al punto da non legarsi più a nessuno per molti anni , restando solo con me.
Io lo visto solo pochissime volte all’inizio della separazione , so che con quella donna ebbe altri figli che non ho mai conosciuto .
All’inizio ci passava qualcosa di alimenti , poco, ma poi smise al punto che mamma casalinga , si dovette trovare un lavoro per vivere e farmi studiare e con il tempo lo abbiamo dimenticato.

Io quando non ero a scuola passavo le giornate a giocare e girare per le strade con i miei amici , eravamo una compagnia ben affiatata e con noi c’erano anche delle ragazze ed una di queste, la più carina era la mia , con cui filavo da qualche mese .Ci volevamo molto bene , eravamo innamorati , ma niente di particolare se non qualche bacio e carezza intima.
Tra i nostri passatempi c’era anche quello di prendere in giro la gente , di fare scherzi e poi scappare via di corsa e il nostro preferito era un negozio di barbiere all’angola di una via , dove lavorava solo senza aiutanti , un vecchio signore , magro , basso e pelato , con la corona di capelli sulla nuca fino alle tempie , che avrà avuto allora 50 -60 anni , si chiamava Agostino ed era vedovo da qualche anno.
Lavorava poco , da lui andavano più che altro persone anziane o gente che non era del paese ,era più il tempo che era sulla porta appoggiato a guardare la gente che transitava o seduto dentro a leggere ,che quello che passava a tagliare i capelli a qualche cliente.

Noi ci divertivamo a prenderlo in giro , sia perchè era un barbiere pelato , sia perchè era una figura divertente , passavamo davanti alla vetrina e gli facevamo le boccacce e quando lui usciva arrabbiato , noi scappavamo ridendo , facendoci correre dietro inutilmente .
Oppure sempre in compagnia per farci vedere dalle nostre ragazzine che eravamo coraggiosi , ci avvicinavamo al negozio e pisciavamo davanti all’entrata per poi fuggire subito . Insomma era diventato lo zimbello dei nostri scherzi e dei nostri dispetti. Più o meno ci conosceva tutti e si era lamentato anche con mia madre che gli facevo i dispetti e urinavo davanti al negozio , mamma le aveva chiesto scusa : “Lo scusi ,è un ragazzino.”
“Si, un ragazzino! E’ un piccolo delinquente !” Protestava.
“Viene qui davanti come i cani a urinare assieme ai suoi amici e a me tocca gettare secchiate di acqua per togliere il segno e l’odore .”
Mamma mi aveva sgridato , dicendomi di non farlo più :
” Guarda che oggi mi ha fermato di nuovo il signor Agostino ,era arrabbiato . Se vi prende…ve ne accorgerete! ” Diceva muovendo la mano in aria :” Ve le dà di santa ragione ! Ha detto che è stufo dei vostri scherzi.”
Alzavo le spalle , ero presuntuoso e sicuro di me, non mi importava cosa diceva mia madre e tanto meno lui , ero troppo veloce a correre, ero una lepre ed ero certo che non mi avrebbe mai preso .

Un pomeriggio appena aperta la barberia come la chiamavamo noi del paese , andammo piano ai lati del negozio , dove lui aveva appena finito di pulire, scopando e lavando il marciapiede.
Ci mettemmo di lato e mentre le nostre ragazze ci guardavano, iniziammo a pisciare con lo zampillo verso la sua bottega , ridendo . Eravamo quattro , due per lato , io ero in quello sulla porta del negozio con un amico.
Facemmo chiasso che si girò e ci vide.
Lui uscì di corsa imprecando come le altre volte , noi ci girammo mettendo dentro l’apertura dei pantaloni i nostri cazzetti , cercando di scappare.
Fuggimmo tutti come sempre da ogni parte, sulla strada o di lato al marciapiede .
Sia io che il mio compagno scappammo sul marciapiede , lui davanti a me essendo più distante dall’entrata della barberia. Nel girarsi veloce però ,scivolò sulle piastrelle bagnate e io nella foga inciampai su di lui e caddi a terra proprio a fianco dell’ingresso . Lui veloce si rialzò e fuggì , io tentai di fare altrettanto , ma scivolai ancora, tenendomi con le mani a terra e mentre mi rialzavo , mi sentii afferrare per i capelli.
Quella caduta cambiò la mia vita.
Tirandomi per i capelli mi fece alzare e tenendomi per un braccio mi strattonò , portandomi dentro il negozio. Dicendo:
”Ora ti aggiusto io! …Ti do una bella lezione che ti passerà la voglia di venire qui a prendermi in giro e a farmi gli scherzi.”
Ero spaventato .
I miei compagni invece di aiutarmi erano fuggiti tutti.
All’interno non c’era nessuno , il negozio era vuoto , mi diede due schiaffi forte uno sul viso e l’altro in testa e mi portò nel retro dicendomi :
”Se non hai il papà e tua mamma non ti educa , te la do io una bella lezione di educazione ora ”.
Io gridavo:
” No ! Mi lasci stare ! Io non centro , cosa mi vuole fare?… Non mi picchi o lo dirò a mia madre!”
Lui non rispose , mi spinse nel retro e mentre io lo guardavo spaventato si tolse la cintura dei pantaloni iniziando a darmi cinghiate sulle gambe , facendomi saltare e spostare per non prenderle .
Ma visto che avevo i pantaloni lunghi e facevano poco effetto quelle cinghiate, pretese e mi fece abbassare i calzoni , per colpirmi sulle gambe nude.
Io ero molto spaventato da quella situazione e ubbidii quasi piangendo .
Mi fece girare con il sedere e inizio a colpirmi , una due , tre volte ,sulle gambe e sul sedere , ma non sentivo poi gran male e lui se ne accorse .All’improvviso come se avesse meditato qualcosa esclamò:
”Ora ti aggiusto io ! …So che sei tu sei il capo della combriccola .Ti faccio passare la voglia di venire qui a prendermi in giro.“ Così dicendo mi legò le mani con la sua cintura ,ordinandomi: ” Girati e sdraiati sul tavolo a pancia in giù!”
Io lo feci con lui che mi accompagnava con la mano sulla schiena obbligandomi a piegarmi .
“Ora via queste!” Disse tirandomi giù le mutandine .
Non capivo cosa volesse fare , forse battermi con una canna per farmi sentire più male .
Ero con il sedere nudo piegato sul tavolo .
Probabilmente il darmi cinghiate sulle gambe e su i glutei e vedere il mio sedere nudo lo avevano eccitato.
“Stai fermò!”
Ripeté e così dicendo con la mano mi accarezzò l’ano mentre con il dito vi depositava sopra qualcosa di fresco , seppi poi che era della schiuma o del sapone da barba .
All’improvviso lo sentii allargarmi i glutei .
“No! Che fa!” Gridai.
Ma lui continuò senza darmi retta tenendomi con una mano giù con la schiena , schiacciandomi il torace sul tavolo.
Lo sentii puntare sull’ano , ero terrorizzato .
Gridai forte :
“No!..Non voglio ..lasciami! …Lo dico a mia madre ! Ti denuncio!” Mettendomi a piangere e supplicandolo : “Non lo faccio più perdonami! Ti chiedo perdono e scusa”.
Ma non ci fu niente da fare lo sentii spingere ed entrare dentro di me facendomi male .
Era una sensazione terribile e strana quella che provavo .
Mi penetrò e iniziò a incularmi lentamente , mentre con l’altra mano ,allungata davanti, mi prese il cazzo in mano e iniziò a masturbarmi mentre mi inculava.
“ Vedrai che ti piace ! Che godi dopo !“ Ripeteva ansimante muovendosi dentro di me
E purtroppo fu vero ,sotto i suoi colpi iniziai a sentire piacere e poi a godere .
Smisi di piangere, lo sentivo scorrere dentro di me , non era grosso ma piacevole e lo sentivo spingere senza più dolore , ma con vigore , sforzando e allargando il mio sfintere vergine, sentendo i suoi inguini e i suoi peli pubici sbattere contro i miei glutei.
Avevo le lacrime agli occhi , capivo che mi stava inculando , che era un finocchio come chiamavamo noi gli omosessuali , ma non riuscivo a fuggire , perchè lui mi teneva fermo e anche perchè stavo iniziando a provare piacere .
Lo sentivo muoversi mentre con una mano mi masturbava facendomelo venire duro e con l’altra tiratami su la maglia fino al collo , mi accarezzava la schiena e mi dava i bacetti sopra, leccandomela.
Oramai non piangevo più , restavo passivo a sentirlo dentro me .
“Ti piace? Ti piace? “ Mi chiedeva eccitato .
Continuando:
” Eri vergine!…Ora non lo sei più ! Vedrai che lo rifarai . Hai un bel culetto sai ? Come quello delle ragazze !” Esclamava inculandomi.
Oramai correva dentro il mio ano senza dolore , ma dandomi sensazioni di piacere e godimento. All’improvviso lo sentii irrigidirsi , stringermi di più a lui e darmi colpi profondi ,fino a sborrare dentro di me il suo seme vecchio e caldo ,mentre masturbandomi mi faceva venire anche a me sul pavimento .
Fu un doppio piacere per me ,sorprendente ,mai provato ,davanti e dietro e godetti molto .Fu per me quella una scoperta sessuale nuova e piacevole.
Lo tirò fuori e facendomi girare lo guardai , lui rideva trionfale :
” Hai visto che ti è piaciuto!” Esclamò.
Non risposi ,ero sconvolto, mi osservava sorridendo mentre lo puliva con una asciugamano umido e rimettendolo dentro i pantaloni , esclamò:
”Ora vai ! …La lezione l’hai avuta. Vai pure da tua madre a dirle che ti ho inculato se vuoi , così se viene inculo pure lei!” Si rispose da solo ridendo.
Uscii di corsa con le lacrime agli occhi, tirandomi su le mutandine e i pantaloni ,con il retto pieno del suo sperma.
Avrei potuto denunciarlo , ma avevo paura , non tanto di lui , ma pensavo alla vergogna che avrei provato se si fosse venuto a sapere che ero stato inculato , a mia madre , alla mia ragazza e ai miei amici e avevo paura di quella sua minaccia , che inculasse anche mia madre , lo ritenevo capace , anche perchè per strada la fissava sempre con sguardo libidinoso.

Così corsi veloce quasi come un ladro ,nascondendomi e rasando i muri delle vie andando alla fontana di un carruggio poco distante ,lavandomi la faccia , ero shoccato di quello che mi era accaduto e soprattutto che mi era piaciuto essere inculato da quel vecchio.
Camminando per strada , mi sembrava che tutti i passanti guardandomi , capissero che ero stato inculato. Era una sensazione terribile quella che provavo in quel momento.
Me ne andai nei giardinetti e mi sedetti su una panchina a pensare , non sapevo cosa fare , certo non l’avrei denunciato , non volevo che nessuno sapesse quello che mi era successo.

Poco dopo vidi arrivare i miei compagni che mi cercavano , c’era anche la mia ragazza ,si avvicinarono :” Allora !” Chiese uno di loro. “ Che ti ha fatto il barbiere, ti ha picchiato?. ..
Annui con la testa alzando le spalle , avevano visto che avevo gli occhi rossi dal pianto . La mia ragazza si sedette vicino a me accarezzandomi i capelli.
“ Hai pianto?” Chiese un altro , ma non risposi .
“ Io non ci vado più a fare scherzi e dispetti a quello là!… Quello non è normale… se ci prende ci picchia !”
“Anch’io!” Rispose un altro e un altro ancora . “Ma che ti ha fatto?” Chiesero.
“Niente , mi ha portato dentro e mi ha dato due schiaffi forti in faccia , dicendomi di finirla di prenderlo in giro e di pisciare davanti alla barberia.”
“Ti ha dato solo due schiaffi?” Chiese il mio amico.
“Si !” Risposi:” Ma me li ha dati forti e mi ha tirato anche i capelli , poi mi sono divincolato, gli ho tirato un calcio e sono riuscito a scappare.”
“Bravo!…Bravoo!!” Dissero contenti i miei compagni e le ragazze.
Restammo ancora un po’ nella panchina a chiacchierare , poi ci salutammo , baciai la mia ragazza sulle labbra e dissi che andavo a casa perchè mi aspettava mia mamma .
Ci lasciammo con l’accordo di rivederci il mattino dopo a scuola e ci dividemmo tornando a casa . Naturalmente a mia madre non dissi niente , a nessuno dissi niente , mi tenni tutto per me. Era un mio segreto .
Passai dei giorni chiuso dentro me stesso ,poi anche su sollecitazione di mia madre , ma soprattutto della mia ragazza e dei miei amici , per timore che capissero qualcosa da quel mio comportamento …uscii e andammo a fare delle passeggiate.
Quasi tutti i giorni mi incontravo con la mia ragazza, passeggiavamo e ci baciavamo in bocca ,la limonavo e stringevo a me , volevo dimostrare a me stesso che anche se ero stato inculato , mi piacevano le ragazze ed era un episodio a se quello che era successo.
Anche quando mi masturbavo pensavo a lei , ma certe volte si soprapponeva l’idea di quello che era accaduto e masturbandomi godevo pensando ad Agostino che mi inculava , arrivava all’improvviso e non riuscivo a cacciarlo via dalla mente .
Mi ero ripromesso che non l’avrei mai più incontrato.

Oramai non passavo più davanti al suo negozio , cambiavo strada e se dovevo farlo per forza , passavo dall’altro marciapiede.
Passò più di un mese , a volte passando in strada lo vedevo sull’uscio o dietro il vetro della barberia che mi fissava , ma io giravo subito lo sguardo , non volevo incontrare il suo.
Un giorno dovetti passare per forza con mia madre davanti al negozio , lui mi vide e mentre tagliava i capelli a un signore mi fece l’occhiolino sorridendomi . Girai subito lo sguardo dall’altra parte .

Lentamente e per forza , dettata dai più svariati motivi ,ripresi a ripassare in quella strada , dove oltre al suo, c’erano i negozi di tutto quello che di utile ci serviva per vivere .
E ogni volta che mi vedeva passare sull’altro lato del marciapiede e lui era solo , mi sorrideva e con la mano mi faceva segno di andare da lui .
”Vieni! Vieni qui!” Leggevo sulle sue labbra mentre gesticolava con il braccio .
Non ci andai mai , finchè un giorno , vedendomi passare sull’altro lato del marciapiede ,in silenzio mi fece cenno con la mano di andare verso di lui.
Non so cosa mi prese , forse inconsciamente desideravo andarci , mi sentivo strano , lo guardai e lui continuò:” Vieni! Vieni!” Diceva muovendo le labbra e il capo.
Mi guardai attorno , vidi che non c’era nessuno che mi conosceva e d’istinto attraversai la strada , come stregato da quel richiamo .
Quando fui sul suo marciapiede ,lui uscì fuori e sorridendomi mi salutò :
”Ciao!!…Vieni…Entra non avere paura , non ti faccio niente !” Disse radioso . ”Oramai ho dimenticato tutto , voglio solo che restiamo amici.”
E con il batticuore dopo due mesi , mentre lui mi appoggiava il braccio sulle spalle rientrai in quella barberia , dove ero uscito di corsa piangendo . Ero turbato , agitato , non parlavo.
Quando fui dentro , notai che non c’era nessuno , fu molto gentile, mi offrì l’aranciata .
“Ti vedo sempre passare qui davanti da solo , con tua madre o con quella ragazzina abbracciato , ma non mi saluti mai. Sei arrabbiato con me? “ Mi chiese.
“No!” Risposi sorseggiando la bibita :” Non la vedo.”
“Eh! …Non mi vedi! Non ci credo…promettimi che adesso quando passerai di qui verrai a salutarmi !”
“Va bene .” Risposi , in uno stato d’animo di turbamento come se mi aspettassi che facesse qualcosa.
“ Vuoi che ti metto a posto i capelli? Che ti faccio uno shampoo?” Chiese . “ E’ tutto gratis.” Continuò e prima che prendessi una decisione , mi esortò: “Dai siediti che ti lavo i capelli! ”
Come un automa posai la bibita sulla sedia a fianco e mi andai a sedere sulla poltrona girevole.
Mi mise la mantella intorno al collo , girò la poltrona verso il lavandino e incastrandomi il capo sul poggiatesta iniziò a insaponarmi i capelli .
Mi piaceva sentirmi frizionare i capelli e mentre lo faceva iniziò a parlare: ” E’ la tua ragazza quella che passi sempre a braccetto? “ Annuii.
“E’ una bella ragazza , ma te la chiavi?” Domandò.
Mi vergognai di quella domanda , sorrisi e guardandoci negli occhi risposi : ”No!…Non ancora ! E’ la mia ragazza ,ma non facciamo ancora queste cose.”
“E cosa fate?” Chiese morboso.
“Ci baciamo , ci accarezziamo .”
“Senza chiavare ? “ Domandò ancora lui.
“Si!” Risposi , ma era curioso.
“ I ditalini c’è li fai almeno? “
Sorrisi ripetendo :”L’accarezzo .”
“Spero sulla figa.” Aggiunse lui.
“Si !” Risposi.
“Bravo ! …Ma quando sei solo con lei , gli devi infilare le dita dentro la fighetta e gli devi fare i ditalini.”
“C’è la già i peli sulla figa?” Domandò ancora.
“Si!… Un po’ c’è l’ha!” Risposi.
“Come si chiama?” Chiese
“Francesca.” Dissi io .
Era eccitato a fare quei discorsi e anch’io lo diventai .
“Ti piace essere insaponato vero ?” Chiese infilandomi le dita fra i capelli schiumosi e sfregando dolcemente il cuoio capelluto , mentre sentivo il suo cazzo duro sotto i pantaloni appoggiarsi e spingere sul mio braccio .
Annui con il capo.
Mentre me li risciacquava ,parlò di quell’episodio successo quasi due mesi prima e disse :
“ Mi è dispiaciuto sai averti dato le cinghiate , ma d’altronte te le sei cercate , ma a parte quello il resto mi è piaciuto , diciamo che mi è dispiaciuto-piaciuto quel pomeriggio .” Disse ridendo mentre tirandomi su il capo dal poggiatesta mi asciugava i capelli , continuando mentre girava la poltrona e mettendomi davanti allo specchio e guardandoci da lì.
”E a te?…E’ piaciuto?”
Diventai rosso in viso e abbassai lo sguardo , anche se tutto quello che diceva mi eccitava ero turbato e imbarazzato , annui solo con il capo .
“Lo sapevo che era piaciuto anche a te! Ti sentivo godere come una femminuccia! “ Disse.
Facendomi arrossire ancora di più.
Non perdeva occasione di strusciarsi con il suo cazzo duro sulle mie braccia girando intorno alla sedia e di premerlo contro .
Quando finì di asciugarmi e di pettinarmi , prima che mi alzassi , si avvicinò alla porta d’entrata e girò in cartellino con scritto chiuso , dando un giro di chiave , si avvicinò e facendomi alzare mi disse :
” Vieni!” E mi portò nel retro .
Capii subito cosa aveva intenzione di fare , ma non scappai ,restai in piedi fermo vicino a lui , dentro di me desideravo che facesse quello che si accingeva a fare e mi batteva forte il cuore .
“Vieni!” Ripetè quando fummo nel retro:
”Slaccia la cintura e tira giù i pantaloni .” Aveva l’espressione del viso e lo sguardo eccitato e io in silenzio e passivo lasciai fare .
Mi spogliò completamente , mi piaceva sentire le sue mani sopra la mia pelle . Mi accarezzò tutto , baciandomi il corpo , leccandomi e succhiandomi i capezzoli, proprio come se fossi una ragazza . Era bellissimo , mi eccitai subito e mi divenne duro.
“Vedrai!… Ti farò godere più della tua ragazza !” Mormorava leccandomi il torace .
Poi , si abbassò leccando l’addome e arrivato davanti al mio cazzo , lo prese in bocca all’improvviso succhiandomelo , era bellissimo … era la prima volta che qualcuno me lo pigliava in bocca e mi piaceva , lo leccava e succhiava ,era una esperienza nuova e piacevole per me.
Mi fece un pompino , mentre io dall’alto lo vedevo accucciato davanti a me , sentivo le sue labbra sul mio cazzo e vedevo il suo cranio calvo con la corona di capelli grigi sulla nuca e le tempie. Mi fece venire mentre mi infilava il dito nel culo come a farmi un ditalino.
Gli godetti in bocca , non era schifato, lo deglutì leccandomi la giovane cappella ancora vergine. Mi stava iniziando ai piaceri sessuali e omosessuali.
Si tirò su dicendomi:” Sei bello come tua madre , gli somigli molto.”
Quel giorno non facemmo sesso completo , aspettava dei clienti su appuntamento .
Mi misi a posto mentre lui mi baciò sulle labbra e mi diede 10.000 lire dicendomi di non dire niente a nessuno e dandomi appuntamento per l’indomani , di andarlo a trovare che mi aspettava :
“ Vieni alle 14.00 !! Ti lascio la porta aperta , quando arrivi gira la maniglia ed entra . Faremo tutto con più calma , sarà tutto più bello e ti piacerà.”
Andai via , quella seconda volta senza scappare , non ero shoccato ne pentito , ma in un certo senso dispiaciuto , soprattutto perchè ero attratto da quell’uomo e mi piaceva quello che mi faceva.
Ma io avevo la ragazza e gli volevo bene e lei era innamorata di me e mi sentivo disagio quando la pensavo. Ero convinto di poter gestire tutti e due i miei aspetti sessuali , sia quello omo che avevo conosciuto da poco che quello etero che pensavo di essere : “In fin dei conti mi viene sempre duro .” Pensavo , ma mi sbagliavo.

Il giorno dopo ero concitato , preso dall’agitazione per incontro che avrei avuto dopo. Uscito da scuola andai subito a casa ,pranzai qualcosa veloce , con disappunto di mia madre.
“Mangia con calma ! Dove devi andare così di corsa ?…” Mi chiese .
“Devo uscire .” Risposi
Sorrise :” Devi andare dalla tua ragazza ?… Ti aspetta ? ”
Annui con il capo per far si che si tranquillizzasse e smettesse , ma lei continuò:
“Ti ho visto in giro con lei , è una bella ragazza, quando me la presenti ?” Esclamò sorridendo e felice .
“Poi! Poi!” Risposi io scocciato .
“Devo andare a studiare da un amico .” Esclamai.
Dopo aver pranzato salutai mamma e invece di andare dal mio amico a studiare come le avevo detto , andai in negozio , nella barberia.
Arrivato mi guardai attorno che nessuno mi vedesse , a quell’ora c’era poca gente , girai la maniglia , spinsi la porta , era aperta come d’accordo ed entrai .
Mi aspettava , quando mi vide fu felice , anche lui aveva da poco finito di pranzare . Andammo nel retro , ci sedemmo a tavola ancora apparecchiata con i piatti sporchi dei suoi avanzi e bevemmo dell’aranciata .
Poi mi accarezzò e volle che ci spogliassimo nudi , tutte e due .
Eccitato ubbidii , quando fummo nudi , mi accarezzò e baciò da per tutto e all’improvviso mi baciò in bocca , con la lingua dentro , come facevo io con la mia ragazza . Ebbi una reazione di disgusto e repulsione a sentire la sua lingua cercare la mia .Cercai di allontanarmi ma lui mi tenne ferma la testa con due mani , mentre mi limonava.
Ero confuso , non mi aspettavo che mi baciasse in bocca come se fossi una ragazza, sentivo la sua lingua cercare la mia , succhiarla , mentre mi prendeva in mano il cazzo e iniziava a masturbarmi . Sentivo la sua saliva mischiarsi alla mia , il suo profumo forte di dopobarba ,era qualcosa di indecente, di disgustoso , ma mi eccitava , mi stordiva ,mi piaceva .
Quando si staccò dal bacio , si abbasso subito , prendendomelo in bocca e succhiandolo. Sentivo le sue labbra come una ventosa sulla cappella , succhiarla e leccarla.
Mi fece un pompino, ma senza farmi venire , poi si tirò su baciandomi ancora dicendo :
“Adesso prendimelo in bocca tu. Leccalo e succhialo come ho fatto io. ” Spingendomi in giù per le spalle .
Come un automa lo seguii . Mi chinai e inginocchiai davanti a lui e pur non avendolo mai fatto , lo presi in bocca. Non era molto grosso , ma dritto e duro , girato leggermente in su .
Sentii la sua cappella calda e morbida sulla lingua, assieme all’odore acre del suo sesso .
“Bravo, così!” Esclamò accarezzandomi i capelli mentre mi accompagnava nei movimenti , dicendomi come fare:
“Non devi toccarlo con i denti ,solo con le labbra e la lingua. Devi leccarlo come se fosse un gelato e succhiarlo come se fosse un ghiacciolo , aprendo tutta la bocca.”
Fu il mio primo pompino ,lo ricordo ancora , fatto ad un vecchio e me lo fece succhiare parecchi minuti.
“Leccami anche i coglioni , come ho fatto io prima.” Disse, facendomi correre con la lingua sui suoi peli e quella pelle cadente e rugosa.
Oramai ero eccitato e preso da quella strana sensazione perversa che mi avvolgeva. Mi fece smettere senza che lui venisse , come aveva fatto con me:
“Ora alzati , vieni qua . Mettiti in ginocchio sul divano .”
Lo feci , mi inginocchiai e mi venne dietro , con il suo cazzo duro , dritto e oscillante , rimise il sapone da barba sull’ano e l’appoggiò.
”Quando lo senti entrare , spingi come se dovessi fare la cacca , che entra meglio e senti meno male , perchè l’ano si apre. “Mi disse.
Lo assecondai , ma quando spinse per entrare , sentii ancora male :
“Mi fa male! Sento male lo stesso!” Esclamai.
“Perchè c’è l’hai ancora stretto , vedrai che tra qualche giorno non sentirai più male , ma ti piacerà sentirlo entrare.” Aggiunse e mi penetrò lentamente e inesorabilmente, facendomi irrigidire, iniziando a incularmi; e allungando la mano da dietro , mi prese il cazzo in mano per masturbarmi , come aveva fatto la prima volta .
Lo sentivo spingere e correre dentro me , provando una strana sensazione piacevole e lentamente mi lasciai andare rilassandomi , iniziando a godere .
Fu bello quella volta , più della prima , godetti molto , lo sentivo dentro me muoversi come uno stantuffo , avanti e indietro mentre con la mano mi masturbava facendomelo diventare sempre più duro .
Mi morsicava e mi leccava il collo e lo sentivo sdraiato sulla mia schiena darmi bacetti dietro le orecchie , sentivo il suo torace peloso , sfregare sulla mia pelle chiara e mi piaceva tanto quella sensazione .
Godevo… intensamente emozioni sconosciute , nuove e meravigliose , iniziai a gemere e godere profondamente e a muovere il sedere verso di lui mentre ci dava più forte , finchè arrivò l’orgasmo come una deflagrazione , con tutta la sua potenza e gridai con gioia mentre lui mi inculava.
Venni ancora due volte , mentre mi masturbava e mi sodomizzava , era bellissimo . Lo sentii irrigidirsi , ansimare e sborrarmi in culo il suo sperma senile.
Quella fu la mia prima inculata consenziente.
“E’ da quando ero giovane che chiavavo mia moglie che non godevo così!” Farfugliò ansimando
Lo tirò fuori ancora gocciolante e mentre io mi accasciavo sul divano , lui si sdraiò su di me:
“Ho dei progetti su di te!” Esclamò con il fiato corto.
“Che progetti?” Chiesi.
“ Voglio che diventi la mia donna , sei contento?”
Sorpreso da quella richiesta risposi: “ Ma io ho la ragazza ! Non voglio diventare gay .”
“ Ma no!… che non lo diventi . Tu sei bisex come me, ti piacerà fare tutte e due le cose . Vedrai che ti piacerà chiavare anche la tua Francesca e ti sposerai e farai dei figli con lei .” Disse mentendo ,sapendo bene che mi stava portando in una via senza ritorno.
Non capii bene il senso di quello che diceva , diventare la sua donna ed era la prima volta che sentivo quella parola …bisex . Ci credetti .

Dopo quella volta , ci vedemmo ancora sempre con il solito sistema , andavo in negozio , stavo un po’ li con lui , mi lavava e pettinava i capelli e a volte mi inculava sempre nel retro. A me piaceva , convinto che poi sarei ritornato con Francesca.

Un giorno , verso la fine della scuola passando con mia madre davanti al negozio ci fermò.
“Signora rosa!!!” La chiamò.
“Cos’ha combinato questa volta?” Chiese mia madre voltandosi e vedendo che era lui .
“Niente ! Niente ! …Non mi ha più fatto ne scherzi, ne dispetti , è diventato un bravo ragazzo.” Rispose.
“Meno male! “ Sospirò mia madre :” Era ora ! Ha anche la ragazza adesso.”
“Lo so !” Disse Agostino :“ L’ho vista ! …Una bella ragazza! Ma lo fermata per altri due motivi.” Disse :” Il primo per dirle che lei è sempre più bella signora e ogni volta che passa di qui , non posso fare a meno di guardarla .”
“Ohhh!! “Si schernì mia madre imbarazzata , ma lusingata dal complimento .
“E il secondo per chiederle , visto che tra qualche giorno finiscono le scuole ed io ho bisogno di un garzone nella barberia , se mi manda Enzo ad aiutarmi e intanto impara .Lo pago bene!” Esclamò.
Mia madre scosse la testa :”Bè non è male come idea . Ma tu ci vuoi andare ? “ Chiese a me .
Risposi di si .
“Va bene !” Disse mia madre :” Allora fino a settembre verrai qui , così imparerai un mestiere e ti toglierai da mezzo la strada. “
“Lei quando vorrà venire, sarà sempre ben venuta signora ” Le disse facendo il cascamorto.

Così da metà giugno mentre i miei amici andavano al mare io iniziavo a fare l’apprendista barbiere .
Quell’estate fui il suo amante, mi trattava molto bene , non mi faceva mancare mai i soldi , ero ben vestito e sempre pulito e ordinato.
L’unica cosa che non mi piaceva era che mi chiedeva sempre di mia madre , quando la vedeva la faceva entrare in negozio , un giorno le fece perfino shampoo.
Mia madre pensava che fosse un brav’uomo , non sapeva cosa facevamo .
Glielo dissi che ero a disagio delle sue attenzioni per mamma.
“Non essere geloso:” Mi disse :” Il nostro rapporto sarà sempre il primo .”
“ Ma io non sono geloso ! “ Replicai :”E’ che mi da fastidio vederla corteggiare , è mia madre!” Esclamai risentito.
“E’ tua madre , ma è anche una bella donna sola, da quanto tempo vi ha lasciato vostro padre?”
“Quattro anni !” Risposi io
“E non è mai andata con un uomo? “
“No !” Risposi deciso e risentito da quella domanda..
“Pensa è quattro anni che non chiava , deve averne una voglia!…Non vedi che le fa piacere essere corteggiata. Vuoi negarle anche quello ? “
“No!… Ma mi sento a disagio nel vederla al centro dell’attenzione e dei desideri di un altro uomo.”
“Tranquillizzati , è una bella donna , mi è sempre piaciuta anche quando c’era ancora tuo padre e non ero vedovo , ma io mi diverto solo a corteggiarla , a farla sentire donna e basta , anche se con te faccio le battute e ti dico che ha un bel culo , non è mica detto che glielo voglio fare! Preferisco il tuo . Ma chissà che non me la prenda con me , lei è sola e io vedovo …e ci mettiamo assieme…” Disse ridendo.
La mia indignazione e fastidio non servì a molto , continuò a fare battute su di lei , finchè ci feci l’abitudine.
Lo stesso faceva con Francesca quando mi veniva a trovare in barberia , la faceva sedere , le offriva la bibita e le voleva lavare i capelli , meno male che non ha mai accettato. Ma continuava a fare allusioni.
Da quando iniziai a lavorare lì , i miei rapporti con lui si intensificarono i rapporti diventarono bisettimanali e quando non mi inculava mi faceva dei pompini.

Un pomeriggio quando arrivai per iniziare il turno ,lo trovai sorridente :
”Vai di là! C’è un mio amico .” Mi disse .
Andai curioso nel retro e lui dietro di me e vidi seduto sul divano un signore sulla cinquantina. “E’ un mio amico.” Ripetè , aggiungendo :”Questa volta lo fai anche con lui .”
Restai perplesso , ma lui si alzò venendomi incontro spogliandomi e accarezzandomi…Finì che mi prese e mi inculò anche lui , mentre succhiavo il cazzo di Agostino davanti a me in piedi e mi vennero tutte e due dentro , l’amico in culo e lui in bocca .
Ero cambiato profondamente , mi piaceva stare con gli uomini maturi , farmi prendere da loro .
Il barbiere e il suo amico si alternavano nelle giornate o lo facevano assieme.

Ogni tanto passava mamma a controllare se andava tutto bene e lui non perdeva occasione per corteggiarla e invitarla sulla poltrona a farle lo shampoo e pettinarla , chiacchierando con lei , incurante del mio fastidio , della mia …gelosia… Con lei disponibile fino a farseli accorciare un giorno.
Quando le chiedevo perchè si facesse pettinare e tagliare i capelli da lui , mi rispondeva:
“Cosa c’è di male? E’ una brava persona e lo fa anche bene.”
Durante le sue visite ,mamma le chiedeva:
“Va tutto bene ?”
“Si tutto bene !” Rispondeva lui :” E’ un ragazzo d’oro !” Aggiungendo sempre quando usciva :
”Ma sai che ha un bel culo tua madre… glielo farei anche a lei.” E rideva.
Oramai non ci facevo più caso , ero profondamente cambiato in quelle settimane e non mi tormentavo più a vederla corteggiare da lui e alla sue battute volgari su di lei .

Iniziò a dirmi:” Assomigli molto a tua madre. Hai un bel viso e un bel culo , come lei . Sai che se ti vestissi con i suoi abiti e ti truccassi sembreresti lei! Perchè non provi quando sei a casa da solo e lei è al lavoro ? Prova a metterti la sua biancheria intima , le sue calze e vedi che effetto ti fa.” Disse in tono scherzoso ma esortandomi a farlo .
E a me piaceva ed eccitava l’idea di provare a travestirmi.
Un lunedì pomeriggio , chiusura dei barbieri , ero a casa da solo, mamma era al lavoro ,andai nella sua camera , aprii il cassetto e presi le sue mutandine e il suo reggiseno e dopo essermi spogliato nudo me li misi, mi erano grandi , ma facevano il loro effetto.
Ero turbato , sentivo una strana emozione ad avere addosso indumenti intimi femminili , mi pensavo donna , mi guardavo allo specchio e mi vedevo femmina ,avvertivo strane sensazioni piacevoli , mi domandavo cosa si provasse ad essere donna davvero. Mi girai e rigirai anche sui fianchi , guardandomi le gambe e il sedere.
Avevi pochissimi peli e chiari sul corpo e nella penombra sembravo davvero una ragazza.
Il giorno dopo in negozio glielo dissi:
”Ieri mi sono messo le mutandine e il reggiseno di mamma.”
“Bravo!” Esclamò , aggiungendo subito:” Ti sei truccato?”
“No !” Risposi :” Ho solo messo le mutandine e il reggiseno.”
“E’ ti è piaciuto’” Chiese interessato.
“Si !” Risposi.
“ Bene!!…Ma devi anche truccarti . Lunedì prossimo , prendi gli abiti e la biancheria intima di tua madre ,anche le scarpe e le calze , metti tutto in un borsone e vieni qui e porta i suoi cosmetici , che ti trucco io.”

Così feci , il lunedì dopo di primo pomeriggio , misi quello che mi aveva chiesto dentro il mio borsone da sport, poi andai in bagno e dalla consolle dello specchio presi il beauty dei suoi cosmetici e andai in negozio.
Arrivato entrai, lui mi aspettava.
Mi fece spogliare nudo e indossare la biancheria intima di mia madre ,ma prima di passarmi le mutandine , le annusò dicendo:
”Se penso che qui c’è stata la sua figa…” E rise. Io non ci facevo più caso oramai alle sue battute su mamma.
Quando l’ebbi addosso , con una spilla sul lato strinse le mutandine su misura , perchè mi erano larghe e mi scendevano, lo stesso fece con il reggiseno .
Poi mi aiutò a mettere le calze autoreggenti trasparenti nere , il suo abito e le scarpe.
“Vieni , siediti qui ora , che ti trucco .” Disse segnandomi con la mano la poltrona girevole del negozio.
Provavo una strana emozione ad essere vestita da donna e come mia madre , che mi faceva battere forte il cuore.
Iniziò a truccarmi . “ Sono bravo anche a truccare vedrai!” Esclamò aprendo l’astuccio di mia madre e guardando tra le sue cose.
Mi passò la matita sulle sopracciglia scurendole , mi mise del fard sul viso e il rossetto sulle labbra. Seppur era un trucco modesto , cambiai subito aspetto, sembrando davvero una ragazza e guardandomi mi piacevo truccato da donna .
Mi fece alzare e camminare nel negozio avanti e indietro.
“Ti piace?” Chiese.
“Si .” Risposi.
“Quando cammini , sculetta un po’ che a noi uomini piace ! Muovilo un po’ a destra e a sinistra.
Ecco così!…Brava!!” Esclamò , mentre lo facevo.
“Sembri davvero una ragazza , assomigli molto a tua madre da giovane , devi farti crescere i capelli e non tagliarli più , hai un viso molto femminile. Vieni!” Disse prendendomi per mano e portandomi nel retro e dopo avermi guardato , palpato , mi baciò sulla bocca con la lingua .
Poi mi fece girare , mettermi in ginocchio sul divanetto , tirò su la gonna del vestito e giù le mutandine di mamma e mi accarezzo il culo esclamando : ” Bello! Belloo!!”
Slacciandosi la cintura dei pantaloni e avvicinandosi , mi penetrò iniziando a incularmi lentamente, come se fossi una donna…come se fossi mia madre e a me piaceva di più, perchè mi considerava donna e io mi ci sentivo in quel momento. “Ahh!!” Esclamò soddisfatto :
”Sembri proprio tua madre . Non sai quante volte ho desiderato chiavarla e incularla e ora lo faccio tramite te . Sei contento ?” Chiese .
Eccitato risposi di si , mentre lui mi inculava travestito da mia madre e in quel momento piaceva anche a me essere come lei , donna nell’aspetto e vestito con i suoi abiti.
Mi sodomizzò pensando di farlo a mia madre e mi eiaculò dentro come sempre. Tornato a casa , rimisi tutto a posto come era prima ,in modo che non se ne accorgesse.

Quel gioco lo rifacemmo ancora in negozio e altre volte lo rifeci a casa da solo , di nascosto provavo i vestiti e gli indumenti intimi di mamma., le sue collane ,i bracciali ,imparando a conoscere la biancheria femminile , i cosmetici e a truccarmi da solo.
Mi piaceva , lo facevo volentieri , mi faceva sentire donna .

A termine dell’estate tornai a studiare , andavo saltuariamente da Agostino .
Cambiai zona , mi allontanai dai miei compagni , perchè mi sentivo diverso da loro, ma soprattutto avevo una crisi esistenziale dentro di me , di identità .
Volevo essere normale , volevo essere un ragazzo ,non essere un gay ,ma sentivo che ero sempre più attratto da quel mondo , passavo più tempo da solo che con gli altri .
Anche mamma se ne accorse , dicendomi :”Ma perchè non esci con la tua ragazza ? Francesca è tanto carina e bella ,ti sta dietro , ti cerca sempre , vuole uscire con te , è innamorata di te , una mamma queste cose le capisce . Almeno ti distrai , sei sempre solo e taciturno. Se no rischi di perderla… che qualcuno te la porta via .” Era quello che volevo anch’io di vivere con Francesca .
L’accontentai uscii con lei parecchie volte , anche alla sera , ma mi accorsi che provavo disagio a toccarla e a farmi toccare e nel baciarla .
Mi sentivo bene nella sua vicinanza solo considerandomi alla pari con lei , cioè femmina . Con lei senza volerlo , affinai la femminilità che c’era in me , il desiderio di truccarmi , di essere donna , di vestirmi come lei , di essere come lei .

Finchè un giorno mamma lo scoprì. Pianse .
Le dissi la verità , che mi sentivo femmina , omettendo di dirle come ero arrivato a questo , non dicendole niente di Agostino e feci male , perchè lui approfittando di quel segreto , con la scusa di aiutarla e consolarla la circuì.
Dopo qualche anno andai a militare ma venni esonerato subito dopo due mesi , appena scoprirono che ero un effemminato , una checca come si diceva allora e avevo rapporti sessuali con qualche commilitone .
Con la mia ragazza , Francesca avevo chiuso , le avevo confessato che ero un diverso , che le volevo tanto bene ma non mi interessava . Anche lei ne soffrì e pianse, mi voleva molto bene , mi amava davvero nonostante tra noi non c’erano stati rapporti sessuali , solo affettivi . Dopo tre anni di stare assieme , la lascia ancora vergine.

Tornato a casa andai a vivere da solo in un altra città , iniziai a travestirmi , a prostituirmi e fare cure ormonali che mi fecero scomparire la peluria sul corpo e crescere il seno , con il tempo mi feci crescere i capelli lunghi e misi anche le protesi mammarie, che mi diedero un seno meraviglioso , una quarta fantastica, facendomi diventare donna nell’aspetto.
I rapporti con mia madre si diradarono , anche se mi capì e mi accettò com’ero.
Non andai più a trovarla da quando seppi che era andata a vivere con Agostino il barbiere , lui l’aveva corteggiata e lei sola , si era lasciata abbindolare dalle sue promesse e messa con lui .
Era diventata la sua donna prendendo il posto di mio padre , facendosi servire e lavare gli indumenti e non mi andava più di incontralo, sapendo che quello che aveva fatto a me ,probabilmente lo aveva fatto anche a lei …il culo.
Mia madre mi disse che si era messa con lui ,non perchè gli piacesse fisicamente, tutt’altro, era piccolo e brutto , ma perchè era sola e lui la corteggiava assiduamente , invitandola spesso in negozio a pettinarla , aiutandola anche economicamente con la sua pensione, essendo benestante. Mi disse che il tempo passava e aveva paura di restare sola senza nessuno e anche se lui era più vecchio di lei , si facevano compagnia.

Io conobbi un rumeno in una sala da ballo , che mi portò a vivere con lui a casa sua , divenne il mio uomo e protettore e mi portò a battere ,a dare il culo e a fare pompini in strada o in auto.
Ora per tutti sono Marina , un bellissimo Trans e sono felice di esserlo e di questa scelta di vita.

Marina.

Ogni commento e suggerimento è gradito. Grazie.                                                                   Inviare a : “dressage1@hotmail.it “

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