Conversione di una moglie per bene alla depravazione – Cap. 05 – Rocco .

“Il pessimista pensa che tutte le donne siano puttane. L’ottimista lo spera.”

Cap.5 ROCCO

Mentre eravamo fermi ad attendere che quell’auto davanti a noi si spostasse, per darmi un po’ di coraggio e richiamare l’attenzione di qualcuno su di noi ,suonai il clackson più volte ,sperando che si muovesse; facendo rimbombare nel silenzio della notte il suono forte , ma in quel momento nei dintorni non c’era nessuno che potesse udirlo.
Dall’altra parte della strada ,vedemmo arrivare un’altra auto di grossa cilindrata , che lampeggiò a quella davanti a noi e si fermò al bordo del marciapiede opposto al nostro . Vidi aprirsi la portiera e scenderne una donna grassoccia ,con un modo di muoversi goffo ,che da fuori fece segno all’interno ,dove si aprì anche l’altra ,scendendone una ragazza molto appariscente , alta e magra .
Era vestita in modo osceno, peggio della mia Roberta ,con borsetta a tracolla e stivaletti al ginocchio bianchi , che lasciavano uscire da essi calze bianche di seta tirate su oltre mezza coscia , davanti quasi agli inguini , e dietro sotto i glutei ,tenute su da un nastro nero legato sotto alla fascia ricamata della calza con la gassa dietro .
Indossava un gonnellino viola aderente a vita bassa , più corto ancora di quello che aveva Roberta ,un giubbino anch’esso in tessuto bianco e sotto un top nero ,molto scollato davanti che lasciava intravvedere in parte le mammelle, e corto inferiormente che le arrivava sulla vita , mostrando l’ombelico ; lasciando l’addome e la zona dei lombi scoperta . Aveva una cascata di capelli crespi e biondi color oro, lunghi sulle spalle ,era giovane , avrà avuto 25-30 anni, probabilmente non Italiana .
Scesa con indifferenza si mise a passeggiare sul marciapiede con quei tacchi altissimi con capacità e fare sicuro ,era impossibile non notarla , oltretutto era anche bella d’immagine a vederla dalla nostra distanza .
Io e Roberta la guardammo con sgomento ed eccitazione passeggiare, era una puttana vera che aspettava i clienti . Una volgare puttana con stivaletti di vernice bianca e gonnellino ,che quella donna aveva portato a battere lì , di fronte a noi .
Capimmo subito che eravamo in una zona poco raccomandabile .
Intanto quella donna che l’aveva accompagnata , venne verso di noi e avvicinandosi vedemmo che aveva oltre la cinquantina d’anni ,vestita con abiti di classe ed eleganti ma in modo sciatto e trasandato ,non sapendoli indossare ne valorizzarli con il suo corpo giunonico.Aveva i capelli tinti di nero corvino ,con il viso rugoso e truccato volgarmente . Quando arrivò nell’auto davanti a noi , all’improvviso sentimmo spegnere il motore e aprire le portiere, accendendosi la luce nell’abitacolo un attimo per spegnersi subito alla loro chiusura. Ne scesero due uomini che vennero verso di noi e guardammo con attenzione e i nostri occhi si sbarrarono dalla sorpresa e dallo stupore , riconoscendo uno dei due, quello più basso . Era il tizio del bar che guardava Roberta in modo insidioso e brindava a lei fumando la sigaretta elettronica… quello che aveva chiesto prima a me e dopo a lei , la tariffa di quanto prendesse per lasciarsi chiavare,e a quel riconoscimento fummo pervasi da un brivido.
Fu come un flash… subito nella concitazione e nella sorpresa non lo avevamo riconosciuto .Ma osservando bene da vicino e vedendolo fumare la sigaretta elettronica , capimmo e ci ricordammo chi era .
Quella donna si mise subito vicino a parlare con loro e per un attimo restarono fermi da fuori a guardarci dentro l’abitacolo.
Poi vennero verso di noi :
“Ma chi sono ? Che vogliono? ” Esclamò Roberta allarmata .
“Non so ! Ora vedremo ! “ Risposi mentre abbassavo elettricamente il vetro del finestrino per poter parlare con quegli uomini senza scendere .
Lui portandosi con quella donna verso la portiera di mia moglie e l’altro verso la mia prima che io intimorito le bloccassi , quando fu vicino, aprì quella di Roberta ,lo stesso fece l’altro uomo dalla parte mia parte dicendoci in modo autoritario :
“Scendete!”
“Ma perché che succede? …Chi siete ?” Mormorai preoccupato .
“Scendete!!” Ripetè la voce decisa di quell’uomo
“ Ma che volete! Chi siete?” Ripetei accompagnato dalla voce di mia moglie , che cercava di prendere il soprabito nel sedile posteriore per coprirsi, essendo restata mezza nuda sotto quell’abitino osceno.
Quella donna , aprendo di più la sua portiera e prendendola per i polsi la tirò fuori dall’abitacolo quasi con forza ,così com’era ,sgambata , mostrando mia moglie in quel tirare le mammelle ballanti sotto il tessuto e la figa pelosa scoperta a seconda da come muoveva e posizionava le gambe nell’uscire , non avendo più mutandine e reggiseno , ma solo quel mini gonnellino aderente addosso.
Aiutandola ad alzarsi la fece scendere dall’auto , in quel suo vestitino succinto ,che la faceva sembrava una puttana vera sul marciapiede … come quella che aveva portato poco prima sull’altro lato della strada quella donna e che in quel momento passeggiava tranquillamente, a volte guardandoci , forse pensando che Roberta fosse una sua collega.
“Mi lasci! Cosa fa ?… Mi fa male ai polsi !” Gridò Roberta una volta fuori e lasciata dalla presa di quella donna , impugnandoseli e sfregandoseli da sola per il dolore ,con le dita ad anello , ruotandoli tra il palmo della mano e le dita e spostando sopra di essi i bracciali larghi che scendevano contro il polso … .Mentre l’uomo dall’altra parte dell’auto faceva scendere me.
Lei restò in piedi ,imbarazzatissima ,non avendo più ne il tanga, ne il reggiseno , era praticamente nuda sotto l’abitino.
Rimase ferma , in piedi ,sui suoi tacchi rossi ,fuori dalla sua portiera su quel marciapiede di periferia.
Era spaventata… pensavamo ad una rapina… .
“Prendetevi quello che volete, ma lasciateci in pace.” Esclamai , girando attorno all’auto ,  portandomi al fianco di mia moglie sul marciapiede .
Roberta restò ferma con quell’uomo che si avvicinò a lei , mentre l’altro si avvicinò a me .
Lo vedemmo bene da vicino alla luce del lampione . Oltre ad essere basso e grassoccio aveva il viso butterato forse dall’acne giovanile o peggio dal vaiolo, e quelle incavature sul volto erano diventate cicatrici e assieme alle rughe lo facevano apparire sfregiato , quasi deforme . Una persona sgraziata e inestetica nel corpo e sul viso ,con quei pochi capelli che aveva tinti di nero corvino . Si avvicinò a Roberta sorridendo :
“ Si ricorda di me signora ?!! ” Esclamò perfido.
Mia moglie tesa restò in silenzio e non rispose .
“ Mi chiamo Rocco e ci siamo già visti nel mio bar un’ora fa!!” Disse.
In un attimo guardando mia moglie feci mente locale, si chiamava Rocco , come quel bar dove eravamo stati …. e quello era il suo bar .
Continuava a tirare la sua sigaretta elettronica sbuffando vapore e fumo in aria .
“Probabilmente è meridionale …” Pensai.
Girò intorno a mia moglie che aveva le braccia incrociate sul torace a coprire il seno ,tenendo in quel modo al riparo dai loro sguardi le mammelle sotto , aveva le gambe unite su quei tacchi altissimi ,essendo persino più alta di lui.
Quel Rocco la osservò con attenzione ,non solo sul corpo , ma anche sul viso , come aveva già fatto anche al bar ,si capiva che le piaceva, non tanto per come era abbigliata , ma per il tipo di donna che era .La squadrò dalla testa ai piedi, fermò lo sguardo davanti alle sue cosce strette e scoperte al limite della figa .Solo in quel momento vedendola scrutare da quell’uomo , mi tornò in mente che non aveva le mutandine o meglio quel triangolino del tanga nero con i brillantini , che tutto sommato la coprivano un poco o almeno le nascondeva la fessura del sesso .
Mi prese il batticuore :” Speriamo che Roberta non si muova!” Pensai . “ Se lo fa, si vede tutto!”
Quel Rocco si avvicinò di più a lei :
“E’ magnifica!” Esclamò osservandola attentamente . “Quanti anni ha?!” Le chiese dandole educatamente del lei.
Roberta mi osservò spaventata e prima che dicesse qualcosa , risposi io:
“ Quarantatre !” Esclamai.
Sorrise perfidamente :
“ Quarantatrè!!” Ripetè lui guardandola :” E’ una splendida quarantenne. Complimenti ne dimostra meno !” Esclamò .
Poi voltandosi verso quella donna vicino a lui ,c’è la presentò :
“La signora si chiama Lea …” Disse, indicandocela con la mano .Ma di signora aveva davvero molto poco, proseguendo: ”…è la mia collaboratrice che nell’attività si interessa del settore femminile!” E sorrise sfrontatamente .
Capimmo a che tipo di lavoro femminile si interessava…quella “signora” sua collaboratrice .
Poi rivolgendosi all’uomo che era vicino a me, ci informò facendo segno con il dito :
“E lui è Ignazio un mio collaboratore .” Capii subito anche lui di che tipo di lavoro si
interessasse e in che cosa collaborasse .
Stranamente quel Rocco nell’averlo di fronte , sentirlo parlare e fare le presentazioni dei suoi amici come se fossimo conoscenti , mi accorsi che non mi incuteva timore , anche se senz’altro non era una persona corretta . Lui vedendoci li fermi sul marciapiede e silenziosi ,iniziò a parlare .
“Venga di qua!” Mi disse chiamandomi anche con la mano e avvicinatomi, mi passò il braccio dietro la schiena e mi battè la mano sulla spalla come un vecchio amico, dicendomi :
“ Non me la racconta giusta lei ? Veramente è sua moglie questa bella signora? “ Proseguendo con un sorriso sarcastico:
“ Non è ,che è veramente una puttana? E vi fate passare per marito e moglie ? “ Domandò tra il serio e lo scherzoso .
Roberta a sentire quelle parole si indignò: ”Non si permetta!!” Esclamò intimorita ma livida di rabbia in viso.
Lui sorrise piacevolmente del suo sdegno.
Io scossi la testa e cercai di far rientrare in auto mia moglie. Ma lui mi fermò :
“Se è proprio sua moglie non credo sia la prima volta che la fa esibire così ? Mi sbaglio? ”
“Si! Si sbaglia!” Risposi seccato ed agitato , mentre Roberta spaventata ascoltava .
In quella situazione particolare , all’una di notte , fermi su un marciapiede con mia moglie vestita come una battona ,decisi di dirgli la verità purché ci lasciasse andare.
“ No guardi quello che pensate voi è un errore , per noi oggi era un giorno di festa… .”
E gli raccontai come stavano le cose, gli dissi dell’anniversario , del regalo dell’abitino sexy , della cena a casa nostra ,del giro in auto e l’’arrivo in quel bar : ” …. tutto fatto solo per gioco , per festeggiare il nostro anniversario in modo diverso , trasgressivo.” Terminai .
“ Trasgressivo!?” Ripetè lui guardando ancora Roberta in viso.
E dopo avermi ascoltato,cambiando discorso pronunciò mentre la ammirava :
“ E’ molto attraente sua moglie!”
Roberta abbasso gli occhi sul marciapiede e si strinse di più tra le sue braccia cercando di
coprirsi il seno e la gonna con gli avambracci .
Mi chiedevo se quella serata dovesse finire in quel modo e perché?
Immaginavo la vergogna che provava mia moglie ad essere li con quegli uomini a scrutarla e quella donna sorriderle stupidamente in quella condizione come se fosse una puttana vera ; percepivo il brivido di umiliazione che la stava percorrendo sulla pelle e negli occhi, e realizzavo quanto quella situazione perversa ,quel gioco innocente tra noi ci stesse trascinando su una strada che non avremmo mai immaginato di vivere.
Mi voltai e mi diressi verso alla mia auto per andare via . Ero sconvolto dalla piega presa dalla serata ,quando sentii dire:
“ E’ perfetta !” Esclamato da quel Rocco ,che prendendola per il braccio la strattonò poco più lontano dall’auto sul marciapiede .
“Fermo! Che fa!” Urlai io assistendo alla scena ,pensando terrorizzato che volessero caricarla sulla loro auto.
“Se non la smettete e la finite di spaventarci vado alla polizia a denunciarvi !” Minacciai .
Ma lui con un sorriso beffardo , sempre tenendo per il braccio mia moglie si prese gioco di me :
“ Andate alla polizia? E cosa le dite? Che eravate qui a passeggiare sul marciapiede all’una di notte ?…Con sua moglie vestita in questo modo , come quella la!! “ E fece segno girandosi con l’indice alla ragazza bionda che passeggiava nell’altro lato della strada .
Roberta la guardò e arrossi:
“ Si sbaglia , io non sono una di quelle !! “ Esclamò irritata .
“E chi me lo dice , il suo abbigliamento , il luogo , l’ora ,dimostrano tutto il contrario .” Esclamò , mentre quella donna , Lea ,vicino a lui sorrideva stupidamente come contenta che la trattasse in quel modo .
“Non rispondere alle sue provocazioni per favore amore !” Dissi a Roberta , mentre lui ripeteva:
“Ma i fatti e la situazione dimostrano il contrario ….”
Roberta fece per abbozzare una risposta , ma guardandomi si fermo e restò in silenzio.
Quel tipo ,Rocco, con una gentilezza dai modi volgare ,cercando di essere affabile disse a mia moglie :
”Permette ?”
E non trovando la sua opposizione, perché non a conoscenza di cosa volesse fare ,e stupita e intimorita dalla situazione , le prese tra le dita il margine inferiore della gonna e lo portò verso l’alto scoprendola davanti ,lasciando vedere prima l’orlo ricamato delle calze nere e la pelle nuda e pallida tra le giarretelle che le sostenevano ,poi più su , gli inguini, continuando ad alzarla ancora facendo comparire la sua figa ; osservando e mostrando ai suoi amici il suo bel triangolo di peli soffici , ancora arruffati dal piacere per la nostra chiavata ,di cui per fortuna loro non ne erano a conoscenza ,che copriva in modo disordinato la lunga fessura di mia moglie, ancora umida ed eccitata perché appena chiavata da me… .
“Vedo che non porta niente sotto! “ Esclamò sorridendo e divertendosi a trastullare il bordo inferiore del gonnellino tra le dita :” E quanto bel pelo bruno e soffice che ha… una bella pelliccia pregiata… .” Aggiunse ridendo ,mostrando i suoi grossi denti finti.
Mia moglie prima che io intervenissi e dicessi qualcosa , diede un colpo sulla stoffa del
gonnellino sollevato, dall’alto verso il basso ,facendogliela sfuggire di mano e tirandola giù quel poco che la coprisse di nuovo , esclamando :
“Lasci stare! Come si permette!?”
Ma lui con aria di sfida riprese il bordo e con padronanza lo tirò nuovamente su , osservandole ancora la figa con un sorriso freddo , beffardo ,tirando un margine del labbro più alto dell’altro ,in una sorta di sorriso derisorio.
“ No mio Diooo!!! La pregooo!! Non faccia così! ”
Esclamò mia moglie presa dallo sconforto e dal timore di lui, facendo scorrere le mani
sull’addome dall’alto verso il basso ,sfilandole di nuovo il margine del gonnellino dalle dita e tirandolo giù , questa volta dolcemente , non guardandolo in viso , ma con gli occhi pieni di vergogna bassi sulla strada.
Lui , girandole attorno affermò:
” Certo che conciata così senza mutandine e reggiseno , vestita in questo modo , sembrate una perfetta puttana ,del resto non avevate nascosto di meno prima nel bar ”.
Osservavo mia moglie piena di umiliazione con le mani davanti a tenersi quei pochi centimetri di stoffa sul pube . Avrei voluto prenderla per mano e fuggire . Il cuore lo sentivo battere forte in gola ,mi vergognavo per lei , ma nello stesso tempo ero involontariamente eccitato a quella scena , scoprivo e avvertivo una sensazione di calore e una forma di stordimento piacevole a osservarla in quella condizione davanti a quell’uomo.
Lei , intimorita restava immobile , spaventata , probabilmente inconsciamente eccitata da quell’accadimento e dalla sua situazione .
All’improvviso le appoggiò la mano sulla spalla, osservandola di profilo, mentre lei guardava me sperando che intervenissi , e infilandola sotto i capelli accarezzandole il collo , glielo fece piegare leggermente indietro in una emozione di brivido e piacere ,che le fece avere una smorfia indefinibile e indecifrabile sulle labbra . Muovendola la fece scivolare in basso , sfiorando la pelle vellutata e tesa della sua schiena nuda , accarezzandola fino ai lombi ,sulle fossette di Venere ,accarezzandogliele ; lasciandosi lei sfiorare dalle dita di quell’uomo, quel magnaccia nell’incavatura della colonna vertebrale , lentamente giù , fino in fondo , quasi ai glutei ,avendone per effetto , una contrazione del viso, dischiudendo le labbra e irrigidendo il tronco ,spingendolo
leggermente in avanti in una reazione che sembrava un fremito di piacere . Mentre lei passiva mi osservava con vergogna e non reagiva.
A quel gesto e alla sua reazione ,provai una sorta di piacere sottile ed eccitazione nell’osservarla accarezzata sulla pelle da quell’uomo e vederla silenziosamente incapace di ribellarsi ,pur muovendosi per reazione sotto le carezze delle sue dita .
Avvertii uno stimolo in basso sul pene ,sotto forma di calore intenso, come se volesse ritornare eretto , venendo impedito dall’imprigionamento degli slip, e il cuore iniziarmi a battere fortissimo .
“ Ma che mi sta succedendo ?” Mi domandai spaventato .
” Mi eccita vedere mia moglie accarezzata da quell’individuo? Da quel vecchio balordo
, quell’essere orrendo? ?”
Eppure era così…mi eccitava .
Quel suo guardarla in quella maniera libidinosa ,turbava me , ma anche lei e peggio … oltre il suo sguardo , vedere io e sentire lei , le sue dita sul suo corpo era inconsciamente eccitante .
Ma dovevo fare qualcosa , reagire , almeno davanti agli occhi di mia moglie. Proteggerla.
E intervenni :
“Ma, che fa? E’ pazzo! Come si permette , la lasci stare !”
Gridai tra il pensiero e l’immagine che avevo ancora nella mente per averle sollevato la gonna , guardato la figa e fatto quella carezza lasciva sulla schiena.
“Stia tranquillo che non gliela consuma . “ Esclamo ridendo il suo amico .
“Ma che consumare e consumare… questo è un abuso , un sopruso nei nostri confronti ,ci lasci andare via se no andiamo davvero alla polizia!” Esclamai .
Ma lui non dandomi nemmeno retta , continuò a parlare con mia moglie e anche se lo faceva in modo rispettoso , era volgare e indecente.
“Se vuole fare davvero la puttana signora !!… .E non per gioco… .” Le disse in modo inflessibile:
”Deve andare fino in fondo, non solo giocare ad esserlo! Ci sono molti modi di essere puttana e ha anche il suo fascino esserlo o diventarla ! E non esiste età! ” Esclamò .
Mentre Roberta silenziosa e scandalizzata ascoltava, lui proseguiva:
“ Se vuole provare davvero, a saggiare il brivido di essere pagata …io la posso aiutare ! Conosco l’ambiente !” La informò.
Vidi quella donna Lea , guardare mia moglie con una specie di sorriso perfido,come il gatto guarda il topo prima di agguantarlo tra i denti , che mi spaventò:
“Non penserete davvero che mia moglie sia una puttana!” Intervenni io agitato :
” Vi ho già spiegato che è nato tutto per gioco . Un gioco che ci è piaciuto fino ad ora,ma adesso basta ci fermiamo. C’è l’avete rovinato. ”Pronunciai accaldato.
“Era solo un gioco o qualcosa di diverso?” Si intromise quella donna, Lea .
“Cosa intende dire?” Domandai.
“ O era un vostro desiderio inconscio , o meglio il suo… ?” Disse avvicinandosi a Roberta e accarezzandole il braccio con una viscidezza che solo una serpe può avere .
“No! Nessun desiderio inconscio di diventare come lei!!…Una puttana!!” Esclamò alterata
Roberta ,facendomi restare pietrificato dalla sua risposta e preoccupato da una possibile loro reazione negativa .
“Ne è proprio sicura che non vuole diventarlo ?” Ribattè maligna Lea come un serpente sputando veleno .
A quel punto per evitare uno scontro tra loro , intervenni io , ripetendo stanco e deciso :
“No! Nessun desiderio inconscio , solo un gioco , una trasgressione …nulla di più.”.
In quel momento Lea fece segno al suo amico che iniziò a fotografarci con lo smatphone tutti sul marciapiede e soprattutto a mia moglie .
“ Ma che fa!” Gridai mentre Roberta cercava di coprirsi il volto e lui scattava.
“ Niente, fa solo foto ricordo. Sua moglie mi piace molto e voglio avere una sua immagine per ricordo . “Disse quel tale Rocco .
E mentre Roberta si copriva il viso alzando le braccia e di conseguenza il gonnellino scoprendosi la figa ,che il suo amico Ignazio continuava a fotografare nell’insieme ,lui all’improvviso appoggiò la mano sul gluteo scoperto accarezzandolo e palpandoglielo :
“Però ha un gran bel sedere la sua signora !” Esclamò rivolto a me stringendoglielo con la mano e tastandoglielo .
“Ehhii!!! Gridai io :” Non la tocchi!!! Come si permette !!”
E Roberta forse incoraggiata dalla mia voce , incurante delle fotografie che abbassando le braccia la riprendevano anche in viso, ruotandosi di scatto con il tronco e con il capo , facendo con quel movimento dondolare forte i suoi orecchini pendenti e rialzare il gonnellino, gli diede una sberla forte sulla mano , facendogliela ritirare subito:
“ Come si permette di toccarmi !!” Esclamò con il viso rosso e alterato,indietreggiando di qualche passo preoccupata di una sua reazione:
” Non mi tocchi e non ci riprovi mai più!! ” Ripetè ancora allontanandosi di più da lui timorosa di qualche schiaffo.
Lui invece rise con quella sua faccia segnata dalle rughe e dall’acne che sembravano sfregi ,fece una risata diretta e sfrontata :
” Oltre a un bel culo da vera signora , ha anche un bel caratterino sua moglie !” Esclamò
guardandomi . In quel momento Roberta era diventata lei , bella e selvatica , anche se volgare vicino a quella gente , come non era lei .
Aveva avuto il coraggio di reagire a quell’uomo ,quel magnaccia ,fece quello che mancò di fare a me .
Quel tipo Ignazio che aveva scattato le fotografie con lo smartphone riguardandole rise:
“ Sembra proprio una puttana che litiga con il suo magnaccia!!”Esclamò.
Roberta ebbe un attimo d’ira :” Non si permetta anche lei!!… Mi dia….!!” Gridò ,avventandosi su di lui per strapparle lo smartphone dalle mani , ma fu bloccata da quella Lea che la respinse indietro.
Per quanto fosse tardi nella strada avrebbe potuto passare ancora qualcuno e certamente anche se non ci conosceva , non era bello farci vedere su un marciapiede di periferia frequentato da puttane.
A litigare con degli sconosciuti . Inoltre Roberta offriva uno spettacolo indecoroso, ma in fondo non era colpa sua , lei aveva fatto di tutto per evitarlo.
“Su cammini un po’ !” Le disse Rocco all’improvviso :” Mi faccia vedere come si muove!” La esortò sorridendole con i suoi grossi denti regolari da protesi , dove lateralmente nei suoi sorrisi, brillava un molare d’oro.
“Lei è pazzo!! Figuriamoci se passeggio qui e per lei!! Ma chi si crede di essere?! ” Esclamò Roberta con un ritrovato coraggio inusuale ,mentre quella Lea la guardava come se volesse intervenire e prenderla per il braccio.
La guardai ,mi avvicinai e sussurrai :” Non lo provocarlo !” Le mormorai :” Assecondalo che finiamo tutto e c’è ne andiamo!”
Lei mi guardò negli occhi, era piena di rabbia da scoppiare e per far finire tutto in fretta e tornare a casa , lo assecondò ,facendo qualche passo. Camminò umiliandosi davanti a quell’uomo , con quell’abitino che le toglieva il ritegno e la svergognava ad ogni passo, mostrando le sue intimità .
“ Maledetto il momento in cui lo acquistato e ho deciso di uscire e venire da queste    parti !” Pensai pentito . Ma a guardarla passeggiare , era magnifica, tra il bordo della gonna e le calze c’erano almeno cinque centimetri di coscia nuda e il culo si intravedeva ai suoi passi sui tacchi alti quel tanto che bastava per essere indecente e provocante.
E pur non volendo , in quella situazione ,a vederla in quella condizione e atteggiamento , mi eccitavo.
Roberta camminava con gli occhi abbassati.
Quel Rocco si avvicinò ,le alzò il mento e la osservò attentamente in viso. Le piaceva mia moglie. Roberta taceva in quello stato, in quella condizione d’inferiorità ,mezza nuda di fronte a degli sconosciuti .Lo osservò negli occhi di traverso , con uno sguardo di sfida dall’alto verso il basso,pieno d’odio e di ribrezzo per quell’uomo, che lui capì esclamando:
” Lo so che le faccio schifo!” Osservandola anche lui negli occhi,tanto da intimorirla.
Mi avvicinai a lei che mi guardò sussurrandomi:
“Ma dove siamo finiti Carlo ? Che gente è questa e cosa vuole da noi?! Portami via ti prego!!”
“ Si ti porto via amore ,stai tranquilla ! Sono solo balordi che si vogliono divertire . È quel Rocco
che li capeggia , quel tizio del bar.”
Mi vergognavo della situazione di mia moglie e allo stesso tempo ero intimorito ed eccitato.
Mi domandavo cosa avrebbero detto i nostri conoscenti se avessero visto Roberta in quel modo, sconcia ,su un marciapiede di periferia e vicino a quegli uomini , sarebbe stato uno scandalo per noi ,per questo lo assecondammo , per far finire tutto e subito senza problemi e scalpore.
Con un gesto di protezione , l’abbracciai .
Avvertivo al suo contatto che era impaurita e tremante tra le mie braccia. Io fremevo eccitato a sentire le sue forme morbide , il contatto del suo corpo caldo contro il mio e il suo profumo che le avevo fatto mettere in abbondanza inebriarmi le narici ,e l’eccitazione dentro in me aumentare sempre più involontariamente . Lei inconsapevolmente offriva uno spettacolo altrettanto eccitante con la schiena nuda fino ai lombi e le gambe velate eroticamente dalle calze di seta nera che si stagliavano con il rosso del vestitino e quello di vernice delle scarpe con i tacchi a spillo; obbligandola non essendo abituata a un portamento diverso dal suo, tenendole contratti e in tensione
i muscoli lombari, della schiena , e dei glutei , evidenziando in quella postura di più la forma protrusa del suo culo,che veniva spinto indietro. .. ondeggiando ai passi.
“ Ancora un po’ signora!” Esclamò Rocco.
Lei mi guardò , con l’espressione del viso le feci cenno di accontentarlo ancora e presa per un braccio da quella donna si incamminò. La guardai esterrefatto muoversi barcollando con i tacchi su quelle mattonelle di cemento del marciapiede .
Riflettevo , mi sembra tutto assurdo ,mia moglie era li su un marciapiede,con la borsetta tra le mani in un abbigliamento non certo da signora per bene ,con degli sconosciuti a passeggiare per loro.
Camminava ormai senza ritegno con quell’abitino che la svergognava ad ogni passo e mostrava la parte inferiore del solco gluteo e davanti i peli della figa e nonostante tutto la pensavo eccitata , mentre quella donna , Lea , la teneva per un braccio .
Lui le fece strada e la guardava in quel suo incedere impudico, ondeggiante con il sedere sul marciapiede dalla pavimentazione irregolare .
Avevo la tensione alle stelle ed un groppo alla gola, e il cazzo mi era venuto duro senza volerlo
e con un ultimo residuo di pudore la osservai.
Il sorriso di Lea e dell’altro uomo accolsero le sue splendenti nudità esaltate dal colore delle calze e dai tacchi a spillo che la slanciavano di più.
Rocco la fece passeggiare un po’ come se sfilasse in una passerella fatta dal marciapiede, come una puttana vera , lasciando che ai suoi passi barcollanti si potessero vedere le nudità che offriva, mentre l’altra , la bionda , la puttana vera passeggiava sull’altro marciapiede.
Nell’ondeggiare su quelle scarpe di vernice rossa , nel gonnellino aderente evidenziava la sua pancetta e le sue meravigliose curve mature ,da mamma, moglie e signora per bene .
Il mio pensiero fu distolto da lei ,nuovamente dai flash che all’improvviso illuminarono l’aria scura della notte e la scena che stava rappresentando . La stavano fotografando ancora .
A quei flash , lei si fermò e cercò di coprirsi ancora il viso con le mani :
” Smettetela vi prego!!…Perfavore!!!” Esclamò.
Ma oramai era stata immortalata , in un ambiente e con un abitino da sembrare una puttana reale.
Mentre lei ritornava verso l’auto e vicino a me ,l’amico di Rocco prese improvvisamente la
borsetta di mia moglie dalle sue mani , che grido:
”Noooo!” Pensando che volesse scippargliela.
E invece con la portiera aperta riversò tutto il contenuto sul suo sedile frugando tra esso , il cellulare , i fazzolettini , le chiavi , i documenti , un piccolo beauty da passeggio . Si tirò fuori dall’abitacolo esclamando:
“No!…N on ci sono preservativi ! Solo oggetti personali !” E prendendo i suoi documenti le passò a Rocco che era il capo di quel gruppo.
A quella parola :
“Preservativi:” Roberta anche se spaventata esclamò:” Ma come vi permettete !!”
Rocco curiosò nel porta documenti di Roberta , lo aprì ,c’era la sua postepay , la tessera sanitaria, la patente e la carta d’identità , la prese in mano e lesse ad alta voce.
“Roberta Siffriri … , residente a Milano in via…. E di professione impiegata postale. “ Rise e ripetè:
“ Impiegata postale !?” E al conoscere la sua professione , quasi come se volesse scusarsi e farsi perdonare da noi ripetè :
“ Io signora Siffriri, mi chiamo Rocco Angeli e il bar dove siete stati questa sera è il mio …” Aggiungendo provocatoriamente :”…come mia è quella ragazza che passeggia sull’altro lato della strada .” E rise ancora proseguendo: “ Gestisco anche un locale notturno poco lontano da qui , un night club , se volete venire,siete miei ospiti e vi offro da bere , finirete la serata bene , dopo questo spiacevole incidente.
Subito dopo prese la mia e lesse Carlo Lopreti e si corresse:
“Scusi , non signora Siffriri ,ma signora Lopreti “Disse ad alta voce ridendo.
In quel momento in fondo alla strada dal buio tra i lampioni , vedemmo la luce di un lampeggiante blu che girava , tagliando l’aria della notte con il suo colore freddo, riflettendolo sui muri , lampioni e auto posteggiate .
Distinto lo guardammo e vedemmo un auto della polizia lontano all’inizio del stradone , che ferma affiancata al marciapiede,dal finestrino un agente parlava con una prostituta .
Rocco guardando mia moglie sorrise :
” E meglio che non vi trovino qui !” Disse aggiungendo sarcastico :” A meno che non vogliate chiamarli per denunciarci !” E rise .
“No! No! “ Dissi io :” C’è ne andiamo . “
Era tutto così irreale. La tenevo abbracciata tanto stretta a me da farle sentire la mia eccitazione e sentire il suo fremito di paura e turbamento .
Pensai alle foto, all’uso che ne avrebbero fatto e chiesi a quel Rocco :
“ Le fotografie che ha fatto il suo amico!”
“Ah quelle …non si preoccupi ,fa la raccolta , ne ha tante foto di battone nel cellulare che non si ricorda nemmeno più di averle.! Ci sarà anche sua moglie!!” Esclamò.
“Vedendo la mia faccia seria a quella esclamazione ,sorrise … .
” E’ solo una battuta signor Carlo! Disse :” Senza offesa.!”
“Saranno solo un ricordo ! Le distruggeremo .”Affermò.
Guardai Roberta e capii che quello che importava ora era andare via. Vista l’ora e la permanenza fuori , era infreddolita , aprii la portiera posteriore e le presi il soprabito gettandoglielo sulle spalle .
Lei se lo strinse subito sul petto e l’addome .
Quel tizio Rocco ci ridette i documenti e la donna Lea rimise tutte le sue cose in borsetta , ridandoci tutto , esclamando lui :
“Non volete venire a bere qualcosa nel mio locale, a festeggiare la nostra conoscenza.”
Dissi di no, che avevamo fretta e volevamo andare via.
“Peccato!! E’ molto bello e accogliente , sono sicuro che vi sarebbe piaciuto! Comunque rispetto le vostre scelte , ma fate attenzione a girare da queste parti di notte , queste sono zone poco raccomandabile per gente come voi , dove ci bazzicano puttane , magnaccia, ladri , spacciatori e malavitosi di ogni genere … . ”
“Come lei?!!” Esclamò mia moglie in un sussulto di dignità e di rabbia.
“Ma che dici Roberta!!” la ripresi preoccupato che lo offendesse e non ci lasciasse andare via.
Lui invece sorrise e la guardò in silenzioso , le piaceva quella donna che lo sfidava… da domare .La osservò sorridendo , e io prendendo tutto , la feci sedere in auto , chiusi la portiera e feci i giro e mentre entravo lui mi disse:
“Buonasera Carlo!”…
Buonasera!” Borbottai . Accesi il motore ,feci un po’ di retromarcia e partii più veloce e lontano possibile , mentre mia moglie indignata mormorava :
“E lo saluti anche… quell’essere schifoso! ” Disse mentre ci allontanavamo .
Alzai le spalle.
Nel all’accelerare ,vedemmo quella ragazza bionda passeggiare tutta scosciata e con il culo fuori sull’altro marciapiede ,mentre Lea attraversava la strada andando verso di lei . Dopo qualche secondo arrivammo e passammo anche vicino all’auto della polizia, ormai con il lampeggiante blu spento , che ferma ,gli agenti parlottavano con le puttane di quel posto. Ci guardarono un attimo con Roberta e li lasciammo dietro di noi.
“Che vergogna! Che vergogna!” Mormorò mia moglie.

Tornando a casa e tenendo sempre gli occhi fissi fuori dal finestrino o dal parabrezza , rivedemmo apparire qualche vetrina illuminata , lei silenziosa come riflettendo, mi disse stringendosi nello spolverino :
“ Che essere ripugnante quel Rocco! Fa ribrezzo solo a guardarlo .Sentire la sua mano viscida sulla schiena mi ha disgustato e fatto venire i brividi come se mi avesse toccata un serpente.”
Anche se a me non era parsa tale la sua smorfia sul viso a quel contatto. Continuando lei:
“ E quella povera ragazza bionda…E quella Lea , che donnaccia…deve essere lei a fare anche da magnaccia …a quell’essere ignobile.” Fece una pausa e un lungo respiro e restò in silenzio disgustata .
“Ci mancavano solo quei balordi!” Esclamai io :” Era stata una bella serata all’insegna della trasgressione e invece ce l’hanno rovinata!” E mi voltai a guardarla osservando il suo profilo bellissimo con lo sguardo fisso in avanti sulla strada ,stringendosi sempre più all’interno del suo spolverino,come a proteggersi .
” Sei arrabbiata con me? Per quello che è accaduto e per il mio comportamento su quel marciapiede suppongo? ”Sussurrai a bassa voce.
“No! E’ colpa mia quello che è accaduto , non avrei dovuto lasciarmi trascinare in questa
situazione . Ma è andata così ,ora l’unica cosa che importa è tornare a casa.” Rispose.
Continuando a parlare mentre osservava fuori mormorò :
“Mi hanno fotografata con quest’abbigliamento , sul un marciapiede …mio Diooo Carlo speriamo che non succeda niente.”
“Credo di no ! Cosa vuoi che possa succedere?” Risposi .
“ Di tutto…non ti rendi conto o fai finta?” Replicò alterata ,proseguendo.
“ Quei tipi sono capaci di tutto , dal ricatto per soldi a qualsiasi altra cosa ,quella gente li è senza morale . “ Aggiunse, dicendo :” Non hai visto che ho dovuto umiliarmi a passeggiare sul marciapiede davanti a loro purchè ci lasciassero andare via . Dioo miooo… Dioooo mio…che umiliazione… . E se non vedevano quel’auto della polizia ,forse non ci avrebbero lasciati andare.” Pronunciò ,proseguendo:
“…E quel tizio con quella faccia orrenda, quel Rocco…che mi guardava tutta …oh mio Diooo. Non voglio pensarci!”.Esclamò.
Tornammo a casa in silenzio .
Appena arrivati aprimmo piano la porta e prima di accedere nell’entrata lei si tolse le scarpe per non fare rumore .
Stretta nel soprabito e con quelle scarpe rosse di vernice in mano , silenziosamente andò in camera a vedere se c’era Federico ,nostro figlio . Socchiuse la porta e lo vide.
Era lì che dormiva come un ghiro.
Senza dirmi nulla la richiuse e si avviò nel bagno ,si spogliò e si fece la doccia . Uscì in pantofole e nell’accappatoio bianco con i capelli ancora bagnati , era pulita , senza trucco ,con il soprabito in mano che appese in modo ordinato sull’appendi abiti dell’entrata . Cercò in cucina un sacchetto di nailon per la spesa e tornò in bagno , ci mise dentro tutto ,l’abitino sexy ,le scarpe e la lingerie , fece un nodo due volte con le impugnature della borsa ,ritornò in cucina e getto tutto nel sacco nero della pattumiera , poi passandomi davanti guardandomi in faccia senza dirmi nulla , ma con aria soddisfatta ,andò a letto.
Era tornata lei… altezzosa e superba.
La segui in camera , la vidi togliersi l’accappatoio e restare per un momento completamente nuda, era bellissima e desiderabile nel suo corpo adulto e maturo e con la sua pelle pallida . Di profilo mostrava la sua pancetta da signora e il suo bel seno grosso e pendente .Pensai a quando qualche ora prima l’avevo chiavata in auto e anche per un attimo pur non volendo rammentare, alla sua schiena nuda , sfiorata dalle dita di Rocco e a quel suo bel sedere rigoglioso e tenero che aveva palpato e premuto con la sua viscida mano , un magnaccia vero, e non ero dispiaciuto , ma stordito piacevolmente da quel pensiero .
Si mise le mutandine pulite e la camicetta da notte ed andò a letto . Lo stesso feci io , mi spogliai ed entrai anch’io sotto le lenzuola e l’abbraccia , lasciandomi lei farlo.
“Che facciamo ora?” Mi mormorò abbracciandomi anche lei mentre la baciavo in fronte .
“ Ho paura! …Andiamo alla polizia?”Bisbigliò preoccupata anche se non lo mostrava apertamente .
“ E cosa gli diciamo ? “ Risposi io : “ Purtroppo aveva ragione quel Rocco ! … Se ci andassimo e ci domanderebbero cosa facevamo lì e tu vestita in quel modo e a quell’ora cosa gli diciamo?“Ripetei accarezzandole i capelli .
“E allora?… Che facciamo ? ” Mi chiese lei .
“ Non facciamo niente amore !….Stai tranquilla , vedrai che non succederà nulla , si sono divertiti, se avevano intenzioni cattive non ci avrebbero lasciato andare , ci avrebbero rapinatiti, ti avrebbero toccata e forse violentata. “ Dissi .
“Però quel Rocco lo ha fatto … mi ha toccata… .” Precisò.
“Si , ma solo qualche carezza… che so è stata fastidiosa per te sopportare .” Sussurrai mentendo non ricordandole che l’avevo vista fremere allo sfioramento delle sue dita sulla pelle .
“ Ha fatto anche la mano morta e mi ha stretto il sedere…”Aggiunse , non capendo io, se lo diceva perché preoccupata davvero o la eccitasse dirlo e ricordare… .
“Si va bè …” Ripetei:”…ma se volevano qualcosa di più , di serio con noi , come ti dicevo non ci avrebbero lasciati andare. Con una manata ti avrebbero strappato il vestitino e ti avrebbero violentata sul cofano dell’auto o dentro… quindi!” Non terminai la frase che lei mi chiese : “E tu che avresti fatto?”
L’accarezzai e baciai in fronte nuovamente.
“Ti avrei difesa con tutto me stesso amore , l’avrei impedito con tutte le mie forze , a costo della mia vita .” Ed in quel momento ero sincero .
Mi strinse di più a lei contenta delle mie parole e la baciai ricambiato .
“E comunque sono di un’altra zona non ci conoscono …” Aggiunsi ,e stringendoci ci
addormentammo così ,abbracciati.
I giorni seguenti tornammo alla vita di tutti i giorni ,al nostro lavoro e alle nostre quotidianità e lei anche ad accudire me e nostro figlio ,oltre che alle faccende domestiche,restandole poco tempo per fare o pensare ad altro . Quel fatto ci aveva uniti di più , e ne parlammo ancora qualche volta e alle sue preoccupazioni , minimizzavo ,rassicurandola:
“ Vedrai che non succederà niente amore ! Anche se hanno le fotografie e sanno chi siamo ,non avrebbero interesse a ricattarci .Sanno che siamo una famiglia normale che viviamo del nostro lavoro e stipendio ,che non siamo ricchi , ha visto sulla carta d’identità che tu sei impiegata delle poste e io un assicurativo ,riuscirebbero a toglierci ben poco..e lui con le sue puttane guadagna in un giorno quello che io e te assieme guadagniamo in tre mesi …” Le dissi.
Restò in silenzio come a riflettere e poi sbottò:
“Si , ma quella gente li è capace di tutto , potrebbero volere qualcos’altro e non i soldi.”
“ E cosa?” Chiesi io
“Non so!”
“Dai non volare con la fantasia , che questo non è un film , è realtà , ci sono solo delle fotografie con te in abiti succinti su un marciapiede di notte , d’accordo …ma non le useranno e noi se succedesse potremmo sempre dire che era una carnevalata… e poi hai sentito anche tu quel Rocco quando ha detto che le distruggeranno , le cancelleranno dallo smartphon del suo amico.”
“Sarà!!…Ma io non mi fido di quel terrun…” Disse in dialetto .
Sorrisi :” Anch’io sono terrun !” Risposi .
“ No tu sei di Milano oramai !” Esclamò.
“Vedrai che non succederà niente e presto dimenticheremo amore ,avremo solo il ricordo positivo della nostra trasgressione e null’altro .” Dissi abbracciandola e baciandola in fronte.
Dopo quel chiarimento su quello che era successo su quel marciapiede di periferia, precisai:
“Però ora non pensiamoci più ! Non possiamo parlare tutti i giorni di questo ,torniamo alla nostra vita!” Le dissi esasperato.
Lei sorrise e mi abbracciò ancora.” Va bene!” Rispose.
Nei giorni seguenti riprendemmo la solita routine coniugale .
Il mio rapporto con lei era sempre amorevole ,anche dopo quello spiacevole episodio anche se a volte ombroso e taciturno.
Roberta oltre che bella , era davvero una buona moglie premurosa, e una brava mamma attenta e disponibile , si preoccupava di tutto e cercava di soddisfarci in ogni necessità quotidiana .
Era molto coccolona e attaccata a me e approfittando di quella sintonia intima ritrovata,mi dissi che ero stato un pazzo a trascinarla in quella situazione , visto il rischio che avevamo corso .
In quei momenti mi ero ripromesso di non farlo più ,di dimenticare tutto e per lo spavento dell’avvenimento capitatoci ci ero quasi riuscito .Non le chiesi più di trasgredire , anche se nei nostri rapporti sessuali , fantasticando ci pensavo sempre .
Solo una volta , dopo settimane ,una sera dopo cena , in salotto eccitato più del solito , le proposi di giocare con la fantasia a quello che avevamo fatto . Ma rispose pronta e  decisa :
“ No!… No Carlo! Non voglio fare più questi giochi nemmeno con la fantasia . Hai visto cosa c’è capitato quando l’abbiamo fatto? … Assolutamente no!
Lo sai che sono contraria anche a pensarle certe cose , non propormelo nemmeno più ,ti ho fatto contento , ho indossato quelle <robe >( come le chiamava lei in milanese ) e sono uscita in quello stato solo per te, e sai il rischio che abbiamo corso …” Dichiarò agitata.
“Che rischio!” Chiesi sorridendo, fingendo di non ricordare .
“ Lo sai benissimo!! Non farmi arrabbiare Carlo facendo finta di non ricordare , mi riferisco a quei due balordi e quella donnaccia! Mi riferisco a quel Rocco , il suo amico e quella Lea.
“Ahh si! … . “ Esclamai , dicendo: “Ma che c’entrano loro con giocare con la fantasia a letto ? E poi
quelli lo hanno fatto più per spaventarci che altro… .”
“Comunque no! Basta! Ne con la fantasia , ne con altro… .Mai più! Non mi va e lo sai! “ Ripetè decisa , aggiungendo:
“ Hai avuto la tua soddisfazione e avverato il tuo desiderio , ora basta , mettiti l’animo in pace che lo facciamo solo a letto…e il nostro , quello di la!! … .” Preciso facendomi segno con il dito verso la camera . Aggiungendo:
“ Come lo fanno tutte le coppie per bene senza divagare con la mente essendo noi ,io e   te ,che ci amiamo e facciamo sesso e non altri nei nostri corpi . ”
Era stata chiara , anche se immaginavo già la sua risposta quando glielo chiesi , ma volli provare lo stesso . Ma oramai mi ero convinto a rassegnarmi , a fare vita da frate…come si suol dire, lavoro,casa e qualche chiavatina in posizione del missionario ogni settimana dieci giorni.
Dopo quell’episodio , ero pieno di buoni propositi e mi ero rassegnato e ripromesso di lasciare perdere tutte le mie fantasie su di lei ,anche se spesso mi allettavano mentalmente , e ritornare alla vita normale e comune di tutti i giorni dicendomi :
“Quello che volevo lo ottenuto ora basta !”

Ma non fu così semplice , purtroppo la vita beffarda mi avrebbe rimesso alla prova e
nonostante i miei propositi e tutta la mia buona volontà… .

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