Conversione di una moglie per bene alla depravazione – Cap. 04 – Al bar .

“ Esibire e fare ammirare… . Ciò che non si osserva non esiste… . L’immaginazione sola non basta, quando nell’ammirare l’aspetto di una donna c’è il desiderio della carnalità…ci vuole di più , l’esibizione delle nudità del corpo… .”
( Un marito voyeur.)

Cap 4 AL BAR

Usciti velocemente dal portone , facemmo una breve corsa e salimmo in auto ridendo e ansimanti come due ragazzini che giocando hanno appena combinato qualche birichinata e si nascondono dal poter essere scoperti a fare qualcosa di sconvenevole.
Eravamo entrambi un po’ allegri, forse per il vino.
La guardai in viso e sorrisi, mi accorsi che era turbata , tesa ed eccitata anche lei.
“Diooo!! Dobbiamo essere pazzi ! A uscire in questo modo…” Lamentò mentre partivo . Ma era eccitata anche lei lo sentivo dal tono rotto della sua voce e dal respiro .
“Sbottonati , allarga il soprabito! Dai !! “ La esortai concitato.
Si guardò attorno per istinto e lo fece ,lo aprì , mostrandosi in quel vestitino rosso , seduta e sgambata in quelle calze di seta nera .Era molto sensuale e volgarmente erotica.
Guidando le accarezzai la coscia ,su ,verso l’alto, fino alla fine della calza per arrivare sulla sua pelle pallida , liscia e morbida e sul suo sesso. Lo toccai sopra il triangolino di seta del tanga , lei eccitata non mi fermava , lasciava fare . Lo sentii caldo e già umido .
Infervorato rallentai e mi fermai , le accarezzai il collo e scesi con la mano sul seno .
“Toglilo dai!” Le sussurrai .
“ Toglierlo? Perchè ?.. “Chiese stupita rispondendosi da sola :” No! Dai Carlo non facciamo queste cose ! intanto sono già fuori , è aperto davanti lo sai .” Rispose contrariata .
Ma io insistetti :
“Toglilo su! Perchè voglio vedere come ti sta il vestitino senza , ti ricopri con il tessuto!” La sollecitai.
“ Ma così ,con questo abitino, si vede che non porto il reggiseno!”Esclamò.
“E chi ti deve vedere se non io? Non c’è nessuno …” Le risposi sorridendo.
“ Si però vai!” Esclamò . E si guardò in giro mentre ripresi a viaggiare .
Per la strada non c’era nessuno , solo auto ferme e lampioni accesi. Spostandosi con il busto in avanti verso il parabrezza , tirando dietro per le maniche tolse il soprabito , lasciandolo aperto sul sedile con lei seduta sopra .In un attimo sganciò l’anello dorato dietro al collo e tirò giù la parte anteriore e superiore del vestitino ,restando con le mammelle fuori su quel reggiseno aperto ,poi veloce lo sganciò e lo tolse ,facendole cadere in giù penzolanti e subito si riscoprì con il vestito, agganciandolo nuovamente dietro il collo.
Per un attimo nella penombra dell’abitacolo , al chiarore dei lampioni al passaggio dell’auto sotto di essi , vidi quelle sue meravigliose mammelle nude ed eccitate , gonfie e pallide con i capezzoli turgidi.
Sapevo che quella situazione eccitava anche lei e i suoi capezzoli turgidi ne erano la dimostrazione .
Il vino a tavola , ci aveva un po’ disinibito e resi euforici . Piegò e mise quel reggiseno aperto in borsetta. Ero felice ed eccitato , e lo era anche lei ,anche se si mostrava preoccupata , ogni tanto rideva e ripeteva :” Ma siamo pazzi!! Guarda come sono conciata ..e tu… tu fai uscire tua moglie vestita così!! “ E ridevamo.
Mentre guidavo ,infilai ancora la mano sotto il gonnellino, sfiorando le calze e poi le cosce ricoperte di seta e salii fino sulla stoffa del tanga , lei seppur contraria , si lasciava toccare, le piaceva.
La sentii ancora più calda ed eccitata alle mie dita sul su il suo pube , strinse le gambe :
“ No…non qui Carlo e non in questo modo dai ! Lo facciamo poi a casa!” Esclamò timorosa che volessi possederla in auto.
Ripresi a guidare e mentre viaggiamo ormai lei senza soprabito esclamò :
“Bbrrrrrrrrrrr!!! La serata è fresca !”
“Sei sempre freddolosa ! Intanto restiamo in auto !” Risposi accendendo lo stereo e il riscaldamento . Viaggiavamo nel buio , tra fari d’auto che ci venivano incontro e
lampioni ,e qualche passante sul marciapiede che vedevamo veloce scomparire .
Mi avviai verso la periferia nord , dove senz’altro non ci avrebbe conosciuto nessuno e girammo un po’ in auto guardando i marciapiedi vuoti e le vetrine spente sfrecciare di fianco a noi.
Ero esaltato , accaldato e tachicardico da quella situazione.
Frugai nelle tasche , presi il pacchetto e mi accese nervosamente una sigaretta .
Rilassati attraversammo Milano ascoltando la musica della radio e guardandoci in giro, e man mano che ci allontanavano dal centro, dalle sue luci e le sue vetrine , le strade diventavano deserte , larghe e grigie, con i grossi stradoni di periferia illuminati dai lampioni e grandi contenitori di spazzatura a vista sui bordi dei marciapiedi . Non c’era più gente per strada , le auto erano quasi scomparse , si vedeva qualche faro in lontananza che spariva.
Raggiungemmo ,l’altra parte della città , quella nord ,l’opposta a dove abitavano noi, che non conoscevano ,pur essendo milanesi non eravamo mai stati in quelle zone , e senza rendercene conto eravamo finiti in un quartiere poco raccomandabile.
Eravamo allegri per il vino anche se un po’ preoccupati per la nostra trasgressione , essere fuori con Roberta vestita in quel modo ,ma ci scambiavano baci e strette di mano ,guardandoci negli occhi come due innamorati quali eravamo ancora .
Mentre guidavo la scrutai intenta con lo sguardo a osservare fuori le strade.
“Sei bellissima così ! Eccitante e arrapante!” Le sussurrai gioioso .
Si voltò guardandomi dolcemente:
“Ehhh figuriamoci!! C’è ne meglio di me .e poi conciata cosi sono volgare e mi vergogno .“
Esclamò.
“Nessuna vergogna con me amore. Sono tuo marito e poi qui siamo nella periferia nord e sono già le 22.30 e stai tranquilla che non ci riconoscerà nessuno.”
Arrivati in periferia, girando in auto per quelle strade deserte , vidi le luci accese di un locale ancora aperto. Fuori capeggiava una insegna rettangolare ,classica e fuori moda….ormai stanca del suo essere stata utile, lampeggiava come per spegnersi ,lasciando al buio anche quegli angoli che sino a quel momento aveva illuminato. Le sue luci e scritte rotonde, capeggiavano in una linea color fucsia ,con sfumature violacee componendosi in un corsivo unico e semi-elegante nella parola
“ Bar Rocco “ .
Era impossibile non notarla…strana, particolare nel suo essere sola sopra quel muro, su cui probabilmente tante schiene di nulla facenti e balordi durante le giornate belle o nelle serate calde trovavano appoggio e sostegno nel loro cazzeggiare … .
L’interno era semivuoto e si intravvedevano tra le grandi vetrine che davano sulla strada ,alcuni clienti seduti. Probabilmente era al limite della chiusura.
Passando rallentai guardando con attenzione , era un bar di periferia con poca gente e tutti uomini e maturi ,che chiacchieravano o giocavano a carte .
Appena lo superai , mi fermai e misi la retromarcia , tornando un poco indietro , posteggiando di lato davanti alla grande vetrata da dove dall’esterno si vedevano gli avventori seduti .
“Cosa fai?” Mi chiese Roberta stupita.
Non risposi , ma in quel momento fui preso da un inspiegabile desiderio di andarci, entrare con lei in quel bar .
“Dai andiamo in quel bar lì, a bere qualcosa…” Le disse alzando il mento indicando il locale alla nostra destra con un gesto del capo.
“Ma sei pazzooo !!! Conciata così? Non vedi come sono vestita !!” Rispose scandalizzata da quella richiesta.
“Sono solo quattro vecchi ,non c’è nessun altro dentro !” Ribadii io .
“ No! Non vengo! Non scendo così! Con questa roba …” Ribattè lei.
“Ma beviamo qualcosa e poi c’è ne andiamo a casa ,dai!” La esortai.
“ No-o-o—o ! Non vedi che c’è gente!” Disse ancora.
“Ma che gente ,sta per chiudere , ci sono quattro vecchi dai scendiamo!” Esclamai deciso ed eccitato aprendo la mia portiera .
“Ma perché dobbiamo scendere e andare in quel bar ?? ” Chiese irritata.
“ Mi vergogno lo sai !” Si rispose da sola agitata .
“Oh segnur ! “ Esclamai io in dialetto:” Ma se sono solo quattro vecchi… dai!!”
“No! …E’ tardi! ” Ripetè:” Torniamo a casa!”
Ma io eccitato e accaldato dalla serata e dalla situazione ,aprii di più la portiera e misi il piede fuori.
“No! No! Carlo! Carloo!! No!! Non voglio che scendi!!” Esclamò autoritaria .
Ma incurante delle sue parole chinai sbattendo la portiera dietro me ,feci il giro dell’auto e andai dalla sua parte e aprii la sua portiera .
Roberta non voleva, si vergognava davvero e aveva paura a scendere che quegli uomini la vedessero , anche se quella situazione l’intrigava .
“Ma dai…” Dissi io :”…ci prendiamo qualcosa da bere e andiamo via subito ,non vedi che sta quasi per chiudere il bar . ” Affermai ,aggiungendo : “ Federico sarà fuori con Valentina!”
Lei mi guardò seccata ribollendo di rabbia dentro :
“Ma tu sei pazzo ! Sai come sono conciata e mi fai uscire così ? Ma sono tua moglie sai!! Te lo ricordi almeno!!!”
“Si lo so che sei mia moglie …” Dissi ridendo:”…me lo ricordo benissimo ,ed è per questo che voglio che vieni con me a bere qualcosa , se non vogliamo il caffè che oramai è tardi , prendiamo un amaro per digerire , visto che la cena è stata buona e pastosa… o un liquorino , anche se non siamo abituati per una sera possiamo farlo !” E risi ancora.
Mi guardò di traverso, si era pentita e si vergognava di essere uscita così da casa e si sentiva nuda.
“ Non fare lo stupido Carlo …Torniamo a casa dai! ..Mi avevi promesso solo un giro!” Esclamò.
A quel punto le risposi:
“Beh…io vado a bere qualcosa tu fai come vuoi ,se vuoi restare in macchina da sola, restaci!.”
Mi girai chiudendo la sua portiera e mi avviai lungo il marciapiede .
Lei spaventata di rimanere sola mi chiamò:
” Carlo! Carlooo !!..Aspetta che vengo!” Disse aprendo la portiera e mettendo il piede fuori con quella scarpetta rossa di vernice dal tacco lunghissimo a stiletto , e di seguito i la sua gamba fino alla coscia, mostrando la fascia e le pinze del reggicalze, cercando di tirare più giù possibile la gonna , che era oltre la metà coscia .
Tornai indietro con un sorriso vittorioso, allungando la mano presi la sua e l’aiutai ad alzarsi e a scendere .
E così, tra insistenza e resistenza da parte sua , la convinsi con riluttanza a venire.
La guardai in viso e sorrise forzatamente, e mi accorsi che era turbata davvero, tesa ed eccitata anche lei .
“Solo un momento!” Sussurrò.
“Solo un momento , il tempo di un amaro !” Risposi .
Scese ,e quando fu in piedi allungai la mano e presi il soprabito dal sedile ,avendolo tenuto in parte aperto sotto il sedere durante il viaggio e glielo misi sulle spalle come un mantello ,coprendola bene ,ma non lo abbottonai , glielo tirai per i bordi davanti e lo stesso fece lei che lo strinse tenendolo con le mani sul torace , quasi ad abbracciarsi da sola in un gesto di protezione e calore,e si appoggiò a me .
“Sei bellissima amore !” Esclamai sorridendo , tra il chiarore delle luci al neon che uscivano dalle vetrine del bar e si riflettevano su di noi.
Con il telecomando feci scattare l’antifurto dell’auto che tra il lampeggiare e il suono del clackson chiuse le portiere ,e ci avviammo verso il bar , con lei con lo spolverino sulle spalle stretto e chiuso fino al collo e quel vestitino osceno e corto sotto di esso.
“ E se mi vede qualcuno che mi conosce?” Domandò ancora preoccupata.
“E’ impossibile che in questi posti incontri qualcuno che conosci , a meno che non frequenti davvero puttane e balordi.” Le risposi divertito sorridendo.
“Stupido!!” Mi replicò lei , e io aggiunsi :
” E poi sei stupenda! Non devi nascondere la tua bellezza dietro abiti che non ti fanno onore. “
E appoggiandosi al mio braccio , sculettando indecentemente, su quei tacchi altissimi entrò al bar al mio fianco.
Una volta dentro ci guardammo con calma in giro.
Il locale era molto ampio, luci soffuse e tappezzeria beige logorata un po’ dappertutto sui muri ,che dava la sensazioni di grigiore e vecchio .
All’interno , si respirava l’odore di fumo , mischiato a quello del vino e dei liquori ,e una musica di sottofondo, degli anni 70-80 ,che dimostrava il periodo di giovinezza di quegli uomini.
C’era un grande bancone di lato e davanti tavolini e sedie sparpagliati un po’ dappertutto, in cui in due di essi vicino alla vetrata,sedevano i quattro avventori che avevamo visti dalla strada .
Il barista dietro il bancone ci guardò e accolse con un sorriso smaliziato,forse un pò geloso di non essere lui a fianco a mia moglie. Indossava una camicia bianca e il classico pantalone nero, logoro ,sotto un piccolo grembiule bianco e sporco che aveva davanti .
I neon all’interno davano a tutti un colore pallido ,da film in bianco e nero .
Nell’entrare Roberta , si soffermò , incerta ,curiosa, e anche intimorita dagli sguardi di quegli uomini su di lei .… Un tizio sulla cinquantina con la classica sigaretta elettronica anti stress in bocca per smettere di fumare , la osservava insistentemente senza nasconderlo , imbarazzandola .
Ci guardarono tutti con attenzione e sospetto , soprattutto a lei .
Incuranti di quegli sguardi vogliosi su Roberta , ci dirigemmo a un tavolino vuoto , le spostai la sedia per farla accomodare rivolta con il viso e le gambe verso quei clienti ,ma senza che lei se ne rendesse conto .
A vederla dentro quel locale fui preso dall’impulso irrefrenabile di mostrarla ,era mia e volevo che l’ammirassero , mi sentivo eccitato e strano e avevo il cazzo in erezione perché era osservata vogliosamente da quegli uomini ,e mi eccitava . Per un momento mi fu di spalle , appoggiò la borsetta sul tavolino, cercando con le mani qualcosa all’interno , forse un fazzolettino ,il cellulare o altro … smettendo di stringersi il soprabito addosso . Vederla di spalle mi esaltò e come in preda a un raptus sessuale , meccanicamente , prima che si sedesse e che se ne rendesse conto , svelto presi il soprabito dalle sue spalle e lo tirai indietro veloce e con forza , togliendoglielo d’addosso e scoprendola completamente , lasciandola con quel vestitino .
“ Ma che fai ? Sei pazzo?!!” Esclamò immediatamente lasciando la borsetta e voltandosi cercando di riprenderlo dalle mie mani ,mentre io allontanandomi lo appoggiai sul mio l’avambraccio.
“ Lo sai come sono sotto!” Mormorò irata , mentre oramai scoperta ,si mostrava a quegli uomini in quell’abitino volgare .
“ Ma non vedi che sono quattro balordi di cui due vecchi !” Pronunciai a bassa voce.
”…Almeno vedono qualcosa di buono ,che non avranno mai visto in vita loro !” Sussurrai eccitato come non mai, e sorrisi guardando loro , lasciandola solo con quel vestitino sexy e mini ,incredula di essere in quella condizione davanti a degli uomini . Restò per un attimo in piedi sorpresa ,con la schiena nuda ,senza essere più attraversata dalla parte posteriore dalla chiusura del reggiseno che si era tolto in macchina ,con le mammelle libere e dondolanti sotto il tessuto largo che le ricopriva.
“Ma sono tua moglie Carlo…!” Mormorò indignata , mentre io piegando il soprabito come un buon accompagnatore , lo appoggiai allo schienale della sedia ,mentre quegli sconosciuti fissavano Roberta ,rossa in viso dalla vergogna e sempre più imbarazzata .
Con calma mi tolsi la giacca e la appesi alla sedia .
Mi avvicinai a lei posteriormente ,e all’orecchio porgendole la sedia dietro per farla accomodare ,spingendola fin contro le sue gambe la invitai :
“Siediti!” Con una sorta di piacere perverso nell’esibirla .
E accomodandosi l’orlo della mini gonna dell’abitino le scoprì le cosce fino quasi agli inguini, sopra il pizzo della balza delle calze , esponendole senza volerlo agli sguardi libidinosi di quegli uomini e dei loro sorrisetti e ammiccamenti .
“Cosa prendi ?” Chiesi a Roberta , che imbarazzata e alterata dal mio comportamento , ma anche lei eccitata , con le dita cercava di tirare più giù che poteva la gonna sulle cosce ,senza riuscirci , lasciandole forzatamente scoperte ai loro sguardi con quelle calze raffinate, trasparenti e nere che la rendevano volgare e lussuriosa .
“Non so, fai tu…” Mormorò guardandosi ancora attorno con disagio .
Sulle pareti quadri da pochi soldi e diversi poster , che nascondevano parti di muro in disfacimento , per cui il posto doveva essere più decadente di quello che si presentava .
Gli avventori ,due anziani e due uomini di mezza età , con le loro facce segnate dalle rughe e dagli anni, con intorno a loro aloni di fumo e davanti il bicchiere e il mazzo di carte con cui giocavano ,osservavano libidinosamente Roberta .
Uno di essi sulla sessantina , mezzo calvo , con la sigaretta in bocca ,facendo finta di aspirare , le mandava bacini.
“Dio mio , ma dove siamo finiti Carlo !” Pronunciò a bassa voce fingendo di non vederlo.
“ Chissà da quant’è che non vedono una donna qui!” Sussurrai avvicinandomi divertito all’orecchio di Roberta .
“Di donne qui ne devono vedere poche e belle come te mai!” E aggiunsi orgoglioso :
“ Ti mangiano con gli occhi!”
“Oh dai! Smettila!! … Ordina da bere e andiamocene subito .” Esclamò turbata di trovarsi in quella situazione , al centro degli sguardi e dei desideri di quegli uomini.
Quelli, parlottando e ammiccando tra loro ,non smettevano di osservarla.
Il barista portò da bere a uno di quei tavoli , gettando passando ,subito gli occhi su Roberta , sul suo seno e le sue cosce.
“ Due amari Averna a noi !” Ordinai vedendolo passare .
E girandomi verso Roberta mormorai :
“ Ci scalderanno un po’ ! E disinibiranno di più e non farci sentirsi a disagio .”
Il barista si voltò verso di noi osservando sempre le cosce di mia moglie che si vedevano fino all’inguine ,dentro quelle magnifiche calze a cui davano forma .
“Dioooo !! Che vergogna!!” Mormorò sentendosi gli sguardi oltre che di quegli uomini anche del barista addosso . Abbassando lo sguardo pronunciò a bassa voce :
” Non ho mai provato tanta vergogna in vita mia come stasera .”
Ero felice ,quei clienti avevano indirizzando tutta la loro attenzione fatta di lascivia e libidine verso le gambe e il seno di mia moglie,soltanto uno la guardava in viso e negli occhi,come se le piacesse al di la di quello che mostrava ,imbarazzandola di più che se le osservasse le cosce .
E questo eccitava anche me , che in quel momento non ero da meno di loro , sentendomi elettrizzato dai loro sguardi libidinosi e nel vedere mia moglie desiderata e ammirata da quegli sconosciuti davanti a me .
Era una emozione che non avevo mai provato e che mi accalorava moltissimo vederla desiderata da uomini davanti a me suo marito ,e io a mostrargliela….era fantastico.
Mentre mi godevo quelle emozioni , ritornò il barista e ci portò da bere i due amari, squadrando le gambe e il viso di Roberta in modo libidinoso, facendola arrossire e stringere le gambe in un meccanismo inconscio di protezione .
“ Oh segnur ! Che verghegna…!!” Mormorò sottovoce in dialetto milanese mentre il barista si allontanava sempre con lo sguardo sulle sue cosce , dando subito una sorsata al liquore .
A un certo punto i due clienti seduti di fronte a lei , si misero a parlottare tra loro lascivamente,sempre osservandola .
Roberta se ne accorse e anch’io ,che la vidi vergognarsi davvero.
Alla luce fioca e falsa,interna di quel bar , Roberta con quell’abbigliamento sembrava decisamente volgare e chi la osservava probabilmente immaginava che potesse essere solo una puttana vera , una prostituta . Tutto questo era increscioso , ma molto eccitante.
Io ,intuendo il loro pensiero , ne ero elettrizzato ,quelle persone desideravano mia moglie davanti a me , ma a vedere il suo imbarazzo e vergogna mi senti in colpa:
“Forse ho esagerato! “ Pensai. Guardandomi in giro e vedendo il suo disagio .
L’imbarazzo d Roberta crebbe accorgendosi di non poter evitare alla gonna di risalire e lasciare ben intravedere il bordo delle calze e al centro di esse il suo tanga nero con i brillantini . Cercò di coprirsi tirando giù con forza la gonna ,con rabbia ,quasi a strapparla , ,alzando anche un pochino il sedere dalla sedia per tirarla meglio , ma non ci riuscì , più di tanto non scendeva .
Nel tavolino di fronte , quei due tipi sulla cinquantina , bevendo e parlottando tra loro con sorrisetti maliziosi se la mangiavano con gli occhi , gettando in continuazione delle occhiate verso lei.
Uno più degli altri ,tra i cinquanta e i sessant’anni ,quello che la fissava insistentemente in viso ,era vestito in modo elegante per essere un cliente di quel bar. Non alto molto stempiato ,con una faccia rugosa da extracomunitario albanese o da meridionale ,la scrutava continuamente in viso e negli occhi, facendoci capire con in suo sguardo insistente che mia moglie le piaceva molto .
Vedendola a disagio , d’istinto le presi la mano e la strinsi , stava tremando.
“Hai freddo!” Domandai.
“No!.. Mi sto vergognando da morire Carlo! “ Mormorò incrociando con il suo i loro sguardi e abbassando gli occhi :
”…Devono avermi presa per qualche puttana davvero . Andiamo via per favore , ti prego!” Quasi mi supplicò in preda a una imbarazzo indescrivibile.
Ma io ormai su di giri e sbruffone ,alzai il bicchiere e guardando mia moglie brindai a   lei , facendomi notare anche dagli altri , pensando e ridendo dentro me :
“Per la mia puttana … e per me per il suo protettore!”
Vidi quell’uomo di fronte a noi che la osservava insistentemente ,sorridermi e alzare anche lui il bicchiere in segno di brindisi guardando mia moglie ,facendomi un cenno con la testa . Roberta invece, pensando che il brindisi lo facessi a lei , esclamò:
“Si! Si! Beviamo,brindiamo e poi andiamo via subito da questo posto per favore !” Trangugiando di colpo l’amaro e facendo cenno al barista per il conto .
Capii di averla messa in una situazione particolare e spiacevole ,avevo osato troppo e mi ero divertito, e soprattutto eccitato , il mio sogno di portarla fuori con quell’abitino si era avverato e non volevo forzare di più la prima volta , pensando e sperando ad altre uscite future.
“Mi sento a disagio Carlo!… Lo capisci! Mi guardano con insistenza le gambe in modo libidinoso , lascivo , mi si vedono le calze e il tanga, mi sento imbarazzatissima !” Ripetè ancora ma irata a bassa voce .
Io invece ero felice , scoprivo e provavo piacere a vedere che quegli uomini la desideravano,mentre era mia , solo mia …era mia moglie e io potevo averla quando volevo e loro no.
“Hai delle gambe meravigliose ,che gli piacciono.” Dissi per distrarla e farla partecipe.
“ Oh si !… Me ne accorgo da come guardano ,mi mettono in difficoltà!. ” Rispose.
“Guarda che non sono geloso se ti guardano le cosce .” Pronunciai a bassa voce facendo il marito moderno ,l’uomo con aperture mentali , eccitandomi di più mentre glielo dicevo ed eccitando pure lei. Continuando:
“ Ho sempre pensato che nascondere le tue grazie , come le chiami tu, sia un peccato mortale . Anzi se le accavalli li farai ancora più contenti! ” Bisbigliai sorridendo.
Roberta a quelle parole fu sorpresa e si risentì della mia esortazione ,di quella proposta oscena fatta da me , suo marito e ,accaldata forse dal bere ed eccitata anche lei pur vergognandosi rispose con un gesto spudorato e di superiorità che aveva sempre nei miei confronti :
“Credi che non ne sia capace?…Lo credi davvero ?!” Rispose provocatoriamente guardandomi con aria di sfida negli occhi .
Restai in silenzio, sorpreso da quella sua esclamazione e reazione e approfittandone senza dire una parola per non rompere quel momento di magia e sintonia che si era creato tra i nostri desideri , allungai il braccio ,spostando poco di lato il tavolino , lasciandole le gambe completamente alla loro vista , senza ostacoli e impedimenti . Lei per risposta a quel mio gesto , eccitata dalla situazione e dall’alcol e forse per punirmi di averla portata lì e mostrata a quegli uomini , allargando le gambe leggermente le accavallò davanti a loro che avevano gli occhi sbarrati dall’osservare , mostrandogli
il tanga e i suoi brillantini … eccitandomi all’inverosimile , non avendola mai ritenuta capace di un comportamento del genere . Mentre quel tizio di prima , con la sua faccia rugosa , sorrise alzando ancora il bicchiere in segno di approvazione.
Il barista nonché proprietario , fingendo di prendere bicchieri vuoti da altri tavoli , si avvicinò garbatamente a Roberta in un sorriso voglioso ,facendola arrossire violentemente .
La loro era una violenza psicologica ed erotica, fatta solo di sguardi e sorrisi malevoli ,vogliosi e morbosi , che la stupravano con gli occhi ,e non era meno umiliante di una violenza carnale vera.
Era imbarazzatissima , tutti la osservavano , all’improvviso per fuggire ai loro sguardi mi disse: “Devo andare in bagno a fare pipì!”
Io mi alzai chiedendo al barista dove fosse la toilette :
” E’ quella porta rossa laggiù a destra !” Mi fece segno con il dito e sorridendo approfittando che ero solo mi disse :
” E’ molto bella la sua accompagnatrice…” Con quelle parole , mi confermò che lui e gli altri avevano scambiato mia moglie per una puttana ,e la cosa mi divertiva ed eccitava e non dissi nulla , ma glielo lasciai credere .
Mi avvicinai a Roberta dicendole: “ Vai è laggiù , è quella porta rossa la toilette !”.
Lei guardandosi attorno mi chiese alzandosi e osservando quegli uomini. “Prendo il soprabito? “
“Ma che soprabito!” Risposo io .” E poi dove lo metti? Lo tieni in mano all’interno del
gabinetto ? …Lascialo lì che ci sono io .
“No…tu accompagnami per favore , ho paura qui!” Esclamò timida.
Aveva paura ad andare in quel bagno da sola, chissà cosa pensava potesse succedere , forse che la spiassero o qualcuno entrasse all’improvviso .
“Vieni anche tu!” Mi ripetè guardandomi intimorita .
“Come anch’io? In due nella toilette ?…Chissà cosa pensano questi qui!”Risposi a bassa voce.
“Si dai … vieni anche tu ! Da sola non vado !” Esclamò.
“ Va bene !” Le risposi conoscendola ,sapendo che non sarebbe andata davvero sola .Piuttosto non avrebbe pisciato , se la sarebbe tenuta fino a scoppiare portandosela a casa. Presi dal tavolo il soprabito e andai anch’io con lei ,sotto gli sguardi attenti e scrutatori degli avventori di quel bar e del barista.
In un certo senso felice , sapendo che quello sarebbe stato il momento che camminando l’avrebbero osservata tutti nel suo aspetto dissoluto in quell’abitino indecente .”
Si alzò in piedi ,in tutta la sua oscena volgarità, i tacchi a spillo di quelle scarpe di vernice rossa valorizzarono di più le gambe scoperte dalla minigonna e fasciate nella seta trasparente e nera delle calze e camminando verso la toilette , il suo splendido culo si mise a dondolare ondeggiando di lato , facendolo involontariamente ammirare ai clienti nel suo andare al wc .
La schiena era scoperta fino quasi ai glutei e il seno straboccante di carne pallida e tenera , ballava sotto il tessuto largo, che mostrava nella sua trasparenza la figura dei capezzoli ,e sui lati liberi, le mammelle nude e dondolanti . Ai suoi passi veloci e brevi , si notavano le bretelline del reggicalze che si disegnavano sotto il vestitino , mostrandosi su di esso , rendendola ,volgare ,sexy e desiderabile.
Aprii la porta dell’antibagno della toilette ed entrai e lei dietro di me , mi fermai davanti al lavandino e visto lei esitante dissi:
“ Su vai!”
Quando entrò nel bagno ,si guardò attorno, certo non splendeva per igiene , ma la minzione era impellente, probabilmente dovuta allo stress .
“Non chiudere! “ Esclamo :”Stai lì ! Fammi la guardia ! ” Mi disse agitata . E mi fermai tenendo la porta socchiusa con me davanti .
Entrando lei si avvicinò alla tazza e la guardò quasi con schifo , poi si voltò dando le spalle al muro , allargando un poco le cosce e tirandosi su appena la gonna perché molto corta , si avvicino con attenzione e facendo qualche passetto indietro , si posizionò sopra essa, facendolo con accuratezza per non toccarla con le gambe. Poi provò e si rese conto in quella situazione ,della comodità degli indumenti sconci che indossava , che oltre ad essere sexy , erano praticissimi nel liberare subito le parti intime e la figa nel suo caso .
Vidi che con il dito spostò di lato il triangolino anteriore del tanga e si accorse di essere già pronta per urinare in quella brutta e scomoda posizione e non volendo sedersi come faceva a casa , in piedi , abbassandosi un poco , si mise in sospensione con il sedere sopra la tazza , mantenendo la distanza e l’equilibrio a fatica per via anche dei tacchi alti e guardando davanti con le mani appoggiate sulla parte anteriore delle cosce , iniziò a spingere e a pisciare dentro il vaso bianco, a far fuoriuscire l’urina forte contro la ceramica interna del vater, con uno zampillo intermittente all’inizio e continuo e violento dopo , ascoltando come una cantilena il suono sordo del suo piscio contro la ceramica e l’acqua del fondo .
Poi , dopo l’ultima goccia, abbozzò una smorfia di soddisfazione ,a fatica fece qualche passetto e si portò avanti e si rimise eretta stringendo le gambe , prese dalla borsetta a tracolla i fazzolettini di carta ,e se l’asciugò più volte, lasciando subito dopo il triangolino di stoffa del tanga a ricoprirle parzialmente e poco la sua figa pelosa. L’aggiustò ed essendo pronta, si voltò e premette il pulsante dell’acqua e venne verso me durante lo scroscio dello sciacquone .
“Andiamo via ora !” Disse mentre si lavava le mani .
“Si ora andiamo.” Risposi ,la serata era stata abbastanza divertente ed eccitante e uscimmo dalla toilette , prima io e dietro lei , cercando sempre lei di tirare più giù possibile la gonna .
Roberta si portò verso la porta d’uscita , mentre io andai alla cassa a pagare .
Vidi che dal tavolino si alzò quel tizio con la sigaretta elettronica che aveva brindato con me e avvicinandomi con il bicchiere in mano e con aria e fare sicuro mi chiese:
“Quanto?”
“Quanto cosa? “ Risposi .
“ Quanto prende per farla chiavare !”
Restai sorpreso ed eccitato di quella richiesta e risposi dicendo la verità :
“C’è un equivoco, la signora non è in vendita ,è mia moglie! ”
“ Si certo…la signora è sua moglie ..” Ripetè sorseggiando e ridendo osservandomi .
“Si è mia moglie!” Ribattei seccato.
Quell’uomo si scusò per l’errore spiacevole , lasciandosi andare allo stesso tempo ad elogi sul suo fascino.
“Non è da signora se mi permette, vestirsi in modo così appariscente, né per un marito permettere alla propria moglie di andare in giro vestita come una puttana , a meno che …. “ E s’interruppe , e subito continuò ” …e comunque se vostra moglie volesse far contento me e quei signori, io vi porterei in un localino di mia proprietà , dove potremmo bere qualcosa e ascoltare musica per una mezz’oretta!” .
“No grazie!” Risposi :” Noi siamo persone serie, non come pensa lei ! E mi avviai alla cassa . CVCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCC
Mentre pagavo ,lo vidi avvicinarsi a Roberta e parlarle.
Immaginai che chiedesse a mia moglie la stessa cosa che chiese a me, e vidi lei , ferma con quel vestitino addosso ad ascoltare cosa avesse da dire quell’uomo, e su quei tacchi appariva più alta di lui di parecchi centimetri .Poi la vidi arrossire , guardarlo e guardare me , scambiare qualche parola con lui scuotendo la testa , vedendolo poi allontanarsi dispiaciuto e in fretta ,dalla parte opposta.
Tornai verso il tavolino , presi la giacca e me la infilai e subito dopo tolsi il soprabito di Roberta dal mio avambraccio , mettendoglielo sulle spalle per coprirla , accompagnandola a fianco a me  all’uscita ,e le chiesi.
“ Cosa voleva quel tizio? Mi sembri infastidita!”
“Niente è solo uno stupido!” Rispose lei.
“Perchè ? “ Domandai.
“Cosa ti ha detto? ” Le chiesi nuovamente.
“Ma nulla…..!!” Tagliò corto imbarazzata “…Mi ha chiesto quanto volevo .”
Continuando indignata :
“Incredibile …mi ha scambiato per una di quelle…capisci!… Mi ha chiesto quanto volevo! Qual’era la mia tariffa! Mi ha preso per una puttana… ti rendi conto!?..” Esclamò scandalizzata. “ Ora andiamo a casa per favore.” Aggiunse irata.
La strinsi a me con una sorta di felicità interiore per l’errore e uscimmo abbracciati sussurrandole:
“Bè, sei una bella donna e chi resisterebbe alla tua sensualità?!” Giustificando quell’uomo nella sua richiesta . Continuando orgoglioso :
” E quel poveretto ha provato a comprarti! … Gli dovevi sparare una bella cifra ,cinquecento , mille euro ! ….Una bella cifra alta, da capogiro ?” Dissi ridendo.
”Così risolveremmo un po’ dei nostri problemi economici?” Aggiunsi cercando di sdrammatizzare l’accaduto.
Ma lei ribattè pronta guardandomi negli occhi :”Ma che dici? Sei pazzo?! E se me li avesse dati davvero?”
La sua risposta mi spiazzò ,non ero preparato ,ma risposi spiritosamente d’istinto :
“ Bè avresti potuto pensarci !” E risi… .
Ma lei per nulla divertita della mia spiritosaggine reagì seccata alla mia ironia :
“Dai, smettila !! ”Esclamò .
Camminando la strinsi di più con la mano sulla spalla ,e tirandola a me l’avvicinai e baciai sul collo.
Per la prima volta , scoprivo e capivo , che mi eccitava l’idea che mia moglie fosse desiderata da altri uomini e scambiata per una puttana vera . Mi eccitava… .
“Sei così bella… è normale che gli uomini ti notino ,ti guardino e ti desiderano…e ti vogliano comprare . E’ un pregio , non un difetto !” Provai a dirle.
“ Oh certo ! Vestita così chi è che non mi guarderebbe! “ Esclamò .” E quello stupido sgorbio… ” Mormorò con rabbia: “…prendermi per una puttana, chiedermi quanto volessi!!! E’ stato umiliante Carlo.”
Avevo il cuore che batteva fortissimo, ero infervorato ed eccitato da quella situazione che pensavo unica e irripetibile in vita mia ,e lo sentivo duro,durissimo dentro i pantaloni.
L’alcol bevuto stava disinibendo anche lei che parlava liberamente .
Era uno spettacolo vederla scarpe con tacco a spillo, gambe velate dalle calze che oltre a mostrare l’attaccatura del reggicalze nei movimenti, lasciavano scoperti alcuni centimetri di coscia nuda a pelle che la gonna non riusciva a coprire rendendola più erotica. Si girò camminando , esibendo sotto il soprabito gettato sulle spalle , il suo magnifico e splendido sedere rotondo di signora quarantenne per bene, di mamma e moglie fedele.
Mi sembrava di scoppiare.
Salimmo in auto e partimmo , lasciando quegli uomini fermi a guardarci dalla grande vetrata.
Mentre guidavo ,appoggiai la mano sulla sua coscia scoperta ed iniziai ad accarezzargliela, salendo verso il bordo della calza , sollevandole lentamente il corto gonnellino , scoprendole il tanga .
“No dai!…Ci possono vedere!” Mormorò Roberta.
Non mi fermai, e mi avvicinai a baciarle il collo mentre con le dita raggiunsi il suo triangolino di tessuto traforato , lasciandole le gambe completamente scoperte.
Ero eccitato , troppo eccitato , non so quanta strada avremmo fatto , forse un chilometro o meno di quelle strade di periferia , vuote e semibuie ,che accalorato , mi accostai al marciapiede e mi fermai un istante a guardarla. La zona era isolata ed i lampioni davano alla strada veramente poca luce.
L’abbracciai e ci baciammo con la lingua in bocca ,sentivamo la nostra eccitazione crescere sempre più per essere in quella situazione , la mia con l’erezione ,la sua con gli umori vaginali.
La guardavo , era li in macchina, con le gambe scoperte fino al pube e con la balza della calza e il reggicalze in bella mostra.
“Perchè ti sei fermato qui? Ci possono vedere , andiamo via!” Esclamò preoccupata.
“ Non c’è nessuno , ma se qualcuno ci vedesse, penserebbe che sei una prostituta con il cliente che sta lavorando…” Dissi ridendo mentre insinuavo le dita sotto il triangolino del suo tanga .
“ Dai non trattarmi così Carlo !! Sono tua moglie!!….Ma lo sai quello che dici almeno … sei
pazzo?? Come ti saltano in mente queste cose. ” Mi rispose lei a bassa voce quasi scandalizzata.
In effetti, se fosse passato qualcuno e avesse sbirciato nel finestrino avrebbe visto una scena assai poco decorosa , me abbracciato a lei che compivo atti libidinosi e lei in abbigliamento indecente … .
Intanto che parlavamo sottovoce con il sottofondo musicale della radio , che chissà perché alla sera tardi trasmette sempre delle belle canzoni ,quando quasi nessuno le ascolta e guarda la tv , le mie dita le accarezzarono i peli della figa e raggiunsero la sua bella fessura tra le grandi e piccole labbra vaginali ,e facendosi strada , si insinuarono dentro ad esse.
Era bagnata, cosa che non mi aspettavo, ma che mi eccitò ancora di più.
Cominciai a far strusciare il dito medio nella fica di mia moglie, che iniziò a sospirare
profondamente.
Evidentemente le piaceva quello che stavo facendo.
L’abbracciai e ci baciammo ,sentivamo la nostra eccitazione salire per essere in quella condizione e crescere sempre più.
“Allora ti piace così?”Sussurrai ansimando.
“ Si ma ho paura ,che ci vedano , che ci sorprendono.” Balbettò.
” Te lo detto ! Non ci faranno caso , penseranno che siamo un cliente con la puttana… “ Ripetei ridendo provocatoriamente, domandandole eccitato con il mio fiato caldo sul suo viso :”…ti piace giocare ad essere una puttana mezza nuda con il cliente su un’auto in mezzo alla strada? “
Esitò ,poi : “Si!!” Esclamò gemendo , mentre le avevo tirato fuori le mammelle da sotto le fasce anteriori del vestitino .
Eravamo eccitatissimi , le toccai la figa tutta bagnata . Abbassai un poco il sedile anteriore dov’era seduta ,semi sdraiandola e iniziai ad accarezzarla ,mentre lei infilando la mano nei miei pantaloni cercava il mio sesso duro da prender in mano ,stringerlo e sentirlo .
“Sei la mia puttana…!” Sussurrai piano
“Si!” Rispose ansimando eccitatissima.
Ti piace se ti dico puttana!?”
“Si!” Rispose iniziando a godere del mio ditalino .
E iniziammo a parlare sottovoce mentre l’accarezzavo anche sul seno ,bello pallido e gonfio sotto i suoi respiri ansiosi , oramai era pienamente accalorata anche lei .
“ Mi sono sentita sprofondare dalla vergogna…” Mormorò con un filo di voce :”… in quel bar ,in mezzo a quella gente.” Continuando con la voce rotta dall’eccitazione :
“Mi sono sentita …” Abbassò gli occhi deglutendo e dopo un attimo di esitazione riprese:  ” … una puttana! ” Sibilò con il fiato rotto dall’emozione.
E visto che stranamente era disponibile a parlarne,la stimolai: “ Hai visto come ti guardava quell’uomo ? “
“Quale?” Chiese certamente fingendo di non capire.
“ Quello che all’uscita ti ha chiesto quanto volevi ,quello silenzioso, con l’apparecchio elettrico per fumare , che quando hai accavallato le gambe ti ha fatto anche il brindisi. “
“ Oh si lo visto! …Che uomo orrendo ,aveva la faccia che metteva paura . “
“Si però ti guardava come se ti volesse chiavare , ti desiderava…” Aggiunsi . Avvertendo con il mio dito nella figa ,le sue contrazioni vaginali e bagnarsi di più a quelle parole. Continuando:
“Però tu ti sei fatta guardare come una puttana e se ne è accorto!” Insinuai provocatoriamente.
“Oh dai..” Mormorò.
“Si! E’ vero !” Esclamai io :”E hai visto come ti osservavano ,come ti guardavano le gambe con la gonna sollevata quegli uomini? E’ stato eccitante Roberta, non abbiamo mai provato queste emozioni ammettilo!”
”Non parlava, ma acconsentiva,le presi la mano e la sentivo nuovamente fremere. Si era eccitata inconsciamente di questo suo esibizionismo fino ad allora sconosciuto ed io altrettanto nel vederla così sexy e desiderata .
Riflettendo indignata ripetè:
” Le frasi di quello sconosciuto mi rimbombano ancora nella testa , con la sua faccia laida e orrenda…”
Io non mi sentivo geloso , ne offeso da quegli uomini , ma eccitato e gratificato che l’avessero desiderata carnalmente e scambiata per una puttana vera, ma non glielo dissi .
Come pentita di essersi trovata in quel bar iniziò a ripetere in dialetto milanese :
“ Che figura!… Che figura! Sei pazzo, non ti dovevo ascoltare nel seguirti . Ma per chi mi ha presa quello la ? Avrà pensato veramente che sono una puttana… . “
“La mia puttana!” Sussurrai ,precisando e sdrammatizzando la sua tensione sempre facendole il ditalino e lei lasciandoselo fare .
“Ma ti rendi conto Carlo… Andiamocene !!“ Esclamò all’improvviso come se l’indignazione avesse prevalso su tutto , anche il piacere di quel gioco.
Tolsi il dito umido dalla figa e l’accarezzai sulla coscia scivolando sulla seta nera della calza, e mentre ansimava ,ero tanto eccitato che bisbigliai :
“In fondo,non negare, ti è piaciuto sentirti desiderata da quegli uomini … . ”
Roberta non rispose , sdraiata , con il capo contro il poggiatesta , si lasciava accarezzare eccitata a ricordare quei momenti.
“ In parte li capisco…è piacevole ammirare una bella donna come te ,soprattutto abbigliata così e che si lasci guardare,e poco importa cosa pensino di te .”
“Io non mi lasciavo guardare!” Ribattè risentita :” E poi che potevo fare vestita in quel modo ? … .”
“Lo so!” Risposi :” Tu non te ne rendi conto , ma per essere una quarantenne , sei bellissima e molto desiderabile Roberta e piaci molto agli uomini !” Affermai.
“E comunque non ti offendere, ma sembri davvero una puttana così!” Dissi ridendo.
“Stronzo!” Rispose abbozzando una smorfia di sorriso sulle labbra.
“Sei magnifica, provocante ,dovevi lasciarti ammirare ancora di più e trasformarti in un’eccitante puttana sexy! A quel tipo che ti mangiava con gli occhi fumando e che ti ha chiesto la tariffa , come ti ho già detto dovevi stare al gioco ,e gli dovevi rispondere cinquecento euro…mille euro… duemila euro!!! E vedere se realmente te li avesse dati.”
E mentre parlavo le accarezzai la figa e la sentii eccitata e bagnata di umori di piacere.
“Fermati! Mi stai eccitando e non voglio!” Esclamò con un filo di voce all’improvviso.
“Mi piace eccitarti, e sentirti eccita per l’accaduto , per lo spiacevole incidente che ti hanno scambiata per un altro tipo di donna . Mi piace pensarti esibita così oscenamente” Affermai.
“Ma sei davvero perverso a pensare di mostrare tua mogie seminuda a degli estranei ?! ” Esclamò quasi sorridendo.
“Forse si!” Risposi:” E tu allora? Ho visto , non ti sei tirata indietro e ti sei lasciata guardare quando ho spostato il tavolino perchè vedessero meglio, ed hai accavallato le gambe , mostrando il brillare del tanga a quell’uomo di fronte a te … .“
“Uffhhh!!” Esclamò alzando le spalle , lo fatto per te , perché ti piaceva ,era un gioco e in quel momento mi aveva preso e poi come dici sempre tu ,quei tizi non ci conoscevano. “
Eravamo fuori dal normale quella sera, non solo era anni che non si lasciava ditalinare ,ma se lo lasciava fare e addirittura in auto , appartati come ragazzini .
“Andiamo a casa e giochiamo tra di noi. ! Dimmi cosa vorresti faccia?” Disse ridendo provocatoria.
Quella sua sfacciataggine e disponibilità mi stava eccitando enormemente,avevo una erezione mai avuta e il cazzo mi stava scoppiando nei pantaloni .
Avvertivo una forma di euforia trasgressiva.
Era eccitata,anche lei , i suoi occhi lucidi brillavano e ansimante mi sussurrò :
“ Va bene, ora basta , togli il dito , andiamo a casa… .” Non completò il discorso che io preso da una forma di eccitazione mai avuta prima dissi :” No! Facciamolo qui!”
“Quiii!!! Ma sei pazzo!! Siamo in strada… .”
“Andiamo in una stradina buia … .” Risposi.
“No! Non voglio Carlo… Ma sei pazzo ? Farlo in macchina in una strada! Non mi piacciono queste
cose… non siamo ragazzini ,andiamo a farlo a casa… .”
Ma mentre lei parlava , io per risposta mi tirai su ,accesi il motore ,misi la prima e lentamente girai in una stradina laterale semibuia e posteggiai poco lontano da un lampione , vicino a una fila di grossi cassonetti della spazzatura.
Resasi conto esternò:
“ Ma che fai?..Nooo!!! Noo dai!! Tu sei pazzo che io lo faccia qua… come…come…. .” Finii io la frase:
“Come una puttana?”
“Si!” Confermò lei irata.”Proprio come una puttana… .”
“ E proprio per questo che è eccitante Roberta , è un gioco, io il tuo cliente e tu la mia puttana , !”
Dissi sorridendo avvicinandomi su di lei e con la mano destra spingendo la leva abbassa schienale tirando giù il suo il più possibile ,fino in fondo.
“No! No! Dai!” Esclamò mentre le rimettevo le dita sulla figa.
Le feci divaricare di più le gambe e iniziai nuovamente a masturbarla ,facendo scivolare il dito con facilità dentro la fica e presi ad aumentare il ritmo e la velocità , mentre lei emetteva dei mugolii di piacere.
Era incredibile, la stavo masturbando in macchina, di notte, vicino a un marciapiede di una strada di periferia . Era una cosa che non avrei mai immaginato di poter fare, fino a quella sera mi sembrava impossibile da realizzare.
Una piccola scossa del suo bacino e un gridolino ” aaaahhh!!!” che uscì dalle sue labbra con una forte presa del mio avambraccio con le sue mani come a volerlo fermare ,mi avvertirono che era venuta. Aveva avuto un piccolo orgasmo.
Quel posto era davvero rischioso ,soprattutto per gente perbene come noi ,ma era eccitante e oramai era oltre mezzanotte e non c’era anima viva.
La presi e cominciai a baciarla con foga,sul collo e il bocca , ricambiato.
Cercò debolmente di scostarmi. “Dai… e se passa qualcuno?”
“Ma chi vuoi che passi a quest’ora .” Dissi io.
In effetti eravamo imprudenti , ma l’eccitazione ci faceva perdere la razionalità , soprattutto a me , sarebbe stato molto meglio farlo in casa con nostro figlio Federico fuori in giro o in camera sua che dormiva .
Mi sbottonai i pantaloni , slacciai la cintura e li tirai giù facendo finalmente uscire il mio cazzo duro e dritto come non era da tempo ,pronto a chiavarla.
Mentre la limonavo , con la mano cercavo di spostare il triangolino del tanga , per poterla chiavare così , solo spostandoglielo , come le puttane vere . Ma non ci riuscivo , la posizione lo rendeva aderente alla figa e se lo spostavo un poco ritornava nella stessa posizione .
Tirai forte sul lato , ma senza volerlo strappai una string, rendendolo lasco , ed eccitato da quella rottura , lo presi in mano , tirai forte e glielo strappai del tutto, togliendoglielo e sfilando le string da sotto il suo culo e dai fianchi .
Era senza , pronta con la sua bella figa pelosa ,vogliosa e dischiusa, che bagnata ed eccitata attendeva che la penetrassi , come il suo viso a occhi chiusi che la baciassi.
Passai sopra di lei ,infilandomi tra le sue cosce ,guardando fuori dai finestrini mentre lo facevo e non c’era nessuno.
“Non c’è l’hai il preservativo ! “ Mormorò ansante.
“No qui no! “ Risposi :” Facciamo senza… .”
“ Ma fa attenzione mi raccomando..” Furono le sue ultime parole prima di lasciarsi andare completamente,eccitata .Temeva di restare incinta.
Io avevo già il cazzo duro, l’avvicinai a me e con la mano diressi il mio cazzo contro la sua fica bagnata , lo appoggiai, puntai e spinsi e la penetrai tutta fino in fondo , lubrificata dal suo stesso umore.
Entrò quasi senza sforzo ,facendola sussultare e inarcare e cominciai a chiavarla , a muovermi lentamente , come quando lo facevamo a casa , come era nostra abitudine . Per la prima volta la sentivo bagnata .
La stavo chiavando in macchina, come una puttana vera , vestita come una troia.
Lei, all’inizio era rigida e timorosa del luogo , poi si concesse completamente con passione allargando di più le gambe avvolte dalle calze nere , appoggiando le sue braccia sulle mie spalle.
Emise dei gemiti e mugolii di piacere che non ricordavo più di aver sentito dalla sua bocca e se qualcuno fosse passato di la in quel momento con il finestrino abbassato di due dita , avrebbe certamente sentito.
Poi si lasciò andare godente , presa dal piacere:
“Sì… sì… cosìì…così!!” ” Ripeteva come una cantilena.
Ero eccitatissimo , e lei anche e mi ci vollero pochi colpi profondi per impazzire tutte e due e godere. Infine dopo alcuni minuti si perse in gemito lungo:
“Aaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!” Di piacere , stringendomi e baciandoci in bocca .
E tirandolo subito fuori velocemente dalla sua figa , proruppi tutta la mia eccitazione e godimento eiaculando nel suo ventre e sul reggicalze,accasciandomi su di lei e restando abbracciati e sudati nell’abitacolo.
Non ricordavo una chiavata così soddisfacente con mia moglie da anni, e credo nemmeno lei .
Terminato lei rise:
“Ma che mi fai fare… .” Borbottò
“ Non ti è piaciuto ?” Chiesi io mentre mi rigiravo sedendomi nel mio sedile e lei si tirava su con il busto asciugandosi la figa con i fazzolettini di carta e gettandoli come le puttane vere fuori dal finestrino.
“Si! Si…! Mi è piaciuto!” Esclamò , avvicinandosi e baciandomi .
“ Ti amo Carlo!” Bisbigliò.
“ Anch’io amore .” Dissi stringendola. Oggi è stato un anniversario diverso dal solito , che
ricorderemo per tutta la vita ,forse il più bello … . “ E sorridemmo.
La vidi piegarsi sul tappetino e prendere il tanga in mano per la string ,e alzarlo :
”E ora?” Esclamò.
“ Ora resti senza … .” Dissi sorridendo , e stando al gioco anche lei , esclamò:
“Ma allora dillo che mi vuoi proprio “logia” (puttana) , anche senza le mutandine… .” E rise.
La tirai a me e ci baciammo ancora sulla bocca con la lingua , come due innamorati , perseverando in quel gioco perverso .
“ Ma solo la mia logia (puttana)…” Sussurrai sorridendo.
“Certo! Solo tua amore!” Rispose lei fiera, accolandosi a me .
Poco dopo aprì la portiera e scese ,e si tirò più giù che poteva il gonnellino, che dopo essere stato stropicciato sul sedile ,le arrivava quasi a filo degli inguini e a scoprirle parte dei glutei , evidenziando la rotondità del suo splendido culo ormai completamente nudo , mostrando volgarmente le fasce lavorate delle calze con le pinze del reggicalze che le tenevano su .
“Lascia stare!!” Le dissi .
“Ehh…ma sono senza mutandine ora!” Esclamò seria: “Non ho niente sotto !”
“Non importa intanto andiamo a casa !” Le annunciai.
Entrammo in auto senza dire una parola , lei ,accaldata per il rapporto sessuale avuto e per il riscaldamento dell’auto , salì senza mettere il soprabito , ma lasciandolo nel sedile posteriore .
Accesi il motore e partimmo, ascoltando la musica .
Facemmo tre-quattrocento metri tenendoci per mano ,felici come due innamorati , svoltai due volte fino ad arrivare nella strada principale grigia e deserta , guidavo tranquillo verso casa, quando sentii uno sgommare dietro di noi e vidi comparire nello specchietto retrovisore da una strada laterale, due fari di un’auto di grossa cilindrata che si avvicinava a forte velocità.
Ci superarono e tagliandoci la strada si misero davanti a noi .Vidi gli stop rossi di quella grossa auto nera illuminarsi all’improvviso frenando di colpo ,e tra lo stridio dei pneumatici sull’asfalto costrinse anche a me a fare lo stesso per non urtarla, frenare , bloccandoci e impedendoci il passaggio.
L’auto restò ferma qualche secondo con i fari e il motore acceso :
“ Ma chi sono ? Ho paura Carlo !” Mormorò Roberta.
“Stai tranquilla!” Risposi cercando di capire chi fossero , preoccupato e intimorito anch’io .
Chi erano ? E cosa volevano?
Vedemmo le portiere aprirsi e… .

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