Conversione di una moglie per bene alla depravazione – Cap. 38 – Diego.

CONVERSIONE DI UNA MOGLIE PER BENE ALLA DEPRAVAZIONE .
Cap. 38 DIEGO
Note:

La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero,
ma nel sottrarsi a questa scelta.
(Theodor Adorno)

Sul set Valentina sgomenta aveva seguito il dialogo tra Lea e l’accompagnatore di quel ragazzo extracomunitario, quel Diego.
“Su prepariamoci tutti che si incomincia, fatelo spogliare!” Esclamò il regista.
Diego incredulo guardò con desiderio Valentina sul letto, che non era stata coinvolta nel discorso, e capì che era lei la ragazza che gli avevano detto che doveva chiavare, e dopo tante vecchie milanesi o giovani brutte e sfatte, era felice di poter chiavare quella bella ragazza bianca e la osservava con brama, quasi non lo credeva possibile che fosse lei da chiavare.

Mentre Valentina era contraria ad accoppiarsi con un ragazzo di colore e lo aveva manifestato assieme al suo diniego a farlo.
“Pensa a cosa succederebbe se non lo fai? Vuoi coinvolgere i tuoi genitori in questa storia? Il colore della pelle e la razza non contano nulla in questo tipo di lavoro, pensa ai benefici che ne avrai?!” Disse perfida Lea per persuaderla.
Valentina si guardò attorno, capì che era inutile discutere con lei e come le avevano detto più volte Federico e Alenka ricordò:
” Non contraddirla! Te la metterai solo contro, e averla nemica non è bello credimi.”
E alla fine demoralizzata e triste guardando di soppiatto quel Diego disse:
“Va bene lo faccio!”
“Ti conviene, sono stufa di queste storie… .” Esclamò seccata Lea.
Valentina lo guardava, aveva la pelle nera come la pece e sul viso si notavano le sclere degli occhi bianchissime assieme al chiarore dei denti, che erano l’unica cosa che risplendeva in lui. Cercò di fare un altro tentativo, si alzò, mise la vestaglia e andò vicino a Lea.
“Signora!”
Mormorò timida verso Lea che parlando con il regista si voltò.
“Dimmi bellina!”
“Volevo chiederle se almeno si può mettere il preservativo… .”
“Chi!?” La interruppe lei.
“Quel Diego… il ragazzo nero… .”
Lea guardò il regista Paolo che rispose per lei.
“Non si può bellina, quando si fanno video hard professionali bisogna farli dal vero, senza preservativo, si fanno gli esami clinici, dovrai farli anche tu le prossime volte, questa perché è una delle prime e va bene così, ma poi ti dovrai certificare anche tu per proseguire in questo lavoro.”
“Certificare?” Chiese.
“Si dovrai farti un libretto sanitario con tutti gli esami ematici sulla ricerca di virus o batteri infettivi. Comunque stai tranquilla, questo Diego ha tutti gli esami apposto, li ho visti anch’io.”
Restò in silenzio poi mormorò:“ Si ma ho sentito che diceva prima che viene da un centro di accoglienza di extracomunitari?!”
“Si!… Embè?…” Rispose il regista:”… motivo in più di essere tranquilla, gli hanno fatto tutti gli esami clinici e microbiologici e sta bene. Comunque che venga da un centro d raccolta non vuol dire niente, lo faremo diventare un bravo attore porno!” Esclamò aggiungendo:” Su ora preparati che tra pochi minuti si gira.”
Valentina triste e demoralizzata si voltò per tornare indietro, far sesso con quel ragazzo nero proprio non le andava, avrebbe preferito Dracu piuttosto. E vedendolo con Federico tra la gente che osservava, facendo un ultimo tentativo si avvicinò a lui accarezzandole il braccio e dicendogli:
“Lasci che mi possieda quel nero?… Non puoi farlo tu?”
E nel mentre le accarezzava il braccio guardandolo.
“No, sarà lui, serve per svezzarti… ma stai tranquilla se è come dicono ti farà godere più di me!” E rise.
Lei dopo essersi umiliata con Dracu a chiedergli se poteva chiavarla lui e ricevendo il suo rifiuto, tornò a sedersi sul letto e il regista le si avvicinò.
“Allora hai capito? Dovrai eseguire tutto quello che ti dirò!” E vedendola titubante Lea fece un cenno a Juliana che si avvicinò a Valentina dicendo:
“Apri la bocca la bellina!”
“ Perché?”
“Ti darò qualcosa che ti aiuterà, ti disinibirà un po’ e vedrai che il negro non ti farà più schifo.”
Disse brutalmente.
Lei senza porre resistenza, come se lo volesse aprì la bocca e Juliana le passò sulla gengiva superiore il dito sporco di bianco e glielo sfregò bene, facendole succhiare la polverina bianca finchè non fu tutto pulito!
Lea osservava.
“Dieci minuti ed è pronta!” Disse Juliana.

Valentina era una bella ragazza, fin troppo bella, per questo Lea aveva voluto corromperla assieme a Federico il suo ex fidanzatino diventato trans. Era una giovane di 18 anni compiuti da poco, alta, bionda, dai lineamenti dolci e due profondi occhi azzurri, magnifici seni appena sbocciati grossi e sodi come arance, sormontati da due sporgenti capezzoli rosa.
La vulva era rosea e depilata, senza il suo bel cespuglietto bruno triangolare, ma rasata da poco, liscia ed erotica.
“Sei molto bella Valentina.” Disse il regista:” Ti proporrò come nostra attrice ufficiale, ti faremo diventare oltre che bella, determinata e disposta, ti faremo cambiare e guadagnare molto senza sacrifici.”
Valentina lo guardò. I suoi intenti come quelli di Lea erano si troppo chiari.
Diego poco distante da lei, si era accorto della sua nudità sotto la vestaglia trasparente, dei suoi capezzoli induriti dall’attesa e dalla eccitazione della sua disponibilità inconscia. Quasi sbavava soffermandosi con gli occhi ad osservarla sui capezzoli, sul seno e sulla bella fighetta depilata che sotto la trasparenza mostrava la sua fessura.
Valentina fece un gran respiro, era imbarazzata, non ero abituata a quelle situazioni, a mostrarsi e peggio ad offrirsi.
Il regista volutamente su richiesta di Lea la umiliò ed esibì come un oggetto. La ruotò su se stessa mentre veniva ripresa, e le palpava il seno, il culo e la figa, come se dovesse mostrare merce al mercato e invece era per mostrarla a Diego che sorrideva guardandola.
Ma non la faceva indignare quell’atteggiamento, quell’umiliazione e sottomissione psicologica a quel negro, al contrario inconsciamente sentiva che si eccitava ad avere i suoi occhi africani su di se e a essere esibita e manipolata da regista.
Per incoraggiarlo, disse a Diego che anche lei era all’inizio della sua carriera, per cui era ancora impacciata e da svezzare, anche se lo rassicurò che di li a poco si sarebbe sciolta.

Diego era un ragazzo senegalese, il suo nome vero era… “Douamoutef “, che nella lingua del suo paese di origine, il Senegal significa colui che ha ricevuto l’adorazione materna.
In Italia e al centro di permanenza per comodità di linguaggio lo chiamavano Diego e così gli rimase.
Per la sua razza era un bel ragazzo, alto, grandi mani, un bel viso con lineamenti molto maschili, naso largo e labbra carnose e sporgenti, con una rada barba incolta e i capelli corti, neri quasi rasati. Dopo che lo avevano portato in camerino, era uscito con un accappatoio di spugna bianco che sembrava troppo stretto per coprire un ragazzo della sua corporatura e creava contrasto con la sua pelle nera tanto che sembrava che l’accappatoio in quella penombra, stesse su da solo, mimetizzando il corpo scuro, con l’oscurità dietro i riflettori.
Lo fecero accomodare su una poltrona nell’attesa degli ultimi preparativi, si sedette, aveva grandi piedi e mani con vene sul dorso pronunciate, ed una leggera peluria sul torace, i suoi pettorali erano ben torniti e valorizzati dalla peluria riccia e scura, teneva la gamba destra ripiegata e il piede appoggiato sull’altra nella seduta della poltrona, così che il suo sesso senza volerlo era penzolante e ben visibile a Valentina che era seduta di fronte a lui sul letto e lo vedeva.
I testicoli erano grandi e scuri e il suo cazzo in quel momento moscio ma grosso, ed era disteso sulla coscia sinistra. Ogni tanto si grattava le palle e sorrideva vedendo che Valentina seguiva la sua mano con gli occhi.

Si avvicinò a lui il regista per parlargli e spiegargli cosa doveva fare con Valentina. Lo guardò ed esclamò sorridendo:
“Bene..bene!… E tu che sai fare Diego?”
Lui non rispose visto che non si spiegava moto bene in italiano, guardò il regista e poi il suo accompagnatore, che disse per lui:
“Diego fino ad oggi non ha fatto nulla di speciale, lo facevamo chiavare con vecchie signore milanesi con i mariti oramai impotenti e gli facevano il regalino di pochi euro.”
“Quanto?” Chiese il regista.
“Dieci, quindici euro… .”
“Dieci, quindici euro a chiavare vecchie, grasse e sformate!?” Disse ridendo.
“Si, ma guardi che è bravo, le soddisfaceva tutte, sa chiavare bene il ragazzo e ha un bel cazzo… !” Precisò.
“Va bene… va bene le credo! Ora vedremo cosa sa fare!” Disse e si mise tra Valentina e Diego a spiegare scorrendo con gli occhi il foglio del copione:
“La sceneggiatura prevede i preliminari, poi il cunnilingus di Diego su Valentina, e il fellazio di lei a lui, e poi il rapporto sessuale classico alla missionaria, senza posizioni strane.” Lesse, poi si rivolse a loro spiegando:
“Allora!… Quando inizierete prima vi farete un po’ di effusioni, carezze e vi darete qualche bacio, poi tu Diego leccherai quella bella fighetta depilata che ha Valentina, e cerca di farla godere bene.” Precisò guardandolo negli occhi.
Lui rise schernendosi, mostrando tutti i denti bianchi, mentre Valentina seria e contrariata ascoltava.
“ Poi noi cambieremo angolazioni con le telecamere e luci di ripresa e sarai tu Diego a fartelo prendere in bocca e farti praticare un pompino da lei, ma mi raccomando… ” Esclamò serio e deciso:”… non starle a venire in bocca, trattieniti per dopo.
Una volta praticati questi preliminari, vi metterete a chiavare normalmente nel letto tu Valentina sotto e lui sopra nella posizione del missionario. D’accordo?” Domandò.
Diego sorrise contento annuendo con la testa, Valentina era sconcertata, incredula che avrebbe dovuto far sesso con quel profugo negro.
“Ma io non so se ci riuscirò! Non ho mai fatto queste cose!” Esclamò all’improvviso sperando in qualcosa che fermasse tutto.
“ Non preoccuparti bellina, ti aiuteremo noi e ogni scena e passaggio ti diremo come fare, tu segui sempre le mie indicazioni.” La esortò il regista.

Cercavano di tranquillizzarla, mentre Diego ascoltava ed era impegnato a scrutare e studiare Valentina che era sul letto.
Lui era seduto su una poltrona di fronte a lei e non si preoccupava molto di coprirsi con l’accappatoio, lasciandolo aperto davanti.
Il regista li chiamò tutte e due e li fece avvicinare.
Lui si alzò dalla poltrona, l’accappatoio scivolò giù lentamente e si aprì davanti mostrando tutto, e si diresse verso di loro.
Nel camminare le cosce facevano dondolare la sua asta nera semidura, di riguardevoli dimensioni e sotto a essa spostavano i suoi coglioni neri avanti e indietro e il suo cazzo si muoveva sopra loro in modo eccitante. Arrivato vicino al letto si girò su se stesso e si sedette accanto a Valentina.
Si guardavano in faccia, Diego rideva, di un ridere stupido, scemo, assurdo, incredulo di trovarsi davanti quella meraviglia di ragazza bianca, quella ninfetta nordica e doversi accoppiare con lei.
Intanto il regista osservava la scena attraverso le diverse angolazioni offerte sui monitor dalle telecamere.
Era tutto pronto e in un lampo lei si rese conto che stava per iniziare la sua vita da pornostar.

Prima del ciak Valentina da Juliana venne truccata alla perfezione, da sembrare una dea, bellissima con il suo visetto angelico incorniciato dai capelli biondi e i suoi occhi che risaltavano come quelli di una cerbiatta.
Le riprese cominciarono.
“Su ora mettetevi bene sul letto e accomodatevi sopra che giriamo.” Mormorò il regista.
Salirono entrambi, e seguendo i suoi consigli lei si sedette al centro del letto e lui in ginocchio vicino a lei. E il regista diede il via.
“ L’amore! Ciak si gira!”
E iniziarono.
Al ciack le mani scure di Diego sembravano bloccate, aveva soggezione a toccare Valentina, la sua pelle chiara.
Il regista lo sollecitò:
” Su toccala, accarezzala non avere paura, è bella ma è una ragazza normale come tutte e dopo dovrai chiavarla!… Rilassati!” Mentre il sottofondo musicale dolce si spandeva assieme a profumi speziati per l’aria.
Le dita di Diego tremolanti cominciarono ad accarezzarla e toccarla. Era esitante, quasi tremante a toccare la sua pelle bianca come il latte e i capelli color del grano e del sole.
“Su… su toccala!… Accarezzala!” Ripetè il regista.
Allora le sue mani nere si posarono sulla schiena bianca di Valentina e l’accarezzarono, e la telecamera indugiò subito su di lei seduta nel letto in modo molto sensuale con Diego vicino… . Continuò ad accarezzarla e il regista lo esortò ancora ad essere più audace, e lui passò la sua mano nera sui capelli biondi lisciandoli, poi le dita sulle labbra vermiglie, le orecchie, come a rendersi conto che fosse qualcosa di vero, che non fosse un sogno.
Era incredulo anche lui, che fino a quel momento aveva chiavato solo vecchie signore cinquantenni e sessantenni, ora trovarsi con quella bellissima ragazzina bianca a sua disposizione, le pareva impossibile, quindi si fece più ardito e cominciò a palparle il seno. Quando la sua mano sfiorò la mammella pallida, Valentina ebbe un sussulto istintivo e lo allontano da se. Ma durò solo un attimo quella sua reazione, lui insiste su stimolo del regista, ritornò ad accarezzare la sua mammella e lei in preda a una strana sensazione di ebbrezza sotto l’inizio delle sensazioni stordenti di quella polverina bianca lo lasciò fare, mentre Federico silenzioso la guardava, osservava la sua ex ragazza,quella che doveva diventare sua moglie che si stava trasformando in un attrice porno e si stava donando a un negro.
Il cazzo di Diego ad accarezzare la pelle pallida di Valentina iniziò ad erigersi, il regista con un sorriso glielo fece notare e intimò a Valentina di massaggiarglielo un po’ , ma lei disgustata non lo fece.

Dopo alcuni minuti la scena cambiò .
Lei oramai in preda all’effetto dello stupefacente in polvere gli carezzava i pettorali, e i peli di lui sul torace si alzavano tra le sue dita. Il sesso si muoveva e alzava anch’esso, urtandola con la cappella corallina sulla pelle chiara, facendole sentire la pressione dell’erezione che velocemente cresceva e si alzava, staccandosi dai suoi testicoli.
Diego su esortazione del regista l’afferrò per la nuca, e come faceva con le vecchie signore milanesi e la tirò verso di se e la baciò, leccandogli poi intorno le labbra, il mento.

“Ora vediamo come te la cavi con la bocca e la lingua…” Disse il regista:”… leccale la figa!” Gli comandò.
Lui le allargò le gambe e si chinò con il capo tra di esse, e incominciò a baciargliela e poi a leccarla. Non gli sembrava vero… .
Gli leccava la sua bella fighetta, le allargava con le dita lunghe e nere le sue grandi labbra e le sputava dentro ficcandoci la lingua, calda grossa ,rugosa e umida muovendola avanti e indietro; le sue grosse labbra carnose protruse in fuori le succhiavano il clitoride e lei dal piacere gioiva.
Gliela leccò un po’, facendola contorcere dal godimento tra le lenzuola mugolando di piacere spostando il suo culetto a destra e a sinistra sul lenzuolo. Poi a un ordine del regista smise.

“ Tu ora Valentina prendiglielo in mano su!” La esortò riprendendo tutto con la telecamera. La sua mano destra pallida scivolò tra la sua carne nera carne ad afferrare il suo cazzo ormai duro, e lo sentì tra le dita, rigido, lungo, caldo e pulsante, ed ebbe un fremito sulla pelle, sembrava che lo guardasse con desiderio.
“Brava Valentina così!… Ora stringilo forte!” Gli disse con un sorriso perverso il regista aggiungendo:
“ Non ti preoccupare del dopo!… Ti dico io cosa fare!”
Il volto di Lea a vedere la sua mano pallida stringere quell’asta nera, quello scettro color ebano gli si illuminò di un sorriso sadico e perverso.

A quel punto Il regista disse:
“ Su bellina, ora tocca a te!… Mettiti in ginocchio davanti a lui e prendiglielo un po’ in bocca tu, baciaglielo e leccalo e fagli un bel pompino!”
… Diego la guardò negli occhi con un sorriso, felice di sentire dire al regista di dovergli fare un pompino!
Valentina non poteva crederci, era frastornata, confusa … non riusciva veramente a capire bene, alternava momenti di lucidità remissiva a caos mentale.
Il cazzo di quel nero in piena erezione con la cappella lucida di rosa scuro intenso era lì eretto davanti a lei.
“Tu Diego alzati in piedi e tu Valentina mettiti in ginocchio davanti a lui.” Esclamò:” Su!… Fate presto.”
Dopo essersi posizionati come voleva lui, Valentina restò ferma a guardarlo, forte, potente, virile e nero eretto davanti a lei, ma non faceva nulla di più.
“Su bacialo Valentina, prendilo in bocca!” La esortò ancora il regista:” Muoviti un po’!”
Diego era in piedi sul letto davanti a lei, che attendeva, mentre lei inginocchio a quelle parole, si avvicinò, lo prese in mano vincendo la sua repulsione, più psicologica che fisica, per il fatto che fosse il cazzo di un nero e non di un bianco, daltronte lo aveva già fatto anche a Dracu e sapeva come fare un pompino.
Si avvicinò con le labbra e iniziò a baciarlo e leccarlo, mentre con la lingua leccava la sua cappella umida e con la mano gli teneva il cazzo fermo, e intanto le telecamere la riprendevano in quegli atti di baciarglielo e leccarglielo.
In alcuni momenti il suo sguardo stentava a credere a quello che stava facendo, che aveva il cazzo di un negro in bocca e lo baciava e leccava… .”
“Su bellina!… Ora prendilo un po’ in bocca bene… su! Fagli un pompino che so che sei capace.”
Lei, sempre tenendolo in mano aprì la bocca e fece entrare la sua grossa cappella e iniziò a succhiarla con capacità. La scuola di Dracu le aveva fatto bene e sembrava che non sentisse più repulsione per quel cazzo negro, ma anzi che le piacesse succhiarglielo.
Comincio quindi a mettere in pratica quello che aveva imparato quando spompinava Dracu e si concentrò sulla cappella, facendo su e giù con la sua testa bionda a ritmo piuttosto deciso e intanto dava dei piccoli colpetti di lingua sul glande.
Poi lo tirò fuori dalla bocca e si spostò e continuò ad andare su e giù lungo l’asta con la lingua, a leccarlo come un cono gelato.
Non faceva fatica a spompinarlo, le sue labbra vermiglie aderivano bene alla dimensione della grosso glande per darle modo di succhiare meglio.
“Sbattile la cappella sulle labbra!” Disse il regista a Diego:” Alterna il succhiare con lo sfregare in viso!”
E lui lo fece prendendolo in mano al posto di Valentina, ridendo infantilmente glielo sbattè e strusciò sulla pelle candida del viso. Diego era eccitatissimo, non le sembrava vero di umiliare quella bella ragazzina bianca.
Valentina si sentiva percorre da sensazioni elettrizzanti a sentire quel cazzo nero, bello grosso e potente tra le labbra o contro il viso, sulle labbra o le guance, come schiaffetti.
Glielo rimise in bocca e Diego era in estasi mentre glielo succhiava, muovendo e deprimendo come un mantice le guance, variando di intensità la depressione in base alla suzione. Alternando a baci e leccate.
La sua cappella sembrava esplodere tanto era gonfia e insalivata per l’eccitazione.
Diego appoggiando la sua mano nera sui biondi capelli della nuca facendo dolcemente pressione le diede il ritmo avanti e indietro per succhiarglielo e fargli un bel pompino.

Valentina in preda all’esaltazione con smania andava su e giù con la testa come se annuisse sempre e dicesse sempre di si. E sul monitor della regia si vedeva lei inginocchiata davanti a quel ragazzo di colore , con la sua chioma bionda muoversi e succhiare. Ogni tanto toccava con i denti il glande e Diego sussultava, segno che davvero era poco esperta in questo genere di pratiche, ma era tutto bello, reale, amatoriale.
All’improvviso sentì la voce di Paolo il regista dire:
“Ora afferra il suo cazzo in mano e sollevati con il viso fino a baciarlo. Bacialo tutto… tanti bacini… da far capire che gli vuoi bene e lo desideri. “
E Valentina lo faceva, le piaceva, era bello il suo cazzo anche se nero, bello e dritto.
“Stai andando forte, brava bellina! Ora toccale i testicoli … i coglioni, prendili in mano e stringili dolcemente alla base del cazzo e preparati a succhiarli uno a uno.”
Valentina come un automa ubbidiva in preda all’ebbrezza e il piacere, le labbra sfatte dal rossetto e il mento pieno di saliva che le colava, che sembrava bava di un desiderio perverso.
Lea guardava soddisfatta, oramai niente e nessuno poteva più farla tornare indietro, oramai era corrotta, era diventata una delle sue ragazze, una pornostar.
“ Ora e guardalo intensamente e passati la lingua sulle tue labbra come se fosse qualcosa di ghiotto che ti piace, che vorresti avere. Preparale e bagna bene le labbra con la lingua mentre lo guardi, lo devi desiderare, volerlo in bocca. E tu Diego dall’alto devi osservarla mentre ti succhia il cazzo. “
Lei eseguiva in preda a una sorta di eccitazione e stordimento che non si aspettava d’avere dietro la telecamera, e con l’aiutino di Juliana, si era disinibita completamente e veniva ripresa il primo piano anche sul volto, mentre leccandosi le labbra osservava e desidera il cazzo nero di Diego che aveva in mano.
“Adesso avvicinati, apri un po’ la bocca e respiragli sopra, soffiagli il tuo alito caldo. Tira fuori di nuovo la lingua e avvicinati ancora un po’, leccalo, ma assicurati che la tua lingua sia molto bagnata e corra bene sopra, inizia a leccare i testicoli, poi la base del cazzo e lecca pian piano l’asta verso l’alto, ad arrivare alla cappella. “
Il regista le stava praticamente insegnando a fare i pompini, e lei eseguiva quello che le diceva, con il compiacimento di Lea che la osservava mentre veniva ripresa e lo stupore e incredulità di Federico che la osservava.
“Ora gira di lato la tua testa bionda e fai finta di volerlo mordere, mostra i denti sull’asta nera nella posizione di addentarla… che l’operatore ti fa un bel primo piano. Sfiora gentilmente la sua pelle con i tuoi incisivi, strisciali sopra senza premere. Bagnalo ancora con la tua lingua, sputaci sopra e usa la tua mano per distribuire la saliva lungo l’asta. Un cazzo bagnato e’ molto più sexy di uno asciutto.” Disse il regista proseguendo.
“ Con la tua mano sinistra, nel frattempo, massaggiale i coglioni. Su bellina che vai bene! Sei brava!” La esortava per convincerla a fare di più.
Intanto Diego fermo con lei inginocchiata davanti a lui con il suo cazzo e i coglioni in mano la guardava dall’alto in basso sorridendo mentre il regista esclamava:
“Bene Valentina… vai bene!… Ora vai giù oltre le palle, dietro i testicoli, li c’è un area sensibile un po’ prima dell’ano, toccagliela con le dita, sfiorala molto delicatamente.”
Valentina lo fece, da sotto i testicoli grossi, rugosi e neri toccò il perineo e l’inizio del suo solco intergluteo. Poi su richiesta del regista appoggiò la bocca all’asta e dopo aver leccato tante volte lungo il pene oramai bagnato, duro e lucido di saliva, uno sguardo di Diego fece capire al regista che gli piaceva. E mentre riprendevano disse:
“Continua!…Brava, così bellina… sei brava! Lo stai facendo godere! Lecca verso l’alto, dalla base del cazzo su fino alla base della cappella, non ti fermare. Continua la tua lunga leccata fino alla punta del cazzo, lecca intorno al glande, sul meato urinario. Così brava! Su tira fuori bene quella tua linguetta da gattina! Adesso passala intorno al prepuzio, alla base della cappella, tutt’intorno, lecca bene come se fosse il gelato che ti piace di più, ripassa frequentemente sopra la cute è morbida sul glande. Qui e’ dove la maggior parte degli uomini sono molto sensibili.“
E mentre lui spiegava, lei faceva, e lui continuava a dirle come fare e lei come un automa eccitata e vogliosa eseguiva.
“Ora metti la cappella bene dentro la tua boccuccia e succhiala un po’. Stringi il cazzo con la mano, succhia e muovi la lingua dentro.” Lei oramai confusa e presa da una forma di piacere indotto lo faceva, eseguiva tutto quello che diceva, l’aiutino di Juliana l’aveva completamente disinibita.
“ Ora bloccalo tra le labbra e tirati indietro con la testa. Si allungherà con te e sarà terribilmente erotico per Diego, su prova… . “
Lei lo strinse tra le labbra e spostando il capo se lo tirò dietro facendolo allungare e spostare il bacino di Diego verso lei.
“ Adesso, comportati come se amassi il cazzo. Chiuditi sulla cappella con le labbra come se fosse un gelato al cioccolato e prendila tutta in bocca e rimani cosi con la cappella in bocca a succhiare.”
Avere il suo cazzo in bocca le gonfiava le guance arrotondandole, come i bambini quando vi tengono il mangiare o giocano ad esser grassi.
“Adesso bellina vai giù velocemente e prendilo tutto in bocca, fin dove puoi. Non ti preoccupare, non ti soffocherà. Se pieghi il collo nella direzione giusta, puoi prenderne più di metà senza problemi.”
Valentina lo fece, inconsciamente provò, ma a sentirlo in fondo alla gola , le vennero gli occhi fuori e la sensazione di conato di vomito.
“Ecco brava rimani cosi, con il cazzo tutto in bocca per un momento. Sentilo dentro di te, in gola. Vedrai, e quasi eccitante quanto averne uno in fica. Ora fallo uscire e ritorna a leccarlo sulla cappella e giocaci con la lingua, scivola su e giù sul suo cazzo.“
L’operatore non si fermava un attimo, le tre telecamere fissa e mobile riprendevano tutto, anche primi piani, lei stupidamente sorrideva. Lea era felice che girasse con partecipazione anche se storditae gli altri osservavano, Federico compreso.
“ Ora mettilo ancora in bocca e succhiarlo come se fosse un ghiacciolo.” Disse e lei lo fece.
Dopo qualche minuto mentre Valentina lo succhiava, il regista gridò:
“Stop… pausa!”
Subito Juliana si avvicinò a lei con un bicchiere d’acqua e la fece bere, poi le tamponò il viso e la fronte dal sudore. Le asciugò il mento e le labbra insalivate.
“Sei stata bravissima!” Le disse accarezzandola sui capelli.
Paolo il regista si avvicinò a tutte e due e disse:
“ Ora giriamo la scena della chiavata!”

Valentina era impaurita, ma anche eccitata, e oramai piena di desiderio e passione.
Nuda dolcemente ubbidiva ai comandi del regista, al suo ordine aveva divaricato le gambe mentre guardava quel ragazzo sconosciuto color ebano davanti a lei e con la mano per un senso di pudore e vergogna cercava di coprire il pube.
“Via!quella mano!” Urlò il regista serio:” La devi fare vedere la figa non nasconderla, non ti devi vergognare!”
Diego intanto l’accarezzava, le sue mani scure correvano sulla sua pelle lattea, fino a giungere alla sua vulva, al suo bel fighino rosa e lasciarselo accarezzare e penetrare con un dito, gemendo in modo inaspettato.
Negli occhi e nell’espressione del volto vi era l’alterazione del suo stato emotivo fatto di timore e vergogna, ma si coglieva anche una espressività di piacere intenso, stordimento dovuto all’eccitazione e alla disinibizione dovuta a quella polverina bianca, che la faceva stare bene e godere.
“Aprile le gambe Diego… aprigliele bene e guardale la figa… .” Esclamò il regista mentre loro riprendevano tutto.
E lui, Diego, ubbidendo al suo comando le aveva aperto le gambe in modo osceno, perchè si vedesse la figa di Valentina in tutta la sua bellezza e volgarità. Non erano le cosce di una vecchia signora milanese con la cellulite e con qualche vena varicosa, erano quelle di una bellissima ragazza bianca che tante volte aveva sognato e desiderato e ora l’aveva lì, pronta ad essere chiavata da lui, ed era eccitato.
Valentina a gambe divaricate e in attesa pareva una donna vogliosa… una puttanella come Alenka pronta ad essere chiavata.
Nel silenzio oltre il ronzio della telecamera e della musica di sottofondo, si sentiva il suo respiro ansimare, accelerare e le escursioni toraciche con le piccole mammelle diventare più veloci quando le mani nere di Diego le accarezzavano il corpo.
Tutti osservavano in silenzio, Lea, Alenka, Juliana, Dracu e Federico con il rimorso che se era lì, giunta a quel punto era solo colpa sua. C’era nell’aria una sensazione di turbamento ed eccitazione nel vederli approcciarsi, la bianca e il nero, era una scena molto erotica.
E anche Federico nonostante il rimorso momentaneo che provava, le sue tendenze gay e il suo amore per Dracu era turbato ed eccitato nel vedere la sua Valentina, ufficialmente ancora la sua fidanzatina, pronta ad essere chiavata da quel nero.
“Bene bellina!” Esclamò il regista, (oramai la chiamavano così in quell’ambiente, era diventata non più Valentina ma la Bellina.) ora osservalo, guardagli ancora bene il cazzo con la faccia vogliosa!” Aggiunse. “ E tu fatti avanti.” Si rivolse a lui.
Come un automa Diego sorridendo stupidamente mostrando i suoi denti bianchi si avvicinò a lei … .
“Brava … così bellina, continua guardarlo che sei ripresa e tu Diego mettiti in ginocchio tra le sue gambe.”
Valentina alzò la testa verso lui, mentre la telecamera la riprendeva in primo piano, ero eccitata, il respiro lungo, incredula, ma anche contenta e in attesa, oramai di essere posseduta da lui. Era presa da quel ruolo di attrice, si sentiva accaldata, euforica, l’aiutino di Juliana faceva effetto e la disinibiva e faceva stare bene, allegra.
Tutti la osservavano, Lea e Alenka con gioia, Federico la guardava geloso ed eccitato, con afflizione ma contento anch’egli che Valentina si corrompesse e diventasse come lui legata a quell’ambiente e in questo modo sempre sua.
E mentre Diego sbalordito la fissava negli occhi , Valentina era immobile e in attesa e a sua volta osservava in giro angosciata ed eccitata.
A quella pausa si sentì la voce del regista dire:” Continuate pure! Ora tu Diego baciala!… Prima sul viso e poi in bocca!”
Lui non se lo fece ripetere due volte, si abbassò con voltò portando la bocca verso Valentina e incominciò a baciarla, a limonarla con la lingua in bocca.
In alcuni flash di razionalità, Valentina si rendeva conto che era tutto assurdo per lei quello che stava accadendo, girare un video hard con un ragazzo di colore.
“ Su Diego intanto che baci toccala, scendi con le labbra sul seno, bacialo, leccalo come se lo volessi mangiare.”
Lui effettuò quello che gli aveva detto il regista.
Allungò una mano a stringerle la mammella, e Valentina in un attimo se lo trovò attaccato a succhiare il suo capezzolo come un lattante, con la sua bocca grossa che succhiava e mordicchiava i suoi capezzoli. Non erano mai stati trattati così da nessuno, nemmeno da Dracu, si iniziava a capire dal suo modo di fare che Diego a forza di chiavare vecchie milanesi era diventato un bravo chiavatore. E a lei stranamente le piaceva sentirsi il capezzolo ciucciare da quei grossi labbroni, era eccitante.
“Ora sdraiati su di lei!” Disse il regista che voltandosi verso il suo accompagnatore esclamò:
” Però è veramente bravo questo Diego!”
“Glielo avevo detto… .” Rispose l’accompagnatore felice.

Lui con il suo corpo scuro si adagiò su quello chiaro di Valentina a unirli.
“Bene, ora appoggia la cappella sulla fessura della fighetta e pennellagliela un po’ su e giù … “ Facendogli segno con le mani come fare:”… e premi, spingi… ” Disse il regista:” Ma fai con calma e delicatezza che non è la figa di una vecchia signora questa.” E sorrise.
Diego felice e ancora incredulo le allargò le gambe, puntò il glande della sua lunga asta nera tra le grandi labbra vaginali depilate, color rosa pallido, lisce, lucide e bagnate dalle leccate e dagli umori del piacere della sua fighetta, a mostrare all’obbiettivo la fessura e le sue labbra vaginali che si aprivano al contatto della cappella, senza che lei lo impedisse; inconsciamente felice ed eccitata da quelle riprese su di lei, di poter mostrare la sua fighetta che veniva penetrata a tutti. E dopo aver pennellato con il glande la fessura umida, Diego spinse premendo con desiderio, e sotto le sue pressioni inserì la cappella rosa della sua asta nera.
E ad un tratto lei sentii la sua cappella appoggiarsi al bordo delle piccole labbra ed entrare. Senza preavviso e abbastanza rudemente, la penetrò facendola inarcare e sussultare.
Solo un gemito da Valentina ”Oooohhh!!!!… E si inarcò con i reni.
E mentre emetteva quella esclamazione di piacere, stupore e incredulità, lui spinse di più e la penetrò, facendola scuotere nel suo arcuare. E chiudendo gli occhi lo accolse dentro di se con resistenza per la ristrettezza delle labbra vaginali e della vagina che lo ricevevano, nonostante fosse già eccitata e lubrificata dagli umori vaginali e dalla sua saliva.
Diego l’abbracciò baciandola in bocca con la lingua dentro senza che lei lo impedisse e muovendosi lentamente ricambiato da Valentina che allargò di più le gambe e le mise le braccia intorno al collo, iniziò a chiavarla.
Il cazzo di Diego per la sua lunghezza non entrò tutto, ma lei nel sentirlo muovere iniziò a emettere versi di piacere. Sentiva i suoi testicoli neri sbattere contro le sue natiche e il perineo, e il suo cazzo lucido di umori e saliva iniziare a entrare ed uscire dalla sua fighetta eccitata, regalandole godimento, mentre le mani di lui le palpavano le mammelle e con la bocca slinguava i capezzoli.

Era incredula, si stava facendo chiavare davvero da un negro extracomunitario di un centro di accoglienza di Milano, non poteva credere a se stessa che avesse sopra un ragazzo negher come li chiamavano loro a Milano, che la stesse chiavando e facendo godere.
E mentre lo prendeva pensava:”Passi per i rumeni che almeno sono bianchi, ma un negher… .”
“Bene così andate avanti così! Tu Diego mettiti in modo che l’operatore possa riprendere il tuo bel cazzo nero che entra ed esce dalla fighetta bianca e rosa di bellina.”
E i suoi colpi diventarono profondi, da toccarle l’utero e farla gridare di piacere, mentre lui con le mani sotto le stringeva con forza le natiche.
Si era fatto strada dentro di lei e la stava possedendo.
Lei oramai lo aveva accettato tra le sue grandi labbra, il suo cazzo gli arrivava fino in fondo alla vagina, toccandole il suo giovane utero, godendone con passione.
Sotto l’effetto dello stordimento, aveva abbandonato se stessa a Diego, anche se non era più passiva e incominciava a muoversi sotto di lui, a gioire, a fremere a desiderarlo.

Era lo sfogo della sua africanità. Continua a toccarla, stringerla, baciarla e a possederla con i suoi affondi sempre più decisi, ritmicamente, mentre lei lo abbracciava e stringeva a se. Si accoppiarono a lungo ed in maniera selvaggia, mischiando il loro sudore, la loro saliva. Valentina gemeva e Diego che lo montava . ed era tutto ripreso.
Era davvero bravo Diego, la scuola delle vecchie signore milanesi gli era stata utile. Continua a chiavarla senza stancarsi, aveva resistenza e capacità.
Dall’espressione del viso di Valentina si capiva con quale intensità con la sua asta di carne le stimolasse la vagina e la cervice uterina. La pelle chiara del suo corpo era calda e la si vedeva matida brillare di sudore ai riflessi dei faretti del set.

“Ogni tanto toglilo che l’operatore esegue dei primi piani sulla sua figa dilatata a forza!” Gridò forte il regista.
E Diego ubbidiva, sfilava il cazzone e guardava soddisfatto quel buco rosa che poco prima era stretto e chiuso, ed ora era dilatato, bagnato e congestionato a causa dei numerosi e violenti colpi di cazzo che gli dava, spostandola leggermente con il tronco sul letto. E permetteva all’operatore di partire dal viso di Valentina e riprendendo il suo corpo di scendere giù fino alla vulva dilatata e riprenderla completamente con e senza il cazzo di Diego dentro. E poi lo infilava di nuovo, penetrandola ancora e riprendendo a chiavare.
Valentina sembrava aver perso la testa urlava dal piacere.

Il cazzo di Diego entrava e usciva tra le sue labbra vaginali mentre i suoi occhi persi, smarriti e godenti lo fissavano incredula. Incredula che fosse arrivata al punto di accettare davvero di diventare un’attrice hard e di accoppiarsi con un nero.
Gemiti di godimento sfuggivano dalla sua bocca mentre lentamente e profondamente la chiavava, mentre il viso in preda al piacere si stava rilassando.
“Bravo! Continua a chiavarla così… lentamente… così!” Mormorò il regista riprendendo tutto.
Le riprese erano ottime, da tre angolazioni, mentre lei dal piacere iniziava oltre che a gemere, a smaniare e sussultare a ogni colpo che le dava, accarezzandolo sulla schiena e sui capelli crespi e rasi.
Valentina dal piacere era entrata in uno stato comatoso, come se le mancasse l’aria, boccheggiava dal godere. C’era qualcosa oltre il godere del corpo, un coinvolgimento emotivo, emozionale in lei, non recitava, godeva davvero stretta fra le braccia di quel ragazzo color ebano. E provava piacere.
Sul monitor , ripreso da una telecamera, si vedeva il sedere di Diego, scuro, incastonato tra due cosce bianche muoversi avanti e indietro tra le sue gambe. La stava chiavando bene e lei si stava facendo riprendere come una vera attricetta hard, sembrava impossibile ma Valentina aveva accettato il ruolo.
Venivano ripresi sotto il sorriso di Lea e Juliana, abbracciati e godenti, a baciarsi e chiavare.
Il timore e la vergogna non erano più sul suo volto per quello che stava facendo, mentre veniva ripresa, e Diego tenendola quasi incastrata con le braccia e con le gambe sotto di lui, continuva a muoversi e a chiavarla davanti a tutti senza che lei si opponesse o protestasse, ma anzi partecipava.
La sua passività e non reazione, addirittura la sua partecipazione a che quel ragazzo nero la possedesse la relegavano veramente al ruolo di attrice hard. Non era più intimorita e sconvolta da cercare con lo sguardo qualcosa nella stanza pur di non osservare lui , ora lo guardava fisso nel volto, con il suo naso largo e le labbra grosse, sporgenti e carnose che la baciavano in bocca, e chiudendo gli occhi tra le sue braccia sotto i suoi colpi brutali e selvaggi all’interno della sua vagina si lasciava piacevolmente andare e possedere.

Valentina godendo rilasciò anche i muscoli tesi delle sue cosce spalancate, aprendole di più perché lui potesse entrare bene dentro lei, ricevendo sempre più a fondo fino all’utero il suo glande e la sua lunga asta nera che a sentirla contro la cervice la faceva inarcare, seppur la parte vicino ai testicoli restava fuori. Diego ridendo, incredulo, chiavava quella bellissima ragazza bianca che tutti chiamavano“ bellina” facendola muovere e smaniare sotto di lui.
“Muovila un po’ di più Diego, sbattila un po’, ora, cerca di essere più vigoroso e meno dolce con lei… .”
E lui iniziò a sbatterla come gli diceva il regista.
“A lei non c’è bisogno di dirle le cose perché gode davvero… .” Disse ridendo, ma la incitava lo stesso a lasciarsi andare e a Diego a muoversi sempre più veloce e a fondo dentro di lei; e si vedeva Valentina aprirsi come un fiore, sorridere, godere e abbracciarlo.
Più Diego spingeva con foga contro il suo giovane utero, più lei godeva e gemeva sovrastando il sottofondo musicale e i rumori di quel set.
Era presa da quel negher come li chiamavano lei e Federico dispregiativamente quando li incontravano per strada, e ne godeva della sua virilità, ne godeva come le vecchie signore milanesi che sole o davanti al marito si facevano chiavare da Diego per 10-15 euro.
La stava chiavando e gioiva, entrava con l’asta della sua carne dura e nera in lei arrivando a fondo contro la cervice dell’utero e si fermava spingendolo e lei vittima di quel piacere e quella carnalità africana che non aveva mai conosciuto si lasciava andare.
I faretti li illuminavano a giorno la scena e le tre telecamere riprendevano tutto mentre si dimenava, sudava e ansimava abbracciata a lui. Il cazzo di quel profugo che aveva chiavato per pochi euro solo anziane grasse e brutte ora era dentro la sua figa a darle piacere. Aveva fatto il salto di qualità.
Lui sopra a lei cambiava ritmo e velocità in base alle direttive del regista, in alcuni momenti si muoveva lento e dolce, baciandola in fronte, sul viso e in bocca con le sue grosse e carnose labbra, altre si muoveva veloce quasi brutale facendole dimenare il bacino e contorcere su se stessa, ansimando e gridando dai piccoli orgasmi che le arrivavano. E per reazione al piacere, lo imprigionava con le gambe sui fianchi per non farlo staccare e andare via.
Federico la guardava sorpreso di quello che stava diventando, il viso Valentina rilassato ma scompigliato con i capelli davanti agli occhi, in primo piano con la bocca aperta lo colpiva e osservava le sue labbra vermiglie che conosceva bene, appoggiarsi a quelle grandi e carnose di Diego e baciarlo muovendo e strusciando sopra il lenzuolo il sedere sotto di lui, mugolando dal godere, voltando la testa di lato e indietro, girando gli occhi in alto; mentre con la sua gli teneva la mano in un gesto arrendevolezza, sottomissione e bisogno di lui, in preda a un orgasmo breve ma intenso.
Quel piacere l’aveva risvegliata e travolta nei i suoi propositi e stringendosi forte a lui con una mano lo desiderava e voleva.

Era tutto impressionante, il regista continuava a girare e dare disposizioni e consigli, lei sembrava davvero un’attrice porno con quei gemiti e quei gesti e atteggiamenti porno. Godente e felice inarcava la schiena appoggiando le mani sul suo petto sudato, continuando a riceverlo con vigore. Dal piacere si sollevava dal letto con il bacino verso lui e poi scendeva sfregando il sedere sul lenzuolo, strusciandovi sopra dal piacere le natiche bianche e sode. Godeva. Si comprendeva dai suoi gemiti e da come reclinava la testa all’indietro, scuotendo i capelli e si donava completamente a lui. Si dimenava portando il suo ventre contro il suo penetrandosi e aprendosi ancora di più, non più spaventata dalla sua asta nera, ma gioiosa di riceverla.
“Su ora falla venire bene e tu bellina lasciati andare completamente a lui, e godi!” Urlo il regista.
Diego cambiò ancora ritmo, si mise a dare spinte veloci e brutali, quasi violenti che arrivarono nella profondità della vagina, contro l’utero, facendola gemere e gridare travolta dal piacere nero e dalla libidine, finchè lei scoppiò in un orgasmo violento nuovo e diverso dai soliti :
” Aaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Siiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!……..Aaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhh mmmmmmmmhhhhh!!!!!!!!!!!! “ Si mise a urlare boccheggiando come se le mancasse l’aria.
Rantolava scuotendosi in un urlo per poi restare inerte, sembrando svenuta dal piacere… mentre lui continua a chiavarla con passione, con ancora alcuni possenti colpi… che la scuotevano tutta facendole prendere, stringere e graffiare il lenzuolo con le unghia sotto a lei; dondolando il letto dove erano sdraiati continuando ad ansimare e gemere:
” Ooooooohhhhhhhhhhhhhhaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Lui avvertiva gli spasmi della sua giovane vagina contrarsi sul cazzo, il suo umore di piacere bagnarlo. Era al limite della resistenza, il regista se ne accorse e disse:
“ Ora tiralo fuori e sborrale sopra il pancino, su Diego che sei bravo!”
E lui sfilandolo da dentro la figa di Valentina e appoggiandolo sul pube, con il suo cazzo nero iniziò a schizzare con violenza abbondantemente sperma bianco sopra il suo addome incavato, più su, colpendola con i getti fino al seno e al collo, e lei inerte si lasciò eiaculare addosso, ripresa dalle telecamere mentre i copiosi fiotti di sperma filante la colpivano come sputi sul corpo, arrivando quasi in faccia.
Diego con un grido strozzato terminò di sborrare e restò in ginocchio, tra le sue gambe larghe, con la figa aperta, semi svenuta e in estasi sotto di lui, che dall’alto la guardava trionfale per aver posseduto e domato la ragazza bianca chiamata “bellina”. Erano, sudati e ansimanti entrambi.
“Diego ora prendile la mano e falle spalmare il tuo sperma sulla pancia, il seno e la gola lentamente come se mettesse una crema.”
E mentre le telecamere li riprendevano, lui presa la mano di Valentina la portò sull’addome e partendo da lì salendo e arrivando sul seno, fino oltre il torace, lentamente le fece massaggiarla cute, indugiando sul ventre come per lenire un dolore generato dall’eccessivo godimento; e nello stesso tempo le spargeva il tronco con il suo sperma caldo e appiccicoso, mentre Valentina lasciava guidare la sua mano da lui.
Era bellissima mentre dal basso lo fissava negli occhi, con i capelli biondi disordinatamente sparsi sul rossore del viso, sudata, accaldata e ancora il preda al piacere.
La figa le bruciava bagnata di umori, ma la sentiva in fiamme.
A un certo punto Paolo il regista urlò:” Stoppp!!!!… Stoppp!!!…. Abbiamo finito di girare.”
E all’improvviso tutti le si fecero attorno complimentandosi, la prima fu Lea:
“ Brava bellina!… Sei stata bravissima oltre le aspettative, è uscito fuori un video spettacolare, te lo detto che eri portata per questo lavoro, in quest’ambiente sei nel tuo !” Esclamò ridendo.
Subito dopo anche Juliana e Alenka:” Sei stata brava, molto realista…” Disse Alenka:” Anche più brava di me!”
“Vedrai i prossimi!” Esclamò Juliana:” Diventerai una vera attrice porno!”
Valentina era stordita da quei complimenti, incredula di quel love bombing erotico di tutti.
Anche Dracu dopo il regista si complimentò, e anche Federico, silenzioso e serio, capiva che ormai l’aveva persa per sempre, anche se era felice che oramai anche lei era prigioniera di quell’ambiente, che era diventato il loro.
E mentre tutti si complimentavano, Juliana si avvicinò a Lea dicendo:
“Però bravo anche quel ragazzo negretto… quel Diego.”
“ Si lo terremo con noi, le faremo fare molte cose, dovrà girare molti video. Ci sono molte ragazzine che vogliono fare spettacolo o le attricette da chiavare, e il nostro Diego insieme a Oluwa le soddisferanno tutte.” E rise assieme a Juliana.
“Si… si… anche lei è brava, ma ha la figa ancora troppo stretta.” Si intromise il regista:” E a volte nel rapporto sente fastidio, ce la per conformazione anatomica piccola e stretta.” Precisò.
Lea sorrise dicendo perversamente:
“ Oh non ti preoccupare… gliela faremo allargare bene. Tra un paio di mesi ce l’avrà talmente larga che le entrerà e potrà farsi chiavare anche da un pugno.” E rise a squarcia gola assieme a Juliana guardando il regista che osservandola capì cosa volesse dire.

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