Conversione di una moglie per bene alla depravazione – Cap. 36 – La Sodomia di Valentina.

LA SODOMIA DI VALENTINA
Passarono un paio di giorni, poi Lea chiamò Valentina al telefono dicendole:
“ Guarda che giovedì giri, fai un video, devi venire alle 14.00 nel night, calcola di perdere 4 ore, fino alle 18.00 così potrai dire a tua madre che andrai da qualche parte. Porta pure Federico con te se vuoi!”
La prima cosa che si chiese Valentina e mandò a Lea come risposta fu:
“Quatto ore?… Ma dura così tanto girare il video?”
“Ma no sciocchina… “ messaggiò nuovamente Lea:”… e più il tempo di preparazione che altro, le riprese dureranno si e no mezz’ora al massimo. Juliana ti deve truccare, preparare, dire cosa dovrai fare, come muoverti, come una vera attrice… . Stai tranquilla!” Rispose, aggiungendo subito in un altro messaggio:” Dai forza!… Metticela tutta, gira questi quattro video così poi se vorrai sarai libera di scindere l’accordo e non farne più!”
Lei dispiaciuta sorrise d’istinto dalla contentezza che avrebbe iniziato e finalmente finito con quei video e quel tipo di gente che non le piaceva ad iniziare da Dracu.
Ma non era tranquilla, pensava e ripensava a come non essere sodomizzata ed evitare quell’incontro umiliante di quella richiesta che aveva fatto a Dracu su consiglio di Federico, e dopo alcuni minuti decidendo d’impulso la chiamò direttamente:
“Buongiorno… . Senta signora Lea… mi scusi!” Mormorò.
“Dimmi bellina!” Rispose lei.
E senza tergiversare chiese subito:
“Ma dovrò fare anche l’anale? Io non voglio, non mi può dispensare per favore!?”
“Non so se ci sarà anale. Se ci sarà non dipenderà da me cara, ma dal regista e da chi acquista i video, e non posso dispensarti perche in Sudamerica e in medio oriente dove andranno i tuoi, l’anale è molto richiesto, specialmente delle ragazzine bionde e minute come te. E poi bellina… sei come le altre, lo fanno tutte.
Vedrai che poi piacerà farlo anche a te sai! E’ bello … e completa la donna sotto il profilo sessuale. “ Fece una pausa ed esclamò:”Allora a dopodomani… . Ciao bellina!”
Lei demoralizzata salutò e chiuse, e preoccupata informò subito Federico appena si incontrarono:
“Lea mi ha messaggiato e mi ha detto che fra due giorni inizio le riprese del primo video, così li faccio tutte quattro e poi sono libera da questa condizione.”
“Bene…!” Rispose lui.
“Mi ha detto che puoi venire anche tu se vuoi… -” E come una bambina iniziò a dire:” Ti prego accompagnami… dimmi di si, che vieni!”
“Va bene!” Rispose Federico felice e sorridendo della sua richiesta.
Poi diventando seria lo informò: “ Poi lo chiamata e ho parlato con lei direttamente. Ho chiesto alla signora Lea se ci sarà l’anale… .”
“E cosa ti ha detto?”
“ Che dipenderà dal regista e dall’acquirente, ma probabilmente si!”
“Cosa ti avevo detto!” Ribattè con un sorriso spento Federico.
“Le ho chiesto anche se mi dispensava… .”
“ … e che ti ha detto?” Domandò.
“Di no! Che non può!”
“Lo sapevo!”
Poi rivolgendosi seria e con il broncio verso lui domandò:
“Hai parlato con Dracu!?”
“ Per la sodomizzazione?” Chiese Federico.
Non rispose, fece solo segno affermativo con il capo.
“Si glielo detto, è d’accordo, ha risposto che ti inizia alla sodomia, ma ha detto che dovrai essere tu a chiederglielo.”
“Uff… “ Sbuffò Valentina seccata e infastidita da quella specie di cerimoniale che voleva lui: … quante storie che fa! Io non glielo chiedo, mi vergogno e non voglio umiliarmi così con quel rom!”
“Ma amore…” Replicò Federico abbracciandola:” …ne abbiamo parlato, ci metti un attimo a chiederglielo! E più il dire che il fare. Se vuoi lo chiamo ora e gli dico che stasera mangiamo la pizza tutti e tre assieme a casa mia e poi… così ti togli il pensiero!”
Restò in silenzio.
“Va bene!” Sussurrò persuasa.
Federico avvertì Dracu che quella sera avrebbero cenato con la pizza a casa sua e che dopo Valentina gli avrebbe chiesto se la sodomizzava.
Accettò.
Quella sera Valentina triste per quello che avrebbe dovuto fare andò ad acquistare le pizze. Federico felice come la volta precedente preparò per tre, quel triangolo gli piaceva, di dividere la sua Valentina con lui.

Quando Dracu arrivò, scherzarono e parlarono del più e del meno, Valentina era sulle sue e lui spadroneggiava tra Federico e lei.
Andarono a tavola a cenare con pizza e birra guardando la Tv e chiacchierando, ma senza mai parlare di quello che doveva fare Valentina quella sera.
Al termine Dracu si sedette sul divano e guardò Valentina in silenzio, era molto bella, aveva la gonna leggera e s vedevano le sue belle gambe.
“Su vai!… Diglielo!” Le sussurrò Federico.
Lei si vergognava, aveva la morte nel cuore si sentiva umiliata a fare quell’atto.
Fu Federico a dire:
“Dracu! Valentina ti deve parlare.”
Lei si avvicinò in piedi davanti a lui sempre seduto sul divano a braccia larghe.
“Mi devi dire qualcosa?” Domandò.
“ Si!” Rispose Valentina, sapendo che lui già era a conoscenza, e che quella sceneggiata serviva solo per umiliarla di più.
“Dimmi!”
“Ecco io…” prese un lungo respiro voltandosi con il capo di lato come se si vergognasse a chiederlo e guardarlo, e proseguì:” … volevo chiedermi se mi sodomizzi!” Diventando rossa in viso e fissando un soprammobile sul tinello della mamma di Federico per non incontrare il suo sguardo.
Dracu sorrise.
“ Me lo devi dire guardandomi in faccia, negli occhi!” Rispose.
Valentina guardò Federico che annuì con il capo facendole segno di si.
Piena di disprezzo tirò ancora un grande respiro e voltò il capo verso di lui, guardandolo con gli occhi bassi , e come se fosse una supplica esclamò:
“Volevo chiederti se mi puoi sodomizzare!”
Dracu sorrise ancora:
“Non così!… Ma devi dire … per favore Dracu mi puoi sodomizzare!”
Lei avvampò guardò ancora Federico con il viso congesto pieno di rabbia che sembrava scoppiare.
E guardandolo con sfida, scandendo le parole aggiunse al termine:
“… per favore.” E restò in silenzio.
“E poi?… Il seguito?” Chiese lui con un ghigno perfido, e Valentina capendo cosa intendeva continuò:
“… mi puoi sodomizzare!”
” Farti il culo?! Ma certo!” Rispose ridendo facendo segno con la mano a Valentina di sedersi affianco a lui battendola sul divano, e dicendo a Federico:
” Tu intanto preparami il caffè!”
“Si certo!” Rispose.
“Allora! Io non solo ti farò il culo…” disse:”… ma ti spiegherò tutti i trucchi per prenderlo bene, per farti inculare come si deve, voglio spiegarti l’inculata!” E rise da solo.
Lui aveva acconsentito di farle il culo. Lei lo guardò in silenzio, era piena di umiliazione per il modo che la trattava, glielo aveva chiesto anche se era contraria, ma lo aveva fatto solo dietro insistenza di Federico e le rimbombavano ancora in testa le sue parole:
” E’ bravo a fare il culo, vedrai non ti farà male.”
Federico portò la caffettiera e le tazzine su un vassoio e bevvero il caffè tutti e tre assieme.
Poi Dracu si alzò dicendo a Valentina:
” Vieni!”
E facendola passare davanti a lui dirigendosi verso la camera da letto dei genitori di Federico, le diede una pacca sul suo bel sederino sodo, dicendo come se parlasse a se stesso : “ Andiamo a fare il culetto a Valentina!”
Come se lo facesse per farle un piacere a sodomizzarla.
Federico lo guardò, e dopo una breve riflessione rassicurato dai suoi modi e dalle parole ed eccitato della situazione che anche Valentina venisse sodomizzata da lui, fece un cenno di consenso con il capo, come a dirgli di continuare che era d’accordo.

Dracu sedendosi nel letto , fece sedere Valentina nella sedia di fronte a lui, e iniziò la sua introduzione sulla sodomia:
“Ora ti spiego bene come e cosa dovrai fare quando avrai o vorrai avere rapporti anali per farli bene in sicurezza e senza provare dolore, e ricorda…”continuò volgarmente:”…saperlo prendere nel culo è un arte, allo stesso modo come saperlo metterlo e farlo, e l’inculata in se stessa è una meraviglia.”
Fece una pausa e guardò con malizia Federico in piedi affianco a Valentina e proseguì:
“Per iniziare… con una ragazza vergine come te se non si vuole farle sentire dolore,bisogna istruirla. Le posizioni migliori per inculare sono varie quelle in cui si ci mette di fianco oppure lei a carponi o che si siede sopra il cazzo o anche nella posizione del missionario, solo che invece di infilarlo in figa, lo metti in culo.” Disse con il suo linguaggio da strada.
“Io preferisco la classica inculata alla pecorina, ma con il volto e il tronco bassi giù sul materasso e il culo bene in alto, che in quel modo diventa una posizione fisiologica proprio per essere inculate.”Disse volgarmente: “ E io con te praticherò questa.
Prima bisogna che ti scalda bene.“ la informò:” Inizierò con il farti inginocchiare sul letto e fartelo succhiare un pò, con il farmi fare un bel pompino visto che oramai hai imparato. Quando lo avrei leccato e succhiato bene, ti metterò a carponi nella posizione della pecora, a pecorina ed inizierò ad accarezzarti i glutei, per eccitarti, facendo scorrere le mie lunghe mani ossute anche sulla schiena, l’interno delle cosce e sotto l’ano accarezzandoti anche la figa. “
Fece una pausa e la osservò silenziosa ad ascoltare:
“Il preservativo è in optional, io se posso non lo uso, mi piace inculare dal vivo, sborrare dentro. E poi l’ano è tanto stretto, specie il tuo che è ancora vergine…” Facendo segno a Valentina con il dito:”… che per quanto sottile o ultrasottile, sfregherebbe sulle pareti dello sfintere irritandole, facendoti venire una infiammazione. In genere si fa senza, a meno che non sia una donna navigata e abbia il buco del culo molto largo.” E ridendo stupidamente guardando Federico aggiunse:
” Forse tra qualche mese per Valentina.
Farlo con il preservativo si vede solo in qualche video porno amatoriale, perchè non si usa per i rapporti anali.”
Fece una pausa e tirò un sospiro:
“A quel punto mentre mi metterò in posizione e mi preparerò dietro di te, ti ungerò bene l’ano e lo stesso farò con il mio cazzo in tutte le sue parti, cappella in primis e questo per un duplice scopo, quello di introdursi facilmente nel tuo buchetto stretto e per proteggere il cazzo dai batteri del retto in modo che non possano penetrare la cute e il glande. Basta lubrificarlo bene e secondo cosa usi ti da una certa protezione. Un mio vecchio amico …” Continuò sorridendo “ …copriva la cappella di gentalin che aveva azione lubrificante e di protezione.
“A questo punto…” proseguì:”…tu dovrai rilassarti al massimo, magari accarezzandoti lentamente, fino a quando non capirai di essere pronta alla sodomizzazione, perché sentirai l’ano rilassato anche se avrai il pene appoggiato contro, e dopo che la cappella rigida inizierà a spingere, dovrai sempre rimanere ferma.”
Erano istruzioni interessanti per una neofita, che a sua insaputa avrebbe dovuto donare a varie persone molte volte quel suo bel buchino rosa ora ancora vergine.
E continuò nella sua spiegazione:
“Quando lo sentirai spingere dovrai contemporaneamente inspirare l’aria profondamente e lentamente nei polmoni, ed espellerla con forza premendo insieme i muscoli addominali, come quando espelli le feci, che caghi…” Disse ridendo diventando sempre più osceno:”…e andare indietro con decisione, in questo modo ti troverai in corpo una buona parte del cazzo senza aver sentito nessun dolore.”
La guardò in silenzio, lei era imbarazzata:
“In pratica con questo metodo, fregherai il tuo bel buchetto del culo… che sarà, rilassato e anche un po’ aperto…” La informò ridendo stupidamente”… in questo modo gli farai credere che vuoi fare la cacca e si allargherà e invece tu lo fregherai facendoti entrare un bel cazzo dentri. In culo. “ E rise maggiormente mentre Valentina dopo aver ascoltato quelle parole e il suo linguaggio lo osservava disgustata..
Una volta che sarà dentro di te, ti dominerà con la sua carne. In pratica dopo la penetrazione e avendo il cazzo in corpo dovrai aspettare tranquillamente finché non ti sentirai rilassata nuovamente. Con sempre il cazzo fermo dentro di te devi pian piano fare avanti e indietro con il sedere, avendo cura quando vai indietro di farlo entrare sempre un po’ più di prima.
Valentina ascoltava il suo spiegare con quel linguaggio indecente e ogni tanto guardava Federico e si fissavano negli occhi come a dire lei:
“ Ma guarda un po’ se devo farmi sverginare da questo rom ignorante e cafone, sodomizzare tutte e due e assoggettarci a lui.”
“ Queste ragazze qui!…” Esclamò Dracu sorridendo verso Federico facendo segno a Valentina:
” … A questa età basta accarezzarle per farle godere…”
Valentina ebbe una smorfia di disappunto. Ma lui pronto ribadì:
” Lo visto e lo sentito fremere il tuo corpo giovane e fresco sotto la pelle dura delle mie mani… .”

Dopo aver tenuto quella quasi lezione di sodomia, la fece spogliare, con quel suo corpo meraviglioso, come in un rito, completamente nuda.
“Su ora cominciamo! Spogliati!” Le disse.
Lei lo fece, si toglie la maglietta e i jeans, che piegò ordinatamente sulla sedia, e subito dopo con una forma di pudore anche i reggiseno e lo slip.
Dracu guardò a lungo il suo sedere con avidità e desiderio, non le sembrava vero che quella troietta di suo proposito acconsentisse a farsi sodomizzare per la prima volta da lui. Ricordava le prime volte quando lo snobbava e lo guardava con superiorità e ora era lei a umiliarsi e sottomettersi, a chiederglielo e si gustava quei momenti. Poi voltandosi verso Federico sbottò:
“Un bel culetto così perfetto e sodo, non può restare vergine bisogna preparare la strada ad altri … .” E rise… facendo comparire una smorfia di sorriso involontario anche a Federico.

Dracu giocava, si divertiva ad umiliare Valentina che lo aveva sempre disprezzato e rifiutato, ed ora era lì che chiedeva e suoi favori, gli aveva chiesto di incularla.
Fece mettere Valentina in ginocchio davanti a lui mentre si spogliava, si tolse tutto restando nudo e in quella posizione di sottomissione le disse:
“Leccamelo, fammelo diventare bello duro!”
Lei lo guardo dal basso in alto, vedendolo in piedi fiero di se, trionfante, e lo fece, glielo prese in mano e prima leccò la cappella e poi su sua sollecitazione se lo mise in bocca e iniziò a succhiare e a spompinare.
Sentiva il suo odore di sudore e sigaretta e sesso, mentre il cazzo le riempiva la bocca.
Leccandolo passò la lingua sulla cappella come le aveva insegnato Dracu e la sentii calda e morbida, avvertendo assieme all’odore di sesso e di sudore di cazzo, un forte odore di bagnoschiuma… si era pulito intimamente, si era lavato.
Mentre lo spampinava, Dracu la tirò con il capo verso se, facendoglielo entrare fino in fondo in gola , quasi a soffocarla.
“ Infilatelo bene in bocca e succhia!” Disse volgarmente .
E spingendo la testa di Valentina glielo fece prendere, mentre lei alternava il leccare la sua asta dura al prenderlo tra le sue labbra morbide.
Faticava a respirare.
Tenendola per i capelli sulla nuca inizio a dondolarla avanti e indietro e a farla pompare, come se la chiavasse in bocca. La muoveva rapido, con movimento ritmico, continuo…gli posò l’altra mano in testa e le dita fra i capelli per spingerlo di più fino in gola e lei per reazione mise le sue sulle gambe di Dracu per spingerlo indietro, per allontanarlo e poter prendere aria e respirare.

Lo sentiva in bocca duro, pieno di virilità e vigore. Dracu lo estrasse e mentre lei prendeva aria e respirava, le diede uno schiaffo forte sul viso.
Valentina tirò su il capo e lo guardò stupita, allucinata, incredula, chiedendosi perché l’aveva fatto, se stava facendo tutto quello che gli chiedeva.
Dracu con un ghigno sul volto gliene tirò un altro, dicendole:
“Apri bene la bocca su!” E glielo rimise in bocca.
Ripetè più volte quel processo di toglierlo dalla bocca dopo poche succhiate, darle uno schiaffo sul viso e rimetterlo dentro e spingere in profondità .
Schiaffo forte infilarlo in bocca, spingerlo alla gola, succhiarlo e toglierlo, e quando vide Valentina con le guance rosse che non ce la faceva più, la fece respirare… mollandole subito dopo ancora un paio di schiaffi facendole capire che la dominava, schiaffeggiandola anche con il cazzo duro sul volto, le batteva forte la cappella sul naso…sugli occhi, la fronte e le faceva male tanto era duro il cazzo, per poi rimetterglielo in bocca.
Lei per reazione a quel schiaffeggiare umiliante della sua cappella si gettò sul suo cazzo…cercando di succhiarglielo come meglio poteva, con avidità. Era meglio sentirlo in bocca che sbattere con violenza sul volto, e tutto sommato le piaceva sentire la sua a virilità mentre lo spompinava.
Accompagnata dalle sue mani muoveva il capo facendo su e’ giù con la testa, e allo stesso tempo come gli aveva insegnato la volta precedente, lo avvolgeva con la lingua…lo prendeva tutto fino in gola, fino ad avere le labbra intorno quasi alla base del cazzo, e il naso a odorare i suoi peli pubici… e lo succhiava.
Avvertiva le mani di Dracu che le prendevano la testa, le accarezzano i capelli, e spingendola sulla nuca l’aiutava nel ritmo, intensificando la cadenza.
Faceva su e giù più velocemente, ma senza perdere la regolarità del tempo… e le piaceva succhiarlo e leccarlo e sentiva la sua pelle fremere e il cazzo di Dracu sempre più duro che cominciava a ribollire… .
Si era esaltata…un buon segno, sembra che le piacesse fare i pompini. Federico era contento, aveva scoperto qualcosa di nuovo e la stavo facendo assieme a Valentina.
Ma a vedere la sua Valentina con iniziativa e partecipazione succhiarglielo a Dracu, ebbe un esplosione di emozioni in lui, in forma di calore, giramento di testa e assenza fisica e temporale. Ancora una volta si era eccitato a vedere Valentina sottomessa a lui.
Lei sentiva la sua grossa cappella tra le guance, sopra la lingua, calda e vellutata che le riempiva la bocca.
All’improvviso la staccò, la tirò su per un braccio facendola alzare e tirandola a se la baciò in bocca con un bacio passionale e la lingua dentro.
“Adesso basta! Voglio incularti!”Esclamò staccando le labbra dalle sue, facendola mettere sul letto.
La fece piegare a carponi, con i tettini rigidi che le pendevano poco e le restavano incollati al torace, era pallida nel corpo come un agnellino.

Dracu ce l’aveva durissimo e lungo che gli oscillava davanti fendendo l’aria.
La guardò sul letto matrimoniale e guardò Federico, come a marcare la sua dominanza su tutte e due.
Valentina a carponi con le gambe leggermente aperte, era nella posizione e all’altezza giusta, il culo era completamente esposto verso Dracu che lo attendeva, e il busto e il viso giù come le aveva spiegato lui. Federico si era seduto sulla sedia dove prima c’era lei,ad osservare, che ora in quella posizione attendeva la sodomia e aveva ancora il sapore del suo cazzo in bocca. Era nuda, bella, perfetta in quel suo corpo statuario da ragazzina appena sbocciata. Come una cagnetta pronta a essere montata.
Lu si avvicinò e le accarezzò il culetto facendole venire i brividi di piacere e di timore. Le tirò uno schiaffo sulla natica soda e piena dicendo:
“ Sei pronta!”
“Si!” Rispose con apprensione e voce tremolante lei: “ Però non farmi male ti prego!”

“Stai tranquilla, ne ho fatti molti culi, anche al tuo Federico, sentirai un po’ di fastidio all’inizio ma poi ti piacerà.”
Poi rivolgendosi a Federico, facendolo alzare e avvicinare Esclamò:
“Tocca! Guarda come e duro!”
E glielo fece prendere in mano e tastarlo, cosa che fece con un sorriso compiaciuto e senza vergogna, stringendolo con gusto e passione, mentre Valentina voltatasi con il capo indietro li guardava.
Dracu si avvicinò ai suoi abiti prendendo qualcosa dalla tasca dei pantaloni, una bustina di gel lubrificante che aveva portato con se sapendo che doveva inculare Valentina. Rompendola con i denti l’aprì mettendone un po’ sulle dita.
Le aprì le natiche pallide e sode fino a vedere l’ano, rosa, chiuso stretto dalla verginità e dalla paura, e glielo spalmò sopra, con un gesto pratico che denotava sicurezza ed esperienza, spalmandoglielo bene e infilandole dentro un poco il dito nell’ano.
Poi riversò sulla sua asta il resto della bustina e la lubrificò tutta, e appoggiando una mano sul sedere, le avvicinò il cazzo sul culo.
Valentina era impaurita e tremava:
“Adesso te lo rompo il tuo bel culetto, te lo svergino!” Esclamò ridendo.
Portò la cappella sull’ano, l’appoggiò e cominciò a spingere.

Subito una fitta di dolore forte fece avere una smorfia in viso a Valentina che anche se ben preparata psicologicamente e fisicamente non riuscì a trattenere una esclamazione di sofferenza.
Dracu si fermò un momento e poi ricominciò a spingere.
“Fa male Dracu!” Esclamò Valentina con il viso dolorante torcendo il tronco e il capo verso lui portando la mano sul suo avambraccio come a fermarlo. Contraendosi per reazione stringendo e chiudendo di più l’ano.
Dracu senti la rosa del suo ano palpitante contrarsi e chiudersi di più, e le disse:
“No! Non così! Non stringere! Fai come ti ho spiegato, prendi un bel respiro e spingi come se dovessi fare la cacca, come quando sei a gabinetto, che si allarga di più e senti meno male.”
“Voltati su ora!” La esortò staccandole la mano dal suo avambraccio spingendola a girarsi.
Lei seguiva le sue istruzioni, lui spinse forte, e lei senti un’altra fitta, questa volta le uscì un grido di dolore, ma la cappelle di Dracu le era entrata un poco nell’ano.
Federico assisteva impassibile seduto poco lontano, ascoltava ogni gemito di dolore e parola che dicevano e osservava tutte le reazioni e le sensazione del corpo di Valentina, avvertendo eccitazione.
Lo spinse ancora ed entrò ancora un poco:
” No! No! Basta Dracu mi fai male! “ Gridò lei battendo la mano sul lenzuolo cercando di voltarsi ancora, ma subito bloccata da lui.
“Resisti! Ancora un attimo il peggio è passato!” Mormorò falsamente.
“No! No! Ti prego Dracu , smetti mi fai male!”
“Ci vuole pazienza con te!” Esclamò Dracu:” Se fossi stata un’altra avrei già dato un colpo secco e tra qualche urlo ora ti inculerei.
“Lei torcendosi ancora con il busto e il capo verso lui esclamò:
“ No..questo non farmelo ti prego! Non farmi male!”
“No stai tranquilla…lascia fare a me, ci metto un po’ di più ma sentirai meno dolore. Ora girati dai!” Ripetè dandole uno schiaffo forte sul gluteo. Facendola voltare.
Lui si fermò, si ritrae un po’ e le accarezzò le natiche dolcemente, si piegò su di lei e ripete facendosi sentire anche da Federico:
” Abbiamo quasi finito su!..Ancora qualche secondo .”
Spinse e seppur con resistenza, tra pause e riprese con lei che spingeva come per defecare, entrò nel retto con la cappella, centimetro dopo centimetro ma inesorabilmente.
Lei respirava ansimante, sentiva male, in viso era sofferente e il dolore quasi insopportabile.
A vederla quasi inculata da Dracu, a Federico gli prese una forma di gelosia che però lo eccitava, avrebbe voluto essere al suo posto.
“ Su riproviamo! Fai un bel respiro e spingi come se dovessi fare la cacca così entra anche il resto!” Mormorò Dracu.
Valentina ubbidì. Respirò profondamente e si rilassò.
“Sei stretta! Culetto piccolo e buco del culo piccolo e stretto!” Esclamò” Sei fortunata che te lo faccio io che sono esperto, se te lo farebbe un altro sarebbe peggio!”
Spinse ancora, allargando all’inverosimile l’ano rosa di Valentina fino ad estenderlo alla rottura. L’aveva penetrata ancora un poco, la cappella era dentro e le faceva male,e urlò:
“Aaaaaahhhhhhhhh!!!!!!!!!!!! Faaa maleeeeee!!!!”
“Sssssssssssshhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!” Subito sibillò lui …. .
“Sei pazza!! Vuoi farti sentire da tutti oltre il muro? E poi chissà cosa pensano che ti facciamo!”
Era in assoluto il dolore più intenso che avesse mai provato in vita sua, fu come sentirsi aprire in due, una sofferenza acutissima, pazzesca…credeva di morire, indescrivibile, era con le lacrime agli occhi.
Il tutto era reso ancora più terribile dal fatto di avere Dracu dietro di lei, piegatosi in avanti e avvertiva il suo alito sul collo… pronunciandole oscenità all’orecchio per celebrare la sua vittoria. Per festeggiare la sottomissione e l’umiliazione che subiva Valentina da lui.
“ Me l’hai chiesto tu di fartelo!” Esclamò ridendo, aggiungendo falsamente:” Se no io non te lo avrei mai fatto!” E rise ancora mormorando:” Te la sei cercata… .”
“Pensavo di sopportarlo…ma non ci riesco… .” Dichiarò Valentina con le lacrime agli occhi.
“Su..su! Dai!! Ce la farai come tutte le donne e uomini che lo hanno preso in culo!” Rispose con il suo linguaggio osceno.
Sembrava proprio un agnellino con la cappella del suo cazzo nel culo pronta ad essere presa dal suo montone.

“ E’ fatta dai! Oramai il mio cazzo sta entrando tutto dentro il tuo bel culo. Sei mia. Ora ti inculo come ho già inculato Federico… .” E con una spinta decisa vide il suo cazzo scivolare dentro lei, tra le sue natiche pallide lacerando per sempre con un colpo secco gli sfinteri.
L’urlo che lancio Valentina fu fortissimo, appena attutito dalle mani di Dracu che le premettero sulla bocca.
“Aaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!…..Che maleeeeeee!!!” Gridò con le lacrime agli occhi piangendo, ma il cazzo di Dracu inesorabile era oramai dentro il suo bel culetto, era riuscito a penetrarla tra i sussulti.
Le diede uno schiaffone sulla natica.
“ Stai ferma ora che devi abituarti a sentirlo, il tuo retto deve accettarlo.”
E accarezzandola sulla schiena e sui capelli rilassandola mentre gemeva sofferente, dopo un paio di minuti, le appoggiò le mani sui fianchi e tenendola ferma iniziò a muoversi avanti e indietro facendole dondolare il bacino verso di lui, accompagnandola nel ritmo. La penetrò completamente e tra i sussulti iniziò a incularla.

Più la inculava, più entrava fino in fondo e muovendosi con ormai gli sfinteri rotti, e sfregandoli con la carne del suo cazzo si scaldavano e attutivano il dolore.
La sua sofferenza stava scemando .
Più la inculava, più entrava fino in fondo .
Prese a incularla piano ma con colpi decisi. Con le mani le allargava i glutei guadagnandosi così gli ultimi centimetri di buco che ancora gli mancava di conquistare. Come un maiale alternava colpi lenti a cavalcate su esso; con movimenti lineari e circolari dentro al suo culo che la facevano impazzire di dolore ma che, nascosto dietro la sofferenza, le facevano intravedere il piacere.

Le accarezzava i capelli, era eccitatissima anche lei , a poco a poco, acquisiva la consapevolezza dell’inculata. Piano piano il dolore scemò, lasciando il posto ad una strana sensazione…che non era ancora completamente piacevole per il troppo vicino e forte il dolore avvertito che aveva provato… .
La sensazione del cazzo che usciva e quella nuova di sentirlo rientrare scivolando dentro senza incontrare resistenza era meravigliosa. Ascoltava e avvertiva il rumore dei colpi che prendeva, degli inguini di Dracu che battevano sulle sue natiche sode, il profumo di sesso che saliva, mentre Federico si rilassava sedendosi nel letto vicino a loro in una posa di distensione.

Valentina aveva sempre le lacrime agli occhi, lui allungando il braccio sotto lei, le tocco la figa e iniziò a stimolarle anche il clitoride. Poco dopo e all’improvviso lei lanciò un gemito ma non di sofferenza, iniziando a godere e a muovere il bacino, spingendolo verso di lui.
“ Ti piace ora …ehhh!”Esclamò lui vedendola godente reagire al suo cazzo.
Lei subito non rispose, ma ricevette due sculaccioni forti sulle natiche e senza che le chiedesse più nulla, si affrettò a dire:
“Si! Siiiii!!” Con il viso che iniziava a cambiare espressione da tesa a rilassata a godente.
Dracu voltandosi verso Federico che si ero alzato in piedi e messo sul fianco per vedere meglio, gli disse:
” Visto? …Gode! … Gode a prenderlo in culo proprio come te!
E questo è solo l’inizio, più la inculerò, più si scalderà l’ano e si dilaterà, meno fastidio sentirà e più le piacerà!” Affermò spingendolo tutto dentro fino in fondo con colpi brutali, facendola sobbalzare.
Poi accarezzandole la natica come se avesse pensato qualcosa all’improvviso si rigirò verso Federico:
”Hai visto?! “ Ripetè sogghignando:” Che qualcosa di vergine ha donato pure a me! A te davanti e a me dietro!”
Federico restò in silenzio, era umiliato e sottomesso come Valentina sotto i suoi colpi profondi.
Era una scena allucinante, erotica e altamente lussuriosa, che nonostante l’umiliazione lo eccitava e accettava . Accettava che lui l’avesse sverginata analmente e la inculasse nel letto matrimoniale dei suoi genitori, dove con amore era stato concepito lui e non diceva nulla, in quel momento ne provava piacere.
Dracu all’improvviso salì in piedi sul letto mentre la inculava, tenendo il culo di Valentina tra le sue gambe, e abbassandosi la inculava in quel modo, arrivando in fondo con più forza e potenza proprio da sfondarglielo, allargandole l’ano di più e facendola godere maggiormente.
In quel modo si vedeva il bel culetto di Valentina sodo e pallido con l’asta di carne di Dracu dentro che entrava e usciva e la stava aprendo in due, le stava sfondando davvero il suo bel culetto vergine ambito da ragazzi e adulti, e sotto di esso, la sua vulva, con la fessura che palpitava dal piacere riflesso per induzione dall’inculata.
La penetrava tra i sussulti e continuò a incularla con lei partecipe.
La tirò per i capelli fino a farle voltare il capo di lato e si avvicino su di essa baciandola con la lingua in bocca, mentre lei godeva, gemeva, muoveva il bacino verso di lui che le sballottava le piccole mammelle .
Era davvero bravo e capace a inculare Dracu e lo constatò anche lei che iniziava a godere, con Federico vicino in uno strano stato d’animo, geloso di lei, invidioso di lui, ma felice dentro che Valentina fosse anche sua.
Il Rom aveva avuto il suo culo vergine, aveva avuto l’onore di deflorarla, di iniziarla al sesso anale.

Inculandola e titillandole contemporaneamente il clitoride la fece urlare di nuovo di piacere.
Sentiva il cazzo pulsare nel retto inculandola in quella posizione alla pecorina facendola godere.
Gli schiaffi continuarono a volare, le natiche e le cosce le bruciavano di più ad ogni schiaffone.
All’improvviso mentre lei gemeva con un colpo di reni secco spingendolo fino in fondo urlò:
” Vengo! Vengooooo!!! “
Entrambi aumentano i ritmo, Dracu l’abbracciò da dietro, continuando a montarla nel suo culo.
”Aaaaaaaaaaahhhhhhhhhhh!!!””
Urlo Valentina iniziando a godere in un orgasmo favoloso, mentre Federico fremente, masturbandosi, si veniva sulla mano.
Dracu venne senza estrarlo.
Senti tutto il peso del suo corpo nella spinta su di lei. Lo sentì vibrare dentro e lui ansimare sdraiato su di lei.
Facendole provare, il suo primo orgasmo anale, nella velocità e brutalità del suo cazzo durissimo, senti arrivare nel retto un meraviglioso carico caldo, erano getti di sperma tra i gemiti, le urla e la sua goduria.
Valentina a sentire per la prima volta quel calore improvviso e piacevole nel suo giovane intestino , si fermò come a goderselo, ma le sue mai sui fianchi la indussero e la spinsero a continuare… ancora su e giù mentre lei scuoteva la testa e i lunghi capelli e lui si svuotava dentro.
La quantità di sperma che le riversò Dracu dentro il suo giovane culetto fu incredibile, con il suo cazzo che pareva inghiotto tra quelle bianche natiche, sode e morbide. Sembrava che non finisse mai di eiaculare dentro di lei.
Poi lo tirò fuori, con la cappella pennellata dalle feci chiare di Valentina, sorridendo soddisfatto e trionfale. Mentre Valentina crollò sul letto esausta, con il culo oramai rotto che le faceva malissimo, si accasciò sul letto si lasciò andar sdraiandosi a pancia in giù e tremando tutta dal godere, lasciando uscire aria in preda alle convulsioni del piacere gemendo ancora godente.
Da come ansimava si capiva che a parte il dolore che aveva provato, le era piaciuto da morire, e ora era lì, sul lenzuolo, senza orgoglio e superbia, vinta, umiliata e sottomessa a Dracu che la guardava in silenzio, non pensando lui stesso che l’avrebbe fatta godere così tanto. Mentre in piedi con il suo cazzo lungo oscillante davanti a se sorrideva ancora.
Fece cenno a Federico sul pene, sporco di feci:
“Guarda!”
Mostrandoglielo, segno che l’aveva inculata bene in alto e in profondità.
Valentina rigirandosi sul letto in preda alla goduria che scemava, lo vide, lui gli mostrò meglio ridendo la cappella sporca di feci, sporco di cacca, della sua cacca. Lei si vergognò a osservarla, tanto al punto da coprirsi gli occhi con la mano per non vederlo sporco, si imbarazzava.
“E’ roba tua sai Valentina!” Esclamò ridendo Dracu umiliandola di più:” E’ la tua cacca anche se ti fa schifo e hai vergogna e non la vuoi vedere!” Aggiungendo:
” Le prime volte è sempre così se lo farai all’improvviso, il retto è sporco, ma poi ci sono vari accorgimenti, comunque quando giri i video, prima di andare sul set fai o fatti fare una o due perette evacuative o un clisterino, lo prepari meglio a essere inculato e se serve sei già pronta.
Quando finirono si alzarono, lei andò di corsa in bagno a lavarsi e risistemarsi, in piedi sentiva lo sperma colarle fuori assieme all’aria che perdeva e non riusciva a trattenere essendo dilatata, Dicendole lui:
“Mettiti un pannolino, qualcosa sulla figa che colando non ti sporchi o ti entra dentro un po’ della mia sborra. Se no resti incinta!” E rise terrorizzandola .
Lui fece lo stesso in camera , si rimise a posto senza lavarsi:
“Mi metto in ordine così, poi lavo a casa!” Esclamò.
Quando tornò Valentina, lui sempre con quel sorriso deficiente disse:
“Bene ora andiamo a casa . Tu!…” Fece segno a Valentina:”… mettici dei cubetti di ghiaccio e raffreddalo che ti passerà il dolore e la tensione, oramai la strada è aperta.”
Poi come riflettendo esclamò:” Quand’è che inizi a girare sul set?”
“ Tra due giorni giovedì!”
“Bene!” Esclamò Dracu:” Allora domani pomeriggio che sono ancora libero ti inculerò di nuovo io , così lo abitueremo e largheremo ancora un poco!”
“Mah… !” Farfagliò Valentina .
“Tu non devi preoccuparti, devi solo pensare a prenderlo nel culo e devi imparare a prenderlo bene, perché quando lo farai sul set dovrai essere pratica.” Rispose.
Non disse più nulla.
Verso tardi si salutarono e lui uscì.
“Allora come è andata?!” le chiese Federico.
Lei alzò le spalle! “ Mi fa male!” Disse.
“Certo la prima volta è così , ma vedrai che le prossime godrai. ”
“Se lo dici tu che sei pratico … .” Disse maliziosamente con un sorriso irriverente.
Si abbracciarono. “Vedrai che ti piacerà, già ti ha fatto godere la prima volta. Ora metti il ghiaccio.” Disse.
Federico l’accompagnò a casa e con un bacio sotto il portone si salutarono anche loro.
“Mi raccomando il ghiaccio!” le raccomandò Federico.
“Si!” Rispose.

Si rividero nuovamente il giorno dopo a casa di Federico verso le 15.00.
“Ciao!” Salutò Dracu quando arrivò togliendosi gli occhiali da sole.
“Ciao!” Risposero Valentina e Federico che erano giù in casa ad aspettarlo.
“Sei pronta?” Domandò lui con quell’aria padronale dandole una pacca sul suo bel culetto ancora dolorante.
Valentina lo guardò.
“Dai su! Andiamo di là, togli la gonna e le mutandine e mettiti in posizione alla pecorina che ti inculo di nuovo!”
Valentina risentita e umiliata da quel comportamento e modo di parlare senza rispetto verso di lei abbasso lo sguardo da lui e guardò Federico.
“ Si spoglia?” Chiese Federico.
“No… non serve… non ho tempo oggi, ho da fare, alle cinque mi aspettano, falla mettere in ginocchio sul letto a carponi con la gonna su e le mutandine giù alle ginocchia che la inculo così!”
“Ma?” Esclamò Valentina.
“Dai… oggi non ho tempo, va bene anche così per allargartelo ancora un pò.”
Federico le fece segno di assecondarlo e l’aiutò a mettersi come voleva lui, scoprendole il culetto dalla gonna e tirandole le mutandine alle ginocchia.
“Dammi la Vaselina!” Gli disse Dracu.
Lui gliela passo e se la spalmò sul glande e poi allargando con le mani e i pollici i glutei di Valentina , gliene spalmò un po’ sull’ano, le appoggiò la cappella sul buchetto rosa e ancora dolorante e spinse deciso, penetrandola non senza resistenza ma meno dal giorno prima.
Lei sussultò e si inarcò urlando ancora, ma lui incurante iniziò a incularla tenendola per i fianchi, facendola di nuovo godere, giungendole con il suo cazzo in quel bel pancino, fino a quando, dopo circa un quarto d’ora arrivando entrambi all’orgasmo le sborrò ancora dentro, lasciandola cadere sul copriletto ansimante e con l’ano ancora palpitante e dischiuso più del giorno prima.
Le diede ancora una pacca sopra la natica facendola scoccare e dicendo:
“ Dai… sei sulla buona strada, oggi è entrato meglio di ieri e domani entrerà ancora meglio di oggi… .”
Valentina non rispose, non si alzò, resto con le mani a stringere tirando a se il copriletto dal piacere, con il volto appoggiato su di esso ad ansimare.
“ Bè io vado!” Salutò ancora lasciandola così, come se non le interessasse e fosse una prostituta:
“ Ci vediamo domani pomeriggio sul set, ci sarò anch’io, e cercate di essere puntuali che Juliana si arrabbia se no!”
E uscì.
Valentina si alzò e corse in bagno, era pronta per il giorno dopo sul set.

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