Conversione di una moglie per bene alla depravazione – Cap. 22– Incinta.

“La gioia suprema di essere padre è intesa veramente da pochi uomini; la maternità invece, da tutte le donne, anche le più depravate.”
Oscar Wilde

Cap. 22 INCINTA

Una volta iniziato a lavorare nel night di Rocco, le serate trascorsero in maniera conforme alle nostre aspettative, con mia moglie che intratteneva i clienti e frequentemente veniva chiavata da loro o doveva sottostare ai giochi particolari in quelle stanze della perversione .Ma non era mai come battere in strada al freddo e al pericolo di ogni tipo.
In quel locale vivevo una situazione strana , mia moglie era sfuggita completamente al mio controllo , mi resi conto che non avevo più nessuna autorità e decisione su di lei e mi sentivo impotente e frustrato.
Mia moglie non dipendeva più da me ma da Rocco ,si affidava a lui e faceva quello che le diceva Lea.
Quando arrivavamo alla sera, Roberta come al solito andava in camerino, toglieva gli abiti da signora per bene che indossava e si trasformava visivamente in un’altra donna, con trucco vistoso, parrrucca e abiti erotici ,diventando una matura intrattenitrice, bella, provocante e seducente; mentre il mio compito era quello di segnalare alle ragazze conigliette e alle intrattenitrice stesse, gli uomini soli che entravano nel night e fare in modo che si accompagnassero a loro e che fossero a proprio agio.
Quella sera non so perché, Lea la volle nuda sotto una specie di pareo rosso, truccata e
vistosa, sui tacchi come era solito fare .
La prese per un braccio e la vidi al suo fianco procedere tra i tavolini .
Camminava sculettando per colpa dei tacchi vertiginosi, ed il movimento del culo ne accentuava la volgarità e la bellezza che emanava, facendo ondulare il pareo annodato sul seno e bloccato davanti all’altezza del sesso da una mollettone con una grossa rosa rossa.
Fingendo di lavorare li osservavo e seguivo con lo sguardo e vidi che sorridendo la portò in un angolo dalla sala, in una zona dove uomini seduti ai tavolini l’aspettavano e quando fu davanti loro, Lea con un colpo di teatro tolse il fermaglio davanti a forma di rosa, mentre con l’altra mano scioglieva il nodo del pareo e con uno strattone glielo strappò da dosso lasciandola e mostrandola nuda a quel pubblico depravato, nel suo corpo maturo , imperfetto dagli eccessi e
dall’età, ma attraente e eccitante.
Ci fu un mormorare tra loro e fra le luci e il vociare, avvertii pure in quella situazione assurda, salire in me una eccitazione perversa nel vederla così ubbidiente, sottomessa e nuda davanti a tutti quegli uomini che la scrutavano. Involontariamente mi stavo infervorando.
Le luci dei faretti al soffitto riflettendosi sulla sua pelle pallida e lucida ,le donavano un aspetto diafano, più eccitante del suo corpo agli occhi di quella clientela degenerata. Le sue mammelle erano gonfie e pendevano eroticamente volgendo in alto con i capezzoli turgidi, mostrando anche la sua di eccitazione a quella condizione di essere mostrata e venduta come una schiava al mercato .
Il sedere bianco, maturo era pieno di carne morbida , erotismo e desiderio , slanciato ed
evidenziato di più dall’altezza dei tacchi e dalla nudità completa ,mostrando con magnificenza il suo culo da signora matura ancora desiderabile.
Quegli uomini sorridendo incrociavano lo sguardo tra loro e amicando parlavano indicando con il dito le parti anatomiche del suo corpo.
Arrivò Rocco che esortandola prendendola con il braccio la fece ruotare mostrando bene il suo sesso depilato in una linea di carne dischiusa al centro di due grandi labbra gonfie e carnose.
“Guardate!” Esclamò con un sorriso.
Anche se ero distante lo osservai anch’io, era bello, liscio, libero da peli e nudo alle luci e agli sguardi dei clienti.
Ruotandola e mostrandola sembrava proprio che Rocco la vendesse e forse lo faceva davvero esibendola nuda a tutti.
In alcuni momenti nel vederla così, nuda , esposta agli occhi di tutti , non potevo e non volevo credere che fosse mia moglie… la mia Roberta , che fino a un anno prima era una moglie e mamma pudica, fedele e amorevole.
Ma oramai non mi rimaneva di allontanare quei pensieri che mi davano solo tormento e una sensazione d’angoscia e nostalgia al ricordo di com’era, di come eravamo… .
Come dicevo, nell’osservala ci furono mormorii e bisbigli e qualche risa.
Lei non sentiva più l’umiliazione degli occhi maschili sul suo corpo nudo, ma avvertiva ora il piacere di mostrasi e il gusto perfido di sapere che per averla dovevano pagare, comprarla per qualche ora per possederla e tutto questo la eccitava.
La musica era dolce e languida , uno di quegli uomini si alzò , le passò il braccio dietro e
l’abbraccio per la vita e incamminandosi con lei la portò via in qualche stanza per chiavarla
,dietro quei tendoni che dividevano la parte legale della sala dalla zona perversa ; con lei che lo seguiva nuda su quelle scarpe con i tacchi alti ,mostrando il solco gluteo delle sue natiche carnose lungo e profondo e mentre lui le bisbigliava qualcosa all’orecchio, lei sorrideva fingendosi scandalizzata.
Mentre si allontanavano il suo cliente le accarezzava i fianchi, con movimenti dolci ed erotici, sfiorando la pelle e facendola fremere. Lei sculettante ,prigioniera di quel braccio sui fianchi, si lasciava accarezzare e stringere muovendo il bacino in un ritmo ondeggiante. Uno alla volta quella sera si lasciò chiavare anche dai suoi amici ,che la seguirono subito dopo.
Quello era il suo lavoro, essere esibita, venduta, chiavata da sconosciuti e clienti .
A volte eseguiva piccoli spettacoli di perversioni in quelle stanze della depravazione che già aveva conosciuto con catene frustini e manette.
Eravamo in pieno inverno e tutto procedeva abitudinalmente e guadagnava molto bene .
Passarono alcuni mesi sempre nella routine, sapevo che Rocco se la chiavava e la preferiva alle altre, oramai era una sua puttana, l’aveva trasformata e una notte mentre stavamo uscendo per avviarci alla nostra auto e tornare a casa, Rocco venendomi incontro mi fermò dicendo: “No! Lei resta qui stanotte!”
E lo esclamò guardando mia moglie, come se ci fosse un intesa tra loro.
“Come resta qui ?” Domandai sorpreso .
“Si! Dorme qui! Passerà la notte con me!”
Mi venne una sorta di nervoso, ma ero impotente, non potevo dire nulla. Guardai mia moglie che non diceva nulla e guardai lui.
“Passa a prenderla domani in tarda mattinata.” Aggiunse facendole segno con la mano di
seguirla.
“Senti Rocco…” Esclamai contrariato :” Non c’è motivo che resta qui a passare la notte, sai che puoi chiavartela quando vuoi e….” Ma lui mi tacitò subito interrompendomi .
“Fai come ti ho detto. Sarà così per un po’, la notte verrà a dormire con me… .” Aggiungendo rivolgendosi a lei:
“ Da domani sera non ti farai più chiavare da nessuno, solo da me, lavorerai con le altre
ragazze sul palco e le seguirai nell’attività, dovrai essere tu a vedere che funzioni tutto come si deve e sia in ordine. Fatti  mostrare da Lea come fare! ”
Subito non capii il motivo di quei cambiamenti. Sembrava una promozione per mia moglie che avrebbe controllato le altre .
Aveva trasferito Roberta alla sorveglianza delle ragazze, sia quelle che andavano sul palco a fare spogliarelli , sia quelle che vestite da conigliette o in altro modo intrattenevano i clienti.
Ma non era quella la motivazione che mi dava preoccupazione, lo scopo era che nessuno doveva più chiavarla… nessuno! Perchè? .
Mi dava fastidio il suo modo di fare da padrone di mia moglie, se voleva chiavarla solo lui non era il caso che facesse così, che la tenesse in quel bordello la notte e che se la portasse a dormire con lui .
Così dovetti accettare la sua volontà e tutte le notti Roberta si fermava a dormire con lui e io tornavo a casa da Federico da solo. Avevamo inventato per lui, che la mamma faceva i turni di notte perché guadagnava di più.
Lo sapevano ormai tutti nel locale che era la sua amante, l’amate di Rocco, la sua donna e a me che ero il marito quelle stupide puttane rumene mi guardavano sorridendo maliziosamente. Feci buon viso e cattivo gioco e anche quella notte, accompagnato dai loro risolini me ne andai via da solo.
Ma in quelle ore notturne, solo nel letto matrimoniale ci riflettevo, non mi andava giù quella situazione, che la tenesse a dormire con lui, aveva qualcosa di troppo intimo dormire con lui, lo vivevo come un tradimento, sembrerà assurdo ma ne ero geloso e ci pensai e ripensai, mi dava fastidio e rabbia quando io andavo via la notte vederli sorridenti salutarmi e appartarsi al piano superiore dove viveva Rocco assieme a Lea.
Una sera non ci vidi più e presi Roberta da parte prima di uscire e tornarmene a casa da solo.
“Allora dimmi un po’! Cos’è questa storia ? Da me non ti fai più chiavare, trovi sempre una scusa e da lui si!? … Dimmi la verità chiavate alla notte?” Chiesi deciso e arrabbiato.
Lei si allontano con il capo da me, mi guardò stupita di quella mia richiesta e sorrise :
“Si!!” Rispose decisa e provocatoria :” Lo facciamo quasi tutte le notti e mi fa godere molto e non facciamo sesso io e Rocco , ma l’amore … .”
Mi provocava, si divertiva a ingelosirmi e a quella parola “amore” restai sorpreso e perplesso e sorrisi anch’io :
“ Ahahahaha!!! ” Risi:”Amore ? ..Tu lo ami? …A quello sgorbio mezzo zoppo che sembra uscito da un film dell’orrore !” Dissi con una faccia divertita .
“Tu una bella donna con quel mostro? La bella e la bestia? Ahahahaha!!! ” E risi ancora .
“Perchè no! … “ Rispose seria:” …La bellezza non è tutto in un uomo. Mi piace, mi da sicurezza, mi fa godere quando  mi  chiava e  mi trovo bene con lui e poi non sai che gli estremi si attraggono sempre ? Sei geloso forse? ” Mi domandò con un sorriso ironico.
“Ah!!…Questa è bella, io geloso di lui ! “ Esclamai .
“Da come reagisci si direbbe di si !” Replicò lei.
Come al solito mi leggeva dentro, mi capiva subito conoscendomi bene, si era vero, vivevo una sorta di gelosia, ma non glielo dissi .
“Bella roba!” Esclamai quasi ridendo : “Sei diventata coraggiosa?? Ti piace il fetish,
l’orror… .” Risposi provocandola anch’io .
Ma lei non replicò, restò seria e io continuai :
” Che tu vai con lui perché sei costretta psicologicamente e fisicamente lo so e lo capisco, hai paura di lui, ma che tu ti fai chiavare da lui per tua scelta o addirittura che lo ami non ci credo!” Affermai .
Mi osservò dicendomi:” Le cose cambiano Carlo, sono cambiate tante cose in questo anno, io, te e anche la nostra vita. Anche i miei gusti verso gli uomini non sono più gli stessi. Mi sono fatta una esperienza… e so  che la bellezza esteriore di un uomo non significa niente. ” Mormorò con un sorriso amaro:” E so apprezzare un uomo per quello
che vale e sa dare e non per quello che appare. Anche se è brutto Rocco mi fa godere… e da sicurezza e non mi fa più paura anche se è un malavitoso, ma partecipo con desiderio e piacere ai rapporti sessuali con lui la notte.” Terminò.
“Dai Roberta , piantala con questo gioco…!” Dissi deciso e infastidito:” Che non mi piace.”
“ Ma non è un gioco Carlo, quello che ti ho detto è la verità.” Replicò seria .
” Che lo ami!? Ti sei  innamorata di  quel  mostro?”                                                                                  “Si!” Rispose decisa.                                                                                                                                       Sorrisi falsamente :” Lea?… Lei è la sua  donna, quando lo saprà sai  cosa ti farà!?” Dissi  divertito:” Come minimo ti riempie di  botte e ti sfregia!”                                                           Sorrise anche lei: ” Vedi  che non capisci  niente, è stata proprio Lea a far si  che mi  mettessi con lui. Lei un altr’anno ritornerà in Romania, ha più di  cinquant’anni e con i soldi che si  è guadagnata  con Rocco,  si ritirerà e la  al suo paese vivrà da regina benestante. Sono d’accordo tutti e due che io resti qui e prenda il posto di Lea, sia  con Rocco, nel suo letto, che con le ragazze che lavorano qui.                                                                                                                          “Bella cosa …” Esclamai:” Diventerai una magnaccia! Una matrona!”  Fece spallucce.  Sentivo la rabbia salire in me, ma non aggiunsi nulla e mentre lei dandomi un bacio sulla guancia si allontanava, mi misi a pensare con rabbia tra me e me:” Lea le lascia  l’eredità il suo  lavoro, e con Rocco chiavano quasi tutte le notti … .
“ Per poi dirmi da solo : “ Ma come fa a piacerle…?”
Non ci credevo, ma c’era del vero in quello che mi diceva, provava una forte attrazione per lui e me ne accorgevo dalla sua disponibilità.
Non era il fatto che Rocco la chiavasse a preoccuparmi, ma che lei mi dicesse quelle stupidaggini per provocarmi, e lo avvertivo come un tradimento … e mi tormentavo.
Non che mi mancasse la possibilità di chiavare, Rocco mi lasciava l’opportunità di chiavare qualunque donna o ragazza del locale o che batteva in strada, dai 18 ai 40 anni, ma non voleva che chiavassi più mia moglie, non solo io, ma nessuno doveva più chiavarla nemmeno i clienti facoltosi che la richiedevano, e non riuscivo a capire
perché? Il motivo di questo atteggiamento e mi dava fastidio .
Lei non si dava più a nessuno, ubbidiva a Rocco predisponeva gli incontri per le altre ragazze e controllava, era diventata una specie di matrona, ovvero una prostituta senior, che controllava quelle più giovani per conto di Rocco, una sorta di nuova Lea, che si accertava che  i traffici di prostituzione si  svolgessero regolarmente, e mi spaventava. Passarono ancora quattro mesi, senza che succedesse nulla e mi ero abituato a quella situazione di dividerla fisicamente e forse anche sentimentalmente con Rocco. Al tardo mattino quando rientrava a casa , metteva a posto in camera e preparava i vestiti puliti di Federico, faceva la lavatrice e i letti, cambiando le lenzuola e salvo altre disposizioni, restava con me fino a sera, quando ritornavamo al night. Passavamo la tarda mattina o il pomeriggio passeggiando o girando per i negozi, i soldi non ci mancavano più, o andavamo a trovare sua madre, mia suocera che era anziana. Federico aveva compiuto 18 anni e anche Valentina e tutto sembrava una routine, finché una sera nel
locale Roberta non stette bene, si sentì male e mancare, le girava la testa e vomitò. Diedi la colpa alla bevanda fredda che aveva bevuto.
“Lo sai che non devi bere bevande fredde dopo cenato… .” La redarguii arrabbiato e
preoccupato.
Ma poi con l’assistenza di Lea si riprese quasi subito e tutto tornò come prima e non disse nulla, sembrava solo un malore passeggero.
Due giorni dopo notai Rocco che fumando la sua sigaretta elettronica mi guardava fisso, ma non ci feci caso.
Roberta ormai tenutaria per non dire padrona assieme a Lea del locale e delle ragazze che vi lavoravano, mi chiamò da parte prima che iniziasse la serata.
“Ti devo parlare Carlo!” Mi disse.
“Si dimmi!” Risposi ,ma guardandola in viso sembrava a disagio
“Non qua andiamo di la che è più appartato e tranquillo!” Esclamò oltre il volume della musica e mi portò vicino all’ufficio, ci sedemmo su due poltroncine, si mise di fronte a me e iniziò a dire:
“Tu sai che io ti voglio bene Carlo!”
“Anch’io te ne voglio !” Risposi sorridendo. Ma lei continuò:
“Sei stato l’unico uomo della mia vita, finché non hai deciso di giocare con Rocco.”
Capii che mi doveva dire qualcosa di importante e restai in silenzio.
“Però ti devo dire una cosa !”
“Dimmi !” La esortai. Pensando che mi  volesse lasciare.
“Non so come dirtelo!” Prosegui.
“E’ una cosa così seria ?” Domandai sorridendo ancora .
Si guardò attorno e poi mi guardò un attimo negli occhi con il suo bel viso maturo da signora ,truccato in modo volgare ed esclamò fredda e decisa:
“ Sono incinta!”
Restai sorpreso e allibito, il sangue mi  si  gelò nelle vene. La guardai  negli occhi pensando di non aver capito bene e ripetei:
“Come …sei … incinta !?”
“ Si sono incinta già oltre i tre mesi … .” Mormorò assieme alla musica di sottofondo.
Mi gettai con la schiena sullo schienale  della poltroncina incredulo e mi misi a dire con un risolino stupido come non ascoltandola.
“E’ uno scherzo vero Roberta? Dimmi che scherzi! ”
“No non è uno scherzo Carlo. Sono incinta davvero…”Fece una pausa e proseguì: “… di
Rocco!”
“ Di Roccooo !!??” Ripetei…incredulo e ferito.
“Si!” Ribattè lei impacciata guardandosi e toccandosi le mani .
“Rocco?…Ma..ma..ma .. come hai potuto !” Esclamai sorpreso sempre più. Capendo e
aggiungendo subito :
“Per questo ti voleva a dormire con lui … .” Ma lei interrompendomi esclamò:
“Dai non fare scenate adesso…!!”
“Come non fare scenate !?  Sei mia moglie, mi viene a dire di essere incinta di un altro, di  quel  mostro e mi dici anche di non fare scenate?!”
Poi come un lampo riflettendo Chiesi :” Ma tu lo sapevi? …Quando facevate sesso prendeva qualche accorgimento? Come ha potuto metterti incinta se avevi la spirale ? ”
“L’avevo rimossa dal ginecologo .”
“L’avevi rimossa? “ Ripetei.
“Si!” Rispose soltanto.
“Come si! “ Dissi alzando la voce:” Tu sapevi che eri senza e ti lasciavi venire dentro da lui sapendo che ti avrebbe messa incinta e non gli hai mai detto niente? E perché l’hai rimossa??”
“Perché lui me lo ha chiesto.”
Sempre più confuso e capendo sempre meno domandai:
” Cosa ti ha chiesto??… Ti ha chiesto che voleva metterti incinta??” Chiesi con timore e
provocazione.
“Si , mi ha detto che voleva un figlio da me e ho accettato … .” Esclamò decisa.
Restai basito a quella risposta .
“Un figlio da te?? E tu …tu …tu hai accettato che ti fecondasse??” Domandai sconvolto balbettando.
“ Si!” Ribattè decisa .
“Lo voluto anch’io, lui è solo, non ha figli ,eredi… .”
“Come solo!!…” La interruppi…:”E chi se ne frega se è solo! Con tutte le puttane che ha, anche più giovani e belle, proprio te doveva scegliere per fare un figlio…un erede… .” Esclamai irato .
“E’ un privilegio essere scelte, fecondate ed essere rese madri da lui!” Mormorò.
“Ma che privilegio e privilegio !!…Non dire cazzate, chi te le ha dette queste cose? Chi te le ha mese in testa …Lea?? Ti  ha fatto il  lavaggio del  cervello?? “ E la guardavo mentre lei silenziosa ascoltava e io proseguivo:” Devi smettere di pensare come loro, a forza di frequentare quella gente, quelle puttane, far parte del loro ambiante ti sei messa a pensare come loro, come le rumene, le  ucrainee, le albanesi… ti hanno plagiato ,ti hanno fatta diventare una di loro.” Gridai.
“Non mi ha plagiato nessuno, è stata una mia scelta fare un figlio con lui .”
“Ma tu sei pazza Roberta! Ti rendi conto di quello che dici? “
“Si!” Rispose.
“Una tua scelta!.. Bella scelta…” Dissi io :”… accettare di farsi mettere incinta da un magnaccia per dare un figlio a quel mostro. A chi credi che somiglierà a te o a lui ??” Dissi gridando con cattiveria.
“Stupido..”Esclamò risentita di quella frase, scrollò le spalle e si alzò e voltò dandomi la schiena per andare via.
Mi alzai  e la fermai per un braccio.
“Aspetta!”
Non mi sembrava possibile che fosse lei, mia moglie a dire quelle parole.
“Dioo mioo!!…Dio mioooo!!! Che hai fatto Roberta…??? Ti sei lasciata mettere incinta da lui, da quell’uomo, quella bestia! Ma noi abbiamo già un figlio, Federico … cosa gli diremo ora ?”
“Per ora nulla, poi parlerò io con lui, oramai è un ragazzo grande e di larghe vedute. Gli dirò che è stato un incidente in un rapporto sessuale. Capirà.
Dentro di me ero furioso anche se mi sforzavo di apparire calmo:
” Ma un incidente con chi?? Con me o con Rocco??” Le chiesi irato.
“ Scegli tu se dirgli la verità, che lo avuto con un altro uomo oppure fargli credere che è tuo, ma ti informo che Rocco lo vuole come suo erede… anche se mi concede di dargli il mio o il tuo cognome.”
“Dioo Diooo miooo Roberta…” Mormorai ancora portandomi le mani sul viso, non capivo più niente, ero pallido e stavo male a quelle notizie, mi sentivo mancare e mi risedetti ancora .
Lei mi fecce una carezza tenera sul viso, rendendosi conto della situazione in cui mi aveva messo e scoppiai a piangere portandomi le mani sul viso ripetendo singhiozzando:
“ No! No! …Un figlio da un altro no Roberta …non lo puoi avere, lo riconoscerò come mio!“
Poi con dolore facendo una sorta ammenda dissi giustificandola:
“Il nostro matrimonio è andato così e io ho peggiorato le cose. “ Pensando e dicendole subito: “Perchè non opti per l’aborto invece di tenere il bambino ?! Abortisci, io ti aiuterò!” Esclamai  esortandola a farlo.
“Ci ho pensato sai … ” Disse:”…nonostante che io abbia accettato di farmi ingravidare da lui in un momento di rimorso ci ho pensato, mi sono detta o tengo il bambino senza dire nulla oppure scelgo l’aborto. Ma Rocco sa tutto, la voluto lui, non ha figli e questo sarà il suo erede di tutto e guai se abortissi. Credo che mi ammazzerebbe.” Disse seria aggiungendo ferendomi di più:
“ E poi io lo voglio questo figlio!”
“Ma perché lo hai accettato ?” Domandai non dandomi pace, tormentato dal fatto che si fosse lasciata fecondare da lui di suo volontà. “ Perchè?”
“Vedi, sono successe tante cose in questo anno, Rocco non è una persona con cui penso di poter avere una relazione lunga, ma è una persona che mi da sicurezza! Comprende sempre le difficoltà delle situazioni che vivo, ed è sicuro di quale sia la scelta migliore per me .” Fece una pausa e continuò:
“E’ tardi…non posso più abortire oramai e non voglio …desidero io tenerlo!” E mi accarezzò i capelli con la mano mentre piangevo.
“Ora lo sai …calmati e non fare scenate Carlo..io voglio sempre bene a te e non voglio perderti. “
Mi tirai su avevo gli occhi rossi . Lei mi confortò, dicendomi che tra noi nulla sarebbe
cambiato, avremmo avuto solo un altro figlio, per lei naturale e per me adottivo.
Poi dopo mezz’oretta  di parlare assieme andammo nella sala, al bancone del bar ,dove bevvi un liquore forte per ammortizzare quella notizia e la scelta che avevo fatto di riconoscere il figlio di Rocco come mio, dove vedemmo Lea e Rocco che ci guardavano.
Ci avvicinammo .
“Gliel’hai detto ??” Chiese lui.
“Si !” Rispose mia moglie.
Ci fu silenzio, solo il brusio della gente che entrava e del sottofondo musicale e io e lui che ci guardammo negli occhi non so per quanto tempo, poi abbassai lo sguardo, aveva vinto lui, si era preso mia moglie e l’aveva messa incinta ,aveva ingravidato la mia Roberta… .
Ci allontanammo ancora io e lei:
“Ora siamo tutte e due spaventati ed insicuri da questa novità.” Mi disse mia moglie :       “Anch’io mi sento strana, diversa. Mi gira la testa e ho una sensazione curiosa, mai provata prima a diventare di nuovo mamma !” Esclamò imbarazzata.
“Tu non sei più una ragazzina amore, sei una signora di quarant’anni.” Mormorai sorseggiando il liquore ,
“Appunto …” Rispose lei:”…sono una signora di quarantatre anni incinta… e ho già un figlio di diciotto anni… e ora ne aspetto un altro.” E sorrise.
Poi come per confortala vedendo anche lei spaventata le sussurrai con gli occhi umidi:
“Non ti preoccupare vedrai che la supererai bene questa gravidanza , io ti sarò vicino sempre, anche se a 43 anni  non è come a 24 anni.
Ma dobbiamo dirlo a Federico.” Le ricordai.
“Si ! Lo faremo domani, gli parlerò io!” Mi disse.
“Va bene, ma voglio esserci anch’io!” Aggiunsi alla sua esclamazione .
“D’accordo … .” Rispose, poi esitò e proseguì guardandomi con tenerezza e chiedendomi:
” Potrò dirgli che è il tuo?”
Restai in silenzio non so quanto tempo con lei che attendeva, poi prendendola e
abbracciandola con gli occhi lucidi le dissi:
“ Si! Le dirai che è nostro, nostro figlio! Sarà il suo fratellino.”
Lei commossa della mia manifestazione d’amore, mi osservò, mi strinse forte e baciò con gli occhi umidi.
In fondo mi sentivo responsabile di quello che le accadeva, a partire dalla prostituzione ad arrivare alla gravidanza e la sentivo sempre mia e a modo mio l’amavo… . Ci amavamo.
Mi sentivo impotente, avevo capito che non era più mia ma di Rocco, che poteva disporne a suo piacere fino a ingravidarmela e a sceglierla come madre di suo figlio .
Quella notte lui la lasciò venire a casa con me, ormai era incinta di lui, le aveva sborrato dentro ogni notte e l’aveva fecondata con il suo seme perverso.
La sera dopo a casa dicemmo a Federico che dovevamo parlargli.
“ Si però non stiamoci molto perché mi aspetta Valentina, dobbiamo andare a ballare!” Esordì esclamando.
Roberta sorrise:” Certo amore faremo presto. Vieni siediti qui vicino a me!” Lo invitò.
Ci sedemmo sul divano, io non sapevo come iniziare il discorso, fu Roberta che sorridendo gli disse chiaramente :
“Mamma aspetta un bambino, un fratellino per te !”
Ci fu silenzio poi Federico sorrise dicendo:
“ Preferirei una sorellina!”
“Vedremo quello che sarà !” Rispose mia moglie e sorridemmo tutti.
Roberta allungando la mano lo accarezzò amorevolmente sulla fronte e i capelli mormorando:
“Sai è arrivato all’improvviso…non l’aspettavamo!” Mentiva, ma stetti al gioco.
“Non ti devi scusare mamma, sono cose che capitano, per me va bene, sono contento e anche tu papà non vergognarti, anzi… . “ Disse ridendo muovendo la mano  come se fossi un chiavatore.
Lui non sapeva che quello che portava in grembo sua madre non era il figlio di suo padre, ma di Rocco, un magnaccia perverso che l’aveva fatta diventare una puttana.
Roberta lo abbracciò e lui ricambiò. Poi venne da me e fece lo stesso.
Aveva accettato con contentezza.
“ Posso dirlo a Valentina e ai suoi genitori che sei incinta mamma?” Chiese allegro.
“Certo!!” Rispose Roberta continuando ad accarezzarlo, manifestandogli in quel modo tutto il suo amore.
Dopo averci abbracciati e salutati, se ne andò da Valentina lasciandoci soli.
Aveva ragione Roberta, era un ragazzo maturo, era stato più facile di quel che credevo, ora sapeva che sua mamma era incinta e io ero il padre, come l’avrebbero saputo molti altri, gli uomini magari invidiandomi di averla messa incinta alla nostra età, non sapendo com’era òa realtà.
Riprendemmo la nostra vita. I primi giorni furono i più brutti per me, lei non faceva quasi più niente nel locale, lentamente nelle settimane le cresceva la pancia, tanto che dovette acquistare abiti nuovi e io la vedevo aumentare.
Osservare Roberta che le cresceva il pancione a quarant’anni passati era qualcosa di
morbosamente erotico, era bella, il culo le era aumentato di volume e anche il seno ed era ingrassata un pochino, ma stava bene .
Non mi vergogno a dire che quando la vedevo nuda cambiarsi o fare la doccia , con quella pancia che si sviluppava sempre più con dentro il figlio di Rocco, morbosamente mi eccitavo.
Avemmo anche rapporti sessuali completi con penetrazione, finalmente si lasciava di nuovo chiavare da me che ero suo marito ed ero felice e paradossalmente il pensiero che fosse gravida e dentro nel suo ventre maturava il feto di quell’uomo malvagio, me lo faceva veniva più duro e mi eccitavo come non mai. Me la immaginavo nuda con il pancione mentre camminava a fatica con un ventre enorme e il culo e il seno grosso come quando aspettava Federico, poi me la pensavo sempre nuda, seduta sul divano ad allattare il bambino .
Ma nello stesso tempo avevo paura, non volevo che fosse incinta, che aspettasse un figlio da Rocco, ma mi rendevo conto che non potevo fare più nulla per impedirlo.
Una notte solo, piansi anche.
Un’altra sera nel night mentre Roberta controllava le ragazze e aveva un abito lungo fino ai piedi che evidenziava la pancia sporgente sotto di esso e io sorvegliavo i clienti che entravano, vidi Rocco, l’uomo che tutte le sere l’ aveva riempita in vagina con il suo sperma senile e perverso fecondandola , avvicinarsi a lei. Aveva notato anche lui il suo ventre erotico che spingeva sotto l’abito .
Le osservava con attenzione la pancia. Si avvicinò passandole il braccio dietro ai fianchi
stringendola a se, sorridendo perversamente e accarezzandogli con il palmo dell’altra mano il ventre gonfio, con un sorriso e una espressione orrenda .
“Come sta mio figlio ?!” Le sussurrò piano ma non abbastanza perché volutamente io sentissi.
“Cresce bene mio figlio…?” Le domandò.
E vidi lei sorriderle con la sua mano sopra e rispondergli: “Si!! Cresce benissimo.”
Fu una scena che mi strinse il cuore, certo che cresceva bene, mia moglie anche se aveva
quarantatre anni oltre che fertile era una donna perfettamente sana.
In quel periodo a primavera inoltrata iniziava a fare caldo, l’estate stava arrivando e lei soffriva il caldo… si lavava spesso con l’acqua fresca per abbassare la temperatura del corpo e il disagio che provava.
Le nausee si erano attenuate, ma l’avevano tormentata per molti giorni ,ed ora erano solo un lontano ricordo.
Una mattina la vedi guardarsi allo specchio il suo aspetto stava cambiando ,il suo corpo
mutando, sembrava perfino più bella, i capelli le erano diventati luminosi, sembrando anche più lunghi, ma inizò a perderli.
Il viso, senza più la magia del trucco, appariva grigio e sciupato, mostrando l’accenno di qualche piccola ruga sopra il labbro superiore ,ai lati della bocca e al margine esterno degli occhi, solcati da lievi occhiaie. Ma in quella sua naturalezza era bella, semplice e immediata . Le mani erano sempre curate , con la pelle fine e vellutata , continuando a mettere creme, come faceva sulle altre parti del corpo, soprattutto sul ventre che gonfiava, temendo che le venissero le smagliature . Era diventata di una raffinatezza impensabile.
Continuava a guardarsi il ventre :
“Cos’è che ti preoccupa?” Le chiesi un giorno.
“Mi diventerà flaccido poi dopo il parto ? “ Mi domandò preoccupata.
“ No! Assolutamente stai tranquilla .” La rassicurai .
“Ma ho più di quarant’anni …e i tessuti non sono più di una giovane !” Esclamò preoccupata .
“ Non ti preoccupare, se accadrà, l’addome te lo faremo rifare nuovo dal chirurgo plastico ,come una ragazzina di vent’anni..” Le dissi e ridemmo assieme.                                                                       Però inizio a perdere i capelli! “ Ripetè ancora. Lea sentì , si avvicinò e toccandoglieli e prendendoli tra le dita le consigliò:                                                                                                   “Tagliali  corti! Dammi retta! … Non dico  di rasarli a zero, ma corti , se no le  perdi e ti resta il vuoto e poi  non ti  crescono più bene. Ti restano fini e radi.” Con quelle parole la terrorizzava, non sapendo quanto lei avesse sempre tenuto ai  suoi  capelli .                                                         “Ma no !” Dissi io :” E’ un processo ormonale normale. Però se le  perdi un pochino potresti  tagliarli!”                                                                                                                                                             “Tagliali corti!” Ripetè lei: “ Salva quei pochi che hai, con la gravidanza si indeboliscono e più avanti ne perderai di più, intanto  noi per il nostro lavoro usiamo le parrucche.                             Roberta mi  guardò: “Io un po’ li taglierei!” Disse spaventata da quelle parole.                   “D’accordo!” Risposi  e così il  giorno dopo  dal  parrucchiere se  li  fece accorciare a caschetto corto,  non avendoli più lunghi sulle spalle. La nuova pettinatura le stava bene, ma  faceva una faccia piena, rotonda, che assieme  al resto del corpo  dimostrava che era ingrassata. Ma non glielo dissi per non demoralizzarla.                                                                                                             Quando li ebbe corti  chiese il mio giudizio:“Ti piaccio  così!”  Esclamò come una ragazzina che chiede al suo innamorato, e il  fatto che mi  chiedesse se a me piaceva , mi  gratificava, significava che ci teneva ancora a me.                                                                                                      “Sei bellissima !” Le risposi.                                                                                                                           Il seno iniziava a crescere, aveva sempre avuto mammelle ben fatte con i capezzoli chiari e poco sporgenti, ora si erano gonfiate, erano più dure e l’areola e i capezzoli erano divenuti scuri e sporgenti.
Passandole le mani sulle gambe, sentiva al tatto la presenza dei peli, forse per gli scompensi ormonali della gravidanza e si faceva aiutare da una ragazza del locale a radersi le gambe con la schiuma .
Come tutte le donne gravide, era preoccupata di diventare brutta e di non tornare più come prima.
Molte donne, durante la gravidanza ingrassano, a lei con Federico non era accaduto, ma aveva 24 anni, era da vedere ora con il figlio di Rocco, quel magnaccia , che stava crescendo nel ventre di mia moglie quarantenne .
La pancia con i mesi era diventata bella grande, una specie di pallone, tondo, gonfio e sporgente, che cominciava ad impacciarla nei movimenti e gli abiti oramai erano solo da premamam .
Il corpo si sta sgonfiando, come se tutta l’energia vitale venisse convogliata sulla pancia per nutrire il feto , il figlio di quel bastardo… .
La gravidanza proseguiva bene , stava arrivando l’estate , eravamo nella bella stagione, Roberta era al quinto mese ed eravamo a giugno, così Rocco su consiglio del ginecologo decise di farle proseguire la gravidanza in un luogo fresco e temperato e la mandò in vacanza in montagna in un luogo tranquillo a Valbruna in Friuli al confine con l’Austria e la Slovenia, accompagnata e assistita da una ragazza rumena che l’accudiva nei bisogni e necessità.
Informammo Federico che si disse favorevole e saremmo andata a trovarla .
L’accompagnò su anche Lea e restammo qualche giorno, poi tornammo giù ma a ogni week end tornavamo su io e Rocco a trovarla.
Tutto questo per una quindicina di giorni , finchè un giorno Lea vedendomi triste e pensieroso mi disse :
“Cosa ci stai a fare qui? Vai su vicino a tua moglie, stai con lei che in questo momento più di altri ha bisogno di te. Tienile compagnia, falle sentire la tua presenza e se hai bisogno di chiavare visto che con lei ora non può puoi farlo, hai la ragazza rumena che le tiene compagnia e l’aiuta a disposizione, puoi chiavare lei, è una bella ragazza e disponibile e nel frattempo sarai vicino a tua moglie .”
Era sincera quando diceva quelle parole e mi fecero piacere.
“Eh!… ci andrei , ma c’è Federico…” Risposi io .
“Federico …Federico… .” Mi interruppe:” Ha 18 anni non è mica un ragazzino, può stare
benissimo qui da solo e se ha bisogno di qualcosa, soldi o aiuto per qualsiasi cosa ci siamo noi, c’è Lea. “ Disse seria.
In fondo era vero quello che diceva, ma non mi andava di lasciare solo Federico, si che era grande oramai … ma in fondo era sempre un ragazzino ingenuo che scopriva il mondo ora, ma nello stesso tempo mi dispiaceva lasciare sola mia moglie in quel momento della gravidanza con tutto quello che aveva passato e la ma vicinanza l’avrebbe apprezzata e così presi la decisione di andare su da Roberta e palai con mio figlio :
“ Senti Federico, il papà va su in montagna con la mamma, sta assieme a lei in questo periodo a seguire la gravidanza e ad esserle vicino … . Qui inizia a fare caldo e la su c’è fresco ! Oramai sei grande e ti aggiusti da solo, se hai bisogno di qualcosa chiamami al cellulare e dimmelo, come fai sempre .” Feci una pausa e continuai:
“ Ti lascio dei soldi, se hai problemi chiama la nonna…anzi!… Visto che mamma non c’è ogni tanto fai un salto a trovarla, sai che nonna è sola e che le fa piacere vederti .” Gli dissi ancora .
“ Ma certo papà, stai tranquillo che non mi perdo … vai pure su sicuro e tranquillo da
mamma, intanto io e lei ci sentiamo tutte le sere al cellulare, mi chiama sempre… .” Mi
informò ridendo per farmi capire che l’assillava .
” Sono già stato solo, anche lo scorso hanno prima degli esami, sono stato via con la classe per più di venti giorni e anche se la mamma telefonava tutti i giorni come fa adesso, mi sono saputo arrangiare.”
Sorrisi anch’io :
“Lo so che sei in gamba e mi fido di te, non per questo ti lascio le chiavi di casa, ma mi
raccomando non portarci nessuno, sai che mamma è gelosa delle sue cose. Comunque ci
sentiremo tutti i giorni al telefono anche noi due se sei d’accordo?”
“ Certo pa …!! Vai su dalla mamma io qui mi aggiusto, c’è Valentina, posso anche andare a
cena dai suoi, sai che sono disponibili e poi l’unica persona che posso portare a casa nostra è lei !” Disse sorridendo.”
Capii cosa intendeva dire con quella battuta e in un certo senso lo incoraggiai:
” Per lei non c’è nessun problema, portala pure giorno e notte, quando vuoi… .”
Era le sua fidanzatina e probabilmente sarebbero state le prime chiavate che facevano se avevano già iniziato, se no per loro quell’occasione di avere la casa libera per oltre tre mesi ed era l’opportunità di chiavare per la prima volta se ancora non lo avessero fatto.
Comunque un po’ di preoccupazione l’avevo, era pur sempre un ragazzo anche se aveva la fidanzatina.
La nonna quasi ottantenne non poteva certo aiutarlo in caso di bisogno, parenti nemmeno essendo in altre città e se ci fosse stata una emergenza erano soli.
E mi venne una idea malsana dettata da un impulso, che ancora adesso maledico e sono pentito di averla avuta, non lo avessi mai fatto. D’istinto mi avvicinai a lui e gli dissi:
“Senti ti lascio il cellulare di una signora qua di Milano nostra conoscente, se avessi bisogno di qualcosa di urgente, qualsiasi cosa di pericolo rivolgiti a lei, chiamala, lei ti aiuterà, ma solo se sei in seria difficoltà.” Precisai continuando:
“ Le dirai che sei il figlio della signora Roberta, lei conosce la mamma, basta questo e vedrai che ti aiuterà. “
“Ma si!! Va bene! ….“ Mi disse quasi scocciato. Ma io per sicurezza continuai:
“Memorizzalo sul tuo dai… . “ Lui prese il suo smartphone e veloce digitò mentre io leggendo dal mio gli suggerivo : “ Lea 338 xxx xxxx , se ti trovi in difficoltà chiama lei . “ Ripetei .
Lo memorizzò davanti a me, poi seccato rispose :
” Vai a quattrocento chilometri da qui e sembra che vai in America … .”
Sorrisi, gli lasciai dei soldi, ci abbracciammo e partii e restai con mia moglie fino a che non ritornammo a Milano per il parto.
In quel periodo che io e Roberta eravamo assenti, avvennero molte cose.
Nei giorni seguenti il nostro ritorno, mentre Roberta dopo il parto era a casa con il bambino, io incontrando il personale del locale e vedendo i cambiamenti che erano avvenuti venni a conoscenza di tutto quello che era accaduto in quei quattro mesi che noi non c’eravamo per la sua gravidanza .
Parlando con le ragazze del locale e con i camerieri seppi con dolore tutta la storia riguardo a mio figlio e la sua fidanzatina Valentina .

Tutto iniziò per caso dopo una settimana che ero andato via, una sera dei primi giorni di
giugno, sia Federico che Valentina, decisero di andare a un concerto di Bruno Mars al
Mediulanun forum di Assago che si trova a dieci chilometri dal centro di Milano .
Non chiedetemi chi sia questo Bruno Mars perché non lo so, ma pare che tra i giovani e giovanissimi sia l’erede di Michael Jackson. Un ragazzo cantante di colore che fa impazzire tutte le ragazzine e i ragazzini, di cui anche Federico e Valentina ne erano dei fans .
Oltre ad avere pagato ognuno di loro ben 80 euro di biglietto, com’era prevedibile, per la loro ingenuità e distrazione durante la ressa del concerto a mio figlio gli rubarono senza che se ne accorgessero il portafoglio con i soldi. Se ne rese conto solo quando furono fuori dal Mediolanum a notte fonda :
“ Il portafogli lo hai tu Vale?!” Chiese mio figlio cercandoselo addosso.
“No!…C’è lo avevi tu in tasca amore … .” Rispose Valentina.
Federico si rovistò nelle tasche per poi esclamare:
“ Porc….non ce lo , me lo hanno fregato allora !”
E mentre tutta la gente si allontanava, Valentina le disse:
“ E ora come facciamo a tornare indietro? E’ mezzanotte passata. “
“Non lo so!” Rispose mio figlio:” C’erano tutti i soldi dentro il portafogli e i biglietti del tram.”
“ Chiediamo un passaggio a qualcuno !” Esclamò Valentina preoccupata.
E così fecero, ma le risposte di gruppi maschili furono volgari e irriverenti:
“ Se vieni solo tu, te lo do il passaggio…però dopo mi dai la fighetta… .” Ed erano tutte risposte sullo stesso tenore. Così quando la preoccupazione fu al massimo e non sapevano più come fare, mio figlio si ricordò delle parole e del numero di telefono che le avevo dato.
“ Aspetta!!” Esclamò a Valentina ormai spaventata da quella disavventura:
” Ho un numero di cellulare di una signora che mi ha dato mio padre in caso di bisogno .
Provo a chiamarla.”
“Ma non starà dormendo a quest’ora?” Esclamò Valentina infreddolita.
“Forse si, ma che facciamo? Restiamo qua ? …Vediamo se risponde, al limite se dorme mi
scuso.”
Non potevano tornare indietro ed era oltre mezzanotte, mezzi non ce n’erano più gli ultimi erano partiti e a girare a quell’ora da soli per le strade della periferia non era conveniente e così chiamò Lea.
Non l’avesse mai fatto.
Cercò nella memoria della rubrica, trovo il numero e chiamò e poco dopo sovrastata da un sottofondo musicale rispose Lea:
“ Si ! Chi è??”
“Mi scusi se la disturbo signora, ma avrei bisogno del suo aiuto… .” Non finì la frase che Lea chiese quasi scocciata:
“ Ma chi sei??…Che vuoi? Hai sbagliato numero!?”
“ Mi scusi, ma sono il figlio della signora Roberta, mio padre prima di partire mi aveva detto che se avevo bisogno di qualcosa di chiamare a questo numero la signora Lea, che ci avrebbe aiutato.”
Lea capendo verificò dicendo:” Ma tu sei il figlio di Carlo e della Roberta? Tua mamma è
incinta?”
“Si si…è lei !” Rispose mio figlio contento del riconoscimento.
Lea cambiò subito tono:
“ Ohh ciao caro! Scusami ma non sapevo chi eri e fanno tanti scherzi…si dimmi pure!”
“Ecco siamo bloccati qui io e la mia fidanzata perché ci hanno rubato il portafoglio… .” E
spiegandole tutto Lea rispose.
“Aspettatemi lì tu e la tua fidanzatina e state tranquilli che tra 20 minuti siamo ad Assago… e vi veniamo a prendere.”
Così quella notte, con quella chiamata iniziò la rovina di mio figlio e della sua fidanzatina Valentina.
Verso l’una mentre attendevano al riparo di un grosso albero del viale, videro arrivare un grosso Suv nero ,guidato da una ragazza, una giovane bionda, che si fermò affianco della strada nel posto convenuto e dalla parte del passeggero videro scendere una donna grassa vestita di nero in modo elegante, guardarsi attorno , era Lea .
“Signora Lea?” Esclamò mio figlio facendosi avanti .
Lei si voltò e li vide in un angolo intimoriti :
“ Si!” Rispose, facendo segno con la mano: ” Venite!”
E mentre li osservava, vide avvicinarsi quei due ragazzi timidi, Federico magro, molto bello che assomigliava a sua madre Roberta che teneva per mano una ragazzina, anch’essa magra e molto bella, castana chiara con due occhioni dolci .”
Lea li guardò e sorrise .
Si presentarono:
“ Scusi il disturbo signora Lea ,io sono Federico il figlio della signora Roberta e del signor
Carlo e lei è Valentina la mia fidanzatina… .”
Lea con uno sguardo mefistotele, strinse la mano a entrambi presentandosi e salirono in auto con loro nel sedile posteriore e nel ritorno si presentò ancora :
“ Io mi chiamo Lea e sono una manager artistica in un locale di spettacoli.” Disse falsamente:
“E questa ragazza che guida è una mia amica … Roxana una attrice televisiva.” Aggiunse con uno sguardo perfido d’intesa :” E sono la sua agente!”
“Piacere !” Ripeterono all’unisono loro due seduti dietro.
Poi mentre Roxana con un sorriso beffardo guidava, Lea voltandosi indietro verso loro con il tronco disse:
“ Hai fatto benissimo a chiamare Federico, sapevo che la mia cara amica Roberta aveva un figlio , ma non così simpatico.” Poi guardò Valentina esclamando:
“Che bella fidanzatina che hai, è davvero molto carina sai! Sei davvero un ragazzo fortunato.” E rivolgendosi direttamente a lei le chiese con un sorriso falso e perfido :
“Cosa fai nella vita bellina?”
“Ho finito la maturità, devo dare solo un preesame e poi ci iscriviamo all’università !” Rispose sorridendo, mostrando oltre il suo viso bellissimo, anche i suoi denti regolari e bianchi da apparecchio correttivo
“Ah bene!!” Esclamò Lea:” E questa estate cosa fate ? Studiate, vacanze.. .?”
“Ehh magari andassimo in vacanza !!” Rispose Valentina sconfortata mentre Federico la stringeva a se:”No… restiamo qui a Milano a preparaci dobbiamo fare la preiscrizione universitaria e altre cose.”
E mentre l’auto percorreva quelle strade milanesi vuote, Lea sempre girata con il tronco  verso dietro e con il braccio appoggiato sullo schienale, guardandoli fissi sorridendo disse:
” Ma lo sapete che siete proprio carini, tutte e due … avete mai pensato di fare qualcosa per la pubblicità, lo spettacolo, qualche video …qualcosa?” E poi rivolgendosi direttamente a Valentina esclamò:
“ E tu bellina non ti piacerebbe fare l’attrice, la velina o la cantante? ”
Valentina sorrise , guardò Federico e si misero a ridere tutte e due .
“Certo mi piacerebbe! “ Esclamò :” Ma non ho la possibilità!”
“Nemmeno io !” Aggiunse Federico.
“Perchè dite così ragazzi? Conosco io un mio caro amico che ha un locale dove si fanno
provini e si lanciano giovani nel mondo dello spettacolo, della moda e delle canzoni e si
interessa anche di video e tv.” E mentre loro l’ascoltavano stupiti e interessati esclamò decisa:
“Ve lo farò conoscere… . Domani cosa fate?”
“Federico e Valentina si guardarono in viso stupiti di quella proposta, stringendosi come due innamoratini uno addosso all’altro.
“Niente !” Rispose Federico .
“E allora fatevi trovare sotto casa tua domani pomeriggio che vi passo a prendere alle 14.30 … vi porto nel locale del mio amico e ve lo presento.” Aggiungendo sibillina:” Mi raccomando di esserci, soprattutto tu bellina che sono sicura che potrai fare carriera nel mondo dello spettacolo!”
Risero ancora e Valentina arrossì di quella ultima frase.
” Va bene grazie allora signora!! Risposero schernendosi e increduli di quello che loro in quel momento ritenevano una fortuna.
Non sapevano dove si stavano cacciando.
“Come siete belli e innamorati.” Affermò vedendoli stringersi dietro uno all’altra, fissando il viso di Valentina.
“Però non dite niente a nessuno, soprattutto ai genitori e tu Federico a tua mamma e tuo padre, sapete, i genitori non vogliono mai che i propri figli facciano spettacolo, credono che sia un mondo sporco…ma non è così vi assicuro.”
“Certo!!” Risposero:” Non lo diremo certo ai genitori . “ Aggiungendo Valentina:
“ Se lo sapessero i miei non vorrebbero assolutamente, loro sono contrari a queste cose,
vogliono solo che studi e mi laurei, ma a me piace il mondo dello spettacolo,della recitazione e della canzone. Non gli dirò nulla!”
“Brava bellina!!” Rispose Lea sorridendole e lasciandoli davanti a casa di Federico.
Ripartirono veloci, mentre loro in un lungo bacio si abbracciavano.
Poi Federico l’accompagnò a casa che era poco distante della sua e tra baci e carezzi si diedero appuntamento all’indomani, pensando quanto fossero fortunati ad avere conosciuto quella signora Lea.
Il giorno dopo alle 14.30…. .

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