Conversione di una moglie per bene alla depravazione – Cap. 16– Susy.

“L’incontro di due persone diverse è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c’è una qualche reazione, una di loro viene trasformata, ed è sempre la più debole.”
SUSY.

Quella sera era stato tutto tremendo,una cosa che non avrei mai creduto di vedere , mia moglie madre, moglie e donna rispettata che si prostituiva e batteva sulla strada.
Restai quasi assente a passare il resto della serata con Rocco, nel bar vicino o seduto in auto a sentire la musica di sottofondo, mentre lui fumava quella maledetta sigaretta elettronica e guardava in giro controllando le sue puttane.
Quando Roberta, o meglio Susy finì di fare prestazioni,( come chiamavano loro il prostituirsi), aspettarono l’ultima collega che ritornasse. Era molto tardi oltre l’una e scesa dall’auto si avvicinò alle altre a chiacchierare tra cui mia moglie e a un cenno di Lea, come cagnoline salirono tutte su un auto di grossa cilindrata un Suv che seguimmo anche noi e vidi che le portò in quel bar dove eravamo stati la prima volta io e mia moglie .
Era chiuso al pubblico con la serranda aperta a metà, il barista aiutato da Lea la tirò ancora un po’ su ed entrarono e lo stesso facemmo noi dietro loro.
L’interno me lo ricordavo, quel locale l’avevo fantasticato tante volte masturbandomi, anche il tavolo dove era seduto e vidi per la prima volta Rocco.
Entrammo e Rocco offrì da bere a tutti per festeggiare la nuova collega e il battessimo sulla strada di mia moglie, mentre le sue nuove colleghe si stringevano attorno a lei congratulandosi e cercavano di fare amicizia con lei, quella nuova collega parlando di tutto.
“A Susy !!! Il nuovo arrivo nella nostra scuderia!!” Gridò alzando il bicchiere in alto assieme a tutte le altre, barista compreso che ci  riconobbe e sorrise.
Era tutto così assurdo, oserei dire folle quello che stavamo vivendo, vedere mia moglie ormai puttana assieme ad altre come lei, ma purtroppo era drasticamente vero. Io la osservavo in silenzio seduto a un tavolo vicino Rocco, c’eravamo parlati solo con gli occhi noi, guardandoci silenziosamente. Oramai aveva fatto il salto, si era prostituita… addirittura con otto uomini diversi quella sera. Eppure era lì insieme alle altre, ancora con la sua aria timida e sottomessa, come se non fosse successo nulla, come se fosse stata solo una carnevalata.
Bevendo e festeggiando la nuova puttana della scuderia, Rocco le chiese sorridendo :
“Allora cosa prova una signora per bene come te a battere il marciapiede in periferia, vendere la figa e farsi pagare? “
Roberta non rispose, lo guardò in silenzio, non so cosa provasse mia moglie a quella battuta e a quel vociare e ridere intorno a lei con i bicchieri che si alzavano e scontravano, so solo che io ero demoralizzato e lei assente.
Eravamo stanchi sia io che lei e ci si leggeva in faccia, non eravamo abituati a far tardi a
tirare così notte, a quell’ora eravamo già a letto da quattro cinque ore di  solito.
Vedendo mia moglie che sbadigliava Rocco mormorò:
“Ora cambiati e andate pure a casa che stasera hai lavorato bene, vi chiamerò al cellulare.”
Le colleghe e il barista le fecero cenno di andare sul retro per cambiarsi e andammo, io
assieme a lei .
I suoi abiti precedenti, classici e normali erano dentro una grossa busta da spesa su una sedia, portati da qualcuna di loro .
Il barista uscì e ci lasciò soli, entrò solo Lea che fumando restò lì.
Roberta si sedette e per prima cosa si tolse la parrucca, tirandosela in alto e indietro con la mano.
“ Non la sopporto più ,mi da fastidio , mi fa cuocere la testa e mi da prurito!” Disse togliendola e mostrando i suoi capelli veri sotto una retina, schiacciati e bagnati dal sudore.
Senza parrucca e ritornata al suo colore scuro naturale di capelli era diversa . Tolse anche la retina rimuovendo poi i fermagli che fissavano e schiacciavano i capelli e scuotendo la testa infilò le dita tra di loro, li liberò scompigliandoli, allargandoli facendole prendere volume e aria ai suoi capelli veri . Ma nel fare quella manovra , alcuni restarono tra le dita, le unghie e gli anelli e li guardò con terrore .
“Guarda ! Me li fa perdere la parrucca, mi cuoce la testa, ho il cuoio capelluto macerato non li fa respirare, sono sette ore che ce lo in testa con questo caldo!! Mi da prurito !!” Esclamò e iniziò a grattarsi il capo con le unghie irritando di più il cuoio capelluto e facendone staccare altri .
“Se hai paura che ti faccia perdere quei quattro peli che hai in testa ti devi rassegnare …” Disse Lea : ”… perché le parrucche saranno i tuoi capelli, faranno parte della tua personalità, del nuovo look di Susy e se hai paura di perderli tagliateli o rasateli , non saresti la prima che lo fa .”
Mia moglie la guardò infastidita, era seccata che non prendeva in considerazione le sue
preoccupazioni, si alzò e andò in bagno a struccarsi e poi si cambiò d’abito .
Ci mise una mezz’oretta e tornò con ancora sul viso i segni del trucco , ma era vestita
normalmente, classica e pettinata era ritornata la mia Roberta , ma i capelli nonostante le avesse mossi e ravvivati con le dita le erano restati schiacciati. Mise il suo abitino da lavoro con scarpe e parrucca dentro quella busta e li lasciò sulla sedia, e uscimmo.
Intanto che le altre ad un cenno di Lea si alzavano per tornare in macchina mentre passavamo noi, lui da seduto sulla sedia fermò mia moglie con la mano dicendole :
“ Tu ora quando andrai a battere, verrai qui nel retro a cambiarti, ci sarà sempre una di loro con te o che ti porterà gli abiti e le parrucche che indosserai nel lavoro e al termine le riporterai indietro qui !” Disse con voce decisa aggiungendo:” E uno di noi o tuo marito stesso ti porterà sul posto scelto per battere. “
A quella frase si voltò e mi guardò seria negli occhi, ma non disse nulla.
Rocco sorrise, mi aveva detto che sarei stato il magnaccia di mia moglie, ma non ci avevo
creduto e ora creava le condizioni affinché lo diventassi davvero.
E mentre loro si erano alzati e salutando se ne stavano andando, Lea si premurò di dire a mia moglie.
“ Mi raccomando le lavande vaginali! E metti sulle grandi e piccole labbra la crema spermicida che ti ho dato io.” Lei  annuì.
Chinammo il capo per uscire dalla saracinesca abbassata e ci avviammo lungo il marciapiede a braccetto, proprio come una coppia marito e moglie e arrivati  al termine del marciapiede trovammo la nostra auto  che qualcuno aveva portato, salimmo e tornammo verso casa nel buio della notte, in un silenzio che lei ruppe, dicendo sarcastica:
“E così sarai tu il mio nuovo magnaccia ?!” Guardandomi seria.
Non sapevo che dire:
“No! Roberta, quello che è successo questa sera non devi più farlo, dimenticheremo tutto!! Io ti amo lo stesso!”
“ Ttzz !! ..” Disse scuotendo le spalle e guardando avanti:
“Ma non lo hai ancora capito che non possiamo farci più niente??” L’unica cosa che possiamo fare e sperare che si stanchi presto di me, non voglio finire con la faccia sfregiata!… E per favore finiamola con queste cose, non farlo più o altro. Sono stata con otto uomini stasera, otto!!!…Che mi  hanno chiavata!” Ripete con gli occhi lucidi e tutti a pagamento e se lo faccio è solo per Federico, nostro figlio, che non voglio che le faccia del male.
Mi hanno consigliato di avere una doppia vita come molte donne insospettabili, che quando mi prostituirò con loro sarò sempre truccata e in zone periferiche e difficilmente qualcuno mi riconoscà… . “ Esclamò.
Poi con le mani tremanti aprì la borsetta frugò dentro e prese un pacchetto di sigarette
portandosene una in bocca e accendendola .
“Che fai fumi adesso!?” Le dissi.
“Si!!” Rispose .
“E da quando?”
“Da stasera!!” Esclamò facendo uscire il fumo dalle labbra e tossendo delle prime aspirate come una principiante .
Ci fu silenzio, poi mormorò:
“Tu il mio magnaccia! …Da non credere, sei sempre stato geloso di me !”
“Io non so sarò il tuo magnaccia Roberta, tu sei mia moglie. Rocco ha detto solo che ti
accompagnerò! ” E a quelle parole lei si mise a guardare davanti.
Ritornai al  discorso e alla richiesta che le avevo fatto  poche  ore  prima e le  chiesi:          “ Perchè lo hai fatto amore? Perchè non sei venuta via quando te lo chiesto? Avremmo potuto fuggire!” Domandai.
“Perchè? Te lo detto… .”
“Si , mi hai detto un mucchio di cazzate… .” Risposi.
“Cazzate ? “ Disse sarcastica:” Sono cazzate queste ??” Rispose
Mostrandomi i segni e ancora qualche livido che le aveva fatto Rocco picchiandola.
“Questi me le ha fatti lui quando mi ha violentata, ma mi hanno detto le altre ragazze che è capace di peggio… .”
“ Di sfregiarti?” Chiesi io interrompendola.
“ Si!” Ribattè.
“Chi te la detto!… Le ragazze ?”
“Si le mie nuove colleghe !” Rispose ironica:” Mi  hanno detto che a qualcuna la rovinata per sempre e nonostante tutto la costretta a lavorare per lui nel night con la maschera!”
Feci ancora un tentativo:
“Ma cosa pensi ora? Puoi sempre smettere!“
Ma voltandosi verso di me mormorò:” E tu pensi davvero che mi lascerebbero smettere?“
Restai in silenzio .
“Dai portami a casa che sono stanca e mi voglio lavare, ce n’era uno che puzzava…che schifo !!” Esclamò tirando boccate di fumo alla sigaretta e tossendo meno.
“ Ho la figa rovente e non vedo l’ora di lavarmela e raffreddarmela!” Aggiunse.
Restai stupito dal suo linguaggio …era cambiata. Non le dissi mai che l’avevo spiata con il suo primo cliente e che l’avevo vista e sentita anche godere, non avrebbe capito perché l’avevo fatto.
A casa andò subito in bagno, si fece la doccia e poi in piedi a gambe larghe , vidi la sua figa depilata e dischiusa e la osservai introdursi il beccuccio e farsi la lavanda vaginale con il tantun rosa. Poi asciugata si passò sule labbra vaginali della crema che le aveva dato Lea.
Tornai in soggiorno e mi preparai per andare a letto e nell’attesa che arrivasse lei pensavo che oramai avremmo aspettato la sua nuova chiamata e che in base alle marchette che avrebbe fatto l’avrebbe pagata ogni settimana.
Una nuova vita iniziava per noi … purtroppo.
Era fatta, era stata iniziata, aveva consumato la sua prima marchetta, si era data a pagamento, si era venduta, aveva rotto il ghiaccio e la sua morale, aveva fatto il primo passo, non era più la donna di prima e ora cosa sarebbe successo? Iniziava una nuova vita, una nuova trasformazione.

Il giorno seguente dopo una telefonata incontrammo Lea che le disse :
“Dovrai venire dal nostro ginecologo a farti visitare come le altre ragazze…dovrai fare delle visite periodiche settimanali , noi non siamo come gli altri, Rocco le sue puttane le vuole controllate e sane .” E rise.
“ Ma io ho già il mio !” Rispose mia moglie.
Ma Lea sorrise beffarda:” Sarà meglio che il tuo ginecologo non te la veda la figa perché tra un mese o due si accorgerà della sua evoluzione e capirà subito che lavoro fai!” E rise ancora più forte.
Mia moglie si scandalizzò alla brutalità di quelle parole e io restai di stucco. Ora dopo quella frase si sarebbe sicuramente vergognata a farsi visitare dal suo ginecologo di fiducia , da dove andava da oltre vent’anni .
Così accettò e come tutte le altre “colleghe”si adeguò al ginecologo di Rocco e si fece visitare da lui.
Entrammo con Lea nello studio , io dietro loro .
Quando il medico vide mia moglie la guardò un po’ stupito , forse per l’età.
“ Ogni tanto vi presentate qui con qualche bella signora!” Proseguendo: “E’ questa quella
nuova?” Domando a Lea .
“Si!” Rispose lei.
“Ehh i soldi!! Piacciono a tutti ….Tirano fuori sempre la vera natura delle persone , specialmente se donne e le fa fare cose immaginabili.” Esclamò, non sapendo perché mia moglie si trovasse in quella condizione, pensando che lo facesse per soldi come tutte le altre.
“Bene!!” esclamò guardandola :” Ora siediti che faremo un po’ di anamnesi, visto che sei una mia nuova paziente .
” Lei esca!” Disse a me, domandando a Lea:” Chi è??”
“Il marito!”
“Ah!! Ho capito!! “ Esclamò sorridendo ironicamente :” Comunque esca lo stesso!”
E mentre umiliato di quel risolino io mi allontanavo uscivo nella sala d’aspetto lasciando la porta socchiusa , accostandola solamente in modo da ascoltare.
Era un ambulatorio privato e a quell’ora non c’era nessuno.
Facciamo un po’ di anamnesi sanitaria ,raccoglierò qualche informazione su di te.
Che malattie hai avuto ? Qualche patologia particolare? “
“No nessuna !” Rispose :” Solo quelle dell’infanzia.”
“E in famiglia? “
“Nemmeno !” Ribattè.
Sentii che le poneva le domande senza rispetto, dandole del tu come se fosse una puttana vera:
” Hai ancora le mestruazioni?” Chiese.
“Si certo !” Rispose mia moglie .
“Sono regolari?”
“Si!”
“Figli?”
“Uno!”
“Parto naturale?”
“Si!”
“Quanti anni fa?”
“Diciotto!”
“E’ tanto che fai questa professione?” Chiese, ma prima che rispondesse lo fece Lea per lei, interrompendola.
“No , da poco!” Mentre lui continuava a scrivere digitando sulla tastiera .
“E prima cosa facevi?”
“Faccio ancora!” Precisò Roberta:” Sono impiegata!”
Lui tirò su il capo e la guardò: “Fai ancora l’impiegata ?” Ripetè stupito .
“Si!” rispose Lea ridendo:”Fare l’impiegata è il suo secondo lavoro, il primo è battere!”
Sorrise anche lui e proseguì.
“Malattie veneree , mai avute!?” Chiese ancora.
“ No mai!!” Rispose con voce seria e sdegnata mia moglie mentre lui annotava al computer quello che diceva.
Fece ancora molte domande a cui mia moglie infastidita sotto lo sguardo attento e curioso di Lea rispose.
Poi lui si alzò dicendo :”Vieni che adesso ti visito.”
“Su vai !” Disse Lea.
Conoscendola so che lo seguì malvolentieri , forse già pentita di aver accettato di fare quella vista.
La intravvidi dalla porta alzarsi e dirigersi tutte e tre dietro un paravento di tela bianca , tenuto su da piantane di alluminio che dalla luce dietro esso diventava quasi trasparente mostrando su di esso le sagome dei corpi.
Vedevo le loro ombre dietro e curioso e non visto entrai portandomi di soppiatto ,
avvicinandomi al paravento , osservando tra i vuoti delle aste di alluminio .
Non avevo mai assistito a una visita ginecologica , nemmeno di mia moglie eppure ne aveva fatte tantissime in vent’anni, so come avvenivano ma mai viste .
Dietro la tela bianca vidi l’ombra di mia moglie iniziare a spogliarsi, togliere la gonna ,
abbassarsi le mutandine e farsi avanti per sedersi nel lettino.
“No tutto , nuda!” disse il ginecologo devo anche fare un esami obiettivo sul corpo prima che si sdraia .
Vidi la sagoma togliere la maglia e poi il reggiseno portando le braccia dietro la schiena e
quando fu nuda appoggiarsi al lettino.
Mi spostai e avvicinai di più con movimenti furtivi e veloci che mi consentirono di mettermi in posizione di intravvederla , spiarli tra le fessure del paravento e poter osservare le sue nudità che io conoscevo bene. Il suo seno ancora bello e maturo, il culo pallido, voluminoso e tenero, quasi perfetto da signora per bene, che sembrava un dipinto di nudo dell’800 con due gambe lunghe e affusolate.
Quel vecchio medico la osservava attentamente . Roberta era un signora molto bella per essere una puttana. Le sue labbra, sommate all’interesse che ormai aveva provocato in lui, gli facevano pensare a come dovevano essere dolci e morbide sulla cappella del suo cazzo .
“Bene veni qui e resta in piedi !” Le disse facendola avvicinare e salire sulla bilancia .
” Faremo prima una visita medica generale e in seguito l’esame ginecologico. “
Roberta vi salì sopra .
“Sessanta chili “ Mormorò voltandosi di lato e segnando su un foglio il peso,che poi avrebbe riportato al pc .
Poi con l’asta le misurò l’altezza :” Un metro e sessantasette!”
“Peso e l’altezza giusta per l’età che hai!” Esclamò guardandola.
“Metti le mani sui fianchi:” Continuò :”Iniziamo l’esame ginecologico, partendo dalla
regione pelvica, con l’ispezione.
Il Dottore fece un passo indietro e la osservò in ogni parte.
Prima la osservò anteriormente , guardando il suo seno pallido con il capezzolo rosa
diventato turgido per quella situazione anomala al limite dell’eccitazione .La scrutò con
attenzione, mentre mia moglie imbarazzata e infastidita scrutava in giro e verso l’alto .
Vide il suo ventre con la sua pancetta e i suoi fianchi con poco adipe .
Iniziò osservando il ventre se vi erano cicatrici tipo appendice o cesareo , poi valutò toccando con le sue dita senili e ossute la zona ombelicale e la parete addominali, liscia, palpandola quasi accarezzandola, facendole provare pur non volendo sensazioni di ribrezzo e piacevolezza.
Lea ne gioiva sotto il silenzio e l’indifferenza dell’osservatrice, percepiva il suo disagio ,le sue sensazioni al tocco delle dita del medico e immaginava che presto si sarebbe eccitata.
“L’addome è a posto ! “ Le disse con occhi libidinosi .
Si soffermò con lo sguardo su quelle gambe lunghe e affusolate , dove all’apice sorgeva tra loro una fessura chiusa e lunga verso l’alto. La guardò con attenzione e penso con libidine sono certo che anche a quel vecchio medico batteva forte il cuore come a me.
Probabilmente lo eccitava molto anche il sapere che era alle prime esperienze .
Allungò il braccio e prese tra le dita la mammella sinistra, gliela palpò professionalmente ma con libidine anche e forse con desiderio , era bella, morbida e densa ,senza anomalie interne o difetti esterni , lo stesso fece con la destra , senza che mia moglie si opponesse e passiva dicesse nulla .
Ma quelle manovre , il sentirsi manipolare il seno e i capezzoli , la turbavano , le davano una sensazione di eccitazione e inquietudine un misto tra vergogna e piacere.
La osservò anche in modo professionale ,scrutò le caratteristiche costituzionali, le simmetrie perfette delle mammelle e dei fianchi mentre lei si vergognava profondamente.
Guardò le gambe , poi prendendola per le spalle e accompagnandole le disse :” Girati!”
Roberta ruotò su se stessa e facendolo si trovò di fronte Lea che la guardava sorridendo negli occhi e lui la visitò posteriormente professionalmente e anche con libidine. Guardò la sua schiena matura e il collo, spostandole i capelli scese con ilo sguardo sulla colonna
fino alla curva lombare ,osservò il suo culo splendido e improvvisamente tastò i glutei , morbidi e carnosi ,erano lisci e perfetti .
“ Ha già avuto rapporti anali ?” Chiese . E prima che lei rispondesse lo fece Lea:
“Si!!” Rispose godente.
E nel silenzio proseguì la sua visita.
Controllò se c’erano anche sulla schiena delle cicatrici o dei nei . Le ascultò i polmoni , poggiando direttamente l’orecchio sulla schiena e le mani sui fianchi, eccitandosi oltremodo.
“Hai ancora le tonsille ?” Chiese toccandole da dietro la gola con le dita..
“No!” Rispose .”Le ho tolte da piccola.” Da dietro di lei le esaminò anche la tiroide alla ricerca di noduli o irregolarità.
“Su le braccia!” Esclamò mettendosi davanti ed esamino anche i linfonodi delle ascelle , tastandoli.
Sempre con lei in piedi, pose le dita, al livello inguinale, e la invitò a tossire per determinale la presenza di eventuali ernie crurali . Le prese la frequenza cardiaca al polso e la pressione arteriosa :
“Tutto a posto! Perfetta ! E’ sanissima! ” Esclamò ,facendo avere a Lea un sorriso trionfante.
“Sarà contento Rocco!” Esclamò.
Voltandosi Roberta vide il lettino con i poggia gamba posati sopra , che lui si premurò a mettere subito nell’incastro .
Si sedette con il suo splendido culo su quella carta bianca a rotolo e a strappo che si trova
anche sui lettini degli ospedali e lui prendendole le caviglie la ruotò con il sedere sopra e le fece adagiare le cosce sugli incastri dei poggia gamba. In quella posizione si vedeva tutto, la sua splendida fica depilata, socchiusa .
Sedendosi sullo sgabello in fondo al lettino e tra le sue cosce spalancate ,chinò la testa verso di loro e osservò la lunga fessura depilata e dischiusa e passò all’ispezione visiva dei genitali esterni . Osserverò la morfologia e se ci fossero malformazioni o ipertrofia delle grandi e piccole labbra, visto che alla lunga con i rapporti sessuali ripetuti cedono i tessuti e vengono in fuori e di dimensioni fuori la norma.
Allungando il braccio prese da un carrellino vicino a lui un caschetto con lampada frontale per illuminare l’interno della vagina. Quello strumento che avevo visto tante volte nei film o nelle pubblicità , permetteva al ginecologo di avere le mani libere, illuminando e vedendo le caratteristiche del tessuto vaginale senza ombre e senza alcuna distorsione; e ruotando sulla fronte la lampadina , concentrava il raggio luminoso. Subito le scrutò la vulva, le labbra vaginali ,belle e in carne, gonfie e sensuali come il resto del corpo.
Mise i guanti di lattice e iniziò a toccare con professionalità e delicatezza. A passare il dito sulla fessura, prendere le grandi labbra, tirarle, aprirle, lo stesso con le piccole e manipolarle.
Divaricando le grandi labbra, mise in evidenza le piccole e osservò il colorito interno
corallino.
Alzò il capo e si avvicinò lievemente guardandola anche in viso ,venendo colpito dalla signorilità che emanava nelle espressioni, dalla bellezza del suo volto , dalle sue labbra e dai denti bianchi e regolari che si scorgevano tra esse.
Tutto questo dava piacere non voluto a mia moglie che cercava d non mostrarlo,ma soprattutto di rifiutarlo.
Lei in quella posizione osservava il soffitto .
“Rilassati !!” Le disse ” Proverai meno fastidio!”
Allungando ancora il braccio , il ginecologo prese lo speculum vaginale di plastica monouso sul carrello.
“Un medio!” mormorò da solo aprendo il celofan .
Osservavo non visto curioso , lo lubrificò con una crema trasparente e lo appoggiò sulla
fessura ,per introdurlo a valve chiuse.
Mia moglie era in posizione ginecologica , spinse e introdusse lo speculum attraverso l’orifizio vulvo-vaginale e quando fu in fondo premendo sull’impugnatura si aprirono le valve divaricando le grandi e piccole labbra, allargando il lume endovaginale e procedette all’osservazione posizionando il raggio luminoso delle sua lampadina da visita sul capo all’interno della vagina, così che potesse esaminare le sue pareti, le pliche e la superficie del collo uterino.
Io osservavo dietro al paravento, vedevo le spalle di Lea e poi il lettino con lei e il ginecologo seduto tra le sue cosce . Passiva e impotente lei subiva.
Osservandola internamente con lo speculum chiese:
“Quanti anni ha??”
“Quarantatrè !” Rispose mia moglie sdraiata osservando il soffitto .
“Si! L’elasticità della vagina è buona,si dilata bene e non avrai problemi ne di forma ne di
dimensioni a riceverne quando avrai rapporti sessuali. ” Disse perfido sorridendo.
Quando tolse lo speculum continuò ancora brevemente l’osservazione dell’aspetto esterno del clitoride .
Osservò il meato urinario, lo sbocco delle ghiandole vaginali, la presenza di secrezioni vaginali e la zona perineale e l’ano, rosa e chiuso accarezzandoglielo più volte con libidine con il polpastrello dell’indice inguantato.
Sempre con i guanti divaricò nuovamente con le dita le grandi e le piccole labbra ed introdusse delicatamente dopo averlo lubrificato con una crema l’indice puntandolo verso l’alto ,all’addome. Dicendole per confortala e allentare quella tensione che era diventata quasi piacere:
“Stai tranquilla e rilassata!”
L’altra mano l’appoggiò sull’addome inferiore e si mise ad apprezzare gli organi pelvici (utero ed annessi) dall’esterno, che vennero sospinti dal dito introdotto in vagina, verso l’addome.
“Ora controlliamo gli annessi, ovaie e tube.” Precisò.
Esplorandola e premendo la sua pancetta .
“Anatomicamente gli organi genitali e riproduttivi sono tutti funzionanti e ben conservati .
Ancora tutto attivo ed efficiente e ben lubrificato , c’è davvero il rischio che per un incidente possa restare incinta. “ Esclamò.
Dopo la visita, per precauzione visto che era ancora feconda e durante un rapporto si poteva lacerare e rompere il preservativo dentro in vagina ,con la conseguente uscita di sperma e quindi di trovarsi incinta, Lea le disse di farsi mettere come le altre ragazze l’anticoncezionale; la spirale dal ginecologo . “Metti la la IUD per sicurezza !” Aggiungendo lui:
“Ti darò anche delle creme specifiche per lubrificare i preservativi e diminuire l’attrito con le mucose vaginali ed evitare l’irritazione ,dovrai metterla prima di farlo entrare per facilitare senza resistenze la penetrazione, creme che avranno anche una funzione spermicida.” Disse, proseguendo :
“Non si sa mai chi si incontra…ti servirà anche per le dimensioni , lubrificalo e lubrificati bene ed entrerà facilmente …così sarai sicura, tienile sempre in borsetta con i preservativi. “ Le raccomandò informandola:
“Per sicurezza con il lavoro che fai devi per forza mettere un anticoncezionale meccanico, di quelli di tipo fisico .” Chiedendole: ”Sei d’accordo?”
“ Come? … “ Chiese mia moglie stupita :” Io non ho mai preso anticoncezionali di nessun
tipo.”
“Va bè! “Ribattè il medico:” Ma è meglio che ora lo fai e la metti, come ti ho detto se si rompe qualche preservativo mentre ti chiavano e ti sborrano dentro, resti incinta! Lo capisci questo??” Domandò vedendola perplessa.
“Si! Si!..” Rispose mia moglie preoccupata.
Ci fu silenzio e lui continuò.
“ E poi che fai? Te lo tieni o abortisci ?”
Roberta era frastornata a sentire quelle parole ..incinta…aborto… .
“Io ti consiglio di metterlo, cosi chiavi sicura e tranquilla !” Ribattè precisando: “ Ti metto la IUD, cosidetta spirale intrauterina… . Non c’è altra soluzione, gli anticoncezionali sono l’unico metodo in grado di evitare la fecondazione dell’ovulo scongiurando gravidanze indesiderate, ce ne di vari tipi , mai io come ti dicevo ti consiglio lo IUD che è più sicura. E’ già capitato a qualche tua collega di restare gravida…e non sapere nemmeno chi è il padre.” Dichiarò facendo una pausa e riprendendo:
“Allora la mettiamo?”
“ Ma io non so !” Rispose impaurita mia moglie balbettando :”Chiedo anche a mio marito… .”
Facendomi felice a sentire quelle parole che nonostante tutto quello successo voleva dividere con me le sue preoccupazioni e scelte.
Ma fu la voce tagliente di Lea a rattristarmi.
“Tuo marito non c’entra niente con queste cose. Decido io ! Glielo metta!!” Esclamò decisa al ginecologo che si alzò e si portò nella vetrinetta vicina, l’aprì e prese una confezione dicendo rivolta a Lea :
“ Si ma spieghiamole almeno cosa è, a cosa serve e perché la mettiamo. La prevenzione è
meglio della cura.” Mormorò e sorrise mentre , mentre Lea faceva spallucce.
“La spirale è uno strumento meccanico anticoncezionale ad uso femminile, è un cosidetto strumento di barriera che viene posizionato nella cavità uterina. Richiede una sostituzione periodica, ma evita se succede per disgrazia che si rompa il preservativo , che l’ovulo fecondato scenda e si annidi nell’utero e dia quindi il via alla gravidanza.”
Roberta era imbarazzata e stupita e tirato un po’ su il tronco, stava appoggiata sui gomiti a guardarlo e ad ascoltare .Anch’io ero interessato e ascoltavo con attenzione.
E proseguì:
“Esso impedisce la fecondazione, oppure laddove questa sia eventualmente avvenuta, ostacola secondariamente l’annidamento dell’embrione nell’utero. Ce ne di due tipi in rame e ormonale, ma per te è meglio quella ormonale, è un po’ fastidiosa introdurla ma poi ti darò un antidolorifico. Dovrai fare controlli ginecologici frequenti , almeno una volta al mese e se hai fastidi anche prima.”
“Ma il preservativo …” Mormorò mia moglie.
“ Il preservativo è un cosidetto strumento meccanico ad uso non femminile ma maschile, che adopera l’uomo e come sai si può rompere, ma ti conviene farlo mettere lo stesso, ti evita le malattie veneree .”
Il ginecologo rendendosi conto che nonostante l’età non era molto edotta in materia , spese due minuti a spiegarle gli anticoncezionali:
“ Allora sentimi bene così impari !
C’è la pillola anticoncezionale che si assume per bocca .
L’anello vaginale che è un metodo contraccettivo basato sul rilascio di ormoni in materiale trasparente e morbido va inserito nella vagina una volta al mese. Ha la medesima efficacia della pillola anticoncezionale combinata. Il Cerotto contraccettivo , che è un vero cerotto di circa 20 cmq che applicato sulla pelle, rilascia ormoni simili a quelli presenti nella pillola anticoncezionale. Si applica settimanalmente per tre settimane consecutive con una di pausa. Si può applicare sui glutei, sul torace, sull’addome o sul braccio. Il cerotto è progettato per durare una settimana.”
Fece una pausa e intanto che apriva la scatola con lo IUD e le rimetteva dentro le labbra vaginali lo speculum aprendolo e divaricandole la vagina continuò:
“Naturalmente questi metodi ti proteggono solo dalle gravidanze indesiderate e non dalle malattie, dal contagio da HIV né da nessuna malattia sessualmente trasmissibile.
I rapporti sono consigliati quando si ha un partner fisso e sano ,ma tu continua a farlo sempre con il preservativo a meno che non sei sicura del partner. Lea ti darà anche delle creme spermicida e germicida che ti scriverò e ogni volta che hai rapporti alla sera dovrai farti le lavande vaginali con il tantum rosa….asciugartela bene e metterti le creme. E tienila sempre pulita e depilata .”
Le bagnò con una garza imbevuta di disinfettante marrone , probabilmente del betadine la figa esterna, tutta la vulva fino agli inguini ed esclamò.
“Su!!…Che ora incominciamo ! Stai rilassata. “
Prese la spirale e avvicinandosi alla figa con due strumenti come le forbici ma a pinza , la portò dentro, trafficò alcuni minuti, vedendo io ogni tanto il viso di mia moglie contrarsi come se fosse pizzicata e poi:
“ Ecco fatto a posto!!” Esclamò il dottore. “Ora sei tranquilla , se vuoi potrai farti sborrare dentro e non resterai incinta ma per sicurezza sul lato sanitario usa il preservativo e fai quello che ti ho detto.
Hai sentito male ?” Chiese ancora curioso.
“No solo pizzicare e ora un po’ di fastidio e bruciore .”
“E’ normale, ti do un antidolorifico e vedrai che poi ti abituerai e non lo sentirai più , c’è l’hanno tutte le tue colleghe lo IUD.”
Il dottore le tolse le gambe dai poggiagamba e vidi che Lea l’aiutava a tirasi su e lei che si
asciugava la figa con delle garze asciutte per togliere il disinfettante e la crema lubrificante .Poi in piedi vestirsi mentre il dottore parlava con Lea .
Mi allontanai di corsa e tornai fuori ad aspettare. Dopo un quarto d’ora comparvero lei e Lea, la guardai in viso era tesa.
“Domani Rocco vi vuole parlare, cosa fate venite al bar dove ti sei cambiata l’ultima volta o veniamo noi a casa vostra?” Chiese ironica Lea.
“Veniamo noi !” Dissi io:” A che ora?”
“Alle tre!”
“Va bene ci saremo e ci salutammo.
Quando fummo soli mentre andavamo a casa le chiesi:
“ Ti ha visitato? “
“ Si !!” Rispose dura e dopo una lunga pausa proseguì:” Mi ha messo anche lo IUD!!”
Esclamò. “ E’ stato umiliante ! Mi ha trattato come una prostituta .”
Feci finta di non sapere cosa fosse:
“ Lo IUD?? E che cos’è?”
“ E’ la spirale anticoncezionale.” Rispose.
“ La spirale? Ti ha messo… .” E prima che finisse mi interruppe :
“Si mi ha messo la spirale anticoncezionale così posso farmi anche venire dentro e sono sicura di non restare incinta. Come le puttane… .”
Restai in silenzio e lei non disse più nulla.

Passammo la giornata e la serata al solito modo come se non fosse successo nulla e il giorno dopo alle tre andammo in quel bar che purtroppo conoscevamo bene.
Ci aspettavano , un inserviente ci fece entrare e accomodare e ci accompagno all’interno da loro.
Ci sedemmo e Rocco fece i complimenti a mia moglie :
“Sei sempre più bella Susy !” Disse :” Chiavare e fare la puttana ti fa bene!” E rise assieme a Lea .Si parlò di altre cose bevendo e poi ci disse:
“ Chiederai il part time al 50% ,così lavorerai tre giorni da impiegata all’ufficio postale e gli altri tre li avrai liberi per poter battere tranquillamente alla sera da puttana… visto il
guadagno.” E rise ancora.
“Non so se me lo concederanno .” Farfugliò mia moglie :” Lo hanno chiesto anche altre
colleghe più giovani con figli ma non le è stato concesso.”
“Tu fai domanda!… A te lo daranno, ti aiuteremo noi!” Replicò sicuro:” Abbiamo degli amici che vengono nel mio locale e lavorano alle poste, anche alti dirigenti… .”
Giorni dopo Roberta fece la domanda e presentò un certificato fattogli da un loro medico
compiacente dove diceva che Roberta soffriva di esaurimento nervoso e che era depressa e tramite le conoscenze di Rocco fu accettato e le giornate che doveva lavorare le scelse lui su suggerimento di Lea. Decisero che avrebbe lavorato in posta come Roberta l’impiegata il martedì, mercoledì e giovedì. Il venerdì il sabato e la domenica sera sarebbe andata e battere come Susy . Lunedì giorno di riposo, non avrebbe battuto per prepararsi a lavorare il giorno dopo.
Così dopo pochi giorni il part time lavorativo iniziò la sua attività di battona di Rocco e io la mia da pseudo magnaccia.
Rocco lasciava che fossi io a gestirla , mi dava solo consigli su come fare , trattarla ,lui godeva che io marito portassi mia moglie a battere con lei ridotta a puttana e me suo magnaccia per merito suo. Era il suo trionfo, l’apoteosi per quel verme d’uomo.
Alla sera quando l’accompagnavo a battere non c’era più lui ,ma sempre Lea che gestiva e decideva.
Giorni dopo un pomeriggio dopo esserci appena svegliati da una di quelle notti, Lea telefonò a mia moglie dicendole che Rocco avrebbe avuto piacere di prendere un caffè con noi .
Lo incontrammo malvolentieri da parte nostra in un bar del centro e dopo aver bevuto un drink e parlato del più e del meno, lui rivolgendosi a mia moglie disse :
“Domani sera fatti bella ….” Poi ridendo continuò:” No…non ti porto a battere, ti porto a cena fuori !” Disse informandoci .
“ Saremo in quattro io e te , tuo marito e Lea.”
Il fatto che mi affiancasse a Lea mi dava fastidio, non mi piaceva quella donna.
Mia moglie seppur senza parrucca, era segnata in viso per via di quel trucco volgare che metteva alla sera prima di battere , era a disagio era sempre preoccupata come me che potesse essere riconosciuta ugualmente da qualcuno. Era intimorita e odiava Lea per come la trattava e l’aveva conciata da quella sera, truccata , depilata e fatta battere e si sentiva umiliata.
Era una donna forte Roberta , c’era riuscita , aveva salvato l’integrità psicologica e fisica da quella nuova esperienza e situazione che viveva, era molto più forte di quello che pareva e di me anche se era agitata, smarrita .
Seppur con me facesse la spavalda e mi rispondesse in malo modo a loro li temeva , soprattutto Rocco per paura che le facesse ancora del male come quando la violentò o peggio che facesse qualcosa a nostro figlio Federico che era ancora in vacanza, quindi era sempre accondiscendente e rispettosa verso di lui , anche quando non era d’accordo.
Dentro di lei era sempre intimorita , confusa però si rivolgeva sempre a me per le sue scelte, come quella di mettere la spirale in vagina e anche se non glielo dissi mai, mi fece enorme piacere che nella paura e nell’imbarazzo mi cercasse , volesse il mio parere e consiglio e trovasse sicurezza in me.
Quel pomeriggio Lea volle che uscissimo con lei.
“Fai venire anche tuo marito se vuoi !” Le disse e lei nonostante mi disprezzasse fu ben felice che io la seguissi , anche perché poi, poteva sfogarsi con qualcuno.
Dopo varie stradine del centro , entrammo in un negozio di alimenti per animali e si mise a guardare tra gli scaffali e noi facemmo lo stesso stupiti, non avendo animali in casa ne tanto meno cani .
“Forse ha il cane?” Pensammo.
E Lea dopo aver girato un po’ per i ripiani si rivolse alla negoziante:
“Scusi , dove tenete i collari per cani?” Chiese
“Laggiù !” Rispose facendo segno con il dito:” Che taglia ha il suo!” Domandò.
” Io ho una cagna di razza di taglia media .” Rispose.
E mentre noi ci avvicinavamo a lei , la proprietaria dopo avergli mostrato lo scaffale , tornò dietro il bancone. Lea prese alcuni collari da cane guardandoli sulle mani, a catena, in cuoio, di corda, poi prendendone uno di cuoio nero tra le mani largo due centimetri, si avvicinò al collo di mia moglie alzando le braccia verso esso per metterglielo. Lei si retrasse indietro :
“Ma che fa!!” Reagì :” Non sono mica una cagna!”
Lea sorrise :
“Stai ferma!!” Disse in modo autoritario , aggiungendo: “Chissà !…Lo puoi diventare… .” Rispose e rise ancora allungando ancora le braccia sul suo collo senza che lei si retraesse più, spostandole i capelli sulla nuca e mettendoglielo con lei silenziosa .
La guardò allontanandosi un poco:
“Bello , nero! …Ti sta proprio bene !”Disse: ” Lo metterai stasera per la cena con Rocco!”
Poi voltandosi e incamminandosi esclamò:
“Lo compro !!” Avviandosi al bancone , mentre la proprietaria stupita osservava con un sorriso sorpreso mia moglie con il collare. E mentre se lo toglieva Lea aggiunse:
” Mi dia anche il guinzaglio.”
La proprietaria glielo prese e incartò assieme al collare . Fece un pacchetto e lo mise nella borsa.
Ci salutammo andando ognuno per la propria strada e quando fummo soli in auto sbuffò:
“Hai visto? Mi ha messo il collare come una cagna!”
Era indignata ma soprattutto impotente , non poteva reagire e io rimasi ancora in silenzio. Quello che faceva era perverso, ma aveva anche qualcosa di erotico che inconsciamente mi eccitava .
Averla vista con il collare come una cagna , mi aveva provocato stimoli sessuali di cui me ne vergognavo e tenevo dentro di me.
Verso sera ci allontanammo con l’auto dalla nostra zona e andammo in quel quartiere della periferia nord dove eravamo stati quella maledetta volta in cui era incominciato tutto e dove lei si trasformava da Roberta a Susy. Quella era la base di mia moglie, dove doveva cambiarsi e diventare Susy, come aveva deciso Rocco per evitare che andasse al nigth club.
Posteggiammo davanti e scendemmo .
Quando entrammo il barista con uno sguardo vizioso e un sorriso malizioso guardando mia moglie ci disse:
“E’ già tutto di là, la tua collega ha portato tutto!” Dandole anche lui del tu .
Entrammo nel retro di quel bar, prese dalla sedia la grossa borsa e tirò fuori gli indumenti da indossare, un vestitino nero, calze e reggicalze, scarpe, borsetta, un pellicciotto a stola e una parrucca nera .
“Mancano slip e reggiseno !” Dissi io.
“Perchè credi che a fare la puttana servano?” Rispose lei infastidita. In quel momento si aprì la porta e il barista disse con aria scanzonata:
” Ah!…. Guarda che mi hanno detto che ti devi truccare molto .”
Roberta si voltò e lo osservò con disprezzo mentre lui richiudeva la porta.
Si sedette in quella specie di camerino per poveri e davanti a uno specchio vecchio e consumato iniziò a truccarsi , prima gli occhi e poi le labbra .
Se mi trucco molto è come se mi mettessi una maschera !” Disse:” Sarà più difficile capire il mio vero volto!” Annui.
“ Sono d’accordo con te!” Esclamai. E il trucco che si fece fu veramente pesante , da battona, rimmel , ombretto colorato sulle palpebre fard sulle guance e rossetto color pastello che richiamava il colore delle palpebre. Nonostante la volgarità del trucco era sempre bella, anzi , le dava un fascino erotico che non aveva mai avuto e che lei non si rendeva conto di possedere, sembrava quasi che le piacesse truccarsi e involgarirsi , lo faceva con attenzione , guardando e riguardandosi e correggendo alcuni aspetti o forme che non la soddisfacevano.
Io come un vecchio servitore vicino a lei silenzioso la osservavo non senza provare un brivido di eccitazione come lei .
Vedere lei da sola trasformarsi era più eccitante che vederlo fare da un’altra. Stavamo entrando in una strana spirale psicologica, dove quello che facevamo iniziava a piacerci e pur con riserve e contrarietà lo accettavamo e questo era pericoloso, perché il passo successivo dell’accettazione era il consenso dello scoprire che fare quelle cose ci piaceva.
Poi , alzatasi in piedi ,come da disposizioni di Rocco e Lea aveva indossato solo il reggicalze rosso con pinzate delle calze nere molto velate e sexy.
Aveva indossato con difficoltà un tubino nero leggero, corto e stretto, aderente alle forme mature del suo corpo tanto da evidenziarle volgarmente ed eroticamente, talmente mini e stretto che aveva faticato per metterlo.
Le fasciava il corpo in modo attillato e sul sedere sembrava talmente aderente che con un sorriso pensai dentro me :” Farà impazzire tutti con quel culo.”
Lo indossò senza niente sotto, le stava veramente bene…era molto sexy ed erotica, evidenziava il suo seno prosperoso e il suo pancino da signora per bene .
Il tubino aveva dei brillantini sparsi su tutta la stoffa che attiravano l’attenzione se mai c’è ne fosse stato bisogno … assieme a un decoltè molto sensuale.
Ai piedi calzava un paio di scarpe rosse con tacco altissimo di 12 cm , anch’esse ricoperte di brillantini ovunque.
Alla spalla tenuta da una lunga catena dorata una borsetta ,rossa come le scarpe , il reggicalze e il colore volgare delle labbra, sensuali ed erotiche.
Sopra il coprispalle di stola di pelouque ,che dietro le arrivava a metà schiena e davanti copriva solo il decoltè e il seno pallido.
Sotto il tubino, era completamente nuda, perchè così avevano voluto loro, niente biancheria intima nemmeno sexy, solo il vestito.
Mancava l’ultimo atto , si sedette ancora ,c’era la parrucca nera da mettere.
“Aiutami!!” Mi esortò iniziando a fissare con fermagli i capelli davanti , mentre io aiutandola lo facevo dietro , tirandoglieli su dal collo e appuntandoli tutti sopra il capo.
“Non voglio mettere la parrucca , mi fa perdere i capelli !” Brontolò.
“Lo so , ma ti da anche la possibilità di essere meno riconosciuta se occorresse.”
“Si , ma mi cuoce la testa , devo tenerla parecchie ore e mi da prurito , io non so le altre come fanno… .” Disse.
“Provaglielo a chiedere!” Le mormorai finendo di appuntare i capelli dietro preparandomi a metterle la retina.
“ Va a finire che resto calva!” Sbottò mentre io le posavo e assestavo la retina sul capo.
Poi presi la parrucca di capelli lunghi color nero corvino e guardandola e guardandosi allo specchio a quattro mani, le sue davanti alla fronte e le mie sulla nuca la mettemmo facendola calzare al suo splendido cranio.
Era bellissima , le stava molto bene , sembrava un’altra, la completava della sua bellezza e volgarità con tutti quei tanti capelli mossi che le cadevano sulle spalle e oltre , che creava uno splendido contrasto al colore del suo trucco, unghie laccate comprese.
Quando si alzò con quei tacchi , era più alta di me e già eccitato cercavo di immaginarmi il seguito della serata. “ Rocco riservava sempre delle sorprese.” Pensai.
Quando uscimmo dallo stanzino con lei trasformata il barista e qualche avventore la osservarono con desiderio e lui non senza inumidirsi le labbra con la lingua.
Uscimmo fuori.
Eravamo fermi sul marciapiede ad aspettare Lea che arrivasse con l’auto.
Quando giunsero scesero, Lea si avvicinò sorridente a mia moglie dicendo:
” Brava!! Vedo che hai imparato a truccarti come noi, sai come piacere agli uomini.”
E le portò le mani verso il collo , ma non per abbracciarla , in una teneva il collare nero
acquistato e quel gesto era per metterglielo intorno al collo.
Subito Roberta si retrasse un poco ma lei con le grosse mani grasse la fermò alzandosi in punta di piedi , mettendole la mano con il collare dietro la nuca , sotto i capelli della parrucca facendo uscire il capo dall’altra parte, prendendolo e allacciandolo.
“Sai che tu devi solo ubbidire!!” Esclamò allegra.
Lei si fermò e a malavoglia se lo fece mettere e allacciare al collo. Era tremenda quella scena a cui assistevo , perversa ed eccitante, non solo l’aveva resa puttana, ma con quel collare la trattava come una cagna… .
Roberta ferma e per certi versi altezzosa se lo lasciò allacciare , mentre Rocco sorridente teneva il guinzaglio in mano.
Avvicinandosi con un sorriso beffardo glielo agganciò all’occhiello e camminarono un po’ sul marciapiede con lei più alta di lui al guinzaglio che dal collo cadeva in basso fino alla sua mano.
Era una situazione e un’immagine che non so definire, depravante e umiliante Roberta o meglio Susy era portata al guinzaglio da Rocco, che con fare e modi autoritari, disponeva di lei sottomettendola fisicamente e psicologicamente.
Era tremendo , senza rendermene conto ebbi l’erezione.
Notai che agganciata all’occhiello del collare vi era anche una medaglietta che nell’acquisto non c’era , mi avvicinai e tra il movimento del suo collo lessi “ Bitch” cagna in inglese.
Dopo quella piccola sfilata sul marciapiede, sotto lo sguardo meravigliato dei passanti entrammo in macchina, Lea al volante faceva l’autista, Roberta era seduta dietro tra Rocco e me.
Ci avviammo verso il centro di Milano.
“ Cerca di sorridere ed essere disponibile “ Le annunciò Rocco, continuando:
“ Sai cosa mi piace !”… Esclamò con quel fare padronale, di chi conosce bene le donne anche psicologicamente ed è abituato a sottometterle.
Roberta si girò a guardarlo silenziosa ,timorosa e passiva non reagiva.
“ Rendere le donne per bene puttane e cagne…!” E rise. E subito gettò lo sguardo sul suo decoltè fiorente , osservando le sue mammelle strette nel tubino e spinte in alto quasi a traboccare dal tessuto .
A Roberta non piaceva Rocco, quel vecchio perverso e tanto meno Lea che considerava una ruffiana, pronta a tutto, ma li temeva , li subiva e gli ubbidiva e ne aveva paura anche fisica e non solo psicologica.
Mentre l’auto correva per le strade di Milano piene di luci e di gente, pensavo a tutto quello che aveva dovuto subire fino a quel momento ,da quelle persone.
L’inganno con lo spogliarello e l’esibizione mascherata il quel locale malfamato e la prostituzione sul marciapiede , senza contare la trasformazione del suo aspetto fisico, nel vestire ,nel trucco, la parrucca, l’imposizione della depilazione della figa che la faceva sentire a disagio e diversa.
Non aveva mai avuto la figa completamente depilata e per giunta rasata da una donna perversa e libidinosa come Lea .
Lei per abitudine e cultura come tutte le donne della sua famiglia, donne serie e di casa, portavano la figa pelosa, solo le viziose esibizioniste per loro c’è l’avevano rasata e lei aveva dovuto sottostare alle voglie di quella megera e lasciarsela rasare completamente in quella situazione umiliante .
Le avevano anche rasato e rifatto le sopracciglia ad ala di gabbiano , più lunghe e alte, che le davano uno sguardo lussurioso e dissoluto, oltre che a truccarla volgarmente in viso.
Ciglia e sopracciglia nere , con ombretto e fard, le labbra rosso fuoco , come la lussuria, le
evidenziavano la bocca rendendola volgare.
Due lunghi orecchini pendenti si mostravano brillando nei movimenti da sotto la parrucca.
E l’umiliazione di essere vestita da battona , con il collare e il guinzaglio.
Viveva l’obbligo , la vergogna e l’umiliazione ad essere mostrata a degli conosciuti nelle parti intime in quelle condizioni ,con quel collare.
E non per ultimo il rancore verso me , suo marito , per la mia viltà mostrata e assoggettamento a Rocco , timoroso e incapace di prendere le sue parti , il non impedire tutto quello che era successo all’inizio , anzi aver favorito anche se per gioco i suoi disegni.
Tutto quello che le facevano , li considerava atti di libidine fatti al suo corpo ,alla sua intelligenza, insulti e sfregi, senza poter reagire, sotto ricatto doveva solo sottostare.
“Le sta così bene… lei non trova?” Disse Lea rivolgendosi a me riguardo il collare .
Fulminai quella donna con lo sguardo.
“Andiamo in un bel ristorantino a cenare !” Aggiunse Rocco mentre Lea sorrideva .
Mia moglie sembrava soggiogata da quella situazione almeno quanto me.
Mi convinsi che la cosa poteva essere gestita.
D’altronde cosa poteva succedere in quel locale? Sì, certo Roberta o Susy come si voglia
chiamare avrebbe ricevuto più di uno sguardo, conciata in quel modo qualche avances a cui lei avrebbe naturalmente opposto un cortese, ma fermo rifiuto. E poi c’ero io…suo marito … .
Ma le cose non andarono come avrei voluto io , quello che avvenne in quel ristorante fu
sconvolgente.

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