Conversione di una moglie per bene alla depravazione – Cap. 15– Portata a battere.

Note : Non è il sesso, in realtà, che si fa vendere alla prostituta: è la sua degradazione. E il
compratore, il cliente, non sta comprando la sessualità, ma il potere.
(Kate Millett)

PORTATA A BATTERE   (La prima marchetta di Roberta )

In quella situazione improvvisa di quella serata tiepida, dopo aver visto mia moglie trasformata nell’aspetto e nella mente con quella parrucca color platino e gli abiti volgari e succinti da battona, mi resi conto che tutto mi era sfuggito di mano e non mi sembrava vero, ma irreale.
Rocco mi aveva decantato la figa e il posteriore di mia moglie, di quanto fosse bello e della felicità che provava ad essere stato il primo a coglierne la verginità anale e a incularla e dopo averle esposto quanto bella ed emozionante sarebbe stata la sua prima marchetta, che avrebbe vissuto  quel momento come una commozione, quasi come un primo amore e ascoltando le parole di quella megera di Lea che si vantava di averla preparata e istruita per bene e che era pronta a prostituirsi e soprattutto vedendo lei, mia moglie Roberta incapace di reagire, scegliere, di prendere una decisione autonoma, riflettei.                                                              “Siamo davvero giunti alla fine!?” Non mi davo pace e non volevo crederci.
E dopo che lui le aveva accarezzato viscidamente la schiena facendo scivolare la mano giù fino alla sua natica destra e stringerla e assistendo che assieme a Lea si accingevano a portarla a battere davvero, con l’orgoglio ritrovato da marito, padre e uomo decisi di reagire e intervenire e di uscire da quell’angoscia che mi opprimeva, parlandole da sola per svegliarla da quel torpore, da quel plagio e condizione in cui l’avevano cacciata, ragionando con lei ma non davanti a loro che la condizionavano con gli sguardi e influenzavano con la presenza. Era l’ultima possibilità che avevo, l’ultima eventualità per uscire da quell’incubo, quella allucinazione che vivevo e chiesi:
“Posso parlarle da solo? ”
Lea ormai pronta mi guardò stupita, poi voltandosi guardò Rocco che rispose ironico :
“Ma certo…! Noi siamo democratici cosa credi ?!” .
Mi appartai con mia moglie poco più in là sul marciapiede, avvicinandomi di più sotto il lampione, dove la vidi meglio … . La guardai con rabbia, eccitazione e sdegno per come si era lasciata acconciare, sembrava proprio un altra donna , una prostituta vera .
“Ma perché non reagisci?…Non dici nulla ??… Questi ti portano a battere davvero Roberta !!” Esclamai con rabbia ma parlando a bassa voce per non essere sentito da loro, continuando:” Ma non lo capisci che non è un gioco e io non posso fare niente per cambiare le cose se vai con loro, ribellati almeno tu!… Ora!!…Adesso!!! ” La sollecitai.
Si voltò e mi osservò con ansietà e timore:
“ Ma che vuoi che faccia! “ Rispose con un filo di voce rassegnata sotto quella cascata di falsi capelli biondi: “Sai che non sono capace a reagire e poi lui mi fa paura, mi picchia lo sai! ”
“ Paura??…Ma reagisci per Dio! “ Esclamai arrabbiato:” Ma non ti rendi conto che ti porta a battere davvero quell’uomo!…Non lo hai capito? Ti fa andare sessualmente a pagamento con altri uomini … ” Dissi con impeto:”…ti fa diventare davvero una sua puttana e una volta che  diventerai , non ne uscirai più!”
Roberta era confusa, spaventata, si sentiva davvero diversa, un’altra donna con quegli abiti e in quella condizione, aveva preso il suo nuovo ruolo sul serio come sdoppiandosi da quello che era realmente, una moglie e una mamma diventando una prostituta e anche se non aveva ancora iniziato e provato nulla, lo accettava come se lo fosse e non si ribellava… .
Restai sorpreso della sua arrendevolezza e rassegnazione a quella situazione, a quell’uomo :
” Non puoi restare così passiva a subire gli eventi, ti rendi conto di cosa stai facendo ? Sei
ammattita?” Le gridai prendendola per le braccia e scuotendola tutta .
A quelle mie parole e alla reazione di sentirsi scuotere, inaspettatamente mi inveii contro:
” Lasciami!!! …Questo è il risultato del tuo gioco, del tuo accordo con lui “ E fece segno con l’indice verso Rocco, proseguendo: “Sarai contento ora …era quello che volevi no! Che diventassi una puttana. Ebbene ora la sto diventando…!!” Esclamò con voce tagliente.
Ero incredulo della sua reazione e da quello che diceva, sembrava un’altra donna e non più Roberta, mia moglie, la madre di nostro figlio, e dopo un attimo di perplessità replicai:
“ Ma che dici?… No! …Non è quello che volevo io che tu ti prostituissi … e smettila di
comportarti così per favore! Sali subito in auto che andiamo a casa! “ Esclamai deciso forse come non lo ero stato mai con lei.
Roberta per risposta guardò Rocco come se ne cercasse il consenso che non arrivò.
E in quegli attimi di pausa glielo ripetei ancora più deciso :
” Vieni via! Sali in auto! Andiamocene!” Ma lei osservava sempre Rocco.
” Che significa? Perchè non vieni?” Domandai con rabbia esortandola, prendendola di nuovo per un braccio che lei infastidita con un gesto rotatorio dello stesso svincolò dalla presa della mia mano .
Sentendo la voce di Rocco poco distante dire:
“ Perchè mi appartiene!…E’ mia oramai !!…E aspetta il mio permesso che io non le darò! “
Lo guardai con odio, non solo aveva rovinato la mia famiglia, ma stava portando mia moglie, una donna seria e rispettata sulla strada.
Mi avvicinai di più a lei dicendole :” Ma che significa tutto questo Roberta?” Ascoltando la sua risposta che mi diede a occhi bassi senza guardarmi .
“Cosa credi?… Non posso fare diversamente Carlo, lui mi ha…” Emozionata fece una pausa e deglutì della saliva proseguendo:”…mi ha cambiata definitivamente, irreversibilmente. Ora sono solo la sua cagnetta, una sua puttana che deve solo ubbidire. Devo seguirlo, non posso fare diversamente.“
Ero confuso e scelleratamente seppur contro la mia volontà eccitato nel sentirmi dire che oramai era la sua puttana e che dipendeva da lui e nel vederla sul marciapiede di una strada di periferia vestita e truccata in modo osceno, bionda ad atteggiarsi come una battona vera. “
Teso mi avvicinai di più a lei.
“Ma non può farlo Roberta! Sai cosa significa ?” Mormorai : “ Se si sapesse in giro quello che stiamo a fare qui stasera, ti rovinerebbe la reputazione e ci sconvolgerebbe la vita per sempre.”
E al pensiero di quella prospettiva, l’angoscia mi paralizzò.
“Sconvolgere la vita? “ Rispose lei pungente :” Se non l’hai ancora capito tu a me l’hai già
sconvolta, io ora non sono più una donna indipendente, che ti piaccia o no dipendo dalle sue voglie. Lui mi consentirà di avere una doppia vita, di vivere riservatamente la mia…la nostra …” Si corresse :”… vita normale con te e nostro figlio…  solo se continuerò a soddisfare le sue voglie e lavorare per lui .
Ti ho supplicato tante volte di aiutarmi Carlo … ” Rispose con la voce flebile:”…di non andare da lui, ma niente ti sei accordato alle mie spalle per spingermi a fare la puttana… .”Ripetè decisa.
“No!…Non a questo!…. L’accordo era solo per disinibirti un pò…Giocare !! E non per farti
prostituire !!” Gridai, ma lei continuò senza darmi retta :
”Non sai quante volte volevo fuggire… ma poi stupida ti venivo sempre dietro, ti accontentavo e alla fine mi sono ritrovata vestita in questo modo, su questo marciapiede assieme ad altre donne, senza che tu lo impedissi di farmi arrivare a questa depravazione, ma anzi godendone.”
“No! Non è così Roberta, io ti amo, era solo un gioco!” Ripetei quasi supplicandola, ma non riuscivo a dire nulla di più.
“Ora sono la sua serva, la sua schiava, la sua puttana e devo accettare tutto quello che mi chiede per evitare di essere percossa da lui e che avvenga uno scandalo per noi .” Mormorò con il magone e gli occhi lucidi per quella condizione, perchè quel che diceva, faceva male anche a lei …ricordandomi tutte le tappe dei mesi prima che percorremmo.
“ L’ho fatto per te a iniziare di vestirmi in quel modo e andare in quel bar, ricordi? Per giocare con te, per dimostrarti che se me lo chiedevi per amore ero pronta a vincere la mia vergogna, invece mi sono trovata in questa condizione.”
“ Ma io non volevo questo! “ La interruppi cercando di giustificarmi.
“Non volevi??? Guarda che Rocco mi ha detto tutto! Ti sei messo d’accordo con lui a mia
insaputa, giocando con me, con il mio corpo, con i miei sentimenti e il mio amore per te e ora eccomi qua!
Mi trattano come una puttana come se tu mi avessi venduta a loro per farmi esibire ai loro sguardi e di quei clienti viziosi del suo nightclub, avevi voluto tu che iniziassi a farmi vedere nuda, a sfilare sul quel palco ?? Ricordi!! Sei un porco anche tu come loro e tutti quegli uomini !!” Esclamò con odio nei miei confronti continuando mentre io ammutolito ascoltavo .
“ Ed ora sono qui…pronta a vendere il mio corpo, a fare marchette come dicono loro, a fare la puttana vera e farmi pagare per lasciarmi chiavare, come dice e vuole  lui!!” E si voltò ancora a guardare Rocco .
“Sto diventando anch’io una puttana di quell’uomo! E  oggi è la notte dell’iniziazione.”
Cercai di spiegarle che il mio comportamento con lui non era come pensava e lo interpretava lei, era stato solo un gioco forse troppo audace, ma pur sempre un gioco.
Ma lei più calma di me abbassando ancora il capo come rassegnata esclamò:
“Ora è diverso, sono con loro che mi faranno diventare come le altre qui che passeggiano!”
Sembrava che le avessero fatto il lavaggio del cervello , non lo potevo accettare , ma
Lea all’improvviso si intromise nella nostra discussione prendendo le sue parti :
“Lasciala stare, oramai ha scelto, è libera e farà quel che vuole!” Che per lei , la libertà di  mia moglie era quella di prostituirsi per loro, di diventare anche lei  una loro puttana.
L’allontanai stizzito con un gesto del braccio e guardai Roberta.
Era ammutolita, tremava visibilmente in quella condizione di soggezione per quella sua prima volta a fare la sua prima marchetta.
“Di qualcosa per Diooo!! Parlaaa!!” Le gridai .
Ma non disse le parole che volevo sentirmi dire .
“ Ti ho amato e diversamente ti amo ancora, sei sempre stato geloso di me e invece a mia insaputa mi hai ceduta a lui . Sei un perverso anche tu. Ti avevo pregato di smettere, di non continuare che avevo paura e vergogna e tu invece hai voluto andare avanti e alla fine mi hai fatto scoprire qualcosa che …” Si fermò fissandomi e poi continuò:” … mi hai fatto vergognare di quello che facevo, ma mi hai fatto anche eccitare portandomi in quel locale vestita come una puttana ed ora…ora sono qua…non c’è nient’altro da dire, sono
sua …la sua puttana… le appartengo e puoi fare di me quello che vuole! “
Parlava con gli occhi lucidi come se fosse in trance, plagiata, convinta e condizionata a dire che ormai lui era il suo padrone e doveva fare quello che diceva lui. Ne era visibilmente spaventata e aveva paura fisica di Rocco che la picchiasse ancora, che la sfregiasse.”
Era terribile, si offriva a lui e nella sua irrazionalità e timore aveva già scelto, ma voleva che fossi io ad avere l’ultima parola. Voleva che acconsentissi con lei.
Non c’era più tempo oramai eravamo sul marciapiede dovevo decidere se affrontare tutti e portarla via. Ma non sapevo cosa fare, Roberta era remissiva, quasi sottomessa a loro , disposta al sacrificio di prostituirsi, di vendere il suo corpo per quell’uomo, pronta a farsi trattare,a diventare ed a essere una battona.
Dall’altra parte io mi giustificavo e con le mie esitazioni cosa avrei potuto fare ? Urlare ..urlare forte di rabbia, paura, impotenza e piangere ? Era quello che volevo fare, ma non ci riuscivo.
Daltronte come avrei potuto accettare che mia moglie, la madre di mio figlio, facesse la
puttana… si vendesse per la strada con sconosciuti ?
Non vi dico l’effetto che si prova nell’essere abituati a vedere la propria moglie sempre pulita, ordinata nell’aspetto con abiti seri e decenti e trucco sobrio, e rivederla poche ore dopo pesantemente truccata come una battona, con il viso dipinto dai cosmetici dalle tinte forti e volgari , contornato da quella parrucca biondo platino con indosso unicamente un gonnellino rosso che le arrivava appena a coprire i glutei e sotto nulla, senza mutandine, con le cosce scoperte e lucide dalla depilazione fresca e dalle creme . Indossare un gilet rosso di seta leggera con borchie luccicanti ai riflessi di luce che lasciava intravvedere nella trasparenza del tessuto le sue belle mammelle gonfie da mamma e signora per bene, senza reggiseno. Calzando scarpe nere con tacco da 10 cm.
pronta per essere portata a battere da uno sconosciuto, da un proprietario di nightclub , un magnaccia vero .
Rocco si avvicinò davanti a noi, teneva tra le mani la immancabile sigaretta elettronica .
Categorico si rivolse a Roberta :
“Ora andiamo su!! Che devi incominciare a lavorare… .”
“Lavorare …” Disse Rocco e quella parola mi rimbombò nella mente, per lui era un lavoro quello che doveva fare mia moglie prostituendosi, come se fosse una sua dipendente.
Cercai di resistere e farla desistere ma non ci fu nulla da fare, Lea la prese per un braccio e la fece voltare portandola verso l’auto ferma poco distante.
“Roberta!!” gridai ancora con le lacrime agli occhi vedendola andare via, ma non si voltò nemmeno.
Salirono sopra il Suv e partirono mentre io con il magone la osservavo allontanarsi.
“Su andiamo anche noi!!” Disse Rocco :“ Così vedrai anche tu dove lavora.”
Mi avviai dietro di lui, salimmo sulla sua auto e partimmo, sapeva già dove andare e
vedendomi triste mormorò cercando di sollevarmi il morale.
“ Dai su! Non essere così ! Cosa ti aspettavi da tua moglie dopo quella sera facendola
uscire vestita in quel modo ?  E averla fatta lavorare come coniglietta e spogliarellista nel mio night !? E con il successo che ha avuto?!” La domanda mi spiazzò, ma lui non mi lasciò il tempo di rispondere che proseguì :
“ Che qualcuno te la chiavasse ? “ Rispondendosi da solo:” E quel qualcuno è arrivato e sono io che te la chiavata, ma non essere triste, vedrai che col tempo accetterete anche questo, vi abituerete. Ormai è mia, mi appartiene e farà qualunque cosa le dirò . Non sai di quante signore e mamme sono passate di qui prima di lei e hanno fatto le prostitute con le buone o le cattive e alcune le fanno ancora e guadagnano bene …ce nè molte!!” Esclamò aggiungendo :” E altre ci passeranno, non sarà certo tua moglie l’ultima.”
Lui durante il viaggio con me assente e svogliato che guardavo silenzioso oltre i vetri
sfrecciando in quei stradoni poco illuminati continuò a parlare.
“ Lo so che dentro di te sei eccitato… è capitato ad altri mariti che poi gli è piaciuto che la
moglie si prostituisse e le portasse dei bei soldi a casa e si sono scoperti magnaccia delle loro mogli .“ E sorrise.
Poi avvicinandosi un poco di lato come per dirmi qualcosa di confidenziale all’orecchio
sussurrò:
“Detto tra uomini ,vedrai che ne avrai anche dei vantaggi, sessuali ed economici. E anche a lei vedrai che piacerà e avrà più soldi da spendere per se stessa, anche se non godrà più come prima quando la chiaveranno, le piacerà sempre farlo, le piacerà l’ambiente , la strada , le colleghe …vedrai …è già successo!”
Esclamò e dando un altra boccata alla sigaretta elettronica espirò completando il suo pensiero:
“Tua moglie è una bella donna, una bella signora matura, come dicono oggi  gli  inglesi è una milf ,o i  francesi una cougart, e sono i tipi di donne che piacciono di più agli uomini le signore quarantenni, giovani ragazzi compresi che in loro  ci  vedono un pò la mamma.”
Non fu facile ma alle sue insistenti domande ammisi quella verità nascosta dentro me e gli confidai come mi avesse scioccato e nello stesso tempo turbato vederla in quello stato, vestita in quel modo succinto, con quell’atteggiamento, parlare in quel modo che non era suo e informi che accettava di farsi portare a battere.
“Non avrei mai pensato che da un incontro per gioco si potesse giocare la reputazione di una coppia , per una serata di follia ottenuta con la coercizione della sua volontà.” Mi interruppe :
“ Però è vero quello che ha detto tua moglie, del resto neppure tu hai mosso un dito per fermarla lasciandola venire nel mio locale, sapendo che l’avrei fatta denudare e comportarsi come una lussuriosa e che l’avrei esibita al pubblico.”
Restai in silenzio, purtroppo era tutto vero e ricordavo a cosa avevo pensato in quei momenti che me l’aveva proposto. Mi ero detto :
“Non so se mia moglie accetterebbe mai di entrare in un locale del genere e girare per i tavolini vestita da coniglietta e salire su un palco ed esibirsi.” Ma ricordo anche che mi dissi eccitato, proviamo!”
E ricordavo che dicendolo avvertivo un malsano piacere già immaginandomela seminuda o nuda nel suo locale. E in quel momento che rammentavo mentalmente, Rocco come se mi leggesse nel pensiero esclamò:
“Confessalo!! Ti piacerebbe vedere ancora tua moglie lavorare e girare nuda nel mio locale assieme alle altre !? “ Rispondendomi e rispondendosi da solo come se emettesse una profezia:
“Ma chissà che più avanti non avvengaancora… .” Aggiungendo anche che lui non avrebbe fatto nulla che non lo volessi anch’io, e cambiando discorso tornò a parlarmi dell’arte della prostituzione, quell’arte che avrebbe imparato bene mia moglie.
Guidando,come se parlasse con un vecchio amico dichiarò :
“ Come certamente saprai, la prostituzione è il mestiere più vecchio del mondo ed è quello dove si guadagna di più e in poco tempo, almeno per una donna e a Milano molte hanno fatto bottega. Guarda i corpi esibiti in bella mostra per strada …” Disse facendomi segno oltre il finestrino: ”…di giorno e di notte, pronti per essere scelti e comprati e da loro venduti nelle le vie della nostra città. “
Riaccese la sigaretta elettronica che aveva spento e guidando con una mano continuò:
“In questo mercato del sesso a cielo aperto, la merce viene esposta in strada e disposta in base alla domanda, in modo da specializzare intere zone della città secondo il criterio della razza, della nazionalità, della giovinezza o maturità, oppure se sono dei trans, dei viados o dei gay .
Per questo da nord a sud della città ogni zona è assegnata ad un tipo di prostituzione ben definito.
Transessuali, viados, prostitute, nessuno resta escluso dal mercato del sesso e in città sono almeno una trentina le strade considerate impossibili da frequentare dove le lucciole scendono sia di giorno che di notte e senza ritegno ne pudore mostrandoli vendono i loro corpi per qualche decina di euro… .”
Ero allibito , ascoltavo, non conoscevo gli aspetti della vita malavitosa e della prostituzione milanese e lui me li spiegava:
“ Ci sono zone per rumene, moldave, ucraine, sudamericane e cinesi, ma anche italiane. Il mercato della prostituzione milanese non si fa mancare nulla credimi. Sono molte le strade frequentate da lucciole e prostitute. Vie nelle quali il sesso senza decenza, viene praticato sui sedili, sui cruscotti delle auto o contro un muretto, sotto gli occhi di passanti e residenti indignati, se fai un giro con me una di queste sere ti faccio vedere la …“Milan a luci rosse !” Disse ridendo .
“Ma come è possibile ?!” Gli chiesi serio:” Ma le autorità non fanno nulla??” .
Rise:
“E’ possibile eccome, sono luoghi che i protettori e le bande di appartenenza da qualche anno si sono spartiti e dove fanno lavorare le loro donne. In questo modo si lavora e guadagna tutti senza entrare in conflitto !” Disse aggiungendo :” Le autorità pensano ad altro ed è meglio se continuano a non interessarsi visto che ora anche tua moglie inizia a far parte di questo mondo.” E rise ancora tossendo eportando la mano alla bocca.
Le sue ultime parole mi portarono drasticamente alla realtà, a mia moglie a quello che si
accingeva a fare e dove stavamo andando.
“Ma tu sei mai andato a puttane?!” Mi chiese all’improvviso voltandosi e guardandomi .
“Una volta da ragazzo!” Risposi .
“Una volta ?” Ripetè .
“Si!!” E sorrisi :” Ma non ci riuscii, ero troppo ansioso ed emozionato!” .
Sorrise anche lui rispondendomi :
“Bè… ora ne avrai una tutta per te!” Aggiungendo :” Ora ti dico qualche via molto trafficata dalla prostituzione e da chi… .”
E iniziò quella assurda spiegazione con una conoscenza impressionante:
“A Piazzale Lagosta, via Pola, viale Restelli, Viale Abruzzi, Via Novara, Via Melchiorre Gioia, via Cenisio e piazza Firenze sono da sempre il terreno dove i transessuali sudamericani e brasiliani attendono i loro clienti. Lì per qualche decina di euro i trans compiono le loro prestazioni in ogni angolo della via, orali e anali ovunque capita, anche in mezzo alla strada.”
Continuando a correre in quella sera buia, mi portò verso la stazione centrale continuando la sua istruzione puttanesca:
“ In via Vitruvio, viale Brianza, piazzale Loreto, via Porpora si troviano le ragazze dell’Est, spesso giovanissime, rumene, moldave e ucraine che vendono i loro giovani e attraenti corpi per qualche decina di euro.
In piazza Trento invece si incontrano giovani ragazzini che cercano di abbordare la loro clientela gettandosi anche sulle auto di passaggio. I loro clienti sono tutti uomini e loro si prostituiscono anche per 5 euro.” Fece una pausa mentre io ascoltavo attento e continuò facendomi una confidenza :
“ E come se non bastasse, e non ci fosse già troppa concorrenza a vendere le loro   bocche, i loro culi e le loro fighe sulla strada, da qualche tempo ci sono anche alcune giovani Rom… . Zingare!” Precisò:”Non rumene. Ti  chiederai  chi possa pagare per chiavare una zingara, eppure ci sono… e le pagano anche bene, è una sorta  di  masochismo mentale. Accade in via Quaranta e zona Ripamonti, dove mi hanno segnalato che da qualche settimana ci sono 4 o 5 nomade che si fermano tutte le sere cercando di avvicinare gli automobilisti e prostituirsi. Una di queste sere io e
qualche mio amico siamo già d’accordo che andremo a trovarle e a invitarle a far parte della nostra scuderia, con le buone o le cattive.” Disse sorridendo, riprendendo a tirare con il suo ghigno perverso il bocchino della macchinetta elettronica, continuando:
“ Purtroppo il fenomeno è in espansione in tutta la città.
In zona San Siro infine, su via Salmoiraghi , sul lato sinistro ci sono le ventenni dell’Est, con minigonna, stivali e seno bene in vista, su quello destro cinque o sei donne cinesi con gonna sotto al ginocchio e camicetta accollata, dimostrano una quarantina d’anni, sembrano li per sbaglio, però si  vendono anche loro.
Insomma, nei quartieri a luci rosse milanesi la scelta non manca di certo!” Esclamò dando qualche boccata ed espirando fumo puzzolente alla vaniglia, continuando a guidare e proseguendo in quella spiegazione della Milano notturna e sessuale:
“Risalendo la circonvallazione esterna da viale Cassala a viale Bezzi, fino a piazzale Lotto trovi le prostitute, sono ovunque e di ogni nazionalità. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Se si è in cerca per esempio di prostitute sudamericane basta recarsi in via Antonimi e via Da Cermenate e la prospettiva cambia a seconda del lato della strada dove sull’altro ci sono le nigeriane e le senegalese. Se invece si preferiscono quelle cinesi carine le vie che le ospitano in maggior quantità oltre quella citata prima sono via Mac Mahon e via Ripamonti, mentre Viale Monza e viale Fulvio Testi sono la meta di chi cerca lucciole italiane un po’ attempate.
Poi ci sono le indipendenti, quelle moglie o mamme che battono per conto loro ogni tanto,si presentano a volte  con i marite, fannoun pò di  marchette e poi spariscono, cambiano sempre zona, anche le ragazzine, le studentesse … chi  lo  fa in strada e chi in auto…ehh credimi c’è tanta di quella concorrenza che non te la immagini nemmeno,
meno male che i clienti non mancano, anzi sono in aumento di tutti i tipi, dal  buon padre di famiglia con la figlia che studia in un istituto religioso , al depravato.
Ma noi ora andremo verso viale Monza, ed è li dove porteremo tua moglie a battere stasera .”
A quelle parole fu come se mi risvegliassi da un torpore e mi si gelò il sangue nelle vene:
“No!…Non è vero!” Balbettai ancora incredulo.
“Si che è vero! Fattene una ragione, la faremo battere stasera. Dai farà la sua prima marchetta lì in viale Monza insieme alle altre della sua età, così non si sentirà a disagio !” E rise.
“Dove ? In che punto? ” Chiesi Stupito e curioso conoscendo la lunghezza chilometrica del viale .
“ A metà di viale Monza dalle parti di Gorla, dietro il rimessaggio ferroviario, vicino al parco Finzi, dove ci sono ancora delle zone di verde e sterrato vicino.”
“ Ma io non voglio!” Ripetei.
“ Ma dai !…” Rispose sarcastico:” Non è mica sola, ci sono altre nostre donne della sua età che battono, quarantenni come lei che le insegneranno bene tutto e la seguiranno. Tutto starà alla prima volta, poi vedrai che le piacerà anche a lei andare a battere. Vendere la figa sulla strada ha il suo fascino… . “ E sorrise ancora.
Vedendo la mia tristezza e la mia agitazione quasi la voglia di piangere disse:
“Su ora calmati e guarda il lato positivo di questa faccenda, sta andando come volevi tu , l’hai fatta diventare una puttana vera e ora la porti anche a battere…non sei contento ? So che dentro ti eccita!”
In parte era vero quello che diceva , ma io non volevo questo !
“ …Abbiamo un figlio…” Farfugliai quasi piangendo e supplicandolo .
“Ma guarda che non lo saprà nessuno, ne tanto meno tuo figlio, solo noi, io te ,tua moglie ,Lea e le sue nuove colleghe…chi la riconoscerebbe mai con la parrucca e conciata in quel modo? Non l’hai riconosciuta neppure tu… al limite potrebbero scambiarla per una che le assomiglia  molto a tua moglie e poi te lo detto non è sola, è con altre ragazze, c’è Lea…che la controlla, la inserisce e la segue.”
Smise di parlar un momento, mi guardò e riprese:
“Cosa vuoi che sia una chiavata in più o in meno con un altro uomo? Per ora sarò io il suo magnaccia … ma poi lo diventerai tu e sarai tu che  la porterai a battere e a prostituirsi, e guarda il lato positivo, ti farà guadagnare anche dei soldi… .” Disse, rassicurandomi.
“E poi stai tranquillo, chiaverà con il preservativo, Lea le ha già fatto insegnato  come metterlo, sarà un po’ impacciata le prime volte ma poi prenderà competenza e padronanza .”
Non sapevo cosa pensare, cosa dire ero confuso .
“Su dai andiamo, l’accompagnerai tu a fare la sua prima marchetta.” Disse accelerando
l’andatura dell’auto.
Arrivammo in viale Monza e ci dirigemmo sul lato di un marciapiede, dietro a una grossa auto, riconoscendo le teste che si muovevano all’interno, vidi quella di mia moglie risplendente e platinata, la capigliatura grigio scura di Lea e quella rossa dell’altra ragazza.
Mi guardai attorno, c’erano alcune donne mezze nude sul marciapiede pronte ad offrire i loro bei corpi e piacere agli uomini che le pagavano.
L’auto davanti a noi aprì le portiere illuminando l’abitacolo di luce e scesero mia moglie , Lea e l’altra e si diressero seguendo Lea, vicino a un gruppetto di altre prostitute , tutte mature e volgari. Notai che molti automobilisti si fermavano, le facevano salire e ripartivano, altri invece si fermavano facendole scendere e salutandole ripartivano , alcuni lentamente e altri sgommando .
Vedevo Lea che mostrava con il dito a mia moglie le auto che si fermavano e come contrattavano quelle donne con i clienti .
Quando arrivavano le auto, si vedevano quelle troie che ridendo e scherzando sguaitamente ne discendevano con il culo e la fica senza mutandine che al chiarore dei lampioni mostravano le loro nudità e senza neppure mettersi a posto, facendo roteare la borsetta in aria, qualcuna canticchiando, riprendevano a passeggiare sul marciapiede ancheggiando con culo e tette in bella mostra per attirare nuovi clienti.
Tutta la situazione e in particolare il pensiero di quello che succedeva in quelle auto mi eccitava e me ne vergognavo. Vedevo Roberta ascoltare Lea e osservare attenta e turbata.
Rocco abbassò i finestrini elettrici dicendo:
“Ti stai chiedendo quali gioie provano quelle troie che si fanno fottere a pagamento come tante cagne in calore e qualcuna gode anche con dentro quei cazzi sconosciuti ?” Domandò guardandomi.
Non risposi, fu lui a dire filosofando :” Sai?! Le donne sono tutte puttane dentro, bisogna solo tirarle fuori quell’aspetto che la società considera  una cosa sporca, e vedrai che lo faranno con piacere, con gioia. Come succederà alla nostra Roberta!” Aggiunse sorridendo. Sentii Lea a pochi metri da noi dire rivolta a mia moglie accarezzandola sulla schiena nuda fino alla fascia lombare del gilet.
“ Sono sicura che anche tu non vedi l’ora di provare?…Vero cara? Scommetto che sei emozionata e eccitata al pensiero di vendere il tuo bel corpo a qualcuno che non sai nemmeno chi sarà? La tua bella figa borghese da signora per bene a quegli sconosciuti che arriveranno qui con la loro auto e i loro soldi !?”
Roberta restava in silenzio, sapeva che c’era del vero nelle parole di Lea che come se le leggesse dentro continuò:
“Solo il pensiero di salire sulla loro auto, di  mettere il piede e poi il culo dentro,  eccitandoli ed eccitandoti e il sapere che sarai pagata per essere chiavata e farli godere ti fa bagnare la figa !…Giusto?” Chiese sorridendo abbassando la mano dalla
schiena sul sedere portandola davanti al gonnellino rosso mettendogliela tra le sue cosce
scoperte e sulla figa, facendogliele stringere e provare un brivido di piacere a sentire ancora le sue dita sulla cute sensibilissima del suo sesso da poco rasato.
“ Tu sei una di quelle signore predisposte per questo lavoro sai ! Spesso capitano!” Le disse con un pizzico di soddisfazione: ”Perchè voi signore per bene, oltre che diventare le più brave in questo lavoro, non lo fate solo per i soldi, ma lo fate con piacere, perché vi soddisfa,realizza essere puttane!” Non potevo intervenire in quella discussione, ma vedevo mia moglie silenziosa ascoltare.
“Su ora preparati, tocca a te! La prossima auto è tua!” Le disse sorridendo, mentre su sollecitazione di Rocco scendemmo anche noi avvicinandoci un poco a loro, come veri magnaccia che controllavano e osservavano .
Mi accostai a mia moglie e notai che lei era agitatissima, come in un primo giorno di lavoro e non si è tranquilli, e in un certo senso smaniosa di provare, di “togliersi il dente”, come diceva sempre lei quando  bisognava fare qualcosa che la metteva in apprensione,  la conoscevo bene…mi avvicinai di più sotto i loro sguardi e prendendola per un braccio facendola camminare sculettando per un paio di metri sul marciapiede ci mettemmo ancora in disparte.
Vidi Lea che si stava avventando su di noi come gelosa della mia vicinanza a mia moglie , ma Rocco farle segno con il braccio di lasciare stare .
Era l’ultimissima possibilità che avevo:
“ Sei sicura di quello che fai?” Gli chiesi ancora. “ Guarda che ti fanno prostituire davvero e io non posso fare niente se non vuoi tu !”
“Provo!” Fu la sua risposta distaccata che mi impressionò e mi lasciò di stucco per la velocità, brevità e determinazione in cui lo disse. Non la riconoscevo più, sembrava che non fosse più lei . Non sapevo cosa dire per fermarla … .
“Lo fai anche perchè ti eccita vero?” Aggiunsi con un po’ di cattiveria risentito dalla sua scelta e convinzione e dalla mia impotenza a mutargliela … .
Scosse le spalle :”Mi ci hai infilato tu in questa storia.” Rispose per giustificarsi .
“Si ma per gioco!”Ribattei io.
“ Si per gioco … per gioco !… Di che ti piaceva vestirmi come una puttana e portarmi in giro nei bar, mi ci hai fatto immedesimare davvero nell’esserlo e quando è stato il momento di proteggermi, vigliaccamente mi hai consegnata per non dire offertao ceduta a quella gente, sapendo chi erano e ora provo, vado fino in fondo.”
Ero sconcertato delle sue parole ripeteva le sue motivazioni come un disco incantato , non la riconoscevo, ora era lei che esaltata voleva provare a ogni costo e accusava me della situazione… e come per punirmi continuò :
“ E poi si!… Ora mi eccita l’idea di vendermi, ed è vero ha ragione Lea, mi fa provare una sensazione strana che con te non ho mai avvertito,mi fa  battere il cuore e tramare ma in modo  piacevole. Ed è anche vero che sono umida in mezzo  alle cosce…come ti ha detto Rocco!”
Poi come presa da un sussulto di orgoglio e vergogna e dall’arrendevolezza aggiunse:
” Che posso fare ormai? Sono qui su un marciapiede … credi che mi lascerebbero andare via? Non posso fuggire, domani poi vedremo. Mi dispiace solo per Federico.” Disse con gli occhi lucidi.
“Allora hai deciso? Lo vuoi fare?” Domandai io.
“Si!” Rispose determinata guardandomi con rabbia e voltandosi cominciò a passeggiare
ancheggiando sul ciglio della strada, con la borsetta penzolante a mostrarsi agli automobilisti che al vederla mezza nuda e platinata rallentavano e la osservavano. Sembrava proprio un puttana vera … stava per diventare una puttana vera , sarebbe diventata una vera professionista e tutto questo mi sconvolgeva, mi turbava,
eccitava allo stesso tempo.
Subivo pietrificato le espressioni  contrastanti formarsi  sotto l’emozione sul mio viso. Imbarazzo ,disperazione, rabbia, impotenza, rassegnazione. Più di una volta aprii la bocca per parlare, ma non ne ebbi il coraggio di proferire parola e non dissi nulla richiudendola e restando in silenzio. Per tutto il tempo rimasi lì a osservarla con il suo abbigliamento succinto e il viso colorato, con le labbra rosse come le unghie.
Ci guardavamo attentamente, dicendoci mille cose con gli occhi senza una parola, di come eravamo potuti giungere a quello? Eravamo una famiglia stimata, lei una moglie fedele per bene e rispettata e ora era una puttana …una puttana vera …una battona…mia moglie!! Non potevo crederci e a un certo punto mi sentii male e con la faccia in fiamme, piegai le ginocchia cadendo con esse sull’acciottolato del marciapiede, davanti a lei singhiozzando portandomi le mani sul  viso.
“Su non fare così!” Mi disse guardandomi mentre mi umiliavo per lei.
Per qualche secondo rimasi in ginocchio come in trance per quello che mi accadeva, lì, senza muovermi. Poi feci un profondo respiro raddrizzando le spalle, alzai lo sguardo e lei era sempre li a passeggiare poco distante guardandomi ma incurante di me che in ginocchio piangevo per lei.
Sentii un colpo sul capo  un lieve buffetto sulla testa come si fa con un animale fedele.
“Che fai??” Disse fredda la voce di Rocco senza la minima compassione per me .
“ Ti inginocchi e piangi davanti a tua moglie? Che uomo sei? So quanto è difficile la tua situazione , ma adesso alzati ! Su!! Se no ti  mando via!”
“No..no..no…!” Esclamai, è stato un momento di  debolezza. E mi tirò su per l’ascella aiutandomi mentre le altre battone con Lea mi guardavano facendo risolini stupidi.
Quando fui in piedi sentii ancora la voce di Rocco riguardimi:
“Non fare così!! In fin dei conti non è mica la sola che batte, sai quante donne di buona
famiglia fanno le prostitute per arrotondare?… Vedrai che ti abituerai, oggi hai queste reazioni perché è la prima volta, ma poi vedrai, piacerà a lei farlo e tu portarla a battere e ne diventerai non più solo il marito ma il suo magnaccia !” E sorrise.
Muovendo il capo i capelli lunghi di Roberta le ricaddero sul viso, ma ebbi il tempo di vedere le lacrime brillare sulle sue guance alla luce del lampione, dispiaceva anche a lei . Forse aveva ragione Rocco , ci saremmo abituati, ma questo mi terrorizzava di più, che accettassimo tutte e due quella condizione da diventare lei davvero una puttana e io il suo magnaccia, dimenticando che lei era una dipendente delle poste e telecomunicazioni e io un agente assicurativo.
Sul marciapiede c’erano altre signore e tutte quarantenne, ma Lea prendendola per il braccio la portò in un punto isolato da loro, vicino a un lampione .
“Ecco mettiti qui così ti vedono meglio!” La esortò.
“ E ricorda , dovrai farlo andare laggiù …” Disse segnando il luogo con il dito:”… dietro a quella siepe…capito? Non siete distanti e siete sotto controllo per ogni evenienza. ”
Roberta ascoltava confusa, sotto quel trucco volgare era pallida, sembrava che iniziasse a
realizzare solo in quel momento che la stavano facendo prostituire.
“I preservativi nella borsetta c’è l’hai ! “ Chiese.
“Si!” Rispose mia moglie facendo il gesto di toccare la borsetta.
“Bene! Ti ho fatto vedere come metterli e i fazzolettini di carta?”
“Anche… .“ Ribattè.
“Ricorda di farti pagare sempre prima…chiedi 80 euro, se vedi che fanno storie , scendi fino a 70, non oltre piuttosto falli andare via, se le piaci ritornano.” Aggiungendo subito: “Tu sei italiana e vali di più delle tue colleghe slave che prendono 50 euro.”
Roberta ascoltava, era come imbarazzata, assente, ogni tanto mi guardava, il suo sguardo si incrociava con il mio e poi lo abbassava.
“ Rammenta … solo in figa per stasera visto che è la prima volta !” Esclamò proseguendo : ” Solo farti chiavare, niente bocca, culo o baci con la lingua, anche se ti offrono di più…e sempre solo con il preservativo!
E ricorda ancora! Se ti capiterà di godere cosa che può accadere facilmente le prime volte visto il tipo di donna che sei, non preoccuparti, lasciati pure andare con il cliente e godi con lui tranquillamente, è normale all’inizio provare piacere nella condizione di vendersi e di essere con un uomo diverso, uno sconosciuto che ti paga e ti chiava.E’ capitato anche a noi e intanto ti farai pubblicità e il tuo nome da stasera con le tue colleghe e i clienti sarà Susy e vedrai che se sei brava si spargerà presto la voce nell’ambiente e Susy sarà richiesta. Passerà veloce sulla bocca dei clienti.”
Si fermò, era piena di raccomandazioni e preoccupazioni di come dovesse fare .
La guardai ancora e provai una sensazione mai avuta prima nel vederla vestita in quel modo con quella parrucca biondo platino, di piacere e dolore, avrei voluto vederla così ma in un altro contesto, in un gioco solo tra me e lei e non nella realta di quella sera.
Mi si strinse il cuore e si mise a battere forte in tachicardia, ma allo stesso momento un sottile eccitamento mi pervadeva. Mia moglie era lì in minigonna e senza mutandine, con altre colleghe su un marciapiede sotto la luce dei lampioni e quella dei fasci degli abbaglianti delle auto che passando la puntavano addosso, illuminandola a giorno.
“Vieni!” Mi fece segno Rocco :” Andiamo laggiù con l’auto, dietro a quella siepe sterrata dall’altra parte della strada, è la che vanno a marchettare le nostre donne, non si allontanano di molto e se vuoi potrai scendere e spiarla da vicino visto che è la prima volta, c’è buio e non si fa caso alle altre auto vicine, pensano che siano altre battone. “
E mentre noi ci portavamo verso l’auto, Lea si metteva tra altre ragazze a osservarle lavorare , lasciando Roberta sola e sentii esortarla :
“Su! Passeggia ora! Fai avanti e indietro sul marciapiede come le altre, almeno ti scaldi un po’ e ti fai notare, sculetta e quando vedi le auto arrivare che passano tira su il gonnellino e toccati la figa e falla vedere ai clienti, mettila in mostra assieme al seno , tira fuori una mammella . Devi invogliarli e invitarli a fermarsi e a sceglierti . “
Ma lei anche se non lo avrebbe fatto non ne aveva bisogno, era attraente di suo e sarebbe stata scelta senza doversi mostrare in atti libidinosi.
Ascoltate le istruzioni di Lea , la rividi passeggiare sola , con la borsetta a spalla ancheggiare quasi con sfida a se stessa in quel mini gonnellino rosso . Bionda, color platino, spiccava sotto il lampione e poco distante dalle altre,non conoscendo nemmeno come sarebbe stato il cliente che l’avrebbe chiavata, se bello o brutto , alto o basso , grasso o magro ,giovane o anziano ,pulito o sporco , ma proprio per questo era tutto più eccitante per me, ma certamente anche per lei .
Tutto sommato morbosamente mi eccitava vedere mia moglie molto bella, con un uomo brutto che la pagava per chiavarla. A pensare questo mi venne il cazzo durissimo che non stava più nei pantaloni. Era davvero emozionante .
La tensione era alta, ma anche l’eccitamento, soprattutto vedere lei che sembrava incapace di reagire e si lasciava passiva trascinare dall’evento.”
Qualche macchina rallentava e poi accelerava altre si fermano per caricare qualcuna delle sue nuove colleghe, alcune lampeggiavano puntandole i fari passando. Altre si fermano anche vicino a lei, soprattutto giovani solo per farle complimenti osceni e chiederle quanto volesse .
“Ottanta euro!” Rispondeva lei impacciata. Ma loro sgommando ripartivano ridendo .
Non mi pareva vero che si stesse prostituendo, non potevo credere che lei , così moralista, fedele ora si offriva a pagamento .
“Cosa mai è successo nella sua testolina ?” Mi chiedevo .
La osservavo, era passiva, svogliata, non voleva e sapeva reagire e arrendevole accettava tutte le decisioni di quella gente, Rocco e Lea.
Mi sembrava passato un secolo dai due mesi prima quando mi sedetti in quel dehor con Rocco a parlare di lei, tanto estremo era stato il suo cambiamento.
Intanto di quelle poche auto che passavano e si fermavano, nessuno ancora si era deciso a caricarla, ma in realtà non erano passati che pochi minuti da quando aveva iniziato , era solo la mia agitazione ed eccitazione che mi tormentava dilatando il tempo enormemente, facendomi sembrare un minuto lungo un’ora. Quando finalmente una macchina si fermò vicino a lei ,vidi il guidatore tirare giù il finestrino dalla parte opposta da dove era lui, spostandosi con il busto nel lato passeggero, lei avvicinarsi chinarsi con la testa e parlare con lui al finestrino. Inspiegabilmente mi  eccitai di più, non riuscivo a stare fermo e la osservavo.
Intravvidi un uomo sulla quarantina con il viso pieno e il cranio con pochi capelli affacciarsi verso il finestrino squadrarla come si fa con un animale da acquistare , mentre lei visibilmente a disagio invece di alzare il gonnellino come le aveva raccomandato Lea e mostrarle le sue intimità, presa dalla vergogna e timidezza cercò di tirarlo più giù .
La guardò con desiderio e poi chiese:
“Quanto !?”
Roberta, seppur preparata e istruita da Lea su come comportarsi, fu presa dal panico…lo guardava senza rispondere, quasi senza respirare, lo aveva pensato tante volte quel momento, ma non si aspettava mai che accadesse e invece era arrivato e si era come bloccata, il suo meccanismo di difesa interiore inconscio aveva percepito il rischio prima della sua mente e le impediva di parlare, di continuare .
“ Allora quanto vuoi !”Ripetè l’uomo con voce alta esortandola a rispondere.
Come svegliandosi improvvisamente da quel torpore, si guardò in giro vedendo le sue colleghe appoggiate ad altre auto a discutere con i clienti, Lea ferma che la guardava e me e Rocco poco distante osservarla e avvicinandosi di più al finestrino quasi balbettando farfugliò :
” Ottanta…euro!”
“ Va bene sali !” Rispose subito la voce decisa di quell’uomo .
Roberta a quell’accettazione fu assalita da una forma di tremore, restò un attimo ferma,
paralizzata, ma lui allungandosi di più verso la portiera dell’auto, dall’interno gliela aprì
spingendola in fuori con la mano.
“ Nell’entrare in auto vidi il viso di Roberta, mia moglie, in quel momento una puttana, dispiaciuta e forse pentita di quello che si accingeva a fare con quello sconosciuto, ma oramai non poteva più farci niente e come diceva Lea a fare quel lavoro si prende quello che capita .
“Dai sali!” La esortò.
Lei si voltò e guardò ancora noi, poi improvvisamente vidi il mio amore, mia moglie, la madre di mio figlio indecisa mettere il piede con la gamba tremante dentro l’abitacolo e sedersi tirando dentro l’altra tutta scosciata. Vidi la portiera tirata dalla mano di quell’uomo piegato con il braccio teso sopra lei richiudersi sbattendo e lui che si raddrizzò al volante .
Quel rumore della portiera dell’auto che sbattè con lei dentro mi fece trasalire e riempì di tristezza e mi spostai per guardare meglio avvicinandomi e la vedi all’interno probabilmente con lecosce unite e la borsetta con le mani su di esse come a nasconderne la nudità in un istinto di pudore, a proteggerle dagli sguardi di quell’uomo, in un gesto signorile che era innato in lei.
Per un secondo stabilimmo un contatto visivo, prima che tornasse a girare il capo in avanti . I miei occhi si dilatarono per lo shock e la vergogna che provai a vederla in quella situazione. Lanciai ancora un rapidissimo sguardo nella sua direzione ma subito smisi di osservarla, non volendo che assistesse alla mia sconfitta.
Rocco vicino a me sorrideva immobile e orgoglioso, oramai anche quella donna, quella signora per bene, mamma e moglie fedele che gli teneva testa era diventata una sua puttana .
In quel momento provavo vergogna e pena per me stesso e odio per lui ed emisi un suono sordo dal fondo alla gola come un singhiozzo soffocato, un mezzo lamentio, mezza preghiera e deglutii la saliva con fatica e osservai l’auto ripartire dirigendosi verso lo spiazzo dall’altro lato della strada.
La vidi con una stretta al cuore andare a fare la sua prima marchetta, osservando nel suo
percorso l’auto.
Pochi secondi e vidi i fanali della loro auto arrivare dall’altra parte della strada, i fasci di luce illuminare la vegetazione circostante, per poi fermarsi su un lato al buio e spegnere il motore perdendosi nel chiaroscuro dei lampioni insieme ad altre auto poco distanti.
Il cuore mi batteva a mille.
“Vieni!” Mi fece segno Rocco , andiamo laggiù con l’auto , dietro a quella siepe dall’altra parte della strada dove è sterrata, è la che vanno a marchettare le nostre puttane, non si allontanano di molto e lei è andata là, se vuoi, potrai scendere e spiarla da vicino visto che è la prima volta e tu sei il suo magnaccia, c’è buio e non si fa caso alle altre auto vicine, come ti ho detto pensano che siano altre battone o clienti .
Lo segui come un automa, salimmo in auto e partimmo e dopo pochi secondi ci fermammo nello spiazzo vicino alla siepe a una decina di metri dalla loro auto. Spense il motore lasciando solo la musica di sottofondo e restammo nell’oscurità.
Erano passati alcuni minuti da quando eravamo arrivati posteggiandoci poco distanti dall’auto dov’era Roberta e il suo cliente e Rocco sorridendo con ironia mi esortò:
“ Se vuoi puoi raggiungere di nascosto la loro auto, dove c’è Susy con il suo cliente che
lavora.”
“Susy!!?” Esclami stupito.
“ Si Susy…la nostra puttana !” Rispose lui sorridente mostrando i denti macchiati di nicotina.
Capii che alludeva a mia moglie e che oramai l’avrebbero chiamata così e continuò:
“Puoi osservarla mentre marchetta. ma dovrai startene nascosto e in silenzio a spiare come un guardone.“
Restai in silenzio, non sapevo cosa fare, il desiderio di spiarla dentro di me c’era ed era forte e lui capendolo dalla mia ansia mi ripetè:
“ Vai !..Vai ! Io resto qui a sentire un po’ di musica, ma stai accorto, resta vicino alla
vegetazione e stai attento a non farti vedere o sentire. Anche se chiavano hanno le orecchie fini e a volte diventano imprevedibili i clienti quando si scoprono spiati, non sai mai come reagiscono. Se si accorgono di te scappa!!” Mi raccomandò.
Accettai e d’istinto come un automa aprii la portiere e scesi veloce richiudendola piano per non fare vedere la lucina dell’abitacolo accesa e sentirla sbattere e mi avvicinai rasentando le piante, mentre lui restava in auto a fumare e a sentire la musica. Feci pochi metri e mi misi vicino alla siepe, adeso come un’ombra, confondendomi con essa.
Lentamente andai dietro alla loro auto guardandomi intorno. In quell‘area incolta quasi nel centro di Milano, si vedevano sparpagliate delle macchine posteggiate, altre arrivare e altre partire. Le auto ferme dentro esse avevano sagome in movimento e alcune pochi minuti dopo ondeggiavano e si notavano ombre muoversi all’interno degli abitacoli .E quegli ondeggiamenti facevano immaginare quello che i loro occupanti all’interno stessero facendo, chiavando.
Da qualche auto si vedevano scendere uomini qualcuno con ancora il cazzo con il preservativo, toglierlo, gettarlo nella radura, urinare e tirarsi su slip e pantaloni. Oppure battone scendere senza niente sotto avendo appena finito di chiavare e vendersi, accovacciarsi a fianco della portiere o della ruota e urinare, per poi alzarsi senza nemmeno asciugarsela con il fazzolettino, tirare giù il mini gonnellino e risalire in auto.
Sapevo bene come si sarebbe svolto il tutto dentro quella macchina, ma volevo assistere
direttamente al soccombere di mia moglie, che per Rocco e Lea era solo una signora borghese capricciosa e snob. Volevo vedere il perdersi della sua moralità alla mercificazione del suo corpo. Quello che lei aveva sempre condannato e biasimato alle altre chiamandole squaldrine o logie (puttane) in milanese, ora era lei a farlo.
Roberta per me era il mio passato, presente e futuro e nei miei occhi lucidi colpiti dalla luce dei fari e dei lampioni, brillavano inconsciamente di una soddisfazione sottile al fatto che per merito di Rocco e per non aver dato retta a me, ora mia moglie si prostituisse .
Mi avvicinai eccitatissimo e con molta attenzione senza fare rumore e farmi vedermi per
osservare meglio quello che avveniva all’interno, con il cazzo che mi esplodeva nei pantaloni .
Avevano i finestrini abbassati per il caldo da dove usciva della musica di sottofondo e li sentivo vociare e quell’uomo fare i complimenti a mia moglie per quanto fosse bella:
“Sei una bella donna ! … “ Mormorò.
Da dietro li vedevo, e osservavo le loro teste, quella bionda fasulla di mia moglie che brillava riflettendo la poca luce che arrivava dai lampioni e quella di quell’uomo con capelli radi e grigi sopra le pliche grasse del collo, con la parte superiore del cranio quasi calvo e lucido che umido di sudore rifletteva la luce anch’esso.
Roberta aveva il viso disgustato dalla presenza di quell’uomo, ma anche eccitato, il suo cliente la ripugnava, ma la situazione e il suo ruolo da puttana glielo imponevano… .
Ero dispiaciuto che si dovesse accoppiare con quell’uomo che sapevo non essere il suo tipo e non le piacesse, anch’io avrei preferito altro per lei la prima volta, la sua bellezza e posizione sociale meritavano certo di meglio, ma così era e l’eccitazione era troppo intensa .
“Tirati su la gonna dai! Fammi vedere la figa !” Gli chiese libidinoso.
Ma lei come ricordandosi in quel momento delle parole di Lea, gli chiese i soldi.
” Prima i soldi !” Esclamò come le aveva insegnato Lea e la vidi aprire la mano davanti a lui e ripetere : ”I soldi!” .
“Già! Ottanta euro vero?” Rispose quell’uomo .
“Si !” Ribattè mia moglie impacciata .
Accese la lucina dello specchietto retrovisore che illuminò l’abitacolo e tanto che lui apriva il portafogli per prendere i soldi lo sentii sbottare:
“E’ un po’ tanto però ottanta euro!! Le tue colleghe lo fanno per cinquanta euro e se sono straniere anche meno.”
Impacciata non sapeva cosa rispondere, ma disse e fece tutto lui.
Dal portafoglio prese i soldi e passandoglieli mormorò :
“Speriamo che le vali ottanta euro, sei una bella donna e mi piaci ! Mi auspico che sei anche brava!” E la pagò posandole tre banconote una da cinquanta una da venti e una da dieci sulla sua mano aperta.
Sempre nascosto dietro la vidi esitare alcuni secondi prima di metterli via nella borsetta, forse rendendosi conto per la prima volta di quello che realmente stava facendo, che vendeva davvero il suo corpo a quell’uomo.
“ Non ti bastano?? “ Chiese lui accorgendosi della sua esitazione :” Ti ho dato quello che mi hai chiesto!!”
Solo alla sua voce chiuse le dita sulle banconote e le mise via come le aveva detto di fare Lea dentro la borsetta, mentre lui diceva:
“ Sei carina sai! …Ma sei nuova di questa zona? Non ti ho mai vista battere qui e io vengo tutte le settimane!”
Risentii la voce esile di Roberta dire:” Si sono nuova!”
“Come ti chiami?” Chiese ancora il suo cliente.
Ebbe un attimo di esitazione poi esclamò a bassa voce : ”Susy!”
“Susy!” Un bel nome.
“Bene Susy, ora che ti ho pagata tirati su la gonna e fammi vedere la figa!” Gli chiese.
E intravvidi mia moglie impacciata guardare in avanti e fuori, sdraiarsi sullo schienale e con difficoltà muovendo il sedere tirare su quel pezzo di gonna rossa fino al ventre, scoprendo quel poco di cosce coperte e gli inguini, mostrandogli con vergogna la figa, bella, rasata e liscia.
Il suo cliente la guardò avvicinandosi con occhi libidinosi.
“Fammela accarezzare un po’!” Esclamò eccitato allungando la mano.
Era bellissima mia moglie nel suo corpo maturo.
La sua figa depilata lasciava intravvedere la linea verticale della fessura tra due grandi labbra carnose e mature, e sembrava con il chiaroscuro del gioco di luce dei lampioni , della luna e dei fanali delle auto che passavano, che brillasse e tremasse nell’attesa di quello che avrebbe fatto oramai venduta a quell’uomo.
La osservavo nascosto a sua insaputa, guardando tra la siepe e l’auto da dietro, la sua figa che sembrava che respirasse e palpitasse, non l’avevo mai vista così bella, quella figa che per vent’anni era stata solo mia, desiderata da molti e che fino ad allora avevo posseduto solo io e Rocco quando la violentò e che ora per ottanta euro l’avrebbe
ceduta a quell’uomo, un padre di  famiglia.
Non visto dalla posizione e oscurità potevo  vedere a tratti il suo  viso. Era eccitata e inquieta anche lei, si vedeva dalle espressioni del viso, dai suoi muscoli facciali truccati e imbellettati che da tesi diventavano rilassati e viceversa, dalle labbra colorate rosso fuoco che si dischiudevano e dal respiro affannoso che in lunghi sospiri cercava mascherare.
Gliela accarezzò un paio di volte con le dita, poi con un viso di sfida a se stessa, sentii la voce dolce di mia moglie rotta dall’eccitazione imbarazzata dire :
” Adesso basta !!” E le allontanò il braccio.
E tolta la sua mano, tirandosi su con il busto prese il blister del preservativo dalla borsetta cercando di aprirlo.
E intanto che mia moglie si dedicava emozionata a scartare quel quadrettino di stagnola colorata, lui parlava ma lei sembrava non ascoltarlo .
Vidi che iniziò a slacciarsi la cintura dei  pantaloni e alzando un po’ il sedere dal sedile , tirò giù i pantaloni e le mutandine a mezza coscia, facendo uscire il suo cazzo .C’è l’aveva già duro , più o meno come il mio e glielo mise in mostra.
Mia moglie lo guardò . Oramai non poteva tirarsi più indietro, non si sapeva mai come avrebbe reagito il cliente al suo rifiuto e notai nascosto in quel buio, l’espressione del viso di Roberta colpito dalla luce che filtrava dal parabrezza, contrarsi serio e attento con un pizzico di disgusto nell’osservarlo .
Sapeva che doveva andare fino in fondo , fino farsi chiavare davvero, l’aveva pagata !
“ Dai su! ” Esclamò quell’uomo eccitato con la voglia di chiavarla esortandola a muoversi e lei, forse anche eccitata e timorosa dal suo tono di voce e dal suo modo di fare sbrigativo ritenendola una puttana vera, aprì la confezione e prese il profilattico con le dita, tirò fuori il preservativo e avvicinandosi si piegò verso lui . Ebbe un attimo di esitazione e con la mano tremante prese la sua asta di carne calda e dura racchiudendola tra le sue dita curate con le unghie smaltate di rosso .
E mentre lei piegandosi un po’ verso lui si accingeva a mettergli il preservativo , lui annusandola sul collo le mormorò :
“Hai un buon odore!” Lei sorrise indifferente.
Come le aveva insegnato Lea, con l’altra mano adagiò l’anello di lattice del preservativo sul glande lo appoggiò con forza sopra lasciando la parte del serbatoio fuori e srotolandolo e tirando giù l’anello di lattice non senza difficoltà per quella carne eretta, lo srotolò dapprima coprendo la cappella e poi togliendo le dita dall’asta un po’ impacciata e titubante lo rivestì giù fino in fondo alla radice e ai peli.
Conoscendola e intravvedendola la immaginavo imbarazzata piena di vergogna a fare quella manovra . Ma seppur eccitata e disagiata, con calma e le mani tremanti ci riuscì, lo mise .
Avevo il cuore in gola.
Era il primo preservativo che metteva, non avendolo noi mai usato, ma sempre interrotto il coito nei nostri rapporti sessuali.
Aveva un bel cazzo fasciato nel lattice quello sconosciuto, niente di eccezionale ma vistoso e di bella presenza .
“Quando glielo mise, lui se lo guardò fiero, duro e dritto dentro il lattice e la esortò a prepararsi a mettersi in posizione .
Mia moglie ritornò con il busto sul suo sedile, lui spense la luce dallo specchietto e vidi con la mano spingerla giù con le spalle sullo schienale abbassato allargandole le gambe e con il suo pancione portarsi tra e sopra di lei .
Il suo primo cliente si accorse della sua incapacità e timidezza e la guardò meravigliato di avere sotto di se una puttana bella e fine nei modi ma non esperta.
“Sei impacciata!…. Sei rigida! “Disse chiedendo :” Sono le prime volte?”
Lei non rispose, aveva gli occhi lucidi, in silenzio arrossì vergognandosene, poi decisa , eccitata e consenziente di quello che stava facendo allargò di più le gambe .
Dal finestrino di dietro come un guardone eccitato osservavo. Lo vidi inginocchiato tra le sue cosce con la mano cercare la figa e con le dita l’entrata della vulva. Poi trovata, toccarla e accarezzarla, farsi avanti con il suo bacino grasso mettendosi  sopra lei e con il suo pancione contro il suo ventre. Lo vidi allargarle ancora di più le gambe accarezzandole ancora la figa e al suo contatto
con le dita nude esclamare stupito :
“Ma è umida ! ..Godi??!!”
Roberta o meglio Susy non rispose e lui non si chiese di più preso dalla voglia di chiavarla. Se lo prese in mano duro iniziando a sfregare la sua cappella ricoperta di lattice bianco sulla lunga fessura glabra ancora con le grandi e piccole labbra unite in quel periodo.
Sempre inginocchiato sul tappetino puntarlo e appoggiarlo tra le sue grandi labbra e premere divaricandole ed entrando in lei, nella sua vagina mentre mia moglie socchiudeva gli occhi e dischiudeva le labbra dalla sensazione piacevole che provò nella penetraziione, inarcandosi trattenendo il respiro .Spinse sempre facendolo entrare con un colpo secco e deciso, facendola sobbalzare con il sedere sul sedile introducendolo tutto .
Mia moglie ebbe un sussulto trattenne il fiato e gemette involontariamente e io mi eccitai
terribilmente a quella scena. L’aveva penetrata, era entrato in lei e ora l’avrebbe chiavata.
Prendendola per i fianchi la tirò più a se, penetrandola di più e bene in profondità, facendole appoggiare per comodità dopo aver messo sopra dei  giornali per non rovinarlo le gambe sul cruscotto, iniziando con foga a chiavarla.
Difatti poco dopo iniziò a muoversi .
La stava chiavando …la stava chiavando davvero, si era prostituita. Non potevo crederci che fosse tutto vero .
Non resistetti, c’è l’avevo duro dentro i pantaloni al punto che mi faceva male, mi guardai attorno e poi mi voltai verso l’auto dov’era Rocco e osservai, vidi la sua sagoma dentro che fumava e non vedendomi nessuno aprii la cerniera e lo feci uscire dai pantaloni liberandolo, prendendomelo duro in mano; e nel vedere lei farsi chiavare da quel cliente in quella posizione con i  suoi stivali bianchi a punta appoggiati sul cruscotto e i lunghi tacchi quasi contro il parabrezza, dopo essere stata pagata, non resistetti, portai la mano sul cazzo e iniziai masturbarmi.
Quello, fu un momento perverso e deplorevole, mi masturbavo nell’osservare mia moglie vendersi e fare sesso con un altro qualsiasi, un cliente e ne godevo, provavo piacere e mi soddisfaceva vederla sotto il suo compratore sapendo che si stava prostituendo.
Quell’uomo nel suo rapporto bestiale le stringeva il seno da sopra il tessuto del gilet nero che immaginavo conoscendola bene gonfio con i capezzoli turgidi eccitati e mossi dalle sue escursioni respiratorie .
Mentre ero lì quasi adeso alla fiancata posteriore dell’auto di quell’uomo tra il metallo e la siepe, i fari di un auto che arrivava con un’altra prostituta passò vicino illuminando l’interno dov’erano mia moglie e quell’uomo, e osservando bene dentro come se quella luce venisse a proposito, vidi l’immagine di quello che lei le stava offrendo. Quella luce mi sbattè in faccia lo spettacolo indecente e volgare di Roberta o forse farei meglio a dire Susy , con il sedere sul sedile, lo schienale abbassato e lei semidraiata a gambe larghe con gli stivali appoggiati al  cruscotto con quell’uomo inginocchiato tra esse e sopra lei che la stava chiavando.
Nel tirarla giù verso lui per  metterla bene, la minigonna rossa era scivolata verso l’alto, sul ventre, scoprendole anche il monte di Venere pronunciato, le gambe e tutto il  resto, lasciando le cosce pallide e lisce completamente nude così da mettere in risalto la loro lucentezza al  chiarore di  quel passaggio di luce. Tutto durò pochi secondi, ma restai in silenzio come pietrificato a vedere mia moglie in quella posizione, era diverso di  come l’avevo vista  con Rocco giorni prima, lui l’aveva picchiata e violentata, ora invece era consenziente, non potevo credere che era lei, ma al di là del lato emotivo, pur vergognandomene, la visione di  quella scena e i suoi gemiti soffocati mi eccitavano
sempre di più al punto da aumentare l’erezione e masturbarmi più velocemente.
Non so quanto tempo passò, so soltanto che spiandola e ascoltandola la sentii involontariamente gemere e godere, tanto che il suo cliente stupito le chiese :
“ Ma godi davvero??”
Lei non rispose.
La vidi per quanto cercava di restare rigida e trattenersi, godere. La conoscevo troppo bene e sapevo anche se era truccata pesantemente, quando le espressioni del suo volto erano frutto del piacere e del godimento.
Mi vennero in mente le parole di Lea che sentii mentre con Rocco venivo via da loro e credo che anche lei le rammentasse in quel momento:
“ Capita che si gode le prime volte! Se ti viene da godere , godi pure!!”
E lei stava godendo in silenzio, trattenendo i gemiti ma godendo. Non finii il pensiero , che la sentii gemere ancora.
Vedevo mia moglie ormai quasi inconsciamente senza volere farsi accorgere posava le braccia sulla sua schiena, quasi abbracciata a lui, che la chiavava dandole colpi profondi, facendola sobbalzare e spingendola sul sedile. La grossa e grassa schiena di quell’uomo sotto la camicia, si muoveva facendo trasparire il sudore sul tessuto, mentre le dita curate e le unghia smaltate di mia moglie fingendo di appoggiarle correvano sulla sua schiena .
Provò a baciarla, ma lei non volle , girò il capo e disse :” Noooo!” Decisa e lui desistette .
Chissà conoscendola bene forse se avesse insistito si sarebbe lasciata baciare e anche infilare la lingua in bocca.
Tenendomi forte il cazzo in mano, presi a stringerlo e muoverlo fino a sborrare contro la carrozzeria.
Sborrai come un ragazzino guardaone, mentre osservando mia moglie che si prostituiva chiavata dal suo cliente .
Vidi lui come un forsennato darci fortissimo, quasi come a volerle sfondarle la figa, facendole ballare le gambe e i piedi sul cruscotto, ed essendo vicino e a volte appoggiato sentii l’auto dondolare .
Poi vidi lui fermarsi, inarcarsi rigido emanando un gemito di piacere e sborrare nel preservativo dentro la figa di mia moglie, mentre lei stordita e godente lo abbracciava ancora.
Non so quanto tempo passò, probabilmente pochi secondi che a me sembrarono una eternità.
Quando vidi lui tirarsi su e sfilarlo da dentro la sua vagina, rigirarsi sulla schiena e gettarsi a peso morto sul suo sedile quello del guidatore, con il preservativo pendente davanti pieno di sperma, vidi il corpo di mia moglie senza lui sopra a gambe divaricate con ancora il foro della figa allargato e senza peli, rasata si vedeva bene anche nella semi oscurità . Fu tremendo.
Fu sconvolgente . Più che vederla prostituirsi e più che vederla chiavata da lui, fu l’osservare la sua figa dilatata dal rapporto sessuale con quell’uomo.
Al termine prima che mi allontanassi velocemente sentii il suo cliente dire :
“Mi sono accorto che anche tu hai goduto, sei brava anche se impacciata, ti manderò dei
clienti, dei miei amici, parlerò bene di te stai tranquilla … ti farò lavorare molto! Cercate di Susy in Viale Monza gli dirò!”
A quelle parole mi allontanai in fretta verso l’auto dove Rocco ancora all’interno fumava e ascoltava musica.
Mi voltai quando fui sicuro di essere nel buio non visto, vidi lui, il cliente di mia moglie
scendere dall’auto togliendosi il preservativo gettandolo a terra e dirigendosi verso la siepe e urinare contro. Lei  non scese, restò in auto.
Vidi poi il suo cliente risalire, sentii  il motore accendersi con un rombo assieme ai fari e i fanalini posteriori e avviarsi partendo e riportandola dall’altra parte della strada da Lea e le sue colleghe.
Restai a guardare finché non arrivò dall’altra lato del viale e osservai attento, vidi la
portiera aprirsi e lei scendere e salutare il suo cliente con un gesto della mano e l’auto ripartire e sparire in fondo al viale. Lei andare verso Lea che l’accolse con un sorriso enorme, un abbraccio e l’accarezzò in viso, oramai faceva parte di loro, di quella famiglia di puttane,aveva avuto il battesimo della prima volta, scambiare qualche parola e poi rimettersi a passeggiare da sola, in attesa di un nuovo cliente che arrivò pochi minuti dopo, cosi poi fu per un terzo e un quarto….la sua nuova vita da battona era iniziata.
Quando fui in auto Rocco  mi domandò:
“ Hai visto? “ Annui con il capo.
“Vieni ora andiamo a berci qualcosa, lasciala li a battere tranquillamente intanto c’è Lea che la controlla. “ Accese il motore dell’auto e partì e senza dire nulla, andai con lui in un bar a bere , come se fossi un magnaccia come lui, un protettore anch’io .
Con quello stupido gioco  mia moglie era diventata una prostituta vera, una mia fantasia si era realizzata… e ora?? …Cosa sarebbe successo??… Iniziava una nuova vita??

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