b- L’amore perverso. Cap. 33 Il litigio.

L’AMORE PERVERSO.

NOTE:
I figli iniziano amando i loro genitori, in seguito li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano.
(Oscar Wilde)

Cap. 33 LITIGIO (Daniela e Sabrina)

Dopo quella serata alla discoteca, le cose iniziarono a cambiare e precipitare per Sabrina, ma anche per sua madre Daniela.
Dopo essere ritornata a casa dalla prigionia di Dolfo, da quell’incubo che aveva vissuto e dai traumi subiti, era cambiata, sentendosi diversa nel corpo e nello spirito e anche psicologicamente.
Alberto prese un periodo di riposo e restò con lei che si sentiva trasformata, era ingrassata e di molto, aveva dovuto tramite il suo negozio cambiare il suo guardaroba, più da signora formosa anche se sempre seducente che dà donna snella e armoniosa. Il sedere c’era, era aumentato in larghezza e volume, come pure il ventre evidente e le mammelle ingrossate… E non ce niente di peggiore per una bella donna che ha sempre fatto del suo corpo la sua immagine professionale di vita, vedersi cambiata, essere diversa fisicamente., sentire gli sguardi e i risolini dietro delle amiche invidiose a quella trasformazione.
Le forme erano evidenti e per nasconderle doveva indossare vestiti larghi che però la facevano apparire goffa e sgraziata, lontana anni luce dalla donna in carriera che era prima.
Alberto tramite il medico di famiglia di Daniela, che era collega e conoscente del Dottore, per calmarla e farla uscire da quello stato deprimente, iniziò una terapia antidepressiva, che tra gli effetti collaterali oltre a renderla calma e tranquilla, le rallentava il metabolismo e il bruciare dei grassi, facendola ingrassare ancora. Ma non per questo diminuirono le loro attenzioni perverse su di lei.
Non aveva ancora incontrato sua madre Matilde, che si sollazzava con Romeo e con quel giovane ragazzo gerontofilo, non sapeva del suo cambiamento, del colore dei capelli, del look e che si era fidanzata con Romeo.
Si era isolata e vedeva poco anche sua figlia Sabrina, solo di sfuggita e non si preoccupava di cosa facesse non si era interessata prima e non lo faceva ora, ma non per superficialità, un po’ perché era sotto una forma di stress e depressione fisico e mentale dopo quello che aveva passato e anche il vedersi e il sentirsi grassa, non l’aiutavano di certo nell’umore e nei rapporti interpersonali, professionali, personali e famigliari. Ma anche perché la credeva sempre la ragazzina per bene ed educata di prima, studiosa e timida che viveva con la nonna.
Su consiglio di Alberto aveva preso un periodo di aspettativa dal suo lavoro di direttrice di banca. Sarebbe rientrata quando sarebbe stata meglio.
In quel periodo di vita solitaria, forse sentendone la mancanza aveva voluto a vivere un po’ con sé Sabrina, in casa sua e non con la nonna, che anche se lei non lo sapeva che ormai frequentava Romeo.
In fondo la sua stanzetta era sempre lì, pronta per lei.
Voleva passare con lei momenti affettuosi e teneri come quando era più giovane e vivevano assieme prima di conoscere Alberto, invece si rese conto ben presto, anche se Sabrina non le dava modo di accorgersene, che era cambiata… non era più la fanciulla di prima… la sua dolce e piccola Sabry. A una madre i cambiamenti dei figli non sfuggono, le percepiscono con uno sguardo e certe cose non si possono nascondere.
La vedeva meno ragazzina e diventare sempre più bella e sempre più sexy e maliziosa, aveva qualcosa nel suo comportamento che non riusciva a definire, e la rendeva erotica e molto desiderabile agli uomini anche senza trucco e con abiti casual della sua generazione.
Quel breve periodo passato con Dolfo ,aveva cambiato molte cose della sua vita sia fisicamente che psicologicamente, ma anche chi gli era attorno trovava mutati e tra questi Sabrina, quasi non riconoscendola più nell’aspetto e nel carattere, avendola ritrovata con i capelli decisamente più lunghi dovuto alle extension e tinti chiaro color platino per volontà del Dottore e portati in modo malizioso, non più legati a coda o con un cerchietto in testa, come aveva quasi sempre avuto, ma sciolti sulle schiena o raccolti sulla nuca in modo seducente.
E anche nel fisico sembrava diversa, oltre che essere più femminile, la vedeva più donna e appariscente della ragazzina che era mesi prima quando l’aveva lasciata, ma soprattutto tra loro non c’erano più le risate e i giochi che facevano sempre ed erano parte del loro rapporto, non da madre e figlia, ma da amiche e complici.
Avrebbe dovuto esserne contenta di vederla crescere come una donnina, ma qualcosa la opprimeva, anche perché ogni gesto che faceva o ogni frase che diceva aveva un qualcosa di scontroso e peccaminoso. Nel carattere era cambiata, sembrava più aperta ed emancipata, le rispondeva e spesso non le ubbidiva, pareva che Sabrina volesse farle pagare con quell’atteggiamento, quello che le era successo, quella che era diventata mettendosi sua madre con Alberto, mentre invece Daniela la pensava sempre all’oscuro di tutto e che non sapesse cosa era diventata nella realtà, nel rapporto con il Dottore.
Aveva un comportamento e modi di fare irriverenti, fuori dall’educazione che gli aveva dato. Quando era in casa la vedeva mostrare provocatoriamente il suo corpo mezzo nudo o appena vestito, facendo apposta a fare la doccia o la pipì lasciando aperta la porta del bagno, in modo che lei o Alberto sapessero e vedessero… soprattutto lui.
Daniela non poteva avvicinarsi a toccarla o riprenderla e dirle qualcosa che subito scattava e le rispondeva in malo modo o ironica. Aveva un rapporto d’amore e d’odio verso sua madre, le portava rancore e in certi momenti prevaleva uno e in altri specialmente in seguito, l’altro…l’odio.
Un giorno sfortunatamente le cose cambiarono e non in meglio per Daniela.
Sabrina era diventata sotto l’educazione del Dottore molto disinibita e porca per la sua età, molto vogliosa di provare e imparare ogni cosa avesse a che fare con il sesso e la sottomissione.
Daniela restò stupita quella mattina quando entrò nel bagno mentre lei era sotto la doccia e la vide nuda, con la figa completamente depilate e le labbra vaginali inanellate e slargate, un grosso disegno di un fiore sulla natica e sulla spalla una K rossa.
Restò sorpresa, incredula di quello che vedeva, osservava a quei disegni sulla pelle dove scivolava sopra l’acqua, pensava che quel luccichio sulla sua fessurina fosse il riflesso della luce sulle gocce dell’acqua e non due anelli dorati.
Guardò ancora:
“Ma che hai lì…che hai fatto Sabry! Fatti un po’ vedere! …Girati! “Disse prendendola per un braccio e ruotandola mentre l’acqua scorreva sul suo corpo da giovane valchiria… osservandole i tatuaggi e anche le sue piccole mammelle sode anch’esse con i capezzoli inanellati.
“E questi cosa sono? “Domandò meravigliata facendo segno agli anelli dorati che aveva sui capezzoli e sulle labbra vaginali e passando il dito sul tatuaggio sul gluteo.
“Piercing mamma! Piercing e tatuaggi!” Rispose tranquilla e decisa, senza scomporsi minimamente continuando a lavarsi.
“Piercing? Tatuaggi? Come piercing? …Ma che significa? …. Sei impazzita? Ma che hai fatto!? Cosa ti sei messa?! “E osservando il tatuaggio del fiore sul gluteo aggiunse:
“E questo??! …Ti sei anche tatuata? …Ma sei pazza!!…E così grande che ti ha rovinato la natica? E questo sulla spalla?… Che significa questa K. “E con uno scatto di ira esclamò:
“Come ti sei permessa a farti queste cose? …Sai che sono contraria a queste volgarità sul corpo e non voglio che le hai! Ti sei rovinato il corpo con quegli anelli, e …quel tatuaggio osceno… così grande? …E poi proprio lì dovevi fartelo il piercing? Sui capezzoli e sul sesso?!! Non potevi fartelo come tutte le ragazze della tua età all’ombelico o all’orecchio?! E poi cosa significano? … E perché ce l’hai tutta rasata! Da quando in qua la porti depilata?” Chiese visibilmente arrabbiata.
Sabrina scrollò le spalle incurante delle sue parole, mentre l’acqua le scorreva sulla pelle.
Ma Daniela non sentendosi considerata, agitata e alterata dalla sua indifferenza chiese ancora:
“Chi te l’ha fatto il piercing e i tatuaggi? … Ti hanno rovinata!?” Urlò.
Sabrina le scrollò ancora di più le spalle, ma lei prendendola nuovamente per il braccio, la scrollò forte alzando la voce: “Sono tua madre!!… Non devi avere questo atteggiamento con me, mi devi rispondere educatamente capitooo!!!” Urlò.
“Voglio sapere chi è stato? Quando e perché hai fatto tutto questo!” Affermò irata, segnando con il dito gli anelli dorati e i tatuaggi.
“Ti preoccupi tanto del mio piercing, del mio tatuaggio e della mia figa rasata e allora …come mai anche tu c’è l’hai come me rasata? Credi forse che non me ne sono accorta? “
Daniela diventò rossa in viso, gliel’aveva vista, pur non volendo mostrarla e facendo attenzione l’aveva vista con il sesso depilato. Ma non si scompose e alzando la voce gridò.
“Non guardare me…io sono tua madre!! E poi io non ho né piercing ne tatuaggi… che considero volgari e da donne esibizioniste, poco considerate dalla società. Voglio sapere chi te la fatto!…Chi ha messo le sue mani sul tuo sesso!” Esclamò con voce alta e irata aggiungendo:
” Qualche ragazzo!? O qualche tua amica?”
Sabrina, per nulla intimorita dalla reazione di sua madre e dal suo tono di voce, con aria di sfida, capendo che era venuto il momento di non nascondersi più esclamò:” Ne uno e nell’altro, me l’ha fatto un dottore!”
“Che dottore?” Chiese Daniela sorpresa balbettando, sperando che non fosse quello che pensava lei.
“Il Dottore, il ginecologo, il Dottor Angelo, quello che la fatta rasare anche a te.” Rispose irriverente e maleducata.
Daniela, mezza bagnata anche lei dall’acqua della doccia che battendo sul suo braccio la colpiva sull’abito, d’istinto a quelle parole le tirò uno schiaffo sul viso facendoglielo voltare lateralmente dall’altra parte. Ma Sabrina portando la mano sulla guancia arrossata e bruciante non si scompose minimamente.
Daniela restò sorpresa e sbalordita e incredula del comportamento di sua figlia, per un attimo nella mente le frullò di tutto, non poteva credere a quello che vedeva, sentiva, che le diceva la sua dolce e piccola Sabry. Poi come se avesse intuito la verità esclamò urlando:
“Dioooo! …Come fai a conoscerlo?”
“Come hai fatto tu mamma!” Rispose spavalda Sabrina.
Con un brutto presentimento Daniela continuò:
“Ma…ma…ma…ma … cosa ti ha fatto oltre questo? “
“Le stesse cose che ha fatto a te mamma… tutto! “Rispose fredda:” Mi ha sverginata, resa donna ed educata alla sottomissione e alle perversioni.”
“Diooooo Diooooo!!!” Urlò sconvolta portandosi le mani sul volto con gli occhi che le brillavano dalle lacrime.
Restò attonita, incapace di credere a quello che vedeva e sentiva, alle parole che le diceva sua figlia, la piccola Sabrina. Si passò la mano sulla fronte appoggiandosi al box doccia, si sentiva mancare, svenire.
“No! …Non è possibile! Dimmi che non è vero Sabry! …Ti prego!!!” Esclamò piangendo allungando una mano e accarezzandola sul viso bagnato, incurante di bagnarsi anche lei.
“E’ tutto vera mamma, fattene una ragione e a me piace come sono ora e quello che faccio, io sono felice così. “
“Ma perché…perché?! Come hai potuto!” Ripeté lei con le lacrime agli occhi.
“Perché?… Come ho potuto? “Rispose:” …Tu non c’eri mai, ero sola …” E si interruppe emozionata anche lei.
Daniela sconvolta per non cadere a terra si sedette sul water e iniziò a piangere, a singhiozzare, mentre Sabrina chiusa la doccia usciva fuori asciugandosi.
Poi presa dall’ira si alzò di scatto prendendola per i capelli e tirandoli forte e strattonandola, iniziò a colpirla con degli schiaffi dove capitava, sul viso, sulla schiena, sulle gambe.
“Non dovevi! Non dovevi! …Questo non dovevi farmelo!!” Ripeteva urlando isterica:” Hai rovinato tutta la mia vita!”
Sabrina all’inizio abbozzò una difesa cercando di ripararsi dai suoi colpi con le braccia dicendo:
“No!… Ferma mamma! Che fai!?”
Ma visto che non l’ascoltava e continuava a colpirla, reagì d’istinto allontanandola spingendola contro la parete piastrellata. Fuggì e uscì sbattendo la porta del bagno con rabbia e la chiuse alle sue spalle, non voleva sentire ragioni, né prediche da sua madre. Ma subito Daniela si riprese e le corse dietro seguendola in soggiorno ed esclamando inviperita:
“Eh nooo!! …Non mi puoi trattare in questo modo, così! …Sono tua madre iooo…!” E L’afferrò nuovamente da dietro per i lunghi capelli bagnati tirandoli forte.
“Lasciami…lasciami! Mi fai male mamma!! “Gridò Sabrina girandosi e colpendola d’istinto con la mano. Era la prima volta che si rigirava e colpiva sua madre, non lo aveva mai fatto, le dispiaceva ma non aveva scelta, sentirsi tirare i capelli era insopportabile, sentiva male e stava solo difendendosi.
Madre e figlia si ritrovano di fronte, quasi corpo a corpo al limite dell’equilibrio, specialmente Sabrina che nel reagire aveva perso l’asciugamano ed era nuda e bagnata e scivolava cercando di ostacolare con le braccia i colpi di sua madre.
Era una lotta impari, Daniela adulta e giunonica era molto più forte fisicamente di Sabrina e aveva la meglio sul corpo esile e minuto di sua figlia e arrabbiata, iniziò a spingerla e picchiarla, mentre Sabrina per reazione e difesa alzava la voce:
“Non osare minacciarmi! …Alzare la voce con me sai!!!” Gridò sua madre colpendola in viso fortissimo da farle voltare il capo nuovamente, quasi pentendosene subito.
“Io non sono manesca lo sai, ma tu mi ci porti con quello che hai fatto e detto.” Si giustificò a lei.
Ma Sabrina nel proteggersi, ricambiò la spinta urlando:
” Ohhh!!… Ohhhhh! Bastaaa!… Bastaaaa oraaaa!!” Iniziando una specie di colluttazione con sua madre.
Sembrava incredibile, stavano litigando dandosele di santa ragione. Nessuno in quel momento poteva calmarle o dividerle. Daniela gli urlava contro e in faccia la sua delusione, nel vedere il sogno della sua vita, sulla sua piccola Sabry infranto.
“Bastaaa!! Con me ha chiuso, non hai più una madre!” Dichiarò Daniela isterica urlando e ansimando dalla tensione, piangendo. “Non mi devi più guardare più in faccia!! “
Poi vedendo il volto di Sabrina impassibile e arrossato, segnato dagli schiaffi, come pentita di quello che aveva detto e fatto, ma sempre arrabbiata, urlò come per giustificarsi:
” Devi starmi a sentire quando ti parlo!! Capitooo!!!” Gridò ancora.
Ma lei reagì:
“Nooo!!!!!! Bastaaaaa!!!!… Sono io, non ti voglio più vedere!!!!!!!!!” Urlò Sabrina piangendo anche lei in preda a una agitazione mai avuta.
“Sono stufa di persone che mi dicono sempre cosa devo fare. E fai questo… e fai quello… e vai qui e vai di là… Tu sei falsa, mi hai lasciata sola per Alberto, mi hai mandata da nonna abbandonandomi a lei e hai pensato solo a te … e ora che vuoi?!”
E Daniela adirata rispondeva:” L’ho fatto per te! Solo per te! …Per darti un padre!”
“Ah sì! …Che bel padre! Guarda come ci ha ridotto a tutte e due, anzi tre …compresa nonna, a te ha fatto aumentare di dieci chili, guarda come sei grassa… stai diventando una lardosa!” Urlò con disprezzo.
“Non ti permetto di parlarmi così!… Non sai cosa ho passato se ora non sono più bella come prima!”
E nel mentre si tenevano per le braccia spingendosi una contro l’altra e in quella lotta caddero prima sul divano, poi scivolarono a terra facendo cadere i soprammobili del tavolinetto.
Ora anche Sabrina piangeva, erano sedute sul pavimento una di fronte all’altra che si colpivano e spingevano, ma Daniela essendo più adulta e più grossa e ora anche più grassa aveva la meglio e cominciò a sopraffarla a picchiarla e tirale i capelli:
“Mamma!” Esclamò Sabrina ormai soccombendo arrendevole agli schiaffi di sua madre:
“Perché mi picchi, mi fai del male!?”
Daniela come scossa da quelle parole piangendo si fermò e si inginocchiò davanti a lei e la guardò, e come risvegliandosi da un torpore le disse:
“Vieni!… Vieni piccola mia! Scusami, tu non centri nulla. Siamo tutte e due vittime di quei mostri.”
E con le mani tremanti, piangendo si abbracciarono, mentre Daniela la baciava in fronte e sul viso bagnato e segnato dai ceffoni, guardandola e accarezzandole con tenerezza i capelli che prima aveva tirato forte. E quello che seguì, fu l’abbraccio più sincero di tutta la loro vita.
Al termine di quell’abbraccio affettuoso e morboso allo stesso tempo, si guardarono a lungo con gli occhi rossi e gonfi dal pianto:
“Oramai è così!” Mormorò Sabrina:” Non si può più tornare indietro, siamo cambiate mamma, devi accettarlo.” E restarono in un lungo silenzio abbracciati.
Era vero quello che diceva Sabrina, dovevano accettarsi in quella nuova realtà. Nei suoi occhi di mamma c’era disperazione e un’ombra di tristezza.
Il litigio e gli insulti che erano volati erano finiti e tra loro in quel momento non c’era rancore, seduti sul pavimento sentiva solo il mormorio di sua madre che ripeteva sommessamente:
” Ci hanno rovinate! …Ci hanno rovinate per sempre.” Aggiungendo fissando con gli occhi il vuoto davanti a sé:” Tu non sai di cosa è capace quell’uomo!”
Quell’incontro finì così, con Daniela sconvolta e piangente che apprendeva l’amara verità su sua figlia.
Sabrina tornò in bagno, si asciugò e rivestì, mentre sua madre si sedette sul divano stordita e intontita dell’accaduto. Quando fu rivestita, prima di uscire le passò vicino.
“Ciao mamma!” La salutò chinandosi e dandole un bacio sulla guancia.
“Stai atten…!” Ma le morì in gola quella parola, oramai non era più la ragazzina che lei credeva. Accadde quello che nessuno di loro avrebbe mai voluto che avvenisse, che ognuna di loro, madre e figlia venisse a conoscenza della trasformazione dell’altra, ma la loro vita era segnata così.
Appena rientrato Alberto si scagliò su di lui:
“Tu! Tu! Sei stato tu! Maledetto… sei tu l’artefice di tutto questo! “Cercando di colpirlo al viso con la mano, continuando.
“Io ti amavo e mi hai rovinata la vita e non contento ti sei presa anche mia figlia, l’hai data a quel mostro! Quel perverso! “Sempre cercando di colpirlo e graffiarlo sul viso.
Ma Alberto prontamente la prese per i polsi e gli abbassò le mani mettendole tutte e due in una delle sue, iniziando a schiaffeggiarla forte sul viso.
“Adesso basta!! Tu sei mia e a modo mio, e da questo momento farai tutto quello che ti dirò io se non vuoi che tutto quello che è successo con Dolfo, cani compresi e tutto la documentazione relativa, finisca sulla bocca di tutti, sarebbe la tua rovina davvero!” Le disse con fare da dominatore.
Lei piangendo impaurita e confusa, come presa dalla sindrome di Stoccolma, invece di odiarlo e continuare a reagire inveendo verso lui, si alzò sempre piangendo, gettandogli le braccia al collo. “No! No! Non mi lasciare! Ti prego…Ho solo te ormai, ho paura di tutto…ti prego resta con me!” Esclamò tra le lacrime.
“E allora da ora farai tutto quello che ti dirò io?” Chiese, ripetendo:” … Tuttoo intesi ?!” Gridò forte guardandola in viso.
“Si! Si! “Rispose lei stordita e impaurita in quella sua esuberanza corporea da poco acquisita che la faceva tanto vergognare e sottomettere a lui, supplicandolo:” Ma resta con me non mi lasciare proteggimi! Ti prego!!”
“Va bene lo farò!” Rispose autoritario e all’improvviso Alberto accarezzandole i capelli le baciò le lacrime, dopo averle fatto capire chi comandava. Era il sistema del bastone e la carota…
Poi calmatasi… la fece sedere cercando di spiegarle:
” Quello che ha fatto Sabrina e una sua scelta, nessuno la costretta e lo devi accettare anche tu, come devi accettare il tuo cambiamento.”
Come in tranche singhiozzando, annuiva ripetendo:” Si…sì!”
“Ora calmati e rilassati, che ti preparo il tranquillante!” Le disse prendendole il bicchiere con l’acqua e il flaconcino delle gocce.
Anche lei si rendeva conto che ormai era tutto cambiato, si trovava dentro alla depravazione e non sapeva come poteva uscirne. E per reazione e per paura invece di fuggire da lui, si gettò di più tra le braccia del suo carnefice.
“E guarda che capiterà che ci incontreremo tutti assieme, io, il Dottore sua moglie e Ho Chin e anche tu e Sabrina e mi raccomando niente scenate…” Aggiunse Alberto.
“Io non voglio!!…Non voglio più vederla quella gente …ti prego Alberto!” Supplicò.
“E invece la vedrai! Perché io voglio così ma soprattutto lo vuole Lui …il Dottore e vi vuole entrambi ed assieme tu e Sabrina. Perciò rassegnati. “Le rispose arrogante.
Sottomessa e avvinta piegò la testa.
Non esisteva più Daniela la bella signora quarantenne direttrice di Banca, seducente, ammirata e desiderata, decisa e risoluta su ogni cosa, che sapeva dire di no e comandare. Ora c’era solo una signora quarantenne, ingrassata e timorosa di tutto, dipendente pienamente da Alberto, quello che nei suoi sogni maturi avrebbe dovuto diventare il suo secondo marito.
Passarono alcuni giorni, con Sabrina si rivide solo di sfuggita o la sentiva al cellulare e un giorno il Dottore invitò tutti nel suo appartamento, Daniela accompagnata da Alberto, Matilde con il suo nuovo amante Romeo e Sabrina.
Quando si videro quel pomeriggio lei e sua madre restarono sorprese l’una dell’altra, fino a quel momento si erano sentite solo per telefono, non si erano più viste dalla sua partenza. Daniela giunonica vestiva elegante con nuovi tailleur di misura, era ingrassata e sciupata in viso, ma sempre bella e attraente. Matilde era agitata, vestita in modo giovanile e provocante per non dire osceno e Sabrina in camicetta trasparente, senza reggiseno con jeans aderentissimi, su scarpe con tacco da dieci centimetri e truccata in maniera vistosa in viso.
La prima che vide fu sua madre Matilde, era incredula, aveva saputo da Sabrina che era cambiata, si era tinta i capelli e variato il look e aveva un nuovo amico quasi della sua età, ma vederla realmente com’era conciata e con lui a fianco, le fece impressione:
” Ma che hai fatto mamma!? “Esclamò guardandola stupita, non la riconosceva più.
“Come ti sei combinata?” Disse seria disapprovando.
“Mi sono ringiovanita!” Rispose ridendo Matilde. “E tu? “Chiese:” Come mai sei ingrassata in questo modo che stai così male!? Hai mangiato troppo!?”
Non le rispose nemmeno.
In quel mentre Romeo vicino a lei l’abbracciava per la vita voluminosa sorridendo e presentandosi.
“Piacere! Io sono il nuovo compagno di sua madre.”
Daniela come un automa per educazione portò la mano verso la sua e la strinse mormorando:” Compagno…???”
Poi rivolgendosi verso sua madre aggiunse:” Ma mamma! Che è successo? “
“E’ successo che ho conosciuto Romeo, mi piace e ho deciso di iniziare una nuova vita con lui.” Incredula delle sue parole e di come si era conciata, Daniela si sedette sulla poltroncina a osservarla, mentre lei fiera di com’era, si pavoneggiava.
“Ora arriva Sabrina!” La informò il Dottore arrivando con due bicchieri in mano e porgendogliene uno.
“Sabrina?!” Esclamò dolcemente e ansiosa Daniela:” Ma …ma …come ha fatto a conoscerla? “Chiese curiosa in un momento di sconforto e speranza che tutto quello che le aveva confidato Sabrina non fosse vero.
“Oh …l’ho conosciuta quando tu eri in vacanza da Dolfo e in quel periodo abbiamo avuto modo di fare amicizia.” Rispose.
In quel momento prima ancora che realizzasse mentalmente le parole del Dottore, si aprì la porta del soggiorno e comparvero prima Ho Chin, seguita da Elvire e affianco a lei tenendola per mano Sabrina.
Quando la vide, ebbe un tuffo al cuore, non la riconobbe, farfugliò solo:” Sabry…!!”
Sembrava più alta e matura di quella che era, dei suoi diciotto anni. Oltre il look provocante era truccata in maniera vistosa e volgare per una ragazzina della sua età, con labbra colorate di rosso vivo e i capelli biondo platino tirati sulla nuca e tenuti raccolti, da un grosso fermaglio coperto di brillantini dorati. Era bellissima, molto appariscente e sexy ed era orgogliosa di lei, che fosse sua figlia e la guardava incredula e ammirata che fosse proprio lei, la sua …Sabry.
D’istinto si alzò e si portò verso di lei con gli occhi sbarrati.
“Sabry…” Farfugliò come se le chiedesse conferma che fosse realmente lei.
“Si mamma!” Esclamò lei portandosi vicino, abbracciandola e baciandola, avvertendo Daniela il suo profumo da donna adulta, dolce e intenso, molto buono da femmina fatale.
Scoppiò nuovamente in lacrime, in un pianto dirotto, stringendola forte:” Sabry …Sabry …la mia piccola Sabry…Non sai quante volte al giorno ti penso … mi manchi!”
Poi staccandosi da lei e ritornando con la mente nella realtà, la osservò da vicina, guardò Elvire, Ho Chin e il Dottore dietro di lei:
“Come puoi conoscere questa gente!?” Esclamò indignata facendo segno a loro con la mano. “Sono amici mamma! Te l’ho già detto. Sono amici miei, come tuoi!” Rispose portandosi con un movimento vicino al Dottore che le passò il braccio sulle spalle stringendola a sé.
“Come amici? Questa è gente perversa Sabry, allontanati da loro immediatamente!” Esclamò con un senso di autorità che non aveva più, in tentativo di controllarla e redimerla.
Ma Sabrina sorrise lasciandosi stringere di più le spalle dal Dottore, aderire a lui a quel vecchio perverso.
Vedendo che non otteneva risultati, con le lacrime agli occhi Daniela esclamò in un ultimo tentativo di quello che era stata la sua autorevolezza su sua figlia:
“Sabrina, ti ordino di allontanarti immediatamente da questa gente e di venire via con me!!… È un ordine di tua madre!” Esclamò.
Ma Sabrina non ubbidì, rispose il Dottore per lei stringendola più forte e baciandola in fronte:
“Sabrina ormai è mia! Appartiene solo a me!” La informò perfido.
“Non è vero! Non è vero!” Ripeté Daniela angosciata a quelle parole, respirando come se le mancasse l’aria.
“Sabrina!” Disse rivolgendosi a sua figlia:” Rispondi immediatamente a questo signore che non è vero quello che dice!” Ma lei restò in silenzio.
“Sabrinaaa!!!!” Urlò ancora forte, comprendendo che realmente non le ubbidiva più e che apparteneva davvero a lui a quel vecchio maiale. E rivolgendosi al Dottore, mutando in un atteggiamento che non aveva mai avuto, domandò aggressiva:
“Che gli hai fatto vecchio bastardo!!… Che gli hai fatto? …Me l’hai rovinata!!” Mentre lui impassibile la guardava:
“Ho fatto semplicemente quello che ho fatto a te, lo educata alla sessualità e alla perversione, ed è molto brava e predisposta…” Rispose sorridendo e calmo il Dottore.
Ma non finì la frase che Daniela in un impeto di rabbia si scagliò su di lui urlando:
” Bastardo! Maledetto! Me l’hai rovinata per sempre! Ti denuncio! Ti denuncio! “Ma fu subito fermata da Ho Chin e Alberto che la presero per i polsi.
“Denunciarmi?” Disse il vecchio medico:” Fallo pure, tua figlia anche se ne dimostra meno ha 18 anni ed è maggiorenne e la legge non vieta che si accompagni o accoppi con un uomo di sessanta… se è una sua scelta. O forse sei solo gelosa e invidiosa di lei e vorresti essere tu al suo posto? Mi vorresti tutto per te…” La provocò sorridendo.
Impotente dalla rabbia, non potendo reagire perché trattenuta, gli sputò non colpendolo, facendogli fare una grassa risata.
“Ah ah ah ah ahahaahahh!!!!!!”
Non poteva credere a quello che vedeva, che viveva, di sua madre, che in silenzio abbracciata a quel Romeo assisteva a tutto non dicendo nulla, mormorando solo:
“Che c’è di male se a Sabrina piace la gente anziana, anch’io ho un ragazzo della sua età che mi corteggia.”
Ma stai zitta!!” Esclamò irata Daniela.
Lei temeva soprattutto per la sua piccola Sabrina, finita nelle grinfie di quel medico perverso…” Chissà cosa le avrà fatto!?” Si ripeteva pensando con il viso contratto, sapendo che tipo era.
Alberto e Ho Chin lasciandole i polsi la fecero sedere vicino a sua madre Matilde che seria e impassibile osservava tutto, e lei scoppiò di nuovo in un pianto dirotto, mentre Sabrina sua figlia la osservava indifferente e Matilde sua madre, con compassione.
“Ma se Sabry vuole così ed è felice con lui …perché devi opporti e.…” Anche Matilde non finì la frase che le rispose singhiozzando:” Per favore mamma taci!… Taci! E’ anche colpa tua se ora è così, dovevi seguirla, controllarla!”
“Ah è colpa mia! “Rispose risentita e sdegnata sua madre Matilde alzandosi e facendo cessare quella compassione che provava e aveva negli occhi guardandola:” E tu dov’eri? …A divertirti! …Taci tu svergognata sai! Mi ha detto Romeo cosa hai fatto…”
Stavano litigando anche loro, madre e figlia ancora, facevano il gioco del Dottore, le aveva messe una contro l’altra e all’improvviso sua madre ruppe il litigio e offesa si voltò dall’altra parte.
Daniela si sentì accarezzare la testa, tirò sul capo e vide Sabrina:” Non piangere mamma, io sono cambiata e sono felice di essere così, di essere la concubina del Dottor Angelo, mi piace esserlo! Devi fartene una ragione anche tu!” Affermò
Si era creato un clima surreale tra Daniela e sua figlia quel pomeriggio Dopo averla sverginata quel vecchio porco, lentamente l’aveva depravata, come aveva fatto con lei, anzi ancora meglio.

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