b- L’amore perverso. Cap. 32 La discoteca.

L’AMORE PERVERSO.

NOTE:
La danza è il linguaggio nascosto dell’anima.
(Martha Graham)

Cap. 32 LA DISCOTECA.

Una sera su richiesta del Dottore, Sabrina disse a sua nonna, impegnata in quel periodo alle attenzioni di Romeo, che quella sera sarebbe uscita e andata a una festa da amiche.
Le disse:
” Nonna so che mamma non vorrebbe che andassi, perché dovrei dormire fuori a casa della mia amica. Ma io vorrei!… Mi lasci andare nonna?” Pronunciò con voce quasi supplicante. “Andare sì, ma dormire fuori no! Sei una ragazzina Sabrina anche se hai compiuto 18 anni, se lo sapesse tua madre guai! Se la prenderebbe con me e poi ha ragione, io la penso come lei, a tua mamma io non la facevo mica uscire a dormire fuori sai! Lo ha fatto solo dopo che si è sposata con tuo padre.” Rispose cercando di farla desistere dal suo proposito, ma Sabrina insistette:
“Ma siamo tutte ragazze… dai nonna! Per favore! …Ti voglio bene dai!” Continuò abbracciandola e baciandola in viso.
“Non cercare d’incantarmi così!” Rispose ridendo Matilde mentre lei l’abbracciava ridendo. “Dai nonna ti prego! Mi devi aiutare, che figura faccio con le amiche?”
“Ma se lo sa tua madre?”
“Ma non lo viene a sapere se non glielo dici tu, lei è in vacanza, in ritiro e poi ho già 18 anni… dai!!”
Alla fine fine convinta dal suo giovane entusiasmo e l’amore per la sua nipotina, si convinse:” Ma stai attenta!!… E soprattutto ai ragazzi!!…Quelli ci provano sempre hai capito? “
“Ma si nonna! Tranquilla! Grazie!… Grazie!… Grazie!” E l’abbracciò ancora felice.
Quella sera dopo cena uscì dietro le diecimila raccomandazioni della nonna.
Appena fuori dal portone, due strade più avanti, la stava aspettando una Smart con all’interno Ho Chin.
Salì, si salutarono.
“Buonasera Ho Chin!” Disse Sabrina.
“Buonasela signolina!” Rispose lei.
Partirono e si diressero a casa del Dottore.
Quella sera l’avrebbero portata con loro per mostrarla in discoteca.
Era la prima volta che usciva da sola alla sera fino a tardi, le piaceva ballare latino americano e non danza classica come avrebbe voluto sua madre e quella sera poteva finalmente provare a divertirsi e danzare come voleva e piaceva a lei.
Una volta a casa del medico, dopo i convenevoli, lui diede disposizione a Ho Chin di portarla in camera:” Stasera sarai un’altra… una donna e non una ragazzina.” Disse.
Una volta entrati la cinesina la esortò:” Spogliati nuda!”
Nel mentre lei tirava fuori gli abiti dall’armadio e la lingerie dai cassetti, scegliendo i pezzi in base ai gusti e desideri del Dottore.
La fece spogliare.
Sabrina tolse i suoi abiti da ragazzina per bene acqua e sapone, i jeans stretti e la magliettina leggermente scollata. Restò in mutandine e reggiseno, ma Ho Chin le fece togliere anche quelli. Nuda era bellissima in quel suo corpo diafano e longilineo, con il sesso depilato e le grandi labbra inanellate che brillavano assieme ai capezzoli al riflesso della luce. E quei tatuaggi, l’orchidea rossa sul gluteo e la Kef della kajira sulla spalla.
Ho Chin le fece indossare della lingerie che aveva messo sul letto, un reggiseno burlesque a balconcino e un perizoma con il triangolino ricamato e traforato come il reggiseno e dello stesso colore. Prese un reggicalze e un paio di calze velate nere e gliele fece calzare.
Era la prima volta che Sabrina indossava quella lingerie cosi sexy, era emozionata ed esaltata, quando si guardò allo specchio subito arrossì, stentava a riconoscersi, era veramente erotica. Vanitosa si girò su sé stessa più volte, guardandosi il tatuaggio sul gluteo e sulla spalla, le donavano tra quegli indumenti osceni e si notava bene quella Kappa tatuata rossa sulla spalla simbolo di sottomissione e schiavitù che usciva fuori della spallina del reggiseno e poi dell’abito rendendola volgare e seducente. Si sentiva eccitata a osservarsi nello specchio.
Ho Chin le passò un abito dicendo di indossarlo e l’aiutò a metterlo, quando fu pronta si osservò ancora.
Il vestito era davvero sexy, un miniabito style americano, color porpora, come la lussuria, con una gonna corta e stretta che le fasciava il suo sederino e i suoi fianchi esili, quasi a schiacciarli evidenziandone le spine iliache e l’addome piatto e leggermente incavato, facendo risaltare il suo culetto fantastico in modo erotico ma osceno. Le arrivava al limite delle fasce delle calze e a ogni movimento mostrava la giunzione orizzontale tra il suo culetto sodo e la coscia liscia e affusolata, lasciando intravvedere le giarrettiere.
L’abito proseguiva in alto con due fasce sensualissime che le coprivano il seno, nascondendo le sue mammelle ancora acerbe, imprigionate da quel reggiseno lussurioso, alla vista della gente che l’avrebbe osservata, lasciando le parti laterali completamente nude agli sguardi.
La scollatura al petto mostrava il turbamento che la prendeva nei movimenti del suo corpo e nei respiri. Saliva per agganciarsi, tramite due anelli dorati a due nastri di stoffa regolabili che si portavano dietro le spalle, evidenziando quella lettera rossa della Kerjia, scendendo poi sulla schiena rendendola spettacolare e quasi nuda; per giungere dietro alla gonna, lasciando un margine lasco tra la prominenza per la piccolezza dei suoi glutei sodi e l’incavatura lombare, prima di fasciare stretto il piccolo sedere, mostrando il candore del suo fondo schiena.
Ho chin la fece sedere su una sedia e con calma iniziò a truccarla, le mise un, ombretto scuro che le dava un tocco dark ben marcato, che le facevano due occhi splendidi da gatta, con le sue pupille azzurre che risaltavano. Un rossetto color del fuoco che ingrandiva e metteva in rilievo le labbra fini, ampliandole ed evidenziandole di più, rendendogliele volgarmente sensuali, con quel suo look veramente osceno e aggressivo, da piccola troietta e non da ragazza per bene.
La pettinò lisciandole i lunghi capelli biondi che le incorniciavano il viso, presentandolo evidente e perfetto, collocandole due fermagli di strass che brillavano, una a destra e uno a sinistra. Terminò infilando un paio di sottili orecchini d´oro di forma circolare ai lobi già forati. Era incantevole, bellissima e meravigliosa.
La fece osservare allo specchio, non si riconosceva più, non era mai stata truccata così… volgarmente:
” Oddio!! Sono io quella?” Chiese ridendo incredula, della sua immagine riflessa, osservandosi stupita ed eccitata di come appariva.
“Vedlai che falai conquiste!” Disse Ho Chin prendendo le sue mani per ricostruirle le unghie artificialmente.
“Non devi mangiale le unghie! Devi falle clescele e poi smaltalle.” La redarguì.
Sabrina le diede la mano destra e lei inizio a prepararle.
In poco tempo fini, aveva unghie lunghe, dello stesso colore delle labbra, rosso fuoco.
“Ola metti le scalpe!” Disse prendendo un paio di scarpe a punta color rosso con tacco altissimo e posandole davanti ai piedi.” Metti!!” La esortò ancora.
Sabrina mise una scarpa e poi tenendosi con una mano alla testiera del letto per non perdere l’equilibrio, tirò su la gamba e mise l’altra, quando l’abbassò, si trovò sorretta su tacchi a spillo vertiginosi. Le sue cosce perfettamente tornite erano messe in risalto dal cortissimo vestitino e le sue gambe snelle sembravano essersi allungate con quelle alle scarpe.
” Su ola plova a camminale!” La incoraggiò la cinesina.
Sabrina provò, fece pochi passi barcollando.
” Non ci riesco!” Esclamò preoccupata:” Non ho mai calzate scarpe di questo tipo, sono altissime, non sono capace.”
“Imparerai!! Sentì la voce del Dottore esclamare forte sulla porta dietro lei.
“Imparerai, perché faranno parte del tuo nuovo look.” La informò.
“Ora cammina un po’, impara a restare in equilibrio senza tenerti o appoggiarti.”
Sabrina provò, fasciata in quello stretto vestitino osceno che mostrava il suo corpo magro, sculettando il suo sederino sodo, barcollando. Sembrava una giovane puttanella pronta per battere.
Anche Ho Chin le osservava il culetto muoversi come quello di una puledrina quando camminava.
Il Dottore se ne accorse e sorridendo esclamò:
” Stasera lo concederemo a qualcuno. Vedremo a chi!”
Sorrise Ho Chin mentre Sabrina provava a camminare ancheggiando.
Riusciva a tenersi in equilibrio e sorrideva felice, contenta di farcela, era molto bella e sexy nel suo vestito rosso aderente, e sensuale.
Dopo averla fatta passeggiare un po’ per casa, con il rumore fastidioso del ticchettio dei tacchi sul parquet, disse:
” Va bene! …Possiamo uscire, in piedi ci stai, il resto verrà naturale dopo. Momentaneamente ti appoggerai a Ho Chin.”
Sabrina su quei tacchi, era molto più alta di Ho Chin, lo era già quasi senza ad altezza normale, ora con 12 cm di tacco sotto i piedi, la superava abbondantemente e anche al Dottore.
Prima di uscire il Dottore prese dal tavolo il collare nero borchiato che aveva preparato, lo stesso che metteva a sua madre quando la portava al circolo e glielo allacciò al collo.
Ho Chin le fece posare sulle spalle uno scialle di seta nero trasparente, lavorato in fili metallici che lei portò subito davanti per coprirsi e uscirono, con lei oltre che più giovane, anche più alta a braccetto al Dottore.
Era incredibile, vestita in quel modo, con quel look sembrava un’altra, una troietta, con quelle labbra e unghie colorate e il collare come sua madre.
“Ora ti porteremo a ballare, in discoteca! Sei felice?” Chiese il medico.
“Si!!” Rispose lei.
Le era sempre piaciuto ballare e andare in discoteca, anche se per via di sua madre e sua nonna poteva farlo poco, ma quella sera, dove sarebbe andata non era certo un locale adatto a lei.
Uscirono tutte e tre, salirono in auto e giunsero in un locale di periferia, un dancing-discoteca, frequentato da gente di tutte le età e di tutti i tipi, compresi balordi e malavitosi.
Scesero dall’auto. Appena Sabrina mise fuori una gamba, la corta gonna si tirò su fino all’inguine, mostrando le calze velate, la loro fascia e il reggicalze agli sguardi dei passanti.
Si mise in piedi eretta, camminando ancheggiando per non cadere, muovendosi, come una puttanella che vuole esibirsi e per molti avventori in attesa o procinto di entrare, il suo sculettare venne preso come una provocazione e invito a farsi avanti e la seguirono dentro.
Quando furono all’interno della discoteca, l’energia sessuale presente nell’aria la colpì come un’onda di piena.
Il locale era molto bello, vivo, caldo pieno di zone scure e luci colorate e stroboscopiche, anche se non adatto a lei per il genere di clientela che lo frequentava.
Una bella e grande sala con personale maschile e femminile simpatico e sorridente che andandole incontro, fecero di tutto per farli sentire a loro agio.
C’erano divani e cuscini tutto attorno, e un disc jockey che metteva musica rock e metallica.
Le luci intorno al soffitto della pista lampeggiavano a tempo di musica mentre i ragazzi e le ragazze ballavano.
Un barman serviva ai ragazzi liquori o birra. Decine di giovani erano sulla pista da ballo, che si agitavano e si scontravano tra loro danzando, e un’altra cinquantina erano sparse per il locale, mentre sorseggiavano qualcosa e chiacchieravano tra loro.
La discoteca come al solito era affollata di ragazzi belli e brutti con il sorriso stampato in volto e il bicchiere di whisky in mano, di quei sorrisi che non fanno fatica a stare sui visi dei giovani e da alcune persone mature e anziane sedute o al bancone o al tavolino. Anche la musica non era male, le piaceva, era il suo genere.
Si guardò in giro, vide gente adulta che si prodigava nell´offrire cocktail e liquori a giovane ragazze balorde, che accettavano lasciandosi accarezzare e strusciare viscidamente da loro. Ma gli occhi furono tutti per Sabrina, splendida ragazza con collare abbracciata a un anziano. Per il modo in cui era vestita tutti la osservavano giovani, maturi e anziani.
Dopo aver raggiunto un tavolino, il Dottore tolse la giacca e Sabrina lo scialle, passandoli a Ho Chin che li posò in un lato del divanetto, tenendoli sotto il suo sguardo.
Sabrina si guardava attorno curiosa, finora non era mai stata in un locale del genere, così affollato e chiassoso e si sedette nel divano vicino al Dottore.
Il locale molto grande e pieno, e molti ragazzi passavano davanti a lei seduta sorridendo e incrociando il suo sguardo, come a mostrarsi a lei. Si sentiva desiderata, ammirata e questo le piaceva.
Anche lei giocava con lo sguardo, provocando e non perdeva occasione di sorridere a chi le piaceva.
Era la prima volta che si trovava di sera, vestita in quel modo in un locale del genere per ragazzi della sua età e adulti maturi, il suo bel visino era nascosto sotto il trucco, ma mostrava due occhi brillanti e curiosi e labbra rosse protese in fuori in posizione di suzione, come le aveva insegnato a tenerle il Dottore e attiravano sguardi.
Vedeva ragazzi e ragazze che sorridevano e si divertivano e vecchi bavosi maturi, che le scrutavano e pur non conoscendosi, si scambiavano sguardi e sorrisi con estrema naturalezza e semplicità.
Ordinarono da bere e glielo portarono poco dopo, tutto alcolico per volontà del Dottore.
Anche Sabrina seppur astemia, aveva iniziato a sorseggiare un drink come Ho Chin.
Le luci stroboscopiche della discoteca a ritmo di musica, illuminavano come lampi il tavolino nel quale erano seduti loro, mentre lei esaltata da quell’atmosfera beveva con molta tranquillità il suo cocktail, osservando le sue coetanee ballare in pista.
Alcuni ragazzi, vedendola, cominciarono ad avvicinarsi invitandola ad andare in pista a ballare. Era tutta la serata che non apriva bocca, ma era felice a modo suo di quello stato di subordinazione al Dottore.
Pur non essendo ancora una frequentatrice dei locali notturni e discoteche, era felice di trovarsi lì, di aver mentito a sua nonna, ne era valsa la pena, era soddisfatta di quella scelta, perché amava scatenarsi in mezzo ai fasci delle luci e alle martellanti onde acustiche che arrivavano alle orecchie. In quell’inferno di colori, fumi e suoni si sentiva protetta vicino al Dottore, lei solitamente così timida quando si trovava assieme a tante persone.
Un ragazzo tra la musica assordante cominciò a chiamarla insistentemente.
“Ehi!! Ehiii!!!…Bionda!! Biondaaaaa!!”
Lei si voltò, lo guardò, ma non gli diede retta.
Subito dopo le venne incontro una ragazza poco più grande di lei, che conosceva già Ho Chn e il Dottore, si avvicinò e la prese per mano invitandola a ballare.
“Vieni a ballare?… Come ti chiami? “Le chiese.
Sabrina restò stupita, non si aspettava certo che la invitasse a ballare una ragazza e non un ragazzo.
Mi chiamo:” Sabrina.” Rispose impacciata.
“Oh che bel nome! Io Angela. Dai vieni a ballare!” Ripeté.
Sabrina si voltò e guardò il Dottore come a chiederne il permesso, che fece cenno di sì con il capo, e Angela a quel cenno senza aspettare la sua risposta la tirò in pista, tra le luci, il vociare della gente e la musica.
Appena entrarono in pista per ballare subito due ragazzi si avvicinarono ad entrambe, Sabrina era molto imbarazzata ma compiaciuta di attirare la loro attenzione, ma Angela li allontanò:
” Ora no! È solo mia! Dopo!” Esclamò estromettendoli dal ballo e loro si allontanarono.
Sabrina non capì cosa volesse dire con quel” è solo mia”, ma iniziò a ballare accaldata.
Un amico di Angela le si avvicinò e le passò un bicchiere, un altro cocktail dicendole:
“Bevilo velocemente, in modo che l’alcol faccia rapidamente effetto, vedrai che ti scalderà dentro e starai bene.”
Un po’ riluttante Sabrina lo portò alla bocca e in un attimo con due grandi sorsate lo deglutì, espirando subito dopo forte, per il bruciore che le provocava l’alcool in gola e nello stomaco, scoppiando a ridere assieme ad Angela. Poco dopo il liquore fece il suo effetto accaldandola e disinibendola e quasi senza accorgersene si ritrovò a ballare con Angela e un ragazzo a fianco lei che le si era appena avvicinato
Il ragazzo dopo pochi movimenti di ballo, si girò di scatto verso lei e abbracciandola per il collo la tirò a sé, infilandole la lingua in bocca e cingendole la vita con il braccio, iniziando a baciarla. Un po’ per l’improvvisazione e per l’alcool e un po’ perché le piaceva, ricambiò il bacio. Quando si staccarono lui sorrise e lei anche, guardò il Dottore seduto che le sorrise come se approvasse. Senza rendersene conto stavano iniziando la sua depravazione sessuale.
“Questo posto è fantastico.” Pensò esaltata mentre Angela prendendola per mano la tirò dentro il gruppo di ragazzi e ragazze nella pista da ballo. Era così affollato che era impossibile ballare senza strofinare il sedere o le tette contro qualcuno o qualcosa o darsi gomitate contro i corpi delle altre ragazze.
E che corpi! Erano le più belle ragazze che avesse visto tutte assieme, e tutte si muovevano in una danza provocante ed erotica come un balletto televisivo. Sembrava quasi un’orgia di gioco, si davano colpi con il sedere e le tette tra loro e ridevano e ballavano. Capi che tutte volevano toccare ed essere toccate tra esse e prima che continuasse a pensare, delle mani con dita soffici iniziarono a toccarla ed a esplorarla in ogni parte del corpo.
Intanto il Dottore comodamente seduto con Ho Chin, osservava quella scena premeditata, che loro conoscevano già dove l’avrebbe portata…
Senti un paio di grosse tette sfregarsi sulla sua schiena sudata, mentre una ragazza ballando e piegando leggermente le gambe, portando avanti il bacino, appoggiava il pube contro il suo sedere e lo sfregava su e giù sulla sua natica ballando. Si voltò e le vide sorridere e danzare.
Angela sotto il frastuono della musica e i movimenti del corpo appoggiò le labbra al suo orecchio e le sussurrò: “Ti voglio.”
Sabrina la guardò, sorpresa da quella frase e confusa dai corpi femminili sudati e seminudi che le si sfregavano addosso.
Era turbata, guardò ancora il viso di Angela, libidinoso, pieno di voglia mentre si stava spogliando, togliendo la gonna e la camicetta sudata e restando solo con reggiseno e perizoma al centro della sala, tra gli altri giovani.
Ci f uno scroscio di battimano …” Brava!! Brava!!” e un applauso forte che per un attimo coprì la musica.
L’abbracciò stretta, e danzando cominciò prima a strofinarsi con il pube sul suo fianco per poi passare davanti e farlo su il suo ventre, contro il suo sesso e le sue cosce, muovendosi a gambe leggermente piegate, sfregandola con movimenti verticali, orizzontali e circolari.
Il sesso di Angela era bagnato e traspariva dal triangolino del perizoma macchiato di umido, ma anche il suo era eccitato e iniziava a rispondere con ondate di calore e umori allo sfregamento e alle attenzioni di lei.
Urlando sopra la musica danzando ferma, dondolando solo il tronco Angela esclamò:
“Ti faccio bagnare?”
“Si!” Annuì con il capo Sabrina imbarazzata. Iniziando lei a quella risposta ad avvicinarsi di più leccandole improvvisamente le labbra come una puttana.
“Provamelo!”
Esclamò Angela nel suo linguaggio giovanile allungando la mano, e alzandole il tubino la portò sotto il suo vestito rosso, la infilò fin dentro il suo perizoma appoggiandola sulla sua figa, premendola contro senza che lei, come paralizzata dicesse niente o la fermasse. Sentì che anche Sabrina era bagnata.
Avvertì la sua figa depilata e liscia al contatto con le sue dita, la fessura bagnata di umori e gli anelli sulle labbra vaginali, e quel contatto con il metallo dorato, fece vibrare ancora di più il sesso di Sabrina, facendola ansimare e impazzire di desiderio.
“Ohhh… sei inanellata!” Esclamò sorridendole.
Quella piccola lesbica di Angela stava per sedurre Sabrina iniziandola all’amore saffico, iniziando con le dita a titillare gli anelli e a infilarne uno dentro la sua figa.
“Vieni!” Disse tirandola di più verso sé al centro della pista, mentre le altre ragazze si spostavano disponendosi a semicerchio intorno a loro.
“Ora giochiamo io e te!”
“Giochiamo!?” Chiese Sabrina stupita.
“Si giochiamo al gioco della leccata. Vedrai che ti piacerà!” La informò e le sorrise abbracciandola e tenendola per la vita di fronte a sé, iniziò lentamente a posizionarla per spogliarla davanti a tutte le ragazze che parteciparono alla sua svestizione.
Sabrina sentì molte mani su di sé che lentamente danzando iniziavano a spogliarla, qualcuna slacciò il fermo del vestitino e lo tirò giù facendo cadere i lembi d stoffa sui fianchi, altre mani le sganciarono il reggiseno sfilandolo davanti, altre presero lo stretto tubino e lo tirarono giù non senza fatica ai piedi togliendolo e così fu per il reggicalze e di seguito le scarpe e le calze; tutto quasi in un attimo da decine di mani che l’accarezzavano e spogliavano a ritmo di musica e danza e per ultimo si sentì prendere il perizoma da dietro e tirare giù fino ai piedi e toglierlo.
Era senza indumenti, nuda sola con il collare gli anelli ai capezzoli e al pube e gli orecchini.
Il volume della musica, come un segnale si abbassò di colpo, e tutte si accalcarono intorno per vedere.
Notò anche che qualcuna a lato del gruppo era senza reggiseno, mentre un’altra le stava leccando e massaggiando le mammelle.
Quando fu nuda sotto il faretto centrale della pista che illuminava forte il suo corpo, tutte le guardarono la figa e i capezzoli.
“Ehii!!! Ma sei inanellata!” Esclamò forte una ragazza:” Non l’avrei mai detto il tipo di ragazza dolce che sei! “Rispose un’altra.
“Wwwhhhhooooowwww che figata!” Disse un’altra ancora stupita.
Mentre una delle ragazze andò verso di lei, si chinò quasi in ginocchio e le diede un bacio sulla figa depilata, titillando gli anelli alle labbra vaginali con la lingua, dandole fremiti di piacere.
Sabrina era frastornata, eccitata, felice dei commenti e di piacere anche a quelle ragazze, di essere unica e speciale in quel momento come diceva il Dottore, ma si sentiva anche turbata da tanta attenzione femminile.
“Siamo pronte a giocare a Lecca Lecca?” Chiese Angela, generando un applauso ed uno strillare di “Sssiiiiiiiiiìììì!!!”.
“Ma in cosa consiste? ” Sussurrò Sabrina timida non conoscendo quel gioco.
“È una vera figata.” Rispose, Angela prendendola per mano e tirandola vicino a sé.
“Io scelgo una ragazza, per fare il primo lecca lecca. Ora tocca a Enrica ” Disse indicando la ragazza che le aveva appena baciato la figa.
“Ma in cosa consiste di preciso?” Ripeté ancora Sabrina curiosa e interessata con un pizzico d’apprensione, non capendo quella spiegazione appena ricevuta e non sapendo che era lei la protagonista del gioco.
“Ora vedrai. “Pronunciò Angela iniziando a spiegarle.
“La ragazza che fa il lecca lecca si distende su un tavolino al entro della sala e spalanca bene le gambe mostrando la figa. Tutte le altre si mettono in fila davanti a lei, ed ognuna a turno, ha 10 secondi per leccarle la figa. Quella che riesce a farla godere ne prenderà il posto, diventando a sua volta ragazza lecca lecca e così via. Certe volte il gioco continua per ore.” Dichiarò.
“Vedrai sarà divertente e ti divertirai!” Esclamò sorridente.
Sabrina era eccitata all’idea, da quel gioco erotico, lei non aveva mai leccato una figa e nemmeno le era mai stata leccata e non conosceva cosa si sarebbe provato a farlo e farselo fare, ed era curiosa.
Alcune ragazze intanto avevano piazzato un tavolino basso nel mezzo della pista da ballo, mettendoci sopra uno spesso cuscino quadrato, che serviva per appoggiarci la schiena e il sedere e avere il pube più sporgente.
Enrica indossava una minigonna ed un reggiseno rosso, si sdraiò sopra e lasciò che le altre ragazze le togliessero le mutandine. Non era depilata, ma aveva i peli cortissimi, ben curati. E già bagnati.
La disposizione a semicerchio delle ragazze dietro al tavolino, permetteva a chi era seduto ai tavolini di osservare davanti, come se fosse il pubblico di uno spettacolo.
Il Dottore dal suo tavolino osservava divertito quella nuova lezione a cui era sottoposta Sabrina.
Enrica sdraiatasi e allungatasi indietro, appoggiata sui gomiti, con i glutei sul bordo del tavolino spalancò le gambe dicendo: “Chi inizia?”
Tutte si misero in fila e la prima ragazza si inginocchiò tra le sue cosce e con disinvoltura iniziò a leccare, con linguate velocissime.
La musica seppur bassa cambiò, da assordante divenne un sottofondo musicale molto gradevole. Le altre ragazze tra commenti sul pube e il modo di ognuna di leccare, incitavano la compagna e contavano a ritroso da dieci fino ad arrivare a uno.
“Otto…sette…sei…due…uno…zeroooooo!!!” Battendo le mani.
Enrica gemette muovendo le gambe e il bacino, cacciò un urlo ed agitò in aria le ginocchia, mentre la prima ragazza si staccava e allontanava succhiandosi le labbra bagnate di saliva e di piacere di Enrica.
Ansimante Enrica allungò il braccio e si toccò la figa bagnata di saliva e del suo umore, poco prima che la seconda ragazza inginocchiatasi tra le sue cosce iniziasse a leccarla.
Immediatamente in coro dietro a un mormorio iniziò ancora il conto alla rovescia, e si ripeté tutto fino ad arrivare allo zero. “Dieci…nove…otto… due…uno…zerooooo!!!” E di nuovo un applauso alla leccatrice di turno che si allontanava.
Sabrina era la sesta della fila e sperava che qualcuna riuscisse a farla godere prima che toccasse a lei. Non le andava di leccare la figa di un’altra ragazza, di una che non conosceva e non le piaceva nemmeno di prendersi con la sua lingua tutta la saliva depositata dalle precedenti leccate assieme a un numero consistente di germi e umori vaginali. Sperava di non arrivare anche lei ad essere una ragazza lecca lecca.
Angela era la settima dietro a lei che con le braccia attorno ai suoi fianchi da posteriore le cingeva la vita, come se fosse la sua ragazza, mentre le sue labbra le baciavano e mordicchiavano il collo da dietro, strofinando a ritmo di musica il suo sesso peloso sui suoi glutei pallidi e sodi.
“Allora, ti piace questo gioco?” Chiese.
“Si e no.” Rispose sinceramente Sabrina aggiungendo:” Io non sono mai stata con una donna.” “Ohh questo non importa! Imparerai … e questa è sarà tua prima volta allora.” Sostenne, aggiungendo: “Hai capito perché si chiama lecca lecca?”
“Si!… Ora si!” Rispose lei ridendo.
“Io lo trovo fantastico.” Bisbigliò Angela all’orecchio leccandoglielo mentre allungava le mani a toccargli gli anelli sulla figa e tirandola ancora più stretta aderente a lei, con il sederino contro la sua figa calda e bagnata.
Seduti Ho Chin e il Dottore osservavano, era una visione da girone dantesco, della lussuria con quelle giovane ragazze depravate e no, chi lesbica, chi bisex e chi semplicemente etero, ma con il desiderio di provare, di giocare.
La scena era libidinosa con musica sensuale e luci lampeggianti che tagliavano nell’aria con il loro fascio luminoso il fumo delle sigarette che saliva in alto, evidenziandolo nel raggio di luce, mentre la ragazzina sdraiata sul tavolino dimenava le gambe, gemendo ogni volta che cambiava lingua e modo di leccare, allargando di più le cosce e muovendo il sedere sul cuscino del tavolino, contorcendosi eccitata dal piacere.
Ognuna delle ragazze aveva il suo modo di leccare e un tipo di lingua diversa, chi larga, chi stretta, chi a punta, inoltre chi con molta saliva e chi senza, a volte la leccavano velocissime, a volte lentamente e altre le infilavano la lingua dentro con leccate e slinguate che prendevano anche gli inguini e il perineo e tutto per 10 secondi, fermandosi quando i peli della figa, (di chi c’è l’aveva) erano insalivati e bagnati di umori.…
“Quinta…toccava alla sesta !!” Esclamò qualcuna.
Improvvisamente si accorse che toccava lei. Si girò, guardò Angela che le disse:
” Su vai! Tocca te fare la ragazza lecca lecca…! “
“Ma io non l’ho mai fatto!” Borbottò.
“Impari! È meglio che leccare la cappella di un cazzo! …Fai finta che sia nutella!! “Dichiarò spingendola verso le cosce larghe della prescelta, aggiungendo:” Leccala bene mi raccomando.” E rise da sola.
Sabrina si avvicino spinta da Angela e si inginocchio tra le sue cosce.
Vide quella figa pelosa dischiusa dal piacere che mostrava l’interno rosa, color corallino tra i peli scuri.
Enrica sdraiata aveva gli occhi chiusi, con un sorriso di goduria e attendeva la sua lingua, di quella ragazza dolce all’apparenza che era Sabrina.
E anche lei fu presa dall’eccitazione e dall’odore di selvatico che emanava la figa sudata e leccata della sua coetanea, si abbassò e inginocchio tra le sue cosce e diede due leccate sulla fessura odorosa e i peli bagnati, non sapendo più da cosa, se da umori, saliva o sudore o tutte tre assieme. Si, il sudore della figa emana un odore caratteristico eccitante e piacevole, leccò raccogliendo anche la saliva delle sue cinque predecessore, vide tra i peli in cima alla fessura il clitoride eretto, spuntare tra le labbra vaginali, ne fu attratta e decise di continuare con quello, per prenderla di sorpresa e in modo diverso.
Si avvicinò con il viso e vide il suo obiettivo vicino alle sue labbra, il clitoride di Enrica sporgeva rosso e congesto almeno un centimetro. Si piegò ancora e appoggiò le mani sulle cosce, poi formando un piccolo cerchio con le labbra come le aveva insegnato il Dottore quando faceva i pompini lo prese in bocca e lo succhiò come fosse un piccolo pene, più veloce che poteva, ciucciandolo come un capezzolo.
Dopo qualche suzione, un gemito pervase l’aria:
” Oooooohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!”
Era Enrica che godeva scuotendosi tutta sul tavolinetto.
“Brava!! Bravaaa!!” Gridarono le ragazze applaudendo e aiutandola ad alzarsi, non sapendo Sabrina se esserne felice o no. Enrica aveva goduto con lei e ora secondo il gioco toccava lei a prendere il suo posto…
Mentre Enrica aiutata da altre ragazze si alzava spossata dal tavolinetto, altre due invitavano e aiutavano Sabrina a sdraiarsi. Lei si lasciò stendere, come in un rito sacrificale la misero a posto, in posizione, le divaricarono bene le cosce, mostrando a tutte la sua fessura depilata e inanellata. Poi all’improvviso si vide davanti il viso di Angela, sudato ed eccitato, congesto dal desiderio, che senza dire nulla si chinava sulle sue cosce.
Avvertì la sua lingua, grossa, liscia e capace, iniziare a leccarle la figa, ebbe un fremito, d’istinto le venne di chiudere le cosce, ma non poteva perché tenute divaricate da due ragazze sui lati.
Una due, tre leccate, sentiva gli anelli titillare da soli e tra loro e sprigionare piccole vibrazione e avvertiva un calore immenso formarsi nella pelvi, dentro la sua giovane e fresca vagina…
Non voleva ma godeva, le piaceva sentire la lingua di Angela sulla sua fighetta leccargliela, quattro, cinque leccate …sei …sette…e un gemito fortissimo e continuo che non riuscì a trattenere le uscì dalle labbra…:
”Aaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!! Siiiiiiiiiiiii!!!!! È.…è è è.…è bellissimoooooo!!!“
Mentre la conta ad alta voce da parte delle ragazze continuava:” Otto…nove…dieci…”
Il tempo era terminato, ma Sabrina godeva forte e Angela continuò a leccare superando il dodici, il quindici e avanti.
Seppur giovane Angela sapeva leccare la figa come una dea, come una lesbicona matura ed esperta.
Sabrina urlò dal piacere e per reazione sfuggendo alla presa delle coetanee strinse le gambe attorno alla sua testa e spinse la figa contro la sua bocca, mentre Angela continuava a leccare e succhiare, mischiando la sua saliva agli umori del suo piacere e avvertendo gli anelli dorati sulla lingua e tra le labbra, intanto che Sabrina aveva l’orgasmo. Tutte le ragazze intorno con un ritmo musicale di sottofondo iniziarono ad urlare ed applaudire, incitandole poi battendo a ritmo le mani a continuare.
Sabrina ormai era partita quegli anelli erano terribili, a ogni sollecitazione davano piacere e dopo pochi secondi venne ancora, con un altro getto di umori vaginali nella bocca di Angela. Era la ragazza più giovane del gruppo, che in quel gioco erotico e perverso se la faceva leccare, scoprendo una fonte di piacere a quella lussuria saffica.
La lingua di Angela tra le sue giovani labbra vaginali, spingeva all’interno della fessura deliziosamente penetrandola.
Sabrina era esaltata, si sentiva come ubriaca. L’alcol, la musica, le urla, la lingua prima e poi le dita nella sua figa la sconvolgevano.
Non aveva mai provato una tale eccitazione sessuale, non si era mai sentita così fuori di testa. Non capiva più nulla, stranamente provava piacere ad essere osservata da quel pubblico coetaneo. Mentre veniva leccata scopriva che le piaceva mostrarsi ed essere esibita.
Quel medico perverso la stava cambiando davvero.
Angela si tirò su, l’abbracciò, sfregando i loro corpi nudi e sudati tra loro, la baciò con la lingua in bocca, così profondamente che le sembrò che le arrivasse in gola.
Immediatamente sentì un’infinità di mani su di lei, che l’accarezzavano e lentamente la violavano, togliendole tutti i residui di moralità.
Il collare con i movimenti del collo dovuti al godimento e al sudore tra il cuoio e la cute, iniziava ad arrossare la pelle.
“Dopo voglio anche chiavarti!”
Esclamò Angela baciandola ancora in bocca e scomparendo nuda tra la folla, lasciandola distesa sul tavolino con le gambe divaricate. E un istante dopo un’altra ragazza inginocchiatasi tra le sue cosce si mise a leccarle la figa mentre tutti attorno nella sala si muovevano a tempo di musica, cantando e urlando il conto alla rovescia e battendo le mani a tempo.
“Nove…otto…sette…sei…”
Tirando su il capo Sabrina, guardò giù tra le gambe, e vidi la testa bionda della ragazza successiva leccarle tutta la lunghezza della sua giovane fessura come un gelato.
Era molto erotica in quella posizione. Si inarcava con le reni e con gli occhi chiusi alle sue linguate, mentre la sua coetanea leccava e succhiava i suoi umori e la saliva lasciata da Angela, con gusto e piacere.
Godeva, si agitava e contorceva sul cuscino sotto il culo, ma continuando a lasciarla leccare e succhiare le labbra vaginali e il clitoride.
Si sentii percorrere da vari orgasmi in fila, a ripetizione ed ogni volta si sentiva in paradiso. Era una sensazione unica sentire la lingua della sua leccatrice titillare i suoi anelli alle labbra vaginali e con le dita accarezzare quelli dei capezzoli.
Tutte le ragazze urlavano ed applaudivano, fin quando con un urlo disse:
” Basta! Basta! “
Quel piacere intenso e continuo iniziava a diventare una sofferenza, una tortura se continuava e le ragazze smisero ridendo, urlando al ritmo del battimano:” Brava! Brava!”
“È stato bellissimo!” Farfugliò Sabrina con lo sguardo estasiato tirandosi su e incrociando lontano gli occhi del Dottore.
Era nuda, cercava a terra gli abiti per rivestirsi quando sentii qualcuno che la prendeva la mano. Si girò e vide un giovane ragazzo di colore, poco più alto di lei, che la riportò al centro della pista che nel frattempo come in una intesa premeditata si era svuotata. Guardò ancora il Dottore con Ho Chin che sorridendo la osservavano e riguardò il ragazzo. Era un negretto, probabilmente figlio di qualche coppia senegalese, scuro come il buio. Non le erano mai piaciute le persone di colore, le davano un senso di disagio.
Lui le sorrideva con dei denti bianchissimi e degli occhi grandi e scuri, mentre si metteva davanti a lei.
All’improvviso la baciò in bocca, le prese il capo tra le sue grosse mani nere e la tirò a sé.
Lei non voleva, cercò di ritrarsi, non voleva essere baciata da un ragazzo di colore, ma lui era giovane e forte e tenendole il capo fermo, spingendo riuscì a infilare la lingua tra le sue labbra rosse.
Fu un bacio lungo, quando si staccarono presero fiato e si i guardarono fisse negli occhi.
Era incredula, aveva baciato un ragazzo di colore… un negro…
“Voglio chiavarti! Non penso ad altro, sto impazzendo!” Esclamò il negretto
Lei era sbalordita, quel ragazzo di colore voleva che fare sesso con lei, non era razzista, ma mai si sarebbe concessa a uno di loro e poi pubblicamente.
Si guardò attorno vedendo tutti i volti sudati di quelle giovani ragazze che avevano partecipato al gioco del “lecca lecca” e ragazzi ridere e sorridere, contornate tra le loro teste con quelle di qualche adulto maturo.
Guardò il Dottore che la osservava sorridendo, mentre lui iniziò veloce a spogliarsi togliendosi la maglia da sopra la testa e tirando giù i pantaloni con lo slip, sfilandoli assieme dai piedi.
Fu nudo anche lui di fronte a lei, d’istinto e curiosa abbassò lo sguardo e vide il suo cazzo duro, scuro e grosso, quasi ebbe una sensazione di timore ad osservarlo. Era il primo che vedeva nero, era giovane, ma ben dotato.
Lui si avvicinò e abbracciandola premette il suo corpo scuro contro quello sudato, pallido ed eccitato di Sabrina. I suoi giovani capezzoli inanellati erano turgidi ed eretti contro il suo torace. Con forza chinandosi, si portò dietro a lei, fino a farla ritrovare di nuovo sdraiata su quel tavolino con lui, ragazzo nero davanti.
La baciò ancora stringendola, sentendo strusciare il suo grosso cazzo sull’addome, mentre abbassava le mani dalle spalle, sui fianchi accarezzandola; rialzandole e portandole al seno, stringendoglielo e titillando gli anelli. Sempre con il suo corpo nero incollato a quello bianchissimo di Sabrina. Davano una strana visione vedere quei due giovani corpi sdraiati assieme, uno nero come la pece e l’altro bianco come il latte, stringersi e abbracciarsi.
Il giovane lentamente baciandole la pelle pallida, scivolò giù fino a mettere il viso all’altezza della figa baciandola assieme alle cosce, e lei presa da una strana eccitazione perversa ad essere baciata da un ragazzo negro, le allargò, mentre lui prendendole, le appoggiò sulle spalle.
Le leccò la figa anche lui, non dolcemente come le ragazze, ma in modo brutale, maschile, una lingua grande e ruvida, niente a che vedere con la delicatezza di quelle tenere e vellutate, da gattine delle ragazze.
Erano sensazioni diverse quelle che provava, un piacere differente, certamente avrebbe preferito quello precedente, più dolce. Ma lui la leccò e succhiò a suo modo, con forza e passione.
La sua fighetta sapeva di sesso e piacere e del suo profumo di ragazza bianca che con il sudore e il caldo evaporavano entrando nelle sue narici, eccitandolo di più.
Lui era preso dai sapori e dagli odori, che le donava la fighetta di quella bellissima ragazza bianca, che sembrava perdere conoscenza ogni volta che lo osservava.
Le labbra della sua figa, eccitate si erano aperte per lui, gonfie, bagnate e piene di desiderio. Quel giovane di colore, la sentiva soffice, tutta depilata sotto la sua lingua ruvida, così invitante e gustosa. Avrebbe voluto leccarla all’infinito.
Sabrina respirava affannosamente, sentendo la sua lingua che serpeggiava veloce fuori e dentro la fessura. Le mancavano le forze. Lui si fermò un attimo guardandola ancora negli occhi, come per ipnotizzarla. Sorrise e si tirò su tra le sue cosce larghe, portandosi con le grosse labbra carnose vicino a quelle di Sabrina.
Fu un momento di vuoto, di silenzio, nessuno parlava più, si sentiva solo il sottofondo del ritmo musicale messo ad hoc, una sorta di tambureggiare africano. Tutti aspettavano il momento, che quel ragazzo negro con il suo grosso cazzo l’avrebbe penetrata.
Anche il Dottore e Ho Chin si alzarono e avvicinarono tra la folla intorno a loro per poter vedere meglio.
Una piccola mano femminile passò al ragazzo una bustina aperta.
” Un preservativo!” Pensò Sabrina.
Ma non era quello, era una piccola bustina di gel lubrificante, viste le dimensioni notevoli di quel cazzo scuro.
Con lei sdraiata sul tavolino e lui inginocchiato tra le sue gambe, la aprì e se lo versò sul cazzo duro e dritto, lubrificandolo tutto, poi ne spremette ancora sulle dita e lo portò sulla figa di Sabrina lubrificandola, spaventata ma desiderosa di essere presa da lui.
Il Dottore osservava, godeva anche lui psicologicamente, nel vedere quella giovane ragazza borghese di buona famiglia e buoni propositi, sua creatura e concubina ora, essere posseduta da un ragazzo di colore. Era soddisfatto, avrebbe voluto che ci fosse stata anche sua madre a osservarla, ad ammirare la sua piccola Sabrina chiavata da un nero.
Sabrina rigida e spaventata, con gli occhi spalancati, lo vide piegarsi su di lei, portare le mani sulla sua figa e inserendo i pollici, sentire aprirsi e divaricarsi la fessura e le grandi labbra, spostare i suoi anelli vaginali dorati e adagiarsi su di lei.
” No-o-o-ohhh!!!” Borbottò.
M senti la sua grossa cappella appoggiarsi sulla sua apertura allargata e spingere forte trovando resistenza.
Un gemito le uscì dalla bocca, ma lui continuò a spingere di più, divaricando al limite le labbra vaginali con forza per entrare in lei. Lo sentiva grosso e duro, ampliare tutto.
Tirò un urlò di sofferenza:” No! …No!”
Ma lui con un colpo deciso, lo spinse tutto, penetrandola, facendole più male di quando l’aveva sverginata il Dottore.
Aiutato dalla lubrificazione, entrò tutto dentro.
Lei lo sentiva grosso, duro e potente pulsare dentro lei. Si sentiva piena di quella carne viva e scura. Ci fu un fragoroso applauso al momento della penetrazione, tra risate, risolini e grida di brava…. e di approvazione. Tutti guardavano libidinosi sorridendo quella giovane figa allargata e tesa all’inverosimile dalla circonferenza di quel cazzo nero.
Le sue labbra vaginali, tese e ampliate all’incredibile spinsero gli anelli quasi sugli inguini. Lui iniziò a muoversi lentamente, poi sempre più veloce, finché quella sensazione di fastidio sparì e iniziò a provare piacere.
D’istinto Sabrina gli portò le braccia intorno al collo, mentre quell’enorme asta la stava rovinando per sempre, dilatandole al limite della rottura le labbra vaginali e la vagina stessa, che non sarebbero state più come prima.
Lei lo stringeva eccitata e godente, lasciandosi baciare in bocca e ricambiando i suoi baci. Lui a un certo punto rallentò il ritmo fino quasi a fermarsi.
“Non fermarti ti prego!” Farfugliò lei.
E subito ricominciò a chiavarla, leccando e succhiando il collo, i capezzoli con altri anelli dorati e la pelle diafana. Sabrina si sentiva toccare il suo giovane utero da quella lunga asta di carne nera, dal piacere girava gli occhi in alto e si morsicava il labbro inferiore cercando di non godere, ma….
“Godooo! Godoooohhh!!” Esclamò all’improvviso stringendolo a sé ed emettendo gemiti di passione e gioia.
Il suo corpo si scuoteva tutto.
Si scoprì essere come una di quelle ragazze che quando godono urlano e tremano tutte!
Le prese la testa con i capelli che parevano rasati tra le mani e la spinse forte contro la sua baciandolo sul viso mentre godeva e si dimenava tutta gemendo.
La sua vagina iniziò a pulsare e a contrarsi con quell’asta lunga e nera che era penetrata nella sua pelvi, provocandone una produzione maggiore di secrezioni vaginali e di piacere. La sua giovane vulva si allargò allo spasimo, le sue labbra vaginali non riuscivano più a restringersi sotto le contrazioni, tanto erano allargate dall’enormità di quel cazzo.
Ma non provava dolore, anzi godeva, lo sentiva toccare la cervice del suo giovane utero, battergli contro a ritmo di quella musica africana tambureggiante e le piaceva.
“Non sarà mai più come prima!” Esclamò il Dottore sorridendo a Ho Chin: “Avrà una dilatazione vaginale al termine che non tornerà mai più come prima. Sarà l’inizio della sua trasformazione genitale. Hai fatto bene a contattare questo ragazzo!” Aggiunse.
Il negretto allungò la mano sopra la sua figa, guardando la sua grossa asta entrare e uscire da dentro quella giovane ragazza bianca, le prese il clitoride tra le dita e lo titillò e tirò forte, allungandoglielo, facendola godere ancora di più, mentre lei continuava a tremare e a dimenarsi dl piacere.
Gemeva mentre lui prendeva in bocca il suo capezzolo inanellato, succhiandolo come volerne assaporare il suo latte che non c’era, giocando con la lingua con il piercing.
Le leccò tutta la faccia, come avrebbe fatto un cane in calore con la sua cagnetta per poi ribaciarla sulle labbra, mentre lei lo osservava con occhi sbarrati ed estasiati.
Quel sentirsi leccata in viso, sugli occhi, sul collo da un negro come se fosse una cagnetta, era molto erotico e piacevole per lei, anche se lo considerava umiliante.
In un attimo di razionalità pensò:
” Dio mio cosa sono diventata … mi sono data anche a un ragazzo di colore! Sto provando piacere con lui!!… Tutti penseranno che sono una troia.”
Ma chiuse ancora gli occhi e lo tirò a sé, allargando le gambe all’inverosimile per poi stringerle sui suoi fianchi, mentre il battito di mano delle ragazze e dei ragazzi accompagnava il loro amplesso con la musica di sottofondo.
“Diventerà una ottima sumise, una giovane salope, una brava puttanella!” Esclamò il Dottore. “Sta andando tutto come previsto. Sembrano due animali in calore che si accoppiano!” Disse.
E rise guardando Ho Chin. Esclamando riferendosi a quel pubblico giovane e curioso:
“Queste ragazzacce si divertono molto a vedere una loro coetanea chiavata da un negro. Sono certo che sono eccitate e molte di loro pur essendo contrarie come lo era Sabrina ad accoppiarsi con un lui, vorrebbero essere al suo posto.” Aggiunse sorridendo, osservando i visi delle ragazzine guardare l’amplesso di Sabrina.

Lui inginocchiatosi, con il busto eretto, mise le sue grosse mani sotto i suoi piccoli glutei marmorei e l’alzò dal tavolino tirandola a sé, facendo correre il suo sederino sodo, sulla pelle nera contro le sue ginocchia per penetrarla a fondo e spingere lentamente sull’utero, spostandolo più all’interno e in alto.
Sabrina gemeva e godeva, era sulla soglia di un grande orgasmo mai provato, emise un gemito tra rabbia e piacere:
“Aaaaaaarrrrrtttgggggggghhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Le piaceva, quella posizione sentire il suo cazzo tutto dentro lei, spingere l’utero in alto e dilatarle e riempirle la vagina.
” Ancora! … Ah! … Ancora! “
Farfugliò mentre incosciente dal piacere con la bocca cercava la sua.
Avevamo entrambe il bacino che si muoveva forsennatamente mentre lui la chiavava veloce con il sudore sul corpo che brillava alle luci e che ormai ricopriva tutta la loro pelle. Si sentiva il battere dei suoi inguini contro la figa fradicia di piacere, mentre i loro corpi si strofinavano tra loro, scivolando sul sudore.
Sabrina era senza fiato, ansimante mentre un gemito usciva dal più profondo della gola. Gli occhi erano chiusi ed il suo viso era inondato dal piacere e dal sudore che aveva sciolto il trucco e assieme ai baci sfatto il rossetto sulle labbra rendendole il viso colorato e volgare.
Ci davano come degli animali, quando l’orgasmo li colpì quasi contemporaneamente.
“Aaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Con un urlo Sabrina spinse la figa verso di lui con tutte le sue forze, come per farsi sfondare, mentre dal piacere le girava anche la testa. In quel momento non avvertiva dolore, ma lo avrebbe sentito al termine.
Si inarcò, vide come un lampo, chiuse gli occhi, non udendo più nessun suono o voce, come se fosse sorda e, il più potente orgasmo che avesse mai provato fino a quel momento l’invase sotto forma di calore ed elettricità, con un urlo che usciva violento dalle sue labbra, avvinghiata a quell’uomo nero, con le mani lattee sulla sua schiena nera fino a graffiarla dal piacere, tenendo le gambe strette sui fianchi. D’istinto lo coprii di baci in viso e lo baciò profondamente nella bocca, infilando di sua iniziativa la sua lingua dappertutto, sui denti, nella gola, sotto la sua lingua. Mentre lui con le sue grosse labbra carnose ricambiava con passione.
Veloce senza che lei estasiata si rendesse conto del rischio che correva a farsi sborrare dentro, lo tirò fuori e sedendosi a cavalcioni su di lei e portandosi avanti, le venne sul viso, riversando tutto il suo seme africano sulle sue labbra e gli occhi.
Getti violenti, forti e abbondanti, che gli arrivarono sul volto come sputi, coprendole il viso di quella gelatina biancastra trasparente.
Un applauso fragoroso scoppio nella sala alla sua eiaculazione, tra grida di gioia e risa. La musica aumento di volume all’improvviso, mentre lei sconvolta e incredula, aiutata da lui si tirò su tra il battimano e l’ovazione dei presenti.
La sua figa era dilatata al massimo e sentiva l’aria fresca entrarle dentro.
Si avvicinò Ho Chin che le passò dei fazzolettini di carta per pulirsi il viso, le getto il suo scialle sulle spalle e assieme a lei abbracciandola si diresse nei bagni, mentre in sala fu tolto il tavolino e le danze ripresero come se nulla fosse stato.
“Lavati la faccia!” Disse Ho Chin quando furono sole nella toilette, era piena di sperma sul volto:
“Non vollai falti vedele così dal Dottole?… Intanto ti hanno già filmata in tutte e due le esibizioni, sia con le lagazze che con quel negletto! Sei stata Blava. Ti piaceva. Si vedeva che godevi con il cuole!” Le disse nel suo cimese italianizzato.
Frastornata si lavò il viso e con altri fazzolettini si asciugò la figa, rossa dalle leccate che aveva ricevuto e slargata da quel grosso cazzo nero. Si pettinò e aiutata da Ho Chin si rivestì.
Messasi a posto uscirono e andarono al tavolo a sedere.
Il Dottore le sorrise:” Brava! Sei stata veramente Brava, stai diventando una vera salope!” Le disse, aggiungendo: “Ora sarai stanca …verrai a casa con noi, ti riposerai un po’, avremo ancora altri modi e tempi per divertirci.”
E uscirono tutte e tre, con Sabrina tra loro, tra gli sguardi desiderosi dei presenti. Ma quello faceva ancora parte dell’inizio della sua educazione sessuale.
Ma il tempo correva e presto sarebbe ritornata sua madre e allora avrebbe saputo tutto.

Per commenti, suggerimenti, idee, notizie o critiche, scrivere a:
dressage1@hotmail.it
Grazie.

I contenuti presenti sul blog “Immoralexx” dei quali è autore il proprietario del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o ridistribuiti in forma parziale o totale senza previo accordo con l’autore stesso e citando sempre la fonte d’origine.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
Copyright © 2019 Immoralexx by Educatore. All rights reserved