b- L’amore perverso. Cap 19 La deflorazione di Sabrina.

L’AMORE PERVERSO.

Note:

“È una superstizione giovanile dello spirito umano che la verginità sia considerata una
virtù e non la barriera che separa l’ignoranza dalla conoscenza.”
Voltaire.

 
LA DEFORAZIONE di SABRINA.

 
“Bene vieni qui in piedi.” Disse il dottore facendola avvicinare alla bilancia accarezzandola sul
viso con un gesto affettuoso come si fa con un cane:” Faremo prima una visita medica generale e in seguito l’esame ginecologico.
Sabrina imbarazzata vi salì sopra:“Cinquanta chili… . “ Esclamò il dottore a Ho Chin che segnava al computer i dati.
”Un po’ magrina per l’età che hai!” Esclamò guardandola nel corpo con lei a disagio.
Poi la mise vicino al muro all’asta per misurare l’altezza:” Un metro e sessantasette!” Esclamò.
La fece scendere dalla bilancia e mettere in piedi davanti a lui;” Togli il camice!” La esortò.
Lei esitò:”Come???…” Chiese stupita, pensando:”Ma allora cosa me lo hanno dato a fare se devo
toglierl!” Ma il dottore fu perentorio.
“ Su!…Togli il camice se no non posso visitarti.”
Sembrava molto professionale, sapeva mascherava bene la sua morbosa perversione per lei.
Sabrina ubbidì maledicendo il momento in cui aveva accettato di andare lì da lui, da una semplice visita ginecologica, stava diventando una visita accurata… un esibizione a quell’uomo anziano che aveva l’età quasi di sua nonna Matilde… e poi quel darle del tu la infastidiva, si era preso quella libertà solo perchè era giovane e a lei non piaceva, come altre cose di quell’uomo.
Ho Cin dietro lei fu subito pronta, slacciandolo dal collo glielo spinse in avanti e il dottore
prendendolo anteriormente e tirandolo a se lo sfilò dalle maniche, lasciandola completamente nuda, solo con i calzini bianchi.
Sabrina arrossi violentemente in viso allo sguardo morboso di quell’anziano sul suo giovane corpo, era la prima volta che un uomo la vedeva completamente nuda , e vecchio
per giunta, nemmeno il suo medico di famiglia quando la visitava l’aveva fatta spogliare
completamente, quando andava da lui c’era sempre sua mamma presente, ma ora era sola e timida.
D’istinto portò un braccio in alto a coprirsi il seno e l’altro la mano verso il basso sul pube, ma il dottore gliele prese tutte e due e glieli mise lungo i fianchi.
“Così!!” Esclamo.
”Devi restare così in modo che ti possa vedere e visitare bene!”
Lei arrendevole e incapace di dissentire restò ferma, come se fosse sull’attenti, rossa in viso dalla vergogna , non aveva mai immaginato che una visita ginecologica completa constatasse anche di quello.
Il dottore fece un passo indietro e la osservò in ogni parte.
Prima la osservò anteriormente, guardando le sue giovani mammelle acerbe, pallide con il capezzolo rosa appena sbocciato e già turgido involontariamente dalla tensione e disagio. La scrutò con attenzione. Mentre Sabrina imbarazzata, non riusciva a sostenere il suo sguardo e girandolo verso l’alto scrutava il soffitto.
Vide il suo addome piatto, liscio, leggermente incavato all’interno e i suoi fianchi curvi ma stretti.
Si soffermò con lo sguardo su quelle gambe lunghe e affusolate, dove all’apice sorgeva tra loro un ciuffetto di peli chiari arruffati, castano scuro, il suo boschetto d’amore come lo chiamava sua nonna.
Il dottore la guardò con attenzione e libidine, si sentiva il cuore battere forte ad avere davanti a lui il corpo verginale e puro,non solo al sesso, ma anche agli sguardi non famigliari di Sabrina. Lo eccitava molto anche il sapere che era la figlia di Daniela.
Allungò il braccio e prese tra le dita la mammella sinistra, gliela palpò non professionalmente, ma con desiderio, era bella, soda e densa, senza anomalie interne o difetti estetici esterni, lo stesso fece con la destra, senza che Sabrina, passiva al suo toccare dicesse nulla, ma perfido e libidinoso oltre che palpeggiarle il seno, strisciava il suo dito ossuto e senile sull’areola e il capezzolo .
Ma quelle manovre, il sentirsi manipolare il seno e i capezzoli per la prima volta, turbavano molto Sabrina, le davano una sensazione indefinibile, mai provata prima, un misto tra vergogna e piacere.
La osservò anche in modo professionale, scrutò le caratteristiche costituzionali, le simmetrie
perfette delle sue mammelle e dei fianchi. Valutò la disposizione del sistema pilifero, la quantità e la qualità di peli che aveva sulla fighetta, segno di uno sviluppo sessuale completo già attuato, la disposizione della muscolatura e di quel poco adipe che aveva e poi la guardò negli occhi. Lei all’incrociare degli sguardi, distolse subito il suo da lui, si vergognava profondamente e le sue guance rosse ne erano l’evidenza.
Guardò le gambe, poi prendendola per le spalle e accompagnandole le disse:
” Girati!”
Sabrina ruotò su se stessa e lui la visitò posteriormente con libidine e desiderio, guardò la sua
schiena spostandole davanti i lunghi e folti capelli colore del grano, scese con il dito sulla colonna vertebrale, fino alla curva lombare, osservò il suo culetto splendido e unico, e tastò i glutei, belli, sodi e piccoli, sembravano scolpiti da un artista nel marmo tanto erano lisci e perfetti. Con libidine pensò al suo culetto vergine a quando lo avrebbe offerto a qualche suo amico per sodomizzarla, al suo corpo diafano, perfetto e pudico, che avrebbe trasformato esteticamente nelle forme e nella cute.
Ancora una volta fu preso da un fremito improvviso nel corpo che gli fece scuotere e tremare le gambe nel sentire il profumo della sua pelle, che dal collo arrivava alle sue narici.
Sudato si passò la mano sulla fronte ad asciugarla e proseguì nel suo esame obbiettivo del corpo come aveva fatto davanti. Controllò se c’erano delle cicatrici, dei nei, si accertò passandole il dito sopra, la regolarità della colonna vertebrale per determinare la presenza di scoliosi o lordosi e il passaggio di quel dito magro e ossuto sulla cute, anche se non voluto , fece avere a Sabrina un brivido di piacevolezza che si riverberò sui capezzoli facendoli diventare più turgidi e sulla pelle rendendola come si suol dire “pelle d’oca”.
Le ascultò i polmoni, poggiando direttamente l’orecchio sulla schiena e le mani sui fianchi, eccitandosi oltremodo.
“Hai ancora le tonsille?” Chiese toccandole la gola con le dita.
“No!” Rispose.” Le ho tolte da piccola.” Da dietro di lei le esaminò anche la tiroide alla ricerca di noduli o irregolarità.
“Su le braccia!” Esclamò mettendosi davanti a lei, ed esamino anche i linfonodi delle
ascelle, tastandoli.
Sempre con lei in piedi, pose le dita, al livello inguinale, e la invitò a tossire per determinale la
presenza di eventuali ernie crurali, nominando a voce alta l’organo che esaminava e l’esito dell’esame, in modo che Ho Cin lo scrivesse al computer.
Le prese la frequenza cardiaca al polso:“Tutto a posto! Perfetta ! Brava! E’ sanissima!” Esclamò.
“Vedi signorina, ti chiederai a cosa serve tutta questa attenzione, ma un ginecologo deve essere oltre che un buon medico, un bravo osservatore, meticoloso, scrupoloso e dotato di un ottimo intuito, il cosiddetto “senso clinico” come lo chiamiamo noi. Da questo punto di vista il medico è simile ad un investigatore!” Aggiunse sorridendo a se stesso e a lei proseguendo:
“Ovviamente giocano un ruolo fondamentale anche la preparazione e l’esperienza clinica acquisita negli anni.” E andò avanti.
“La Paziente invece deve essere paziente!” E rise da solo: “ Scusa il gioco di parole, nel senso
che deve avere pazienza, è nel suo interesse collaborare con il medico nel corso della visita.”
Vedendola irrequieta e silenziosa, per rompere la tensione da quella attenzione ingenua, quasi
infantile che aveva Sabrina continuò:
“Alcune donne spesso chiedono al medico se si può evitare la visita ginecologica o un esame
ritenuto fastidioso come la palpazione che le ho dovuto praticare. Ma non si può fare a meno di determinate indagini, anzi, io aggiungo che ogni medico dovrebbe essere messo nelle migliori condizioni per far una diagnosi esatta.”
“ Il rapporto tra il ginecologo e la paziente è un rapporto di fiducia, ancor più di quello con il
proprio medico di famiglia, visto l’intimità degli atti che deve praticare e per questo io mi onoro di essere diventato il tuo ginecologo.” Disse senza che lei l’avesse scelto o nominato.
Ha un cenno del dottore Ho Chin si alzò dal computer e si avvicinò per farla sdraiare sul lettino.
“ Esco un momento a fare una telefonata privata !” Disse il dottore ”Ti lascio in buone mani
signorina, vedrai che la mia assistente ti preparerà e metterà a tuo agio. Ciao a dopo!” E la salutò uscendo dallo studio, rispondendo lei educatamente:” Buongiorno dottore.”
Quando furono sole Ho Chin le chiese:
“Allola, cosa ne pensi?”
“Non so! E’ la prima volta che faccio una visita ginecologica, Alberto me ne ha parlato bene sia
dello studio che del dottore, anche se mi aveva detto che era una dottoressa”. Precisò.
“Oh la dottolessa Elvile ci salà, la conoscelai plesto.” Le disse Nel suo italiano cinesizzato.
Aiutandola la fece salire sul lettino facendola sedere e portandole il bacino il più avanti possibile a limite del bordo.
La sdraiò a pancia in su, nuda, come a mostrare le sue intimità al suo sguardo e a quello del dottore quando sarebbe rientrato.
Ho Chin mentre lei saliva osservò il suo culetto sodo, era molto bello, talmente perfetto che
sembrava cesellato nella carne.
Prese una grossa molletta e le raccolse i lunghi capelli sulla nuca.
“Così non danno fastidio che vanno tutti di qua e là! “Disse ridendo.” Pelchè tu non tagli colti!”
“Noh!!” Esclamò lei portandovi una mano sopra e toccandoseli con orgoglio.” Non voglio, mi
piacciono così e a me non danno fastidio!”Replicò.
L’assistente sorrise ancora, sapendo che quella decisione di tenerli corti o lunghi da li a qualche settimana non sarebbe aspettata più a lei ma al dottore.
Nell’adagiarla maliziosamente e sapientemente fece scorrere veloci le sue mani piccole sui lombi di Sabrina, con il pretesto di sostenerla nell’aiutarla a sdraiare e sempre con il medesimo pretesto salì con le dita sulla schiena arrivando fino al collo.
Sabrina percepì una sensazione strana, addirittura piacevole a quella carezza, un senso di benessere che però la rendeva inquieta e turbata.
“Salà bello e piacevole anche quando conoscelai la dottolessa.Elvile!” Disse Ho chin sempre
sorridente .
“Davvero? ” Chiese Sabrina, non capendo i doppi sensi delle sue frasi sibilline, mentre la cinesina avvicinatasi all’intimità del suo corpo con la scusa di posizionarla sul lettino, con la fragranza del suo tocco orientale la sfiorò ancora dandole ancora una sensazione piacevole.
Il cuore di Sabrina a quella sensazione accelerò i battiti, mentre a disagio si guardava intorno per non incrociare il suo sguardo, si vergognava di se stessa a provare soddisfacimento nell’essere toccata e manipolata da lei.
Sembravano quasi coetanee, due ragazze, ma non solo per la voce giovanile e la statura di Ho
Chin, ma anche per il modo gentile che aveva di rapportarsi con lei, sapendo celare bene tutta la sua perfidia e perversione.
Le mise le mani sui fianchi e la tirò ancora un po’ più in giù con i glutei accarezzandole i fianchi e le natiche nel farlo. Sabrina avrebbe voluto fermarla, ma arrossì di più, si sentiva a disagio e poi non le dispiaceva quello sfioramento.
“Sono molto belli e duli!” Si complimentò Ho Chin ridendo mentre la guardava. Un:” Grazie!”
Tremolante e soffocato le arrivò come risposta.
Poi per prendere i polpacci, le sue mani l’accarezzarono sul retro delle cosce e al loro interno, questa volta dandole dei fremiti. Anche le sue cosce come prima quelle di sua madre furono vittime delle sue manine erotiche che correvano su di esse con i polpastrelli delle dita gialle.
Avrebbe voluto stringere le gambe, ma non poteva.
Le sue bellissimo gambe non nascondeva proprio nulla alla vista, soprattutto al finale della
congiunzione al bacino .
La prese per le caviglie e posizionò i polpacci nei poggia gamba, divaricandoli al massimo, restando Sabrina con le gambe allargate in una posizione obbligata quasi in posa sexy, piena di vergogna.
Sabrina a quel posizionamento avvertì un brivido di paura, avrebbe voluto che quella prima volta ci fosse stata sua madre con lei a tenerle la mano, ma oramai era lì da sola, aveva accettato il consiglio di Alberto, ma se n’era già pentita. Doveva essere un ginecologo donna e invece si era trovata un uomo e questo non le piaceva, si vergognava a farsi vedere il sesso da lui e poi quell’uomo non le piaceva, la guardava in modo strano e aveva dei modi di fare che la inquietavano.
Quando fu sdraiata in quella posizione, per distrarsi osservava il soffitto.
“Si lilassi!!” Le disse HoChin :”Plovelà meno fastidio!”
“Sabrina cercò di lasciarsi andare dietro i suoi consigli, ripensando a quella sensazione di
benessere, non l’aveva mai provata in vita sua, aveva avuto solo qualche carezza del suo ragazzo, ma niente in confronto alla mano calda e veloce di Ho Chin e quella ruvida e ossuta del medico.
Passiva si lasciò posizionare sul lettino come voleva lei.
“Siamo apposto signolina!” Disse la sua voce calda a cadenza orientale.
” Come si tlova così ?!” Chiese sorridendo con molta cortesia.
Una risposta soffocata di Sabrina disse:
” E una posizione strana , non sono mai stata così!”
“Vedlà che in seguito si abituelà a stale con le gambe lalghe e si tlovela meglio.” Replicò l’assistente con un sorriso ambiguo senza che Sabrina capisse perchè.
Era piacevole, ma anche imbarazzante per Sabrina, che quell’infermiera orientale la toccasse e
accarezzare in quel modo. Non diceva nulla per educazione e per disagio anche perchè era
gradevole quel sentirsi sfiorata, ma era turbata e contro la sua volontà iniziava ad eccitarsi.
Quel suo toccarla la indisponeva, le piaceva ma non voleva. Così pensando di liberarsi da quelle sensazioni chiese imbarazzata:
“Ma c’è il dottore?”
“ Ohh si! Tla poco alliva.” Poi come spaventata dalle sue stesse emozioni cercò di alzarsi tirando su il busto.
“Ola no!..” Disse Ho Chin accorgendosene e spingendola giù con la mano sul torace e prima che dicesse qualcosa o si muovesse ancora la prese per i fianchi dicendole:
”Ancola un po’ in giù! Sul boldo col sedele!” E accompagnò i suoi fianchi con le mani nude.
Sabrina la seguì controvoglia con il sedere, spingendolo più in giù, Il suo corpo era pallido , longilineo, il seno sodo e gonfio mostravano già i capezzoli turgidi segno che si era eccitata anche nel farsi posizionare da quelle piccole mani. Ho Chin le guardò con malizia con i suoi occhi a mandorla, ma non disse nulla, fece finta di niente. Guardò la sua fighetta tra le gambe larghe dove si intravvedeva il solco tra le grandi labbra ricoperto da una leggera peluria rigogliosa, chiara come quella di sua madre, che lei conosceva bene. Era soffice e lasciava intravvedere un luccichio d’umore dalla sua fessurina tra i peli.
Il ventre piatto e leggermente incavato all’interno da sdraiata si notava di più e sembrava una valle di desiderio, accentuando la sua magrezza. Lei passiva dalle sensazioni provate , lasciò che quelle manine abili, la sfiorassero sull’addome e scorressero sulla sua pelle diafana.
Era perfetta Sabrina, giovane e vergine.

Ebbe un giramento di testa dovuto alla tensione e a quelle manipolazione, avrebbe voluto alzarsi, correre e scappare via. Ma non ne aveva il coraggio. L’aria era piena di tensione erotica e dei suoi respiri profondi, chiudeva e riapriva gli occhi, e davanti a lei vedeva sempre il viso orientale dell’assistente , con il suo sorriso enigmatico.
“Chiudi gli occhi e lilassati!!” Le ripetè due volte Ho Chin.
Lei lo fece, e stranamente in quel momento la tensione sparì.
Era bello, eccitante, una emozione strana al limite del godimento quello che avvertiva, era la prima volta che qualcuno l’aveva sfiorata in quel modo, e anche se era una donna era stato piacevole sentire quella sensazione, quel brivido sulla pelle.
Rossa in viso con gli occhi chiusi, il suo diletto era osservabile sul volto. Quando li apriva puntava il soffitto e non vedeva più nulla se non sentirsi stordita da quella tensione e piacere mentale che provava e li richiudeva.

Rientrato dopo aver telefonato a sua moglie Elvire ed a Alberto, il dottore si avvicinò a Sabrina in quella strana posizione, senza che indossasse il camice per la privacy sul corpo, come doveva essere, che coprendola interamente avrebbe mostrato solo la parte genitale.
“Ora ti farò una confidenza che ti tranquillizzerà di più, non avrei voluto dirtelo ma so che saprai mantenere un segreto “Le disse il vecchio medico mentre Sabrina pensava a chissà cosa.
“Io sono il ginecologo anche di tua mamma sai… la signora Daniela, quindi rilassati, sei è in buone mani, anche con lei ho dovuto fare manovre fastidiose imposte dall’esame e dalla professione, ma stai tranquilla, il sig. Alberto mi ha informato, non saprà mai niente tua madre, sei tutelata dal segreto professionale
A quelle parole stupita Sabrina esclamò:” Mamma?!”
“Si tua madre è una mia paziente! Lo visitata ed esplorata ginecologicamente tantissime volte, l’ultima non più di due mesi fa. “ E la guardò sogghignando dentro di se.
Sabrina in quella posizione si trovava in uno stato di impotenza e d’agitazione, specialmente dopo quello che aveva avvertito dalle mani dell’assistente e anche se lui era il ginecologo di sua madre, era la prima volta che faceva una visita ed era un momento di notevole ansia.
“ Stai tranquilla, non succederà niente che ti farà stare male, anzi al termine apprezzerai!” Affermò sibillino, cercando di spiegarle:
“Il medico deve cercare di prevenire o alleviare questa condizione ansiosa che tu hai, mantenendo un contatto rasserenante con la paziente, il ginecologo deve essere anche un bravo psicologo e io come ti ho detto precedentemente ti fornirò tutte le spiegazioni su ciò che sto per fare.”
Cercava di distrarla dalla tensione e diffidenza conversando con lei. E aggiunse:
“L ‘esame ginecologico sarà meno fastidioso e tanto più utile quanto maggiore sarà il rilasciamento e la cooperazione della paziente. “ La informò.
Sapeva che con lei essendo la prima volta e vergine avrebbe dovuto eseguire le manovre con mano delicata, osservando le sue reazioni emozionali e fisiche, invitandola a respirare profondamente, perchè sicuramente l’avrebbe fatta eccitare.
Metti le mani sui fianchi:” Le disse:”Iniziamo l’esame ginecologico, partendo dalla
regione pelvica, con l’ispezione.”
Iniziò osservando se sull’addome vi erano cicatrici tipo intervento di appendicite, poi valutò toccando con le sue dita senili e ossute la zona ombelicale e la parete addominali, liscia e muscolosa, palpandola e accarezzandola, facendo provare a Sabrina sensazione sconosciute che la turbavano molto.
Lui ne gioiva , sotto il silenzio e l’indifferenza programmata, percepiva il suo disagio le sue sensazioni al tocco delle dita e sapeva che presto si sarebbe eccitata.
“L’addome è a posto signorina. “ Asserì libidinoso .
Lei non poteva vedere da quella posizione sdraiata con il capo indietro, ma solo sentire le sue mani che le toccavano il corpo nudo e le davano un senso di disgusto, e si chiedeva come sua madre potesse andare da quel ginecologo lì.
“Per me sarà la prima ed ultima volta.” Pensò.” Speriamo che finisca in fretta, poi non mi vedrà mai più!” Ma si illudeva, oramai era sull’altare e stava per essere sacrificata e offerta alla lussuria e alla perversione di quel vecchio medico depravato.
Lui prese lo sgabello e si sedette tra le sue gambe larghe e alte, mise il capo tra le cosce e chinò la testa verso il sesso e osservò il piccolo triangolo di pelo rigoglioso chiaro, che a stento mostrava una stretta fessura.
“Ora passo all’ispezione dei genitali esterni.” La informò ad alta voce. “Osserverò la morfologia e se ci sono malformazioni o se c’è ipertrofia delle grandi o piccole labbra, che significa se sono di dimensioni maggiori della norma…” Aggiungendo:”… è sovente trovare ragazze con le labbra sproporzionate o asimmetriche.” E iniziò a toccare senza guanti, a passare il suo polpastrello sulla fessura, prendere le grandi labbra tra le dita, tirarle, aprirle e accarezzare le
Piccole sotto di esse e manipolarle sfregandole.
Divaricando le grandi labbra tra l’indice e il pollice, mise in evidenza le piccole ed eccitato osservò il colorito interno corallino dell’entrata della vagina e valutò eventuali alterazioni.
Si accorse che era umida. Tutto questo dava piacere non voluto a Sabrina che fissando il soffitto cercava d non mostrarlo, ma soprattutto di rifiutarlo. Ma il Dottore era bravo, era un esperto specialista e sapeva dove toccare esternamente e internamente per farla eccitare e godere, l’aveva già fatto migliaia di volte con le sue pazienti.
Sabrina si tratteneva. A volte aprendo e chiudendo gli occhi dal piacere e vedeva il viso di Ho Cin sopra di lei che la osservava e se ne vergognava.
Vampate di calore si sprigionavano dalla sua fighetta per tutto il corpo al contatto con quelle dita lunghe e magre. Provava un piacere nuovo che nemmeno nei suoi incontri solitari, nella masturbazione serale provava. Stava scoprendo emozioni nuove… la sessualità.
“Sei ancora vergine?“ Chiese all’improvviso il dottore fingendo di non saperlo.
Sabrina imbarazzata e rossa in viso fece cenno di sì con il capo.
“Meravigliosa!! La verginità è qualcosa di meraviglioso, fantastico!… Mi commuovo sempre
quando ho qualche paziente vergine da visitare. Ma non temere, sarò delicato non voglio che questa tua prima visita la ricordi con fastidio, starò attentissimo. Ora, lasciati guardare bene .” Pronunciò mentre Sabrina ignara dei suoi propositi e dei suoi doppi sensi lo ascoltava.
Lascivamente, incurante della deontologia e del rispetto per Sabrina, passò una mano sopra al sesso, e l’accarezzò assieme alle natiche sode.
Ripassò la mano fra le gambe l’interno cosce e poi salì su con le dita e le accarezzò il clitoride facendola irrigidire; e fingendo di esplorare la zona cominciò a stuzzicarle col dito la fighetta.
Sabrina rossa in viso e scossa si contrasse, pregandolo di non toccarla lì:
“ Mi scusi dottore… .”
“ Si dimmi!”
“Può non toccarmi in quel punto… .” Esclamò con voce dolce e flebile.
“Lo devo fare purtroppo… è la vista… Eh! Ma sei molto sensibile!” Dichiarò il dottore sorridendole :” Ma non vergognarti , è una bella cosa essere sensibili lì, sai quante donne vorrebbero esserlo!. ” Le disse continuando:
” Capita a molte che vengono qui di provare piacere durante la visita e non solo ragazzine come te, ma anche mature signore sposate e mogli incinta, anche con il pancione. Loro non dicono niente, restano in silenzio si lasciano andare e si godono il momento della visita in tranquillità. E poi meglio provare piacere che fastidio.” Disse ridendo da solo, imbarazzando ancora di più Sabrina.
Lei chiuse gli occhi sentendo crescere con vergogna il piacere fra le gambe e dentro di se, quel calore che aumentava e si stendeva nella pelvi, non avrebbe voluto che smettesse e riaprì le palpebre.
Il dottore senza i guanti di lattici professionali, a mani nude per farle sentire il contatto, facendosi largo con il dito tra i peli, sulla commensura superiore delle grandi labbra, con calma, capacità ed esperienza trovo subito il clitoride e prendendolo tra le dita cominciò a stringerlo e titillarlo, mentre il calore continuava ad invadere Sabrina dandole piacere; chiedendosi stupefatta da quello che faceva e dalla sua reazione, che razza di visita fosse mai quella … e nella sua ingenuità e ignoranza si domandava se anche alle altre donne capitasse così. Non riusciva a muovere le cosce per chiuderle ma nemmeno stringerle per impedirle di toccarla, incastrate com’erano nei poggia gamba.
A un certo punto con il batticuore pensò:
” Dio mio!… Che mi succede!?”
Sentiva quel caldo darle del godimento che non aveva mai provato e che lei non voleva, e cercava di rifiutare trattenendosi e irrigidendosi con forza fisica e mentale, concentrandosi perché non avvenisse. Ma che piacevole e indipendentemente dalla sua volontà continuava a spandersi nella pelvi e tramite la pelle in tutto il corpo mentre i movimenti delle dita del dottore aumentavano d’intensità sul clitoride… finchè, presa da una emozione e un tremolio mai provato in vita sua ebbe un orgasmo sussurrando un:
”Ooooohhhhhhh!!!!!!!!!!”
Frenato con forza dai denti e dalle labbra perché non si sentisse.
Il dottore avvertì tra le dita l’umido, le secrezioni vaginali aumentare abbondantemente, segno che provava piacere e godeva, e si soffermò volutamente a sfiorarla di più, mentre Sabrina, rossa in viso, sudata e ansante, piena di vergogna per quel gemito che le era sfuggito e sconvolta per l’orgasmo provato davanti a loro fissava il soffitto per estraniarsi.
“Oh… la nostra signorina ha perso il controllo !” Esclamò sorridendo il dottore sudato ed eccitato come un animale bavoso che sta per saltare addosso alla preda, seguitando:
” Poco male signorina! Come ti ho già detto non sei ne la prima e non sarai l’ultima l’ultima donna che gode nella visita dal ginecologo. Non lo saprà nessuno stai tranquilla, solo noi, c’è il
segreto professionale anche per queste cose e tutto quello che avviene qui è segreto!” Le disse con un ghigno libidinoso per rassicurarla.
Ho Chin ferma a fianco del lettino, divertita osservava quella ragazzina, figlia della direttrice Daniela godere delle manipolazioni del dottore.
All’improvviso Sabrina sentì ancora le mani del dottore toccarle le cosce, gli inguini e poi di nuovo il sesso, accarezzarlo e ripassare ancora le dita sopra la sua fessurina dischiusa umida e schiumosa dandole piacere;, e all’improvviso lo sentì come un ladro frugarle ancora le labbra vaginali, di nuovo il clitoride ed entrare in lei penetrandola con la prima falange del dito medio.
Era scandalizzata da quello che faceva il dottore … ma era elettrizzante quello che provava, Sabrina aprì gli occhi, tirò sul capo e guardò verso le gambe e vide tra le sue cosce larghe il dottore eccitato che oscenamente tirò fuori il dito mostrandoglielo:
”Ti sto esplorando!”
Mormorò ridendo. Lei ebbe un soprassalto, nel vederlo senza guanti.
Era la lunga e scarna la falange del dito medio che gli aveva esibito ed era entrata in lei e che subito le rintrodusse in vagina.
Sussultando sconvolta Sabrina notò tra le sue cosce larghe il viso del dottore sudato e perversamente sorridente in camice bianco che trafficava con le dita nella sua intimità.
Lo poteva vedere solo dalle spalle in su ma le bastava per capire che oltre che vecchio era orribile e libidinoso.
Intanto Ho Chin spostandosi , si era messa di lato e le sorrideva.
In un momento di coraggio, decise di tirarsi su, ma prima che appoggiasse i gomiti al lettino per tirare su il tronco sentì dire:
“Ti piace?”
Mentre quella falange umida penetrava e massaggiava le piccole labbra e il loro interno color corallino con un tocco delicato che la faceva tremare tutta. Sabrina era attonita, incredula, con gli occhi spalancati chiedendosi dove fosse capitata.
Capendo cosa stesse facendo il dottore prese coraggio, si tirò su e balbettò qualcosa. Non riusciva a parlare da quello che le stava accadendo, rossa in viso moriva dalla vergogna che un uomo anziano, anche se medico, le desse piacere toccandola con le dita come a volte provava a fare il suo ragazzo senza che lei volesse.
“Che fa!?… Perchè? “Farfugliò.
“Ferma!…Tranquilla! Le sto solo facendo un ispezione vulvo-vaginale.! “Replicò il Dottore con voce ferma e severa, chiedendole:” Ne ha mai fatte? “ E vedendo che lei non rispondeva la esortò:
“Su!… Su!… Non mi dirà che si vergogna? Che è imbarazzata?” Domandò, aggiungendo:
“Sono un medico chirurgo, un ginecologo da quarantanni, e sono stato anche un primario ospedaliero, ho visitato ed esplorato in vagina migliaia di donne di tutte le età e razze, da ragazzine ad anziane. Ho visitato anche tua mamma e anche lei ha avuto le tue stesse emozioni, provava piacere anche lei a sentirsi esplorare. Ma stai tranquilla, rilassati!!… E’
normale quello che stai provando, ti ho già detto che capita a molte altre donne, ragazze e non… .”
E mentre lui parlava Ho Chin la spinse giù con il tronco, facendola sdraiare nuovamente.
“Ora prendo lo Speculum e faccio una esplorazione interna, sai cos’è lo speculum ?” Le domandò divertito di quel gioco libidinoso e perverso che le stava facendo.
“Si!… No!… Più o meno si …ma non di preciso.” Rispose lei tartagliando le parole. E lui la informò:
“Lo speculum serve al ginecologo per allargare e vedere all’interno della vagina.
L’introduzione dello speculum viene fatta a valve chiuse. Si lubrifica. La donna è in posizione
ginecologica come sei tu ora, si divaricano le grandi e piccole labbra e si introduce lo speculum
attraverso l’orifizio vulvo-vaginale fino in fondo, nel tuo caso visto che sei vergine fino all’imene. Si aprono le valve e si procede all’osservazione, posizionando il raggio luminoso di questa lampada da visita che ho sulla fronte all’interno della vagina, così io posso esaminare la
superficie del collo uterino, detta anche cervice, i fornici vaginali e le pareti vaginali.” E così
spiegando infilò lo speculum dolcemente nella sua fighetta fino a quasi l’imene e dopo averlo aperto delicatamente cominciò eccitato a scrutare dentro di lei, mentre ogni tanto con una mano si toccava il cazzo duro dentro i pantaloni.
Era eccitato il dottore, ma daltronte chi non lo sarebbe stato con una fighina vergine di una diciottenne come quella di Sabrina?
All’apertura dello speculum avvertì il profumo erotico ed estasiante della sua fighetta uscire tra le grandi labbra e salire nelle sue narici e farlo fremere a occhi chiusi come in preda a degli spasmi e a una crisi emozionale libidinosa.
Passiva e impotente lei subiva. Era confusa, quello che gli aveva detto l’aveva turbata fortemente, il sapere che anche sua madre provava piacere a farsi ispezionare da quel vecchio le dispiaceva e lui continuò l’esplorazione introducendo di nuovo anche la prima falange dell’indice.
Dopo aver aperto le grandi e piccole labbra con la lampada vide l’imene.
Tra il profumo della sua fighetta che usciva dall’interno, la sua verginità era lì a un centimetro dal suo dito, poteva coglierla, spingere l’indice e deflorarla, ma era presto:
”Non ora! Non in questo momento!“ Pensò.
Appoggiandolo dolcemente e accarezzandolo con il suo polpastrello esclamò ad alta voce: “Sento con il dito la membrana dell’imene!”
E sempre più eccitato domandò ancora sibillino fingendo di non ricordare che gli aveva già risposto: “Sei ancora vergine vero?”
Imbarazzatissima Sabrina fece uscire un si dalla gola che gli morì sulle labbra.
“Si… certo… !” Rispose impacciata .
“Bene ora verificheremo!”La informò il dottore, facendola restare male per non essere creduta.
Lo fece mettere in evidenza facendola tossire.
“Tossisci signorina che guardiamo com’è! Se è integro o lacerato! Sai a volte molte ragazze
credono di essere vergini e invece non lo sono o lo sono solo parzialmente, hanno l’imene in parte lacerato dalle dita quando si fanno i ditalini.”
Sabrina sempre più sconvolta tossì, facendo di riflesso ai colpi di tosse muovere l’imene illuminato, era integro, perfetto, una membrana unica. Il dottore infilò ancora il dito e lo toccò nuovamente per verificarne la forma e il suo stato di elasticità.
Poi lascivo chiese nuovamente solo per imbarazzarla ed eccitarsi:
“Non hai mai avuto rapporti sessuali completi con il tuo ragazzo? Non ti ha mai masturbata con le dita dentro la vagina?”
A quelle domande avrebbe voluto fuggire, ma sapeva che non poteva e non ne era capace.
“Noh!” Mormorò sconcertata mentre il dito del dottore muovendosi dentro la sua fighetta, le accarezzava l’imene dandole nuovamente piacere. La masturbava lentamente, facendole provare godimento, che a stento riusciva a reprimere. Piccoli gemiti che non riusciva a soffocare, vergognandosi le fuggivano tra le labbra, mentre Ho Chin la osservava soddisfatta.
“E tu?” Continuò il dottore: “ Ti masturbi frequentemente?” Le chiese.
“Ma che razza di domande mi fa ?” Penso Sabrina arrossendo violentemente in viso.” Ma cosa mi chiede quest’uomo e come si permette!”
Se non fosse stato un medico non avrebbe risposto.
Esit , lui la osservava aspettando la risposta e muovendo il dito dentro la sua fessura.
“Ti ricordi cosa ti ho detto all’inizio della visita?!” Le chiese.
“Si!” Rispose Sabrina imbarazzata:” Devo dirgli sempre la verità .”
“Bene!… Brava! Sei una ragazza intelligente e aspetto la tua risposta!” Rispose con voce autoritaria.
“Qualche volta si!” Rispose agitata Sabrina con voce tremante, iniziando a godere del suo dito in movimento nella sua figa.
Cercava di stringere le gambe ma non ci riusciva, sentiva la sua vicinanza alla fighetta, il suo fiato sopra e il colletto del suo camice ai movimenti sfregare sull’interno delle cosce e le piaceva quello che provava.
“Vedo che ti sei masturbata con attenzione. Brava!” Disse:” L’imene è integro. Pensa che ci sono ragazzine che masturbandosi se lo lacerano da sole o cin le dita o con le unghia, si auto sverginano senza rendersene conto.” Disse sogghignando mentre passava il dito sull’imene. Continuando:
“Si! L’elasticità delle pareti vaginali è buona, si dilatano bene e non avrai problemi ne di forma ne di dimensioni a riceverne quando avrai rapporti sessuali” Disse perfido sorridendo.
Lei non capiva quei doppi sensi spregevoli, non le interessavano quelle cose che diceva, non le
fregava niente se alcune ragazzine si sverginavano da sole senza volerlo. Lei faceva attenzione, era e lo voleva restare vergine per il suo ragazzo, per la persona che amava, il suo futuro marito e quando sarebbe stato il momento come le aveva insegnato sua madre, l’avrebbe donata a lui la sua verginità.
Credeva nel valore della verginità, fisica e morale, come era stata educata da sua mamma e da sua nonna.
Il dottore tolse lo speculum e continuò l’osservazione passando all’aspetto del clitoride, manipolandolo ancora con le dita e facendola godere, i quali suoi umori la lubrificavano bagnandole la vagina.
Osservò il meato urinario, lo sbocco delle ghiandole vaginali, la presenza di secrezioni vaginali, la zona perineale e l’ano, rosa e chiuso, anch’esso vergine, accarezzandoglielo più volte con libidine con il polpastrello dell’indice.

Sempre senza guanti divaricò nuovamente con le dita le grandi e le piccole labbra e dopo aver lubrificato con una crema l’indice lo introdusse delicatamente puntandolo verso l’alto, sulla parete superiore della vagina, sotto all’addome. Dicendole per confortala e allentare quella tensione che era diventata piacere :
” Pensa che ci sono ragazze vergini che c’è l’hanno ampio l’orifizio del canale vaginale, e una volta che non lo sono più possono tranquillamente divertirsi con cosa vogliono!”
Ma Sabrina non rispose, non si capì nemmeno se aveva compreso la sua battuta. Lui appoggiò l’altra mano sull’addome inferiore e si mise a spingere e ad apprezzare gli organi pelvici (utero ed annessi), che vennero stimolati, dal dito introdotto in vagina, verso l’addome.
“Ora controlliamo gli annessi .”Disse.”Annessi: vuol dire ovaie e tube. Tutto quello che c’è attorno.” Precisò.
Esplorando le stava facendo anche una lezione di anatomia.
“Adesso non spaventarti:”Aggiunse. “La palpazione vaginale completa e degli annessi può essere eseguita solo nelle donne che hanno avuto rapporti sessuali completi, a te non potrà essere eseguita perchè sei ancora vergine, non avendone mai avuti.”
Sabrina tirò un sospiro di sollievo:” Meno male!… Finalmente è finita, tra un po’ mi alzerò, vestirò e andrò via e questo essere schifoso non mi vedrà mai piùùùùù!!! Questo brutto corvo mezzo gobbo.”Pensò. Mentre il Dottore continuava a parlare:
“Nelle vergini, con l’imene intatto l’esame ginecologico completo viene eseguito per via rettale:” Affermò.
Sabrina ebbe un sobbalzo:” Che significa per via rettale?” Chiese.
“Significa che si esplora da dietro per esaminare davanti”
Non capiva, ma aveva intuito che era qualcosa di particolare e brutto per lei.
“Ma è proprio necessario! “ Esclamò intimorita.”Per me la visita va bene così!”
“Si !” Rispose deciso il Dottore:” E’ assolutamente necessario!”
Ma lei continuò.
“Ma non si può terminare qui l’esame? E’ ancora lungo?” Domandò con agitazione e soggezione.
“L’esame bisogna portarlo a termine se no non serve a nulla farne metà e poi e questione di qualche minuto e abbiamo finito.” Rispose.
“Tranquilla, sarò delicato in modo che sia confortevole per te e io possa apprezzare tutti i
dettagli sulla parete del retto durante la visita.
“Per completare l’esame ti farò l’esplorazione combinata rettale-vaginale. Ti inserirò il medio nel retto e l’indice in vagina . “ E prima che potesse obiettare qualcosa infidamente si informò:
“Ha mai avuto rapporti anali?”
“Come?!… No.. no…no mai!!” Rispose imbarazzatissima e irritata Sabrina.
“Ed emorroidi e ragadi Anali?”
“No mai …Maa….!!” E prima che potesse terminare quello che aveva intenzione di dire ,il dottore mise due guanti di lattice nella mano destra uno sopra l’altro e lubrificò con la crema il dito medio, lo appoggiò al suo piccolo ano rosa, ne spalmò un po’ sopra e all’improvviso le infilò il dito lungo e ossuto, lentamente ma inesorabilmente fino in fondo, violando per la prima volta gli orifizi vergini di Sabrina, facendola sobbalzare sul lettino gemendo in un lamento sofferente. “Aaahhh!!”Esclamò staccando il suo sederino dal lettino.
“ Ferma ! Oramai è dentro e sentirai solo un po’ di fastidio.” Le urlò il dottore, dicendole:”In
questo modo posso facilmente esaminare la parete posteriore dell’utero, il fondo della vagina e le aree annessiali. Non ti hanno insegnato al liceo nelle lezioni di scienze naturali che la vagina e l’utero poggiano sulla parete del retto?”Disse.
Preso dall’eccitazione e dalla perversione si divertiva a spiegarle l’anatomia pelvico-genitale, ma a lei non interessavano quelle esposizioni scientifiche, con quel dito lungo e ossuto impiantato nel sedere che si muoveva toccandole internamente le pareti del retto avanti, su e giù e a destra e a sinistra, turbandola e dandole sensazioni di vergogna e umiliazione mai provate . Si sentiva violata . Si chiedeva se anche per le altre ragazze era così, pensando alla sua amica Roberta che era andata da un ginecologo alcuni mesi prima.
Ma lui preso da quello che faceva continuò la sua libidinosa e perversa lezione di anatomia.
“L’esplorazione retto vaginale è particolarmente utile in caso di retroversoflessione uterina, ma nel tuo caso l’utero è a posto.” Disse toccandolo dalla parete rettale. “So che è un esame fastidioso, ma è indispensabile.” Ripetè sogghignando.
Sfilò via il dito dal retto, era tanto stretto che per reazione l’uscita fu accompagnata da un
floppp… quasi come lo stappare una bottiglia di spumante e le uscì dell’aria intestinale che la fece vergognare maggiormente.
Lo osservò, era sporco di feci. Lo alzò facendoglielo vedere a Sabrina.
“Siamo un pò sporchette di cacca!” Disse ridendo.“ Dovresti prendere un lassativo e andare di
corpo e svuotarti un po’!“ Pronunciò facendo abbassare lo sguardo e imbarazzando tantissimo Sabrina che dalla vergogna di vedere il dito del dottore sporco della sue feci avrebbe voluto sprofondare.
Si tolse i guanti mormorando godente, non sentito:
” Ma a questo ci penserò io! Ti farò fare dei bei clisteri da Ho Chin che ti svuoteranno e piaceranno molto vedrai!!”
Senza alzarsi si lavò le mani nella bacinella di metallo girevole che era sotto il lettino, mentre Ho Chin gli versava soluzione fisiologica per togliere il talco del guanto. Asciugatosi con delle garze, spinse sotto la bacinella e rimise il medio dentro la fighetta di Sabrina e sapientemente iniziò a muoverlo senza ritegno, praticandole un vero e proprio ditalino con la prima falange.
Poi come a celebrare e a glorificare quello che sarebbe venuto dopo, prima di sacrificarla a se stesso, il dottore eccitato e pieno di libidine, iniziò a mormorare tra se e i suoi pensieri, come a giustificarsi dei suoi atti e dell’offerta finale che si sarebbe fatto.
“Che pelle vellutata, carezzevole, eccitante al tatto hai! .” Si diceva pensando e toccandola il vecchio medico.
“E proprio vero quando si dice che tanto più la pelle e liscia, più esprime desiderio! La tua pelle è un richiamo irresistibile per le mie mani che la sentono setosa e profumata di ingenuità e candore.”
Meditò aumentando le escursioni respiratorie.
E mentre continuava ad alternare carezze sulla figa e le cosce con una mano e il ditalino con la prima falange dell’altra, sedotto dalla fremente pelle di seta che ricopriva le tenere e sinuose forme del suo giovane corpo e dal suo respiro sempre più affannoso ed eccitato, spinse di più la falange dentro; e anche se Sabrina era contraria a quegli atti, la sua fighetta sempre più ansiosa d’essere esplorata lo accettava.
Sabrina sussultò a quell’intrusione determinata ma breve, che affermava la forza predatrice del dottore su di lei giovane ninfa, sul suo corpo nudo, ormai docile, ammansito, obbediente e
Fremente alla sua mano.
Lei era offerta per appagare le sue voglie morbose e perverse, che con quella manipolazione faceva diventare anche di Sabrina, ormai preda, definitivamente conquistata.
La sua mano percorrevano la pelle delle sue giovani cosce, mentre le dita dell’altra penetravano lascivamente nella sua fighetta, tra le sue labbra vaginali e il clitoride e giocavano con i suoi peli arruffati, umidi e lussureggiante, mentre delirante sussurrava a se stesso il suo compiacimento per aver vinto su di lei.
“Ti ho catturata!” Si diceva, senza distogliere lo sguardo dalla sua fighetta pelosa, che oltre che con la falange del dito penetrava con i suoi occhi lucidi di desiderio e lussuria.
“Quando sei entrata nello studio, sono restato incantato da quanto sei bella!… Ti ho osservata rapito! Sei una giovane ragazza attraente, con la sua ingenuità e purezza e quell’alone verginale che hai attorno e che io trasformerò in donna… .”
Sempre seguendo i suoi pensieri infuocato ed in erezione continuava:
“Non incrociavi il mio sguardo per timidezza e vergogna, e tenendo il tuo basso hai acceso di più la mia fantasia ed eccitazione su di te. Non solo la tua bellezza, ma anche il tuo fascino contegnoso, sobrio e distante, fatto di purezza che sembra scoraggiare ogni tentativo di approccio… mi ha conquistato.”
Intanto Sabrina sul lettino non riusciva a stare ferma, muovendo ansimante di lato il bacino penetrato da parte del suo dito, non sapendo più reagire, ne cosa fare e soprattutto non sapendo se farlo smettere o lasciarlo continuare ancora, mentre lui rifletteva e continuava a vagheggiare su di lei.
“Il tuo sguardo ingenuo, controllato e pulito non mostra desiderio di concedersi ad
alcuno, nemmeno ai tuoi coetanei.
Difficile per chiunque anche per un giovane corteggiare una ragazza come te, di buona famiglia borghese, ottimi principi culturali e di sana educazione, che cerca di passare inosservata, che non ha bisogno di abiti, di trucco o espressioni maliziose per essere attraente e desiderabile. Una ragazza come te si desidera e basta! Per la sensualità che la sua naturalezza e ingenuità sprigiona.”
Continuando nel suo delirio sensuale:
“Diventerai la mia cagnetta… docile e ubbidiente e ti darai sessualmente a quei ragazzi che hai
sempre rifiutato e snobbato, che non ritenevi alla tua altezza, extracomunitari, emarginati e sotto acculturati. A giovani e vecchi… A tutti quelli per cui una bellezza come te è un sogno irraggiungibile, come lo era tua madre per molti uomini .
Ora siete mie! E vi farò competere tra di voi donandovi a chi deciderò io. E’ una sfida, che vincerò! “ Si disse sudato e eccitato quasi farneticando tra se.
Come rendendosi conto di qual’era l’ostacolo più grosso considerò:
“Saprò domare tua madre quando verrà a conoscenza di come ti avrò educata, di quella che ti avrò fatto diventare… .”
Come in una esaltazione erotica ed emotiva continuava a pensare da se , bramando di
desiderio per sverginarla e poi possederla ed educarla sottomettendola. I suoi occhi brillavano
facendo uscire lampi di frenesia, che dal suo sguardo cadevano sui suoi giovani genitali,
accendendo il fuoco e il desiderio anche tra le gambe di Sabrina .
Quella luce che emanavano i suoi occhi, dimostrava che solo una mente sottile e cerebrale come la sua poteva pensare di mettere in competizione madre e figlia tra di loro in un gioco perverso a dimostrargli chi delle due fosse più sessualmente perversa per avere la sua benevolenza ed attenzione.
Ho Chin ferma e silenziosa lo guardava, sapeva cosa significava quello sguardo e quella luce libidinosa e sinistra negli occhi del dottore.
Mentre per Daniela avevano già deciso come e cosa fare, per Sabrina era ancora tutto da
Stabilire. C’era in programma di farla diventare anche lei una buona fattrice, nel senso di fare figli, sotto la guida attenta di Elvire, e il dottore sarebbe stato il primo donatore di sperma al suo giovane utero, durante un rapporto sessuale.
E come in trance proseguiva nel suo vaneggio:
“L’immagine di intoccabilità sparirà per sempre da te e io avrò il privilegio di essere il primo di una lunga serie. Diventerai l’oggetto più prezioso della mia collezione, sei bella, fiera, superba e orgogliosa e sarai a mia disposizione. Sarai sempre mia! Sottomessa a me e io ti svezzerò, accudirò e coccolerò e crescerò sessualmente, ma sarò anche molto severo con te, ti educherò a diventare una buona soumises e salope e soddisferai le mie voglie ogni volta che vorrò.”
Intanto in quel delirio mentale il suo dito oramai sguazzava negli umori formatosi nella fighetta di Sabrina al piacere che provava a lasciarsi ditalinare da lui, e lei sotto con dentro quel dito scarno godeva senza controllo, si contorceva guardando il soffitto, iniziando a gemere senza riuscire a trattenersi, lasciando uscire libera la sua voce affannata e godente.
Inarcava l’addome scavato verso l’alto staccando il sedere dal lettino nel tentativo di attutire il piacere che provava, senza riuscirci . Portava le mani sulla fronte e sui capelli sudati, biondi come il grano, spettinandosi involontariamente e disordinatamente, dondolando la testa a destra e sinistra e aprendo ansimando le labbra. Il suo sguardo come quello di un angelo era beato. Non riusciva più a controllarsi, a contenersi. Aveva l’orgasmo, stava godendo e lo faceva apertamente, bagnata di umori e sudore. Il Dottore se ne accorse.
“E’ pronta!!” Esclamò guardando Ho Chin, che esortò Sabrina accaldata e sconcertata mentre godeva:
” Vieni più avanti con il bacino, porta il sedere sul bordo.”
“ Su…ancora un attimo ed abbiamo finito e la mia assistente ti aiuterà a rivestirti.” Aggiunse il dottore.
Lei confusa, ingenua e ignara in uno stato alterato ubbidì, piena di piacere aiutata da Ho Chin
che tenendola per i fianchi l’agevolò, si spinse con il sedere in avanti, portandosi con il sesso appena fuori dal bordo.
“Ecco così va bene! Perfetto!” Esclamò il dottore mentre continuava a sgrillettarla facendola
godere.
All’improvviso tolse il dito dalla sua fighetta allargando le braccia lateralmente e Ho Chin da dietro le spalle come se fosse un gran sacerdote gli sfilò il camice bianco, lasciandolo cadere a terra e lui di seguito fece lo stesso con i pantaloni e i boxer larghi, restando completamente nudo dall’ombelico in giù, con l’asta vegliarda eretta, dirigendola verso la fessura di Sabrina già lubrificata dai suoi umori e piena di desiderio di continuare a godere.
E prima che potesse capire cosa le stesse succedendo, il dottore appoggiò il glande tra le grandi labbra umide e dischiuse di Sabrina e spinse forte allargandole e penetrando in lei, trovando dopo pochi centimetri la resistenza della membrana dell’imene, resistenza che venne spazzata via dalla forza e dal turgore senile della sua grossa cappella grigiastra, dandole un colpo secco, deciso e profondo …sverginandola.
Sabrina tirò un urlo :”Aaaaahhhhh!!!!!!!”
Sentì una fitta lancinante dentro la sua vagina e si tirò su d’istinto con il busto. Sentiva male, era spaventata e incredula di quello che le stava accadendo, quell’uomo, il dottore, l’aveva violentata, l’aveva penetrata deflorandola, l’aveva sverginata mentre ora davanti e dentro a lei iniziava a muoversi per chiavarla .
“Noooo! Perchè?… Perchè ?” Farfugliò Sabrina.
“Sssshhhh! !!” La esortò il dottore abbracciandola e dicendo:
” Perchè sei la prescelta! Un giorno capirai!”
Iniziando a chiavarla le tolse le gambe dagli appoggi fasciandosi la vita con loro e mettendosi le sue braccia intorno al collo incominciò a baciarla sulla bocca. Sabrina teneva serrata le labbra e mentre le accarezzava il capo cominciò a muoversi lentamente avanti e indietro iniziando a chiavarla.
Non gli sembrava vero al dottore! Il suo sogno si era realizzato. Era felice di possederla, e d’averla sverginata lui e le accarezzava le spalle allargandole i suoi lunghi capelli sulla schiena.
“Non ti lascerò prendere da chi non ti merita.” Bisbigliò il dottore infoiato chiavandola.
“Selezionerò io per te gli uomini che ti avranno e possederanno e il piacere che dovrai provare, ma non ora. Adesso sei solo per me, oggetto del mio piacere e ti inizierò come voglio io!” Esclamò spingendo dentro il suo cazzo, affondandolo nella sua fighetta calda e umida.
La baciò sentendo le sue labbra color vermiglio calde, morbide e soprattutto giovani al contatto delle sue e della sua lingua… bavosa e senile.
Chiavandola avvertiva gli spasmi di godimento della sua giovane figa, delle sue pareti vaginali che si contraevano, che per la prima volta provavano un cazzo dentro di essa e percorrevano le labbra vaginali grandi e piccole grondanti di umori e spasmodica eccitazione.
Poi, come una serpe a colpi di lingua, schiuse le sue labbra serrate, entrando dentro loro, oltrepassò i denti bianchi incrociando la sua lingua, calda, vellutata e morbida come quella di una gattina, bagnandola di piacere e riversando su di essa copiosamente la sua saliva, facendola reagire vergognosamente e partecipare al bacio.. quel bacio perverso.
Le sue mani ossute sulla pelle diafana risalirono l’esile corpo alla ricerca delle sode ed impazienti mammelle, che gonfie dall’eccitazione con i capezzoli turgidi aspettavano come ad offrirsi alla bocca senile e affamata di lui che prese a leccarle e succhiarle i capezzoli.
Sabrina sembrava esplodere di piacere, non pensava più alla violenza sessuale che stava perpetrando su di lei.
Era una scena depravante, chiunque in quel momento oltre a Ho Chin si fosse trovato a vedere
quella situazione sarebbe restato scioccato, quel vecchio medico disgustoso, ultrasessantenne stava facendo godere attivamente quella giovane e bella ragazza vergine.
Dopo pochi movimenti il dolore di quella fitta si attutì fino a scomparire, iniziando a mostrare
piacere, mentre lui la tirò su con il tronco, tenendola seduta sul bordo del lettino con le gambe larghe intorno alla sua vita e la chiavava.
L’abbracciò e continuò a baciarla sulla bocca, duellando con la lingua senile, contro la sua acerba.
Lei oramai seduta, adagiata al suo torace abbracciandolo al collo si lasciava possedere gemendo.
Sotto i suoi colpi iniziò a godere e a stringerlo a se, confusa e ansimante ora era lei che lo voleva, che lo cercava e stringeva.
Il suo corpo giovane e illibato veniva profanato da quel vecchio medico che lei legava a se.
La sua pelle candida e liscia, brillante dal sudore veniva baciata e leccata ripetutamente da lui con lasciva libidine.
Il suo profumo di giovinezza, dolce e puro si miscelava con l’odore attempato del medico.
Ma lei godeva in quella posizione strana, seduta sul bordo del lettino, lo sentiva arrivare in fondo alla sua vagina, avvertiva la sua vegliarda cappella toccare il suo giovane utero facendola godere. E lui dritto in piedi la penetrava baciandole e leccandole il viso, le labbra e gli occhi.

I pensieri di Sabrina erano nulli, vuoti, ora godeva solo.
Quell’uomo si era preso la sua purezza e l’illibatezza fisica, presto si sarebbe preso quella
mentale, la sua anima, come aveva fatto con sua madre.
Ho Chin poco distante assisteva a una scena perversa, il suo padrone, quel signore anziano, aveva deflorato e stava chiavando quella splendida ragazzina, facendola gemere e godere.
Lui dritto eretto tra le sue gambe davanti a lei seduta sul bordo del lettino al limite della
caduta, che lo accoglieva dentro di se ricambiando i suoi colpi stringendole le braccia intorno al collo e lasciandosi baciare ; intanto che il dottore con la sua libido senile, stringeva quell’innocenza, quella purezza tra le braccia. Ora era diventata una donna, e sarebbe stata la sua donna e…godeva.
Lei accaldata e godente si offriva aperta e oscena con il corpo a quell’uomo.
Assaporava con piacere la ripugnanza alla sua bocca, alla sua lingua, e ascoltava tutte quelle parole incredibili che le stava dicendo senza opporsi.

Quando aprii gli occhi, guardò di fronte a lei e vide il viso del dottore trasformato e congesto dall’eccitazione, sudato e ansimante, con la sua schiena arcuata contro di lui mentre lo abbracciava al collo, e avvertì le sue mani che si muovevano velocissime su di lei, scatenandole un’altra ondata di piacere.
Era uno spettacolo vedere la scena, Ho Chin all’improvviso apparve con una piccola videocamera in mano e girando intorno a loro riprendeva la scena, i gesti e le espressioni godenti del viso di Sabrina. Non era stato registrato volutamente l’inizio, la visita e la deflorazione quando il Dottore approfittava di lei ingenua paziente, ma era ripresa solo
lei nuda, seduta su un lettino ginecologico a godere e ricambiare gli abbracci e baci del vecchio medico perverso, partecipando liberamente a quell’amplesso morboso e perverso.
Quella ripresa sarebbe servita poi a sollazzare Elvire e Alberto,a mostrarle il trofeo della sua
giovane preda ed eventualmente a ricattarla.
Sabrina eccitata ebbe un terzo orgasmo. Ormai era tutta un fremito e sudata.
Seppur resistente negli amplessi il dottore, eccitato dalla sua purezza e giovinezza, con colpi veloci e baci profondi preso dalla passione, come aveva fatto con sua madre si irrigidì scuotendosi tutto e urlando, facendo tremolare sul corpo la sua pelle pallida, vecchia e cadente e lo tirò fuori rapido, eiculando sul suo ventre.
Lei ansimante gridò dal piacere e in preda agli spasmi vaginali e le contrazioni del godere si lasciò cadere indietro con un tonfo improvviso della schiena sull’imbottitura, sdraiandosi sul lettino.
Era finito quella violenza sessuale. L’iniziazione di Sabrina era incominciata, ora non era più una ragazza vergine, era diventata una donna e presto l’avrebbe sottomessa e fatta diventare una puttana e sua cagnetta personale, come sua madre.
Sabrina sdraiata, ansante al limite della dispnea osservava il soffitto, incredula e confusa di quello che le era accaduto, iniziava a realizzare, ansimava ancora dal piacere, e vicino a lei si portò Ho Chin, che le prese la mano e dolcemente con l’altra le accarezzava la fronte sudata.
Passarono alcuni minuti, quando si tirò su, si toccò il sesso, lo sentiva caldo e umido, ma non solo di piacere, vide le sue dita macchiate di sangue, a quella vista realizzò completamente cosa le era accaduto e scoppio singhiozzando in un pianto dirotto, mentre Ho Chin vicina l’abbracciava stringendola a se per coccolarla.
“Non avere paura ora sei una donna e lo sei diventata con piacere e con dolcezza grazie a me.
Con un piacere che il tuo ragazzo e nessun altro uomo avrebbe mai potuto darti la prima volta.” Dichiarò il Dottore.“ Ora respira profondamente e vedrai che starai meglio! Saranno ancora molte le cose che faremo assieme e non tutte saranno piacevoli come questa…” Aggiunse con voce severa, ma Sabrina singhiozzante non capiva, piangeva.
” Tu sei la prescelta!” Esclamò con aria mistica e autoritaria.
Poi rivolto a Ho Chin le disse:
“Lasciala sfogare! Stalle vicino, ma lasciala scaricarsi dalla tensione, lasciala piangere fin che
vuole. Per lei oggi è stato un giorno importante, un gran giorno ed è solo il primo di molti altri.”
Sabrina era sconvolta da quello che le era successo, mentre Ho Chin perfidamente cercava di
consolarla:
“Ola sei una donna!” Sussurrò.” Non dile niente a tua madle e al tuo lagazzo .Nessuno capilebbe e vellesti isolata. Se non dici niente nessuno saplà mai cosa è successo. Anche al sig. Albelto non dile niente, lui non sa nulla!” Disse mentendo. “Nessuno saplà!”
Poi come a minacciarla:”Gualda che ho lipleso tutto con la videocamela… .” Aggiunse perfida.
L’aiutò ad alzare e scendere dal lettino e mentre il dottore si puliva la cappella dallo sperma e dal sangue verginale con dei fazzolettini, lei la portò nel bagno e l’aiutò a lavarsi e a rimettersi in ordine, dandole qualche consiglio su come gestire il suo essere diventata donna.
Ho chin cercava di carpire la sua innocenza, per diventarne amica: “Non dile nulla a casa !” Ripetè ancora:” Qualunque cosa che avlai bisogno celcami ti do il numelo del mio cellulale. Chiama me! Io ti aiuto! Qualsiasi cosa hai bisogno licolda!“
Passò oltre mezz’ora, dove lei sola con Ho Chin restarono sedute a chiacchierare nella sala
d’attesa , portandole di nuovo del the. Il singulto e gli occhi rossi di Sabrina si stavano attenuando.
Commettendo il secondo errore più grande della sua vita, dopo essersi fidata di Alberto, chiese ad Ho Chin fidandosi di lei, con un filo di voce come se quella fosse la sua unica preoccupazione:
“Ma non se ne accorgeranno che non sono più vergine?!”
“No nessuno se ne accolgela nessuno!”Ribadì falsamente la cinesina:” Perchè è dentlo e non fuoli. Tu non dile niente a nessuno, ne ad Alberto ne a tua mamma e nessuno se ne accolgelà, nemmeno il tuo lagazzo.”
“Ma perchè la fatto!” Chiese ancora con un filo di voce e gli occhi lucidi.
“Pelchè tu sei la plescelta!”
“E cosa vuol dire prescelta?” Domandò.
“Più avanti capilai… licorda solo come ti piaceva e godevi con il dottole, il lesto lo saplai in
seguitò.”

Dopo un’oretta ripresasi da quello shock , uscì da sola, scese le scale e trovò giù Alberto ad
attenderla, già avvisato in precedenza dal Dottore che l’aspettava.
Fingendo che non sapesse nulla le chiese:
“Allora come è andata? Raccontami!”
Lei seria in viso, scrollo le spalle, avrebbe voluto gridargli quello che era successo, che era stata violentata, che non era più vergine, che quel vecchio disgustosa l’aveva posseduta. Invece disse solo:”Niente! Normale… .”
“Ah!! Bene! Sono contento. Ma hai una faccia! Sorridi un po’, se no tua madre quando ti vedrà ti farà mille domande. “ Aggiungendo:”Sai che facciamo ora? Andiamo a berci qualcosa e stai tranquilla io non ti chiederò niente della visita perchè so che sono cose personali, resterà tutto un tuo segreto che rispetterò. Se vorrai farmi tu qualche confidenza io l’ascolterò, se no… non importa.”
Era molto buono e comprensivo Alberto, avrebbe voluto confidarsi con lui, ma diede ascolto al
consiglio di Ho Chin:”Tu non dire nulla e nessuno saprà mai niente”. Così non disse nulla.
Alberto era felice, se non parlava subito con lui, non avrebbe più parlato con nessuno e da una parte si sentiva rassicurato, comunque avrebbe aspettato i giorni seguenti, avrebbe monitorato il suo comportamento e se avesse detto qualcosa, lo avrebbe riferito subito al dottore.
Tornata a casa dalla nonna Sabrina restò in silenzio. Era chiusa in se stessa, non parlava, ma giustificò quella sua apatia e insofferenza al fatto che non stava bene e sua nonna diede la colpa allo studio:” Studi troppo!” Le esclamò.
Solo Alberto sapeva il suo segreto, ma Alberto sapeva anche che Sabrina non avrebbe detto nulla, oramai era una creatura del dottore e presto sarebbe diventata una sua soumises, e anche se la desiderava non poteva toccarla se non con il suo permesso e non era detto che un giorno il dottore non glielo avrebbe concesso.
Sabrina non disse niente a nessuno, per paura di non essere creduta e per vergogna che tutti
sapessero che non era più vergine e che fosse stato un vecchio a deflorarla e l’additassero come una ragazzaccia facile.
Per un periodo fu taciturna, chiusa in se stessa, anche con il suo ragazzo, ma questo non si notava molto essendo sempre stata di carattere schivo e riservato.
Lentamente riprese la sua vita di prima, lo studio, le amiche, con una eccezione… la nuova
amicizia di HoChin, che spesso la contattava al cellulare o la incontrava, anche solo per parlarle di cose futile, rendendosi sempre disponibile per stare un pò con lei e soprattutto per farle capire che le era amica, e con la sua presenza ricordarle sempre il dottore, dove presto sarebbe ritornata, anche se lei ne era ignara.
Lui l’avrebbe iniziata come un’adepta, sarebbe a diventata una giovane perversa,una sua ancella come Ho Chin.
Il tutto con mille precauzioni per non farsi mai accorgere da sua madre, sarebbe stata capace di tutto se avesse saputo cosa le avevano fatto a sua figlia e quello che ancora avevano in mente di farle… .

 
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