b- L’amore perverso. Cap 15 Elvire e Daniela.

L’AMORE PERVERSO

Note:
Presa dall’enfasi e attratta da quella forma di perversione e sottomissione Daniela la succhiò con la sua bocca assetata di desiderio.

Cap 15 ELVIRE e DANIELA

 
Daniela era sdraiata sul divano con le cosce divaricate mentre Elvire baciandola scese lentamente con le labbra sul suo pube, iniziando a leccarle la figa.
Leccava veramente bene Elvire, da dea, più di chiunque altro l’avesse leccata la figa fino ad
allora, alle sue slinguate iniziò ad irrigidirsi ed a emettere gemiti di piacere, mentre la sua vulva si aprì di più lubrificandosi dal godere, lasciando arrivare sulla lingua di Elvire e sul suo viso sopra di essa gli umori del suo piacere.
Era accaldata e vogliosa Daniela, tutti i suoi propositi di non concedersi e di non volere andare a quella cena per i pericoli che correva cessarono, era esaltata in quel momento e aveva voglia di essere penetrata, fremeva e ansimava.
Elvire la tirò su per le braccia:” Vieni!” Disse dandole del tu.
Daniela non capiva , ma si lasciò tirare su. “Vieni andiamo in camera !” Esclamò.
Lei eccitata nuda la seguì, con il Dottore dietro, fecero pochi passi ed entrarono in una camera
arredata in stile, con una grande specchiera e un grande letto matrimoniale.
“Sdraiati! Lasciati andare.” Le sussurrò Elvire spingendola e facendola cadere dolcemente sulle lenzuola con la schiena.
Daniela si sdraiò e a seguire vicino lei Elvire e il Dottore.
Respirava forte e le escursioni delle sue mammelle sul torace dimostravano che era eccitata, vogliosa.
Elvire capì i suoi desideri e la fece mettere a carponi, alla pecorina.
“Su! Girati! Mostra questo splendido culo che tutti guardano e desiderano ma non concedi a
nessuno.” Disse.
In quella posizione il Dottore vide il suo splendido sedere, pieno, maturo e morbido, con in solco intergluteo profondo e poco sotto di esso la fessura verticale della figa palpitante; e inginocchiandosi dietro lei dischiuse con due dita le sue grosse labbra vaginali, lisce e depilate e appoggiandovi la sua cappella iniziò a spingere, penetrandola lentamente, per poi muoversi con vigore.
Lo mise tutto dentro, dove sprofondò senza fatica nella sua meravigliosa fessura già dilatata dal piacere, iniziando a fare scorrere il suo pene dentro la vagina, avanti e indietro, chiavandola, mentre le accarezzava il solco intergluteo. Muovendolo sempre maggiore velocità.
Ad ogni movimento del suo pene Daniela godeva, mentre Elvire seduta davanti a lei la baciava
sulla bocca, limonandola, come due ragazzini innamorati che si amano.
Si chiedeva pensando come potesse lasciarsi baciare con la lingua in bocca da quella vecchia, ma era più forte di lei, presa dal piacere, la lasciò fare.
Sentì i testicoli di lui battere da dietro sul suo pube, eccitando di più tutte e tre e accrescendo il loro desiderio.
Era una scena davvero erotica e lussuriosa, tanto che anche Ho Chin nella penombra riprendendo con una mano sola, fece scivolare l’altra ad alzare la gonna e infilarsi nello slip toccandosi. Elvire alternava baci in bocca a leccare il suo viso e accarezzarla sul corpo.
Daniela godeva ad averlo dentro dal Dottore e ad essere manipolata contemporaneamente da Elvire. Lo urlò con un gemito, con forza .
Un:” Ooooooohhhhhhhhhhhhhhhh!!!!” Infinito le uscì dalla gola a sentirsi chiavata e baciata da quella donna.
All’improvviso sentì anche il cazzo del dottore uscire dalla sua figa calda, si girò e vide Elvire nuda di fianco, che si era spogliata nuda anche lei, ed era lì che la osservava con il suo seno cadente e la sua grossa figa anch’essa depilata.
Alta, magra, con il suo corpo imponente e rifatto, vittima come tutte le donne di un processo di
mutazione graduale ma inesorabile dovuto alle trasformazioni del proprio fisico rispetto all’età. Con tutti i cambiamenti dovuti all’invecchiamento.
Daniela la osservava silenziosa alla luce della lampada.
Longilinea e sinuosa nell’aspetto, con parti del corpo magre ma accentuate dalle forme arrotondate dovute al tempo e all’adipe senile mal distribuito. Il ventre globoso ed evidente, era protruso leggermente in fuori come una donna ai primissimi mesi di gravidanza, tanto da formare un tutt’uno unendosi sui fianchi con un sedere pallido, alto e molle, ricco di adiposità, il cui inizio dei glutei partiva dai lombi, tanto da farlo sembrare più lungo e più stretto, ed in alcuni tratti bassi verso le cosce era cellulitico, nonostante i ripetuti interventi di liposuzione.
I fianchi stretti evidenziavano di più la longilineità e l’altezza, rivelando il ventre, il sedere e il
seno non in sintonia con il resto del corpo.
Aveva il seno grosso e cadente, che pendeva verso il ventre con due grandi areole e capezzoli
chiari . Era pallido, quasi esangue, con venuzze azzurre sottopelle come striature del marmo.
Elvire continuava a muoversi, non curante che Daniela la guardasse.
Le braccia erano lunghe e affusolate come le gambe, le cui cosce ben curate evidenziavano trame di capillari viola che si perdevano nel pallore e nelle grinze della pelle, con cellulite dietro di esse, che l’estetica e la cosmesi anche di alto prezzo non riusciva a nascondere.
Era lì, con il suo corpo rifatto e quasi deforme incomparabile con quello di Daniela.

Con le braccia sui fianchi la fece alzare e baciandole le labbra il Dottore si sdraiò sul
Letto con il cazzo duro svettante, invitando lei a cavalcarlo.
“Ti piacerà fare la cavallerizza!” Le bisbigliò la voce calda e rauca di Elvire vicino all’orecchio. Esortandola:” Su!..Montalo! Montalo!”
A quell’esclamazione Daniela eccitata ubbidì, strisciandosi con le ginocchia sulle lenzuola si portò al suo fianco, alzò la gamba e la riabbasso imprigionando lui tra le sue gambe.
Il Dottore sdraiato, sudato attendeva, gli puntò la cappella sulla figa e tirandola giù per i fianchi , mentre Elvire da dietro la spingeva per le spalle, la penetrò con la sua dura asta di carne vecchia e lei iniziò quella splendida cavalcata sessuale, mentre Elvire da dietro premeva tra le mani i suoi seni gonfi, facendola godere di più.
In quella posizione Daniela sentiva il cazzo del Dottore profondamente in vagina, iniziando con lui una cavalcata che tra i baci di Elvire sul collo, assieme alle sue linguate e alle spremiture del suo seno in breve la portarono a gridare di piacere, con somma soddisfazione di madame Elvire.
Era lei l’artefice di quello sconvolgimento, aveva tra le mani quella donna arrivata professionalmente, desiderata da tutti gli uomini e invidiata da tutte le donne, e prima di farle gustare la sofferenza, le faceva assaporare il piacere.
Quella cavalcata la faceva scuotere tutta, le mani di Elvire quando si staccavano dal seno e
scendevano sui fianchi, lo lasciavano sobbalzate ai ritmi della monta, e il dottore allungando le braccia lo prendeva tra mani lui strizzandole le mammelle e i capezzoli turgidi con forza.
Daniela godeva, non pensava a nulla ma solo a godere. I suoi propositi di non cedere a quel
vecchio perverso si erano infranti davanti ad Elvire, sua moglie.
Non le interessava se quelle sensazioni meravigliose gliele facevano provare due ultrasessantenni.
In quella stanza semi illuminata oltre al sottofondo musicale, al caldo e alla lussuria, c’era un
concerto di ansimi e gemiti.
Il ritmo imposto da Elvire dietro lei, faceva aumentare la velocità della cavalcata e quel suo
staccarsi e appoggiarsi con il sedere sulle sue gambe.
Un gemito del Dottore segnalò l’arrivo del suo orgasmo, ma lei godente non lo colse e gli
arrivarono immediati gli schizzi del caldo sperma senile dentro la vagina. Quando li sentì, fece il gesto di staccarsi e togliersi, ma le mani sui fianchi del Dottore la tennero tirata giù su di lui, assieme a quelle di Elvire che dall’alto la spingevano in basso.
Quel gesto di resistenza sotto la forza delle loro mani e il piacere provato si tramutò in
Arrendevolezza, restando passiva e godente a lasciarsi eiaculare dentro, mescolando assieme agli umori del suo piacere, quelli dello sperma del vecchio medico, irrigidendo il corpo e lanciando un nuovo urlo di piacere, muovendosi con intensità maggiore raggiungendo l’orgasmo.
Nel godere chinò il capo e i capelli e lasciata da Elvire si piegò sul torace di peli bianchi del
dottore, come a rannicchiarsi su di lui.
Attimi di estasi e piacere indefiniti e incommensurabili la pervasero, poi Elvire con un gesto della mano la spinse di lato, facendola cadere con forza sul letto di fianco a lui, osservandola in modo sprezzante e lasciandola ansimare sdraiata ad occhi chiusi.
Daniela ansante si sentì toccare il pube, aprendo gli occhi vide che la mano che le accarezzava
la figa era quella di Elvire, che piegata sulle ginocchia era al suo fianco.
Sentiva le sue dita scorrere sulla fessura vaginale, ed Elvire, prendendo la mano di Daniela, la portò sulla sua figa, anch’essa liscia e grossa, più di quella di Daniela, con le grandi labbra cadenti, iniziando a far scorrere accompagnate dalla sua mano le dita di Daniela sulla fessura della sua grossa vulva, mentre la guardava fissa negli occhi .
La sua vecchia figa, era bagnata quasi come quella di Daniela, e tenendola sulla mano si fece introdurre dentro il dito anulare, mentre lei lo introduceva in quello di Daniela. Dopo essersi masturbati le tolse la mano e si abbassò e portò la sua bocca sulla sua figa.
La sua lingua insaziabile le sfiorava il clitoride e lo succhiava tra le labbra, penetrandola con quella lingua lunga e senile.
Leccò, succhiò e risucchiò, poi morsicò dolcemente le sue labbra vaginali e il clitoride, facendola gemere al limite dell’orgasmo.
Risalì con le labbra sul suo seno a goderne, baciarlo e leccarlo, per poi riscendere sul suo corpo a restituirle quel piacere che prima le aveva dato Daniela.
“Voglio entrare con la mia mano in te… .” Esclamò.
A quella parola i muscoli pelvici di Daniela si contrassero di nuovo al pensiero della sua mano
dalle lunghe dita scarne che sarebbero rientrate in lei. Già lo aveva fatto Ho Chin, ma la sua mano era più piccola e arrotondata.
Ma in silenzio annuì muovendo il capo, le era piaciuta quella pratica di fisting, l’aveva fatta godere molto, e la sua figa oramai si era dilata e tale era restata e non poteva farci niente se non continuare a praticarlo se voleva.
Elvira tolse gli anelli e i bracciali e le passò a Ho Chin, mentre il dottore gli porgeva del gel
lubrificante spalmandoglielo sulle dita, sul dorso e sul palmo della mano e la mise di nuovo tra le sue gambe mentre Daniela era in attesa a gambe larghe. Con le dita penetrò la sua fessura già allargata dal rapporto sessuale e dal piacere provato, entrando in lei, che con un fremito lasciò continuare le sue lunghe dita frugare, scivolando sugli umori dei suoi orgasmi precedenti .
“Sei tutta bagnata! Brava!… Sono felice e spero presto che tu diventi una di noi.” Sussurrò Elvira mentre la sue dita entravano in lei. Aveva le unghie lunghe, ma sapeva come fare per non graffiare le mucose vaginali.
“Rilassati! …Sai che è bello, che ti piacerà e ti farà godere molto.” Continuò.
Il dottore sdraiato al suo fianco le passò ancora del gel, lei sentì forzare la mano di Elvire sulle sue labbra vaginali, tenderle tanto che sembravano rompersi. Ma era una sensazione unica, un misto di sofferenza e piacere.
Era difficile definire quella sensazione che provava, al limite tra il diletto e il dolore, eppure le
piaceva. Si sentì forzare le labbra vaginali, ma non riusciva a capire esattamente quanto fosse
entrata in lei.
Sentiva le sue lunghe dita frugare in vagina, come se non riuscisse a entrare, sentiva le pareti
vaginali cedere, allargarsi a dismisura adattandosi alla mano e dandole strane sensazioni.
Era un giocattolo nelle loro mani, per il loro piacere, e provare quella sensazione di nullità,
sottomissione a loro, la eccitava. I suoi umori producendosi bagnavano le dita di Elvire, piaceva anche a loro fare quello, i loro sguardi erano eccitati, libidinosi e perversi e quello di lei al limite dell’orgasmo.
“Ti ho infilato la mano sai? “ Disse la voce di Elvire improvvisamente venire dalle sue gambe: ”Non tutta dentro… solo le dita… ma ti ho forzata bene… te l’ho allargata molto. “Mormorò con un sorriso malizioso.
Daniela sapeva che non sarebbe più tornata come prima la sua vagina e la sua vulva, la sentiva
indolenzita, ma quello che non sapeva era che gliela stava allargando al limite della lacerazione, ma non lo sentiva, perchè in quel momento il piacere e il dolore si univano dandole godimento.
Si sarebbe trovata in seguito con una figa sfondata e larga, capace di ricevere solo cazzi di grosse dimensioni o pratiche perversie per provare un minimo di piacere.
La sola idea la traumatizzava, ma ora era bello e le piaceva… .
Pensava alle dita lunghe e magre di Elvire, appoggiate alle sue pareti vaginali e accarezzarle, le
sentiva entrare di più, stringersi a pugno, e aprirla come a tentare di squarciarla.
Sentiva e capiva che le faceva violenza, ma le piaceva provarla. Capiva che stava cambiando
Davvero… che era cambiata davvero.
Erano sensazioni forti per lei , che non aveva mai immaginato di provare e nemmeno di lasciarsi fare. Mai avrebbe pensato a 44 anni di avere dentro la figa, prima la mano di una cinesina e poi di una vecchia che la masturbava con le dita a pugno dentro.
Intanto che Elvire si dedicava al suo fisting, il dottore esclamò:” Brava! C’è l’ha tutto dentro fino al polso .” Era eccitato a vederla chiavata dal pugno di sua moglie.
Daniela tra mugolii e sospiri si lasciò andare, godendo ancora, di più che con la piccola mano di Ho Chin.
Elvire la masturbò bene, portandola ad un nuovo orgasmo assieme ai tremolii le contrazioni e
le scosse del suo corpo. Poi tirò fuori quel pugno lucido di gel e degli umori del suo orgasmo vaginale. Lo tenne alto a farglielo vedere, come se fosse un trofeo, HoChin glielo asciugò, leccandolo anche, pregno del suo piacere.
Daniela sdraiata vicina a lei d’istinto allungò il braccio e toccandola con la mano sentiva la sua
pelle liscia e molle, era diverso anni luce dall’accarezzare un uomo.
Anche le dita di Elvire su di lei le scorrevano leggere sul corpo dandole fremiti piacevoli.
La testa di Daniela era un turbine di pensieri e domande.
Pensava a che sapore avesse e come sarebbe stato leccare quella grossa figa di Elvire, ma non
aveva il coraggio di avvicinarsi… continuando a toccare con le dita l’interno delle sue cosce.
“Su! Lecchi dottoressa!” Sentì dire al dottore:” Lecchi la figa a mia moglie, vedrà che le piacerà.”
Elvire senza aspettare che Daniela prendesse una decisione, si avvicinò di più a lei con il corpo e fece come prima aveva fatto lei con suo marito. Alzò la gamba pallida dalla la muscolatura cadente e dalla pelle raggrinzita, come fanno i cani quando devono pisciare e riabbassandola dopo aver scavalcato il suo corpo, si mise a cavalcioni su di lei, inginocchiata e seduta con il sedere sul suo torace, avvicinandosi con la figa al suo viso e dicendole:
“Ora leccamela!… Leccamela un po’! Piacerà anche a te vedrai.”
Seppur eccita a Daniela faceva schifo quella figa senile sopra di lei. Un conto era farsela leccare da Elvire, un altro doverlo fare lei, ma a leccarla lei proprio non ci pensava.
“No!… Questo no madame. Non lo mai fatto! E contro i miei principi.” Farfugliò Daniela.
“Quali principi?…Tu non me hai più principi, ne morali ne comportamentali oramai.” Rispose, e tenendola imprigionata tra le sue cosce continuò:
” Oh si che ti piacerà vedrai!… Dicono tutte così la prima volta, non sei la prima e non sarai l’ultima signora che lecca la figa ad una anziana.“ Asserendolo con un pizzico di gelosia e invidia per la sua età.
“Non è per questo!” Farfugliò ancora Daniela. Ma Elvire prima che potesse continuare, non
piacendole contrattare e discutere le sue volontà, la prese per i capelli e con una voce fredda e uno sguardo tagliente le comandò:
”Leccamela!… Non telo ripeto più. Ubbidisci!”
Intanto il dottore si era alzato ed era oramai in piedi vicino a HoChin, che sempre con la
videocamera riprendeva la scena sorridendo.
Daniela ubbidì iniziò a leccarla, prima una linguata poi un’altra, vincendo il disgusto che provava.
” Ecco così! Brava!” Esclamò Elvire.
Prese a leccarle la figa, rilasciandole Elvire i capelli e facendola continuare da sola.
“ Succhia anche!!… Succhiami le labbra vaginali, il clitoride!” La esortava come a insegnarle come fare.
Presa dall’enfasi e attratta da quella forma di perversione e sottomissione Daniela la succhiò con la sua bocca assetata di desiderio.
Le linguate si susseguirono veloci come una cagna che beve l’acqua nella ciotola e fecero vibrare intensamente Elvire, facendo assaporare piacevolmente a Daniela i suoi umori miscelati con la sua saliva. Ogni tanto sentiva le sue mani sulla testa, tra i capelli accompagnarla, accarezzarla, ed i suoi gemiti a suggerirle di continuare o rallentare… assaporando Daniela per la prima volta quel gusto strano di piacere femminile arrivarle in bocca.
Ma farsela leccare ad Elvire non bastava e prendendo le mani di Daniela, le appoggiò sui suoi
fianchi e le tirò accompagnandole tra le sue, su e giù sulla pelle pallida, grinza e molle del suo
corpo falso magro, che trasbordava in pliche sui fianchi e sull’addome, portandole su fino alle sue mammelle grosse e flaccide, facendosele accarezzare e stringere. Era eccitata Elvire.
“Ora fai da sola ! Su!“ Le sussurrò. E Daniela continuò.
“Aspetta!” mormorò Elvire passati alcuni minuti alzando la gamba dal suo corpo e girandosi con il sedere, rimettendosi a cavalcioni come nella posizione precedente, ma con il suo viso sulla figa di Daniela e quello di lei sulla sua , in uno splendido 69 lesbico. Daniela non lo aveva mai fatto nemmeno con un uomo, e per lei quella fu la prima volta. E sentendo la grossa lingua di Elvire affondare tra le sue labbra vaginali, in preda al piacere e alla esaltazione fece lo stesso.
La faccia di Daniela era tra le sue gambe, sotto alla sua figa, con lei a carponi sopra a gambe
aperte che gliela donava, mentre le dita di Elvire le aprivano la figa e la leccavano con facilità all’interno della vagina.
Il dottore in piedi continuò il suo piacere in modo solitario, osservando e masturbandosi davanti ai loro corpi nudi e avvinghiati, quello maturo e perfetto di Daniela e quello vegliardo e cadente di Elvira, avviluppati in quell’amplesso lesbico.
Elvira la leccava… continuava a leccarla incessantemente con maestria ed esperienza e Daniela
godeva. Per un attimo Elvire si fermò e la mente di Daniela in attesa della ripresa pensò a ciò che sarebbe venuto dopo, ed esplose in un orgasmo senza essere toccata da nessuno, solo all’idea di essere sessualmente di quella vecchia.
Sotto di lei Daniela, leccandola sentiva il sapore della figa sudata di Elvire e dei suoi umori di
piacere mischiati alla saliva, ma continuava a leccare, ormai esaltata e vittima di quella
perversione.
La lingua di Daniela affondava nella carne rosa della grossa vulva depilata di madame Elvire, la gustava, l’assaporava mentre lei sopra, a gambe divaricate la lasciava leccare facendo lo stesso con quella di Daniela, seguendo il ritmo delle sue leccate.
Ora era tutto così naturale leccare una figa… come lo avessi fatto da sempre… .
Ne era stupita , era scioccata di se stessa per il ritmo e l’enfasi che metteva.
Sentiva il vecchio e molle clitoride di Elvire che si gonfia indurendosi mentre lo succhiava.
Vedeva davanti a suo volto, solo la grande figa depilata dalle grandi e piccole labbra molle e cadenti, che piena di saliva leccava, e la sentiva gemere e il suo ritmo a leccare aumenta con quello di Elvire, fino ai gemiti del piacere… e non smettere ma rallentare piano e continuare.
Era una sensazione splendida…. che solo una donna poteva donare, era come se lei istintivamente sapesse cosa fare.
Aveva degli spazi di razionalità e non poteva credere di essere lì, sotto a quella vecchia a leccarle la figa, mentre lei a cavalcioni su lei faceva altrettanto.
Sentiva il sapore della figa e del piacere di Elvire tra le labbra, sulla lingua, un sapore aspro e pizzicante, mischiarsi alla sua saliva… e quell’odore di selvatico che emanava, e le piaceva, ne era stupita ma le piaceva.
Daniela avvertiva le dita di Elvire tenerle larghe le labbra vaginali e la sua lingua entrare, mentre la sua bocca imitandola, aspirava forte il suo clitoride succhiandolo.
La lingua di Elvire affondava nelle sue grandi labbra per percorrerle in tutta la lunghezza e profondità, piano, lentamente, seguendo la scia bagnata del suo piacere che usciva dall’interno di esse, conducendola a un piacere sospirato… gridato.
“Sei venuta ho sentito le contrazioni della tua vagina…” Disse Elvire fermandosi un attimo dal
Leccarla. Era vero, aveva avuto l’orgasmo, ed iniziò di nuovo a leccarla.
Daniela provava dentro di se, rabbia, vergogna, umiliazione e piacere per tutto quello che la
lingua di Elvire le procurava, penetrandola ed esplorandola con ritmo, non essendo lei capace e non volendo farla smettere.
E il suo piacere non smetteva… aumentava ancora… ancora… .
Sentiva pulsare la figa sotto la lingua di Elvire, che si gustava le sue emozioni, il suo sapore
eccitante e coinvolgente e immaginava ancora la sua mano dentro di lei.
Il suo orgasmo continuò a sentire la lingua di Elvire ad entrare e bagnarsi di lei, dei suoi umori
dei suoi sapori, e il suo largo foro vaginale quanto quello di Elvire oramai, le mandava brividi per tutto il corpo.
Il suo sesso liscio, scivolava sulla sua lingua, anche lei provò a penetrarla con le sue linguate, vittima di quella perversione, entrò e uscì subito con la lingua vischiosa di umori, si appoggiò alle sue grosse labbra vaginali e la penetrò di nuovo, come sentiva fare lei su di essa.
Sembravano due lesbiche, una natura e l’altra vegliarda che se la leccavano a vicenda.
Elvire le morsicò dolcemente il clitoride, facendole provare piacere e dolore da impazzire.
Inarcando la schiena Daniela si irrigidì, spingendo di più la sua figa nella bocca di Elvire
premendo con le labbra vaginali contro la sua.
Esaltazione, foga, dolore, rabbia e piacere era tutto nella lingua di Elvire, vecchia signora
per bene, borghese.
I movimenti e le leccate di Elvire erano regolari e ritmiche , mentre il dottore a fianco a loro
sorridendo si masturbava, con poco lontano Ho Chin che le osserva e riprendeva sempre con la video camera, lei sapeva cosa si provava ad essere leccate da madame, essendo stata anche lei l’amante di Elvire.
Ma il bello doveva ancora venire, la sorpresa finale doveva ancora arrivare per completare la sua perversione.
Poco dopo Elvire smise di leccare e si riposizionò di nuovo come era all’inizio, si mise a
cavalcioni su di lei, inginocchiata e seduta con il sedere appoggiato sulle sue mammelle,
avvicinandosi con la figa al suo viso e portandola sopra di lei la esortò a continuare a leccarla.
Daniela aveva di nuovo la sua figa a pochi centimetri dagli occhi, oltre il sapore ne sentiva
l’odore, quell’odore strano, forte, misto di selvatico e di pesce.
Prese anche lei tra le sue labbra il clitoride di Elvire, lo succhiò, provando una strana sensazione, sembra di succhiare un grosso capezzolo, era caldo e duro.
Elvire sentì la sua lingua colpirle la figa ed esclamò:
“ Sei diventata brava a fare sesso lesbico. Hai imparato quasi tutto subito… devi solo perfezionarti ora. Vedrai, diventerai una meravigliosa bisex!… Brava!”
A sentire quel complimento Daniela si eccitò di più, non credeva mai che l’avrebbe fatto, che
sarebbe riuscita a leccare con passione e desiderio una figa e si lasciò trascinare dal godimento e dall’esaltazione, anche se era una vecchia.
Era diventata una bisex anche lei.
La sua testa era in mezzo alle gambe di Elvire e la sua lingua sulla sua figa, sentiva i pochi muscoli delle sue gambe stringerla dolcemente e la forza della spinta impressa da lei con la sua lingua nel leccare il suo sesso bagnato e fradicio, che aperto lo lascia scivolare sopra e dentro.
Sembrava un groviglio, un ammasso di carne pallida contorta su se stessa, come se fossero un tutt’uno, se non fosse stato per la differenza di consistenza dei loro corpi. Elvira aveva quasi 25 anni più di lei.

Le linguate diventarono più rabbiose, potenti ed eccitanti.
La lingua di Daniela per la posizione assunta volutamente da Elvire, scivolava tra la sua figa e il suo ano, leccando anche quello in un crescendo di piacere… fino all’ultima linguata potente.
La sentì godere come stava godendo lei, scuotere tutta la sua molliccia carne pallida e si sentì la lingua inondare dal suo piacere liquido che le provocò gemiti soffocati.
Pensava che da li a poco tutto sarebbe finito, quando sentì improvvisamente e inaspettatamente un getto caldo arrivarle in bocca e sul viso, prima intermittente e poi continuo, che non cessava e lei che non si poteva muovere intrappolata sotto Elvire, con la testa tra le sue gambe, doveva riceverlo tutto in faccia.
Si chiedeva che stava succedendo che cos’era quel liquido caldo in bocca e sul viso, ma capì subito che era urina e disgustata ne avvertì il sapore. Fu percorsa da un senso di schifo, che si mischiò al piacere provato e restò ferma, impotente a riceverla come se il viso fosse sotto la pioggia a bagnarsi.
Tutto sommato era piacevole sentire l’urina calda di Elvire sulla pelle, che dal volto scendeva lungo il corpo, le dava una sensazione di gradevolezza e fremiti di piacere. La bocca aperta involontariamente si riempì e nel sputare prima di chiuderla la deglutì anche, tossendo un poco, lasciandosi poi innaffiare piacevolmente il viso da quella calda pioggia dorata inaspettata, lunga e continua, con soddisfazione.
La vecchia Elvira le aveva fatto la sorpresa pisciandole addosso.
Quando terminò, non poteva crederci, era stata pisciata in viso da un’altra donna, una vecchia e quel calore quello che aveva provato era stato anche gradevole.
“Che mi succede?” Si chiese, senza darsi risposta.
Intanto l’urina calda e dorata di Elvire finì di scorrere su di lei, le sue gambe allentarono la presa e allontanarono il sesso lontano dal suo viso, lasciandole il sapore del suo piscio in bocca, mentre alzando la gamba per togliersi da sopra lei, le ultime gocce le caddero sul viso.
Daniela restò sdraiata, ferma, stremata e affannata, mentre Elvira tirato su il busto, prendeva dalle mani di Ho Chin una asciugamano per asciugarsi.
Daniela restò li ancora un attimo, incredula dell’accaduto a trattenere ancora le emozioni di piacere provato.
“Diooo! “ Pensava delle sensazioni provate, era stato tutto così eccitante, bello e piacevole nonostante il disgusto, anche il dolore, sensazioni così fuori della sua normalità, mentre il respiro ansimante faticava a tornare normale .
Tra le gambe un lago di piacere mai provato, nemmeno con Alberto.
Ora era tranquilla con se stessa, senza gelosie e competizioni, solo serenità.
Si alzò con la testa tutta bagnata di urina, anche i capelli, Ho chin passò anche a lei una
asciugamani, si asciugò il viso e il collo. Poi si guardò la figa, era gonfia, rossa, bagnata fradicia
dalle leccate e dal piacere, aperta come mai l’aveva vista, Elvira nel fisting gliela aveva allargata bene con la sua grande mano.
“Si chiuderà?” Chiese guardando il dottore.
“La vagina e la vulva sono elastiche, comunque questo non importa se c’è l’hai larga o stretta per provare piacere, come hai visto non servono le dimensioni, ne maschili ne femminili.”
Si mise in piedi davanti allo specchio e si guardò era divaricata e slabbrata, fu presa dallo sconforto.
“Si ma io non la voglio così, non mi piace, non sono abituata a vederla in questo stato.” Disse.
“ Ti Abituerai!” Fu la risposta del dottore, proseguendo:”Ci sono altri giochini che imparerai a
fare con la tua figa e con le sue labbra vaginali.
Comunque se un giorno vorrai, assieme a un mio collega chirurgo plastico, ti ricostruiremo la
figa, dentro e fuori, ti faremo una vulvovaginoplastica che ti farà ritornare vergine come tua figlia.“ Disse sogghignando, facendo sorridere anche Elvira e Ho Chin.
L’aver sentito il nome di sua figlia tra le labbra di quel vecchio perverso, non le piacque, non
voleva che la inquinasse nemmeno nominandola.

Le dita di Elvire però la sfioravano ancora, erano lì ad… accarezzarla. La sua lingua seguiva la
pelle fino ad arrivare sul viso, alle sue labbra e baciarla, stringendola tra le sue braccia senili.
Restarono qualche minuto abbracciate, poi Elvire , facendo un segno a Ho Chin, come se fosse ridiventata vecchia all’improvviso, si fece aiutare ad alzarsi e a scendere dal letto, facendosi accompagnare in bagno.
Anche Daniela si alzò e nell’attesa che si liberasse il bagno, come ricordandoselo in quel momento chiese preoccupata al dottore :
” Perchè mi è venuto dentro?”
“Oh !!…E’ stato come tornare ragazzino, non ho saputo trattenermi dalla sua bellezza e dal calore della sua vagina. Ma mi pare che lei lasciasse fare, che le piacesse che venissi dentro?” Precisò.
Daniela rossa in viso rispose secca:“ Non vorrei trovarmi incinta!”
“Ma non prende la pillola dottoressa?… Io pensavo che una donna bella e intelligente come lei
prendesse delle precauzioni.” Rispose ridendo, continuando:”Pillola, spirale, iud!.. Niente? Non
usa nessun contraccettivo?” Chiese.
“Niente!” Rispose seria e preoccupata lei:” Per questo non sono tranquilla, forse lei mi immagina come una donna che non sono. Io sono stata solo ed esclusivamente di mio marito e ora di Alberto!”
“ E lui non le sborra dentro?” Chiese sarcastico il dottore.
“No!!” Fu la risposta decisa e irritata di Daniela:”Nessuno oltre il padre di mia figlia mi ha mai… sborrato… come dice lei, dentro.” Precisò.
“Oh su questo stia tranquilla!…Alla mia età… che vuole che fecondi!? Non sono riuscito a mettere incinta le donne da giovane e mia moglie, figuriamoci se posso farlo da vecchio. Stia tranquilla… e non sono nemmeno malato.” Aggiunse, proseguendo sarcastico:” Ma se poi fosse incinta dottoressa, io sono qui, la farei abortire, l’ho fatto fare migliaia di volte le ivg , a migliaia di donne e ragazze, sono uno dei migliori ginecologi della provincia, e lei lo sa!” Disse con presunzione.
“Non scherzi su queste cose… la prego!” Replicò seria Daniela.
“Ha ragione mi scusi, sono stato poco elegante, ma stia tranquilla, non corre nessun rischio!”
Rassicurata e vedendo ritornare Elvire chiese se poteva andare in bagno.
Ho Chin l’accompagnò.
Quando disse che voleva farsi il bidet , Ho Chin le rispose:” Non si può e lotto solo lavale in
lavandino. Doccia e bidet non funzionano sono lotti.”
Seccata si rinfrescò alla meglio e uscì.
“ Le conviene farsi vedere da me!” Sentì dire:” Cambiare ginecologo, se il suo le vedesse ora la
vagina così larga, si farebbe mille domande che lei non vorrebbe si facesse e si darebbe altrettante risposte. Io sono uno stimato professionista, la prendo come mia paziente e in tanto prenda queste pastiglie.” Disse aprendo e prendendo da un cassetto un blister di compresse.
”Quando le avrà finite gliele riscrivo, sono anticoncezionali a base di erbe, servono per
Prevenzione, per un ulteriore sua sicurezza, sono prodotti galenici, così sarà più tranquilla e inoltre quando è a casa si faccia delle lavande vaginali tutte le sere per qualche giorno, poi per il resto vedremo.”
Daniela prese il blister in mano e lo mise nella borsetta, il suo silenzio era un assenso alla
proposta del dottore. Lo aveva accettato come ginecologo.
“Si prepari che andiamo!” Sentì dire a Evire tornata a darle del lei .
“Andiamo dove?” Chiese lei stupita.
“Ma a fare un giro per la città! Alberto ci sta aspettando lo sentito ora al cellulare.” Aggiunse il
dottore rispondendo per sua moglie.
Loro erano, già vestiti che l’aspettavano.
Lei sorpresa e scocciata si vesti di fretta, si sentiva sporca senza essersi potuta lavare, sudata e con i capelli ancora bagnati d’urina, aveva paura di emanare un odore sgradevole, di puzzare e si sentiva sconcia.
Ma la serata sarebbe ancora continuata.

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