b- L’amore perverso. Cap 14 La moglie del dottore.

L’AMORE PERVERSO

 
Note:
Gemiti e mugolii in quell’intreccio di corpi le diedero una carica eccitante ancora più forte.

 
Cap. 14 LA MOGLIE del DOTTORE
(Elvire)

 
Tutto proseguì tranquillamente per molti giorni, Daniela tornò al suo lavoro da direttrice di banca e Alberto al suo di commerciante di abbigliamento.
Un giorno come aveva programmato la direzione arrivò una nuova impiegata, era stata mandata dalla sede centrale e si presentò a lei per farsi conoscere.
“Come si chiama?” Chiese Daniela quando la vide, prima di leggere il suo curriculum nell’email
riservata al pc.
“Elisa!” “ Rispose lei sorridente. Daniela la osservò con attenzione, aveva una quarantina di anni ed era di aspetto gradevole, e lei proseguì nel presentarsi :
” Mi ha mandato la direzione centrale dicendomi di mettermi a sua disposizione. Sono siciliana e da 20 anni lavoro in banca ed ho una certa esperienza e anche mio marito è un bancario, abbiamo due figli grandi, una di 20 ed una di 16 .” Disse orgogliosa.
“Però !”
Esclamò Daniela sorpresa dalla sua loquacità, chiedendo curiosa:“ Come mai qui?”
“Ci siamo spostati, siamo venuto via dal paese perchè non ci trovavamo più là, erano successi dei fatti spiacevoli verso di noi ed abbiamo preferito trasferirci qui nel nord. Solo che in Sicilia…” Proseguì:”…lavoravamo tutte e due nella stessa filiale, qui invece la direzione ci ha diviso a mio marito lo ha mandato in un altra città vicina e a me qui. “
“Si! …Sono molto seri e severi i dirigenti della nostra banca.” Rispose Daniela:” Ma basta fare il
proprio dovere con dedizione e serietà e non ci sono problemi. Le comunico che io sono molto
esigente sul lavoro.” Precisò guardandola:” E non ammetto ritardi.”
La nuova impiegata restò silenziosa, in soggezione di lei e questo Daniela lo percepì con piacere, Elisa guardò l’orologio, erano passati da pochi minuti le 8 e 15, l’orario d’apertura.
Daniela la scrutò, era una bella donna, capelli lunghi e lisci sulle spalle, color castano scuro, ben vestita con eleganza e accuratezza con capi firmati. Un trucco leggero, sobrio, ma incisivo, come lo portava lei, con un leggero rossetto sulle labbra e due perle ai lobi delle orecchie, il viso era dolce con gli occhi scuri, intensi e profondi. Aveva a tracolla una borsetta firmata Pollini, come quelle di marca che preferiva lei e questo le piacque e le fece comparire un sorriso sulle labbra.
“Bene ora vada! Le altre sue colleghe le spiegheranno tutto, avremo modo di conoscerci meglio nei prossimi giorni.” Le disse ,e si salutarono.
I giorni passarono ancora e seppur Daniela si mostrava distaccata nella sua altezzosa figura,
fasciata nei suoi tailleur da manager, la conoscenza tra loro si approfondì.
Quella nuova impiegata fu notata anche da Alberto nelle sue visite bancarie, che chiese a Daniela chi fosse :” Una nuova cassiera?”
“ Si! “ Rispose lei con un pizzico di gelosia per il modo in cui la guardava.” E’ siciliana ! Ti
interessa forse?“
“Figurati!”Rispose Alberto:” Lo guardata solo perchè è una bella donna. Ma lo sai che io amo
te!” L’abbracciò e la strinse a se.
Una mattina , una impiegata della banca con il telefono interno informò Daniela:
”Dottoressa! …C’è ancora quella ragazza orientale dell’altra volta che vuole parlare con lei.”
Questa volta Daniela si scompose meno e seppe controllare il suo disagio e la sua ansietà dicendo:
” La faccia aspettare! Quando sarò libera la farò entrare.”
“Ho Chin attese più di un quarto d’ora seduta davanti al suo ufficio, poi Daniela stessa aprì la porta e la invitò:
” Entri!… Mi scusi ma ero impegnata al telefono. Ha bisogna di me? “ Chiese con un aria altezzosa e arrogante.
“ Il signol dottole ha detto che questa sela è invitata a casa sua pel una cena. Di essele puntuale alle venti e di venile da sola e deve essele molto elegante.” Annunciò la cinesina guardandola negli occhi con un sorriso malizioso.
“Che cena ?” Chiese Daniela infastidita.
“Io non sapele!” Rispose Ho Chin.
“Già tu non sai mai niente nemmeno quando sai… sei solo una fedele servitrice.” Rispose seccata dandole del tu in modo dispregiativo e trattandola con inferiorità, mentre lei la guardava con un sorriso sulle labbra.
“Va bene!…Le dica che le farò sapere.” Disse avvicinandosi alla porta come a invitarla ad andarsene.
Ho Chin si alzò .
“Ora arrivederci!” Le disse Daniela e gliela aprì facendola uscire.
Preoccupata avvisò subito Alberto che andò nel suo ufficio, dicendole:
“Il tuo amico medico vuole che vada a cena da lui, a casa sua e da sola!! Capisci!! Ma che intenzioni ha? Per chi mi ha presa? Se pensa di rifare tutte quelle porcate e depravazioni dell’altra sera si sbaglia! Non ci vado, men che meno poi da sola.”
Alberto cercò di calmarla:
“Su! Non iniziare ad essere agitata, in fin dei conti ti ha invitata solo acena. Non ha mica detto che vuole fare qualcosa con te!” Rispose.
“Già! Ma conoscendo quel vecchio depravato, non mi stupirebbe che avesse intenzione di rifare quello che ha già fatto.“
“Ma tu vai alla cena! Se poi lui vorrà fare qualcosa che non sei d’accordo, non la fai, gli dici che io non voglio, di chiamarmi o puoi farlo tu con il tuo cellulare.”
“Non so!” Rispose:” Tutte le volte che ti ho cercato e ho avuto bisogno di te non c’eri, o non sei intervenuto! E tutte le volte che mi invita a casa sua mi inquieta e poi devo dire a quella
piccola depravata gialla di non venire più in banca a cercarmi. I miei impiegati si chiedono perché viene qui e che rapporti abbia con me?!”
Alberto prese il telefono fisso dalla scrivania e lo chiamò. Il dottore lo rassicurò, mentre lei sentiva tutto con il viva voce :
“ Dica alla sua futura signora che non ha niente da temere, che sarà una normalissima cena e che non farà niente che non vorrà fare.” Daniela ascoltava vicino ad Alberto.
“Le sembrerà strano, ma sarà solo esclusivamente una semplice cena.”
Parlarono ancora e poi riattaccarono.
“ Hai visto? Non ha nessuna intenzione di fare niente contro la tua volontà.”
“Già! Quell’essere immondo è capace anche di drogarmi per raggiungere i suoi scopi.” Aggiunse lei diffidente e incattivita.
“ Oh bè!! …Fa un po’ come vuoi!” Esclamò Alberto allontanandosi verso l’uscita.
Daniela resto sola e pensosa un attimo, poi prima che uscisse lo chiamò:
“ Alberto vado!… Ci vado! Ma se ha intenzione di fare qualcosa scappo via o ti chiamo con il
cellulare, tu tienilo acceso.”
Alberto sorrise non visto da lei:
“ D’accordo, ma stai tranquilla che non succederà niente.” Le ripetè.
Quella sera Daniela si preparò come le altre volte, nonostante la contrarietà lo fece con un pizzico di civetteria ed eccitazione, Su consiglio di Alberto indossò le sua lingerie migliore e si vestì in modo sensuale ed elegante, molto appariscente, ma questa volta molto più misurata delle precedenti, con un vestito a girocollo come la sua collana dorata e la schiena coperta dal tessuto, chiusa da una lunga cerniera che dal collo arrivava ai glutei.
Alberto l’accompagnò sotto il portone d’entrata, come un magnaccia accompagna la sua puttana a battere.
Lei scese dalla macchina dopo essersi scambiati un bacio, fece ancora pochi passi e si voltò a
guardarlo, con la speranza inconscia che l’avrebbe fermata, invece lui la guardò, inserì la marcia e partì veloce.
Daniela conosceva la strada essendoci già stata. Suonò il citofono che senza che nessuno rispondesse con un clack metallico si aprì il portone. Entrò nell’atrio stretta nel suo soprabito, chiamò l’ascensore e salì al piano.
Accese la luce delle scale che si erano spente, conosceva già dov’era la porta del dottore. Restò
ferma davanti ad essa in silenzio per qualche minuto a pensare a se stessa e a cosa c’era dietro la porta, la luce della scala si spense di nuovo e lei la riaccese e suonò.
Le aprì Ho Chin sorridente e vestita da domestica, abito scuro con grembiulino bianco ricamato e la velina a cerchietto in testa.
“Buonasela signola !” Disse con un mezzo inchino facendola entrare e prendendo il suo soprabito.
“La stanno aspettando!” Esclamò.
“ La stanno?…” Pensò…” E quanti sono? …Se è qualche trucco di quel vecchio perverso, giro e me ne vado subito.”Riflettè preoccupata.
Ma vide il dottore sorridente andargli incontro ed esclamare:” Venga!”
Entrò nel soggiorno e notò una signora seduta sulla poltrona.
Restò sorpresa a vedere quella donna anziana in casa.
“ Venga dottoressa ! “ Ripetè il Dottore:” Le presento mia moglie!” Disse lasciandola stupita.
“Sua moglie?” Pensò Daniela incredula: ”E’ sposato?”
Tutto avrebbe immaginato ma non che fosse sposato e con una donna così graziosa e tranquilla, per bene almeno in apparenza.
“Mia moglie è francese, ma va e viene ed è da 40 anni che è qui in Italia, da quando finita l’università ci siamo sposati.”
Lei si alzò mostrando completamente la sua figura elegante.
“Ma prego si accomodi!” La invitò il dottore facendola passare vicino a lei.
Daniela la osservò, era una donna alta, magra e appena formosa nella sua magrezza, pallida da sembrare quasi esangue, con un lungo vestito blu scuro a maniche lunghe, aperto sul petto dove mostrava il brillare di una collana preziosa, evidenziando il suo corpo senile in modo elegante, mostrando solo la punta di un paio di scarpe nere. L’abito le arrivava ai piedi e le copriva tutto il corpo , facendola sembrare più magra e più alta, lasciando poche parti scoperte.
Aveva mani curate, con dita secche, lunghe e sottili che terminavano con unghie perfette, vistose e laccate chiare, abbellite da anelli sgargianti e di valore. Sul dorso pallido, sottocute si intravedevano vene azzurre in superficie e in alcuni punti sulla candida pelle si mostrava l’inizio del lentigo senile, con chiazze marroncine isolate, di forma tondeggiante.
Oltre che sulle mani, il lentigo si notavano anche sul decolleté tra il brillare della collana e qualcuna traspariva anche sul viso altero.
Portava i capelli corti, di un grigio che sembrava argento, ben curati e pettinati che le mostravano un collo superbo, da cigno.
Il viso appena truccato , mostrava le rughe degli anni, anche se ben nascoste dal lifting e dalla
cosmesi. Due grossi orecchini pendenti le brillavano ai lobi, facendo pandan con la collana e i suoi occhi freddi color del ghiaccio, come i due grossi anelli di preziosi che aveva alle dita , lunghe e magre
Lineamenti molto belli e regali nonostante l’età.
” Da giovane deve essere stata una bellissima donna:” Pensò Daniela guardandola con attenzione. Il trascorrere del tempo inesorabile aveva indotto dei cambiamenti sul suo volto .
La cute era assottigliata e probabilmente era diventata poco elastica .
Si notava dalla sua lucentezza e splendore che faceva uso di tecniche di medicina estetica e di
sostanze atte a ridurre notevolmente gli inestetismi. E non stupiva il pensare, vista la luminosità e levigatezza della pelle in certi punti, che avesse fatto ricorso al lifting per ridurre rughe e solchi della mimica facciale, ricevendone uno sguardo severo ed altezzoso su tutto quello che osservava.
Lo stesso per il collo, lungo e superbo, come quello di Daniela, ma ricco di pliche cutanee
essendo la pelle del collo molto sottile e delicata e prima parte del corpo che con l’avanzare dell’età cede perdendo elasticità, lasciando quel svigorimento molle il collo raggrinzito e antiestetico. Spia inconfutabile dell’età.
Osservandola le veniva in mente sua madre, avranno avuto più o meno la stessa età, 65-70 anni, ma erano molto differenti fisicamente e interiormente.
“Mia moglie Elvire ! “ Disse il dottore presentandogliela, mentre lei ricambiava:“ Piacere
Daniela !” Stringendole la mano.
Elvire le si avvicinò e appoggiandole amichevolmente la mano sulla schiena ed esclamò: “Venga cara! La cena è quasi pronta e tra non molto la nostra domestica cinese ci servirà a tavola. “ Aggiungendo:” Mio marito mi ha parlato molto di lei!” Guardandolo negli occhi in segno di complicità.
Daniela si chiedeva se davvero quella donna sapesse cosa le aveva fatto il marito, e se si , non ne era minimamente turbata, ma anzi sembrava divertita.
“ Lo sa che anche mia moglie è una dottoressa come lei!” Aggiunse il Dottore precisando:” No!
…Non in economia e commercio , ma in biologia. E’ una ottima biologa che ha lavorato nei più
importanti laboratori di ricerca biologica ed ha pubblicato su le più importanti riviste scientifiche internazionali.”
Evire fece un cenno con la mano , come a minimizzare quello appena detto dal marito, ma su Daniela ebbe un effetto di ammirazione , di rispetto e reverenza per quella donna.
Anche Daniela era molto bella, vestita in modo serio, elegante e appariscente, ben truccata e
abbellita dai suoi gioielli, da farle invidia e non c’era paragone in fatto di bellezza.
Si accomodarono a tavola e cenarono, con Ho Chin che serviva loro i pasti, erano in tre , anzi in
quattro con quella serva gialla.
Cenando si sentiva osservata da Elvire, scrutata nel corpo e sul viso e le creava imbarazzo questo suo osservare freddo, con sguardo altezzoso e superbo, di chi analizza le forme e le espressività degli altri.
Dopo la cena passarono in soggiorno, seduti nel divano e nelle poltrone a discutere e a bere il
caffè .
Ho Chin arrivò con il vassoio, tre tazzine e la zuccheriera, lo posò sul tavolino e ne porse una al
dottor Angelo, una a Daniela , ma era in difficoltà ad arrivare a madame Elvire per via del
tavolinetto tra loro. Ma non sapeva Daniela che il sedersi in quel modo era un particolare studiato appositamente e lei alzandosi un poco, gentilmente prese la tazzina e la passò a madame , che la osservò compiaciuta mentre si chinava leggermente quasi in modo referenziale, risedendosi subito quasi di fronte a lei accavallando le gambe inconsciamente, sorseggiando il caffè , sempre osservata.
Sembrava una serata normale, tutta tranquilla, ma non si fidava, conosceva il dottore e
sembrava la quiete prima della tempesta.
Le rendeva sicurezza la presenza della moglie, come se fosse un deterrente per la sua perversione.
“Premetto che siamo una coppia aperta noi!” Esclamò madame Elvire.
” Io e mio marito, siamo molto aperti mentalmente e anche se non abbiamo avuto figli, ci amiamo ancora come i primi anni del nostro fidanzamento.” Le disse.
“E’ la mia maledizione purtroppo!!” Intervenne il dottore:” Ho fatto nascere migliaia di bambini e non ho potuto avere questa gioia da mia moglie, la donna che amo .” Mormorò.
“Oh …mi rincresce!” Disse sinceramente dispiaciuta Daniela.
“Non importa!” Proseguì Evire:” Abbiamo superato quel problema, ma parliamo un po’ di noi ora!”
E facendo restare Daniela sorpresa iniziò a parlare liberamente con calma e tranquillità:
“ A me essendo bisex, piace anche il sesso femminile… .” Disse. “Mio marito è etero ma gode nel vedermi mentre vengo posseduta da altri uomini o quando mi intrattengo con qualche amica, ed è sempre pronto ad intervenire se colei che si intrattiene con me
gradisce anche le sue attenzioni.” Daniela era meravigliata da quelle parole e da tanta sincerità nell’esternarle.
Per un attimo vide in loro, lei ed Alberto da vecchi .” Diventeremo così anche noi? “ Pensò
impressionata da quella coppia.
Ma Elvire proseguì:
“Anch’io godo mentre l’osservo quando mio marito possiede carnalmente un’altra donna.
Ha ancora delle erezioni soddisfacenti, sia naturali, che artificiali, ma questo non importa è solo un dettaglio, ci sono mille modi per possedere e fare godere una donna.” Esclamò.
“Predilige le ragazzine, le giovanette che hanno quasi 50 anni meno di me!” Puntualizzò con la
smorfia di un sorriso freddo e d’invidia per loro. Continuando:
“Anche se si fatica alla nostra età ad essere attivi fisicamente e si preferiscono altri tipi di piaceri, più cerebrali, come Angelo le avrà già mostrato.” Dichiarò. Precisando subito:” Non che non riesca sessualmente, anzi ha una buona erezione come ha potuto constatare anche lei stessa.” Aggiunse facendo arrossire Daniela e rendendola convinta che quella donna sapesse tutto di quello che aveva fatto con lei.
“ E nemmeno che io a 67 non goda più a chiavare con un uomo! Certo a questa età ‘c’è secchezza della vagina, perdita di elasticità e altre cose, ma le assicuro che con un buon lubrificante e l’uomo giusto si può avere ancora l’orgasmo.”
Daniela era sbalordita dalle parole di quella donna. Perchè le faceva quei discorsi , dove voleva
arrivare ?
“Ma tornando a noi!“ Continuò:” Angelo mi ha detto di essere restato molto colpito dal suo
corpo maturo e meraviglioso!” Pronunciò imbarazzandola.
Era colpita dal parlare di quella donna, ma anche affascinata dalla chiarezza, diceva le cose con molta sincerità, senza girarci attorno, ma anche con molta eleganza e senza volgarità.
Si sentiva turbata da lei, dai suoi sguardi e dal suo parlare, un fremito le percorse il corpo ascoltandola.
Forse per la situazione ambigua in cui si trovava o per il vino francese bevuto oltre il limite o per lo sguardo penetrante di Elvire, Daniela si sentiva accaldata. Posò la tazzina sul piattino
pronunciando: “ Che caldo che fa! “
“Si! “Rispose il dottore sorridendo:”Siamo quasi in estate!… Si tolga qualcosa, così sentirà più
fresco.” Daniela fece finta di non aver sentito, ma l’espressione sul viso del dottore le fece capire che bramava dal desiderio di spogliarla e di metterle le mani addosso, mentre sua moglie Elvire gli invia sguardi di approvazione.
“Provò un’eccitazione strana, quasi morbosa ad ascoltare quei due vecchi, a vederli sorridere in modo sibillino con sguardi di intesa, scrutandole il corpo.
Tutto questo inaspettatamente le fece venire un eccesso di calore al basso ventre, agendo sui suoi capezzoli sensibilissimi, che sotto il tessuto decorato del reggiseno, diventarono dritti e durissimi.
Un sorriso del Dottore le fece intuire tutto, il suo sguardo le fissava il petto senza pudore, davanti a sua moglie, inumidendosi le labbra con la lingua in un atto di libidine e non perchè sporche di caffè.
All’improvviso si alzò, come era suo solito fare, girò dietro la poltrona di Daniela e sotto lo
sguardo fermo e compiaciuto di sua moglie Elvire, mettendosi dietro di lei le accarezzò il collo e tirando giù la cerniera infilò le mani sotto il vestito, accarezzandole la schiena, portandole poi davanti a frugare sul seno. Sentendo i suoi capezzoli duri e già eccitati pronti a ricevere e dare piacere.
Daniela imbarazzata non seppe reagire, mentre lui continuava a frugare manipolando le sue
mammelle dentro le coppe del reggiseno, mentre sua moglie Elvire comoda, condividendo i suoi gesti osservava.
“ Che fa dottore?” Chiese sconcertata per la presenza di sua moglie .
“ Su!… Le ha già mostrate tante volte, ora le mostri anche a mia moglie, che è curiosa di
vederle. Non si vergognerà mica di un’altra donna?” Rispose lui aggiungendo:“ Mia moglie non si scandalizza, gliela detto che è di mentalità aperta.”
Poi senza dire nulla, le tirò giù la cerniera dell’abito fino a dove la sua posizione da seduta lo
consentiva, tirandole giù le spalline del vestito sulle braccia assieme a quelle del reggiseno, sganciandolo dietro e tirandole fuori a piene mani le mammelle morbide, calde e pallide,
lasciandole libere sul torace sotto lo sguardo attento di Elvire che le osservava piacevolmente.
Sentì dire:
“Venga dottoressa, mostri anche a mia moglie le sue bellezze e lasci che le ammiri e desideri, e
non solo sessualmente ma nella sua matura bellezza estetica e perfezione.”
Così dicendo la tirò su per un braccio, obbligandola ad alzarsi e a mettersi in piedi . Sfilando
completamente dalle sue mani le maniche del vestito assieme alle spalline del reggiseno, tenendolo tra le dita, annusandolo e poi gettandolo ai piedi della moglie, lasciando cadere il vestito di Daniela sul ventre, mostrandola a dorso nudo. E spinta qualche passo indietro per meglio visionarla, sotto lo sguardo di quella vecchia signora alla luce della lampada laterale, la esibì.
Ma c’era qualcosa di strano quella sera, Daniela non pativa quegli atteggiamenti e quelle
imposizioni dolci, ma anzi ne era passivamente eccitata.
I tacchi e l’aderenza dell’abito le facevano sporgere le natiche in maniera indecente.
Elvire la scrutava dal basso, sprofondata nella poltrona, come se Daniela l’affascinasse.
“Venga! Facciamo il giro della stanza .” Esclamò il Dottore , proseguendo:” Faccia vedere
A mia moglie quanto è bella ed elegante, ha un seno regale e un sedere molto attraente.” Continuando a parlare:
“Adesso cammini per la stanza, faccia un pò di passerella. Su!!” La esortò.
Fecero alcuni passi, un mezzo giro del salotto, lui tenendola con la mano alzata, mentre lei
barcollante e ancheggiante sui tacchi oltre che a mostrarsi ed esibire il suo magnifico seno, si
appoggiava a lui.
Il suo sguardo era fisso sui movimenti delle mammelle che davano l’impressione di lei, come se lo stesse offrendo.
Messosi dietro il dottore tirò giù improvvisamente l’abito, spingendolo con forza e lasciandolo cadere ai piedi.
Daniela si trovò senza vestito, davanti a quella vecchia ,seminuda, solo con lo slip con pizzo e calze autoreggenti e questo la imbarazzava ma la eccitava anche.
“ Ha un bel corpo maturo:”
Esclamò Elvire, facendo un cenno al marito nel vedere le sue mammelle nude, più piccole delle sue , ma ben consistenti e gonfie, con già i capezzoli eccitati e duri, risvegliando in lei il suo lato bisex
Turbata ed eccitata, Daniela intuì dagli sguardi di Elvire, il suo desiderio di toccarle il seno.
Il dottore sorrise conoscendola bene e questo fece scattare in lei il desiderio di accarezzarla.
Alzandosi non senza fatica dal divano, appoggiandosi allo schienale con la mano, si avvicinò e si portò davanti al suo seno gonfio e la guardò negli occhi.
Daniela eccitata non disse nulla era ammutolita nel vedere quell’anziana donna davanti a lei che la scrutava in modo morboso. Conoscendone i gusti sessuali, provò una sensazione di desiderio e repulsione verso lei.
Ma Elvire abbassando il capo le baciò e leccò il capezzolo facendola fremere e facendolo
inturgidire ancora di più sotto le sue linguate. Lo strofinò sulle labbra, lo baciò e le leccò la mammella con desiderio, tutto sotto lo sguardo del dottore impassibile e libidinoso.
Daniela ebbe un momento di sussulto a quelle linguate:
” No!…La prego signora. Questo no! Che fa?!“
Esclamò per reazione, ma le piaceva la sua lingua piccola, dolce e senile sulla pelle, sulla areola e sul capezzolo, più di quella di Alberto, del Dottore o di Ho Chin.
“Nooohh!”
Sussurrò pensando a sua madre, che poteva benissimo esserla quella vegliarda che si
allattava al suo seno ciucciandole il capezzolo.
Elvire allungando il braccio, le cinse la vita con esso e la tirò a se.
Daniele era passiva, non sapeva come reagire, avrebbe voluto fuggire ma non ci riusciva, era tutto perversamente dolce quello che avveniva.
A sentire la sua lingua, le sue labbra e le sue mani su di lei, provava sensazioni inebrianti, che non avrebbe voluto, ma le piacevano e non ebbe la forza di scacciarle via.
Mentre Elvire infilava la mano tra il suo seno e le accarezzava le mammelle, socchiuse gli occhi e si lasciò andare.
Mai avrebbe pensato in vita sua di provare piacere a farsi accarezzare da una donna e vecchia per giunta.
Si lasciò toccare provando una meravigliosa sensazione e fu subito preda della sua bocca
Insaziabile, che leccava vogliosamente con brama il suo seno.
Abbassando lo sguardo, vedeva sul torace la sua testa coperta di capelli argentati e sentiva un
profumo intenso. Era vittima delle sue sensazioni e le piacevano, non aveva la volontà di staccarla dal suo corpo.
Capì troppo tardi che non era il dottore il pericolo quella sera, ma lei … .
Sentì le unghia lunghe delle sottili dita scorrere sulle autoreggenti, come a graffiarla salire fino al minuscolo slip scostandolo.
Un ondata di piacere la pervase, diverso da quello provato finora, era così dolce e aggressiva allo stesso tempo quella donna, come un uomo non è capace di esserlo.
Quella vegliarda mano, preso per il bordo dello slip, lo tirò giù lasciandolo cadere sulle
Scarpe, lasciandola solamente con le autoreggenti.
Nel contempo il Dottore da dietro iniziò a baciarla sul collo e a stringerla sulla vita, mentre sua
moglie abbracciandola, abbassò le braccia, accarezzandole le natiche e succhiandole i capezzoli come se si allattasse.
La sua mano desiderosa si posò sulla figa liscia e depilata, che ben conosceva già suo marito.
“Brava! “ Esclamò Elvire: “Vedo che ha seguito le indicazioni di mio marito e pratica anche lei la depilacion, come noi francese . Vedrà le insegneremo tante altre belle cose.” Le disse.
La sua figa era bagnata ed Elvire sentiva i suoi umori vaginali sulle dita, mentre lei sospirante si lasciava titillare il clitoride turgido anch’esso, desiderando le sue carezze e manipolazioni.
Era prigioniera dei due vegliardi delle loro lingue e delle loro salive, sul suo corpo e sulle labbra, ma era anche tutto dolce e piacevole.
La toccarono, la baciarono, la leccarono e la succhiarono per un po’, come ad estrarre con la loro aspirazione, la sua giovinezza e la bellezza dal suo corpo per trasferirla nei loro.
Lo fecero per un po’, poi vedendo che si era lasciata andare, decisero che era il momento giusto e con un cenno Ho Chin pronta gli sfilò dai piedi le scarpe togliendole lo slip e rimettendogliele subito. A seguire spostò il tavolinetto e anche lei baciandola e accarezzandola la portò verso il divano.
Daniela in un momento tra la piacevolezza, senza rendersene conto, si ritrovò sdraiata e
stretta a loro.
La cinesina spense tutte le luci, lasciando accesa solo la lampada che dava chiarore su di essi e
mettendosi in penombra con una telecamera iniziò a riprendere tutta la scena.

Daniela era completamente nuda, con solo le autoreggenti, volevano che le tenesse.
I corpi erano avvinghiati, le braccia intrecciate mentre percepivano l’inizio di un piacevole
sottofondo musicale.
A turno, senza smettere di staccarsi da lei si spogliarono anche loro, Elvire tolse il suo lungo vestito e suo marito l’abito che indossava.
Le mani di Daniela vennero guidate da Elvire sul cazzo già eretto del dottore, e si impadronirono della sua asta pallida, decisamente durissima dall’eccitazione non si
sa quanto reale o artificiale.
D’istinto, a occhi chiusi iniziò a muoverlo, a masturbarlo lentamente come piaceva fare a
lei, facendo scorrere indietro il prepuzio e scappellandolo completamente.
Il suo glande era grosso, grigio e palpitante al contatto delle sue dita.
Accompagnata sul capo dalla mano d’Elvire, ,si sentì spingere con la testa su di lui, Daniela non riuscì ad opporsi e iniziò come aveva già fatto in precedenza a leccare quell’asta pallida e senile sul frenulo, facendolo fremere e lasciando scorrere la lingua fino testicoli per poi risalire su e ritornare a leccare il glande. Sempre accompagnata dalla mano dolce e perversa di Elvire.
Lo aveva già fatto, il dottore le aveva detto che era una brava pompinara e ora presa
dall’eccitazione lo stava rifacendo, come a volerlo dimostrare a lui , ma anche a sua moglie e le piaceva farlo, segno che stava cambiando davvero.
Gemiti e mugolii in quell’intreccio di corpi le diedero una carica eccitante ancora più forte.
” Succhiami il cazzo! Fammi un bel pompino, su troia!” Esclamò il dottore eccitato.
Non si offese di quella parola, forse consapevole di esserlo diventata davvero e docile e ubbidiente voltò il capo posizionando la testa tra le sue gambe.
Il dottore guardava la sua testa muoversi, ormai partecipe senza bisogno della spinta di Elvire e sentiva la sua lingua calda sul glande.
Daniela sentì la cappella entrare nella sua bocca, ed iniziò eccitata a succhiarla senza vergogna, a strusciarla sulle labbra, a donarle le sue linguate poderose e ubbidire alla sua eccitazione lasciandosi andare alle braccia e alle voglie di quella perversa coppia senile.
Il sesso del dottore era duro tra le labbra di Daniela, che seguiva il ritmo accompagnata non più dalla mano di Elvire sulla nuca, ma dalla sua, facendoglielo indurire sempre più assaporandone la consistenza che nonostante l’età era ancora viva.

 
Nota dell’autore:
La pubblicazione dei racconti , le storie e le confessioni erotiche del blog, verranno sospese e non pubblicate nel mese di Agosto, riprenderanno dal 1° Settembre con il proseguo di quelle iniziate e l’inserimento di altre inedite.
Buone vacanze.

Immoralexx

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