b- L’amore perverso. Cap 13 Amore e desiderio.

L’AMORE PERVERSO.

Note:
”Togliti lo slip!” Le sussurro:” Voglio amarti!”
“Toglilo tu !” Rispose maliziosa Daniela sorridendo quasi provocatoriamente.

Cap. 13 AMORE  e DESIDERIO.
(Il piacere del peccato )

Il mattino dopo si svegliò tutta intontita per le gocce prese e il poco sonno, ancora in preda ai
pensieri inquietanti della notte e ancora incredula di quello che le era accaduto.
Era rabbiosa, c’ è l’aveva con tutti, ma soprattutto con se stessa e Alberto per aver accettato di far parte dei suoi turpi giochi e sapeva che oramai non poteva smettere ma solo andare avanti finchè tutto non sarebbe finito, fino a quando quel medico perverso si sarebbe stancato di lei o l’avrebbe sottomessa completamente.
Si girò verso Alberto irata, anche lui sveglio, incontrando i suoi occhi ancora addormentati e il suo sorriso, lui era felice della condizione che faceva vivere alla sua amata, la sua futura moglie , come le diceva lui coccolandola.
Per un attimo lo scrutò fissandolo, non sapendo se amare o odiare l’artefice di quella sua
trasformazione.
Provava amore e rispetto per lui, ma quella mattina era velato dall’odio.
Alberto le diede un leggero bacio sulla spalla mormorando:
” Dormito bene amore? Mi sembri arrabbiata , hai il muso questa mattina?” Sembrava che lo facesse a posta prenderla in giro.
Avrebbe voluto rispondergli con un:“ Vaffanculo bastardo!”… Avendo ancora la sua voce nelle
orecchie.
Ma non lo fece, sorrise e lui continuò:
“Spero che la notte ti abbia fatto riflettere e razionalizzare i pensieri… vedo che ti stai già
inserendo nel tuo nuovo ruolo. Il dottore ieri mi ha detto che sei stata molto brava e si è
complimentato.… ”
Uno sguardo di disprezzo lo investì.
“ Con quello che mi ha fatto quel bastardo! Ha da che complimentarsi … quel depravato.” Esclamò indignata continuando:
“ E poi mi sento a disagio a parlare di queste cose al mattino presto. Per favore!… Non voglio
sentire parlare di lui. ” Disse alzandosi dal letto e dirigendosi verso il bagno.
E mentre era dentro a lavarsi, dietro lei sentì aprire la porta e udì dire ad Alberto:
“ Non prendertela! E’ come passare degli esami e tu ogni volta sei promossa, sei brava!”
Notando con la coda dell’occhio che si avvicinava esclamò dura:
“Resta lì!… Mi sto facendo il bidet e non voglio che mi guardi mentre faccio queste cose, almeno in casa nostra un po’ di rispetto e di riservatezza per favore … .”
Lui sorrise e si avvicinò prendendola da dietro sotto le ascelle e tirandola su dal bidet,
e ruotandola a se le infilò all’improvviso la lingua in bocca in un lungo bacio appassionato, che lei nonostante i propositi rabbiosi ricambiò, mentre l’acqua del bidet continuava a scorrere e la sua figa era piena di schiuma.
Ad Alberto piaceva e lo eccitava quella sua pudicizia profonda, quell’accanirsi a restare una donna normale, per bene, anche se lei sapeva benissimo che non lo era più.
Fece scendere la mano sul suo sesso bagnato ed eccitato, senza che lei lo impedisse.
Daniela si chiedeva perchè nonostante tutto quello che le facesse fare non riusciva a staccarsi da lui e lo amasse ancora, benchè le sue idee e gli atti perversi verso di lei che le faceva subire la umiliassero.
“ Mi ha infilato tutta la mano dentro quella bastarda gialla!” Sussurrò abbassando gli occhi ,
umiliata .
“ E non è più come prima, la allargata molto con il suo pugno dentro la vagina e mi vergogno, me ne accorgo soprattutto quando mi lavo, l’acqua entra, ma non viene più trattenuta dalle labbra vaginali quando stringo, ma esce subito spontaneamente.”
Alberto rise di quella confidenza e la strinse più forte a se :
” Non importa come tu abbia la figa amore, anzi per continuare questi giochi devi essere iniziata ad averla bella larga. Ma non preoccuparti, la vulva si dilata ma poi torna come prima….e poi c’è uscita tua figlia Sabrina che era molto più grande di una mano cinese e della dita unite di un uomo…” Rispose sorridendo cercando di tranquillizzarla.
Dopo la notte a casa del dottore, i rapporti tra loro si erano raffreddati .
Daniela tornò al lavoro e alla famiglia. Alberto capì che forse il dottore si era spinto troppo
essendo lei una novizia a questo genere di cose e cercò di riaccenderla con il suo amore.
Lei entrò in crisi con se stessa, arrabbiata, non poteva darsi pace di aver fatto la cagna e abbaiato anche, e non capiva, perchè avesse goduto di quelle perversioni delle frustate e di quell’uomo che gliele dava. Che lei godesse non poteva accettarlo, significava che
le piaceva ed era quello che l’umiliava di più e sapeva che ne era a conoscenza anche Alberto.

Passarono molti giorni, non parlando del fatto, lei cercando di rimuoverlo e lui sperando che lo metabolizzasse per sempre nella mente.
Una mattina si svegliarono presto, verso le sei, era da qualche giorno che non facevano sesso, non perchè Alberto non volesse, ma perchè lei era stata mestruata e rigorosamente rifiutava di farlo in quella condizione.
Alberto, iniziò a coccolarla e a sussurrarle parole d’amore con una voce dolce e profonda,
baciandole la schiena e il collo. Lei girata di spalle lo lasciava fare, nel dormiveglia era piacevole sentire le sue mani che scorrevano sopra e sotto la sua camicetta di seta da notte, frugando e tirandola su. Le piaceva.
Improvvisamente sentì dire a voce alta :” Buongiorno amore!” Passò qualche secondo e:
“Buongiorno!” Rispose assonnata .
“Che ora è?” Chiese lei.
“ E’ presto!” Rispose Alberto, continuando ad accarezzarla.
“Sei bellissima amore! “Esclamò: “Hai una pelle stupenda, pallida come la porcellana e morbida come il velluto, ed è tutta profumata e mi piace accarezzarla.”
” Si!… Anche a me piace che mi accarezzi, ma se non la smetti comincio ad eccitarmi.” Rispose
Daniela sorridente con un tono assonnato.
Era allegra quella mattina, si era svegliata bene.
Lui non si aspettava una risposta simile e continuò, scendendo con le mani a tirare su la camicetta da notte, iniziando ad accarezzarle il sedere e il retro delle gambe nude e infilando la mano tra loro , la tirò su e la portò sul suo slip.
Ci fu un attimo di silenzio, un attimo bellissimo che sembrò durare una eternità, poi Alberto con tenerezza e delicatezza, prese la sua mano fra le sue e lentamente la portò sulle sue labbra
baciandola.
Lei lo lasciava fare assonnata e maliziosa.
“Fammi un pò di posto vicino a te che vengo lì ! …Sopra la tua parte di lenzuolo” Sussurrò con
voce calda Alberto .
Lei sorrise e spostandosi un poco sempre dandogli le spalle lo lasciò avvicinare, diventando unendosi quasi aderenti. Lui con molta dolcezza le pose la mano sui capelli e iniziò ad accarezzarli, a tirarli su e lasciarli cadere sulla spalla, a infilare le dita fra di loro massaggiandole il cuoio capelluto dandole piacevolezza. Con le sue forti braccia la ruotò verso se , con il viso davanti al suo e iniziò baciarla, in un lungo bacio passionale.
Subito Daniela serrò le labbra, non che non volesse essere baciata da lui, ma non le piaceva essere baciata in bocca al mattino prima che si fosse lavata i denti, aveva timore del suo alito mattutino sgradevole, ma all’insistenza della sua lingua fra le labbra le aprì ricambiando passionalmente il bacio.
“Stai ferma che ti allargo le gambe.” Disse Alberto infilando le mani tra loro e arrivando con le
dita allo slip, mettendole sotto e accarezzandole le labbra vaginali.
Daniela ebbe un fremito .
“Voglio penetrarti con la lingua… gustare il tuo sapore e sentire la reazione dei tuoi i muscoli
stringerla… e continuare a leccarti fino a che non dirai basta!” Bisbigliò.
Lei sorrideva in silenzio eccitata, le piaceva quando Alberto era così dolce con, era l’alba e
iniziava a schiarire e nella penombra mattutina i visi non si vedevano ancora completamente nella loro forma e nelle espressioni.
”Togliti lo slip!” Le sussurro:”Voglio prenderti e amarti!”
“Toglilo tu!” Rispose maliziosa Daniela sorridendo quasi provocatoriamente.
Alberto non se lo fece ripetere, si mise in ginocchio davanti a lei, con il lenzuolino leggero di copertura sulle spalle come un mantello e portatosi avanti con le braccia, preso l’elastico sui fianchi, le tirò giù alle ginocchia e alzandole le gambe in aria le tirò su alle caviglie e gliele sfilò, mentre Daniela rideva eccitata e divertita di giocare a fare l’amore con lui..
Nella penombra, Alberto vedeva la figa depilata, gonfia e palpitante che lo attendeva.
Preso dal desiderio le allargò le gambe, si chinò portandosi dietro il lenzuolo che li coprì tutte e aumentando il caldo e l’afa tra loro due e posò le sue labbra sulla figa, iniziandola a baciare.
Daniela lo fermò subito stringendo le cosce.
” Mi devo lavare!… Devo fare il bidet, sono sudata!” Esclamò.
“Non mi importa!” Rispose lui, continuando a baciarla e iniziando a leccarla:” Mi piace così! Te
la laverò io con la lingua e la saliva!” Mormorò.
“ Stupido!” Esclamò lei sorridendo, dandole uno schiaffetto sul capo:” Non si dicono queste
cose.”
Sembravano due giovani innamorati che giocavano nel fare l’amore.
Tutto quello successo la settimana prima, sembrava dimenticato o mai vissuto, in quel momento erano solo loro, Alberto e Daniela, due innamorati.
Daniela accalorata si lasciò andare al suo amato e allargò di più le gambe e lui sdraiato tra loro, con il torace sul lenzuolo e con le sue lunghe gambe che uscivano dalla parte inferiore del letto, iniziò a leccarle la figa mentre lei elettrizzata appoggiava le mani su i suoi folti capelli.
” Voglio berti! “ Farfugliò Alberto leccandola:” Così brava rilassati e lasciami fare.” Aggiunse.
Daniela sentì il caldo umido della sua lingua, passare sulle labbra vaginale e il clitoride, leccandole anche gli inguini come a succhiarli, a volerli mangiare. La stava facendo godere e impazzire di piacere .
“ Devi rasarti!”Mormorò Alberto con le labbra sbavate di saliva.
” Si sente l’inizio della crescita dei peli che pungono la lingua.”
“Lo so! “ Rispose lei:” Per questo volevo andare in bagno prima.”
“A rasartela?” Domandò.
“ Anche! “ Rispose lei.
“Come me !” Continuò lui:” Che mi raso tutte le mattine il viso?”
“Stupido! Scherzi sempre tu! ” Le disse battendole la mano fra i capelli: “ Perchè è fastidiosa la
ricrescita, da prurito.”
“ Perchè non fai l’epilazione permanente con il laser, ti resterà per sempre depilata senza il
fastidio quasi giornaliero di rasarla. Sono molte le donne che lo fanno.” La sollecitò lui.
“Ci penserò!” Rispose lei ridendo e dopo quella breve parentesi interlocutoria, Alberto chinò
nuovamente il capo tra le sue cosce e si rimise a leccarla, tenendole le gambe divaricate.
Daniela incapace di dire una parola lo lasciò continuare, mentre le dita di Alberto le sfioravano le cosce e salivano dietro i glutei tirando il suo bacino a se, mentre le dita di lei si impiantavano nei suoi capelli.
Alberto ciucciandolo sentiva il clitoride indurirsi tra le labbra:
“ Te lo sto succhiando, come se fosse un grosso capezzolo.” Le disse staccandosi un attimo da
esso.
Lo prese tra le dita, lo scappucciò e comincio a succhiarlo come se volesse fare un piccolo pompino al clitoride .
Era doloroso e piacevole, ma eccitante. La sua figa era ancora indolenzita dalle battiture di
quella frusta sul clitoride. Ma era elettrizzante, piacevole sentire la sua lingua correre sulla fessura e spingere per entrare in essa, Alberto la sapeva leccare bene come piaceva a lei, con passione.
Le uscì un gemito dalle labbra che si sparse per la stanza.
” Si godi amore!…Godi!” Le mormorò Alberto: “ E’ tutta nella mia bocca, sulla mia lingua, te la sto succhiando, lasciati andare voglio sentirti gridare… godere.”
Mentre la lingua continuava a leccare le sue labbra vaginali ed a succhiare il suo clitoride,
Daniela iniziò a gemere e ad ansimare e poi gridare forte il suo piacere, spingendogli la testa contro e tirandogli con le dita i capelli stringendoli forte.
“Brava amore ! Godi!…Lasciami bere il tuo piacere, i tuoi umori, lasciati leccare e coccolare… .”
Quello era il suo ‘Alberto, l’Alberto che amava e di cui era innamorata, quello che l’amava e sapeva donarle il piacere dolcemente, con coccole. tenerezza e amore. Quello era l’uomo che voleva, che l’amasse nell’intimità e non che la mostrasse e facesse possedere pubblicamente.
Ma sopraffatta da quei momenti bellissimi si lasciò andare sentendo la lingua leccarle la figa … e il suo sesso rispondere con palpitazione e partecipazione di nuovo allo stimolo del cunilingus.
“Sei insaziabile ma ora basta!”Mormorò Daniela dopo l’orgasmo .
” Facciamo qualche giochino.” Disse lui tirando su la testa con il muso tutto sbavato di saliva.
Daniela sospirando rispose: ”Ancora giochini? Non ne hai abbastanza?”
“No! Non ne ho mai abbastanza di te, perchè ti amo.”
Sapeva che l’amava davvero e che nonostante avesse dato quello spettacolo e fosse stata presa da quel medico perverso e da quella piccola vipera cinese, nei giorni seguenti gli era stato vicino, con silenzio e rispetto, dimostrandole di saper attendere e che nonostante tutto la desiderava più di prima.
Intricata e maliziosa chiese:
“ Che tipo di giochino ?”
“Il vibratore!” Rispose lui.
“ Il vibratoreee!?” Ripetè Daniela stupita da quella richiesta.
“So che c’è l’hai! Lo visto nell’armadio un giorno che cercavo delle tue cose. Probabilmente lo
usavi quando eri single, prima di conoscere me, ma ora possiamo usarlo assieme.”
Daniela arrossì, era imbarazzata da quella richiesta e soprattutto da quella scoperta fatta dal suo uomo.
“Dai non esitare lo so che ce l’hai.” Aggiunse Alberto.
Daniela sapendo che non poteva negare mormorò: “ Si! C’è lo , ma è mini!“ Come a giustificare il suo utilizzo.
“ Non importa! Prendilo dai!”
Erano tutte e due eccitati e lei piena di voglia dovuta a quell’astinenza forzata dal suo ciclo
mestruale, sorridendo si alzò, fece due passi e aprì l’armadio, frugò al buio con la mano, dietro a delle lenzuola piegate e a colpo sicuro lo trovò e glielo porse.
Era uno di quei dildo da signora, raffinato ed elegante, d’acciaio dorato sulla cappella e metà
gambo e il resto in silicone viola con rivestimento di strass brillante al termine, vibrante e
regolabile. Aveva la forma sagomata a fallo per la stimolazione vaginale, liscio e scorrevole. Non era molto grande , lungo circa 12 cm e tre di diametro.
“Brava! “ Disse lui eccitato dandogli all’improvviso un bacio sulle labbra.
Poi chiese morboso, quasi sorridendo:” Lo usavi molto amore prima di conoscermi?”
“Non essere impertinente:”Rispose lei, ma alla sua insistenza esclamò:
” Oddio!! Si! Qualche volta lo usato!”
“Tutti i giorni?”
“Sei pazzo? Per chi mi hai preso? Lo usavo una o due volte alla settimana, dipendeva da com’era il mio stato d’animo.”
Lui rise e la strinse a se.
“ E se te lo vedeva Sabrina?”
“ Oh era ben nascosto e non so come hai fatto a trovarlo tu! Hai curiosato tra le mie cose?!” Disse sorridendo.
“No ti ho detto la verità, lo trovato per caso. Comunque come l’ho visto io potrebbe anche averlo visto Sabrina.” Disse malizioso.
“ No! “ Rispose decisa Daniela:” Perchè lei non viene a curiosare nel mio armadio.”
“Userà le dita o andrà con il suo ragazzo.”Disse lui ridendo.
“Ne uno ne l’altro!” Rispose seria Daniela:”Con il suo ragazzo non fa niente al massimo si tocca
da sola come fanno tutte le ragazzine della sua età.”
“Come lo sai? Te lo ha detto lei?” Chiese Alberto morbosamente.
“ Si me lo ha detto lei , ci diciamo tutto, oltre che mamma e figlia siamo anche amiche, e so che oltre qualche bacio e carezza non è mai andata, lo educata bene la mia cucciola, mi fido di lei.” Fece una pausa ed esclamò con orgoglio:” E’ ancora vergine!”
Quelle parole fecero infervorare Alberto, che alla certezza che Sabrina fosse vergine si eccitò di più.
“ Va be! Ma ora cambiamo discorso, pensiamo a noi:” Disse prendendo il dildo in mano e
iniziando a baciarla. C’era tempo per pensare a Sabrina, era già stato tutto preparato da dottore.
Daniela si sdraiò nuovamente, rilassandosi.
“ E’ un po’ piccolo!” Disse Alberto:” Sembra da culo!”
“Come? … Non dire volgarità per favore, lo sempre usato solo ed esclusivamente davanti, in
vagina:” Rispose precisando risentita lei.
“ Allora dietro sei vergine anche tu?” Chiese con ritrovata malizia .
“ Certo che lo sono e voglio rimanerci!” Rispose lei guardandolo come ad avvisarlo. Aggiungendo:
“ Che non ti saltino in testa certe cose! Non chiedermelo nemmeno, sai già quale sarà la mia
risposta.Già aver dovuto mettere quell’orribile oggetto dentro è stato terribile! “ Esclamò seria. Lui sorrise.
Alberto lo accese e iniziò a passarlo sul suo corpo come se fosse una matita che la disegnasse,
mentre lei restava immobile a sentire quelle vibrazioni piacevoli sulla pelle.
Lo passò intorno alle labbra, sul viso, poi scese sul collo e arrivò al seno, lo girò vibrante
lentamente attorno ai capezzoli, facendola fremere di piacere, scese sul ventre, l’ombelico e poi giù sul monte di Venere per arrivare ad appoggialo sulla figa bagnata dai suoi umori e dalla sua saliva.
“Ti farò godere!” Sussurrò Alberto, continuando a strusciarlo sulla fessura della figa, piena di
voglia, pulsante e pronta a godere di nuovo.
Vedendo che premeva Daniela sussurrò:
“Fai entrare solo l’apice. Ma piano!”
“Si!” Rispose Alberto:” Non muoverti…rimani così… non ti voglio nemmeno sentire respirare.”
“Come facevi tu quando lo usavi da sola?” Chiese vizioso.
” Muovilo piano, fai entrare e uscire solo la punta…a me piaceva così.” Rispose eccitata
ansimando Daniela.
Senza che se ne rendesse conto, stava già gemendo di piacere alle manovre che le faceva Alberto.
Lo sentiva vibrare sulle labbra vaginali e sul clitoride dandole piccole scosse elettriche e
provando un piacere immenso.
“Ora te lo spingo tutto dentro vedrai sarà più bello.” Le mormorò.
Sentì un grido soffocato uscire dalla sua gola.
”Lo infilato tutto , ma non arriva in fondo.” Esclamò lasciandolo vibrare e roteare sulle pareti
vaginali sentendola gemere. Anche se piccolo le dava un piacere enorme.
Era il suo piccolo giocattolo segreto di quando non conosceva Alberto.
“Il tuo orgasmo mi riempie… lo sento scorrere in me, mi toglie l’aria! … Mi da vita e amore, e non mi importa se sia io a dartelo o un oggetto o un’altra persona.” Bisbigliò Alberto.
All’improvviso lo tirò fuori .
“Girati! e mettiti in ginocchio! Ti voglio io ora !” Esclamò eccitato.
Daniela anch’essa eccitata e piena di voglia dovuta prima alla lingua del suo compagno e poi alle vibrazioni intense del dildo, sorridendo si girò e si mise a carponi.
Togli la camicetta da notte!”
La esortò e lei se la sfilò rimanendo nuda, rimettendosi a carponi.
Sentì le sue mani posarsi sui suoi fianchi e il suo cazzo oscillante e duro, molto più grosso del
dildo premere sulla sua fessura, aprirla facilmente ed entrare .
“ Prendilo! Questo è il tuo vibratore di carne personale.” Disse Alberto scherzoso.
“Ti voglio prendere animalescamente, come se tu fossi la mia cagna e io il tuo maschio.”
Daniela non disse nulla, infervorata accettò che lui la paragonasse ad una cagna e si lasciò
chiavare in quella posizione.
Lateralmente vedevano i loro corpi riflessi sugli specchi dell’armadio, il chiarore mattutino
aumentava e vedevano la loro immagine meglio e bene allo specchio.
Alberto iniziò a prenderla alla pecorina dando colpi lunghi e profondi, facendola sobbalzare dal materasso e godere.
Il suo magnifico culo era sotto i suoi occhi , pallido e invitante e Alberto vedeva il suo cazzo entrare e uscire dalla figa bagnata, come inghiottito e riconsegnato esternamente.
Si chiedeva chi sarebbe stato il fortunato sconosciuto a sverginare quel suo bellissimo culo da
signora borghese, a incularla per la prima volta , se qualche vecchio porco che il dottore avrebbe trovato in giro o qualche giovane balordo sbandato. Perchè proprio qui stava il piacere sublime e perverso, nel farla sverginare analmente da un altro, uno sconosciuto e non da loro.
Daniela sentiva i suoi testicoli duri sbattere sulle natiche e i suoi colpi violenti e sempre più veloci in simbiosi con i movimenti del suo bacino.
Accelerarono allo stesso ritmo e Daniela sentì tra il piacere e il suo dimenare la testa sventolando i capelli spettinati e lunghi da una parte all’altra, la sua voce che diceva qualcosa.
Lo sentì parlare affannosamente. Dare ordini concitati:
” Muoviti!… Muovi il culo !”
Battendola forte con la mano sulla natica mentre il suo cazzo diventare ancora più duro.
Nel silenzio della mattina, tra l’aumentare del chiarore, i gemiti e i sospiri ansimanti, si sentì il grido di piacere di Daniela, un urlo soffocato che non riuscì a trattenere:
” Ooooooooohhhhhhhhhh!!!”
Mentre si osservava allo specchio godere come una cagna montata dal maschio e Alberto togliere veloce il suo cazzo da dentro la figa e sborragli sulle natiche, battendolo poi sopra.
L’orgasmo di Daniela fu brutale, intenso e profondo, per un attimo ebbe il ricordo di quello che le era accaduto, le passarono davanti agli occhi le immagini di lei frustata e chiavata dal dottore e invece di provare repulsione a quei pensieri, godette di più, anche se involontariamente.
I suoi gemiti si confondevano nell’aria con quelli di Alberto, simili ai suoi.
“ Amore!… Amore!” Le sussurrava Alberto sudato e accaldato piegandosi sull’orecchio e
strusciandolo con la cappella grossa e viola sulle natiche .
Lei si girò incurante del suo sperma sul sedere e si mise a pancia in su, stringendolo e ripetendo esaltata e accaldata le sue stesse parole:
” Amore! Amore! Ti amo anch’io!… Con l’anima e il corpo. Mi nutro del tuo respiro, della tua voce .” E cercò di baciarlo in bocca. Era proprio innamorata e innamorarsi a quarant’anni passati è vissuto peggio che da giovani.
Il loro respiro era affannato, rimasero immobili abbracciati con i loro corpi madidi di sudore senza dire una parola, ma respirando forte con Alberto sdraiato di fianco a lei.
Poi Alberto, girandosi verso lei, accarezzandole il ventre disse ridendo:
“Buon giorno amore mio! Ben svegliata!”
“ Oh certo è stata proprio una bella sveglia!” Esclamò Daniela voltando il capo dal soffitto verso di lui guardandolo negli occhi sorridendo, per poi scoppiare in una risata tutte e due abbracciandosi.
Stringendola a se forte e tenero lui sussurrò ancora ripetendo frasi che le aveva già detto:
“Non farai nulla di quello che non vorrai….Ma tu sai che lo vuoi. Sai che io ti condurrò sulle strade delle tue fantasie, dei desideri…e della realtà e saremo sempre assieme noi due, senza un giudizio su di te che non ci sarà mai. Io non ti giudico lo sai.
Ti farò scoprire quello che sei realmente. Quello che vorresti essere e hai dentro di te ma non hai il coraggio di esternare, quello che non sai d’avere dentro e io ti farò trovare. Io ti ho solo presa per mano e ti accompagno in questo nuovo viaggio. Tutto quello che avverrà dopo sarà tutto quello che vorrai, che desideri, senza costrizioni o forzature e non intimorirti se scoprirai in te un’altra Daniela, diversa da quella che sei ora, che conosci già e che conoscono gli altri.”
La sua voce calma, dolce e suadente la rassicura, la proteggeva, ma allo stesso tempo le ripeteva il percorso che doveva intraprendere per essere amata da lui e le trasmetteva forza e inquietudine.
“ Sai che io non ammetto bugie e non riuscirei mai a mentirti. Ti ho confidato i miei desideri
più perversi ed ora ne sei partecipe, li vivrai con me. Ma sono sempre con te, vicino a te, in
qualsiasi momento e qualsiasi cosa succeda, sarai sempre la mia compagna e presto mia moglie!”
Sembrava sincero quando diceva quelle parole, Daniela seppur più grande di lui di otto anni , si lasciava avvolgere dalle sue frasi e dalla sicurezza che le trasmetteva, fino ad annullarsi
completamente.
“Tu ora mi conosci, sai chi sono e come sono, come io so chi sei tu, come sei e come diventerai
e diventerai quella che sei realmente dentro te.”
“Mi farai diventare come te? “ Chiese maliziosamente Daniela mentre lo guardava divertita, attratta e avvinta dalle sue parole in quel momento.
“ Si !” Rispose lui:” Non sarai come le altre donne, tu sarai un gradino sopra loro, tu sarai padrona della raffinatezza sessuale, dell’affinità tra sofferenza e piacere, tu sarai una donna superiore, perché sarai tu che lo vorrai, lo desideri e ti piacerà e un giorno tu stessa diventerai una mi stress che educherà al piacere e sofferenza uomini e donne.”
“ Ma io ho paura!” Esclamò Daniela.
“ Paura di cosa?”
“Non so! Paura! …Paura che lo venga a sapere mia figlia, mia madre, la gente che conosco e
con il lavoro che faccio sarebbe uno scandalo, verrei allontanata se non licenziata!”
“ Devi essere tranquilla, tua madre non saprà mai niente e Sabrina anche e tra qualche anno avrà la sua vita . Per la gente non ti preoccupare il dottore e i suoi amici non ti creeranno mai dei problemi. Lui è un uomo molto potente.” Proseguendo: “ Ci siamo incontrati per destino e sarà lui a guidarci, a farci noi , ad essere uniti nella nostra nuova realtà… e io sarò sempre qui con te.”
Daniela lo ascoltava in silenzio, guardandolo da innamorata, sdraiata a fianco a lui con il capo
appoggiato sulla sua spalla.
“ Tutto di te mi confonde. Mi disorienta come sai guardarmi dentro, come sorridi del mio imbarazzo, come mi accarezzi, quello che mi fai fare, quel tuo modo perverso di amarmi e come mi chiami nell’intimità … la mia dolce puttana!
Mi confonde e mi combatte dentro, perchè mi piace, perchè ti amo, ,anche se non vorrei e sono atti contro la mia morale ed educazione.
Non so! …Forse cambierò davvero, accetterò i tuoi giochi diretti o indiretti.
Tu mi hai fatto conoscere una nuova eccitazione, un nuovo orgasmo accompagnato da sensazioni ed emozioni nuove, fatte di dolore e piacere. Mi piacciono le tue carezze, le tue coccole , ma anche quel tuo stringermi fino a farmi male. Ho accettato i tuoi desideri e gli ordini del dottore, ma l’importante è che sei qui con me, questo conta per me !” Disse strusciandosi con il capo appoggiato al suo braccio.
“ E lo sarò sempre con te. Questo desiderio di stare assieme è mio e tuo e lo sarà sempre, è la
nostra realtà, il nostro futuro, la nostra vita.”

Era bravo con le parole Alberto, senza accorgersene Daniela si stava legando e sottomettendo
sempre più a lui e indirettamente al dottore suo amico, al punto da ammettere che in fondo le
piaceva quello che gli faceva fare e che si sentiva cambiare davvero seppure tra mille paure.
Ma lui la coccolava, la baciava, le diceva le parole giuste al momento giusto.
Si abbracciarono nudi tra le lenzuola e restarono così per un po’ di tempo.
Restarono ancora a letto, poi Daniela chiese:” Ma che ora è ?”
“Le sette e mezza.” Rispose lui alzando il capo e guardando la sveglia.
“Ohh Diooo!!!…E’ meglio che mi alzi, mi faccia la doccia e mi prepari!“ Esclamò Daniela agitata:” Alle 8.30 devo essere in banca.”
Alzandosi lo guardò. Quel suo sorriso da canaglia la conquistava, oltre che esserne innamorata ne era anche sottomessa e se ne stava rendendo conto.
In silenzio andò in bagno lasciando la porta aperta, Alberto sentì il fruscio della sua urina cadere nel fondo della tazza e poco dopo scorrere l’acqua della doccia e un intenso profumo di bagno schiuma arrivare in camera.
Era un invito?
Si alzò anche lui e si avvicino allo stipite della porta, la vide nuda col suo corpo pallido e maturo, tutta insaponata, bellissima e desiderabile.
“Fammi un pò di posto vengo anch’io… .” Le sussurrò e si mise sotto la doccia anche lui a
insaponarla e a farsi insaponare, abbracciandosi tra la schiuma e l’acqua corrente…baciandosi.
Sembrava una scena d’amore di un film, molto bella e romantica, reale, se non fosse che il loro
era un amore perverso e Daniela stava per entrare definitivamente in quel mondo depravato a lei sconosciuto.

Nota dell’autore:
La pubblicazione dei racconti, le storie e le confessioni erotiche del blog, verranno sospese e non pubblicate nel mese di agosto, riprenderanno dal 1° settembre con il proseguo di quelle iniziate e l’inserimento di altre inedite.
Buone vacanze.

Immoralexx

Per commenti, suggerimenti ,idee ,notizie o critiche , scrivere a:
dressage1@hotmail.it
Grazie.

I contenuti presenti sul blog “Immoralexx” dei quali è autore il proprietario del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o ridistribuiti in forma parziale o totale senza previo accordo con l’autore stesso e citando sempre la fonte d’origine.
E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
Copyright © 2019 Immoralexx by Educatore. All rights reserved.