b- L’amore perverso. Cap 10 Il cambiamento di Daniela.

L’AMORE PERVERSO

“Amarsi al di sopra di tutto, del sesso, del lavoro , della tenerezza e dell’amore stesso, un amore senza limiti e confini, un amore con gioia ma anche con dolore e peccato. Perchè tu sei mia, la mia donna, il mio amore.”
M.G.

 
Cap 10 IL CAMBIAMENTO DI DANIELA

Daniela era nuda davanti al dottore e Alberto, con il viso sudato e i peli del pube arruffati dagli
umori dell’eccitazione.
Ad Alberto piaceva vederla così, vergognosa e imbarazzata e pensava:
” Il mio piacere e nel sapore proibito che provo nel vederla trasformare da una irreprensibile signora borghese, arrogante e altezzosa, in una docile e ubbidiente soumise.
Farle assaporare il proibito assieme alla vergogna e l’umiliazione assieme al piacere, facendola sentire assoggettata al dottore e puttana.”
Era eccitante osservare la sua passività a sottomettersi completamente a lui, il tutto andava oltre ogni aspettativa di Alberto .
Non pensava che si sarebbe lasciata trascinare fino a tanto e si sentiva eccitato dalla sua inaspettata e completa arrendevolezza e accettazione.
I capelli biondi raccolti sulla nuca le scoprivano completamente il collo ed i due orecchini pendenti , brillavano come i suoi occhi.
Il Dottore le girava attorno gustando la sua futura creatura, da buon ginecologo sapeva di essere artefice di una nascita, ma diversa dal solito, questa volta stava facendo nascere in Daniela una nuova donna, una soumise, una puttana.
Allungò il braccio e le strizzò il capezzolo destro con le dita della mano sinistra .
Per lei fu come essere percorsa dalla corrente elettrica, aprì la bocca e lanciò un grido di dolore, restando ferma e immobile dal timore che si ripetesse. Vide il dottore avvicinarsi al suo volto , finchè sentì la sua lingua oltrepassare le labbra e volteggiare nella sua bocca. Si sentì quasi mancare, quando assaporò la saliva di quel vecchio depravato mischiarsi alla sua con un sapore strano, in un bacio disgustoso e perverso, ma non riusciva a staccarsi e ad allontanarlo.
Le dita della mano destra del dottore iniziarono a indagare su il suo corpo arrivando al peli del pube, oltrepassandoli e raggiungendo la fessura con i polpastrelli.
Salendo si fermarono alla connessione superiore delle grandi labbra, vicino al clitoride, intorno al quale cominciarono a girare e a rigirare, prendendolo tra di loro e iniziando ad accarezzarlo e stringerlo, facendola sussultare di fastidio e piacere .
Poi scivolando verso il basso una falange la penetrò .
Il suo dito medio, pallido e scarno entrò in lei facendole sentire le nodosità delle giunture in vagina e iniziando a masturbarla con lentezza calcolata.
Con la lingua uscì dalla sua bocca continuando ad esplorare il viso, lasciando una scia di saliva
sulle guance e la fronte , fino ad arrivare al lobo dell’orecchio che succhiò sussurrando con voce roca.
“Apra bene le gambe direttrice perché possa esplorarla meglio dentro… .”
Daniela si irrigidì timorosa e preoccupata da quella richiesta, ma lui continuò:
“Vedrà dottoressa!… Anche lei si piegherà!… Si sottometterà ai piaceri perversi e accetterà
qualsiasi richiesta anche la più umiliante. E lo farà con piacere.“ Mormorò.
Daniela a quelle parole restò sconcertata , il sudore che le procurava la sua eccitazione e tensione le impediva di rispondere, in quel momento le piaceva sentire il suo dito dentro la figa, e lo lasciò fare.
Il solito pensiero sbagliato le percorse la mente:” Poi tutto finirà! E tornerò ad essere come
prima .”
Il dottore continuò ad esplorarla con abilità, sapendo per esperienza anche professionale dove
toccare, premere o massaggiare all’interno della vagina e lei non riusciva a impedirsi di gemere , morsicandosi il labbro inferiore. Il cuore le batteva all’impazzata e le gambe tremanti la reggevano a stento.
Il dottor Angelo tirò fuori il dito dalla sua figa, umido del suo piacere e glielo fece vedere e
leccare.
“Guardi come è umido del suo piacere! Lo lecchi dottoressa, assapori il gusto del suo piacere… .”
Con esitazione lo fece e per la prima volta scoprì il sapore della sua eccitazione, del suo piacere sessuale.
Poi si portò dietro di lei e si fermò a contemplare quel meraviglioso sedere, tondo, pieno, tenero, proteso in fuori e, ornato da due invitanti piccole depressioni sopra i glutei, le cosiddette fossette di Venere, che rendono tanto erotiche le donne adulte.
Il solco lungo e profondo delle natiche per la carnosità del suo sedere, si incrociava con la piega orizzontale delle cosce, poco sopra alla fascia delle calze , nel punto il cui il retro coscia si univa alla natiche e il sedere ne veniva fuori, sporgente, invitante e volgare.
Il dottore vizioso allungò una mano e gli accarezzò i glutei, constatandone la morbidezza.
Pallida, Daniela era immobile. I suoi seni, grossi e pendenti tremavano lievemente sul torace a causa del respiro affannoso e i capezzoli dalle areole protrudevano turgidi in avanti, e questo provoca il sorriso perverso del Dottore .
Ad un suo cenno la sua collaboratrice cinese si avvicinò e sapendo già cosa fare, con una smorfia di sorriso nascosta tra le labbra fini, le appoggiò le mani alle mammelle gonfie e piene di eccitazione, già con i capezzoli vibranti di desiderio e osservandola negli occhi dal basso verso l’alto a sfidare il suo sguardo altezzoso e arrogante, con un’occhiata di disprezzo se ne impossessò, come se fossero le sue, sorreggendole con le mani a coppa, soppesandole e palpandole indecentemente.
“No!” Gemette Daniela fissando il soffitto e mordendosi le labbra.
“No! Vi prego… è disgustoso quello che mi state facendo. E’ una donna!!…” Esclamò.
Aveva le lacrime agli occhi ed era la prima volta che una donna le accarezzava morbosamente il seno procurandole piacere.
Ho chin era molto più bassa di lei, le arrivava con il viso alle spalle , sembrava una bambina in
confronto a Daniela, che già alta di suo, con i tacchi altissimi superava tutti in statura.
Era meravigliosa osservarla, nuda , con i capelli raccolti sulla nuca , le calze autoreggenti e le
scarpe con decoltè a tacco a spillo, era molto erotica, un erotismo maturo, borghese, da signora benestante e conservatrice.
Con le mani il dottore, come uno scultore davanti alla sua opera di cui ne cerca la perfezione, le contornava i fianchi, accarezzandoli, portandosi con le dita sulle natiche e il retro cosce e poi come preso dall’ispirazione, le sganciò della chiusura e le tirò lentamente le calze velate fino alle caviglie, mostrando le sue cosce e le sue gambe ben curate, pallide, luccicanti e lisce, depilate da poco.
Si chino ai suoi piedi come ad inginocchiarsi a lei, ma era solo una parvenza, e slacciando il
cinturino del decolté, togliendo prima un piede e poi l’altro dalla scarpa, le sfilò le calze,
rimettendo le calzature dorate senza di esse, riallacciandole il cinturino del decoltè.
E rilasciandolo nuda sui tacchi a spillo.
La cinesina smise di manipolare le sue mammelle allontanandosi, ma tornò subito portando qualcosa e lo diede in mano al dottore che si riabbassò ai suoi piedi. Daniela lo sentiva trafficare intorno e sopra al suo piede, quando lui si rialzò, lei abbassò lo sguardo e vide che le aveva messo una catenina dorata con un lucchetto alla caviglia. Un simbolo di sottomissione.
“Questa la porterà sempre, non lo toglierà mai!” Le disse.
Daniela si guardò la caviglia dall’alto, portando il piede leggermente in avanti e ruotandolo,
luccicava, era bella e le stava anche bene, si intonava con la doratura della scarpa e il pallore della sua carnagione, ma non ne conosceva il significato.
Si chiedeva fino a che punto sarebbe arrivata e fino dove lo avrebbe lasciato fare? …Era eccitata da quella situazione strana, che le sarebbe stato difficile fermarsi.
Ho Chin ritornò a massaggiarle con le sue piccole mani le grosse mammelle, e lei la lasciò fare visto che le procurava piacere nel farlo e mentre Daniela lo provava cercando di trattenerlo, lei dal basso la guardava spudoratamente negli occhi, ed a un cenno del dottore si mise da parte .
Daniela era sconvolta, non bastava essere sottomessa a quel medico perverso, ci mancava la sua piccola domestica o assistente collaboratrice o cosa diavolo fosse … .
Li guardò tutte e due, li odiava e odiava e in quel momento anche quello che era in suo uomo
seduto in poltrona a fare lo spettatore delle loro perversità.
Il dottore da dietro lei, prese le sue braccia e gliele portò dietro la schiena e con una corda di
drappo morbida gli legò i polsi.
Daniela era eccitata e preoccupata da quella situazione, ma ormai accesa nel corpo e nella mente era arrendevole… c’era Alberto ed era sicura che non facessero niente di depravante.
Il medico, con un gesto, le indicò la poltrona di fronte al divano, Ho Chin l’accompagnò e l’aiutò a sedersi . Sempre con le braccia legate dietro la schiena, le fece allargare le cosce ed appoggiarle sui braccioli della poltrona, con le gambe allargate che pendevano fuori da essi, ed estese al massimo nella loro divaricazione evidenziando in modo volgare la figa; lasciando ciondolare i piedi nel vuoto con quelle scarpe dorate con tacco da dieci centimetri e la cavigliera brillante a quello sinistro.
Daniela non capiva, ma incapace di intervenire lasciava fare. Umiliata ubbidiva meccanicamente al dottore e di riflesso alla sua servetta cinese.
Si vergognava in modo orribile ad essere in quella posizione con tutta la figa esposta, con le labbra del suo sesso dischiuse seminascoste dai peli.
“Molto bene…!” Esclamò il dottore:” Culo e figa in primo piano… perfetto! Anche se è sulla
poltrona è una posizione ginecologica …!” Aggiungendo :” Anche se è di fortuna.”
Così a gambe divaricate e nuda… era offerta al suo piacere.
Non le piaceva al dottore quella figa tutta rigogliosa di peli bruni anche se ben curati , a lui piaceva la pulizia, l’ordine, la perfezione, le forme simmetriche e perfette, lisce e arrotondale , in qualsiasi parte del corpo fossero.
Anche lo sguardo della cinesina si posò in basso, sulla foresta di peli sessuali che contornavano, umidi di umore, la fessura della vulva.
Osservando il dottore con intesa, ad un suo cenno affermativo del capo, la cinesina andò al grosso e massiccio tavolo di legno in un angolo del soggiorno, prendendo un piccolo oggetto in mano e ritornando indietro da lei, mentre il dottore osservava Daniela godente con le gambe allargate, Ho chin appoggiando la mano sulla sua figa pelosa accese un piccolo rasoio a clipper a pile iniziando a rasarla.
“Nooo! ..Ma che faa? … Ma è pazza! Come si permette!! Alberto!… Alberto!!” Gridava, ma lui non si alzava :”Questo noo per favoreee !” Gridò girandosi verso Alberto esclamando:
” Mi sta depilando tutta… non voglio!!” Poi rivolgendosi di nuovo al dottore : “La fermi la prego, questo nooo!”
Ma il dottore sorrise:” Vedrà che apprezzerà! … D’ora in avanti sarà lei a volerla così, bella, liscia, pulita… nuda!”
Daniela sentiva il ronzio della macchinetta nell’aria e quelle vibrazioni elettriche entrarle dentro la vagina e farla godere, come se fosse un piccolo vibratore a pelle, cercando di riflesso di stringere le gambe forzatamente aperte dalla posizione dei braccioli, spostando le braccia legate ancor più dietro la schiena per divincolarsi.
“ Mi lasci!!!… Non lo faccia…!”
Ma vedendo oramai la sua impotenza e iniziando a provare piacere alle vibrazioni, esclamò con disprezzo verso la cinesina:
“ Piccola bastarda gialla… lasciami stare!”
Lei la osservò con un sorriso perfido, non rispose, sorrideva sempre… .
E in poco tempo Ho Chin gliela rasò tutta. Le passò sopra le sue piccole dita gialle ad attestare l’assenza di peli e la levigatezza.
Lei era eccitata e bagnata, l’apertura della sua fessura ora si vedeva bene senza peli ed era brillante di umori.
Senza dir nulla Ho Chin introdusse l’indice nella vagina, constatando l’umidità e tirandolo fuori con un sordo rumore di bagnato.
“Ma che fa?!… Come si permette…!!” Esclamò Daniela alla cinesina.
“ Le è piaciuto!” Disse sorridente al dottore, che rispose sarcastico:” Non ne avevo dubbi.”
Ad un altro sguardo del dottore Ho Chin con il dito dentro la vagina di Daniela incominciò a masturbarla.
“No!… Non voglio… non ti permettere brutta muso giallo!” Disse dispreggiativamente.
Ma la sua figa eccitata si aprì ancora di più al suo piccolo dito esperto e, mentre due lacrime di umiliazione e vergogna le scendevano lungo le gote, il suo sesso si bagnava sempre di più di piacere .
Era la prima volta che veniva masturbata da una donna.
Daniela si irrigidì, cacciò indietro la testa dal piacere, con il ventre contratto per lo sforzo,
proiettando il seno più avanti a causa delle braccia imprigionate dietro la schiena … e godeva.
Mentre Ho chin la masturbava dolcemente, involontariamente si lasciò andare in gemiti di piacere inconsci che le uscivano dalle labbra con rabbia, come se il piacere fisico potesse cancellare l’umiliazione che provava.
Il dottore si avvicinò e posò a terra una scodella dorata con dell’olio dentro dicendo:
” E’ olio di mandorle, olio per il corpo. Lo prescriviamo per neonati, anziani, donne in gravidanza, nel post parto e sotto dimagrimento. E’ un olio vegetale puro, prodotto per pressione a freddo dalle mandorle dolci. Non è grasso ed è adatto a tutti i tipi di pelle, combatte l’invecchiamento cutaneo e viene utilizzato per il trattamento delle pelli secche, disidratate e arrossate come quelle sensibili dei bambini. Lo usiamo anche per lubrificare le mucose vaginali nelle donne in menopausa e nei casi di dimagrimento anche repentino, è coadiuvante per la riduzione delle smagliature. Non è irritante e non provoca sensibilizzazioni. Quindi stia tranquilla.” Disse vedendo che Daniela guardava quella bacinella con terrore. E a giusto motivo.
Lei non capiva, intanto Ho Chin sempre sorridendo, tirando bene su la manica oltre il gomito, infilò la mano destra nella scodella, inzuppandola d’olio completamente.
Poi iniziò a farla scorrere sul pube depilato, per poi scendere sulle labbra vaginali e sulla fessura, lubrificando esteriormente la vulva, rendendola riflettente la luce.
Daniela pensava che quell’olio fosse un rinfrescante post rasatura, invece Ho Chin accarezzandole le labbra vaginali, introdusse ancora un dito assieme all’altro, muovendolo avanti e indietro e poi un altro, tre sempre masturbandola, tirandoli fuori e introducendoli di nuovo in vagina .
Quando la sua figa fu dilatata dal piacere e dalla manipolazione, Ho Chin all’improvviso infilò il quarto dito e li mosse uno sopra l’altro come una lama di carne dentro lei, facendola godere e contorcersi sempre più.
All’improvviso tirandola fuori, abbasso il pollice sul palmo, chiuse le quattro dita e fece un pugno con la sua manina gialla e spingendo e ruotandolo, con manovre esperte e studiate gliela allargò e introdusse nella vagina, penetrandola fino al polso.
“ Noooo! Ma che a!” Urlo Daniela:”Cosa mi sta facendooo ? Alberto!!…Albertooo!!” “Gridò, ma lui non rispose, lo fece il dottore:
“ Nulla che non le darà piacere e benessere…” Disse aggiungendo:” … che la farà godere! Non si spaventi per queste manovre che le sta facendo la mia assistente, Ho Chin è molto esperta e raffinata in pratiche sessuali, soprattutto orientali, quella che le sta praticando è una attività molto attuata e conosciuta in occidente e in particolari ambienti erotici e che da un piacere particolare, profondo. Si chiama fisting….” E continuò:”…fist in inglese significa pugno, ed è una pratica sessuale umana estrema che consiste nell’introduzione dell’intera mano all’interno della vagina o del retto.”
Daniela lo guardava allarmata e lui proseguì:
“Questa pratica richiede una certa predisposizione fisica ed in ogni caso una preparazione per poter estendere l’elasticità dei tessuti vulvari e vaginali ad un punto tale da poter accogliere la mano.
Sebbene la vagina e l’ano siano elastici non tutti hanno le capacità fisiche necessarie per attuare questa pratica. Lei si!…Dottoressa!” Gridò.
“Ora le spiegò!” Disse:” Così impara un po’ di pratiche sessuali del suo nuovo mondo.
Il fisting vaginale è il metodo più usato, per praticarlo prima bisogna stimolare l’orifizio vulvare opportunamente lubrificato, come ha fatto la nostra bravissima Ho Chi, partendo dalla penetrazione di un dito, sino ad arrivare a quattro dita escluso il pollice. Il pollice è l’ultimo dito che si inserisce, piegandolo sotto le altre quattro dita e formando una forma a becco della mano. La lubrificazione naturale è generalmente insufficiente per una pratica così estrema, perciò si utilizza del lubrificante intimo, in genere olio , come ha fatto la nostra Ho Chin che è una esperta di tale pratica, anche anale… . Naturalmente gliela allargherà molto e le resterà, dilatata, ma questo per lei non è importante.”
Daniela sentiva quella massa di carne dura, quel pugno dentro di lei, ma non capiva e non sapeva cosa fosse quella pratica sessuale di nome di Fisting.
“Nooo!! Non vogliooo!! Le dica di toglierla la pregooo!!” Esclamò presa dal panico al dottore.
“Alberto! Albertoo!! “Urlò ancora, senza che lui intervenisse .
Allora rivolgendosi direttamente a lei gridò:
“La tolga la pregoo!!! Le farò un bel regalo…le darò dei soldi, ma la supplico la tolgaa!!!”
Ma Ho Chin sorridendo, incurante delle sue lamentele con gesti abili e capaci, iniziò a muoverla dentro, avanti e indietro arrivando oltre il suo polso e l’avambraccio, come se la stesse chiavando con un grosso cazzo, fino a toccarle l’utero con il pugno..
Daniela era sconvolta di quello che le stava facendo e ancora di più perchè iniziava a provare
piacere a quella pratica perversa.
Ho Chin con il suo pugno e il suo avambraccio dentro la vagina, la stava chiavando… .
Quel pugno era come una grossa cappella e l’avambraccio il cazzo che la chiavava.
Riuscì a dire ancora qualche:”No!..No!…Vi pregooo!!” Che si lasciò andare sulla poltrona, con il
capo sul poggiatesta , godendo con il seno sporgente in avanti dalla reazione al piacere.
Il dottore si avvicinò lentamente, allungò le mani scarne e senili accarezzando le gonfie e soffici mammelle eccitate, che si muovevano ai respiri affannosi libere sul torace.
Daniela aveva il volto contratto, gli occhi semichiusi e la bocca spalancata.
Contro la sua volontà godeva, respira affannosamente e gemeva per le capacità di quella cinesina di chiavarla con la mano, la sentiva dentro, aprirle la vagina e arrivare lentamente fino all’utero, godendo pazzamente , involontariamente, scuotendo la testa e il corpo su quella poltrona, finchè sopraggiunse l’orgasmo:
“Ooohhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!”
Che la fece godere di vergogna con il pugno di quella orientale in vagina che si muoveva, roteava, andava avanti e indietro fino a battere dolce sulla cervice uterina e aveva davanti il suo viso, gli occhi a mandorla che la osservavano e le labbra che sorridevano.
Ma appena poco dopo, quando Ho Chin fece uscire il suo avambraccio bagnato di umori di
piacere dalla sua vagina e allontanò le sue mani dalla figa, quelle del dottore le rimpiazzano
subito… .
Il corpo di Daniela si irrigidì di disgusto al pensiero di quelle mani senili che si stavano per posare di nuovo sul suo corpo. Chiuse gli occhi, ma li dovette riaprire subito a un ordine secco del dottore .
“Apra gli occhi!! … Mi guardi!… Osservi il viso del suo padrone che le procura piacere !” Disse severo con voce greve e decisa.
Lui con sapienza e capacità le massaggiò l’ingresso vaginale e accarezzò le piccole labbra
vischiose di umori e di olio di mandorle, si impossessò del clitoride e la masturbò stringendolo tra le dita ritmicamente per farlo indurire. Sotto quella oscena carezza, il corpo la tradiva e lei sentiva il sangue affluire più veloce alla vulva.
Sconvolta, fissò il soffitto e sforzandosi si morse le labbra, per non essere costretta a godere sotto i palpeggiamenti indecenti di quel vecchio depravato. L’indice del dottore entrava ed usciva dalla sua figa con un rumore osceno simile allo sciacquio.
Mentre la masturbava si chinò contemporaneamente sugli inguini e iniziò a leccarli nonostante l’olio di mandorle, passando subito al clitoride. Daniela iniziò ad agitare i fianchi, protestando , gemendo e balbettando:
”Nooo!… Basta la pregooo!… Ba-staaa!!”
Ma non riusciva a impedire che il piacere cominciasse a scaldarle e gonfiarle il ventre.
Il dottore le succhiava il clitoride con vigore, come lei aveva imparato a fare al cazzo di Alberto, mentre si contorceva sulla poltrona ormai senza controllo, piena di vergogna per l’orgasmo che stava per travolgerla. Abbassando lo sguardo, vedeva i suoi capelli grigi tra le gambe , che si muovevano dondolando al ritmo del succhiotto e delle leccate.
Daniela aveva il volto congestionato dal piacere e dalla tensione. Quell’ignobile individuo del
dottore, smesso di succhiarla aveva iniziato di nuovo a masturbarla , ridendo mentre , con una, due, tre dita, le stava praticando quasi un altro fisting vaginale.
Lei si lasciava sfuggire gemiti di piacere supplicandolo di smetterla:
”La smetta la prego dottore, mi ha umiliato abbastanza!” Esclamò.
La sua voce era diventata rauca e rotta dai singhiozzi dell’umiliazione e della vergogna, pensando a sua madre e a sua figlia, se avessero saputo cosa stava facendo.
Ma lui la costrinse a restare ancora in quella posizione, con le cosce ben aperte e le sue dita
dentro la figa.
Le dita continuarono ad andare avanti e indietro nel condotto dilatato, contemplando per qualche istante il suo corpo umiliato, sottomesso, finchè le arrivò l’orgasmo, più forte e prepotente del precedente, che le uscì dalle labbra con un:
”Ooooooooohhhhhhhhhhhhhh!!!! “
Accompagnato dai sospiri e dai gemiti, mentre muoveva il sedere in modo scomposto strusciandolo sulla poltrona.
Al termine il dottore tolse le dita, lasciandola sfinita in quella posizione.
Ho Chin pochi minuti dopo, sorridendo l’aiutò ad alzarsi e le sciolse le mani legate dietro la schiena . Daniela per la posizione obbligata, sentiva gli inguini indolenziti da quella divaricazione forzata e le giunture scapolo-omerali doloranti, per aver tenuto le braccia legate dietro, sotto gli spasmi del piacere e avendo sforzato su di esse.
Quando fu in piedi, si guardò attorno, aveva il viso stravolto e teso, era sudata e il suo splendido chignon sulla nuca si era scomposto lasciando uscire dal fermaglio fili e ciocche di capelli in modo disordinato che le cadevano davanti e sulle spalle.
Con il viso sconvolto, fissò Alberto sulla poltrona che la osservava in silenzio.
“Come ha potuto lasciarmi fare questo!” Pensava silenziosa anche lei.
Vide il viso della cinesina poco distante, soddisfatto, appagato, felice di aver violato il suo corpo, la sua figa e di averla fatta godere. La guardava con sfida , avendola sottomessa al suo gioco, facendole provare piacere, mentre Daniela la osservava con odio… chiedendosi:
” Come si è permessa questa piccola schifosa extracomunitaria, praticare libidine sul mio corpo!?”
Ma restò ferma impassibile cercando di calmare le escursioni respiratorie. Abbassò lo sguardo a quello di Ho Chin …che l’aveva fatta godere nelle sue perversioni.

Il dottore si allontanò verso un tavolo posto in un lato del soggiorno, tolse un grande velo di stoffa rossa che lo ricopriva e guardò sopra, allungò la mano e tornò indietro con qualcosa in essa. Erano un paio di manette, che girando dietro a Daniela dopo avergliele mostrate dondolandole davanti al viso, gliele mise e le immobilizzò di nuovo i polsi dietro la schiena, questa volta in modo sadomaso.
Quell’amanettamento le diede una scarica di adrenalina, timore e piacere le percorsero il corpo, chiese:” Perché?”
“Perchè fa parte del gioco.”
Fu la sua risposta rassicurante e lei silenziosa e arrendevole non le rifiutò.
Era più alta di lui su quei tacchi a spillo, e alzando le braccia e appoggiando le mani ossute e
scarne sulle sue spalle, il dottore la spinse in basso, fino a farla inginocchiare davanti a lui, come una vera schiava.
A Daniela, sembrava incredibile che facesse questo, che ubbidisse.
Lentamente il dottore iniziò a slacciarsi i pantaloni, lei sbarrò gli occhi preoccupata, intuendo cosa volesse fare, nel contempo la sua collaboratrice, come un atto di una procedura erotica ripetuto più volte, si portò dietro lei.
Quando vide uscire dai pantaloni il cazzo senile ma duro del dottore ebbe una reazione disgustata :
” Noo!..Questo noo!… Non lo posso fare, noo! La prego! …No non puoi farmi questo!”
Ma prima che potesse pensare di decidere qualcosa si sentì afferrare i capelli da due piccole mani dietro lei e tirarli forte da farle male … .
Capì chi fosse:“No!..Noo!..Mi fa male!…Le dica di smettere per favore!” Esclamò rivolendosi al
Dottore.
“Tu signola dottolessa ubbidile a dottole!!”
Esclamò quella cinese perfida.
Provò a divincolarsi per liberarsi, ma non ci riuscì. Non poteva usare le mani ammanettate dietro la schiena . Chiamò nuovamente Alberto forte, quasi piangendo, che cpme era prevedibile non si mosse:
”Alberto! Vieni …dove sei?”
“Lo baci!!” Le ordinò il dottore con voce ferma, e alla sua esitazione la cinesina tirò più forte i capelli facendola gridare nuovamente ..”No! Nooo!! Mi fa male!”
“E allora lo baci!” Ripetè il dottore.
Non avendo scelta si avvicinò con le labbra e le diede un bacio di sfuggita, allontanandosi subito con ribrezzo, sperando che potesse bastare. Ma il tirare nuovamente dei capelli portò subito la sua testa davanti a quel pene eretto.
Si sentì spingere la testa in avanti dalla sua collaboratrice e la cappella grigia del cazzo pallido, caldo e turgido sfiorare le sue labbra.
“Lo baci e lo lecchi!!” Le ordinò ancora il dottore.
Non aveva scelta, con le lacrime agli occhi iniziò a baciare e leccare quella cappella pallida , che iniziava a colorarsi di rosso sotto le sue linguate.
Sentiva le mani della cinesina sulla testa che la trattenevano sul cazzo e gli davano il ritmo del
movimento.
Come se la Ho Chin sapesse cosa provava lei nel leccarlo.
Il dottore sorrise nel vedereil suo ribrezzo sul viso che le portarono le lacrime agli occhi .Ne era felice.
“Apra la bocca! Mi faccia entrare!” Esclamò.
“Allarghi bene le labbra e lo riceva in bocca, mi faccia un pompino !” Precisò .
Lei sapeva che non era una richiesta ma un comando. Sapeva che doveva farlo anche se non voleva, ma resistette, si voltò di lato per non prenderlo in bocca, i suoi occhi cercarono Alberto, seduto di traverso sulla poltrona come uno spettatore per poter guardare comodo la scena.
Irata con le lacrime agli occhi urlò forte ad Alberto:
”Vuoi che lo faccia?… Vuoi guardarmi mentre succhio il cazzo ad un altro uomo? … E’ questo che vuoi ? … Che gli faccia un pompino?… E’ questo che ti piace ?” Domandò piangendo.
Ma da lui nessuna risposta, mentre il dottore rimessole dritto il volto verso il suo cazzo, la
invitava spingendo in avanti il capo a prenderlo tra le labbra, e sempre tenuta dietro per i capelli da Ho Chin , lo ricevette in bocca e iniziò a succhiare piangendo.
Il dottore era estasiato da quelle labbra carnose e quella bocca calda, girò lo sguardo in alto a
gustarsi il piacere di quella succhiata della sua carne dura e senile, mentre la sua fedele cinesina controllava Daniela.
Poi dal piacere, piegando il capo in avanti, guardò in basso e vide i biondi capelli di Daniela, ormai sciolti tra le mani della domestica e la sua lingua sopra e intorno al suo cazzo ad esplorarlo e succhiarlo.
Sentiva le sue labbra calde e carnose sul suo pene muoversi succhiare, aspirare e insalivare ,
mentre le lacrime le scendevano sulle guance rovinando anche il suo bel trucco.
Lei, inginocchiata seminuda, gli occhi girati in alto verso di lui, sembrava supplicarlo, sentiva il calore del suo cazzo sul palato, sulla lingua e dentro le guance aumentare, e lui perfido la guarda e sorrideva .
“Brava!…Così dottoressa…lo sa che è brava?”
Daniela non rispose, vide nei suoi occhi di ghiaccio il suo pensiero , il suo desiderio, la sua
dominazione… la sua perversione su di lei che la stava contaminando.
Sentì il suo sesso gonfiarsi nella bocca, irrigidirsi e affondare fino alla gola.
Le sue mani prendere il posto di quelle di Ho Chin sui capelli, stringerle la testa e aiutarla nei
movimenti.
E poi la spinta… che glielo fece arrivare tutto dentro in gola.
Sentì le mani che le trattenevano il capo in quella posizione e quei secondi di fermo, per farglielo sentire tutto dentro , dandole i riflessi dei conati di vomito.
Lo sentiva come se la stesse chiavando in bocca, potente farlo entrare fino in fondo, farlo bagnare di saliva e poi ritirarlo quasi ad uscire, per poi rispingerlo e continuare.
Non aveva mai fatto un pompino in questo modo, ne con Alberto e ne con il suo ex marito.
Le sue labbra piene di rossetto lo avvolgevano calde, sentendo la sua eccitazione crescere.
Lei sempre in ginocchio a dimostrare la sua sottomissione, con l’assistente cinese ferma dietro, pronta a intervenire e tirargli i capelli se c’è ne fosse stato bisogno.
Sentiva il suo pene irrigidirsi di più nella sua bocca, finchè lo sentì rallentare il ritmo.
Il dottore voleva godersi lo spettacolo della sua umiliazione e sottomissione ed arrivare al massimo del piacere.
Penetrandola con violenza, sentì il pene in gola da non riuscire quasi a respirare.
Ma a lui non importava, seguiva solo il suo piacere.
Accarezzandole il viso sfatto dal trucco per le lacrime e i capelli sciolti e spettinati dalle mani di Ho Chin, ,la guardava negli occhi soggiacere alle sue voglie, avvertendo la sua umiliazione, il suo timore la sua passività.
In quel momento non gli interessava più domarla, voleva solo svuotare il suo seme vecchio nella sua bocca.
Si mosse sempre più veloce e più in fondo, fino a sentire i muscoli dei glutei irrigidirsi nell’ultimo sforzo. Le sue mani bloccarle la testa.
Poi con una contrazione delle natiche scarne e molle e uno scrollio del corpo, senza preavviso , le venne in bocca. Il suo caldo e senile sperma si riversò sulla lingua di Daniela, il fiotto del suo
seme gelatinoso le inondò la bocca.
Non le lasciò andare il capo fino agli ultimi spasmi.
Daniela aveva la bocca piena del suo seme sentendo il suo corpo scuotersi e le sue contrazioni di piacere che ancora non finivano pulsargli sulla lingua.
“Ora ingoia tutto !” Le intimò.
Sentì il cazzo del dottore uscire dalla bocca, i suoi occhi umidi osservarono Alberto. Aveva sentito anche lui la richiesta del dottore , ma non intervenne, non disse nulla. Sapeva che non l’aveva mai fatto nemmeno con lui di deglutire lo sperma, le faceva schifo.
Non voleva ubbidire. Era disgustata e schifata da quella richiesta, cercò di sputarlo, ma una
delle due forti manine gialle le tirò su e posteriormente il capo per i capelli estendendolo
indietro, mentre l’altra sotto il mento le alzò la faccia chiudendole la bocca e iperestendendole la testa.
Il dottore la fissava dall’alto trionfante e aspettando, attendeva di vedere il suo seme scendere
nella sua gola.
Per reazione, per riflesso al respiro, Daniela cercò di aprire la bocca, ma non riuscendoci perché la cinese gliela teneva chiusa, e ingoiò.
Deglutì lo sperma senile di quel vecchio perverso e schifoso, di quel bastardo, come lo pensava lei.
Lo fece scendere nel suo stomaco, mentre lui la osservava sorridente.
“Questo gioco l’ha voluto lei… e quindi deve sottostare al gioco.” Disse sogghignando, mentre lei lasciata libera da Ho Chin, tra i conati di vomito, tossiva sputando sul pavimento, cercando di liberarsi del seme ingerito.
Sempre nuda e inginocchiata davanti a quel vecchio perverso, tirando su il capo, si voltò verso
Alberto guardandolo con disprezzo.
“Brava dottoressa!” Esclamò il Dottore:” Sa fare bene i pompini!… Complimenti alla direttrice
della nostra banca. E’ una ottima pompinara!” L’apostrofò, mentre Daniela sentì un brivido sulla schiena a quella parola rivolta su di lei .
“Voi siete pazzi!!… Pazzii!!” Esclamò alzandosi:” Mi avete obbligata a farlo. Alberto!..Albertoo!” Chiamò forte, e piangendo disse:”Portami a casa!”
Ma oramai in lei si era innescato un meccanismo perverso che le avrebbe fatto scendere una alla volta tutti i gradini della depravazione.
In preda a una crisi isterica, si mise a piangere mentre schifata si puliva le labbra, Alberto la strinse in modo tenero e protettivo, mentre Ho Chin le toglieva le manette.
La fece sedere e lei restò disfatta sulla poltrona per qualche minuto, mentre il dottore parlava con Alberto e Ho Chin la osservava sorridendo controllandola.
In quella posizione la sua figa depilata si vedeva bene, e sembrava più grossa che con i peli, le grandi labbra gonfie erano ancora aperte dal passaggio del pugno e dell’avambraccio della cinesina, faticava a richiudersi e il clitoride sporgeva ancora rosso e turgido dalla commensura superiore della fessura dilatata.
Poco dopo aiutata da Ho Chin si alzò e si rivestì , mentre loro sorridevano tutti.
“E’ stata splendida Dottoressa!!” Esclamò il dottore.
“Spero di non rivederla mai più!” Rispose Daniela con il singulto offesa e oltraggiata da
quell’uomo, mentre amorevolmente Alberto gli si era avvicinato di nuovo per stringerla , ma un suo sguardo aggressivo, l’aveva fatto desistere.
“Ohh… si che ci rincontreremo ancora! “ Esclamò quel medico perverso:” Vedrà! …E sarà più
piacevole di oggi.”
Si rivestì velocemente, senza indossare le calze, ma mettendole in tasca. Si rimise il soprabito e senza un saluto uscì accompagnata da Alberto che la seguì anche se era arrabbiata con lui .
Quando furono in auto Daniela piangendo ancora si aprì:
“Perchè mi fai questo?…Perchè?” Chiese.
“Perchè ti amo!” Fu la sua risposta:” E’ il mio modo d’amare questo, te lo già detto e voglio che tu mi ami come ti amo io, con amore e immoralità, dolcezza e sofferenza, piacere e dolore.”
“Io non sarò mai così come te! …Scordatelo!” Gridò Daniela.
“Si che lo sarai !” Rispose lui sicuro, continuando:“ Ci vuole solo tempo, si vedeva da come ti lasciavi andare, da come godevi, ti donavi quando lui ti cercava. Lasciavi che il pugno di quella piccola mano orientale entrasse in te come un grosso cazzo e ne godevi. Si godevi!!… . “
“Smettila!!…Smettilaaaa perfavore!!” Gridò forte Daniela.
Ma lui aggiunse come a voler smorzare i toni di quella discussione:
“E poi sono giochi, solo giochi sessuali che nulla hanno a che fare con l’amore e che durano il
periodo di tempo che uno li vive, sia ad essere soumise come te, che dominatore come lui, non
cambia nulla se si prova piacere, se si è soddisfatti. Dopo, finito tutto, si ritorna quelli che si era prima. Lui uno stimato ginecologo e tu una direttrice di banca altrettanto stimata e ammirata.”
“Ma la cosa più importante !” Proseguì :”E’ che noi ci amiamo e io voglio che tu diventi non la mia semplice compagna, ma mia moglie, la mia amante, la mia complice, con tutti i diritti sociali e civili e i desideri e le aspirazioni in comune .” Continuando:
“Amarsi al di sopra di tutto, del sesso, del lavoro, della tenerezza e dell’amore stesso, un amore senza limiti e confini, un amore con gioia ma anche con dolore e peccato. Perchè tu sei mia , la mia donna , il mio amore.”
Daniela restò in silenzio, colpita da quella dichiarazione .
“Già! …Tu dici che sono tua, intanto mi concedi agli altri… .” Rispose irata.
“E’ proprio per questo! …Perché sei mia che ti posso concedere ad altri, se no, non potrei farlo. Si concede solo quello che ci appartiene interamente e veramente …e tu mi appartieni completamente con il tuo amore, come io appartengo a te e per questo posso donarti ad altri, perchè sei e sarai sempre mia. Altrimenti non potrei farlo.”
Daniela non rispose, lo amava, era combattuta dentro di lei tra quello che le faceva fare e la sua morale ed educazione con il suo modo di pensare e vivere.
Già aveva riflettuto su questo, ma non in modo approfondito e si era ripromessa di farlo, di vedere bene dentro di lei e di fare una scelta definitiva, se restare con lui o lasciarlo.
Giunti a casa, si tolse il soprabito cacciandolo sul divano per dirigersi subito in bagno a lavarsi,
ma lui la fermò.
“No!… Fermati !…Lasciati guardare nel peccato, sporca del tuo piacere e di quello degli altri .
Sei bella così ! Ti amo!…”
E dicendo quelle parole si avvicino alla sua bocca baciandola sulle labbra, incurante che aveva
poco prima fatto un pompino al dottore.
Era eccitata anche lei da quello strano modo di comportarsi e di vivere l’amore con lui.
Quell’amore perverso si stava impossessando anche di lei, la stava infettando facendola combattere dentro e fuori con il suo corpo e la sua anima.
Alberto dalle labbra passò a baciare il collo. I capelli erano sciolti e disordinati e in trucco disfatto dal sudore e dal pianto.
“ No! Non voglio in questo stato . “ Disse lei :” Mi sento a disagio… sporca!”
“E’ così che ti voglio!” Le sussurrò lui cingendole la vita con il braccio e tirandola a se baciandola ancora, mentre la sua mano arrivò sul suo sesso.
Sentendosela toccare Daniela esclamò:” Hai visto cosa mi hanno fatto quei depravati!…Me l’hanno rasata tutta!”
“E’ più bella ora che c’è l’hai rasata!” Bisbigliò accarezzandola.
”Liscia!… Pulita, elegante, come le signore e le puttane.”
A quelle parole un brivido le percorse la pelle… Sentirsi dare della puttana dall’uomo che amava inconsciamente la eccitava. Il dottore le aveva detto che era una brava pompinara e ora anche l’uomo della sua vita le dava indirettamente della puttana.
“Hai ancora la figa umida, bagnata, dilatata! Saranno gli umori che ti hanno provocato loro o sono le mie dita ora?” Sussurrò Alberto abbracciandola .
E dicendo così , la strinse forte a se baciandola e spingendola sul divano… .
Daniela non rispose, solo un abbraccio passionale e un suo mormorio:
“Ti amo!..Ti amo Alberto!…Non lasciarmi mai!”
“Non ti lascerò mai, sarò il tuo compagno e il tuo padrone e tu la mia donna e la mia schiava sempre.”Le disse.
A quelle parole, una vampata di calore arrivò al ventre di Daniela che sentì anche lui sulle
dita, bagnandosi di più. Si sedettero e poi sdraiarono sul divano baciandosi.
Tirandole su il mini vestitino rosso, le accarezzo la figa e iniziò a masturbarla e mentre lei
abbracciandolo ricambiava il suo bacio, lui si slacciò i pantaloni tirando fuori il suo cazzo duro e dritto e la penetrò, iniziandola a chiavare in un amplesso perfido, vizioso e animalesco sul divano.
Si amavano in quel modo perverso e si accettavano. Lei lo accettava per amore. Lui per desiderio di trasformarla.
Al termine di quell’amplesso vizioso e scellerato, si lavarono e andarono a letto.
Daniela prese alcune gocce per addormentarsi e il sonno arrivò presto, non dandole tempo di
pensare a quello che era accaduto.
Il mattino dopo al risveglio fu presa da mille pensieri.

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