b- L’amore perverso. Cap 08 Il gioco con Alberto.

L’AMORE PERVERSO

Note:
“La passione della lussuria sarà servita; essa pretende, essa partecipa attivamente, essa tiranneggia.”
Marchese de Sade.

CAP. 8 IL GIOCO CON ALBERTO.

 
Alcuni giorni dopo, Alberto le disse:
“Amore, conosco un locale riservato, un club, che è frequentato solo da una stretta cerchia di
persone e tutte per bene, potremmo andarci una di queste sere.”
Intuendo dove voleva arrivare Daniela gli chiese:“Che tipo di locale è questo club? Come quello dell’altra volta?“
“No… Un posto dove si ci diverte tranquillamente e si possono anche fare giochi di coppia ed altamente erotici.” Disse.
“ Lo sapevo! Sai che non mi piacciono …te le raccomando le persone per bene che frequentano
questi tipi di locali.“Rispose.
“Guarda che in questi giochi non c’è niente di obbligatorio, se a una persona non va di fare alcune cose, non le fa.” Precisò Alberto.
“Ma non so!” Rispose Daniela diffidente: “Immagino che locale sia!”
“Ne abbiamo parlato…” Disse lui :” … abbiamo fatto una intesa.”
“Si lo so! Comunque anche se c’è questa intesa a me certe cose non piacciono lo stesso, posso dirlo almeno?” Puntualizzò.
“Certo che puoi dirlo!… Va bè ! Come vuoi !” Aggiunse Alberto infastidito.
Vedendolo pensieroso lei continuò:
“Ho detto che non mi piacciono, no che non possiamo andare in questo locale se ti fa piacere, e poi lo hai detto anche tu è un gioco, e se una non vuole non fa niente . Giusto?”
“Giusto!” Rispose Alberto.
“E quando vorresti andare?”
“Giovedì sera. “ Asserì.
“Guarda Alberto!… L’importante è che non ci sia gente che conosco o che mi conosce, sai la mia
posizione qual è!” Precisò ancora con puntiglio.
“Stai tranquilla amore, sono il primo a non volere mettere nei guai la donna che amo. Ti guarderai attorno e se vedi qualcuno che conosci , lo dirai e c’è ne andremo via subito.”
“D’accordo!” Rispose lei soddisfatta.

La sera di Giovedì, fecero una cena frugale a base di pietanze fredde, poi Daniela su
sollecitazione di Alberto andò in bagno a preparasi.
Quando uscì fuori era nuda e bellissima, profumata di una essenza buona e dolciastra, molto
femminile che entrava nelle narici e stordiva, tanto era intensa.
I capelli biondi raccolti sulla nuca la faceva apparire come una vera signora, fermati con mollette di strass brillanti le scoprivano completamente il collo mostrandolo sensuale agli sguardi, assieme ai due orecchini pendenti sui lobi che accentuavano ancora di più il trucco pesante degli ombretti neri e del rossetto rosso fuoco che gli aveva consigliato di mettere.
Daniela si vergognava a truccarsi e vestirsi in quel modo, ma le piaceva anche, l’attraeva trasgredire su se stessa, sul suo corpo rendendolo diverso dal solito al limite dell’indecenza, era un piacere inconscio.
Alberto le girò intorno scrutandola, la prese per un braccio e sfiorandolo arrivando alla mano
ammirò le unghie laccate di rosso.
Lei fu presa da un turbamento nel trovarsi in quella situazione, si sentì circondata da
quell’atmosfera che l’avvolse infrangendo il suo perbenismo. Lui continuò , accarezzandole con leggerezza la tetta destra .
Un senso fugace di eccitazione le percorse interamente la pelle e fu ancora più intensa quando gli accarezzò il sedere nudo.
Dietro di lei Alberto l’ammirava e annusava, pensando che presto sarebbe stata di nuovo esibita nuda in mezzo alla gente, con la regia del suo amico dottore.
Daniela era irriconoscibile, quella trasformazione e l’eccitazione la facevano sentire ancor più bella e desiderabile.
“Metti una camicetta scollata e aperta da far intravvedere il seno, la gonna senza mutandine e
gli stivali.” Disse Alberto aggiungendo:“ Può non succedere niente , come fare qualche
piccolo gioco.”
Lei ubbidì, infervorata e presa da quell’eccitazione strana e indefinibile, senza sapere cosa le
aspettasse realmente.
“Sei bellissima!” Le sussurrò Alberto quando uscirono.
“Questa sera voglio vedere nei tuoi occhi quanto mi ami.” Le mormorò all’orecchio .
“Non devi mai smettere di pensarmi e guardarmi. Voglio i tuoi occhi sempre nei miei, qualsiasi
cosa succeda e ci devo leggere che sei mia, che sei felice. Nei miei ci sarà scritto che sono tuo e sono orgoglioso e soddisfatto di te, che ti amo sempre. Non dimenticarlo!”
Daniela era lusingata da quelle parole, erano dure, ma piene di desiderio e amore.
“Sbrigati che dobbiamo passare a prendere il dottore!” Esclamò Alberto.
“Come?…Viene anche lui?!” Domandò sorpresa.
“Si ! Mi ha chiesto se può venire con noi, ma stai tranquilla, lui non farà niente, si siederà e
osserverà soltanto.”
“ E cosa dovrebbe osservare?” Chiese Daniela diffidente:”Hai mica in mente qualcosa? Se è così ti conviene dirmelo subito, sai che non mi piacciono questo tipo di sorprese.”
“Niente di tutto questo, guarderemo qualche spettacolo e se poi ci verrà intenzione di giocare anche noi lo faremo, se no niente!”
“Noi! Intendi me e te?”
“Certo!” Rispose lui sorridendo:”Potremmo essere io e te a fare l’amore.”
Sorrise: “ Be! Questo è diverso allora ! Ma ci sarebbe gente che guarda?”
“Non so dipende, forse il Dottore.”Disse Alberto.
“Sai che non mi piace quell’essere tanto meno che mi veda fare l’amore con il mio uomo .” Replicò Daniela.
“Ma stai tranquilla, non è detto che faremo qualcosa, vedremo. Su! Ora andiamo che non voglio farlo aspettare.”
“Oddio….non vuole farlo aspettare!!” Ripetè sarcastica Daniela.

Partirono in auto, fecero il giro di alcuni isolati ed arrivarono davanti ad un ristorante, dove fuori un uomo elegante con una giacca di lino chiaro e per cappello un panama beige con in mano un elegante bastone da passeggio li stava aspettando. Era lui il dottore.
Si fermarono e lui salì in auto dietro loro e partirono.
“Che buon profumo che ha stasera dottoressa!” Esclamò:” E’ inebriante come lei.”
Alberto sorrise e lei rispose con un grazie freddo.
Arrivarono al club, posteggiarono e scesero dall’auto, giungendo davanti a una porta nera anonima.
Un buttafuori riconoscendo il dottore e Alberto, l’aprì e li fece entrare.
Quando fu dentro, Daniela restò colpita, luci soffuse color rosso che tagliavano il buio creando un atmosfera erotica e candele d’incenso che spargevano un profumo denso nell’aria.
Al centro della grande stanza, c’era una sedia con i braccioli, imbottita di tessuto che sembrava una sedia, illuminata da un fascio di luce. Intorno divanetti e poltroncine con coppie che si scambiavano effusioni anche spinte.
“Che posto!” Pensò:” Ma me lo immaginavo… .” Ma non finì la frase che il braccio del dottore
avvolgendola per la vita, la spinse ad entrare.
“Su venga dottoressa!” Mormorò.
“Ho paura!” Bisbigliò Daniela avvicinandosi ad Alberto vedendo quella sedia vuota, come se avesse un presentimento:”A cosa serve?” Gli chiese.
“Non ti preoccupare amore!… Ricorda sempre le mie parole , ciò che ti ho detto e che ora ti ripeto. Io sarò sempre incollato al tuo sguardo! Sono tuo lo sai! “ Le sussurrò tra la musica di sottofondo, la penombra e il profumo d’incenso che sembrava la stordisse.
Senza dire niente il Dottore la prese per mano, la tirò e l’accompagnò direttamente al centro della sala,come se tutti l’aspettassero e la fece sedere su quella sedia che tanto la intimoriva, e si mise dietro di lei, sotto il fascio di luce.
Daniela non riusciva a vedere intorno a se chi c’era, abbagliata dalla luce che nascondeva i volti nella sua penombra.
Le mani del dottore scorrendo sulle sue braccia si portarono dietro la schiena.
Daniela sentì altre mani più grosse e forti di quelle del dottore e delle corde che le fermarono le braccia ,legandole dietro. Era intimorita .
Sentì la voce del dottore dire:
“Tranquilla Dottoressa, ora si divertirà vedrà!” E dicendo così , si avviò,andando verso un
divanetto di fronte a lei a sedersi, allontanandosi dalla luce e sparendo nella penombra,
cominciando a osservarla.
Daniela era intimorita da quello che poteva accadere, cercava lo sguardo di Alberto, ma non lo
incontrava in quella semioscurità intorno a lei. Ma sapeva che c’era.
“ Fissami sempre! Il tuo sguardo sarà sempre con il mio. “ Pensò: “Forse è dietro me! Lui mi ama e mai mi lascerebbe sola. Lui è così!” Lo giustifica dentro di lei per le sue voglie perverse.
” Mi ama e io ne sono innamorata. Sa portarmi in cielo e farmi vedere il baratro sotto e per
questo accetto la sua guida e le sue voglie. Mi fa impazzire. Mi è entrato nella testa e nel sangue non ne posso fare a meno. Ed ora, in questo momento siamo alti e sotto c’è il vuoto e lui deve essere qui vicino…non può lasciarmi!”
Aveva capito dal suo sguardo, quando uscirono da casa e da quello del dottore quando lo fecero salire in macchina che sarebbe stata una serata strana, di quelle in cui poteva succedere di tutto ed ora era pronta seppur intimorita.
All’improvviso un altro fascio di luce illuminò un altra sedia vuota a pochi metri da dov’era seduta lei. Vide che nell’altra di fronte a lei, vicino c’era Alberto, lo guardò, ebbe un fremito di gioia nel vederlo. Lui c’era!
In quel momento i fasci di luce che illuminavamo la pista erano due, uno il suo e l’altro poco
distante di fronte a lei. Si guardava intensamente con Alberto seppur avesse timore a trovarsi su quella sedia sotto quella luce.
Ma i suoi occhi, i suoi gesti, la sua attenzione e la tenerezza del suo sguardo la rassicuravano.
Guardando le sue labbra vide che si muovevano, dicendo:” Ti amo!”
Calmò la sua agitazione.
Vide che quando si accomodò nella sedia di fronte alla sua, una ragazza bellissima, molto più giovane di lei si portò al suo fianco e lui l’abbracciò alla vita.
Un brivido di gelosia le percorse il cuore e la pelle:” Che mai strano gioco sarà questo? E perché quella giovane ragazza è vicino a lui ?… E perchè l’abbraccia ?” Si chiese turbata. Ma lo avrebbe capito in seguito.
Era agitata, eccitata, ma non riusciva ad immaginare cosa sarebbe successo dopo.
Osservava Alberto, con quella ragazza che al suo fianco sotto la melodia di quella musica lenta,
gli slacciava la camicia togliendogliela, facendo lo stesso con la maglietta della pelle, con lui
arrendevole ai suoi gesti mentre guardava Daniela intensamente.
Vide la lingua della giovane posarsi sulla sua pelle e scorrere su il collo, le spalle, il torace e
baciarlo e leccarlo, mentre la sua mano sotto la gonna le accarezzava le cosce. La stava
accarezzando mentre Daniela lo guardava.
Era gelosa e lui lo sapeva e continuava a fissarla come in segno di sfida, mentre i suoi occhi le
dicevano di non preoccuparsi e lasciarsi andare anche lei.
Osservava le sue mani che tirata su la gonna, con lei a gambe divaricate, scostavano le mutandine, lasciando e vedendo le sue dita entrare in lei, nella sua figa .
Daniela era turbata, voleva essere al suo posto, tra le dita e le labbra del suo uomo. Era gelosa,
non avrebbe voluto vedere, avrebbe voluto interrompere tutto, ma sapeva che non poteva farlo.
Conosceva bene le sue mani e le sue dita e sapeva come erano capaci di penetrare nella figa in
modo dolce e violento nello stesso momento. Aveva il ricordo delle sue labbra vaginali bagnate dai suoi umori, quando entrava in lei e la esplorava.
Presa dal panico e dalla gelosia, cercò di liberarsi ed alzarsi.
Ma da dietro due braccia la trattennero.
Ebbe un sussulto, vide all’improvviso davanti a se un uomo solo con lo slip uscito dalla penombra, molto muscoloso, completamente calvo che la fissava negli occhi. Si mise in ginocchio davanti a lei aprendogli le gambe e guardandogli la figa pelosa sotto la gonna , tenendola ferma sulla sedia.
Sentì le sue mani sulle cosce arrivare fino alla figa, ma senza toccarla.
Intanto quella ragazza si mise in ginocchio tra le gambe di Alberto, iniziando ad accarezzare la
forma del suo pene eretto sotto i pantaloni.
Era eccitata e anche lui lo era e si chiedeva se fosse nel vedere lei con quell’uomo che l’accarezzava o per quella ragazza che accarezzava lui.
“Dio!! Ti odio e ti amo! ” Pensava eccitata con fremiti piacevoli che gli percorrevano la schiena.
La ragazza si spogliò e cominciò a slacciare la cintura dei pantaloni, sbottonarli e tirarli giù
assieme allo slip, facendolo alzare un poco con il sedere dalla sedia fino a toglierglieli.
Daniela non si poteva muovere ed impedirlo, ma solo osservare.
Alberto piegato di lato, baciava il suo seno nudo e intanto guardava Daniela facendo scorrere la lingua sui suoi giovani capezzoli in un movimento lento.
Daniela lo osservava salire con la lingua, quella lingua che riteneva sua, incontrare il capezzolo turgido della giovane, girarci intorno e prenderlo tra le labbra e succhiarlo.
Ed era come se le sentisse su di se le sue labbra, come se fosse suo il capezzolo, tanto erano i
fremiti che provava nell’osservare.
A quella ragazza gli stava facendo esattamente quello che sapeva piacere tanto a lei, succhiargli i capezzoli come ad allattarsi.
Vedere Alberto con un altra, era peggio che subire su se stessa quegli atti libidinosi:
”Forse sarebbe meglio se un uomo lo facesse a me, piuttosto che vedere lui che lo fa ad un altra donna.” Pensava.
In un misto di eccitazione e gelosia, per empatia o traslazione, sentiva i brividi sul suo seno e i
suoi capezzoli diventare durissimi senza che quello sconosciuto ai suoi piedi li toccasse.
Di riflesso, viveva su di lei quelle emozione e sensazioni piacevoli che provava la ragazza, come se Alberto lo facesse a lei. Era qualcosa di sconvolgente, non aveva mai provato una eccitazione così cerebrale, carica di adrenalina.
“Vorrei che fosse qui da me! Che me li leccasse mordesse, stringesse, che mi prendesse i
capezzoli tra le dita e li baciasse.” Pensava gelosa.
All’improvviso, sentì una mano infilarsi nella camicetta che la distolse dai suoi pensieri,
sbottonarla e scoprirle il seno tirandolo fuori e iniziando ad accarezzare e sfiorare i suoi capezzoli e le grosse mammelle mature e gonfie.
Come accorgendosi improvvisamente nella condizione in cui si trovava, notò che tutti dalla
penombra guardavano lei e non Alberto con quella ragazza e che quell’uomo accucciato davanti a lei alzatosi si era posizionato dietro .
Era da un po’ che la osservava, da quando erano entrati , ma ora la fissava libidinosamente,
iniziando a toccarla e mostrandogli la sua eccitazione premere dentro lo slip.
Si stava toccando con le mani e la invitava a guardarlo.
Gli vennero in mente le parole di Alberto su quello che poteva accadere e incrociò il suo sguardo dopo aver incontrato quello della ragazza, mentre lo sconosciuto continuava a toccarle i seni, a stringerli e accarezzarli, facendole provare fremiti di piacere.
Lo sconosciuto si piegò su di lei e sentì la sua lingua posarsi sul collo e lo leccò con desiderio.
Poi si mise davanti a lei, coprendole per qualche secondo la visuale di Alberto con la ragazza. I
suoi occhi la fissavano, in loro c’era desiderio e voglia di possederla.
Sapeva che Alberto era consapevole del loro accordo e di guardarsi negli occhi qualsiasi cosa
succedesse.
Lo sconosciuto con uno strano sguardo lussurioso riuscì a distrarre la sua attenzione da Alberto.
Si chinò davanti a lei per arrivare al suo seno con la sua bocca.
Da sopra il suo capo, Daniela vedeva di nuovo Alberto , il suo uomo con la ragazza e il suo
sguardo serio osservarla muovendo le labbra verso lei.
Vide i suoi occhi libidinosi scrutarla. Le sue labbra muoversi: Ti amo!” Ripeteva il labiale
mentre lo sconosciuto era su i suoi capezzoli a succhiarli, come Alberto faceva con la ragazza.
A quella situazione e visione un onda di calore le arrivò al ventre e sulla figa, dandole piacere e
soddisfazione di quello che stava accadendo, con il suo uomo di fronte che faceva lo stesso con un altra.
Lo sconosciuto le prese i capezzolo tra le dita, sentì la sua pressione digitale sempre più forte,
fino a farla gridare. Un gemito, dolore e piacere, mentre sentiva la sua lingua calda scorrere sulla sua mammella grossa e pallida.
Vide e sentì le sue mani stringere le mammelle e avvicinarle. Ma non poteva guardarle perchè
quell’uomo gli era piegato sopra, ma le piaceva sentire la sua lingua passare da un capezzolo
all’altro ora che li aveva messi vicini stringendoli uno contro l’altro, quasi a leccarli contemporaneamente.
Intanto la ragazza con Alberto, aveva il suo cazzo in bocca, lungo e duro e lo succhiava
continuando a masturbarlo.
Daniela vedeva il corpo di Alberto contrarsi dal piacere mentre la guardava.
Aveva paura, che la gelosia si trasformasse in piacere e non voleva. Aveva paura di restare
prigioniera di quelle sensazioni perverse.
Anche il suo desiderio la faceva fremere sotto lo sguardo di Alberto, lasciandosi andare al piacere di un altro, mentre il suo amato la osserva godendo con una ragazza.
Era una situazione perversa, depravante, ma piacevole ed erotica.
Alberto appoggiava le mani sulla testa della ragazza, che tratteneva la sua grossa cappella in
bocca, dandole il ritmo avanti e indietro.
Daniela osservandola era come se sapesse cosa provasse lei nel farle il pompino. Immaginava il cazzo del suo amato gonfiarsi di più nella bocca di quella ragazza, come accadeva con lei, quando glieli faceva .
Diventare duro e arrivare fino alla gola e le sue mani stringerle la testa e accompagnarla nei
movimenti e quei secondi fermo, per farglielo sentire bene in bocca. Sapeva cosa provava lei.
Lui la guardava sorridendo, leggendo nel volto di Daniela la sua gelosia mista al piacere
perverso come il suo che iniziava a conoscere.
Ad un certo punto mentre era avvolta dai pensieri e dal piacere si sentì prendere la testa e sentì la cappella calda e turgida di quell’uomo , sfiorarle le labbra.
Daniela osservando Alberto, si era dimenticata di lui.
Anche lui ora era lì con il cazzo duro fuori dallo slip appoggiato sulle sue labbra.
Provava disgusto solo ad averlo vicino.
“Apri! Fammi entrare!” Esclamò l’uomo .
Non era una richiesta ma un comando.
“Lo farò lo stesso anche se tu non vuoi.” Mormorò.
Lei guardò ancora Alberto godente con quella ragazza, mentre lo sconosciuto era in piedi davanti a lei in attesa.
La ragazza inginocchiata sul pavimento tra le gambe di Alberto lo stava leccando e succhiando, ogni tanto si alzava n piedi, facendosi dare qualche bacio o leccata sulla figa, glabra e senza un pelo, che la faceva sembrare ancora più giovane.
Daniela vedeva la lingua di quella ragazza passare sui capezzoli di Alberto e poi scendere sulla sua asta, infilarsi tra la sua cappella ed esplorarla.
Poi si alzò portandosi davanti al suo viso, mentre lui a testa bassa si guardava il cazzo duro e lungo che sembrava esplodere.
“Se Alberto alzasse la testa si troverebbe la figa di quella ragazza a portata della sua lingua.”
Pensò.
Caso volle che l’alzò proprio nello stesso momento che lo pensava e gli baciò la figa, come faceva sempre con Daniel prima di iniziare a leccargliela.
Daniela intanto era eccitata da quella scena e da quello che subiva dallo sconosciuto, umida tra le cosce, sentiva il calore nel suo ventre arrivare e scorrere nella pelvi. Osservava Alberto guardarla e sorriderle, ma tornare a leccare la figa della ragazza giovane.
Era una tortura e un piacere assieme quella visione e sensazioni che provava.
Lo sconosciuto vicino a lei, vedendola osservare Alberto, sorrise, aspettando che facesse le stesse cose della ragazza e Alberto guardarla mentre succhiava il cazzo ad un altro uomo.
Sentì le mani dello sconosciuto posarsi sulla sua testa e spingere il suo glande duro e caldo tra le sue labbra ed entrare il loro.
Come esaltata iniziò a leccarlo e succhiarlo dentro la sua bocca, come faceva la ragazza con Alberto, pensando di essere lei a farglielo, mentre lui la guardava . Era una sorta di competizione inconscia quella di fare vedere al suo uomo che anche lei era brava a praticare il rapporto orale e vinse il disgusto.
Sentì il cazzo dello sconosciuto cominciare a muoversi nella sua bocca, gonfiarsi di più, iniziando a fargli un pompino.
Le sue labbra le avvolgevano la calda cappella sentendo la sua eccitazione crescere e pulsare in bocca, osservando girandosi appena con la coda dell’occhio a vedere il suo uomo in ginocchio dietro la ragazza che si era messa a carponi sul pavimento e accarezzare le natiche.
Lesse nel suo pensiero, nel suo desiderio mentre succhiava il cazzo dello sconosciuto.
Intuiva che Alberto voleva penetrare da dietro quella ragazza, lo vedeva, lo sapeva, lo conosceva … era il suo uomo.
La gelosia la prese, non avrebbe voluto che chiavasse un altra, una più giovane di lei, ma nello stesso tempo provava eccitazione e piacere nel vederli.
Aveva paura che quella ragazza le desse più piacere di lei e glielo portasse via e lo vedeva
avvicinarsi a lei, al suo giovane sedere sodo e appoggiargli le mani sopra, accarezzarle le natiche e il solco , con la sua asta dura e lunga che oscillava dietro lei.
Sentiva che l’avrebbe fatto .
Mentre lei era avvolta da questi pensieri e dalla sua perversa gelosia ,lo sconosciuto lo tirò fuori dalla sua bocca facendolo oscillare nell’aria, mostrandolo duro grosso. Daniela sentì delle mani dietro lei slegarle le corde, era libera, ma non per fuggire , ma per essere presa e girata di peso e inginocchiata sulla sedia, voltata appoggiando sullo schienale le mani, ruotando la sedia in
modo che potesse guardare verso Alberto e averlo di fronte, e vedesse quello che faceva lui, mentre lo sconosciuto faceva lo stesso a lei .
Gli atti che vedeva fare da Alberto alla ragazza, le provava su di lei da quell’uomo, l’unico legame che li accomunava era il loro sguardo che si fissava, continuo, in una trasposizione di sensazioni e emozioni.
Si sentì divaricare le gambe al limite della possibilità della sedia, il suo sedere era alto , bello
proteso in fuori e all’altezza giusta con il solco in mezzo ai glutei morbidi e a vista.
Sentì infilarsi dentro la figa , prima uno e poi un altro dito dallo sconosciuto, sciacquettare tra i suoi umori vaginali, poi avvertì la grossa cappella del suo cazzo rigido sfregare sul solco tra i glutei, per scendere strisciando sul perineo nella fessura tra le labbra vaginali, appoggiarsi e premere penetrandola tra il mormorio della gente e il suo sussultare sulla sedia inarcando la schiena.
Il primo colpo fu potente e brutale, per farlo entrare fino in fondo. Farlo bagnare bene dei suoi umori e poi entrare ed uscire per iniziare e continuare a chiavarla.
Lo sentì rallentare il ritmo e dare colpi profondi. Sussultò inginocchiata nella sedia, le mani
dello sconosciuto da dietro si portano sulle sue appoggiate allo schienale, il suo torace sudato e peloso, appoggiarsi aderente sulla sua schiena e con colpi secchi e profondi, iniziò a chiavarla davanti a tutti, ai molti sguardi degli avventori del club e del suo uomo Alberto che la osservava chiavare da quell’uomo nudo e completamente calvo.
La sta chiavando alla pecorina , inginocchiata sulla sedia.
Guardando di fronte a lei , in quella posizione animalesca, vide il cazzo eretto e pronto di Alberto per penetrare la ragazza, anch’essa alla pecorina inginocchiata come lei sulla sedia.
Leggermente di traverso, vide appoggiarlo sulle sue natiche e dare una spinta per entrare in lei.
Daniela era eccitata da quella scena che vedeva, sembrava lei riflessa in un specchio con Alberto, provandolo lei stessa con quell’uomo quelle sensazioni che la ragazza provava con lui.
Vide la ragazza inarcarsi e alzare la testa nel momento che lo sentì entrare, il suo corpo irrigidirsi quando fu dentro e le sue mani afferrare forte come lei lo schienale della sedia. Fu un attimo e anche Daniela muovendo il capo gemendo di piacere la guardò negli occhi come ad Alberto.
Era tutto così perverso e trasgressivo quel modo di possedere ed essere posseduta, non solo fisicamente , ma anche psicologicamente, sembrava virtuale quasi. Farsi chiavare da uno sconosciuto inginocchiata su una sedia osservando Alberto farlo ad un altra e provando piacere e godimento nel ricevere e nell’osservare.
Si vergognava ad essere lì, posseduta sotto lo sguardo della gente e soprattutto del suo amato,
mentre lui faceva lo stesso con un altra guardandosi però sempre negli occhi.
Socchiuse le palpebre dalla vergogna e dall’umiliazione, osservandoli, pareva come se il suoi sguardi fossero lampi , aprendo e chiudendo gli occhi.
Lo sconosciuto dietro di lei inginocchiata sulla sedia, coprendola con il suo corpo come se fosse una cagna da montare, leccandole con la lingua calda e insalivata il collo, iniziò a muoversi sempre più velocemente, iniziando a farla godere. Ora lo voleva… lo desiderava.
Era una scena eccitante vederla godere in quel modo, inginocchiata, penetrata da dietro osservando Alberto che chiavava l’altra .
Ora non era più gelosa di lui, perché godeva.
Quell’uomo la penetrava con brutalità e capacità, sentiva il suo cazzo toccargli l’utero, battere
sopra la cervice in quella posizione strana , quasi da non riuscire a respirare.
Solo il bisbiglio della voce del suo calvo sentiva:
“Ti piace ehh!! Sento che godi, ti si legge in faccia, se ne accorgono tutti. Sei una troia anche tu come tutte le signore che frequentano questo circolo!” Bisbigliò avvicinandosi all’orecchio.
Lei continuava a guardare Alberto penetrare con colpi violenti e pieni di rabbia la ragazza, era
come se fosse in tutte e due corpi in quel momento, in lei e nella ragazza, come se si vedesse in
uno specchio con Alberto e nella realtà chiavasse con un altro .
Era gelosa, e anche se quel gioco l’aveva voluto lui e lei lo aveva accettato, non riusciva a trattenere il piacere lasciandosi andare al godimento, gemendo con quello sconosciuto, davanti a quel pubblico depravato inginocchiata su una sedia con il culo in fuori. Era in preda a un piacere intenso, doppio , nel vedere e nel provare a essere chiavata alla pecorina.
Sentì ancora bisbigliare:“Anche il tuo Alberto … guarda come gode a chiavare la ragazzina e come gode lei ad essere chiavata da lui.” Mentre con il suo torace peloso e sudato, si sfregava
muovendosi nell’amplesso sulla sua schiena, pallida e profumata.
Li vedeva socchiudendo gli occhi, godevano tutte e due, come in quel momento godeva lei.
Lo sconosciuto continuò sempre più veloce e più in fondo fino a farla muovere staccandola dalla sedia e facendola dondolare in avanti assieme al suo ritmo vigoroso, al limite del traballare, fino a che sentì tutti i suoi muscoli irrigidirsi nell’ultimo sforzo del piacere, all’arrivo dell’orgasmo.
Le sue mani bloccare le sue appoggiate riportate allo schienale e stringerle forte con il cazzo che in quella posizione gli accarezzava l’utero, lo sentiva nella pancia, più grosso e lungo di quello di Alberto. Era il terzo uomo in vita sua che la possedeva.
“Aaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!”
Gemendo si lasciò andare fino agli ultimi spasmi, mentre sentiva la vagina contrarsi dal piacere, dal godimento. Stava arrivando l’orgasmo.
Sentendosi piena della carne del suo cazzo e continuando a godere e ad avere dei piccoli orgasmi a ripetizione , si mise a gemere e fremere e scuotersi tutta in modo incontrollato.
“Aahhhhhhhh!!!!!….mmmmmmmmmhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!….Sssssssssiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!”
L’orgasmo fu forte e violento e lo sentirono tutti nella sala, anche Alberto che la guardava godere, gemere di quell’uomo.
Nel mentre Daniela seppur perca nel suo orgasmo, sentiva la giovane gridare di piacere come lei, ansimare quasi all’unisono sotto i colpi del suo uomo, violenti, rabbiosi e maschilisti.
Avrebbe voluto immaginarlo furioso di gelosia perchè lei era lì posseduta da un altro e ne godeva, ma sapeva che Alberto non provava quei sentimenti, tutt’altro ne gioiva a vederla con quello sconosciuto godere.
La ragazza come se obbedisse ad un ordine alzò la testa, si sporse in avanti e iniziò a venire, con scuotendo anch’ella il suo corpo giovane e perfetto, mentre Daniela nell’estasi osservava la lingua di Alberto leccargli il collo e la schiena e lei ritmicamente si muoveva ai suoi colpi dondolando avanti e indietro.
Daniela continuava a sentire il torace peloso e sudato di quell’uomo su di lei sfregare la sua schiena pallida, non gli erano mai piaciuti gli uomini pelosi, gli facevano ribrezzo, ma la faceva godere e dimenticava anche le sue preferenze e i suoi gusti. Avvertì le sue mani passare ai fianchi, tenerla ferma mentre si scuoteva tutta, non lasciandola libera di sfogare
il piacere esternamente, ma facendolo esplodere dentro di lei.
Sentiva il suo corpo caldo e i suoi colpi dentro lei e per reazione i suoi spasmi vaginali di piacere che sembravano non finire mai.
Di fronte vedeva il suo amore Alberto penetrare la ragazza allo stesso ritmo con cui quell’uomo aveva penetrato lei.
Era una cosa incredibile stravolgente. Con l’immaginazione era come se il cazzo di Alberto si fosse sdoppiato e nello stesso momento riuscisse a chiavare tutte e due. Sentiva anche lei il suo desiderio, la sua rabbia in quei colpi che dava alla ragazza.
I loro occhi ora erano fissi gli uni negli altri . E il loro desiderio al massimo.
Anche Alberto eccitato sentiva che avrebbe voluto chiavare anche Daniela, penetrarla al posto
della ragazza, ma senza violenza e rabbia, con dolcezza.
I suoi movimenti sempre più veloci dominavano la ragazza che oramai era sottomessa, come Daniela lo era diventata di quell’uomo.
Stava per venire anche Alberto. Il giovane corpo della ragazza si inarcò avvicinando i lunghi capelli neri al suo viso e spingendo indietro il sedere per farlo entrare di più in lei .
Alberto si lasciò andare al piacere, godendo anche lui sulle natiche giovani e sode di quella
ragazza.
Mentre Daniela osservava il seme del suo amato uscire nello stesso istante in cui lo sconosciuto eiaculava sul suo sedere.
“ Ora esco !” Esclamò lui, tirandolo fuori mentre le sue mani erano ancora su di lei e non volevano lasciarla andare.
“ Ora esco ! “ Ripetè :” Ma ti sborro sul culo .” Disse “ E tu devi spalmartelo con la mano.”
Daniela a quelle parole, guardò ancora un attimo gli occhi del suo uomo.
“Ha sentito?”
Chiese lo sconosciuto tirandolo fuori e iniziando a sborrare i getti potenti del suo seme caldo a inondarle le natiche.
Non rispose, era estasiata da quegli spruzzi caldi, ma non ubbidì allo sconosciuto che vedendo la sua inerzia, prendendole il polsdi sua iniziativa, le stacco con energia la mano dallo schienale della sedia, la portò dietro sul suo gluteo e gliela appoggiò con forza sulla sua sborra, iniziando a muoverla e rotearla, facendo in modo che si spalmasse il suo sperma dappertutto.

Era tutto finito, un lungo applauso sovrastò la musica e li avvolse .
Daniela piena di vergogna venne lasciata inginocchiata con il culo in fuori sulla sedia da quello sconosciuto che scomparve senza dire nulla, mentre si alzava dalla sedia e tirava giù la gonna.
Era tutta umida tra le gambe e con lo sperma di lui spalmato sulla natica.
Anche Alberto si alzò e la ragazza sparì dopo averle dato un bacio allontanandosi .
Erano sudati entrambi, ansimanti , lui si avvicinò e baciò sulla bocca la sua Daniela, unendo la lingua alla sua, in un bacio appassionante tra un nuovo battimano dei soci.
Era l’inizio del loro “Amore Perverso. “
“Sei mia amore….” Le sussurrò.
Si vestirono dietro un separè, dove li raggiunse il Dottore che si complimentò con Daniela: “Uno spettacolo sublime dottoressa, altamente erotico, non capita spesso di vedere una bella signora borghese come lei inginocchiata sulla sedia che viene presa come una cagna da un giovane maschio. Complimenti!” Ripetè .

Si salutarono e si avviarono in auto a casa, nel tragitto Daniela era silenziosa.
“ Allora ti è piaciuto?“ Chiese Alberto.
“Chi era quella ragazza!” Domandò invece di rispondere .
“Non sarai mica gelosa?” Continuò Alberto.
“ No! E’ solo curiosità , comunque anche se lo fossi?”
“Tra noi non dobbiamo essere più gelosi amore mio. Io lo fatto con una ragazza e tu con un altro mentre ci guardavamo chiavare e godere. Ed è stato bellissimo e non dobbiamo essere gelosi.
Anche tu hai goduto con lui, si vedeva e sentiva anche da distante.”
“Stupido!” Esclamò Daniela continuando:” Non mi hai risposto! Chi era?”
“Era una ragazza del locale, un entrenause.”
“Una prostituta vorrai dire?
“Chiamala come vuoi, in fin dei conti lo siamo un po’ tutti anche te!” Precisò.
“E il mio patner chi era?” Chiese .
“Un cameriere !” Rispose Alberto guidando.
“Un cameriere? Pensavo che fosse almeno il proprietario .” Disse ridendo.
“Qui non c’è un proprietario, ci sono solo soci e lo siamo tutti, c’è il presidente, ma è stato meglio che non fosse lui, è vecchio e brutto.” Gli disse.
“ Ma almeno siamo sicuri che non ci hanno fotografato ?” Domandò ancora.
“Stai tranquilla. Questo è un club molto riservato come le persone che lo frequentano, non se ne fanno niente delle foto.” Disse Alberto aggiungendo:” Loro preferiscono vedere dal vivo.
L’altra volta il dottore te le aveva fatte per indurti a ritornare.”
“Indurmi? Faresti meglio a dirmi a ricattarmi!”Rispose lei.
“ Come vuoi, ma è stata una sua necessità che ora ha distrutto. Ma non parliamo di queste cose. Dimmi piuttosto ti è piaciuto?”
“Oddio! Non è il tipo di rapporto che prediligo, ma lo fatto per fare piacere a te.”
“Danielaaa!! “ Esclamò sorridendo lui:”Ti è piaciuto?”
“ Si! Mi è piaciuto!” Rispose sorridendo:” Ma mi sento sporca e piena di vergogna.”
“Capita la prima volta, ma tu l’hai fatto con me non con quello sconosciuto, ricordalo.” Disse per tranquillizzarla.” Come io lo facevo con te e non con quella ragazza!
E questo mentalmente la rassicurava. La trasposizione di pensare e convincersi che era Alberto a possederla e non quell’uomo.
“Meno male!” Penso lui :”Non fa scenate! Si sta metabolizzando sul suo nuovo ruolo, se ne
accorgerà in seguito cosa dovrà fare… .”

Giunsero a casa , si spogliarono e si fecero la doccia, abbracciandosi e baciandosi, poi andarono a letto e si addormentarono come se niente fosse accaduto per Daniela.
L’indomani sarebbe stato un nuovo giorno.

 

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