b- L’amore perverso. Cap 06 L’esibizione.

Cap 6  L’AMORE PERVERSO.

Note:

Che cos’è l’amore?
La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è, o meglio essere amati a dispetto di quello che si è.
Victor Hugo

L’ESIBIZIONE.

Seduta in quel locale a un tavolino con il dottore nell’attesa di Alberto, la musica continuava dolce facendo da sottofondo al balletto di quelle ragazze seminude che danzavano mostrandosi.
Daniela si sentiva accaldata e leggera.
“Venga al mio tavolo, staremo meglio, c’è più fresco.” Sentì dire al dottore.
“ Seccata e infastidita da tutte quelle attenzioni non volute ripetè come un disco rotto :” No
grazie… attendo Alberto qui! “
” In quel momento un cameriere volutamente sbadato , fingendo di inciampare nel passare tra i tavoli dietro lei, gli rovesciò addosso il vassoio, facendo cadere un bicchiere pieno sul soprabito, bagnandolo e macchiandolo assieme al tavolo e alle sedie, Scusandosi subito per l’accaduto.
Lei per reazione si alzò di scatto, sentendosi bagnare per evitare il peggio al suo trench di burberry in cotone leggero.
“Adesso deve venire al mio tavolo, è asciutto, questo è bagnato.” Disse il dottore: ” Venga !”
Daniela confusa dall’accaduto, dalla sua situazione intima e tesa per la mancanza di Alberto fece alcuni passi assieme a lui verso il suo tavolino, mentre alle sue spalle arrivò subito una giovane ragazza.
“Mi scusi madame!” Disse il cameriere davanti a lei:”Le faccio pulire subito il soprabito, me lo
dia.” E allungò le braccia verso lei per far si che se lo togliesse pronto a prenderlo, ma lei a disagio esclamò:
” Ma no! Non importa, lasci stare, lo farò a casa appena arriva Alberto, non è successo niente,
non si preoccupi.”
Era agitata, inquieta, sudava e aveva il viso arrossato dal caldo, dal drink e dalla vergogna e non connetteva bene. Ora aveva paura della circostanza che si era creata e della sua condizione.
“Ma in che situazione mi trovo e dov’è Alberto? “ Esclamò tra se dalla rabbia e dall’istinto con uno sguardo confuso e distratto, mentre la ragazza posteriormente le sue spalle allungando le braccia in avanti le prendeva da dietro i baveri del soprabito allargandoli e il Dottore davanti a lei esclamò:
” Su lo tolga!…Sappiamo che è nuda sotto.”
Daniela restò attonita a quelle parole, come faceva a sapere?
Disorientata da quella verità, prima di realizzare cosa le stavano facendo, il cameriere con la scusa di asciugare il soprabito con il tovagliolo le sbottonò i tre grossi bottoni sul davanti, slacciando la cintura coordinata che la stringeva alla vita e la ragazza dietro, con una tempistica concordata, inaspettatamente e veloce dopo averglielo allargato sui lati, lo tirò indietro e giù dalle spalle, sfilando le maniche dalle braccia , abbassandosi finche non le passò le mani, portandolo ai piedi, poi lo prese e si allontanò.
Daniela restò paralizzata da quell’avvenimento, si trovò nuda, solo con reggicalze e calze, non aveva nemmeno le mutandine, e incapace di reagire, rossa in viso restò ferma e nuda
a guardare il dottor Angelo davanti a se.
Era nuda, solo con calze e reggicalze come l’aveva fatta uscire Alberto. E realizzando il suo stato e riprendendosi dalla sorpresa urlò alla ragazza che si allontanava con il trench:
” Ma no!..Che fa? Mi ridia il soprabito. “Oddioooo!!!!… Che vergognaaa!!! ” Esclamò cercando
di coprirsi il sesso con la mano e il seno con l’avambraccio.
“Su non si vergogni!…Si faccia osservare dottoressa.” Disse il dottor Angelo con voce calda e rassicurante, staccando e aprendole le braccia che serrava sul sesso e sul seno.
“ Si mostri dottoressa!!…E’ una bella donna! “ Disse.” E le belle donne bisogna mostrarle.” Aggiungendo guardandola in viso e sorridendo:
“Su… che piace anche a lei mostrarsi ed essere ammirata lo so! Vedrà che lo troverà piacevole, qui ci sono molti amici che la stanno ammirando e attendono.”
Sconvolta si guardò attorno piena di vergogna . Era nuda solo con calze e reggicalze su scarpe
traballanti dal tacco altissimo a cui non era abituata.
“Ma dov’è Alberto !” Pensò ancora.
Mille pensieri correvano per la sua mente, rabbia, turbamento, angoscia, eccitazione.
Si trovava lì, sola in quel locale e nuda praticamente, sotto lo sguardo di quell’uomo e degli
avventori del locale.
“La prego!…Mi dia qualcosa per coprirmi! “ Esclamò con un filo di voce.
“ Ma perchè Dottoressa?…E’ tanto bella così!!” Le rispose il Dottor Angelo, mentre alcuni lampi di flash illuminavano la penombra della sala. Era tanto tesa e sconvolta che non si accorse nemmeno di essere fotografata.
“Venga!” Le ripetè il dottore prendendola per mano e tirandola a se.
Non poteva crederci, era un incubo, come poteva trovarsi in un locale così, sola e nuda?
“Su venga !!” Ridisse il dottore tirandola più forte verso il centro della sala.
“Su… ubbidisca!!” Esclamò autoritario.
Era confusa accaldata, l’alcol del drink iniziava ad avere il suo effetto, non sapeva che fare, come un automa mosse alcuni passi verso quell’uomo che la invitava a seguirlo e scese dalla pedana dei tavolini e accompagnata e tenuta da quella mano fredda e scarna, si ritrovò al centro della sala, sotto le luci dei faretti , mentre uomini e donne attempate, la osservavano.
“Dio mioo!” Sussurrò:”Ma dove sono finita?… E’ un incubo questo!”
Il dottor Angelo sempre tenendola per la mano gliela alzò e la fece ruotare su se stessa sotto il suo braccio teso, in modo che tutti la vedessero bene, bisbigliandole:
” Lei è eccitata Daniela , si vede dal suo viso e dai suoi capezzoli. Si lasci esibire senza apprensione e resistenze.“
Come stordita, passiva si lasciò ruotare su se stessa, mostrandosi agli sguardi lascivi e libidinosi dei clienti del locale. Come paralizzata, incapace di reagire, subiva lasciando fare:
”Ha un bel seno !!” Disse tastandolo il dottore:“ Ancora sodo, con il capezzolo rivolto in su!!…Bene!”
Daniela riuscì solo a mormorare:” La prego non mi umili!…Dov’è Alberto? Perchè non è qui con me? “
“Alberto è tra la gente che la sta osservando, non le faccia fare brutta figura!”
Sconcertata da quella affermazione esclamò:” Come tra la gente ?…Che dice? Ha detto che è
andato in negozio!”
Con sufficienza le rispose:” Si , ma ora è tornato e la sta osservando.”
“Ma perchè non interviene?” Domandò cercandolo con lo sguardo tra gli occhi della gente in penombra.
“Perchè lui è d’accordo con noi nell’esibirla. E ora su!! Che piace anche a lei mostrarsi. Vedrà lo
troverà piacevole.”
“Ma no!… Non è possibile! Cosa dice? … Lui d’accordo?”
“Dico la verità, solo la verità.” Rispose il Dottore.
Gli occhi di Daniela si inumidirono, cercando negli altri quelli di Alberto.
La sua mente era solcata da mille pensieri ed emozioni contrastanti, differenti.
“Io vado via !!” Esclamò decisa all’improvviso.
“Non può!” Disse il Dottore.
“Perchè?”
“Perchè è stata fotografata dottoressa e se non vuole che le sue foto diventino pubbliche, si lasci condurre in questo gioco.”
A quelle parole restò attonita:”… mi hanno fotografata… “ Ripetè.
“Si!… Ogni lampo che vede è una fotografia.” Le comunicò il dottore.
Restò ferma, incredula, diritta, cercava di connettere e riflettere, ed era sudata, colpa del caldo del locale e di quel drink alcolico.
Incerta non sapeva cosa fare. Quell’uomo la stava ricattando.
Sembrava persa, al centro della sala, girando la testa e scrutando la gente ricercando il viso di
Alberto, il suo uomo … il suo amore, che venisse a salvarla, a proteggerla.
Era nuda nella pista, completamente nuda con quella poca lingerie tra gente sconosciuta.
Mentre rifletteva in dottor Angelo la prese per mano e la sospinse verso di se dicendole:
” Venga!… Facciamo un giro tra i tavolini perchè tutti possano ammirare da vicino le sue gioie nascoste e poi sarà tutto finito.”
Passiva e incapace di porre resistenza, si lasciò trascinare dalla sua mano vegliarda, barcollante e tremante sui tacchi cedette alla sua richiesta.
Come suo accompagnatore la stava mostrando impudicamente a quella gente, offrendola nuda e con lingerie erotica ai loro sguardi .
Tenuta per mano seguiva il Dottore come una bambina, senza obbligo, priva di volontà.
Risalito il gradino della pedana, si fermò, girò la testa cercando il viso di Alberto tra la gente.
Ora sapeva che lui era lì e la osserva assieme agli altri, ma non si chiedeva più niente, non più i
perchè, sperava solo che tutto finisse presto, non voleva accettare le sensazioni sconosciute e
piacevoli che iniziava a provare nel mostrarsi al centro della stanza, dove tutti osservavano il suo corpo nudo e maturo .
Un gelo mortale invase Daniela, il viso contratto, il cuore che le scoppiava, ferma e passiva si
lasciava ammirare.
Rossa di vergogna e disperata per timore che qualcuno la conoscesse, restava immobile
fronteggiando il suo ricattatore, il dottor Angelo.
Sentiva lo sguardo di quell’uomo freddo e perverso su di lei, si sentiva scrutata dai clienti in ogni dettaglio delle sue intimità, valutata, soppesata, anche dalle donne.
Senza alcun riguardo il Dottore l’ammirava sfacciatamente, pregustando lo spettacolo che di lì a poco avrebbe rappresentato.
Ma Daniela, in un momento di orgoglio sentendosi umiliata esclamò:
“Adesso bastaaa !…Bastaaaaa!!… Me ne vado!“
“ Non si muova di qui dottoressa, è meglio per lei, per il suo lavoro. Ubbidisca!” Le sussurrò il
dottore.
Daniela sentiva la testa che le girava, e non connetteva più bene i suoi pensieri, tra il caldo e il
drink bevuto si sentiva sopraffatta , incapace di reagire e non aveva più la forza di combattere.
Si vergognava da morire, ma non riusciva a ribellarsi a quello stato e a quell’uomo. Non era mai stata nuda davanti a uno sconosciuto e ora avrebbe dovuto mostrarsi come in uno spettacolo davanti ad un pubblico di estranei, gente depravata che non conosceva, mentre il dottore pregustava la sua umiliazione.
“Su, si mostri! Vogliamo vedere bene le sue bellezze, le intimità di una signora borghese, della
buona società, una madre di famiglia, una donna arrivata.
Lo sappiamo che lei è una delle donne più desiderate e inarrivabili della città, per questo ai nostri amici vogliamo offrire uno spettacolo unico, in anteprima. Sempre se non ha niente in contrario!” Terminò il dottore con un sorriso.
Un mormorio salì dai tavoli, alcuni clienti ridevano. Lei imbarazzata rimase attonita a quella
richiesta brutale.
Si sentiva stordita, il rossore che le colora le guance si estese a tutto il volto.
Con gli occhi bassi, come una schiava in vendita al mercato, la costrinse a piegarsi toccandosi la punta delle scarpe con le dita, offrendo così, la visione del suo sedere morbido e carnoso, pallido, con un solco gluteo profondo e ben definito che affondava fra le natiche dividendole.
Ci fu un vociare e un applauso.
“Bene! …Ha visto? Riscuote anche successo .” La incoraggiò il dottore.
“Ora si tiri su e si giri!” La esortò, e quando fu dritta la ruotò mostrando il rigonfiamento scuro
della figa, dovuto al triangolo di pelo folto, soffice e ben curato che la copriva.
Istintivamente strinse le cosce come a proteggersi. Si pentì di avere dato retta ad Alberto ad
accettare quel gioco che sembrava innocente.

“No! No!… Non stringa!… Le allarghi le cosce, si lasci ammirare la sua intimità, il suo gioiello migliore, quelli che tutti lambiscono e desiderano.” La incitò il dottore facendo segno con le dita alla sua figa.
Poi viziosamente facendo schioccare le dita come se fosse un animale da circo esclamò:
“Prego ora il seno!… Lo prenda sui palmi delle mani e lo mostri ai suoi ammiratori.” La sollecitò con tono severo.
Daniela era immobile al centro della pista illuminata, esibita come la peggiore delle schiave come se fosse veramente in vendita.
Aveva le guance in fiamme, era confusa, sempre timorosa di essere riconosciuta da qualcuno.
Con le dita tremanti prese con le mani a coppa i suoi seni abbondanti e sollevò i due globi di carne tenera e bianca con le areole increspate di color rosa scuro e i capezzoli turgidi dall’eccitazione, li alzò e li lasciò cadere al suo comando, facendoli dondolare sul torace.
Le mammelle erano pallide, solcate da leggere vene azzurre sottopelle e i due capezzoli ben
Risaltanti, dritti puntavano eretti verso il pubblico.
Un altro applauso si sentì nella sala.
Sul viso di alcuni avventori si vedeva un ghigno di lussuria che deformava il loro volto.
“Brava! Molto bene! Lei è predisposta a mostrarsi ed esibirsi lo sa! “ Disse il dottore.
“La prego ora basta! Mi gira la testa, non sto bene, mi lasci andare, dov’è Alberto?”
“Alberto arriverà! Ma ora passeggi un po’!” Aggiunse per prolungare lo spettacolo e umiliare
ulteriormente Daniela .
“Cammini per la sala, faccia un pò di passerella come quando sfila in città ammirata da tutti gli
uomini.” Le disse.
Daniela quasi inconsciamente accaldata e sotto l’effetto dell’alcol che l’aveva disinibita, ubbidì, si mosse per la sala ancheggiando, il seno e le natiche ondeggiavano ad ogni passo. I tacchi alti le facevano sporgere i glutei in maniera indecente. Gli occhi le si riempirono di lacrime e la vista le si offuscò. Si mosse come una sonnambula, mentre sentì pesare su dì sé gli sguardi eccitati di quella gente.
Implacabile, i suoi movimenti vennero accompagnati con commenti pesanti sul suo corpo, sul seno, il culo e… altrettanti insulti per la sua bocca.
Continuò a camminare avanti e indietro sommersa di vergogna e piena di apprensione, a
Comando, come se fosse un animale, reggendosi le mammelle con le mani, come ad offrirle ai suoi spettatori. Incapace di reagire , ma solo di ubbidire.
Il dottore le ordinò di fermarsi davanti e vicino a loro in modo da farsi ammirare bene.
Umiliata, ubbidì , tra i peli del pube si intravvedeva la fessura del suo sesso umido.
Il Dottore improvvisamente davanti a tutti allungò la mano e inaspettatamente introdusse due dita in vagina facendola sussultare e come se fossero uno speculum vaginale le allargò separando le labbra vaginali una dall’altra, mostrando l’inizio dell’interno color corallino che si perdeva nel proseguimento nel buio vaginale.
Era troppo, per Daniela. Il sudore cominciò ad impregnarle la fronte. Malgrado la repulsione per quello che la obbligava a fare sentì con orrore che l’interno delle cosce si stava bagnando sempre di più e non riusciva ad opporsi.
“Allarghi le gambe!… Ancora di più, mi faccia vedere tutto bene, dentro.” La invitò la voce del
dottore mentre toglieva le lunghe dita scarne dall’interno. Daniela inconsciamente le divaricò un poco.
“Ecco brava!…Cosi!…Non si distingue ancora bene in mezzo a tutti questi peli, ma qualcosa si
vede!” Esclamò il dottore , mentre lei mordendosi le labbra in preda a uno stato di stordimento ed eccitazione alla sua manipolazione non aveva il coraggio di protestare.
Con capacità ed esperienza il dottore posò il palmo della mano sul pube, con due dita ogni lato della fessura, divaricando in maniera laterale le dita in modo da allargare l’ingresso della sua vagina in mezzo alla quale emergeva il clitoride rosso e duro.
Più sotto nella vulva, si intravvedeva l’entrata della vagina e poi il perineo, il punto in cui nasceva il solco inferiore dei glutei, ombreggiato dai peli scuri. Uno spettacolo osceno ma anche molto eccitante.
Mortificata, Daniela teneva la testa abbassata per non incrociare lo sguardo di quella gente.
“Bene… Bene! Ecco il nostro gioiello a portata di mano.” Disse ridendo con ironia il dottore:
” Mi sembra molto bello anche se usato, senz’altro è di valore. “ Disse, e un altro scroscio e
battito di mani invase la sala.
Con il medio inaspettatamente la penetrò completamente nella vagina, quel dito pallido, scarno e ossuto entrò dentro fino in fondo.
“Nooo!! Questo no! “ Farfugliò Daniela sussultando in piedi:” La prego !”
Ma non ebbe risposta, iniziando il dottore a muoverlo avanti e indietro, constatando che il canale vaginale era già lubrificato dall’eccitazione dell’essere esibita e si prestava alla penetrazione.
“E’ già tutta bagnata dottoressa! … Ma lei allora godee !! “ Gridò forte in modo che tutti in sala
sentissero, umiliandola profondamente.
Provò a penetrarla con due dita unite, lentamente, provocando solo una spinta in avanti dei reni di Daniela e un inarcamento del suo corpo. Le dita entrarono a fatica, ma completamente dentro e il Dottore sentì il caldo e l’umore della sua vagina e il pelo soffice della figa sfiorargli le dita contratte.
Daniela restò immobile a guardare e a subire attonita e passiva, a sentirsi violata, girando il capo dall’altra parte umiliata e tenendo gli occhi chiusi.
La bella direttrice era a loro disposizione.
Un pizzicotto, interno alla coscia , le fece male e la costringe ad aprire gli occhi, rabbrividendo.
Vide il suo sorriso di scherno, mentre faceva ruotare le due dita ancora inserite nella sua vagina, rovistando e provocandole lacrime e piacere .
E’ come in un sogno assurdo, sentì che i capezzoli le si indurirono di più. Si scoprì eccitata da quel contatto ripugnante, la sua vulva prese a pulsare oscenamente mentre il Dottore tirò fuori le dita umide e le posò poco più alto continuando a stuzzicarla avvicinando il pollice e l’indice stringendole con forza il clitoride. Sapeva dove e come toccare per far godere una donna, non per niente era un ginecologo.
Daniela sussultò, poi inconsciamente spinse il pube in avanti. Le sue cosce tremavano e il l suo
ventre pulsava ferocemente.
Era esibita e masturbata dal Dottore in quella sala dal profumo orientale, dalla musica classica e dagli sguardi perversi .
Con decisione lui affondò di nuovo il dito nella vagina, lei sobbalzò nuovamente per l’intrusione, le sembrava di impazzire per la vergogna e il piacere. Ma non poteva fare nulla e docilmente ritornò alla posizione comandata, restando ferma con le gambe leggermente divaricate, mentre il dito di lui si muoveva veloce dentro di lei.
“Alberto dove sei?”
Chiamava dentro lei tra piacere e vergogna, mentre le lacrime gli rigavano il viso.
Era completamente soggiogata , non riusciva a reagire. Emise alcuni gemiti, senza però osare
ribellarsi. Alla fine sentì le sue viscere completamente conquistate. Il lento movimento del dito
assunse il ritmo di un dolce cullare… Visibilmente compiaciuto, il volto del Dottore si illuminò di un sorriso vizioso.
“ Se lei potesse guardarsi in faccia ora, mia cara direttrice… manifesta apertamente che sta godendo e le piace essere masturbata ed esibita in pubblico.”
“Lei mi disgusta!”Rispose Daniela in un rigurgito di razionalità, mentre il dottore la guardò con un sogghigno di disprezzo.

Girando lo sguardo assente tra la gente vide Alberto tra il pubblico, sussultò, non poteva credere ai suoi occhi, la stava osservando godere, violentata dalle dita di quel vecchio perverso assieme a quella gente e senza intervenire.
Rossa di vergogna Daniela al comando del dottore si girò lentamente offrendo a quella gente la visione del suo posteriore protruso e carnoso. Con una leggera pressione sulle reni il dottore le fece capire cosa si aspettava da lei, che sempre più confusa, si piegò di nuovo in avanti con le gambe leggermente divaricate lasciando sporgere il sedere in fuori e le mammelle pendenti dal torace.
Il fiato tiepido del dottore le accarezzava la pelle.
Visto da dietro, dalla parte del pubblico, lo spettacolo era incredibilmente osceno ed eccitante.
All’inforcatura delle gambe spalancate, la protuberanza della figa sporgeva , in rilievo, circondata da un bosco di peli diventati umidi che orlavano i contorni delle labbra vaginali dalle pliche rosee e umide.
I peli scuri proseguivano nel solco delle natiche, fino a scomparire al loro interno nei pressi dell’ano. Sentì le mani scarne del dottore che si impadronivano dei suoi glutei divaricandoli fino a scoprirne l’ano, ancora vergine e inviolato. Vi appoggiò un dito, lo accarezzò e lo premette, ma senza forzare ed entrare in lei come aveva fatto davanti. Per reazione Daniela lo strinse forte spasmodicamente.
“No! Noooo!” Vi prego. Li no!!” Supplicò.
Il Dottore non volle inferire di più, aveva altri progetti su di lei, sapeva che oramai era in suo
pugno e la lasciò tirare su.
La mostrò ancora a quel pubblico vizioso e lei come ipnotizzata e incapace di reagire, restava lì a lasciarsi osservare.
Dalla tasca sinistra della giacca, tirò fuori una lunga catenella dorata che abilmente la fece passare tra le gambe e intorno alla vita agganciandola alla chiusura.
Solo un filo di anelli ancorati tra loro le cingeva la vita assieme al reggicalze, scendendo
dall’ombelico per passare sui peli e tra le labbra vaginali dividendole e risalendo dietro lungo il solco gluteo riagganciandosi alla vita tra i reni . Aveva una string a catenella dorata, che assieme al nero del reggicalze la rendeva sensuale ed erotica nello stesso tempo.
Dall’altra tasca tirò fuori un catena a maglie grosse, sempre dorata , molto elegante e fine non si capiva cos’era, ma lui portando le mani sul suo collo, passandola sotto i capelli la mise e l’agganciò, mostrandola ai presenti.
Era una catena a collare molto elegante e raffinata con l’occhiello e la medaglietta.
Alberto la osservava eccitato di nascosto, dalla penombra e tra la gente, la vedeva persa,
incredula di quello che le accadeva e che guardava in giro cercando il suo sguardo.
Ogni angolo del suo corpo era in mostra ispezionato dalla luce dei riflettore e dagli occhi di quelle persone, anche le donne la osservavano commentando tra di loro o con i loro uomini .
Stordita ed eccitata si arrese ed alzò le braccia tra un lungo applauso, mostrando i simboli della sua capitolazione.
Il Dottore si avvicinò e gli agganciò un guinzaglio e tirandola leggermente la fece camminare tra la gente come se fosse un animale, una cagna, tra risa e volgarità.
Era comunque bella e superba con quel collare dorato al guinzaglio di quel vecchio porco che la mostrava e la esibiva mentre lei inconsciamente e involontariamente ne godeva, cercando di non farlo notare.
“Su abbiamo finito !…L’esibizione è terminata !” Esclamò.
Il gioco di esibirla come una troia disponibile eccitava entrambi anche lei pur non volendo, dimostrandolo con i capezzoli turgidi e l’umidità della sua figa che si rivelava con il luccichio sui peli.
La musica cessò. L’esibizione era finita, ora lei era dritta e immobile, completamente nuda sotto i riflettori, solo con scarpe ,calze e reggicalze e quella string di catenella dorata, violata nella carne e nella mente da quel medico perverso.
Lui la prese ancora per mano e l’accompagnò al suo tavolino attraversando gli altri tavoli, dove molti poterono osservarla da vicino e qualcuno toccarla, ottenendo un contatto con la sua pelle vellutata e sudata.
Passò vicino a tutte quelle mani che il pubblico applaudendo gli allungava sul corpo e ci furono molti clienti che non riuscirono ad avvicinarla.
Lei confusa si osservava intorno e come in un incubo si vedeva contornata da visi sconosciuti e libidinosi che le sorridevano e ammiccavano come se fosse una donnaccia, una entrenause o un’attrice di spettacoli erotici.
Alberto si fece strada tra loro e riuscì ad avvicinarla, l’abbracciò e la strinse dopo che un grassone le aveva palpato il culo.
Vendendolo Daniela scoppiò a piangere, battendole i pugni sul petto ripetendo isterica:” Dov’eri!… Dov’eri!!…” Poi si lasciò andare restando abbracciata a lui.
Il seno era gonfio ed i capezzoli turgidi, lui li accarezzò, le porto la mano sul sesso, e lo sentì umido.
Lei non si oppose abbassò lo sguardo umiliata e si lasciò stringere e toccare dal suo amato.
Il dottore le lasciò la mano staccandosi da lei , sganciò il guinzaglio mentre una ragazza le riportò il soprabito di burberry , che indossò subito coprendosi nuovamente, anche se era accaldate e sudata, e lo strinse a se come a nascondersi e proteggersi.
Alberto la prese e in silenzio la portò via, salutando con un cenno il Dottore e qualche altro avventore.
Salirono in auto, era notte fonda oramai e partirono.
Veloce l’auto corse sull’asfalto verso casa, mentre Daniela scoppiava in un pianto fragoroso:
“Che vergogna! Che vergogna!“ Ripeteva tra i singhiozzi :” Mi hai umiliata! Sei un bastardo un
porco!”
Giunti a casa passando dal garage raggiunsero l’appartamento e entrarono subito, tra di loro c’era solo il silenzio e il gelo.
Tremante si tolse il soprabito ormai macchiato e irata lo gettò in un angolo del pavimento, sotto aveva ancora quella catenella a string e al collo il collare dorato .
Si vede nello specchio dell’entrata in quello stato, e ferma e immobile si guardò a lungo, non
si riconosceva in quella oscenità, era arrabbiata con lui , ma anche con se stessa.
Alberto prendendola da dietro iniziò a baciarla sulla spalla.
“Noo! Nooo! …Non vogliooo , lasciami bastardo !” Gridò forte colpendolo di nuovo con i pugni
sul torace, ma lui non desistette, la stringe con più forza e la baciò in bocca.
Si divincolò e andò in soggiorno, a fatica si tolse il collare e la catenella a string li guardò a lungo con un misto di ribrezzo, fascino e attrazione, e poi li gettò a terra con disprezzo, come a esorcizzare quello che aveva vissuto e provato, poi si sedette e si tolse le calze e il reggicalze .
Aveva mal di testa, gli occhi rossi e gonfi, non parlava ne lui le disse niente, aveva la faccia
Collerica, senza considerarlo si alzò e si fece la doccia.
Quando finì e uscì dalla doccia, fasciata nell’accappatoio rosa di spugna, mentre si asciugava i
Capelli, lui si avvicinò alle spalle e fasciandole la vita con le braccia la baciò sul collo .
Lei irata non parlò, ma si scrollò e si tolse dal suo abbraccio perverso e si portò avanti di un passo.
“Daniela non sarai arrabbiata con me !” Disse lui fingendosi stupito.
“Perchè lo hai fatto?” Le chiese lei invece di rispondergli.
“Perchè ti amo!…Ti amo nella mia natura che è diversa da quella degli altri uomini.” Rispose lui
sincero.
“Mi ami e mi lasci esibire nuda a degli uomini sconosciuti?… Toccare, masturbare da un vecchio in un locale perverso? … Non puoi immaginare la vergogna che ho provato e l’umiliazione che hosubito… .”
Non finì la frase che lui aggiunse:” Ma anche piacere! Un piacere mai provato, diverso da quello che conoscevi, mai avvertito nemmeno nelle tue decennali masturbazioni solitarie da single.”
“Perchè lo hai fatto?” Ripetè Daniela con le lacrime agli occhi.
“Te lo ripeto .” Rispose lui :” Perchè ti amo! …Io ti amo così e non mi importa se qualcuno ti ha
vista nuda o ha accarezzato le tue intimità e ti ha dato anche piacere. Per me non conta nulla. Non contano nulla queste cose, io sono superiore a queste convenzionalità.” Disse con una smorfia di vanità.
“Non ti capisco!… Anch’io ti amo , ma non in questo modo.” Affermò Daniela con le lacrime agli occhi.
“C’è forse un modo per amare?… Si ama con il cuore, con la mente e con il corpo o solo per
convezione, per regole? Sono certo che imparerai ad amarmi anche tu in questa forma.” Rispose calmo mentre cercava di suggestionarla .
“Ma è vero del tentato furto in negozio ho è stato un espediente premeditato per lasciarmi sola con quell’uomo?” Domandò.
“Nulla è premeditato Daniela, puoi chiedere alla polizia se non credi a me, quando sono tornato, ti ho vista nuda al centro di quella sala con il Dottore che ti esibiva, eri bellissima, erotica, tutti attorno ti osservavano e ammiravano, ti desideravano e tu ti lasci guardare come una venere, una dea. In quel momento tra l’altra gente fui fiero che eri la mia donna, la mia futura moglie, eri la donna che avrei sempre voluto avere e non intervenni, ma restai tra i mortali ad ammirare la mia dea.”
Ci sapeva fare quel bastardo di Alberto con le donne…e soprattutto con lei.
Daniela impassibile a quella frase, sorrise con gli occhi senza muovere il viso, era confusa, lo
amava davvero e tanto, ne era innamorata, ma non voleva amarlo ed essere amata in quel modo perverso, ma non voleva neanche perderlo, mandarlo via e allontanarlo da lei.
“Mi hanno fotografata …lo sai?” Gli disse.
“ Stai tranquilla per questo, il dottor Angelo è una persona seria, le foto le avrà certamente
distrutte, non ha nessun interesse a tenerle. Lo conosco bene. Se le ha ancora me le farò dare!”
Rispose .
Poi si avvicinò ancora e la baciò sul collo, senza che lei lo mandasse via, ripetendo:
”Per me non è cambiato nulla. Sei la mia donna, la mia compagna. La donna che voglio sposare e che diventi mia moglie. “
Lei si lasciò stringere tra le sue braccia, ma poi come ripensandoci fuggì in avanti e andò a letto .
In silenzio la raggiunse Alberto, si sdraiò con lei che le dava le spalle e iniziò ad accarezzarla sulla schiena, mentre lei restava silenziosa. Le baciò ancora il collo, poi la girò a se e iniziò a baciarla sulle labbra.
La lingua di Alberto cercava quella di Daniela che fuggiva, ma poi arrendevole si lasciò prendere e intrecciare alla sua, lei con le lacrime agli occhi lo strinse fremente e lasciò che lui la possedesse.
Fu un amplesso particolare, dolcissimo, ma lei non potè fare a meno di pensare a quello successo la sera, lei nuda e quella gente che la scrutava, quel vecchio che frugava con le lunghe dita dentro la sua figa , il collare e il guinzaglio e tutto questo aumentava il suo piacere in modo esponenziale, finchè esplose nel godimento morsicando le labbra di Alberto, in un orgasmo estasiante, con lui che riversava il suo piacere sessuale sulle sue cosce.
Restarono abbracciati a lungo, poi si staccarono, una alla volta andarono in bagno a lavarsi, al
buio, senza parlasi.
Poi tornarono, Alberto si sdraiò ancora vicino al corpo nudo della sua donna e si
addormentarono.
Ma il suo sonno era agitato , confuso , inquieto al punto da svegliarla più volte e farla pensare e riflettere a occhi aperti sull’accaduto, osservando la luce dei lampioni che filtrava dalle tapparelle.
Si chiedeva come poteva essere successo e soprattutto lei, così morigerata e seria essersi fatta
trascinare in un gioco simile. Ma specialmente si chiedeva come avesse potuto accettare di fare quelle cose e poi scoprire di provare piacere a farle, sentiva che la sua sessualità stava cambiando e la percezione del piacere non era più la stessa.
Si girò verso di lui e lo guardò dormire. In fondo lo amava ancora, ne era innamorata. Ma si
chiedeva perchè lui manifestasse il suo amore i suoi sentimenti sotto quella forma. Perchè per lui era uguale mostrare o tenere celata l’intimità, la pudicità e il corpo della sua compagna?
E cos’altro gli avrebbe chiesto? In che altra forma ancora gli avrebbe manifestato il suo amore
perverso?
E se l’avesse fatto?..Lei come avrebbe reagito?
Mille domande senza risposte .
In fin dei conti pensava:” E’ una dimostrazione d’amore diversa, non convenzionale la sua, una
propensione di desiderio particolare quella che ha, solo sessuale e casuale, con il tempo gli può passare, cambiare … è sempre così dolce con me !”
Da donna intelligente qual’era, Daniela si chiese anche se continuare o fermarsi. Era andata
contro tutti i suoi principi, la sua morale, la sua educazione. Ma al cuore non si comanda, prova ne era che poche ore dopo che l’aveva lasciata esibire, lei stava facendo l’amore appassionatamente con lui.
Ma se avrebbe dovuto accontentarlo nelle sue manie?
Aveva paura di finire presa da quell’ingranaggio, di provare piacere anche lei da quelle situazioni , come qualche ora prima, quando il suo corpo non seguiva più la sua mente, ma solo il piacere e gli ordini del dottore.
“In fin dei conti c’è di peggio, che uomini con manie particolari come Alberto .” Pensava. “ Ci sono uomini che non sanno amare ma sono solo buoni di carattere, trascurano la loro compagna per stupidaggini, bar o per lo sport.
Lui almeno mi ama , in fondo mi riempie di attenzioni e io l’amo con tutta me stessa.”
Non si rendeva conto, ma pensando in quel modo iniziava ad assoggettarsi a lui ed a sottomettersi mentalmente.
Domande senza risposte che l’agitavano di più in quella notte silenziosa e scura, come in un cielo all’arrivo di un temporale.
“Cosa posso fare ?” Si chiese angosciata .
Poi come convincendosi da sola meditò:” Si lo farò cambiare, lo farò tornare ad amare senza quelle perversioni. All’inizio lo asseconderò e poi farà come voglio io… .” Ma non sapeva ancora allora che sarebbe stata lei ad essere cambiata da lui e stanca si addormentò abbracciandolo.

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