a- Il donatore di sperma. Cap 06 Gli annunci.

GLI ANNUNCI.
( Donatori e metodi artificiali e naturali diretti.)                           (Inedito)

Note:
“ Il desiderio di maternità è ancora più forte quando è appeso a un filo.”
(Miguel Ángel Arcas)

 
Quella scoperta della donazione di sperma, diretta, naturale e privata come veniva chiamata, con kit con siringa o addirittura con rapporto sessuale ed eiaculazione diretta in vagina mi aveva colpito e sconcertato, non me l’aspettavo una modalità simile e non avevo mai pensato a niente del genere.
Nel sito c’erano vari annunci di donazione di sperma … tra i vari: “ …Cerco futura mamma per donare il mio seme… “o ”… dono seme a coppia sposata con lui sterile…” oppure “…donatore anonimo e discreto… “ e ancora del tipo “…donatore serio ….” e tanti altri. Ce n’era anche uno di una coppia che diceva:” Cercasi donatore di sperma…”
Ma tra questi siti e annunci che trovai incredibili, uno colpì la mia attenzione, chiamai e lo feci vedere a Laura, e diceva: “ Donazioni di sperma per asiatiche e latine.”
“Vuoi un figlio orientale o sudamericano?” Dissi ridendo.
“Sei matto!” Rispose seria. Poi guardando il sito e leggendo mi chiese: “Che cos’è?”
“Un sito di donatori di sperma!” Risposi.
“Donatori di sperma?!” Esclamò e domandò contemporaneamente meravigliata.
“Si lo trovato ora… .”
Glielo feci vedere e lesse stupita e sorpresa anche lei.
Io interpretai quell’annuncio come se donne occidentali volessero una fecondazione da un uomo di etnia o razza diversa , mentre per lei significava che si cercavano anche tra di loro avendo i nostri stessi problemi.
“Figurati se vogliono diventare mamme da razze diverse della loro!” Esclamò.
“Non c’è da stupirsi, forse qui da noi è inconcepibile, ma in America è la normalità.” Dissi io.
Ci rendemmo conto che quello dello sperma e dell’inseminazione era un mondo e mercato incredibile .
E tra i vari articoli e annunci con mia sorpresa trovai che vi erano banche del seme on line e non solo nelle cliniche, che cercavano donatori di sperma, lo feci leggere anche a Laura:
“Si cercano uomini fecondi per donare in forma anonima il loro sperma da utilizzare per fecondare mogli di mariti sterili.” Oppure, “… si cercano donne in età fertile per donare i propri ovuli a mogli sterili per poter venire fecondate dai loro mariti. “
Mi sembrava impossibile, ma era un vero e proprio mercato, un commercio in rete. Ci guardammo e Laura scosse il capo in segno di disapprovazione su queste cose.
Leggendo venimmo a conoscenza che era una scelta naturale e personale della coppia quel metodo, tra quelli che venivano ( e vengono ancora) chiamati “Donatore “ e “Ricevente”, praticamente era una fecondazione tra il donatore di sperma e la donna ricevente, e gli spermatozoi in vagina venivano immessi con tutto lo sperma in forma naturale e privata, senza visionarli, trattarli e selezionarli in laboratorio e senza strumenti chirurgici.
“Ma come fanno a fecondare così?” Domandò curiosa e ingenua.
“Non so… credo lo immettano all’interno con le dita o con il rapporto sessuale diretto…!”
A quelle mie parole e a quello che leggeva il suo bel volto illuminato dal chiarore del monitor ebbe una espressione di disapprovazione … contraendosi e aggrottando la fronte e muscoli mimici facciali, protrudendo le labbra e accigliandosi corrugando e aggrinzendo le sopracciglia in senso di avversione a quel metodo. Ma non disse nulla.
E proseguimmo a visionare, il campo della donazione naturale e privata era talmente ampio, che ci mettemmo un po’ a capire le varie distinzioni.
C’era chi lo regalava lo sperma e chi lo vendeva per soldi a un prezzo da concordare e chi lo regalava in cambio di un rapporto sessuale con la ricevente.
Sempre approfondendo capimmo che la donazione di sperma naturale da parte di queste persone poteva avvenire indirettamente o direttamente.
Indirettamente era un metodo dove dal donatore per soldi veniva offerto lo sperma fresco di giornata, che tramite un kit apposito composto da una siringa e una cannuccia, un fai da te… veniva introdotta e lo sperma immesso in vagina; e leggemmo con stupore che questo metodo era praticato anche da banche del seme estere che in modo anonimo e su richiesta e pagamento on line, inviavano in un contenitore apposito refrigerato il campione di sperma e il kit allegato direttamente a casa. Donare lo sperma direttamente invece… significava che avveniva con un rapporto etero sessuale diretto, cioè , eiaculando il donatore direttamente in vagina della ricevente il suo sperma durante l’accoppiamento fisico. Restammo sbalorditi.
Scoprimmo leggendo e visionando che il primo metodo di donazione quello indiretto era detto comunemente “ inseminazione artigianale “, praticata a domicilio con il Kit e campione di sperma, che si potevano acquistare anche all’estero alla banca del seme e inviato entro tre giorni, con kit apposito e spiegazioni. oppure quello con metodo naturale consegnato da donatore privato.

I vari siti delle banche del seme private, spiegavano che la cosidetta inseminazione artigianale aveva molti vantaggi. Era poco costosa e non vincolante, era alla portata di tutti e richiedeva pochissimo materiale e lo sperma era clinicamente testato per le malattie. Soltanto purtroppo che anche questo metodo era anonimo, non si sarebbe conosciuto il donatore, poteva anche essere di un nano… .
Comunque era sbalorditivo, esisteva anche l’inseminazione artigianale come mezzo di riproduzione.

Tra le spiegazioni che trovai su internet, c’erano anche le istruzioni per procedere a un’inseminazione artificiale artigianale fatta a domicilio, sia che si riceveva sperma fresco da un donatore privato anonimo o conosciuto, o da una banca on line del seme con donatore anonimo. E ne elencava i vantaggi informando:
“L’inseminazione artigianale è una tecnica di riproduzione che si può effettuare a domicilio o altro luogo e non in una clinica. Consiste nell’introdurre in vagina una siringa contenente gli spermatozoi vivi del donatore per giungere in modo naturale all’interno dell’utero durante il periodo di ovulazione e fecondarla.“ Leggevo sempre con maggiore attenzione:” Questa procedura non richiede rapporti sessuali e può aiutare le madri single, le coppie con mariti o partner con problemi di fertilità e le coppie femminili dello stesso sesso a concepire.”
La spiegazione si riferiva in modo particolare a una inseminazione naturale, privata e indiretta(non con rapporto sessuale) con un donatore di sperma reale , conosciuto e non anonimo o proveniente dalla banca del seme. Ma la tecnica dell’inseminazione valeva anche per i campioni che fossero stati richiesti a qualche banca del seme privata o donati da sconosciuti. E continuava le istruzioni:
“ Trovato il donatore di sperma, mettendo dei guanti, di lattice, vinile o nitrile, si procede alla raccolta del suo campione di sperma tramite la sua auto masturbazione, riponendo in un contenitore (tipo contenitore per urine) l’eiaculato.
Utilizzando una siringa sterile, nuova di plastica usa e getta, di almeno 5 ml, si aspira dal contenitore lo sperma all’interno della siringa, in genere sui i due ml , pronto per essere inseminato nell’utero della destinataria.”
“La ricevente si dovrà trovare nel periodo di ovulazione, e sarà distesa sul letto o sul divano sistemata in posizione ginecologica, a gambe divaricate, come se fosse pronta a un rapporto sessuale, per ricevere lo sperma del donatore.
Il coniuge se si è sposati o il partner se non si è … si interesserà di introdurre la siringa precedentemente preparata, delicatamente in vagina più all’interno possibile, verso l’utero. Una volta che si riterrà che sia all’interno nel punto giusto, premerà e spingerà lo stantuffo con il pollice, tenendo il cilindro della siringa tra l’indice e il medio, facendo uscire lo sperma dal cono senza ago ed inseminando la moglie con il seme del donatore, senza che sia necessario alcun rapporto sessuale o introduzione di strumenti chirurgici. E psicologicamente essendo il marito a praticare la manovra e introdurre lo sperma, gli darà l’illusione di essere lui stesso a fecondarla.”
“Questa tecnica, alla portata di molte persone, non prevede nessun costo se non il materiale necessario per procedere alla raccolta dello sperma e all’inseminazione.
Una volta fatto, si toglie tutto e la destinataria dovrà restare 30 minuti a gambe sollevate per ottimizzare la discesa dello sperma e l’inseminazione naturale indiretta fatta in casa sarà completata.“
Continuai a leggere preso da quello che scorrevo con gli occhi.
“ Questo metodo viene detto <inseminazione artificiale non medicalizzata> perchè non fatta in ambiente sanitario ed è la soluzione perfetta per i genitori che desiderano concepire un figlio senza burocrazia.”
Tuttavia..” Aggiungeva l’articolo con la spiegazione:”….a volte sono necessarie molte inseminazioni artigianali per il successo della gravidanza, ed eventualmente la procedura sarà da ripetere durante un nuovo periodo di ovulazione.”
Fui folgorato da quel tipo di fecondazione, inconsciamente mi piaceva e la ritenevo adatta a Laura, ci pensai e ripensai, era appropriata e conveniente per noi . Era semplice. Dovevamo solo trovare un partner, da lui farsi donare il seme fresco e io lo avrei introdotto in vagina a mia moglie senza tante procedure, burocrazia e invasione strumentale. Ero felice, gliene avrei parlato.
La sera stessa informai Laura delle mie nuove scoperte e la sera dopo venne con me a navigare su internet per visionare di persona, e la portai sui siti che avevo trovato, facendole vedere quelle novità di cui la ginecologa non ci aveva parlato.
“Guarda!” le dissi facendola leggere.
Anche per lei era una novità, era meravigliata e imbarazzata.
Dopo una decina di minuti lasciandole il tempo di leggere e visionare bene e completamente, quando si voltò con il capo verso me perplessa con l’espressione sconcertata, dissi ridendo tra lo scherzoso e il serio.
“Potremmo provare questo metodo … .”
Distolse il capo dal monitor, si voltò guardandomi con una espressione attonita e incredula:
“No dai! Non dirai sul serio? …. Mi sa di sporco, di volgare, di sessuale un cosa del genere, lui che si masturba e ti passa il seme a te che lo aspiri e me lo introduci.”
“Perchè? E’ la stessa cosa che viene fatta nelle cliniche solo che è artigianale, manuale, senza burocrazia …e tante cose strane. Anche questo metodo ha uno scopo riproduttivo…”
“Ma dai!… Senza esami di controllo, non sai che gente è! …” Mi interruppe lei.
“Non è detto! Gli esami si possono chiedere e farglieli fare, alcuni ce l’hanno!” Replicai.
“Ma io la vedo come una cosa troppo personale… oscena … .” Aggiunse lei.
“Bisogna vederla e pensarla sotto il profilo procreativo e basta!… Solo quello!!” Affermai io serio, tornando a visionare il monitor.
Conoscendola sapevo che non dovevo insistere, intanto l’avevo informata che c’erano altre possibilità, ora l’avrei lasciata metabolizzare quello che aveva visto e appreso anche se era contraria e poi sarei ritornato sull’argomento.
A me invece piaceva quel metodo, lo trovavo semplice, naturale, riservato e veloce e potevamo vedere in faccia il donatore, che tipo era, alto basso e tutte le caratteristiche somatiche, e se non ci non piaceva potevamo anche dire di no e non fare niente, cosa che con la procreazione assistita medica non era possibile, non conoscendo il donatore. E inconsciamente iniziavo a prenderlo in considerazione seriamente.

E così alcune sere incominciammo a cercare e navigare alla ricerca non più di cliniche o informazioni attinenti alla PMA , ma di donatori di sperma privati e devo dire che aveva un suo fascino conturbante farlo e andare non senza una certa apprensione sui siti degli annunci dei donatori di sperma con metodo naturale e diretto. C’era qualcosa di trasgressivo, di sessuale in quella ricerca, che inconsciamente ci turbava e incuriosiva entrambi, e ci piaceva farla senza che nessuno di noi lo dicesse o facesse capire all’altro, e ce ne accorgemmo le sere, che dopo aver navigato e visionato, andando a letto in noi era aumentato il desiderio di fare l’amore e a me la possibilità di erezioni. Pur se lo scopo era nobile, la donazione naturale per una maternità al contrario della fecondazione artificiale, aveva un velo di sessualità.

Navigammo, trovammo anche siti sulla co-genitorialità, che non sapevamo nemmeno che esistesse e dopo attenta lettura scartammo subito come l’adozione, ma peggio, avrei dovuto come padre condividere la paternità del figlio di mia moglie con un altro uomo… . Praticamente sarebbe stato padre anche il donatore, venendolo a trovare e seguendo nella crescita il figlio. Non faceva per noi, per me fuori dal possibile. Ma anche Laura lo scartò subito, era come se il figlio avesse avuto due padri e lei due mariti, come ci vivesse e dal donatore fosse separata.

Nei giorni seguenti nel nostro navigare e conversare scoprimmo che c’erano molte cose che non andavano per noi nella fecondazione assistita, sia sanitarie con le loro pratiche invasive che non avrei mai voluto far esercitare su mia moglie, che burocratiche con i rischi sulla certezza dell’anonimato, oltre che psicologiche.
Ci rendemmo conto che la fecondazione assistita e le sue derivazioni non era l’optimun di quello che volevamo, ma solo una possibilità tra tante, una scelta, e ritornando su quei siti discutemmo a lungo tra noi, nella nostra intimità e non senza turbamento, provando una forma di eccitazione interiore, nascosta a parlare di quel metodo così sessuale come diceva fosse lei quell’aspetto fecondativo, che poi scaricavamo passionalmente e saltuariamente nel nostro amplesso serale, dandomi più vigore.
Purtroppo pareva che la PMA nonostante qualsiasi cosa avessimo discusso fosse ormai l’unica scelta e possibilità che avevamo, almeno credevo, l’imbuto dove avremmo convogliato tutti i nostri bei discorsi e confronti, e che e alla fine comunque la preferenza sarebbe stata quella della fecondazione artificiale in vivo che avremmo praticato con rassegnazione da parte mia con quasi una sorta di obbligo psicologico.
Ma io avevo già la mente a un donatore naturale con il kit artigianale, mentalmente avevo già abbandonato la fecondazione assistita in clinica, senza avere ancora detto nulla a lei.
E proseguivamo a parlarne:
“Non è morale!” Mi diceva Laura nei nostri discorsi .
“Ah si! Perchè la fecondazione assistita lo è!”Rispondevo io.
“Bè è riservata… .” Ribatteva.
“Anche questa lo è!!” Replicavo.
Quel metodo in me aveva suscitato interesse, una possibile evenienza da non scartare e che trovavo importante, e nel nostro chiacchierare e confrontare le idee le dissi come la pensavo io:
“Non è morale dici?… Io dico che è come gli altri!… E poi io la considero una evenienza, una possibilità. Le potenzialità che abbiamo per avere un figlio sono queste, adozione, inseminazione artificiale e quest’ultima che abbiamo scoperto in questi giorni, quella naturale. L’adozione l’abbiamo scartata perchè non piace e non la vuole nessuno dei due. Ci siamo interessati esclusivamente sulla fecondazione assistita. Poi per caso abbiamo conosciuti questi nuovi metodi , l’inseminazione artigianale con kit con campione della banca del seme e anche su questo siamo contrari . E’ restata l’inseminazione artigianale con kit da donatore di sperma privato. Certo, teniamo sempre in considerazione l’inseminazione con PMA come prima scelta, ma nel frattempo approfondiamo e consideriamo anche altri aspetti.
Non c’è nulla di male …. che ne pensi?“ Domandai serio guardandola in viso .
Dubbiosa ed esitante rispose:
“ Va bene!… A informarsi non si fa nulla di male e appaga la conoscenza e la curiosità.” Disse rispondendole io:
“ Non voglio essere un impositore amore, ma cerca di capire anche me. Visto che siamo giovani e che sono io a non riuscire a fecondarti, per avere un figlio e sentirlo pienamente mio e nostro, deve avere il sangue di uno di noi due,in questo caso il tuo. “ Le dissi : “ Devi restare incinta tu, lo devi concepire tu, lo devi portare e crescere nella pancia tu e deve uscire da te dalla tua figa.” Dissi volgarmente agitato, proseguendo:” Solo così lo sentirò anche mio e si appagherà oltre che il desiderio della tua maternità, anche quello della mia paternità.” Precisai.
Laura mi accarezzò il viso, era d’accordo con me, con quelle mie parole. E alla fine anche lei convenne con me di approfondire.
“ Comunque …” Continuai :”….informarci e approfondire non ci costa nulla, non ci obbliga e impegna a nulla.” Ripetei: “ La decisione o la scelta non dobbiamo farla ora, ma ad aprile, maggio, abbiamo ancora tempo, vediamo… .
Visto che abbiamo navigato su internet e sappiamo quasi tutto della fecondazione assistita, in queste settimane faremo anche un escursus su quella naturale, esplorando, così per completezza almeno avremo le idee chiare. Sei d’accordo ?” Le chiesi, aggiungendo con un sorriso:” Intanto lo sai che non farei niente che tu non voglia fare.”
Annuì sorridendo con gli occhi, dando poca importanza alla mia richiesta, come se fosse più che altro una chiacchierata, un sapere per accontentare me.
Sorrise rassicurata e così proseguimmo.

Continuai a navigare da solo quelle sere, mentre Laura poco distante da me guardava la tv. Quando entravo in internet, con google andavo volutamente a cercare “donatore di sperma”, c’era qualcosa di inspiegabile di stimolante, che mi turbava e mi attraeva nel farlo, quasi di eccitante in quella pratica. Forse era il conoscere direttamente il possibile potenziale donatore di sperma per mia moglie, colui di cui avremmo messo in vagina il suo seme, e saperla contaminata e addirittura fecondata da un altro uomo che avevo la possibilità di vedere, conoscere e parlargli, mi eccitava inconsciamente.
E mentre navigavo, qualcos’altro attirò la mia attenzione. Non era una banca del seme, ma la dicitura: ” Donatore di sperma naturale.”
E lessi. Dava una spiegazione per i neofiti , di cosa fosse un donatore naturale di sperma. Dicendo che era una opzione alternativa per la fecondazione assistita. Che i donatori privati erano uomini che donavano il loro sperma alle donne riceventi direttamente senza passare attraverso una banca del seme o una clinica della fertilità. La conoscenza con loro avveniva tramite i siti nel web dei donatori, che ve n’erano molti.
Approfondii curioso e mi infilai tra i siti e poi le pagine di quella che veniva detta del donatore privato.

Seguii e lessi con attenzione, non era ottimale nemmeno quella fecondazione, ma approfondii
leggendo nei loro annunci, e indagando appresi ed ebbi la conferma su cose che avevo già letto, che alcuni la loro donazione la facevano tramite kit, oppure attraverso il rapporto eterosessuale, con penetrazione diretta ed eiaculazione in vagina dal donatore alla ricevente, praticamente un rapporto sessuale completo, che io seppur turbato da quello che leggevo, scartai subito perché geloso di Laura, concentrandomi su chi donava o vendeva i kit.
Ma scoprii in seguito che spesso erano le stesse persone i donatori che vendevano un kit, o che volevano praticare un rapporto eterosessuale con eiaculazione in vagina . Naturalmente tutto questo avveniva con dei rischi sanitari che si potevano escludere se si era in un ambiente clinico.
Certo, quello naturale diretto era un approccio diverso, dove si sarebbe conosciuto il donatore di sperma di persona, si poteva vedere che tipo fosse d’aspetto, quanti anni avesse, parlare con lui e scegliere se accettare la donazione oppure no. E se si fosse scelto, dopo la sua masturbazione in privato, procedere come dicevano le istruzioni e tutto sarebbe durato pochi minuti, e poi tutto finito, senza burocrazia e registrazioni, manovre invasive, ricoveri ospedalieri e clinici, cicli di ormoni stimolanti; e secondo me anche se ardita poteva essere considerata come un’alternativa a quella artificiale anche se non dava tutte le garanzie di quella, soprattutto in test medici e di affidabilità, ma i vari test sanitari li avremmo richiesti se avessimo trovato il donatore di sperma che ci andava bene, a costo di pagarli noi di tasca nostra. Naturalmente come detto sopra escludendo la seconda ipotesi quella del rapporto sessuale diretto con penetrazione ed eiaculazione in vagina,che pur considerandolo mi spaventava.

Lentamente, quasi per gioco, coinvolgendo sempre più anche lei, entrammo in quel mondo misterioso e privato, di chi offre e cerca sperma fertile al di fuori dei canali ufficiali delle banche del seme, delle cliniche private per la fertilità e di percorsi di fecondazione assistita istituzionali. Era un universo tutt’altro che nascosto, ma che non avevamo mai saputo dell’esistenza e mai visto prima.
Navigando appresi una conoscenza per cui oggi posso permettermi di fare delle considerazioni.
Esistevano e probabilmente esistono ancora e forse di più, molti siti e blog che promettevano e garantivano agli aspiranti genitori l’abbinamento con donatori privati. Ma bisognava fare sempre attenzione e assicurarsi bene con chi si aveva a che fare prima di potersi fidare, perché era lì nella scelta del donatore che iniziava in cammino di tutto… .”
C’erano e probabilmente ci sono ancora un paio di fattori importanti da tenere in considerazione, naturalmente.
Alcuni donatori di sperma privati erano molto seri e genuini e vi erano siti web autentici. Dovevamo essere noi purtroppo con la nostra inesperienza a valutare se erano dei professionisti e se i donatori regolari che vi apparivano erano controllati sanitariamente e privi di malattie veneree. Comunque a mio modo di vedere c’erano vantaggi per quella opzione, ma penso che la cosa più importante da ricordare fosse quali erano le preferenze che ogni coppia aveva e desiderava richiedere; conoscerle, tipo i caratteri somatici del donatore, perché in fin dei conti si sceglieva di mettere al mondo un bambino, perciò era normale voler scegliere la migliore soluzione quella che aggradava a noi.
Sempre navigando scoprimmo che esistevano diversi modi per trovare un donatore privato di sperma. Il modo più semplice e popolare era di andare online, su Google e digitare :
” Cercasi donatore di sperma.”
E tra i vari siti web che apparivano, si offrivano veri e propri donatori di sperma privati.
Cercando in rete trovammo di tutto a riguardo, dai siti, ai blog, ai forum alle chat, che promettevano e garantivano agli aspiranti genitori l’abbinamento con donatori privati.
Vi erano anche gruppi chiusi su Facebook, dove frotte di maschi anonimi si offrivano per donare seme con Kit e direttamente con rapporti sessuali naturali .
Curiosammo, da una parte c’erano gli annunci dei donatori di sperma, alcuni con foto di donne incinta con i loro bei pancioni in mostra, dall’altra quelli delle donne single o coppie, etero o lesbiche che fossero, che aspiravano a riceverne il seme per diventare madri.
Ricercando su Google sempre sul tema donatori di sperma, ci imbattemmo negli annunci più strani, tra cui:”… donne riceventi…, … seme fai da te…, … cercasi padre …, … io mamma… .” E molti altri.
Mi aspettavo di trovare che quel mondo sommerso si tutelasse con l’anonimato e varie barriere all’ingresso e invece non era così, in certi siti, certi annunci sembrava essere al mercato, con indirizzi email e addirittura numeri di cellulare per contatti diretti e celeri.
Quello che trovammo quando scegliemmo di approfondire il tema della donazione di sperma al di fuori dei canali legalizzati, fu un cosmo sviluppatosi quasi alla luce del sole, apparentemente ben organizzato e soprattutto, lontano da trafile burocratiche, sacrifici economici, manovre interventistiche sull’utero, liste d’attesa, moduli da compilare e di contro a questo trovammo anche dibattiti etici costruttivi, morali, di tutela e controlli che persone contrarie rispondevano nei forum o personalmente.
Alcuni da quello che scrivevano, e come lo scrivevano parevano persone davvero serie, regolarmente testati con esami da mostrare, dicendo di aver già praticato regolarmente donazioni private, sia con Kit che dirette con rapporti eterosessuali e avevano testimonianze da mostrare riservate e anonime dalle coppie o dalla ricevente a cui avevano donato lo sperma. Attestazioni di stima e gratitudine per averle rese madri, email di ringraziamento e riconoscenza per tutta la vita per essere felici con il loro marito e bambino grazie a loro, e altre dichiarazione simili.
C’era la testimonianza di una ragazza sposata che dichiarava di aver ricevuto la donazione di sperma da pochi mesi con metodo sessuale naturale diretto con donatore privato, praticamente con un rapporto sessuale ed eiaculazione in vagina e che adesso era incinta, ed era felice…felicissima di diventare madre, e subito il commento che diceva:” Lo fatto così, pratico e veloce perché in Italia è impossibile avere un figlio se tuo marito non è fertile, visto i costi la burocrazia e le malelingue, e non mi restava che il metodo ‘fai da te diretto, e ne sono felice. Grazie per sempre Fausto di avermi reso madre e a mio marito padre, ti sarò e saremo riconoscente tutta la vita.” E ringraziava il donatore.
E io queste risposte e commenti li facevo leggere a Laura, mia moglie, che le visionava in silenzio senza commentare.
Ma non era tutto semplice in questa selva di donatori di sperma che si offriva. Più della metà a prima lettura erano inaffidabili e lo facevano solo per fare sesso con qualcuna, per farsi una chiavatina, e c’era da fare attenzione a non caderci, soprattutto a tipi come a noi, che la voglia di avere un figlio ci spingeva oltre i confini della razionalità.
Inoltre leggemmo tra i commenti di un sito, che molti donatori se non lo donavano con rapporto sessuale diretto, volevano un’offerta per il seme se la donazione avveniva tramite kit.
Tutto quel conoscere nuovo ci turbava, anche Laura ne subiva il turbamento, quel mondo della fecondità naturale aveva in suo fascino, ma era peccaminoso e immorale e rasentava la sessualità. Quel parlare di sperma, di donarlo, aveva qualcosa di sessuale che ognuno di noi due cercava di nascondere all’altro .

Una sera di un nostro momento intimo, con Laura ritornai sull’argomento che oramai mi assillava. Mi feci coraggio e decisi di riparlarle del pensiero probabilmente assurdo che mi era venuto visionando su internet, forse il più immorale anche se sembrava il più semplice, l’inseminazione naturale diretta e privata, cioè l’eiaculazione in vagina con il rapporto sessuale.
Aspettai il momento giusto e inizia:
“Per avere un figlio nelle nostre condizioni servono basi più che solide servono complicità e serenità… .” Dissi riprendendo a discorrere ancora della fecondazione naturale, questa volta in modo specifico, sperando che lei approvasse quello che dicevo sui due metodi ultimi conosciuti, quello tramite donazione con kit e quella diretta con donazione sessuale. Non so nemmeno io perché inserii quest’ultima anche se ne ero contrario e geloso, forse lo facevo perché mi eccitava vederla scandalizzata o forse la mia troppa sicurezza che con quel metodo intanto non l’avremmo mai praticato, e quindi ci giocavo e mi divertivo a provocarla.
Subito fu evasiva, ma le spiegai non le mie preferenze, ma quello che io avrei voluto per noi.
“ Laura !” Esclamai sospirando:” L’unica soluzione per scavalcare tutta questa artificialità e tensione, i rischi, la burocrazia, senza non solo che nessuno sappia niente al di fuori di noi di quello che facciamo, ma che non ne resti nemmeno traccia una volta fatto, potrebbe essere utile la donazione naturale… .
“ Cioè?” Chiese stupita tirando su la testa dal giornale guardandomi.
“ Secondo me dovremmo farlo con una delle due possibilità, o con il kit e siringa o direttamente sessualmente eiaculare in vagina con un rapporto sessuale e lasciare perdere la fecondazione artificiale.”Dissi deciso.
Finalmente la mettevo chiaramente davanti a una scelta. Vidi i suoi occhi dolci e scuri imbarazzati e sorpresi spalancarsi la sua espressione farsi seria:
“Come sessualmente?” Domandò scandalizzata .
“ Sessualmente sarebbe quella che tu dovresti ricevere lo sperma da un donatore, cioè accoppiandoti con un altro uomo. Avere un rapporto sessuale con lui solo ed esclusivamente allo scopo procreativo e lasciare che ti eiaculi dentro e ti metta incinta.”
Restò esterrefatta e in silenzio, solo dopo qualche secondo balbettò piano:” Ma sei pazzo Roberto?!”
“No! Non sono pazzo amore e non credere che non ci abbia pensato, ci ho pensato su molto, tanto, non credere che non mi costi prendere in considerazione questa idea. E’ solo una possibilità da valutare come l’altra in questa nostra ricerca, secondo me sono le uniche adatte per noi, o con kit o con rapporto sessuale. In questo modo come ti ho già detto nessuno saprebbe mai niente e il figlio sarebbe nostro, tuo e mio, gli darei il mio cognome e lo sentirei anche fortemente mio; senza l’asetticità e i problemi di una inseminazione artificiale. “ Feci una pausa e prosegui:
“Ti chiedo solo di considerarlo e discuterne, non di accettarlo, so che per te il solo esaminarlo è un sacrificio e così deve essere visto e interpretato… come un sacrificio per giungere alla fecondazione, e credimi lo è anche per me, ma noi dobbiamo guardare oltre, al nostro amore futuro, a nostro figlio.” Dissi .
Fu sorpresa e confusa di quella mia proposta, la sua reazione come immaginavo fu negativa:
”No!!… Assolutamente no Roberto! Io non prendo in considerazione di fare sesso con un altro uomo e farmi fecondare da lui … Ma che dici?… Così no!… Non voglio! Piuttosto restiamo senza figli o troviamo qualcos’altro. Anziché andare con un altro allora meglio la fecondazione artificiale . “ Precisò aggiungendo:
“Andare con un altro uomo no … io voglio solo te, amo te e non voglio fare sesso con nessun altro . Sono tua moglie.”
“Lo so amore che sei mia moglie e anch’io ti amo tantissimo, come hai visto anche tu ci sono molte coppie che l’hanno praticato, non è detto che arriveremo a questo, forse no, ma per onestà, per non ingannarci dobbiamo considerarlo assieme agli altri metodi, non mentirci. Ti chiedo solo di considerarlo, di annoverarlo tra le nostre possibilità, ne parliamo, ne discutiamo e poi decidiamo… non adesso che sarebbe sbagliato. Dobbiamo prepararci a tutto, mettere il figlio al di sopra di tutto, il merito al di sopra del metodo” Feci una pausa e prosegui:
“D’accordo amore! Ti capisco sai! Altera anche a me una considerazione del genere, sei mia moglie e ti amo, sono geloso solo se qualcuno ti guarda insistentemente, figurati se ti sfiora o fa di più, ma bisogna ragionarci sopra , vincere queste paure i nostri egoismi morali se il risultato è l’amore di un figlio. Se ne parlo è proprio per onestà nei tuoi confronti, per discuterne senza pregiudizi .” Esclamai comprendendola per il suo stato d’animo negativo, mi amava e io lei, ed era comprensibile e difficile accettare per entrambi e soprattutto per Laura l’eventualità seppur remota di accoppiarsi con un altro uomo, un donatore, sarebbe stata una violenza mentale che avremmo fatto a noi stessi.
Ripresi il discorso mentre lei in silenzio mi guardava :
“Non dico che deve avvenire così per forza, ma solo che con onestà intellettuale venga presa in considerazione come possibilità, sia quelle belle che quelle brutte se vogliamo un figlio. La prima scelta sarà quella con il Kit e la siringa. La Pma dobbiamo scordarcela per ora amore, dammi retta, per noi è più dannosa che benefica, troppo complicata anche per te soprattutto a ricevere strumenti dentro la vagina. Tu non hai problemi di fertilità, sono io che li ho, per te basta solo il deposito dello sperma in vagina, non serve fare tanto traffico con la fecondazione artificiale. Come sai anche tu oramai, l’inseminazione naturale può essere fatta in tre modi, con l’inseminazione artificiale, l’inseminazione artigianale e con il rapporto sessuale. Sono queste tre le nostre possibilità. Feci una pausa e prosegui:
“Nella prima, oltre ad essere invasiva e strumentale, c’è tutta una burocrazia, con tutto quello che ci ha spiegato la ginecologa e abbiamo letto, nelle altre due è più semplice, più che altro il problema è di ordine morale, e la garanzia sul lato sanitario si può avere lo stesso chiedendo gli esami clinici, se no piuttosto non si fa nulla, anzi si ha il vantaggio di vedere il tipo com’è fatto fisicamente e se non piace si può dire sempre no!”
Restò in silenzio.” E allora cosa proponi tu?!” Mi domandò.
“Nulla di particolare, solo che alla sera venga anche tu con me quando navigo su internet, così vedi e valutiamo direttamente quello che visioniamo e puoi commentare, dire la tua direttamente, farti una tua idea senza che io ti riporti quello che c’è scritto e tu poi mi debba dire o chiedere ancora.
Io propongo che tu veda assieme a me se c’è le possibilità di provare a entrare in contatto con qualcuno di loro, vedere com’è il loro mondo, parlarne con lui e poi noi assieme prendere una decisione, che ad ora ti ripeto anche se è quella che preferisco, non è scontata.”
“Ma io non voglio andare con un altro!” Esclamò seria.
“Ma nessuno ti dice di andarci, si stanno facendo delle supposizioni, poi si deciderà.”
Titubante acconsentì di prenderle in considerazione tutte e tre, e così il nostro interessamento passò sul metodo naturale con Kit, quello artigianale e iniziammo ad approfondire e cercare di contattare qualche donatore privato con cui in anonimato chiacchierare.

Decidemmo un po per gioco e un po’ per sapere di più, di contattare davvero privatamente un donatore di sperma su un annuncio on line e chiedere informazioni direttamente a lui. Sia che praticasse la donazione con Kit o che lo facesse in modo diretto sessualmente con penetrazione, in modo da conoscere, sapere realmente. Lo facemmo e qui di seguito vi narrerò, devo solo dirvi che lo stesso donatore in genere praticava le due cose.
Premettendoci che una donazione diretta eterosessuale, sarebbe stata l’ultima spiaggia, io stesso non ero convinto pienamente anche se lo proponevo con sottigliezza acuta e penetrante a mia moglie; più che altro lo facevo perche mi eccitava il pensarla in quella situazione, per scandalizzarla proponendole una cosa del genere, vedere la sua reazione e dove sarebbe arrivata… se le mie insistenze e malizie sarebbero state tali, da farle scegliere con me quello che preferivo io. E ci giocavo, sapevo che Laura era tosta e non avrebbe mai acconsentito con quel metodo diretto, era fuori dalla nostra cultura, morale, modo di pensare di allora, ma a me piaceva provocarla.
La ricerca in un certo senso ci divertiva, anche lei perché eravamo nascosti dietro l’anonimato e potevamo dire e chiedere liberamente quel che volevamo.

Quella sera passammo la sera a discutere tra noi, senza accorgerci che il tempo era volato, era quasi mezzanotte, facemmo un breve incursione in internet dopo aver navigato un po’ di minuti, decidemmo di andare a dormire. Quando andammo in camera, la vidi spogliarsi, il suo corpo pallido era erotico e sensuale con i capelli sciolti sulle spalle, solo ad immaginare che un altro ragazzo potesse toccarla, avvertii in me gelosia e lo stimolo dell’erezione.
Quando venne a letto sapendo che a lei piaceva, in silenzio l’accarezzai sulla schiena, sulle spalle e sul seno, sulle sue mammelle gonfie con i capezzoli già turgidi, immaginando assurdamente per la prima volta per un attimo che fosse un altro a farlo.
L’atmosfera di quello che avevamo letto sui siti era qualcosa di trasgressivo ed erotico, che ci eccitava ma non ce lo dicevamo per rispetto reciproco, per timore uno dell’altro di confidarcelo, e per vergogna di ammettere una cosa del genere, ma toccandola con le dita sul sesso, da come si inumidiva, ero certo che anche lei ci pensasse.
Quando giunsi con la mano sulla sua rigogliosa peluria e con il dito cercai la fessura tra le grandi labbra, era già umida, ed ebbi la conferma di quello che immaginavo. Ero in erezione, in silenzio le tolsi il lenzuolo e la guardai, solo con una canottiera di seta e pizzo color perla. Le allargai le gambe e gliela accarezzai più volte sulla peluria umida, mi girai sopra lei e la penetrai, ed avemmo un rapporto passionale eiaculandole come sempre dentro, in vagina, tra le sue calde pareti umide di piacere e per un momento mentre la possedevo, come un flash pensai a internet, alle donazioni naturali… provandone soddisfazione interiore.

Al termine, una volta che lavati ritornammo a letto, abbracciati parlammo di nostro figlio, del futuro suo e nostro, su cosa gli avremmo fatto fare, dando per scontato che in un modo o nell’altro l’avremmo avuto, indipendentemente da come… .

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