3 Lettere e confessioni – Cam girl (Afrodite)

CAM GIRL ( AFRODITE)                                   Da una vicenda accaduta realmente.
(La studentessa)
Buongiorno educatore , leggo saltuariamente i racconti erotici più per divertimento e curiosità che erotismo, ma devo ammettere che i suoi mi hanno appassionata e anche stimolata sono ben descritti e come da contatti per email le ho scritto la mia storia, sperando che la descriva in modo reale e sensuale, togliendole quel velo di tristezza.
Mi chiamo Marta. sono una ragazza di 25 anni della provincia di Alessandria, negli anni di cui
parlo ne avevo 18 ed ero studentessa al primo anno universitario di medicina e chirurgia a
Genova.
Provenendo da un paese di provincia, in città ho dovuto trovare una sistemazione in un ostello vicino dalla Facoltà di medicina, visto che negli appartamentini comuni con altre coetanee universitarie non c’era più posto. Di una stanza in una pensione nemmeno a parlarne e appartamenti da vivere sola idem, tutto troppo caro per me, non alla portata della mia disponibilità non avendo la possibilità economica.
I miei genitori essendo dipendenti pubblici non guadagnavano molto e dovevano pensare anche a mia sorella più giovane di me di due anni e quello che mi passavano a suon di sacrifici e privazioni personali, bastava appena per pagare la retta universitaria e le spese giornaliere collegate al mio studiare e vivere a Genova.
Era più dura di quel che pensassi quando decisi di fare il medico e mi iscrissi all’Università.
In pochi mesi i risparmi dei lavori estivi erano finiti e come dicevo i pochi soldi che mi passavano i miei genitori bastavano appena a pagare l’affitto.
In quelle mie difficoltà , vedevo però molte mie compagne di corso, sfoggiare eleganza nel
vestire con capi griffati e vivere in modo agiato, senza problemi economici, e le invidiavo.
In quel periodo uscivo poco e mi dedicavo molto allo studio con profitto.
Avevo con me in camera un pc portatile che mi era stato regalato dai miei genitori, perchè per i miei studi era indispensabile, passavo le ore a fare ricerche su internet e lo usavo anche nei momenti liberi in cui mi divagavo distraendo la mente, navigando nei forum e qualche chat femminile.

Dopo alcuni mesi , un giorno capitai in un forum dove iniziai a corrispondere e poi anche a chattare con un’altra ragazza di nome Emanuela. Lei era di Genova, ma ora viveva a Milano, era molto più grande di me, di dieci anni. Facemmo amicizia sentendoci frequentemente.
Dopo un paio di mesi dalla nostra conoscenza, entrammo in confidenza e facemmo amicizia virtuale, ci scambiammo gli indirizzi email e in un secondo tempo anche quelli telefonici e iniziammo a chattare con lo smartphone su Whatsapp, non conoscendoci personalmente, e se subito con lei mi vantai di essere una studentessa di medicina, nei giorni seguenti essendo la mia unica valvola di sfogo, le confessai i miei problemi.
“ Vivo e studio in un ostello, perchè non ho molte possibilità economiche, i miei genitori riescono appena a farmi studiare, sono orgogliosi di me, ma sono dipendenti pubblici e fanno molti sacrifici per me e a volte me ne dispiace che si privino loro per me.”
“ Lo so ! Anch’io quando studiavo architettura a Milano ero nelle stesse tue condizioni…” Mi disse:”…,pensa che i mio padre era operaio all’Ansaldo emana faceva le pulizie nelle case e morivo di invidia a vedere compagne universitarie che non avevano la minima preoccupazione economica , avevano i soldi e li spendevano a loro piacimento.”
“Già!” Dissi io:”Speriamo che in futuro possa essere fortunata, certo che sei anni da passare così sono lunghi e non so se ci riuscirò e arriverò alla fine.”
“Si che ci riuscirai, non abbatterti, devi farti furba! Integrare le spese con un guadagno extra come facevo io . “Disse.
“Guadagno extra? “ Ripetei io.
“Si un lavoro che ti permetta di guadagnarti qualcosa… .”
“Cosa facevi tu?” Domandai.
“Tu come sei ?” Mi chiese invece di rispondermi.
“Come …come sono?” Domandai stupita .
“ Si! Come sei, intendo fisicamente!” Rispose.
“Mah!… Sono una ragazza normale , una bella ragazza carina a detta di tutti .”
“Descriviti!”
“Ma perchè?” Ribadii io sempre più stupita e curiosa, arrivando anche a pensare in quel momento che fosse lesbica.
“Tu fallo !” Ripetè decisa e sicura di se.
Divertita da quell’insolita richiesta, diedi una descrizione sommaria di me:
” Sono alta quasi un metro e settanta, capelli neri lunghi e voluminosi, occhi scuri fisicamente
magra, ma ben formata… .” Non finii di descrivermi che lei continuò digitando:
“Sei una terroncella?” Con affianco la faccina emoticon che sorrideva.
“ Si, di di origine!” Risposi:” Lo sono i miei genitori, ma io sono nata ad Alessandria, perché che centra ? ”
“Solo per curiosità! Dalla tua descrizione si capisce che sei meridionale.”
Mi dava fastidio quel considerarmi meridionale da parte sua, anche perché io non mi ritenevo tale essendo come mia sorella nata al nord e quindi ci reputavamo Alessandrine… .
“Comunque vai bene!“ Aggiunse .
“Bene per cosa ?” Chiesi sempre più curiosa.
“ Io lo fatto e ho cambiato la mia vita, ho smesso di essere e sentirmi inferiore alle altre, anche
se poi ho smesso di studiare e oggi faccio un’altra vita.”
Invece di rispondere alle mie domande continuava rispondere quello che voleva lei, a dirmi e farmi soprattutto capire, che quello che mi avrebbe proposto mi avrebbe risollevata economicamente.
“Ma cosa hai fatto?” Ridomandai sempre più curiosa.
Ma lei indisponendomi invece di rispondermi domandò ancora:
” Sei un tipo che si vergogna?”
Capivo sempre meno quello che diceva :
”Si sono abbastanza timida .” Digitai spazientita per la mancanza delle sue risposte .
“Bè volendo puoi usare una maschera .”
“Ma cosa dici? …Non ti capisco ?” Ripetei.” Cerca di essere chiara non mi piace discorrere in questo modo!” E lo fu.
” Io per un po’ ho fatto la cam girl e mi pagavano bene.” Disse.
“La cam girl?” Digitai io.
“Si ! Facevo spogliarelli al pc davanti alla mia cam, da casa mia, dalla mia stanza e mi pagavano
bene e nessuno sapeva niente.”
“Ma sei mattaa!!” Esclamai:” Spogliarti davanti ad altri al computer.”
“ Oh non ti scandalizzare , non sai quante ragazze lo fanno, magari anche quelle che tu vedi in
facoltà eleganti e studiano con te.”
“Io non lo farei Mai!” Digitai indignata. ” E poi sono fidanzata, ho il ragazzo .” Precisai come se quella fosse una motivazione in più a mostrare la mia moralità.
“Si ma lui non saprebbe mai niente. C’è un sito particolare che si occupa di questi reclutamenti
anche lì a Genova. Se vuoi ti do l’indirizzo!”
“No grazie! Non mi interessa! ” Digitai risentita e sdegnata.
“ Dai , non prendertela così…” Rispose subito notando dalla mia risposta in mio fastidio:”… io lo fatto e non ne sono pentita. Anzi…ho risolto i miei problemi!”
“Ma a me non interessa fare questa cose.” Scrissi .
“Bè, io te lo mando lo stesso per email l’indirizzo, poi vedi tu , se vuoi curiosarci sopra. Ora è tardi , ci sentiamo prossimamente.”
“Si! Ciao !” Digitai e chiusi.

Qualche giorno dopo trovai una email proveniente dal suo indirizzo:
“ Ciao! Sono Emanuela, ti mando quell’indirizzo del sito che ti ho detto. Vedi se ti interessa.
Fatti furba ! … La gente vuole divertirsi e vedere, e tu mostrati… a pagamento si intende.” Precisava con una emoticon sorridente, proseguendo:” Vedrai! Se lo farai , oltre che a guadagnare ,ti piacerà!” Un abbraccio a risentirci . Emy.”
“Questa è matta davvero!” Pensai , figurarsi se faccio una cosa del genere, non ci penso nemmeno.”
E chiusi la posta senza dare ne seguito ne importanza a quella lettera.

Dopo quella sera , tornai a casa per il week end ad Alessandria, ma al ritorno a Genova ,non riuscii più a contattarla al pc, la cercai per una settimana tutte le sere connettendomi, ma nulla o era sparita o aveva cambiato indirizzo o non so cosa. Lo stesso per il numero del suo smartphone che diventò muto all’improvviso senza segnale. Stava di fatto che non la sentii mai più. La persi.
Smisi di pensarci e mi dedicai ad altre cose, lo studio in primis e al mio ragazzo che spesso veniva a trovarmi, sentendo la mia mancanza e io la sua.

Passò qualche mese , un pomeriggio piovoso di quelli che ho visto solo a Genova, ero nella mia
stanza seduta al piccolo tavolinetto a scrivania che navigavo, quando mi venne in mente di
guardare se avevo ricevuto posta .
C’è n’era parecchia , ma tutta pubblicità e scorrendo l’elenco mi cadde l’occhio su l’email di due mesi prima speditami da Emanuela.
Restai a pensare un po’ guardandola, poi cliccai sopra e la riaprii e rilessi il suo messaggio. C’era l’indirizzo che mi aveva inviato evidenziato in azzurro e in collegamento con il sito, lo guardai e poi decisi di curiosare, cliccai due volte sopra dalla email stessa, e lo aprii.
Restai colpita, era un sito molto bello con sfondo rosa tutto al femminile, con una musichetta
dolce e orecchiabile di sottofondo.
La presentazione d’apertura mi colpì molto, diceva:
“ Se sei arrivata qui, sicuramente stai cercando in internet un’opportunità di lavoro on-line molto redditizia e seria. Come leggerai, stiamo cercando ragazze/modelle per “videochat d’intrattenimento per adulti.
Ovunque tu sia, sappi che qui troverai la soluzione ai tuoi problemi economici e un lavoro
virtuale e anonimo che potrai svolgere anche da casa tua, senza spostarti e quando potrai o vorrai tu, l’importante che tu sia maggiorenne e di bella presenza.” E continuava nella spiegazione delle modalità per aderire con dei giochi di parola:
“Scopo di questo sito è di darti le principali nozioni sul funzionamento e sull’iscrizione per iniziare a esibirti da subito.
Il link per l’adesione lo troverai nella pagina -iscrizione e contatti-.”
Cliccai e andai avanti sempre più incuriosita, ma anche affascinata e attratta da quella singolare presentazione, c’era una descrizione completa su tutto quello che dovevo sapere per aderire, e divertita iniziai a leggere:
“Diventare cam girl e lavorare in webcam è molto semplice e soprattutto divertente, ma richiede dedizione, pazienza e cautela.
La cam girl con il lavoro in webcam deve mostrarsi e chattare sempre ripresa dalla propria cam e divertire gli uomini o le donne collegate in videochat ,con simpatiche e stimolanti conversazioni intrattenitrici e con l’immagine del suo corpo, al fine di far crescere in loro il desiderio di intraprendere una colloquio piu’ intimo e privato, dove l’utente pagherà un prezzo a minuto e la camgirl guadagnerà a sua volta per ogni minuto che intratterrà l’utente in privato .”
Subito pensai indignata :
” Quella ragazza, Emanuela l’ha fatto!… Deve essere impazzita o è una poco di buono, oppure una depravata esibizionista… “ Riflettendoe giustificandola subito dopo:”… probabilmente lo avrà fatto per i soldi.”
Maliziosamente pensai divertita e con un pizzico di civetteria:
”Però! Non sarebbe male, farei tutto dalla mia stanza.”
E continuai a leggere non solo curiosa, ma anche interessata, era ben composto quel sito e la spiegazione molto completo e dettagliata, e leggevo con attenzione e sempre maggior trasporto:
“Hai la possibilità di guadagnare, dai 500 ai 4000 euro al mese con un lavoro che effettuerai da casa tua, senza vincoli contrattuali e nella libertà più totale, senza orari e nella più totale sicurezza dell’anonimato, più lavorerai e più guadagnerai.
Effettuiamo i pagamenti su postepay e su conto corrente bancario in Italia ed in tutto il mondo.
Il guadagno dipenderà dal tempo che dedicherai al lavoro sul sito.
Lavorando poche ore al giorno (2-3 ore n genere alla sera), in media guadagnerai circa 2000-3000 euro al mese.” Informava per invogliare ad aderire.
“Una bella cifra.” Pensai, risolverebbe tutti i miei problemi economici. E continuai a leggere:
“Per iniziare vi serviranno solo:
Un computer, una webcam e una buona connessione ad internet.
Una volta completata, l’iscrizione fisseremo un prezzo in gettoni e potrai collegarti ed entrare nella nostra videochat pubblica, dove verrà rilevata la tua webcam e potrai iniziare a lavorare e mostrarti anche subito.”
Sempre più curiosa e interessata prosegui a leggere :
“L’iscrizione è semplicissima e non ti verrà chiesto di scaricare contratti o software, dovrai solo completare il form con i tuoi dati, accettare le condizioni contrattuali, caricare una fotocopia del tuo documento di identità da entrambe le parti (chiaro e leggibile) per la conferma della tua età che poi verrà distrutto, questo e per la sicurezza e serietà che noi mostriamo verso le nostre ‘girl’ . Devi avere un indirizzo email sicuro ed antispam, dove riceverete il link di attivazione del tuo account.”
Il tutto dando del tu alla possibile interlocutrice, al fine di coinvolgerla di più anche confidenzialmente.
“Una fotocopia della carta d’identità? E’ un rischio.” Pensai.”Loro saprebbero chi sono.”
Ma poi ripensando ipotizzai:
“ Lo faranno per essere sicuri che una ragazza non sia minorenne, per motivi legali.” E
continuai ad andare avanti a leggere.
“Ogni settimana entro la mezzanotte di ogni domenica ti verranno versati i guadagni con bonifico bancario anonimo o con ricarica postepay se si preferisce.”
Il contratto virtuale era molto chiaro e completo e mi dava una impressione di serietà, proseguendo con i “ Consigli Utili “su come lavorare e legare con i clienti, in modo enfatizzante e avvolgente per una ragazzina:
“Ricordati sempre, che tu in quel momento sei un’intrattenitrice per adulti, una STAR, un’attrice. “ Proseguendo a dare istruzioni comportamentali:
“Cerca sempre di apparire e recitare al tuo meglio, ciò che appare di te appartiene ad una personalità unica, la tua e sarà ciò che determinerà il tuo successo.
Indossa abiti con colori intonati, sexy, cura i particolari come se ti preparassi per un appuntamento galante importante.
Metti la videocamera vicina allo schermo , così che sembrerà che tu stia guardando dentro la webcam mentre stai leggendo cosa è scritto in chat se non avete il microfono o non volete parlavi.
Assicurati di avere molta luce su di te in modo che la webcam mostri un video chiaro e ben a fuoco.
Accertati che il tuo microfono sia sempre acceso, venderai sempre molte più esibizioni webcam parlando piuttosto che chattando, la voce è sensuale, lo scrivere no.
Rivolgiti agli utenti usando il loro nick-name, ridi spesso con loro e sorridi sempre.
Il modo in cui ti comporterai sarà molto più importante del tuo aspetto fisico.
Quando devi fare qualcosa che non è sexy, cerca di farlo fuori dall’inquadratura del videochat
oppure disconnettiti, fai il log out dalla webcam, così fai sapere agli utenti che stai facendo una
pausa.
Cerca sempre di trovare un modo per soddisfare le richieste degli utenti, cerca di dire sì a tutte le loro richieste, trovando un modo che magari ti risulti meno difficile o più confacente alla tua personalità o al tuo modo di pensare; cerca di essere creativa e divertente quando prendi un po in giro gli utenti.””
Era un vero e proprio libretto di istruzioni comportamentali, di come agire per accontentare il
cliente e non sentirti volgare e immorale. Oramai presa da quella presentazione continuai a leggere tutto andando fino in fondo.
“Cerca di rispondere subito a tutte le domande e a tutte le richieste che ti faranno, se ti chiedono di mostrarti , fallo senza reticenze, lasciati ammirare.
Cerca di attirare il maggior numero di utenti possibili, fai in modo che ciascuno voglia portarti fuori dalla chat room.
Ricordati che sei una star per tutti gli utenti che ti visitano; distribuire bacetti e mostrarsi attirando l’attenzione, è la chiave per ottenere più tempo retribuito.
Fai sempre sapere ai clienti quando sarai collegata in linea in modo che ti contattano, aggiorna sempre il tuo programma online.
Ricorda! Lavorare in webcam è un mestiere, tu sei un’attrice e con loro ti dovrai impegnare
Seriamente, dovrai costruirti una base stabile di utenti e ammiratori che non mancherà di ritornare a trovarti e di ritornare ancora e poi ancora… . Quindi, pensa e ricorda che è una questione di dedizione, più lavori e meglio lavori, più guadagni; se lavori tanto e bene, puoi guadagnare davvero parecchio.”
Finiva con una didascalia rossa maiuscola ed evidenziata:
“ SEI UN’ATTRICE, SEI UNA STAR CONQUISTALI, LORO SONO IL TUO PUBBLICO!!!”

Al termine restai sbalordita, devo dire che quella presentazione mi colpì molto, non me l’aspettavo così semplice e chiara.
Era invitante. Praticamente bisognava chattare o dialogare con loro e mostrarsi fino a restare nude davanti a persone adulte, ma solo virtualmente, persone che non si conoscevano e che non avrebbero potevano identificare, e poi solo per un paio di ore al giorno e si sarebbero guadagnati migliaia di euro.
Quel paragonarsi ad un’attrice e recitare, serviva a sdoppiarti, a crearti un’altra identità per
facilitare l’adesione e la partecipazione.
L’offerta era allettante, ma non mi andava, io ero una ragazza seria, di sani principi morali e religiosi e poi avrei dovuto dare le mie generalità vere con una fotocopia della carta di identità, e non mi andava.
Certo visto dal loro punto era una richiesta giusta e legittima, per non incappare in minorenni, e denotava una certa serietà dei gestori del sito in quello che facevano, comunque non ci volli pensare, chiusi l’email e uscii dalla posta.
Ero frastornata e sbalordita, sia da quello che aveva fatto quella ragazza Emanuela, che dai consigli che dava il sito, che erano un po’ troppo spinti, bisognava comportarsi come
una che più che mostrare vende il suo corpo e forse era la stessa cosa, ero tentata, ma anche un po’ spaventata , decisi di rifletterci e non scartai l’idea.
Passarono alcuni giorni, tra lo studio e la restrittività del mio modo di vivere .
Spesso ci pensavo, la proposta era allettante e il guadagno sembrava facile e remunerativo e il rischio era basso e con la maschera sul viso , ti invogliava a farlo. Già Emanuela aveva detto che se volevo potevo farlo con una mascherina sul volto per non mostrarlo.”
Incoscientemente come solo a 19 anni si può essere, un pomeriggio sola nella mia stanza mentre studiavo, a un certo punto all’improvviso pensandoci, d’impulso decisi di provare e mi iscrissi, diedi tutti i miei dati, l’indirizzo email e inviai in allegato fotografia della carta d’identità da entrambe le parti e nelle note specificai che la mia adesione alla richiesta, era subordinata alla loro accettazione di poterlo fare con la maschera sul volto.
Non nego di aver fatto tutto con timore, ma anche una sorta di eccitazione.
Mi dicevo:” Provo! Intanto peggio di così economicamente non mi può andare, se non mi va o non mi piace, smetto.”
Subito dopo, nel giro di pochi minuti mi arrivò in automatico una email di conferma dell’iscrizione e dopo qualche ora una vera email, non programmata ma scritta realmente al momento e recitava:
“Buonasera signorina Marta, grazie di essere interessata alla nostra proposta e di essersi iscritta.
Siamo lieti che lei voglia chattare e mostrarsi ai nostri utenti.
Il lavoro consiste semplicemente nel sexy show “cam girl”, fare un piccolo spettacolo sexy alla cam e volendo inizialmente ha la possibilità di coprire il volto, quindi può mettere una mascherina come da lei richiesto, in modo che si senta più tranquilla e nessuno la possa riconoscere…dovrà solo mostrare la bellezza del suo corpo… ma la mascherina non dovrà coprire tutto il viso, e nemmeno il naso dovrà essere solo per gli occhi, ricamata, femminile e sexy ,ce ne molte in commercio e troverà senz’altro nei negozi specifici o di materiali carnevaleschi.
Come detto sul sito Il suo guadagno sarà calcolato per minuti, cioè per ogni minuto di show verrà pagata… il prezzo del minuto è ancora da concordare con lei , ma non sarà meno di un euro per minuto.
Una nota aggiungeva informava :
“ In modo facoltativo se le interessa potrà guadagnare di più , dando la sua disponibilità ad
effettuare nella sua città incontri di relazione oppure restare semplicemente solo come cam girl.”
Naturalmente optai per la seconda, la prima mi dava una sensazione da escort e non mi piaceva, ma la nota continuava:
“Per discutere i dettagli, propongo se lei è d’accordo di fare un colloquio diretto online tramite Whatsapp, messenger oppure Kik o skype… e poi se vorrà, oltre che al cellulare anche dal vivo presso la nostra sede genovese .
La sua privacy ,il suo nome reale, di dov’è, e che cosa fa nella vita non ci interessa ovviamente, ma naturalmente dovrà farsi vedere in cam da noi senza maschera, per verificare che sia realmente quella che ci hai detto, la persona della fotografia della carta d’identità. Questo a tutela sua e nostra per evitare imbrogli e dimostrare la nostra serietà.”
E terminava:
“Tramite il nostro sito avrai tanti fans!
Aspetto presto sue notizie .
Cordiali Saluti
L amministratrice del sito sexy show cam girl Franca .”

Riflettei su quello che aveva scritto e richiedeva, e Il fatto che fosse una donna mi dava un po’ più di tranquillità.
Mi venne da sorridere, decisi di scrivere e confermare il suo contatto tramite chat .
”Provo , se lo faccio sarà per pochi mesi soltanto. “ Pensai, e quello fu l’inizio della mia fine.

Ci incontrammo un pomeriggio convenuto, scelsi Skype che lo avevo già sul pc portatile, e in video chiamata ci vedemmo in viso tramite la cam , lei era una signora bionda sulla cinquantina un po’ giunonica, gentile e mi chiese subito :
“Posso darle del tu Marta? Lei potrà fare lo stesso con me. Preferisco un rapporto diretto agli ossequi spesso vuoti.”
Sorrisi ero d’accordo con lei.
“Certo signora Franca!” Risposi.
Franca,, solo Franca senza signora .” Disse sorridendo anche lei.
E iniziammo a chiacchierare in collegamento.
“ Ciao Marta, sei molto bella sai! Mora e con un bel viso. “
La ringraziai del complimento.
Mi spiegò ancora alcuni dettagli e poi mi chiese:
” Ora mostrati, alzati e allontanati un po’ dalla cam e fammi vedere il seno e le gambe.” Ero imbarazzata e turbata, ma l’accontentai visto che era una donna e mi aveva fatto da subito una bella impressione. Mi allontanai di un metro e alzando la maglia e il reggiseno le mostrai il seno e poi togliendomi i jeans e restando in mutandine le mostrai le gambe.
“ Non mi sbagliavo prima nel giudizio, sei davvero bellina. Sei depilata sotto:” Chiese a
bruciapelo.
“ No !” Dissi ,
“ Bè questo poi si vedrà, l’importante è che sia curata e bel delineata, sai quando te la
guarderanno dovranno sentirsi eccitati.”
Un brivido mi percorse la schiena, mi sentivo turbata a parlare con quella donna e a quello che mi diceva. Ma che stavo facendo? Mi stavo mostrando a una donna che nemmeno conoscevo?
Mi rimisi in ordine e tornai a sedermi e a riguardo di quello che dovevo fare le parlai delle mie paure, della mia vergogna a mostrarmi non avendolo mai fatto, del timore ad essere riconosciuta. Ma lei fu molto confortante e rassicurante :
“ Se vorrai i primi tempi potrai mettere la mascherina, fin quando non ti abitui, poi potrai usare delle parrucche o truccarti il viso, ma vedrai che poi ti piacerà anche senza. Lo fanno in molte ragazze, stai tranquilla .Questa paura l’avrai solo all’inizio, poi passerà.”
Al nostro sito bisogna essere registrati, non è aperto a tutti e quindi c’è una selezione.
Mi aveva dato sicurezza, ma confermai che senza mascherina non lo avrei fatto. Mi parlò anche dei guadagni e nonostante le mie titubanze, mi convinse a provare.
“Partirai con 60 centesimi al minuto i primi tempi , poi vediamo, se sei brava aumenteremo in fretta.
Trovati anche un nome erotico che ti piace… un nome d’arte!” Disse ridendo:” Non vorrai farti chiamare dai tuoi clienti con il tuo vero nome, Marta! E’ per la tua tutela.”
Sorrisi, il fatto che chiamasse clienti i miei possibili fans, mi dava fastidio, una sensazione ambigua, ma li per li me ne fregai.
“Per qualsiasi cosa chiamami pure, ti lascio il numero del mio cellulare disse Franca .” E così fece.
Acquistai la mascherina, nera con naso fuori e gli con occhi a forma di gatta, in pizzo ricamato di filigrana.
A un’ora stabilita una sera che mi sentii pronta mi collegai con il suo sito che mi connesse con la loro videochat pubblica . Prima di iniziare gli dissi il nome che avevo scelto per me, Stella, mi piaceva, ma lei lo rifiutò ritenendolo troppo dolce e romantico per il suo pubblico e che ci voleva qualcosa di forte e digitò sulla didascalia del mio schermo il nome di “Afrodite” che secondo lei era più indicato a me, perché eccitavo solo a farmi guardare.
E iniziai a chattare o a chiacchierate esibendomi con il nome di Afrodite, e in base al tempo spogliarmi dietro la mascherina parlando con loro, allungando i tempi per togliermi gli indumenti che mi chiedevano gli utenti, e ogni volta sempre di più. E se all’inizio ero timida e vergognosa e mi presentavo quasi vestita, in seguito per quel gioco, seguendo i consigli di Franca acquistai sicurezza e misi lingerie sexy coordinata e di vari colori,bianca, rossa o nera in pizzo ricamato; e aprivo i miei incontri in mutandine, reggiseno, calze, reggicalze e scarpe con tacco 10 cm coperta inizialmente da una stola sulle spalle, che era il primo indumento che toglievo a loro richiesta.
Dopo qualche mese mi feci conoscere e pur con la mascherina divenni simpatica e sicura di me seguendo i consigli di Franca.
Mi collegavo e videochattavo con i clienti, tutte persone adulte e mature, facevo quello che chiedevano, dopo un po’ che videochattavo, a loro richiesta iniziavo a spogliarmi lentamente, i primi tempi non completamente, restavo in reggiseno e slip, ma poi viste le richieste sempre maggiori, acconsentii a mostrarmi, prima senza il reggiseno e poi interamente nuda facendo vedere la figa e accarezzandomi.
“Intanto ho la maschera.” Pensavo.
Erano tutti uomini libidinosi, sbavavano a vedere il corpo fresco, nudo e giovane di una ragazzina diciottenne spogliarsi e danzare con sottofondo musicale per loro, ma soprattutto che ubbidisse alle loro richieste senile.
Molti si masturbavano e lo mostravano in cam, ma io secondo i consigli di Franca dovevo
lasciare fare, adularli falsamente, sia per le dimensioni che per la vitalità, anche se a volte
qualcuno era davvero impressionante.
Era disgustoso quello che facevo, dentro di me lo disapprovavo, ma anche eccitante quella esibizione e quella osservazione di loro, e non era rado che alla fine mi sentivo bagnata tra le gambe anche se era stomachevole.
Erano corretti, o così sembrava allora, ogni settimana tramite Franca mi accreditavano sulla mia posta pay il compenso che avevo raggiunto, iniziai a guadagnare qualcosa , non le cifre che avevano detto, ma ogni settimana, mi screditavano con regolarità dai due ai trecento euro per un paio di ore in webcam alla sera, e per me andava benissimo, era come se ricevessi uno stipendio.
E cambiò tutto, iniziai a respirare, a fare un’altra vita avendo un po’ di soldi liquidi da spendere per me, per qualche vestito. Iniziai ad acquistare qualche capo d’abbigliamento più elegante e sexy e sempre su consiglio di Franca , cosmetici e lingerie provocante come mi suggeriva lei. Avevo anche qualche soldo per il ristorante quando mi veniva a trovare il mio ragazzo. Avevo detto a lui e ai miei famigliari che facevo parte di una squadra che faceva ricerche per un dottorato e che ci davano dei premi, poca roba, ma intanto mi permettevano di togliermi qualche desiderio.
Tutto appariva regolare, anche i soldi che avevo.

Quand’ero in video chat molte erano le richieste per vedermi masturbare e anche in viso senza mascherina.
La responsabile del sito Franca, mi scrisse che moti clienti erano disposti a pagare di più per vedermi, arrivando ad offrirmi un euro a minuto.
Ma io non mi sentivo ancora pronta, sia a farmi vedere in viso e soprattutto a masturbarmi, non lo avrei mai fatto.
Erano passati oltre due mesi da quando avevo iniziato ad esibirmi in video chat e mi andava bene quello che facevo, senza aggiungere altro. Al turbamento e al disgusto iniziale, era subentrata una forma di accettazione per quel che vedevo e facevo, provavo una specie di eccitazione inconscia a mostrarmi nuda, fino ad arrivare ad accarezzarmi da sola il sesso e il corpo davanti a loro.
“Prova a togliere la maschera e rasa i peli sulla fighetta.” Insisteva Franca .
“”Non mi sento di togliere la maschera, ho paura di essere riconosciuta! E i peli non mi va di rasarmeli.” Rispondevo.
“Ma figurati paura? … Di che cosa?! Vedi anche tu che persone sono.” Disse.
“Si ! Lo so, ma mi sembrerebbe di fare qualcosa di peccaminoso a mostrarmi a viso aperto.”
“Non dire sciocchezze Marta, i tuoi clienti abituali ormai li conosci, sai che faccia hanno e sai che non ti conoscono . Quindi prova! … Scegline due o tre che preferisci tu e inizia a mostrati a loro, vedrai l’effetto che fai. I complimenti e il guadagno.
E non truccarti che così dimostri meno anni di quelli che hai, senza trucco sembri una sbarbina e a loro piacciono le ragazzine acqua e sapone.“
Mi resi conto dopo, che Il fatto che anch’io inconsciamente li chiamassi clienti e non utenti come Franca, era un indottrinamento inconscio che faceva su di me e che mi stava portando inconsapevolmente in un’altra dimensione.
Ma allora mi sembrava normale chiamarli così.
Mi aumentarono il guadagno a un euro il minuto e su richiesta e pressione di Franca, ma anche per mio desiderio personale, mi depilai il sesso completamente e mi esibiii senza mascherina come aveva proposto lei, con due clienti, a mostrarmi con il sesso depilato e il volto scoperto; e provai una sensazione di piacere maggiore a sapere che mi vedevano nuda, con il sesso depilato e in viso.
Non mi rendevo conto allora che mentre danzavo nuda e senza maschera potevo essere ripresa da qualche loro pc, sinceramente non ci pensavo, credevo che non potessero registrarmi da un altro pc che non era il mio. Ma non era così, potevano.
Guadagnavo di più, quasi il doppio, erano passati altri mesi ed ero cambiata, psicologicamente e fisicamente, mi vestivo in modo più elegante, ricercato.
Franca mi adulava sempre, dicendomi che ero bellissima, che avevo un bel corpo e che avrei
potuto guadagnare molto di più se solo mi fossi esibita dal vero in un locale che avevano loro in città.
Mi invitò a provare, ad esibirmi come ragazza immagine o ballerina di lap dance, sul cubo visto che mi piaceva molto ballare e lo facevo anche in cam, e vedere come mi sarei approcciata con quel mondo nuovo. Mi consigliava di provare e me lo ripeteva sempre.
La tentazione era forte, non so nemmeno io perché, mi lasciai convincere:
” Ma solo provare.” Dissi, sapendo che dentro di me mi sarebbe piaciuto farlo , avevo sempre
invidiato quelle ragazze bellissime danzare sui cubi o alla pertica e io ora avevo l’opportunità di essere come loro.
A quel punto le scrissi che ero curiosa di provare, senza impegni e obblighi. Lei mi rispose nel
giro di pochi minuti, fissando un appuntamento per parlare di persona… e mandandomi l’indirizzo di dove incontrarci.
Il giorno dopo andai all’incontro, trovai il locale indicatomi in una traversa del centro della città ,
“ L’Opi Club” , era un locale notturno e quel pomeriggio era chiuso .
Suonai come d’accordo e mi venne ad aprire Franca , non nascondo che ero emozionata a
quell’incontro.
Restai stupita nel vederla di persona, era una donna sulla cinquantina, più adulta di mia madre, ma molto più bella di come la vedevo in video, era ben truccata e ben vestita e anche molto alta per essere una donna.
Come mi vide mi sorrise e mi abbracciò, baciandomi sulle guance, come se fossimo state due
vecchie amiche che non si vedevano da tempo o due parenti, zia e nipote.
“Ciao cara!” Esclamò :” Sei ancore più bella che in cam . Vieni dentro , accomodati .” E mentre mi accompagnava dentro , mi aiutava a togliere il giubbino.
Dentro vidi il locale, era una sala da ballo bellissima .
“Siedi pure! “Mi invitò, mentre vidi arrivare un uomo, che mi presentò come il titolare del locale e dell’agenzia proprietaria del sito dove mi esibivo come web girl.
Quando fu vicino gli disse:” Questa è Afrodite!… La nostra Afrodite!”
Lui sorrise porgendomi il braccio.
“Ciao! Sono Giorgio .” Si presentò stringendomi la mano. Era un bell’uomo di 40 anni , molto
affascinante.
“Questo è il locale.” Disse Franca:”Non è molto grande, ma ci stanno più di 200 persone e qui che dovresti esibirti.”
“Ma non so se ci riuscirò.“ Dissi sinceramente:”Farlo in cam è una cosa, ma avere persone vere davanti è un’altra.”
“Ma si che ci riuscirai!” Rispose tranquillizzandomi:”E’ più facile di quello che pensi.”
“Si Che c’è la farai.” Aggiunse Giorgio:” Tu prova dai! Ora metto la base.”
“Come prova?… Adesso?” Domandai spaventata.
“Si ! Siamo solo noi tre, dai! …Vedrai che non ti vergognerai, devi fare solo la ragazza immagine, ballare sul cubo e sorridere, lo potrai fare come vuoi, normale, truccata in viso o con una maschera. Potrai scegliere.
Sei predisposta, convinta, bella e soprattutto determinata e potrai fare tanti soldi nel settore dello spettacolo se vorrai.”
“ Eh magari !” Risposi sorridendo di quelle adulazioni.
Comunque mise la musica, salii sulla pedana e iniziai a ballare, e vedevo loro due giù che
annuivano sorridendo e parlando tra loro.
“Mostra le gambe!” Gridava Franca per farsi sentire e io al ritmo della musica esaltata di quella prova, tirai su la gonna lentamente fino a l’inguine, ballando in quel modo, mostrando le gambe completamente.
Terminata la musica scesi.
” Sei andata molto bene! Altro che vergogna.” Si congratulò Franca.
“Allora quando incominci?” Disse Giorgio.
“Oddio!!” Esclamai:”Non so!”
“Facciamo giovedì, c’è meno gente e ti ambienterai di più, intanto ci sono altre due ragazze, le
conoscerai e indosserai degli abiti da spettacolo:
“Vieni , provali.” Disse Franca e mi portò nel retro, nel camerino delle ragazze .
“Ora ti do il tuo abbigliamento da Lap dance con mini gonna e corpetto. “ Mi informò iniziando
a farmi spogliare per indossarlo.
“E’ un bellissimo completino che hanno già indossato altre ragazze e in 4 pezzi”.
Quando lo ebbi indossato lo osservai , era composto da un meraviglioso gonnellino a pieghette
cortissimo che mi copriva appena il pube e si svasava allargandosi, permettendo a chi era sotto di vedere tutto, con bordo in alto in colore nero e filamenti in colore oro. Il bordo del gonnellino presenta sul davanti due piccole stringhe con nastrini in raso di colore fucsia, ma era cortissimo, a guardarlo sarà stato 20 -25 cm di altezza .
Il corpetto top a reggiseno rosso, partiva da sopra l’ombelico lasciandomi tutto il ventre piatto tra il gonnellino e lo stesso esposto agli sguardi , era in tessuto elasticizzato con applicazione di pizzo sul davanti , accanto alla bella stringatura centrale su cui passa il nastro in raso fucsia.
“E’ molto disinvolto!” Dissi per non dire osceno:” Non so se riuscirò ad indossarlo in pubblico .
“Oh si che ci riuscirai !” Rispose Franca.
Quel suo modo di fare, quella certezza che aveva nell’affermare che io potevo fare quello che mi chiedeva, mi piaceva , ma mi indisponeva anche, sembravano ordini quelli che mi dava.
Indossai un paio di calze velate rosse autoreggenti e un paio di scarpe con zeppa e con tacco altissimo più di quelle che avevo in casa che mi misero in difficoltà a camminare.
Mi passò dei guanti a infradito di pizzo bianco con fiocchetto decorativo applicato sopra che mi arrivavano ai polsi . Una fascia sui capelli e un fiore.
Mi guardai allo specchio, non mi riconoscevo più.
“ Non riuscirò a ballare con questi tacchi.” Le dissi .
“Si che ci riuscirai, ci riescono tutte, le prime volte ballerai tenendoti all’asta della pertica, finchè non prenderai padronanza , allora poi ti staccherai e farai da sola.”
Ero elettrizzata da quella nuova avventura, mi attraeva e accettai.
Prendevo duecento euro a sera da ragazza immagine, in quel locale che aveva tutto l’aspetto di essere un night club. Non dovevo far niente, se
non ballare, nemmeno spogliarmi.
“Devi fare come le altre due ragazze.” Disse Franca.
Le altre due non erano Italiane, ma dell’est Europa , rumene. Loro ne pigliavano
duecentocinquanta di euro, perchè oltre che ballare si sedevano ai tavoli con i clienti e li invogliavano a consumare, a bere e a spendere soldi, cosa che io non avrei mai voluto fare.
Le altre sere che non andavo al locale, a volte mi esibivo in webcam, guadagnando ancora e inoltre dovevo dire ai miei clienti che se mi volevano vedere dal vero, dovevano venire nel night, il giovedì, il sabato o la domenica sera.

Al night stavo lì, ballavo, guardavo e mi divertivo e nient’altro. Bello no? Era come se mi regalassero i soldi. Ma non era così. In pochi mesi, soltanto in pochi mesi, mi hanno cambiata e trasformata.”
Per lavorare però loro mi consigliavano, farei meglio a dire mi esortavano ad accettare dei
compromessi, di essere “carina” coi clienti. “ Devi sorridergli, farti guardare, eccitarli, come facevi in cam, non cambia nulla. Sei mascherata.”
E così incominciai ballando con il nuovo look a mostrare le cosce, a piegarmi volontariamente in avanti mostrando il sedere a chi era dietro e notavo che si eccitavano e anche a me sinceramente divertiva e piaceva. Ero diventata Afrodite, la ragazza misteriosa del locale, per via della maschera e richiamavo più attenzione delle altre due.
Il proprietario,Giorgio era un bell’uomo, mi piaceva e mi corteggiava, ma io gli resistevo essendo quasi fidanzata e innamorata del mio ragazzo.
Una sera il locale come al solito era affollato. C’era una festa di compleanno e il festeggiato si
prodigava nell’offrire a tutti cocktail e liquori.
Dopo aver ballato per un´ora senza sosta avevo bisogno di bere qualcosa di fresco, ero sudata e accaldata e la pelle sembrava avvampare .
Da circa due mesi avevo cominciato a subire pesanti attenzioni che rasentavano la molestia da un cliente maturo, sulla cinquantina, che si sedeva da solo al tavolino ordinava da bere e mi guardava, e quella sera voleva che io mi sedessi con lui.
Continuava ad infastidirmi dicendomi spesso volgarità, non mi piaceva come persona.
Ne parlai con loro :” Non essere sciocca , quell’uomo è un buon cliente, vai a sederti al tavolo con lui e bevi. Vieni ti accompagno io.” Disse Franca.
Non volevo, ma come a una bambina capricciosa, autoritaria mi prese la mano e mi accompagnò in fondo alla sala, nella penombra lontano dalle luci, al suo tavolo. Si sedette anche lei dicendo:
“ Ecco dottore!!…Gli ho portato la nostra meraviglia, Afrodite, starà un po’ al tavolo con lei a tenerle compagnia.” Esclamò Franca sorridendo, mentre quell’uomo spostandosi mi faceva posto per sedermi nel divanetto a fianco a lui.
Iniziò a farmi i complimenti:
”Ti osservo sempre hai un bel corpo molto desiderabile, perchè non mi fai vedere il viso?”
“No!” Esclamai scuotendo la testa. Ma Franca inaspettatamente, allungò il braccio e mi tolse la
maschera dicendo :
“ Su! …Ora basta con queste storie, al signore puoi mostrarti tranquillamente è persona rispettosa e fidata.”
Sorpresa e incredula del suo gesto, restai a viso scoperto davanti a quell’uomo che mi scrutava, mi sentivo come nuda senza maschera.
”Si! …Sei molto bella anche di viso come pensavo e soprattutto giovane.” Aggiunse.
“Adesso bevi con me! …Stai un po’ qui con me!“ Ripetè e a un cenno di Franca il cameriere ci
portò da bere tre coppe di Champagne.
Non ero abituata a bere, ma quella volta sotto lo sguardo di Franca iniziai.
Dopo qualche sorso, mi accorsi che quell’uomo mi osservava.
“Sei carina con quel vestitino lì …” Disse facendo segno con il dito:”… sono sicuro che sotto sei ancora meglio”. Affermò sorseggiando.
Ero infastidita, non per le parole e il suo modo di fare, in cam ne avevo sentite e visto di peggio, ma perchè era tutto reale, lui era vicino a me e mi faceva uno strano effetto averlo di fianco a scrutarmi e adularmi.
Sorrisi senza dire nulla .
Franca all’improvviso si alzò e si allontanò lasciandoci soli.
“Hai una mini cortissima che si vede tutto, le gambe con il tuo bel sederino e l’ombelico .
Sai che quando balli sul cubo e sculetti mi ecciti!” Disse.
“Dio mio!” Pensai, solo allora mi resi conto di dove mi ero cacciata, dalle parole fredde e volgari di quell’uomo.
“Se lo sapessero i miei genitori cosa sto facendo, minimo mi ammazzerebbero, mi direbbero che solo le donne di strada girano vestite così e si accompagnano a uomini di questo tipo.”
Come se fosse la prima volta, vedevo gli occhi degli altri che mi fissano e leggevo nei loro sguardi il desiderio e la libidine verso di me.
“Ti guardano tutti! “ Esclamò:
”Chissà cosa darebbero per chiavarsi una diciottenne come te quegli uomini là nell’angolo che non smettono mai di fissarti. Ti mangiano con gli occhi, sono eccitati al punto che mi sembra di vederli mentre ti spogliano e abusano di te possedendoti con i loro cazzi grossi e duri, mentre le loro mani ti toccano tutto il corpo.”
Aveva cambiato modo di parlare, oltre che volgare era diventato maleducato e rozzo e mi
intimoriva.
“Non mi interessano queste cose, perchè io non le faccio.” Risposi, cercando di alzarmi .
Ma lui mi bloccò tenendomi per il polso.
“Stai qui!..Dove vuoi andare ?”
“Devo ballare!” Dissi, sperando che lasciasse il polso, ma invece stringendolo di più e facendomi male mi tirò giù e mi invitò a risedermi di nuovo a fianco a lui con forza.
Guardavo attorno, tra la semioscurità e le luci per vedere qualcuno che conoscevo e potesse aiutarmi. Franca era in un ‘altro tavolino con altra gente e le ragazze ballavano e Giorgio non lo vedevo .
“Dai resta qui seduta vicino a me, parliamo solo del più e del meno, di cosa fai qui e quando balli se ti piace. “ Disse con un ghigno perverso.
Volevo andare via, ero spaventata trovai una scusa:” Devo andare in bagno:” Dissi
Ma all’improvviso sentii la sua mano allungarsi sulla mia coscia e tirarmi giù con forza la calza autoreggente rossa:
“Ma cosa fà?” Chiesi indignata, ma lui non mi diede retta dicendo:
“Che pelle morbida, è color del latte e hai due gambe lunghe e bellissime.” Mormorò.
Un brivido di ribrezzo mi percorse la pelle, era la prima volta che un estraneo mio toccava e mi dava una sensazione di viscido, di schifo.
Per non irritarlo gentilmente gli tolsi la mano facendo finta di niente, ma lui la riposò subito sulla coscia, accarezzandola di nuovo e mentre lo faceva per la seconda volta, sentii dei brividi sulla schiena , diversi da quelli di prima .
“No!…Tolga la mano la prego! “ Esclamai .
“Zitta!” Rispose dandomi all’improvviso uno schiaffo sul viso .
Non me l’aspettavo, restai impietrita … da lontano Franca aveva osservato senza intervenire , vide anche lei lo schiaffo, ero timorosa, aveva una strana luce negli occhi quell’uomo e mi incuteva inquietudine.
“Vi credete donne, andate in giro a provocare e poi quando qualcuno vi accarezza fate le ritrose. Ti piacciono gli uomini? “ Chiese.
Alla mia esitazione ripetè forte:” Ti piacciono gli uomini?”
“Ho il ragazzo.” Risposi .
“Allora ti piacciono gli uomini .” Disse sorridendo:” Ti chiava lui?!” Domandò con uno sguardo che mi spaventava. Non risposi, annui con la testa, e al mio movimento del capo esclamò:
” Allora eccoti un cazzo vero puttanella.”
E così dicendo, aprì la cerniera dei pantaloni e tirò fuori dai pantaloni e dalle mutandine un cazzo grosso e duro, con il glande rosso fuoco .
Era tutto scappellato e ricco di grosse vene sulla superficie della cute, non ne avevo mai visti così grossi, nemmeno in cam. Ridendo mi prese la mano e tirandola a forza me la mise sul cazzo:
“Fammi una sega muoviti!” Mi ordinò.
“ Ma che fa? E’ pazzo!! …Per chi mi ha preso?” Esclami scandalizzata e sconvolta.
Ma lui stingendomi di più il polso fino a farmi male, ripetè:
“Fammi una sega!”
“No la prego!… No! “ Lo supplicai.
“Muoviti !” Urlò come un pazzo mollandomi un’ altra sberla.
Mi guardai in giro, avevo le lacrime agli occhi, nessuno interveniva, anche quelli che vedevano
come Franca.
Scoppiai a piangere, avevo paura , ma non volevo farlo alterare di più e mentre ero seduta di
fianco a lui, per paura cominciai a masturbarlo, a muovere su e giù quel palo di carne calda, che mi terrorizzava per le dimensioni così diverse da sentire in mano a confronto di quello del mio ragazzo.
Speravo che sborrasse in fretta e poi mi lasciasse andare. Ma mi sbagliavo, la sega era solo
l’inizio di quell’inferno, voleva molto altro.
“Che belle manine che hai! Togli i guanti, voglio sentire la tua pelle sul mio cazzo. “ Borbottò .
Mi tolse i guanti e iniziai a masturbarlo a mano nuda, mentre lui sorrideva compiaciuto.
“Sei brava!” Esclamò.
Poi all’improvviso mi prese la testa e me la spinse con forza sul cazzo costringendomi a baciarlo:
”Bacialo su! …Bacialo!!” Esclamò.
“No! No! Noo!” Urlai ma lui mi teneva forte per i capelli e la testa ingiù.
“La prego! Mi lasci andare.” Gridai piangendo, chiamai Franca mentre ero a testa in già, ma
non venne, non venne nessun, le mie parole finirono sommerse dalla musica .
Era schifoso, aveva odore di urina sul pene e addosso un forte profumo di muschio.
Tenendomi per la mia capigliatura nera, mentre ero piegata su di lui, attorcigliandomi i capelli nella mano me lo fece prima baciare e leccare e poi attorcigliando di più i capelli, al suo comando piangendo lo presi in bocca .
“Fammi un pompino e bene! Sarai capace se hai il ragazzo, li avrai già fatti anche a lui, e cerca di non farmi male se no sono sberle.” Pronunciò.
Pur di finire in fretta feci come con Renato, il mio ragazzo, lo presi in bocca e iniziai a succhiare.
Il glande era grosso e caldo e si vedeva che la mia ritrosia e le mie suppliche lo eccitavano, perché sentivo il suo cazzo sussultare ad ogni suzione e passaggio della mia lingua che roteavo sulla cappella gonfia, alternandole a delle succhiate a labbra chiuse, stando attenta a non stringere il glande con i denti e non fargli male per paura che mi picchiasse, e sperando di farlo venire in fretta.
Quando volgevo lo sguardo in su, lo vedevo chiudere gli occhi e sbavare, mentre io speravo che quella tortura finisse in fretta, era la cosa più brutta e schifosa che mi era capitata in vita mia.
Ero seduta sul divanetto a fianco di lui, piegata lateralmente con il tronco a succhiarglielo contro la mia volontà, quando sentii la sua mano infilarsi tra le cosce mentre lo spompinavo e risalire fino al mio sesso e toccarlo con le dita, infilarsi sotto il triangolino del perizoma prima un dito, poi due e poi tre tirandolo con forza fino a strapparmelo, lasciando i due lembi lacerati anteriore e posteriore aperti davanti al sesso e si mise con il dito a sfregarmi il clitoride, ma non riuscivo a provare piacere in quel momento, ma solo ribrezzo.
Toglieva il dito se lo portava alle labbra e lo inumidiva con la saliva, per tornare poi su a titillare il clitoride, sembrava avesse mille mani e fu infilandomi un dito nella fessura e spingendolo in fondo che ebbi un sussulto e sentii una strana sensazione di piacere. Mi irrigidii tutta e strinsi forte le gambe e piansi ancora di più, ma lui non se ne curava anzi:
“Che brava bocchinara che sei, alla tua età fai già pompini così meravigliosi.”Asserì.
“Basta ! Basta ! Mi lasci andare, per favore, per chi mi ha preso, io non sono una delle ragazze che pensa lei.
Tolga il dito dal mio sesso per favore. “ Lo supplicai .
Lo tolse e me lo fece vedere:
“Vedi com’è bagnato, è ricoperto di umori! Vuol dire che stai godendo, che ti piace farti ditalinare da me troietta… Non fare la preziosa, vi conosco, siete tutte uguali.
Se sarai brava dopo ti farò un bel regalino.”
E dicendo così mi spinse la testa ancora di più sul cazzo portandomi quasi soffocare e vomitare.
Mi chiedevo com’era possibile che nessuno intervenisse, soprattutto Franca, che certamente
sapeva quello che mi stava facendo.
“Mi fai morire di piacere! Dio che voglia di sborrarti in bocca che ho.” Esclamò quell’uomo.
Chiusi gli occhi e sperai che non lo facesse, mi faceva schifo tutto di lui, immaginiamoci il suo
sperma.
“Girati voglio chiavarti !” Disse all’improvviso
“Come? No! No! No! “ Gridai terrorizzata:” Questo nooo! Sono fidanzata!” Ma tra la musica in quell’angolo semibuio nessuno intervenne e lui continuò.
Sentendo quelle mie parole di supplica e di terrore si eccitò ancora di più, sembrava una belva, mi prese per la vita e di peso, facendomi roteare con il suo braccio e mi mise inginocchio sul divanetto . Non c’era bisogno di togliere niente, con il dito prese i residui del perizoma dietro e davanti e li tirò forte lacerandoli facendomi con l’elastico male all’addome, ma rompendole e strappandomele via, lasciandomi praticamente senza mutandine.
Ero terrorizzata:” La prego! La prego!” Urlavo girando la testa verso di lui. Ma lui dandomi uno schiaffone forte su una natica disse: “Stai ferma se no è peggio!”
Ci fu una pausa poi esclamò:
“Sembri una cagnetta pronta per la monta!”Ricordo ancora quelle parole .
Mi venne dietro strusciando e puntando il cazzo sulla mia fessura, tenendomi ferma, inginocchiata sul divanetto con un braccio, cercai di stringere le cosce per reazione , ma questo lo fece imbestialire ancora di più ,iniziando a darmi dei schiaffi forti sulle natiche. Mi bruciavano, ero confusa e spaventata, piangevo ma ero turbata da quella situazione, ero nelle mani di un cinquantenne perverso e mi sembrava tutto assurdo, impossibile che mi accadesse.
“Allarga bene le gambe troietta! So che lo vuoi anche tu, allargale e non farmi innervosire che è meglio per te .” Ripetè.
Alla mia esitazione schiaffeggiandomi forte la natica da farmela arrossare e bruciare la pelle, me le aprì di forza spingendo il suo ginocchio tra le mie cosce, subito puntò la cappella contro il mio sesso, tra le mie labbra vaginali, mentre io terrorizzata e incredula non gridavo più, e spinse con forza, ma faceva fatica a penetrarmi e sentivo male.
Io fino ad allora ero stata solo con il mio ragazzo e non avevo mai avuto rapporti sessuali con altri e lui aveva un pene di riguardo.
Sentivo un bruciore pazzesco e un dolore assurdo mentre lui spingeva per farlo entrare, ma la fessura della mia vulva era
stretta non riusciva ad accoglierlo e aprirsi.
“Strano! Per essere una troietta ce l’hai stretta! Ma adesso te l’allargo io !” Esclamò esaltato.
Lo tirò fuori e lo lubrificò insalivandolo , soprattutto la cappella, mentre io con le mani ero attaccata allo schienale, lo stesso fece con la mia fessurina . Lo appoggiò di nuovo e spinse vigoroso , aprendo come una porta a due ante le mie labbra vaginali ed entrare tra un mio urlo coperto dalla musica e mi penetrò con la sua grossa cappella.
Ebbi un sussulto, un soprassalto e mi inarcai indietro con la schiena, sentivo il suo cazzo entrare lentamente e riempire tutta la vagina, era una sensazione spaventosa mai provata, arrivava a toccare il mio giovane utero .
“No! Noo!!” Esclamai , dimenandomi, mentre lui mi teneva per gli esili fianchi.
Iniziò a muoversi.
Si muoveva dentro di me, sentivo il suo pene pulsare contro le pareti della vagina, allargarle con forza al passaggio e per reazione contrarsi iniziando a darmi sensazioni di piacere, muovendosi avanti e indietro avvolto dalle mie pareti di carne, che bruciavano per la brutalità con cui mi aveva presa .
Lui continuò strizzandomi il seno e baciandomi i capelli e il collo.
“Dioo che bello chiavarti ! Sento il cazzo fasciato dalla tua fighetta calda, ce l’hai strettissima, mi fai venire… piccola mia troietta !” Esclamava.
Oramai non opponevo più resistenza, volevo solo che tutto finisse in fretta e purtroppo in quella mia arrendevolezza iniziai a sentire sensazioni piacevoli.
Diede movimenti forti e veloci che lo sentii battere sull’utero facendomi dondolare con il tronco e il sedere sul divanetto sempre tenendomi aggrappata con le mani allo schienale, e purtroppo iniziavo a godere, a provare piacere, e lui se ne accorgeva sentendosi bagnare sempre più la vagina .
“Ti piace vero… ehh!!” Esclamò:” Lo sapevo!”
Non volevo mostrarlo, mi vergognavo di quello che provavo, ma sentivo il piacere montare, arrivare l’orgasmo. Non riuscii a trattenermi e con le lacrime agli occhi abbassai la testa dall’altra parte dello schienale e iniziai a sbatterla e a gemere piena di vergogna, mentre vidi al mio fianco Franca che mi osservava in piedi e in silenzio.
Un urlo e arrivò l’orgasmo, forte, bello e profondo nonostante odiassi quell’uomo che mi stava violentando e provassi disgusto per lui e per tutto. Fu un orgasmo improvviso non voluto e intenso, come non ne avevo mai avuti prima . E nonostante la situazione era bellissimo.
Anche lui venne non appena tolse il cazzo da dentro, la sentii per la prima volta larga e sentii i suoi schizzi di sperma caldo arrivarmi sul sedere, e dalle natiche colare verso le cosce.
Restai estasiata dall’orgasmo, ma provavo una sorta di repulsione per lui e per quello che mi avevo fatto. Non avrei voluto godere con lui , ma in quei momenti il mio corpo non rispondeva più dalla mia mente e me ne vergognavo, avevo il rimorso anche di quello che avevo fatto in video chat e mi sentivo umiliata.
Quando tutto si calmò volevo vomitare, non vedevo l’ora di tornare a casa e fare la doccia pur di togliermi d’addosso il suo odore, l’ odore del suo pene e del suo sperma e quel profumo di muschio che avevo sulla pelle.
Franca mi accarezzo i lunghi capelli neri, ma io la guardavo con rabbia e con gli occhi lucidi.
“Su! Adesso non fare così, il signore ti farà un bel regalo ora!” Mi disse.
E lui come se niente fosse si rimise a posto, mi diede un bacio sulla guancia e mi mise in mano tre biglietti da 100 euro.
Ero strabiliata, quell’uomo mi pagava per avermi violentata, per aver fatto sesso con me contro la mia volontà e goduto del mio giovane corpo, e Franca compiaciuta mi osservava e accarezzava il viso per confortarmi .
Quando se ne andò, smisi di piangere
” Vieni !” Mi sussurrò, mi portò nel retro, lavati la faccia e poi vieni qui con me. Mi fece sedere e bere un liquore per riprendermi da quella avventura .
“Vuoi andare alla polizia a fare denuncia?” Mi domandò.
Non sapevo che rispondere, avrei voluto, ma ero solo una ragazzina impaurita e invece scoppiai a piangere. Franca mi abbracciò la testa mentre piangevo e iniziò ad accarezzarmi i capelli e baciarmeli affettuosamente.
“Non avere paura ci sono io qui con te!… Lascia perdere la polizia che tanto non ti crederebbero. Pensa un po’ a te, al lato positivo.”
Fece una pausa e sorseggiò anche lei il liquore per poi riprendere:
“Hai guadagnato 300 euro in poco tempo.”Disse:” Sei molto richiesta, potrai guadagnare molto se vuoi con noi.”
“Ma io non voglio fare queste cose!” Esclamai insicura e intimorita da quello che era accaduto.
“ Oh si!… Se non vuoi farlo per te …lo farai per noi, come le altre ragazze .” Disse fredda, aggiungendo:
“ Ora abbiamo bisogno di te, e vedrai che poi ti piacerà farlo. Lo farai solo per qualche mesetto, ti farai parecchi soldini e nessuno saprà niente e potrai smettere quando vorrai.” Proseguendo guardandomi seria :
“Giorgio è bravo, ma sa anche essere molto cattivo con le sue ragazze, sarebbe capace di farti del male e lascia perdere la polizia, dammi retta, si tratta solo di qualche mese, forse uno e poi ritorni ai tuoi studi.”
Ero terrorizzata da quelle parole, non volevo ed esclamai per cercare una via di fuga da quella situazione:
“Non posso tornare a fare la cam girl?”.
“No!…Te lo detto, per qualche mesetto, almeno uno lo dovrai fare qui, come le altre ragazze, andare al tavolo con loro e accompagnarti con qualche cliente se richiesto, e lo puoi fare con il preservativo, solo tre giorni alla settimana infondo, per un paio di mesi… .
“Ora se vuoi puoi andare a casa, nell’ostello, ma non parlare con nessuno di quello che è accaduto, è difficile da dimostrare che non eri consenziente. E accompagnandomi a cambiare, guardandomi negli occhi mi disse in tono minaccioso:
“Mi raccomando ti aspettiamo sabato sera alle 21,00 e non farci scherzi che non ci piacciono, se no ti veniamo a prendere noi . “
Era giovedì notte , il venerdì mattina mi svegliai tardi e confusa e non andai a lezione in facoltà, rimasi a letto a pensare all’accaduto, avevo paura di loro. All’improvviso sentii squillare lo smartphone, Franca … lessi sul display , era lei che mi invitava a uscire e ad andare a fare shopping con le altre ragazze, che sarebbero passate a prendermi e ci saremmo viste davanti all’entrata dell’ostello tra mezz’ora .
Non avrei voluto andare per timore e ripugnanza, ma qualcosa dentro di me mi trascinò da loro. Mi lavai e vestii e scesi. Le incontrai tutte sorridenti, mentre io avevo dentro me il mio dramma di essere stata violentata la sera prima.
Mi persuasero ad andare con loro anche se non volevo. Andammo a pranzo assieme e poi a fare compere in via XX Settembre e per finire il pomeriggio dal parrucchiere, e tutto a spese di Franca.
Il sabato dopo ci pensai a lungo e poi alla sera seppur controvoglia tornai all’Opi club. Mi accolsero tutti con un sorriso.
“Brava che sei venuta!” Disse Franca e inizia istruita da lei a ballare ed a essere gentile con i clienti che mi segnalava, andare al loro tavolo a chiacchierare e farmi toccare anche sotto il suo sguardo attento, e concedermi in qualche separè a loro, ma da quella volta con i preservativo che mi passava lei, imparai a metterlo ai clienti, ad appartarmi con loro e fare giochini fino a lasciarmi penetrare.
Prostituendomi, perché era quello che facevo… .Iniziai a guadagnare molto , anche 3-4000 euro al mese. Era iniziata una nuova vita per me, che doveva essere provvisoria solo di un mese o due, invece… .
Avevo cambiato modo di vivere, non dissi nulla a nessuno che frequentavo quel posto, ne al mio ragazzo ne a mia sorella. Iniziai a diventare sensibile ai corteggiamenti di Giorgio e finii tra le sue braccia e nel suo letto, dimenticandomi che ero fidanzata. Lui mi piaceva e mi accettava così com’ero, anche se mi concedevo ad altri … .
Stavo bene con lui, fino al punto che me ne innamorai.
Riuscii a dissimulare perfettamente la cosa con tutti, quelli che conoscevo, con il mio ragazzo
invece quando veniva a Genova dovevo inventarmi delle scuse, sembrava che capisse che c’era qualcosa di diverso in me .

Un pomeriggio che venne a trovarmi intuì che qualcosa realmente non andava e incominciò a
farmi domande pensando che avessi conosciuto qualche altro ragazzo. Teneramente cercò di starmi il più possibile vicino, sperando di aiutarmi a superare quel momento, che lui credeva di sbandamento per un altro giovane e non per un uomo adulto che aveva oltre il doppio dei miei anni. E io non feci niente per fargli capire che non era vero, anzi glielo lasciai credere che avevo conosciuto un mio coetaneo all’università, era un alibi per me che pensasse questo. Ma non mi piaceva ingannarlo, ero sempre stata una fidanzata innamorata, sincera e buona verso di lui e gli volevo bene, e alla fine gli dissi la verità o quasi.
“ Ho trovato lavoro in un night e faccio la ragazza immagine per guadagnare qualcosa e studiare. Ballo sul cubo e in pista e intrattengo i clienti stimolandoli a consumare di più.”
“La ragazza immagine? Come quelle che si vedono in tv o nei films, mezza nuda?” Domandò
stupito.
“Si !” Gli dissi pur sapendo di ferirlo.
“Ma come hai potuto! Non hai pensato a me, ai tuoi genitori?”
Allora iniziai a spiegarle come era accaduto che facessi quel lavoro, omettendo tutta la parte che riguardavano le mie esibizioni in web cam, i rapporti sessuali con gli avventori e il mio amore per Giorgio.
Dopo avermi ascoltato esclamò arrabbiato :
“Ma come puoi?… Mostrarsi è come vendersi , sei la mia fidanzata !”
“Scrollai le spalle .”
“ Lo fai per i soldi?” Domandò ancora .
“Si !” Ammisi e dietro le sue domande insistenti di approfondimento e di conoscenza della verità esclamò:”E’ lì che lo hai conosciuto?” Riferendosi all’ipotetico mio ragazzo.
“Si!” Gli risposi mentendo:” E’ li che lo incontrato, ci siamo frequentati e messi insieme.”
“E a me? …A me non hai pensato?” Domandò.
“Tu non c’eri… .” Risposi come a giustificarmi.
“Si! Io non c’ero, ma ero a casa a pensarti. Perchè ti amo!!! ” Urlò.
Anch’io l’amavo, ma ero cambiata, non ero più la Marta piena di entusiasmo arrivata a Genova per studiare Medicina e Chirurgia, ero diventata un altra, gli volevo bene ora ma non l’amavo
più.
Dopo quel finale e sapendo che mi incontravo con lui, Chiese irato:
“Ci vai a letto?”
Esitai, poi risposi:“Si!… Abbiamo rapporti sessuali completi.”
Subito non voleva crederci, poi prese atto della realtà che gli raccontavo e si mise a piangere
come un bambino, con mio grande dispiacere e sofferenza .
Quel chiarimento avvenne tutto in circa 15 giorni tra il primo e l’ultimo incontro avuto con lui, sotto continue sollecitazioni da parte sua, che continuava ad andare avanti e indietro da Alessandria a Genova e viceversa .
Gli dissi che lui mi piaceva e le volevo molto bene, ma non ne ero più innamorata, che le cose cambiano, ma a lui volevo sempre bene …e pianse ancora.
So di essere stata cattiva con lui, ma lo facevo per il suo bene e anche per il mio .
Dopo quelle esperienze al night, cercai di fare l’amore con lui. I primi giorni presi dall’impeto , ci riuscimmo.
Ma poi quando capì che il mio orgasmo non c’era più con lui , non lo sentivo più con lui e non era più capace di farmelo provare, capii che anche a me non piaceva più farlo con lui, non godevo, non lo sentivo sessualmente ma solo affettuosamente , e in quei momenti pensavo a Giorgio.
Disse che se lasciavo il mio amante mi perdonava, voleva riprovare a fare l’amore, accettai, per un periodo ci rivedemmo ancora qualche volta, ma sotto la tensione e il dispiacere non riuscì più ad avere rapporti sessuali con me, non riusciva ad avere un erezione completa, sconvolto da quello che gli avevo confessato, di aver perso il mio amore. Per lui non ero più pura, non ero più la ragazza dei suoi sogni.
Si tormentava, continuava a chiedersi e a chiedermi come stavano realmente le cose dentro la mia testolina e se avrebbe avuto speranza che tornassi con lui. Volendo sapere e avendo nel contempo una paura folle di sapere.
Continuava a torturarsi e non credermi quando gli dicevo delle mie sensazioni ed emozioni
diverse da quelle di prima che sentivo sempre per di lui.
Alla fine decisi di troncare, oramai avevo sempre Giorgio in testa. Ci lasciammo con dolore, tutti e due con le lacrime agli occhi, lui tornò alla nostra città e io restai
a vivere a Genova.
Dietro consiglio di Franca e convivendo con Giorgio, smisi di studiare e di frequentare la facoltà di medicina, non riuscivo a tenere la frequenza delle lezioni e studiavo con fatica, così mi riproposi di sospendere temporaneamente e di riprendere un po’ più avanti, quando sarei stata bene economicamente. E poi lavoravo con Giorgio e per lui, ed ero felice.
Venni via dall’ostello per lasciare la camera a un’altra ragazza e su indicazione di Franca e Giorgio andai a vivere in un appartamentino con le altre due ragazze.

Capitava spesso, come le altre due ragazze, su cenno di Franca, di concedermi sessualmente a qualcuno dei clienti, ricevendone un corrispettivo in denaro.
Avevo intrapreso quell’attività e guadagnavo discretamente, praticamente mi vendevo una o due volte per sera tre volte alla settimana.
Dopo un certo periodo di alcuni mesi in cui oramai ero l’amante di Giorgio ufficialmente, lei e lui mi dissero che dovevano parlarmi, li ascoltai e mi proposero un salto di qualità, di non avere più incontri al night, ma averli durante le giornate o le serate in ambienti particolari, con clienti facoltosi, praticamente dovevo diventare una escort , come si usa dire, sotto la loro protezione.
Accettai e mi convinsi del fatto che avere una storia con Giorgio e avere la sua agenzia di
copertura dietro le spalle sulla quale contare fosse la cosa migliore… soprattutto vista la mia
inesperienza in quell’ambiente.
Oramai avevo quasi vent’anni e i rapporti con i miei genitori si erano raffreddati, loro non volevano che lasciassi l’università per lavorare .
Dopo quell’incontro con Giorgio, Franca cambiò subito il mio aspetto, da ragazzina acqua e sapone che ero, mi trasformò in donna sofisticata, truccata,tinta nei capelli di un colore chiaro tra il biondo e il castano e sempre ben vestita. Mi fece un corso di formazione per imparare a rapportarmi con quel tipo di clienti, le buone maniere, ma soprattutto a spogliarmi e a rendermi importante e sensuale con loro.
Il mio nome d’arte sul lavoro e per i clienti è sempre Afrodite, nell’ambiente sono conosciuta così.
Le tariffe di quell’attività, mi convinsero definitivamente della scelta di quello che diventerà il mio unico lavoro, quattrocento euro per due ore e da 1000 a 2500 a week end, sabato e domenica e 5000 euro a settimana per una vacanza col cliente.
L’agenzia di Giorgio raccoglieva solo una percentuale del 40% , lasciando il resto a me,
facendomi guadagnare qualche migliaio di euro a settimana .”
Se per un periodo lo pensato, ora non mi sento una prostituta, reputo la escort una donna diversa che non lo fa solo per i soldi o perchè obbligata , ma anche perchè le piace farlo, come è successo a me. Io molte volte provo piacere a farlo con i clienti, godo davvero e penso che questo mi distingua dalle altre.
E poi questo lavoro mi fa guadagnare abbastanza bene, quel tanto che basta per vivere da sola in un bell’appartamento, comprarmi vestiti all’ultima moda e frequentare bei locali e bella gente.

Ora oltre che vivere in un bell’alloggio, mi sono comprata anche l’automobile che avevo sempre sognato, la FIAT 500.
Sono passati alcuni anni da allora e i miei genitori non sanno nulla della mia vera attività, mia madre è convinta che io ora lavori in uno studio medico come assistente …e mi dice sempre di tenermelo stretto il lavoro che ho, specie di questi tempi di crisi, altrimenti nella vita non avrò mai nulla.
Il mio ex ragazzo lo rivisto, si è messo con una mia amica, oramai siamo così diversi e lontani anni luce, non tornerei più indietro, sono contenta per lui e spero che lei sia la donna giusta della sua vita.
Io ora ho 25 anni e guadagno in una settimana quanto mio padre incassa in un mese, e ho
intenzione un futuro di comprarmi una casa qui a Genova e viverci. Anche se vengo da una famiglia semplice, ho delle ambizioni.
Non lavoro più per Franca e per Giorgio, l’amore è finito anche con lui, ,ma faccio sempre la
escort… ho deciso di farlo perche’ guadagno tanto e in fondo, il sesso mi piace, anche quello con facoltosi vecchi e grassi sconosciuti.
Ho un compagno, un romano, si chiama Lucio, che fa da procacciatore di clienti e da protettore a me e ad altre ragazze, ci vogliamo bene e spero un domani di avere un futuro con lui, dei figli… .

Afrodite.

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